domenica 18 ottobre 2009

In che senso la FSSPX "deve" accettare il Vaticano II?


"Sono contento, anche se non mi aspetto risultati immediati, penso che in tempi saranno lunghi": lo afferma il Cardinale francese Roger Etchegaray, Vice Decano del Collegio Cardinalizio e Presidente Emerito del Pontificio Consiglio per Giustizia e Pace. Eminenza, il ventisei ottobre iniziano a Roma i dialogi per cercare la faticosa unità con i tradizionalisti. Si ritiene fiducioso?: " credo che la Santa Sede abbia fatto molto bene ad accettare questo tavolo di negoziato. La via del dialogo non ha mai danneggiato nessuno e penso che vada sempre seguita. Si deve fare di tutto, senza rinnegare nulla, per arrivare alla piena unità con i fratelli tradizionalisti". Pensa che sia un negoziato facile?: " i nodi sul tappeto, come lei sa, sono dogmatici e quindi non semplici. Io mi auguro che lo Spirito Santo illumini tutti, ma sui tempi non posso pronunciarmi. Realisticamente, vista la storia precedente, penso che non sarà cosa facile e tanto meno agevole. Mi raffiguro tempi lunghi e non brevi, ma se esiste la volontà reale di superare le difficoltà, tutto diventa possibile. Speriamo bene". E se i tradizionalisti continuano a non accettare il Vaticano II?: " penso che l'accettazione del Vaticano II sia fondamentale e condizione preliminare. Non è possibile considerarsi in piena comunione con Roma rifiutando il Vaticano II. Certo, ognuno lo legge come crede, ma una cosa è la esegesi, altra il rifiuto. Anche il Vaticano II fa parte del magistero della Chiesa che ha seguito la sua marcia non fermandosi nel tempo". E se non lo accettano?: " lo ripeto: ci vogliono gesti concreti di buona volontà da entrambe le parti. Senza l'accettazione piena del Vaticano II oggi un cattolico non può considerarsi buon cattolico e non è in piena comunione con il Successore di Pietro. Questo sia ben chiaro". Lei ha vissuto gli anni del Concilio: " e guardo a quella esperienza con grande rispetto ed ammirazione. Fu un momento di grazia per tutta la Chiesa cattolica, una stagione che io ho vissuto,come tanti altri padri, con gioia ed entusiasmo. Ecco perchè dico che il Vaticano II va accettato senza riserve, senza se e ma". Il futuro Giovanni Paolo II partecipò al Vaticano II, lei lo ha conosciuto bene, che idea se ne è fatta?: " guardi lo ho sempre ammirato. Lui è stato veramente l'uomo del dialogo, disposto a cercare la discussione e il confronto leale con tutti, fermo nella fede, ma sensibile alle altrui ragioni.". Lei ha viaggiato spesso con lui: " ed ho apprezzato la concretezza con la quale affrontava i problemi. Ma lui era anche un grande uomo di preghiera. Spesso ho notato durante i viaggi in aereo che non era per nulla interessato al paesaggio esteriore,ma si dedicava alla meditazione e alla preghiera. Si estraniava e recitava il rosario che sempre stringeva in mano". Lei lo ha spesso definito l'uomo del dialogo: " e lo era. Come poco fa le ho detto, sapeva ascoltare tutti, indipendentemente dalla razza o dalla religione con grande tolleranza e sensibilità. Poi era profondamente interessato alla persona, alle sue esigenze, un uomo grande e santo, evangelicamente santo".
Fonte- http://www.pontifex.roma.it/index.php/interviste/religiosi/2971-i-tradizionalisti-devono-accettare-il-vaticano-ii-cc

