domenica 13 marzo 2011

Ci occupiamo ancora del "miracolo di Lerma"!

Ci troviamo a far da 'controcanto' a "La Bussola quotidiana", il nuovo quotidiano on line gestito da Tornielli-Introvigne & C., che oggi ospita, con un'enfasi che purtroppo ben conosciamo, un articolo sul cosiddetto miracolo di Lerma, del quale ci eravamo già occupati nell'ottobre del 2009, nell'abito del fenomeno - tanto consistente quanto ignorato nella Chiesa - dell'inquinamento degli Ordini religiosi da parte del cammino nc. Il fenomeno riguarda soprattutto quelli di clausura, luoghi prescelti per le vocazioni femminili. Inutile dire quanto ne vangano rivoluzionati, trasformando, anzi sfigurando, il carìsma originario...
"Un miracolo sta avvenendo nella Spagna laicista di Zapatero. Un fenomeno che nella Chiesa spagnola non si vedeva dal XVI secolo, dai tempi di Santa Teresa d’Avila, e in quella mondiale almeno da Madre Teresa di Calcutta. Ma la storia è sempre pronta a fare il bis, anche nella Chiesa. E quanto accadde con benedettini o cistercensi, clarisse o carmelitani, può ripetersi oggi: che qualcuno faccia rifiorire le vocazioni religiose. Un vero tsunami spirituale che si è scatenato dalle parti di Burgos, la cabeza de Castilla per cinque secoli capitale del regno, dove dozzine di ragazze fanno la fila per entrare nei conventi di Lerma e di La Aguilera. Molte sono laureate, in legge, economia, fisica, chimica, ingegneria, architettura, medicina, farmacia, biologia, pedagogia. C’è chi faceva la fotografa, chi studiava aeronautica e persino chi faceva la modella. Molte provengono dai movimenti laicali più cari a Wojtyla e a Ratzinger. Ad affascinarle è il carisma di una giovane badessa dagli occhi verdi e dalla parola che infiamma. La donna che sta inondando con un’alluvione di vocazioni la siccità spirituale iberica si chiama suor Verónica Maria, al secolo María José Berzosa Martinez, ha solo 45 anni e in lei c’è chi già vede la Teresa d’Avila del XXI secolo: anche la grande mistica cinquecentesca era un’appassionata riformatrice nata in terra di Castiglia…
Le Hermanas de Iesu Communio, la nuova congregazione che sor Verónica ha fondato rinnovando il carisma francescano delle clarisse, si sono presentate in società a Burgos sabato 12 febbraio, con una celebrazione di ringraziamento nella bellissima cattedrale gotica di Santa Maria, stipata di tremila burgalés in fibrillazione: ..."
http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-il-carisma-di-suor-vernicaaffascina-la-spagna--1264.htm"
Ricordo che dello stesso fenomeno ci eravamo già occupati ad ottobre del 2009. Allora a parlarne era p. Cantalamessa e riportavamo un servizio di Caterina su Oriens con tanto di video:
http://wxre.splinder.com/post/21432937/il+miracolo+di+Lerma

"Il video ha già fatto il giro del web....da Gloria TV a youtube a FB...
Ciò che mi lascia perplessa, raccontato da padre Cantalamessa stesso è questo: che il senso del miracolo è attribuito ALL'USCITA DALLA CLAUSURA....cioè, spiega Cantalamessa che in qualità di Clausura il monastero stava per chiudere... avendo poi deciso di ELIMINARE LA CLAUSURA e renderlo un Convento APERTO e modificando di conseguenza I CANTI E LE REGOLE DI COMPORTAMENTO... sarebbe avvenuto il miracolo di una fioritura di vocazioni specialmente giovani....
Ora mi domando: può essere considerato un miracolo un Monastero che RINUNCIA E RIFIUTA la sua nascita claustrale per APRIRSI al mondo modificando le proprie Regole che lo videro nascere? Stiamo sempre lì, ad un uso improprio dei termini... altrimenti vengo stuzzicata ad usare le parole di san Paolo ai Tessalonicesi: 2Tess.2 E per questo Dio invia loro una potenza d'inganno perché essi credano alla menzogna
Non lo attribuisco alla Comunità, tuttavia se per miracolo si vuole intendere che dismessa una Clausura, le vocazioni fioriscono, bèh, mi spiace, ma i conti non mi tornano...
Ed infine mi venivano a mente le parole della Bibbia: TUTTO E' VANITA'....con questo non sto a giudicare queste giovanissime vocazioni, anzi, ben vengano... la nostra fede è gioia...e si vede nel filmato come usano gli inginocchiatoi per pregare...come a dire "c'è un tempo per pregare e un tempo per gioire e rallegrarsi" dunque capite bene ciò che dico....
Ma, ripeto, ciò che mi lascia perplessa è quell'aver quasi la responsabilità della precoce morte della comunità ALLA CLAUSURA....e la vita invece ad un ADEGUARSI ALLE MODE DEL TEMPO.... Sembra quasi una sorta di INQUIETUDINE da scaricare nel canto e nel ballo questa è l'impressione (mi auguro sbagliata) che il video mi ha suscitato...


