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domenica 11 dicembre 2022

Don Fabio Rosini svela: l'unico vero Cammino di tutti i cattolici è...

Riportiamo l'introduzione di don Fabio Rosini alla propria raccolta di commenti al Vangelo domenicale dell'anno liturgico A "Di Pasqua in Pasqua", che desideriamo giustapporre, in occasione della terza domenica di Avvento, all'annuncio kikiano proprio del periodo liturgico.

Ricordiamo ai nostri lettori che don Rosini è presbitero di origine neocatecumenale, letteralmente estromesso dal Cammino in seguito all'esplosione di successo delle proprie catechesi sui 10 Comandamenti nelle diocesi romane, format da lui ideato diffusosi poi in tutta Italia (e imitato perfino dai kikos stessi, con "Le 10 parole" e iniziative similari). Per approfondimenti, linkiamo qui un articolo sulla vicenda.

Nota bene: Don Rosini, molto correttamente, non accenna mai all'esperienza con il Cammino, finita in modo così disastroso, ma non perde l'occasione per dare una "raddrizzata" alle teorie e alle esegesi kikiane. Motivo per cui abbiamo segnalato già le sue catechesi in passato, e lo faremo ancora.


La riscoperta dell'iniziazione cristiana, conseguente al Concilio Vaticano Il, favorì, a suo tempo, un'epoca nuova per la formazione cristiana concretizzata nell'esperienza dei movimenti, e moltiplicò, anzi continua a moltiplicare la nascita di percorsi di fede che a vario titolo sono stati proposti al popolo di Dio.

Le tante esperienze di appartenenza a proposte di vario tipo hanno creato anche una sorta di frammentazione nel popolo di Dio. La domanda che è bene farsi è: cammini vari, movimenti vari e percorsi vari dove possono trovare la loro unità? Qual è il vero cammino di tutti i cattolici? Cos'è che resta cattolico aldilà di ogni appartenenza?

La risposta è abbastanza facile: l'unico vero cammino della Chiesa cattolica che tutti i battezzati condividono è il percorso dell'anno liturgico. In una ciclicità triennale, tutto ciò che è necessario per la fede di un cristiano viene riproposto in forma celebrativa e densa, tanto da fornire tutti gli elementi di un cammino di fede; e questa non è una trovata di qualcuno ma è la più solida tradizione della Chiesa, la sua tradizione liturgica che nella ciclicità del tempo, dettata dalle stagioni e dalle leggi fisiche, fa da contrappunto all'evoluzione costante e Iineare della storia umana, per quel tipo di condizione per cui, se anche ogni tre anni io mi ritrovo a celebrare la stessa liturgia con la stessa Parola di Dio, non è un problema, perché se lei è la stessa, sono io che sono cambiato. 

La conversione infatti non è una questione solo orizzontale, ossia un "andare oltre" (secondo l'etimologia non solo della parola ebraica Pesah, ma anche della parola greca metánoia) ma pure di tipo verticale: ossia un movimento che va più nel profondo. È illuminante ascoltare le parole dell'Annunzio della Pasqua che vengono proclamate dal diacono nel giorno dell'Epifania:

Fratelli carissimi,
la gloria del Signore si e‌ manifestata
e sempre si manifestera‌ in mezzo a noi
fino al suo ritorno.
Nei ritmi e nelle vicende del tempo
ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza.
Centro di tutto l’anno liturgico
e‌ il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto,
che culminerà nella domenica di Pasqua, il 17 aprile.
In ogni domenica, Pasqua della settimana,
la Santa Chiesa rende presente questo grande evento
nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte.
Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi:
le Ceneri, inizio della Quaresima, il 2 marzo;
l’Ascensione del Signore, il 29 maggio;
la Pentecoste, il 5 giugno;
la prima domenica di Avvento, il 27 novembre.
Anche nelle feste della santa Madre di Dio, degli apostoli, dei santi
e nella Commemorazione dei fedeli defunti,
la Chiesa pellegrina sulla terra proclama la Pasqua del suo Signore.
A Cristo, che era, che e‌ e che viene,
Signore del tempo e della storia,
lode perenne nei secoli dei secoli. Amen.


La Chiesa in sostanza celebra sempre una e una sola cosa: la Pasqua di nostro Signore Gesù Cristo, vale a dire il suo essere andato oltre la morte, il suo aver vinto il nulla con la potenza della misericordia del Padre, inaugurando la vita nel posto più inaudito, il sepolcro. Il Signore del tempo e della storia è colui che fa la storia mentre ci siamo ancora dentro: in ogni liturgia eucaristica, infatti, noi usciamo dal tempo per entrare nell'eternità, e siamo trasfigurati nella nostra più autentica identità quella di figli di Dio, portatori del sigillo battesimale, per essere destinati, in tutto ciò che facciamo, a una e una sola mèta: il Cielo.

