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lunedì 27 dicembre 2021

Kiko, Carmen e la Santa Messa quotidiana

Carmen Hernández e Kiko Argüello hanno più  volte affermato che era loro abitudine andare tutti i giorni a Messa.
Kiko ne ha parlato recentemente, quando ci ha tenuto a far sapere che donava 50 euro ad un povero che, in tali occasioni, incontrava sotto casa, con il suo carretto.
La cosa un po'  stupisce, per il semplice fatto che mai i due guru iberici hanno insegnato ai propri adepti a frequentare la Messa quotidiana, anzi, più volte hanno bollato come bigotto chi diceva loro d'avere questa bella abitudine.
Inoltre ambedue hanno sempre parlato dell'abitudine alla  frequenza della Messa come qualcosa di passato, limitato ad un periodo della propria vita.

Ad esempio Kiko, nell'Annuncio di Quaresima del 1989, raccontando della sua esperienza nelle baracche di Madrid, dice: 

"Perché  il Signore ci fece scoprire che c'era bisogno di una liturgia? Perché  io andavo a Messa tutti i giorni (...). Se io parlavo loro di Gesù  Cristo, mi chiedevano perché andavo a Messa tutti i giorni: si doveva andare a Messa tutti i giorni? (...)
Carmen ed io iniziammo a vedere che né la parrocchia era pronta per accogliere questi lontani, né i nostri erano pronti per essere messi così  di colpo in quell'ambiente, in quella liturgia. (...) Allora, sapendo che si sarebbe introdotto il canone eucaristico in lingua spagnola e le due specie, provammo a celebrare una Liturgia nelle baracche.... Facemmo il pane azzimo, usammo le due specie, cantammo "Risuscitò".

 
...per quanto sia poco credibile la 'mitologia' del Cammino

Poi, continua Kiko, dopo la visita del vescovo Morcillo, un parroco lasciò loro la parrocchia un giorno a settimana per poter celebrare a porte chiuse l'Eucarestia in spagnolo con le due specie e le risonanze dei fratelli prima dell'omelia.

E così  ci risulta i neocatecumenali continuino a fare dopo quasi settant'anni: la Messa in parrocchia, anche quotidiana, viene sostituita da una liturgia solo settimanale, a porte chiuse, a numero chiuso, e con innovazioni che la Chiesa mai ha approvato, anzi, ha chiaramente  proibito, come le risonanze prima dell'omelia (vedi la lettera voluta da Papa Benedetto XVI nel dicembre 2005, detta lettera di Arinze).

Il racconto di Carmen conferma questo percorso dalla Messa cattolica alla liturgia neocatecumenale.

Dice infatti in un incontro con le comunità del nord est della Spagna il 15/5/1994:

"Io nella mia giovinezza mi ero sempre mantenuta fedele grazie all'Eucarestia, e andavo sempre a fare la comunione prima di andare all'Università, anche se facevo solo la comunione mancandomi il tempo  di restare per la Messa, ma facevo la comunione.
(...) Da lì passai a quanto il Concilio implicava: andando alle fonti, con la scoperta della dinamica della Pasqua, in cui tu comunichi non solo "con il Bambino Gesù" (...).
E questo gioco di schiavitù e libertà  di cui il popolo di Israele fa memoriale con questi simboli di morte e di vita, di schiavitù in Egitto e di libertà  nella Terra Promessa, questo e ciò che Cristo celebra."
Sia nel racconto di Kiko, sia in quello di Carmen, la Messa appare come qualcosa di obsoleto, di incapace di rispondere alle necessità dei nuovi cattolici, ed anche la comunione al Corpo di Cristo diviene un memoriale che ha più a che fare con il popolo ebreo e l'uscita dall'Egitto che non il sacrificio estremo in croce di Gesù riproposto per noi.

In particolare la Messa quotidiana e la comunione viene considerata una comunione "con Gesù  bambino", probabilmente con significato diminutivo;  ambedue gli iniziatori infatti, dopo averla frequentata se non altro per un certo periodo (Kiko) o fin da piccola (Carmen), da un certo momento in poi la abbandonano e, per loro e per i loro catecumeni, essa viene soppiantata dalla liturgia a porte chiuse con i canti di Kiko come Risuscitò e Il Servo di Jahvè.

 

Molto più belle le Messe ortofrutticole...

Nei Diari di Carmen per gli anni 1979-81 troviamo la conferma indiretta del fatto che la vita quotidiana della iniziatrice non prevede la Messa e la Comunione.

Scorrendo nelle annotazioni giornaliere, leggiamo solo una lunga teoria di risvegli tragici, desolanti, circondata da problemi, in angustie, mattinate segnate da annotazioni come "mi alzo impossibile e rendendo impossibile la vita". 
 
Probabilmente il risveglio avviene a mattina inoltrata o di pomeriggio, poi ogni attività sembra svolgersi solo a pomeriggio inoltrato e di sera, con le catechesi, gli incontri i riti che si protraggono spesso fino a notte avanzata. 
Nei Diari dal 1979 al 1981  Carmen accenna alle Lodi in tempo di Quaresima, all'Eucarestia serale il sabato, mai ad una Messa feriale e neppure alla domenica.

Anche la biografia della Hernández ( "Carmen Hernández, Note biografiche" di Aquilino Cayuela)  recentemente data alle stampe lo conferma: 

"Da bambina assisteva alla Santa Messa quotidiana, nella sua fanciullezza sentì la chiamata di Dio alla missione durante l'Eucaristia, da giovane donna fu assidua ancora alla Santa Messa e alla meditazione e, a poco a poco, nella sua vita religiosa si lasciò inondare dal mistero Pasquale di Gesù Cristo morto e risorto" (pag. 322)

Carmen Hernández: l'immagine
ha il solo scopo di presentare il prodott
o
Evidentemente questo "mistero Pasquale" non era contenuto nella Santa Messa, visto che in seguito essa non sembra più far parte della sua esistenza, ma solo l'Eucaristia neocatecumenale, che:

"è stata una forte motivazione durante tutta la sua vita, qualcosa che l'ha sempre tenuta in tensione, in costante preoccupazione, e che ha sempre difesi con tenacia di fronte alle molte difficoltà  (ndr: che la Chiesa le ha procurato) riguardanti la celebrazione della notte di Pasqua e dell'eucarestia settimanale in piccole comunità il sabato sera, o le celebrazioni  penitenziali." ( pag. 326)

Quindi le Messe, quelle feriali e quelle festive, soprattutto se parrocchiali, vengono sostituite con le Eucarestie neocatecumenali comunitarie, a porte chiuse, con una liturgia alterata ed ebraicizzata, sul modello di una Messa "proprietaria" del Cammino neocatecumenale, che lo caratterizza e contraddistingue e che, con voluta sottovalutazione , don Ezechiele Pasotti (in "Il Cammino neocatecumenale.  50 anni di iniziazione cristiana degli adulti") definisce come una celebrazione  con alcuni "accenti liturgici" e "segni" approvati dalla Santa Sede (che invece, sappiamo, ha approvato solo lo spostamento del segno di pace e la comunione al posto invece che in processione).
 
