venerdì 30 ottobre 2009

Cañizares. Liturgia: la Riforma si riforma

Questo il significativo testo apparso su "La Stampa" di ieri:
Il Prefetto della Congregazione per il Culto divino, il cardinale Antonio Cañizares Llovera, in un’intervista a Catalunya Cristiana, rilasciata durante una conferenza a Barcellona, ha ammesso che la sua Congregazione sta lavorando a una “riforma della Riforma” liturgica che è seguita al Concilio Vaticano II. “Quello che posso dire – ha dichiarato il cardinale – è che è un periodo molto importante per tutti, si è lavorato intensamente, c’è stata una Plenaria della Congregazione, e si sono stilate delle proposte che il Santo Padre ha approvato e che costituiscono la base del nostro lavoro. Il grande obiettivo è di rivitalizzare lo spirito della liturgia in tutto il mondo”. E ha aggiunto: “Ci sono affari urgenti da sbrigare ogni mattina, in riferimento a eccessi e errori che si stanno commettendo nella liturgia ma soprattutto il tema più urgente e che si sente con urgenza in tutto il mondo, è che il senso della liturgia deve essere ritrovato. Questo non significa semplicemente cambiare rubriche o introdurre nuove cose, ma si tratta semplicemente che la liturgia deve essere vissuta e che deve essere al centro della vita della Chiesa”.
Il porporato ha sottolineato l’esigenza di recuperare “il senso del mistero. Dobbiamo recuperare quello che non avrebbe mai dovuto perdersi. Il più grande male che è stato fatto all’uomo è stato il tentativo di eliminare dalla sua vita la trascendenza e la dimensione del mistero”. Secondo indiscrezioni pubblicate da “Il Giornale” ad agosto, la Plenaria sarebbe in favore di una maggiore sacralità del rito, di un recupero del senso dell’adorazione eucaristica, di un recupero della lingua latina nella celebrazione e del rifacimento delle parti introduttive del messale per porre un freno ad abusi, sperimentazioni selvagge e inopportune creatività. Si sarebbero anche detti favorevoli a ribadire che il modo usuale di ricevere la comunione secondo le norme non è sulla mano, ma in bocca. C’è, è vero, un indulto che permette, su richiesta degli episcopati, di distribuire l’ostia anche sul palmo della mano, ma questo dovrebbe in futuro rimanere un fatto straordinario. Il «ministro della liturgia» di Papa Ratzinger, Cañizares, starebbe anche facendo studiare la possibilità di recuperare l’orientamento verso Oriente del celebrante almeno al momento della consacrazione eucaristica, come accadeva di prassi prima della riforma, quando sia i fedeli che il prete guardavano verso la Croce e il sacerdote dava dunque le spalle all’assemblea.
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Recupero della Tradizione non è tornare indietro, ma tornare alle origini, non quelle del falso archeologismo liturgico dei novatores e dei "falsi profeti" improvvisati liturghi e chiuderla con i prefabbricati a tavolino; il che significa ritrovare il Signore e la Sua Presenza e, soprattutto permettergli di inondare i credenti delle Sue Grazie copiose. Finora, non si è fatto altro - e molti ormai se ne stanno rendendo conto - che causare la "breviatio manus Domini" (Is 59,1- "ecco non è troppo corta la mano del Signore da non poter salvare"), che si determina a causa:
. conoscenza imperfetta dei mali
. mancanza di forza morale
. calcolo di prudenza che non pone rimedio ai mali veduti perché stima che così aggraverebbe i mali anziché guarirli.
A questo proposito cito a memoria da Romano Amerio (Iota unum): "Di due cose c'è bisogno per custodire la Verità. Primo: rimuovere l'errore dalla sfera dottrinale; il che avviene rifiutando gli argomenti erronei e mostrando che essi non sono convincenti. Secondo: rimuovere la persona in errore, depondendola dalla sua funzione, il che vien fatto con un atto di autorità della Chiesa. Se questo servizio papale non è esercitato, sembrerebbe ingiustificato dire che è stato usato ogni mezzo per custodire la dottrina della Chiesa: siamo in presenza della "breviatio manus Domini".

36 commenti:

Stefano78 ha detto...

Come dicevo, una volta aperto il fiume della Grazia, NESSUNO (sottolineo NESSUNO) potrà fermarla!

Deo Gratias!

by Tripudio ha detto...

Ancora una conferma di quanto i neocatecumenali siano su una strada sbagliata, e di quanto avevamo ragione quando facevamo tutte quelle osservazioni sulla liturgia.

gianluca cruccas ha detto...

Il grande obiettivo è di rivitalizzare lo spirito della liturgia in tutto il mondo”. E ha aggiunto: “Ci sono affari urgenti da sbrigare ogni mattina, in riferimento a eccessi e errori che si stanno commettendo nella liturgia ma soprattutto il tema più urgente e che si sente con urgenza in tutto il mondo, è che il senso della liturgia deve essere ritrovato. Questo non significa semplicemente cambiare rubriche o introdurre nuove cose, ma si tratta semplicemente che la liturgia deve essere vissuta e che deve essere al centro della vita della Chiesa”.

Natulmente per la setta dei Neocatecumenali, (che il Vaticano ha approvato in maniera che definire sconcertante e' veramente il minimo) questo principio non vale.

Domenica 11 gennaio 2009, il Cardinale Antonio Cañizares Llovera, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, è intervenuto alla convivenza internazionale del Cammino Neocatecumenale a Porto S. Giorgio e ha presieduto l' Eucarestia.
Fonte:
http://www.camminoneocatecumenale.it/new/evento.asp?lang=it&id=24

Forse hanno intenzione di produrre una super Messa contenente un po' del Novus Ordo e del Vetus Ordo, e questo per me e' ancora piu' sconcertante che l'approvazione definitiva del CN

gianluca cruccas ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
gianluca cruccas ha detto...

