lunedì 7 febbraio 2022

Biografia di Carmen: il diavolo non fa i coperchi

La biografia di Carmen esposta a Le Paoline
I neocat la acquistano invece con il ticket?
Il progetto di una biografia carmeniana ad opera dei neocatecumenali stessi risale a tempi lontani.

È indubbio che i lavori, per quanto a livello embrionale, fossero concretamente iniziati quando Carmen era ancora in vita, e che le "Note biografiche" a lei dedicate sia un progetto studiato a tavolino in epoca precoce mirato a decidere a quali aspetti esistenziali dare risalto e quali invece lasciare in ombra o addirittura tacere, per non dire mistificare. 

Nessuna meraviglia, se la biografia deve servire a consegnare alla posterità il ritratto definitivo e monumentale, agiografico e apologetico, della Hernández (e di conseguenza di Kiko) donna di fede e di generosa attitudine, bisogna forzatamente manipolare gli eventi.  
Se poi chi scrive è il prof. Aquilino Cayuela, fedele al culto del corpo mistico del "profeta" Kiko, ogni approccio critico o quanto meno eterodosso non poteva che essere bandito. 
Ma come ben sappiamo “il diavolo fa le pentole ma non i coperchi”. Quando si architettano azioni malvagie (o anche solo disoneste), è facile che si ripercuotano contro chi le ha pianificate e commesse. Avendo attuato qualcosa di scorretto, insomma, i conti finiscono col non tornare e il malfattore ne paga in qualche modo le conseguenze. 
Ed anche in questo caso riscontriamo delle contraddizioni che si palesano sin dall'introduzione. 
 

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Stralcio tratto dall'introduzione della biografia di Carmen Hernández:

"Suscita un certo pudore trattare la vita di Carmen Hernández Barrera, cui prerogative erano la timidezza e il riserbo, benché spesso così non sembrasse"

La timidezza ed il riserbo sono due caratteristiche che rendono una persona discreta e rispettosa dei sentimenti altrui. Le persone riservate tendono ad instaurare dei rapporti delicati distinti da poche parole ma da molti segnali d'affetto. 

E già da qui comprendiamo che la questione non torna, il prof. Aquilino non ce la racconta giusta. 

L'autore traccia sin dal principio un'immagine incompatibile con quella di Carmen, la quale era invece una furia, un vortice violento di insulti e cinismo capace d'uccidere interiormente chiunque.  

Non si tratta di un'impressione soggettiva ma di una verità manifesta alla portata di tutti (sul web sussistono molteplici video e diverse testimonianze esplicanti l'individualità di Carmen), e non soltanto di coloro (che son comunque molti) che hanno avuto il dispiacere di assistere alle sue velenose scenate condite di mortificazioni e aggressioni verbali. 

Personalmente ricordo la sua mancata timidezza anche nelle occasioni in cui taceva in pubblico, ma prima di spiegare questo concetto dovete concedermi un breve preambolo: Carmen viveva dei momenti di depressione che si traducevano in auto isolamenti che non possedevano alcuna assonanza con il silenzio meditativo attinente alla salubre spiritualità, alla timidezza e al riserbo menzionati da Cayuela. Questi momenti oscuri hanno scandito, credo verosimilmente, l'intera sua esistenza.

Quindi - dicevo - ricordo la sua mancata timidezza anche nelle occasioni in cui taceva in pubblico, una rarità alla quale mi toccò assistere. 

Il suo silenzio – di donna che si autoproclamava paladina delle donne - dinanzi ad una violenza adempiuta a discapito di una ragazza giovanissima, stordì tutti coloro che si aspettavano una salda e decisa presa di posizione contro il violento. 

Invece, per una volta, si zittì, e assieme a Kiko ripose la giustizia sotto al tappeto.

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"(...) erano la timidezza e il riserbo"

Beh, lo proclamasse dinanzi a coloro che hanno subito gli attacchi gratuiti di Carmen; lo annunciasse ai piccoli di quei tempi e agli adulti che sono soffocati catturati dal fumo delle sue sigarette. 
Lo affermasse dinanzi a chi ha visto quest'anima infuocata strappare pagine di scritti e di libri senza motivazione, oppure a chi ha vissuto strazianti divisioni familiari determinate dalle direttive dei due prepotenti iniziatori. 
  
Potrei continuare all'infinito, ma qui mi fermo per avanzare nella presentazione. 
 

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Sempre dall'introduzione della biografia della Hernàndez:

"Non abbiamo conosciuto molto di lei, al di là della sua abbondante predicazione con cui, nel corso degli anni, ha evangelizzato tante persone in tanti luoghi, insieme a Kiko Argüello"

Questo frammento precede quello che fra poco inserirò, il quale fa riferimento alla connotazione più silenziosa di Carmen, quella più segreta e più edificante che, dicono, si rivelò soltanto al termine della sua vita. 

Si tratta di un tentativo astuto di ammortizzare la gravità inaudita degli errori contenuti nella sua "abbondante predicazione".

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Ed ecco il seguito:

"Nemmeno le persone a lei più vicine hanno conosciuto in profondo la sua interiorità fino al giorno della sua morte, quando, grazie alla comparsa di numerosi diari, lettere, agende e altri documenti, ci si è resi conto di ciò che Carmen ha vissuto"

In un sol colpo hanno giustificato le follie di indiscussa evidenza - trasmesse tramite le sue catechesi - di Carmen con la scusante dell'animo riservato. Un animo così segreto che si è reso lampante soltanto alla sua morte. 
 
Facile no? I torti della vita di Carmen vengono debellati da una fantomatica esistenza di vera, generosa, riflessiva e solida spiritualità venuta alla luce soltanto alla sua dipartita. Così la voce di chi vuol marchiare il cammino con una santità rubata, si impone in sostituzione della realtà. 
 
In verità l'agire luciferino di Carmen non è da sottovalutare, tra una moltitudine di circostanze eterodosse nomino quella che le raccoglie tutte, vale a dire il tentativo di instaurare un cristianesimo nuovo che sostituisse quello cattolico. 
I suoi sono degli errori palpabili - non dimentichiamo che Carmen viaggia in tandem con Kiko - che concernono la teologia, la morale, la cultura, la vita pratica. L'errore fondamentale è aver ridotto la fede ad un'esperienza soggettiva. 

Se questa biografia fosse autentica esalterebbe sin dalla genesi la superbia della protagonista che mai perdeva occasione di vantarsi di questioni peccaminose, ad esempio elogiava la personale esegesi delle Sacre Scritture proposta dal cammino ("perché in chiesa non vi hanno insegnato nulla!"; "siamo noi i detentori della verità!”; "dovete dare un colpo di spugna a tutto quello che avete imparato fuori dal cammino, è qui che comincerete a conoscere!”) o di aver liberata dalle adulterazioni e restituita alla sua genuinità originaria tutta la storia sacra. 

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Ma ritorniamo al nodo del discorso, Aquilino afferma: "Nemmeno le persone a lei più vicine hanno conosciuto in profondo la sua interiorità fino al giorno della sua morte"

Sicché, seguendo questo ingarbugliato filo pseudo logico, Carmen avrebbe tracciato questa santità insita in lei su alcuni fogli negandone la visibilità a chi la attorniava, ciò nonostante avesse tra le mani la responsabilità di tanti fedeli dipendenti dal suo esempio. 
Cosa sarebbe questa? Una sorta di umiltà particolare che vieta di manifestare l'amore a Cristo e ai fratelli? 