E' un convento spagnolo di clarisse particolarmente vivace, anzi ERA di Clarisse, perché ora è UN'ALTRA COSA!

Si apprende che molte delle ragazze provengono da vari movimenti, in particolare dal cammino neocatecumenale: sembra proprio che servano movimenti per ripopolare le chiese e i conventi!
Non vogliamo certo essere critici a tutti i costi; ma purtroppo sappiamo di cosa stiamo parlando e cosa c'è dietro a questi battages mediatici così ben costruiti: una ripugnante - avuto riguardo al metodo usato per cose appartenenti alla sfera del sacro - campagna di marketing dello spirito.

Siamo ben consapevoli della diversa incidenza che può avere uno strumento come "la Bussola..." rispetto al nostro blog; ma ugualmente non ci sottraiamo all'informazione, per salvare il salvabile, cioè perché non manchi sul web e raggiunga chi non si ferma alla prima taverna, un doveroso allarme e una più attenta lettura di fenomeni come questo.

24 commenti:

mic ha detto...

guardare i visi sorridenti dell'immagine a prima vista fa venire tenerezza.

Tuttavia non avremmo sottolineato quella che consideriamo pubblicità ingannevole della notizia, conoscendo l'azione nefasta del Cnc su tutti gli ordini religiosi nei quali si è infiltrato (ricorderete l'articolo sui Sacramentini), trovando anche un terreno già minato da molti elementi di 'rottura' postconciliari.

Ricordiamo anche un evento di alcuni anni fa e che ormai nessuno più ricorda: un istituto di clausura costretto a chiudere perché rifiutava presenze di novizie neocat...

Caterina63 ha detto...

Essendo stata richiamata in causa, ben intervengo ^__^

Sto seguendo tutta la vicenda di questo "miracolo" ed è giunta da poco l'approvazione e il riconoscimento (conferma) da parte del Papa e come mi chiedevo all'epoca dei fatti, effettivamente hanno dismesso la Clausura Carmelitana ed hanno dato il via ad una nuova comunità di vita attiva cambiando anche l'abito... le chiamano le "suore in jeans" ^__^ non perchè li portano ^__^ ma per il nuovo colore del nuovo abito del tutto, comunque, simile a quello carmelitano, ma più "pratico" e non marrone...

Tutto bene?
SI, direi di si.... io stessa conosco la storia bellisima di Madre Antonia Lalia, Monaca Domenicana che lascia il Convento di Clausura di Misilmeri per fondare a Roma una nuova Congregazione di suore domenicane di vita attiva e con lei andranno due Monache...e questo nel 1893
ordunque, mi direte, perchè qui ti scandalizzi?

Perchè NON è una Monaca che parte per aprire una nuova comunità, ma è una Comunità che rinuncia alla Clausura per diventare qualcos'altro... ^__^

E dirò di più NON mi scandalizza...
ciò che mi scandalizzò e mi lascia perplessa ancora oggi furono le parole di un FRATE-PRETE teologo.... quel INDICARE LA CLAUSURA QUALE CAUSA DI DECADIMENTO VOCAZIONALE E DI PRIGIONE PER QUELLE POVERE MONACHE...

