giovedì 8 ottobre 2009

Critica sacrosanta dei fratelli

Ogni tanto - spesso, anzi - c’è qualcuno, nella Chiesa, che si scalda per le critiche da parte dei suoi confratelli. Specialmente durante il post-concilio è andata crescendo la stramba opinione che “profezia” significhi cercare l’accordo ed il dialogo giulivo con tutti.
Urge un breve riassunto. Gesù Cristo conclude e compie la Rivelazione raggiungendo il culmine profetico della critica più profonda nei confronti del mondo e, soprattutto, nei confronti dei propri confratelli. Va subito rimosso un equivoco: il Cristo non è venuto solo per resuscitare i morti, per consolare gli afflitti, o per ridare la vista ai ciechi. No. Cristo è venuto per ridare la vista a chi dice di essere cieco e - importante - a togliere la vista a chi dice di vedere (cfr. Gv 9, 39).
Chi, cioè, non si appoggia alla «pietra angolare», si sfracellerà su di essa (cfr. Mt 21, 44).
Gesù, vero Profeta, ricapitola la prassi di tutti i profeti che lo hanno preceduto, i quali furono tali per denunciare apertamente gli errori, i peccati d’Israele e degli altri popoli. Per denunciare, beninteso, anche con toni aspri, di rimprovero. Due, in particolare, sono i peccati, i pericoli estremi che separano l’uomo dalla salvezza: il peccato mortale (remissibile) e quello «contro lo Spirito Santo» (irremissibile) (cfr. Mc 3, 29). Quest’ultimo tipo di peccato è peculiare del fariseismo. Tutti i profeti e, ultimamente, Gesù Cristo, ebbero parole durissime contro l’indurimento del cuore, paradigmatico del comportamento farisaico («guai a voi scribi e farisei ipocriti…», ecc…).
Il cristiano, pertanto, ha non solo il diritto, ma il dovere di tuonare contro l’ipocrisia, dentro e fuori la Chiesa, dentro e fuori sé stesso. Il cristiano che sia vero profeta, intendo, perché il falso profeta è del tutto simile ai farisei.
Come allora riconoscere il vero dal falso profeta? Tramite l’esempio dei santi: quando il vero profeta dice “ascolta”, è lui il primo ad ascoltare; quando dice “prega”, è lui il primo a pregare; quando dice “perdona”, è lui il primo a perdonare. La sola capacità di critica non conta. Anche Lutero fu critico, ma per nulla profeta.
Se noialtri, scribacchini del web, saremmo stati o meno profeti autentici, lo deciderà il giudizio di Dio e dei fratelli. Ma nel caso davvero avessimo avuto qualcosa d’importante da dire in aiuto di noi stessi e degli altri, Dio non lascerebbe allora passare impunito il nostro silenzio.
Per far piacere a Lui, quindi, e non agli uomini, in perfetta letizia e senza piagnistei, vado avanti con il mio apostolato ed esorto i miei fratelli di “battaglia” a continuare, in questa sede o altrove, l’edificazione del cieco ed il rimprovero del vedente. Nonostante qualche ululato post-conciliare…
Sivan

44 commenti:

mic ha detto...

Non senza chiedere al Signore di guarire la nostra cecità e di rivelarcisi sempre di più unendoci sempre più a Lui, che è La Verità la Via, la Vita, l'Unica nostra Salvezza, l'Unico nostro Maestro e Signore.

Non senza chiedergli perdono per ogni nostro difetto di ascolto Suo, e conseguentemente anche dei fratelli e invocare il suo costante aiuto per guarirci da ogni nostra superba velleità e renderci totalmente Suoi

mic ha detto...

Hai fatto un'entrée alla grande, Sivan :)

katartiko ha detto...

Come allora riconoscere il vero dal falso profeta? Tramite l’esempio dei santi: quando il vero profeta dice “ascolta”, è lui il primo ad ascoltare; quando dice “prega”, è lui il primo a pregare; quando dice “perdona”, è lui il primo a perdonare. La sola capacità di critica non conta.


