domenica 18 ottobre 2020

Evangelizzare nuovi polli da spennare

 
 

Proselitismo? Ma no, si dice "evangelizzare", questo è il termine corretto da usare nel Cammino Neocatecumenale, ovvero portare la parola di Kiko Arguello nelle case di ignoti e trasformarli in polli a cui spennare neuroni e denaro, utilizzato per fare la felicità di questa holding affaristico/religiosa.

Ho scoperto il proselitismo porta a porta, dopo aver sfiorato gli zombies barlettani del Cammino.

La figlia dura e pura del Cammino - che ha tentato di reclutarmi facendomi seguire catechesi presso una parrocchia compiacente - ha altrettanti genitori duri e puri, i quali usano anche il dolore altrui per reclutare adepti.

La coppia genitoriale, ufficialmente "salvata dal Cammino" fin dal 1978, hanno il classico curriculum da adepto nella prima comunità di Barletta, ubicata presso il quartier generale neocatecumenale e speculazione edilizia (cosiddetta chiesa) "Sacra Famiglia".

La loro tecnica di reclutamento?

La coppia si materializza ogni qual volta un loro conoscente abbia un lutto, una grave malattia, un grave problema, senza nominare mai il Cammino Neocatecumenale.

I due barlettani in cammino si presentano a casa del conoscente a lutto e proporgli una serie di incontri in parrocchia per risollevare lo spirito e trovare Dio.

Nel caso in cui un conoscente sia affetto da malattia grave, sono soliti telefonare al domicilio ed invitare in parrocchia.

In tempi non sospetti, i coniugi in cammino hanno festeggiato il loro anniversario matrimoniale in parrocchia, invitando conoscenti e colleghi di lavoro ignari di dover essere "evangelizzati". La festa si riveló una catechesi infarcita di hits musicali by Kiko, con relativo invito a frequentare gli incontri in parrocchia.

L'avvenimento lasciò interdetti gli invitati, che preferirono il banchetto agli inviti da marketing religioso. I coniugi duri e puri, lavorando nel settore pubblico, non hanno perso occasione di invitare alle catechesi i loro colleghi di lavoro. 

Come tutti gli altri salvati e invasati dal Cammino, nemmeno loro perdono occasione di imitare il guru spagnolo: la moglie - oltre a guardare con diffidenza chiunque non faccia parte del Cammino - si destreggia nel dipingere icone (ad imitazione del suo sciamano Kiko) e a suonare la chitarra, non per niente proprio lei ha coinvolto il marito in Cammino, ennesima dimostrazione di come spesso siano le donne a trascinare i propri compagni in realtá inquietanti.

Questi sono soltanto alcuni segnali estetici del fanatismo, che si rivela in molti adepti nella imitazione del loro sciamano spagnolo, a cominciare dalla barba da vecchio saggio sclerotico.

Il proselitismo della coppia barlettana ha avuto inizio nel talamo nuziale, generando 5 figli, nati e allevati in comunità, i quali crescendo sono diventati gli zombies sorridenti di Kiko, facendo a gara tra loro su chi fosse un perfetto cristiano di 2000 anni fa, non mancando di far precipitare i fidanzati nell'allevamento/comunità, indispensabile passaggio per sposarsi e procreare cloni neocatecumenali. 

Senza polli da spennare, il Cammino non cammina.

 (da: Tommaso Francavilla/ giornalista)

48 commenti:

  1. Quando un mio amico si sposò la figlia di un noto responsabile di comunità del Cammino, prima della Messa il padre della ragazza, con tono duro e in vernacolo spinto (che non so per quale motivo i camminanti usano solo in occasione di eventi del Cammino), ha avvertito tutti che la Messa sarebbe durata molto, per cui se a qualcuno non andava, bene poteva anche uscire. Cosa che un mio amico invitato all'evento ha immediatamente fatto.

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  2. Quello che colpisce negli adepti del Cammino è che hanno una risposta per tutto.
    E' chiaro che la fede illumina la vita in ogni occasione ed è chiaro che è una luce in ogni occasione della vita, anche la più tragica, come la morte di una persona chiara.
    Ma l'ottusa freddezza con cui i camminanti tendono a ridurre alla sola razionalizzazione il mistero della fede (ben altra cosa di spiegare razionalmente le ragioni della fede) per una persona normale è solo un noioso e banale, quanto saccente, tentativo di voler spigare tutto, anche le virgole, da un punto di vista soggettivo: quello di Kiko.
    Ma in certe situazioni di alterazione psicologica può fare effetto: se la pubblicità televisiva se fa effetto, una ragione ci deve essere.
    Ma l'evangelizzazione è un'altra cosa.

