domenica 13 marzo 2011

Mons. Fisichella prepara la "nuova evangelizzazione". Che ruolo avrà il Cammino neocatecumenale?

C’è stato a Roma un incontro organizzato da mons. Fisichella per meglio definire ‘gli orizzonti storici, epistemologici e pastorali della nuova evangelizzazione’ in vista del Sinodo di ottobre che verterà su un tema analogo. E' da presumere che le centinaia vescovi periodicamente ospiti di Kiko Arguello in Galilea non si pongano tante domande, ma abbiano già trovato la loro risposta nel cammino. Fisichella nel suo intervento introduttivo parla della perdita del senso del sacro. Ma anche lui era presente all’annuncio dell’approvazione del direttorio. Come possono credere che le celebrazioni nc possano porre rimedio alla scristianizzazione? Come possono credere che sostituire l’altare con una mensa possa restituire il ‘senso del sacro’? Questi pastori non conoscono più il cuore degli uomini, e non lo conoscono perché hanno dimenticato Dio, studiano, discutono, ma hanno perso di vista la parte migliore. Non so cosa deve ancora accadere perché se ne rendano conto.

Estraggo l'incipit e due passaggi successivi del discorso di Fisichella [testo integrale qui] e noto con sgomento come si parli tanto di metodi e di strategie, ma non venga mai nominato il Signore, se non parlando di una generica rigenerazione operata "dalla forza dello Spirito Santo" e annoverandoLo tra i fondamenti posti in discussione:
Con la Lettera Apostolica Ubicumque et semper, lo scorso 21 settembre Benedetto XVI ha istituito questo Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione con lo scopo di «Offrire delle risposte adeguate perché la Chiesa intera, lasciandosi rigenerare dalla forza dello Spirito Santo, si presenti al mondo contemporaneo con uno slancio missionario in grado di promuovere una nuova evangelizzazione. Essa fa riferimento soprattutto alle Chiese di antica fondazione, che pure vivono realtà assai differenziate, a cui corrispondono bisogni diversi, che attendono impulsi di evangelizzazione diversi». Uno sguardo ai cinquant'anni che stanno alle spalle mostra con evidenza che questa istituzione viene a porsi a conclusione di un cammino che ha visto il concilio Vaticano II come iniziale propulsore perché la Chiesa riprendesse con vigore rinnovato il suo impegno di evangelizzazione.

[...] Per riprendere sempre il pensiero di Giovanni Paolo II nella Christifideles laici, essa è piuttosto la capacità di «Rifare il tessuto cristiano della società umana. Ma la condizione è che si rifaccia il tessuto cristiano delle stesse comunità ecclesiali che vivono in questi Paesi e in queste nazioni» (n. 34). Lo sguardo del Papa, quindi, è rivolto verso quei paesi che conosciamo come l'Occidente, o il primo e secondo mondo dove il progresso economico, scientifico e tecnologico hanno messo in crisi il senso stesso di Dio e del suo valore per l'esistenza personale, vittima di quel processo di secolarismo che spinge a vivere nel mondo etsi deus non daretur. Anche se permane in molte Chiese un profondo senso religioso che si esprime in una vita di fede e di tradizioni religiose, queste non sono accompagnate da un altrettanto profondo sostegno dell'intelligenza in grado di comunicare la ricchezza dell'esperienza e del patrimonio della fede, verificando spesso allergia per queste forme e passaggio alle sette dove l'emotività e il fondamentalismo hanno la meglio. [caratteristiche del Cnc ampiamente riscontrate e documentate]

[...] sarà necessario per noi, per quanto possibile, tenere costantemente presenti alcuni interrogativi:

- Chi è il soggetto della nuova evangelizzazione?
- Quali contenuti peculiari possiede la nuova evangelizzazione?
- Quali metodologie appronta la nuova evangelizzazione?
- Chi è il destinatario della nuova evangelizzazione?
- Come rapportarci alle diverse culture e tradizioni ecclesiali in cui si compie la nuova evangelizzazione?