Riguardo ai tempi futuri Pio XII disse, (in riferimento al Messaggio di Fatima profetizzò):
“Sono preoccupato per il messaggio che ha dato la Beata Vergine a Lucia di Fatima. Questo insistere da parte di Maria, sui pericoli che minacciano la Chiesa, è un avvertimento divino contro il suicidio di alterare la fede, nella Sua Liturgia, la sua Teologia e la Sua anima… Sento tutt’intorno a me questi innovatori che desiderano smantellare la Sacra Cappella, distruggere la fiamma universale della Chiesa, rigettare i suoi ornamenti e farla sentire in colpa per il Suo passato. Verrà un giorno in cui il mondo civilizzato negherà il proprio Dio, quando la Chiesa dubiterà come dubitò Pietro. Sarà allora tentata di credere che l’uomo è diventato Dio. Nelle nostre chiese, i Cristiani cercheranno invano la lampada rossa dove Dio li aspetta. Come Maria Maddalena, in lacrime dinanzi alla tomba vuota, si chiederanno: Dove lo anno portato? ”
Infatti con l’avvento del Concilio Vaticano II questa profezia si è avverata, soprattutto per quanto riguarda la liturgia Eucaristica: codesti nemici, di cui parlava Pio XII : “Sento tutt’intorno a me questi innovatori...”, ( in effetti per quanto riguarda il Concilio Vaticano II, molti di questi personaggi erano stati fermati da Pio XII, per le loro posizioni dottrinarie contrarie alla vera Dottrina Cattolica, per poi essere incredibilmente riabilitati da Giovanni XXIII e costoro sono Padre Karl Rahaner, Hans Urs von Balthasar, Yves Congar, Hans Kùng, Padre Shillebeeckx, Domunique Chenu, l’Arcivescovo Bugnini Annibale, progressista, che fu uno dei principali artefici della rivoluzione della liturgia culminata nella nuova Messa “Novus Ordo”. Quest’ultimo fu alla fine esiliato in Iran dal Vaticano perché Paolo VI ricevette prove inconfutabili che dimostravano l’appartenenza di Bugnini alla Massoneria. [Michael Davies dedica un intero capitolo all’Arcivescovo Bugnini nel suo “Pope Paul’s New Mass” - Angelus Press, Kansas City, 1992, cap. 24]. Il Cardinale Jean Villot, che di fatto ideò e portò a termine la ristrutturazione della Curia Romana: se si cerca nei registri dei Massoni, richiesto dalla legge Italiana, si può leggere benissimo tra i vari nomi quello di Jean Villot. Lo stesso Villot che operò la ristrutturazione della Curia! Dopo la morte del Cardinal Villot, fu trovato nella sua biblioteca privata un messaggio scritto dal Gran Maestro della sua Loggia di appartenenza, il quale lo lodava per aver sostenuto le tradizioni massoniche. Inoltre Padre Pedro Farnes, Don Bernard Botte, Odo Casel, Louis Bouyer, Paul Ricoeur, Carl Barth, ecc…) ebbene, tutti costoro vengono chiaramente nominati ad ampiamente lodati da Kiko e Carmen nelle catechesi del Cammino Neocatecumenale, e penetrarono in ogni angolo della Santa Sede infestando con le loro deviate dottrine milioni di persone.

Cruccas Gianluca

22 commenti:

mic ha detto...

il card Etchegaray fa notoriamente pare del coro modernista quindi nulla da meravigliarsi che dica che il vaticano 2 debba essere approvato "senza se e senza ma".

Ma questo lo dice lui, perché pur essendo un concilio e, come tale, da rispettare, qualche se e qualche ma deve averlo prodotto se il Papa non ha mancato e non manca occasione di dire che per renderlo credibile (che forse già non lo è di per sé?) va attuata l'ermeneutica della continuità e non quella della rottura.
Questo significa che vanno risolte quelle ambiguità che i Lefebvriani sono stati i primi a cogliere e che hanno consentito applicazioni spirito del concilio (non conciliodipendenti) che hanno creato una chiesa pre conciliare tutta da buttar via facendo punto e basta, si ricomincia e una chiesa post-conciliare tutta nuova, che ha perso la Tradizione e quindi l'hunus vitale che l'ha portata fin qui in due millenni... forse è arrivato il momento di guardare alla Chiesa conciliare...
continuo dopo.

Emma ha detto...

mic, condivido ogni tua parola e aspetto il seguito!

Se accettare il Vaticano II significa riconoscere che è un concilio che si iscrive nella storia della Chiesa sono d`accordo, se significa accettarlo ciecamente non sono più d`accordo.
La nostra intelligenza ci fa ragionare e riflettere su certi frutti di quel Concilio.
Del resto quando il cardinal dice:

"Certo, ognuno lo legge come crede, ma una cosa è la esegesi, altra il rifiuto"

Conferma che i testi conciliari hanno potuto essere interpretati in modo diverso sovente opposto.
Questo non è normale e indica che i termini usati in certi documenti erano ambigui e suscettibili appunto di varie interpretazioni.
I risultati drammatici li abbiamo sotto gli occhi.
Io accetto il Vaticano II MA, sì MA, non posso di certo tacere quando vedo lo scempio dottrinale e liturgico, quando vedo la religione fai da te, quando vedo e subisco certi frutti.
Applicazioni errate?
Interpretazioni errate?
O già nei testi si trova la radice di questi errori?

cinzia ha detto...

