domenica 5 novembre 2017

Le false vocazioni del Cammino

"90 kikos", cioè una cinquantina di ragazzi
che si sono "alzati" davanti a Kiko
Quando i neocatecumenali vantano di avere duemila, anzi, tremila seminaristi, meriterebbero una lunga sinfonia di pernacchi.

Infatti un seminarista della Chiesa cattolica:

1- matura i primi segni di vocazione nel segreto della confessione e della direzione spirituale, cioè è aiutato e valutato anzitutto da un sacerdote e in segreto (per evitare interferenze e conseguenze di fuochi fatui);

2- dopo tutto il periodo necessario, viene presentato al vescovo (l'ordinario del luogo) da un sacerdote di reciproca fiducia, generalmente il suo stesso parroco, che ne garantisce adeguato discernimento;

3- se accettato, comincia il percorso di formazione e di studi nel seminario indicato dal vescovo, secondo i tempi indicati (e possibilmente personalizzati) dal vescovo, attraverso formatori di cui il vescovo ha fiducia;

4- se al termine della formazione viene giudicato idoneo, viene ordinato dal vescovo al diaconato (e perciò incardinato in diocesi intendendo rimanervi per sempre) e quindi al sacerdozio (promettendo ubbidienza al vescovo e ai suoi successori).

È sostanzialmente così anche negli ordini religiosi, società di vita apostolica, ecc.
Quando contestiamo i limiti e i difetti riscontati nelle case di formazione non stiamo mai contestando la prassi fiduciaria sopra indicata. Il sacerdozio è un sacramento che si trasmette "per fiducia": un vescovo non ha alcun obbligo di ordinare candidati che non ritiene adatti per la sua diocesi o che non ritiene di conoscere abbastanza bene e stimare degno del sacerdozio, così come un ordine religioso non ha l'obbligo di accettare qualunque candidato si presenti, pur ottimo.

Napoli: giovani presbiteri kikiani in processione
attorno al palco dello schitarrante Kiko
procedono facendo il "gesto del gorilla"
Passiamo ora ai cosiddetti "seminaristi" neocatecumenali:

Punto 1: salvo rare eccezioni, non hanno la vocazione.

Il loro percorso vocazionale, anziché nel segreto della confessione e della direzione spirituale, comincia con un gesto pubblico: l'«alzarsi» davanti a Kiko.

Durante il suo spettacolo il laico Kiko dal palco fa la sua cosiddetta "chiamata vocazionale" annunciando previamente i numeroni giganteschi da vantare alla stampa:
  • non solo Kiko apostrofa gli "alzati" con parole brutali e stupide: «aspetti forse che tua madre muoia di cancro?»,
  • non solo le presunte "vocazioni" sono tutt'altro che spontanee (chiedevano soldi per mandare alla GMG «quelli che si dovevano 'alzare' davanti a Kiko»), fabbricate dai cosiddetti "catechisti" che ritengono segno di vocazione il non essere fidanzati o sposati,
  • ma addirittura le vocazioni vengono vagliate da laici ignoranti e spedite a caso tramite una ridicola estrazione (dai nefasti effetti della quale scampano solo i raccomandati figli di alti esponenti del neocatecumenalismo).
Imbarazzante "liturgia" neocatecumenale
all'interno di uno spazio "sacro"
È davvero difficile immaginare che una vera vocazione possa nascere come istintiva "alzata" di fronte pagliacciate idolatriche e per di più gestita (se non addirittura pianificata) dai cosiddetti "catechisti", laici arroganti e ignoranti che hanno come unica "qualità" la loro fedeltà assoluta alle deiezioni kikiane-carmeniane.

Punto 2: tali presunte vocazioni sacerdotali procedono nei seminari neocatecumenali Redemkikos Mater senza che il vescovo abbia voce in capitolo. Se il vescovo davvero riuscisse a dire che non gradisce quel tale candidato, paff!, lo si sposta comodamente in qualche altro seminario R.M. aggirando il parere del vescovo.

I seminari R.M. non sono nati per esigenza della Chiesa, ma per esigenza del Cammino: fino a quel momento le false vocazioni neocatecumenali venivano puntualmente mandate via dai seminari (per la loro ignoranza, arroganza, competenza nel solo neocatecumenalismo e in nient'altro), e perciò Kiko e Carmen - con l'aiuto del cardinal massone Ugo Poletti - ebbero bisogno di "fabbricarsi in casa" il proprio clero inventando i seminari R.M., un'assurdità sul piano canonico, seminari che fanno capo a dei laici.

Con opportune «oliature» e opportuni trasferimenti "in missione", si troverà poi qualche vescovo disponibile a ordinare al sacerdozio quei candidati neocatecumenali vagliati da personale neocatecumenale e addestrati solo agli usi e costumi neocatecumenali.

GMG Rio 2013: pretino neocat prepara
il "sacro snack" per i giovani neocat
dotati di maglietta neocat di riconoscimento
Punto 3: la formazione nei seminari R.M., per quanto riguarda durata e contenuti, risponde esclusivamente alle esigenze del Cammino. Lo dice lo stesso statuto di tali seminari, intesi a preparare al sacerdozio per «seguire la vita e l'itinerario del Cammino Neocatecumenale».

Il vescovo non ha voce in capitolo: i capicosca del Cammino gli presentano un candidato da ordinare, cosa fa? Si rifiuta? Lo fanno ordinare da qualche altra parte, e cominciano a venir meno le comode «oliature» e a venir fuori pressioni e minacce trasversali. Vorrebbe rifiutarsi una seconda volta? Pressoché impossibile, a meno di chiudere il seminario R.M.

Quel seminario, lasciatogli in eredità dal vescovo precedente, diventa una palla al piede. Tanti sforzi per curare e vagliar bene le proprie vocazioni diocesane, e poi i kikos hanno il praticamente il diritto di fargli ordinare un perfetto incompetente, moralmente e spiritualmente sinistrato, psicologicamente dipendente dai cosiddetti "catechisti", convintamente al servizio esclusivo del Cammino salvo qualche gesto ipocrita nei primi anni.

Punto 4: dopo un po' di finzione sull'apparire disponibili per la diocesi (periodo nel quale il pretino neocatekiko farà di tutto, specialmente dietro le quinte, per impiantare il virus neocatecumenale nelle parrocchie che in teoria doveva servire), il pretino non vede l'ora di partire "itinerante" per la "missione", eterna vacanza pagata dal Cammino che ha come bonus la libertà di dare sfogo ai propri bassi istinti (si consideri ad esempio il caso del giovin pretonzolo neocatekiko arrestato mentre faceva sesso con una minorenne neocatecumenale, comodamente spedito a fare pastorale giovanile in uno degli ambienti più delicati della cristianità e addirittura difeso dall'oliatissimo vescovo).