Infatti.....
Penso che si rivolga a voi, dato che bastano le critiche di lvvfl a farvi inalberare...
Si(l)van, vedi se fai la magia di darci qualche spunto interessante.

mic ha detto...

Penso che si rivolga a voi, dato che bastano le critiche di lvvfl a farvi inalberare...

le chiami "critiche"? ;)

di solito prima che ci inalberiamo, ce ne vuole... e non è neanche detto, se una replica vigorosa non passa necessariamente per inalberamento

mic ha detto...

Si(l)van, vedi se fai la magia di darci qualche spunto interessante.

mi pare che la magia l'abbia già fatta, ma non mi sembra che tu abbia raccolto se non per puntare il dito su di noi ;)

Sivan ha detto...

abracadabra, zulumba balù...

Sivan ha detto...

Grazie, Mic, dell'aggiustamento. Non ho avuto particolari problemi tecnici.

katartiko ha detto...

mic ha detto...
Si(l)van, vedi se fai la magia di darci qualche spunto interessante.

mi pare che la magia l'abbia già fatta, ma non mi sembra che tu abbia raccolto se non per puntare il dito su di noi ;)


Con voi è impossibile fare una battuta...
Dite che noi del CN siamo seriosi e col muso, ma anche voi nn scherzate...

NC ha detto...

e ci risiamo i miei post non vengono mai pubblicati se non dopo che inoltro le mie proteste - grazie
a proposito di "critica sacrosanta ai fratelli" penso che ci sia un giudizio più alto di quello si Sivan e chi apre gli occhi ai cechi sia Gesù Cristo e non voi.

Sivan ha detto...

Comunque, l’obiezione di Katartiko è assolutamente pertinente.
Che io sia uno scriba e un fariseo ipocrita che si deve convertire è una verità completa, lapalissiana. Le parole del post sono, quindi, rivolte principalmente a me stesso.
Il problema, però, è anche un altro.
Durante la mia esperienza NC veniva ossessivamente ripetuto il salmo 94: “Se oggi ascoltate la mia voce non indurite i vostri cuori”. Giustissimo: la volontà di Dio è appunto la docilità del cuore.
Il problema è che, nel NC (posso testimoniarlo per esperienza diretta), il salmo 94 si applica esclusivamente al gregge. I pastori sono esentati dall’ascolto. Ogni pur minima critica viene stroncata. Il fariseismo sta tutto qui.
Non sarebbe necessaria nemmeno la mia testimonianza: i commenti rabbiosi su questo blog costituiscono un’evidenza completa. Il NC predica l’ascolto, ma si ritiene esentato dal medesimo.
I summenzionati commentatori costituiscono il frutto più riuscito del Cammino.

mic ha detto...

e ci risiamo i miei post non vengono mai pubblicati se non dopo che inoltro le mie proteste - grazie

guarda meglio, perché anche questo può essere un espediente garbato (stile diverso da Lvvfl) per evidenziarci in difetto

a proposito di "critica sacrosanta ai fratelli" penso che ci sia un giudizio più alto di quello si Sivan e chi apre gli occhi ai cechi sia Gesù Cristo e non voi.

ma vah!

Non ti hanno detto che il Signore può servirsi anche di te e quindi perfino di noi. O hanno il monopolio solo i catechisti?

Leggi cosa dice Romano Amerio nella sua premessa a Stat Veritas:

"La parola che un parlante proferisce è più ed è altra cosa dall’uomo che la proferisce: certo, la parola è causata da un parlante perché una parola è proferita da un parlante. In questo senso il parlante, l’autore, la mente, è la causa della parola, dell’opera, dell’idea: siamo, qui, propriamente in una linea causale. Ma il parlante umano che proferisce quella parola non è la causa prima di quella parola come parola, perché essa, avanti di essere detta dall’uomo parlante è detta dal Verbo divino, Parola increata.
Beninteso, bisogna tener ferma questa distinzione: ci sono delle parole che sono proferibili dal Verbo e non sono proferite né sono
proferibili dall’uomo. Queste parole possono essere certamente esaminate per sé stesse, senza nessun riguardo, senza nessuna
attenzione al parlante umano che le rifa, che le riferisce.
Qui ha origine la loro indipendenza dall’uomo e la loro superiorità sull’uomo.
Ci sono poi le parole mendaci, che sono le parole mai pronunciate e mai pronunciabili dal Verbo..."