"Senza l'accettazione piena del Vaticano II oggi un cattolico non può considerarsi buon cattolico e non
è in piena comunione con il successore di Pietro."


Molto azzardato come giudizio e troppi dogmi.

Sivan ha detto...

Ed ecco don Paolo Farinella, che si è unito a Beppe Grillo. Guardate e inorridite: http://www.youtube.com/watch?v=4HF_tmq4KTQ
Come ormai moltissimi suoi colleghi, parla di rivoluzione, di anticlericalismo… Ce l’ha con la Gerarchia, con l’ultimo Motu proprio, con l’attuale governo, con la Binetti, con Comunione e Liberazione, con l’Opus Dei...
Questi sono a prova di scomunica. Mai nessun serio provvedimento canonico li tocca.
Pensano di essere apprezzati dalla sinistra, ma non si rendono conto di essere proprio quegli “utili idioti” che servono ai Grillo e quant’altri per distruggere per bene Chiesa e Stato.

cinzia ha detto...

Ma...nonostante l'abominio che ogni giorno vediamo a discapito della Chiesa, "le forze degli inferi, non prevarranno su di Essa".
Parola di Gesù!

mic ha detto...

oportet ut scandala eveniant

è necessario venga alla luce tutto il marcio, per far prendere coscienza della realtà e anche per capir meglio da che parte stare

mic ha detto...

forse è arrivato il momento di guardare alla Chiesa conciliare...

ovviamente non esiste la "Chiesa conciliare" esiste la Chiesa punto.

Intendevo dire che, a parte alcune indubbie ambiguità e note stonate che il concilio (peraltro non dogmatico) contiene, la Chiesa dovrà vivere un rinnovamento nel solco della Tradizione attingendo dalle direttive sane del concilio, immersa nella Tradizione vivente, non nel senso che le danno i "novatori", che considerano 'vivente' tutto ciò che muta a seconda delle mode del momento, ma nel senso autentico, e cioè: 'vivente' è tutto ciò che è portatore di Vita perché porta con sé il Signore della Vita che ha costituito la Sua Chiesa e non ne muta il Volto a seconda di una soggettiva e quindi parziale interpretazione dei "segni dei tempi".
Non è la Verità che evolve con noi, siamo noi che ci conformiamo sempre più a Cristo se in Lui viviamo e siamo...

gianluca cruccas ha detto...

Joseph Ratzinger:

“Al di sopra del papa, come espressione della pretesa vincolante dell’autorità ecclesiastica, resta comunque la coscienza di ciascuno, che deve essere obbedita prima di ogni altra cosa, se necessario anche contro le richieste dell’autorità ecclesiastica. L’enfasi sull’individuo, a cui la coscienza si fa innanzi come supremo e ultimo tribunale, e che in ultima istanza è al di là di ogni pretesa da parte di gruppi sociali, compresa la Chiesa ufficiale, stabilisce inoltre un principio che si oppone al crescente totalitarismo”.

Uriel ha detto...

ovviamente non esiste la "Chiesa conciliare" esiste la Chiesa punto.

Non e' vero, esistono due teologie, due riti e percio' due Chiese.
Se poi vogliamo cercare cio' che unisce e non quel che divide e' un'altra storia; ma di solito non si va da nessuna parte se non si riconosce la realtà.

Sarà riforma liturgica?

SLGC

mic ha detto...

queste parole del Papa, prese a sé, non mi illuminano, perché io 'sento' che la mia coscienza è il supremo e ultimo tribunale (nel senso che determina le mie scelte, che sono individuali, come quelle di ognuno); ma la coscienza ha sempre bisogno di un Fondamento sicuro cui appellarsi, non può essere fondata su se stessa perché potrebbe trarmi in inganno, dato che non gode dell'infallibiltià del Magistero perenne, ad esempio... ed è con esso che DEVO rapportarla

mic ha detto...

Non e' vero, esistono due teologie, due riti e percio' due Chiese.

NO. Come dice il Credo: la Chiesa è UNA, Cattolica e Apostolica.
Oggi in parte della Chiesa visibile non è più riconoscibile la Chiesa Apostolica, sembra più una succursale della Riforma protestante... ma è solo una parte e spero il suo tempo -il tempo dell'inganno- stia tramontando... non so quanto ci vorrà, ma sarà così

Uriel ha detto...