Santo Curato d'Ars
E ne assaggiamo il sapore gia qui, nell'esperienza della conversione alla sua santa volontà, per mezzo della quale, come diceva il Santo Curato D'Ars, la terra dove cammina un cristiano diviene un ponte verso il Cielo. Questo viaggio straordinario è anticipato proprio attraverso la celebrazione eucaristica.

La liturgia eucaristica, infatti, celebra la Pasqua attingendo alle due mense, quella della Parola che prepara e conduce a quella del banchetto delle nozze dell'Agnello, e così contiene al suo interno tutti gli elementi per vivere settimanalmente questo salto oltre il nulla che è l'esperienza della gloria di Dio, vero tesoro dei figli di Dio, la vita eterna.

Nessun cristiano può compiere la sua missione se non attinge a questa sorgente, che è la chiave per capire ogni opera cristiana, ogni atto realmente ecclesiale, ogni riconciliazione e ogni comunione fraterna, che è l'essenza stessa della vita dei cristiani, l'amore reciproco.

Questo amore ha bisogno di essere re-innescato mille volte; le coppie cristiane per poter vivere la grandezza e la bellezza del matrimonio hanno bisogno di fare Pasqua tante volte con il loro Signore e fra loro. Un prete ha bisogno di questa vita che è appunto la vita eterna per non scivolare nel banale e non diventare un profeta da quattro soldi, che dice fa cose solamente secondo il buon senso, quelle cose per cui non c'era bisogno che Cristo morisse in croce, quelle per cui basta un minimo di spessore umano.

Per non restare in questa banalità, per non diventare una Chiesa che funga semplicemente da "cappellana" di un mondo i cui idoli falsi e bugiardi non vengono mai messi in discussione, noi compiamo questo cammino, cioè il cammino dell'anno liturgico il quale contiene in sé tutte le cose necessarie, come già detto, per vivere in un assetto pasquale.


Evidenziamo alcuni concetti che don Fabio Rosini mette in luce in questa breve introduzione:

La riscoperta dell'iniziazione cristiana ha costituito un elemento fondante dei movimenti post Concilio Vaticano II: non del movimento (che poi movimento non si vuole proprio definire) Cammino neocatecumenale che ne vorrebbe fare una proprietà indivisa.

"Le tante esperienze  hanno creato una frammentazione  nel popolo di Dio": in particolare l'elitaristico Cammino ha creato una vera e propria scissione settaria fra i cattolici delle salette e dei catecumenium e i fedeli della chiesa parrocchiale.

Ma qual è l'unico vero cammino della Chiesa cattolica? Quello che si snoda in trent'anni attraverso le "rivelazioni" delle arcane catechesi di Kiko Argüello e Carmen Hernández? No di certo. "L'unico vero cammino, quello che fornisce tutti gli elementi di un cammino di fede", non dura trent'anni ma tre anni ed è  il percorso liturgico, comune a tutti i fedeli della santa Chiesa Cattolica, il quale "contiene in sé tutte le cose necessarie per vivere in un assetto pasquale".

E, spiega don Fabio Rosini, questa non è  la "trovata di qualcuno" ma "la solida tradizione della Chiesa".

A buon intenditor...

domenica 15 gennaio 2017

Non peccare più? Macché! per un presbikiko l'importante è che "quanno cadi te rialzi"...

«Dato che in questo post si parla dell'inginocchiarsi davanti a Dio, permettetemi di descrivervi,visto che siamo in tema, il metodo di amministrazione del Sacramento della Riconciliazione ad opera di un sacerdote, pardon, presbitero neocatecumenale con cui ho avuto il (dis)piacere di confessarmi domenica scorsa.

Arrivo, entro nel Confessionale e mi inginocchio come da prassi, mi attendevo un saluto del tipo: "Sia lodato Gesù Cristo" oppure un'altra frase simile, o ancor meglio, un Segno di Croce seguito da una delle formule che propone il Rito della Penitenza, nella sezione in cui si parla del rito per la riconciliazione dei singoli penitenti. Nulla di tutto questo: il presbitero esordisce dicendo un freddo ed informale: "Dimmi".
"Dimmi" è un gran bel modo per accogliere i penitenti, non v'è dubbio......

Confesso i miei peccati, e l'unico consiglio che il presbitero mi dà è il seguente: "L'importante è che te rendi conto che, quanno cadi, ti rialzi".

Ora, non dico che volevo una direzione spirituale, ma un consiglio del genere, se permettete, me lo poteva dare qualunque persona, non era necessario un confessore - colui che, di fatto, dovrebbe aiutarti ad emendarti, in modo da non ricadere nel peccato.

Invece, con una tale frase fatta, se permettete, si banalizza il sacramento stesso, come a dire: va beh, hai sbagliato, rialzati e cammina, vai avanti.