A questo proposito cito a memoria da Romano Amerio (Iota unum): "Di due cose c'è bisogno per custodire la Verità. Primo: rimuovere l'errore dalla sfera dottrinale; il che avviene rifiutando gli argomenti erronei e mostrando che essi non sono convincenti. Secondo: rimuovere la persona in errore, depondendola dalla sua funzione, il che vien fatto con un atto di autorità della Chiesa. Se questo servizio papale non è esercitato, sembrerebbe ingiustificato dire che è stato usato ogni mezzo per custodire la dottrina della Chiesa: siamo in presenza della "breviatio manus Domini".

Il Vaticano, nel caso dei Neocatecumenali non ha assolutamente usato questo metodo suggerito da Amerio, ma anzi pare sceso a un ulteriore compromesso con codesta setta per chi sa quale motivo.

gianluca cruccas ha detto...

Il porporato ha sottolineato l’esigenza di recuperare “il senso del mistero. Dobbiamo recuperare quello che non avrebbe mai dovuto perdersi. Il più grande male che è stato fatto all’uomo è stato il tentativo di eliminare dalla sua vita la trascendenza e la dimensione del mistero”

Queste parole sono ineccepibili, ma rispetto alla approvazione e l'avvallo della blasfema celebrazione Neocatecumenale, diventano di per se stesse contraddittorie con il loro agire, (coloro che dirigono la Chiesa) con il CN, e questo in tutti gli aspetti del caso

jonathan ha detto...

Certamente, deo gratias. E' un passo in avanti.
Tuttavia, non so, questa intervista non mi esalta, non mi convince, francamente.

La Chiesa è malata. E se il più grande male che è stato fatto all’uomo è stato il tentativo di eliminare dalla sua vita la trascendenza e la dimensione del mistero, se questa è la malattia, non si tratta di una banale influenza da curare con un antipiretico.

Rivitalizzare lo spirito della liturgia in tutto il mondo a me sembra che equivalga a curare un sintomo, allarmante e grave, ma pur sempre un sintomo di una malattia più profonda che intacca il cuore stesso della Chiesa, il suo essere sacramento di Cristo nel mondo.

Se accade che nella stessa Chiesa c'è chi celebra la Messa Gregoriana su altari rivolti ad oriente, e chi celebra in sale di alberghi a quattro stelle un'Eucarestia che di fatto disconosce il valore redentivo del Sacrificio di Cristo, allora il problema non è 'come' celebrare, ma piuttosto per 'Chi'. In Chi crede questa Chiesa così, come dire, ecumenica? Di quale Volto vuol farsi trasparenza, di quale Dio parla?

Si tratta semplicemente che la liturgia deve essere vissuta e che deve essere al centro della vita della Chiesa

Certo, questo è necessario, urgente. Ma non basta a rendere di nuovo credibile questa Chiesa così invasa da stridenti contraddizioni.

Non basta a render ragione del suo porsi come la sola salvezza possibile.

Se è ancora vero che fuori dalla Chiesa non v'è salvezza, allora questa Chiesa deve uscire dall'ambiguità non solo liturgica, deve reimparare a parlare la stessa lingua, ad annunciare lo stesso Dio Salvatore e Redentore, ogni giorno, in ogni luogo.

mic ha detto...

Ancora una conferma di quanto i neocatecumenali siano su una strada sbagliata, e di quanto avevamo ragione quando facevamo tutte quelle osservazioni sulla liturgia.

Naturalmente, carissismo Tripudio, e questo ci conforta e ci conferma autorevolmente. So comunque che anche a te, come a noi tutti, non interessa tanto avere ragione (anzi nemmeno ci interessa stabilire chi ha ragione o torto) ma ci interessa e abbiamo a cuore la Verità e contribuire a recuperarla là dove si è perduta, a ristabilirla là dove viene lasciata vacillare, ri-scoprirla, là dove viene deformata


Cara Jonathan, hai espresso come meglio non si poteva tutto quello che anch'io ho nel cuore

Stefano78 ha detto...

Ricordo a tutti che si comincia sempre dall'Inizio...

tanto rumore per nulla ha detto...

Ho fatto un raffronto sul numero delle persone che intervenivano un anno fa e oggi.C'erano 200 interventi.Ora non andate oltre i 10.Questo dimostra l'inutilita' di questo blog.Oltretutto il Cammino, da quando avete aperto il vostro sito e blog,PROPSPERA!!infatti ha ottenuto:

1)l'approvazione definitiva degli Statuti;

2)la pressoche' abrogazione della lettera di Arinze;

3)nuovi seminari Redemptoris Mater;

4)Kiko ha ricevuto una laudatio;

5)Sono stati approvati definitivament i volumi del Direttorio Catechetico.

GRAZIE CI AVETE AIUTATO MOLTISSIMO!

Grazie a Padre Enrico Zoffoli,di venerata memoria,a don Elio Marighetto francescano di Loreto Aprutino ribelle al suo Vescovo,grazie a don Marcello Stanzione etc.Sentitamente grazie

tanto rumore per nulla ha detto...

Per essere serio dico qanto segue che voi puntualmente cestinerete.
Mi basta che li leggete.

