giovedì 22 ottobre 2009

Ci scrivono sulla Trinità rivisitata da Kiko Arguello


Riproduco, di seguito, una mail ricevuta ieri:
salve, ho letto l'articolo a proprosito della Trinità di Kiko Arguello e devo dire di averla trovata ridicola. Avevo sentito che qualche poveretto riteneva che il suddetto, nelle sue icone, riproducesse in realtà i tre iniziatori del movimento, ma pensavo sinceramente che fossero solo balle: non potevano esserci davvero persone così "fantasiose". Anch'io, pur essendo neocatecumenale, critico la versione di Kiko della Trinità, in quanto falsa completamente il capolavoro di Rublev ma voglio precisare che è una cazzata gigante la storia che i tre del dipinto sarebbero Kiko, Carmen e padre Mario.
Saluti!
E allora, parliamone. Ripubblico quindi l'icona e riproduco quanto già osservato sul sito che, ben lungi dall'essere "fantasioso", rappresenta una critica sensata e anche obiettiva per chi ha occhi per vedere.
L'immagine ci appare blasfema o quanto meno sta a dimostrare che, se la Chiesa di Cristo è fondata sulla SS Trinità, quella di Kiko è davvero una costruzione solo umana fondata su tre persone distinte (non uguali). E non possiamo fare a meno di sottolineare la eccessiva disinvoltura - che diventa dissacrazione -, con cui Kiko ha sfigurato la stupenda opera di Rublëv, mettendo al posto dei santi Angeli che rappresentano le tre Persone divine, le figure dei tre responsabili ai vertici del cammino, ignorando e cancellando anche il resto dello stupendo simbolismo di Rublëv.(Cliccando qui potrete vederla ingrandita per notare meglio i dettagli). In effetti essa risale a molti anni fa: il volto dell'Angelo di destra con le sembianze di p. Mario Pezzi è inequivocabile, quello di sinistra dal volto femminile non può che ritrarre una Carmen all'epoca molto più giovane, l'angelo di centro è somigliantissimo a quelli delle icone che rappresentano il Cristo, ma in realtà riproducono l'effige di Kiko riconoscibilissima.

Cosa rilevata non solo da noi ma, indipendentemente da noi, anche da Francesco Colafemmina, che così scrive sul suo blog Fides et forma a proposito delle icone che inseriamo a lato: Osservando infatti le numerose icone o affreschi di Kiko Arguello non può non risaltare lo scostamento notevole dallo stile classico delle icone russe cui egli stesso dice di riferirsi. In particolare la curvatura dell'arcata sopraccigliare, nonchè la deformazione del volto (non oblungo secondo lo stile "arabo" dell'icona classica bizantina) e le gote non tonde bensì rientranti, quasi emaciate e cosparse di una insolita barbetta. Bene, tutto ciò non può non ricordarci i tratti somatici dello stesso Arguello che, dunque, non esita a identificare "artisticamente" la sua immagine con quella di Cristo.
Nella migliore delle ipotesi le somiglianze stigmatizzate denotano un pessimo gusto, ma ciò che maggiormente colpisce e lascia assai perplessi, è la scritta in alto ad opera dell'autore dell'icona, che così recita: "DIO = COMUNITÀ, LITURGIA, PAROLA". La scritta è inequivocabilmente blasfema, perché riduce la Trinità (dogma cardine del nostro Credo) al cosiddetto "tripode" su cui si fonda il cammino neocatecumenale (appunto: comunità, liturgia, parola). Blasfema in sé la scritta perché riduce e sfigura la grandezza e il mistero del dogma delle tre Persone unite e distinte ai tre momenti della metodologia del Cammino, fra i quali spicca il concetto di comunità, intendendo forse - meminisse horret - che laddove manca la comunità (quella neocatecumenale ovviamente), manca anche la Trinità?
Quanto sia fuorviante questo messaggio subliminale blandito attraverso l'icona è presto detto ed evidente anche ai più sprovveduti: com'è possibile confondere (volutamente) la sostanza della Trinità (Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo) con i tre canoni di una prassi di derivazione umana? Per non parlare delle tre persone dei responsabili del Cammino riprodotte nell'immagine sacra!
Sappiamo però bene che dall'equivoco voluto nasce il fraintendimento e si istilla nelle menti dei piccoli e dei semplici quello che evidentemente vorrebbe essere uno dei nuovi dogmi (tra i tanti) di derivazione NC. Per noi queste cose, come tante altre già richiamate, parlano da sole e andrebbero stigmatizzate con vigore e non passate sotto silenzio da noi cristiani comuni mentre sono idolatrate dai cosiddetti cristiani di serie A appartenenti al cammino NC.

46 commenti:

mic ha detto...

In ogni caso, l'icona della Trinità resta un dato anomalo e inquietante quanto la Madonna di Scandicci pubblicata due thread indietro, mentre le sembianze kikiane, per quanto inquietanti, alla fine risultano un elemento secondario rispetto a tutte le altre storture rilevate sulle prassi, insegnamenti, liturgia, ecc. ampiamente illustrati nel sito e nel percorso di questo blog

Ce ne sarebbe di che preoccuparsi a livello di gerarchia vigilante; ma così sembra non essere...

zufolo ha detto...

scusate forse sono un po' tonto ma dove sarebbe carmen in questa icona? per quanto mi sforzi non riesco a trovare nessuna con le sue fattezze -- e forse e' un bene!

z

by Tripudio ha detto...

Vorrei fare un paio di osservazioni.


1) anche stavolta troviamo qualcuno che di fronte ad una critica circostanziata non si sforza minimamente di comprendere le ragioni e le evidenze che ripetutamente abbiamo presentato.

Costa tanta fatica ammettere che Kiko non è perfetto? Pare di sì.

Infatti, anche stavolta, arriva uno che risponde o negando totalmente, o ammettendo un particolare secondario negando subito dopo quello principale.