[...] abbiamo pensato di articolare la problematica con tre introduzioni che desiderano ripercorrere l'orizzonte storico, in quanto la Chiesa nei momenti di maggior crisi culturale si è impegnata di fatto con una sempre nuova evangelizzazione; l'orizzonte epistemologico, in modo da creare un fondamento stabile e coerente con i contenuti che dovranno essere oggetto di evangelizzazione; infine, l'orizzonte pastorale, per verificare in quali condizioni e attraverso quali concrete azioni si può attuare con efficacia la nuova evangelizzazione. [e, mentre ancora si esplorano gli orizzonti, molti fedeli assetati di una vita sacramentale sana e feconda muoiono di sete o vengono sviati. Invano il Papa ha indetto l'anno sacerdotale, che invitava a valorizzare, sull'esempio del Santo Curato d'Ars, l'Eucaristia -quella vera- e la Penitenza insegnate e vissute in maniera sana e autenticamente cattolica]
Resta, inquietante, una domanda: che ruolo avrà il Cnc in tutto questo? Dopo il 17 gennaio c'è da temere e non poco che la cosddetta "nuova evangelizzazione", possa diventare la proliferazione di "nuove comunità" NC, che in molti luoghi sono già arrivate a sostituirsi alla Chiesa.

Pensiamo ci sia una sottile ragione per cui alcuni vescovi e alcuni sacerdoti, pur ampiamente fedeli alla Tradizione, anche nei fatti, guardano con simpatia il Cammino Neocatecumenale. Non parleremo di persone " double face", ma di consacrati che nel Cammino - conoscendone soltanto alcuni aspetti di fondo e non altro - apprezzano più che la fedeltà liturgica (praticamente inesistente) quella ad alcuni valori fondamentali e fondanti della vita cattolica: ad es, il rifiuto del consumismo tout court, il forte senso di appartenenza alla Chiesa ( ma a quale?) tanto sbandierato e, in ultima analisi, il senso della famiglia e della missione ( molti figli e molte vocazioni) ma a che prezzo?.

Siamo convinti che questi stessi consacrati, se riuscissero ad avere un quadro più completo dell'effettivo agire neocatecumenale ( e non lo possono certo avere andando semplicemente nella Domus Galilaeae) si ricrederebbero su molte cosette...

15 commenti:

mardunolbo ha detto...

E' solo una questione numerica e di "potenza numerica" per la chiesa postconciliare. Dalla perdita del numeri di fedeli, frutto del vento post-conciliare, sono passati a rintuzzare il diminuito numero di fedeli , allargando a sette, e movimenti vari, la quota dei "cattolici nel mondo" in modo da presentarsi agli occhi del Signore con numeri importanti...Ma il Signore Dio non è stupido e Gli importa la realtà numerica dei fedeli non "il numero". Ma chi non ha più fede non sa che Dio non è stupido!

mic ha detto...

per seguire la cronaca, questa riflessione ne risente.
Tuttavia c'è poco da aggiungere. occorre solo aver presente la situazione, con i suoi rischi che forse solo chi è in ascolto e in vedetta riesce a intuire... come si evolverà vedremo.

Nel frattempo il livello di 'penetrazione' di questo flagello aumenta ogni giorno. Lo dimostrano gli echi dei media e il soffio di molti 'venti' curiali, sempre più agguerriti contro la Tradizione.

Segnali significativi verranno nel verificare la portata dell'imminente Istruzione per l'attuazione del Summorum Pontificum e dell'emanando Motu proprio che dovrebbe dare il via al "nuovo movimento liturgico"

mic ha detto...

io credo Mardunolbo che, quando la fede difetta, da un lato prevalgono il tecnicismo e la teorizzazione e, dall'altro, si fa strada il fanatismo

Anonimo ha detto...