1)E' lodevole che la Congregazione per il Culto Divino voglia migliorare alcuni aspetti della SS Messa non sara' introducendo alcune modifiche che "magicamente"
si risolveranno il problema degli abusi o dell'indifferenza religiosa.Tutto resterà uguale se non si curera' la formazione liturgica dei fedeli con catehesi.
Anche queste nuove disposizioni di cui si parla se non saranno seguite da formazione liturgica genereranno solo altra confusione tra i fedeli soprattutto quelli meno formati.Vedrano il Sacerdote
che volgera' le spalle o che parlera in latino,forse all'inizio ci sara' curiosita per la novita'ma poi tutto tornera' uguale.Non è cambiando esclusivamente i riti che si cambieranno le cose.Va cambiato il processo di iniziazione cristiana e abituare i fedeli lla formazione peranente.Introdurre nuovi cambiamenti drastici nella liturgia senza preparare i fedeli potra' crecare grossi problemi pastorali.Inoltre a mio modo di vedere,se si introdurranno queste modifiche si dovra' abrogare il Messale del 1962.Non e' possibile sostenere ancora a lungo due forme dello stesso rito una ordinaria e una straordinaria.Si approvino queste riforme ma,nello stesso tempo,si abroghi il Messale del 1962 lasciandolo solo alla Fraternita'Pio X° che sara' una prelatura personale.

mic ha detto...

il nostro neocat instancabilmente proteso a incensare il cammino, fa una lettura della realtà attraverso la lente deformante della sua fanatica appartenenza:

1. quanto alla quantità degli interventi su questo blog, a prescindere dalle normali oscillazioni, ai fisiologici periodi di 'stanca', alla forzata moderazione a causa delle intemperanze di troppi interlocutori simili a lui, la cosa non è necessariamente un segnale di inutilità del blog e per diversi motivi:

a) perché siamo profondamente proiettati a privilegiare la qualità rispetto alla quantità e non credo che i "numeri" siano quelli che fanno la differenza; inoltre la Verità non è figlia del consenso

b) ci sono molti interventi che subiscono il filtro della 'moderazione' per i noti motivi, più volte indicati, che non si è tenuti né a ripetere né tanto meno a giustificare. Se fossero lasciati 'passare', questi post darebbero il la ad una sfilza interminabile di batti e ribatti tanto inutili quanto sterili, a tutto scapito della chiarezza, della sobrietà e della essenzialità e serietà dei contenuti

c) ci risulta, dalle mail ricevute (e credo anche da quelle che molti non inviano, così come non intervengono direttamente sul blog), che non siano poche le persone che ci seguono magari anche solo 'in lettura', le quali vengono comunque raggiunte dalle nostre informazioni, dalle nostre riflessioni e dai nostri pensieri, che condividiamo per la crescità di tutti nell'approfondimento delle verità della nostra fede cattolica

2. Attribuire alla nostra opera alcuni pseudo-successi del cammino, dei quali il n. 2 e 5 sono platealmente falsi, è quanto meno irrealistico, perché se successi e riconoscimenti il cammino ha ottenuto, lo deve certamente ai propri sponsor più che illustri e alle numerose ruote che notoriamente 'unge'

3. quanto a p. Zoffoli, a don Marighetto (che non è un francescano) e a don Stanzione, essi dovrebbero essere ringraziati per aver richiamato i neocat alle verità cattoliche a fronte delle eresie del cammino; purtroppo finora con esiti -per quanto a nostra conoscenza- limitati (ma forse tanti frutti positivi non li conosceremo mai; anche questo è nelle mani del Signore)

mic ha detto...

Ho fatto un'altra deroga per questo post, che contiene una serie di pregiudizi, falsità e malintesi, che forse è bene chiarire non solo per i neocat

Per essere serio dico qanto segue che voi puntualmente cestinerete.
Mi basta che li leggete.


vedo che ti contenti di poco e forse credi di convincerci della verità di quello che dici?

1)E' lodevole che la Congregazione per il Culto Divino voglia migliorare alcuni aspetti della SS Messa non sara' introducendo alcune modifiche che "magicamente" si risolveranno il problema degli abusi o dell'indifferenza religiosa.

su questo siamo perfettamente d'accordo, anche se molte delle modifiche prefigurarte sono tali da porre fine a prassi abominevoli che già sviano di per sé l'atteggiamento, il comportamento e quindi l'interiorizzazione da parte dei fedeli che viene orientata ad aspetti secondari e antropocentrici e distolta e allontanata dal Sacro dal Mistero e dal Soprannaturale

Tutto resterà uguale se non si curera' la formazione liturgica dei fedeli con catehesi.
Anche queste nuove disposizioni di cui si parla se non saranno seguite da formazione liturgica genereranno solo altra confusione tra i fedeli soprattutto quelli meno formati.


i fedeli che partecipano al VO già sono 'formati' e anche 'trasformati' da quello che realmente ACCADE per Opera di CHI REALMENTE si fa Presente. E' ovvio tuttavia che la catechesi liturgica, ma anche la teologia e le verità di fede che vengono celebrate e quindi vissute non potranno e non dovranno mancare

Vedrano il Sacerdote
che volgera' le spalle o che parlera in latino,forse all'inizio ci sara' curiosita per la novita'ma poi tutto tornera' uguale.


è stato detto miliardi di volte che il sacerdote non volge le spalle ai fedeli ma, insieme ad essi, è orientato al Signore...
il latino è un falso problema (tra l'altro le letture già avvengono nelle lingue vernacolari)
chi si avvicina forse solo per curiosità spesso resta 'preso' dalla Bellezza e dalla Sacralità del Rito e, soprattutto del vero Celebrante

Non è cambiando esclusivamente i riti che si cambieranno le cose.

non conosci la storia della Chiesa, dato che è esattamente quel che ha fatto Lutero e che sta facendo il tuo iniziatore

Va cambiato il processo di iniziazione cristiana e abituare i fedeli lla formazione peranente.

"il processo di inziazione crstiana" è semplicemente l'Annuncio della Salvezza dal peccato operata da Cristo col Suo Sacrificio e la vittoria sulla morte (anche e soprattutto spirituale), da esso e dalla Risurrezione scaturita, da approfondire e maturare nella fede nutrita custodita e vissuta nella Sua Chiesa... non ci sono innovazioni che tengano, non bosogna " tornare indietro", è necessario semplicemente tornare alle origini di una Rivelazione soprannaturale (dal tesoro della quale tirar fuori nova et vetera), che si è tentato di trasformare in una tragica e banalizzante immanenza

Introdurre nuovi cambiamenti drastici nella liturgia senza preparare i fedeli potra' crecare grossi problemi pastorali.