Deduco che chi è nella verità, è un parlante che ri-ferisce la parole del Verbo divino
Il fatto che ci sia chi lo riconosce e chi no, questo è un mistero

mic ha detto...

Con voi è impossibile fare una battuta...
Dite che noi del CN siamo seriosi e col muso, ma anche voi nn scherzate...


abbiamo detto di tutto, ma non che siete seriosi...
quano sl 'seriosi', non avevi notato l'emoticon?

Emma ha detto...

Dopo un periodo di assenza ho molto da leggere per ricuperare il ritardo!
Questo blog è sempre più ricco e stimolante, stimola la riflessione, l`approfondimento.
Nuovi nomi che scopro e altri che ritrovo senza sorpresa!

"Penso che si rivolga a voi, dato che bastano le critiche di lvvfl a farvi inalberare..."

Critiche quelle di lvvfl?
Io direi, insulti, volgarità, offese, ritornelli ripetitivi dallo stile inconfondibile.
Con molta intelligenza e saggezza mic modera il più delle volte, immagino quanti commenti di lvvfl, chiamiamoli così, è obbligato di cestinare, poi ogni tanto ne lascia passare uno che ci dà il tono degli altri.
Vado a leggere!

katartiko ha detto...

abbiamo detto di tutto, ma non che siete seriosi...
quano sl 'seriosi', non avevi notato l'emoticon?


hai ragione, l' ho visto adesso :-P

Comunque se si(l)van giudica me fra i frutti più riusciti del cammino, non posso che lusingarmene, anche se penso che non ne abbia nè il diritto nè la possibilità di farlo.
Dunque, andiamo avanti con i pregiudizi.....vai si(l)van

katartiko ha detto...

Critiche quelle di lvvfl?
Io direi, insulti, volgarità, offese, ritornelli ripetitivi dallo stile inconfondibile


Io da voi e dai vari don vostri amici (marighetto, Conti e Co), da tempo immemorabile sono stato tacciato di essere:
ignorante, povero spiritualmente, zombi, spersonalizzato, pecorone, stupido, e tanti altri epiteti (soprattutto da newgold- che fine ha fatto il falso prete? si è autospogliato?).
Dunque "non guardare la pagliuzza....."

mic ha detto...

Caro Katartiko,
vogliamo continuare a rimanere sul personale e continuare la sterile e lamentevole querelle o vogliamo provare a tirar fuori dalla riflessione di Sivan qualcuna di quelle parole di verità che potrebbero far bene a tutti noi?

Ammetterai, che quando c'è chi non riesce ad uscire da guscio NC - e il fenomeno è quanto mai evidente ed esteso- (quanto e te non ti ritengo tale), le espressioni riportate possono starci tutte; ma potresti darci l'immediato riscontro che non è così, cosa di cui ti credo capace, ritenendo che molto abbia costituito da antidoto il tuo amore per la musica

Sivan ha detto...

@ (s)kat(t)artiko: coraggio, non ti abbattere… Per i tuoi disturbi consiglio un analista capace. Potresti provare, dapprima, con degli anti-psicotici. Se il rimedio non funziona, ci sono pur sempre gli antidepressivi. Guarirai certamente.

@ Mic: come vedi, la lingua batte dove il dente duole. I commenti sono uno spasso!

katartiko ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
strl ha detto...

X Silvan.
Tanto per essere chiari, per pastori intendi i Catechisti, giusto??

"il problema è che, nel NC (posso testimoniarlo per esperienza diretta), il salmo 94 si applica esclusivamente al gregge. I pastori sono esentati dall’ascolto."

Stefano78 ha detto...