La Chiesa di fatto e' cambiata: il CV II ha introdotto elementi fortementi difformi dalla Tradizione.

Forse tu non ne hai la percezione al 100%, ma di fatto molte prassi nc sono diventate (modificate) usi nelle Parrocchie.

Penso alla Lectio divina tenuta da laici, da corsi prematrimoniali in cui il sacerdote e' presente come garante ma di fatto il corso viene tenuto da uno o piu' laici;
alle differenze esistenti tra il CCC e quello di San Pio X.

Quest'estate mi e' capitato di entrare in Chiese di piccoli paesi, in cui il Lezionario era tenuto aperto sul Vangelo del giorno in mezzo alla Chiesa (La Parola che di fatto prende il posto del Tabernacolo).

La Chiesa in "periferia" cambia, perche' e' cambiata la Teologia e perche' e' sempre di piu' una Chiesa affidata a laici anzichè ai sacerdoti.

Quanto potrà essere tutto questo sostenibile attraverso il tempo non lo so, ma di fatto la Chiesa e' cambiata.

Certo noi recitiamo il Credo, ma quanti cattolici recitano il Credo riferendosi alla Chiesa post-conciliare: questi fratelli potrebbero muovere le identiche accuse ai tradizionalisti!!!

Mi rendo conto quanto sia il difficile e il compito del Papa, perche' la situazione e' complessa e delicata oltre ogni misura.

Il doppio rito complica ogni cosa, rendondo le differenze palesi a chi sa osservare.

SLGC

Sivan ha detto...

La frase di Ratzinger sulla coscienza, senza una fondamentale precisazione, fa scivolare nel malinteso del soggettivismo, evidenziato da Mic.
È vero che “la coscienza è il primo dei vicari di Cristo”. Ed è anche vero che si dannerebbe, addirittura, chi non ascoltasse la voce di Dio che parla alla coscienza.
Ma, beninteso, la coscienza “pura”, non la coscienza “erronea” (CCC n.1790 ss.).
La coscienza erronea è di coloro che vivono senza cercare la verità, cioè di coloro che non perseguono la santità. La coscienza pura e fedele, viceversa, è propria dei santi. Per fare un esempio, San Francesco conosceva poco del Magistero, ma poteva supplire a questa ignoranza, affidandosi al giudizio della propria coscienza: questo perché la sua coscienza era pura e fedele ed ascoltando essa, ascoltava Dio. Stesso discorso - altro esempio - per Giovanna d’Arco: ascoltò la propria coscienza anche contro gli ecclesiastici.
Fa male, invece, ad affidarsi alla propria coscienza chi, apertamente, osteggia la Gerarchia, il Magistero, l’obbedienza. Fa male perché trattasi di coscienza superba, creatrice della legge morale e, pertanto, erronea (vedi Veritatis Splendor ad es.).
La coscienza pura e santa, inoltre, si affida spesso non solo all’interno (soggettività), ma al santo consiglio della Scrittura e della Tradizione (oggettività). È docile: accetta di essere formata e non si gonfia della propria autosufficienza.
San Francesco non si sognò mai di affidarsi “solo” alla propria coscienza, ma appena ne ebbe l’occasione, si lasciò guidare in tutto dal Papa e dalla Santa Gerarchia. Non osò mai rivoluzionare la Chiesa od opporsi al Dogma. Stesso discorso per gli altri santi.
Chiedo scusa della prolissità.

Caterina63 ha detto...

200 anni fa (1809) nasceva a Piovà d’Asti Guglielmo Massaia. Un missionario da porre accanto a figure come Matteo Ricci e Francesco Saverio. Creato cardinale nel 1884 da Leone XIII, dopo una vita passata tra i Galla in Etiopia, scriveva:

«Ho celebrato la mia ultima Messa a Fekerièghemb davanti al gran crocifisso - (infatti fu cacciato nel 1879 dall’imperatore Johannes IV) - … Voglio che i monaci, rimasti nel Vicariato gallo, dalla consacrazione al Pater assistano sempre la Messa inginocchiati con le braccia distese: essi si immagineranno di trovarsi sul Calvario ai piedi della croce con Maria e come Maria offriranno il sacrificio per gli infedeli».


e dal momento che nella Messa abbiamo la Comunione dei Santi....cominciamo ad interpellarli più spesso....
^__^

zufolo ha detto...