Ok, rialziamoci e camminiamo, ma con l'aiuto e la misericordia di Dio, non solo con noi stessi. È questo quello che occorre, non solo il rialzarsi!!

La confessione termina così: "Ho capito. Je dirai un Ave Mmaria a la Madonna, Iddio te conceda il perdono de tutti li peccati".

Non un atto di dolore o di contrizione, non una formula di assoluzione sacramentale, nulla di nulla. Solo la frase che vi ho scritto sopra, in dialetto romano, ovviamente.

Gran bel modo di amministrare la Misericordia di Dio... da rimanere senza parole, credetemi......

Vorrei sapere cosa ne pensate? E vi sono capitati presbiteri di questo tipo nello svolgimento del sacramento in questione?»
(da Wolf)

Nota nostra:
Perché il sacramento della Riconciliazione (o Penitenza) sia valido è necessario che un ministro ordinato al sacerdozio, in presenza di un peccatore contrito e intenzionato a non peccare più, dopo l'accusa dei peccati pronunci la forma del Sacramento, che in questo caso è "io ti assolvo dai tuoi peccati nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito  Santo". Naturalmente il ministro deve avere l'intenzione di fare ciò che la Chiesa fa (e qui coi neokiki non è che siamo sicurissimi...)
Si badi bene al modo in cui la frase è stata formulata e che comincia con "IO ti assolvo". Nel caso presentato da Wolf, il ministro neokiko ha detto invece "Iddio ti perdoni". Fra queste due forme c'è una distanza abissale: nel primo caso, sacramento cattolico, il ministro (ovvero il Sacerdote) nella persona di Cristo-capo (in persona Christi), assolve il penitente. E' chiaro che l'assoluzione viene da Dio, che solo può rimettere la colpa, tuttavia il Sacerdote cattolico quando pronuncia la forma del Sacramento non è più "se stesso" ma è Cristo in persona, che si serve del Sacerdote per effondere la Sua grazia. Il Sacerdote è chiamato in prima persona, realmente, come se fosse Gesù.
Nella versione kika invece, il presbitero kikiano sembra chiamarsi fuori dal sacramento, come se non fosse suo compito amministrarlo. Dicendo "Iddio ti perdoni" egli dimostra un'ignoranza crassa circa l'importanza dei riti della Chiesa, che, a meno di validissime giustificazioni, vanno rispettati ovunque, da chiunque e in in qualsiasi tempo.
Viene il dubbio che il presbikiko non creda realmente al proprio ruolo o che non ha intenzione di fare quello che la Chiesa fa, assuefatto com'è alle elucubrazioni di Kiko, rendendo così nulli tutti i sacramenti che amministra...


Nota supplementare a firma l'apostata:

Sull'argomento non è che sia tanto semplice discriminare: tutti i bravi confessori non neocat da una parte e tutti i cattivi confessori neocat dall'altra.

Parlo di quel che ho visto io negli anni.

In linea generale, il problema dei "presbiteri" usciti dai Redemptoris Mater è l'avere la testa imbottita della solfa kikiana: il demonio, le disgrazie, il demonio, gli idoli, il demonio, odia i tuoi genitori, il demonio, il nemico è il coniuge, il demonio.

A questo va aggiunto il fatto che le vocazioni RM non è che siano proprio tutte vere vocazioni al sacerdozio.

Capita lo stesso nei matrimoni forzati dai kikatekisti.

Il problema nella confessione c'è, e abbastanza spesso, inutile negarlo.

Rammento una persona in lacrime dopo che il presbitero neocat le aveva urlato di "essere il demonio".

E un'altra che si sentì dire che se non fosse entrata in Cammino si sarebbe dannata.

È un vizio di fondo, dovuto all'obbedienza prona a Sankiko. Il vero vulnus alla Chiesa è stato causato dal permettere l'apertura dei Redemptoris Mater, che ha portato alla formazione di un clero controllato da un laico, poco disposto a obbedire al vescovo e formato spesso male.

Però non è giusto generalizzare. Ci sono anche sacerdoti usciti dai RM che la vocazione ce l'hanno, e obbediscono alla Chiesa prima o poi.

Uno per tutti: don Rosini. Nelle sue catechesi ha sempre ribadito l'obbedienza a Chiesa e vescovo, e messo alle strette da Sankiko ha scelto la Chiesa.

I normali preti diocesani non hanno la testa piena delle kikate dei RM, e non è poco. La loro formazione ha in generale un livello standardizzato, ovunque studino.
Tuttavia dipende da ciascuno di loro se essere un buon sacerdote che ha cura del suo gregge oppure vivere il proprio ministero evitando tutto quel che è fonte di fastidi e fatica.
Ho visto e sentito di tutto, nel bene e nel male.

