martedì 28 novembre 2017

Ci sono Santi e Sante... e poi c'è Carmen, la santa al quadrato.

Carmen nella sua
solita espressione gioiosa
Nell'interminabile serqua di assurdità sesquipedali che ci siamo dovuti sorbire in queste settimane c'è al primo posto, senza ombra di dubbio il patetico teatrino messo in scena il 15 novembre 2017 a Roma, in un auditorium della CEI, presenti la probabile incaricata di postulare la causa di beatificazione della SanCarmen SanHernandez "santa di categoria superiore", la nota giornalista Costanza Miriano, in qualità di speaker del nulla - ha ammesso lei stessa di non aver mai conosciuto Carmen, quindi ha pubblicamente ammesso di non sapere assolutamente niente della persona che è stata chiamata a rappresentare - più il solito, quantomai rubizzo, Kiko Argüello, più il cardinal Schönborn a fare da palo agli altri due.

A riguardo di quest'ultimo c'è da dire che è davvero avvilente assistere allo spettacolo di un cardinale della Santa Romana Chiesa, vestito della porpora (simbolo della disponibilità a servire il Signore e difendere la vera fede usque ad effusionem sanguinis), annuire con l'espressione inebetita di uno cui è stato appena somministrato un ipnotico pre-operatorio. Un uomo talmente avvinto dal fascino diabolico di Kiko da non riuscire a proferire verbo neppure dinanzi alla pubblica ammissione dell'eretico spagnolo di aver compiuto illecitamente (e invalidamente) un esorcismo in Cina, addirittura su tutta la Cina, con la storiella delle legioni di demoni che se ne fuggono in Mongolia e la colomba ta-ta, ta-ta, ta-tà...

Per amor di pietà taciamo della squallida claque neocatecumenale (chi mai, oltre a loro, potrebbe avere interesse ad ascoltare la presentazione dei diari segreti di una sconosciuta fondatrice di un movimento laico pseudo-cattolico?).

La Serva di Dio Chiara Luce Badano,
di cui è in corso la causa di beatificazione.
I santi sanno essere lieti anche nella prova.
In questa penosa sceneggiata, orchestrata dalla solita macchina di propaganda della setta neocatecumenale si è arrivati a descrivere Carmen con epiteti tanto falsi quanto ridicoli, tipo "molto virile", "donna con gli attributi", "amica e sorella molto maggiore" mentre contemporaneamente appariva, dagli stessi scritti e dalle parole di Kiko, per quello che realmente era, cioè una donna profondamente dolorante e depressa, avvilita, infelice, sofferente nella psiche. Realtà interiore che a dire il vero ella non nascose mai a nessuno(1) mostrandosi arcigna, violenta, bisbetica, ingestibile, prepotente, vendicativa e insopportabile oltre che incomprensibile con il suo parlare misto italo-catalano e i miseri quattro concetti da lei assorbiti ripetuti all'infinito ad ogni occasione (uno di questi primitivi pensieri pseudo-cattolici, la donna come "fabbrica della vita", è stato ricordato nella conferenza come fosse un profondissimo pensiero da dottore della Chiesa).

Questo inquietante personaggio dovrebbe essere un'esempio di eroicità delle virtù e di santità, mentre chi l'ha conosciuta - e noi l'abbiamo conosciuta molto da vicino, nella sua quotidianità, nel suo essere se stessa: la novella aficionada Miriano non può dire lo stesso - sa benissimo che tipo era e lo sanno benissimo anche tutte le persone (la maggioranza delle quali ancora fedelmente al seguito dell'eretico santone spagnolo) da lei maltrattate, insultate, umiliate pubblicamente: sintomi, questi, di evidente malattia spirituale(2).

Santa Teresa di Calcutta veniva spesso ritratta
con in braccio neonati, che amava moltissimo.
Mentre di Carmen Hernandez non esiste traccia
di una sua anche minima affezione per i bambini.
Facciamo pure finta di voler ignorare questa ignominiosa operazione neocatecumenale di revisionismo storico, condotta come nelle peggiori dittature comuniste dalla macchina tritacarne kikiana in marcia a tamburo battente, che è cominciata con il penoso photoshopping della fotografia di Carmen da giovane, abbellita in un modo innaturale e con le mani giunte appiccicate in modo posticcio, come se sgranasse una inesistente corona di rosario, operazione poi proseguita con la conferenza di Kiko a Trieste (occasione colta al volo da questo mini-anticristo per canonizzarsi da solo) e con la richiesta di inviare segnalazioni di miracoli e grazie, e continuata con questa scena da teatro dell'assurdo alla Samuel Beckett. Facciamo finta che non sia successo nulla. Ciò che però è del tutto insopportabile, da turarsi le orecchie, è che questa donna sia stata accostata, nell'ordine:
- a Santa Chiara d'Assisi, vergine
- a Santa Teresa d'Avila, dottore della Chiesa
- a Santa Caterina da Siena, dottore della Chiesa e patrona d'Europa
e implicitamente a Santa Teresa di Calcutta, più i riferimenti alla "notte oscura".

Bene, allora, ignoriamo pure le scarse qualità del personaggio(3) e andiamo al sodo, andiamo ai suoi scritti, quelli veri, non i diari farlocchi ritoccati, bensì i demoniaci mamotreti, nei quali la Carmen esternava il suo vero pensiero sulle materie della Fede Cattolica. Cominciamo dall'Eucarestia, dal cuore, dal "cardine, fonte e culmine" di tutta la vita cristiana. 
Leggiamo cosa dicevano le Sante (le vere Sante) su menzionate a riguardo dell'Eucarestia:
1. Santa Chiara di Assisi:

[A proposito dell'Adorazione Eucaristica]: (...) ecco mi rallegro con te e con te gioisco nel gaudio dello Spirito, o sposa di Cristo, poiché, come quell'altra santissima vergine Agnese, tu, slacciandoti da tutte le ricchezze e vanità del mondo, ti sei meravigliosamente unita in sposa all'Agnello immacolato, che toglie i peccati del mondo. Te veramente felice! Ti è concesso di godere di questo sacro convito, per poter aderire con tutte le fibre del tuo cuore a Colui, la cui bellezza è l'ammirazione instancabile delle beate schiere del cielo. L'amore di lui rende felici, la contemplazione ristora, la benignità ricolma. La soavità di lui pervade tutta l'anima, il ricordo brilla dolce nella memoria. Al suo profumo i morti risorgono e la gloriosa visione di lui formerà la felicità dei cittadini della Gerusalemme celeste. E poiché questa visione di lui è splendore dell'eterna gloria, chiarore della luce perenne e specchio senza macchia, ogni giorno porta l'anima tua, o regina, sposa di Gesù Cristo, in questo specchio e scruta in esso continuamente il tuo volto, perché tu possa così adornarti tutta all'interno e all'esterno, vestita e circondata di varietà, e sii parimenti adorna con i fiori e le vesti di tutte le virtù, come conviene a te, figlia e sposa carissima del sommo Re. In questo specchio poi rifulgono la beata povertà, la santa umiltà e l'ineffabile carità; e questo tu potrai contemplare, con la grazia di Dio, diffuso su tutta la superficie dello specchio. (...) E, in basso, contempla l'ineffabile carità per la quale volle patire sul legno della croce e su di essa morire della morte più infamante. Perciò è lo stesso specchio che, dall'alto del legno della croce, rivolge ai passanti la sua voce perché si fermino a meditare: O voi tutti, che sulla strada passate, fermatevi a vedere se esiste un dolore simile al mio; e rispondiamo, dico a Lui che chiama e geme, ad una voce e con un solo cuore: Non mi abbandonerà mai il ricordo di te e si struggerà in me l'anima mia. Làsciati, dunque, o regina sposa del celeste Re, bruciare sempre più fortemente da questo ardore di carità! 

2. Santa Teresa d'Avila:

«…Se il temperamento o qualche infermità non permettono di pensare alla passione del Signore per essere troppo penosa, nessuno vieta di far compagnia a Gesù risorto, giacché l’abbiamo così vicino nel SS. Sacramento, in cui si trova glorificato (...) qui [nel Tabernacolo, ndr] si può contemplarlo non già afflitto e dilacerato (...) ma rifulgente di gloria e privo di dolori, stimolante gli uni, animante gli altri, e nostro compagno nel SS. Sacramento, per il quale ci permette di pensare che, in procinto di salire al cielo, non si sia sentito di allontanarsi da noi neppure un poco.
Eppure, o mio Dio, io mi sono allontanata da Voi nella speranza di meglio servirvi!... Quando vi abbandonavo con il peccato, almeno non vi conoscevo, ma conoscervi, Signore, e credere di meglio avanzare abbandonandovi!... Oh che falsa strada avevo preso, Signore! Anzi, ero del tutto fuori strada! Ma Voi avete raddrizzato i miei passi, e dacché vi vedo a me vicino, vedo pure ogni bene. (...) Tutto si può sopportare con un simile amico (...) ho sempre riconosciuto e tuttora riconosco che non possiamo piacere a Dio, né Dio accorda le sue grazie se non per il tramite dell’Umanità sacratissima di Cristo, nel quale ha detto di compiacersi.
(...) Accostandoci al santissimo Sacramento con grande spirito di fede e di amore, una sola comunione credo che basti per lasciarci ricche. E che dire di tante? (...)
Mentre l'anima è ben lontana dall'aspettarsi di vedere qualcosa, e non le passa neppure per la mente, d'un tratto le si presenta tutta intera la visione che sconvolge le potenze e i sensi, riempiendola di timore e di turbamento, per poi darle una pace deliziosa e l'anima si ritrova con la cognizione di tali sublimi verità da non aver più bisogno di alcun maestro.»

3. Santa Caterina da Siena

E come il sole non può dividersi, così nella bianchezza dell'Ostia Io sono tutto unito: Dio e uomo! Se l'Ostia si spezzasse e fosse possibile farne migliaia di frammenti, in ciascuno è tutto Dio e tutto uomo, come ho detto! Come lo specchio può andare in frantumi, e tuttavia non si divide l'immagine che si vede in ogni suo pezzo, così anche dividendo questa Ostia non vengo diviso.
 … O figlia carissima, apri bene l'occhio dell'intelletto per contemplare l'abisso della mia Carità: non v'è creatura dotata di ragione che non si senta sciogliere il cuore per slancio d'amore vedendo, tra gli altri benefici ricevuti da me, quello che ricevete in questo Sacramento!
(...) E' il sentimento dell'anima, dunque, quello che gusta, vede e tocca questo Sacramento! Con che occhio lo vede? Con l'occhio dell'intelletto, se in esso vi è la pupilla della santissima Fede! Quest'occhio vede in quella bianchezza "tutto Dio e tutto Uomo", la natura divina unita con la natura umana: il Corpo e l'anima e il Sangue di Cristo, Figlio mio Unigenito, l'anima unita al corpo e il corpo con l'anima uniti con la mia natura divina, senza distaccarsi da me.....
(...) recandoti in chiesa una mattina all'alba per assistere alla messa, essendo stata poco prima tormentata dal demonio, ti mettesti diritta davanti all'Altare del Crocifisso; intanto il sacerdote era venuto all'altare di Maria. (...) allorché il sacerdote giunse all'atto della consacrazione, tu alzasti gli occhi su di lui.
E mentre egli pronunciava le parole sante della consacrazione, Io mi manifestai a te; e tu vedesti uscire dal mio petto un lume, come il raggio esce dal disco del sole senza tuttavia staccarsene. Entro quel raggio di luce, strettamente ad esso unita, scendeva una colomba, e veniva a colpire l'Ostia in virtù delle parole della Consacrazione pronunciate dal mio ministro. Di fronte a ciò il tuo occhio corporeo non bastò a sopportare la luce, ma ti rimase solo l'occhio dell'intelletto, con il quale vedesti e gustasti l'abisso della Trinità, tutto Me, Dio e Uomo, nascosto sotto il velo della bianchezza. (...)
Con l'occhio dell'intelletto dovete contemplare questo santissimo Sacramento!
E chi lo può toccare? La mano dell'Amore....l'Ostia si tocca per fede con la mano dell'Amore, perchè è con l'Amore che Io sono li presente tutto Dio e tutto Uomo, gratuitamente!
 (...) O abisso, o Trinità eterna, o Deità, o mare profondo! E che più potevi dare a me che te medesimo? Tu sei un fuoco che arde sempre e non si consuma. Sei tu che consumi col tuo calore ogni amor proprio dell'anima. Tu sei fuoco che toglie ogni freddezza, e illumini le menti con la tua luce, con quella luce con cui mi hai fatto conoscere la tua verità.
Specchiandomi in questa luce ti conosco come sommo bene, bene sopra ogni bene, bene felice, bene incomprensibile, bene inestimabile. Bellezza sopra ogni bellezza. Sapienza sopra ogni sapienza. Anzi, tu sei la stessa sapienza. Tu cibo degli angeli, che con fuoco d'amore ti sei dato agli uomini.
Tu vestimento che ricopre ogni mia nudità. Tu cibo che pasci gli affamati con la tua dolcezza. Tu sei dolce senza alcuna amarezza. O Trinità eterna.
 Ed ecco la "santa" al quadrato, la santa di categoria superiore e il suo vomito diabolico:

