giovedì 10 marzo 2011

MA LA RIUNIONE EPISCOPALE E CARDINALIZIA, CONVOCATA DA KIKO ARGUELLO ALLA DOMUS GALILAEAE, A QUALE DIMENSIONE ISTITUZIONALE APPARTIENE?

Qualche settimana ha avuto luogo nuovamente sul lago di Tiberiade ( in quella Domus Galilaeae che di fatto è divenuta il quartier generale mondiale dei neocatecumenali, anzi di Kiko Arguello & C.), un’ impressionante riunione di centinaia di vescovi e di non pochi cardinali, chiamati a “discutere” della nuova evangelizzazione.

Un copione ormai vecchio e ripetitivo, se è vero come è vero che, per non parlare di altre precedenti, un’analoga riunione con centinaia di vescovi e ben 9 porporati vi era stata tenuta due anni fa ( primi mesi del 2008), sotto la “guida” del cardinale Shonborn , reduce da una freschissima campagna di stampa che ne aveva fermamente condannato in tutto il mondo il cattivo gusto ( se non la palese blasfemia) per aver voluto nel proprio museo diocesano di Vienna un dipinto in cui Cristo e i suoi apostoli venivano ( e vengono ancora, perché il dipinto è ancora lì) ritratti come attori di un’orgia gay.

Gasato forse da questi successi mediali, il cardinale di cui trattasi, al termine di quella oceanica adunata episcopale, dettò al mondo intero il celebre proclama, sottoscritto da tutti gli intervenuti e indirizzato indirettamente, ma palesemente al Papa, nel quale i pastori ( spesati di tutto dal Cammino Neocatecumenale e reduci dagli onerosi lavori sviluppati in tre pesantissime giornate di dibattito), ribadivano la necessità di una nuova evangelizzazione per la quale indicavano in modo abbastanza chiaro come possibile “ appaltatore” il Cammino Neocatecumernale. E' appena il caso di ricordare che tale proclama precedette di pochissimi mesi l’approvazione definitiva dello Statuto Neocatecumenale, nel maggio dello stesso anno.

La nuova edizione della pletorica riunione vescovile alla Domus Galilaeae dnel febbraio scorso giunge però dopo l’istituzione da parte pontificia di un nuovo dicastero, quello per la “ rievangelizzazione” dei paesi di antica cristianità! Cosa pensare? Che i convenuti alla Domus non se ne siano accorti?

Non è tuttavia su questo che vogliamo riflettere.

Vogliamo invece domandarci insierme ai lettori di questo blog: una riunione di tanti vescovi e cardinali, indetta dal laico sig. Arguello nella Domus Galilaeae, spesati di tutto dal medesimo, preceduta da un sapiente battage pubblicitario e seguita dall’immancabile proclama rivolto alla cristianità, a quale dimensione istituzionale può essere assimilata? Si tratta di una Conferenza episcopale sui generis? Oppure si tratta di un Sinodo Episcopale sia pur ridotto? O, forse, non si tratta in fondo di un piccolo Concilio Ecumenico settorialmente ed originalmente concepito?

Al di là di questi tre archetipi istituzionali ( quartum non datur ) sicuramente la convocazione di una pletora di vescovi da parte di Arguello non dovrebbe assumere significato alcuno…o quasi., anzi, per dirla tutta, non avrebbe dovuto nemmeno essere pensata.

Vediamo comunque di capire - Codice di Diritto Canonico alla mano – se la riunione di cui stiamo trattando sia o meno assimilabile ad una delle tre dimensioni su menzionate.

Si può trattare di una Conferenza episcopale sui generis?

Assolutamente no! Infatti :” La Conferenza Episcopale, organismo di per sé permanente, è l'assemblea dei Vescovi di una nazione o di un territorio determinato, i quali esercitano congiuntamente alcune funzioni pastorali per i fedeli di quel territorio, per promuovere maggiormente il bene che la Chiesa offre agli uomini, soprattutto mediante forme e modalità di apostolato opportunamente adeguate alle circostanze di tempo e di luogo, a norma del diritto. La Conferenza Episcopale, come regola generale, comprende i presuli di tutte le Chiese particolari della medesima nazione, a norma del can.450. Se poi, a giudizio della Sede Apostolica, sentiti i Vescovi diocesani interessati, le circostanze relative alle persone o alle cose lo suggeriscono, la Conferenza Episcopale può essere eretta per un territorio di ampiezza minore o maggiore, in modo che comprenda solamente i Vescovi di alcune Chiese particolari costituite in un determinato territorio oppure i presuli di Chiese particolari esistenti in diverse nazioni; spetta alla Sede Apostolica stabilire norme peculiari per ciascuna di esse”. Chiarissimo!

Si può trattare allora di un Sinodo Episcopale sia pur ridotto?

Sicuramente no! Infatti il Sinodo dei Vescovi è un'istituzione permanente del Collegio episcopale della Chiesa cattolica. Fu il Papa Paolo VI che lo istituì il 15 settembre 1965 in risposta al desiderio dei padri del Concilio Vaticano II per mantenere vivo l'autentico spirito formatosi dall'esperienza dello stesso Concilio. È un'assemblea dei rappresentanti dell'episcopato cattolico che ha il compito di aiutare con i suoi consigli il Papa nel governo della Chiesa universale.

Che si tratti allora di un’inedita, quanto settoriale, convocazione conciliare di tipo parzialmente ecumenico?

