mercoledì 16 marzo 2011

IL RENDICONTO DELLA “SPAZZATURA”


La Santa Quaresima impone, senza polemiche di sorta, una sia pur breve riflessione sull’uso del denaro (definito dai NC “spazzatura” e, in genere, raccolto significativamente in sacconi di plastica destinati appunto alla raccolta, nemmeno differenziata, delle immondizie).

L’ art 4, dello Statuto Neocatecumenale approvato l’11 maggio 2008 così recita al paragrafo 3: “ Nelle comunità vengono effettuate collette, in risposta a varie necessità. Spetta ai responsabili delle comunità, nonché alle équipes responsabili del Cammino a ogni livello, assicurare che la gestione di tali collette avvenga con grande senso di responsabilità e nel rispetto del Diritto”.

Vediamo di intenderci:
  • Le collette di cui trattasi - in aggiunta alla “decima”, peraltro non nominata dallo Statuto, ma di fatto richiesta - sono quelle effettuate nelle “comunità” in genere “in risposta” a necessità varie e non meglio qualificate, ma individuate di volta in volta, e in modo unilaterale e insindacabile, dai responsabili delle singole comunità e/o di concerto con i catechisti di vario grado nella gerarchia neocatecumenale;

  • Lo Statuto prevede espressamente che i responsabili di ogni comunità sono tenuti ad una gestione non solo “ responsabile” di tali entrate, ma anche “nel rispetto del Diritto”. Dunque alla dimensione, per così dire, morale di questa gestione si associa inequivocabilmente una dimensione “legale”. Inoltre si aggiunge significativamente che alla trasparenza nella gestione di ogni entrata oltre ai responsabili delle singole comunità sono anche chiamati (evidentemente come controllori e garanti) i “responsabili del Cammino ad ogni livello”;

  • Alle entrate derivanti dalle “collette” di cui sopra vanno aggiunti con ogni evidenza i proventi derivanti da donazioni liberali alla singola comunità o al Cammino in genere, ma soprattutto gli introiti regolarmente realizzati ad ogni “passaggio” (almeno dallo Shema in poi), durante il quale ogni “scrutinato” deve più o meno spontaneamentre “rinunciare” ad un oggetto di particolare valore, (l”idolo” di turno).
Non vogliamo minimamente sindacare, perché non ne avremmo nemmeno lontanamente il diritto, i modi e le forme di destinazione dei proventi - certo non insignificanti - del Cammino. Crediamo tuttavia che il preciso richiamo al “Diritto” contenuto nell’art.4, paragrafo 3 dello Statuto, imponga a tutti i livelli, a partire dalle più piccole comunità esistenti nelle parrocchie, una sia pur periodica ed essenziale rendicontazione delle Entrate e delle Spese.

Da quanto ci risulta a tutt’oggi in NESSUNA comunità, ma neanche ai livelli gestionali più alti (ad es. i “Centri Neocatecumenali”) tale rendicontazione è mai avvenuta né prima né dopo l’approvazione definitiva dello Statuto.

Si chiede troppo se si invitano gli interessati, anche per concreto rispetto dei contenuti fondanti del loro recente annuncio della Quaresima, di voler provvedere?

25 commenti:

Anonimo ha detto...

Fiato sprecato. Figurarsi se i responsabili e i catechisti pubblicheranno mai i bilanci delle entrate e delle spese. Siete troppo ingenui.

mic ha detto...

non lo faranno soprattutto perché non verrà loro richiesto, come del resto non viene richiesto a nessun livello del cammino di fare rendicontazioni del genere.

Ma anche questo dovrebbe servire da campanello d'allarme ai 'camminanti'

Anonimo ha detto...

No,i neocatecumenali non lo faranno.Ma qualche "fratello" mi sta leggendo e le voglio chiedere:è normale che si dimentichi un comportamento trasparente,di rispetto e delicatezza verso tutti,specie verso chi si è privatiato con generosità dei propri averi,soltanto perchè Kiko probabilmente ha comandato che i fratelli non devono sapere,ma soltanto i catechisti(che grati ficati Stanno muti)?

by Tripudio ha detto...