In fondo, come sempre, è la libertà delle persone che determina quel che si è o si diventa o come si agisce. La vita è tutta una scelta, checché ne dica Sankiko con il suo "l'uomo non può non fare il male".

venerdì 20 maggio 2016

Catechista neocat: «Non permetterò a nessuno di andare dal vescovo a presentare denunce!»

Affresco rappresentante le anime nell'inferno,
in una parrocchia della Campania
Il commentatore che si firma "Pietro", dal modo in cui scrive, sembra il "catechista" neocatecumenale C.C. della parrocchia di Santa Maria Goretti.

Diamo allora qualche fatto concreto per i lettori di questo blog.

1) Il Cammino ritiene di essere l’unica vera chiesa esistente. Questo lo dicono i catechisti e i preti fedeli al cammino. I "catechisti" neocatecumenali di più alto rango affermano che la Chiesa Cattolica non è ancora pronta a riconoscere questa verità perché è lenta ad adattarsi ma con il giusto tempo riconoscerà che si deve trasformare in un grande Cammino Neocatecumenale universale. Cioè dopo duemila anni la Chiesa Cattolica riconoscerà che la forma attuale non è quella voluta da Dio e si trasformerà nel Cammino.
 
Teniamo conto che la maggior parte dei camminanti non comprende l’importanza e la gravità di questi messaggi e di questa intenzione per tutta una serie di motivazioni, in primis l’aver appaltato ciecamente la propria storia e la propria vita ai "catechisti" neocatecumenali che sarebbero gli angeli inviati dal Signore nella loro vita, per cui: a) spirito critico: inesistente; b) conoscenza della storia della Chiesa: nulla; c) conoscenza del Catechismo della Chiesa Cattolica: inesistente; d) dipendenza dalle follie di Kiko Argüello: totale, ecc.ecc.

Si capisce bene che il Cammino vede da una parte gli elementi decisionali (persi ormai nella loro follia diabolica) e dall’altra un popolo ignaro di quello che sta compiendo all’interno della Chiesa. Per esperienza personale garantisco che la quasi totalità dei camminanti non comprende tutto quello che viene loro annunciato dai "catechisti" neocatecumenali; esempio concreto: quello sopra citato; tutti questi messaggi sfuggono nel loro vero “peso” alle orecchie dei più piccoli. Kiko e i suoi "catechisti", come considerano la Chiesa ed il Papa? Li considerano degli ingannati se non vengono assecondati o peggio intralciati/criticati nel loro “Cammino”, li considerano dei mezzi da sfruttare in tutte le altre occasioni. E questo è un fatto assodato da decenni di frequentazione con gli “angeli inviati dal Signore” ed il loro manovratore.

2) Bene fa quel "Pietro" a dichiarare che invita le persone ad andarsene dal Cammino. Come scritto in precedenza il metodo epurativo è stato applicato nella parrocchia di Santa Maria Goretti dai "catechisti" neocatecumenali e dal parroco (che Ruben ben conosce) contro decine di fratelli del Cammino.

Ancora si ricorda nelle stanzette di quell'episodio: mentre i coniugi C.C. e moglie “processavano” una coppia rea di essere amica del don Fabio Rosini, una voce civile si alzava per contestare il metodo usato e per denunciare a tutti che il vero imputato di quel processo non erano i coniugi ma il sacerdote don Fabio. Al che si vide alzare come un demone la Wonderwoman C.C., che con mano a paletta ed occhi pieni di livore si faceva incontro all’accusatrice e con fare minaccioso le intimava di non permettersi di pronunciare un'altra volta l’accusa sentita nell’aula di tribunale (che veri angeli questi "catechisti" del Cammino!). Ma l’accusatrice, ispirata dallo Spirito, chiedeva di essere smentita invitando il comitato inquisitorio semplicemente a garantire davanti a Dio che la propria convinzione (il processo verso la coppia usato come pretesto per perseguitare il sacerdote) fosse errata. Seguiva un silenzio di tomba. Mai scena fu più indegna all’interno delle sale della parrocchia!

3) Fa sorridere lo stupore di chi scrive che il "catechista" neocatecumenale non ha autorità per cacciar via nessuno dal Cammino. Sappiate che il parroco don Santiago ha detto ad una coppia che non poteva neanche frequentare la messa “normale” nel tempo in cui gli stessi soggetti dovevano decidere se lasciare la collaborazione con il Rosini oppure lasciare il Cammino. Per la messa dovevano andare in altra parrocchia, perché la parrocchia di Santa Maria Goretti è un feudo di Kiko! Speriamo arrivino presto le pernacchie prima che si dannino l’anima per l’eternità il falso guru ed i suoi accoliti.