4. SanCarmen SanHernandez


riferendosi alla liturgia tradizionale:
«Voglio dire che in fondo c'è una Parola che attraversa tutta la scrittura: la PASQUA. Vediamo quello che fa Gesù Cristo in quella cena. Potere arrivare qui è molto difficile, perché noi abbiamo fatto dell'Eucaristia una cosa totalmente statica, che possiamo manipolare: un bambin Gesù che ci mettiamo nel petto quando vogliamo... . Invece l'Eucaristia è tutto il contrario perché in essa Dio passa e trascina con Sé tutta l'umanità (...) Quello che voglio spiegare ora a volo d'uccello è come la Chiesa primitiva vive l'eucarestia e come nel corso dei secoli è stata spezzettata e ricoperta, rivestita fino al punto che noi non vedevamo nella nostra messa da nessuna parte la resurrezione di Gesù Cristo. (...)» 
 ...sragionando sulla sacralità della Messa come sacrificio in sé, culto a Dio gradito:
Troviamo poi una assemblea che si riunisce. Non si concepisce, in alcun modo un rito individuale.(4) Gli ebrei non possono far Pasqua se non sono almeno in undici come gruppo familiare. Perché il sacramento non è solo il pane e il vino ma anche l'assemblea; la Chiesa intera che proclama l'eucarestia. Non ci può essere una Eucarestia senza l'assemblea che la proclama. Tanto è vero che nel nostro tempo quando oramai si era perduto questo senso comunitario, volendosi mantenere questa idea, per dire la messa c'era bisogno di un rappresentante del popolo, il chierichetto. Non c'è eucarestia senza assemblea. E' un'assemblea intera quella che celebra la festa e l'eucarestia; perché l'eucarestia è l'esaltazione dell'assemblea umana in comunione; perché il luogo preciso in cui si manifesta che Dio ha agito è in questa Chiesa creata, in questa comunione. E' da questa assemblea che sgorga l'eucarestia. (...)»
...e poi delirando sulla Chiesa dopo Costantino:
«Ma soprattutto questa massa di gente pagana, vede, in fondo,la liturgia cristiana con i suoi occhi religiosi: l'idea del sacrificio. C'è un completo retrocedere all'antico testamento che era stato superato dallo stesso Israele. (...)»
...ovviamente anche l'epoca medioevale, quella da cui provengono giganti come Santa Caterina e Santa Chiara, è da demolire e dimenticare:
«Per di più queste preghiere sono tutte di tono penitenziale e al singolare. E siccome il sacerdote dice la 'sua' messa, il poveretto che si sente molto indegno di avvicinarsi a Dio, deve cominciare a scusarsi della sua indegnità: con spirito di umiltà ed animo contrito. Vedete come siamo lontani oramai dalla esplosione di gioia e di festa dell'Eucarestia. Siamo ad una messa completamente penitenziale, nella quale il centro è rappresentato dall'uomo che deve avvicinarsi a Dio. Siamo oramai lontanissimi dalla Pasqua in cui Dio interviene per trascinare l'uomo fino a sé. Adesso è il contrario: le nostre messe sono favori che facciamo a Dio. (...) Con il Concilio di Trento, nel XVI secolo, si fissa tutto rigidamente, imponendo in modo radicale il rito romano. Con questa imposizione oramai non si può più togliere o aggiungere nulla dalla messa. Così la messa è arrivata fino a noi. Questo fissismo è durato così a lungo che quando per la prima volta ci hanno cambiato la liturgia, ci siamo scandalizzati perché ci sembrava immutabile. Ciò è un errore: la liturgia è in continuo rinnovamento.»
e, dulcis in fundo....
«La Chiesa cattolica diventa ossessionata riguardo alla presenza reale, tanto che per essa è tutto presenza reale". Cominciano le grandi esposizioni del Santissimo, (prima mai esistite)(5), perché la presenza era in funzione della celebrazione eucaristica e non il contrario. Il pane e il vino non sono fatti per essere esposti, perché vanno a male. Il pane e il vino sono fatti per essere mangiati e bevuti. Io sempre dico ai Sacramentini, che hanno costruito un tabernacolo immenso: se Gesù Cristo avesse voluto l'Eucarestia per stare lì, si sarebbe fatto presente in una pietra che non va a male. Il pane è per il banchetto, per condurci alla Pasqua. La presenza reale è sempre un mezzo per condurci ad un fine, che é la Pasqua. Non è un assoluto, Gesù Cristo è presente in funzione del Mistero pasquale. Invece da Trento in poi si celebrerà la Messa per consacrare ed avere presente Gesù Cristo e metterlo nel tabernacolo.»
C'è qualcosa da aggiungere? Non sembra una bestemmia accostare anche solo di nome queste eroine della fede, che composero scismi, riformarono interi ordini (Santa Chiara è considerata l'antesignana di tutte le monache del mondo), riscrissero la teologia ... queste sono donne "forti più degli uomini", che sì salvarono la Santa Chiesa dalle tempeste, altro che Carmen, depressa, infelice e violenta. Se gli occhi sono lo specchio dell'anima, chiunque l'abbia incrociata può benissimo immaginare da solo che tipo era e cosa realmente si agitava nella sua anima! Altro che lamorediddio!


Note a margine:
(1) Ciò rende ancora più ridicolo il finto, ed esageratissimo, stupore di Kiko davanti alle cosiddette "rivelazioni" dei Diari, tutta roba in realtà arcinota che non provoca nessuno stupore: la depressione di Carmen, il suo vuoto esistenziale (altro che "notte oscura dell'anima"), la sua tristezza erano evidenti a tutti.

(2) Chiaramente la santità non è collegata direttamente alla salute mentale, o meglio, un santo può apparire anche "depresso" secondo canoni umani, e avere l'anima pura e lieta di intima unione con Dio, tuttavia non è credibile che una persona realmente santa (basta riferirsi a Santa Rita, Santa Gemma Galgani, Santa Agnese, Sant'Agata, Santa Teresina...) effonda intorno a sé solo tristezza e che si ritrovi a sfogare le proprie frustrazioni nei vizi. Ciò è poi da considerarsi impossibile se si crede a quanto affermava la Carmen, ovvero di avere locuzioni interiori provenienti dalla Madonna e di avere avuto un'esperienza di transverberazione con la visione mistica di Gesù.

(3) Come già detto, le qualità prettamente umane non sono necessarie alla santità, ma possono esserne una conseguenza. Tanti santi sono stati gioiosi: San Filippo Neri, San Giovanni di Dio, lo stesso San Francesco, e non da ultima vale la pena citare l'esempio di Chiara Badano, soprannominata "Luce" per la gioia che riusciva a diffondere intorno a sé, nonostante i dolori della malattia, per la grazia che Dio aveva effuso su di lei.

(4) Per capire la blasfemia pronunciata dalla Carmen affermando che la messa individuale è inutile, è sufficiente citare l'esempio del Venerabile Card. Van Thuan, che per 9 anni, vissuti in completo isolamento in prigione a Saigon, celebrò la Messa quotidiana completamente solo, come da egli stesso testimoniato «Negli anni che seguirono, potei celebrare la Messa ogni giorno, rinnovare il sacrificio di Gesù: tenevo tre gocce di vino nel palmo della mano sinistra, un frammento di pane nella destra. Ogni giorno, recitando le parole della consacrazione, rinnovavo il mio patto di eterna alleanza con Gesù, firmato dal suo sangue mescolato al mio. Erano le più belle Messe della mia vita».

(5) Naturalmente ciò è falso e in quanto falsità dimostra non l'ignoranza di Carmen (pure piuttosto evidente) ma la sua scandalosa malafede demoniaca: le "esposizioni del Santissimo" esistono ufficialmente in forma di festa liturgica di solennità dal 1264 (istituzione della festa del Corpus Domini) ma erano pratica già diffusa in precedenza: Santa Chiara respinse gli invasori ottomani che stavano per distruggere il suo convento esponendo il Santissimo Sacramento con un reliquiario (1240) e, più avanti nel tempo, gli scritti di Santa Caterina dimostrano che il Corpo di Cristo veniva già di prassi esposto all'Adorazione, e l'Adorazione eucaristica era una pratica di preghiera in uso al tempo.

81 commenti:

  1. Rinnovo la mia disponibilità in caso di avvio del processo di beatificazione della Cara Estinta S. Carmen (leggasi Sora Carmen).

    Se qualche cardinale "loro amico" ci prova, prometto di incatenarmi al portone dei Sacri palazzi con un cartello addosso recante le blasfeme affermazioni della suddetta.

    Mi dovranno rimuovere con una gru.

    E se lo faranno ci tornerò il giorno dopo.

    kikArMEN.

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  2. "Gli ebrei non possono far Pasqua se non sono almeno in undici come gruppo familiare"

    Dopo le eresie, è questo l'aspetto che più mi lascia perplesso: l'inscindibile legame, la dipendenza che Carmen, Kiko e i neocat segnano tra la Pasqua di Cristo e quella degli ebrei, al punto che la seconda nella catechesi di Carmen prevarica la prima per lunghezza e significati.
    Eppure sono oramai decenni che la grande maggioranza degli esegeti e dei teologi (BXVI tra questi) sostiene che l'Ultima Cena di Cristo non sia stato un banchetto pasquale ebraico. Una cena ebraica sì, ma non pasquale.
    Nella cronologia dell'evangelista Giovanni (la più accreditata) la cena non avviene nella Pasqua ebraica; nei sinottici non è descritto un banchetto ebraico come fa Carmen ma il tutto parte dalla benedizione/berachà e si ferma al memoriale. In tutto il cristianesimo primitivo la celebrazione eucaristica non è mai definita "convito" o "banchetto", ma "spezzare il pane". Il pane si spezzava al mattino, nel "giorno del Signore", quando avvenne la Resurrezione e non di sabato sera - non c'entra niente che già è domenica per gli ebrei! - come fanno nel CNC.
    Davvero siamo distanti, in tutto.

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    1. Salve,
      Ho letto la biografia di Gesù, di BXVI, e l'altro giorno anche questa risposta di padre Bellon
      http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=5085
      L'ultima cena fu pasquale in tutto, ma non nel giorno scelto, per via della coincidenza con lo shabbat?
      Grazie
      Scott

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  3. Grazie Beati Pauperes Spiritu!
    Il confronto tra le grandi sante e Carmen è impietoso, ma lo sarebbe anche con le sante di ogni giorno, quelle che nessuno pensa di elevare agli altari; di una di queste leggevo il diario pochi giorni fa: nessun confronto con la ripetitività ossessiva e vacua, incentrata su se stessa e non su Dio, dei Diari dalla voragine depressiva di Carmen.

    Leggendo la Catechesi sull'Eucaristia fatta da Carmen negli anni '70 dello scorso millennio ed ampiamente stralciati nel secretato Direttorio ufficiale del cammino, faccio notare come Kiko, ancor oggi, sia perfettamente convinto e compenetrato rispetto a quelle convinzioni assolutamente non cattoliche.

    Pongo all'attenzione questa frase di Carmen a proposito dell'Eucaristia:

    Per di più queste preghiere sono tutte di tono penitenziale e al singolare. E siccome il sacerdote dice la 'sua' messa, il poveretto che si sente molto indegno di avvicinarsi a Dio, deve cominciare a scusarsi della sua indegnità: con spirito di umiltà ed animo contrito. Vedete come siamo lontani oramai dalla esplosione di gioia e di festa dell'Eucarestia.

    Le associo a queste frasi di Kiko quando, recentemente (e ne fa fede un'accurata trascrizione di Pax) parlando della propria esperienza con i Cursillos de Cristianidad
    afferma (lo riporto insieme al commento di Pax):

    Ognuno metteva per iscritto: Rosario tutti i giorni, Messa tutti i giorni, Confessione frequente, Adorazione, ecc.
    Il prete prendeva questi scritti e li metteva nel sacrario. Kiko commenta testualmente: "Così, poveracci!"
    Poi tutti andavano vicino al Tabernacolo e il prete pregava per tutti: "Signore, aiuta QUESTI POVERI!" Così... (Kiko racconta questo dettaglio con un tono di compatimento).


    Vi prego di notare come per Kiko oggi e per Carmen cinquant'anni fa, la sincera devozione e contrizione nell'accostarsi all'Eucaristia sia cosa da poveracci.

    Nulla è cambiato, nessuna evoluzione. E nessuna santità, anzi, il suo esatto contrario.
    Mi aiutate a trovare un termine antitetico a santità?

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  4. @Valentina Giusti
    conrario di santità: empietà, blasfemia, malvagità, immoralità,corruzione
    CdD

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  5. Il concetto biblico di "santità" è quello di fare la volontà di Dio. Cristo è il santo di Dio perché conforma la propria volontà a quella del Padre. Santità, quindi, è obbedienza.
    Da questo punto di vista, Valentina, il vocabolo antitetico a santità è superbia.

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  6. Nessun Pasquale ad assalire la pagina? Nessun neocat infoiato?

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  7. x Valentina

    Interessante domanda.
    Nella mia personale visione, l’antitesi della santità è il disonore, qui inteso come profonda ed inveterata diversione spirituale dall’Altissimo.
    Un’altra espressione che vedo ben calzante per i casi estremi, come questo ben descritto da Beati Pauperes Spiritu, è “non serviam!”.

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  8. "Non ci può essere una Eucarestia senza l'assemblea che la proclama. .... Non c'è eucarestia senza assemblea. E' un'assemblea intera quella che celebra la festa e l'eucarestia; perché l'eucarestia è l'esaltazione dell'assemblea umana in comunione; perché il luogo preciso in cui si manifesta che Dio ha agito è in questa Chiesa creata, in questa comunione. E' da questa assemblea che sgorga l'eucarestia. "
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    Io quando ero nel "cammino" non lo sapevo che Carmen dicesse qste cose e nn mi rendevo conto che fossero alla base della dottrina NC.

    Il problema era (ed è) che forse tali affermazioni non venivano esplicitate in questi chiari termini dai vari "catechisti" (oppure ero io a nn voler capire.. ) ma la loro sostanza veniva ugualmente trasmessa attraverso tutto il sistema di riti, preparazioni, annunci, convivenze, tappe ..

    Un insieme di gesti strutturati nei minimi dettagli, un martellamento continuo di parole, canti .. un frastuono, questo che Carmen definisce "festa" e "senso comunitario", nel quale è facilissimo far passare dei messaggi subliminali che un po' alla volta ti fanno spostare l'attenzione dal Signore - che dovrebbe essere al centro di ognuno di tali gesti - ai gesti stessi, a te che insieme ai tuoi cosiddetti "fratelli" li fai, fino a pensare che solo in quel modo lì va bene .. che sono le cose che la "comunità" FA ad essere essenziali , quasi avessero un qualche potere di "evocazione" e non il CONTRARIO, come invece è in realtà, cioè che è la presenza del Signore a dare contenuto e senso a ciò che si fa.