Negli altri movimenti e comunità ecclesiali, se proprio ci sono le "decime", non sono né percentuali prefissate né obbligatorie.

Un esempio è il "fondo comune" (spesso detto "decima") degli iscritti alla Fraternità di Comunione e Liberazione (chi partecipa a CL senza essere iscritto alla Fraternità non vi è tenuto).

Del "fondo comune", di cui anno per anno viene dato rendiconto durante gli esercizi spirituali, viene ripetuto insistentemente che non è importante quanto si dà (la cifra viene stabilita con discrezione e liberamente da ogni iscritto e non è conosciuta dai responsabili), ma conta solo la fedeltà al gesto.

Assai diverso è il discorso delle comunità religiose dove vige il voto di povertà. Ma il Cammino non è una congregazione religiosa.

Nel Cammino Neocatecumenale abbiamo una situazione a dir poco strana:

- si pretende la "decima" da tutti i partecipanti

- la gestione delle "decime" non è "trasparente" (cfr. anche il primo commento di questa pagina)

- si va addirittura a sindacare sull'entità della decima (se uno notoriamente guadagnasse 10.000€ al mese, cosa direbbero i suoi cosiddetti "catechisti" nel vedersi versare solo 5€ mensili di "decima"?)

- tutto questo senza contare le raccolte di fondi (cosa dicono i cosiddetti "catechisti" quando una raccolta fondi non raggiunge la soglia che avevano in mente?)

Alessio ha detto...

la richiesta di trasparenza nasconde un giudizio sull'utilizzo di questi soldi e sul modo in cui sono raccolti.

Giudizio non espresso chiaramente per la paura di che cosa?

Io sono un responsabile, che usa il denaro, moralmente, giuridicamente, e liberamente secondo le direttive datemi, in modo ineccepibile. raccoglie denaro in modo trasparente senza adoperare coercizione di alcun tipo.

perchè usare le parole "più o meno liberamente"?

Tu hai fatto parte del CNC, ti senti frodato, oggetto di coercizione per le collette fatte?

Tutti coloro che si sentono oggetto di questo, per l'oggi o come per il passato, sono invitati a riferire davanti alle pubbliche autorità le loro richieste e considerazioni, per il loro bene e per quello di altri.

ma "sussurrare" in modo più o meno velato accuse infamanti non è da tollerare, neppure per me che ammetto di avere dubbi e confusioni dottrinali e in particolar modo liturgiche.

A quando un ritorno alle questioni dottrinali, o si ritiene la partita chiusa?

Alessio

mic ha detto...

ma "sussurrare" in modo più o meno velato accuse infamanti non è da tollerare, neppure per me che ammetto di avere dubbi e confusioni dottrinali e in particolar modo liturgiche.

non ci siamo, Alessio,
come puoi definire "accusa infamante" la constatazione dell'assenza di trasparenza e rendicontazione nel cammino nc?

A quando un ritorno alle questioni dottrinali, o si ritiene la partita chiusa?

la partita delle questioni dottrinali, purtroppo non è affatto chiusa e certamente ci torneremo.

D'altronde, se la Liturgia è veramente culmine e fonte della nostra fede nel senso che ad esso tutto portiamo 'rivolti' al Signore e da essa tutto riceviamo a nutrimento della nostra vita spirituale, che ovviamente feconda quella materiale, quali potranno essere i frutti di una liturgia che è profanazione?

La mancanza di trasparenza è il minimo...

Alessio ha detto...

No Mic, l'accusa infamante non è la richiesta di trasparenza, ma il "più o meno liberamente".

Su questo è bene intendersi, perchè il messaggio non è edificante.

Dimostrami quando non è libero il donare. se ci sono dimostrazioni allora si va dai carabinieri.

Io ad esempio ho un blocco in cui riporto ingressi ed entrate, alcune sono senza nome perchè sono aiuti richiesti in modo segreto a me che sono il responsabile. E tutti sanno che se vogliono stare nella comunità, questa è la regola: non sappia la mano destra cosa fa la sinistra.

i soldi dello shemà sono stati inviati con bonifico bancario alla Fondazione con la causale.

