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venerdì 25 agosto 2023

Quando gli asini raglianti del Cammino lamentano di percepire "odio" da questo blog, ricordatevi che...

E addirittura la chiamano "liturgia"
Nella mentalità neocatecumenale il ricevere delle critiche, anche fondate, giustificate, documentate, caritatevoli, costituisce sempre un'insopportabile "persecuzione", un'ingiusto "odio", una terribile "calunnia", un insensato "gettar fango", e via di questo passo mantenendo saldamente la prima posizione nella classifica del vittimismo. Gli adepti del Cammino recitano ufficialmente la parte dei mansueti agnellini che subiscono in silenzio (ma dietro le quinte fanno partire la character assassination e le vendette trasversali).

Ai fratelli delle comunità neocatecumenali che ci accusano di percepire dai nostri commenti un qualche "odio" verso il Cammino, basterebbe invitarli a leggere a casaccio alcune delle quasi 2800 pagine pubblicate su questo blog (non necessariamente le centinaia di migliaia di commenti), in cui troveranno:

- testimonianze di chi il Cammino l'ha fatto, e ha scoperto che qualcosa non andava, e che magari ha tentato di correggere ma è stato espulso, oppure è stato messo in condizione di non poter far niente, e quasi sempre è stato insultato, diffamato, infangato, aggredito, calunniato, mobbizzato, doxxato, eccetera;

- documenti della Chiesa, da omelie di prelati a decisioni del Papa, da avvisi di parroci a lettere pastorali dei vescovi, da libri di teologi a documenti conciliari, eccetera, che - implicitamente o esplicitamente, direttamente o indirettamente - condannano le attività e gli insegnamenti del Cammino Neocatecumenale, dei suoi autonominati "iniziatori" e dei loro cosiddetti "catechisti" e "responsabili" ed "itineranti" ed "equipe" e tutto;

- articoli sulla stampa, libri, servizi giornalistici, eccetera; anche di quelli che non conoscevano l'esistenza del Cammino ma ne notano i cosiddetti "frutti", come ad esempio la devastazione lasciata dai kikolatri nelle grandi manifestazioni;

- materiale (commenti, foto, video) pubblicamente postato dai fratelli neocatecumenali sui pubblici social network in modo che il pubblico non neocatecumenale possa vedere, leggere, farsi un'idea sul Cammino, sulle sue strampalate liturgie, sul suo eretico insegnamento, magari anche sulle sue perfide tradizioni (come la cosiddetta "Decima"), eccetera.

E di fronte a tutto questo, gli asini raglianti - senza offesa per i quadrupedi veri - cosa fanno? Lamentano "odio". Ci accusano di "infangare". Addirittura si vantano di essere "perseguitati".

Tanta asineria non è dovuta alla loro mancanza di intelligenza (o almeno, non sempre). È dovuta invece alla malafede. Infatti di fronte alle cose sopra elencate - che questo blog si limita a citare, ricordare, portare all'attenzione, senza alcuna pretesa di essere esaustivo -, gli asini in questione ragliano di credere che sarebbe tutto falso. Tutto, ma proprio tutto falso, cioè non ammettono neppure una riga.

Credono che ogni testimonianza non proprio favorevole Cammino - tutte, dalla prima all'ultima - sarebbe dettata da malafede e cattiveria gratuita. Credono che sia impossibile che qualcuno, parlando contro il Cammino, stia dicendo la verità, credono impossibile che abbia capito qualcosa di vero e lo stia comunicando.

Nella loro grande asineria, credono che il Papa avrebbe torto a rimbrottarli, credono che le «decisioni del Santo Padre» contro la liturgia del Cammino sarebbero inesistenti o comunque automaticamente abolite. Credono che i teologi che hanno scovato un'enorme valanga di errori nell'insegnamento neocatecumenale sarebbero tutti in errore, ma senza saper spiegare perché. Credono che il mettere a tacere chiunque critichi il Cammino significherebbe cancellare anche il valore di tali critiche. (E basterebbe già questo a capire che ai kikolatri non gliene importa niente della verità, della correttezza, dell'onestà, del rapporto col Signore). Proprio una mentalità da setta fanatica.

lunedì 24 luglio 2023

Siamo nel 2023 e ancora negano le "confessioni pubbliche" e la "scarnificazione delle coscienze"...

Un fratello del Cammino è passato a rimproverarci che «non esistono le confessioni pubbliche nel Cammino».

Ora, di fronte ad una tale asineria è bene mettere i puntini sulle "i" e chiarire il quadro ai lettori cattolici che si imbattessero per la prima volta in questo blog.

Anzitutto quel «non esistono» è una menzogna.

Nel corso di diversi decenni sono stati in moltissimi a lamentare che nel Cammino avviene una «scarnificazione delle coscienze con domande che nessun confessore farebbe». Come ad esempio mons. Bommarito, che in qualità di Arcivescovo di Catania scrisse una lettera per l'Avvento 2001 alle comunità neocatecumenali della sua diocesi - e per conoscenza al clero diocesano - lamentando che nei cosiddetti "scrutini" neocatecumenali «...scarnificano le coscienze con domande che nessun confessore farebbe. Ma come ciò può essere permesso ad un laico sia pure catechista? Non vorrei parlare neppure delle confessioni pubbliche... Ma chi può autorizzare uno stile che la Chiesa, nella sua saggezza e materna prudenza, ha abolito da secoli?»

Conviene leggere per intero il testo della lettera di mons. Bommarito; vi invitiamo a notare il modo in cui è scritta - da pastore che ha davvero a cuore il suo gregge -, i numerosi riferimenti e documenti allegati, e a pensare come mai quelle parole sono validissime ancor oggi.

Osserviamo in particolare che mons. Bommarito divide esplicitamente in due la questione: da un lato i cosiddetti "catechisti" che «scarnificano le coscienze», dall'altro l'attitudine dei neocatecumenali a prestarsi alle "confessioni pubbliche", perché così vengono addestrati a fare... da Kiko, Carmen, e dai cosiddetti "catechisti". È proprio la mentalità vigente nel Cammino ad essere sbagliata e anticattolica.

Il Vescovo Luigi Bommarito benedice dall'elicottero la città di Catania

In secondo luogo, quel «non esistono» pretende con arroganza di non far esistere tantissime testimonianze.

Esistono troppe testimonianze sulle "confessioni pubbliche". Sarebbero tutte contemporaneamente false? E soltanto perché qualche kikolatra nega risolutamente l'esistenza di testimonianze sfavorevoli al Cammino?

Quando qualche fratello del Cammino se ne esce con un'asineria come quel «non esistono», sta negando il valore e la sincerità non solo dei prelati che con autorità hanno detto «esistono», ma anche delle tantissime anime che hanno attraversato le forche caudine di uno "scrutinio", dei "giri di esperienze", del dover "vuotare il sacco" parlando delle proprie "croci" e dei propri "idoli", e di altre "scarnificazioni di coscienze" operate da "laici catechisti" in altri momenti per "rimettere al suo posto" il fratello di comunità che non si è piegato a qualcuno dei dettami della setta.

Oltre a negare il valore, il kikolatra negatore dell'evidenza vuole mettere a tacere i testimoni - passati, presenti e futuri - delle storture del neocatecumenalismo. È proprio della mentalità dei kikolatri il credere che mettendo a tacere le critiche, automagicamente tutto sia risolto. E questa mentalità parte dai piani alti, dai cosiddetti "catechisti", e da Kiko (autodefinitosi "il Vostro Catechista").

Infatti nella mentalità neocatecumenale "l'ubbidienza al cosiddetto «catechista» è tutto", e quindi il cosiddetto "catechista" è abituato a calpestare i fratelli delle comunità, è abituato a far vuotare il sacco, è abituato a considerare (e far considerare) gravissima mancanza il non aver tirato fuori qualche super-mega-peccato interessante. E gli adepti della setta sono abituati a farsi calpestare, a compiere gesti autolesionisti (incluse le "confessioni pubbliche") e imbarazzanti, a considerare del tutto normale che tali gesti vengano loro continuamente richiesti. (Ed è il motivo per cui mons. Bommarito distingueva la «scarnificazione delle coscienze» operata dai cosiddetti "catechisti", dalle «confessioni pubbliche»).

Come in ogni setta, anche in quella di Kiko e Carmen vige la mentalità secondo cui mentire e ingannare sarebbe lecito, qualora servisse a difendere il prestigio e i soldi della setta.