è esattamente quel che è avvenuto con la riforma di Paolo VI, aggravata dalla creatività selvaggia e da molti abusi, a cui si sta cercando di porre rimedio

Inoltre a mio modo di vedere,se si introdurranno queste modifiche si dovra' abrogare il Messale del 1962.

tu che sei così OBBEDIENTE al Papa, dimentichi che proprio lui ha detto e scritto che non è MAI STATO NE' POTEVA ESSERE ABROGATO?

Non e' possibile sostenere ancora a lungo due forme dello stesso rito una ordinaria e una straordinaria.Si approvino queste riforme ma,nello stesso tempo,si abroghi il Messale del 1962 lasciandolo solo alla Fraternita'Pio X° che sara' una prelatura personale.

questo, per Grazia del Signore, resterà semplicemente nelle vostre illusioni

jonathan ha detto...

Credo che se la riforma della riforma si realizzerà, come tutti speriamo, il cammino per primo avrà da affrontare i 'grossi problemi pastorali' di cui parla t.r.p.nulla.

Dovrebbe sopravvivere a se stesso. Rinunciare al suo modo di celebrare l'Eucarestia, in tutto lontano dalla Tradizione e dal Magistero della Chiesa, significa rinunciare ad un aspetto fondante della sua identità. Rinunciare ad essere diversi.

Bel problema, se Dio vuole.

Emma ha detto...

Il signor Arguello ha rifiutato di modificare il suo "rito" secondo le prescrizioni del Papa, ha disobbedito e fatto disobbedire tutte le sue comunità, "siamo finiti" ebbe da dire, il cammino sarebbe finito se avesse dovuto adottare il modo comune alla Chiesa Cattolica di comunicarsi, ed ecco che Arguello grazie ai suoi influenti e potenti protettori riesce a bypassare la volontà del Papa.
Lo ha già fatto, nell`indifferenza generale, continua a farlo, potrà continuare a farlo?
Riuscirà ancora ad ingannare i responsabili, invitandoli a liturgie preparate ad hoc, per mostrare quanto sono obbedienti?
Le parole del cardinale Canizares anche se restano sul generale sono abbastanza chiare, e mi sembra evidente che i noecat dovranno, prima o poi, adeguarsi.
Conoscendo il ruolo giocato dal rito che Arguello ha creato per le sue comunità, non è difficile immaginare che il cammino e i neocatecumenali , avranno molta difficoltà ad obbedire, come nel passato.

cinzia ha detto...

Caro TANTO RUMORE PER NULLA,
se sei così convinto di essere nel giusto, se credi che Kiko sia già santo, se pensi che tutti noi parliamo a sproposito, non leggere i nostri interventi; eviterai di sentirti incollerito e lascerai a noi il diritto di manifestare apertamente che, il "tuo" lodevole cammino sia in realtà una setta, la quale, oltre a proporre molte eresie, inganna e deruba quelli che come te la sostengono.

Sivan ha detto...

"2)la pressoche' abrogazione della lettera di Arinze;"

È tipico dei movimenti ereticali esultare per le disobbedienze.

Nell’ultimo suo lavoro, Stat Veritas, Amerio dice che Lutero ha voluto distruggere il “soprannaturale”, peculiare della Rivelazione cristiana.
E, difatti, le liturgie protestanti “brillano” per banalità e per l’attualizzazione del monito di Canizares, circa il tentativo di eliminare il senso del mistero e della trascendenza.
Protestante, poi, è colui che protesta, ovvero colui che non ama obbedire. Ama, piuttosto, farsi obbedire - com’è prassi assodata del CNC.

Stefano78 ha detto...

Dice TRPN


E' lodevole che la Congregazione per il Culto Divino voglia migliorare alcuni aspetti della SS Messa


Deo Gratias! ^__^

non sara' introducendo alcune modifiche che "magicamente"
si risolveranno il problema degli abusi o dell'indifferenza religiosa


I Cattolici (vedi post precedenti sul Catechismo) credono che "Lex Orandi, Lex Credendi, Lex Vivendi".
Per questo motivo non si può riformare nulla senza partire dal Culto. La "magia" non interessa e nessuno si apsetta che arrivi Simon-Mago a risolvere i problemi della Chiesa. Speriamo nellO Spirito Santo, che lavora lentamente e con pazienza.
Ti sei mai posto il problema che "l'indifferenza religiosa" possa trovare buon terreno proprio nell'indifferenza con cui trattiamo Gesù Cristo nel Culto?


Tutto resterà uguale se non si curera' la formazione liturgica dei fedeli con catehesi.

Sul fatto che occorra formazione non ci piove. Sono meno d'accordo che "tutto resterà uguale". Perchè ridare a Dio quello che è Suo e che noi gli abbiamo RAPINATO per farci Dio (ti ricorda qualcosa?), è cosa Buona, Giusta e Salutare.

Anche queste nuove disposizioni di cui si parla se non saranno seguite da formazione liturgica genereranno solo altra confusione tra i fedeli soprattutto quelli meno formati
Caro amico, quando la "confusione" non c'è molti la provocano per ostacolare la linea dritta dell Spirito di Dio. Che però scrive dritto sulle NOSTRE linee storte! Quindi...
La confusione non ci sarà affatto, davanti alla Sacralità e al Mistero che "riprende la sua Casa". Ci sarà INSTILLATA da chi per partito preso, sbandierando il suo amore incondizionato per la Chiesa e il Papa, nei FATTI lavora per ignorare l'una e l'altro...

Vedrano il Sacerdote
che volgera' le spalle o che parlera in latino,forse all'inizio ci sara' curiosita per la novita'ma poi tutto tornera' uguale


Questo è quello che sperano molti. Ma il discorso lo metti su un piano esclusviamente razionalistico. E non ti accorgi che così confermi molte delle obiezioni che si muovono al CnC.
Quello che accadrà è nelle mani di Dio. Ma è sommamente buono che a Dio sia ridato quello che è Suo e non nostro, che abbiamo USATO "per i fini NOSTRI della nuova evangelizzazione fatta a nostra immagine". Continuando a dire che il Sacerdote "volge le spalle", continui a confermare la errata concezione di molti che è lui la "fonte" della Litrugia. E proprio questo madornale errore va eliminato.