    Non è affatto dall' "assemblea che sgorga l'Eucaristia" come dice Carmen , ma esattamente il contrario (ricordo di averla sempre sentita spiegata così dai sacerdoti prima e dopo il cammino) :

    È dall'Eucarestia che viene possibile la Chiesa come Corpo mistico di Cristo, ma l'Eucaristia è il Corpo reale, è Lui, tutto Se Stesso.

    Cosa vuol dire se no "Io sono la Vite e voi i tralci, senza di me non potete far nulla " ? (Gv. 15, 1-8)

    Ed anche: "È più importante il tesoro o il tempio che rende sacro il tesoro?" (Mt 23,17)

    Il Papa si è espresso tante volte sull'importanza che Gesù sia "al centro di tutto" e sull'importanza dell'adorazione Eucaristica.

    Ci sono delle parole belle e significative del Papa a riguardo che, appena possibile, vorrei condividere con voi.

    Per ora ringrazio BPS x questo post così ricco di contenuti.
    Roberta

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  9. @BPS
    Sarà veramente difficile, in quanto è ineccepibile. In aggiunta il popolino non è in possesso dei mamotreti ed è meglio che non si azzardi a provare a dire che non è così, chi invece li ha non può far altro che constatare che è ASSOLUTAMENTE VERO quello che scrivi.

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  10. La Adidas dovrebbe santificare Carmen. Grazie a lei, c'è stato un aumento di vendite di magliette. Carmen testimonial pubblicitaria, mica testimone di fede!

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  11. «Ma soprattutto questa massa di gente pagana, vede, in fondo,la liturgia cristiana con i suoi occhi religiosi: l'idea del sacrificio. C'è un completo retrocedere all'antico testamento che era stato superato dallo stesso Israele (...)»

    Non aveva capito (o non aveva voluto capire, oppure mentiva) un cavolo delle Parole della Cena di Cristo nelle redazioni di MC e Mt o in Luca e san Paolo. Non aveva capito un fico secco della preghiera sacerdotale di Gesù in Giovanni, preghiera che realizza i rituali dello Yom Kippur, dove il sommo sacerdote immolava due capri, un ariete e un giovenco. Non aveva inteso un tubo del sacrificio vicario di Cristo. Peraltro c'è ignoranza della storia. Israele supera forzatamente l'idea del sacrificio soltanto nell'anno della guerra giudaica, con l'assalto di Tito a Gerusalemme, quando i sacrifici furono sospesi e il tempio trasformato in una fortezza. I sacrifici scomparvero definitivamente con la distruzione del Tempio nel 70. Di questo danno conto gli storici, Israele supera l'idea del sacrificio solo perché impossibilitata a proseguirlo e fu una tragedia nella tragedia questa per il popolo ebraico.
    C'è un'ignoranza inconcepibile in quella catechesi nel primo mamotreto, roba da fischiarli ad ascoltarla.

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  13. Caro Anonimo,
    dici che "kiko fa troppo comodo per sfogare le proprie frustrazioni".
    Non so a quanti gruppi, blog, forum partecipi per denunciare la malvagità umana travestita da virtù o da perbenismo. Sappi però che la tua lotta sembra essere un azione di contrasto più agli errori di grammatica che ai guasti nella pratica, come chi mette la multa per schiamazzi notturni a chi si lamenta perché è stata investito da un Tir.
    Certo, è più facile che approfondire di cosa effettivamente ci affatichiamo a parlare, con i nostri limiti, su questo blog.
    Il bravo giustiziere della notte non interviene a casaccio, rischiando di rilasciare il colpevole e punire l'innocente. Interviene sul tema, non sulla simpatia o meno di chi scrive.
    A favore o contro gli assunti altrui, non importa: basta che arricchisca, con le proprie conoscenze e sensibilità, la discussione comune.

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  14. Anonimo 16:38,
    Ponga delle domande oneste, non retoriche, non supponenti né autocompiaciute e vedrà che qualcuno le risponderà con altrettanta onestà.
    Magari potrebbe cominciare con lo spiegare perché scrutare e svelare il vizio umano la porti a sommo gaudio invece che a profondissimo dispiacere.

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  15. @ anonimo
    Io, invece, ti auguro una vita ancora lunga, con una buona qualità. Magari, sul piano dello spirito, anche ti suggerisco di migliorarla, andando a ricercare le vette della bontà umana - ce ne sono in giro, sai? Tra i credenti come tra i non credenti, di meno tra massoni e gnostici presuntuosi. Magari, qui e altrove, potresti lodare queste vette e anche avresti un morale più alto.
    La questione è che tu e Kiko avete una visione negativa dell'uomo, nella storia ricercate le negatività, e nel vostro "compitino piccolo piccolo" di mostrare i vizi credete di godere ma in realtà vi deprimete nello sforzo di deprimere il prossimo.
    Ascolta il mio suggerimento: vivrai meglio senza andare qui e altrove a ricercare le altrui "frustrazioni e gli abissi della malvagità umana", decidendo tu che in assenza di Kiko chi qui scrive dovrebbe andare a giocare a bocce.
    Tu sei uno di quelli ai quali una religione - lo gnosticismo lo è - ha rovinato la vita. Davvero mi spiace per te.

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  16. ..il "babbano"
    Anonimo deve essere un assiduo lettore di Harry Potter

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  17. BPS, la cartella "spam" è traboccante di urla da ossesso del solito pasqualone, convinto che basti scrivere continuamente "vi sbagliate" per cancellare la realtà dei fatti sgraditi al Cammino.

    Ora, anche un bambino del corso di Catechismo sa che le parole possono essere usate in modo enfatico. Per cui, in un contesto teologico o di preghiera, si possono definire "santi" i battezzati, per rimarcare l'immensa grazia che proviene dal battesimo, rinviando ad altro discorso il fatto che l'uomo è incline al peccato (tant'è che Nostro Signore ha istituito il sacramento della riconciliazione); in un contesto diverso - per esempio ecclesiale - "santi" ha un diverso significato. E siccome i nostri discorsi non sono tutti pomposamente "teologici", noi definiamo "battezzati" i battezzati, senza cercar scuse per indicarli come "santi".

    La pasqualoneria da Premio Baccalà 2017 consiste infatti nell'invertire il metodo: mentre noi cattolici usiamo le parole per indicare la realtà, i neocatecumenali pretendono di usare le parole per modificare la realtà. Il sommo Don Kikolone, dottore in ignoranza ed arroganza triplice honoris causa, dice per esempio: "...con il pane azzimo a significare la schiavitù e l’uscita dall’Egitto e la coppa del vino a significare la Terra promessa».

    Il che dimostra che anche Kiko è un "pasqualone baccalà".

    In un contesto liturgico, parlando del sacramento dell'Eucarestia, Kiko impone "significati" all'Eucarestia - eh, sì, trattando il Corpo di Cristo come un oggetto «a significare l'uscita dall'Egitto». Ma scusate, cari fratelli del Cammino, l'Eucarestia è il vero cibo e vera bevanda, oppure è un aggeggio genericamente sacro al quale qualche estroso "artista" può affibbiare significati ebraici? (p.s.: nel gergo americano il termine dispregiativo kike indica gli ebrei).

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  18. Il termine "babbano" di Harry Potter corrisponde al termine "cristiani della domenica" degli eretici Kiko e Carmen.

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  19. Ho letto la triste notizia che il movimento di Comunione e Liberazione, che ogni anno nel periodo natalizio pubblica ufficialmente un volantino con un'immagine sacra e una frase di don Giussani, quest'anno ha usato come immagine "sacra" una foto di profughi. Socci ci ha scritto un articolo giustamente infuriato, perché l'ossessiva moda dell'accoglienza dei poveri "profughi" (sostenuta, ahinoi, dal Bergoglio) ha prodotto come risultato il sostituire la Sacra Famiglia (cioè la fede) con i poveri (cioè, in fin dei conti, un attivismo).

    Ora, al di là del fatto che Nostro Signore già ci aveva messo seriamente in guardia (si veda Gv 12,8: «i poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me»), uno dei virus postconciliari che hanno colpito tanti cristiani di oggi - anche in buona fede - ha diffuso l'idea che dottrina e liturgia sarebbero tutto sommato secondarie.

    In realtà ognuno di noi è chiamato a conoscere le verità di fede secondo le proprie capacità intellettuali (altrimenti Nostro Signore non avrebbe impiegato tanto tempo nell'insegnare, e spiegare, e persino promettere il Paraclito che avrebbe fatto capire ogni cosa), ed è chiamato anche a sostenersi con i sacramenti (altrimenti Nostro Signore non li avrebbe istituiti, per giunta nei momenti più drammatici del suo ministero). Approfondire le verità di fede vivendo degnamente i sacramenti, è qualcosa che rafforza continuamente l'anima.

    Queste due sole cose sono sufficienti a portare alla santità. La carità stessa, così tanto necessaria, non può permettersi di offuscare anche solo per un briciolo le verità di fede e i sacramenti (e del resto la più alta forma di carità è la verità). L'atteggiamento verso i "profughi" (virgolette sempre necessarie) diventa l'atteggiamento di Giuda Iscariota: "uuh, uuh, sprecate 300 denari per rendere onore al Santissimo Sacramento? ma si potevano dare ai poveri profughi migranti!"

    Ho commentato brevemente quel volantone con un messaggio alquanto ironico ad un ciellino della parrocchia, il quale ha rapidamente prodotto la "doppia spunta blu" di conferma lettura messaggio, ma... ancora non si è degnato di rispondere. Chissà, magari anche lui soffre della tipica sindrome neocatecumenalizia per cui la verità non conta, conta solo l'ubbidienza ai capetti e ai catechistoni.

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    1. Il papa ormai è un moralista che cerca consensi da chiunque, mi sembra più un politico di sinistra che il vicario di Cristo, mi dispiace ammetterlo ma questo papa mi ha deluso. E così anche nelle chiese solo apparenza e falsi ipocriti come ben sappiamo e si vede nel cammino neocatecumenale. La Chiesa ormai sembra semplicemente un associazione interessata ai soldi, al potere insomma come potrebbe la Chiesa fermare il cammino se sono accumunati dalla stessa sporcizia. Che delusione.

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  20. Io suggerisco ai moderatori di non pubblicare più l'anonimo gnostico. Qualora lo fosse, dopo gli ultimi periodi del suo commento 16:38, io nemmeno lo leggerò più, tanto si riconosce dopo poche parole. Farò per lui una preghiera, affinché possa trovare un po' di serenità ricercando la bellezza e l'amore che pur esistono nella materia, nella creazione, in luogo degli "abissi della malvagità".

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  21. P.S.
    In ogni caso, i suoi interventi qui sono serviti. Ha dimostrato che la dottrina di Kiko e la sua si somigliano al massimo: l'anonimo gnostico scruta "gli abissi della malvagità umana, il vizio travestito da virtù", Kiko opera analogamente con gli scrutini. "Gnosi del peccato", scrissi.

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  22. "si può contemplarlo non già afflitto e dilacerato (...) ma rifulgente di gloria e privo di dolori"

    Il Pasquale avrà notato che Santa Teresa, Santa della contro riforma, vedeva nel Santissimo Sacramento un Dio rifulgente di gloria e privo di dolori, alla faccia della bugiarda Carmen, la quale sosteneva che la Messa era "penitenziale".

    Invidio Tripudio e il suo accesso alla cartella spam ;-)

    Sottolineo anche la profondità degli scritti di queste donne eccezionali, piene di vera gioia per Gesù, di amore, pace, misericordia....

    Non sono per niente d'accordo con la Miriano, la quale sostiene che i santi non dovrebbero sembrare inarrivabili.
    È il contrario ! Sono inarrivabili, devono esserlo per rappresentare un vero modello a cui ispirarsi. È chiaro che la loro forza è in Dio e che le capacità che hanno sono merito Suo, ma loro hanno dato tutta la propria vita per Lui. Non tutti sono in grado.
    I santi "terra terra" non mi piacciono.

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  23. all'anonimo che scruta gli abissi della malvagità

    Guardi, mi dispiace molto per lei. La vedo rinchiuso in se stesso a sguazzare in una triste solitudine.

    Provi ad andare lei a giocare a bocce in un centro anziani, non credo che socializzare un po' le farebbe male. E glielo dico davvero senza ironia.

    Non le piacciono le bocce? Si unisca a qualche associazione di volontariato. Scoprirà che a questo mondo esistono tante brave persone che nel loro piccolo fanno del bene al prossimo.

    Glielo ripeto, mi spiace per lei.

    Mi associo a Lino nell'augurarle salute e lunghi anni ancora, e dirò una preghiera per lei.


    @ Tripudio

    "... Il sommo Don Kikolone, dottore in ignoranza ed arroganza triplice honoris causa, dice per esempio: "...con il pane azzimo a significare la schiavitù e l’uscita dall’Egitto e la coppa del vino a significare la Terra promessa». Il che dimostra che anche Kiko è un "pasqualone baccalà".

    Secondo me è ancora peggio del Baccalà.

    Fa come i Testimoni di Geova, che riscrivono le Scritture per proprio tornaconto.
    La loro versione falsata della Bibbia, detta "Traduzione del nuovo mondo delle sacre scritture", riporta nelle parole pronunciate da Gesù sul pane e il vino proprio il verbo "significa".

    "...26 Mentre continuavano a mangiare, Gesù prese un pane e, dopo aver detto una benedizione, lo spezzò e, dandolo ai suoi discepoli, disse: “Prendete, mangiate. Questo significa il mio corpo”. E prese un calice e, avendo reso grazie, lo diede loro, dicendo: “Bevetene, voi tutti; poiché questo significa il mio sangue del patto..."
    Bibbia TDG

    Il tutto per negare la Presenza Reale, dato che ritengono Gesù un uomo e non Dio.

    Lo stravolgimento è comunque così grosso che nella nota al versetto hanno dovuto inserire "in gr. estì", ovvero che nell'originale greco del Vangelo c'è solo il verbo "è", non "significa".

    Però loro insegnano (si fa per dire) agli adepti "significa", con quel che ne consegue.

    Il signor trettre dottor (h.c.) sciamano Arguello ha detto che Dio ci parla tramite i Testimoni di Geova.

