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lunedì 28 marzo 2022

Che cos'è la guerra in Ucraina per il Cammino

Importante: questo blog si occupa del Cammino Neocatecumenale, un vero tumore della Chiesa cattolica. Chi vuole discutere del Cammino (senza partire dalla propaganda kikiana), è il benvenuto. Chi vuole discutere della situazione Ucraina in generale, non è il benvenuto, perché questo blog si occupa del Cammino.

Generalmente i neocatecumenali non dimostrano d'essere molto interessati agli argomenti di attualità, ma la guerra in Ucraina è  l'eccezione che conferma la regola. Con 90 comunità e 3 seminari in quel paese, oltre a diverse famiglie in missione di nazionalità spagnola, italiana, USA e polacca e vari presbiteri, sono stati più  o meno coinvolti e interessati negli eventi bellici di quest'ultimo periodo.
Motivo per il quale non è strano sentire trasmissioni come quella di Debora Donnini (neocatecumenale, figlia di Giampiero Donnini e figlioccia di Carmen Hernàndez) del 3 marzo 2022 su Radio Vaticana con interviste a don Francesco Andolfatto, rettore del Seminario Redemptoris Mater a Uzhgorod, in Ucraina e Pedro Sanchez Saez, "capofamiglia" di una Missio ad Gentes in Ucraina del Cammino neocatecumenale, oppure anche che si occupi dell'argomento la professoressa Angela Pellicciari nella sua trasmissione su Radio Maria dello scorso 21 marzo 2022, con un intervista al presbitero neocatecumenale Rajmund Pupkowski.

I neocatecumenali si troverebbero insomma nella "fortunata" condizione di avere notizie di prima mano da quelle zone di guerra su cui si fissa l'attenzione di tutti in queste settimane.
Le comunità neocatecumenali poi ricevono notizie tramite i canali social; per esempio nelle comunità  spagnole gira un audio della "itinerante" Maria Eugenia, che faceva coppia fissa con Ascension prima che quest'ultima venisse chiamata, in modo fortunoso, a far parte della equipe internazionale dal Cammino con Kiko Argüello e don Mario Pezzi in sostituzione di Carmen Hernández.

Non si capisce se si trovano in un rifugio
o in una chiesa di "nueva estetica" kikiana

Nell'audio concitato di Maria Eugenia, che si trova a Uzhgorod, nella regione transcarpatica, all'estremo occidente della Ucraina, quindi in una zona tranquilla dove non è  caduta neppure una bomba e in cui tutti continuano a fare la propria vita, apprendiamo che ci sono famiglie neocatecumenali sfollate che vengono ricompattate in nuove comunità:

"C’è una teoria che dice che qui ci sia un alleato di Putin e che per questo non bombardano. Non ne ho idea, forse non gli interessa, non lo so. Però stai tranquilla. È il rifugio di tantissime persone. Si sta creando qui un secondo popolo, c’è gente del cammino proveniente da qualsiasi posto. Ci organizziamo e preghiamo al mattino. Per dare un po’ di senso allo stare qui, perché immaginati a stare qui tutto il giorno senza fare nulla, diventi pazzo. Quindi inizieranno a fare il cammino tra loro qui, o vanno alle comunità che ci sono qui."
Com'è poi normale sentire nel Cammino neocatecumenale, non mancano i miracoli: 
 "Ci sono tantissimi miracoli. Dove meno lo speravamo, ci sono. Per esempio, c’è una città, in cui il cammino è sempre stato difficile, lento, la gente molto ferma, senza iniziativa... siamo andati a visitarli e per un anno non avevano fatto nulla. Solo un tema in un anno ad esempio! Gente di 30 anni! Un disastro, sempre.

Sono state fatte cinque comunità, però ci sono sempre state difficoltà. E ora, improvvisamente, il Signore gli dà la forza, fanno l’eucarestia, hanno diviso in tre parti la città. E fanno tre eucarestie in diversi luoghi per arrivare ai fratelli di posti diversi. E sono vicini, non guardano a quale comunità appartengono. Vedono tantissimi giovani." 