Non sapremmo! Infatti la norma ci dice chiaramente che il concilio , una legittima riunione di Vescovi per giudicare e stabilire qualche punto della dottrina o della disciplina ecclesiastica, è provinciale quando vi convengono i Vescovi di una provincia ecclesiastica, che corrisponde presso a poco ad una regione; plenario - o nazionale - per tutti i Vescovi di una Nazione; è Ecumenico o generale, per tutti i Vescovi del mondo. Tutti i Concili, eccetto gli Ecumenici non sono infallibili. Lo diventano solo in quei decreti, che vengono accettati nel magistero ordinario da tutti i Vescovi del mondo, o, quando il Sommo Pontefice li fa suoi con la sua infallibilità, come avvenne per il Concilio di Cartagine (418) e di Orange lI (529).

Solo il Romano Pontefice ha il potere: :
1 - di CONVOCARE il Concilio ecumenico; 2 - di PRESIEDERLO personalmente per mezzo dei suoi legati dando le disposizioni per l’ordine da osservarsi, per le cose da trattare, per continuare, sospendere, concludere. Se durante il Concilio il Papa muore, il Concilio resta sospeso immediatamente; 3 - di CONFERMARLO, poiché il Concilio rappresenta tutta la Chiesa, e non la rappresenterebbe senza il Papa che ne è il Capo. 4 - di PROMULGARLO, cioè di pubblicarlo ed intimano ai fedeli.

A meno che il Sig. Arguello non abbia avuto un’inedita ed espressa delega papale, dunque, la riunione in parola, da lui convocata, non può in alcun modo ritenersi assimilabile ad un concilio parzialmente ecumenico. E neppure a una Conferenza Episcopale sovranazionale o a un Sinodo Settoriale.

Nè,tantomeno, i proclami conclusivi di queste adunate "pastorali" alla Domus Galilaqeae, possono ritenersi infallibili, anche se larga parte ormai del Cattolicesimo nostrano sembra propendere per tale ipotesi...

Rimane comunque una domanda apertissima: COS’ ERA E COS’ E’ , PER IL MONDO CATTOLICO, LA RIUNIONE DI CENTINAIA DI VESCOVI E DI DECINE DI CARDINALI ALLA DOMUS GALILAEAE EFFETTUATA SENZA CONVOCAZIONE ALCUNA DA PARTE DEL PAPA O DA CHI DI DOVERE, A NORMA DI C.J.C.?

Qualcuno, superando ogni gravissima e legittima perplessità , saprebbe, per favore, rispondere?

48 commenti:

Anonimo ha detto...

un semplice convegno.

Anonimo ha detto...

Non mi risulta che i vescovi e preti per partecipare ad una riunione e ritiri hanno bisogno di un'autorizzazione da parte del Papa.
forse mi sbagio.. non lo so.
Inoltre credo che la maggior parte dei preti e dei vescovi andati all'incontro fanno parte quasi tutti del movimento.
Ed è alloro che bisogna chiedere tutti i dubbi che abbiamo sul movimento .

Anonimo ha detto...

Visto che sono il primo a reagire mi dispiace darvi una brutta notizia. Gli incontri alla Domus sono fatti sempre informado la santa sede, senza la quale ovviamente non si farebbero ed informando le nunziature dei paesi, tanto che anche molti nunzi apostolici, rappresentati del santo padre, sono andati a questi incontri.

Se fosse come dite voi un vescovo, fuori dalla sua diocesi non potrebbe andare da nessuna parte... Eppure sono tante le iniziative a cui un insieme di vescovi si recano per i motivi più diversi... forse conoscere meglio e direttamente una realtà che gli sarebbe sconosciuta...

Buona quaresima di penitenza

work in progress ha detto...

chi dovrebbe rispondere, se ne fotte delle vostre domande

by Tripudio ha detto...

Caro anonimo delle 17:41,

il "semplice convegno" che scopo aveva?

Mettiti nei panni di un vescovo invitato ad un semplice convegno. Cosa penseresti se al "semplice" convegno ci sono altri 10 vescovi? Cosa ne penseranno i confratelli nel sacerdozio? Ehi, un convegno con 10 vescovi dev'essere una cosa grossa, importante, con qualche serio significato! Specialmente in virtù del fatto che si parla di questioni di fede, e che a "catechizzare" è un laico di cui sono note le ambiguità e l'atteggiamento "arrogante" e "orgoglioso" (per dirla con le parole di mons. Villegas).

Abbiamo detto 10... e se invece i vescovi diventano 20, 30, 50, o addirittura 100? È ancora un "semplice convegno"? Un vescovo che accetti di andare lì, sa bene che la sua sola presenza è come una specie di "firma" data a chi ha organizzato il convegno.

E se diventano addirittura 200, 250, 300?

Riesci a capire? I vescovi nel mondo sono circa quattromila: se dunque un cinque-otto-dieci per cento dei vescovi del mondo fanno un atto pubblico di tale rilevanza... è forse sbagliato domandarsi quell'atto a quale dimensione istituzionale appartenga?

Vedi, il problema, paradossalmente, si pone proprio in virtù del fatto che con tutti quei prelati l'evento non è più un "semplice convegno".

Questo per quanto riguarda i semplici numeri.

Ora, il convegno è organizzato da un particolare movimento ecclesiale (anche se il CNC non ama etichettarsi così, ma pretende ugualmente di avere tutti i vantaggi degli altri "movimenti").

Ecco: un vescovo che va a quel "convegno" CNC, che "debito" avrà nei confronti degli altri movimenti presenti nella propria diocesi?

Come devono sentirsi - per esempio - quelli di Rinnovamento, che numericamente sono almeno dieci volte superiori ai neocatecumenali, e che non sono mai stati gratificati di tanto?

Come giustificherebbe il vescovo il fatto di aver dato tanta importanza al CNC e poco o niente al RNS che è almeno dieci volte superiore?

Come giustificherebbe, poi, rispetto a tutti i non neocatecumenali della sua diocesi, in particolare coloro che hanno avuto problemi a causa del CNC ?