    Forse è una corrispondenza di amorosi sensi. Cammino e Testimoni cambiano le Scritture, ne danno interpretazioni arbitrarie, esercitano un rigido controllo sugli adepti, li obbligano a mantenere il silenzio sulle pratiche, si basano su testi segreti, e soprattutto sono impegnatissimi a rastrellare tutto il denaro possibile.

    E i pastori tacciono...


    @ Uomo Libero

    "La Adidas dovrebbe santificare Carmen. Grazie a lei, c'è stato un aumento di vendite di magliette. Carmen testimonial pubblicitaria, mica testimone di fede!

    Non è del tutto esatto. Sono i concorrenti, Puma, Lotto eccetera, che dovrebbero santificarla!

    La diffusione della foto della sua maglietta associata alla grinta della Cara Estinta S. Carmen (leggasi Sora Carmen) ha provocato un pauroso calo delle vendite ed un conseguente tracollo in borsa delle azioni Adidas.

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  24. Il confronto, messo in evidenza da questo post, tra gli scritti di Sante conclamate, vere Spose di Cristo innamorate, e la aspirante santa addirittura "di categoria superiore" è impietoso e stridente.
    Caro Bps, cosa vuoi che eccepiscano i pasqualoni? Devono solo ammutolire, oppure continuare ad ingiuriare, come loro abitudine, senza entrare mai nel merito della discussione proposta dal Blog, perché non hanno davvero nulla da dire e più parlano più peggiorano la situazione.
    Affrontando, come si sta facendo, la questione "canonizzazione di Carmen Hernandez" dai più svariati punti di vista, si arriva alla conclusione, ogni volta più chiaramente, della improponibilità assoluta del processo di canonizzazione.
    Ma, visto che Kiko e compagnia bella - molto bene assortita anche per il contributo di una nutrita schiera di Cardinali di primo piano - noi non possiamo esimerci dal fare la nostra parte, per tentare di arginare questo scempio, dal quale la Chiesa stessa ha tutto da perdere, svendendo la sua identità, creando una confusione assurda, dove tutto è uguale a tutto, quindi nulla più fa la differenza!

    Belli gli stralci sapientemente tratti dagli scritti di tre Sante veramente uniche.
    Penso che insistere, come fa Kiko su essere Carmen "di categoria superiore" (concetto che proprio non ha alcun senso) serve solo a rimarcare che la nostra co-fondatrice esce talmente fuori da ogni canone "cattolico" che diventa irrinunciabile avvolgerla di un'aura superlativa, incommensurabile che ce la raffiguri come "molto maggiore" in tutto, dentro e fuori la Chiesa, come la Costanza Miriano ci insegna.

    Ma questa strategia con noi non funziona, chi crede di impressionare Kiko con le sue trovate? O la Miriano - ma chi è mai sta' Miriano? - con i suoi adulanti accenti di elogi sperticati e disgustosi per esaltare ai nostri occhi una persona che ben abbiamo conosciuto e con cui lei, invece, mai ha avuto a che fare?

    CONTINUA

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  25. Ciao. Da fonti certe sembra che la macchina neocatecumenale stia andando comunque avanti infatti questo venerdì sera a Venezia ci sarà comunque l'annuncio dell'avvento con il capo catechista del triveneto/nord Italia Stefano Gennarini... I dodici Cefa avranno preso la registrazione di Kiko direttamente dal suo capezzale...

    Ex-neocat

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  26. Tre stralci dagli scritti - riportati nel post - di Santa Caterina da Siena:

    … O figlia carissima, apri bene l'occhio dell'intelletto per contemplare l'abisso della mia Carità:

    Con che occhio lo vede (ndr. Il SS. Sacramento)? Con l'occhio dell'intelletto, se in esso vi è la pupilla della santissima Fede! Quest'occhio vede in quella bianchezza ( ndr. della Ostia consacrata) "tutto Dio e tutto Uomo",....

    Di fronte a ciò il tuo occhio corporeo non bastò a sopportare la luce, ma ti rimase solo l'occhio dell'intelletto, con il quale vedesti e gustasti l'abisso della Trinità, tutto Me, Dio e Uomo, nascosto sotto il velo della bianchezza. (...) (ndr. dell'Ostia Santa)
    Con l'occhio dell'intelletto dovete contemplare questo santissimo Sacramento!

    E chi lo può toccare? La mano dell'Amore....l'Ostia si tocca per fede con la mano dell'Amore, perchè è con l'Amore che Io sono li presente tutto Dio e tutto Uomo, gratuitamente! (...) O abisso, o Trinità eterna, o Deità, o mare profondo! E che più potevi dare a me che te medesimo? Tu sei un fuoco che arde sempre e non si consuma. Sei tu che consumi col tuo calore ogni amor proprio dell'anima. Tu sei fuoco che toglie ogni freddezza, e illumini le menti con la tua luce, con quella luce con cui mi hai fatto conoscere la tua verità.
    -------------------------
    Cosa voglio mettere in evidenza?

    Qui si parla di luce, di occhio dell'intelletto, che si apre quando si esce dalla cecità a cui è condannato per sempre l'uomo lontano da Dio, e vede....vede...tutto ciò che Santa Caterina descrive o, quanto meno, comprende che questa è rivelazione, riconosce interiormente che questa è la via ben tracciata e sicura.

    Ho idea che Carmen - per le conclusioni a cui è giunta, dopo anni di studi e acrobazie mentali e meramente speculative finalizzate a un suo progetto che marciava parallelo e funzionale a quello di Kiko - mai abbia conosciuto "l'occhio dell'intelletto, che abbia in esso la pupilla della santissima Fede! Quest'occhio che, solo, è in grado di contemplare il SS. Sacramento", secondo quanto descritto da Santa Caterina.
    Poiché, se ne avesse fatto esperienza, mai avrebbe detto e scritto ciò che ha detto e scritto, molto semplicemente!

    Ma la catechesi stessa di Kiko, per sua ammissione antesignana di tutto il neocatecumenato, catechesi sul famoso "cieco nato" è ulteriore prova che i due iniziatori - millantanti visioni, locuzioni, esperienze mistiche - sono due falsari o due in balia dei peggiori inganni del demonio.
    Perché?
    Perché non hanno capito niente, come Lino bene ci ha spiegato, del miracolo descritto in Gv.9 del cieco nato, che recupera la vista...
    Quale vista? Per vedere cosa? Su che cosa si aprono gli occhi, del cieco nato e nostri, dopo l'incontro cruciale con Gesù, l'Uomo-Dio?

    Pensando alla centralità di questa catechesi, nel percorso battesimale, è devastante il danno prodotto da questa falsa predicazione nel c.n.,, fuorviante, ingannevole; la misura del danno c'è la dà l'incolmabile distanza della catechesi kikiano/carmeniana da quanto abbiamo appena letto dell'esperienza di Santa Caterina da Siena, dottore della Chiesa e. Patrona d'Europa.

    Speriamo di aiutare, con questo, tanti camminanti dubbiosi, che possano iniziare, a loro volta, a informarsi e documentarsi meglio, a cercare risposte di persona e, infine, ad aprire gli occhi, davvero!

    Pax

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  27. P.S. Scusate, dimenticavo un altro piccolo rilievo.....

    "Sei tu che consumi col tuo calore ogni amor proprio dell'anima." dice ancora, per esperienza, Santa Caterina.......

    Altra prova delle farlocche esperienze mistiche di Carmen, visto che mai ha dato segno di mettere, anche una volta sola, sotto i piedi il suo amor proprio.
    Potete dire: "Ma tu che ne sai?"
    Lo so per aver visto il suo modo di comportarsi, nei rapporti con terzi, in svariatissime occasioni....una coerenza assoluta!
    Quando veniva colpita, anche di striscio, diventava aggressiva e, avendo lei il bastone del comando, erano dolori per chiunque, Kiko incluso

    Pax

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  28. BECCATOOOOOO

    VITTORIO RUSSO!!!!!!!

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  29. ANONIMO LAICISTA:
    i più grandi crimini e genocidi della storia sono stati commessi dai laicisti: Hitler, Stalin, Pannella e Bonino, ecc.
    Se oggi c'è qualche valore tra i laicisti, lo si deve al VANGELO che ha fatto da lievito alla società: prima non esistevano gli ospedali, erano tutti razzisti, esisteva la schiavitù...
    Ci sono stati cristiani criminali? Certo, perché non erano coerenti col Vangelo. Figurati se fossero stati gnostici o agnostici!

    Riguardo i CIELLINI: se non sono dei lecchini che seguono le mode, il prossimo anno mi aspetto la foto di bambini abortiti fatti a pezzi e gettati nel secchio. Anche questi, spero, facciano compassione.
    La compassione o è universale o è FALSA, come la carità.
    Io non credo nella solidarietà di chi è favorevole all'aborto e alla fede di chi annuncia solo una parte del Vangelo trascurandone un'altra

    ANONIMO delle 22,38:
    il Papa non cerca soldi ma è coerente con se stesso. Ha una sensibilità sudamericana ma non si può catalogare politicamente, come non si possono catalogare nelle nostre categorie i partiti argentini.
    La sinistra argentina ha origini peroniste, che si è ispirato a una concezione di stato fascista e franchista.
    Il problema sono i VESCOVI, cioè molti di essi.

    Tornando a CARMEN:
    non sarà mai santa perché la Chiesa non eleverà mai agli onori degli altari chi è schiavo di un vizio come il fumo. In lei il fumo rappresentava una DIPENDENZA, come quella della droga.
    Come fa ad essere proclamata santa chi durante la Messa, invece di prostrarsi a pregare, usciva a FUMARE?

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  30. Vedo che sulla pagina facebook JMJCNC festeggiano il vescovo di Barranquilla (Colombia), evidentemente uno molto ben "oliato". La Colombia ha già la disgrazia di ospitare ben due (diconsi due) seminari Redemkikos Mater, uno a Medellìn e uno a Bogotà: magari affittano a Barranquilla un monolocale da dodici metri quadrati (inclusivi di terrazza e cortile), e lo chiamano "Terzo Seminario Redemkikos Mater Colombia".

    Intanto leggo sul sito del seminario kikiano di Medellìn che a maggio faranno un "pellegrinaggio" in Italia. A giudicare dalle tappe previste (Capri, Matera, Salerno, Napoli...) si direbbe piuttosto una mega-vacanza (mano al portafoglio, fratelli pasqualoni baccalà! i seminaristi kikiani devono fare la claque a Kiko e subito dopo un largo giro turistico).

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  31. La peculiarità dei NC, a loro dire, è l'"annuncio del kerygma", la "missionarietà" o "evangelizzazione" intesa come "dar testimonianza" di esperienze di fede.

    Tale azione, sempre a loro dire, è suscitata dallo Spirito Santo, ma la cosa non appare così sicura se si riflette ad es. sulle seguenti parole del Papa:
    ---------------------------
    Omelia, Basilica di San Paolo Fuori le Mura (14 aprile 2013)

    "Annunciare e testimoniare è possibile solo se siamo vicini a Lui, proprio come Pietro, Giovanni e gli altri discepoli nel brano del Vangelo di oggi sono attorno a Gesù Risorto; c’è una VICINANZA QUOTIDIANA con Lui, ed essi sanno bene chi è, lo CONOSCONO. L’Evangelista sottolinea che «nessuno osava domandargli: “Chi sei?”, perché sapevano bene che era il Signore» (Gv 21,12)..

    E questo è un punto importante per noi: vivere un RAPPORTO intenso con Gesù, UN'INTENSITÀ di DIALOGO e di vita, così da riconoscerlo come “il Signore”. ADORARLO! "
    --------------------------------
    Gli anni passati in cammino, posso dire per me, NON hanno in alcun modo AIUTATO ad approfondire la conoscenza di Gesù vivendo questo
    "intenso rapporto quotidiano di dialogo e di vita" ... anzi, io che già avevo avuto la grazia di
    ri-incontrarlo mi sentivo in un certo senso "ostacolata" nel vivere qsto rapporto con Lui, proprio dal cammino di "fede" (come ho detto altre volte, purtroppo nn erano motivazioni di fede che mi spingevano a restarvi) quasi fossero (e di fatto lo erano) 2 cose non legate l'una all'altra .. 1 specie di "doppia vita" : quella in comunità dove il Signore NON lo vedevo se non molto offuscato e "in lontananza" (la tipica idea del "Dio che ti guarda dall'alto pronto a punirti") e la vita di fede "vera" , fatta di preghiere personali nei momenti da me scelti (che non erano puntare la sveglia alle tre di notte o dire sempre le lodi - prima di sposarmi- alla mattina ); confessarmi da sacerdoti che sapevo o almeno speravo mi avessero incoraggiato (poiché capivo di averne bisogno ... ma 1 volta mi sbagliai e andai da uno del cammino .. mi trattò con freddezza e durezza, con rimproveri aperti .. mi sentii respinta da Dio nonostante l'assoluzione, ne uscii infelice anziché risollevata e motivata, come è giusto che SEMPRE succeda in qsto Sacramento... ma poi pensai che nessun altro sacerdote aveva mai fatto così e che in fondo l'assoluzione l'avevo avuta); leggere commenti vari nelle riviste sulle letture della domenica ... mentre è cosa NEGATIVA che nel CN non venga consigliata nessun tipo di lettura (se nn i pochi libri scritti da NC .. come qllo sui carcerati opp ne ricordo uno del tutto "statistico" sui grandi numeri NC) e NON vengano forniti i TESTI SCRITTI delle varie catechesi in modo che uno ci possa riflettere con maggior tranquillità e calma nella solitudine della propria casa e non solo ASCOLTARE interminabili concetti, di cui alla fine memorizzi solo quelle idee BASE infinite volte ripetute .. Senza poterle connettere all'intero discorso.

    Il Papa riassume questo intimo rapporto di vita con Gesù nella parola "Adorarlo".