4) Si scrive addirittura che i fuoriusciti dal Cammino non parlerebbero male del Cammino!!!!!!! Ma state scherzando???? Andate a chiedere a chi ha dovuto subire il trattamento sopra denunciato. Io personalmente conosco decine di persone che uscite dal Cammino ne parlano come una fogna putrida, dove i topi e gli scarafaggi sono i "catechisti" di Kiko (di Kiko e non della Chiesa Cattolica, mettiamocelo bene in testa). Conosco anche diversi presbìteri del Cammino che lo hanno abbandonato una volta compresa la gravità di quello che stavano facendo. Conosco perfino dei "catechisti" che hanno deciso di abbandonare il Cammino per lo stesso motivo! Cari fratelli neocatecumenali, smettetela di mentire quando venite su questo blog con le vostre finte verità!

5) In parrocchia si ricorda ancora quando il "catechista" C.C., in uno dei suoi roboanti “peti spirituali” affermava tronfio: “non sarà più permesso a nessuno di andare dal vescovo a presentare denunce” contro il Cammino. Ma qui occorre sapere che in Vicariato le denunce ne sono arrivate in abbondanza, chili di carte e documenti, tanto che uno dei vescovi di Roma aveva deciso di presenziare da lì in avanti gli "scrutini" del Cammino. Sapete perché ha desistito? Perché ha capito che lo avrebbero preso per i fondelli bassi, cosi come sono abituati a fare quando devono parlare davanti a qualcuno che non è favorevole al Cammino. Pensate che un vescovo consapevole di detto atteggiamento si rassegni a fare la figura del pirla?? Abbiate fede!

6) Ultima perla preziosa, soprattutto per Sandavi che dubita nell’azione della Chiesa: caro "Pietro"/C.C., (o suo simil-katekiko) ce l'hai il coraggio di dire per quale motivo la Diocesi di Roma ha favorito la nascita dei LABORATORI DELLA FEDE nelle parrocchie in alternativa al Cammino, quando gli stessi Laboratori riprendono le cose buone del Cammino, ci mettono il Catechismo della Chiesa Cattolica e tolgono voi, Kiko, e la vostra simil baracconata celebrativa del vostro diabolico idolo? Sandavi visto che hai conoscenze altolocate nel Cammino, fai questa domanda alle stesse e così comprenderai che la Chiesa è sì lenta ma si orienta molto bene con la luce dello Spirito Santo e non del demone Kiko!

Per tutti i cristiani liberi, soprattutto dalle violenze e follie di Kiko e Carmen, sappiate che a Roma il Cammino conta sempre meno poveri adepti e sempre più cristiani all’interno dei LABORATORI, che portano avanti Dio e non la menzogna dei falsi profeti.

Il Cammino si sta seccando ed il fatto che entrino sempre meno soldi sarà il primo shock endogeno a farlo implodere.

(da: Un amico di C.C.)

domenica 21 febbraio 2016

L'arcano neocat della parrocchia romana di Santa Maria Goretti

Per scrivere compiutamente quanto accaduto in quella parrocchia occorrerebbe un libro più corposo di quello di Lino. Quindi si dovranno tralasciare molti aspetti e fatti non meno gravi di quelli elencati.
Nella parrocchia ha ricevuto il dono della fede ed è diventato sacerdote Fabio Rosini, molto conosciuto a Roma.

Senza alcun dubbio e per non farlo montare in superbia lo possiamo etichettare come un “buon” predicatore del Signore. Da quel “buon” predicatore che è, don Fabio non è diventato il pupillo di Kiko Argüello, ma la sua Pupilla, ciò che il pittore ha visto in questo sacerdote non l’ha mai più visto in nessun altro. La Domus in Galilea l’ha costruita per don Fabio (oltre che per la propria megalomania), tanto per intendersi.
Nei primi anni '90 il Signore ha ispirato a Fabio le ormai note catechesi dei "10 comandamenti", nate come esperienza catechetica per i giovani che però anno dopo anno si sono trasformate in un vero e proprio richiamo per tutto il popolo di Dio, dai lontani a quelli che avevano messo in soffitta la propria fede, gli ammalati, i sofferenti…
Si restava sbigottiti al vedere come anno dopo anno sempre più gente veniva richiamata da Dio ad ascoltare la Sua parola, fino a superare di gran lunga la capienza della sala cinema parrocchiale, stipata all’inverosimile all’interno ed all’esterno.
Da questo successo sono iniziati i primi problemi nella parrocchia. Per quali motivi? Sicuramente al primo posto, anche se i responsabili neocat non lo ammetteranno mai, c’e’ l’invidia! Tanto cresceva la moltitudine che si avvicinava a queste catechesi, tanto diminuiva la gente che partecipava alle catechesi del Cammino.
L'afflusso di persone alle catechesi di don Rosini
era così ampio ed entusiasta
che la notizia apparve sui giornali

Cosi, lato neocatecumenale, hanno iniziato a far pressioni perché don Fabio smettesse di fare le catechesi: c’era l’obbedienza cieca ai cosiddetti "catechisti" del Cammino, ubbidienza da osservare, ed il fatto che ogni iniziativa doveva passare per il benestare di Kiko. Tutto quello che non è “ruttato” da Kiko non si può e non si deve fare, e chi trasgredisce deve essere combattuto perché considerato un demone. Daniel questo lo aveva descritto molto bene come modus operandi di Kiko e soci.