I fratelli del Cammino si sentono moralmente autorizzati a mentire e ingannare, quando ciò faccia comodo alla setta. Fateci caso, e se ne avete l'opportunità, chiedetelo loro esplicitamente: "ma tu mentiresti mai per difendere gli «arcani» del Cammino, il prestigio del Cammino, il giro di soldi in cui è invischiato il Cammino? davanti a Dio, davanti al Santissimo Sacramento, ti sentiresti giustificato a mentire e ingannare?".

E quindi osservatene le giravolte, i sofismi, il tentare di cambiar discorso, il fintotontismo, e magari pure il tirar fuori gli artigli. Sì, i fratelli del Cammino sono disponibili a mentire, ingannare, fingere di non sapere, pur di salvaguardare il prestigio e i soldi della setta e della sua gerarchia. E quindi se qualcuno testimonia le pessime cose che avvengono nella setta, cercheranno di sfuggire in ogni modo al discorso, minimizzando, ridicolizzando, cambiando argomento, fingendo di cadere dal pero, aggredendo verbalmente l'interlocutore (anche solo con un ridicolo "ma ti stai alterando?"), mentiranno in ogni modo, contro ogni evidenza, pur di non trovarsi nella situazione di dover rispondere:

"sì, davanti a Dio e davanti alla Chiesa quelle cose sono ingiuste e su tale argomento bisogna correggere il Cammino e la sua gerarchia, e nel mio piccolo farò il possibile per «piacere a Dio piuttosto che agli uomini» del Cammino".

mercoledì 21 settembre 2022

La Serva Padrona


No, non sta stirando
la camicia di Kiko...
In questi giorni alcuni nostri lettori neocatecumenali sono andati in fibrillazione per la conferma dell'apertura, da parte dell'arcidiocesi di Madrid, del processo di  canonizzazione per la loro co-iniziatrice Carmen Hernàndez Barrera nei primi giorni di dicembre di quest'anno.

I neocatecumenali non stanno nella pelle alla prospettiva di poter lucrare la santità cattolica per la loro capostipite, pronti a trasformare la bisbetica e intrattabile Carmen in una piissima figlia di Maria, costi quel che costi, sia in termini di investimento economico, sia in termini di "riconversione" dei ricordi e delle testimonianze che riguardano vita e opere della cofondatrice del Cammino neocatecumenale.

A questo proposito, è stata vergata anche una biografia, scritta dal neocatecumenale Aquilino Cayuela, che fa parte della "positio" della candidata, nella quale osserviamo una certa sproporzione fra i racconti della sua giovinezza, segnata dalla ricerca di una vocazione e dal fallimento della stessa, e dei primissimi anni "eroici" di Cammino, mentre si occupa in modo del tutto superficiale degli anni in cui Carmen, insieme a Kiko Argüello, ha costruito un movimento fortemente gerarchizzato, ha deciso della sua gestione economica, ha lavorato ai fianchi vescovi e pontefici per ottenere agibilità ed approvazioni, ha spadroneggiato su catechisti, presbiteri, seminaristi e laici. 

Insomma, manca la parte di maggior interesse e che di certo potrebbe far inclinare in modo non previsto i piatti della bilancia della presunta santità carmeniana.

Ma per quanto la biografia sia fortemente edulcorata, sono rinvenibili in essa diversi punti che stridono e che rivelano la trama di una storia e soprattutto  di una persona completamente diversa da quella che si vorrebbe narrare e far credere.

Abbiamo già  messo in luce la "storiella" delle pecore perdute, cioè il tentativo di far credere  che Carmen si occupasse con grande affetto di coloro che avevano, nel Cammino, problemi personali e difficoltà di vita, quando invece lo stesso diario della Hernàndez rivela che le pecore perdute erano ex adepti di un certo rilievo, sacerdoti (come avrebbe potuto essere un don Fabio Rosini) o catechisti (come avrebbe potuto essere un Antonio Lombardi) che avrebbero potuto, con le loro rivelazioni, mettere in grande difficoltà la gestione tutt'altro che trasparente degli iniziatori neocatecumenali, e che quindi andavano assolutamente reintegrati, con le buone o le meno buone, o comunque contenuti, umiliati e convinti a tacere.

Abbiamo chiarito anche la questione del "grande attaccamento" alla Messa quotidiana di Kiko e Carmen, probabilmente un ricordo dei tempi delle loro vocazioni religiose giovanili (mancate), che in realtà, nelle loro catechesi, è sempre stato un segno deprecato di bigottismo; la Messa quotidiana non  veniva -e non viene ancora oggi-proposta in comunità ai laici  (se non per la maratona iniziatica della cinquantina) né tantomeno ai sacerdoti.

Ora, sempre partendo dalla biografia di Carmen, testo, come si diceva, spesso involontariamente rivelatore, vogliamo dimostrare il rapporto degli iniziatori, e in particolar modo della "serva di Dio" Carmen Hernàndez, con i sacerdoti e con le norme della Chiesa, e le strategie di aggiramento, quando non fosse stata possibile la cooptazione, messe in atto fin dai primissimi tempi della loro opera di "evangelizzazione".


"Io m'ho cresciuta questa serva piccina. L'ho fatta di carezze, l'ho tenuta come mia figlia fosse! Or ella ha preso perciò tanta arroganza, fatta è sì superbona, che alfin di serva diverrà padrona!" (La serva padrona, di Giovan Battista Pergolesi)

Si tratta di un passaggio della biografia involontariamente rivelatore del fatto che Kiko e Carmen abbiano sempre vissuto come persecuzioni i tentativi fatti dalla Chiesa attraverso i suoi ministri di dar loro una qualsiasi 'raddrizzata' e della triste constatazione che mai sia sorto in loro il dubbio di aver sbagliato qualcosa, magari per eccesso di entusiasmo o per impreparazione su teologia o dottrina della Chiesa.

È il periodo della preparazione alla Pasqua del 1970: sappiamo che già da novembre 1968 era nata la prima comunità dei Martiri Canadesi e, mentre nel 1969 gli iniziatori spagnoli avevano "celebrato la Pasqua" nella sacrestia della chiesa sconsacrata di Fuentes, quell'anno volevano celebrarla a Roma, ed evidentemente incontravano delle difficoltà (comprensibilissime, data la loro anarchia liturgica) con il padre sacramentino Guglielmo Amadei, allora viceparroco della parrocchia dei Martiri Canadesi. Tant'è che gli iniziatori quell'anno celebrarono la Veglia pasquale a Cuenca, dai salesiani.

Nel marzo del 1970 Carmen era stata chiamata a Madrid, il padre era moribondo. L'ereditiera poté prendere l'aereo grazie a un consistente gruzzolo di soldi ricevuti dalle comunità di Roma per l'evangelizzazione,  che fu spesa principalmente per cene e prime visioni di film in via Veneto, come racconta don Francesco Cuppini - naturalmente nella biografia di Carmen questi particolari non vengono narrati.

L'autore della biografia riporta, a riprova della comunione fra i due iniziatori, alcuni brani di un carteggio intercorso tra Kiko Argüello e Carmen  Hernàndez proprio in quel periodo di forzata lontananza. In particolare, Kiko si dimostrava abbattuto per una lettera "molto dura" ricevuta dal vice parroco della parrocchia dei Martiri Canadesi. Purtroppo la lettera di padre Amadei non è acclusa, sarebbe stata molto interessante saperne esattamente il contenuto, sebbene essa di certo non sia altro che una delle tante manifestazioni di insofferenza e di rifiuto di parroci e parrocchie cattoliche alla colonizzazione neocatecumenale.

Il biografo Aquilino Cayuela scrive:
Carmen consola Kiko, mostrando un'autentica e profonda comunione con lui, che è  molto abbattuto perché ha ricevuto una lettera molto dura dal padre sacramentino Guglielmo Amadei, vice-parroco di Nostra Signora del Santissimo Sacramento e dei Santi Martiri Canadesi a Roma. Kiko infatti aveva scritto a Carmen: "Se hai letto la lettera puoi immaginare come mi trovo (...). In questo  momento  non so nulla, mi sento confuso e voglio rifugiarmi in Gesù  Cristo, vedo in lontananza una forte persecuzione, che spero che il Signore mi darà  la forza di sopportare (...)."
Risponde Carmen:
"Ho appena ricevuto la tua lettera (...). Kiko, va tutto molto bene, lo Spirito del Signore che semina è  lui che vive e che combatte. Non preoccupare e abbandonati alla fede, riposando in tutto (...). Devi incontrare i responsabili, l'équipe, le équipes e dovete dialogare e deliberare in comune, e poi consultare il parroco o chiamarlo perché venga tra noi (...). Lascia passare il tempo. Fai visita alle altre comunità di Roma nell'ultima settimana, confermale nella fede, preparale alla Pasqua. (...)
Bene, non soffrire, non dare importanza ai commenti delle persone, è quasi meglio ignorare tutto e preparare insieme la Pasqua in équipe, come più  convenga, e sia il pensare unanime... in comunione. Non avere paura!"
Sicuramente nella lettera di padre Amadei ci saranno state delle osservazioni sulla Pasqua, l'Eucarestia neocatecumenale, le fantasie liturgiche che ben conosciamo. Oppure altre osservazioni sul comportamento dei due iniziatori e dei loro accoliti, gli svarioni dottrinali, l'elitarismo, l'atteggiamento settario.