I soldi e i proventi dei beni del rito del secondo scrutinio sono stati schedati, con foglio firmato dal parroco, responsabile e vice, letti a tutti, e poi messi in un conto corrente a triplice firma, con destinazione poveri, da individuare consultando chi nella parrocchia fa questo come missione.

Trasparenza che vuol dire? la legge mi impone di pubblicare questa mia contabilità su un quotidiano? Chi ha dato, può chiedermi chiaramente cosa ne ho fatto (cosa che faccio tutte le volte che li uso) e io risponderò se chi me lo chiede ne ha titolo.

altra trasparenza non ci DEVE essere. perchè a casa mia si chiama FARSI I FATTI DEGLI ALTRI. non ho il dovere di dirti cosa ci faccio. e se pensi male, allora il problema non riguarda me, ma te che giudichi.

Quindi, bene l'appello alla rendicontazione, per coloro che della comunità fanno parte e lo richiedono.

Invece male le supposizione "più o meno" velate.

Francesco ha detto...

Non era Alessio qualche tempo fa che si diceva disgustato dalla nostra insistenza su questioni dottrinali a dir suo "superate".
Forse che toccare il tema denaro crea problemi a qualcuno nel CNC?

Francesco ha detto...

altra trasparenza non ci DEVE essere. perchè a casa mia si chiama FARSI I FATTI DEGLI ALTRI. non ho il dovere di dirti cosa ci faccio. e se pensi male, allora il problema non riguarda me, ma te che giudichi.

Occorrerebbe vergognarsi di scrivere queste cose.

La trasparenza non è affatto sinonimo di invadenza e di violazione della privacy.
Esistono mille e uno modi per essere trasparenti senza entrare nel vissuto e nei problemi altrui.

Queste frasi fatte, ripetute a ritornello da ogni neocatecumenale, nascondono un pauroso vuoto morale prima ancora che teologico.

Che Iddio vi perdoni!

Maranatha ha detto...

Credo che la cosa migliore, sia un quadernone di entrate e di uscite che tiene il responsabile di ogni comunità, e quando un fratello della comunità stessa o catechista richiede la visione, possa essere mostrata, cosi c'è trasparenza e riservatezza.

by Tripudio ha detto...

Alessio dice:

E tutti sanno che se vogliono stare nella comunità, questa è la regola: non sappia la mano destra cosa fa la sinistra.

Voglio tralasciare il fatto che la motivazione data è una forzatura letteralista delle parole del Vangelo. A questo punto, non si capisce perché i neocatecumenali non siano tutti mutilati: dopotutto se il tuo occhio ti è di scandalo, càvalo, e se la tua mano ti è di scandalo, tàgliala, e poi si sa che l'uomo giusto pecca 7 volte al giorno, dunque qualche occhio e qualche mano neocat sicuramente prima o poi serviranno a peccare... Dunque? Come mai siete letteralisti solo sui passi della Scrittura che vi fanno comodo?

Ma veniamo alla questione economica.

Anzitutto il CNC si fonda su un obbligo economico dei suoi aderenti (cosa che vi guardate bene dal precisare in dettaglio: dopotutto "non sappia la tappa X cosa si fa nella tappa X+1", no? Infatti l'«arcano» vi serve proprio a nascondere le brutte sorprese, di modo che i poveri adepti si trovino di fronte al "fatto compiuto" e non possano tirarsi indietro senza dover abbandonare definitivamente e bruscamente il CNC).

Al danno della mancanza di rispetto per la libertà dei neocatecumenali si aggiunge la beffa della mancanza di trasparenza.

Probabilmente tu non hai mai avuto da soffrire per guadagnarti il pane, non hai mai dovuto veramente faticare per tenere in regola e nella decenza il bilancio familiare. Altrimenti non tratteresti così i soldi altrui (specialmente di fronte al fatto che quelle persone hanno fatto sacrifici per versarli, sacrifici che eviterebbero volentieri: provate ad utilizzare il metodo di CL e guardate quanti soldi in meno guadagna il CNC... allora sì che potrete dire quanto c'era di donato col cuore, e quanto c'era invece di esazione neocatecufiscale).