Mi sto rendendo conto che inizia a nascere un altro pericoloso fenomeno, quello di sacerdoti "ibridi", ossia che fanno parte del cammino o che ne hanno fatto parte, che hanno studiato in seminarii ordinarii e che, all'interno delle loro parrocchie, pur non pubblicizzando il CNC, improntano la loro opera pastorale secondo l'ideologia del Cammino. A mio modo di vedere questo fenomeno è pericoloso perchè i fedeli non hanno nemmeno modo di ricondurre al Cammino certe stranezze.
Io frequento l'Azione Cattolica in una parrocchia il cui parroco fa il Cammino nella sua parrocchia di origine; ci fa fare la Scrutatio a partire da ciò che ci colpisce di più nella lettura di un passo biblico per poi seguire i rimandi della Bibbia di Gerusalemme corrispondenti, e così a catena fino a capire cosa il Signore ci vuole dire (dice lui). Inoltre nelle direzioni spirituali prende molto in considerazione il caso e la psicologia tant'è che ho cambiato direttore. Se non si può andare per motivi seri a campi o uscite di gruppo dice che si sta dicendo di no al Signore e che se si devono saltare le riunioni settimanali dell'AC (che lui ha chiamato Comunità) per servire un parente infermo è meglio prendere in considerazione una badante. Inoltre istiga i giovani ad andarsene di casa, non lo dice chiaramente ma lo fa capire. Per non parlare poi delle pressioni che mette all'interno delle coppie di fidanzati affinchè si lascino in modo che se ne formino altre come piacciono a lui. E se non si da ascolto a lui è come se si stesse dicendo no al Signore. Sono anni che una mia amica è oggetto di continui commenti subdoli per via del fatto che il ragazzo è fuori dal nostro gruppo (che ora si chiama comunità).
In un campo che abbiamo fatto ad inizio autunno ci ha fatto fare evangelizzazione per le strade come fanno i Testimoni di Geova. Lì mi sono reso conto che veramente c'è qualcosa
eterodosso. E' vero che non si deve aver paura di portare Cristo agli atri, ma è pure vero che si deve fare senza essere presi per ridicoli o appartenenti ad altre confessioni.
Come si vede si è venuta a creare una situazione ibrida che, nella mia diocesi, è anche abbastanza frequente. Sacerdoti ordinati nel Seminario Regionale che vengono dal cammino e utilizzano metodi del cammino; infatti, non ancora l'ho detto, ma ad estrazione a volte siamo chiamati a fare il punto della nostra vita davanti a tutti, e anche qui c'è gente che scoppia in lacrime davanti a cinquanta persone messe in cerchio, magari durante la Messa, al posto dell'Omelia. In questo modo si diffonde il metodo neocatecumenale senza che qualcuno possa pensare che sia quello perchè ufficialmente è Azione Cattolica. Intanto sabato scorso i ragazzi adolescenti dell'ACG di questa parrocchia hanno fatto un campo nella parrocchia di origine di questo sacerdote e come esperienza hanno assistito a una celebrazione comunitaria dei neocatecumenali. Proverò a sentire i commenti dei loro educatori ma sicuramente diranno che è andato tutto bene e che è stata una esperienza forte perchè tale parroco dice sempre che scandalizzarsi è da moralisti e farisei.