    Come la pubblicità, se non risponde esattamente alla verità, è un IMBROGLIO, così il Cammino. E' disonesto fin dall'inizio.
    Promette fratellanza e amore e chi vi entra si ritrova immerso in una gerarchia parallela alla Gerarchia della Chiesa, una sorta di governo ombra rispetto al governo della Chiesa, che però non ha a cuore la salvezza delle anime e la realizzazione umana della persona, ma solo la setta.
    Mentre nella Chiesa la Gerarchia è al servizio del popolo di Dio, nel Cammino è organizzata specificamente per essere servita dal popolo dei camminanti.
    Le aragoste per Kiko qualcuno le deve pur pagare...

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  3. Il tragicomico paradosso è che la vendita "porta a porta" è di fatto un'invenzione del marketing americano del secolo scorso, inteso a raggiungere gente che aveva una vita sociale sprovvista di radio, tv e cartelloni pubblicitari. Non che non esistesse prima, ma è lì che è diventato uno standard fondamentale, al punto che anche le sètte religiose - inclusi i sedicenti testimoni di geova - si sono adeguate.

    Oggi il porta a porta non ha senso, anche perché si scontra col diluvio di pubblicità che proviene dai media e da internet. È vero che il "contatto" umano è meglio della martellante pubblicità mediatica ma... solo se l'umano-target si sente solo a casa e non ha niente da fare, che è al massimo la situazione degli anziani che vivono da soli.

    La setta kikista-carmenista prende largamente spunto da tutte le tecniche di marketing più ruspanti. Incluso il porta a porta, che in Italia non ha mai avuto veramente successo, per la tristezza di tanti manager che credevano che ogni moda americana fosse automaticamente una ricetta infallibile.

    Ma c'è qualcosa in più: il kikismo-carmenismo crede che mettere in imbarazzo i propri adepti serva a renderli più fedeli. È vero solo nella misura in cui l'adepto, stufo di subire pubbliche umiliazioni, decide che la setta non fa più per lui.

    Sciorinare i propri peccati in pubblica piazza, andare a bussare casa per casa a gente che ha altro da fare, cantare canzonette tutte uguali e facendo caciara (battimani, grattugiata di chitarrella, bonghetti da tribù centrafricana, nacchere "dei primi cristiani"...), perfino le telefonate per "chiedere perdono" a gente che probabilmente non aveva alcun risentimento verso di te (obbligo che i cosiddetti "catechisti" impongono). Il Cammino adora umiliare i propri adepti. Lo fa per "fidelizzarti", non per farti crescere spiritualmente.

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  4. "usano anche il dolore altrui per reclutare adepti."
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    Che questa sia specificatamente un "tecnica" usata, tipica del CN, oltre che di santoni, lettori di tarocchi, pseudoguaritori, medium ecc. (tanto per chiarire a quale ambito spirituale appartiene il CN) lo conferma il fatto che di episodi simili a quello raccontato, ne avvengono in ogni parte di Italia (e suppongo del mondo).
    Mi sono stati raccontati episodi simili, avvenuti piuttosto lontano da Barletta.
    Una mia conoscente, nel momento che rimase vedova fu "avvicinata" da un paio di sue colleghe, persone che per forza di cose già la frequentavano ma che in quell'occasione misero sul piatto, in modo più esplicito e stringente rispetto al passato, l'invito agli "incontri del gruppo che frequento io" con tanto di disponibilità al "ti vengo a prendere, ti accompagno".
    Una mia amica con gravi problemi di salute, per i quali doveva effettuare dispendiosi viaggi presso specialisti, fu avvicinata da due conoscenti suoi e della figlia (viaggiano sempre in coppia il gatto e la volpe) che si offrirono di accompagnarla con la loro auto. Che gesto caritatevole, viene da pensare, tanto più che al ritorno, volendo lei pagare almeno la benzina, loro rifiutavano fermamente ogni volta. Qualche tempo dopo, ormai finiti i viaggi già da un po', si presentarono a casa sua, in "stagione di catechesi" e la invitarono. Lei oppose il rifiuto per il fatto che non gradiva uscire la sera e non si trovava a suo agio in riunioni di persone. Rimase esterefatta dalla risposta di questi giovanotti che erano parsi tanto disinteressati:
    "noi però abbiamo dato, ora tocca a te".
    Sentendosi "in dovere" ci andò qualche sera, ma non le piaceva, si sentiva sotto pressione e disse che non sarebbe più andata .. le risposero che si stava facendo ingannare dal demonio .. meno male che le risposero così! Si convinse definitivamente che la sua prima impressione era giusta e non andò più.