    CONTINUA

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  32. CONTINUA

    Sempre nella stessa omelia il Papa aggiunge:

    "Il brano dell’Apocalisse che abbiamo ascoltato ci parla dell’adorazione: le miriadi di angeli, tutte le creature, gli esseri viventi, gli anziani, si prostrano in adorazione davanti al Trono di Dio e all’Agnello immolato, che è Cristo, a cui va la lode, l’onore e la gloria (cfr Ap 5,11-14).
    Vorrei che ci ponessimo tutti una domanda: Tu, io, ADORIAMO il SIGNORE? Andiamo da Dio solo per chiedere, per ringraziare, o andiamo da Lui anche per adorarlo?
    Che cosa vuol dire allora adorare Dio?
    Significa imparare a STARE con Lui, a fermarci a DIALOGARE con Lui, sentendo che la SUA PRESENZA è la più VERA, la più buona, la più IMPORTANTE di tutte. "

    Inoltre, ad un discorso alle Superiore Generali (8 maggio 2013)

    " Gesù .. si rivolge con qste parole: 'Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi' (Gv 15,16), che ricordano a tutti, non solo a noi sacerdoti, che la VOCAZIONE è sempre una INIZIATIVA di Dio. È Cristo che vi ha chiamate a seguirlo nella vita consacrata e questo significa compiere continuamente un “esodo” da voi stesse per CENTRARE la vostra ESISTENZA su CRISTO e sul suo Vangelo, sulla volontà di Dio, spogliandovi dei vostri progetti, per poter dire con san Paolo: «Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me» (Gal 2,20). Questo “esodo” da se stessi è mettersi in un cammino di adorazione e di servizio...
    Vivete e richiamate sempre la centralità di Cristo .."
    -------------------------------
    Ora, per consacrate o no, mi sembra che nelle parole di Carmen non ci sia qsta "centralità" di Cristo e questo significato dell'Adorazione che vale x tutti i cristiani ... anzi .. l'Adorazione non c'è proprio:

    Dice Carmen:
    -------------------------------
    "noi abbiamo fatto dell'Eucaristia una cosa totalmente STATICA, che possiamo MANIPOLARE: un bambin Gesù che ci METTIAMO nel PETTO quando vogliamo"
    -----------------------------
    Quindi lei non crede che la FORZA che MUOVE
    l' "evangelizzazione" (altro che statica!) venga, come ha detto il Papa, dal "rapporto quotidiano e intenso dialogo con Gesù nell' Eucaristia e nell' adorazione", ma che sia come una specie di suggestione nostra di "metterci nel petto" Gesù , anziché un'opera SUA, che ha detto "chi mangia di me .. vivrà per me" (Gv 6,57) ; non crede, come ha invece detto il Papa che l''INIZIATIVA sia di Dio" : Lui sceglie noi, e la Sua non è 1 "manipolazione" ma 1 PROPOSTA e solo in questo senso è "quando noi vogliamo" .. non possiamo "manipolarLo" ma ci dà di UNIRCI a LUI veramente .. non "Gesù bambino" ma Cristo, cioè Gesù MORTO e RISORTO.

    Dice anche Carmen:
    ------------------------------
    "Invece l'Eucaristia è tutto il contrario perché in essa Dio PASSA e TRASCINA con Sé TUTTA l'umanità "
    -------------------------------
    Cristo NON "passa" , Lui RESTA,
    ha promesso Gesù: " Io sarò con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo" .. e a tale scopo ha "inventato" l'Eucaristia - la Chiesa - il tabernacolo.
    E, ripeto, non "trascina" (quasi avesse 1 rete a strascico x pescare a casaccio chi capita) ma propone, sì a "tutta l'umanità", .. ma solo chi liberamente lo accetta DENTRO di SÉ , alle SUE condizioni, sarà felice di lasciarsi pescare:

    " Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato...
    Io in loro e tu in me ..
    Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io .."
    (Gv 14, 20-24)

    CONTINUA

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  33. CONTINUA

    Trovo molto incoraggiante la frase di Santa Teresa riportata nel post:

    " Se il temperamento o qualche infermità non permettono di pensare alla passione del Signore per essere troppo penosa, nessuno vieta di far compagnia a Gesù risorto, giacché l’abbiamo così vicino nel SS. Sacramento, in cui si trova glorificato ... nostro compagno nel SS. Sacramento, per il quale ci permette di pensare che, in procinto di salire al cielo, non si sia sentito di allontanarsi da noi neppure un poco".
    ------------------------------
    Con ciò sono in sintonia le parole del Papa , anche a proposito della PRESENZA di Gesù che rende la chiesa (intesa come tempio) LUOGO SACRO e in CONTRASTO invece con le parole di Carmen;

    dice Carmen:
    "Il pane e il vino non sono fatti per essere esposti, perché vanno a male. Il pane e il vino sono fatti per essere mangiati e bevuti. Io sempre dico ai Sacramentini, che hanno costruito un tabernacolo immenso: se Gesù Cristo avesse voluto l'Eucarestia per stare lì, si sarebbe fatto presente in una pietra che non va a male. Il pane è per il banchetto, per condurci alla Pasqua. La presenza reale è sempre un mezzo per condurci ad un fine, che é la Pasqua. Non è un assoluto, Gesù Cristo è presente in funzione del Mistero pasquale. Invece da Trento in poi si celebrerà la Messa per consacrare ed avere presente Gesù Cristo e metterlo nel tabernacolo."
    --------------------------
    Ma ben venga questo! Grazie a Dio che è così!

    La realtà di Nostro Signore PRESENTE , che Santa Teresa sottolinea essere un atto per non farci sentire abbandonati, quindi un atto d'amore per noi, Carmen la SVILISCE, come 1 qlcsa di strumentale ... Per quale fine? La Pasqua. Ma io ho bisogno di stare col mio Signore TUTTI i GIORNI, non solo 1 giorno all'anno ! È la Pasqua ogni Eucaristia ed è GESÙ risorto in ogni tabernacolo.

    Dice il Papa in omelia 22/11/2013:
    -------------------------------
    "Riconsacrare il tempio perché lì sia data gloria a Dio è perciò il senso essenziale del gesto di Giuda Maccabeo, proprio perché

    il tempio è il luogo dove la comunità va a pregare, a lodare il Signore, a rendere grazie, ma SOPRATTUTTO ad ADORARE.... nel tempio si adora il Signore..

    E questa verità vale per ogni tempio e per ogni cerimonia liturgica, dove ciò che è più IMPORTANTE è l’ADORAZIONE e non i canti e i riti , per quanto belli..

    Tutta la comunità riunita guarda l’ALTARE dove si celebra il SACRIFICIO e adora.

    Ma io credo, umilmente lo dico, che noi cristiani forse abbiamo PERSO un po’ il senso dell’adorazione. E pensiamo: andiamo al tempio, ci RADUNIAMO come FRATELLI, ed è buono, è bello..

    Ma il CENTRO è lì dov’è DIO.
    E noi adoriamo Dio..

    I nostri templi sono luoghi di adorazione?
    Favoriscono l’adorazione?

    Le nostre celebrazioni FAVORISCONO l’adorazione?..

    .. anche Gesù purifica il tempio. Ma lo fa con la frusta in mano. Si mette a scacciare gli atteggiamenti pagani ... Gesù purifica il tempio ammonendo: Sta scritto: la mia casa sarà casa di preghiera e
    non di altra cosa.
    Il tempio è un luogo sacro.
    E noi dobbiamo entrare lì, nella sacralità che ci porta all’adorazione. Non c’è un’altra cosa ".
    ----------------------------
    Certamente le celebrazioni "liturgiche" NC per NIENTE favoriscono questo atteggiamento di adorazione che dice il Papa, e sono anche completamente scollegate dal tempio (chiesa) come luogo SACRO (perché reso tale proprio dalla PRESENZA che Carmen svilisce o addirittura NEGA .. nn ho capito bene se intende dire proprio che nel tabernacolo Gesù NON c'è) , per i NC c'è SOLO l'aspetto del
    "raduniamoci come fratelli".

    "fratelli" in forza di Chi o di che cosa se Non c'è la Presenza a rendere fratelli ma è invece l'adunanza stessa che in qualche modo "suscita" la Presenza ?
    A me questo pare un "associazionismo" puramente UMANO, qualcosa del tipo "l'unione fa la forza" che purtroppo USA il Nome di Gesù solo per strumentalizzarlo.

    Roberta

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  34. Pax ha detto: "Perché non hanno capito niente... Quale vista? Per vedere cosa? Su che cosa si aprono gli occhi, del cieco nato e nostri, dopo l'incontro cruciale con Gesù, l'Uomo-Dio?"

    Sì, la desolante, "terrificante depressione" (per dirla con lo psicologo evocato da Kiko), il nichilismo di interessi che compare nei "Diari", "questa voragine che nessuno, se non Cristo riesce a colmare" per dirla con la Miriano, e' riconducibile a ciò che i fondatori hanno sempre predicato: l'apertura dell'occhio sui peccati del prossimo e non sul Signore. C'è una frattura insanabile tra la Carmen pubblica, la Carmen catechista, e la Carmen privata. E' falsa la prima o è falsa la seconda, non è data una terza ipotesi, a meno di non supporre un bipolarismo, malattia non rara nel CNC. In ogni caso (R.I.P.) non è un modello di santità. Se i Diari fossero stati relativi agli ultimi anni della sua vita, al periodo iniziale della sua malattia, avrei potuto capire. Cinquanta anni di "voragine", invece, sono una enormità.

    Credo che il can can sui Diari ai fini della canonizzazione, can can voluto da Kiko, sia l'ennesimo errore del fondatore: i Diari sono controproducenti per una causa di santificazione.

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  35. Così, tanto per farsi due risate (amare): il presbitero «appartenente all'ordine dei neocatecumenali» che era stato "rapito" in Nigeria, va dicendo di essere stato "risparmiato" dalle mazzate poiché indossava l'abito da sacerdote.

    Il sito web Messainlatino immediatamente è andato in brodo di giuggiole pensando a chissà quale veste talare, con ferraiolo, greca, fascia e saturno, e ripropone immediatamente la "notizia".

    Eppure, come ci ricorda padre Pio, Nostro Signore «si allontanò da quella turba di sacerdoti con una grande espressione di disgusto sul volto, gridando: “Macellai!”.»

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  36. Oh, ma guarda: la pagina in questione non permette di lasciare un commento.

    Avrei proprio voluto scrivere loro: «scusate, ma è più importante un generico "abito" sacerdotale (che, conoscendo i neocatekikos, non era la talare), oppure il fare i "macellai" della Santissima Eucarestia?»

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  37. La voragine mirianaria
    e' riconducibile a ciò che i fondatori hanno sempre predicato: l'apertura dell'occhio sui peccati del prossimo e non sul Signore.


    Ottima sintesi Lino, come sempre!

    Mi hai messo davanti agli occhi in modo sorprendente il sinedrio schierato, di Kiko e Carmen e, giù giù, di tutte le equipe scimmiottanti, in fase di scrutinio del prossimo.

    Illuminati, discernenti, lettori di anime e coscienze, espoliatori del prossimo in pubblico ed esponendo al pubblico ludibrio....persone anche fragili che poi si sciolgono in lacrime irrefrenabili, che restano prone, frustrate, distrutte....e continuano a sottoporsi a tortura, in una sorta di sindrome di Stoccolma elevata a potenza....questo per i più indifesi, senza dubbio.


    Come poteva star meglio di come stava Carmen?
    Quale pace interiore, gioia, luce, ...?


    Pax

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  38. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  39. Permettetemi un ennesimo off-topic.

    Da un po' di anni a questa parte l'informazione sul mondo cattolico la stanno facendo i blog.

    Certe operazioni commerciali (in particolare il Vatican Insider della Stampa) addirittura nacquero con l'illusione (dichiarata quasi esplicitamente) di poter sfruttare il fenomeno e sostituirvisi rendendo tali blog insignificanti - missione ovviamente fallita più volte.

    La pericolosità dei blog cattolici per quel certo establishment curiale (specialmente in epoca bergogliana) è stata dimostrata dal fatto che i più frequentati sono stati bersagliati da azioni legali e minacce mafiose da parte di illustri ecclesiastici che anziché interrogarsi sulla fondatezza delle denunce e sulla giustizia di Dio, hanno preferito la legge della giungla: quanti più avvocati puoi pagare tanto più potrai annichilire chi ti sta antipatico.

    Una notizia di interesse ecclesiale, buona o cattiva che sia, rimbalza sui blog (anche quelli di estrema periferia, da 5-10 cliccate al giorno) e scatena dibattiti e commenti che i giornali non riescono a promuovere. Del resto una testata giornalistica si propone di "dare notizie" (cioè fornire un "prodotto", possibilmente allegato a strisciate pubblicitarie), non di "informare" (cioè fornire conoscenza e spunti di riflessione, specialmente se sgraditi, perché quando c'è in ballo qualcosa di sgradito è più facile svegliarsi e riflettere).

    Quello che chiamo "dibattito" ovviamente va molto al di là del lasciare commenti sul web, e deborda facilmente nella vita quotidiana. Come qualche settimana fa, in autostrada, due amici si ritrovano a parlare del fratello di uno di loro, economicamente in cattive acque, che aveva chiesto in prestito la macchina per andare a Castellammare di Stabia dove c'era un importante evento "delle comunità". Uno dei due chiede subito allarmato: chi, i neocatecumenali? quindi tuo fratello già paga il 10% dello stipendio? e gli tocca pure pagare l'albergo per una roba che si poteva benissimo fare gratis in parrocchia?

    Una simile reazione non sarebbe stata possibile senza questo blog. Se la "decima" fosse stata descritta solo in modo clerically correct da qualche articolo di giornale, sarebbe stata o dimenticata o sottovalutata (siamo quotidianamente sommersi dalle notizie al punto da lasciarci sfuggire i dettagli importanti). Le denunce dei giornali sembrano spesso preconfezionate, persino quando paiono esagerate (che poi è un modo per dire: "non querelate noi ma il tizio che ha fatto tali affermazioni"). I giornali forniscono un "prodotto". I blog cattolici nascono non per fornire un prodotto, ma perché qualcuno, personalmente, ha a cuore determinati temi riguardanti la propria fede e la Chiesa stessa.

    Allo stesso modo, ad un livello più alto, probabilmente non sarebbero stati mai possibili scherzetti eccezionalmente significativi come i manifesti "ma 'ndò stà la tua misericordia?" ed il finto Osservatore Romano, se non fosse stato per il continuo tam-tam di tanti blog cattolici allarmati dalla sempre più preoccupante deriva della Chiesa cattolica.