In questi anni non ho mai notato un comportamento diverso. Quante volte tutti noi lo abbiamo detto e mostrato! Quante volte abbiamo osservato che i neocatecumenali sembrano proprio comportarsi tutti allo stesso modo!

Per un attimo, caro fratello, dimentica che il mondo è diviso in "neocat + simpatizzanti" e "nemici irriducibili".

Prova piuttosto a seguire con onestà quel che diciamo.


2) a differenza di Mic, io sono convinto che il porre la propria faccia all'adorazione degli adepti è un pessimo indicatore.

Non tanto perché tanta vanità indica mancanza di santità (il che è già preoccupante).

Ma per il fatto che il popolo kikiano seguirà le sorti di Kiko, nella buona e soprattutto nella cattiva sorte.

Questo avviene già da decenni, quando per esempio Kiko predica contro l'unità della Chiesa ("ora è il Papa a dover combattere con Arinze"), contro l'Eucarestia ("ma questo non ditelo agli altri perché non capirebbero"), contro la dottrina ("il calice significa l'uscita dall'Egitto") ecc. ecc.


Un vecchio detto popolare fa dire al sacerdote: fa' ciò che dico, ma non fare ciò che faccio.

Sottinteso: ciò che dico, ciò che annuncio, è vero indipendentemente da me, è vero anche quando ti dessi il cattivo esempio.

Proprio come diceva san Paolo: se anche qualcuno volesse insegnarvi qualcosa di diverso, se anche fosse un angelo disceso dal cielo o io stesso, sia anatema!


Il popolo neocatecumenale, invece, considera Kiko più importante del Papa, più importante della Chiesa e del suo magistero, più importante dei sacramenti.

Quando il Papa va in una direzione e Kiko va in un'altra... verso dove andranno i neocatecumenali?

Anche quelli che si rendono conto di essere ingannati, finiscono per coerenza a seguire Kiko e i suoi emissari.

A costo di mentire agli altri, e mentire perfino a sé stessi.

Sono preoccupato per le loro anime, perché posso capire che i più ignoranti si lascino trarre in inganno con più facilità... ma quelli che si rendono conto di essere stati ingannati, non hanno scampo: o affrontano la durissima realtà con occhi onesti e cuore sincero... oppure diventano complici della menzogna.

Caro fratello neocatecumenale... in che pericolo verserebbe la tua anima, se anche solo un centesimo delle cose che diciamo qui fossero vere?

(e ti assicuro che di verità qui ce n'è al cento per cento!)

Sebastian ha detto...

Purtroppo oggigiorno non è solo il CNC che storpia l'iconografia cristiana, ma è una tendenza estremamente diffusa. Ha radici storiche profonde, risalenti al settimo Concilio ecumenico, quello relativo alla venerazione delle immagini contro gli iconoclasti dell'VIII e IX secolo.

Questo concilio fu completamente travisato dall'occidente che da allora non è mai stato capace di dare alle immagini il corretto valore dogmatico: in oriente le icone sono Parola-per-immagini, tradizione speculare alla Sacra Scrittura (ne ha lo stesso valore).
Le icone (dal greco eikon - immagine) non sono semplici rappresentazioni fantasiose di un ricordo di ciò che abbiamo visto, ma sono la prova della divina incarnazione del Signore Nostro Gesù Cristo: se prima il popolo ebraico viveva nel divieto di rappresentare Dio poiché mai era stato visto, così ora noi possiamo appresentare perché abbiamo visto il Figlio di Dio; non solo! dobbiamo rappresentarlo, in modo che sia manifesta a tutti la santificazione della materia, la santificazione dell'uomo... gli orientali dicono "la deificazione dell'uomo".

Il fatto è che le icone sono la Presenza di Cristo, della Vergine, dei Santi: "presenza in assenza" si dice. Noi non adoriamo i pezzi di legno dipinto, ma li veneriamo, e l'onore reso all'immagine passa a Colui che essa rappresenta.

In occidente invece questi concetti non sono mai penetrati, a causa - pare - di una traduzione errata degli atti del VII Concilio Ecumenico dal greco al latino, letta tra l'indignazione generale di molti potenti (come Carlo Magno). I Franchi, nei loro concili, ripudiarono sia le tesi iconoclaste che lo stesso VII concilio, e di fatto abbassarono il valore dell'immagine sacra ed eliminarono il suo fondamento dogmatico; dichiararono che essa era frutto della fantasia dell'artista e che quindi le icone non si venerano.
Si venne a creare una situazione ambigua in cui la Chiesa di Roma accettava sia il VII concilio che quello franco di Carlo Magno.

E tutto sommato in occidente è ancora così: le immagini sacre sono frutto della fantasia dell'artista. Fino alla fine del medioevo, tutto l'impianto dogmatico bizantino rimane "per inerzia" nell'arte occidentale. Invece con Giotto, dal rinascimento in poi, l'uomo inizia a mettere davanti al fondamento dogmatico sè stesso, l'imitazione della natura, le sue idee filosofiche, le sue fantasie, i suoi sogni... Fino all'Ottocento, in cui tutto questo "esplode", e ad oggi, in cui regna in ambito artistico, architettonico (ma anche del costume in generale...) il più sfrenato relativismo.

Qualche immagine presente nelle nostre chiese può anche essere edificante, parlare dello spirito, - perché no! - elevare... Con tutto il rispetto per Raffaello, per Michelangelo, per Bernini e tutti gli altri.
Ma oggi giorno, l'uomo così assetato di Verità e di Assoluto, come può pretendere di trovare ciò in un'arte "frutto della fantasia dell'artista?"

Insomma, siamo seri!! Diamo un taglio a certe brutture, a tanti personalismi!!

Kiko e non solo, la smettano di "interpretare" le immagini, come se all'icona della Trinità ci fosse bisogno di aggiungere qualcosa!!
Recuperiamo un po' di umiltà!!
Sarà ben lo Spirito che aggiunge alle nostre opere quello che in loro manca per essere veramente Arte Sacra!

Piantiamola con la scusa dei tempi moderni, delle immagini per l'uomo d'oggi... "non conformatevi a questo secolo" dice san Paolo.