Occorre meditare sul seguente articolo del Diritto Canonico, pertinente con questo topic:

"Can. 212 - §1. I fedeli, consapevoli della propria responsabilità, sono tenuti ad osservare con cristiana obbedienza ciò che i sacri Pastori, in quanto rappresentano Cristo, dichiarano come maestri della fede o dispongono come capi della Chiesa.

§2. I fedeli hanno il diritto di manifestare ai Pastori della Chiesa le proprie necessità, soprattutto spirituali, e i propri desideri.

§3. In modo proporzionato alla scienza, alla competenza e al prestigio di cui godono, essi hanno il diritto, e anzi talvolta anche il dovere, di manifestare ai sacri Pastori il loro pensiero su ciò che riguarda il bene della Chiesa; e di renderlo noto agli altri fedeli, salva restando l'integrità della fede e dei costumi e il rispetto verso i Pastori, tenendo inoltre presente l'utilità comune e la dignità della persona."

Sivan ha detto...

@ strl: sì, i Catechisti o, comunque, coloro che comandano. È da dire, inoltre, che quelli più fanatici del gregge, nel relazionarsi con chi non appartiene al NC, si sentono altrettanto esentati dall’ascolto e dall’applicazione del salmo 94. Puoi leggerlo dagli stessi commenti tanto furibondi, quanto scomposti di alcuni dei più plagiati.

Sivan ha detto...

@ Stefano78: mi dai l’occasione di un ulteriore precisazione. I Pastori fanno benissimo a richiedere l’obbedienza. Per fare un esempio, le parole di Padre Pio procedevano da Dio. Ma Padre Pio non si comportava da fariseo: era lui stesso il primo ad obbedire.

Uriel ha detto...

Rispetto a quanto ricorda Steph, faccio un'altra considerazione:

la San Pio X, non essendo in comunione con Roma, non e' giuridicamente riconosciuta dalla Chiesa, percio' le Messe dette da sacerdoti della Fraternità sono illecite ma valide.

Come cattolico romano non dovrei frequentare la San Pio X, ma per mie convinzioni personali lo faccio, ponendomi di fatto in disobbeddienza con Roma.

Sempre come cattolico romano non posso dire di essere nel giusto dal punto di vista dello Status quo riconosciuto e nemmeno posso dire da questo punto di vista ad un nc, un focolarino, RNS,di essere nel torto, perche' vuoi o non vuoi le loro Associazioni sono riconosciute da Roma.

Se un Nc mi dicesse: "Tu non sei in comunione con il Papa", direbbe la verità. Potrei obiettare moltissimo, ma la realtà giuridica e' ben altra.

Se penso e credo che il Papa guida la Chiesa e che i suoi atti anche non magisteriali hanno un valore, i comportamenti dovrebbero essere consequenziali.
I miei non lo sono, e sicuramente non e' un buon comportamento, ne' forse un buon esempio per i miei figli.

Direbbe qualcuno che Mic conosce che la Chiesa non puo' sbagliare.

SLGC

mic ha detto...

la San Pio X, non essendo in comunione con Roma

la San Pio X non è in discomunione con Roma. Ricorda che ogni sua celebrazione è "una cum" il Papa, sempre nominato.
La Fraternità, semplicemente, fa distinzione tra Magistero perenne e le applicazioni postconciliari partirite dallo spiritodelconcilio modernista e non deve dire tutte sciocchezze, se lo stesso Benedetto XVI si prodiga tanto per applicare la 'continuità' e non la 'discontinuità' col concilio e ora avvengono i colloqui

Come cattolico romano non dovrei frequentare la San Pio X, ma per mie convinzioni personali lo faccio, ponendomi di fatto in disobbeddienza con Roma.

di fatto non sei disobbediente con Roma: lo saresti se in cuor tuo coltivassi la divisione. Ma la FSSPX non disubbidisce (come fanno i vescovi che non attuano il motu proprio summorum pontificum), piuttosto critica alcuni indirizzi post conciliari, determinati da ambiguità che hanno fatto il gioco della cultura egemone modernista, e critica ben a ragione secondo me.