Seminaristi neocatecumenali
mentre evocano qualche "spirito" di Kiko
I capibastone del Cammino sanno bene che la maggioranza dei vescovi è letteralmente assillata dalla scarsità di sacerdoti e dal problema di coprire le parrocchie. Tanti vescovi cadono nel tranello, la pubblicità neocat che presenta loro preti freschi pronti pronti da spedire in parrocchia, e magari sanno anche che dopo due o tre anni al massimo questi pretini "prendono il volo" (trovando mille scuse per farlo e diecimila appoggi dal Cammino), e magari sanno pure che questi sono degli emeriti incapaci su tutti i piani (liturgico, dottrinale, pastorale...) salvo nella foga di voler impiantare il Cammino dovunque vadano, e magari sanno persino che tali pretini non hanno la vocazione... ma l'urgenza di "coprire le parrocchie" acceca i vescovi (magari contribuisce molto anche l'«oliatura») e finiscono per lasciare lo scempio in eredità al vescovo successore.

Ribadiamo: salvo possibili ma decisamente rari casi, quelle dei seminari Redemkikos Mater sono false vocazioni, in quanto:
  • iniziano senza discernimento, con un gesto pubblico durante uno show idolatra;
  • proseguono affidate al giudizio di cosiddetti "catechisti" neocatecumenali, pressoché tutti laici, e certamente motivati anzitutto dalle esigenze del Cammino piuttosto che di quelle della Chiesa;
  • seguono esclusivamente l'itinerario e la spiritualità del Cammino, senza confrontarsi minimamente con gli itinerari e la spiritualità dei seminari diocesani o missionari;
  • vivono una moralità su cui c'è davvero molto da ridire;
  • vengono spostate un po' troppo spesso, per lo più in caso di scandali (esattamente come avveniva coi preti pedofili dello scandalo che devastò le diocesi americane una quindicina d'anni fa);
  • anche quando fingono di servire la Chiesa, la loro più impellente urgenza è quella di promuovere il Cammino a costo di disubbidire al vescovo al quale ipocritamente promettevano ubbidienza il giorno dell'ordinazione;
  • anche se un vescovo riesce a rifiutarsi di ordinare al sacerdozio tali false vocazioni, vengono comodamente fatte ordinare presso qualche altro vescovo più «oliabile»;
  • anche quando un vescovo decidesse di rimettere in riga tali pretonzoli neocatekiki, si scontrerà con la loro clamorosa inettitudine alla vita sacerdotale.
I seminari R.M. sono un vero cancro per la Chiesa anche quando partissero con le migliori intenzioni (e del resto le vie dell'inferno sono lastricate delle migliori intenzioni...).

37 commenti:

  1. Ricordo benissimo ad una convivenza regionale (Oggi di riporto) l'alzata di un mio amico che era lì con la sua ragazza,dopo tutte le strombazzate neocat i miracoli neocat l'amico fu mandato in un seminario diocesano ancora non esistevano i R.M.
    Tempo 3 settimane e fu rimandato a casa perchè non aveva la vocazione.

    Posso testimoniare anche l'abbandono dal cnc di tre presbiteri nati con le classiche alzateKiko ma formati in un seminario diocesano, perle e punte di diamante del movimento,uno era anche un bel capoccietto, che guarda caso hanno lasciato il cammino ma non la Madre Chiesa
    Che sufruimento mucho mucho

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  2. Confermo!
    Don giuseppe

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  3. Più volte mi è stato riferito che ragazzi di famiglie del Cammino con problemi, fra cui tossicodipendenza, delinquenza minorile, difficoltà di orientamento sessuale, vengono mandati alla Domus Galileae per essere avviati alla vocazione sacerdotale.
    Credo che la chiamata al sacerdozio non debba essere confusa con lo squilibrio, ma, senza escludere naturalmente nessuno per eventuali pregiudizi, debba trovare delle persone il più possibile scevre da problematiche psicologiche o comportamentali.
    A volte invece la necessità della kenosi neocatecumenale maschera personalità depresse o bipolari.
    Insomma, oltre al "trattamento" che un sacerdote subisce in comunità o nelle équipe itineranti tendente a fargli perdere la stima in sé stesso e nel proprio ministero (come spiegato nel recente articolo di Pax), il vaglio vocazionale ad opera dei soliti noti catechisti nei seminari RM e gli studi che si compiono nei suddetti seminari (con tutto il rispetto per l'autrice, per esempio,"una" Storia della Chiesa non può essere per esempio considerata "la" storia della Chiesa e sostituirne lo studio) già costituiscono un problema di base, che se non altro tende a far coincidere la propria scelta sacerdotale con la nuova evangelizzazione per la diffusione del cammino neocatecumenale, senza possibilità di riscatto.

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  4. "vengono mandati alla Domus Galileae per essere avviati alla vocazione sacerdotale"
    Per essere precisi vengono mandati là per essere rieducati da Don Rino Rossi.

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  5. Congratulazioni vivissime,caro Tripudio,per aver postato quest'ottimo articolo.

    Io aggiungerei anche una postilla che,specie nella Diocesi di Roma, si verifica puntualmente: se in una parrocchia ci sono le comunità neocat. allora il parroco di quella parrocchia sarà sempre di estrazione neocat. anche all'atto dell'avvicendamento,dopo i 9 anni canonici, il successore verrà anch'egli dai neocat.Non sia mai che ci mandino un normale prete diocesano,che non abbia la capoccia imbottita del kikiancarmenismo in tutti i suoi nefasti aspetti.....

    Oh,naturalmente le conseguenze in parrocchia si vedono eccome,e sono nefaste anch'esse:

    -Svuotamento progressivo delle Messe domenicali
    -Morte di tutti i gruppi parrocchiali diversi dai neocat.
    -Sciagurata pastorale giovanile, col famoso post-Cresima neocat.
    E ancora tante cose nefaste,che fanno morire la vita della parrocchia.

    Magari,se i moderatori sono d'accordo,si potrebbe fare un altro post,per parlare anche di questo.

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  6. Provvidenziale la Parola della Messa di oggi, conferma e conforto,
    Dio vede tutto e tutto dirige, se la Sua Giustizia/Misericordia sembra tardare, bisogna saper aspettare, con fiducia e certezza.
    La venuta del Signore è più sicura dell'aurora e, come sentinelle, dobbiamo attenderla!
    __________________
    DOMENICA 05 NOVEMBRE 2017
    XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A

    Dal libro del profeta Malachia
    Ml 1,14b-2,2b.8-10

    Io sono un re grande, dice il Signore degli eserciti, e il mio nome è terribile fra le nazioni.
    Ora a voi questo monito, o sacerdoti. Se non mi ascolterete e non vi prenderete a cuore di dar gloria al mio nome, dice il Signore degli eserciti, manderò su di voi la maledizione e cambierò in maledizione le vostre benedizioni.
    Voi vi siete allontanati dalla retta via e siete stati d'inciampo a molti con il vostro insegnamento; avete rotto l'alleanza di Levi, dice il Signore degli eserciti.
    Perciò anch'io vi ho reso spregevoli e abbietti davanti a tutto il popolo, perché non avete osservato le mie disposizioni e avete usato parzialità riguardo alla legge.
    Non abbiamo forse tutti noi un solo Padre? Forse non ci ha creati un unico Dio? Perché dunque agire con perfidia l'uno contro l'altro profanando l'alleanza dei nostri padri?
    _____________________________

    ........Io vi ho reso spregevoli e abbietti davanti a tutto il popolo......
    Quanti ne abbiamo visto degradarsi, anno dopo anno, decomporsi, smarrire la propria sacra dignità e abbandonare ogni umana pietà, divenendo insensibili, per appoggiare, con l'autorità di chi è consacrato, le nefandezze di tanti itineranti e dello stesso Kiko (Mario Pezzi docet).