Ebbene, Kiko non ha esitazioni a definirle una persecuzione, Carmen gli consiglia di ignorarle, gli chiede di confermare le comunità "nella fede" (in chi e in che cosa?). Nessuno dei due riflette sulle critiche ricevute da padre Amadei né cerca di capire se l'errore è proprio e se c'è qualcosa che va corretto.

Il loro atteggiamento è quello di evangelizzatori cristiani nei confronti di pagani, che, se, come in questo caso, sono sacerdoti, sono pure pericolosi e persecutorii, data l'autorità che rivestono. Altro che "servizio" al parroco e alla parrocchia! È interessante ricevere queste conferme dal libro che dovrebbe dimostrare la santità e l'obbedienza alla Chiesa di Carmen. Si vede che non hanno null'altro da citare.

L'impressione è che sia quasi impossibile scrivere qualcosa sui due iniziatori senza incappare nella dimostrazione della loro sicumera e prepotenza, con cui hanno piegato molti uomini di Chiesa che si sono opposti loro, con le buone in modo ipocrita, comprandoli, o con le cattive minacciandoli. E poi parlano di "opera del Signore"!

I litigi con padre Amadei non furono solo temporanei: quando a settembre del 1970, per la proclamazione di santa Teresa d'Avila a dottore della Chiesa, l'Arcivescovo Morcillo venne a Roma, Carmen gli strillò senza troppi preamboli: "Padre, quel prete è  contro di noi!". 
 
Segnaliamo questa frase, così tipica del carattere dolce, modesto, remissivo e obbediente alla Chiesa e ai Suoi ministri della aspirante alla santità cattolica Carmen Hernàndez, tratta dal libro "Intervista a don Francesco Cuppini", pag. 41, per completare opportunamente la biografia della "serva di Dio" Carmen Hernàndez Barrera.
 
D'altra parte sono numerosissime le intemperanze di Carmen che contribuiscono ad una folta aneddotica a suo riguardo (qui e qui strappa rosari, qui si dà al turpiloquio, qui contraddice il Papa, qui fa la prima donna e impone agli altri -pure in Vaticano!- il suo vizio patologico del fumo, qui fa l'isterica e non sopporta neppure per pochi giorni i genitori di Kiko, qui fa la scienziata, qui la teologa, qui tratta tutti da maggiordomi, qui è ossessiva e maligna, qui si dichiara la benedetta tra le donne, qui pesca i vescovi, li esamina, li zittisce, qui impone ai suoi missionari di lasciare i bambini nei fossi, qui tira pugni...) mentre non si riscontrano elementi da portare a suo favore, se non quello d'aver supportato Kiko Argüello  nella fondazione e nella conduzione di quel controverso movimento nella Chiesa che è, ancor oggi, il Cammino neocatecumenale.
 
Come diceva un comico italiano caro alla nostra memoria "la serva serve!"; in questo caso, serve a completare quella vernice di cattolicesimo che indora in superficie il Cammino neocatecumenale, non importa quante forzature e quante finzioni questa "mission impossible" debba comportare.

La serva (Serpina), al padrone: "Stizzoso, mio stizzoso voi fate il borïoso, ma non vi può giovare. Bisogna al mio divieto star cheto, e non parlare. E... Serpina vuol così".

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venerdì 4 febbraio 2022

Ordini, contrordini ed obbedienza neocatecumenale

Nei commenti al recente post "Sfarfallaciamenti logici del Cammino Neocatecumenale" sono emersi interessanti ricordi e spunti di riflessione sull'argomento ordini e contrordini del Cammino Neocatecumenale. Riportiamo alcuni degli interventi in merito, fedelmente al testo dei commentatori salvo per le necessarie modifiche di formattazione e per l'omissione di parti riferite ad altro.



Da: A.


Una delle cose che ha catturato con forza la mia attenzione, per quanto riguarda i contro-ordini, è la seguente: Nella fase di Redditio l'enfasi è sul non avere nemici, nella fase del Padre Nostro l'enfasi è sull'avere nemici.

Devi avere nemici o no? [...]

La sensazione che ho ricevuto in quel momento [la tappa della Redditio, NDR], è semplicemente che un cristiano da quel momento in poi è una specie di personaggio pubblico e non può avere nemici. Non lo ricordo più molto bene perché sono passati anni, ma suppongo che una conseguenza di quanto sopra sia che se hai dei nemici chiedi loro scusa prima di fare la Redditio.

In ogni caso, quello che sto cercando di fare è evidenziare la contraddizione [...].

I passi del Cammino: a destra, a sinistra, indietro, avanti, indietro, indietro... Avere amici, non avere nemici. Amare le persone in modo nevrotico. Liberarsi dalla nevrosi. Non avere amici, avere nemici. Odiare i nemici. Odiare gli amici. Essere di fatto, gli uni per gli altri, dei falsi amici. La comunità va bene quando litiga. Non vi affezionate. L'amore umano uccide. Nessuno vi chiede di amare come Cristo. Vi daremo lo Spirito per amare come Cristo. Prima non potevate capire, poco importa se capivate. Ora potete capire, anche se credete di non capire. - In anni di Cammino se ne sentono e se ne vedono di tutti i colori, a seconda della tappa - e forse anche a seconda della fase del bioritmo dei fondatori. (Immagine: Chris Austin)
 

Da: Porto

Concordo con A. A quanto ricordo (probabilmente non tutto essendo passati parecchi anni), in una delle tappe (o "chiamate", come venivano pomposamente definite) del Padre Nostro, forse la terza, sostanzialmente veniva detto che dovevamo prendere le distanze dalle persone della nostra famiglia che non vivevano secondo la dottrina della Chiesa cattolica (ad es., non erano battezzati, oppure sposati solo civilmente, oppure conviventi more uxorio, e sim.). Nel mio caso, avrei dovuto tagliare i ponti con circa metà della mia famiglia di origine. Mia moglie, che allora non faceva il Cammino, era sbalordita. 

Credo che oltre a farti fare nuovi "nemici", l'obiettivo di questa istruzione sia quello di farti allontanare ancora di più e definitivamente dai tuoi legami familiari, di farti rompere del tutto anche quel poco di rapporti con familiari extra-Cammino che ti sono rimasti, e dunque di avvinghiarti definitivamente nelle spire del Cammino, in vista della successiva cosiddetta "elezione".


Da: L'Apostata

Florilegium antinomicum kikatekistorum:

Kikatekesi iniziali, sera, voce amabile: "nessuno vi chiederà mai nulla";
1^ tappa del Padre Nostro, notte fonda, urlando: "Voi ci dovete obbedienza assoluta!!!!"

Kikatekesi iniziali, sera, voce sommessa: "Gratuitamente abbiamo ricevuto, gratuitamente vi diamo";
2° scrutinio, notte, voce carica di minacce: "D'ora in poi verserete ogni mese la decima su tutti i vostri redditi. Se fate già beneficenza, prima viene la decima e poi il resto, non c'è alternativa".

Il signor Francesco Giuseppe Arguello Q.H.C. (Quadrupede Honoris Causa) quando compose (si fa per dire) il canto di Pentecoste: "...che io mi ricordi fra loro, non c'era neppure un dottore..."
Il signor Francesco Giuseppe Arguello Q.H.C. (Quadrupede Honoris Causa) oggi: "Tutti devono ammirare il filmato in cui mi viene assegnata la quarta laurea honoris causa!"

Kikatekesi iniziali, sera, voce amabile: "Siete piccoli, per questo vi consegneremo il Rosario fra 12 anni all'apposito passaggio, perché ora non sareste in grado e cadreste nella religiosità naturale";
All'avvio della nuova comunità, istruzioni per l'uso: "Nelle preparazioni dovete usare il Dufour", (noto e pesantissimo mattone per specialisti, che secondo loro a differenza del Rosario non suscita religiosità naturale ed è facilmente comprensibile da tutti). [...]