Se padre Cantalamessa avesse presentato i fatti come una sorta pura e semplice di CARISMA scaturito da quel Monastero, evviva Iddio! sarebbe stato molto più salutare: il Monastero rimaneva e al tempo stesso con la loro PREGHIERA COSTANTE DI CLAUSURA, OFFRIVA CONTINUITA' VOCAZIONALE PER LA NUOVA COMUNITà DI VITA ATTIVA...
tutto qui!
^__^

E poichè so che al Signore piace anche giocare a nascondino, vedremo fra una decina d'anni se le vocazioni saranno stabili o se il fenomeno della luna di miele sarà cessato...
^__^

naturalmente auguro alla nuova comunità lunga vita!
spero solo che non penalizzino la ricchezza CLAUSTRALE...

mardunolbo ha detto...

L'uomo, (intendendosi l'essere umano uomo e donna)è per sua natura un essere sociale. In tempi di massa è mooooooolto difficile essere indvidui a sè stanti con una propria precisa identità ed è molto più facile trovarsi a vivere in comunità sorridenti come fanciulli che vivono della serenità che offre l'incoscienza. In questi tempi le vocazioni alle vite sociali sono comuni anche tra la leva dei militari di professione perchè sono giovani che non hanno identità personale e sono attratti da stipendio sicuro+remunerazioni cospicue in caso di missioni estere. Non mi soffermo sulle cause e sulle analisi fattemi da chi di dovere per non dilungarmi. La vita claustrale fatta con queste modalità descritte, rientra nello stesso fenomeno che non è affatto mistico o spirituale ma è un fenomeno di "socializzazione" estrema per evadere la freddezza ed estraneità di una vita singola.Molti fattori lo evidenziano anche se certe animelle non li vogliono vedere per non offuscare eteree visioni di un paradiso terrestre attuale. Vi sono poi giornalisti che per vendere si affrettano a fornire la prima notizia apparentemente bella o gradevole, per propinare la stessa visione eterea e sdolcinata riferita prima. Auguri ai giornalisti ed a chi vuol vedere sempre tutto bello anche il marcio che c'è.

Emma ha detto...

Mi dispiace ma dire che il Papa ha approvato e che dunque tutto sarebbe ok, significherebbe tacere le
domande pertinenti che quella comunità suscita.
A parte il fatto che è più che probabile che il Papa si fida di ciò che gli viene detto, il semplice fatto che la maggior parte di quelle ragazze vengono dal cammino neocatecumenale dovrebbe come minimo accendere qualche piccola luce in chi conosce le prassi neocatecumenali, sollevare qualche inquietudine o anche semplici domande.
Quelle ragazze continueranno il cammino nc?
Un pò come i seminaristi dei RM,faranno parte di una comunità nc?
Con che liturgia celebreranno la Santa Messa?
Saranno loro ad imporre le prassi neocat al "convento" aperto?

Emma ha detto...

Viviamo nel mondo del "tutto all`emozione", tutto deve essere "emozione", suscitare emozione, "sento dunque sono", mi emoziono dunque sono.
E così una suora di clausura "aperta" va in televisione, alla radio, accoglie i visitatori cantando e ballando, olè!
L`enfasi con cui è scritto l`articolo della "Bussola" è molto indicativo e descrive un clima di esaltazione che non ci è sconosciuto.
Per quel che mi riguarda so che la mia spiritualità, la mia sensibilità, i miei bisogni non mi porteranno verso quel genere di esperienza.
Ma non sono affatto stupita che attiri certe persone.
Spero comunque che il cnc non arrivi mai ad inquinare i monasteri contemplativi, sarebbe molto triste.

jonathan ha detto...

Ma almeno il paragone con santa Teresa d'Avila, quello no!

Emma ha detto...

"più che in clausura, sembra di trovarsi alle Giornate mondiali della gioventù o a un raduno di giovani di Taizè. O di kikos, i neocatecumenali dalle cui famiglie arrivano parecchie ragazze. Proprio in questo modo frizzante di vivere la spiritualità monastica sta la novità di Iesu Communio,"

Non posso conciliare il termine "spiritualità monastica"con la GMG o gli incontri dei kikos.
Qui non si tratta di rinnovamento ma di un radicale e profondo mutamento.
Un vero tsunami spirituale scrive l`autore dell`articolo.
Sì, un vero tsunami.
Spirituale?
Non lo so.
Di quale spiritualità stiamo parlando?

mic ha detto...