    Pax

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  7. Don Bosco - era uno che di vocazioni ne capiva bene, tant'è che alla sua morte ne aveva donate alla Chiesa oltre duemila personalmente, e altre quattromila attraverso la società salesiana - spiegava il detto "molti sono i chiamati, pochi sono gli eletti" dicendo che ad essere chiamato al sacerdozio è addirittura uno su tre, ma di questi ultimi "pochi sono gli eletti" capaci di cominciare e ancor più di perseverare.

    Lo sfascio della Chiesa è visibile nella crisi del sacerdozio: quando l'Italia aveva venti milioni di anime, c'erano centodiecimila sacerdoti diocesani; oggi l'Italia ha il triplo degli abitanti, ma fra sacerdoti diocesani e religiosi non si arriva a cinquantamila, e l'età media è quasi sessant'anni (come a dire che statisticamente per ogni sacerdote trentenne ce ne sono due settantacinquenni).

    A chi obiettasse che all'epoca alcuni vedevano il sacerdozio come un mestiere, si può dire che lo stesso avviene oggi, vista la preoccupante percentuale di preti tiepidi, mestieranti del sacro, stufi persino di celebrare i sacramenti, risvegliabili solo dal tintinnìo dei soldi, impegnati solo a distribuire melense e insignificanti omelie.

    Quando vediamo qualche vescovo "darsi da fare" per rastrellare vocazioni non vediamo mai risultati che destino. Infatti, nel momento in cui la fede è tiepida nel popolo e persino nel clero, nel momento in cui la liturgia è ridotta a uno spettacolino, nel momento in cui la stessa formazione al sacerdozio viene intesa come un mestiere anziché come una responsabilità serissima davanti a Dio, come meravigliarsi che tutti gli sforzi per promuovere le vocazioni producano risultati minuscoli o addirittura controproducenti? (questo vale anche per le vocazioni alla vita consacrata in generale: dalla responsabile delle vocazioni di un ordine di suore una mia amica si sentì dire "un tetto e un piatto caldo" come motivi validi - ancorché non gli unici - per entrare in convento... e si capisce perché tanti ordini femminili sono stati letteralmente invasi da extracomunitarie che per ora fungono da badanti delle superiore e che aspettano solo di prendere definitivamente possesso dei beni dell'ordine).

    Se l'errore di tanti vescovi è accontentarsi di vocazioni sciatte e malmesse, il neocatecumenalismo riesce a fare di peggio, molto peggio, illudendosi che basti l'«alzata» e la perseveranza nelle pratiche del Cammino a sostenere una vita sacerdotale o religiosa, come se il laico peccatore Kiko avesse il potere di impartire ordini perentori allo Spirito e alla libertà altrui. Nella mentalità neocatecumenale il Cammino riduce la vita consacrata a un mestiere al punto che certi cosiddetti "catechisti" di mia conoscenza si comportavano come i genitori della manzoniana monaca di Monza (che le regalavano bambole a forma di suora), "inventando" la vocazione al figlio per il loro prestigio personale.

    Fra parentesi, se uno ha trascorsi di droga e omosessualità non è adatto al sacerdozio perché il suo discernimento è inquinato e comunque anche se ne fosse convintamente uscito finirà per ricaderci al primo momento di debolezza o di fatica o di noia. Illudersi di poterli "riprogrammare" (o addirittura "vocazionare") significa come minimo credere che la grazia di Dio funzioni senza la libertà umana.

    Quanto poi allo sfacelo che regna nei seminari Redemkikos Mater, ci sarebbero da farsi parecchie risate - tanto più che la maggioranza assoluta di tali "seminari" è un appartamentino di tre o quattro persone, compresi il rettore, l'eventuale vicerettore e i seminaristi, esclusivamente intenti nelle pratiche kikiane-carmeniane. E i vescovi li ordinano. Talvolta persino senza previa «oliatura».

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  8. Scusate se esco un attimo fuori tema e mi rivolgo a chi non mi potrà ascoltare.......piccolo O.T.....
    MA
    Oggi la Seconda lettura, dalla prima lettera di San Paolo apostolo ai Tessalonicesi, sembra scritta apposta per il Pontifex Maximus, autoproclamato santo iniziatore del POTENTE CAMMINO NEOCATECUMENALE, Kiko Arguello.

    Voi ricordate infatti, fratelli, la nostra fatica e il nostro travaglio: lavorando notte e giorno per non essere di peso ad alcuno, vi abbiamo annunziato il vangelo di Dio.
    _________________________
    Kiko ama molto spacciarsi per il novello S.Paolo di Tarso, ma S.Paolo, a differenza di Kiko, per far capire lo spirito profondo del suo apostolato che tutto dona, anche la stessa vita, paragona il suo amore a quello di una madre (potrebbe mai una madre SFRUTTARE i suoi figli?).

    Kiko cosa unisce te a S.Paolo? Tu che non hai lavorato un giorno da quando hai avuto la genialata del c.n. che ti ha aperto la via per vivere da nababbo sulle spalle altrui, fino ad oggi!
    A proposito a quando la prossima mega/colletta? Cosa inventerai ancora?

    La Parola di S.Paolo ti inchioda, trova un altro a cui paragonarti, tu ripeti sempre:
    "L'operaio ha diritto al suo salario"
    "Siamo figli di Re"

    Come sempre ripeti solo quello che ti fa comodo e tralasci il meglio,
    si l'operaio ha diritto al suo salario, ma S.Paolo dice che,
    PER NON ESSERE DI SCANDALO AD ALCUNO, SI È SEMPRE MANTENUTO COL LAVORO DELLE SUE MANI, anche a costo di uccidersi di fatica, questo dice.

    Poi penso che ti farebbe bene per più di un motivo lavorare un poco, sotto padrone, ovviamente.

    Pax



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  9. E che dire del Santo Vangelo?