«Obbedienza cieca pronta assoluta. – Contrordine compagni! La frase pubblicata sull’Unità: “Bisogna che i compagni trovino in ogni sede rionale un asino accogliente che offra ad essi la possibilità di istruirsi a di divertirsi”, contiene un errore di stampa e pertanto va letta: “Bisogna che i compagni trovino in ogni sede rionale un asilo accogliente…”» (Immagine e didascalia di Giovannino Guareschi

Da: AleCT

[...] La Chiesa vi ha dato uno Statuto. Siete un dono dello Spirito Santo se rispettate lo Statuto e tutto quello che la Chiesa vi ha detto in questi anni. Non lo siete automaticamente. Nessuno lo è. E voi non fate eccezione. In questo siete uguali ai poveri cristianucci della domenica. [...]

Siccome siete i primi a mettere i vostri Statuti sotto i piedi in nome della "tradizione" del cammino (quella della Chiesa è religiosità naturale.. la vostra no. Bel ragionamento) e siccome siete i primi a non essere sinceri riguardo a chi siete e cosa siete perché "altrimenti la gente non rimane", automaticamente vi squalificate da soli.

[...] Che strano... per anni e anni Kiko ha giurato e spergiurato che i mamotreti scritti non esistevano ed i catechisti erano TUTTI ispirati dallo Spirito Santo a dire le stesse cose... Ma una volta nella sua vita quest'uomo ha mai detto qualcosa di vero? [...]


Da: Anonimo Texas
Ricordo ancora quando confrontai il catechista di zona sulla decima.
Gli dissi di insegnarmi dove sugli statuti si parlasse di decima.

Nemmeno lui mi seppe rispondere a questo, quindi gli dissi che la Chiesa Madre non ha assolutamente approvato la decima negli statuti in quanto e' inesistente.

Poi lui cominciò con le sue logiche, "gli equivoci, i salti di soggetto, i salti di contesto, la negazione implicita delle premesse, l'inserimento clandestino della tesi nell'ipotesi, il cambiamento del significato di una parola nel corso di una stessa frase, gli ipsedixit" e cosi via...

Quindi come dice AleCT, il cammino è dello Spirito Santo se rispettano gli statuti, ma visto che non li rispettano ed invece operano nell'ombra della Chiesa sembra più un' opera del demonio.

Dal mamotreto ex-segreto del II Passaggio, a pag. 183: « Nessuno possa dire: “Un momento, io ti ho dato un milione e non mi hai dato cento milioni sulla terra”. Ti assicuro che il Signore ti darà cento milioni. Pensate una cosa: forse mai più il Signore ti dirà che tu venda i tuoi beni, e l’idiota che sei stato che, giunto il momento in cui il Signore ti offriva un affare al cento per uno, non l’hai fatto. »

Da: Gloria

[...] Se il Papa non vieta affatto l'uso di internet e Kiko invece lo vieta in ogni sua forma (tranne per riunirsi su zoom durante il lockdown) perchè non ascoltate il Papa ma obbedite a Kiko che è un semplice laico nella gerarchia della Chiesa? Non avete fatto nessun voto di obbedienza ai catechisti nè a Kiko, il voto di obbedienza è solo per i consacrati e il cammino non è un ordine religioso. 

Poi, mi sembra molto più grave il fatto che quando il Papa vi corregge e vi ordina di modificare alcune prassi del Cammino (come la liturgia eucaristica) voi non lo ascoltiate, ma vi indignate se una persona sceglie liberamente di scrivere quello che vuole dove vuole. 

Avrei preferito vedere tutta questa indignazione quando avete continuato a riunirvi anche in tempo di pandemia, con le tristi conseguenze che tutti conosciamo, mentre invece avete creato molti focolai, quando la Chiesa stessa aveva già adottato delle misure di sicurezza.


Da: LUCA

[...] Vogliamo parlare delle vostre catechesi iniziali?

Vi palesate alla gente o continuate a recitare la parte della catechesi per adulti di approfondimento parrocchiale?

Il CN delle catechesi iniziali, fa breccia nelle persone proprio con alcune frasette ad effetto, di cui una molto efficace è "Dio ti salva senza sforzo da parte tua". Oppure con l'altra frasetta tipica, ripetuta all'infinito e denominata come sacro kerigma kikiano : "Dio ti ama così come sei". O ancora meglio : "Noi siamo qui per liberarti dalla schiavitù del peccato, dai tuoi idoli e dai tuoi  faraoni che ti tengono schiavo e ti impediscono di amare e di essere amato da Dio."

Praticamente si afferma senza mezze misure e senza battito di ciglia del sacerdote presente alle catechesi, che impegnarsi per cercare la salvezza è mera religiosità naturale, che il vero cristiano NON DEVE fare sforzi, perché alla tua salvezza pensa il Signore. Gesù Cristo si è già sacrificato per te e per i tuoi peccati, non serve altro a salvarti, basta entrare nel CN, che gratuitamente e senza inutili sforzi umani, ti porta alla salvezza, alla vita eterna e fa ancora di più, ti porta alla felicità terrena qui, ora e subito.

Questo viene affermato tranquillamente alle catechesi iniziali del CN. E questo viene pienamente contraddetto, poco per volta, dopo qualche anno. Finisce il "gratuitamente", finisce il "NON DEVI fare sforzi", finisce l' "essere felici in terra qui e subito". Dopo il secondo passaggio si diventa automaticamente seguaci di quel "nuovo Pelagio" chiamato Kiko Arguello. Ed allora gli sforzi diventano indispensabili per la salvezza, bisogna adeguarsi a remare tutti insieme verso la salvezza a grappoli della comunità neocatecumenale.

Dal mamotreto ex-segreto del II Passaggio, a pag 91, portando, quale esempio valido in tutto l'universo creato, lo scrutinio di un fantomatico fratello milionario: « E gli abbiamo detto: "Lascia in pace i tuoi conti, vai a casa e vendi tutto quello che hai. Hai molti milioni? Bene, vai a casa e dona tutto ai poveri". Oggi è assolutamente trasformato. Tutti i suoi problemi erano lì. Aveva un problema di sentirsi potente, di potere, di essere di più ... ». Milioncioni che vanno, milioncioni che vengonoA pag. 152: « Questo seminario, per funzionare, ha bisogno di moltissimi milioni; ... Ed i seminaristi, che cosa mangiano? Visto che non lavorano! Chi ha dato loro da mangiare ogni giorno? Allora: chi paga tutto questo? La gente? Il popolo? Quale popolo? E da dove viene? Dalle elemosine che si danno nelle messe? ... Le elemosine date nelle messe risolvono solo in parte ... ci sono preti, in Spagna, che stanno veramente, autenticamente soffrendo la fame ... il miracolo più grande è che [questo sacerdote povero] sia capace di tirare fuori l'ultimo pezzo di salame per i suoi catechisti. Perché hanno fame. Ecco che per poter arrivare a questa comunione dovete esservi educati, dovrete avere un'altra educazione. » Notiamo che Kiko per introdurre la riprogrammazione della mentalità insiste su fame e mangiare, non certo su acquisizione di terreni e di immobili da parte del Cammino - CfrLa svolta delle opere(Immagine: Kate Greenaway)

Quindi, avanti con le rinunce in favore della setta: tempo, denaro, rispetto puntuale delle consegne ricevute, esaltazione e frequentazione sempre più stretta e puntuale della nuova famiglia allargata neocatecumenale, disprezzo e biasimo di chi non abbraccia la nuova fede neocatecumenale, isolamento degli ex ingannati e pericolosi ingannatori, chiusura mentale a tutti gli argomenti contrari alla nuova dottrina neocatecumenale.

Ad un certo punto fare il CN diventa una chiamata personale alla salvezza, una sorta di "predestinazione alla salvezza", decisa da Dio alla tua nascita, perché Lui sapeva che tu saresti diventato neocatecumenale. Quindi uscire dal recinto neocatecumenale vuol dire rinunciare alla salvezza, alla vita eterna, alla stessa appartenenza al popolo di Dio e magari togliere la possibilità della salvezza ai tuoi fratelli di comunità che tramite te, (concetto di salvezza a grappoli), magari si sarebbero salvati.

"La stoltezza della predicazione" intesa come la intende Gesù nel parlare fuori dagli schemi del mondo, diventa la stoltezza dei predicatori e la stoltezza di quelle falsità che ripetono a pappagallo, chiusi negli angusti schemini imposti da Kiko Arguello.