Le pressioni sono state esercitate sul santo parroco di allora, che per fortuna non ha mai consentito alcuna intromissione sul tema, non essendo fortunatamente del cammino.
Per un certo periodo le catechesi sono state interrotte ma per ben due volte prima il cardinale Ruini e poi Giovanni Paolo II hanno dato disposizione che le stesse catechesi riprendessero regolarmente per il bene che stavano facendo.
Qui nasce la frattura vera e propria: il sacerdote a chi doveva obbedire? Al Papa o ai cosiddetti "catechisti" neocatecumenali? Non crediate che oggi tale risposta non sia stata determinante per le decisioni che prossimamente verranno prese. Fino all’altro ieri questa caratteristica non era conosciuta né è stata mai messa alla prova dalla Chiesa. Dopodomani lo sarà, perché Francesco non è tollerante verso questi abusi. Ma per comprendere questo, i lettori del blog dovrebbero conoscere anche i fatti che caratterizzano la diocesi di Buenos Aires dove il Papa attuale era incardinato ed operava con energia instancabile.

Ci sono stati anni di lotte e attriti che hanno contribuito ad avvelenare la vita della parrocchia sottotraccia. Poi don Fabio è diventato parroco di un'altra parrocchia di Roma (nel quartiere Eur) ed il vecchio parroco della parrocchia di Santa Maria Goretti, dopo 38 anni di santo servizio, è stato confinato a Vitinia e sostituito dal neocatecumenale don Santiago, che dipende totalmente dall’archistraccio Mattia Del Prete (della parrocchia dei Martiri Canadesi, sempre di Roma) il quale, dapprima non autorizzato neppure a sporcare i pavimenti della parrocchia, con l’autorizzazione del dipendente don Santiago ha cominciato a spadroneggiare e disporre a suo piacimento di tutte le attività all’interno della medesima.

Nel frattempo il percorso catechetico dei "10 comandamenti" partoriva anche altre esperienze alle quali partecipavano sempre più persone e don Fabio in questo era aiutato da molti cristiani della parrocchia di origine e di quella dove ora esercitava il suo ministero, nella figura di testimoni delle opere che Dio aveva fatto nella loro vita.


Orride "icone" di Kiko incombono nella sala conferenze
della parrocchia romana di Santa Maria Goretti;
notate il trono designed by Kiko e il tavolino smontabile

La rabbia però stava montando in Kiko e nella sua cerchia (in primis Mattia del Prete e Maurizio Pastore, detto “l’africano” dato che ama cucinare, come nel sub-continente, pietanze molto speziate intossicando il vicinato), pronta ad esplodere in concomitanza della nomina del don Fabio come responsabile della pastorale giovanile di Roma, in questo incaricato da Vallini. Mentre Dio metteva il Suo sigillo sull’opera del sacerdote, il demonio preparava la sua vendetta tramite la setta eretica del Cammino Neocatecumenale.
Dopo aver costretto don Fabio a lasciare il cammino, Kiko e i suoi accoliti hanno iniziato l’epurazione a S.M. Goretti di tutte le persone che aiutavano o pensavano bene del sacerdote (nel vero senso della parola: «tu che ne pensi di don Fabio?» Risposta: «che è un sacerdote di Dio» - «allora sei fuori dal Cammino»).
Ciò tramite scrutini inquisitori e calunnie gratuite anche nei confronti di vari cosiddetti "catechisti" neocatecumenali originari della parrocchia, che oggi in buon numero hanno abbandonato la setta. Alcune persone sono state letteralmente allontanate dalla parrocchia. Il parroco ad alcuni ha detto addirittura che era opportuno che per un certo periodo non frequentassero la messa domenicale per acquisire il discernimento sulla scelta che sarebbero stati chiamati a prendere dopo questo “tempo” (se continuare l’evangelizzazione con don Fabio oppure continuare con le carnevalate liturgiche del Cammino). Ad alcuni è stato detto che dovevano persino troncare l’amicizia fraterna con il sacerdote. Tutto questo perché i capi neocatecumenali credevano di vedere l’immagine e la sostanza di satana in persona che voleva "distruggere il Cammino" (e tutto ciò con il benestare della chiesa di Roma e del Papa che loro considerano "ingannati"). 