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti gli amici del blog. Vi ringrazio perchè in quest'ultimo periodo in cui ho deciso di prendermi una pausa dal cammino, mi sono sentita capita e molte altre persone vivono e hanno vissuto la mia stessa situazione. Caro anonimo anche se non fai parte del cammino, hai descritto bene le sensazioni che si provano. Dopo 7 anni, arrivata al II passaggio, con molto combattimento, ho deciso di prendermi una bella pausa e c'ho messo un bel po' prima di far capire a me stessa che lasciare la comunità non significava tradire Cristo. Devo ringraziare il Cammino perchè mi ha fatto conoscere di nuovo Dio, mi ha fatto credere di nuovo nella Sua esistenza...ma, purtroppo, i suoi metodi, secondo me poco ortodossi, sono venuti fuori piano piano a cominciare dal I passaggio con un crescendo dallo shemà al II passaggio. Ho vissuto con continui sensi di colpa se saltavo gli incontri settimanali o la messa il sabato sera, come se qualcuno dall'alto mi punisse. Vivevo allo stesso modo le scrutatio organizzate la domenica, i vari incontri con i catechisti regionali, le convivenze o le evangelizzazioni in quaresima. Quando mi trovavo lì, avevo il cuore soffocato e con la voglia di finire presto. Alla fine degli incontri il mio cuore si alleggeriva: avevo adempiuto al mio dovere e non avere così sensi di colpa. Le mie domande sono cominciate durante il I passaggio durante lo scrutinio, per non parlare dello Shemà. In questo passaggio mi sono sentita dire x ben 3 giorni di fila di vendere i miei beni, quasi che uno dovesse andare a vivere sotto un ponte, di lasciare tutto e tante altre cose che ho dimenticato; la sensazione che ho avuto è quello di aver sbagliato tutto nella vita o chissà quale cosa avrei dovuto fare x seguire Cristo. Ho deciso così di parlare con i catechisti di queste mie perplessità xkè erano sfociati in veri e proprio attacchi d'ansia (oltre quelli di cui soffrivo all'epoca) e loro mi hanno detto che avevo capito male, che le cose nel Cammino avvengono gradualmente e oltre a questo che il mio ragazzo se mi amava veramente doveva entrare in comunità (cosa che mi ha fatto ancora di + crescere l'ansia. Quest'anno ho avuto la convivenza a gennaio per il II passaggio: + che l'amore di Dio, ho sentito nelle loro parole la condanna e il giudizio per il peccatore, per non parlare delle interpretazioni assurde date ad alcuni passi del Vangelo. Ho partecipato solo alla prima serata dello scrutinio: il fratello estratto a sorte si sedeva davanti la croce e ai catechisti con il resto della sua comunità intorno. Gli venivano poste le famose 3 domande e relative sottodomande, se partecipava agli incontri, se i fratelli sapevano di altre cose che potevano essere utili x lo scrutinio.

Anonimo ha detto...

Arrivata al secondo passaggio ho assistito allo scrutinio dei primi 4 fratelli. Da lì mi sono decisa a lasciare. il fratello seduto davanti la croce e ai catechisti, rispondeva alle 3 domande e sottodomande. Oltre a questo il sacerdote chiedeva dell'infanzia del fratello, mentre i catechisti chiedevano se il poveretto andava agli incontri, se c'erano delle cose da dire utili allo scrutinio e dicevano in che modo doveva indirizzare la sua vita. Non avevo voglia di subire una seduta di psicoterapia (visto che già ne avevo fatte tanto di mio con lo psicologo per i miei attacchi) o ancor meglio un interrogatorio. La frase + bella è stata:"Noi chiediamo ai fratelli se hanno da dire qualcosa di utile per lo scrutinio. Sapete: chi usccide, chi ruba, chi ha rapporti prematrimoniali non è un cristiano". Questo è giudizio. La misericordia e il perdono di Dio dov'è? E' come mettere un macigno sopra le spalle di qualcuno, ma non tutti sono in grado di portarlo. Non avevo voglia di raccontare la mia vita (pensando anche a chissà quali domande potevano aggiungere) e mettermi a nudo davanti a persone, ma preparate fino a che punto?! non fanno altro che ripetere le stesse cose che Kiko ha scritto nelle sue catechesi x il II passaggio. A che pro quste pressioni nei vari passaggi e il fatto di denudarsi di tutto? Finisco qui il mio commento anche rischio di avervi annoiato, ma avevo bisogno di sfogarmi. Scusate. Ringrazio ancora voi del blog perchè indirettamente mi siete stati vicino. un abbraccio. Alice

mic ha detto...

Carissimi, vi siamo molto grati per queste vostre testimonianze che rendono ragione a questo nostro "esserci" nonostante le approvazioni.

Il fenomeno dei sacerdoti "ibridi" purtroppo è tristemente noto e non lo avevamo ancora illustrato a dovere. Ne faremo oggetto del prossimo trhead insieme all'ultima testimonianza così chiara e limpida e, purtroppo, tuttora concordante con il fenomeno-cammino.

Che il Signore vi benedica e vi custodisca. Coraggio, non lasciatevi cooptare, lo dico soprattutto a chi ha visto la mutazione genetica dell'AC, simile a quella dei conventi come quello di Lerma e di molti Ordini religiosi...

A presto. E dateci ancora vostre notizie!

Emma ha detto...