Già l'antipasto di questo biografia appare ambiguo e ingannevole.

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"Ci troviamo pertanto dinanzi a una persona che ha vissuto un intenso e stretto rapporto di amore con Gesù Cristo, il quale ha occupato il centro della sua vita interiore"

Ma ciò era risaputo soltanto alle sue agende e ai suoi foglietti stropicciati destinati ad essere scovati soltanto alla sua morte, perché di atteggiamenti espliciti propensi al culto eucaristico e al rispetto per il prossimo in Carmen non se ne scorgeva nemmeno l'ombra.

Nel cammino l'accentuazione posta sulla celebrazione dell’Eucaristia - la valorizzazione spropositata dell'assemblea liturgica - è andata a scapito dell’adorazione, come atto di fede e di preghiera rivolto al Signore Gesù, realmente presente nel Sacramento dell’altare. 
Questo sbilanciamento prodotto dai due - Argüello e la Hernàndez - ha avuto ripercussioni anche sulla vita spirituale dei fedeli. Quale peccato più grande dall'aver coinvolto nei propri sbagli miriadi di anime?
 
Se Cristo avesse davvero occupato il centro della vita interiore di Carmen, saremmo stati spettatori di azioni di bontà; avremmo assistito ad una liturgia eucaristica dignitosa, a delle catechesi che attingono il loro contenuto alla fonte viva della Parola di Dio, trasmesse nella Tradizione e nella Scrittura (e non sorte dalla creatività sporca e fervida dei due compari) e ad un atteggiamento di sottomissione alle autorità della Santa Madre Chiesa.  
Macché, Carmen ha invece intrattenuto una condotta eretica e vividamente indecorosa e biasimevole. 

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Pensando a ciò e a tant'altro di perverso e tristo concernente Carmen e Kiko, macchiati entrambi dal peccato di aver deviato uno sterminato numero di anime dalla vera Fede, non si può credere che amino la Santa Messa. 


Per i neocatecumenali, per duemila anni la Chiesa sarebbe esistita solo in maniera manchevole e inefficace, per non dire fittizia; e i Martiri e i Santi sarebbero sorti “così per caso” senza alcun apporto da parte della Chiesa e della sua liturgia. 
Anzi, per dirla tutta, secondo loro i Martiri ed i Santi cattolici, i quali son tutti amanti della dignitosa Santa Messa, a nulla valgono. Difatti, nonostante le innumerevoli occasioni di incontro e catechesi, mai ho sentito dei riferimenti ad Essi.  
Mentre adesso sento parlare con assiduità e tenacia di santità, di una sola ed unica santità, quella che secondo loro apparterrebbe a Carmen. 
 
La verità è  che essi hanno sconvolto e turbato la pietà e la devozione dei fedeli insultando il decoro e la santità delle sacre funzioni, per giungere, catturati da questa sorta di luciferina superbia, ad ammantare di santità colei che ha affiancato Kiko nella realizzazione di questa nuova liturgia che calpesta la celebrazione della Santa Messa! 
 

Carmen ha sospinto all’uso sacrilego dei sacramenti della penitenza e dell’eucaristia . Volendo mutuare un’espressione del beato Antonio Rosmini, si tratta di una vera e propria piaga della Chiesa, che indebolisce enormemente il vigore dei suoi figli e, per contro, accresce il potere del Nemico dell’umana salvezza.


35 commenti:

  1. Uomo Libero!!!7 febbraio 2022 08:53

    La biografia di una svalvolata spagnola, esempio di femminilità per le figlie del cammino.

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  2. Chissà se copiano il "format" dalla causa di beatificazione di Santa Teresa di Lisieux. Kiko ha nominato questa grande Sposa di Dio in un recente annuncio, per la prima volta a nostra conoscenza, pur raccontando che la venerava da sempre.

    Dell'istruzione della causa di Teresa di Lisieux ci dà qualche notizia l'ottimo Padre Serafino Tognetti in questo intervento. La vita interiore della Santa era sconosciuta persino alle consorelle di convento. Solo la lettura postuma del suo diario spirituale ci ha aperto i vasti orizzonti della sua intensa vita interiore.

    Però la Santa Teresina si presentava all'esterno come una suora normale, tranquilla, un po' lenta. La cosa peggiore che si potesse dire di lei è che non fosse niente di speciale.

    Sicuramente non si è distinta per vizi antieroici. Nessuno l'avrebbe definita una megera dalla lingua di fuoco, caustica con chi recita il rosario, che tace davanti alla violenza quando la bestia perpetrante appartiene alla sua ghenga ideologica, rancorosa contro la Chiesa, disubbidiente a tutto tranne che ai propri umori labili, insultatrice dei Vescovi, urlatrice contro il Papa, idolatra, eretica, ... etc. etc.

    Qui il diario di Santa Teresina, dal quale risulta evidente che non occorrono arrampicate di specchi per lei.

    Padre Tognetti in questo intervento intervento parla anche della vita di Padre Pio, ricordando la sua rudezza. E anche qui, i neocatecumenali fanno presto a mescolare tipi di rudezza di matrice opposta pur di attaccare la loro fondatrice al tram della santità altrui.

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  3. Gli scritti postumi sono sempre rischiosi, vanno visti gli originali, per essere certi che i posteri non
    imbastiscano favole.
    Di certo, per una causa di santità non potranno né dovranno accettare il riassuntino di Cayuela, ma verificare direttamente i documenti.
    Il libro è per la massa, soprattutto neocatecumenale. Gli addetti ai lavori devono lavorare su ben altri approfondimenti diretti, quei sacri documenti che noi comuni mortali mai vedremo.

    La pompa neocatecumenale, i fasti e le ricchezze a cui al II scrutinio i comuni mortali devono rinunciare (ma non di certo il potente Cammino che su di essi si basa), sono l'unica evidenza artefatta che il Cammino esiste in buona salute.
    Dovrebbero pretendere, e mi auguro che lo facciano, la dimostrazione esatta del numero effettivo degli adepti neocatecumenali nel tempo, come un censimento mai fatto, ma di rigore se si vuol procedere con la causa della fondatrice.
    Quando scopriranno il pauroso calo numerico e lo raffronteranno con i dati iniziali doverosamente presenti negli archivi dei centri neocatecumenali, capiranno il dissesto causato da questa Fondazione multimiliardaria nelle anime dei credenti.
    Se la creatura langue e rinsecchisce, anche i genitori saranno in sospetto di non averla allevata bene, nonostante abbiano sempre dichiarato promesse mai mantenute.

    La Carmen, che a 36 anni fu ricercata dalla famiglia nelle baracche a causa della sua debolezza mentale, dice il compare che fu difesa da cani latranti che allontanarono minacciosamente gli sgraditi parenti.
    Quella è arrivata a quasi 40 anni senza arte né parte, saltellando da un'istituzione religiosa ad un'altra, sempre girovagando per il mondo. Non si tratta di evoluzione nella fede, ma di instabilità congenita.

    Una volta incontrato il giovanotto Kiko, e schifata dai Cursillos e dalle immagini degli orribili angioletti dipinti nelle Chiese (l'ha raccontato proprio Kiko), si è accompagnata a lui per edificare il suo personale sogno di fare la missionaria, che fino a metà della sua vita tutti le avevano negato.

    La vita di Carmen è recuperabile anche da certe affermazioni che i due spagnoli hanno rilasciato nel corso del tempo, non solo da libri postumi esclusivamente neocatecumenali scritti ad arte da VIP neocatecumenali.
    Ogni azienda propaganda al meglio la propria merce, poi sono i consumatori che devono fare le recensioni e non sempre sono positive.