Ad un certo punto non è consigliabile mostrarsi felice quando vai agli incontri neocatecumenali. Si rischia di essere considerati ingannati dal demonio. Particolarmente nei giri di esperienza e particolarmente quando sono presenti i catechisti neocatecumenali. Nel CN tutto quello che succede di negativo è imputato all'opera del demonio che brama a togliere la fede al neocatecumenale perché è geloso del CN, ma anche l'essere felici oggi in terra qui e subito è pericoloso perché toglie potere al CN, lo rende inutile per guadagnare appunto quella felicità terrena promessa alle catechesi iniziali, felicità terrena che si allontana anno dopo anno perché é sempre più legata alla fine del CN

Quindi, per essere un buon neocatecumenale, bisogna sempre e dico sempre, diffidare della tristezza ma anche della felicità terrena, perché potrebbero entrambi essere armi del demonio, per distogliere il fedele, dal suo santo ed infinito percorso neocatecumenale. Quindi, anche l'ultima promessa neocatecumenale della felicità qui e subito, fatta alle catechesi iniziali del CN, viene contraddetta dopo qualche anno di cammino.

Dal mamotreto ex-segreto delle catechesi iniziali del Cammino Neocatecumenale, pag 220:  « Qui non vogliamo ingannare nessuno. Qui dovrà continuare questo catecumenato chi davvero abbia (alla fine) lo Spirito di Gesù, ami come Gesù. Ma questo non lo farete voi, perché non potete. Per questo il catecumenato è una gestazione. Noi vi consegneremo lo Spirito Santo, vi insegneremo ad avere fede, vi insegneremo a credere, vi condurremo nel cammino. »
Allora, dopo diversi anni di frequentazione neocatecumenale cosa resta delle promesse fatte dai catechisti neocatecumenali alle catechesi iniziali del CN? Ben poco, tanta speranza delusa, promesse non mantenute, un po' di socialità, chiusura mentale e sociale verso tutto ciò che è "diversamente neocatecumenale" e tanto fango sparato gratuitamente sulla Chiesa di Gesù Cristo.

Spesso mi chiedo: come è possibile che nessuno si rende conto di essere stato preso in giro?
Come è possibile accettare tutte queste falsità, senza farsi mai domande od avere mai dubbi?
Come si fa a togliere la consapevolezza della realtà a queste persone?
Come si riesce a tenere saldamente legata ad un ideale così nebuloso e falso, la vita spirituale e sociale di 600.000 anime?
Come si fa a dormire la notte dopo avere propinato pericolose sciocchezze ad interi gruppi familiari.
Sensi di colpa, paura, obbedienza, menzogne, ispirazione divina, il tutto mescolato insieme e propinato oralmente senza nessun testo pubblico e senza alcuna vergogna. 

La realtà del CN andrebbe studiata da sociologi, psicologi e psichiatri perché rappresenta un raro esempio di perfetta organizzazione settaria parassita della Chiesa, con la complicità di parte della gerarchia della stessa Chiesa Cattolica. Un controsenso pericoloso che porta i fedeli fuori dalla Chiesa, ingannandoli e levandogli la libertà, ma nello stesso tempo illudendoli di essere migliori della Chiesa, anzi ancora meglio di essere LORO la VERA Chiesa.

LUCA


Da: Pietro


Di che tipo di cammino si tratta ? Girare in tondo per un po' e, 
quando anche la testa gira troppo forte, appena possibile scappare via.

Nel Cammino, come in qualunque ideologia, si passa dal "vieni e vedi" all' ubbidienza cieca. Il Cammino sembra essere mosso, più che dallo zelo della salvezza delle anime, dall' interesse, tanto che usa la stessa tattica di chi mira a un matrimonio di interesse a prescindere dall'amore.

Prima cerca di fare innamorare, poi presenta il conto.Come le ideologie, anche per il Cammino c'è un errore iniziale, un bruscolino che si è messo di traverso e che fa mal funzionare il meccanismo, tolto il quale, la giostra del carillon riprende a girare perfettamente, con tanto di musica suadente. Così almeno il Cammino si presenta all'inizio.

Per il Comunismo, con la lotta di classe si risolvono tutti i problemi e tutto funziona perfettamente, per il liberismo basta lasciare senza regole i mercati (quasi esistessero in natura) e ognuno, spontaneamente, avrebbe secondo il merito e secondo le sue esigenze, così come per il Cammino per risolvere tutti i problemi esistenziali basta seguire il Cammino.

Per il Cammino è tutta colpa di Costantino. Basta perciò eliminare 1700 anni di storia della Chiesa, di santi e di grandi Concili... e la Chiesa primitiva, ormai rappresentata dal Cammino, torna alla sua originalità. Kiko come il nuovo Messia e il Papa come un nuovo Pietro che, però, non ha ancora bene imparato la lezione del messia Kiko, proprio come Pietro nei tre anni di ministero al seguito di Gesù.

Ma, una volta che si è arrivati e si è veduto, ci si accorge che il carillon in realtà non funziona e che le luci della giostra sono fulminate. Ci si accorge che il Cammino è esattamente come il "mondo", e spesso manifesta il lato peggiore del "mondo". 

Ma la tattica è ormai cambiata: tutto fa leva sull'ubbidienza e per di più CIECA. 

Da "vieni e vedi" a "rimani e non vedere". [...]

Al centro: un adepto di Kiko e Carmen ha appena occupato il posto appositamente preparato per lui, nella Chiesa, dai suoi falsi profeti. A chi si trovasse in questa situazione si consiglia di rivolgersi unicamente ad angeli custodi affidabili e mai a quelli "di regime".

sabato 18 dicembre 2021

I soliti bugiardi.


Voi neocatecumenali siete sale che non sala, lievito che non fermenta, luce che  non illumina.
Perché siete chiusi in voi stessi, uscite solo per reclutare altri adepti.
Togliete il fango neocatecumenale dai vostri occhi e guardatevi intorno. (LUCA)


Scatola in cui Kiko racchiude tutto il mondo,

al centro stanno loro,

sale cristallizzato, che non serve a niente!


Ecco il famoso disegnino della quarta catechesi del ciclo iniziale. I cerchi concentrici a rappresentare tutto il mondo descritto in modalità molto elementare, secondo la visione kikiana dell'esistenza.

Il nucleo è costituito dal SALE, la Chiesa è il sale della terra, dice Gesù. E Kiko dichiara che questa precisamente è la missione delle piccole comunità nella Parrocchia. Chi fa il cammino è chiamato ad essere "sale", quel sale che si riceve nel rito del secondo scrutinio come una consegna liturgica dopo la rinunzia pubblica ai beni.

I "salati", poi, sono quelli che - dice Kiko - non sono "eletti", chiamati, per entrare in comunità e che ricevono sapore dall'aver incontrato uno che fa parte del Cammino. 

Nella zona d'ombra, marginale ma non meno importante, ecco i "giuda", che hanno la missione (N.B.) di perseguitare e uccidere i fedeli adulti - sale.



L'interscambiabilità della comunità con il singolo camminante è totale.
Kiko lo ha declinato in tutte le lingue che il singolo camminante non è nessuno senza la piccola comunità. E la cosa più grave è che il legame ombelicale persiste per tutta la vita. Non viene meno dopo la rinascita col battesimo come avviene normalmente in ogni gestazione. Ossia dopo finito il cammino e rinnovate le promesse. Questo l'assurdo ingiustificabile, comunque si tenti di rigirare la frittata. 

"DIO = COMUNITÀ, LITURGIA, PAROLA"

questa la scritta kikiana in cima all’icona.

Tutto l'inquinamento neocatecumenale viene dal sovrapporre la comunità a Dio, o dall'indebita identificazione tra la comunità e Dio.. 

Di conseguenza, quanto Dio chiede per Sè, nel Cammino si pretende per il Cammino. 

Questo il nucleo dell'inganno micidiale, poiché di inganno si tratta, e non di errore soltanto. Kiko è un idolatra di se stesso in primis, e pretende per sè adorazione, obbedienza, sottomissione in un annichilimento assoluto della persona e della sua dignità. Dio per Sè mai ha preteso nulla di simile dall'uomo. 

Dio assicura la libertà:

"Conoscerete la Verità e la Verità vi farà liberi" (Gv.8,32).
Nel Cammino si diventa schiavi e basta. E ogni anno di più. Alla fine ci si ritrova ridotti a zombie. Gli unici che possono ancora trovarsi bene lì (bene per modo di dire).


La catechesi del sale, fondante alle origini, poi completamente superata da Kiko con il passare degli anni:
Siamo qui per incarnare la Missione della Chiesa: Sale - Luce - Lievito. Quello che è chiamata ad essere la Chiesa è quello a cui è chiamata la Parrocchia e la comunità-noi:

"La comunità, alla fine del cammino, si scioglie nella Parrocchia".

 Questa la promessa, a conferma di un percorso di iniziazione cristiana che ha un inizio e una fine.
Per poter fare il cammino con tutte le sue tappe in successione - si diceva - serve fare tante piccole comunità in progressione. Una volta esaurito l'intero percorso e rinnovate le promesse battesimali, le stesse confluiranno nella Parrocchia. Non hanno più alcuna ragione di esistere. Dopo il battesimo si è neofita e poi fedele. La figura del catechista/padrino non ha più alcun senso. Il fedele vive nella Chiesa. In essa compie la sua missione.