Colpisce profondamente che i due iniziatori, una dei quali candidata alla santità, possano essere ritenuti dei modelli di devozione visto che si sono privati, da un certo momento in poi, della Santa Messa quotidiana, ma soprattutto dal momento che hanno indotto più di un milione di persone a privarsene.

Fra questi, vanno annoverati centinaia di sacerdoti, che sono stati distolti da Kiko e Carmen (per esempio durante le spesso lunghissime convivenze degli itineranti) dalla celebrazione quotidiana nè sono stati formati nei seminari neocatecumenali Redemptoris Mater a questa priorità.



Questo accade tra le fila dei sacerdoti neocatecumenali nonostante Il Codice di diritto canonico al Can. 904 disponga: 

Questa, per un seminarista neocat, sarebbe una Santa Messa!

“Memori che nel mistero del Sacrificio eucaristico viene esercitata ininterrottamente l’opera della redenzione, i sacerdoti celebrino frequentemente; anzi se ne raccomanda caldamente la celebrazione quotidiana, la quale, anche quando non si possa avere la presenza dei fedeli, è sempre un atto di Cristo e della Chiesa, nel quale i sacerdoti adempiono il loro principale compito”.
Per questo, papa Benedetto XVI, parlando ai sacerdoti, faceva le seguenti raccomandazioni:

"È molto importante per il sacerdote l'Eucaristia quotidiana, nella quale si espone sempre di nuovo a questo mistero; sempre di nuovo pone se stesso nelle mani di Dio sperimentando al contempo la gioia di sapere che Egli è presente, mi accoglie, sempre di nuovo mi solleva e mi porta, mi dà la mano, se stesso. L'Eucaristia deve diventare per noi una scuola di vita, nella quale impariamo a donare la nostra vita."
"La prima cosa e la più importante per il sacerdote è la Messa quotidiana, celebrata sempre con profonda partecipazione interiore."
"Vi è innanzitutto la celebrazione quotidiana della Santa Messa: non compiamola come una cosa di routine, che in qualche modo, "devo fare", ma celebriamola "dal di dentro"! "
E san Giovanni Paolo II in "Ecclesia de Eucharistia" offriva come esempio la propria esperienza  personale:
"Da oltre mezzo secolo, ogni giorno, da quel 2 novembre 1946 in cui celebrai la mia prima Messa nella cripta di San Leonardo nella cattedrale del Wawel a Cracovia, i miei occhi si sono raccolti sull'ostia e sul calice in cui il tempo e lo spazio si sono in qualche modo « contratti » e il dramma del Golgota si è ripresentato al vivo, svelando la sua misteriosa « contemporaneità ». Ogni giorno la mia fede ha potuto riconoscere nel pane e nel vino consacrati il divino Viandante che un giorno si mise a fianco dei due discepoli di Emmaus per aprire loro gli occhi alla luce e il cuore alla speranza (cfr Lc 24,13-35)."

 


In conclusione, per far comprendere quanto grande possa essere il danno procurato ai fedeli ma soprattutto ai sacerdoti dell'averli allontanati, in ambiente neocatecumenale, dalla pratica e dall'amore per la Santa Messa quotidiana,  condivido questa vicenda narrata da suor Brige McKenna, con la speranza che essa possa arrivare anche a quei sacerdoti che, seguendo il cammino, hanno perso la Strada...

LA POTENZA DELL' EUCARISTIA

Ricordo la storia di un giovane prete. Mi telefonò, pieno di ansia e di paura: aveva appena saputo di avere un cancro alle corde vocali, che dovevano asportagli tra due settimane. Voleva confidarmi la sua disperazione. Era stato ordinato sei anni prima.
Mentre pregavo con lui, sentii che il Signore desiderava che gli parlassi dell’ Eucaristia. “Padre” dissi, “io posso pregare con lei adesso al telefono, e lo farò, ma questa mattina lei non ha incontrato forse Gesù? Non lo incontra ogni giorno?”.
Non sapevo che quel prete non celebrava la Messa quotidianamente. “Padre”, continuai, “proprio ogni giorno, quando dice la Messa, quando prende l’ Ostia Santa e la mangia, lei s’ incontra con Gesù. Alla donna del Vangelo bastò toccare l’orlo del mantello di Gesù, ma lei tocca Gesù stesso e lo riceve nel suo corpo. Si ciba di Lui.
Si rende conto che Gesù stesso passa proprio attraverso la sua gola? Non c’è nessuno meglio di Gesù a cui rivolgersi. Chieda lei stesso a Gesù di guarirla”.
Lo sentii piangere al telefono. Continuava a ripetere: “Oh sorella, grazie! Grazie !”. Tre settimane dopo entrò in ospedale per l’ intervento. In seguito mi telefonò per dirmi che non era stato operato. I medici avevano constatato che il cancro era scomparso e che le corde vocali erano nuove di zecca.
Non ho mai saputo il suo nome, ma circa una anno dopo, mi parlò di lui un suo amico. Prima della malattia quel giovane prete aveva smesso di celebrare quotidianamente e celebrava la Messa solo la domenica; aveva un idea superficiale della Messa.
Quel Sacerdote guarì completamente, e non solo alle corde vocali. L'Eucaristia nella Santa Messa diventò il centro della sua esistenza, un momento di incontro con Gesù Vivente - Medico - Cura e Medicina ad ogni male, proprio come la donna del pozzo, nel capitolo quarto di Giovanni.
Incominciò a incontrarsi con Gesù al più grande dei Pozzi, dove chi beve non ha più sete. Sì, i miracoli accadono davvero. Laus Deo sempre tutto solo a maggior Gloria di Dio. Benedicamus Domino.   

 (Sr. Brige McKenna, I miracoli accadono davvero)


La biografia della 'liturgista' Carmen esposta
in tre sezioni diverse della stessa libreria (Le Paoline)

mercoledì 6 gennaio 2021

Appello ai neocatecumenali riottosi a tornare nelle salette dai microfoni di Radio Maria

Avevamo già appreso dai supercatechisti neocatecumenali spagnoli Julio e Isabel, responsabili di Nazione per il Porto Rico, che il documento "Tornare con gioia all’Eucaristia", scritto dal Cardinale Robert Sarah, Prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, ai Presidenti delle Conferenze episcopali sulla celebrazione della liturgia durante e dopo la pandemia del Covid-19, era stato interpretato ed utilizzato dalle gerarchie neocatecumenali come un cogente invito diretto ai neocatecumenali riottosi a tornare ad animare le salette, anche a rischio della vita, per dimostrare di avere dentro "la Resurrezione".
 
Agenda del protomartire neocat:
disponibile in tutti i Kiko-shop
Infatti il catechista Julio, coraggiosamente in presenza digitale su YouTube, aveva testualmente assicurato che il cardinal Sarah aveva mandato una lettera "alle Comunità" con l'invito a tornare a presenziare alle "celebrazioni del Cammino", aggiungendo poi che Dio aveva mandato il Covid proprio per testare se i neocatecumenali avessero fede e fossero disposti ad affrontare la morte pur di affermare la signoria di Kiko sulle proprie vite.
 