Tanti miracoli ma tutti neocatecumenali: nuove comunità che nascono, nuove vocazioni al Cammino... ricordiamo che in Ucraina c'è una buona presenza cattolica e che quindi tutte queste "conversioni" sono di cattolici, che vanno ad ascoltare le catechesi kikiane in parrocchia. Così come succede in ogni parte del mondo: il Cammino "evangelizza" (a modo suo) i cattolici (cioè li adesca nella setta).
Ed anche la guerra diventa utile e "miracolosa" se dà nuovo impulso al Cammino.

Interessante da questo punto di vista l'intervista della prof.Pellicciari a don Pupkowski su Radio Maria.
Egli conferma che la notizia delle prime operazioni belliche li hanno sorpresi durante una convivenza con i seminaristi dei tre seminari neocat ucraini, i presbiteri RM ordinati e 12 presbiteri RM di Varsavia, convivenza alla quale hanno partecipato anche don Voltaggio e don Pasotti. Di questa convivenza e in particolare del ballo pluriconcentrico a fine Eucarestia abbiamo immagini, spacciate nei gruppi social neocatecumenali come appartenenti alle comunità di Kiev bersagliate dalle bombe, a dimostrazione del fatto che non hanno paura della morte, hanno la resurrezione dentro eccetera.

La guerra inizia, loro ballano 'sfidando la morte'
mentre stanno al sicuro
a migliaia di chilometri da Kiev

Sta di fatto che, venuti a conoscenza di quanto stava succedendo, i presbiteri di Kiev sono tornati "nelle loro parrocchie": cioè sono tornati dalle famiglie neocatecumenali in missione kikiana per aiutarle a fare i bagagli e a partire (i presbikikos sono infatti al servizio dei laici del Cammino, non della Chiesa cattolica locale, anche qualora avessero un incarico diocesano). Come atto di aiuto verso i parrocchiani, racconta del soccorso ad una anziana sorella di comunità neocat abbandonata dai familiari con una bottiglia d'acqua da mezzo litro in mano. Molto consolanti altre testimonianze di fede in grado eroico sempre dei fratelli del Cammino rimasti a Kiev. Per esempio un responsabile di una comunità con 7 figli sta andando a distribuire aiuti alle famiglie del Cammino, dimostrando così a che testimonianza sono stati preparati in 31 anni di frequenza della comunità  neocatecumenale.

Vanno in cerca dei fratelli, preoccupati per tutti i fratelli che stanno lì, una meraviglia!
Per il 70% sono rimasti nelle loro città o si sono spostati, ospiti di familiari o di fratelli del Cammino.
Continuano a fare le loro normali attività del Cammino con i soliti ritmi: Lodi a Kiko, preparazioni, celebrazioni, catechesi, scrutatio per i giovani (Pellicciari estasiata commenta "una delle bellissime invenzioni del Cammino") eccetera.
Con coloro che invece sono sfollati (sempre del Cammino) hanno creato due comunità di 50 persone ciascuna, e ai bambini fanno scuola dei ragazzi del Cammino universitari che sanno 7 lingue.
Insomma, c'è una "Chiesa", c'è un popolo (neocatecumenale).
Alle famiglie in missione che erano tristi perché dovevano andarsene, don Pupkowski ha detto: "Non preoccupatevi, andate, Dio vi richiamerà per costruire il suo Tempio". (Tempio kikiano, s'intende!)
E la prof Pellicciari galvanizzatissima non resiste a fare una chiosa, dopo aver citato papa Giovanni Paolo II: "Voi con la fede [in Kiko, ndr] state rifondando la cultura europea e ucraina".