Questo è il mio sfogo, quando vedo immagini come questa che viene presentata qui (e che di certo non rappresenta la Trinità, ma il Cammino stesso).
Non sono un teologo ma un semplice pittore di icone abbastanza ignorante su certi temi (sto cercando di studiare e approfondire certe tematiche): chiedo scusa se il linguaggio o qualche particolare di quanto ho scritto sono un po' così... sono più a mio agio con colori e pennelli! :)

P.S. Mic, ti leggo da qualche mese, anche se non ho mai avuto a che fare col CNC (e spero di non averne mai!). Grazie di questo servizio che fai alla Chiesa e alla Tradizione. Continua così!! :)

cinzia ha detto...

Certo è che il CN svuota coloro che vengono sospinti all'interno.
Li rendono come "Annullati" oltre che decisamente manipolati.
Eccetto pochi, tipo il caro Davide, la maggior parte di loro usa anche vocaboli molto scurrili e poco consoni a chi cerca di seguire il Signore. Questo cammino non li condurrà certamente verso la perfezione Evangelica, visto i numerosi dannosi risultati.

mic ha detto...

Grazie, Sebastian, sia per le tue precisazioni, che mi hanno fatto imparare qualcosa, che per il tuo incoraggiamento :)

Sarei ben felice di un tuo contributo più assiduo, visto che come noi ami la Tradizione, oltre alla "Bellezza che salverà il mondo"

Interessante il tuo approfondimento sulle icone: il tuo richiamo ai concili ed agli effetti della ricezione in Occidente è stato quanto mai utile e non ne conoscevo nulla; ma spiega molte cose... l'antropocentrismo evidentemente ha iniziato a forgiare le sue armi anche a partire dall'arta sacra occidentale che, in quanto arte espressa da artisti erano anche uomini di fede, rimanda al Sacro, ma non è Sacra nel senso dell'Icona: non esprime quella che tu ben definisci "presenza in assenza".

Bisognerebbe recuperare anche il senso della Venerazione di queste immagini che sono davvero una finestra sul Mistero, anche perché composte secondo canoni ben definiti e non senza praticare preghiera e digiuno e sono quindi frutto soprattutto di Contemplazione, che è qualcosa di più di fantasia poco o tanto ispirata...

Se a qualcuno può interessare conoscere qualcosa di più sulle icone, rinvio a questo link

In ogni caso, la conclusione da trarre è che quelle dell'Arguello tutto sono tranne che "icone" in senso canonico

mic ha detto...

Grazie anche a te, Tripudio, per la tua sempre limpida, precisa e articolata riflessione :)

mic ha detto...

Ciao Cinzia,
spero che Davide torni a farsi vivo e riesca a trovare quel che sta cercando
ci vorrebbero anche Jonathan, Michela, Aldo e altri con le loro limpide parole, per lui

mic ha detto...

scusate forse sono un po' tonto ma dove sarebbe carmen in questa icona? per quanto mi sforzi non riesco a trovare nessuna con le sue fattezze -- e forse e' un bene!

ecco, come volevasi dimostrare, la puntualizzazione secondaria, che non prende in considerazione il nocciolo della questione ed elude tutti i problemi anche e soprattutto teologici da noi sollevati.

C'è comunque da osservare che l'icona è datata a molti anni fa -del resto mi sembra di averlo anche scritto nell'articolo- e quindi non riproduce certo le fattezze della Carmen di oggi. Comunque, essendo l'unica donna del trio, una volta individuati gli altri due, le fattezze femminili non possono che ricondursi a lei

cinzia ha detto...

Mi commuove la preoccupazione di Davide, al pensiero di perdere i suoi amici. Tutto questo ci conferma quanto sia settario il Cammino, che con un colpo di spugna, cancella e fa cancellare gli uscenti:
Davide, sei nelle mie preghiere, come pure tanti giovani nella tua stessa situazione. Non sarai mai solo se resterai per sempre amico di Gesù, Lui ti condurrà per il giusto sentiero e saprai di essere giunto quando nel tuo cuore sentirai scendere la pace!

cinzia ha detto...

Grazie Mic;
I dipinti di Kiko, non solo sembrano autoritratti, ma sono anche molto inquietanti! Le sue iconografie certamente hanno qualche cosa di esoterico ma che spinge al brutto pensiero.
La sua megalomania o.... qualche cosa di più "grave" ha fatto si che tutte le Chiese da lui Possedute, abbiano le stesse cose in comune..... Non è certamente una casualità! Oserei dire che queste tracce lasciate di proposito hanno certamente una finalità...oscura! Meditiamoci e preghiamoci.

NC ha detto...

scusate solo una precisazione! intanto c'è scritto "Dios es comunidad liturgia palabra"
e da come la vedo io significa Dio si rende presente nella comunità nella liturgia e nella parola.
- xciò niente di blasfemo - come dire che Dio non si rende presente nella liturgia? nella Parola? in una comunità (dove due o più di voi sono riuniti nel mio nome .... mi sembra di ricordare.)
x quanto riguarda i volti mi dispiace ma mi associo - siete ridicoli!

jonathan ha detto...

Ciao, Davide. Ti ho letto in ritardo, ma sono ancora in tempo spero ad assicurarti, con gli altri, anche il mio sostegno nella preghiera. E il Signore sa ascoltare, e finirà per piegare il suo cielo e scendere e farsi incontrare da te. Perché, sai, in realtà, io credo, è proprio di Lui che hai bisogno, prima e sopra tutto e tutti. Come tutti, poi.

E allora, Davide, non aver paura. Questo è un momento prezioso per te, reso ancor più fecondo dalla sofferenza che vivi. Non temerla la solitudine, non è una tragedia, anzi è il luogo migliore dove fare le scelte giuste. Gli amici, di quelli che ti capiscono al volo, con cui dividere tutto e che sanno accettare anche i tuoi 'no', li troverai strada facendo. Non aver fretta.