    Approfittare del dolore altrui, di una condizione di fragilità o bisogno delle persone, non è certo cosa che ha inventato il CN; come dicevo, ogni santone lo ha sempre fatto e molti servendosi di elementi religiosi (con la statua della Madonna e il santino di Padre Pio accanto ai tarocchi) ma almeno questi, sono più alla luce del sole, nel senso che loro fanno la loro pubblicità (regolarmente pagata) e stanno nel loro "studio" ad aspettare. Chi ci va, paga una regolare tariffa concordata per una "prestazione" ma poi ha maggior probabilità di rimanere, a seconda delle circostanze, psicologicamente libero.

    Ma i NC entrano proprio senza alcun pudore, senso di rispetto e senza vergogna nell'intimità del dolore altrui;
    chi entra nella setta neocatecumenale, non sa cosa l'aspetta e non ha scampo .. scoprirà, quando forse sarà troppo tardi, quanto alto sarà il prezzo che dovrà pagare, non solo in termini di soldi, ma soprattutto di sanità psicologica e spirituale.

    Essere truffati di soldi è brutto, ma ancora più brutto diventare psicologicamente schiavo tramite un graduale lavaggio del cervello.

    Insomma, il CN sta, rispetto ai chiromanti, come Amazon rispetto ai piccoli commercianti .. i chiromanti sono solo piccoli bottegai rispetto alla superfunzionale organizzazione della (come viene definita nel post) holding affaristico/religiosa Cammino Neocatecumenale.

    Essa non ha neanche bisogno di esibire il santino di Padre Pio, essendo già dotata di benedizione ecclesiastica .. quale pubblicità migliore che aprire il proprio "studio" presso una Parrocchia, per tranquillizzare le ignare vittime?

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  5. Carmine barlettano18 ottobre 2020 11:06

    Avviso ai menagrami: T.Francavilla da Barletta è vivo e lotta con noi.

    https://barletta.news24.city/2019/10/02/migrare-per-sniffare/#.XZRZ37Sgjug.whatsapp

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  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  7. Tommaso Francavilla parla di: "CONIUGI DURI E PURI".
    Sembrano bigotti come gli amici di Giobbe. Adulatori di Dio, il Giusto, a costo di commettere un'ingiustizia ai danni di Giobbe.

    Se Giobbe e i suoi amici rappresentano i due estremi: la sincerità con Dio a qualunque costo, da una parte, e l'adulazione verso Dio (e verso se stessi) dall'altra, penso che la maggior parte dei credenti praticanti si trovi in un punto fra i due estremi.
    Situazione imbarazzante per tutti perché coloro che parlano bene ma non razzolano così bene come dicono (non mi escludo da questo numero), perché a giudicare dai fatti visibili all'esterno, si barcamenano tra il 6-- e il 6+.

    I DURI E PURI, invece, come i catechisti del Cammino, sembrano gli amici di Giobbe.
    Il mio non vuole essere un giudizio dei cuori, ma della psiche, che anche quando non coincide con l'andamento del cuore ne ricalca un po' le dinamiche, in quanto fa un po' da "interfaccia" con l'anima (se così mi posso esprimere). E a livello "concreto" i duri e puri del Cammino si comportano esteriormente come gli amici di Giobbe. Giudiconi bigotti.

    E' un fatto che per i camminanti, come per i più antichi ebrei dell'Antico Testamento, il saldo dei meriti e dei demeriti avviene già su questa vita.
    In realtà in questa vita Dio può, a volte, dare come una caparra "concreta" a chi gli è fedele, ma a volte no: a volte si limità a dargli la PACE del cuore, che è già l'inizio del Paradiso.
    Ma i camminanti si aspettano tutto qui e ora tanto che, se dei figli non seguono le loro orme (e dalle mie parti sono sempre di più), si chiedono quanto sono stati infedeli ai dettami di Kiko.

    E' chiaro che di errori se ne possono fare tanti, ma è anche chiaro che la remunerazione sarà completa solo alla fine.
    I camminanti invece (in quanto camminanti) attendono tutto qui e ora, perché il Cammino insegna questo.
    Se credono a una speranza futura, è in virtù della fede della Chiesa e della testimonianza dei "cristiani della domenica" che li hanno preceduti, non di Kiko.
    Kiko non parla né di Paradiso (che non sia quello di aderire al Cammino), né di inferno (che non sia quello della vita fuori dal Cammino)

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    1. Sottoscrivo Pietro! È una religione del qui e ora. E se si spingono a pensare ad un futuro ultraterreno, lo fanno secondo i dettami di Kiko: vedi i cimiteri neocatecumenali, la cui costruzione fa pensare che intendano rimanere legati alla comunità pure in morte come in vita.