    Ragazzi che Domenica oggi!
    Lo riporto,
    perché rileggerlo è, con un colpo d'occhio, contemplare un affresco:

    Dal Vangelo secondo Matteo
    Mt 23,1-12

    In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: "Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno. Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filatteri e allungano le frange; amano posti d'onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare ''rabbì'' dalla gente.
    Ma voi non fatevi chiamare ''rabbì'', perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate nessuno ''padre'' sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo. E non fatevi chiamare ''maestri'', perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo.
    Il più grande tra voi sia vostro servo; chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato".
    ___________________________
    Chi si innalzerà........attento Kiko, attento.....sali.....sali......sali ....più grande sarà il botto.

    Il Messia abitante in te, il Papa ha detto che sei santo, già qui e ora, tu dici che Carmen è santa, tu salvi la Chiesa che non ha un Catecumenato per i battezzati secolarizzati, che non ha arte sacra che parli all'anima, né canti decenti, né forza di attrazione sugli ebrei, ecc.ecc.

    Kiko e compagni (i 12 e i 72)
    Una immagine mi è tornata prepotente nella memoria. Nelle convivenze sempre per conto loro, un posto d'onore, una tavolata in una sala a parte, sempre distinti e separati dal popolino, essere invitati alla tavola di Kiko Carmen e padre Mario....un gran privilegio.
    ---------------------------
    Non fate come loro
    Mettono pesi sulle spalle degli altri, che loro non vogliono portare neanche se costasse poca fatica
    Si pavoneggiano fino a rendersi ridicoli e tutto fanno per essere ammirati, adorano essere adulati, amano i primi posti, i primi seggi, essere i primi, sempre i primi e gli unici, essere sempre loro al centro dell'attenzione ed essere chiamati "maestri" dagli altri, guide, rabbi!

    Che grande inganno! Che fiera delle vanità........eppure il Signore glielo dice chiaro e tondo.

    Ma come la ascolta Kiko la parola?
    A già.......questa la ascolta come Parola che parla ai Preti, ai Vescovi, ai Cardinali che lui deve chiamare a conversione, più o meno sfacciatamente....... non so ci mettiamo anche il Papa?

    Pax


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  10. Concordo con te Pax hai pienamente ragione

    Luca

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  11. Come già detto tante volte, la differenza fra un sacerdote cattolico e uno neocatecumenale è abissale.

    Con tutti i vizi e difetti che si possono contestare ad un sacerdote caratterizzato da mediocrità e fede tiepida, la sua mentalità è comunque quella di appartenenza alla Chiesa, alla gerarchia ecclesiale, all'istituzione Chiesa Cattolica. Può essere un disubbidiente, può professare stupidaggini ed eresie, può credersi superiore ai vescovi e al Papa, ma in fin dei conti se gli togliete la parrocchia si sentirà amputato di qualcosa.

    Al contrario, i pretini neocatecumenali sono per mentalità appartenenti al Cammino, alla gerarchia laicale del Cammino, alle istituzioni neocatecumenali. Anche quelle rare volte in cui provassero qualche interesse alla pastorale ordinaria (cioè, in fin dei conti, una pur blanda nostalgia della vera vita sacerdotale), devono ubbidire alle esigenze del Cammino - e devono perfino nascondere quell'interesse per evitare di doverlo identificare come un idolo in fase di "scrutini" neocatecumenali.

    Il pretino neocatecumenale, anche se dotato di incarico di parroco, anche se sul suo Twitter tira fuori frasette sdolcinate di autori che non ha mai letto, anche se assiduo marcapresenza alle riunioni del clero, pranzi del giovedì santo, riunioni foraniali e quant'altro, è semplicemente uno a cui lo zelo per la causa neocatecumenale lo divora.

    Molti anni fa, quando ho avuto modo di conoscerne, mi ostinavo a pensare di essere stato sfortunato ad imbattermi in un soggetto stupido e facinoroso, uno che magari doveva avere qualche strana ragione per comportarsi ipocritamente (ufficialmente "parroco di tutti", praticamente al servizio del Cammino). Ricordo un sabato sera in pizzeria, al tavolo, di fronte ad una pizza da urlo (di gioia) e una birra altrettanto degna, uno dei commensali disse con calcolata perfidia al kikolatra: "ma a te invece stasera sarebbe piaciuto stare in comunità, eh?" Per una frazione di secondo vedemmo il kikos ingoiare visibilmente un rospo più grosso di un elefante obeso. Eh, sì, perché per esibire al vescovo la propria diocesanità e la propria vicinanza alla 'gggente (due caratteri tutt'altro che neocatecumenali) aveva dovuto sacrificare un sabato sera. Farfugliò qualcosa come: "ma no, ma cosa dite, mica è obbligatorio per noi andare in comunità", tra le risatine di noialtri.

    Inutile precisare che poco tempo dopo prese il volo come "itinerante"...

    Ricordo poi il caso di un parroco marchigiano che diede in escandescenze perché si erano presentati in parrocchia alcuni seminaristi in talare (la veste talare - al pari del latino - è profondamente odiata dai neocatecumenali, salvo in quelle occasioni in cui i loro pretonzoli devono per sfoggiarla per sembrare più cristiani degli altri). Qui sul blog, tra i commenti, qualche neocatekiko facinoroso si spinse a dire che tale parroco non era contrario alla Messa in latino, anzi, stava persino studiandosela. Evidentemente dopo tanti anni tutto quello studio non ha portato ancora frutti, tant'è che il soggetto celebra sciattamente in parrocchia e continua a celebrare la carnevalata neocatecumenale del sabato sera.

    I vescovi queste cose le sanno ma il loro atteggiamento non è più quello di correggere e di guidare. Il loro atteggiamento è quello di tappare i buchi e sperare di essere promossi altrove. Quando vai dal vescovo a dirgli che in tale parrocchia il pretino neocatecumenale fa tali pasticci (liturgici, dottrinali, sociali, affettivi, economici, politici, pastorali...), il vescovo finge di ascoltarti con attenzione ma in realtà non vede l'ora di vederti andar via, a meno che tu non riesca a documentare in modo inoppugnabile qualcosa che se finisse sui giornali il suo prestigio, la sua pace e la sua improbabile promozione andrebbero a farsi friggere.

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  12. Nel Cammino chi a 30 anni non è ancora sposato o fidanzato, chi non riesce a trovare una direzione nella propria vita, chi è reduce da una delusione d'amore o in difficoltà viene caldamente invitato a frequentare il centro vocazionale (ovviamente gestito da laici NC).

    Da lì a trovarsi in seminario RM(o in convento, rigorosamente di clausura) il passo è breve.
    Spesso questi ragazzi interrompono l'università e quando si accorgono di non avere la vocazione (magari dopo 3/4 anni di seminario dall'altra parte del mondo) si ritrovano con un pugno di mosche in mano.
    A questo punto entra in moto la "provvidenza NC": qualche fratello fornisce un lavoro, qualche altro una casa e viene "combinato" un fidanzamento NC e in pochi mesi un matrimonio.