A parole è facile tutto: siamo "il sale". Peccato che poi mancano le opere, i fatti. 

Morire come il sale per dare sapore "alla propria vita, al mondo e a chi ci sta accanto". La verità poi è che nel C.N. si muore sì, si perde la vita (chi più di noi che c'è passato può dirlo) ma troppo tardi ci si accorge che è solo per dare lustro al Cammino: 

"questa iones son capable de atirar intorno a loro como comunidades la molecula de agua."

Ecco, ci si dissolve sì, ma... per aggregarsi tra di loro. E appare la parolina magica: comunidades.

Quante volte dobbiamo ripetere le stesse cose? Per questo abbiamo lasciato il Cammino: per Kiko e Carmen l'uomo, la persona, non conta nulla. Tutto passa per la "piccola (indistruttibile) comunità" che è al centro di tutto e che abbiamo scoperto non essere un mezzo per nulla.

Eppure le seguenti espressioni le abbiamo sentite tutti ripetere infinite volte dai nostri catechisti, pappagalli di Kiko:
"Non è l'uomo per il Cammino, ma il Cammino per l'uomo"
e
"La comunità cammina con il passo dell'ultimo"
Tutte menzogne che non hanno trovato riscontro nella realtà della conduzione del cammino.
D'altronde "ci si salva a grappoli"! Giusto? Anche questo lo dice Kiko.
Sul fatto che si muore uno alla volta non hanno potuto incidere, ma assicurano che in cielo ogni comunità sarà ricostituita (abnorme al punto che tra gli stessi camminanti circolano barzellette esilaranti su simili assurdità).
Ordunque. La missione della Chiesa, della Parrocchia, della Comunità, la missione del cristiano: Sciogliersi come il sale. Per dare la vita.
Ed è qui che nasce la confusione: Il neocatecumeno è chiamato sì a morire e a dare la vita a dissolversi non in senso ecclesiale, ma per lo stesso Cammino Neocatecumenale di cui è entrato a far parte.
Egli viene privato della sua identità personale (sacra e inviolabile), viene spinto a rinunciare ai suoi averi con gesti forti perché lui stesso con tutta la sua vita, e tutto di lui, "appartiene" letteralmente al Cammino.

Ma Gesù dice: "Il regno di Dio passa per il cuore di ogni uomo". Gesù intrattiene il suo rapporto con ciascuno, nella sua unicità. Non tratta l'uomo per categorie, nè per gruppi di appartenenza. Ricordiamo il centurione, la samaritana. E tra gli stessi dottori della legge Gesù si incontra, sempre in forma personale e unica, con Nicodemo, a cui dedica un colloquio intimo e riservato nella notte in cui risponde ai suoi dubbi.

Dove mai Kiko e Carmen appoggiano la certezza che inculcano al popolo camminante che tutti loro si salveranno per l'appartenenza alla comunità? Che se escono, saranno condannati e dannati? Che come singoli non valgono nulla. Sancendo il primato del gruppo di appartenenza sul singolo

"Chi sei tu senza il Cammino?"

Questo il grido intimidatorio che il guru alza contro chi vede vacillare, in crisi, sul punto di "lasciare il cammino"! "Chi sei tu senza il Cammino?"...
"Sono un uomo, una donna, un essere umano (e qui è bello pronunciare il proprio nome di Battesimo) per il quale Gesù ha offerto la sua vita. Prezioso agli occhi di Dio, unico..."

La missione della Chiesa, la missione del cristiano: Sciogliersi come il sale. Per dare la vita.
E Kiko - la cosa sorprende - nella quarta catechesi iniziale lo aveva predicato proprio così:

"Finito il cammino la comunità si scioglie nella Parrocchia",
"Finito il Cammino, non c'è più catechista",
"La comunità si scioglie come il sale. Ecco la sua missione".


SALE - LUCE - LIEVITO (lo ha detto Gesù). 

Tutto nel cammino è a livello comunitario? Senza la "piccola comunità" nulla? Comunitariamente si cammina, comunitariamente ci si salva ("Chi esce dal cammino è perduto, la benedizione si traforma in maledizione...").e comunitariamente si compie la propria missione di cristiani?
E dunque la comunità è chiamata a sciogliersi! Altrimenti, qual è mai la sua missione? Come mai si compie?

Questo argomento era molto portato dagli itineranti negli anni 70/80, quando presentavano il Cammino a Vescovi e Parroci, e anche con molta enfasi. Oggi capiamo il perché!

I Pastori si vedevano prospettare davanti un numero imprecisato di anni - una volta trascorsi, mentendo, assicuravano che si sarebbero senz'altro tolti dai piedi - durante i quali avrebbero dovuto tollerare lo strapotere assoluto dei laici catechisti inviati da Kiko e da loro accolti che, secondo le linee degli iniziatori, avrebbero condotto tutto. (Certo, mica potevano far capire che erano lì per scalzarli per sempre! Chi mai li avrebbe accolti? Chi li avrebbe fatti predicare nelle loro Parrocchie?)

Chiaro che l'unica era dire:

Tranquilli, è per un tempo, tutto questo andrà a finire... ...un giorno...

Ma intanto potevano, con calma, far crescere ed educare un popolo di disobbedienti alla Chiesa e fedeli per sempre al Cammino, legati a loro mani e piedi; per poi rimangiarsi anche tutto il resto:

Qui non si scioglie niente, il cammino non finisce mai, le comunità non si sciolgono per nulla.
Questa la novità strabiliante comunicata dai mega-itineranti ai catechisti di zona, una volta passati quegli anni e una volta impiantato per bene il Cammino nelle ignare Parrocchie accoglienti:

"Per carità, mai più ripetere ai Vescovi questo dello sciogliersi! Kiko se sente ancora che andate dicendo questa cosa, si arrabbia come un pazzo... Cogliendo forse lo sconcerto negli occhi di molti il capo-itinerante motivò... Le cose cambiano! Kiko oggi sente un'altra cosa... Dio gli ispira altro!"

Ora dovrebbero spiegarci questo enigma. Svelarci l'arcano. Se ne siamo degni!  

Come si può snaturare tutto così?
Noi una spiegazione l'abbiamo trovata da tempo: 


KIKO È UN BUGIARDO.

mercoledì 10 novembre 2021

Dare soldi al CN per diventare cristiani. Solite scorciatoie kikiane.


Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: 

«Una cosa sola ti manca: va', vendi quello che hai e dàllo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi».  (MC. 10,21)


Il Vangelo del giovane ricco, oggetto di una delle catechesi più note di Kiko Arguello. Pilastro del I e II Scrutinio. Fondamento del Neocatecumenato. Ogni volta che è proclamato ci ricorda come funziona il Cammino, su cosa si fonda, di cosa non si può proprio fare a meno. 


Gesù e il giovane ricco (Mc. 10,17-30)


 Il Vangelo del Giovane Ricco è quanto di più strumentalizzato nel Cammino per mettere sotto i fratelli, per spremerli come limoni, per spillare loro fino all'ultimo spicciolo. Purtroppo uno se ne rende conto solo quando dal Cammino se n'è uscito da tempo. 

Riascoltando con attenzione e ricordando bene la kikiana perversa catechesi, ho notato con molta evidenza alcuni passaggi topici del testo di Marco che vorrei condividere e che contestano e sbugiardano la catechesi molto opportunistica di Kiko. 


Ma prima vorrei precisare qualcosa che negli ultimi tempi abbiamo più volte richiamato: 

 La rinunzia ai beni nel Neocatecumenato è posta a fondamento del neocatecumenato. 

Se tu non vendi tutti i tuoi beni - almeno una volta nella vita, si dice - non potrai mai diventare un cristiano adulto e neanche entrare nel catecumenato vero e proprio. La famosa "porta". Questo passo cruciale viene prima di tutti gli altri. Ed è l'unico che i fratelli devono fare "sforzandosi" assolutamente... 

Tutto il resto verrà e verrà gratis "Quando avrete lo Spirito!" - si dice - frase più che sibillina, a preconizzare un futuro che (parlo per esperienza) passano i decenni, mai e poi mai diventerà attuale e presente. Aspetta e spera! Come suol dirsi. (Qualcuno vuole contestare?). 


 Ed ecco quanto notavo ascoltando la Parola "con orecchio aperto", come dicono nelle salette o nei saloni degli Hotels i super-attenti neocatecumenali doc. Che non comprendono un tubo, se non quanto gli viene filtrato e propilato da Kiko e dalla Carmen, la cui parola permane immortale. 