Tutti questi argomenti sono purtroppo scottanti perché il vescovo è una figura pubblica. Inoltre il vescovo è vescovo di tutti, ed un atto così carico di significato non passa inosservato.

Per questo è perfettamente legittimo domandarsi a "cosa" appartiene l'evento alla Domus Galilaeae?

Anonimo ha detto...

I vescovi che vanno a questi incontri sono semplicemente pastori che vanno alla fonte di un carisma per informarsi meglio e porre le doamnde davanti ad eventuali perplessità..Io chiamerei tali vescovi...persone responsabili che non si accontentano del "sentito dire". Dovreste incorragiargli in questa pratica e non meravigliarvi.
Se io vescovo devo accogliere o non accogliere i salesiani, facciamo un esempio, nella mia diocesi, e non gli conosco bene, e so che fanno una apposito raduno per spiegarmi meglio cosè il carisma salesiano, a non andarci perdo una occasione di conoscergli, dopo esserci andato prendo la decisione di chiamargli o meno in cognizione di causa. Elementare!

Francesco ha detto...

Anonimo work in progress ha detto...

chi dovrebbe rispondere, se ne fotte delle vostre domande


... e non solo delle nostre,evidentemente, che sono solo retoriche...

Francesco ha detto...

un semplice convegno.

Sarebbero stati "semplici" convegni se non fossero stati seguiti sistematicamente da proclami veri e propri indirizzati a tutto il mondo cattolico circa la necessità e le modalità della "nuova evangelizzazione".

Con buona pace, oggi, di Mons. Fisichella, ma addirittura dello stesso Papa, al quale non mi risulta che nessuno dei prelati partecipanti alle adunate "pastoraliu" kikiane in Galilea abbia dato almeno preventiva informazione....

In ogni caso, dopo tali convocazioni di centinaia di vescovi e decine di cardinali da parte di un laico,tanto ostentate dagli organizzatori e tanto tollerate anche dagli organismi della Santa Sede, credo diventino delle vere e proprie barzellette istituzionali sia le conferenze episcopali extra moenia sia i sinodi dei vescovi sia gli stessi concili pseudoecumenici!

Francesco ha detto...

I vescovi che vanno a questi incontri sono semplicemente pastori che vanno alla fonte di un carisma per informarsi meglio e porre le doamnde davanti ad eventuali perplessità..Io chiamerei tali vescovi...persone responsabili che non si accontentano del "sentito dire". Dovreste incorragiargli in questa pratica e non meravigliarvi.... conoscergli...chiamargli...

Forse, oltre che la lingua, lei, amico mio, deve avere anche le idee un po' confuse: si faccia spiegare bene dal sig. Arguello cosa siano realmente codeste oceaniche adunate di prelati alla Domus Galilaeae e, già che ci si trova, gli chieda anche da dove ricava tutto il denaro necessario (parliamo di milioni di dollari ogni volta) per organizzarle, pubblicizzarle e realizzarle!

by Tripudio ha detto...

Per anonimo delle 7:18

Non si capisce bene questo tuo argomento del "per informarsi meglio"... sarà più ridicolo, o più comico?

Per "informarsi" sul CNC non c'è bisogno di farsi scarrozzare gratis fino alla Domus insieme ad altri trecento prelati.

Dopotutto... che cos'è che Kiko può dire solo lì e solo a voce?

Che cos'è che Kiko può dire in più di quanto non si sappia già dei risultati (in particolar modo liturgici e dottrinali) del Cammino Neocatecumenale?

Il gesto di quei vescovi (e loro lo sanno bene, a meno che non siano particolarmente ingenui) è un gesto "politico" (nel senso di politica ecclesiale, nel senso di governo del popolo di Dio).

Mettiti dei panni di un fedele e chiediti: "il mio vescovo va a sorbirsi la predica di Kiko; dunque, cosa mi risponderebbe se io gli denunciassi le malefatte del Cammino? perché il vescovo ascolta Kiko invece di ascoltare le pecorelle che in nome del Signore deve pascere?"


Tutto quell'esercito di prelati potrebbe informarsi sul Cammino chiedendo a qualche confratello.

Per esempio al loro confratello vescovo mons. Villegas potrebbero chiedere perché quest'ultimo ha detto che "il Cammino va difeso contro l'orgoglio e l'arroganza dei suoi leader".

Oppure potrebbero chiedere lumi ai vescovi giapponesi (che in questo momento affrontano l'emergenza del loro popolo colpito dal terremoto).

by Tripudio ha detto...

Leggo nei commenti di una pagina pubblicata oggi sul blog "Messainlatino" di elogio a monsignor Rey, uno dei vescovi francesi più attenti alla Tradizione (addirittura negli anni scorsi ha ordinato diversi suoi preti usando il rito tradizionale in latino), ciò che gli ha guadagnato un gran numero di vocazioni: la sua diocesi, in Francia, è infatti quella che ha più vocazioni rispetto al numero di fedeli.

Purtroppo, però, in nome di una malintesa "ampiezza di vedute", il monsignore non solo tollera ma addirittura promuove lo sfacelo neocatecumenale.

Non solo con la sua partecipazione alle adunate kikiane (di cui si parla in questa pagina).

Per esempio, da un anno a questa parte il suo "responsabile delle vocazioni" era un prete neocat da poco ordinato (non so se oggi sia ancora così perché i preti neocat sono notoriamente assai "mobili").

Queste ed altre circostanze mi fanno supporre che l'appoggio al Cammino da parte di monsignor Rey sia una sorta di prezzo da pagare per restare al suo posto senza rogne e senza scandali (che piovono su chiunque osi abbracciare la Tradizione).

Duole doverlo ammettere, ma anche mons. Rey è dunque un vescovo "double face", che da un lato promuove ed accoglie vocazioni, sostiene la Tradizione, si impegna per il gregge a lui affidatogli... e dall'altro, purtroppo, sostiene il Cammino.