Ecco dunque che si possono confrontare i due tipi di approccio alla "decima": quello di CL e quello del CNC (in realtà potrei fare diversi altri esempi, ma trattandosi di piccole comunità preferisco mantenere discrezione; aggiungo solo che in linea di massima fanno praticamente tutte come CL).

Dunque, nel CNC la "decima" è una tassa obbligatoria ed i cosiddetti "catechisti" fungono da esattori fiscali e gestori del patrimonio.

Anche nella Fraternità di CL la "decima" è obbligatoria, solo che nessuno può controllare che paghi (né i responsabili, né i parenti, né i conoscenti), e nessuno può controllare quanto hai scelto di versare.

Mentre in CL si danno da fare per rendicontare come vengono usati i soldi del "fondo comune", nel CNC è tutto un "arcano", è tutto un maneggio dei cosiddetti "catechisti". E troviamo su questo blog perfino gente che viene a difendere quella mancanza di trasparenza!

Ti dico tutte queste cose, Alessio, per ricordarti che qui stai parlando con persone adulte come te.

Non abbiamo mica l'anello al naso e la sveglia al collo.

Lo sappiamo bene che esistono infiniti modi di "coercizione" che non sono sufficientemente circostanziabili per una denuncia dai carabinieri. Forse sarebbe mancato rispetto della libertà solo ciò che è denunciabile dai carabinieri?

Vedi, nella foga di controbattere metti sullo stesso piano la legge di Dio e la giurisprudenza umana.

Nella prima vale ciò che hai in cuore (anche quando nessuno ci fa caso). Nella seconda, invece, vale solo ciò che è dimostrabile in tribunale; e la seconda, ricordati, è quella che può "legalizzare" tante ingiustizie (come l'aborto).

Insomma, al di là di ciò di cui si discute in questa pagina, per il bene della tua anima ti invito ad interrogarti almeno su:
- su come mai hai utilizzato a tuo comodo la Scrittura per giustificare un comportamento discutibile (il CNC e le "decime")
- e su come mai hai confuso di fatto la legge di Dio con la giurisprudenza umana.

Francesco ha detto...

Difendere l'anarchia contabile dei catechisti con sofismi non è cosa buona nè giusta!

Alessio ha detto...

X Francesco. No non sono io che ritengo superate le questioni dottrinali, nè quelle liturgiche. ma questi tread non fanno altro che rafforzare coloro che hanno dei dubbi interiori. perchè di fede si parla, di quale fede si parla. il contorno è plausibile.

X By tripudio. Come ti sia permesso di pensare che io non mi sia sudato i soldi, non lo so. sarà stata una tua leggerezza, ma davvero ti squalifica ai miei occhi.

X maranathà. Hai ragione, è quello che faccio io.

X By tripudio: ancora affermazioni infamanti: COERCIZIONE. ma di cosa stai parlando? Ti rendi conto della diffamazione che pronunci? io mi sento offeso da ciò. ma siccome non penso che tu lo pensi veramente cerco di interpretare ciò che dici.
DARE SOLDI PER QUALCOSA CHE RIGUARDA L'EVANGELIZZAZIONE E LA RELIGIONE Dà FASTIDIO. già i comunisti lo chiamavano oppio per i popoli. semmai il punto è che tutti siano consapevoli di quale religione si sta parlando. Se contesti questo, allora ti seguo volentieri nell'analisi.

X francesco. Sì che iddio mi perdoni, ma non per le raccolte, forse perchè non do culto a Dio nel modo migliore. Prega per me per questo, e davvero mi sarai fratello.

Michela ha detto...

Caro Alessio,
da come parli sembra che tu abbia fatto da poco il secondo passaggio,
e ancora non ti rendi conto di quanta violenza sia insita dentro il sistema settario di raccolta delle decime.

