![]() | |
| Quelli della 1^ ora en el monte Sinaì |
" Gli unici che stanno a loro agio sono i catechisti" che puntualmente percepiscono il salario illecito derivante dalle comunità. Si tratta di un'entrata cospicua che mai deroga e che viene spillata anche al fratello che versa nella condizione più indigente. Mai ho visto un personaggio di rilievo del cammino darsi pensiero per chi non possedeva somme da dare, solo rimproveri ed esortazioni decise e minacciose atte a buttare i propri averi, fosse anche l' ultimo euro vagante in tasca, nel sacco nero dell'immondizia.
Le comunità solitamente son tante, di conseguenza l'importo recepito dai capi kikos è ragguardevole. Personalmente ho incontrato catechisti nullafacenti che con questo denaro sottratto hanno provveduto ad effettuare acquisti frivoli che non corrispondevano certamente alle esigenze di prima necessità (ed anche per quelle dovrebbero tirar su le maniche) dichiarate. Ricordo, ad esempio, un dato catechista che si comprò una barca e un tot di moto per i figli. Un altro acquistò una vasca idromassaggio molto spaziosa che piazzò nella casa che gli fu donata da un "benefattore" neoc.
Mi fermo qui, poiché il degrado è molto e lo sdegno notevole. Tutto ciò mentre chi aveva elargito gli ultimi risparmi non sapeva come cavarsela. Catechisti intoccabili che esigono l'infelicita del membro credulone che, ahimè, avendo ancora gli occhi intasati di fango non scorge l'inganno. Il farabutto istiga alla tristezza, dotando le confessioni pubbliche di una connotazione violenta che sospinge a parlar male gli uni degli altri e a creare divisioni non solo in comunità, ma anche all'interno delle famiglie.
E mentre nei giri d'esperienza le sedie se le tirano davvero, i catechisti se ne stanno soddisfatti sul loro palchetto nutrendosi della scontentezza dei fedeli che agevola la manipolazione.
Se per un motivo o per l'altro il catechista dovesse subire la destituzione si ritroverebbe a lagnarsi perché costretto a compiere un lavoro: "Sigh...pietà di me fratelli, sto facendo l'imbianchino per dar sostegno alla mia famiglia hic! Capite che punizione insostenibile? Reintegratemi al mio posticello di catechista affinché possa rinfocillarmi". Poi magari dei sacerdoti kikiani e dei catechisti misericordiosi accolgono il suo lamento assecondandolo. (Tratto da una storia vera) " (da Rebel)
" Si lamentavano di non avere niente perché erano impegnati a evangelizzare ma avevano furgoni grandissimi e tanti mezzi di trasporto. I figli facevano mille corsi...musicali, sportivi, e avevano case di tutto rispetto. Ma andassero a...... Grazie Rebel mi hai colpito. " (da Anonimo)
![]() |
| Sulla plancia di comando se la suona e se la canta... |
Gli itineranti devono dedicarsi all'evangelizzazione come attività esclusiva e non è un optional. Non sono solo loro che non vogliono lavorare!
E' condizione irrinunciabile dell'essere itinerante lasciare il lavoro per dedicarsi all'evangelizzazione in obbedienza a Kiko e inviati da lui.
![]() |
| Il vero Tripode neocatecumenale |
Una parentesi:
Nel governo del cammino ha molto inciso Carmen. Ora non c'è più, per cui si parla di Kiko mentre Carmen aleggia su tutto. Il sistema fondato sui cd. ITINERANTI è stato messo in piedi da entrambi, con pari responsabilità: 50 e 50. Era Carmen che sempre ripeteva, ossessivamente, che per essere itinerante necessario e irrinunciabile è "essere legato a NOI". Che gran genialata! E che DEVI LASCIARE IL LAVORO! Una specie di prova del 9 della tua fedeltà, del tuo essere votato completamente alla causa, anima e corpo: lasciare tutto per seguirli e non solo il lavoro.
Più "legato" di così! (... più ricattabile!)
Si comprende che se l'unico sostentamento è il cammino, tu sei tenuto in pugno; ostaggio totalmente degli autonominati iniziatori. Ad ogni alzata di testa, possono irretirti ripetendo: "Chi sei tu oggi senza il cammino?" (fuor di metafora: "dove vai? che fai? dove sbatti la testa?").
Attenzione:
Qui parliamo di capo-equipe laici, con moglie e prole molto numerosa. Parliamo di famiglie. Che se dovessero, dopo anni e anni, smettere di fare gli itineranti resterebbero letteralmente senza sostentamento, senza più nessuna possibilità di mantenersi autonomamente. Se per il cammino hai rinunciato a tutto, dove vai a finire? Tu, tua moglie e i tuoi figli? (...questa l'oscura minaccia)
E ora andiamo al punto. Rivolgendoci a chi si scaglia contro di noi con violenza ogni volta che raccontiamo "fatti concreti" di cui siamo testimoni, accusandoci di mentire, chiedo in sincerità: vista la condizione dell'itinerante nel C.N., spiegateci voi come fanno costoro a vivere? Con sei, otto, dieci e anche più figli? Senza un lavoro, senza alcuna entrata autonoma?