    Ci vorrebbe qualcuno che facesse un libro di tutte parole uscite dalle loro bocche in tempi senza internet, in cui credevano di essere intoccabili. Lo intitolerei "Racconti autobiografici dei due fondatori ai loro adepti".
    Ci sarebbe da ridere.

    Per Scientology l'hanno fatto.
    Ma Scientology è molto più diffusa del Cammino Neocatecumenale.

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  4. Padre Tognetti, un altro nemico del Cammino

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  5. Biografia è l'acronimo di :

    Baggianate Ignobili Ormai Germinano Ridicolmente Allucinanti Farloccamente Insegnano Assurdità

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  6. Scommetto che anche Santa Teresa di Lisieux è contro il Cammino?

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    1. Si, anche Santa Teresa è contro il cammino che non è riuscito a creare neanche un santo. E non potrebbe. Santa Teresa è e resta una cristiana della domenica.

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  7. Ho ritrovato le affermazioni di Kiko in un video di qualche anno fa su youtube, adesso rimosso e diventato privato.

    Dice della Carmen:

    "E ho mandato Carmen a fare i Cursillos: è scappata… e la cercavano dappertutto, la Carmen era sparita… e non sai quanto… Vado a cercarla: "Vieni qua, e la porto alla Chiesa e c’erano gli angioletti così, tutti dipinti, MOLTO ORRIBILI". E lei mi diceva: “Ti piacciono queste pitture? Pensando bene, UN ORRORE… QUESTO È IL CURSILLO: UN ORRORE". Così… Mamma mia, non l’ha toccato!. Allora le diceva il prete del Cursillo: “Ma come NON SOPPORTI queste cose che si dicono qua, son così antiche” e il prete le diceva: “Calma, calma, pazienza…”.
    Perché Carmen ERA SUPERIORE completamente a tutte queste cose, il Cursillo era superato per il Concilio"

    "Il primo scontro con Carmen, di una VIOLENZA INAUDITA contro di me, che io ero un mostro che utilizzavo i poveri per esaltare il mio ego, il mio io, mi ha detto delle COSE MOSTRUOSE, io ho detto: “Ma questa donna, ma chi è questa donna, ma come MI INSULTA in questo modo?”

    "L’importanza degli animali… I cani sono un simbolo dei pagani, lo dicono gli ebrei, e mi seguivano tutti con tanto amore. Non hanno mai morso nessuno e hanno morso il fratello di Carmen che voleva portarla via".

    Già questo ultimo discorso sembra squinternato: i cani pagani difenderebbero una santa di categoria superiore cattolica? Magari, se fossero stati cristiani ci poteva stare...

    I racconti autobiografici dei due fondatori sono un pozzo di notizie dette viva voce da loro stessi.
    Verità o invenzione?

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  8. Scrive Rebel: Se questa biografia fosse autentica esalterebbe sin dalla genesi la superbia della protagonista che mai perdeva occasione di vantarsi di questioni peccaminose, ad esempio elogiava la personale esegesi delle Sacre Scritture proposta dal cammino ("perché in chiesa non vi hanno insegnato nulla!"; "siamo noi i detentori della verità!”; "dovete dare un colpo di spugna a tutto quello che avete imparato fuori dal cammino, è qui che comincerete a conoscere!”) o di aver liberata dalle adulterazioni e restituita alla sua genuinità originaria tutta la storia sacra.
    Confermo. Da quanto ho letto, le note biografiche di Carmen non fanno mai cenno alle sue scandalose catechesi sull'Eucaristia dei mamotreti degli anni '70, esaltati recentemente da don Pezzi come ancora validi. Non si parla dei confessionali-casette, degli inutili tabernacoli dei Sacramentini, di Dio che si sarebbe fatto pietra, anziché pane, se avesse voluto essere conservato e adorato.
    E neppure si accenna al confronto della Chiesa con la Sinagoga, da cui i neocatecumenali si dovevano allontanare per vivere la propria fede. Nè tantomeno al suo linguaggio sboccato, alla acidità delle sue battute al curaro, al fumo compulsivo, alle scenate a Kiko, pur così note anche a neocatecumenali non della cerchia più stretta.
    Quindi se vengono sottaciuti aspetti di Carmen e sue esternazioni noti e documentati, tanto meno ci si può aspettare che venga raccontata la 'vera' Carmen Hernández; anche perché non esiste nella Chiesa un processo di 'dannatificazione'.

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  9. Come, non esiste la dannatificazione?!
    E cavolo, devo buttare un sacco di scartafacci! Ne avevo raccolto due quintali e mezzo.

    FungKu, deluso e infelice mi dirigo verso la stazione ecologica.

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    1. Dannatificazione è l'acronimo di :
      Dovendo Annunciare Neocatecumenali Nosocomiche Assurdità Terribilmente Indecenti Francamente Ignobili Certamente Arriviamo Zelantemente In Ogni Neocatecumenale Eresia

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  10. Lampo di Luce

    « Ama il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Ama il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti »

    Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati.

    Dio, il Signore ci chiama all'amore. Non è facile amare, perché dentro di noi e fuori di noi si muovono delle forze. Infatti, basta guardarsi intorno per capire che il peccato c'è.
    E quindi? Come fare?
    Credo che in primo luogo dobbiamo amare Dio, per cui liberarci da tutto ciò che ci destabilizza e cerca di non farci amare Lui. Poi, dobbiamo passare ad amare il nostro prossimo. E qui, sinceramente, troviamo delle difficoltà. Sappiamo che si cade, in quanto siamo fragili e deboli. Ma, se noi ci concentriamo verso un punto, ecco che riusciamo poi ad allargare il cuore e quindi ad amare le creature di Dio, cioè il nostro prossimo.
    Come?
    Ci dobbiamo concentrare su Gesù, che è anche il nostro prossimo, non dimentichiamoci che Lui è vero Uomo e vero Dio, per cui amarlo, e poi sarà questo amore che in Lui ci darà la dilatazione del cuore e ci farà superare tutti gli ostacoli nell'amare il fratello. Se amiamo Gesù, veramente, ecco che amiamo la Madonna, sua Madre. Infatti noi sappiamo che Lei è anche Madre di tutti noi, e per cui con questa consapevolezza interna riusciremo ad amare anche i fratelli figli di Maria e fratelli di Gesù. Ovviamente si passa per la croce, non vi è altra strada. E' un dato di fatto che c'è il peccato e altro. Non è una passeggiata, vi saranno cadute e ricadute, e sicuramente si troverà la croce, ma dopo la croce c'è la resurrezione, lo Spirito non mancherà di far risorgere sia te che il fratello amato da te.
    In conclusione: fissare sempre lo sguardo su Gesù, perché realmente è Lui che ha lo sguardo fisso su di noi, per cui è un accogliere il suo amore per farsi riempire e poi per diffonderlo.

    Cristiano Della Domenica.

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  11. Lampo Di Luce Nella Notte

    « Ama il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Ama il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti »

    Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati.