    è una prassi piuttosto comune

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  13. Vorrei condividere con voi una riflessione che ho fatto ieri e che si adatta bene a questo post.
    Stavo seguendo una trasmissione su Raiuno, in cui si discuteva dell’esperienza di un noto personaggio della tv che anni fa è caduto nella morsa di una setta guidata da una maga. Si riassumevano tre caratteristiche fondamentali di tale setta: il potere assoluto della maga, cui si tributava assoluta obbedienza, e intervento della setta nella vita privata del singolo; “punizioni” per disubbidienza consistenti in isolamento e minacce di morte e malattie; assorbimento di ogni risorsa economica del singolo da parte della setta.
    Non avevo bisogno di questa trasmissione per capire che il CN è una setta, lo avevo già provato sulla mia pelle. Ma mi ha fatto riflettere come il CN si celi sotto le vesti della Chiesa e semini distruzione.
    Anche io nel CN ho vissuto il potere assoluto dei catechisti, che approfittando della mia debolezza, si intromettevano nella mia vita privata (e in quella degli altri) pretendendo obbedienza cieca e isolavano chi non rispettava ciò che comandavano, allontanando tutti i fratelli dal malcapitato; anche io, facendo delle scelte insieme a mio marito, è un seguito uscendo dal C ho subito previsioni di morte, di perdita dei miei cari, dei miei idoli (figli), di malattia grave nel caso fossi uscita dal C; anche io ho investito nel C molto denaro fra convivenze, collette, prestiti, donazioni, che mi hanno del tutto “ripulita”.
    Ora, la cosa più grave è che ieri in trasmissione c’era un prete che ad un certo punto, con tono autoritario esclamò: basta, è ora di denunciare! Chi è vittima di queste sette deve parlare!
    Con un amaro sorriso pensai: questo prete è cosciente del fatto che nella Chiesa esiste una setta? Se pure non la conosca di persona, io credo abbia raccolto almeno una volta una lamentela, una confessione, una confidenza da parte di un fuoriuscito dal CN! Questo prete come tutti gli altri preti che sanno ma tacciono!
    Io stessa ho raccontato la mia storia a tanti preti, trovando il loro un’unica risposta: il C non è LA strada ma UNA strada... segui la Chiesa e non preoccuparti.
    Ma non ho visto prese di posizione. Anzi, spesso tali preti hanno aperto la messa ai cosiddetti annunci per le catechesi.
    Il CN è una setta. Molti di voi che scrivono qui lo sanno.
    Claudia

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    1. Hai ragione secondo me é l'ora di raccogliere le esperienze di tutte le persone uscite dal CN e mandare queste lettere ai vescovi o addirittura al papa. Dobbiamo iniziare a fare qualcosa di concreto...il prete secondo me veramente non conosce il cammino considera che le parrocchie dove si insediano comprendono almeno un prete del RM...Il cammino si può definire come setta proprio per questo opera in segreto e di nascosto ha creato degli statuti possiamo dire del tutto falsi solo per farsi accettare dalla chiesa ma se ci fai caso e li leggi per bene c'è ben poco di vero rispetto a quello che veramente si fa nel CN.. dobbiamo darci una svegliata è ora di iniziare a fare qualcosa di concreto contro il CN prima che creino un nuovo scisma nella chiesa come ha fatto il protestantesimo....
      Alberto

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  14. In un sacerdote uno spera di trovare comprensione, aiuto spirituale, parole che danno fiducia, quell' atteggiamento che solo chi ha incontrato davvero Dio può dare...cosa può dare un pretino catecumeno,che come tutti voi avete ben detto sono solo giovani repressi, non per colpa loro,almeno per la prima parte della loro vita, perché indottrinati e resi insicuri e pieni di colpi di sensi prima dai genitori e poi dai catechisti. Faranno solo danni, non aiuteranno nessuno incominciando da omelie asettiche e senza nessun collegamento con la parola letta ma solo classiche frasi catecumeni fredde e piene di giudizio. Ricordo i primi anni di cammino durante le convivenze di inizio corso, durante la penitenziale,non andavo mai da preti che sapevo catecumeni perché,anche già all'epoca istintivamente, non andavo da chi sapevo non avrebbe avuto una parola di conforto di cui avevo bisogno ma di giudizio standard,perché loro come buoni catecumeni non ascoltano ma parlano solo come libri stampati! Per quello che ha detto anonimo delle 23:52 tutto vero, gestiscono la vita delle persone prima costringendoli a farsi preti se single per poi nell'ipotesi frequente di ritorno li sistemano con lavoro casa e donna...Non so perché ma a me mi sa di setta vera e proprio altro che cammino cristiano.
    Ex fratello

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  15. Si usano difficoltà delle persone per reperire "manovalanza" per il cammino: Presbiteri, itineranti, servizio nei R.M....
    Tutto per far funzionare la poderosa macchina del cammino.

    Non si cerca di aiutare la persona a vedere, affrontare e risolvere un problema. Magari prendendosene cura, affiancandolo per aiutarlo.

    Fuori dagli scrutini non c'è nessun aiuto umano, non si cercano le persone, neanche quelle con problemi grossi: alcolismo, droga.

    Durante uno scrutinio di fronte ad una difficoltà viene sentenziato: Non hai trovato marito o moglie? Allora il Signore ti sta chiamando alla vita religiosa. questo se sei giovane, oppure ti sta chiamando all'itineranza questo se sei su negli anni, oppure vedovo.

    Non trovi lavoro? Vedi il Signore ti sta chiudendo le porte per chiamarti, ma tu ti ostini a non ascoltare. Perché vuoi essere il Dio della tua vita e non accetti il progetto che Dio ha per te: Non sei nell'obbedienza.
    E ripetono secondo l'età una delle soluzioni.

    Al poveretto viene messo questo fardello sulle spalle, questi sensi di colpa e poi viene fatto cuocere nel suo brodo.

    Non si cerca di capire perché non trova lavoro, magari ha difficoltà relazionali oppure depressivo. E come cura lo fai diventare presbitero? Come farà a prendersi cura del suo gregge se non riesce a prendersi cura di se stesso?

    Scusate dimenticavo e' Dio che si prende cura, e' Dio che risolve, l'uomo non deve far niente: Fa tutto Dio.
    E pensare che l'uomo possa fare qualcosa e' solo superbia.

    Questi sono errori madornali, per questo non di può dire che il cammino e' un movimento come gli altri solo con qualche errore umano!

    EX-NC-???

    RispondiElimina
  16. ...e pensate poi una persona del genere che gestisce gli scrutini e la vita delle altre persone.

    Che discernimento avrà mai, per dire qualcosa sulla vita di altre persone?
    Un disastro a cui si aggiungono altri disastri.

    EX-NC-???

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  17. @ Pax

    "Kiko ama molto spacciarsi per il novello S. Paolo di Tarso..."