Curioso come non si parli neppure una volta di parrocchia cattolica e di fedeli cattolici (cioè non neocatecumenali). Come se il Cammino neocatecumenale in Ucraina (al massimo 1800 persone su 3 milioni di cattolici ucraini) fosse l'unica realtà di fede: ieri erano parrocchiani dalla fede tiepida: ora sono i cristiani veri dalla fede eroica! E si aiutano, ma solo fra di loro, si soccorrono, sempre fra loro, celebrano fra loro, come se non esistesse null'altro al di fuori di loro. 

Al di fuori della loro setta (non se ne adontino, è un termine tecnico: sono separati, questo è evidente!) non esiste nessuna altra realtà.

Abbiamo dimenticato di dire che il titolo  scelto per la trasmissione radiofonica era: "La guerra in Ucraina cosa dice alla mia vita":  è la solita domanda alla quale sappiamo che, qualsiasi cosa si risponda, alla fin fine deve tornare tutta a gloria del Cammino.
E così è andata anche questa volta.


Presenzialismo neocatecumenale:
abbarbicati in posizione strategica
in attesa del passaggio del Papa a Malta


Nota bene: alcune notizie della Chiesa Cattolica in Ucraina.

Più di 6.000 sacerdoti, frati e suore cattolici sono rimasti in Ucraina per fornire riparo, cibo, curare i feriti, fornire sostegno spirituale e amministrare i sacramenti. Alcune persone si sono confessate per la prima volta, per prepararsi alla morte. Vogliono anche confessarsi al telefono; ma il prete non può farlo. Alcuni sono andati a battezzarsi prima di andare in guerra e fare la prima Comunione.
Migliaia di persone si sono rifugiate nei seminari di due città; la Chiesa li accoglie e li nutre, dà loro un posto dove dormire e lavarsi, e sostegno spirituale.
Una granata ha colpito la residenza del vescovo di Kharkov, ma nessuno è rimasto ferito; e lì continuano a preparare i pasti da portare in due vicine stazioni della metropolitana.
Nella diocesi di Kyiv, la capitale, i supermercati sono vuoti; non c'è pane e acqua. Il vescovo ausiliare è incaricato di inviare il necessario e aiuta anche a caricare i veicoli con cui sono distribuiti.
Donne e bambini, circa 160, sono stati accolti in un seminario; e due collegi cattolici sono stati convertiti in dormitori. Seminaristi e volontari li servono.
Più di mille conventi e case di monache (924 in Polonia e 98 in Ucraina) aiutano i profughi e gli sfollati a causa della guerra.

mercoledì 6 gennaio 2021

Appello ai neocatecumenali riottosi a tornare nelle salette dai microfoni di Radio Maria

Avevamo già appreso dai supercatechisti neocatecumenali spagnoli Julio e Isabel, responsabili di Nazione per il Porto Rico, che il documento "Tornare con gioia all’Eucaristia", scritto dal Cardinale Robert Sarah, Prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, ai Presidenti delle Conferenze episcopali sulla celebrazione della liturgia durante e dopo la pandemia del Covid-19, era stato interpretato ed utilizzato dalle gerarchie neocatecumenali come un cogente invito diretto ai neocatecumenali riottosi a tornare ad animare le salette, anche a rischio della vita, per dimostrare di avere dentro "la Resurrezione".
 
Agenda del protomartire neocat:
disponibile in tutti i Kiko-shop
Infatti il catechista Julio, coraggiosamente in presenza digitale su YouTube, aveva testualmente assicurato che il cardinal Sarah aveva mandato una lettera "alle Comunità" con l'invito a tornare a presenziare alle "celebrazioni del Cammino", aggiungendo poi che Dio aveva mandato il Covid proprio per testare se i neocatecumenali avessero fede e fossero disposti ad affrontare la morte pur di affermare la signoria di Kiko sulle proprie vite.
 