    Dio, il Signore ci chiama all'amore. Non è facile amare, perché dentro di noi e fuori di noi si muovono delle forze. Infatti, basta guardarsi intorno per capire che il peccato c'è.
    E quindi? Come fare?
    Credo che in primo luogo dobbiamo amare Dio, per cui liberarci da tutto ciò che ci destabilizza e cerca di non farci amare Lui. Poi, dobbiamo passare ad amare il nostro prossimo. E qui, sinceramente, troviamo delle difficoltà. Sappiamo che si cade, in quanto siamo fragili e deboli. Ma, se noi ci concentriamo verso un punto, ecco che riusciamo poi ad allargare il cuore e quindi ad amare le creature di Dio, cioè il nostro prossimo.
    Come?
    Ci dobbiamo concentrare su Gesù, che è anche il nostro prossimo, non dimentichiamoci che Lui è vero Uomo e vero Dio, per cui amarlo, e poi sarà questo amore che in Lui ci darà la dilatazione del cuore e ci farà superare tutti gli ostacoli nell'amare il fratello. Se amiamo Gesù, veramente, ecco che amiamo la Madonna, sua Madre. Infatti noi sappiamo che Lei è anche Madre di tutti noi, e per cui con questa consapevolezza interna riusciremo ad amare anche i fratelli figli di Maria e fratelli di Gesù. Ovviamente si passa per la croce, non vi è altra strada. E' un dato di fatto che c'è il peccato e altro. Non è una passeggiata, vi saranno cadute e ricadute, e sicuramente si troverà la croce, ma dopo la croce c'è la resurrezione, lo Spirito non mancherà di far risorgere sia te che il fratello amato da te.
    In conclusione: fissare sempre lo sguardo su Gesù, perché realmente è Lui che ha lo sguardo fisso su di noi, per cui è un accogliere il suo amore per farsi riempire e poi per diffonderlo.

    Cristiano Della Domenica.

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  12. Se sono gli scritti, o i presunti scritti, di Carmen, a dover giustificare la sua canonizzazione, e non la sua testimonianza delle virtù, allora è bene che i camminanti perdano subito ogni speranza. Altrimenti ci fanno la bocca, ma poi rimangono frustrati come Fantozzi nella clinica per dimagrire del prof. Birkenmayer.

    Di solito i santi che scrivevano i diari erano stati spinti a farlo dai loro superiori o direttori spirituali che si erano accorti delle loro straordinarie virtù.
    Per Carmen invece appare tutto diverso: delle sue virtù nessuno se ne è accorto, mentre i suoi vizi erano notissimi, e sarebbe il suo diario a rivelare la sua santità.
    C'è da sbellicarsi dal ridere.

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    1. La canonizzazione di Carmen, nelle intenzioni dei postulatori del Cammino, assomiglia a quella del depravato messer Ciappelletto della famosa novella del Boccaccio.
      I metodi sono praticamente gli stessi.
      Questo tentativo del Cammino di voler far canonizzare Carmen anche a costo della menzogna, tutto sommato fa gioco a chi dice che il Cammino è una setta, perché non solo Carmen non verrà canonizzata, ma rivela il Casmmino come setta senza morale e senza scrupoli, che non ama la Chiesa (e la verità), ma che la strumentalizza

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  13. Timidezza e riserbo? Nulla di più lontano da Carmen.

    Grazie a Rebel, che evidenzia prima fra tutte, questa a dir poco strampalata definizione del personaggio Hernández, che un'impronta tanto forte ha lasciato nel Neocatecumenato.

    Oggi si tende a cancellarne ogni traccia. Questa così dipinta è altro da lei.

    Riserbo e timidezza ci consegnano una donna di altre fattezze. E noi ci chiediamo il perché, di questa necessità di falsificare, chiaramente dettata da motivi di pura convenienza.
    Sanno anche loro, dunque, che costei era impresentabile?

    A che titolo Kiko definisce la cofondatrice "santa di categoria superiore "? Dov'è la sua peculiarità fuori dal comune? Se poi è adornata da timidezza e riserbo?
    A che titolo se non per sdoganarla dalla sua peculiarità imbarazzante.

    Quando poi un Cayuela qualunque dalle prime righe della sua Biografia si applica a "normalizzare" la Carmen, che aveva impiegato orgogliosamente tutta la sua vita per identificarsi come un unicum irripetibile nella Chiesa e anche nel Cammino. Quanta fatica sprecata!

    E Kiko che ha coniato per lei il "di categoria superiore" per tentare di neutralizzare perplessità e argomenti a contrario...

    ........

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  14. .....

    Dunque timidezza per Carmen che era una sfacciata sfrontata.
    Carmen non si fermava davanti a nulla e a nessuno. Interromperà e interveniva velenosa e a gamba tesa on arroganza... Lo ha fatto anche col Papa. Ma che bella timidezza!
    Il riserbo poi non lo aveva per sé non lo usava per gli altri.
    Ostentava i suoi difetti con orgogliosa sfacciataggine; metteva in piazza (per meglio dire sul palco delle esibizioni - altro non saprei definirle - sue e del narciso Kiko) quelli che lei considerava vizi incorreggibili del suo megalomane compare.
    Questo da un lato per restare al felice connubio di questa straordinaria coppia inseparabile.
    Dall'altro parlare di riserbo carmeniano verso il prossimo! Ragazzi, non ho parole!

    Trascrivo la definizione di 'riserbo' e lascio a voi il confronto e la pratica attualizzazione.

    Riserbo: Tendenza a tacere o a non rivelare qualcosa, dovuta a prudenza o a un carattere abitualmente schivo.

    Ridiamo? Piangiamo?

    Mi scorrono davanti tutti i massacrati sul palco in quel di Porto San Giorgio senza pietà, senza misericordia, senza sconti.

    E la timidezza poi...

    Timidezza: Senso per lo più abituale di disagio provocato da timore o pudore o soggezione, che si traduce in un comportamento esitante e impacciato o, talvolta, anche scontroso.

    Ma questi quando scrivono o parlano riflettono? Studiano il significato dei termini?
    Bah. Sono basita davvero.

    ........

    RispondiElimina
  15. .......


    Della Carmen, quella vera, hanno inteso seppellire con lei anche il ricordo.
    Carmen è stata cancellata e hanno inventato un personaggio immaginario costruito ad arte.

    Provano pudore a trattare la vita di Carmen. Ma dai!!!

    Devo proprio ricopiare questa introduzione alla Biografia del Cuyuela che è tutta un programma:

    "Suscita un certo pudore trattare la vita di Carmen Hernández Barrera, cui prerogative erano la timidezza e il riserbo, benché spesso così non sembrasse"

    Per dire che la chiusa è esilarante e, dopo tanti inutili sforzi mistificatori profusi, azzera tutto il castello costruito.
    Spazza via in un istante tutto.

    Timore Carmen? Di che? Di chi?
    Impacciata? L'intento è sdoganarla nella sua peculiarità?
    Poi un Cayuela qualunque dalle prime righe della sua Biografia si applica a "normalizzare" la Carmen, che aveva impiegato orgogliosamente tutta la vita per identificarsi come un unicum irripetibile nella Chiesa. Quanta fatica sprecata!

    E Kiko che ha coniato per lei il "categoria superiore" per tentare di neutralizzare perplessità e argomenti a contrario...
    Dunque timidezza per Carmen che era una sfacciata sfrontata.
    Carmen non si fermava davanti a nulla e a nessuno. Interromperà e interveniva velenosa e a gamba tesa. Lo ha fatto anche col Papa. Ma che bella timidezza.

    .......

    RispondiElimina
  16. ........