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  8. Credo di essere una di quelle persone moleste che vuole sempre diffondere le proprie preferenze e le proprie scoperte: il libro preferito, la dieta infallibile, il detersivo più efficace...
    Ma l'appartenenza al Cammino neocatecumenale è stato qualcosa di cui non ho mai fatto pubblicità con nessuno.
    Sotto questo profilo sono molto d'accordo con papa Francesco e con Benedetto XVI: il proselitismo artificioso di certi gruppi religiosi (non penso solo al Cammino: imbattibile in questo è l'Opus Dei) non è desiderabile né consigliabile e l'ho sempre pensata così, anche da catecumena convinta.
    Motivo per il quale, tra gli altri, non ho potuto rimanere troppo a lungo affiliata al CNC.
    Mentre però in passato ritenevo solo non elegante o invadente un invito alle catechesi, ora lo ritengo un atto poco caritatevole, di cui un domani poter essere chiamati a rispondere, in particolare se esteso a chi comunque è praticante e credente.
    Entrare in comunità risolve il problema della solitudine? Ti riempie le serate? Anima le tue domeniche? È vero...però è vero anche che non lo fa gratis.
    E non intendo solo che ti chiede danaro, ma anche che ti toglie la libertà e spesso ti toglie l'affiatamento con i pochi parenti ed amici rimasti. Se poi hai una famiglia il problema è ancora più grave.
    E che il Cammino non sia gratuito come assicurano, lo sanno tutti i suoi aderenti dopo pochi anni di frequentazione.
    Quindi l'invito a cuor leggero soprattutto a chi è credente e praticante (quindi non si tratta di salvargli l'anima) è un atto negativo, che nasce da una visione egoistica e non da altruismo.
    Poi, insomma, la festa di anniversario di matrimonio in parrocchia con i canti kikiani per accalappiare i colleghi di lavoro di cui ci racconta Tommaso è pure di cattivo gusto.

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  9. Carmine barlettano18 ottobre 2020 15:17

    Qualche mese fa, prima della cerimonia funebre di un "duro e puro" del cammino, è successo che il suo catechista abbia fatto la telecronaca in diretta, al microfono, dell'assunzione in Paradiso dell'anima del defunto. Tutto questo avveniva a Barletta, presso la parrocchia "Sacra Famiglia", nella sala sotterranea destinata al Cammino.

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  10. Piccolo off-topic domenicale. Sulla situazione della Chiesa, segnaliamo un'intervista concessa da mons. Schneider: «oggi la Chiesa Romana si trova in uno stato di rovina spirituale».

    Nota tecnica: dato che oltreoceano il termine "cattolico" viene spesso abusato da chiesuole che di cattolico non hanno nulla, nella parlata giornalistica americana la Chiesa Cattolica viene indicata come "Chiesa romana" (e i fedeli si qualificano come Roman Catholic per distinguersi dai sedicenti "Catholic").

    Vale la pena di ricordare ai non cattolici (e ai sedicenti tali) che la Chiesa è santa perché fondata da Nostro Signore (che è Via, Verità e Vita), ma è anche peccatrice perché è formata da uomini (peccatori). La santità della Chiesa sta nei tesori spirituali che amministra (i sacramenti e la dottrina della fede) e nella missione di proseguire l'opera di Nostro Signore, così come Egli ha comandato. Tutto il resto è superfluo.

    Molti infatti commettono il madornale errore di pensare che la Chiesa sia una specie di partito politico o di entità commerciale, che devono ostentare numeroni supergalattici, solidarietà coi VIP ecclesiali a costo di difendere l'indifendibile (come il vescovo pedofilo neocatecumenale Apuron e l'eretico Kiko), e cariche e titoli nobiliari ("perbacco, Kiko è satato nominato nientepopodimenoche Consultore! applaudite, o voialtri invidiosi!").

    L'intervista di mons.Schneider ha il pregio di ricordare che l'orizzonte della virtù della carità non è mondano ma soprannaturale (altrimenti è buonismo, volontarismo, tappabuchi, "quei trecento denari si potevano dare ai poveri!" come disse Giuda...).