Queste alcune delle sue affermazioni: 
"Dio ha inventato la paura"; "Dio ha creato la paura"; "se non neghi la risurrezione, perché non vuoi essere infettato?"; "Dio ha fatto sì che, con questa pandemia, venisse fuori, diventasse visibile, quanta risurrezione ho dentro"; "la pandemia è stata come una radiografia in modo che tutti vediate quanta risurrezione avete"; "avete paura di andare in comunità? Hai paura della morte? Allora sei uno di questi che dice: Non esiste la risurrezione".
 
Concetto ribadito dallo stesso Kiko Argüello nel testo del suo annuncio di Natale in spagnolo, disponibile a tutti perché pubblicato addirittura sul sito ufficiale del Cammino, in cui ha asserito che "pecca gravemente chi salta le riunioni della comunità".
 
Sono passati i mesi, il livello di allarme per il virus, invece di scemare, è aumentato ed ecco che lo stesso appello viene ripetuto a tutti i riottosi fratelli del Cammino. 
In che modo? Vi chiederete. 
Attraverso un canale molto interessante e all'apparenza insospettabile: l'emittente Radio Maria.
Già avevamo chiarito che i palinsesti della benemerita emittente cattolica capeggiata dall'energico irrefrenabile padre Livio Fanzaga, hanno ospitato ormai in modo fisso rubriche tenute da personaggi di rilievo del Cammino Neocatecumenale, come Giosuè Voltaggio, rettore del seminario RM della Domus Galilaeae in Terrasanta e la storica Angela Pellicciari.
 
È di tutta evidenza ormai che il Cammino Neocatecumenale ha deliberato di usare gli strumenti mediatici che prima aborriva, come per esempio fb, YouTube e i social in generale, per raggiungere i propri adepti e far arrivare loro "La voce del Padrone".
 
Ci siamo già occupati di una tavola rotonda tutta neocatecumenale che la professoressa Pellicciari ha organizzato, sicuramente a beneficio degli ascoltatori del Cammino, per trattare l'argomento della loro santità, della persecuzione subita anche all'interno della Chiesa come fu perseguitato san Pio, del loro essere uguali alle prime comunità cristiane e quindi pronti al martirio per la fede e dell'essere il 'piccolo resto' che conserverà la fede mentre la Chiesa è preda della grande apostasia degli ultimi tempi.
 
Domenica scorsa 3 gennaio 2021 invece la tavola rotonda condotta dalla Pellicciari verteva sul tema "Covid, lockdown e conseguenze", e gli invitati erano rappresentanti del mondo cattolico conservatore, tra cui spiccava il braccio destro di Kiko Argüello, delegato per i rapporti con la Santa Sede, don Ezechiele Pasotti, della cui figura ci siamo occupato più volte sul nostro blog per la sua collaborazione alla stesura degli Statuti, nella redazione dei Diari postumo della Hernandez, per la sua dichiarazione, in contrapposizione al desiderio espresso da Papa Francesco, che il Cammino Neocatecumenale non ha bisogno di stilare delle Linee Guida contro l'abuso, per i suoi libri e la sua collaborazione alla Bibbia Unica.
 
L'energica professoressa Pellicciari, alla quale non si può certo imputare il difetto della ipocrisia, durante l'intera durata della trasmissione radiofonica si è occupata di "tiranneggiare" i propri ospiti per indurli a dichiarare l'inutilità e la dannosità dei provvedimenti di lockdown.
 
Con Ettore Gotti Tedeschi, primo ad intervenire, addirittura c'è stata una scaramuccia quando l'illustre esperto di finanza si è rifiutato di sottostare ai diktat della conduttrice e di fornire sicure profezie di disastro economico a breve termine a causa del lockdown.
 
Più morbido è stato l'approccio con lo psicologo Roberto Marchesini, collaboratore della NBQ, che ha elencato una serie di studi sugli aumentati livelli di ansia e di disturbi del sonno nei ragazzi fino ai 18 anni di età, e con Luigi Amicone, direttore di Tempi, cui la Pellicciari ha confidato le preoccupazioni per le conseguenze del lockdown negli anziani per il fatto che, impediti nella propria libertà e negli affetti familiari, avrebbero potuto accettare di buon grado l'offerta della dolce morte tramite eutanasia.
 
Citando gli studi di Kurt Lewin sulla manipolazione di un singolo inserito nel gruppo trova modo di infilarci un detto di un grande esperto in materia, il suo "catechista Kiko": "quando si vuol cambiare il brodo, si cambia l'acqua" (Angela ricorda male: Kiko voleva cambiare i pesci cambiando l'acqua). E lui l'acqua la cambia continuamente, ai pesci rossi del Cammino! E poi afferma candidamente: "ci sono persone con sete di potere che vogliono imporre le proprie idee sugli altri" (!!!).
 
In conclusione questa la tesi della incoercibile conduttrice: il lockdown non servirebbe a salvare la vita agli anziani più esposti al virus ma addirittura ad affrettarne la morte, quindi sarebbe un male assoluto, più letale sicuramente dello stesso Covid 19. Incidentalmente, la Pellicciari informa di esserselo già preso, il Covid, senza manifestare alcun sintomo, ha "solo" un polmone danneggiato.
 
Dopo questi "antipasti", il pezzo forte arriva con don Ezechiele Pasotti. Il presbitero neocatecumenale legge la lettera inviata dal Cardinal Sarah alle Conferenze episcopali che invita a celebrare nuovamente le Messe nelle chiese con la presenza dei fedeli, lamentando che ad essa non è stato dato seguito.
 
Ma davvero? A noi non risulta. Ci risulta invece che dal 18 maggio dell'anno scorso tutte le Chiese sono state riaperte al culto con la presenza del popolo, seppur in numeri contingentati: l'invito di Sarah, in Italia, è stato accolto dalla CEI e mantenuta la possibilità di accedere alle Messe anche in queste Festività natalizie pur essendo proprio quelle soggette a regime di stretto lockdown.
 
Ci sorge invece il dubbio, che via via diviene certezza, che l'invito a partecipare al culto di don Ezechiele Pasotti, presbitero neocatecumenale a tempo pieno e a tutto tondo, non sia rivolto ai cattolici e non riguardi le Messe Cattoliche ma sia rivolto ai neocatecumenali e riguardi le cosiddette celebrazioni neocatecumenali, cioè tutti i vari appuntamenti infrasettimanali, del sabato e/o ritrovi domenicali in cui i fratelli si devono riunire per fare comunità e manifestare "l'amore di Dio" e che prima "erano via Zoom" (particolare che la Pellicciari si fa sfuggire e che  ci fa capire che proprio di neocatecumenali si sta parlando); da non saltare perché altrimenti si "commette peccato" (questo lo ha detto Kiko, ricordo, nell'Annuncio di Avvento spagnolo).
 
Naturalmente, non poteva mancare la critica alla Messa parrocchiale e alla distribuzione del Corpo di Cristo tenendo conto delle regole sanitarie in periodo di pandemia: secondo Pellicciari essa ha "aspetti ridicoli" come la distribuzione del Corpo di Cristo "con le pinzette" e le mani che si "sfregolano" con il gel. Evidentemente è meglio che a "sfregolarsi" sia il Corpo di Cristo, come è d'uso - e abuso - nelle salette neocatecumenali.
 