    Il riserbo poi non lo aveva per sé non lo usava per gli altri.
    Ostentava i suoi difetti con orgogliosa sfacciataggine; metteva in piazza (per meglio dire sul palco delle esibizioni - altro non saprei definirle - sue e del narciso Kiko) quelli che lei considerava vizi incorreggibili del suo megalomane compare.
    Questo da un lato per restare al felice connubio di questa straordinaria coppia inseparabile.
    Dall'altro parlare di riserbo carmeniano verso il prossimo! Ragazzi, non ho parole!
    Trascrivo la definizione di 'riserbo' e lascio a voi il confronto e la pratica attualizzazione.

    Riserbo: Tendenza a tacere o a non rivelare qualcosa, dovuta a prudenza o a un carattere abitualmente schivo.

    Ridiamo? Piangiamo?
    Mi scorrono davanti tutti i massacrati sul palco in quel di Porto San Giorgio senza pietà, senza misericordia, senza sconti.

    E la timidezza poi...
    Timidezza: Senso per lo più abituale di disagio provocato da timore o pudore o soggezione, che si traduce in un comportamento esitante e impacciato o, talvolta, anche scontroso.

    Ma questi quando scrivono o parlano riflettono? Studiano il significato dei termini?
    Bah. Sono basita davvero.
    Della Carmen, quella vera, hanno inteso seppellire con lei il ricordo.
    Carmen è stata cancellata e hanno inventato un personaggio immaginario costruito ad arte.

    Provano pudore a trattare la vita di Carmen. Ma dai!!!

    Devo proprio ricopiare questa introduzione alla Biografia che è tutta un programma:

    "Suscita un certo pudore trattare la vita di Carmen Hernández Barrera, cui prerogative erano la timidezza e il riserbo, benché spesso così non sembrasse"

    Per dire che la chiusa è esilarante e, dopo tanti inutili sforzi mistificatori profusi, azzera tutto.
    Spazza via in un istante tutto.
    Timore Carmen? Impacciata?
    E dicono loro stessi che nessuno se n'è accorto!
    Solite riletture neocatecumenali a loro uso e consumo. E tutti devono abbozzare. Mentre i neocatecumenali si bevono ogni cosa, no problem!

    Pax

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  17. Molti, molti anni fa, il giornalista Maurizio Blondet era grande amico del Giuseppe Gennarini, massimo pretendente al trono di Kiko Argüello ma da un po' di anni nella maretta per il colossale fiasco neocat a Guam, dove le manovrine neocatecumenali e i sotterfugi kikisti-carmenisti hanno sollevato il coperchio dal calderone della "ferrovia sotterranea per predatori sessuali" comunemente denominata "Cammino Neocatecumenale".

    Quell'amicizia si incrinò drammaticamente allorché Blondet indagò sulla setta ebraica denominata "Lubavitcher", scovandovi fra i vari satelliti anche il neocatecumenalismo (Blondet ha avuto un chiodo fisso per la questione del sionismo fin dal giorno in cui scoprì di essere stato inserito in una lista ufficiale di scrittori antisemiti da boicottare, solo perché un suo saggio, pur esente da odio e da motivazioni razziali o politiche, e scritto per lo più per accademia e ricerca storica, era risultato sgradito a chissà quali potentati). "Credono di potersi mascherare da giudei", scriveva Blondet senza sapere di star mandando su tutte le furie il Gennarini, a febbraio 2005.

    Il legittimo dialogo con l'ebraismo intavolato da decenni dalle massime autorità della Chiesa, infatti, è completamente diverso dalle manie di ebraismo dei neocatecumenali. Questi ultimi - anche solo considerando la gadgettistica ufficiale del Cammino -, credono di dover scimmiottare l'ebraismo in tutti i modi, imitando robe storicamente presenti solo nell'Antico Testamento e che la Chiesa in duemila anni non ha mai ritenuto necessario né oppurtuno utilizzare o conservare. Per esempio, annotava già il giornalista Sandro Magister, nella domus kikiana ("tempio neocat in Israele") posero anzitutto all'entrata una bimah (pulpito tipico delle sinagoghe), il decalogo scolpito in ebraico, e la Torah (i primi 5 volumi della Bibbia) al centro (laddove noi cattolici avremmo posto il Vangelo).

    Poco più di un anno dopo, il 3 giugno 2006, in piazza san Pietro ad un "incontro del Papa coi movimenti ecclesiali", Kiko teneva la propria omelia-rivendicazione sindacale blaterando di Zorobabele e del Tempio da ricostruire. Chi era lì presente udì Kiko urlare nel microfono "zorobbabbele!!", e vide con i propri stessi occhi che al termine dell'omelia kikiana i gruppetti dei kikos si alzarono e sgattaiolarono via, tutti, anche se pochi minuti dopo era previsto l'intervento conclusivo di papa Benedetto XVI (dopotutto per i kikos la parola del Papa vale zero: una volta ascoltato Don Kikolone e marcato presenza in piazza, subito si corre tutti alla "mega-convivenza", infischiandosene del Papa e di tutto il resto).

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    1. "Zorobbabbele!!" - e qualsiasi imitazione dell'ebraismo, anche dell'ebraismo posteriore alla Resurrezione, cioè di immagini e tradizioni ebraiche ostili al cristianesimo (Talmùd, Mishnà, ecc.) - è infatti l'ingrediente esotico che Kiko e Carmen fin dagli inizi hanno ossessivamente voluto infilare nei loro discorsi. Per sembrare cristiani "più moderni" hanno disprezzato ogni tradizione cattolica (a cominciare dal latino), e per sembrare "più adulti" hanno infilato dentro ogni sorta di archeologismo ebraico a costo di diventare una barzelletta (gettano via il latino perché "incomprensibile" e infilano dentro l'ebraismo, "la Scecchinà del Signoooure" e tutte le altre bizzarrie). Anche quando dicono di star solo "valorizzando" certe cose, vi accorgete invece che le stanno idolatrando, perché l'ossessione che li muove mostra che il loro scopo è di esibire cose esotiche per distinguersi dai cattolici "normali" ("della domenica", per sentirsi superiori a questi ultimi), non seguono un filone teologico ma solo di apparenza, non seguono una linea logica ma solo di esibizione. Preferiscono disubbidire al Papa e alla Chiesa in materia serissima come la liturgia, ma bramano di sembrare il più possibile "vicini" alle (selezionatissime) tradizioni ebraiche (solo quelle che fanno comodo alla propaganda kikiana).

      Il paradosso è che dal punto di vista ebraico le parodie neocat possono risultare anche molto offensive. Cosa penseremmo noi cattolici se in nome di un malinteso “dialogo interreligioso” trovassimo dei buddisti parodiare l'Eucarestia allo scopo di rendersi simpatici ai nostri occhi? E cosa penseremmo se ad una conferenza sull'architettura religiosa medievale un gruppetto di buddisti ignoranti di storia e architettura e cattolicesimo, è lì in prima fila ad applaudire fino a spellarsi le mani? Capirete quindi che le esibizioni di Hanukkiah, Haggadah, il Tallit usato come sciarpa nelle omelie dei cosiddetti "catechisti" laici neocatecumenali, non hanno niente a che fare con la fede cristiana e con le sue radici (radici che la Chiesa stessa non ha mai mancato di riscoprire dandovi il giusto risalto - né troppo, né troppo poco).

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    2. Non mi parlare del Tallit che quando mi sposai (nel cammino) io e mia moglie facemmo la scenetta coperti dal Tallit!
      Se solo avessi saputo queste cose 6 anni fa...

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  18. Premetto una cosa, prima di quanto scriverò brevemente: SPERO DI SBAGLIARE.