SPERO CHE CHI LEGGE COMINCI A PESARE LA GRAVITÀ DELLE COSE RIPORTATE QUI E DI COSA RAPPRESENTINO AGLI OCCHI DEL PONTEFICE, che dà la sua benedizione all’attività evangelizzatrice del Rosini. Qui non si tratta della setta neocat che si scaglia contro i suoi adepti, ma della prima e manifesta volta in cui la setta si scaglia direttamente ma SUBDOLAMENTE contro il Papa stesso, con un sorriso di facciata sul volto ma con la convinzione che anche il pontefice sia ingannato dal maligno nelle sue scelte.



A questo punto della storia, Kiko vedeva allontanarsi la propria “pupilla” ormai definitivamente, ciò portandolo a trasformare la rabbia, l’ira, in vero e propio ODIO. A voi camminanti che idolatrate il Guru Argüello chiedo dunque: l’odio viene forse da Dio? Potete portarmi ad esempio almeno un santo che nella sua vita da convertito abbia provato odio verso un fratello in Cristo? Epurata la parrocchia di S.M. Goretti da tutti gli innocenti “simpatizzanti” del Cristo e costretto all’abbandono il sacerdote, il Cammino ha scagliato l’arma ultima che aveva nel suo arsenale: la persecuzione verso don Fabio Rosini. I dettagli non possono essere qui rivelati per ovvi motivi, anche legali, ma è giusto che ciò sia denunciato, anche a futura memoria degli scettici che pendono dalle labbra della piramide massonica kikiana.


In questo arco temporale tutti questi fatti sono stati denunciati al vescovo di settore, a Vallini e al Papa. Posso affermare con certezza che in tutta Roma l’unica parrocchia che dava seria preoccupazione ai summenzionati era S.M. Goretti (casi di pedofilia in altre parrocchie comprese). Tutte le denunce sporte sono state dettagliatamente circostanziate scatenando nuova ira nei catechisti della parrocchia (in primis Pietrella, Cuzziol, Vinciguerra... uno dei quali nel corso di una propria cosiddetta "catechesi" affermava con violenza che non sarebbero stati più permessi e tollerati delatori che riferivano al vescovo!). Il papa ha cercato con ogni mezzo di riportare la situazione alla normalità, inviando ben due volte Vallini in parrocchia, l’ultima l’8 dicembre del 2014 in celebrazione separata con i responsabili del cammino tra cui era presente M. Del Prete, il quale all’uscita gongolava dicendo che Vallini era venuto apposta per dare ragione a lui (e il peggio sono le scimmiette kikatechisti che lo confermavano).




Il pontefice e Vallini sono stati attoniti spettatori di tutto questo, ma quello che li ha più impressionati è stata la persecuzione spinta nei confronti di don Fabio, che avveniva senza alcuna remora sotto i loro occhi. La diocesi di Roma al completo conosce tutti questi fatti. Per tale motivo ci sono impazienti volontari che si recano alla parrocchia dei Martiri Canadesi per fare pulizia di questi lupi travestiti da agnelli. Come fate a dire che non cambierà nulla?? Sta già cambiando!! In tutte le parrocchie di Roma dove vengono sostituiti i parroci ed è presente il Cammino, il Cammino viene allontanato! E siamo solo all’inizio, fidatevi!
Aggiungiamo che il Rosini coglie sempre più frequentemente validi spunti per denunciare le eresie del Cammino, per mettere in guardia gli ignari camminanti su tutto quello che viene fatto all’interno del Cammino e che è deleterio per le anime, perché non venendo da Dio le avvelena e le imprigiona. Tutte le storture del Cammino sono già state vagliate dalla Chiesa nel corso degli ultimi due anni ed oggi si sta cominciando a prendere le contromisure. È stato un lavoro lungo, laborioso e delicato per gli innocenti che andrà a coinvolgere. 

Quindi da un lato abbiamo un sacerdote che illuminato dal Signore, conoscendo tutti gli arcani della setta, nel momento del risveglio forzato dalle bestie neocat che gli scagliano addosso il loro odio, si ridesta e corre in aiuto dei poveri camminanti ingannati... e dall’altro lato Kiko e i suoi accoliti che diabolicamente perdono ragione e lucidità e si mostrano nella loro vera natura in casa del Papa, facendosi conoscere per quello che relamente sono, una setta maligna.