I commenti finali dei due veterani del Cammino neocatecumenale riguardano la critica a chi induce le persone al timore (immotivato?) togliendo loro la libertà, il richiamo all'Obbedienza, che nella lettera del Cardinal Sarah è esclusivamente da prestare alla Chiesa ed ai Vescovi, non certo ai catechisti o presbiteri neocatecumenali, e l'invito ad imitare l'eroismo dei primi cristiani che hanno affrontato morte e martirio.

La trasmissione, durata quasi due ore come tutte le celebrazioni neocatecumenali che si rispettino, per l'attento orecchio dei neocatecumenali si conclude così: il cardinal Sarah ha detto che "è necessario che tutti riprendano il loro posto nell'assemblea dei fratelli", ha detto di "obbedire", quindi tornate nelle salette! Il Covid è sovrastimato, il governo è incapace, il lockdown fa morire, meglio a questo punto affrontare la morte come i primi cristiani andando in comunità.
Sembrava di sentir riecheggiare le parole di Julio e Isabel: chi non va in Comunità e ha paura della morte, non ha la resurrezione dentro, non è  un buon cristiano.
 
Per chi vuole  farsi un'idea personale, la trasmissione è ancora disponibile nel sito di Radio Maria.
 
Chiudiamo infine con le ultime frasi della lettera del Cardinal Sarah, per rimetterci un po' al mondo dopo tanta cortina fumogena.
 

«La Chiesa continuerà a custodire la persona umana nella sua totalità. Essa testimonia la speranza, invita a confidare in Dio, ricorda che l’esistenza terrena è importante, ma molto più importante è la vita eterna: condividere la stessa vita con Dio per l’eternità è la nostra meta, la nostra vocazione. Questa è la fede della Chiesa, testimoniata lungo i secoli da schiere di martiri e di santi, un annuncio positivo che libera da riduzionismi unidimensionali, dalle ideologie: alla preoccupazione doverosa per la salute pubblica la Chiesa unisce l’annuncio e l’accompagnamento verso la salvezza eterna delle anime. Continuiamo dunque ad affidarci con fiducia alla misericordia di Dio, a invocare l’intercessione della beata Vergine Maria, salus infirmorum et auxilium christianorum, per tutti coloro che sono provati duramente dalla pandemia e da ogni altra afflizione, perseveriamo nella preghiera per coloro che hanno lasciato questa vita, e al contempo rinnoviamo il proposito di essere testimoni del Risorto e annunciatori di una speranza certa, che trascende i limiti di questo mondo.»

martedì 17 novembre 2020

Bibbia Unica per voi, Neocatecumenali Unici, che "Scrutate le Scritture" ma... vedete solo Kiko.


A riprova che la Bibbia Unica è cosa tutta neocatecumenale non poteva mancare la promozione vendite ad opera dell’onnipresente, inossidabile fac-totum don Ezechiele Pasotti.

Egli incarna il prototipo di prete attagliato al Cammino. Presentazione fatta presso la Libreria Paolina di Brescia, sua città, in collegamento streaming causa COVID che sconsiglia in presenza. E così, anche noi abbiamo potuto partecipare il 26 ottobre scorso in diretta alle 18:30 (il video resta disponibile su You-Tube).

E’ una vera e propria conferenza di più di un’ora sul come e sul perché della Scrutatio in salsa neocatecumenale. L’ascolto e il confronto con la Parola è asse portante del C.N.; a certe condizioni.

Apparentemente lavoro meritorio a cui applicarsi. Se non fosse che tutto quanto trasposto nel Cammino ne resta corrotto. La Scrutatio è attività preminente per ogni camminante. Pericolosa perché permeata dello “spirito del cammino” trasfuso nella Parola proclamata, dalla predicazione/interpretazione kikiano-carmeniana che tutta la informa. 

Poco importa che si inizia invocando lo Spirito Santo se lo Spirito, ti dicono, lo detengono loro.

Sa ben parlare il Pasotti, si palesa come la faccia buona del cammino. Ma mentre parla con un discreto equilibrio, poi all’improvviso parte in deliquio amoroso, si acceca e dice una bestialità dietro l'altra... Poi si ripiglia, ritorna sul binario, fino al deragliamento successivo, inevitabile. 

Nessun cattolico ha fede adulta se non ha Kiko come profeta

Questo Ezechiele - come d'altronde tutti i camminanti - lo crede sul serio. Per questo ha lasciato tutto e, dal momento che è un fanatico assurdo, non riesce a tenerselo per sé e ogni tanto lo esterna pure, come tra le righe fa in questo caso.

Ha tirato dritto fin quasi alla fine, ma “in cauda venenum”. Il demonio fa sempre così. 

Si può anche tralasciare tutto il resto. Non scopriremmo nulla di nuovo. Ma l’ultima parte del video merita attenzione. Gli ultimi 6 minuti soltanto. 

Venti anni di itineranza nel suo curriculum vitae e diversi anni in paesi con forte presenza luterana e anglicana. Per cui fa una premessa alle sue conclusioni di fine Video: 

Egli conosce bene le differenze. Certo il Neocatecumenato è un’altra cosa! E per mettersi al sicuro ricorre alle Costituzioni Conciliari a ratificarne la incontestabile cattolicità.


Pala dei sette Sacramenti, Chevrot Altar, Museo Koninklijk, Anversa


Trascrivo qui quanto don Ezechiele dice, a partire da 1 ora e 10 minuti fino alla fine del Video:


"Davanti alla Costituzione Conciliare “Dei Verbum” questa Bibbia diventa uno strumento molto serio, molto bello, molto utile per rimettere proprio la Parola al centro. Anzi come liturgista mi piacerebbe spendere una parola su questo. 
Perché è vero che il luogo proprio della Parola, dove la storia dell’uomo entra nel progetto di Dio, si fa storia di salvezza è la Liturgia. Interessante! Che importanza ha la Parola di Dio proclamata nelle nostre Liturgie, nelle nostre Parrocchie? Quasi nessuna. Tu esci tante volte dalla Messa e neanche ti ricordi quale è stata la Parola. E che cosa succede? Parlo da liturgista. 
Se il Sacramento, se proprio la parte anaforica della Liturgia, la parte proprio del Sacramento non è illuminata quotidianamente dalla luce della Parola, finiamo col cadere facilmente in una comprensione a volte magica, a volte molto spirituale della stessa Eucaristia. 
Ciò che fa nuova l’Eucarestia ogni volta è la Parola. Per questo il Magistero ci dice che questi sono due momenti diversi, ma dell’unico atto che è l’Eucaristia: Parola e Sacramento. 
E lì credo anche come presbiteri, come parroci, come pastori abbiamo lì un campo enorme, un impegno enorme. Questa Iniziazione Cristiana propria della Chiesa che porta alla maturità della Parola. Questa Iniziazione Cristiana, chiamatela come volete, ma è fondamentale che sia messa oggi al centro della pastorale delle nostre Parrocchie. Senza questa Iniziazione Cristiana non avremo mai un popolo educato alla Parola, non avremo mai un popolo capace di mettersi veramente in ascolto della Parola. Del resto il Vangelo proprio di domenica, al fariseo che gli chiede qual è il comandamento più grande, Gesù risponde con lo Shemà…….. ASCOLTA ISRAELE! 
Questo dell’ascolto, che dovrebbe essere proprio delle nostre assemblee e delle nostre Parrocchie."