Piaccia o non piaccia, purtroppo le cose stanno così.

Sostenere il Cammino significa aver preso posizione (e non certo la più lodevole) sugli abusi liturgici neocatecumenali, sulle ambiguità dottrinali kikiane-carmeniane, sul meccanismo "settario" del CNC.

Francesco ha detto...

@ Tripudio

Credo ci sia anche un'altra sottile ragione per cui alcuni vescovi e alcuni sacerdoti, pur ampiamente fedeli alla Tradizione, anche nei fatti, guardano con simpatia il Cammino Neocatecumenale.
Non parlerei di persone " double face", ma di consacrati che nel Cammino - conoscendone soltanto alcuni aspettin di fondo e non altro - apprezzano più che la fedeltà liturgica (praticamente inesistente) quella ad alcuni valori fondamentali e fondanti della vita cattolica: ad es, il rifiuto del consumismo tout court, il forte senso di appartenenza alla Chiesa ( ma a quale?) tanto sbandierato e, in ultima anlisi, il senso della famiglia e della missione ( molti figli e molte vocazioni).

Sono convinto che questi stessi consacrati, se riuscissero ad avere un quadro più completo dell'effettivo agire neocatecumenale ( e non lo possono certo avere adnando semplicemente nella Domus Galilaeae) si ricrederebbero su molte cosette...

Anonimo ha detto...
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by Tripudio ha detto...

Sì, purtroppo è vero che oggi il cristianesimo viene spesso confuso con una battaglia di (pur sacrosanti) valori. Basta vedere per esempio come si scuote entusiasta certo mondo cattolico quando qualcuno parla contro "l'invasione islamica" o contro la "denatalità".

by Tripudio ha detto...

Il fatto è che in realtà, i cosiddetti valori cristiani sono solo le conseguenze ragionevoli della fede vissuta.

Il fedele cattolico è chiamato ad essere "sale della terra". Ma alcuni credono erroneamente che per essere così, ci sia bisogno di avere una qualche "rilevanza" in termini politici, sociali, culturali... come se l'essere cattolici consistesse nell'iscriversi ad un club di gente che propugna i buoni "valori".

I genitori cattolici sono chiamati ad essere "padri" e "madri", non ad essere "generatori di tanta prole".

La liturgia serve per arricchire l'anima dei cattolici ponendoli davanti al Signore per adorarlo in spirito e verità, non per adempiere il precetto dell'eseguire un cerimoniale (un cerimoniale "aristocratico" per certuni, uno "spettacolino con canti" per altri, una chiassata da osteria per altri ancora).

Ecco perché quando i neocatecumenali dicono "siamo una potenza!" non solo peccano di superbia, ma dimostrano anche di considerare il cristianesimo come una sorta di lotta politica tra vari partiti, infervorandosi tra di loro perché il Partito Neocatecumenale, con mezzucci non proprio chiarissimi, acquisisce appoggi e potere.

by Tripudio ha detto...

Ciò che possiamo fare noi è informare, informare ed ancora informare, poiché le tenebre temono la luce.

Ed inoltre fare esattamente ciò che sta facendo il Papa. Cioè rivolgerci ai neocatecumenali di buona volontà, quelli che ancora non hanno deciso in cuor loro che Kiko e Carmen sarebbero più importanti del successore di Pietro. Quelli che pensano che se il vescovo non vuole il CNC, allora il CNC deve fare le valigie.

Ai neocatecumenali è stato dato uno Statuto? Ebbene, che siano obbligati a rispettarlo. Come già abbiamo visto, è un brutto colpo per i neocatecumenali il dover prendere sul serio il proprio stesso Statuto.

A coloro che stanno per finire nella "tela del ragno" non si può far altro che mostrare luoghi e persone che mostrano che si può veramente vivere in modo intenso la fede, si può veramente immergersi nell'immutabile dottrina cattolica trovandovi risposte vere e vive (non paroloni ebraici e greci che non cambiano il cuore), si può veramente vivere la liturgia per adorare Dio "in spirito e verità" (anziché ridurla ad una chiassata da osteria).

Questo è uno dei motivi per cui tanti di noi, qui, preferiscono la liturgia tradizionale (su questo, da tempo, mi riprometto di scrivere qualche riga più precisa).

Il cristianesimo, quanto più veramente vissuto, tanto più ti libera: "provare per credere". Quando la Messa è veramente liturgia, non vedi l'ora di andarci; quando la Messa invece è piena di tante parole, ti vien voglia di arrivare in ritardo o di non andarci. Quando la Messa è rivolta veramente a Dio, esci in qualche modo cambiato; quando la Messa è invece rivolta agli uomini, esci tutto stonato dai tamburelli e dai girotondi, ma con l'anima allo stesso punto di prima.

Alessio ha detto...

Che cos'è del commento in cui scrivevo che "per me era una convivenza di 3 giorni", vi ha disturbato a tal punto da non pubblicarlo?

credete forse che sia stata un'assemblea in cui ognuno poteva dire il suo parere? Hanno ascoltato i catechisti (fra cui aluni cardinali direttamente), hanno scrutato la parola (hanno fatto la scrutatio) e poi hanno celebrato l'eucaristia.

Con l'aggiunta della "gita" in vari luoghi sacri per la cristianità.

Se poi io voglio dare i miei soldi affinchè un vescovo vada all Domus, a farsi catechizzare da Kiko, lo potrò fare oppure no?

Ripeto, ciò che conta è saperlo, e condividerne le motivazioni. E le motivazioni sono anche quelle di fare "promozione" al CNC. Innegabile anche per il più incallito NC.

Al.

mic ha detto...