Ricorda che lo ha detto la dottrina dela fede che i fedeli cattolici possono rispettare il precetto domenicale partecipando alle celebrazioni della Fraternità, aggiungendo anche che è più che giusto che facciano l'offerta (cito a memoria, troverò il documento)... come vedi nessuna disobbedienza

Direbbe qualcuno che Mic conosce che la Chiesa non puo' sbagliare.

infatti. Ma c'è una parte di Chiesa visibile, che non so più riconoscere come Chiesa cattolica, e quella ti assicuro che non è nella verità. Non sono io a dirlo: lo dice il mio cuore la mia coscienza, il Magistero di sempre

Uriel ha detto...

a) La Fraternità non riconosce ne' il CVII ne' tantomeno il NOM

b)di conseguenza non riconosce la Chiesa post conciliare

c) Il Magistero di sempre, per quello che posso comprendere, e' stato cambiato di fatto dal CVII.


Quindi e' lecito disubbidire al Papa? (inteso come istituzione da Giovanni XXIII all'attuale)?



SLGC

mic ha detto...

Questa antrée alla grande si si(l)van è un normale copia-incolla che possono fare anche i cretini ...infatti.....

katartiko, questo a casa mia è un insulto pesante. Mi rendo conto che anche Sivan non è andato leggero con te; ma capita di essere reattivi, cosa che tutti noi stiamo cercando di evitare da un pezzo, cosa spesso non facile ma possibile.

Se davvero hai buona volontà, cerca di prendere spunto dalle sue parole e dì la tua, invece di perpetuare la girandola delle accuse...

Ti invito, insieme a NC e chiunque voglia intervenire ad andare oltre la polemica sterile a a parlare di cose polpose, confutando con argomenti, non con insulti, che quello che diciamo non è vero (tipo lo strapotere dei catechisti, ad esempio). Li abbiamo visti tutti all'opera. O no?

Ti inviterei a dare il tuo contributo su questo: Gesù, vero Profeta,[oltre che Dio] ricapitola la prassi di tutti i profeti che lo hanno preceduto, i quali furono tali per denunciare apertamente gli errori, i peccati d’Israele e degli altri popoli.

Io per esempio da queste parole che evidenziano una delle Opere della Verità, che è Gesù, dedurrei che non è vero che tutte le religioni sono uguali. O no?

mic ha detto...

parole di Padre Pio procedevano da Dio. Ma Padre Pio non si comportava da fariseo: era lui stesso il primo ad obbedire.

mi fa venire spontanea un paragone tra Padre Pio e mons. Lefebvre: l'obbedienza richiesta a P. Pio riguardava la sua persona; quella di Lefebvre la salvaguardia dell'"essenza" del cattolicesimo, in obbedienza a Qualcuno più Alto, rispetto a quanto stava avvenendo... il famoso "stato di necessità"... e il Rito da lui salvato, il Papa dice che non poteva essere abrogato (prescindendo persino dall'anatema di S. Pio V, credo)

mic ha detto...

La Fraternità non riconosce ne' il CVII ne' tantomeno il NOM

non è del tutto esatto.

Sul NOM non mi pronuncio ma la penso esattamente come loro: cè lo snaturamento del Sacrificio, il che non mi sembra cosa da poco. Tuttavia il gap generazionale è talmente forte... ma non a caso Benedetto XVI parla di Riforma della Riforma

Quanto al CVII non approvano soprattutto la libertà religiosa e il falso ecumenismo; ma su questo sono in nutrita compagnia... e la consapevolezza di quel che è davvero accaduto nella Chiesa sta aumentando

strl ha detto...

Grazie Sivan per la risposta.
Concordo con te: A parte alcune validissime e bravissime eccezioni purtroppo il Catechista che parla per gli altri e non ascolta ciò che dice è ciò che avviene. E questo soprattutto più sali i livelli gerarchici dell'organizzazione "cammino neocatecumenale"!
E anche l'immagine del talmente plagiato da diventare zombificato è reale.
E per quanto riguarda il relazionarsi con chi non è del cammino... cerca il mio post qualche discussione indietro!

Uriel ha detto...

Sul NOM non mi pronuncio ma la penso esattamente come loro: cè lo snaturamento del Sacrificio, il che non mi sembra cosa da poco.