Ecco, qui  è svelato quanto vogliono portare a compimento:

Oscurare l'Eucarestia e porre al centro, nel cuore nella Chiesa, la Parola, lo Shemà Israel, il loro Kerigma. E mentre si adoperano per distruggere ogni devozione e ogni culto eucaristico (nota), tributano ogni onore alla Parola, rinchiusa nelle custodie kikiane e offerta all'adorazione neocatecumenale. (A nulla giova loro richiamarsi alla Dei Verbum (n.21) che recita: "La Chiesa ha sempre venerato le divine Scritture come ha fatto per il Corpo stesso di Cristo", poichè il Corpo di Cristo costoro non lo venerano affatto.) (nota)  E, mentre disdegnano le Processioni del Corpus Domini...

  • ne è prova la Bibbia di pietre preziose portata in processione nella cinquantina dal presbitero che indossa il piviale e dai fratelli che, finito il cammino, hanno conseguito la "fede adulta". Dunque questa per loro è la pienezza della fede? 
  • ne è prova l'ostensione della Bibbia nelle Yeshivah = Santuario della Parola dei Seminari R.M.. Anche qui viene portata in processione e poi ostentata, mentre i seminaristi assistono a braccia conserte e poi "scrutano" sedendo su troni "perchè chi scruta è un re". Cappella di adorazione e non c'è un inginocchiatoio!



Si usa il velo omerale per la Bibbia dando le spalle al

Santissimo.

E si assiste a braccia conserte.



Questi quando partono in quarta, iniziano sempre sparando giudizi.

Ezechiele esordisce:

"Che importanza ha la parola di Dio proclamata nelle nostre Liturgie, nelle nostre Parrocchie? Quasi nessuna. Tu esci tante volte dalla Messa e neanche ti ricordi quale è stata la Parola."

Ma magari egli si limitasse solo a giudicare, come sempre hanno fatto, i normali cattolici (mica come loro che sono anormali!), tanto ci siamo abituati. 

Qui scopriamo qualcosa di più: scopriamo che secondo loro il cuore pulsante, il sole della Liturgia Eucaristica, ossia la Consacrazione deve essere:

"illuminata quotidianamente dalla luce della Parola"

E noi sappiamo bene cosa intendono per luce della Parola. La Parola è loro appannaggio. Equivale a questo punto a far assurgere la parola del profeta a sacramento. 

Dovremmo concludere che la parola del profeta in quanto tale opera ex opere operato. E questa è una bestemmia. 

 Si segue la lezione di Lutero che fa diventare la Parola così come proclamata dal pastore (Kiko) un'azione di Dio, un Sacramento

Ma la liturgia della Parola non è Sacramento.

I Sacramenti sono i segni visibili ed efficaci della grazia invisibile di Cristo. 

Il Sacramento è composto da rito e da parola. (quando il Magistero parla dei due momenti diversi di un unico atto a questi due momenti si riferisce).
Per parola si intende la formula sacramentale da essa dipende la validità del Sacramento: “Io ti battezzo nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” compie ciò che dice. Così la formula della Consacrazione Eucaristica, correttamente pronunciata dal Sacerdote, muta le specie del pane e del vino nel Corpo e nel Sangue di Cristo.

Sacramentalizzare la Parola che si proclama e che si annunzia, questa la trasposizione che si fa nel mondo neocatecumenale, mentre si toglie valore e forza ai Sacramenti. 

Sacramentalizzare la Parola secondo quanto costoro dichiarano di se stessi

( N.B. perché dietro a Kiko a cascata c’è la legittimazione di tutti gli itineranti, fino all’ultimo kikatekista da loro “inviato” a fondare comunità. Tutti possono vantare la stessa prerogativa di Kiko che da lui a loro per diretta investitura discende)

Kiko parla, ti annunzia e quello che annunzia si compie di pronto.... per intervento di Dio. Questa è la premessa obbligata di Kiko ad ogni suo Kerigma, ad ogni parola che indirizza agli adepti da parte di Dio (tante volte col sostegno della "apertura a caso" della Bibbia - questa di certo è magia tutta spirituale ...)

Continua Ezechiele: senza questa illuminazione quotidiana del Sacramento alla luce (ormai è chiaro che questa luce sono loro) della Parola, scivoliamo..

in una comprensione a volte magica, a volte molto spirituale della stessa Eucaristia.

Ciò che fa NUOVA l’Eucarestia ogni volta è la Parola.

 (E noi scopriamo che l’Eucarestia OGNI VOLTA deve essere fatta NUOVA, e restiamo basiti)

Ezechiele tira dunque in ballo il Magistero per affermare ciò che a lui sta a cuore trasmettere:

questi sono due momenti diversi, ma dell’unico atto che è l’Eucaristia: Parola e Sacramento. 

Ben sapendo che nella testa di chi ascolta passa che i "due momenti" sono la Celebrazione della Parola e la Celebrazione Eucaristica vera e propria con la Consacrazione, che vengono messi sullo stesso piano. 


Noi celebriamo dove ci piaccia e come ci piaccia!

(vedi nota)


 Qui delle due una: 

o Ezechiele gioca sull'ambiguità - e in tal caso la cosa assume contorni inquietanti (finché è Kiko a mistificare ci sta pure!)

o è un ignorantone, liturgista dei miei stivali!!!  

... ma sì, aggiungiamo anche una terza ipotesi: 

don Ezechiele Pasotti è un cripto protestante

Delle tre neanche sappiamo quale sia peggio!




E a questo punto noi facciamo una bella scoperta: 


Confusione teologica

 

ECCO CHE  IL TABERNACOLO A DOPPIA PIAZZA NON E' UNA STRANEZZA, UNA ORIGINALITA' SOLTANTO. E' PROPRIO SINTESI IMPRESCINDIBILE DEL CAMMINO.

Sì, infatti ne è l'immagine plastica. Come tutto nel Cammino è catechesi, al servizio dell’evangelizzazione (Kiko dixit).

La verità è che chi compra la Bibbia di Pasotti, comunque mai acquisirà la fede finché non ascolterà il Kerigma dalla viva voce di Kiko o dei catechisti.



D’altra parte

SENZA LA PAROLA PROFETICA LO STESSO BATTESIMO CHE HAI RICEVUTO DA PICCOLO E' UGUALE A NULLA... Questo il loro pensiero. 
E nel Cammino è tutto così...

Eppure San Paolo lo diceva: anche se avessi lo spirito di profezia, se non ho la Carità non sono nulla.

La Carità è Dio nei suoi Sacramenti.

Lo spirito di profezia sono tutte le cose che vengono dette...magari buone...magari no. Come quelle di Kiko.


E le Specie Eucaristiche sono al livello inferiore.

E' evidente... Kiko offusca Dio, lo toglie dall'orizzonte. E più anni di cammino fai, più lui si sostituisce in tutto al Signore. È un idolo come il vitello d'oro. E ratifica con i suoi simboli, che sovrappone a tutto quanto esiste nella Chiesa. Dove arriva e si insedia tutto trasforma a sua immagine e somiglianza.