A te, in quanto responsabile, viene detto di non preoccuparti, basta solo che tu mantenga il segreto sulla destinazione dei soldi. E questo ti dà l'illusione di essere nel giusto.
Ai fratelli viene detto di dare comunque la decima e di richiederla indietro - cioè secondo le parole di Kiko- di 'umiliarsi' davanti al responsabile, se la famiglia ne ha bisogno, e chi non lo fa, viene accusato di essere 'un orgoglioso'

Invece tutto questo è terribilmente umiliante e lesivo della dignità di un capo-famiglia

Arriverà il momento, se non è già arrivato, che tu, come responsabile, sarai messo nella condizione di giudicare i tuoi fratelli, per decidere a chi dare di più, e chi 'si merita' meno soldi oppure niente.

Tra un po' non potrai più 'amministrare' tutti i soldi della decima, perchè una parte andranno al cammino, una parte al parroco e il resto per le spese della comunità. Sarai costretto a decidere a chi dare e a chi non dare quel poco denaro che resterà.

Il sistema della decima è lesivo anche della libertà della persona,
perchè tra un po' di tempo, tutti sapranno quanto guadagnano i fratelli, chi dà e chi non dà la decima .

Il dare la decima è un atto pubbblico, per cui, per usare le tue parole, 'la destra sa benissimo cosa fa la sinistra'.
In seguito, attravero i gruppi dei garanti e negli scrutinii, si viene a sapere tutto dei bisogni finanziari delle famiglie, e si fanno pressioni perchè tutti diano la decima, se vogliono continuare a fare il cammino.

strl ha detto...

Ciao Alessio.
Devo dire che sei uno dei pochi responsabili che, se non altro, cerca di essere "ordinato" nelle questioni monetarie.
A quale fondazione ti riferisci quando scrivi:
"
i soldi dello shemà sono stati inviati con bonifico bancario alla Fondazione con la causale
"
?

Altra nota:
lascia perdere la legge, i carabinieri etc. perché diventa una cosa ridicola. Tra l'altro mai sentito parlare di riciclaggio e di divieto di movimentare denaro contante (vedi pagamenti) superiori a 5000 euro?
E siccome la decima si paga (contante) anche sulle donazioni ed eredità ti pare che sia pienamente rispettata la legge?
Ma, come detto, lasciamo perdere.

Il rendiconto non è tanto e non solo per rispettare la legge ma qualunque, passami il termine, "amministratore" ha tutto l'interesse a far capire come ha speso i soldi proprio per evitare (come ho visto fare ad un povero responsabile) di esserserli rubati!
O, in un altro caso, di non averli dati correttamente secondo le esigenze.



Sinceramente questo circolo chiuso (la comunità raccoglie i soldi e li destina ai poveri (se stessi)) è una delle cose che mi ha più rattristato.
E lascia perdere il secondo passaggio perché è uno dei pochi momenti in un po' di soldi fisce fuori dal Cammino!
ciao

Michela ha detto...

poi c'è la raccolta nei famosi sacchi neri,
-fatta agli annunci, tre volte all'anno,
-fatta nelle convivenze, sempre per gli itineranti.
Su queste non c'è nessun rendicontazione, non viene neanche comunicato quanto è stato raccolto.

Poi ci sono raccolte di fondi, fatte anche attraverso conti correnti per es. a beneficio dei seminari.

Alessio ha detto...

X Emma e Strl

avrei voglia di rispondervi nel merito, ma essendo difficile comunicare sotto "ghigliottina francescana", se volete potete farmi domande alla mia mail, che mic vi potrà tranquillamente comunicare in privato.

saluti, Alessio

strl ha detto...

caro alessio,
se vuoi scrivimi pure.
la mia email è:
strstrlove@gmail.com
ciao

Alessio ha detto...

probabilemnte lo farò STRL, ma siccome ritengo di poter dare un contributo, almeno in termini di chiarezza, almeno per le differenze fra CNC e "resto del mondo", aspetto di ristabilire con serenità un rapporto civile con uno dei moderatori; rapporto civile che ricerco, ma che per il mio carattere permaloso e tagliente (e forse anche per il suo), spesso do la sensazione di non volere.