    I blog cattolici, oggi, sono quell'indispensabile "samizdat" (stampa clandestina) che sta tenendo svegli tanti fedeli. Lo è persino il malridotto Messainlatino, di cui sono tuttora rintracciabili tante vecchie ma interessanti pagine. A differenza dei dispersivi social network, e a differenza dei giornali, anche il più banale blog cattolico che si limitasse a far copia-incolla delle notizie che vale la pena tener presenti, in fin dei conti sta contribuendo a quel dibattito. Laddove si è smesso di dibattere, infatti, ci si limita a misurare il numero di attività svolte (e di soldi fatti girare).

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  40. Anonimo Anonimo ha detto...
    BECCATOOOOOO

    VITTORIO RUSSO!!!!!!!

    29 novembre 2017 10:55

    Vergognati,non ci dormite neanche la notte,e io chi sono?,

    Sicuramente verrai nominato Super super Katechista "Di livello Superiore"
    farete una novena tutta per te?
    Ecco chi sete,razza di vipere spione,
    Ecco cosa sei un "Lecchino" di livello superiore

    RispondiElimina
  41. ...avevo inviato stamani un commento... Chissà perché non è pubblicato... M.i.B.

    RispondiElimina
  42. Mi è piaciuta moltissimo la citazione dell'Apocalisse, commentata dal Papa. La Chiesa trionfante in Cielo che adora, adora e adora il Dio vivente e l'Agnello immolato. L'Adorazione è quindi, come avevano capito benissimo le Sante citate, il fondamento della vera vita in Cristo. Non ci può essere esempio di vera vita cristiana senza l'adorazione del Cristo risorto nel Tabernacolo.
    Carmen e Kiko due ignoranti presuntuosi (come tutti gli eretici) hanno imposto a 1 milione di cattolici la loro squallida visione delle cose, la loro interpretazione dell'eucarestia attribuendo tutte le loro paturnie alla Chiesa Cattolica. Loro percepivano la messa come "penitenziale" e "fissista" e hanno accusato la Chiesa di questo.
    Malevoli e falsi, ma ora pagano lo scotto di 50 anni di bugie.

    Ripeto perché è importante: Santa Caterina, nel medioevo, quel periodo di cui Kiko percepisce solo lo "spirito penitenziale", parla di Cristo gloriosamente risorto, della gioia dell'Adorazione dello splendore di Dio.

    La verità, cari pasqualoni tutti è che siete voi a non averci capito niente. E il bello è che sedete in una saletta a cantare le canzoni kikiani piene di tristezza e depressione guardando fisso i vostri piedi e contemplando i vostri peccati.

    RispondiElimina
  43. Ma che, quel poveraccio ancora pensa che Tripudio si chiami Vittorio Russo. Possiamo solo immaginare il poveretto che viene contattato da un esercito di kikiani che credendo di rendere lode a Dio lo sommergono di insulti o di catechesi-lenzuolo condite dall'ipocrita "la pace" finale (vero marchio di fabbrica kikiano).
    La lista dei contatti bloccati su facebook del povero Vittorio Russo sarà piuttosto lunga, immagino.

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  44. A che ora? I commenti in formato "anonimo" finiscono in spam frequentemente (in questo momento la cartella "spam" non ancora sfoltita contiene ben 245 commenti "spam" ricevuti negli ultimi 30 giorni, esclusi quelli già eliminati dai moderatori del blog).

    RispondiElimina
  45. @Tripudio, se chiedi a me era tra le 7 e le 8 circa, ma ormai non importa, era un commento su quel povero anonimo depresso che ha scritto un tono di 700 pagine. M i.B.

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  46. "il poveretto che si sente molto indegno di avvicinarsi a Dio, deve cominciare a scusarsi della sua indegnità: con spirito di umiltà ed animo contrito"

    Veramente Carmen ha detto QUESTO? Con quale faccia di bronzo?
    Dice che la messa "svilisce" il cristiano che la frequenta, perchè lo fa sentire un poveretto che deve scusarsi della sua indegnità, quando il CNC porta i suoi membri a considerarsi IMMONDIZIA, li porta a sentirsi inadeguati nei confronti del mondo, dei catechisti, di tutto, li porta addirittura a scusarsi con quelli che hanno fatto loro un torto, li fa sentire perennemente in torto e perennemente in cerca di scuse, li riduce dopo anni in relitti umani con l'autostima azzerata che necessitano di anni di psicanalisi per riprendersi?

    Abbiamo oltrepassato ampiamente il ridicolo, e ci stiamo avventurando nel territorio del grottesco.

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  47. Ripescato. Era il commento delle 6:23, visibile qui sopra.

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    1. Non lo vedo, ma non ti preoccupare, ormai è fuori contesto. Ottima serata. Ciao M.i.B.

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  48. Quando Carmen afferma che la presenza reale non è un assoluto non intende dire che non ci sia o che non sia importante! Intende che Cristo ci ha lasciato l'Eucaristia in primo luogo per adorarla e consumarla nella Messa (in cui celebriamo la morte e la risurrezione di Cristo, entrambe, non solo il sacrificio). Cristo si fa presente realmente per permetterci di diventare Cristo ("Diventa ciò che ricevi, Corpo di Cristo" e "Cristiano, se vuoi sapere chi sei guarda l'altare e diventa ancora più ciò che sei" cit. non precise, come le ricordo adesso) L'adorazione fuori dalla Messa è venuta dopo. Questo è vero e non significa denigrare l'adorazione del Santissimo! Alla fine dei tempi non ci saranno più le specie del pane e del vino. Cristo è l'Assoluto, non la specie.

    Io ho scoperto l'adorazione grazie al mio parroco, NC, che l'ha organizzata in parrocchia e ci ha invitati a partecipare. E il fatto che l'abbia organizzata dimostra che crede nella presenza reale, non a tempo!

    G.N.

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  49. In primo luogo per adorarla lo dici tu, non è vero. Nei mamotreti la parola adorazione non compare mai.
    La Carmen sosteneva chiaramente che il pane è per il banchetto, non per stare nel Tabernacolo, mentre tutti i santi nell'arco di 2000 anni hanno dimostrato il contrario.
    In più la vostra tavola non è un altare, ma una tavola e basta, un tavolino di legno.
    Terzo: la messa celebra in primo luogo la ripresentazione del sacrificio di Gesù, con tutto il suo valore di salvezza, senza il dolore e le piaghe e in secondo piano la Sua gloriosa resurrezione. Carmen nega del tutto io valore sacrificale della messa, nella quale Gesù ancora si immola come vittima perfetta senza macchia davanti al Padre Onnipotente. Carmen non parla mai sacrificio vivo e vero Gesù, se non in senso negativo.
    La vostra pagnotta ha quella forma perché significa la schiavitù e non la vera, reale, essenziale, sostanziale presenza di Gesù in mezzo a noi.
    Per Carmen è un pane e non Gesù stesso.

    RispondiElimina
  50. @ G.N.
    Io sono disponibile a darti credito, purché tu mi spieghi il testo: "Se Gesù Cristo avesse voluto l'Eucarestia per stare lì [nel Tabernacolo] si sarebbe fatto presnte in una pietra che non va a male".
    Sta nel terzultimo capoverso del mamotreto originale: https://i.imgur.com/OXbE6oN.jpg

    Tu stai commentando secondo il mamotreto corretto, dove l'eresia è stata cassata:
    https://i.imgur.com/ufhoLeU.png
    Se la CdF vesse trovato corretta l'espressione "non è un assoluto" non l'avrebbe sforbiciata.

    Non commento l'ultimo periodo del vecchio mamotreto, poi, quello che falsamente dice che da Trento in poi si celebrerà Messa per avere presente Gesù Cristo e metterlo nel tabernacolo: è un ennesimo svilimento, che conferma le affermazioni precedenti. Anche questo cassato.
    Purtroppo per voi, i mamotreti vecchi e corretti, tutti, anche in inglese il primo se vuoi confrontare le correzioni, sono in nostro possesso, c'è poco da arrampicarsi sugli specchi.

    RispondiElimina
  51. Aggiungo: la saccenza che c'è nei mamotreti si spinge a deprecare la riserva delle specie sacre sull'Altare, precisando che "La riserva era per gli infermi che non avevano potuto assistere alla celebrazione; allora li si faceva partecipare, comunicare con l'Eucarestia, con la Pasqua, con la Festa, che hanno celebrato in assemblea tutti i fratelli, per mezzo delle specie".

    Soltanto chi vuol difendere quelle catechesi smantellate dalla Chiesa fa finta di non capire che a essere negata è la persistenza della Presenza Reale nel pane. E' una costante proposta di esempi negativi inventati: "In molti conventi di monache si dice la messa per riempire il tabernacolo. Abbiamo trasformato l'Eucarestia che era un canto al Cristo glorioso, nel divino prigioniero del tabernacolo".

    RispondiElimina
  52. ADRY Nella Domus sul monte delle beatitudini c'e una cappellina dove si fa l'adorazione perpetua giorno e notte, questo per tutti gli ospiti della DOMUS e per quelli che arrivano alla fine del cammino per il viaggio di nozze e per il matrimonio spirituale
    Alla fine del cammino c'e una notte di preghiera a cui partecipa tutta la comunita' questa la sera prima del CORPUS DOMINI
    Questo per informarvi che c'e l'adorazione al Santissimo alla fine del cammino

    RispondiElimina
  53. Adry: hai assistito all'adorazione "a cui partecipa tutta la comunità alla fine del cammino"? Non mi risulta che ci sia ciò che il cardinal Sarah, nel suo ultimo libro, ritiene elemento indispensabile per la preghiera di adorazione, cioè il SILENZIO.

    Sono certa del fatto che è una delle tante cose che "si fanno" e di medaglie appuntate al petto del cammino e lo dico perché ne ho una prova "provata".
    Infatti, conosco una cappella di adorazione perpetua, unica in città, nelle cui turnazioni (ci vogliono circa duecento persone per poter organizzare una presenza costante, notte e giorno) accorrono persone della diocesi ed anche da fuori diocesi, ma non mi risulta esservi nessun neocatecumenale, nè adulto, nè mezzano, nè principiante, solo gli ex del cammino.

    Come mai? Perchè se non la fanno come dicono loro, o meglio i loro catechisti, con le medaglie pronte, non è più interessante.
    È chiaro inoltre che l'adorazione perpetua comporterebbe l'assenza degli adoratori, a turno, dagli appuntamenti comunitari e il neocatecumenale, per adorare Gesù Vivo nell'Ostensorio, perderebbe il Cristo che "passa" in comunità allo schioccare di dita dei catechisti.

    Quindi non si può fare, e sai perché?
    Perché i grandi capi hanno il TERRORE che lasciandovi soli davanti al Santissimo riprendiate il vostro cammino di fede individuale lasciandoli da soli con tutto il loro tintinnante medagliere.

    RispondiElimina


  54. Da omelia del Papa del
    7/09/2013

    " Qual è dunque la regola per essere cristiano con Cristo?
    E qual è il segno che una persona è un cristiano con Cristo? ..

    Si tratta di una regola molto semplice:
    è valido soltanto quello che ti PORTA a Gesù, e soltanto è valido quello che VIENE DA Gesù.
    Gesù è il centro, il Signore, come lui stesso dice.

    Dunque se una cosa porta o viene da Gesù vai avanti ma se non viene o non porta a Gesù, allora è un po’ PERICOLOSO...

    È un segno semplice quello del CIECO alla nascita di cui parla il vangelo di Giovanni al capitolo nono.

    Il Vangelo dice che si PROSTRÒ davanti a lui per ADORARE Gesù. Un uomo o una donna che adora Gesù è un cristiano con Gesù. Ma se tu non riesci ad adorare Gesù, qualcosa ti manca..

    .. Il segno è l’adorazione davanti a Gesù, la preghiera di adorazione davanti a Gesù "
    -----------------------
    Quindi il cieco, PRIMA ha ADORATO Gesù, POI è stato guarito.

    Veramente il CN è un percorso INUTILE.

    Roberta

    RispondiElimina
  55. Anonimo adry ha detto... "Questo per informarvi che c'e l'adorazione al Santissimo alla fine del cammino"

    Bene. Informaci, allora, perché per decenni avete diffuso l'eresia del Tabernacolo inutile. Che poi oggi si facciano tante cose (recita del Rosario, invocazione di miracoli, santini di santi non canonizzati) che prima non si facevano ce ne siamo accorti.

    RispondiElimina
  56. Dice Carmen:

    "Vedete come siamo lontani oramai dalla esplosione di gioia e di festa dell'Eucarestia. Siamo ad una messa completamente penitenziale, nella quale il centro è rappresentato dall'uomo che deve avvicinarsi a Dio"
    ------------------------------
    È un'esigenza ineliminabile del cuore dell'uomo quella di "avvicinarsi a Dio" , per quanto una persona possa esserne non del tutto consapevole, o per circostanze di "educazione" da parte dell'ambiente esterno o perché cerca di soffocarla con la propria volontà - magari x cercare di soffrire di meno - non può ignorarla del tutto ... e se cercando una risposta a questa irrequietezza del cuore , si accorge di una Presenza , in sé ma allo stesso tempo fuori di sé, cosa c'è di più naturale, vivendo in un ambiente di tradizione cristiana, che andare a cercare l'INCONTRO con questa Presenza all'interno di una Chiesa, nel dialogo con un sacerdote, nella Confessione, nella partecipazione alla Messa; e più cominci a conoscerla questa Presenza più desideri conoscerla meglio, desideri AVVICINARTI .
    Certo che nella Messa è Dio che viene a noi, ma anche noi andiamo a Lui .. perché è un incontro di PERSONE desiderose d'AMORE , la nostra e la SUA.