    Piccola precisazione.

    Il signor trettre [33] dottor (h.c.) magliaro Arguello non si è mai autodefinito il nuovo san Paolo in mezzo a voi, proprio perché quest'ultimo lavorava per mantenersi, mentre Sankiko fannullone scrocca da una vita.

    Si è invece autoproclamato il "nuovo Giovanni in mezzo a voi" per maggiore somiglianza.

    San Giovanni (quello vero) gridava nel deserto.
    Sankiko esibizionista strilla in ogni occasione, purché ci sia un pubblico.

    San Giovanni (quello vero) si vestiva di peli di cammello.
    Sankiko dandy di un bel cappotto di cammello.

    San Giovanni (quello vero) si nutriva di locuste.
    Sankiko abbuffone si nutre di aragoste (-uste -oste, in fondo siamo lì).

    San Giovanni (quello vero) mangiava miele selvatico.
    Sankiko gourmet si nutre di cibi biologici.

    San Giovanni (quello vero) praticava il Battesimo.
    Sankiko affarista ha inventato il secondo battesimo a pagamento.

    San Giovanni (quello vero) se l'è vista con Salomè e ci è rimasto.
    Sankiko marionetta se l'è vista con la Cara Estinta S. Carmen (leggasi Sora Carmen) e ci è rimasta lei.

    Amore per la verità, insomma.
    Diamo a Cesare quel che è di Cesare, e a Sankiko quel che è dei camminanti.

    Bye.

    RispondiElimina
  18. Confermo il post e posso sottolineare con la mia esperienza diretta alcuni aspetti, procedendo con ordine:

    Verissimo che la vocazione molto spesso, ovvero l’alzata in pellegrinaggio, è tuttaltro che spontanea. Ci sono, si, casi di veri e propri colpi di scena, ma in moltissimi casi c’è tutto un lavoro dietro di catechisti/responsabili/fratelli che culmina nel pellegrinaggio. Non è difficile capire chi, nella mentalità neocat, dovrebbe “alzarsi” (single, assidui, obbedienti) e per questi tali è davvero difficile rimanere immuni alle pressioni. Ricordo addirittura di un pellegrinaggio in cui ai giovani della mia parrocchia capitò il grande onore di poter esser accompagnati da catechisti di livello superiore a quelli “ordinari” (In pratica, per dei giri quell’anno gli accompagnatori furono, oltre che i soliti catechisti, anche i catechisti dei catechisti). Ebbene, inutile dire che una tale occasione non andava sprecata per cui ricordo perfettamente che la divisione in pullman fu palesemente guidata dal criterio “Possibili alzate” in modo che coi catechisti top andarono a finire tutti coloro che erano stati preventivamente puntati in ottica di possibile vocazione, mentre ai catechisti di rango inferiore furono lasciate le situazioni più “semplici”, coppie di fidanzati a cui dire di fissare la data o lasciarsi, ragazzini turbolenti che andavano solo perché costretti dai genitori ecc.

    Il lavoro che viene fatto con i ragazzi nei pullman si configura come un vero e proprio “bombardamento”, è tutto un parlare di vocazione, di non sprecare tempo, di Dio che passa e potrebbe non tornare, e si arriva a devastare letteralmente le sensibilità più fragili.
    La pressione, come dicevo, è sempre fortissima, ed è palpabile. Non di rado nell’incontro vocazionale, quello che culmina con le chiamate di Kiko per intenderci, si assiste a scenate isteriche, ribellioni incontrollabili, o per quelli più sensibili momenti di cupezza assoluta. Per chi ha la forza di non cedere alla pressione e non alzarsi comunque, pur se rispondente ai canoni dei catechisti, poi, inizia la lotta contro i sensi di colpa e a volte anche contro la delusione, più o meno visibile (ma tanto non c’è bisogno di dire niente apertamente, è tutto implicito) di chi considerava la cosa “carta fatta”.

    Per chi si alza, spesso inizia un altro tipo di calvario, ovvero la pressione di tutta la parrocchia (intesa come comunità di comunità ovviamente, i parrocchiani della domenica non vengono minimamente coinvolti) e se ci sono ripensamenti e momenti di crisi è davvero un problema gestirli con tutte le comunità che comunque tifano per la vocazione. Personalmente conosco diversi casi di ragazzi e ragazze cadute in depressione (depressione autentica) a seguito di eventi del genere. Ovviamente mai i catechisti hanno messo in discussione il fatto che effettivamente tali personalità fragili sono state sottoposte a un carico eccessivo grazie a questa bella idea di Kiko, ma è sempre e solo colpa del singolo e del demonio che lo ha fatto ribellare alla volontà di Dio.

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  19. Relativamente a chi va invece avanti bello e contento (più o meno) confermo che si assiste a grandissime disparità. Figli di pezzi grossi, o comunque fiori all’occhiello dei catechisti vengono mandati nei seminari maggiori, quelli vicini o comunque comodi, bazzicati da gente conosciuta ecc. (un Rettore amico dei genitori o dei catechisti, cose così). Gli altri, “i figli di un dio minore”, quelli che non possono contare su trattamenti di favore, finiscono chissà dove, in seminari improbabili, in condizioni pietose. Quelli che poi lasciano, magari dopo qualche anno, avendo mandato all'aria università, fidanzamenti, se rimangono comunque nelle grazie dei catechisti riescono a uscirne più o meno immuni, alimentando la scuola di pensiero che “è Dio che fa la storia, e questa croce è per il tuo bene ecc.”, ci si rimette in pista magari con un bel fidanzamento pilotato e ok, per quelli che vanno seriamente in crisi anche sul cammino e i catechisti… beh, la prassi è sempre quella… minacce e dimenticatoio!

    Riguardo poi a coloro cha arrivano all’ordinazione sacerdotale, confermo di aver assistito a piagnistei vergognosi sui Vescovi cattivi che non li lasciavano partire da parte di sacerdoti del tutto incapaci di riconoscere il gran bene che potevano fare nella loro parrocchia, vissuta come castrazione delle ambizioni missionarie. Al massimo, per consolarsi, si cerca di Kikizzare le parrocchie affidate, quando non è possibile con le catechesi vere e proprie, con le catechesi camuffate, chiamando i fratelli a dare testimonianza nei corsi per fidanzati, nei corso per il battesimo, nei catechismi vari in modo che la solita Kikatechesi comunque non manchi mai, e del resto, se mancasse, a questi “sacerdoti” mancherebbe proprio la terra sotto i piedi. Non ce la fanno proprio a essere sacerdoti per la Santa Chiesa Cattolica e guardano con profondo disprezzo ai parrocchiani non neocat che gli sono stati affidati, oppure, alternativa buonista, con massima pietà, incapaci di riconoscere i tesori che hanno davanti.