La'crisi' che stai vivendo non lasciarla passare invano, ma usala, approfittane.
Adesso ricomincia da te, riparti da te. Non cercare un posto dove andare, adesso. Metti in fila i tuoi pensieri, i tuoi desideri, i tuoi bisogni, mettili nelle mani del Signore, che è lì, accampato attorno a te. E, sono convinta, scoprirai che quel che ti serve per essere felice, per vivere una vita santa in Cristo, ce l'hai già. E non è la comunità.

Il cammino ci ha stordito il cuore e la mente. Perché lì tutto passa e accade attraverso la comunità. L'esperienza di fede in primo luogo, ma poi anche tutta la vita personale, gli affetti, il lavoro, lo studio, tutto è filtrato dalla comunità, a cui si finisce per delegare la propria libertà. Non so se sei d'accordo.

Ma l'esperienza di fede è soprattutto esperienza personale di Dio, cosa che il cn inibisce in ogni modo. Il Vangelo non chiede di essere chiacchierato. Chiede di essere tradotto in vita quotidiana, in semplice, buono, fragrante pane quotidiano. Il Vangelo aspetta la tua vita per farsi, in te, ancora, buon profumo di Cristo.

Scusa, ho scritto troppo. Fatti vivo, per favore.

Sivan ha detto...

Altro aneddoto “iconografico”: al tempo della mia permanenza nel CNC avevamo una bella statua della Madonna, nella cappella dove celebravamo la Messa del sabato.
In un’occasione era presente anche uno dei presbiteri più “zelanti” del CNC di Trieste.
Rimproverò davanti a tutti il parroco, dicendogli di sostituire quella statua con il celebre ritratto mariano di Kiko.
Confermo la sensibilità maniacale del CNC per le icone kikiane. Una sensibilità a senso unico.

mic ha detto...

scusate solo una precisazione! intanto c'è scritto "Dios es comunidad liturgia palabra"
e da come la vedo io significa Dio si rende presente nella comunità nella liturgia e nella parola.


La Scritta "Dio è comunità liturgia parola" associata all'immagine della Trinità, è blasfemo e comunque sviante, perché le Persone della Santissima Trinità sono: IL PADRE, IL FIGLIO, LO SPIRITO SANTO

comunità liturgia parola sono tre elementi del cammino (che si ritrovano anche nella Chiesa, ma che nel caso di specie sono attribuiti esclusivamente al Cammino).

Ergo, l'equazione Dio è comunità liturgia parola porta poi a dire Dio è il Cammino, capisci?

E sarebbe sviante attribuire le stesse cose anche alla Chiesa perché Dio non E' la Chiesa, ma in essa si manifesta e la conduce!

Quanto ai volti di quelli che nella Trinità di Rublev sono tre Angeli, è facile riconosecre fattezze diverse: non mi dire che il barbuto di destra non è d. Mario Pezzi spiccicato, quello di centro è il volto del Cristo somigliantissimo a Kiko che troviamo anche in altre icone, quello di sinistra è un volto femminile: di chi altri può essere se non della più giovane (e forse un po' idealizzata) Carmen dell'epoca della fattura del dipinto?

mic ha detto...

ma al di là della riproduzione o meno dei volti, soffermatevi sul significato teologico della scritta e riconoscete che è sballato e sviante!

NC ha detto...

Mic cosa vuoi che ti dica io l'interpretazione te l'ho data -
ma chiaramente hai ragione tu! come sempre

Aldo ha detto...

Mic, qui non si tratta di "iconografia" o di "arte" non dobbiamo discutere su come sono i dipinti o cosa rappresentano... se sono più o meno inquietanti.. qui si tratta di "business".. affari...soldi.. mammona...
"www.caal.it" in Via Balzani a Roma - poi ce ne uno in Sicilia.. cosa sono? i centri Liturgici del cn.. dove potete "sfiziarvi" a trovare tutto ciò che riguarda le "liturgie nc" ... quadri.. patene.. calici.. croce astile.. perfino leggii.. paramenti..tutto..
contate le comunità nel mondo..? Vi ricordo che si è "obbligati" ad avere solo quel tipo di arredi.. (dimenticavo il vino della celebrazione) poi ci sono i libri dei canti.. allora avete fatto la moltiplicazione comunità x arredi x tappe? quanti soldi sono?
aspettatw poi c è il giochino.. che non puoi avere tutto e subito;
ci sono le tappe in cui puoi esporre alcuni quadri.. poi la tappa in cui puoi avere il calice piccolo (d'oro con pietre incastonate) fino all'ultima tappa (elezione) dove hai diritto ad avere la "cappellina personale della comunità" con, di solito, un dipinto gigante di kiko sulla parete.. (fatto da qualche super-catechista/artista) ed udite.. udite.. "polvere d'oro" sulla parete... poi ci sono i "camici bianchi" della "cinquantina" dopo pasqua, con valigetta di corredo.. da un pò di anni non si seguono più le lettura della "liturgia delle Ore" ma kiko si è inventato un altra bizzarria... "l'ora dell'ascolto" per l amor di Dio, nulla da obbiettare per chi "facoltativamente" vuole ampliare la propria preghiera usando il Lezionario biblico-patristico dell Unione monastica italiana - ma nel cn niente è facoltativo (sapete quanto costa? 90 euro) e chi lo vende diviso in piccoli opuscoli a seconda del tempo liturgico? sempre loro il CAAL - si vendono "sedie" per la plebaglia in plexi.. sedie presbiterali.. (anche se non hai mai il presbitero.. devi avere la sedia) per non parlare dell'arredo "da trasporto".. sembra di stare all IKEA.. devi avere tutto l'occorrente per "le convivenze".. mica puoi smantellare ogni volta la comunità e poi rimontare.. e vai con i leggii da trasporto.. quadri formato ridotto.. vogliamo parlare dei tappeti?.. 4x4 8x8 dei tavoli componibili per "imbandire" l'Eucarestia?