L'articolo proposto pone diverse domande serie.
L'ottica neocatecumenale di Alessio se le pone? Nemmeno una... e come risponde?
Risponde nel modo più ovvio, che ignora -anzi esclude- qualunque tipo di riflessione: si tratta di una pura e semplice "convivenza".
Insomma, lo stile del cammino nc in queste usuali esperienze avvolgenti e massificanti, che ingloba e fa uscire sufficientemente "gasati". Lo dimostrano le dichiarazioni dei vescovi che abbiamo ascoltato nei filmati.
Alla fine riconosce che non è altro che "promozione" DEL Cnc, con la quale i camminanti, che la finanziano profumatamente, alla fine sono d'accordo.
E come potrebbero fare diversamente?

strl ha detto...

Tutto sommato mi piace il commento di Alessio perché sembra rappresentare il pensiero genuino di un NC.

Quello che mi rattrista è che ritenga normale ed anzi positivo che un vescovo vada a FARSI CATECHIZZARE DA KIKO (sigh!) e che sia normale SPONSORIZZARE (pagare) questi incontri!
Ed inoltre che il fine, se non principale decisamente importante, degli incontri è quello di fare opera di MARKETING a favore del Cammino.

Come è caduta in basso la Nostra Chiesa!

"
Se poi io voglio dare i miei soldi affinchè un vescovo vada all Domus, a farsi catechizzare da Kiko, lo potrò fare oppure no?

Ripeto, ciò che conta è saperlo, e condividerne le motivazioni. E le motivazioni sono anche quelle di fare "promozione" al CNC. Innegabile anche per il più incallito NC.
"

jonathan ha detto...

Questi vescovi sanno cogliere i segni dei tempi. E siccome il mondo è impazzito e va al contrario, anche loro vanno al contrario. Vanno in convivenza da Kiko per imparare da lui come si fa la nuova chiesa. Sono pastori, e invece vanno da pecore a farsi indottrinare. Sono consacrati, vescovi, hanno ricevuto da Dio in persona tutti i carismi e le grazie e i doni necessari per portare Cristo agli uomini e gli uomini a Cristo. E invece vanno da Kiko, Dio non basta, vanno da Kiko. E chi è mai ‘sto Kiko? Un teologo forse di fama mondiale? Cosa? Un santo, uno che fa miracoli, un mistico? No, non sono questi i segni dei tempi, i vescovi non vanno dai santi in frotta, vanno da Kiko, perché i santi non fanno cassa, non vendono vocazioni, e numeri ‘impressionanti’. I santi, i missionari, i mistici, sono roba da nostalgici dei tempi andati. Non offrono vacanze di lusso in alberghi a cinque stelle, con scrutatio incorporata.

E’ così, il mondo va al contrario e certa chiesa smemorata lo segue. Mi verrebbe da dire ‘fermate il mondo, voglio scendere’ di fronte a questo ignobile spettacolo. Ma grazie a Dio c’è il Vangelo che racconta un’altra storia, di un uomo fallito, tradito, sbeffeggiato, solo, l’uomo dei dolori che porta su di Sé anche tutte queste iniquità, l’uomo che ha fatto della sua Croce il trono del Suo Regno. Io seguo Lui, in quella porzione di Chiesa che ancora sa parlarmi di Dio e darmi ancora il sussurro lieve del Suo Spirito.

Francesco ha detto...

Se poi io voglio dare i miei soldi affinchè un vescovo vada all Domus, a farsi catechizzare

I tuoi soldi li puoi sprecare come credi, ovviamente.
Ma un vescovo che avverta il bisogno di farsi catechizzare da un laico implicitamente rinuncia ad essere ciò per cui madre Chiesa lo ha ordinato e consacrato.

Traine le conseguenze, "Alessio" e ricordati che ogni tuo commento, sia pur minimamente insolente e offensivo ( ovviamente nei confronti di te stesso) sarà irrimediabilmente cancellato dal sottoscritto.

Anonimo ha detto...

Scusate ma in alcuni commenti rilevo una certa "ignoranza" della stora della Chiesa. E ciò a proposito di Vescovi o Papi che vanno da laici per imparare. Avete mai sentito parlare di S. Francesco... Santa Caterina da Siena... Voi direte ma Kiko tutto è tranne un santo, ma non entro in questo argomento perché non sta a me o a voi dirlo.

In ogni caso nulla vieta che un vescovo ascolti un laico parlare... che ne dite per esempio dei teologi? Pur essendo laici potrebbero dire qualcosa?

gianluca cruccas ha detto...

COS’ ERA E COS’ E’ , PER IL MONDO CATTOLICO, LA RIUNIONE DI CENTINAIA DI VESCOVI E DI DECINE DI CARDINALI ALLA DOMUS GALILAEAE EFFETTUATA SENZA CONVOCAZIONE ALCUNA DA PARTE DEL PAPA O DA CHI DI DOVERE, A NORMA DI C.J.C.?

E' un chiara ed aperta apostasia della gerarchia, da nostro Signore Gesu' Cristo....

mic ha detto...

premesso che i teologi sono per la ricerca e la riflessione; ma l'applicazione dei risultati delle loro fatiche non dipende da loro, ma da chi dovrebbe governare la Chiesa. Invece, a quanto risulta, il concilio e anche il post-concilio continua ad essere gestito da teologi senza guida.

Ciò premesso, Kiko non è neppure un teologo, ma un sedicente nuovo profeta portatore di una pseudo-rivelazione che è il potpourri di molte cose che di fatto hanno inquinato la Chiesa.