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  20. Le osservazioni molto puntuali di Donna Carson mi hanno fatto ricordare uno di questi sacerdoti che, non potendo seguire le proprie ambizioni missionarie, si dedicano a kikizzare le parrocchie a loro affidate.
    Rileggete, se potete, ciò che è successo nella parrocchia di San Giacomo, a Denver, ed ora nella parrocchia Regina della Pace ad opera di uno di questi sacerdoti.
    Leggo che ora, in quest'ultima parrocchia, è in atto un progetto di costruzione di edifici parrocchiali che richiama esattamente l'edilizia neocatecumenale (salette, cripta, ipocrita cappella dell'adorazione). Ma i parrocchiani non devono essere molto convinti, se in una melensa lettera di richiesta fondi il parroco RM cerca di convincerli che il progetto non è solo "di alcuni"...

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  21. "...anche quando fingono di servire la Chiesa, la loro più impellente urgenza è quella di promuovere il Cammino a costo di disubbidire al vescovo al quale ipocritamente promettevano ubbidienza il giorno dell'ordinazione..."

    A costo di disubbidire?

    Ho testimonianza diretta che ad un certo punto del percorso (si fa per dire) i cosiddetti formatori (si fa per dire) laici chiedono esplicitamente ai seminaristi: "Tu ubbidisci a Kiko o al vescovo?"

    Se il malcapitato risponde: "Al vescovo", gli dicono a brutto muso: "No, tu ubbidisci a Kiko!"

    C'è chi e entrato in crisi e ha lasciato di fronte ad un simile aut-aut.
    Ed è stato un bene per lui e per la Chiesa.

    Di quelli che restano, molti si sa come sono.

    Me ne ricordo uno che aveva come caratteri distintivi turpiloquio e aggressività.

    Per premio, dopo pochi anni è andato a fare il rettore (si fa per dire) di un Redemptoris Mater...

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  22. Claudia ha detto… “[…] Questo prete come tutti gli altri preti che sanno ma tacciono!
    Io stessa ho raccontato la mia storia a tanti preti, trovando il loro un’unica risposta: il C non è LA strada ma UNA strada... segui la Chiesa e non preoccuparti. Ma non ho visto prese di posizione. Anzi, spesso tali preti hanno aperto la messa ai cosiddetti annunci per le catechesi. […]”"

    Mi trovi perfettamente d’accordo. Purtroppo, anche i preti che hanno fatto studi normali, è raro che se la prendano col CNC. Solo in un caso ho visto un sacerdote non-NC andare a correggerne uno NC per abuso di “intuizione”. Ma in generale si proteggono tra di loro, per “rispetto dell’approccio altrui”. Non solo non avvisano chi è capitato nella setta del reale stato delle cose, ma non condannano neppure le dottrine dei mamotreti come eretiche, insegnando magari a tutti a distinguerle dal messaggio cristiano.
    Il fedele, lasciato semplicemente alla scelta di approccio e al “religiosamente corretto”, può trovarsi a convivere (come me, che ho vissuto sia in ambienti NC che in altri cattolici più ortodossi) con dei veri paradossi, in testa e nel cuore.

    Per fare alcuni esempi,

    Cattolico: È necessario che io mi renda utile per servire il Signore secondo i miei talenti, in questo tempo di vita che Egli mi concede.
    Mamotretico: Lascia stare il doverismo dei superbi! Lascia stare il moralismo degli ipocriti! Non ce la fai! Anzi, fa’la lista di cose in cui non ce la fai e ricordatela ogni minuto! Lascia fare a Dio! Mettiti come un bambino nelle sue mani!

    Cattolico: Non posso fare la Comunione perché non mi sono confessato.
    Mamotretico: Venite tutti, indistintamente, alla mensa del Signore che è venuto per salvare tutti i peccatori!

    —— Che deve fare una persona di buona volontà a cui viene detto che i due approcci sono ugualmente buoni?! E ancora:

    Cattolico: La volontà di Dio sono i suoi comandamenti (10+1) ed il modo di servirlo è chiaro, perché Madre Chiesa si è espressa per secoli in proposito.
    Mamotretico: Dio ti ha voluto qui oggi perché tramite me ti vuole dire […]. Preghiamo ed apriamo la Bibbia per vedere cosa Dio dice ai nostri cuori [….]. Dovete scoprire il piano di Dio sulle vostre vite! (Sottointeso: non provate ad inventarvi niente!)

    Cattolico: La malattia e le sofferenze sono misteri che vanno oltre la nostra comprensione. Chiedo a Dio di poter vivere la sofferenza nella sua Grazia, cerco di curare ciò che si può ed offro la mia sofferenza al Signore.
    Mamotretico: Devi scoprire cosa Dio vuole farti capire tramite le sofferenze che Egli stesso ti ha inviato! Te le manda per la tua conversione!

    Cattolico: La mia vocazione è il naturale proseguimento dei talenti che Dio mi ha dato, delle circostanze e delle mie inclinazioni. Voglio capire in cosa e come posso e voglio servire al meglio Dio su questa Terra. Anche se le circostanze sono avverse, Dio mi darà la forza per sostenere il mio impegno, che non dovrà comunque mai mancare.
    Mamotretico: Prima non volevo saperne di servire il Signore - segue marea di esempi in cui tutti sembrano finiti a fare tutto quello che prima odiavano, chi ad avere finalmente degli amici (che però sono i fratelli di comnità) chi a parlare di Dio davanti ad un’assemblea di sconosciuti, chi a cantare in chiesa per Dio, chi sposato dopo una vita libertina, chi a considerare la consacrazione, chi fidanzato con una persona che prima non avrebbe neppure guardato in faccia, etc.

    continua

    RispondiElimina
  23. continua

    Questo fatto della vocazione in effetti è particolarmente disturbante quando riguarda i giovani, che debbono fare scelte decisive e difficilmente reversibili con il passare del tempo. Ma vaglielo a dire, ai neocatecumenali, e sei tu l’eretico!

    Come conseguenza di questo conflitto può capitare che le persone abbandonino quella che credono essere la Fede, o che non riconoscono più come tale. Dal punto di vista dottrinale, l’alternativa all’abbandono è fare il lavoro che dovrebbero fare i vescovi, ed i sacerdoti non CNC: prendere informazioni, prendere i libri in mano e mettersi a studiare. In questo modo forse si salva il salvabile. Un’ altra cosa, forse più difficile, causa elevato numero di conniventi, è trovare un buon padre spirituale,

    Infatti, e concludo con nota amara e polemica, - e mi corregga senz’altro qualcuno (magari di imparziale) se esagero, questa è la mia impressione: un sacerdote viene lasciato libero dai suoi superiori di diffondere eresie, ambiguità, libero di lasciar proliferare una setta che torchia ed estorce. Può persino essere pedofilo (Apuron che è anche Vescovo) o condannato dallo Stato per peculato (Bertone, cardinale alla “Ho visto un Re” di Enzo Jannacci) o omicidio e occultamento (Alabi), … e il trattamento nei suoi confronti da parte della Chiesa istituzionale sarà inclusivo e protettivo.
    Ma la cosa che dà più scandalo di tutte, quella che veramente infastidisce l’alto clero, fino al fumo dalle narici, è la disobbedienza palese alla gerarchia ecclesiastica (Minutella, e prima di lui Lefebvre, e la FSSPX).
    Che deve mai concludere il generico fedele non fesso?