Signori avete idea di che giro di soldi stiamo parlando... ma che pensate importi a kiko.. che noi stiamo qui a disquisire sulla "bellezza" dei suoi quadri o se sia più o meno un vero artista..

i suoi quadri fanno "schifo".. sono tutti uguali.. come i canti, basta sapere 3 accordi e li puoi fare tutti...

mic ha detto...

con il celebre ritratto mariano di Kiko.

a proposito del celebre onnipresente ritratto mariano di kiko, nessuno di voi ha notato che in alto a sinistra c'è la scritta "Maria" in alto a destra c'è la scritta "Kiko"?

Ora, qualcuno potrà sostenere che la scritta di destra è la firma (sotto c'è anche la data), ma c'è un particolare: le due scritte sono tracciate in bianco con gli stessi caratteri ed hanno la stessa grandezza. Subliminalmente, non è difficile a chi la contempla continuamente recepire nel suo inconscio l'identità tra il Cristo (cresciutello) in braccio alla Vergine e Kiko.
Chi conosce queste cose sa che non è una mia illazione!

jonathan ha detto...

"Dios es comunidad liturgia palabra"
e da come la vedo io significa Dio si rende presente nella comunità nella liturgia e nella parola.


Andrebbe bene se quella scritta fosse apposta su un'altra immagine. Ma questa icona richiama, scopiazza direi, al di là di ogni dubbio, quella bellissima della Trinità di Rublev. E dunque non c'è spazio per interpretazioni più o meno fantasiose: quella frase parla proprio della Trinità. E la Trinità non è, in alcun modo, in alcun senso, comunità-liturgia-Parola. Non per la Chiesa Cattolica. Per il cammino forse sì.

mic ha detto...

Mic cosa vuoi che ti dica io l'interpretazione te l'ho data -
ma chiaramente hai ragione tu! come sempre


non è che io ho ragione, NC, è che c'è una logica nella cose.
DIO E' TRINITA' (nelle Persone del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo) e non può essere ridotto o equiparato a operazioni, momenti o realtà che appartengono all'ordine naturale.

Ammetterai almeno che siamo su piani diversi...

E ammetterai anche che dire E' non è la stessa cosa che dire "si rende presente", come hai interpretato tu...

Sebastian ha detto...

Lasciamo per un attimo perdere l'immagine di Kiko. Guardiamo l'originale di Rublev. La prendo da un sito qualunque, una che sia abbastanza grande e con dei buoni colori.

http://www.piccolemissionarie.org/wp-content/uploads/2009/06/trinita-di-rublev.jpg

(scusate, non so linkare in modo che ci si possa cliccare sopra)

La corretta interpretazione dell'icona antica è il Padre a sinistra, il Figlio al centro e lo Spirito Santo a destra. Tutto questo non è scritto da nessuna parte, ma è un'interpretazione diffusa che si basa su alcuni elementi certi: il Figlio e lo Spirito procedono dal Padre, e vediamo che le figure al centro e a destra inclinano entrambe il capo verso la figura di sinistra. D'altro canto il Padre oppone e accompagna il movimento del Figlio e dello Spirito con una mano benedicente e con una inclinazione del capo che esprime autorità e dolcezza allo stesso tempo.
Se facciamo caso alla gestualità, essa rimanda al rapporto d'amore fra le Ipostasi divine e crea un movimento circolare, che nasce dal Padre e attraverso il Figlio e lo Spirito a Lui ritorna.
La mano destra del Padre benedice il Figlio, che a sua volta benedice lo Spirito. Quest'ultimo invece poggia delicatamente la mano sull'altare indicando varie cose: il Sacrificio del vitello immolato la cui testa si vede nella coppa al centro (la forma stessa dell'altare definita dalle due figure esterne - tovaglia e frontale - è una coppa); e quella specie di rientranza nel frontale, in basso che rimanda alla porta stretta.
Anche i colori sono tipici: il blu/azzurro è la divinità e l'ineffabilità di Dio (azzurro è il colore del cielo). Per il resto il Padre veste di rosa, che è segno di regalità, rosso + bianco, quindi con aggiunta di luce; il Figlio presenta i colori blu e porpora, quelli della sua appartenenza al cielo e alla regalità terrena (sono i colori tradizionali che vediamo sempre nell'immagine di Cristo); lo Spirito veste di verde, che è il colore liturgico russo per le feste in suo onore.
Le ultime cose che vediamo sono la casa sopra il Padre (mi viene in mente la casa nella parabola del figliol prodigo), l'albero, il legno della croce, sopra il Figlio, e la roccia sopra lo Spirito (...ora non mi viene in mente, ma certo ci sono molti riferimenti biblici).

Tornando - purtroppo - al dipinto di Kiko, le opzioni sono varie: o lui ha solo preso l'icona della Trinità come modello esteriore e ci ha ricamato sopra a suo piacimento tutto ciò che riguarda il cammino, togliendo quindi tutte le simbologie dei gesti, dei colori e degli elementi che inquadrano l'icona in ambito scritturistico (eccetto l'albero); un'icona del cammino quindi, e soltanto di esso, con i volti dei fondatori seduti a mensa - una sorta di "prima comunità neocatecumenale".

Oppure il suo è un plagio bello e buono, che presenta la Trinità come qualcosa di limitato ed inquadrato secondo la visione ben precisa: quella dei fondatori. :(

O ancora, forse, ha ceduto alla solita e ripugnante tendenza all'interpretazione dei giorni nostri. L'anno era il 1973, nel pieno di avanguardie e arte povera... spolpare, impoverire, raschiare, modificare un'immagine dava idea di ricchezza spirituale a scapito di quella materiale. Il tutto condito di una discreta ignoranza del soggetto (che al tempo, tutto sommato, non era forse così conosciuto come oggi).


Il fatto è che nelle icone, anche se un soggetto è riconoscibile dall'aspetto esteriore, è la scritta che determina il soggetto.
Qui non c'è scritto "Trinità".
Questo genera un bel po' di confusione...

cinzia ha detto...