.Non è cambiando esclusivamente i riti che si cambieranno le cose

E' da lì che bisgona iniziare, per questo molti sminuiscono.

Va cambiato il processo di iniziazione cristiana e abituare i fedeli lla formazione peranente

MAH...

Introdurre nuovi cambiamenti drastici nella liturgia senza preparare i fedeli potra' crecare grossi problemi pastorali

Di nuovo, MAH...! Che bei termini ^__^
Drastici? Di che stiamo parlando, della bomba atomica? Beh, per molti sì... E questa è una potente conferma di come il Papa stia nel giusto! E di come tanti si cominciano a sentire mancae la terra da sotto i piedi. Giosci, invece, fratello mio. Perchè questa è la strada per ottenere Grazie dal Cielo. Questa è la vera "Evangelizzazione", questo è il vero "tornare al Padre".

(continua)

Stefano78 ha detto...

(segue)


Inoltre a mio modo di vedere,se si introdurranno queste modifiche si dovra' abrogare il Messale del 1962.Non e' possibile sostenere ancora a lungo due forme dello stesso rito una ordinaria e una straordinaria.Si approvino queste riforme ma,nello stesso tempo,si abroghi il Messale del 1962 lasciandolo solo alla Fraternita'Pio X° che sara' una prelatura personale


Deduco che quindi questa può essere la "linea" che nel "tavolo delle trattative" e nei "compromessi", possa essere seguita da molti.
Non so quanto potrà durare, però. Perchè la Grazia se ne fa un baffo dei compromessi, e alla fine per quanto uno possa fare pressioni di altro genere, Gesù Cristo vince. Non noi, non io o te, non Kiko o chiunque, ma Gesù Cristo con la Sua Santa Madre.

Per cui, il tuo parere, che è quello di molti, si infrangerà sul "parere" di Cristo. Che fino a prova contraria è rispecchiato in quello del Papa, che tutti amano molto, stracciandosi le vesti davanti a lui, elogiandolo e lodandolo, incensandolo, ma che pochi, pochissimi SEGUONO.

Riguardo il bi-ritualismo hai ragione a dire che andrà a scomparire. Ma non è certo questo il momento. Questo è l'inizio di un lavoro che il Papa sta sapientemente e GRADUALMENTE portando avanti. Finirà, quando l'Unico Rito avrà in sè evidente la tradizione.

Con buona pace di tutti.

Stefano78 ha detto...

Dice Sivan

"2)la pressoche' abrogazione della lettera di Arinze;"

È tipico dei movimenti ereticali esultare per le disobbedienze.


Già.

Ma la cosa dolorosa, molto dolorosa, è vedere un capovolgimento della realtà, fatto con convinzione soprattutto, pari a quello scritto da TRPN.

Abrogata la Lettera? Ma se è inserita, PER INTERO, negli statuti!

Mah..

Sivan ha detto...

Forse, caro Stefano, TRPN intendeva riferirsi al “contentino” che il CNC ha voluto dare alla Congregazione per il Culto Divino.
Abrogazione, nel senso che la lettera è stata messa sotto i piedi: accettata ufficialmente per opportunismo, rattoppata qua e là…
Siamo lontanissimi dall’obbedienza dei santi - quelli veri.

gianluca cruccas ha detto...

Art. 13
[Eucaristia]
§ 1. L’Eucaristia è essenziale al Neocatecumenato, in quanto catecumenato post-battesimale,
vissuto in piccola comunità.47 L’Eucaristia infatti completa l’iniziazione cristiana.
48
§ 2. I neocatecumeni celebrano l’Eucaristia domenicale nella piccola comunità, dopo
i primi vespri della Domenica. Tale celebrazione ha luogo secondo le disposizioni del
Vescovo diocesano. Le celebrazioni dell’Eucaristia delle comunità neocatecumenali al
sabato sera fanno parte della pastorale liturgica domenicale della parrocchia e sono
aperte anche ad altri fedeli.
§ 3. Nella celebrazione dell’Eucaristia nelle piccole comunità si seguono i libri liturgici
approvati del Rito Romano, fatta eccezione per le concessioni esplicite della Santa
Sede49. Per quanto concerne la distribuzione della Santa Comunione sotto le due specie,i neocatecumeni la ricevono in piedi, restando al proprio posto.
§ 4. La celebrazione dell’Eucaristia nella piccola comunità è preparata sotto la guida
del Presbitero, da un gruppo della comunità neocatecumenale, a turno, che prepara brevi
monizioni alle letture, sceglie i canti, provvede il pane, il vino, i fiori, e cura il decoro e
la dignità dei segni liturgici.

questo articolo 13, di fatto non contiene la lettera mandata da Arinze, di fatto poi il 10 gennaio se la sono (il vaticano) annullata da soli, daltronde la lettera era la loro.

Stefano78 ha detto...

Dice Gianluca:


questo articolo 13, di fatto non contiene la lettera mandata da Arinze, di fatto poi il 10 gennaio se la sono (il vaticano) annullata da soli, daltronde la lettera era la loro.


L'articolo la contiene tutta, la richiama per intero nella nota 49, e quel 10 gennaio insieme al silenzio sull' approvaizone degli statuti, è arrivata una serie di richieste da mettere in atto.

Sivan ha detto...

Ma sì, la lettera di Arinze sta dietro alla modifica dell’art. 13.
Solo che le richieste del Vaticano sono state accomodate ad arte e, in parte, disattese. Ad esempio, il restare al proprio posto è un accomodamento maldestro.
Il nuovo statuto è straordinariamente laconico, rispetto ai singoli punti della lettera di Arinze: un patetico rattoppo eseguito controvoglia.

zufolo ha detto...

scusate, sono un po' confuso. il Card Canizares e' per caso quello che qualche mese fa ha assistito a una celebrazione nc e ha detto che non trovava nulla di anomalo nella loro liturgia?

posso sbagliarmi (con tutti questi nomi che mi fischiettano nella testa) ma mi sembrava di averlo letto in questo sito qualche mese fa appunto.

un fedele lettore

z

mic ha detto...