Beh, francamente la dichiarata provenienza neocat e il modo frizzante di vivere al spiritualità monastica, danno molto da pensare...

Sanno costoro che la spiritualità monastica matura e si espande nel silenzio contemplativo e rifugge dall'apparire per concentrarsi sull'essere?

Marantha ha detto...

Ma queste monache in questo convento o monastero usano il rito NC?

by Tripudio ha detto...

Anch'io sono preoccupato dal fatto che viene spacciato per "miracolo" l'aver tolto di mezzo lo stile claustrale delle clarisse. A sentir certa gente, vien da pensare: forse che santa Chiara ha sbagliato tutto?

Ma anche se fosse semplicemente una nuova comunità, il maggior punto di preoccupazione è il fatto che Kiko vi sta "iniettando" dentro un gran numero di "vocazioni" neocatecumenali.

Come tutti sappiamo, se una certa percentuale di religiosi (o postulanti) in una comunità sono neocatecumenali, è inevitabile dover "tener conto" delle loro attitudini. Se la comunità è numerosa, la percentuale può anche essere bassa.

Se cioè un 10-15% sono neocat, prima o poi spunta fuori un canto neocat. Prima o poi qualcuno dice "scrutàzio". Prima o poi qualcuno invita a pranzo un catechista. E poi una testimonianza. E poi... e poi... e poi si finisce col balletto per festeggiare la fine della Messa.

Si tratterebbe insomma di una manovra speculativa (come nella finanza), investendo laddove si vede qualcosa in crescita, al fine di accaparrarsene i meriti o addirittura la proprietà.

Spero che il tempo mi dia torto, spero di aver sopravvalutato il cancro che sta prendendo piede in quella comunità. Ma gli indizi sono tutt'altro che allegri.

Certi cattolici sono sempre pronti a festeggiare quando arrivano notizie su "boom di vocazioni"... rifugiandosi ingenuamente nell'idea che basta dire "vocazione" per assicurare una liturgia sana e una dottrina limpida.

Emma ha detto...

Come mic, vedendo quelle giovani donne sorridenti e apparentemente felici, penso sia facile, e forse anche spontaneo, provare simpatia, ma poi la ragione vuole la sua parte, ragione alimentata dalla conoscenza che spinge a riflettere e andare al dilà di una prima reazione.
A livello individuale non posso che confidare quelle giovani a Colui di cui dicono essersi innamorate, a livello collettivo, se penso alla Chiesa cattolica, non posso non domandarmi con quale Liturgia saranno formate, con quale rito quelle giovani renderanno lode a Dio.
Le giovani che vengono dal cammino neocat probabilmente hanno conosciuto solo il "rito" neocat, il modo neocat di comunicarsi, sono cresciute in una famiglia neocat, hanno dunque ricevuto la "formazione" neocat, il tutto rigorosamente ispirato e firmato Kiko Arguello.
Che cosa succede a livello formazione e liturgia in quella clausura aperta?
Le giovani neocatecumenali cesseranno di esserlo ?
Celebreranno l`Eucaristia come la Chiesa lo insegna o continueranno a seguire l`iniziatore del cammino nc e il "rito" da lui creato entrerà in quella comunità?
Quale è e quale sarà l`influenza del cammino neocatecumenale all`interno dei monasteri?

mic ha detto...

Quale è e quale sarà l`influenza del cammino neocatecumenale all`interno dei monasteri?

Il cammino viene svolto anche dentro i monasteri.

Abbiamo testimonianze che un catechista va nel monastero a fare gli scrutini... si parla delle varie tappe e della veste bianca sopra l'abito monastico...!!!

Ma tutto ciò è una bestemmia... come si può ridurre la bellezza e grandezza della vita religiosa e monastica alle eresie delle tappe del cammino? Dov'è finita la formazione propria delle religiose, lo specifico del loro ordine?
Un laico va in monastero a fare gli scrutini alle monache?

Non è da sottovalutare questo aspetto del Cammino NC.