Cari NC, questo Blog vi attira molto,non potete negarlo, poichè vi spalanca gli occhi... aperti già da tempo.
Le conferme ai vostri dubbi sono il motore che vi spinge ad entrare ed è solo per posizione presa che continuate a giustificare l'ingiustificabile.
Mic, non ha sempre ragione per la sua caparbietà, bensì per l'esperienza vissuta sulla propria pelle.

zufolo ha detto...

"quello di sinistra è un volto femminile: di chi altri può essere se non della più giovane (e forse un po' idealizzata) Carmen dell'epoca della fattura del dipinto?"

molto ma molto idealizzata in effetti... piu' o meno come elisabetta canalis e' una versione idealizzata di rosa russo jervolino

cmq io ritengo che come in tutte le manifestazioni artistiche ognuno abbia diritto a vederci quello che vuole, e quello che ci vede riflette quello che ha nella testa... secondo me anche se vi facessero vedere della macchie di roscharch ci vedreste kiko disegnato dentro

z

mic ha detto...

Il fatto è che nelle icone, anche se un soggetto è riconoscibile dall'aspetto esteriore, è la scritta che determina il soggetto.
Qui non c'è scritto "Trinità".


Grazie, Sebastian, per la contemplazione dell'icona originale che ci hai donato.

Purtroppo, avrai visto qual è la scritta e le considerazioni che ne abbiamo ricavato.
C'è una teologia chiaramente antropocentrica che sostituisce a Dio ciò che è costruzione umana. C'è una sola parola per definire tutto questo, tremo nello scriverla; ma è la conclusione di quanto abbiamo visto e su cui abbiamo riflettuto: diabolico...

Avrei intenzione di creare una pagina del sito integrando il testo di una mia vecchia meditazione sull'icona della Trinità con tutto quanto ci hai donato anche nel tuo primo post per metterlo a raffronto con la scimmiottatura e dissacrazione inqualificabile che siamo costretti a considerare, per amore della Verità...

mic ha detto...

cmq io ritengo che come in tutte le manifestazioni artistiche ognuno abbia diritto a vederci quello che vuole, e quello che ci vede riflette quello che ha nella testa... secondo me anche se vi facessero vedere della macchie di roscharch ci vedreste kiko disegnato dentro

anche tu, Zufolo, ti soffermi su quelli che abbiamo considerato particolari secondari rispetto alla gravità dalla dissacrazione e al senso della scritta dell'icona. Addirittura, con la precedente battuta di spirito minimizzi, banalizzi quello che per noi è una grave e seria de-formazione dell'insegnamento cattolico, ma soprattutto profanazione di cose sacre

Non vuoi o non riesci a 'vedere' quel che abbiamo indicato e vorresti far passare il messaggio che la nostra è un'ossessione su Kiko. Ma, se siamo costretti a parlare di lui, è per le aberrazioni che vengono fuori dalla sua 'creatura' che è diventata un monstrum (ma non ve ne accorgete, sentinelle addormentate e cani muti?)

e non è fissazione la nostra, ma preoccupazione per quello che accade nella e alla Chiesa e desiderio di recupero della Verità. Nient'altro che questo...

strl ha detto...

x Aldo e Mic.
Perché non riprendiamo la discussione di Aldo e parliamo di qualcosa decisamente oggettivo e NUMERICO, che tanto piace al cammino??
MAMMONA!
Tanto parlando di quadri negheranno sempre che rappresentano il viso di Kiko e sempre affermeranno, paradossalmente, che kiko è stato ispirato direttamente dalla Madonna (vero dogma della fede NC!).

" Mic, qui non si tratta di "iconografia" o di "arte" non dobbiamo discutere su come sono i dipinti o cosa rappresentano... se sono più o meno inquietanti.. qui si tratta di "business".. affari...soldi.. mammona...
"

mic ha detto...

Caro Strl,
quello di cui ha parlato Aldo e che tu richiami è un aspetto concreto e importante, che presto potremo riprendere e approfondire.

Penso tuttavia che in una Chiesa in cui, Ruini docet, l'imprenditoria prevale sulla pastoralità (passando anche per la politica, ma questo è un discorso a parte) non è che faccia molta impressione il fatto che una realtà ecclesiale muova molti soldi al suo interno e generi anche delle speculazioni. Credo che oggi come oggi queste cose scandalizzino pochi, anche perché poi quei soldi servono ad ungere molte ruote...

Il problema serio è che nella Chiesa sembrano non far presa neppure gli aspetti dottrinali svianti e nemmeno quelli pragmatici distruttivi dell'organizzazione settaria che chiamano cammino e che si è autoproclamato (nel segreto) la nuova Chiesa...

Comunque, proseguendo nella nostra "informazione corretta" riferita anche agli adepti dubbiosi, anche le considerazioni monetarie possono far riflettere; ma personalmente sono molto più sensibile alla Verità tradita e non vi nascondo che soffermarmi, oggi, per replicare a NC su quella scritta dell'icona, che pure avevamo già stigmatizzato, me ne ha fatto cogliere implicazioni ancor più profonde... Ti rendi conto che è il Cammino che prende il posto di Dio?
Lo avavamo già dedotto, lo avevamo già notato attraverso altre riflessioni, considerando le prassi e i loro effetti, ad esempio, ma qui lo abbiamo visto proclamato apertis verbis dall'iniziatore.

Io non riesco, anche in questa occasione, come per la Madonna di Scandicci a capacitarmi dei tanti sacerdoti che hanno visto e vedono queste aberrazioni e non ci fanno caso o sorvolano o cosa?

Caterina63 ha detto...

Al di la del gioco delle somiglianze nei fondatori del CN il dramma del quadro sta proprio nell'aver DISTRUTTO il concetto dell'UNICITA' DEI TRE...