    Questo:
    Carmen secondo me sarà fatta o "Serva di Dio" o "Beata" o " Santa".
    Ora vi spiego il perché e vi metto anche le prove tangibili.
    Voi ( è un modo di dire, e mi riferisco alla parte del blog, diciamo così) non avete ben capito con chi avete a che fare e chi avete davanti e la situazione che avete davanti.
    Mi dispiace deludervi ( sempre è per modo di dire, ma lo dico veramente, è un senso al discorso, così ci capiamo) ma qualcosa ci sarà.
    Volete le prove?
    Queste:
    https://www.youtube.com/watch?v=OOpm1nHntsk
    Ascoltate bene.
    Vi do una traccia e cosa voglio intendere.
    Ad un certo punto ha affermato: Dio ha creato tutto questo per il seminario. Ne ha dette tante di cose, vi prendo questa perché mi è rimasta più impressa.
    Non ha detto: Dio ha creato, e grazie alla Creazione il Seminario ha queste bellezze davanti.
    NO!!
    Dio ha creato tutto per il seminario: TUTTO E' STATO PREPARATO PER LA NASCITA DI QUESTO SEMINARIO ( minuto 6:30 circa). Per cui tutti gli abitanti prima, dopo, e intorno e di passaggio, ecco che non sono amati da Dio, al contrario il Signore crea il mondo per loro. Non so se riuscite a capire la portata di queste affermazioni. Come sono gonfi di se stessi, a che livello.
    Già vi dico che una volta che leggeranno questo mio commento si dirà: ma no! Voleva intendere altro! Tu hai capito male!
    Questo è il loro giochetto che hanno fatto sempre, lanciano la pietra e nascondono la mano, ma la registrazione è davanti a voi.
    Perché scrivo questo che state leggendo?
    Ora arrivo al punto.
    Osservate l'assemblea e chi è presente. Nessuno ha detto qualcosa, anzi, tutti in ascolto a bocca aperta, come se stesse dicendo pure verità.
    Ovviamente, per i detrattori, affermo che vi sono delle verità, ma, faccio un esempio per capirci, anche i Mormoni dicono delle verità, anche i TDG, anche nel Corano ci sono delle verità, ecc ecc. Credo che abbiamo capito cosa voglio intendere.
    Il punto, carissimi, non è quella persona che parla, loro sono così, non potete pretendere da un cane che faccia il gatto ( è un esempio, così i detrattori stanno calmi), il punto è chi è li ad ascoltarli e non fa nulla.
    Quindi, le prove sono davanti a voi, come il palco di Apuron, ma nessuno fa nulla, e se si fa qualcosa è solo un venticello che non smuove nulla.
    Per cui, carissimi, fatevene una ragione.
    Vi ripeto: SPERO DI SBAGLIARMI.

    CDD

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    1. Dio "fa preferenze", ma senza per questo essere "cattivo". Le "preferenze" si possono dedurre anche indirettamente, notando che esistono diversi gradi di santità. E notando che Caino stesso non capiva per quale motivo il Signore preferisse i sacrifici di Abele. È qualcosa di imperscrutabile, ma non di ingiusto, poiché il Signore è infinita giustizia, e se ci dovesse "sembrare" ingiusto è perché non siamo capaci di scrutare le Sue vie. (Caino capirà dopo, dopo che si sarà pentito di aver ucciso Abele).

      L'errore del neocatecumenalismo è tutto basato sulla superbia. Quando le cose vanno bene (economicamente, politicamente, eccetera), con grandissima ipocrisia si vantano di un favore del Signore; quando invece le cose vanno male, "è il demonio", oppure "il Signore ti manda le disgrazie per convertirti". Il neocatecumenalismo funziona solo con le menzogne, le ipocrisie, gli inganni, la corruzione a suon di bustarelle e di promesse di carriera...

      Per quanto la Chiesa stia attraversando una crisi, è altamente improbabile che riescano a fare qualcosa di concreto per il titolo nobiliare che vogliono dare a Carmen. Non solo perché è faticoso inventarsi storie credibili riguardo alla megera, ma anche perché gli stessi dicasteri vaticani sanno già che i camminanti hanno una fretta del diavolo riguardo alla situazione.

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  19. Tallit è l'acronimo di :

    Troviamo Ancora Lesive Liturgie Intrinsecamente Travolgenti

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  20. in riferimento a quanto scritto in precedenza, e per farmi capire meglio, vi scrivo che una volta ( ma questo è solo un episodio di quanto accade in generale lì in mezzo, e uno dei tanti visti e vissuti) in una convivenza, alla fine, smise di piovere ( un evento che si ripete ogni giorno ovunque in tutto il mondo, cioè sappiamo che inizia a piovere e poi smette); OK! Bene! Finito di piovere si disse che Dio aveva fatto smettere di piovere proprio alla fine della convivenza, cioè Dio aveva dato come un segno straordinario e divino, questo era il senso. Ovviamente sappiamo che Dio fa piovere, ma il senso era come se fosse un miracolo.
    Non so se ci siamo capiti bene su cosa vorrei intendere!
    Per cui vorrei far capire che avete davanti a voi queste persone, e quindi a forza di martellare, oggi un colpo, domani un altro, ecco che qualcosa avverrà. Immaginatevi ventimila di questi esaltati, cioè gonfiati, che vanno in giro, ed ogni cosa è un segno dall'alto che Carmen ha fatto il miracolo.
    Posso immaginare.
    Uno va in auto, è buio, e gli viene contro un altro, e si salva. Chi è intervenuta? Carmen ovviamente! Carmen ha fatto il miracolo perché altrimenti sarebbe accaduto... ( e così via dicendo)
    Con ciò non sto qui a dire che Carmen li fa o non li fa, sto solo analizzando la situazione.
    E siccome la Chiesa oggi è strutturata in questo modo che vediamo, piace o non piace, ecco che per me: qualcosa avverrà.
    Vi ripeto: spero di sbagliare.

    CDD

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    1. Attenzione: quando diciamo "Dio fa piovere" oppure "non si muove foglia che Dio non voglia", stiamo dicendo che le leggi della natura sono state scritte dalla sapienza di Dio. Non è che Dio comanda alle nuvole di piovere: è invece conseguenza della natura (stagioni, piogge, moto della terra, interazioni col Sole, costanti fondamentali dell'atomo e dell'universo, eccetera).

      Ventimila esaltati neocatecumenali convinti che Dio abbia fermato la pioggia in occasione del termine della convivenza, è praticamente superstizione. Ma questo deriva dal fatto che per loro "Dio" è il Cammino. Dopotutto Kiko scrive sotto i suoi dipinti che Dio sarebbe "Parola, Liturgia e Comunità", cioè Kiko stesso insinua che Dio è il Cammino, e pertanto stare in comunione con Dio consisterebbe nel "far bene il Cammino" (per cui il ravvedersi, i sacramenti, le virtù cristiane, ecc., sarebbero secondari rispetto al "far bene il Cammino").

      È ovvio che i dicasteri romani non prenderanno mai per buona la parola di un branco di esaltati, accusabili come minimo di "conflitto di interessi". Che è uno dei motivi per cui in tali procedimenti si cerca la devozione "esterna" alla cerchia dei seguaci (in giro a suo tempo tutti - anche i massoni - sapevano della caratura spirituale di don Bosco, per cui anche se i salesiani avessero taciuto tutti, il processo di canonizzazione sarebbe andato avanti lo stesso).