È sconvolgente, è scioccante , quale altro termine potrei ancora trovare per descrivere la gravità di ciò che succede durante gli scrutini, ne abbiamo sovente parlato ma ad ogni testimonianza che conferma lo scandalo che costituiscono gli scrutini del cammino nc, si rinnova lo sconcerto, lo sgomento di sapere che persone in buona fede subiscono quelle violazioni della loro intimità.
Fa male sapere che ciò succede nella Chiesa cattolica con l`avallo di parroci, vescovi e cardinali, forse alcuni non sanno, altri preferiscono non sapere, ma la maggioranza SA, sa e sceglie di tacere.
Quell`"invito"ai fratelli di comunità di denunciare, di dire "se sapevano altre cose" è talmente grave e vergognoso che non ci sono parole per descrivere tutto il ribrezzo che mi ispira.
E questo è un itinerario di formazione cattolica?

Anonimo ha detto...

Sono l'anonimo che ha visto la metamorfosi dell'AC nella parrocchia che frequenta. Volevo aggiungere una testimonianza riguardo i "passaggi" (termine utilizzato per indicare il momento in cui i ragazzi dell'ACG, quindi adolescenti, passano alla nostra "Comunità"). Durante questo evento, noi tutti già membri, siamo invitati dal parroco in questione a imporre le mani su ciascuno di questi ragazzi (inutile dire l'imbarazzo che provo nel fare ciò, ma sento una specie di soggezione psicologica e non riesco a dire di no). Inoltre questo parroco afferma che il "passaggio" è quasi un sacramento in cui la Chiesa ti da l'incarico di diventare Educatore.
Come si vede, a parte la falsità giuridica di questa affermazione, c'è una base lessicale che rimane quella dell'AC, ma i contenuti sono un mix che spazia dal CNC al RnS allo Scoutismo. Io mi limito a osservare che tutto ciò mi sembra strano.

Intanto un SMS da parte di questo sacerdote ricorda proprio in questo momento a noi tutti membri di questa "Comunità", ormai solo all'anagrafe Azione Cattolica, dell'incontro di questa sera. Il messaggio si conclude con: "Il Signore vi aspetta!"...Non ho mai ricevuto SMS simili per la Messa di precetto domenicale.

Anonimo ha detto...

Dimenticavo...l'imposizione delle mani avviene durante la Messa. E non si può dire che ci siano stranezze, altrimenti si è farisei.

Anonimo ha detto...

Sono invece l'anonima del 16 marzo ore 15:13. ieri mentre scrivevo ho avuto un po' di problemi col pc. Ho dovuto riscrivere 2 volte la seconda parte del commento tralasciando alcune cose. Volevo aggiungere che dopo aver assistito alla prima serata dello scrutinio, ho fatto la fuga e da quel giorno nn mi sono fatta + vedere. Non provo odio verso nessuno: nè verso i catechisti che in alcuni momenti mi sono stati vicino e all'inizio mi hanno riavvicinato alla fede, nè verso i miei fratelli di comunità che anzi mi mancano e che in un modo o nell'altro si sono fatti sentire. Oltre alle esperienze significative dei passaggi, molte sono le cose che non ho mai condiviso:
- il divieto (se così lo vogliamo chiamare, perchè tutto è nella libertà, ma se uno rimane nell'obbedienza è meglio)di usare internet perchè secondo loro si dicono cose non vere (per non parlare della manfrina su Facebook nell'annuncio di avvento dell'anno scorso);
-nella chiesa esistono solo 3 vocazioni: il matrimonio, la vita consacrata e (questa l'ho sentita durante lo scrutinio) l'itineranza;
-la messa del sabato sera non è mai come quella della domenica poichè cambia l'assemblea che hai intorno;
-se il/la ragazzo/a non è comunità lo devi far entrare;
-la pomposità delle assemblee liturgiche, come la loro durata, x non parlare degli incontri che avolte si facevano x es in preparazione per le giornate mondiali o le scrutatio (iniziavano alle 5 fino anche alle 8-9 di sera);
-se una persona sta male (come capitava spesso a me) è il demonio che ti tenta, quindi la parola sta facendo effetto (non poteva essere forse che a livello psicologico la mia testa non accettava certe cose?!?!?); se stai bene la parola ha agito;
-le interpretazioni a volte fantasiose di certi passi del vangelo (come avvengono soprattutto nel II passaggio).
Gli estremismi non fanno bene a nessuno, ci vuole un po' di elasticità mentale in tutte le cose.
Dopo essermi presa una pausa, sono andata da un sacerdote per parlare perchè ero abbastanza scossa (come se avessi tirato fuori le cose accumulate in 7 anni)e mi ha ridato un po' di pace: Cristo mi amava lo stesso e mi ha consigliato di lasciare un periodo senza fare grandi piazzate, nel silenzio e di ritornare semmai lo avessi voluto.
Mi sono sempre chiesta se fossi in errore io, ho visto sempre i miei fratelli tranquilli...e invece vedo che non sono l'unica ad avere queste sensazioni e aver avuto queste esperienze. Alice