 In primis il Giovane Ricco, desideroso di conoscere cosa deve fare per avere la "Vita Eterna", alla domanda di Gesù "Tu conosci i comandamenti?" risponde che egli li ha sempre osservati tutti fin dalla giovinezza. 

Ecco il primo gap insormontabile: il neocatecumenale che ha fatto bene il cammino non potrà mai rispondere così a Cristo! Il Cammino ti porta, piuttosto, a riconoscere che tu non puoi proprio osservare la legge di Dio, nè ti invoglia ad applicarti, a profondere il tuo impegno per non peccare più o come prima cosa a sforzarti per perseguire la virtù nel percorso di conversione; mai sia! 


Non esiste per il neocatecumeno un Cammino di Perfezione (parola altamente invisa ai kikiani). 


Come Gesù potrebbe mai rispondere all'aspirante a conseguire la promozione al II Scrutinio: "Una cosa sola ti manca: va, vendi quello che hai e dallo ai poveri"

Se "una cosa sola ti manca" significa che le altre stai già quanto meno tentando di perseguirle, con tutte le tue forze, per amore a Cristo. Se vuoi essere perfetto... va vendi quello che hai... (perfetto, dunque, ma sei già cristiano - non catecumeno!)

 Lo spogliarsi di tutto viene dopo e non prima che tu ti sia innamorato di Cristo; quando ti risolvi per una scelta ultima e definitiva. Almeno così dovrebbe essere. Ma no!!! 

A Kiko i soldi servono tutti e subito. 

Del Santo Rosario può fare a meno per la realizzazione del SUO progetto. E così lo consegna alla Tappa di Loreto, dopo minimo 20 anni di Cammino. (N.B. E' da considerare di conseguenza la inutilità per Kiko di questa Preghiera per il conseguimento dei suoi fini). 

Ma del denaro NO, il Cammino non può farne a meno... ..."Se no l'Evangelizzazione si deve fermare..."

Perchè Kiko e Carmen non hanno messo la Consegna del Santo Rosario all'ingresso nel catecumentato (tra il I e il II Scrutinio) e la Vendita dei beni dopo 20 anni? Quando uno ha ben pesato la sua opzione per Cristo e vagliata la sua aspirazione alla "perfezione"

Kiko ha usato e abusato di tutto il Vangelo. Di questo dovrà rendere conto. In un vero cammino la libertà cresce man mano col progredire nelle tappe. Alla fine, libero e consapevole farai le tue scelte assolute e definitive, se vorrai. 

Ma quando tu hai impoverito un uomo, lo hai spogliato di tutto o quasi. Un uomo che ha famiglia da mantenere, che vive nel mondo, di che libertà si può più parlare? 

Lo avrai legato a te. Per sempre. Lo tieni in pugno saldamente. Questo il vero scopo di Kiko, perseguito imponendo la "vendita dei beni" come condizione sine qua non per "fare" il cammino!

 Non aprirà gli occhi mai più quest'uomo. Egli, anche solo inconsciamente, sa bene che il giorno che li aprisse, andrebbe fuori di testa pensando a tutte le cavolate fatte, irreparabili ormai. Ha investito tutto nel cammino, e ora?

Non mi si accusi, quasi dessi troppa importanza al denaro. Infine! 


L'amore al denaro, tra l'altro, acceca.

 

 E' Kiko che gliene dà e sempre gliene ha data tanta, troppa. 

 Altrimenti perchè chiedere con una martellante, ossessiva catechesi sempre soldi, soldi soldi? Con avidità insaziabile? 

Volete fare una bella prova? Vi stanno chiedendo la solita colletta annuale di sostegno al cammino e alle sue opere?

 Non mettete NIENTE nel sacco nero che sicuro girerà. NIENTE, nessuno di voi. 



Poi venite a raccontarci qualche "fatto concreto", alla buon'ora.

lunedì 25 ottobre 2021

Confessioni di un tappeto neocatecumenale col nuovo parroco, che non sa niente del Cammino perché si è appena trasferito da Marte.


Siamo ad inizio corso e sono giornate di grandi pulizie nelle salette. Le sorelle neocatecumenali, scambiando il confessionale per un armadio, ci appoggiano il tappeto di regime, senza immaginare che nel confessionale c'è il nuovo parroco in attesa di penitenti. Ma il tappeto non si perde d'animo e non perde neppure l'occasione per confessarsi. Dramma in un atto unico (che è pure troppo):

Mi benedica padre perché ho peccato.

Dio ti benedica, figliuolo. Dimmi, da quanto non ti confessi?

Eh, sa com'è... non mi sono mai veramente confessato, padre.

Ah. E dimmi, tappeto caro, cosa ti porta a confessarti oggi?

Sa padre, io di solito sto steso sul pavimento di una saletta parrocchiale occupata dai neocatecumenali e oggi mi hanno arrotolato e messo un attimo qui, nella "casetta", come la chiamano loro... non pensavano neppure che ci potesse essere un sacerdote dentro, padre! Non se la prenda eh, sa che loro non usano i confessionali ma fanno la confessione neocatecumenale addosso a me, lo sa come funziona? O si scrutinano tutti insieme, a giro di esperienze, oppure si confessano uno alla volta dal sacerdote, in piedi nel centro della stanza, mentre tutti gli altri intorno cantano fortissimo. Così il penitente si trova in imbarazzo e si figuri io che non c'entravo niente.

Il sacerdote confessa in piedi, in mezzo all'assemblea?

Sì padre, ma lo sa che il sacerdote lo chiamano "il presidente"? Il presidente dell'assemblea. Se domani lei va da loro, non è più padre in Persona Christi, ma presidente dell'assemblea! Perché quel che veramente conta, per loro, è la comunità, l'assemblea, cioè una specie di ego collettivo che funge da harem per il falso profeta...

...ah, ecco chi è questo presidente di cui parlano ogni tanto, non mi spiegavo i poteri del presidente del consiglio parrocchiale. Ma dimmi, figliuolo, come mai mi parli di confessione neocatecumenale? Perché, proprio l'altro giorno mi hanno dato da leggere il mamotreto della convivenza di inizio corso, in cui Kiko parla di esame di coscienza e di dolore dei peccati. Dice cose che sono nel catechismo...

...ah padre, guardi: lei è appena arrivato da Marte e queste cose da voi non succedono. Sorvoli sulle cose che dicono in questi ultimi due anni per rifarsi un'immagine, perché in realtà sono cinquant'anni che la dottrina neocatecumenale del peccato è una commedia dell'orrore. Da cinquant'anni predicano che l'uomo non può non peccare, che Gesù Cristo si è fatto servo di Jahvè per ottenerci il perdono di tutto, persino della bestemmia che uno ha deciso di dire tra cinque minuti se Dio gli fa trovare traffico. Da cinquant'anni predicano che per conoscere bene la propria condizione di peccatore bisogna sprofondarsi nelle proprie sozzure, rosolando sopra e sotto qualche annetto, per poi meglio assaporare il perdono di Dio! Dei veri scostumati. 

Ma l'idea di fare un buon esame di coscienza è indice di responsabilità...

... ma si figuri, padre, lo hanno sempre deciso i vertici del Cammino cosa è peccato e quando! Per esempio, durante i primi anni gli lasciano tenere l'amante e, ad un certo punto deciso da loro, basta! Perché lo impongono i catechisti. Ma allora, se qualcosa è male, perché non dirlo subito? E ancora, se uno non dà la decima al Cammino, che non sarebbe affatto peccato, per loro è il peccato peggiore: apostasia! Insomma, un groviglio di eresie e di abusi che non finisce più...

A seguito di numerose testimonianze, la Curia Cattolica Marziana ha disposto un accurato sistema di controlli per evitare l'imperversare del Cammino Neocatecumenale anche sul pianeta rosso. Finora l'iniziativa si è rivelata imbattibile e Marte può proclamare con fierezza: "da noi non succede!".

... ma ti trovo un po'polemico figliuolo. Per esempio in questo mamotreto dicono che tutto ciò che distrugge la comunione con i catechisti viene dal demonio, devi riconoscere che ci tengono a vivere in comunione...

...eh, padre, la comunione con i catechisti. I catechisti sono agenti del potere centrale neocatecumenale e devono far rispettare l'obbedienza, sennò ognuno se ne va per conto suo e la festa finisce, e con tutti i soldi che pagano... Ci rovinano le famiglie sa, padre, con le loro collette a ripetizione. L' unica comunione a cui tengono è che la gente stia lì nel gruppo, non li lasciano mica andare a fare il santo altrove! Li inchiodano a fare il peccatore in comunità, a convertirsi il più lentamente possibile, e intanto pagano. 