Interessante questa questione della coscienza e anche il richiamo a S. Francesco -- mi ricorda che il Papa non a caso paragonava qualche anno fa i problemi legati all'approvazione degli statuti del Cammino a quelli delle difficolta' con S. Francesco e la sua regola.

Z

mic ha detto...

notevole come i maestri di menzogna continuino a deformare la realtà. E con chi non li conosce, purtroppo, ci riuscirebbero...

MAI E POI MAI il Papa ha paragonato le difficoltà nell'approvazione della regola di S. Francesco con i problemi esistenti per l'approvazione degli statuti NC.

Trascrivo le parole precise del Papa quando ha parlato dei problemi a proposito degli statuti non ancora rinnovati (incontro con i sacerdoti 22 febbraio 2007) e poi faccio le mie considerazioni:

Questo dialogo è a tutti i livelli. Cominciando dal parroco, dal Vescovo e dal Successore di Pietro è in corso la ricerca delle opportune strutture: in molti casi la ricerca ha già dato i suoi frutti. In altri si sta ancora studiando. ad esempio, ci si domanda se dopo cinque anni di esperimento, si debbano confermare in modo definitivo gli Statuti per il Cammino Neocatecumenale o se ancora ci voglia un tempo di esperimento o se si debbano forse un po' ritoccare alcuni elementi di questa struttura. In ogni caso, io ho conosciuto i Neocatecumenali dall'inizio. E’ stato un Cammino lungo, con molte complicazioni che esistono anche oggi, ma abbiamo trovato una forma ecclesiale [gli statuti allora ancora ad experimentum, che davano regole mai applicate] che ha già molto migliorato il rapporto tra il Pastore e il Cammino.

rapporti migliorati, ma evidentemente ancora non buoni se si doveva studiare e verificare prima di un'approvazione definitiva, che è intervenuta improvvisamente pochi mesi dopo, con l'anomalia della mancata approvazione delle Catechesi di riferimento e con i richiami del Papa mai rispettati...

Il parallelo con la regola francescana lo avete tirato fuori voi più volte su questo blog e vi è stato replicato ogni volta che il paragone era comunque IMPROPRIO e non pertinente, dal momento che i Francescani sono un'Ordine Religioso, il Cammino è un'Associazione laicale

che tuttavia si è autoinvestita di una identità e di una funzione, propria piuttosto della Chiesa come istituzione, che non trova riscontro in nessun'altra realtà ecclesiale...

Che facciamo, vogliamo ricominciare da capo tutto il lungo percorso di questo blog?

Non vi siete ancora stancati di servirvi dell'inganno per difendere l'indifendibile?

Caterina63 ha detto...

Il termine o la frase:

I tradizionalisti devono accettare il Vaticano II

che oramai suona più come una sorta di slogan...è sbagliato e trae in inganno...
Non importa se a dirla è un cardinale, è sbagliato....^__^
Perchè?

Innanzi tutto perchè mons. Fellay si sta sgolando da un anno e più a specificare che il problema non è accettare o meno il Concilio in quanto evento avvenuto e appartenente alla storia della Chiesa e in quanto tale è un fatto che essendo tale è già di per se accettato, quanto il problema di ciò che da esso è scaturito...
ossia RILEGGERE I DOCUMENTI E INTERPRETARLI ALLA LUCE DELLA TRADIZIONE...

altro aspetto è che nessun Concilio in sè è vincolante se non in funzione DUTTI GLI ALTRI CONCILI DELLA CHIESA....e questo lo ha spiegato il Papa nella Lettera ai Vescovi quando dice:

Ma ad alcuni di coloro che si segnalano come grandi difensori del Concilio deve essere pure richiamato alla memoria che il Vaticano II porta in sé l’intera storia dottrinale della Chiesa. Chi vuole essere obbediente al Concilio, deve accettare la fede professata nel corso dei secoli e non può tagliare le radici di cui l’albero vive.


se dunque IN NOME DEL CONCILIO VATICANO II MI SI IMPONESSE UNA ROTTURA CON LA TRADIZIONE DELLA CHIESA, E' MIO DOVERE NON OBBEDIRE...pur facendo ogni sforzo per non andare fuori della Chiesa ^__^

l'errore di mons. Lefebvre fu infatti NON la fondazione della Fraternità la quale fu sempre riconosciuta (fu la falsa propaganda a definirli TUTTI eretici), quanto la nomina dei nuovi vescovi...ora che la scomunica è stata loro tolta è ragionevole andare alla radice del problema e cercare di correggerci TUTTI quanti ^__^

Nel concetto dell'ecclesialità NON esiste il dilemma che un cattolico debba o NON debba accettare un Concilio, non era mai accaduto prima nella Chiesa un fatto così grave ossia, che NON da un Concilio MA DALLA SUA INTERPRETAZIONE, scaturisse una rottura così grave con la TRADIZIONE DELLA CHIESA.....