Ma il Papa celebra il NOM.

Sivan ha detto...

Va bene strl, grazie a te. Lo leggerò senz’altro.
E anche gli altri ovviamente, appena ho un po' di tempo.

mic ha detto...

Ma il Papa celebra il NOM.

Ok, cosa vuoi che faccia? Dopo 40 anni di Riforma... ma ha rimesso la Croce al centro dell'altare, ha ripristinato la sacralità della comunione in ginocchio e non fa che parlare della Riforma della Riforma. Sta di fatto che ha sdoganato il VO e non lo ha fatto certo solo per venire incontro ai Lefebvriani, lo ha detto lui stesso

mic ha detto...

Per Uriel:
leggi cosa diceva Ratzinger, nel 2001 a Fontgombault
[...]
1. Il sacrificio rimesso in questione
Tornando al Vaticano II, vi troviamo la seguente descrizione di questi rapporti: "La liturgia, mediante la quale, soprattutto nel divino sacrificio dell’Eucaristia, si attua l’opera della nostra redenzione, contribuisce in sommo grado a che i fedeli esprimano nella loro vita e manifestino agli altri il mistero di Cristo e l’autentica natura della vera Chiesa" (ibid. n. 2).
Tutto ciò è diventato estraneo al pensiero moderno e nemmeno trent’anni dopo il concilio, persino tra i liturgisti cattolici, è oggetto di punti interrogativi. Oggi chi parla ancora del sacrificio divino dell’Eucaristia? Certo le discussioni intorno alla nozione di sacrificio sono tornate ad essere sorprendentemente vive, sia da parte cattolica che protestante. Si avverte che in un’idea che ha sempre occupato, sotto molte forme, non soltanto la storia della Chiesa, ma la storia intera dell’umanità, vi deve esserci l’espressione di qualche cosa di essenziale che riguarda anche noi.
[...]
Una parte non trascurabile di liturgisti cattolici sembra essere praticamente arrivata alla conclusione che occorre dare sostanzialmente ragione a Lutero contro Trento nel dibattito del XVI secolo; si può del pari ampiamente constatare la medesima posizione nelle discussioni post-conciliari sul sacerdozio.

Il grande storico del Concilio di Trento, Hubert Jedin, indicava questo fatto nel 1975, nella prefazione all’ultimo volume della sua Storia del Concilio di Trento: "il lettore attento... non sarà, leggendo ciò, meno costernato dell’autore, quando si renderà conto del numero di cose, a dire il vero quasi tutte, che, avendo una volta agitato gli uomini, sono di nuovo proposte oggi".

Solo a partire da qui, dalla squalifica pratica di Trento, si può comprendere l’esasperazione che accompagna la lotta contro la possibilità di celebrare ancora, dopo la riforma liturgica, la Messa secondo il messale del 1962. Questa possibilità è la contraddizione più forte e quindi la meno tollerabile in rapporto all’opinione di colui che ritiene che la fede nell’Eucaristia formulata a Trento abbia perso il suo valore. Sarebbe facile raccogliere prove a sostegno di questa situazione.

mic ha detto...

... segue
[...]
La teologia pasquale del Nuovo Testamento, alla quale abbiamo dato un rapido sguardo, dà precisamente a intendere questo: l’episodio apparentemente profano della crocifissione del Cristo è un sacrificio d’espiazione, un atto salvatore dell’amore riconciliatore del Dio fatto uomo. La teologia della Pasqua è una teologia della redenzione, una liturgia di un sacrificio espiatorio. Il pastore è diventato agnello. La visione dell’agnello, che appare nella storia di Isacco, dell’agnello che rimane impigliato negli sterpi e riscatta il figlio, è diventata una realtà: il Signore si fa agnello, si lascia legare e sacrificare, per liberarci.