Queste alcune delle sue affermazioni: 
"Dio ha inventato la paura"; "Dio ha creato la paura"; "se non neghi la risurrezione, perché non vuoi essere infettato?"; "Dio ha fatto sì che, con questa pandemia, venisse fuori, diventasse visibile, quanta risurrezione ho dentro"; "la pandemia è stata come una radiografia in modo che tutti vediate quanta risurrezione avete"; "avete paura di andare in comunità? Hai paura della morte? Allora sei uno di questi che dice: Non esiste la risurrezione".
 
Concetto ribadito dallo stesso Kiko Argüello nel testo del suo annuncio di Natale in spagnolo, disponibile a tutti perché pubblicato addirittura sul sito ufficiale del Cammino, in cui ha asserito che "pecca gravemente chi salta le riunioni della comunità".
 
Sono passati i mesi, il livello di allarme per il virus, invece di scemare, è aumentato ed ecco che lo stesso appello viene ripetuto a tutti i riottosi fratelli del Cammino. 
In che modo? Vi chiederete. 
Attraverso un canale molto interessante e all'apparenza insospettabile: l'emittente Radio Maria.
Già avevamo chiarito che i palinsesti della benemerita emittente cattolica capeggiata dall'energico irrefrenabile padre Livio Fanzaga, hanno ospitato ormai in modo fisso rubriche tenute da personaggi di rilievo del Cammino Neocatecumenale, come Giosuè Voltaggio, rettore del seminario RM della Domus Galilaeae in Terrasanta e la storica Angela Pellicciari.
 
È di tutta evidenza ormai che il Cammino Neocatecumenale ha deliberato di usare gli strumenti mediatici che prima aborriva, come per esempio fb, YouTube e i social in generale, per raggiungere i propri adepti e far arrivare loro "La voce del Padrone".
 
Ci siamo già occupati di una tavola rotonda tutta neocatecumenale che la professoressa Pellicciari ha organizzato, sicuramente a beneficio degli ascoltatori del Cammino, per trattare l'argomento della loro santità, della persecuzione subita anche all'interno della Chiesa come fu perseguitato san Pio, del loro essere uguali alle prime comunità cristiane e quindi pronti al martirio per la fede e dell'essere il 'piccolo resto' che conserverà la fede mentre la Chiesa è preda della grande apostasia degli ultimi tempi.
 
Domenica scorsa 3 gennaio 2021 invece la tavola rotonda condotta dalla Pellicciari verteva sul tema "Covid, lockdown e conseguenze", e gli invitati erano rappresentanti del mondo cattolico conservatore, tra cui spiccava il braccio destro di Kiko Argüello, delegato per i rapporti con la Santa Sede, don Ezechiele Pasotti, della cui figura ci siamo occupato più volte sul nostro blog per la sua collaborazione alla stesura degli Statuti, nella redazione dei Diari postumo della Hernandez, per la sua dichiarazione, in contrapposizione al desiderio espresso da Papa Francesco, che il Cammino Neocatecumenale non ha bisogno di stilare delle Linee Guida contro l'abuso, per i suoi libri e la sua collaborazione alla Bibbia Unica.
 
L'energica professoressa Pellicciari, alla quale non si può certo imputare il difetto della ipocrisia, durante l'intera durata della trasmissione radiofonica si è occupata di "tiranneggiare" i propri ospiti per indurli a dichiarare l'inutilità e la dannosità dei provvedimenti di lockdown.
 
Con Ettore Gotti Tedeschi, primo ad intervenire, addirittura c'è stata una scaramuccia quando l'illustre esperto di finanza si è rifiutato di sottostare ai diktat della conduttrice e di fornire sicure profezie di disastro economico a breve termine a causa del lockdown.
 
Più morbido è stato l'approccio con lo psicologo Roberto Marchesini, collaboratore della NBQ, che ha elencato una serie di studi sugli aumentati livelli di ansia e di disturbi del sonno nei ragazzi fino ai 18 anni di età, e con Luigi Amicone, direttore di Tempi, cui la Pellicciari ha confidato le preoccupazioni per le conseguenze del lockdown negli anziani per il fatto che, impediti nella propria libertà e negli affetti familiari, avrebbero potuto accettare di buon grado l'offerta della dolce morte tramite eutanasia.
 