In conclusione questa volta il male portato dal cammino non ha colpito quattro poveracci a Guam, oppure la Paz nella lontana Spagna, oppure un sacerdote a Roma, MA DIRETTAMENTE IL PAPA. Il papa si è accorto che con perfidia queste serpi sono entrate a casa Sua e si fanno beffe di lui e delle sue indicazioni. Detto per inciso questo papa non tollera di essere preso in giro; ha la misericordia da una parte ma il bastone nell’altra mano.
Kiko fa la lezioncina al Papa

La chiesa di Roma sta mettendo mano al CNC per apportare grossi cambiamenti, perché ne ha scoperto la vera natura. Il Cammino di kikino e stramba-Carmen, per mezzo dei suoi cosiddetti "catechisti", inizia a parlare di persecuzione (ma da chi? DAL PAPA? MA QUANDO CRESCETE STUPIDOTTI DA SALETTA SERALE?). La battaglia sta entrando nel vivo e il cammino in futuro potete star certi non sarà più lo stesso. Di questo potete stare certi perché già diversi catechisti e sacerdoti sono usciti dal cammino, ed altrettanti si sono concretamente resi conto delle derive neocatecumenali e non sono più intenzionati a seguire le follie di Kiko, Del Prete, Pastore, Gennarini ecc... purtroppo però non tutti hanno il coraggio di andarsene o di alzare la voce con i folli che li epurerebbero.


In mezzo ci sono le anime di tanti poveri e fragili camminanti che la chiesa cerca di difendere conoscendo la miseria e la fragilità anche psicologica dei più che scandalizzati potrebbero perdersi, Pregate per loro! E che Dio ci benedica.
(messaggio ricevuto ieri da: Pino/Carlo)

mercoledì 17 febbraio 2016

La lotta sotterranea fra il Cammino e la diocesi del Papa

Nulla è impossibile a Kiko (parrocchia romana)
Avete letto diverse volte notizie molto importanti ma le avete fatte cadere nel vuoto senza dargli il dovuto peso, e per questo continuate a girare a vuoto, scrivendo cose incomplete.

Le bordate alzo zero che il Papa ha sparato contro il Cammino sono state motivate da quanto accaduto nella parrocchia di Santa Maria Goretti a Roma.

In questo momento è in atto una lotta intensa tra i due fronti, che cerca di fare meno danni possibili tra i camminanti che potrebbero perdersi scoprendo gli arcani della setta eretica che li ha ingabbiati ed il fatto che la Chiesa non condivide più quanto accade nelle "salette" NC; per questo la Chiesa è molto cauta in quello che sta portando avanti.

Il Cammino sta cercando in tutti i modi di dissimulare quella che è la linea politica del Vaticano nei loro confronti in questo momento, nella speranza che il momentaccio passi, magari facendo le solite pressioni sui vescovi "amici" (amici di "decima").

Nel frattempo il Cammino organizza l'invio di famiglie neocatecumenali in missione invitando il papa il 18 marzo 2016, cercando di ammorbidire le decisioni che lo stesso pontefice ha deciso di prendere sul futuro del Cammino.

Le doppiezze del Cammino sono state svelate, mettendo in serio pericolo quanti hanno rendicontato il vicariato di Roma su quello che è realmente il Cammino, cioè una setta eretica. In questo momento il papa ha deciso la sostituzione di diversi parroci del Cammino nelle parrocchie romane, primo fra tutti quello della parrocchia dei Martiri Canadesi. Quando i parroci cambiano, il Cammino viene buttato fuori, ovviamente si cerca di farlo con delicatezza per non scandalizzare i piccoli, che potrebbero perdere la loro fede. La Chiesa ormai sta mettendo mano nelle nefandezze di Kiko e dei suoi KateKisti "scimmia", primo fra tutti Mattia Del Prete, quello di "Spazi celebrativi", un invasato che sta demolendo intere parrocchie di Roma per costruire le sue follie figlie degli incubi di Kiko Argüello e Carmen Hernàndez.

Mi sembra strano che tra tutti i lettori nessuno scriva di queste cose che ormai nella capitale sono di dominio pubblico.

Il problema fino ad oggi è che il Cammino è riuscito a ben mimetizzarsi. Le denuncie arrivavano sempre dalla periferia. Quanto pensate che gliene freghi alla Chiesa a Roma di quello che succede a Guam, con i problemi che si trova ad affrontare in questi tempi. La vera svolta è che in questo caso Kiko si è scoperto direttamente, scatenando la sua vera natura di demone contro chi gli ha voltato le spalle per seguire Dio invece che le sue dannate follie. Le macerie di questa persecuzione fumano ancora! E il Papa, rimasto attonito dalle denunce depositate in vicariato ha deciso di intervenire per porre fine a questo scempio.

Provassero adesso quei cialtroni di "catechisti" che ci leggono a smentire quanto scritto.

Per inciso confermo con certezza che i mamotreti approvati dal Vaticano i cosiddetti "catechisti" neocatecumenali non li usano. Continuano ad usare quelli vecchi, affermando che la Chiesa non è ancora pronta per riconoscere quanto c'è scritto come la verità. Come se la Chiesa si fosse ingannata per 2000 anni e ci fosse bisogno di un cialtrone per portarle la luce.
(da: un lettore del blog)

1° febbraio 2014: Kiko indiavolato mentre protesta
lamentandosi col Papa che ancora non esiste
in tutte le parrocchie l'iniziazione neocatecumenale