Ecco perchè egli non sopporta le Chiese tradizionali, neanche come estetica. Egli le detesta. Ha bisogno di catecumenium, di Chiese trasformate, che come uno entra pensa a lui. E il Tabernacolo, che è il cuore, viene appaiato alla sua mega Bibbia di pietre preziose... con dentro la Bibbia Unica “pilotata”



Quindi il Cammino è modernista ma all'apparenza tradizionalista.

Scrutate... Scrutate... Che dietro a Pasotti incontrerete.... KIKOOOOO
Basta ascoltare don Ezechiele fino alla fine, per scoprire che l’Eucarestia di cui stava parlando da liturgista qual è, come per incanto, si dissolve all’orizzonte. Resta, negli ultimi esaltati accenti, in un continuo crescendo la mirabolante Iniziazione Cristiana, panacea di tutti i mali (in tutte le occasioni insistono col precisare che oggi non esiste nella Chiesa Iniziazione Cristiana, se non il Neocatecumenato di Kiko e Carmen).

...come presbiteri, come parroci, come pastori abbiamo lì un campo enorme di impegno enorme...

(qui sento risuonare nelle mie orecchie il carmeniano verbo, così esattamente parlava la santa di categoria superiore. Oggi elle vive nell’anima di questi sacerdoti che si sono prostituiti al cammino e che l’ammiravano tanto, liturgisti e non, ascoltandola a bocca aperta).

…….l’Iniziazione Cristiana che porta alla maturità della Parola, centro della pastorale delle nostre Parrocchie, senza non avremo mai un popolo capace di mettersi veramente in ascolto della Parola.

Possibile mai che l'Eucarestia come Sacramento senza la Celebrazione della Parola non valga niente? Quando il Sacramento in sè è il Cuore della Celebrazione Eucaristica? 

E' più corretto ritenere che i Riti Penitenziali, così come la Proclamazione della Parola e l'Omelia del Presidente servano, piuttosto, a predisporre per arrivare ben preparati al Cuore pulsante che è Gesù Eucarestia.

Che poi tu e la Presenza Eucaristica è il Paradiso di tutti i Santi, questo solo basta. 

Pura Preghiera e Contemplazione.... Di quale parola parliamo?

“Io sarò con voi fino alla fine dei tempi”, dice il Signore. 

La Sua presenza viva, eterna in mezzo a noi è l’Ostia Santa, consacrata per mano del Sacerdote. 

Questa la Tradizione della Chiesa.



Disputa del Sacramento nella stanza della Segnatura, Vaticano,

  di Raffaello Sanzio.

"L’Eucarestia con tutto il suo mistero, 

il miracolo per antonomasia, 

legame tra terra e cielo, 

viene contemplato dalla Chiesa 

trionfante e militante."



Gesù Cristo è Lui la “ Parola di Dio”. Egli è il “ Verbo che si è fatto carne” del Vangelo di Giovanni. Egli è Colui che ha promesso che resterà con noi per sempre.

Questa la Fede nei secoli del Popolo Cristiano, dei Comuni Fedeli dal cuore retto e obbedienti alla Chiesa, più saggi di questi soloni.

La Scrittura va letta nella Chiesa e secondo la Tradizione. Anche il nostro don Ezechiele lo afferma ancora in questa occasione, come sempre lo afferma Kiko, ma solo a chiacchiere mentre impongono al popolo neocatecumenale la loro Bibbia "pilotata". Nessuno può arrogarsi il diritto di interpretarla privatamente, per diretta ispirazione dello Spirito Santo. Le due cose si contraddicono a vicenda: o tu sei direttamente ispirato, o ti sottometti alla Tradizione della Chiesa. Non è affatto automatico che la tua ispirazione coincida con la Tradizione ed è altamente improbabile per chi, come Kiko e Carmen, mai si è sottoposto al vaglio della Chiesa.


Alla fine ecco perchè nelle comunità neocatecumenali c'è

tante chiacchiere e tanto chiasso...

mai Silenzio, mai pura Adorazione... 

Ecco perchè non c'è

Eucarestia senza Parola (infarcita della loro predicazione), 

e senza tante parole inutili (proferite in esperienze e preghiere kilometriche). 


Al di fuori di questo

Ezechiele parla di “comprensione a volte magica”. 

E noi ci chiediamo cosa intenda. 

Forse intende: Credere per Fede

A volte molto spirituale.

.... Ma magari, diciamo noi!

                                                                  (da Valentina Giusti, Fides e Pax)

_______________________________

(nota)

 tratto dal primo volume del Direttorio catechetico del c.n.:

Pag. 21/376: "quando andavate a Messa, vi mettevate dietro, e se ti capitava di essere vicino al tabernacolo sentivi un tuffo al cuore, perchè ti avvicinavi all'intoccabile, al luogo dove c'era il sacro. Noi cristiani non abbiamo altare, perchè l'unica pietra santa è Cristo, Pietra angolare. Perciò noi possiamo celebrare eucaristia sopra un tavolo: e la possiamo celebrare in una piazza, in campagna e dove ci piaccia. Non abbiamo un luogo in cui esclusivamente si debba celebrare il culto."  (che brutto quel "dove ci piaccia"!)

venerdì 30 ottobre 2020

La Bibbia Unica, Versione Ufficiale CEI download gratis. (Tanto i neocatecumeni hanno a cuore la diffusione del Vangelo, mica i soldi!)



  1.  

    A chi vogliono darla a bere? Proprio con le mani in mano non sanno stare e di questi tempi, quando altre invenzioni e trovate pubblicitarie sono divenute improponibili, hanno ugualmente trovato il modo di strombazzare davanti a sè e gettare sul mercato l'ennesimo asso nella manica, tanto per restare sempre sulla cresta dell'onda. 

    Un'autentica genialata che tiene insieme il rassicurare i camminanti sulla cattolicità traballante del loro percorso iniziatico, sempre più oggetto di discussione e criticato da più parti, e il riattivare il business, anche questo languente. Due piccioni con una fava, insomma. 

    Il piatto piange e bisogna rimpinguare le casse quasi prosciugate del Cammino, ora che il sacco nero giace nell'angolo delle salette vuote o negli sgabuzzini degli hotel inospitali (oh, quanti bei ricordi!)


    Questa la novità messa in campo solo all'apparenza dalle Paoline

     

    In Libreria dal 20 ottobre 

    La Bibbia, "Scrutate le Scritture" 

    Un'esperienza avvolgente della parola di Dio.

     

    (Più che avvolgente avviluppante, direi!)

    Si parla di "straordinario progetto", si parla di "pubblicazione di una versione unica al mondo". Di cosa poi? Delle Sacre Scritture?

    Dal titolo "La Bibbia, Scrutate le Scritture" che è tutto un programma. 

    Insomma, cose mai viste nè lontanamente immaginabili!

    Ma noi solo a sentire questo inconfondibile linguaggio, noi che li conosciamo meglio delle nostre tasche, diciamo:  

    Eccoli qua! Eccoli di nuovo! Questi son loro!

    Chi altri potrebbe mai fare per la prima volta della Bibbia una cosa unica al mondo, se non loro?

    La Bibbia sottotitolata "Scrutate le Scritture" è unica al mondo! 

    Una Bibbia unica al mondo, come loro sono unici al mondo! 

    No, non ci siamo sbagliati. 

    Basta andare avanti nella presentazione per avere tutte le conferme. 