Non solo. Ma come fanno a vivere così bene come vivono?
Tutte le coppie itineranti - quelle della prima ora, quelle che insieme agli Iniziatori realmente governano tutto, che hanno fondato e diffuso il Cammino in tutto il mondo, legate come nessuno a Kiko e Carmen - hanno almeno un lussuoso e comodissimo SUV, case tutte molto confortevoli nelle zone loro affidate.
![]() |
| I due compari |
Ho conosciuto anche io itineranti che mandavano i figli nelle Università o in Istituti Privati tra i più costosi. Dicevano: "il Signore provvede!" senza pudore, senza vergogna. Tiravano in ballo ogni volta la provvidenza e nessuno osava fiatare poichè si trattava di discutere l'opera di Dio!
Ma le mormorazioni serpeggiavano eccome nelle comunità. Perché i soldi, di fatto, poi li cacciavano loro: i fratelli. Anche perchè tante volte questi figli fighetti dei mitici itineranti non erano neanche un esempio o un modello di virtù ed educazione! E fuor di dubbio se la passavano molto meglio della maggior parte dei loro catechizzati, che coi loro soldi gli consentivano la bella vita, pur dovendo mantenere anche loro famiglie numerose e molto spesso monoreddito (poiché la moglie, giocoforza, era stata costretta a lasciare il lavoro - cosa frequentissima - o non aveva potuto neanche cercarlo mai) e in più tutti paganti decima.
Eravamo con alcune comunità in Israele. C'era l'abitudine di lasciare un pomeriggio libero, che veniva dedicato a un giro nel quartiere ebraico, ricco e pieno di splendidi negozi. Si faceva qualche acquisto e c'era sempre qualche ostiario zelante che dava l'incarico di comprare il costosissimo incenso profumatissimo che solo in Israele si trova. Quella volta ero in compagnia di un itinerante storico appunto, che mi chiese di accompagnarlo perché voleva acquistare un regalo alla moglie per un anniversario. Ebbene rimasi basita quando vidi che scelse una sciarpa/foulard che costava 500 euro, così in un colpo e senza batter ciglio. Comprese la mia istintiva ripugnanza e mi guardò con una certa pena. Ma, senza scomporsi e con un sorriso compassionevole, mi disse: "Questo avevo pensato; un regalo minimo sui 500 o 600 euro...". (Certo, qui si pone lo stesso quesito che ci siamo posti per Kiko che ogni mattina fa un'elemosina di 50 euro alla botta, pur essendo povero in canna).
Un altro capitolo di spesa senza tetto era, questa volta per gli itineranti alla triade più vicini, il regalo da portare a Carmen quando si veniva onorati di un'udienza privata. Carmen, una molto esigente, amante del bello e del costoso, una che non accontenti facilmente. Scegliere un regalo per lei: una vera impresa e delle più complicate, perchè Carmen aveva di tutto e ognuno cercava di portarle il meglio. Grande studio richiedeva la scelta e sempre correvi il rischio che il regalo (generalmente un vestito o un tessuto molto prezioso) non le piacesse affatto. Ella lo rifiutava senza problemi e lo rispediva al mittente senza tante cerimonie. Soluzione non era togliersi dall'imbarazzo non omaggiandola affatto, poiché questo avrebbe portato sicuro a conseguenze peggiori.
Un'equipe proveniente dalla comunità madre di Roma dei Martiri Canadesi alla ricerca di un alloggio degno nella Regione assegnata, espose in convivenza di itineranti la sua scelta, caduta su una bella villa nel quartiere più alto della città di destinazione con annesso, ragguardevole, affitto da pagare. Chiese, senza mezzi termini, che si provvedesse tramite la Fondazione Famiglia di Nazareth.
Giustamente, essendo primogeniti di cotanti illustri genitori !
Altri non avrebbero osato chiedere tanto e con tanto candore al cassiere generale Giampiero Donnini e alla presenza di Kiko e Carmen. Questo perché il Centro neocatecumenale già esistente nel capoluogo di quella Regione, con annesso alloggio, a dir loro era indegno di accoglierli.
Ora, vi pare che gente che non lavora, che non ha mai lavorato, possa permettersi tanto lusso e pretendere di campare a scrocco così? Mostravano apertamente di essere incontentabili anche loro, come Carmen era incontentabile, disdegnosa e capricciosa con i soldi sudati da altri e messi nelle collette anche da poveri fratelli chi sa con quanti sacrifici (pezzenti moralisti e tirchi pure!). Collette sollecitate da loro con sfacciataggine, senza alcun ritegno e ad ogni occasione, con insistenza, con una petulanza condita di accuse indegne di attaccamento al danaro, orecchio chiuso alla parola e quant'altro.
E non dimentichiamo di ribadire una cosa: per gli itineranti certo che si attinge anche alla decima. Neanche a dirlo.