Tutto ciò è divenuto estremamente estraneo al pensiero contemporaneo. Riparazione, "espiazione", può forse evocare qualche cosa nel quadro dei conflitti umani e nella liquidazione della colpabilità che regna tra gli esseri umani, ma la sua trasposizione al rapporto tra Dio e l’uomo non può sortire buon esito. Ciò si collega sicuramente al fatto che la nostra immagine di Dio è impallidita, si è avvicinata al deismo. Non ci si può più immaginare che l’errore umano possa ferire Dio e ancor meno che debba avere bisogno di una espiazione, simile a quella che costituisce la croce del Cristo. Stessa cosa per la sostituzione vicaria: non possiamo affatto rappresentarci qualche cosa a questo riguardo. La nostra immagine dell’uomo è diventata troppo individualista per questo.

Così la crisi della liturgia ha per base delle concezioni centrali sull’uomo. Per superarla, non è sufficiente banalizzare la liturgia e trasformarla in una semplice riunione o in un pasto fraterno. Ma come uscire da questi disorientamenti? Come ritrovare il senso di questa realtà immensa che è nel cuore del messaggio della Croce e della Resurrezione? In ultima istanza, certamente non attraverso delle teorie e delle riflessioni erudite, ma solo per mezzo della conversione, per mezzo di un radicale cambiamento di vita, al quale possono certamente aprire la strada taluni elementi di discernimento, e vorrei proporre delle indicazioni in questo senso e ciò in tre tappe.

[...]

mic ha detto...

per mezzo di un radicale cambiamento di vita

"radicale cambiamento di vita" nutrito e sostenuto dalla Liturgia, ma la Liturgia che è opera di Dio il cui celebrante è Cristo, non quella "fai da te" che hanno tentato di far diventare il nuovo culto della Chiesa

jonathan ha detto...

Dio non lascerebbe allora passare impunito il nostro silenzio, dice Sivan.

E' terribile questa affermazione. Perché io sono e sarò sempre in debito di fronte al Signore. Ma, grazie a Dio, anche i salmi dell'Uff. delle Letture di oggi ci invitano a contare sulla Sua Misericordia.

Sono stata all'incontro, che vi avevo annunciato giorni fa, col parroco e altri fratelli.
Ci sono andata così, disarmata.

Mi hanno chiesto perché, e no, non ho taciuto le mie ragioni. Che poi sono le nostre: il ruolo dei catechisti, con annessi i dubbi sulla legittimità del loro 'discernimento'. L'indebita confusione di ruolo tra loro e il sacerdote, il quale deve limitarsi a sussurrare il suo pensiero all'orecchio del catechista di turno. Le difformità liturgiche, l'autogestione della Parola, i simbolismi ebraici, l'estetica profana di architetti addestrati.

In risposta il solito scudo difensivo: il Concilio, che autorizzza la gestione laicale della Chiesa, la quale non è più 'piramidale' ma è 'un popolo, dove il sacerdote è solo un garante'.

Tutto il resto va da sé: Il Papa, che sa tutto, ha approvato tutto.

Alla fine ho chiesto quel che mi premeva di più: perché vi ostinate a essere così diversi? Risposta: perché siamo diversi!

Non ho fatto la guerra, tipo Geremia. Sono scappata, piuttosto, dalle mie responsabilità, come Giona. E che il Signore mi perdoni se, invece che un'ardente profezia, Gli ho riservato solo la mia resa.
...

jonathan ha detto...

...la percezione vivissima che mi sono portata a casa è che stiamo, il cn ed io, posso dire il cn e noi?, stiamo su due sponde opposte. Vicini tanto da potersi guardare negli occhi, ma lontani di una distanza incolmabile.

Ci unisce il bisogno di Dio. Ci separa la direzione scelta per cercarLo e lasciarsi trovare da Lui, dal Suo sguardo Paterno e misericordioso.

Io sarò una cattolica della domenica. E proverò a entrare nella solitudine obbediente del Getsemani, e vegliare con Lui, in questo tempo in cui la Chiesa sembra aver perso le ali.

mic ha detto...

Ciao Jonathan
Grazie. Siamo tutti nel Getzemani, ma già sapendo che Il Signore è Risorto e, attirandoci alla Sua Croce e in questo Getzemani, ci ha già preparato un 'posto'... e, per sostenerci nel cammino, ogni tanto ci manda consolazioni come questa, che ci fa condividere le nostre esperiense e 'assaporare' la sua Misericordia e Tenerezza

strl ha detto...