Citando gli studi di Kurt Lewin sulla manipolazione di un singolo inserito nel gruppo trova modo di infilarci un detto di un grande esperto in materia, il suo "catechista Kiko": "quando si vuol cambiare il brodo, si cambia l'acqua" (Angela ricorda male: Kiko voleva cambiare i pesci cambiando l'acqua). E lui l'acqua la cambia continuamente, ai pesci rossi del Cammino! E poi afferma candidamente: "ci sono persone con sete di potere che vogliono imporre le proprie idee sugli altri" (!!!).
 
In conclusione questa la tesi della incoercibile conduttrice: il lockdown non servirebbe a salvare la vita agli anziani più esposti al virus ma addirittura ad affrettarne la morte, quindi sarebbe un male assoluto, più letale sicuramente dello stesso Covid 19. Incidentalmente, la Pellicciari informa di esserselo già preso, il Covid, senza manifestare alcun sintomo, ha "solo" un polmone danneggiato.
 
Dopo questi "antipasti", il pezzo forte arriva con don Ezechiele Pasotti. Il presbitero neocatecumenale legge la lettera inviata dal Cardinal Sarah alle Conferenze episcopali che invita a celebrare nuovamente le Messe nelle chiese con la presenza dei fedeli, lamentando che ad essa non è stato dato seguito.
 
Ma davvero? A noi non risulta. Ci risulta invece che dal 18 maggio dell'anno scorso tutte le Chiese sono state riaperte al culto con la presenza del popolo, seppur in numeri contingentati: l'invito di Sarah, in Italia, è stato accolto dalla CEI e mantenuta la possibilità di accedere alle Messe anche in queste Festività natalizie pur essendo proprio quelle soggette a regime di stretto lockdown.
 
Ci sorge invece il dubbio, che via via diviene certezza, che l'invito a partecipare al culto di don Ezechiele Pasotti, presbitero neocatecumenale a tempo pieno e a tutto tondo, non sia rivolto ai cattolici e non riguardi le Messe Cattoliche ma sia rivolto ai neocatecumenali e riguardi le cosiddette celebrazioni neocatecumenali, cioè tutti i vari appuntamenti infrasettimanali, del sabato e/o ritrovi domenicali in cui i fratelli si devono riunire per fare comunità e manifestare "l'amore di Dio" e che prima "erano via Zoom" (particolare che la Pellicciari si fa sfuggire e che  ci fa capire che proprio di neocatecumenali si sta parlando); da non saltare perché altrimenti si "commette peccato" (questo lo ha detto Kiko, ricordo, nell'Annuncio di Avvento spagnolo).
 
Naturalmente, non poteva mancare la critica alla Messa parrocchiale e alla distribuzione del Corpo di Cristo tenendo conto delle regole sanitarie in periodo di pandemia: secondo Pellicciari essa ha "aspetti ridicoli" come la distribuzione del Corpo di Cristo "con le pinzette" e le mani che si "sfregolano" con il gel. Evidentemente è meglio che a "sfregolarsi" sia il Corpo di Cristo, come è d'uso - e abuso - nelle salette neocatecumenali.
 
I commenti finali dei due veterani del Cammino neocatecumenale riguardano la critica a chi induce le persone al timore (immotivato?) togliendo loro la libertà, il richiamo all'Obbedienza, che nella lettera del Cardinal Sarah è esclusivamente da prestare alla Chiesa ed ai Vescovi, non certo ai catechisti o presbiteri neocatecumenali, e l'invito ad imitare l'eroismo dei primi cristiani che hanno affrontato morte e martirio.

