Avevamo già appreso dai supercatechisti neocatecumenali spagnoli
Julio e Isabel, responsabili di Nazione per il Porto Rico, che il documento "Tornare con gioia all’Eucaristia", scritto dal
Cardinale Robert Sarah, Prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, ai Presidenti delle Conferenze episcopali sulla celebrazione della liturgia durante e dopo la pandemia del Covid-19, era stato interpretato ed utilizzato dalle gerarchie neocatecumenali come un cogente invito diretto ai
neocatecumenali riottosi a tornare ad animare le salette, anche a rischio della vita, per dimostrare di avere dentro "la Resurrezione".
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Infatti il catechista Julio, coraggiosamente in presenza digitale su YouTube, aveva testualmente assicurato che il cardinal Sarah aveva mandato una lettera "alle Comunità" con l'invito a tornare a presenziare alle "celebrazioni del Cammino", aggiungendo poi che Dio aveva mandato il Covid proprio per testare se i neocatecumenali avessero fede e fossero disposti ad affrontare la morte pur di affermare la signoria di Kiko sulle proprie vite.
Queste alcune delle sue affermazioni:
"Dio ha inventato la paura"; "Dio ha creato la paura"; "se non neghi la risurrezione, perché non vuoi essere infettato?"; "Dio ha fatto sì che, con questa pandemia, venisse fuori, diventasse visibile, quanta risurrezione ho dentro"; "la pandemia è stata come una radiografia in modo che tutti vediate quanta risurrezione avete"; "avete paura di andare in comunità? Hai paura della morte? Allora sei uno di questi che dice: Non esiste la risurrezione".
Concetto ribadito dallo stesso Kiko Argüello nel testo del suo
annuncio di Natale in spagnolo, disponibile a tutti perché pubblicato addirittura sul sito ufficiale del Cammino, in cui ha asserito che
"pecca gravemente chi salta le riunioni della comunità".
Sono passati i mesi, il livello di allarme per il virus, invece di scemare, è aumentato ed ecco che lo stesso appello viene ripetuto a tutti i riottosi fratelli del Cammino.
In che modo? Vi chiederete.
Attraverso un canale molto interessante e all'apparenza insospettabile: l'emittente Radio Maria.
Già avevamo chiarito che i palinsesti della benemerita emittente cattolica capeggiata dall'energico irrefrenabile padre Livio Fanzaga, hanno ospitato ormai in modo fisso rubriche tenute da personaggi di rilievo del Cammino Neocatecumenale, come Giosuè Voltaggio, rettore del seminario RM della Domus Galilaeae in Terrasanta e la storica Angela Pellicciari.
È di tutta evidenza ormai che il Cammino Neocatecumenale ha deliberato di usare gli strumenti mediatici che prima aborriva, come per esempio fb, YouTube e i social in generale, per raggiungere i propri adepti e far arrivare loro "La voce del Padrone".
Ci siamo già occupati di una
tavola rotonda tutta neocatecumenale che la professoressa Pellicciari ha organizzato, sicuramente a beneficio degli ascoltatori del Cammino, per trattare l'argomento della loro santità, della persecuzione subita anche all'interno della Chiesa come fu perseguitato san Pio, del loro essere uguali alle prime comunità cristiane e quindi pronti al martirio per la fede e dell'essere il 'piccolo resto' che conserverà la fede mentre la Chiesa è preda della grande apostasia degli ultimi tempi.
Domenica scorsa 3 gennaio 2021 invece la tavola rotonda condotta dalla Pellicciari verteva sul tema "Covid, lockdown e conseguenze", e gli invitati erano rappresentanti del mondo cattolico conservatore, tra cui spiccava il braccio destro di Kiko Argüello, delegato per i rapporti con la Santa Sede, don Ezechiele Pasotti, della cui figura ci siamo occupato più volte sul nostro blog per la sua collaborazione alla stesura degli Statuti, nella redazione dei Diari postumo della Hernandez, per la sua dichiarazione, in contrapposizione al desiderio espresso da Papa Francesco, che il Cammino Neocatecumenale non ha bisogno di stilare delle
Linee Guida contro l'abuso, per i suoi
libri e la sua collaborazione alla
Bibbia Unica.
L'energica professoressa Pellicciari, alla quale non si può certo imputare il difetto della ipocrisia, durante l'intera durata della trasmissione radiofonica si è occupata di "tiranneggiare" i propri ospiti per indurli a dichiarare l'inutilità e la dannosità dei provvedimenti di lockdown.
Con Ettore Gotti Tedeschi, primo ad intervenire, addirittura c'è stata una scaramuccia quando l'illustre esperto di finanza si è rifiutato di sottostare ai diktat della conduttrice e di fornire sicure profezie di disastro economico a breve termine a causa del lockdown.
Più morbido è stato l'approccio con lo psicologo Roberto Marchesini, collaboratore della NBQ, che ha elencato una serie di studi sugli aumentati livelli di ansia e di disturbi del sonno nei ragazzi fino ai 18 anni di età, e con Luigi Amicone, direttore di Tempi, cui la Pellicciari ha confidato le preoccupazioni per le conseguenze del lockdown negli anziani per il fatto che, impediti nella propria libertà e negli affetti familiari, avrebbero potuto accettare di buon grado l'offerta della dolce morte tramite eutanasia.