     

    Anche la veste editoriale è inconfondibile e porta il loro marchio. Per chi ha fatto il Cammino come me sa bene che ricalca esattamente la famosa "Bibbia di Gerusalemme" in quanto a look. Ma non basta: hanno stilizzato sulla copertina il famoso "albero" con il quale ci hanno consegnato la Scrutatio alla Tappa del Primo Padre Nostro. Come bravi scolaretti comprammo tutti degli album da disegno e matite e penne di vari colori. Primo versetto il tronco, poi su su...come uccellini tra rami frondosi e rametti...all'infinito a disegnare alberi e tronchi e rami... Il versetto di un colore, di un altro "cosa dice a me"... e tutto così. Mentre nella mente e nel cuore risuona la predicazione di Kiko appena ascoltata. Egli assente ti continua a dirigere. Nel Cammino null'altro si ascolta se non lui, nessun altro ti parla se non il suo verbo. Fin l'ultimo dei fedeli catechisti "inviati da Kiko alla tua vita" deve solo ripetere a pappagallo ogni sua parola. 

    Incipit dell'evento: 

    Il Gruppo Editoriale San Paolo ha realizzato e presenta... La buttano lì così e si nascondono, ma non ai nostri occhi! 

    Vogliono farlo passare come un evento epocale di tutto il mondo cattolico. Questo per  loro è molto importante: rassicurare la base e motivare i comuni camminanti che aggregati in truppa festante vadano a morire tutti felici e contenti dietro il loro condottiero, sicuri e certi di aver imboccato la strada giusta. 

    E le Paoline? Beh, intanto, anche loro ci guadagneranno un bel pò di soldini. Di questi tempi, merce rara! 

    Ma siatene pur certi, dietro ci son sempre loro e solo loro!

    Vogliamo parlare un attimo più approfonditamente del Gruppo Editoriale San Paolo

    Quello che, dopo aver dato alle stampe il libro di Lino Lista "Il Fango e il Segreto" acconsentì che sparissero in un sol giorno dalle sue librerie di Roma intorno al Vaticano tutte le copie? Misteriosamente "comperate" da un unico acquirente? E quando l'autore propose la ristampa gli fu rifiutata? (Solo la Casa Editrice Segno in seguito accettò di pubblicare il suo libro tra tutte le case editrici cattoliche: potere solo delle mafie o delle lobby piene di soldi!). Beh, certo. Mica si fanno gli affari con Lino Lista che scrive i libri contro il Cammino!? Il Cammino fa business e lo fa fare a chi si associa con lui, dentro o fuori la Chiesa. Un affarone sotto tutti i punti di vista. In virtù della mitica obbedienza neocatecumenale tengono in pugno un mucchio di gente a cui vendono di tutto, dalle chiacchere (forse le meno costose sul piano economico) a tutto il resto. Riescono a far acquistare ogni loro libro e non una sola copia per ogni nucleo familiare, ma addirittura una per ogni singolo componente di ciascuna famiglia del cammino.Come avverrà per questa Bibbia che preferisco sottotitolare: La Bibbia, "la Scoperta d'America". 

    Diranno come sempre: "Ognuno deve avere la sua per scrutare agevolmente ogni volta che vuole, senza far turni". E prima che tu possa pensare aggiungeranno: "Ehi che è fratelli? Siete diventati tutti tirchi??"

    Hanno coniato la "lettura orante della Parola in un clima di ascolto e di dialogo con Dio", dicono loro. Ma noi li correggiamo. Non con Dio, ma con Kiko e tutta la sua predicazione. Poichè non è vero che...

    "Tutto ciò che serve alla comprensione della Scrittura è sempre accanto o sotto al testo che si sta leggendo". 

    Questo è molto più protestante di quanto si possa immaginare: Una mandria di gente deformata da decenni di falsa predicazione, di eresie propilate in tutte le salse, di idee bislacche sulla liturgia, di idee distorte a proposito di comunione e comunità, di evangelizzazione e missione, di obbedienza... Vogliamo fare per l'ennesima volta tutto l'elenco?

    SIamo indignati a leggere "Tutto ciò che serve alla comprensione della Scrittura..." poichè siamo consapevoli, per averlo vissuto, di che strumento formidabile di manipolazione è diventata la Sacra Scrittura nelle loro mani!

    Scomodano San Girolamo e Papa Francesco per dire che la Bibbia "appartiene" al popolo. E' il libro del popolo del Signore, che passa... all'unità". La loro sbandierata consunta unità, alla quale mai pervengono!

    Questa Bibbia "è unica al mondo perchè valorizza le vie della Scrutatio" cosicchè il lettore possa "costruire un'esperienza inedita e personalizzata", possiamo solo immaginare con quali devastanti conseguenze!

    Oltretutto, e se ne fanno un vanto, questa Bibbia è ampiamente corredata finanche di "note esegetiche-storiche-teologiche" ed è ricca di indicazioni "di passi paralleli"

    Ma essendo il tutto predisposto da loro, per parte nostra  parliamo di Bibbia pilotata, altro che corredata! 

    La "lettura orante della Parola, in un clima di ascolto e di dialogo con Dio" diventa piuttosto la lettura che porta a sublimare ancor più il proprio idolo; in costante ascolto e dialogo con Kiko che, incontestabilmente, per i camminanti è l'unico vero interprete non solo della volontà di Dio ma della sua stessa Parola. (Non è da sottovalutare il metodo utilizzato a sproposito da Kiko dell'apertura a caso della Bibbia per poter interpretare lui e poi dirtelo "Che cosa Dio vuole da a te". Cosa che in ogni GMG fanno sempre i kikatechisti per dare "una parola - la parola - da parte di Dio" ad ogni singolo giovane a loro improvvidamente affidato.)

     

    Ma non è finita qua! Accidenti son proprio loro! 

    Chi altri potrebbe parlare così se non loro? Gli internazionali: la "chiesa universale" diffusa su tutta la terra.

    Leggiamo (questa è proprio da incorniciare):

    "La Bibbia, Scrutate le Scritture è un progetto dal respiro internazionale e verrà pubblicata simultaneamente in cinque lingue: italiana, francese, polacca, portoghese e spagnola. È in programma anche l’edizione in lingua cinese." (ndr. la Cina, una vera fissa per Kiko che predilige le economie emergenti-dominanti, ovvio! Ma notiamo anche che manca la lingua inglese, ohibò, strano davvero. La lingua più diffusa! E noi ci chiediamo: ma Giuseppe Gennarini che fa, dorme?)

    Ci soffermiamo infine sugli autori che hanno contribuito all'opera per avere l'ultima, inutile, conferma. 

    Chi se non loro predilige titoli altisonanti, elogi e inutili paroloni? Palloni gonfiati.

    (anche questa è da incorniciare):

    "Alla realizzazione dell’Opera hanno contribuito numerosi biblisti di fama internazionale, tra cui: Giacomo Perego, Ezechiele Pasotti, Francesco Voltaggio, Fabrizio Ficco, Carlos Granados, Stanislaw Witkowski e Ignazia Angelini."