Al.

blues ha detto...

Se invio un commento, pensi di pubblicarlo o lo getti nella spazzatura come quello precedente di un paio di settimane fa (tra l'altro non ho capito il motivo dato che era estremamente moderato)? Giusto per non perdere tempo...

Blue

mic ha detto...

non ricordo di averle censurato commenti, forse lo avranno fatto altri moderatori...

ricordo tuttavia che di norma censuriamo gli insulti nonché i peana di camminanti che dicono cose che la nostra esperienza ci fa riconoscere non vere e che abbiamo confutato migliaia di volte.

by Tripudio ha detto...

Sottolineo ancora una volta alcuni punti, a beneficio di chi insiste a non capire (o peggio, a fingere di non aver capito).


1) trasmettere la fede non deve intaccare lo "stipendio" del destinatario.

Se un qualsivoglia "itinerario" di fede pone una "tassa" ai suoi partecipanti, allora sta partendo col piede sbagliato.

Un conto è chiedere una "libera" donazione (che essendo "libera" non deve essere sottoposta a controlli "fiscali" ma soltanto al buon cuore e alla discrezione di chi dona).

Altra storia è invece il chiedere una "tariffa" prefissata (che può essere chiamata in ogni modo, ma finisce per essere una "tassa per farsi evangelizzare").

Per quel che riguarda i soldi, nella Chiesa si è agito sempre lasciando la massima libertà a chi dona, salvo rare eccezioni. Per esempio: in certe condizioni sono stati stabiliti dei "minimi" (come per l'offerta per la Messa), solo per ovviare a dei diffusi abusi.

In altre situazioni è stata stabilita una cifra precisa (come per esempio la "retta" per i seminaristi in certi seminari) solo per conclamata e inevitabile necessità (ma mentre la necessità è comprensibile, in quei casi si è finito per far "pagare la formazione sacerdotale" ai futuri sacerdoti, il che non è molto cristiano).

Ebbene, la maniera surrettizia in cui viene imposta la "tassa per i camminanti" (pomposamente definita "decima"), è un quantomeno un valido argomento per valutare cos'è veramente il Cammino Neocatecumenale.

In altri ambienti ecclesiali, come già esemplificato anche qualche commento più sopra, non c'è la "tassa" ma la libera donazione, senza alcun controllo (si vede che quelli che ho citato si fidano di più della Provvidenza, mentre le gerarchie neocat non si fidano e perciò hanno bisogno di quel curioso meccanismo della "decima" e di quelle miserabili "motivazioni" con lettura selettivamente letteralista del Vangelo).

by Tripudio ha detto...

A coloro che vengono alla fede, gli Apostoli non hanno imposto fardelli insopportabili, tanto meno "tasse" in natura economica.

2) chi ritiene "normale" la "tassa" sul neocatecumenato, sta di fatto giudicando lo "stipendio" dei "camminanti".

Non c'è niente di più fastidioso del sentirsi dire: "se vuoi far parte di questa comunità, devi sborsare! queste sono le regole!"

Ora, solo due tipi di persone possono parlare in quel modo, "disprezzando" (di fatto: disprezzando) le risorse economiche di coloro che non conoscono.

E lo sappiamo bene: sono o le persone che vivono negli agi, oppure coloro che disprezzano la povertà altrui.

Quando si tratta di diffondere la fede, è completamente contro la carità stabilire una "tassa" da pagare, per di più in modo ingannevole (avrebbero dovuto dirlo dal primissimo minuto del primissimo incontro del primissimo "annuncio": guardate che se vorrete continuare qui, prima o poi vi toccherà versare la "decima" dello stipendio! e succederà in un momento in cui le circostanze vi renderanno psicologicamente difficilissimo tirarvi indietro!)

Quindi, se un neocatecumenale corre qui a difendere le "decime", non sta difendendo il Vangelo ma sta difendendo il meccanismo di tassazione del Cammino.

È inutile piantare su questa pagina commenti del tipo: "ooh, è infamante ciò che dici, ooh, è diffamante ciò che dici, ooh, mi offende ciò che dici..."