    Come si può arrivare "all'esplosione di gioia e di festa dell'Eucaristia" se non si fa questo percorso interiore di RICERCA "fuori di noi" di ciò che meglio corrisponde all'esigenza del cuore? E quando scopri che è Gesù e arrivi a riconoscerlo nell'Eucaristia .. allora sì che essa diventa gioia e
    festa ; MA ciò non esclude la sofferenza del percorso di ricerca e soprattutto ci rende anche sempre più consapevoli della SOFFERENZA di LUI a vantaggio nostro .. Se possiamo gioire è per la Sua sofferenza, se possiamo tornare a vivere dopo che ci sentivamo "morti" è per la sua MORTE accettata volontariamente, perché se Gesù è RISORTO è perché prima è morto.
    Se un giorno anche i nostri CORPI risorgeranno è per lo stesso motivo ... Non è una promessa "a scadenza" quella di Gesù .. la Vita Eterna è una realtà seria, fin da ora, non è una festicciola che fa stare allegri giusto il tempo di una "celebrazione".... in ogni Eucaristia si realizza questa promessa, perché Lui è fedele e in ogni Eucaristia si realizza la Sua Passione (sofferenza accettata per AMORE di noi, perché possiamo VIVERE con LUI) , ogni altare è il monte della Crocifissione.

    A me sembra che nella mentalità NC questo aspetto venga molto trascurato .. Carmen parla solo di gioia, di festa, di Pasqua ... dimentica forse che Gesù è vero Dio e vero uomo?
    Mi dà l'impressione di una che vuole, come dice il proverbio: "andare in Paradiso in carrozza".

    Come mai ciò si traduce, nella pratica, in un sistema OPPRIMENTE di regole a cui obbedire esteriormente e rimproveri e accanimenti sulle debolezze delle persone violando l'intimità della loro coscienza?

    Anche la sofferenza di costoro è inchiodata sulla Croce di Gesù, e certamente essi sono più vicini al Suo Cuore più di quelli che tale sofferenza l'hanno inflitta .. dimenticandosene poi nell'ebrezza della "festa" ...
    che non so che festa sia ... ma certamente NON la PASQUA di Nostro Signore.

    Roberta

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  57. L'idea della cappella della adorazione alla domus è posteriore al progetto originale. All'inizio c'era solo la sala dove è conservata la Torah. Il tabernacolo invece era situato solo nella sala della Yeshiva.
    Un movimento che avesse davvero come centro Gesù presente Risorto nel tabernacolo per l'adorazione avrebbe costruito cappelle, non salette, avrebbe insegnato l'adorazione e non la celebrazione intorno alla sacra tavola, e sopratutto avrebbe insegnato ai "lontani" che prima di prendere in sé il Corpo di Gesù è necessario pentirsi dei peccati e confessarsi.
    Abitudine che io non ho mai avuto, a mia vergogna

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  58. "ADRY Nella Domus sul monte delle beatitudini c'e una cappellina dove si fa l'adorazione perpetua giorno e notte, questo per tutti gli ospiti della DOMUS..."
    ---
    La cappella,
    nella Domus c'è, in quanto ipocritamente ci deve stare, di fatto una sorta di accreditamento formale di conformità ai Canoni della Chiesa Cattolica.
    Ne più ne meno, come gli striscioni "tu es Petrus" di Piazza San Pietro tutte le domeniche all'Angelus, ovvero: caro Papa, tu sarai pure il Capo della Chiesa, ma noi, facciamo e soprattutto CONTINUIAMO a fare il porco del comodo nostro!

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  59. Condivido in pieno Ruben. Dare al Cammino una parvenza di cattolico funge da specchietto per allodole

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  60. Perfetto Ruben, proprio come tu dici.

    Ma voglio confermare quanto Valentina Giusti intuisce e descrive tanto bene, quando dice, (21:04):

    "Sono certa del fatto che è una delle tante cose che "si fanno" e di medaglie appuntate al petto del cammino....
    .......Come mai? Perchè se non la fanno come dicono loro, o meglio i loro catechisti, con le medaglie pronte, non è più interessante."

    Di Adorazione nel Cammino si parla solo alla fine, alle ultime tappe.
    Da una parte non se ne può fare più a meno, evidentemente, dall'altra non viene "consegnata" - si perché tutto è oggetto di "consegna", solo così trova legittimazione- trasmettendo quello che nella Chiesa è l'Adorazione Eucaristica, ma con connotazioni proprie tipiche delle comunità, ripetendo sempre gli stessi schemi......

    Dice bene Valentina, infatti confermo che non è un'Adorazione connotata dal SILENZIO,.....non sia mai che, lasciando i camminanti DA SOLI , a tu per tu, con il Signore scoprano ciò che non devono mai scoprire. Cosa che effettivamente terrorizza i capi in testa.

    Allora cosa hanno escogitato?
    Da una parte hanno incluso nel cammino, anche se con ripugnanza, questo aspetto dell'Adorazione che, mancando, li rendeva vulnerabili.
    Dall'altra lo hanno riempito dei loro consueti rituali.....nella settimana prima della festa del Corpus Domini la comunità viene divisa in gruppi e fa l'Adorazione notturna.....durante la quale ogni fratello aprirà una Parola al caso che sarà profetica per lui, in modo straordinario, vista l'occasione unica, per cui ognuno del gruppo dirà, come aiuto fraterno, secondo lui cosa quella parola vuole dire al singolo fratello, questo si ripete per ogni componente del gruppo.
    Cosa pensate resterà impresso della notte di Adorazione?
    Certo, una trovata veramente geniale.
    Peccato che tante cose le vedo chiare e le comprendo solo ora che sono fuori da questa terribile esperienza...in tutti i sensi.

    Pax

    RispondiElimina

  61. Non ho capito .. cioè parlano durante l'Adorazione o dopo?

    Roberta

    RispondiElimina

  62. @ G.N. 29 novembre 2017 17:34
    Quando Carmen afferma che la presenza reale non è un assoluto non intende dire che non ci sia o che non sia importante! Intende che Cristo ci ha lasciato l'Eucaristia in primo luogo per adorarla e consumarla nella Messa (in cui celebriamo la morte e la risurrezione di Cristo, entrambe, non solo il sacrificio).

    ----------------------------------------------

    Evidenzio questo che è il cuore del commento di G.N. per spiegare come, a mio avviso, non è questione di non solo....ma anche.....
    Tanto è inutile: resta impossibile trovare la quadratura del cerchio!

    Faccio due semplici annotazioni:

    1.

    http://www.vatican.va/holy_father/special_features/encyclicals/documents/hf_jp-ii_enc_20030417_ecclesia_eucharistia_it.html

    Invito a leggere l'Enciclica sullEucarestia del Papa Giovanni Paolo II, dell'aprile 2003, anno del Rosario, e a contare, come io feci all'epoca, quante volte ricorre l'espressione SACRIFICIO EUCARISTICO a fronte dell'espressione CONVITO EUCARISTICO.
    Non c'è paragone, il Papa richiama il Sacrificio del Calvario un numero infinito di volte.
    Molta sorpresa suscitò in me il fatto che, nel pieno delle guerre con le Congregazioni - come Carmen le chiamava- per la difesa della Liturgia del Cammino non si mise mai in evidenza questa Enciclica perché fosse studiata e approfondita nelle comunità.

    2.

    http://www.liturgia.it/rito_messa_cei.pdf

    Ci si chieda perché, tra le altre correzioni, la Santa Sede ha imposto al cammino di utilizzare TUTTE LE PREGHIERE EUCARISTICHE del Canone, non solo la Seconda, in uso nelle comunità.
    Anzi veniva in particolare raccomandato di utilizzare ANCHE LA TERZA PREGHIERA EUCARISTICA, quella dove si parla più espressamente dell'IMMOLAZIONE di CRISTO e del Popolo Cristiano che si chiede possa diventare un "sacrificio perenne" a Dio gradito.

    Pax

    RispondiElimina
  63. @ Roberta

    Alla presenza del Corpo di Cristo esposto nell'Ostensorio. Certo. È tutta una "celebrazione".

    Pax

    RispondiElimina

  64. Sulla parete dentro la cappella allestita per l'Adorazione Perpetua (in un paese qua vicino a me) c'è un grande e ben visibile cartello con la scritta: SILENZIO.

    Un sacerdote che spiegava qsta iniziativa, da poco introdotta, ha detto che dentro con Gesù si può fare ciò che si vuole, purché si faccia in SILENZIO;

    ha detto anche che ci sono sì a disposizione delle Bibbie, libri delle Ore e pochi altri sussidi ma che è consigliabile non abusarne perché non è una "sala di lettura" ma un luogo e un tempo x un "appuntamento d'amore" col Signore, che è lì allo stesso tempo "indifeso a cercare la nostra compagnia" e "potente nel difenderci".

    Inoltre ha detto che le persone degli adoratori formano una vera COMUNITÀ (pur nn essendo presenti contemporaneamente nello stesso luogo fisico) con la missione di stare quel tempo con Gesù anche per quelli che non possono esserci, non vogliono, non sanno, non credono, bestemmiano, hanno bisogno d'amore; ha concluso che tale missione è:

    "fare rumore col SILENZIO" e che perciò si tratta
    (sempre parole del sacerdote)

    di una "COMUNITA' DINAMICA" è "Chiesa in USCITA".

    Roberta

    RispondiElimina
  65. @ Lino
    La frase della pietra che lei ha citato la spiego come già ho scritto. Gesù ci ha lasciato l'Eucaristia per farci unire a Lui e alla sua Pasqua. In questo senso prima dell'adorazione fuori dalla Messa viene il consumare il Santissimo, ed è l'aspetto più importante. Dopo si è sviluppata l'adorazione, che rispetto alla Messa è secondaria. Mi dà una forza incredibile, ma non come la Messa.
    Io in passato Gesù lo vedevo un po' come "il divino prigioniero del tabernacolo", cerco di spiegarmi: come una persona statica, uno che stava lì e a cui parlavo ma che non mi coinvolgeva (non intendo sentimentalmente) nella sua morte e nella sua risurrezione. Adesso l'adorazione è un'altra cosa: so di stare davanti a Gesù risorto, glorioso, che è passato dalla morte alla vita e mi ha portato con sé.
    Comunque inizialmente la riserva eucaristica serviva veramente per permettere ai malati che non potevano essere presenti di fare la comunione...

    @Pax
    Le due dimensioni del sacrificio e del convito sono entrambe presenti. Il problema sta nella concezione del sacrificio e dell'espiazione, che anche io avevo! Andavo a messa come per compiere io il sacrificio, quando è Cristo che si immola e si sacrifica! Nel Cammino ho scoperto che è un'azione di Dio in cui sono inserito anche io, ma è Lui colui che agisce. Forse sembra una cosa ovvia, ma per me non lo era affatto

    G.N.

    RispondiElimina
  66. GN ma tu sai leggere, no?
    Ti rendi conto di cosa dicevano le Sante che abbiamo presentato a proposito della Eucarestia e della Adorazione? NON sono due cose distinte! La distinzione se l'è inventata l'eretica Carmen mettendo in contraddizione questi aspetti dello stesso Sacrificio!
    Non c'è adorazione senza la messa e non ci può essere messa Cattolica senza adorazione di Gesù.
    La messa per Carmen era un banchetto, una cena pasquale, un convito fraterno ma non un sacrificio. Lei umilia l' adorazione e sbeffeggia il sacrificio.

    Se vuoi davvero capire che gente è quella che guida il cammino, porta ai tuoi catechisti la pagina del volume prima delle correzioni e quella stessa dopo le correzioni e chiedi: perché prima era scritto così, poi era scritto cosà ma voi continuate a dire così?
    A Carmen non importava niente della presenza reale di Gesù, nei suoi diari mai ne parla, mentre le grandi Sante non pensavano ad altro (innamorate del proprio sposo perfetto).
    Se qualche persona che ci legge è intenzionata ad andare alla convivenza di inizio cammino spero porti con sé un registratore e registri la catechesi sulla eucarestia.

    RispondiElimina
  67. Caro G.N., un minimo di onestà intellettuale vorrebbe che tu dicessi che la frase che probabilmente neppure è stata presentata dai teologi del cammino alla CdF per non fare la figura dei perecottari, quella del Gesù che si sarebbe fatto pietra se avesse voluto essere adorato e conservato nel Tabernacolo, e che comunque è stata stralciata e non fa attualmente parte del Direttorio Neocatecumenale, era errata, non conforme.
    Non so se mi spiego: gli stessi vertici del cammino l'hanno considerata tale e l'hanno di fatto rigettata!.
    Perché tu continui a difenderla, fra l'altro senza riuscire a trovare una spiegazione valida?
    Te lo dico io, il perché.
    Perché quella frase sta ancora alla base del rapporto che i neocatecumenali hanno con l'Eucaristia. Gesù non è vivente nel Tabernacolo, la chiesa non è un luogo santo ma una sala delle adunanze. E questo è dimostrato dai fatti. Quella frase espunta e nascosta è il vostro arcano, così interiorizzato da non aver più bisogno d'essere scritto.
    Ti consiglio di rileggere ciò che un sacerdote fervente neocatecumenale ammette in proposito nella sua lettera aperta a Kiko.

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  68. Ha detto BeatiPS:
    " Un movimento che avesse davvero come centro Gesù presente Risorto nel tabernacolo .... avrebbe insegnato l'adorazione e non la celebrazione intorno alla sacra tavola, e sopratutto avrebbe insegnato ai "lontani" che prima di prendere in sé il Corpo di Gesù è necessario pentirsi dei peccati e confessarsi. "
    ----------------------------
    Ho un vago ricordo di una catechesi in cui dicevano che per vedere Gesù presente nel tabernacolo, nei preti o nella Messa ci vuole la fede .. e perciò è necessario prima fare "il cammino" , per avere la fede, se no queste "cose" non ti dicono nulla.

    Ci può essere una parte di verità in questo ragionamento, nel senso che finché non avverti un'esigenza dentro di te, le "cose religiose" non ti attirano; ma, a parte il fatto che una persona non credente potrebbe entrare in una Chiesa o incontrare un sacerdote e, x qualche particolare, essere inaspettatamente risvegliata nel senso religioso che ognuno ha in se', perché la FEDE è pur sempre DONO di DIO -

    c'è da osservare che i NC "catechisti" dicono qste cose a persone che sono andate lì ad ascoltarli, attirate cmnq da "qualcosa" (annuncio, volantino, consiglio) che ha già a che fare con la fede, quindi hanno già una attrazione x essa ed inoltre, nella maggioranza, si tratta di persone battezzate .. che sicuramente piede in Chiesa qualche volta l'hanno messo , perciò si trovano proprio nella condizione adatta x "riappropriarsi" di quel tesoro della Chiesa che già è loro ... hanno solo bisogno di qualcuno che li aiuti a comprenderlo.