Chiunque abbia detto quella frase, vi prego, o la togliete come titolo dell'articolo o la spiegate, perchè trae in inganno chi leggendo NON conosce la questione con la FSSPX e sono in molti...

L'altro giorno ho mandato un file ad un sacerdote, e gli ho scritto:
ti mando una bellissima omelia sul rosario di un sacerdote della FSSPX, ascoltala e sappi trarne vantaggio..."

mi ha risposto:
"Bella davvero! mi ha commosso! ma che significa sacerdote della FSSPX"?

siamo ancora all'abc....

^__^

mic ha detto...

Grazie Cate,
quella frase stonava molto anche a me, e mi rendo conto che il chiarimento del post iniziale lasciava tuttavia intatto l'impatto brutalmente e impropriamente impositivo del titolo, evidentemente mutuato dalla "fonte"...

Ho corretto

Sivan ha detto...

Bravo Zufolo, hai centrato il post.
Nel senso che i francescani - obbedienti - hanno una coscienza “pura”.
I NC - disobbedienti - aihmè, hanno una coscienza “erronea”.
La differenza tra santità e stoltezza è tutta qui.

zufolo ha detto...

mic: "Il parallelo con la regola francescana lo avete tirato fuori voi più volte su questo blog e vi è stato replicato ogni volta che il paragone era comunque IMPROPRIO e non pertinente, dal momento che i Francescani sono un'Ordine Religioso, il Cammino è un'Associazione laicale "

non mi esprimo sulla pertinenza o meno, ma il paragone non l'ho fatto io bensi' il Papa. e' nel pezzo del discorso che ti sei dimenticato di pubblicare (non per faziosita' ma per ragioni di spazio, suppongo)...

z

mic ha detto...

non l'ho pubblicato dato che quel "pezzo" semplicemente NON esiste in riferimento ai neocatecumenali, ma il Papa parla dei movimenti in generale e in questi termini:

Prima cita S.Franceso anche San Francesco era molto scomodo e per il Papa era molto difficile dare, finalmente, una forma canonica ad una realtà che era molto più grande dei regolamenti giuridici. Per San Francesco era un grandissimo sacrificio lasciarsi incastrare in questo scheletro giuridico, ma alla fine è nata così una realtà che vive ancor oggi e che vivrà in futuro: essa dà forza e nuovi elementi alla vita della Chiesa.

ma San Francesco ha fondato un Ordine Religioso che ha rivitalizzato la Chiesa e predicava la Verità! Il Cammino NON E' un ordine religioso e non sta rivitalizzando la Chiesa, sta contribuendo a sfasciarla, insieme al modernismo e al neo protestantesimo spinto che questo provoca

Dice poi ancora il Papa:
Prima regola dunque: non spegnere i carismi, essere grati anche se sono scomodi. La seconda regola è questa: la Chiesa è una; se i Movimenti sono realmente doni dello Spirito Santo, si inseriscono e servono la Chiesa e nel dialogo paziente tra Pastori e Movimenti nasce una forma feconda dove questi elementi diventano elementi edificanti per la Chiesa di oggi e di domani.

dove sta che i neocat si inseriscono (e non fagocitano?), dove sta che i neocat servono la Chiesa (e non pretendono di sostituirsi ad essa come di fatto in molte realtà stanno già
facendo?), dove sta il dialogo paziente con i pastori che, se non condividono le rigide prassi e gli insegnamenti e le strutture del cammino sono considerati "faraoni" o indemoniati e quant'altro di peggio si possa dire?

Il Papa si riferiva ai requisiti dei movimenti in genere e più avanti, parlando dei neocatecumenali, in particolare, parla dei problemi con gli statuti.

Dove sta l'equazione San Francesco - neocatecumenali?

Emma ha detto...

Kiko Arguello come San Francesco !!!!

Scusatemi ma sono piegata in due dal ridere!