Per venire a S. Francesco e S. Caterina, non mi pare che si siano inventati loro catechesi o abbiano introdotto un nuovo rito, ma richiamavano le Verità di sempre. Non mi pare si possa dire la stessa cosa di Kiko il quale, oltre ad essersi autoinvenstito del munus docendi eserciti arbitrariamente nonché senza freni né regole, come si evince da questo articolo, anche il munus regendi, cioè una sorta di "attività di governo" che non gli compete.
Concretamente ha più potere di un vescovo, perché ogni vescovo ha una sua giurisdizione territoriale (la diocesi. La diocesi di kiko è il mondo intero, perché la sua direttività si ripercuote in maniera rigida ed assoluta su tutte le comunità di tutto il mondo ed è tale da ignorare perfino le direttive del Papa.

Cosa dobbiamo dedurre da tutto questo?

Caterina63 ha detto...

Rimane comunque una domanda apertissima: COS’ ERA E COS’ E’ , PER IL MONDO CATTOLICO, LA RIUNIONE DI CENTINAIA DI VESCOVI E DI DECINE DI CARDINALI ALLA DOMUS GALILAEAE EFFETTUATA SENZA CONVOCAZIONE ALCUNA DA PARTE DEL PAPA O DA CHI DI DOVERE, A NORMA DI C.J.C.?


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per quel che mi riguarda un NULLA DI FATTO ^__^
un INCONTRO PRIVATO al quale non solo non mi sento obbligata, ma neppure obbligata a divulgare ^__^
Nessun Vescovo potrebbe obbligare una diocesi a questo genere di seguito....

Oserei dire che trattasi DI un "semplice convegno" PRIVATO....
e questo è legittimo nella Chiesa, DA SEMPRE....ma in questa legittimità nessuna comunità o diocesi o singolo fedele è obbligato a parteciparvi....

Molti di questi partecipanti vi partecipano SOLO COME SPUNTO DELLA NUOVA EVANGELIZZAZIONE, ma non conoscono NULLA delle catechesi kikiane... ciò che vivono lo vivono SULL'ONDA EMOTIVA DELLA DEVASTANTE ERMENEUTICA DELLA ROPTTURA CON IL PASSATO DEL DOPO CONCILIO, non c'è una volontà atta dello scorgere gli ORRORI LITURGICI DI KIKO, quanto piuttosto una più SUPERFICIALE VOLONTA' NEL VEDERSI TANTI, IN GRUPPO E CON LE CHIESE PIENE...

All'anonimo del 10 marzo delle ore 18,06, terzo commento, è meglio specificare quanto segue ^__^
Un Vescovo, più Vescovi POSSONO tranquillamente ORGANIZZARE incontri di questo genere, anche senza avvisare la Santa Sede, ciò le viene di diritto da dopo il Concilio..e non si tratta ne di sinodo, ne di concilio, ne di altro a livello UFFICIALE....
tuttavia si avvisa sempre la Santa Sede PER CORRETTEZZA e per non dare mai l'impressione di agire di nascosto o in segreto ;-)

La Santa Sede CHE NON E' UN SOVIET, non è detto che abbia la possibilità di intervenire e da dopo il Concilio PER OPPORTUNISMO si tende a NON entrare in contrasto con i Vescovi, a non essere INGERENTI...
E' falso invece che taluni rappresentati sono andati A NOME DEL PAPA...( diverso è poter dire che il Papa sapendolo TACE il che potrebbe anche significare che per opportunismo e per non pestare i piedi TACE...altra cosa è dire "A NOME DEL PAPA" )
quando ciò avviene, invece ufficialmente, viene rilasciato dalla Santa Sede UN BREVE COMUNICATO UFFICIALE CON LETTERA DI ACCOMPAGNAMENTO DEL PONTEFICE....e questa viene PUBBLICATA attraverso gli ACTA...
^__^

Resta SCONCERTANTE, ingannevole e persino pericoloso, che questi Vescovi diano ai propri fedeli una PASTURA(=PASTORALE) non della Chiesa, ma sulla promozione di un laico senza alcun titolo...

Vescovi che invece DI INSEGNARE IL MAGISTERO, SI LASCIANO AMMAESTRARE DA UN LAICO SENZA ALCUNA PATENTE...avanzando con IPOTESI, ESPERIMENTI, INNOVAZIONI MODERNE DIMENTICANDO COMPLETAMENTE IL RICCO PATRIMONIO DEI SANTI E DEL MAGISTERO ECCLESIALE IN CAMPO DI EVANGELIZZAZIONE...

Essi vanno li PER IMPARARE da kiko COME RIEMPIRE LE CHIESE...COME COINVOLGERE I FEDELI, COME ATTIRARE NUOVE VOCAZIONI, COME INVENTARE QUALCOSA DI NUOVO PER RESUSCITARE...

giusto o sbagliato che sia o lo si voglia vedere (le riunioni nella Chiesa sono LEGITTIME), resta palese che assistiamo alla conformazione di DUE CHIESE PARALLELE e su queste leggetevi la beata Caterina Emmerich che nel 1820 descriveva questa realtà che stiamo vivendo...
ergo, io continuerò a seguire L'ALTRA CHIESA ^__^ facendo mie le parole di san Tommaso d'Aquino riguardo alla VERA OBBEDIENZA al Papa:
dice il santo Dottore della Chiesa:

- «Se vi fosse pericolo per la fede, i superiori dovrebbero essere ripresi dagli inferiori, anche in pubblico. Così Paolo, che era sottomesso a Pietro, lo riprese per questo motivo»

e come agì santa Caterina da Siena con Papa Gregorio e Papa Urbano: obbedire si, ma non tacendo...
^__^

Anonimo ha detto...
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jonathan ha detto...

dice Francesco
ricordati che ogni tuo commento, sia pur minimamente insolente e offensivo ( ovviamente nei confronti di te stesso) sarà irrimediabilmente cancellato dal sottoscritto

Mah! Fai come credi, ovviamente, ma trovo questa severità esagerata. Postare un thread che si conclude con una domanda e poi cancellare i commenti, a meno che non si tratti di turpiloquio o offese personali (e non credo sia questo il caso), la trovo una cosa discutibile, non utile al confronto che è la ragion d’essere di un blog. Se poi ci si vuole limitare ad una attività meramente informativa, allora basta saperlo.