Infatti il quadro di Rublëv, cliccate qui:
http://www.piccolemissionarie.org/wp-content/uploads/2009/06/trinita-di-rublev.jpg

mantiene la fedeltà al concetto della somiglianza dei TRE...e per eliminare ogni dubbio, altri che hanno riprodotto la medesima opera si sono sforzati di mantenere proprio questo aspetto, per esempio questo di Andrej:

http://www.geocities.com/iconeicons/trinita.jpg

o quest'altra:
http://perfettaletizia.files.wordpress.com/2008/09/rublev2.jpg

o quest'altra ancora:
http://www.arte-facto.it/wp-content/uploads/2009/10/TRINITA-768x1024.jpg

come si potrà notare tutte, seppur rifatte mantengono il concetto dei Tre UNO....i volti si somigliano fra loro e non si specifica il problema del maschio o femmina...

al contrario l'icona fatta da Kiko ha due soluzioni possibili:

1) o è un pessimo pittore e allora ci dovrebbero spiegare PERCHE' QUALCHE VESCOVO HA USATO I SOLDI DELL'8XMILLE PER STRAPAGARE I QUADRI DI KIKO SPARPAGLIATI IN VARIE CHIESE....

2) o è un bravo pittore e allora ciò che ha fatto, lo scempio di questa icona DISTRUGGENDO L'UNICITA' DEI TRE, lo ha fatto di proposito...

Non so se quella figura femminile sia la Carmen (non l'opera teatrale ma tanto siamo li ^__^) ma di certo è volutamente una donna.. gli altri due NON si somigliano, ma sono due uomini ben distinti e che la figura al centro sia uno con le fattezze di Kiko è visibilissimo...

Ripeto la gravità non sta neppure nell'aver avuto un momento di superbia ed essersi dipinto al posto della Persona al centro del quadro, ma l'aver tolto le medesime sembiane ai TRE per la qual cosa si dava appunto il messaggio dottrinale sulla Trinità e dell'UNICITA' DI DIO...

Tutto questo nel quadro di Kiko sparisce e ciò che PSICOLOGICAMENTE viene ASSORBITO dagli adepti già OBBLIGATI A TENERE SOLO LE ICONE DEL CAMMINO...è devastante...devastante a tal punto che NON se ne rendono conto...

^__^

katartiko ha detto...

questo post mi suscita un'ilarità incontrollata

mic ha detto...

caro katartiko,
risus abundat in ore stultorum

se la tua reazione è solo il riso, non resta che dirti buon proseguimento. Ognuno è responsabile delle sue scelte

Sebastian ha detto...

"Io non riesco, anche in questa occasione, come per la Madonna di Scandicci a capacitarmi dei tanti sacerdoti che hanno visto e vedono queste aberrazioni e non ci fanno caso o sorvolano o cosa?"


Purtroppo non esiste una vera cultura delle immagini! Anche (soprattutto?) fra i preti. L'immagine per tanti è un optional o una decorazione: serve a rallegrare l'ambiente e a dargli una connotazione specifica. (O a mandare messaggi subliminali......)


"Purtroppo, avrai visto qual è la scritta e le considerazioni che ne abbiamo ricavato."


Difatti più la guardo più vedo l'icona del Cammino... Quella scritta però non sembra un titolo, ma uno slogan!
I tre non sono le divine Ipostasi, ma i tre fondatori! Come può esserci differenza fra le tre Ipostasi? Invece in quest' "icona" ci sono. La gente però non lo sa secondo me, crede di vedere la Trinità, ma in realtà vede il Cammino personificato!

La cosa inquietante è che guardando il sito segnalato da Aldo (www.caal.it - che tra l'altro ha un virus e va aggirato), si vedono un sacco di affreschi che riproducono questa immagine della "Trinità" di Kiko al centro fra tante altre immagini.
Sono foto molto piccole a volte, però si vede che anche lì ci sono due barbuti e uno no... L'icona del Cammino continua a campeggiare nel posto che dovrebbe avere la vera Trinità e a sostituirsi ad essa...

Emma ha detto...

Grazie a Sebastian a mic e grazie a Caterina che con il suo ultimo commento mi dà un`altra chiave di lettura, che è poi la sola!
Solo chi è accecato dal verbo neocatecumenale non vede l`evidenza di quella trinità kikiana ed è grave, perchè assorbendo, impregnadosi di quelle opere di Arguello che hanno sotto gli occhi in permanenza, i nc assorbono anche la sua visione e questo è grave, molto grave, perchè sappiamo quanto sia distorta, in diversi punti.
I grandi artisti di cui ammiriamo le opere sacre, erano guidati da teologi, i fedeli potevano contemplare quelle opere, meditare in loro presenza, pregare, e potevano farlo senza essere, inconsapevolmente, deviati dalla retta dottrina.

Aldo ha detto...

Ti ringrazio Mic.... fai bene a puntare sempre sui falsi indottrinamenti del sig. kiko, che purtroppo passano attraverso, non solo le catechesi, ma anche immagini e i famosi canti.. presi dai salmi (mi pare che fu Lutero per primo a musicare i salmi)... io da parte mia vi dò qualche chiave di lettura più "terrena"...
allora: tappa della traditio... tutti e dico tutti i fratelli della comunità si "devono" dotare della "famosissima" croce di kiko - portatile - (acquistata e stampata solo dai loro caal) per andare in giro per le case ad "annunciare" il cn...
ed è custodita gelosamente in custodie di velluto (ca 15 euro a croce) povero me che mi presentai con la Croce di San Benedetto (stupenda fatta in maniera esclusiva dal Germoglio) e benedetta, per Grazia di Dio da Padre Amorth in persona... si scatenaro le ire su di me, il solito dissidente..ma io sono andato avanti...
quante comunità ci sono? quante traditio si fanno? e moltiplica.. moltiplica..
è chiaro che la "mia croce" non posso darla a nessuno.. quindi famiglia di sei persone? sei traditio=sei croci personali...

quella croce diventa un "memoriale"

mic ha detto...

Penso che CAAL sia una sigla, ma avrà un nesso il fatto che CAAL in ebraico è l'Assemblea (soprattutto del popolo ebraico)?

Alessandro ha detto...