Quello che è infamante è la difesa dell'esazione della "decima" dai neocatecumenali: chi la difende, sta partendo dal presupposto che per crescere nella fede occorra farsi estrarre una certa quantità di soldi, in percentuale prefissata dello stipendio, andando di fatto contro la libertà dei singoli, e favorendo di fatto il patrimonio del Cammino.

Sarebbe poi "diffamante" il trarre le conclusioni più ovvie?

Ma noi siamo ormai abituati ad essere giudicati così dai neocatecumenali. Ogni volta che diciamo la verità sul Cammino, veniamo giudicati e diffamati dai difensori del neocatecumenalismo, che si sentono "offesi" ogniqualvolta viene rivelato al mondo qualcosa di "interno" del Cammino...

by Tripudio ha detto...

Infine, i neocatecumenali cercano sempre di cambiare discorso. Per esempio dicendo che il mondo giudica scandaloso che si diano soldi per l'evangelizzazione e per la fede.

3) ma le "decime" del Cammino servono solo al Cammino.

Il CNC si guarda bene dal versare soldi a realtà che non siano già neocatecumenali o almeno "rapidamente neocatecumenalizzabili".

Questo è uno dei motivi per cui un adepto neocat si è permesso, candidamente, di dire nel primo commento di questa pagina: "fiato sprecato, figurarsi se i responsabili pubblicheranno mai i bilanci delle entrate e delle spese".

Così, abbiamo il confronto paradossale:

- negli altri ambienti ecclesiastici le donazioni sono libere, vengono rendicontate, vengono usate anche verso l'esterno

- nel Cammino le donazioni non sono libere (di fatto non lo sono! di fatto è una "tassa"!) non vengono rendicontate ("figurarsi!" dice il neocat in cima a questa pagina) e vengono usate solo per il Cammino.

Ora, se io fossi un neocatecumenale e dicessi: "la mia decima questo mese l'ho versata ad un monastero di monache di clausura che non c'entra niente col Cammino", il cosiddetto "catechista" cosa fa?

Ringrazia di tutto cuore il Signore perché un "camminante" è stato generoso a sostenere un'opera di Dio?

Oppure finge di elogiare quel gesto ma osserva a denti stretti che i soldi vanno versati al Cammino perché così è la "regola"? (e quale regola? in che parte dello Statuto?)

Oppure sgrida il "camminante" e gli impone di versare ugualmente una "decima" al Cammino?

strl ha detto...

Per una singola persona non mi è mai capitato di vedere la reazione dei catechisti.
Ma quando l'intera comunità, nella raccolta mensile della decima, RACCOGLIEVA POCO, prima di tutto il responsabile faceva, su pressione dei catechisti, il pistolotto sulla libertà dal dio denaro e simili; poi regolarmente al primo incontro con i catechisti ulteriore pistolotto specifico con frasi del tipo "non si può essere avari con Dio", "siete tirchi, schiavi del denaro" etc.
E guai se qualcuno accennava minimamente alle difficoltà economiche della vita per giustificarsi... La risposta era: "Dio provvede a tutto. Quindi non ti preoccupare di cosa mangarai etc. etc." citando il noto passo del Vangelo.
ciao


"
- nel Cammino le donazioni non sono libere (di fatto non lo sono! di fatto è una "tassa"!) non vengono rendicontate ("figurarsi!" dice il neocat in cima a questa pagina) e vengono usate solo per il Cammino.

Ora, se io fossi un neocatecumenale e dicessi: "la mia decima questo mese l'ho versata ad un monastero di monache di clausura che non c'entra niente col Cammino", il cosiddetto "catechista" cosa fa?

Ringrazia di tutto cuore il Signore perché un "camminante" è stato generoso a sostenere un'opera di Dio?

Oppure finge di elogiare quel gesto ma osserva a denti stretti che i soldi vanno versati al Cammino perché così è la "regola"? (e quale regola? in che parte dello Statuto?)

Oppure sgrida il "camminante" e gli impone di versare ugualmente una "decima" al Cammino?
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