      Quello che avverrà, è che il processo produrrà moltissimo fumo e poco arrosto, nonostante le sempre più ricche bustarelle elargite e le sempre più furiose minacce neocatecumenali. Il solo portarla avanti per le lunghe sarà sufficiente. Don Bosco fu canonizzato 41 anni dopo la sua morte. Immagina fra quarant'anni, quando nessuno ricorderà più l'esistenza di Kiko e Carmen e del loro "Cammino".

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    2. OK! Tripudio!
      Finisco il ragionamento e lo allargo.
      Vedo che dai molta fiducia ai dicasteri romani. Ovviamente così dovrebbe essere. E sappiamo: NON PREVALEBUNT.
      Su questo punto tutti d'accordo.
      Ora vi metterò come degli spunti, che prima di metterli scrivo che non ho conoscenza dei fatti fino in fondo, ma sono dei fatti che sono stati manifesti un po' a tutti e che comunque li abbiamo visti.
      1o: il cameriere ( chiamiamolo così) del Papa, cosa ha fatto con i documenti?
      2o: er famoso palazzo di Londra, pagato al doppio, e se è vero, ci sono alcuni che hanno incassato milioni di euro ( la carità dei fedeli, che hanno donato per fare il bene al prossimo)solo perché erano come dei mediatori ( non so se riuscite a capire la portata di questi fatti, che vi ripeto non conosco, ma ho visto in tv).
      Cioè, per capirci, il Papa parla di migranti, sappiamo tutti ciò che dice e come e quando, in Italia c'è in corso una pandemia sanitaria, ma vi è anche quella economica, anzi quella economica ora sta iniziando la sua incisione profonda, e per cui milioni in difficoltà, ma si trovano i soldi, milioni di euro, da dare ad uno che è un mediatore e sembra che neanche aveva titolo d'incassarli.
      Qualcuno potrebbe dire: ma gli spettava per contratto!
      Questa, attenzione, e la balla messa lì per giustificarsi, perché?
      Perché il contratto lo firmi tu, tu hai firmato quel contratto.
      Ora arriviamo al punto.
      Se fosse vero tutto questo, o in parte, chiedo: CHI HA PERMESSO TUTTO QUESTO?
      Potrebbero dire: ma io l'ho fatto in buona fede!
      Ok! Ci credo! O ci voglio credere!
      Ma se tu in buona fede fai queste cose, cioè non ti accorgi che ti stanno turlupinando,qual è la tua consapevolezza di distinguere la verità, la realtà, la vera giustizia ecc, ecc, dalla menzogna, dalla cupidigia, dalla vanagloria, ecc, ecc?
      Ti rammento che chi è coinvolto, se non erro ( non vado ora a verificare online, vado a memoria) stava nella Congregazione delle Cause dei Santi.
      Due ragionamenti, solo due ragionamenti.

      CDD.

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    3. In sostanza : il Cammino è Dio, Kiko è il Cammino, Kiko è Dio, quindi Carmen sarà santa

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    4. Sì, a quanto pare hai preso coscienza anche tu della crisi della Chiesa che qui non ci stanchiamo mai di nominare - e soprattutto che qui evitiamo sempre di sopravvalutare.

      La crisi della Chiesa è una crisi di fede che comincia anzitutto nel clero e nella gerarchia. Ma a noi "piccolo resto" interessa la fede, la verità, il Sacramento; ci dispiace che ai piani alti della Chiesa avvengano porcate di vari generi - e ci dispiace veder infangato molto più spesso il nome della Chiesa a suon di calunnie ed emerite panzane (ad esempio ricordate la questione dei bambini sepolti a Kamloops? ebbene era tutto falso ma intanto tante chiese sono state attaccate o bruciate, valanghe di odio sono state riversate sui credenti, eccetera).

      Considerato che anche il primo Papa, cioè Simon Pietro, eletto personalmente da Nostro Signore, commise qualche madornale errore per eccesso di rispetto ai giudei (al punto che l'apostolo Paolo dovette "opporsi a lui a viso aperto perché evidentemente aveva torto": cfr. Gal 2,11ss), non ci stupisce che un suo successore possa spesso attivamente attirare nel ridicolo il gregge del Signore che gli era stato affidato. E non ci stupirebbe nemmeno scoprire che anche qualche suo predecessore abbia fastidiosi scheletri nell'armadio. Quando un Papa si comporta da "dottore privato" o addirittura da "cittadino privato", i fedeli cattolici potrebbero benissimo accoglierne azioni ed esternazioni con uno sbadiglio o una risata.

      Ma nella mentalità contemporanea il Papa è considerato una specie di "capo del Partito", per cui in caso di sbadiglio o risata subito succede un putiferio: "tu sei scismatico sedevacantista e disubbidisci al Papa!" - magari detto proprio da gente che ha enorme dimestichezza nella disubbidienza al Papa, nel vivere uno scisma di fatto e nel considerare la sede di Pietro insignificante rispetto alla parola del proprio santone, come ad esempio i fratelli delle comunità del Cammino.

      Quanto alla comica vicenda del palazzo londinese, fu una robetta dell'ordine di milioni di euro. Stupisce che un soggetto a capo di un miliardo di persone si accontenti di un piatto di lenticchie del genere, anzi, fa quasi un po' ridere. Ci sono dei miliardari che comprano navi antiche per mezzo miliardo di euro solo per farcisi qualche gitarella, e il Papa - dico, il Papa - si contenta di un piatto di lenticchie, lui, ultraottantenne e malato e già legato al Vaticano fino alla morte? Quando non si lavora per la vigna del Signore anche i progetti più ambiziosi finiscono nella farsa e nel ridicolo. (Motivo per cui la faccenda ci provocò a suo tempo ricchi sbadigli).

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    5. Come ci hanno fatto già notare anime più intelligenti di noi, la Chiesa istituita da Nostro Signore è quella che prosegue l'opera di Nostro Signore (opera di insegnamento, cioè la santa dottrina senza variazioni né reinterpretazioni, di guida spirituale, e di santificazione attraveso i sacramenti). Quando gli uomini di Chiesa deviano e fanno altro, meritano solo emeriti sbadigli, dissacranti risatine, ed eventualmente pubblica critica ed esecrazione e deprecazione. Abbiamo fior di santi che sono riusciti a fare il bene della Chiesa mentre la gerarchia sguazzava nell'eresia - come il caso di sant'Atanasio, che corruppe i carcerieri per poter evadere e tornare a predicare la dottrina cattolica, disprezzato e odiato da "tutti" (cioè dai sicofanti del regime e dalla Deep Church dell'epoca e dai "fede adulta" suoi contemporanei e dai "catto-benpensanti" che tutto va ben madama la marchesa), e che in vie misteriose contribuià grandemente nel dare la stangata all'eresia ariana (che aveva attecchito anche ai vertici della gerarchia ecclesiale), eresia che sparì senza lasciare traccia storica di cosa era avvenuto esattamente.

      Insomma, sono personalmente convinto che:
      - lo sfascio nel clero e nella gerarchia ci provoca dispiacere e talvolta anche allarme, ma non disperazione
      - gli asini raglianti più ragliano e più fanno capire che quel "santità" lo considerano solo un titolo nobiliare
      - noi vediamo ingiustizie, ma ancor più le vede Nostro Signore, che ha già avvisato come saranno "ricompensate"
      - la foga degli asini raglianti, le loro bustarelle e oliature, le loro minacce, non basteranno a elevare la falsa SanCarmen SantHernandez agli onori degli altari, nemmeno in presenza di ecclesiastici corrotti, avidi, ricattabili.