Antonio ha detto...

L'invidia e la menzogna, vengono dal Demonio, il Menzognere divide. Cristianamente e umilmente, chiedo di ricominciare in ciò che ci unisce, in Nome di Colui-Gesù Cristo nostro Signore; Roccia granitica e perenne fonte di Acqua viva per la nostra salvezza. Guai a noi se non annunciassimo il Vangelo, nella debolezza è la nostra forza, tribolati e non uccisi, perseveranti e consapevoli della nostra povertà umana. La Pace di nostro Signore Gesù Cristo invada i nostri avidi cuori, bisognosi giorno dopo giorno, di conversione, considerando l'altro superiore a noi. Amen,

Antonio ha detto...

L'invidia e la menzogna, vengono dal Demonio, il Menzognere divide. Cristianamente e umilmente, chiedo di ricominciare in ciò che ci unisce, in Nome di Colui-Gesù Cristo nostro Signore; Roccia granitica e perenne fonte di Acqua viva per la nostra salvezza. Guai a noi se non annunciassimo il Vangelo, nella debolezza è la nostra forza, tribolati e non uccisi, perseveranti e consapevoli della nostra povertà umana. La Pace di nostro Signore Gesù Cristo invada i nostri avidi cuori, bisognosi giorno dopo giorno, di conversione, considerando l'altro superiore a noi. Amen,

mic ha detto...

invidia, gelosia, menzogna?
nei confronti di chi e per che cosa?

Se qui ci sono davvero menzogne, perché non le confuta, Antonio?

Anonimo ha detto...

RItengo purtroppo vero quanto ovunque si dice e si scrive a proposito di una grave deriva fondamentalista di alcuni movimenti religiosi tra cui quello neo-catecumenale. Posso dirlo perché ne conosco l'attività da oltre ventanni. L'idea di essere prescelti da Dio per convertire l'uomo con la forza della predicazione spinge i responsabili delle comunità a sostituirsi persino All'azione pastorale del sacerdote di Comunita' o presbitero come da essi stessi viene chiamato; hanno un atteggiamento pervasivo ed onnivoro riguardo ala vita privata ed ai peccati di tutti gli aderenti cercando di controllarne la vita e le abitudini proprio attraverso la gestione collettiva o comunitaria dei peccati da cui discende una pericolosissima soggezione psicologica dei singoli aderenti verso la comunità con una sorta di sottile ricatto che vede i peccati personali , veri o anche semplicemente immaginari, in procinto di poter essere utilizzati come deterrente per impedire l'abbandono della comunità o qualsiasi forma di ribellione contro essa.Non parliamo poi della superficialità con cui si maneggia Il Corpo ed Il Sangue Santissimo del Signore. ..Sono tutte preoccupazioni ben note al Papa e ai Vescovi che finora hanno tollerato questi pericolosi orientamenti pastorali solo perché il movimento neocatecumenale promuove una battaglia a promozione delle nuove nascite dei matrimoni e delle famiglie numerose salvo il fatto di promuovere i maniera fondamentalistica questi valori secondo orientamenti che sono più propri di una setta. La Chiesa a mio avviso sbaglia a tollerarli perché i guasti prodotti sono molto più gravi dei presunti benefici di una improbabile impennata delle nascite attraverso questi metodi da contro-RIFORMA