Dietro alla ricorrente frase 'anche i sacerdoti (e quindi anche i religiosi) devono convertirsi' c'è la voglia di imporre il Cammino come una strada superiore alle altre. Superiore, non nel senso di qualcosa che 'sta sopra', quanto trasversale, cioè che attraversa tutta la chiesa.
Il cammino così è diventato qualcosa di unico, non paragonabile con altre strade o movimenti, e così ha tentato di sottrarsi alla gerarchia, ha percorso e inquinato tutte le strade della chiesa.
L'unica cosa che non ha fatto è gestire una tv o una radio o un giornale, e questo perché si vuole mantenere il segreto, in modo che nessuno abbia il quadro completo della situazione.

by Tripudio ha detto...

Per essere inquinati dal neocatecumenalismo non è necessario celebrare il Ritum Kikianum-Carmenianum.

Basta molto meno.

Il fatto è che la prassi del Cammino concentra in sé il peggio degli abusi liturgici.

La presenza di neocat che vogliono "festeggiare" il Signore può significare per esempio il togliere di mezzo il silenzio dall'adorazione eucaristica.

Può significare un "canto di gioia" al ringraziamento per la Comunione (in realtà sappiamo bene quanto siano tristi e deprimenti i canti neocat), al posto del ringraziamento in ginocchio e in silenzio.

O ancora può significare l'introduzione di "penitenziali" con delle robe che somigliano tanto a confessioni pubbliche.

Non sto parlando delle mie paure, ma di fatti già accaduti (di cui uno in un ambiente di formazione maschile di cui ho notizie dettagliate e affidabili).

Dove per l'appunto c'era la presenza di quel 10-15% di neocatecumenali, una "massa critica" che comportava, da parte del rettore, la voglia di tenerseli buoni, di assecondarne qualche voglia.

E così sono sbucati fuori paroloni ebraici, sono sbucate fuori celebrazioni simili alla "scrutazzzio", sono sbucate fuori canzonette mostruosamente stile neocat, è sbucata fuori qualche celebrazione "penitenziale" dove uno dei più arditi (che non era neocat) ha tirato fuori cose dal "foro interno" pensando così di farsi bello con i superiori che volevano assecondare i neocat presenti.

In sintesi: la presenza dei neocat influenza di fatto la vita di una comunità religiosa.

Quando gli elementi neocat sono pochi e i superiori sono particolarmente decisi a non far inquinare lo stile della liturgia, della preghiera, del modo di esprimere le cose riguardanti la fede, allora non ci sono motivi di preoccupazione: se la vocazione dei neocat è vera, allora sarà disposta ad abbandonare una liturgia bislacca e una dottrina ambigua.

Quando invece i neocat cominciano ad essere numerosi, oppure quando i superiori ingenuamente vogliono "promuovere" gli elementi di novità (con l'ingenua scusa che se il Signore ti passa "quelle" vocazioni significa che "devi" valorizzarne ogni stranezza), allora la comunità si inquina.

Dunque, per Lerma come per qualsiasi altra comunità, il timore non è principalmente nell'instaurarsi della Celebrazione Kikiana (quella, semmai, verrà dopo) ma nell'inquinamento della spiritualità.

Maranatha ha detto...

E' da pazzi se un catechista va a fare uno scrutinio in un monastero!!! Avevo gentilmente chiesto se sapevate il tipo di rito applicato all'interno del monastero di neocatecumenali.

mic ha detto...

Non abbiamo notizia del rito, Maranathà.
Ma penso che nella riflessione di Tripudio c'è una risposta valida in ogni caso.

Anonimo ha detto...

"Spero comunque che il cnc non arrivi mai ad inquinare i monasteri contemplativi, sarebbe molto triste."

"Il cammino viene svolto anche dentro i monasteri.

Abbiamo testimonianze che un catechista va nel monastero a fare gli scrutini... si parla delle varie tappe e della veste bianca sopra l'abito monastico...!!!"

Salve a voi tutti del blog.
Sono una vocazione mancata. Non ho trovato comprensione e sostegno, nè dapprima nei Sacerdoti della Chiesa conciliare e ancor meno nel Cammino, che ho seguito per alcuni anni. Ne sono uscita quando ho capito che invece di aiutarmi nel discernimento della vocazione, venivo combattuta (dai catechisti, e di conseguenza anche dai fratelli) nella mia chiamata, nel bisogno di silenzio, nella spiritualità cattolica, nella mia sensibilità soggetiva.
E' stata una grande sofferenza, e lo è anche oggi, non aver risposto al Signore....