    Beh, prima dei tre nomi di "biblisti di fama" tutti neocatecumenali troviamo Perego e in coda altri tre nomi. Uno spagnolo direttore delle edizioni Bac, teologo e biblista, docente nella Facoltà di teologia San Damaso di Madrid e nel Pontificio Istituto Giovanni Paolo II (sarà mica uno vicino al cammino?); un polacco biblista dall'Università Papale Giovanni Paolo II a Cracovia (sarà mica amico di Stefano Gennarini?); un'italiana badessa delle benedettine di Viboldone, docente per diversi anni di Storia della spiritualità monastica nella Facoltà teologica dell’Italia settentrionale (avrà magari accolto costei vocazioni del cammino?). (A scanso di inutili polemiche preciso che le mie sono domande vere o ipotesi probabili, poichè da sola non ho trovato risposta. Nessuna ironia.)

     

    Giacomo Perego, sacerdote della Società San Paolo, già direttore editoriale delle Edizioni San Paolo, di lui si può parlare come di un biblista per i titoli conseguiti. Ed è anche chiaro il perchè e il percome si trovi in questa bella compagnia a fare il capofila. Glielo dovevano! Sono bravi i neocatecumeni a procurarsi amicizie utili nei posti nevralgici e non poteva certo mancare l'aggancio alla più prestigiosa Casa Editrice Cattolica! (Don Alberione si starà rivoltando nella tomba!). Non ci sarà voluto molto a convincerlo a metterci la faccia in questo progetto grandioso, epocale ed epico ad un tempo! L'affare merita e ce n'è per tutti! I polli del cammino hanno tante di quelle penne - evviva l'abbondanza - che mai finisci di spennarli! 

     

    (Capitolo V dei “Promessi Sposi”)

    Tra il Podestà di Lecco, l’Azzeccagarbugli e il cugino Attilio, compagno di bisbocce,

    don Rodrigo imbandisce luculliane cene per sé e i suoi “compari”

    Forza, ce n’è per tutti! Abbuffiamoci!


     

    Ma poi, guarda caso, c'è un'ultima cosa: il nostro padre Giacomo collabora anche stabilmente con Radio Maria, da anni conduce la rubrica "La Tua Parola mi fa vivere"  Insomma, gira e rigira si ritrovano sempre intorno alla stessa tavola i soliti, vecchi, cari amici di sempre! (Mi tornano alla mente le cene imbandite da don Rodrigo e gli ospiti fissi al suo desco!)

    E questa nota chi l'ha scritta? Pasotti o Voltaggio?
    E nel mezzo di questa bella e variegata compagnia non potevano mancare i due arcinoti kiki:
    Ezechiele Pasotti gran ciambellano della Triade e esperto incensatore, fac totum sbrogliafaccende e tappabuchi, addetto stampa, incaricato per tutte le relazioni/beghe con il Vaticano, Congregazioni e quant'altro e...
    Francesco Voltaggio Rettore del seminario R.M. di Galilea di nobile schiatta, figlio di Franco e Margherita Voltaggio, primi responsabili storici della prima gloriosa comunità dei Martiri Canadesi di Roma.
     
    Kikofedelissimi e dentro il cammino fino al collo, con piena convinzione fino al martirio.
     

    (Un passaggio dell'intervista non possiamo tralasciare, tratto dal "video propaganda" made in Voltaggio. min.1,15)

    -Perchè avete scelto il testo CEI per la versione italiana?

    Abbiamo fatto una scelta ecclesiale e anche liturgica, visto che è la versione ufficiale della Chiesa Italiana. E' chiaro che nessuna traduzione è perfetta, per cui portiamo in nota traduzioni alternative o anche quelle più letterali.

    -Le note sono diverse da quelle di altre Bibbie?

    Beh, ci sono nuove note tecniche composte da una nutrita equipe di biblisti e di teologi......

    Nel Cammino si adotta da sempre la Bibbia di Gerusalemme e chi ne possedeva un'altra doveva comprarla. Ora potete star certi che tutti dovranno acquistare questa ultima (Versione CEI 2008) Unica. Il progetto editoriale è nato in vista di questo, sicuro. Ricordo che letteralmente si disprezzava ogni altra traduzione. 

    Cosa mai è successo? Trapela dalle parole di don Francesco che, per ragioni politiche/diplomatiche (non certo ecclesiali e liturguche come egli dice nel video) hanno deciso di blandire la CEI. Pazienza.. tanto... nessuna traduzione è perfetta (quando conviene a loro, questo discorso vale! Ma quando qualche fratello eccepiva di possedere già una Bibbia sua, la risposta piccata era "NO, tu per fare il cammino DEVI comprare la Bibbia di Gerusalemme")


    don Fabrizio Ficco co-prefetto degli studi - R.M. di Roma
     
     
    Fabrizio Ficco, meno noto degli altri due ma super-fedelissimo uguale come abbiamo scoperto. Docente incaricato associato della Facoltà di Teologia della Pontificia Università Gregoriana e attualmente Prefetto degli studi presso il Collegio Diocesano R.M., dove è stato ordinato presbitero il 2005. Egli può vantare solo pubblicazioni sfacciatamente neocatecumeniche.

    Non vi voglio tediare ma qui tutti si stanno dando da fare e con tutti i mezzi.

     Anche Ficco fa due video per pubblicizzare il libro che sono emblematici

    Il primo al min. 0,45

    "Recentemente, sotto l'impulso del Vaticano II gli iniziatori del C.N., una realtà approvata dalla Chiesa (nrd. ma perchè sente il bisogno di precisarlo?) Kiko Arguello e Carmen Hernandez hanno recuperato questa forma di preghiera. Essi chiamano Scrutatio proprio la lettura spirituale delle Scritture, la Scrutatio della Parola che consegnano alle persone che fanno parte delle comunità perchè abbiano nelle scritture una lampada per i loro passi"

    Il secondo video poi è proprio la consegna pari pari della Scrutatio di Kiko alla tappa del Primo P.N.

    ...e man mano troverò nel mio quaderno un albero con un tronco che è il versetto da cui si è partiti e.... min. 1,32

     

    Dal 20 0ttobre sarà in libreria, anche la Casa Editrice ce la mette tutta. 

    Ha lanciato perfino un sito web ricco di contenuti aggiuntivi, anche multimediali, per vivere al meglio l’esperienza avvolgente della parola di Dio.

    Ma chi mai te lo doveva dire Cammino Neocatecumenale de "il mezzo è  il messaggio" che dopo 50 anni avresti fatto questa fine così penosa? 

    Dove mai sei finita Chiesa primitva senza bisaccia, senza calzari e senza borsa?

     

    La Bibbia da Scrutare. Tutti insieme cantiam: " Tu sei l'Unica... l'Unica con allegria!"


    Ecco infine - come promesso - il link per scaricare gratis, diviso in parti o in un file unico, il testo ufficiale della Bibbia CEI 2008 (... e non solo) per leggere, meditare, pregare e anche scrutare sempre gratis:

    http://www.preghiamo.org/bibbia-download.php

     

    La Parola di Dio è Unica, immutabile e immortale. 

    E voi non aggiungerete e non toglierete nulla alla "parola di questo libro profetico", dice il Signore!  Altrimenti Dio stesso vi "priverà dell'albero della vita e della città santa, descritti in questo libro" (Ap. 22,18-19)... 

    ... Tanto per.... e sempre a proposito di alberi!