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  21. Credo che quello che il Cammino sta facendo per la canonizzazione di Carmen abbia un'analogia con quello che i modernisti stanno tentando nei riuguardi della dottrina della Chiesa espressa nel Catechismo del 1984: un colpo di mano.
    Che non riuscirà e, se dovesse "riuscire" è invalido perché si basa su false premesse, così come era un falso messia Bar Kokheba, che scatenò l'ultima grande ribellione giudaica contro Roma, che fu addirittura più sanguinosa di quella che portò alla distruzione di Gerusalemme.

    Pare, ma spero di no, che alcuni Vescovi stiano forzando la Santa Sede di rivedere la dottrina della Chiesa sull'omosessualità in modo che venga accettata come una cosa naturale e perciò che possano essere considerati come matrimoni le unioni omosessuali.
    E queste forze moderniste sono le stesse che stanno forzando la Santa Sede di permettere il matrimonio dei preti.
    Se PER ASSURDO andasse in porto questo colpo di mano si potrebbero avere parroci omosessuali "sposati" e, magari, con la pretesa di adottare dei bambini. Un qualcosa che ripugna.

    Come ripugna un'eretica viziosa portata agli onori degli altari.
    Le eresie portate alle estreme conseguenze non possono che comportare risultati ripugnanti.
    Ma parlo per ipotesi che considero ASSURDA perché credo che certe cose non possono avvenire.

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  22. CENA PASQUALE EBRAICA, MESSA, E ORIENTAMENTO: SI PUÒ ARRIVARE A CONOSCERE LA VERITÀ STORICA ANCHE SENZA CONOSCERE IL DATO STORICO LITURGICO? SI! E VI SPIEGHIAMO COME.
    Partendo dalla liturgia: il Canone Romano, che come sappiamo è la più antica anafora cristiana, al punto che in alcune parti è anteriore al Nuovo Testamento stesso, usa più e più volte il termine servo riferendolo sia ai sacerdoti che al popolo: "nos servi tui", "famulorum famularumque tuarum"; lo stesso papa che vi si commemora è definito "famulo tuo" e ancora "servitutis nostrae", "nobis quoque peccatoribus famulis tuis". Il Canone cioè fa dire al sacerdote di essere solo ed esclusivamente un servo, come tutti i fedeli presenti. Neppure una volta definisce commensali, riferendolo all'azione sacra che si compie, né il sacerdote né i fedeli laici. Tutti, dal sacerdote (fosse anche il vescovo o il papa stesso) fino all'ultimo fedele presente sono definiti servi. Mai commensali. Allora a questo punto dobbiamo conoscere come si svolgeva un pasto nell'antichità ai tempi di Gesù Cristo, dove si mettevano i commensali. E dove i servitori. Nulla di più semplice. In antico infatti i commensali si sdraiavano (sì proprio così. Non si sedevano su sedie come facciamo noi moderni, ma consumavano i pasti sdraiati su lettini). Questa usanza degli antichi di sdraiarsi per i pasti, nel XIII secolo era ancora ben conosciuta, infatti san Tommaso d'Aquino, che con molta probabilità è l'autore del magnifico inno Pange lingua gloriosi Corporis (modellato sul più antico Pange lingua gloriosi proelium certaminis di Venanzio Fortunato) parla di Cristo sdraiato con gli apostoli per la cena pasquale: "recumbens cum fratribus". I commensali dell'antichità dunque si sdraiavano intorno ad un tavolo ma non da tutti e quattro i lati, bensì solo da tre lati ed il posto d'onore era il primo partendo da sinistra. Questo perché il lato anteriore era riservato ai servi che servivano i commensali. Noi possediamo diversi mosaici antichi che mostrano questa disposizione: a Ravenna, in sant'Apollinare Nuovo o nella basilica di san Marco a Venezia. In essi si vede che il lato anteriore è libero, non per far vedere meglio la scena. No. E' libero perché da quel lato si accostavano i servi per servire i commensali. Nella basilica veneziana i commensali sono ritratti, erroneamente, seduti, mentre a Ravenna (seconda foto), i cui mosaici sono più antichi di circa sei secoli rispetto a quelli veneziani, i commensali sono, correttamente, ritratti sdraiati. Dunque i servi si accostavano a servire a tavola dal lato anteriore. Ecco perché il sacerdote che si accosta all'altare di Dio, sta dal lato anteriore, quello dove stanno tutti i fedeli, perché tutti, sacerdote e fedeli, sono servi, non commensali. Anche se poi certamente si comunicheranno sacramentalmente, ma restando sempre servi. "Nos servi tui". Come vediamo siamo riusciti a scoprire da quale lato il sacerdote, fin dalle origini, si posizionava all'altare, cioè dal lato anteriore, riservato al servo, pur senza conoscere la storia liturgica, ma usando solo le espressioni contenute nel Canone e un po' di dati archeologici. E tale tradizione universale, conosciuta da tutti i riti liturgici cristiani, è rimasta immutata fino ai nostri giorni conservandosi nel rito romano antico, dove, per l'appunto, il sacerdote s'accosta all'altare dal lato anteriore, quello dove stanno pure tutti i fedeli. In questo noi quindi abbiamo un elemento che risale direttamente alle cene degli antichi e, dunque, alla stessa ultima Cena. d.f.

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  23. Gli asini raglianti che credono di poter pontificare sul Pontefice dovrebbero leggere gli ultimi due articoli di don Ariel - scritti subito prima e subito dopo la partecipazione del Bergoglio ad un certo spettacolino televisivo.

    Ah, già, dimenticavo che per loro don Ariel è un "faraone"...

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  24. I camminanti non capiscono cosa è la santità perché confondono i Comandamenti e le opere di misericordia con le opere del Cammino.
    Non che Carmen e Kiko si siano mai sottoposti alle opere del Cammino, ad esempio agli "scrutini", ma loro sono gli "iniziatori". Del resto, neanche Gesù si è auto salvato, perché lui non ha bisogno di salvezza. Lui ha solo salvato gli altri (come, per i camminanti, Kiko e Carmen).
    Così Carmen è santa di diritto e la Chiesa deve, secondo i camminanti, mettere il "sigillo" come un notaio.

    Per questo i fedeli della Chiesa sono visti dai camminanti e dai modernisti come dei formalisti che si sforzano a seguire i comandamenti. Dei legalisti, come se le opere del Cammino non fossero obbligatorie.
    Invece sono non solo Obbligatorie, ma anche SENZA MERITO soprannaturale.

    Personalmente mi rendo conto che a fare quello che dovrebbero fare i sacerdoti, cioè a ricordare l'importanza della dottrina della Chiesa e dei Comandamenti, rischio di fare come un dottore pelato che pubblicizza la sua lozione per la ricrescita dei capelli, perché sono quello che sono.
    So che posso essere preso per un "rigido" dai modernisti e per un "religioso naturale" dai camminanti, ma preferisco correre il rischio. Non mi piace sminuire la verità anche se la mia vita non ne è all'altezza, perché con la verità non si scherza.

    In un ragionamento egoistico, piacerebbe anche a me seguire Gesù attraverso delle pratiche non pie, come quelle del Cammino, ma rassicuranti, come quando Kiko si mette il cuore in pace e si porta ad esempio dando 50 euro di elemosina (ricevute a sua volta in "elemosina"), a un povero.
    In fondo il "Cammina e fa quello che vuoi" è molto più facile di "Ama e fa ciò che vuoi", ma non è questa la verità.

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