...Eppure, adesso, leggendo questa notizia, sapendo che i neocatecumenali entrano negli ordini religiosi e li sconvolgono imponendo il Cammino alle claustrate, o togliendo del tutto la clausura...ringrazio Dio di non aver fatto quel passo attraverso il Cn, di non essere entrata in un Ordine della Chiesa del Concilio, che apre le porte al mondo....

Complimenti per il vostro lavoro, pregate per me...

by Tripudio ha detto...

Carissima,

anzitutto ti chiedo di non parlare di "vocazione mancata".

Se hai ancora in cuore quel desiderio di donarti a Cristo, vuol dire che non è "mancata", ma è "ostacolata". Ostacolata, purtroppo, da coloro che dovrebbero sostenerla (inclusi i cosiddetti "catechisti" neocatecumenali).

Quando e come si realizzerà, lo sa solo il Signore (lo sa bene perché vede quanto marciume c'è nei cuori di coloro che oggi si ritrovano a decidere della sorte delle vocazioni).

Non posso fare a meno di pregare per te. E non posso fare a meno di consigliarti di provare a contattare padre Konrad, nella chiesetta di san Simeon Piccolo, a poche centinaia di metri dalla stazione FS di Venezia (puoi cercare su facebook o su google per trovare come contattarlo), che è un sacerdote che celebra la messa tridentina e che è noto che ha fatto tanto per le vocazioni.

Nel Cammino Neocatecumenale, invece, le vocazioni (come tutto il resto) sono viste solo come strumento del CNC. È una mentalità "funzionalista", la stessa di tantissimi cosiddetti "modernisti": pensano che il farsi prete o monaca sia una funzione da svolgere, un incarico, un'attività, un mestiere (anche quando a parole dicono il contrario, pensano che il consacrarsi sia il mestiere di produrre preghiere, celebrazioni, attività varie). Ecco perché anziché accogliere la tua vocazione così com'è, pretendevano di "indirizzarla" verso ciò che serviva a loro.

Coraggio, coraggio! Le miserie e le piccinerie di chi ti ha ostacolato, non bastano per annientare quello che hai nell'anima.

Anonimo ha detto...

Grazie, Tripudio,
conto sulla tua preghiera....

mic ha detto...

puoi contare su quella di noi tutti :)
Puoi dirci il tuo nome, se vuoi?

Maranatha ha detto...

Tripudio, sono con te e con gli altri dell'Osservatorio!!!

Anonimo ha detto...

Mic, chiedo scusa, ma il nome non posso dirlo, ed inventarne uno non vorrei...

però se pregando direte: "Gesù, ti prego per quella sorella che ha scritto nel blog", Lui capirà, Lui sa chi sono... ^__^

Davvero grazie, Dio vi benedica

Anonimo ha detto...

Salve a tutti,
nella mia parrocchia c'è il cammino neocatecumenale da diversi anni, sono molto attivi in parrocchia, non ci sono molti cotrasti tra i vari gruppi parrocchiali, ma personalmente sono molto critico su come viene svolto il percorso della preparazione al matrimonio (approposito di vocazioni)
Ovviamente chi fa questi incontri è una coppia che fa parte del movimento e hanno 9 figli, fino al 3 incontro tutto mi sembrava normale ma dopo il terzo hanno invitati coloro che convivevano a trovare una sistemazione alternativa per tutto il percorso fino alla data del matrimonio.
Alcune coppie non hanno preso la cosa molto bene e sono molto in dubbio su cosa fare.
voi cosa ne pensate ?

mic ha detto...

E' evidente, Anonimo, che quei catechisti, nell'ambito delle indicazioni del corso, hanno dato un suggerimento moralmente ineccepibile. Il problema non è questo.

Nel cammino può riscontrarsi una certa esemplarità in questioni di morale; ma, se gratti sotto la superficie, ti accorgi che i comportamenti veicolati dalle prassi sono ben altri e uno come te, che in parrocchia vede il cammino solo dall'esteriorità, non conosce, ad esempio, che vengono ammesse alla comunione nel loro rito persone divorziate o addirittura nella stessa situazione di quelle di cui ci ha dato l'esempio.

Non si esaurisce un fenomeno così complesso ed inquietante, con una domanda così generica e che sostanzialmente non rivela nulla di significativo

Anonimo ha detto...

D' accordissimo