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  24. Nel post c'è scritto: "ma addirittura le vocazioni vengono vagliate da laici ignoranti"

    Io ci andrei cauto con un simile giudizio: "ignoranti".
    Nessuno è totalmente ignorante o totalmente colto.
    I catechsti NC, per esempio, eccellono in una materia: quella delle fallacie. Sfido a trovare qualcuno che superi i neocat nell'esprimersi per fallacie:
    https://i.imgur.com/zgAAXY2.png

    Anche nella scienza delle fallacie i neocat seguono un percorso a gradi. Attualmente Kiko - come da lezione nella convivenza di inizio corso - li sta formando nell'ultima di cui all'immagine nel link :-)

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  25. Naturalmente Kiko sta elaborando nuove fallacie da spiegare agli adepti nell'ultimo grado dell'arcano NC.
    Questa la trovo molto formativa:
    "Giotto e Michelangelo sono una schifezza, quella rinascimentale non è arte sacra; io Kiko l'arte rinascimentale manco me la sogno di notte; la mia è arte sacra".

    RispondiElimina
  26. Per il Cammino basta essere single per avere la vocazione al sacerdozio?
    Molto pericoloso.

    La vocazione nasce nel cuore. I soli eventi della vita non bastano.
    Molti (NON TUTTI) di coloro che a 30 anni sono single e non sono ancora entrati in seminario o in convento, hanno dei problemi. Se entrano i seminario portano appresso i loro problemi che, invece di dissolversi, aumentano.

    Che razza di preti stanno uscendo dai seminari del Cammino?

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  27. Spesso sono vocazioni "donabbondiesche", di persone che hanno bisogno di istituzioni forti che tolgano loro tutte le responsabilità del caso.
    Anche se non si tratta di un presbitero NC, chiedo preghiere per un uomo di 48 anni, con una invalidità quasi totale (e relativa pensione...) che è da 15 anni in Cammino. L'ho incontrato ad un incontro di un altro movimento ecclesiale: si vedeva che era incuriosito, oserei dire "desideroso di cambiare", ma caratterialmente debole affermava che "prima doveva chiedere ai catechisti".
    Mi ha fatto una pessima impressione questo fatto, non sembrava una persona adulta quando lo diceva, anzi. Della serie "sento che devo andare in bagno, ma prima devo chiedere ai catechisti" (brividi...)

    RispondiElimina
  28. @Lino
    "Giotto e Michelangelo sono una schifezza, quella rinascimentale non è arte sacra; io Kiko l'arte rinascimentale manco me la sogno di notte; la mia è arte sacra".
    ---
    Trametterei questa assurdità a Vittorio
    Sgarbi; chissà che non ne esca "un caso"?..

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  29. Me ne ricordo uno che aveva come caratteri distintivi turpiloquio e aggressività.

    Per premio, dopo pochi anni è andato a fare il rettore (si fa per dire) di un Redemptoris Mater...


    E' per caso un RM della Svizzera italiana? ...

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  30. all'anonimo delle 12,09

    Risposta esatta.

    RispondiElimina
  31. apostata
    "E' per caso un RM della Svizzera italiana? ..."

    Risposta esatta.


    Mi era venuto il sospetto che fosse lui ricordando questo articolo di qualche anno fa:


    http://web.tiscali.it/chiesalternativa/franca.htm

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  32. Ho trovato,sul sito della Diocesi di Roma, l'elenco di tutti i sacerdoti (ops,pardon,presbiteri)che sono al servizio del Cammino (e non,come dovrebbe essere,della Chiesa particolare in cui sono stati ordinati):

    http://www.vicariatusurbis.org/?page_id=188&ID=4146

    Notate 3 cose particolari:

    -Sono molti (e forse,in elenco,ne manca più di qualcuno)
    -Molti di loro sono stati ordinati in età adulta (leggasi e dicesi:la famosa formazione dei seminari Redemptoris Mater, che anzichè durare 5 anni come nei Seminari Diocesani o in quelli relgiosi, ne dura molti di più).
    -Guardate e notate come viene, argutamente, indicato il Cammino: Fondazione Famiglia di Nazareth per l'evangelizzazione itinerante.

    Eh si,perchè scrivere,che so, sacerdote fidei donum nella diocesi di..... oppure scrivere ancora il preciso incarico che questi presbiteri hanno,nelle varie diocesi in cui sono stati (auto)inviati era troppo complicato, oppure si rischiava di far scoprire cosa è il Cammino a chi ha gli occhi ancora chiusi al riguardo.......

    Se qualcuno volesse fare una qualche aggiunta a questo elenco, o volesse ampliare la discussione al riguardo, benvenga.

    Intanto buona lettura.

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  33. Toh, ma guarda, anche il Pochetti fu sbattuto fuori dai Comboniani, addirittura prima di Pezzi.

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  34. Nella lista di Wolf non trovo il nome di Iapicca evangelizzatore del Giappone, che mi ricordo con dispiacere per quanto mi impressionò il suo modo di parlare dei giapponesi.
    Un breve esempio del suo pensiero si trova in questo video,

    https://www.youtube.com/watch?v=uMDCV5xrFM8

    “Camminano, eccome se camminano, però in effetti sono tutti paralitici”. Subito dopo Iapicca documentatore sociale cerca maldestramente di rimediare all’insulto, includendo nella paralisi anche se stesso e chi lo ascolta. (Non commento poi la metafora della gru che mi fa rabbrividire financo lo scheletro).

    Altrove, lo stesso descrive diffusamente i giapponesi attraverso il kiko-trave negli occhi, utilizzandoli in blocco quando gli serve un caso esemplare di “come diventa vuota e spenta la vita quando non c’è Dio”, dipingendoli come macchine, morti dentro e votati al suicidio. Bell’esempio di spirito missionario e di amore per il prossimo e per il proprio mestiere.

    L’evangelizzatore non sembra aver perso molto tempo ad imparare - e quindi apprezzare - la lingua e neppure per conoscere - e quindi amare - la ricchissima cultura di questo paese, da cui avremmo moltissimo da imparare. Non sembra quindi essersi messo in discussione per capire se possiede o meno i requisiti per conquistare e mantenere la stima e la fiducia dei giapponesi, requisiti che non sono gli stessi che per i popoli mediterranei.
    "Andate e kikizzateli tutti", eccola qui, la nuova evangelizzazione.

    RispondiElimina

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