Grazie Jonathan della tua testimonianza. Tutto sommato l'incontro è andato meglio di quello che speravo.
Nessuno può agire da solo contro la macchina piramidale NC! E macchina piramidale non è un errore di battitura! Quindi non ti considerare poca cosa se sei fuggita! Non c'è più sordo di chi non vuole ascoltare perché "sa di sapere tutto"!

"In risposta il solito scudo difensivo: il Concilio, che autorizzza la gestione laicale della Chiesa, la quale non è più 'piramidale' ma è 'un popolo, dove il sacerdote è solo un garante'."

Non è più una piramide?!?!? A me pare che il cammino sia sempre più e solo una macchina a forma piramidale! Ecco perché forse viene tanto osannata la tenda della riunione, sigh!
E il sacerdote (vescovi etc.) è talmente garante che se non è d'accordo con qualcosa diventa, come minimo, cieco ed ingannato dal demonio!

"Alla fine ho chiesto quel che mi premeva di più: perché vi ostinate a essere così diversi? Risposta: perché siamo diversi!"

Beh, almeno qui noto un segno di conversione: la sincerità!
Peccato che il Papa cerca l'unione all'interno della Chiesa e non la diversità...

Emma ha detto...

"In risposta il solito scudo difensivo: il Concilio, che autorizzza la gestione laicale della Chiesa, la quale non è più 'piramidale' ma è 'un popolo, dove il sacerdote è solo un garante'."

Questo per certo non lo ha detto il Concilio Vaticano II, è sempre meglio precisare anche se per il cn il Concilio È il Vaticano II, e come stupirsene, prima del Vaticano II mai sarebbero stati approvati!
È drammatico tutto quello che si fa nella Chiesa invocando il Vaticano II, senza che nessuno si muovi per correggere le storture.
Il Papa sa tutto?
Il Papa ha taciuto il 10 gennaio, sul "rito" di Arguello e sui testi non pubblicati, questo siamo in tanti a non averlo capito e ad esserne stati stupiti, questo è vero, ma il Papa ha parlato su questi temi.
Lo ha fatto, per il "rito" con la lettera del card. Arinze nel dicembre 2005 e nel gennaio seguente e sappiamo come la sua volontà sia stata rispettata.
Lo ha fatto per i testi catechetici al momento della consegna dello statuto esigendone la pubblicazione.
Oggi ancora 16 mesi dopo la consegna, quei testi NON sono pubblicati.
Io non so che cosa il Papa sappia o meno ma so che la sua volontà non è rispettata, dietro un`ipocrita facciata di obbedienza .

Emma ha detto...

Scusa jonathan, ho dimenticato di ringraziarti per la tua testimonianza e il tuo coraggio.

Sivan ha detto...

@ Jonathan:

“Alla fine ho chiesto quel che mi premeva di più: perché vi ostinate a essere così diversi? Risposta: perché siamo diversi!”

aihmé: purtroppo è anche quello che ho sentito anch’io, infinite volte. Ti sono vicino. È meglio parlare come hai fatto, che tacere.

by Tripudio ha detto...

Breve osservazione:

il termine "critica sacrosanta" va inteso solo in senso costruttivo.

Di fronte all'errore non si può tacere per sempre.

Ma il Cammino chiama "critiche" (sottinteso "distruttive") tutte le osservazioni che gli vengono rivolte.

Anche - e soprattutto - quelle veritiere e fondate.

Per esempio: nel Cammino si disobbedisce alla lettera di Arinze (che fa parte dello "statuto definitivo").

Ma guai a farlo notare.

Risponderebbero (mentendo ancora di più): "il Papa ci approva".

Sivan ha detto...

Sì, Tripudio, voleva essere una critica a fin di bene.
“Anche” ai NC. Nel post non si parla dei NC. Ma, guarda caso, le proteste provengono “solo” dai NC.
La domanda è inevasa: perché?