Mi spiace deludervi... sono stato nel silenzio molto molto tempo, ma ora non riesco più a mantenere il segreto su un mio colloquio con Kiko Arguello proprio sul tema del quadro da Voi in esame.
Kiko ha negato recisamente di aver ritratto Karmen e Don Mario in tale raffigurazione. Così dicendo ha estratto dal portafoglio due piccole fotografie e guardandomi negli occhi ha detto: "questa è mia madre e questo è mio padre, guarda le loro fattezze. C'è altro da aggiungere?!".
Io ho capito e non ho aggiunto altro. Spero che ora abbiate capito anche voi tutti.

mic ha detto...

se anche dovessero essere immagini di sua madre e di suo padre, Alessandro, al centro c'è comunque lui... e la dissacrazione dell'icona della Trinità resta grave in ogni caso: come si fa a sostituire le Persone Divine con tre persone umane chiunque esse siano?
Sai che suo padre somiglia come una goccia d'acqua a Don Mario Pezzi? Persino il colore della barba ;)

per non parlare della scritta che, se non è volutamente blasfema, è uno svarione teologico che non può essere consentito ad uno che si definisce e che si invia come 'iniziatore' di cristiani.
Di cristiani o di kikiani? c'è da chiedersi...

Alessandro ha detto...

Quanto alla somiglianza a Don Mario Pezzi, ti dico che se tu avessi visto la foto del padre dell'Arguello sinceramente ti renderesti conto che non somiglia al Don Pezzi. E' per questo che non ho aggiunto altro. Certo le foto mostratemi erano piuttosto giovanili e di scarsa qualità, mentre non conosco le fattezze giovanili del Don Pezzi. So che in Spagna, in alcune comunità, circolavano le fotografie della giovinezza di Kiko e vi erano anche immagini del padre. Si tratterebbe di ritrovarle; quanto all'ipotesi che sembri veler profilare, vale a dire che il padre del Kiko e il Don Pezzi coincidano, anche nella barba mi pare difficile: Don Pezzi è italiano e il Kiko è figlio di uno spagnolo.
Comunque vediamo se qualcuno ne sa di più.
In ogni caso, è vero: dipingere la Trinità con quelle facce, anche se familiari, è orribilmente blasfemo.

NC ha detto...

scusate ma quando si dicono le bugie non posoo non tacere -
per Aldo che dice " tappa della traditio... tutti e dico tutti i fratelli della comunità si "devono" dotare della "famosissima" croce di kiko - portatile -"
MA SEI FUORI?
guarda sono in comunità da 23 anni, ho fatto la tradizio 3 volte e posso assicurarti che questa cosa è assolutamente inventata.
non è assolutamente vero che tutti portano la croce di Kiko.
non ne ho mai sentito parlare di questa pratica e posso assicurarti che i miei genitori prima di me non l'anno portata - nessuna delle comunità che conosco fa questo -
mi spiace ma questo denota come quello che scrivete alcune volte non è perfettamente esatto!! questo almeno me lo passate?

mic ha detto...

Quanto alla somiglianza a Don Mario Pezzi, ti dico che se tu avessi visto la foto del padre dell'Arguello sinceramente ti renderesti conto che non somiglia al Don Pezzi

ci credo.

E' l'"angelo" di destra dell'icona che somiglia a don Mario Pezzi, persino nel colore della barba ;)

mic ha detto...

In ogni caso, è vero: dipingere la Trinità con quelle facce, anche se familiari, è orribilmente blasfemo

e allora perché i CAAL le distribuiscono massicciamente a tutti i NC e fanno bella mostra di sé in ogni comunità che incamera il senso - sviante - sia del testo che delle immagini?

mic ha detto...

quanto all'ipotesi che sembri veler profilare, vale a dire che il padre del Kiko e il Don Pezzi coincidano, anche nella barba mi pare difficile: Don Pezzi è italiano e il Kiko è figlio di uno spagnolo.

non ho profilato nessuna ipotesi del genere. Solo che non è bastato l'emoticon ;) avrei dovuto mettere "suo padre" tra virgolette perché l'affermazione sa tanto di "pezza a colore", come dicono a Napoli, usata per uscire dall'impasse...

mic ha detto...

A proposito, nessun NC conosce il significato di CAAL? E' una sigla? Oppure davvero corrisponde all'ebraico "assemblea" (degli israeliti)?

mic ha detto...

mi spiace ma questo denota come quello che scrivete alcune volte non è perfettamente esatto!! questo almeno me lo passate?

questa esperienza non l'ho fatta e non posso dir nulla; aspetto che ti risponda Aldo o qualcun altro.

Comunque da come ti esprimi sembra di capire che ammetti che,

se non è perfettamente esatto quello che scriviamo alcune volte, quello che diciamo normalmente è vero!

Michela ha detto...

Aldo ha fatto il cammino per 15 anni, io per molti di più, ed in effetti al tempo in cui ho fatto la traditio non avevo quella croce.

Mi è stata data più tardi, perchè evidentemente queste croci sono di produzione più recente, ed oggi, come dice Aldo, vengono comprate da tutti quelli che fanno la traditio.

semplice...

strl ha detto...

x NC
Da queste parti alla traditio invece ogni fratello compra una croce piuttosto grande, fatta di metallo e piuttosto pesante; sulla faccia posteriore vi è la Madonna. Penso sia quella che Aldo chiama la croce di Kiko.
In ogni caso tutti i componenti di tutte le comunità della zona alla traditio comprano la stessa croce!

ED INOLTRE CONFERMO TUTTI GLI AMMENICOLI INDICATI DA ALDO (libri, tappeti, quadri, valigette liturgiche da portare in convivenza, sedie in plexiglass, cappellina delle comunità che hanno finito il passaggio, quadri giganti che coprono una parete, le vesti bianche, etc. etc.).
E poi ogni famiglia NC ha in casa almeno 3-4 quadri di kiko e, ai battesimi e matrimoni, vengono sistematicamente regalati qudri di kiko.
ciao