Francesco ha detto...

@JONHATAN

Se fornisci mail, ti farò leggere le sconcezze che il tizio di cui trattasi scrive continuamente contro di noi e che volutamente posta sapendo che i moderatori lo leggeono loro malgrado.
Contenta?

Francesco ha detto...

@Caterina

Non v'è nulla di privato nella Chiesa (salvo, a quanto pare il direttorio neocatecumenale), specialmente quando centinaia di pastori si riuniscono non per un torneo di poker, ma per "farsi evangelizzare".

Francesco ha detto...

Se poi ci si vuole limitare ad una attività meramente informativa, allora basta saperlo.

Il blog non è meramente informativo, ma da cinque anni svolge anche un ruolo di luogo di confronto e di dibattito civile.

Ovvio che certe insolenze di qualcuno, certa voglia maldestra di dare delle lezioni vengano da parte nostra (poco) amabilmente messe da parte.

by Tripudio ha detto...

A giudicare dai toni non esattamente cattolici e non propriamente civili usati da certi neocatecumenali, non c'è molto "dibattito".

Per quel che mi riguarda, questo blog ed il sito collegato servono a dare qualche risposta a coloro che hanno incontrato il Cammino Neocatecumenale ma in fondo in fondo sentono puzza di marcio e non credono più ciecamente alla propaganda kikiano-carmeniana.

Sono certo che i nostri più grati lettori sono anche i più silenziosi, che non hanno una grande urgenza di scrivere "è vero", "esatto", "avete ragione".

Se un'anima si consolida nell'appartenenza alla Chiesa, lo scopo di questo blog è raggiunto (anche se il CNC ti considererà un "cristiano della domenica" o un "lefreviano")... se un'anima desidera amare di più Cristo, lo scopo di questo blog è raggiunto (mentre il CNC, nonostante sia "dono dello Spirito", tende a farti amare più Kiko che il Papa, più la comunità che Cristo: tutto merito dell'«orgoglio e l'arroganza dei leader» del Cammino).

Anonimo ha detto...

E che tono vuoi che usi con dei buffoni,cialtroni,pagliacci commedianti com voi?Si può forse parlare parlare seriamente con voi?Ma se foste persone serie avreste chiuso questo ridicolo patetico blog già da un pezzo.Su cosa dovremmo confrontarci?La Chiesa,il Papa si è pronunciato UFFICIALMENTE E
DEFINITIVAMENTE,il discorso è chiuso non c'è altro da aggiungere.Quando il Vicario di Cristo si è pronunciato un cattolico serio ubbidisce senza discutere.Tutto il resto sono cazzate di perditempo,
scanzafatiche che non hanno di meglio da fare che cazzeggiare tutto il giorno sul PC invece di andare a lavorare!!Ma non vi rendete conto che siete ridicoli?che fate pietà!!Ma non avete amor proprio,dignità,siete dei commedianti pietosi.Si può solo prendervi per il culo più di una presa in giro non valete.

Adesso gira pure questo messaggio a jonathan

jonathan ha detto...

Contenta?


Francesco. Frequento questo blog da un bel po’ e conosco bene il vostro impegno, ne ho fruito con gratitudine. Non intendo neppure lontanamente sindacare le scelte che fate, se anche non le condividessi. E’ che sono accanitamente fiduciosa negli altri, e credo, per dirla con Anna Frank, nell’intima bontà dell’uomo, che posso farci?, son troppo vecchia per cambiare idea. Credo, nonostante le numerose smentite che ho dovuto registrare, nella forza della parola, del confronto appunto, anche quando di fronte c’è un muro di gomma. Per cui per me gli altri non sono mai ‘tizi’ che dicono sconcezze, non sono mai soltanto nick name da blog, sono persone, coscienze, storie. Buonismo? No, non credo. E’, direi, una forma mentis, un modo di essere. Che mi fa diventare antipatica e pedante, capisco, ma tant’è.

Detto questo, chiudo l’inopportuna parentesi.

PS- concordo con Tripudio, credo anch'io che i lettori più numerosi di questo blog siano anche i più silenziosi.

mic ha detto...

sono d'accordo con Jo.

Del resto la nostra selezione è come sempre oculata e rispettosa. Non è che sia cambiato qualcosa.
Semplicemente Francesco ha fatto un'esternazione che riguarda numerosi messaggi di Lvvf et alii, che è sempre stato normale non 'passare' perchè sono nell'ordine delle accuse gratuite e dell'ironia distruttiva e non dei contributi.
Ma il fatto che continuino ad inondarci vuol dire che sono sempre 'di vedetta'...

mic ha detto...

Tripudio,
devo dire che il tuo articolo è 'magistrale'! ;)

dovrò farne una sintesi, per il sito, con quel che abbiamo aggiunto qui, soprattutto in ordine al potere dell'iniziatore, che mi pare evidente che ha (e se lo prende tutto esercitandolo soprattutto dal vaticano-domus) il potere di comportarsi come il papa della 'chiesa parallela', ora entrata dalla porta principale, che 'evangelizza' i vescovi cattolici convocati quasi fossero visite ad limina...

io lo trovo inaudito! Ma viviamo in un'epoca in cui mi pare che tutto gira al contrario.

Francesco ha detto...

Ho fatto passare il commento delle 18,49 del solito noto.
Cara Jonathan, dicci un po' cosa ne pensi.
Sei sempre della medesima opinione?

strl ha detto...