    Allora, è giusto che si deve fare 1 "cammino" , ma un cammino PERSONALE però e che indirizzi proprio a quelle cose che invece i NC "catechisti" ALLONTANANO dicendo che "è troppo presto per capirle " ! Come se le persone fossero tutte uguali e loro fossero in grado di vedere le capacità di cuore di ognuno.

    Se volessero davvero fare un SERVIZIO allora i loro insegnamenti dovrebbero essere proprio su quelle cose che loro "accantonano" ed essere in perfetta armonia con la dottrina cattolica espressa nel Catechismo e nelle parole dei Pontefici.
    Come dice BPS, dovrebbero affermare la Presenza reale di Gesù nel tabernacolo, il valore di Sacrificio dell'Eucaristia, l'efficacia del Sacramento della Confessione.

    Dovrebbero inoltre, loro così attenti ai dettagli, spiegare la bellezza della Messa per l'armonia tra le parti che la compongono: l'atto penitenziale all'inizio, le preghiere del sacerdote nelle quali siamo raccolti tutti, la Parola di Dio (letta in modo adeguato all'ampiezza dell'ambiente .. cioè praticamente NON urlata, quando già c'è 1 microfono!) , l' Offertorio .. fino al cuore che è la Consacrazione ... dopo non c'è più pane, non c'è più vino ma c'è Gesù perché si è appena "offerto in sacrificio per noi".

    Ma perché delle persone qualunque, laici per di più, hanno voluto inventare complicazioni inutili con cui inquinare la fede della Chiesa quando invece un Papa con parole semplici cerca sempre di farla capire a tutti?

    CONTINUA

    RispondiElimina
  69. CONTINUA

    Ad esempio,

    Da discorso al Congresso Eucaristico di Colonia del 30/05/2013

    " Signore, da chi andremo?

    Anche noi, membri della Chiesa di oggi, ci poniamo questa domanda...
    la nostra risposta, come quella dell’Apostolo, può essere solo
    la PERSONA di GESÙ...

    noi possiamo incontrarLo nel nostro tempo quando ascoltiamo la sua Parola e
    siamo a Lui vicini, in modo UNICO, nell’Eucaristia.

    Il Concilio Vaticano II la chiama “AZIONE SACRA per eccellenza; nessun’altra azione della Chiesa ne uguaglia l'EFFICACIA allo stesso titolo e allo stesso grado” (Cost. Sacrosanctum Concilium, 7).

    Che la Santa Messa non cada per noi in una routine superficiale! Che attingiamo sempre di più alla sua profondità!

    È proprio ESSA ad INSERIRCI nell’immensa opera di salvezza di Cristo, ad AFFINARE la nostra VISTA SPIRITUALE per cogliere il suo amore:

    la sua “profezia in ATTO” con cui, nel Cenacolo, diede inizio al DONO di SÉ sulla Croce;
    la sua vittoria irrevocabile sul peccato e sulla morte, che annunciamo con fierezza e in modo gioioso.
    'Bisogna imparare a vivere la Santa Messa'
    disse un giorno il Beato Giovanni Paolo II, in un Seminario romano, ai giovani che lo interrogarono sul raccoglimento profondo con cui celebrava ...
    A questo ci aiuta, ci introduce, il SOSTARE in ADORAZIONE davanti al Signore eucaristico nel tabernacolo e il RICEVERE il Sacramento della RICONCILIAZIONE."
    ----------------------
    Appunto, la Confessione, che già è abbraccio di Gesù, e poi l' Eucaristia che è unirsi ancora più profondamente a Lui.

    Altro esempio, sempre dall'omelia del 07/09/2013
    (in cui parlava della sacralità del Tempio)

    " Inoltre, san Paolo ci dice che noi siamo templi dello Spirito Santo: io sono un tempio, lo spirito di Dio è in me.
    E anche ci dice: non rattristate lo spirito del Signore che è dentro di voi.
    In questo caso .. possiamo parlare di una sorta di adorazione, che è il CUORE che CERCA lo spirito del Signore dentro di sé.
    E sa che Dio è DENTRO di sé, che lo Spirito Santo è dentro di sé e ascolta e lo segue.
    Anche noi.. dobbiamo PURIFICARCI continuamente perché siamo peccatori: purificarci con la preghiera, con la penitenza, con il sacramento della RICONCILIAZIONE, con l’Eucaristia..

    E così, .. in questi due templi — il tempio materiale luogo di adorazione e il tempio spirituale dentro di me, dove abita lo Spirito Santo — il nostro atteggiamento deve essere la pietà che adora e ascolta;
    che prega e chiede perdono;
    che loda il Signore..

    E .. quando si parla della GIOIA del tempio, si parla di questo:
    tutta la COMUNITÀ in adorazione, in preghiera, in rendimento di grazia, in lode.
    IO in preghiera col Signore che è dentro di me, perché IO sono TEMPIO; io in ascolto; io in disponibilita'. "
    -------------------------
    Mi sembra chiaro che il Papa dica che la "gioia" , la preghiera, l'adorazione della "comunità" è CONSEGUENZA della gioia, della preghiera, dell'adorazione delle persone che la compongono, col loro "IO" nel quale solo personalmente agisce lo Spirito .. suscitando disponibilità all'obbedienza a LUI che, solo in seguito, porta ad atti di carità anche comunitari.

    Nel CN si procede tutto all'incontrario : da una comunità, che mi sento di definire "astratta", perché pensata a tavolino secondo 1 modello sempre uguale, senza tener conto delle diversità che la compongono, si pretenderebbe di portare i singoli alla fede ....

    dare ciò che non si ha .. ma che si avrebbe se si permettesse ad ogni persona di portare il proprio contributo, donatole da Dio ...

    Una comunità di "oltre 5000 uomini" non è forse stata sfamata per i pani e i pesci messi a disposizione da alcuni tra loro?

    Così agisce Dio, non ha bisogno dei grandi numeri .. ci pensa Lui a moltiplicare .. ma vuole avere 1 (UN) cuore umano attraverso cui agire.

    Grazie
    Roberta

    RispondiElimina

  70. @G.N.

    "Adesso l'adorazione è un'altra cosa: so di stare davanti a Gesù risorto, glorioso, che è passato dalla morte alla vita e mi ha portato con sé."
    --------------
    Vorrei capire ... in che modo il CN ti avrebbe portato a questa consapevolezza?

    Perché le catechesi di Carmen, come già ti è stato fatto notare, non dicono questo dell'Adorazione
    e certamente ... Non ti è stato trasmesso con l'ESEMPIO, visto che l'unico esempio è quello di una vera e propria MANCANZA di RISPETTO per l'Eucaristia, se tu credi che
    È Gesù PRESENTE ... se invece credi che è solo un "segno" , allora hai ragione tu e anche Carmen e siete giustificati a comportarvi così ... ma non dovreste dire che è fede cattolica.

    Inoltre, a proposito dell'altra affermazione che hai fatto:

    " Io in passato Gesù lo vedevo un po' come "il divino prigioniero del tabernacolo", cerco di spiegarmi: come una persona statica, uno che stava lì e a cui parlavo ma che non mi coinvolgeva ...nella sua morte e nella sua risurrezione."
    -----------------
    Quello che so è che
    l' espressione da te citata è di una monaca del'600 , madre Catherine Mactilde de Bar, fondatrice dell'istituto "Benedettine dell'adorazione Perpetua del Santissimo Sacramento" , la quale scrive, ad es., in una lettera alle monache:

    "Quale obbligo di riconoscenza abbiamo verso questo amore ineffabile che ha trovato un'invenzione così divina per far abitare il paradiso sulla terra e racchiuderlo in un tabernacolo.
    Sembra quasi diventato un PRIGIONIERO chiuso dall'AMORE in un pezzo di legno, dove il suo AMORE lo ha racchiuso per NOI.
    Mi pare che non abbiamo bisogno di libri ne' di scienza: TUTTO è contenuto nel pane eucaristico. Gesù crocifisso e sacrificato è la scienza dei santi "
    (dal libro "Non date tregua a Dio" - lettere di madre C.M. De Bar alle monache)
    -----------------------
    Quindi dire "Gesù prigioniero" non vuol dire STATICO ma che è PRESENTE per NOI , per AMORE a NOI .... Non c'è bisogno di parlare , ma solo di guardarlo e di farsi guardare .. per imparare a GUARDARE le persone, i fatti del mondo e innanzitutto noi stessi , con lo stesso sguardo di Dio, che è sempre di benevolenza, di apprezzamento della nostra persona ...

    È, al contrario, un rapporto DINAMICO con Gesù,

    certo che è Lui che "opera" ma non senza la nostra disponibilita' a questo sguardo...
    Non è una condizione che si raggiunge automaticamente mettendo in atto delle "tecniche", superando delle "tappe" ... ma neanche si raggiunge quasi fosse "una magia" che agisce nonostante noi ... Si tratta di un CAMMINO, il cammino della vita in compagnia di Lui, che trova senso in Lui ...

    un cammino VERO.

    Roberta

    RispondiElimina
  71. "Ho un vago ricordo di una catechesi in cui dicevano che per vedere Gesù presente nel tabernacolo, nei preti o nella Messa ci vuole la fede .. e perciò è necessario prima fare "il cammino" , per avere la fede, se no queste "cose" non ti dicono nulla.

    Ci può essere una parte di verità in questo ragionamento, nel senso che finché non avverti un'esigenza dentro di te, le "cose religiose" non ti attirano"


    Il punto, cara Roberta, è che nella Chiesa Cattolica questa "esigenza", la chiamata divina, è costante, sempre uguale, e siamo sempre noi a non volerla sentire, perché tendiamo a volgere il cuore alle cose mondane.
    Le vite dei Santi e delle Sante di Dio dimostrano che la chiamata è un'azione divina, è immediata, non prevede cammini di conoscenza (gnosi) che progressivamente ti portano a una consapevolezza superiore, a una luce.
    Gesù stesso ha sempre negato questo genere di approccio: "Tu, vieni e seguimi", "Vieni e vedi", "Chi vuol venire dietro a me prenda la sua croce... "... eccetera.
    Da nessuna parte si trova una forma di gnosi.
    La vera conversione è improvvisa e richiede solo il nostro assenso.
    La verità è che nessun cammino di conoscenza a gradi (pura massoneria) può portarti alla consapevolezza che avevano queste grandissime sante circa la natura dell'Eucarestia. Queste avevano capito tutto: l'occhio dell'intelletto, lo sguardo dell'anima si apre e all'improvviso tutto è chiaro e non c'è più bisogno di niente.
    Questo occhio può aprirsi solo per intervento di Dio e comunque solo attraverso la frequentazione della Messa e l'Adorazione. E' un dialogo. Quello che può crescere è l'intensità con cui si fa una cosa, mentre i neocatekiki credono che se non hai superato le apposite tappe non avrai nessuna possibilità di capire (ancora gnosi).
    San Domenico Savio fu protagonista di un episodio memorabile: passava un sacerdote che portava l’Eucaristia a un moribondo: Domenico si inginocchiò nel fango della strada e fece inginocchiare anche un ufficiale impettito nella sua divisa, stendendogli il suo fazzoletto per terra.

    A soli 13 anni.

    Lo capiscano tutti i neocatecumenali come GN. Non serve a niente il Cammino se non ti porta subito, sin dalle prime catechesi, a questo genere di Fede. E' solo una montagna di catene che ti spingono sempre più in basso, anziché essere una impalcatura che dovrebbe sorreggerti.

    RispondiElimina
    Risposte

    1. "E' solo una montagna di catene che ti spingono sempre più in basso, anziché essere una impalcatura che dovrebbe sorreggerti"
      ---------
      Bella immagine .. cioè non che sia bella :) ma efficace a descrivere ciò che è il CN.

      grazie
      Roberta

      Elimina
  72. @Valentina Giusti
    A proposito della lettera da te ricordata, guarda cosa ho trovato su internet. Furbo furbo fra' Sereno, per alterare la verità , trascrive solo parte delle note degli statuti e solo, ovviamente , quelle a loro favorevoli.
    Sono fatti tutti con lo stesso stampino, quello kikiano.

    http://ilblogdifrasereno.blogspot.it/2016/09/un-neocatecumenale-preoccupato.html?m=1

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  73. Scusatemi non ho firmato il commento precedente.

    Frilù

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  74. Frilù: grazie per la segnalazione.
    È un giocoliere, questo fra Sereno, che considera approvata la messa neocatecumenale "tranne gli eventuali abusi"! Insomma, si tutela in ogni caso, e nel frattempo assicura la bontà del cammino neocatecumenale (tranne gli abusi, ovvio).

    RispondiElimina
  75. Frilù: grazie per la segnalazione.
    È un giocoliere, questo fra Sereno, che considera approvata la messa neocatecumenale "tranne gli eventuali abusi"! Insomma, si tutela in ogni caso, e nel frattempo assicura la bontà del cammino neocatecumenale (tranne gli abusi, ovvio).

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  76. Si,
    Fra' Sereno ha platealmente omesso, riportando solo in parte della lettera Arinze,
    la disposizione per quanto riguarda la moratoria di due anni per la distribuzione dell'Eucarestia all'uso NC.
    Sono passati esattamente 13 anni dal documento; vincolante per tutto il Popolo di Dio.

    Posso sentirmi come cattolico ortodosso , un po' incazzato per questo atteggiamento NC, comprese le mummie cardinalizie e vescovili che fanno "finta di nulla", perché tant'è....

    Dalla prossima dichiarazione dei redditi, non rinnovero' più il mio sostegno dell' 8xmille alla Chiesa Cattolica.
    Cristo scruta nei cuori e le possibilità di vera beneficenza alternativa, sono infinite

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