Zufolo,
stai tentando di prenderci per i fondelli.

Quella liturgia è stata celebrata da più di un cardinale; ma sicuramente nel senso di "fare" quel che intende fare la Chiesa e senza l'inclusione di arbitri che nel chiuso della comunità sono all'ordine del giorno.
E' la solita storia: una faccia alla luce del sole, un'altra nel 'segreto'...

gianluca cruccas ha detto...

Nella celebrazione dell’Eucaristia nelle piccole comunità si seguono i libri liturgici
approvati del Rito Romano, fatta eccezione per le concessioni esplicite della Santa
Sede 49...

Qui si dice: fatta eccezione per le concessioni esplicite della Santa Sede. Fatta eccezione per le concessioni? Non mi sembra che la lettera di Arinze contenga concessioni ma solamente delle correzioni, e lo stesso dicasi del discorso del Santo Padre il 12 Gennaio 2006 fatto ai Neocatecumenali. Qui viene stravolta l'intera lettera di Arinze, si e' passati da delle norme evidentemente correttive e abrogative e delle concessioni.
Ricordo anche (lo scrisse Tripudio non molto tempo fa) che il discorso fatto il 10 Gennaio 2009 non e' stato scritto dal Santo Padre ma da qualcun altro, quindi e' chiaro che la parola CONCESSIONI cambia la verita' delle norme contenute nella lettera di Arinze.
Tempo fa' ho contattato un zelante Sacerdote che da quaranta anni combatte le deviazioni dentro il Vaticano che mi ha confidato la verita' dell'approvazione dello Statuto e del 10 Gennaio ed e' gravissima, ci sta' soltanto un problema (per cui non posso dire il motivo pubblicamente), che la fonte (una persona eminente dentro il vaticano) non vuole che si sappia questo motivo e neanche il suo nome.
Ripeto lo statuto definitivo e falso come e' sconcertante il 10 Gennaio 2009, si e' scesi a patti con l'errore e l'eresia, cio' che si dice, che tutto cio' e' stato fatto per preservare i cosidetti piccoli non c'entra assolutamente niente, i motivi sono ben altri.

Stefano78 ha detto...

Dice Sivan
Solo che le richieste del Vaticano sono state accomodate ad arte e, in parte, disattese. Ad esempio, il restare al proprio posto è un accomodamento maldestro.
Il nuovo statuto è straordinariamente laconico


Certamente.

E' evidente il ricorso al compromesso, in modo da fare una "sintesi" hegeliana tra le capre del Cammino e i Cavoli del Papa.

In ogni caso la Lettera è presente, a leggere attentamente lo Statuto SI PUO' (eccone l'ambiguità) intepretare quel "rimanere al posto" come concessione attiva SOLO per le Messe celebrate nella piccola comunità e non per quelle "ordinarie" in cui sempre le comunità partecipano (in parrocchia o altrove).

Ne parlammo già in post passati (se sei curioso puoi usare il tasto cerca) in cui analizzammo lo Statuto. Ovviamente, per far rimanere intatta l' "interpretabilità" la cosa non è chiara. Così la capra e i cavoli sono "salvi".

Stefano78 ha detto...

Dice Gianluca:


Qui si dice: fatta eccezione per le concessioni esplicite della Santa Sede. Fatta eccezione per le concessioni? Non mi sembra che la lettera di Arinze contenga concessioni ma solamente delle correzioni


Certo. Mi ricollego a quello che ho scritto a Sivan.

La "concessione" è "Interpretabile". Lo abbiamo fatto analizzando lo statuto.

Questo viene incontro a quello che dici, perchè è evidente che c'è stato un compomesso.

Certamente il Discorso può non essere stato scritto dal Papa, ma il Papa c'ha messo del suo con quei richiami e quelle norme che riprendono il cammino fatto fin lì.

Lo Statuto e il Discorso del Gennaio scorso, anche se pieni di ambiguità, possono però essere utilizzati bene. Sono interpretabili in un senso e nell'altro, quindi...

a.rita ha detto...

Dice Stefano:
“E' evidente il ricorso al compromesso, in modo da fare una "sintesi" hegeliana tra le capre del Cammino e i Cavoli del Papa.”

Il problema infatti della Gerarchia di oggi è proprio questo: che invece e di seguire Gesù Cristo si va dietro ad Hegel, invece del “sì-sì e no-no, il di più viene dal maligno” del Vangelo di Cristo si preferisce l’ipocrisia del compromesso, anche quando è talmente sfacciato da costituire uno scandalo, invece di difendere la sana Dottrina della Fede e la Sacra Liturgia si difendono “le capre” e “i cavoli”! Ha ragione Sivan: “Siamo lontanissimi dall’obbedienza dei santi - quelli veri.” Questa Gerarchia è lontanissima dalla Santità, quella vera.

“In ogni caso la Lettera è presente, a leggere attentamente lo Statuto SI PUO' (eccone l'ambiguità) interpretare quel "rimanere al posto" come concessione attiva SOLO per le Messe celebrate nella piccola comunità e non per quelle "ordinarie" in cui sempre le comunità partecipano (in parrocchia o altrove)”.