La trasmissione, durata quasi due ore come tutte le celebrazioni neocatecumenali che si rispettino, per l'attento orecchio dei neocatecumenali si conclude così: il cardinal Sarah ha detto che "è necessario che tutti riprendano il loro posto nell'assemblea dei fratelli", ha detto di "obbedire", quindi tornate nelle salette! Il Covid è sovrastimato, il governo è incapace, il lockdown fa morire, meglio a questo punto affrontare la morte come i primi cristiani andando in comunità.
Sembrava di sentir riecheggiare le parole di Julio e Isabel: chi non va in Comunità e ha paura della morte, non ha la resurrezione dentro, non è  un buon cristiano.
 
Per chi vuole  farsi un'idea personale, la trasmissione è ancora disponibile nel sito di Radio Maria.
 
Chiudiamo infine con le ultime frasi della lettera del Cardinal Sarah, per rimetterci un po' al mondo dopo tanta cortina fumogena.
 

«La Chiesa continuerà a custodire la persona umana nella sua totalità. Essa testimonia la speranza, invita a confidare in Dio, ricorda che l’esistenza terrena è importante, ma molto più importante è la vita eterna: condividere la stessa vita con Dio per l’eternità è la nostra meta, la nostra vocazione. Questa è la fede della Chiesa, testimoniata lungo i secoli da schiere di martiri e di santi, un annuncio positivo che libera da riduzionismi unidimensionali, dalle ideologie: alla preoccupazione doverosa per la salute pubblica la Chiesa unisce l’annuncio e l’accompagnamento verso la salvezza eterna delle anime. Continuiamo dunque ad affidarci con fiducia alla misericordia di Dio, a invocare l’intercessione della beata Vergine Maria, salus infirmorum et auxilium christianorum, per tutti coloro che sono provati duramente dalla pandemia e da ogni altra afflizione, perseveriamo nella preghiera per coloro che hanno lasciato questa vita, e al contempo rinnoviamo il proposito di essere testimoni del Risorto e annunciatori di una speranza certa, che trascende i limiti di questo mondo.»

sabato 12 settembre 2020

Tavola rotonda neocatecumenale: i giganti della evangelizzazione a confronto

Organizzare (o tenere) una tavola rotonda significa indire una riunione o una conferenza su un preciso tema alla quale prendono parte esperti chiamati a confrontare opinioni diverse e a cui a nessuno dei partecipanti è riservata una posizione di privilegio.

L'origine di questa immagine va ricercata nella tradizione della Tavola Rotonda. Nella mitica reggia di Camelot i nobili cavalieri di Artù si disponevano intorno a una grande tavola di forma rotonda, simbolo di assoluta uguaglianza e di impegno per ciascun partecipante ad eccellere in ogni impresa d'arme.

 

 "Chiunque si rivolgerà ai cavalieri della Tavola Rotonda per sostenere una giusta causa potrà contare sulla loro spada".

'Infatti' domenica scorsa 6 settembre 2020, dai microfoni di Radio Maria, è andata in onda una tavola rotonda condotta da Angela Pellicciari, docente e storica, membro storico del Cammino neocatecumenale, con la partecipazione  di don Francesco Giosuè Voltaggio, giovane rettore di un Seminario RM neocatecumenale, figlio dei famosi Voltaggio, schiatta di catechisti del Cammino della prima ora, Giuseppe Gennarini, della famiglia Gennarini, potenti e facoltosi neocatecumenali della prima ora Responsabile per il Cammino degli Stati Uniti (e di Guam), don Rino Rossi, neocatecumenale, responsabile della Domus Galilea, il 'nuevo Vaticano' di Kiko Argüello che si affaccia sul lago di Genezareth in Galilea, Filippo di Mario, catechista itinerante neocatecumenale responsabile per l'Iraq.

 

All'anima della diversità di opinioni! Tutti neocatecumenali di ferro.