Caro Francesco,
devo dire che i post di Anonimo & Co sono MOLTO COSTRUTTIVI e, come direbbe il mio professore, perfettamente in tema... sigh!
A questo punto posta anche quello di Alino che mi viene da ridere!
strl

mic ha detto...

caro Francesco,
non c'era bisogno di dare la dimostrazione a Jonathan. Gli altri messaggi sono anche molto peggio...
Credo che con la mia precisazione precedente il discorso fosse chiuso e val meglio la pena sviluppare qualche spunto inquietante... ad esempio l'esorbitante potere di Arguello. O no?

Possiamo, per esempio fare un'ipotesi, da dove deriva uno sbragamento così totale della gerarchia?

mic ha detto...

cerchiamo di scrivere per i lettori 'silenziosi', che cercano informazioni e chiarimenti e lasciamo da parte un po' di puntiglio che ogni tanto può affiorare, ma che è bene contenere perché non serve a nulla

Emma ha detto...

Che Kiko Arguello disponga di un potere anomalo nella Chiesa è palese.
Ma da solo di certo non avrebbe potuto arrivare a tanto.
È solo la punta dell`iceberg.
La parte visibile di un fenomeno occulto.

Francesco ha detto...

caro Francesco,
non c'era bisogno di dare la dimostrazione a Jonathan. Gli altri messaggi sono anche molto peggio...


Mic,

premesso che voglio bene a Jonathan perchè a volte posta delle belle cose che ci aiutano a capire, credo fosse necessario invece dimosrarle che la decisione di non passare i commenti del solito noto, travestito ora da anonimo, ora da LVVFL...ecc, non era e non è da parte nostra una chiusura verso il dibattito democratico e civile.

Il suo lungo commento di ieri sera in cui in qualche modo la stessa Jo dà una lezione di libertà di espressione e di opinione ( condivisibilissima sul piano teorico) avrebbe potuto essere travisato dalle centinaia (spesso migliaia,quotidianamente) di amici che leggono questo blog.

Dunque portare l'esempio del post offensivo ( e non era certo il peggiore) di questo sciocco individuo che si qualifica da sè anche sul piano umano) era invece oltremodo necessario affinchè chiunque, leggendo, potesse capire quale tipo di "politica" si usa da sempre in questo blog, nel quale la regola essenziale è: massimo rispetto per le persone, ma confutazione fino allo spasimo dell'errore!

Chiuso il discorso.

by Tripudio ha detto...

Non dimentichiamo la sua musa ispiratrice, la Carmen. Quella che con un linguaggio simile a quello dei mafiosi, a giugno 2002 affermò: "questo pontificio consiglio avrà un futuro immenso, se appoggerà il Cammino Neocatecumenale".

Un "pontificio consiglio"... avrà un "futuro immenso"?

Che significa?

Cosa stava promettendo la Carmen, e che titolo aveva per prometterlo?

Alla Domus quest'anno ci sono andati circa 250 vescovi (dunque nel borsavalori curiale Kiko è in ribasso: la volta scorsa erano circa 300).

Forse i circa 250 vescovi hanno avuto promesse/minacce dello stesso genere di quella fatta pubblicamente dalla Carmen a giugno 2002 alla cerimonia ufficiale degli statuti temporanei?

Francesco ha detto...

250 vescovi!!!

Anche se in ribasso, è un numero enorme.
A maggior ragione se si considera che i 250 provenivano grosso modo da tutte le diocesi del mondo.

Una riunione privata?Un convegno? Una "convivenza"?
Di più!
Decisamente molto, ma molto di più!

Il primato petrino romano davanti a questo genere di notizie mi sembra sempre più evanescente...

jonathan ha detto...

C’è stato a Roma un incontro organizzato da mons. Fisichella per meglio definire ‘gli orizzonti storici, epistemologici e pastorali della nuova evangelizzazione’ in vista del Sinodo di ottobre che verterà su un tema analogo. Evidentemente questi 250 vescovi ospiti di Kiko non si pongono tante domande, hanno già trovato la loro risposta nel cammino. Fisichella nel suo intervento introduttivo parla della perdita del senso del sacro. Ma anche lui era presente all’annuncio dell’approvazione del direttorio. Come possono credere che le celebrazioni nc possano porre rimedio alla scristianizzazione? Come possono credere che sostituire l’altare con una mensa possa restituire il ‘senso del sacro’? Questi pastori non conoscono più il cuore degli uomini, e non lo conoscono perché hanno dimenticato Dio, studiano, discutono, ma hanno perso di vista la parte migliore. Non so cosa deve ancora accadere perché se ne rendano conto.

PS- Per Francesco. Hai fatto bene a ‘dimostrare’: il turpiloquio non serve a niente. Sono stata inopportuna, ma sono i miei limiti e comunque è servito almeno a chiarire. Grazie per la pazienza.

Alessio ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
by Tripudio ha detto...

Dice Alessio a Francesco: "sei più intollerante di tutti gli NC che conosco!"

Ma allora lo ammetti!! Lo ammetti che i NC sono intolleranti!!

[scusate, non resistevo alla tentazione di una sana risata]

Anonimo ha detto...

Il potere di Kiko?Sono i soldi,non ci avevate pensato?Milioni e milioni di euro spediti dai catechisti versati dai poveri e ignari "fedeli" ai vari passaggi,obbligati a dare tutto quello che hanno , a vendere tutto quello che possiedono.

Lucia ha detto...

Il potere di Kiko? Amici miei,quando a un vescovo ti presenti con un offerta di milioni di euro(e ne ha tanti Kiko perchè tutto il mondo dei ncm gli spedisce soldi, offerte continue di soldi a valanghe,dati ai passaggi, ma tanti, proprio tanti), capisci subito quale sia il suo potere!