Dovunque possono i responsabili raccattano i soldi necessari per il mantenimento di un simile caravanserraglio. Che, oltretutto, ne va del loro mantenimento in carica (prova tu responsabile a non passare per sei mesi di fila "la busta" ai tuoi catechisti itineranti, e vedi come "di pronto" vieni sostituito!). Mantenimento che deve essere a 360 gradi come ben si comprende più annessi e connessi.
Questo fa parte del linguaggio non scritto e non detto del Cammino (e ovviamente neppure approvato).
Ma è regola ferrea e condivisa ovunque il neocatecumenato si sia espanso.
Non rispettarla è causa di rimozione certa in primis dei responsabili delle prime comunità delle parrocchie che sono le comunità pilota. Questi responsabili, sono i collettori di tutte le comunità della parrocchia affinché le buste fluiscano regolarmente alla volta degli itineranti. Se iniziano a scarseggiare o non si vedono soldi per un pò, son dolori! Sicuro.
Repetita juvant... per le teste dure.
E sempre per le stesse teste di coccio, un'ultima testimonianza:
Vi volevo parlare delle famiglie neocat in missione : dieci anni fa il mio parroco, che era del Cammino, invitò una famiglia con 12 figli, della Palma, che stava partendo in Sud America, che ci chiedeva un contributo per le spese. Nessuno diede niente, poi ho saputo che il padre di lei era ricco, l'ho conosciuto, era un industriale che vicino a Oristano ha un'azienda che commercia idrocarburi tra l'Italia e il Sud America. Il genero lavorava con lui, parti e rimase alcuni anni fuori, poi è ritornato e ha ripreso a lavorare con il suocero. Quando venne il nuovo parroco da noi, che era stato anni prima proprio alla Palma, e che non è del Cammino, mi parlò del suocero che ogni tanto veniva a s. Bartolomeo per sentire la messa, questi era un neocat, aveva 8 figlie tutte nel Cammino, tutte sposate con neocat e con figli tutti nel Cammino. Forse questo è un eccezione, non credo siano molte le famiglie che vanno in missione con un suocero ricco che le mantiene. (da Aldo dei focolari di Cagliari)
Certo. Fa riflettere il rapporto ancestrale del C.N. con il denaro e la ricchezza; a partire dalla ricca Carmen, di una delle famiglie più ricche di Spagna. Ma le famiglie ricche ci sono sempre state nel Cammino, alcune molto ricche e nobili pure. C'è da chiedersi il perchè del forte impatto del Cammino in questi contesti sociali. Anche tra gli itineranti molti provengono da famiglie agiate. A conoscerli da vicino non mostrano in questo un gran cambiamento di natura, in verità.
Quelli che ho conosciuto più da vicino si sono portati dietro negli anni tutta la loro spocchia, la supponenza originaria, che andava ad aggiungersi alla conclamata e ben nota arroganza congenita dei super-itineranti/super-catechisti.
Neanche lontanamente sembrano disposti ad assumere uno stile di vita più modesto. In genere fanno sotto gli occhi di tutti e pure sfacciatamente "i figli di re" come Kiko insegna. D'altra parte Carmen Hernandez è capofila di questa prominente dinastia, il jet-set internazionale neocatecumenale.
Delle famiglie in missione non conosco la percentuale dei ricchi.
Ma non mi meraviglia affatto che parta giuliva una famiglia costituita, come pare sia in questo caso, da fratelli che sono nati e cresciuti nel cammino. Aperti alla vita, con 12 figli, figli a loro volta di camminanti storici della prima ora "di alto bordo" appunto, come nel caso esposto.
Generalmente questi illustri capostipiti spesso rivestono importanti ruoli di responsabilità nel contesto.
![]() |
| La finta sceneggiata dei sorteggi |
Certo fa scena:
Guarda questi! Che vocazione! Lasciano la loro vita agiata e sicura par andare 'famiglia in missione'.... che eroi (la spazzatura del mondo, come condannati a morte...)!
Ma FERMI tutti, ALTOLA'. E se ti fermi cosa noti? Oh, giochi del destino!!!
Noti che - Ma GUARDA CASO - questa splendida famiglia - PER SORTEGGIO (come tutti, nevvero?) - dove è stata inviata da Kiko in missione? Ma che coincidenza!!!!
Ma certo in Sud America!!!
Proprio dove lo straricco suocero commercia felicemente i suoi idrocarburi. Da sempre.
A sua volta il fortunato genero di cotanto suocero (che da sempre com'è ovvio lavora con lui in Azienda) rimane solo ALCUNI ANNI in terra di missione (pardon terra di esportazione), per poi tornare alla base e "riprendere" a lavorare con il munifico suocero CHE - come ben noto - ERA UN felice NEOCATECUMENO anche lui. Felice come solo i naocatecumenali ricconi e opulenti possono essere lì dentro! Protetti da una speciale immunità che li rende diversi dai comuni camminanti. Dei privilegiati.
Davvero a leggere simili esperienze ci si apre un mondo! E viene il voltastomaco.
Il Cammino è davvero un teatro ed un gran palcoscenico!
Questi possono darla a bere a molti, ma non a gente come noi; e purtroppo per loro.