Fra i partecipanti infatti si nota molto fair play ed armonia di vedute, oltre ad alcuni necessari elogi. L'umile Voltaggio definisce Gennarini 'zelota spirituale' e tutti i presenti dei 'giganti della evangelizzazione'.

 

Durata: circa due ore, quasi il doppio  di quanto sia consigliabile per una normale trasmissione radiofonica; ma d'altronde due ore è la durata minima di una canonica celebrazione o catechesi neocatecumenale. In meno di due ore i neocatecumenali non fanno nulla.

 

Titolo: La persecuzione anti-cattolica.

 

La sottoscritta, dietro consiglio di un amico, l'ha ascoltata tutta, ma cercherà di non infliggervi la noia e la ripetitività della conferenza, riportandone solo alcuni spunti.

Chi desiderasse fruire dell'ascolto dell'intera trasmissione, può trovarla sul podcast di Radio Maria.

 

Introduzione della Pellicciari.

Della persecuzione dei cristiani le preme sottolineare un solo aspetto, e cioè la persecuzione operata 'dalla Chiesa' al proprio interno. Cita san Pio, il Santo Cappuccino incompreso dalla Santa Sede e a cui fu imposto il silenzio e la vita ritirata per un periodo. 

 

Quindi san Pio, perseguitato tutte le notti da Satana e fedele figlio della Chiesa, diventa per la storica Pellicciari un perseguitato dalla Chiesa.

 

Don Francesco Giosuè Voltaggio.

Fa una introduzione sul concetto di persecuzione nella Bibbia. Delinea la figura dei profeti come personaggi contro corrente e sempre critici rispetto alle autorità. Dai tre fanciulli nella fornace a Eleazaro nel Libro dei Maccabei, ignorando disinvoltamente Gesù, arriva a citare Nietzsche.

Sempre ignorando la redenzione universale di Cristo, afferma che siamo circondati da pagani e che i governanti, in ogni generazione, vogliono 'spegnere la fede'.

 

Giuseppe Gennarini.

Dichiara che la Chiesa è sempre stata perseguitata. Dopo aver parlato sommariamente della persecuzione dei primi cristiani nella Roma imperiale, sostiene che, dopo Costantino  la persecuzione è cambiata e si è trasferita all'interno della Chiesa: i vari imperatori o regnanti del tempo (si riferisce a tutto il Medioevo, epoca di grande e riconosciuto fervore cristiano) hanno a suo parere perseguitato la Chiesa e i suoi Vescovi. 

 

"Gennarini Vattene": calorosa accoglienza dei cattolici di Guam al 'gigante della evangelizzazione'

 

Interessante notare la raffinatezza della persecuzione: i potenti della terra avrebbero dato ai Vescovi denaro e potere, facendo costruire cattedrali cristiane e favorendo l'espansione della fede cristiana in tutto il mondo conosciuto, al solo scopo di impadronirsi della dottrina cattolica e di favorirne le eresie.

 

Questa inquietante teoria rende ragione della catechesi kikiana appunto per la quale dopo Costantino la Chiesa è ritornata nella sua grande maggioranza al paganesimo; da questo ritorno al paganesimo secondo Kiko deriverà  e nella Chiesa lo sviluppo della devozione mariana, delle processioni, della visione sacrificale della redenzione di Cristo, della confessione auricolare eccetera.

Fino alla comparsa di Kiko e dei neocatecumenali.

Sfortunatamente il tempo tiranno non dà modo al 'gigante della evangelizzazione' Gennarini di terminare di spiegare come la Chiesa, corrotta dal potere temporale dei principi, abbia perseguitato la 'vera Chiesa' nel corso di 1600 anni di storia.

Argomenti questi che ricalcano fedelmente le accuse dei protestanti contro la Chiesa Cattolica.

 

La 'storia della salvezza' secondo Kiko. Notare i 1600 anni di storia della Chiesa tra parentesi

 

 

Angela Pellicciari: 

spiega come i protestanti, Lutero in primis, omicida e menzognero, dominati da odio satanico, abbiano perseguitato la Chiesa Cattolica.