Citando gli studi di Kurt Lewin sulla manipolazione di un singolo inserito nel gruppo trova modo di infilarci un detto di un grande esperto in materia, il suo "catechista Kiko": "quando si vuol cambiare il brodo, si cambia l'acqua" (Angela ricorda male: Kiko voleva cambiare i pesci cambiando l'acqua). E lui l'acqua la cambia continuamente, ai pesci rossi del Cammino! E poi afferma candidamente: "ci sono persone con sete di potere che vogliono imporre le proprie idee sugli altri" (!!!).
In conclusione questa la tesi della incoercibile conduttrice: il lockdown non servirebbe a salvare la vita agli anziani più esposti al virus ma addirittura ad affrettarne la morte, quindi sarebbe un male assoluto, più letale sicuramente dello stesso Covid 19. Incidentalmente, la Pellicciari informa di esserselo già preso, il Covid, senza manifestare alcun sintomo, ha "solo" un polmone danneggiato.
Dopo questi "antipasti", il pezzo forte arriva con don Ezechiele Pasotti.
Il presbitero neocatecumenale legge la lettera inviata dal Cardinal Sarah alle Conferenze episcopali che invita a celebrare nuovamente le Messe nelle chiese con la presenza dei fedeli, lamentando che ad essa non è stato dato seguito.
Ma davvero? A noi non risulta. Ci risulta invece che dal 18 maggio dell'anno scorso tutte le Chiese sono state riaperte al culto con la presenza del popolo, seppur in numeri contingentati: l'invito di Sarah, in Italia, è stato accolto dalla CEI e mantenuta la possibilità di accedere alle Messe anche in queste Festività natalizie pur essendo proprio quelle soggette a regime di stretto lockdown.
Ci sorge invece il dubbio, che via via diviene certezza, che l'invito a partecipare al culto di don Ezechiele Pasotti, presbitero neocatecumenale a tempo pieno e a tutto tondo, non sia rivolto ai cattolici e non riguardi le Messe Cattoliche ma sia rivolto ai neocatecumenali e riguardi le cosiddette celebrazioni neocatecumenali, cioè tutti i vari appuntamenti infrasettimanali, del sabato e/o ritrovi domenicali in cui i fratelli si devono riunire per fare comunità e manifestare "l'amore di Dio" e che prima "erano via Zoom" (particolare che la Pellicciari si fa sfuggire e che ci fa capire che proprio di neocatecumenali si sta parlando); da non saltare perché altrimenti si "commette peccato" (questo lo ha detto Kiko, ricordo, nell'Annuncio di Avvento spagnolo).
Naturalmente, non poteva mancare la critica alla Messa parrocchiale e alla distribuzione del Corpo di Cristo tenendo conto delle regole sanitarie in periodo di pandemia: secondo Pellicciari essa ha "aspetti ridicoli" come la distribuzione del Corpo di Cristo "con le pinzette" e le mani che si "sfregolano" con il gel.
Evidentemente è meglio che a "sfregolarsi" sia il Corpo di Cristo, come è d'uso - e abuso - nelle salette neocatecumenali.
I commenti finali dei due veterani del Cammino neocatecumenale riguardano la critica a chi induce le persone al timore (immotivato?) togliendo loro la libertà, il richiamo all'Obbedienza, che nella lettera del Cardinal Sarah è esclusivamente da prestare alla Chiesa ed ai Vescovi, non certo ai catechisti o presbiteri neocatecumenali, e l'invito ad imitare l'eroismo dei primi cristiani che hanno affrontato morte e martirio.
La trasmissione, durata quasi due ore come tutte le celebrazioni neocatecumenali che si rispettino, per l'attento orecchio dei neocatecumenali si conclude così: il cardinal Sarah ha detto che
"è necessario che tutti riprendano il loro posto nell'assemblea dei fratelli", ha detto di
"obbedire", quindi
tornate nelle salette! Il Covid è sovrastimato, il governo è incapace, il lockdown fa morire, meglio a questo punto affrontare la morte come i primi cristiani andando in comunità.
Sembrava di sentir riecheggiare le parole di Julio e Isabel: chi non va
in Comunità e ha paura della morte, non ha la resurrezione dentro, non
è un buon cristiano.
Per chi vuole farsi un'idea personale, la trasmissione è ancora disponibile nel sito di Radio Maria.
Chiudiamo infine con le ultime frasi della
lettera del Cardinal Sarah, per rimetterci un po' al mondo dopo tanta cortina fumogena.
«La Chiesa continuerà a custodire la persona umana nella sua totalità. Essa testimonia la speranza, invita a confidare in Dio, ricorda che l’esistenza terrena è importante, ma molto più importante è la vita eterna: condividere la stessa vita con Dio per l’eternità è la nostra meta, la nostra vocazione. Questa è la fede della Chiesa, testimoniata lungo i secoli da schiere di martiri e di santi, un annuncio positivo che libera da riduzionismi unidimensionali, dalle ideologie: alla preoccupazione doverosa per la salute pubblica la Chiesa unisce l’annuncio e l’accompagnamento verso la salvezza eterna delle anime. Continuiamo dunque ad affidarci con fiducia alla misericordia di Dio, a invocare l’intercessione della beata Vergine Maria, salus infirmorum et auxilium christianorum, per tutti coloro che sono provati duramente dalla pandemia e da ogni altra afflizione, perseveriamo nella preghiera per coloro che hanno lasciato questa vita, e al contempo rinnoviamo il proposito di essere testimoni del Risorto e annunciatori di una speranza certa, che trascende i limiti di questo mondo.»