“SOLO per le Messe celebrate nella piccola comunità e non per quelle "ordinarie" in cui sempre le comunità partecipano (in parrocchia o altrove)”??? Ma quando mai le comunità vanno a partecipare una volta al mese, come chiedeva il Papa tramite Arinze, alle Messe della Parrocchia??? Anche se esistesse qualche eccezione rarissima che conferma la regola, questo, conoscendo i catecumeni, se lo può raccontare solo chi sceglie di difendere la Gerarchia anche contro la logica, difendendo l’indifendibile, o simpatizzando con le FINZIONI del Vaticano!
A dimostrazione del fatto che non vanno a nessuna Messa, si vada a rileggere quello che dice Kiko nell’Annuncio di Quaresima del 2006 a Madrid ai suoi super catechisti più anziani: subito mette le mani avanti raccontando che Rylko lo “tranquillizza” dicendo che i catecumenali non sono obbligati ad obbedire perché non sono dei “ragazzini” che debbono andare alla Messa quando lo dicono gli altri e perché il cammino di fede “si fa nella libertà” e che perciò “devono fare solo quello che si sentono”! E che cosa “si sentono di fare” i catecumeni se non quello che dice loro di fare Kiko Arguello?? Oh, naturalmente questa storiella che i neocatecumeni non sono dei “ragazzini” Kiko la dice appena dopo aver sostenuto che essi hanno bisogno di una liturgia da vivere a parte, separatamente dagli altri, perché venendo quasi tutti dalla lontananza dalla fede, essi sono come dei “PARVULI IN CRISTO”!!! E che perciò l’Eucarestia neocatecumenale sarebbe stata concepita sulla falsa riga della Messa per i fanciulli!!!
Ma fino a quando dovremo sopportare tanta falsità, tanta malizia, tanta menzogna???
E FINO A QUANDO DOVREMO SOPPORTARE LA ANCOR PIU’ INSOPPORTABILE CONNIVENZA DELLA GERARCHIA???

“Così la capra e i cavoli sono "salvi"”.

Qui l’unica cosa che c’è urgentemente da salvare è la Chiesa di Gesù Cristo, che è stata svenduta da coloro che la stanno governando!!

a.rita ha detto...

(continua)
“La "concessione" è "Interpretabile". Lo abbiamo fatto analizzando lo statuto.
Questo viene incontro a quello che dici, perché è evidente che c'è stato un compromesso.”
Dare delle correzioni, o delle concessioni soggette ad “interpretazione”, e quindi manipolabili a seconda del comodo, equivale a non dare proprio nulla. E darle ad una realtà come il Cammino che non cerca altro che aggirare tutto quello che gli venga osservato, per poter restare ad ogni costo quello che è, equivale ad offrirgli il modo di disobbedire su un vassoio d’argento! Ed è semplicemente vergognoso che la Chiesa (nella sua Gerarchia) scenda a compromessi con chi impugna in modo impenitente la Verità Rivelata.
“Lo Statuto e il Discorso del Gennaio scorso, anche se pieni di ambiguità, possono però essere utilizzati bene. Sono interpretabili in un senso e nell'altro, quindi...”
Senti, caro Stefano, Cristo è Verità, non c’è ombra di menzogna in Lui e tutto quello che è ambiguo non viene dal Cielo, non viene da Dio, e non può “essere utilizzato bene”, ma solo per buttare fumo sugli occhi dei distratti o di quelli che non conoscono certi retroscena e, poveretti, si fidano, Lasciamo queste miserie alla legge umana della quale dice un vecchio proverbio: “Fatta la legge, creato l’inganno.”
Tu dici: “Sono interpretabili in un senso e nell'altro, quindi...”
Quindi cosa? Quindi cosa? Quindi dobbiamo stare attenti, che per troppo zelo nel voler salvare la faccia di certa gente, rischiamo di lasciarci corrompere dalla loro mentalità affaristica, patteggiatrice, ipocrita, che non ha nulla a che fare con lo spirito di verità e di trasparenza del Signore Gesù che, se diciamo di amare, dobbiamo seguire più di questi indegni suoi servi, fautori di un’apostasia pratica, che sta venendo drammaticamente allo scoperto, Cristo e la Vergine Santissima ci salvino dal diventare come loro!
Anna Rita Onofri

jonathan ha detto...

Nel post d'apertura viene citato Amerio: Di due cose c'è bisogno per custodire la Verità. Primo: rimuovere l'errore dalla sfera dottrinale(...) Secondo: rimuovere la persona in errore(...) Se questo servizio papale non è esercitato, sembrerebbe ingiustificato dire che è stato usato ogni mezzo per custodire la dottrina della Chiesa

Non mi sembra che le cose vadano in questa direzione.
Certo, si comincia dall'inizio, come dice Stefano. E anch'io amo questo Papa, mi fido di lui, della santità della sua volontà, della sofferta coerenza del suo impegno a 'riparare' la sua Chiesa.

Ma io sono rimasta sola con la mia nuda coscienza a cercare di capire da che parte sta la Verità vera del Vangelo di Gesù Cristo. Perché appunto al cammino è stato concesso il privilegio dell'ambiguità, che equivale alla licenza di disobbedire e di mentire.

La Chiesa non può permettersi i vizi del mondo, che sono appunto l'ambiguità, il compromesso, la menzogna, perché così smette di essere credibile, Madre e Maestra, amata dimora dei cercatori di Dio.

Stefano78 ha detto...

Dice Jonathan:

Certo, si comincia dall'inizio, come dice Stefano

Già.

Vorrei che fosse un fatto acquisito per tutti, cara Rita, che si comincia dall'Inizio. Sembra una banalità inutile e retorica, ma invece nella sua semplicità è proprio vero!

Si comincia dall'inizio.

Credo sia inutile e delterio, OGGI, in questi tempi, incaponirsi sulle evidenti ingiustizie in cui siamo immersi.

Non si discutono le ingiustizie, si discute sull'opportunità di muovere battaglia per la giustizia.
E si discute sul fatto che per ottenerla occorra usare solo un metodo.

Leggendo le vite dei Santi, sappiamo che la Giustizia i Cristiani la ottengono prima da Dio, poi dagli Uomini che Dio "tocca" nel cuore. Dio ascolta la preghiera del suo servo umile, pentito e sofferente.

Dobbiamo tenerlo a mente. Altrimenti rischiamo di ridurre i nostri desideri in desideri di UMANA giustizia.