Eppure anche in questo mamotreto di inizio corso si presentano come nucleo di fermento d'eccellenza per tutta la cattolicità...

... mi perdoni la frustrazione, padre, ma come fermentano, che stanno sempre chiusi a fare le loro cose? Ma forse è meglio così per tutti, sa, perché quando "aiutano" in parrocchia, la colonizzano. Però ha detto bene "d'eccellenza". Lo sa, padre, che anche la Messa l'hanno sempre detta separata, nelle salette parrocchiali oppure negli alberghi? Si separano per celebrare la festa del passaggio del Mar Rosso e questo lo ribadiscono anche nel mamotreto. Niente aspetto sacrificale.

Li descrivi come dei protestanti disubbidienti...

E lo sa che a quelle Messe si sono sempre comunicati da seduti, insieme al sacerdote, cioè il presidente, manco fossero protestanti? Usano un pane che sembra una focaccia e se lo cuociono da soli, non lo fanno le suore. E mai e poi mai rinuncerebbero alle loro usanze giudaico-protestanti.

Consacrano un pane friabile e fatto da mani di laici e magari peccatori?

Sì! E alla Comunione poi, a me che sono un povero tappeto sotto i loro piedi, fanno cadere addosso le briciole di Pane Consacrato! M
i sento più in colpa io per quelle briciole che prendo, di loro che le lasciano cadere! Proprio per questo mi confesso. Ma dicevamo della confessione: ecco, stia sicuro che la riparazione e la penitenza non la nominano manco per sbaglio, neppure stavolta. Riconciliazione, non penitenza! Venisse mai in mente a qualche fuoriuscito di chiedere i danni... sia materiali che morali...

...ma ...ma come è possibile che nel Cammino succedano queste cose e che nel mamotreto di inizio corso sia scritto a chiare lettere che i neocatecumenali sono un cammino di iniziazione cristiana?

Eh Padre, non si lasci abbindolare perché nelle salette, quando non li vede nessuno, più che iniziarli i cristiani li finiscono. Stia attento che la parrocchia gliela svuotano. Per cinquant'anni hanno cercato di tenere segrete tutte le loro prassi ma, da quando c'è internet, si parla ovunque delle loro malefatte. Dopo vent'anni di internet l'hanno capito pure loro che è il caso di darsi una smaltata in senso cattolico, se vogliono andare avanti. Ben arrivati! 

Quella che mi descrivi è una situazione surreale!

Lo è caro padre. Di più, è grottesca. Ma mi permetta di darle un'umile indicazione per districarsi su questo pianeta, perché lei arriva da Marte e forse non è pratico di certe cose. Le suggerisco di visionare attentamente il film "L'arte di arrangiarsi" con Alberto Sordi, che le darà una buona descrizione dello spirito di questa gente. Ci dovrebbe essere una versione, appositamente un pochino rovinata per renderla quasi legale, su youtube, se non la trova altrove...

Vedrò il film che mi consigli. Ma come è possibile che il Cammino Neocateumenale sia come dici tu ed abbia, come leggo nel mamotreto, una santa in casa, una santa eroica...

...senta, padre, quella della creazione di una santa de categoria superiore è un'opera, più che di cosmesi, di reincarnazione epica. Non so come dirglielo padre, devo usare le figure: 

Appunti su come realizzare un'inversione narrativa: da strega dislessica, malefica e mortalmente invidiosa delle giovani belle e virtuose, a Regina dell'Impero, Maga della Chimica e pure Patrona de Lascienzah in generale: già che ci stiamo, esageriamo!

...beh ora mi pare che tu esageri, si capisce l'entusiasmo, è la loro fondatrice. Ma il culto dei santi i neocatecumenali ce l'hanno sempre avuto sin dall'inizio, sai che sempre nel mamotreto di inizio corso Kiko si dilunga sulla devozione a Santa Teresina...

... padre caro, lo so anch'io che Kiko nell'ultimo mamotreto ha aggiunto altra panna montata sulla mitologia delle baracche. Adesso si è inventato che all'epoca venerava Santa Teresina di Lisieux! Ma io che sto sotto i loro piedi da decenni, padre, decenni! Io posso dirle che non l'hanno mai nominata. Non c'è traccia di santità in nessuna delle catechesi storiche. Si legga i mamotreti vecchi, quelli che hanno fatto scuola per mezzo secolo. 

Però io leggo nel mamotreto terminologie cattoliche come la pratica delle virtù "in grado eroico", come di persone che sanno cosa stanno dicendo. Magari si sono ravveduti...

....padre, i santi, con tutto il rispetto, il Cammino non se li è mai filati. Casomai li ha derisi o relativizzati, finché non è arrivata la ghiotta occasione di accedere agli onori degli altari. Questo mamotreto lei può accettarlo solo se loro abiurano 50 anni di porcate, mi scusi il termine, ed anche in quel caso ce ne impiegherebbero altri 50. Almeno! Ma lo sa, padre, che Kiko ha sempre predicato che San Paolo puzzava ma era santo lo stesso e quindi dovevi fartelo piacere? Povero San Paolo. Ma lei saprà bene il perché. 

No non lo so. Perché, figliuolo?

Ma perché nella sua logica tutta invertita, se San Paolo che puzza è santo, allora anche Kiko che puzza è santo. Giochi di prestigio con le parole, padre. Se Padre Pio che è santo era burbero, allora Kiko può essere un cafone infernale e filibustiere quanto gli pare, e quelli lo considerano santo lo stesso! Perché Padre Pio era burbero! Sono capaci di sollevare macigni con un filo di ragno. O di credere fortiter di averlo fatto, tanto per loro è lo stesso. Alla fine è tutta una questione di soldi e di sopravvivenza della casta.

Ma Kiko in questo mamotreto dice che non hanno mezzi e che chiederanno l'elemosina, perché gli itineranti non hanno soldi. Parla di andare in giro per le strade come gli ultimi del mondo. Perché non trovi niente di buono a chi parla di sé in questo modo?

Perché è tutto finto, padre. Quelli sono nati ricchi e da ricchi hanno sempre vissuto, e sulle spalle dei poveri e di quelli che hanno impoverito. Adesso, dopo tanto tempo, è arrivato il momento di ricucirsi l'immagine (parlo costumato, eh, padre) comprandosi magari un "titolo nobiliare" per fuggire dalla puzza di beccume del loro "casato".  Sa come fece il parvenu Calogero Sedàra, del Gattopardo, se ha avuto modo di leggere i nostri libri terrestri. Potremmo pure rifarci quel canto dajenu... "no non ti sarebbe bastato e ti saresti lamentato: parvenu! parvenu! parvenu!" ...

Va bene figliuolo, si è fatto tardi, tu ti stai distraendo e non ti sei veramente confessato. Penserò a quel che mi hai detto, intanto ti do la benedizione. Per la confessione torna però, facciamo domani? Tanto sei qui nelle salette, no?

Grazie padre, ma la devo avvisare che stanotte lascio la parrocchia. Ho trovato un ingaggio nel settore trasporti perché non voglio più essere un tappeto neocatecumenale. Però tornerò, mi lasci aperta una finestra magari, che in quota atterro meglio. Ora vado, mi stia bene e che Dio benedica anche lei.




Nel mamotreto di inizio corso leggiamo che i fondatori del Cammino Neocatecumenale hanno dichiarato l'intenzione di puntare alle vittime collaterali di questo periodo pandemico, attirandole con le cosiddette "Catechesi per giovani ed adulti" che si tengono in parrocchia. Dietro il pretesto di dare un senso alla sofferenza, queste catechesi introducono le persone nel Cammino Neocatecumenale. Non aggiungete problemi ai problemi, non fatevi fregare.

Ecco un BREVE VADEMECUM su come riconoscere o far riconoscere al volo un volantino o una locandina di catechesi iniziali del Cammino Neocatecumenale - e quindi evitarle.

La pubblicità può contenere una delle seguenti immagini (di seguito tre, fra le più ricorrenti):


COSA NON SCRIVONO:


Che sono neocatecumenali.

Che le catechesi per giovani e adulti sono in realtà le catechesi iniziali del Cammino Neocatecumenale.

Che il Cammino Neocatecumenale non finisce mai.


FRASARIO CHE IDENTIFICA I NEOCATECUMENALI:


Catechesi per giovani ed adulti

Vieni e Vedi

Dio ti vuole incontrare
Dio ti ama!

Una buona notizia

Gustate e vedete quanto è buono il Signore

Il Signore vuol parlare al tuo cuore, vieni!

Vieni a scoprire la gioia di credere

La fede viene attraverso l’ascolto