Poi passa a parlare della persecuzione ad opera della Massoneria, del dispotismo Illuminato, della Rivoluzione francese, del liberalismo, del comunismo e del nazismo.

 

È passata un'ora e mezza dall'inizio della Tavola Rotonda: i (pochi) radioascoltatori ancora collegati stanno   aspettando di sapere cosa gli ospiti neocatecumenali pensino o sappiano della Persecuzione dei cristiani oggi.

Attendo con curiosità Filippo di Mario, che, essendo il primo della lista degli ospiti, dovrebbe essere quello che porta delle notizie aggiornate e personali di vita vissuta in terra di missione.

 

Filippo di Mario invece, sentinella neocatecumenale, sembra stare in Iraq come un turista.

Non sa nulla delle persecuzioni dei cristiani se non ciò che è possibile conoscere dalla lettura di un qualsiasi articolo di giornale. L'unica cosa che sa fare è svilire la fede della piccola, martoriata e perseguitata Chiesa siriana.

È riuscito a farsi espellere come filo-sionista (avranno fatto troppi balletti e cianciato di Shekinah e Merkabah) e si lamenta del fatto che è stato a causa della diffidenza verso l'Antico Testamento dei credenti siriani.

Secondo lui gli sfollati hanno una 'fede debole' che gli adepti locali del Cammino rinvigoriscono mostrando loro l'icona di Maria del Cammino e la croce astile di Kiko. Di evangelizzare musulmani non se ne parla neanche. Facendo entrare in Comunità i siriani, cattolici dalla fede debole, li convincono a non emigrare, distribuendo a piene mani la Parola (ma soprattutto gli aiuti economici a loro affidati dai Vescovi).

Conclude ridacchiando: 'Magari il Signore ci concedesse la grazia del martirio! Io chiedo tutti o giorni ma non ne sono degno, non c'è niente da fare, non mi ascolta'.

In attesa del martirio, è qui a villeggiare in Italia, in attesa della convivenza con Kiko, Pezzi e Asunciòn.

 

Angela Pellicciari trae le conclusioni, il filo rosso della tavola rotonda: la Chiesa è perseguitata; i primi cristiani resistevano alla persecuzione perché erano 'in comunità'; tutti i presenti sono neocatecumenali e sono stati 'chiamati dal carisma di Kiko e Carmen a vivere in comunità'; la comunità è una forza perché i fratelli si sostengono gli uni con gli altri.

 

Quindi veniamo a conoscenza del fatto che i primi cristiani non stavano nella Chiesa ma in 'comunità', poi scomparse e riapparse miracolosamente con i neocatecumenali.

Dalle persecuzioni dei primi cristiani alle persecuzioni dei neocatecumenali, il passo è breve.

Soprattutto quando, secondo quanto detto dalla stessa Pellicciari in premessa, è la Chiesa a perseguitarli, come perseguitò San Pio.

 

Epilogo escatologico affidato a don Rino Rossi.


Partendo dalla famosa visione in Apocalisse della Donna vestita di Sole in preda ai dolori per il parto, Rossi riferisce che il terzo degli astri tirati giù dal cielo dalla coda del dragone che insidia la donna non sarebbero, come nella interpretazione tradizionale, gli angeli coinvolti nella ribellione di satana, ma i cristiani del nostro tempo, che cedono alle insidie del demonio.

E chi rimane? Un piccolo resto. Chissà di chi intendeva parlare?

 

Fine della tavola rotonda. Pellicciari ammette candidamente che è stata troppo 'ricca'. Esausta dalla lunga cavalcata nel mondo neocatecumenale, spengo la radio.

 

E penso: "padre Livio, ma quanto ti hanno dato per concedere loro di fare e dire tante pericolose cretinate dai microfoni della tua benemerita emittente?"