Il Vangelo chiede, insieme alla mitezza e alla delicatezza delle Colombe, anche la prudenza e l'intelligenza delle SERPI.

Perdonatemi, ma sulla scia dei nostri sentimenti, spesso NON SIAMO prudenti e Intelligenti.

Usare intelligenza significa, come dice Dante Pastorelli in altro luogo, AIUTARE LA CHIESA DAL DI DENTRO E IN FEDELTA'. Nonostante i
suoi Uomini magari siano in-fedeli.

Usare intelligenza significa anche cercare il metodo giusto per "usare" la realtà a buon pro!

Gli Statuti possono essere ben usati, così come la situazione del CnC oggi. Diversa da ieri.

Lo stesso discorso vale per la SPX. Perdere tempo prezioso a RIVENDICARE la ragione, fa danno alla Chiesa e ai fedeli!

Già Sant'Agostino, nel V secolo, nel suo "La Vera Religione", sembra parlare ai nostri contemporanei sulla possibilità che dei Giusti vengano ingiustamente cacciati! Ma lo zelo del Santo indica una via diversa dalla rivendicazione dei diritti, per poter ristabilire l'equità.

Dovremmo cercare di leggere la realtà dei tempi, e non irrigidirci senza se e senza ma, discernendo ciò che è buono da ciò che non lo è, anche là dove pensiamo che di buono non ci sia nulla! Poggiandoci sul Buono e cercando la sua "dilatazione".

E pensare anche che noi non possiamo e non dobbiamo pensare di avere una responsabilità diversa da quella che abbiamo!

Siamo Discepoli Laici, come dice Caterina possiamo piangere e chiedere, pregare e soffrire, ma non possiamo fare di "più". Non possiamo "pretendere" di più.

Perchè la responsabilità delle pecorelle è stata data ai Pastori. Noi siamo le pecorelle. E quando Gesù si gira e ci vede affaticati e dispersi come se fossimo senza pastore, ha compassione di noi. E quella dobbiamo chiedere. Finchè il giorno tornerà.

Preghiamo per chi ci perseguita, e per chi ci svia. Preghiamo per gli sviati, perchè che responsabilità hanno? Preghiamo, perchè la Chiesa non è nostra ma di Gesù e Maria.

mic ha detto...

Gli Statuti possono essere ben usati, così come la situazione del CnC oggi. Diversa da ieri.

gli statuti POTREBBERO essere ben usati se ci FOSSERO persone di buona volontà,

in realtà invece nel cammino si trovano o servi sciocchi di Arguello o persone di buona volontà che la realtà costruita da Arguello annichila o espelle

Noi non giudichiamo loro, perché solo il Signore conosce il loro cuori; ma giudichiamo la realtà perversa di cui stiamo parlando

mic ha detto...

Perchè la responsabilità delle pecorelle è stata data ai Pastori. Noi siamo le pecorelle. E quando Gesù si gira e ci vede affaticati e dispersi come se fossimo senza pastore, ha compassione di noi. E quella dobbiamo chiedere. Finchè il giorno tornerà.

noi siamo pecorelle Battezzate e poi anche Cresimate, che testimoniano la loro Fede nella Chiesa UNA SANTA CATTOLICA. Se nessuno annuncia e fa conoscere questa Chiesa e il Suo Signore - perché in realtà è questo che cerchiamo di fare - parleranno le pietre!

a.rita ha detto...

"noi siamo pecorelle Battezzate e poi anche Cresimate, che testimoniano la loro Fede nella Chiesa UNA SANTA CATTOLICA. Se nessuno annuncia e fa conoscere questa Chiesa e il Suo Signore - perché in realtà è questo che cerchiamo di fare - parleranno le pietre!"

Sottoscrivo in pieno il dire di Mic, che saluto, ed aggiungo al nostro Stefano che, come dicevo in altro luogo ad un certo anonimo che voleva tutti zitti senza intraprendere "battaglie già perse in partenza", che è chiaro che il culmine dell'offerta gradita a Dio sia quella conforme all'immolazione sulla Croce, vale a dire il dolore offerto per amore e nel silenzio, che acquista valore corredentivo, ma se Cristo suscita delle pecore, piccole, povere, di nessun prestigio sociale o ecclesiale, e pone nel loro cuore e fin nelle viscere un fuoco d'amore per la difesa della verità ed uno zelo bruciante per denunciare i misfatti dei pastori, perché non rispondere a questa spinta interna, a questo fuoco che non viene chiaramente dalla povera pecorella, ma serve per confondere, con la bocca dei "bimbi" e dei "lattanti" i nemici e i ribelli?
Può darsi, caro Stefano, che io non sia intelligente, né astuta né prudente alla maniera dei grandi (non sono neanche molto paziente, perché ne ho pieno lo stomaco e anche il fegato delle iniquità di chi dovrebbe mostrarci solo la Santità), o alla maniera delle serpi, ma io preferisco l'inopportunità sincera del bambino che grida sui tetti quello che il suo cuore e la sua coscienza gli istruiscono.
Inoltre credo che in un momento grave della Chiesa come questo, in cui il veleno dell'Apostasia esce dalle fila stesse della Chiesa avvelenando e dissacrando tutto dentro e fuori dell'ambito ecclesiastico, la Giustizia di Dio (e per giustizia intendo la Verità) ed il senso comune di "umana giustizia" si identifichino, tanto siamo giunti a dover distinguere "terra terra" il bene dal male, che vengono capovolti.
Perciò, bene la Preghiera, molto bene l'invocazione umile, pentita e sofferente, benissimo poi l'offerta silenziosa del dolore, ma non si impedisca, a coloro a cui Dio dice:
"Grida a squarciagola, non temere, perché sono una genia di ribelli" di poterlo fare, appunto perché esistono molte strade per servire una stessa causa,non una sola strada, ed ognuno prenderà quella che la propria identità e la Grazia di Dio gli permetteranno.