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  11. Sentendo ogni tanto i miei familiari sull'argomento si vede che ormai sono alla frutta: le mie sorelle affermano che ormai vanno più perché hanno creato un gruppo di amici che per il cammino in sè, mio padre ha addirittura litigato con uno dei catechisti al telefono appena è tornato dall'inizio corso... Credetemi, questo virus sta dando la botta definitiva al cammino.

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  12. @ Valentina

    L'invito alle catechesi iniziali del cammino neocatecumenale mi è sempre sembrato un modo per esprimere il semplice concetto di un noto detto popolare: mal comune mezzo gaudio.

    Per me il CN è un modo di vivere che non ti piace, che proponi agli altri per non sentirti fregato solo tu.

    Tu sai che fa schifo, ti ci senti stretto, ti distrugge,ti crea ansia, ma lo proponi agli altri per non ammettere di avere sbagliato.

    Per non ammettere di avere sprecato tempo, soldi, di avere chiuso rapporti, possibilità, occasioni per seguire degli scemi che ti fanno vivere da schifo.

    Hai bisogno di fare pubblicità ad un modello di vita "a senso unico" perché per te è rimasto "l'unico" modello di vita.

    Non hai altro modo per sentirti accettato, quindi tenti ti portare gente dentro per sentirti meglio tu, più saggio, più cristiano, più bravo, più buono,migliore di quello che sei.

    Anche se in comunità leghi solo con quel gruppetto e non ti fila nessuno, con altra gente che comincia da capo ti senti arrivato, già santo, ti senti di nuovo importante, magari solo perché sai qualche cosa del CN che i nuovi arrivati non sanno.

    LUCA


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  13. Nonostante tutti i libri, articoli, Alert a voce, la gente continua ad iscriversi ai corsi catecumenali, come sta accadendo, io dico che per una aliquota di persone non c'è speranza, i mentecatti esistono, e non mi riferiscono alle persone semplici, è un ceto interclassista e interculturalità.

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    1. Non so che cosa vorresti dire con questo commento.
      Forse che son riprese le catechesi e le persone "vanno a frotte ai corsi catecumenali (o neocatecumenali)"?
      Ti informo allora che ci sono zone, compresa quella dove risiedo io, che nemmeno li fanno "i corsi neocatecumenali" ed anzi, dopo aver fatto un tira e molla con lo stop e la ripresa delle celebrazioni, adesso stanno cercando di radunare il gregge disperso di quelli che durante i tempi di chiusura si sono allontanati ed anche ora sono riluttanti a ritornare.

      Non credo proprio che "la gente", in un tempo storico come questo, vada ad "iscriversi ai corsi neocatecumenali", anche per i divieti correnti di riunioni oltre un certo numero di persone, distanziamenti, mascherine...
      Mi immagino già "tutta la gente iscritta" seduta ad un metro di distanza, con la mascherina indosso, che ascolta un improbabile laico, anch'esso con la mascherina, che sproloquia o canta le kikianate classiche.

      Ma di che si parla?
      Quale sarebbe il "ceto interclassista e interculturalità"?
      Che vuol dire, che ci vanno gli immigrati?

      Le parole hanno un loro proprio senso, anonimo caro, e dire "interclassista" significa "appartenente a diverse classi sociali": ricchi, poveri, istruiti, non istruiti... esattamente come hanno sempre dichiarato che avviene. Nessuna novità.
      "Interculturale" significa "appartenente a diverse culture", quindi gente anche non italiana, se si parla dell'Italia, quindi immigrati.
      Ci sta.
      Magari, non sfondando più con gli italiani, si sono rivolti agli stranieri immigrati, che normalmente però appartengono anche a religioni diverse da quella cattolica.

      Però, quello che taglia la testa al toro, almeno qui da noi, sono i divieti di assembramento, sia al chiuso che all'aperto.
      So però che all'estero, in una missione in particolare, fanno "i corsi neocatecumenali", probabilmente approfittando, come qualcuno diceva sopra, dello smarrimento provocato dalla pandemia.
      Voglio vedere però come vanno a finire...

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    2. Non è affatto così: la gente non "continua ad iscriversi ai corsi neocatecumenali".
      Lo stesso don Pasotti annette nel suo libro sui 50 anni del Cammino: "agli inviti alle catechesi fatte nelle parrocchie -è una constatazione facile da fare- risponde sempre meno gente".
      Quindi, chi siamo noi per sconfessare i portavoce del Cammino? Entrano sempre meno persone e i numeri sono così esigui da consigliare la costituzione di cenacoli nelle case.
      Quindi vuol dire che i libri, gli articoli, gli alert, servono: in mezzo secolo anche l'organismo mastodontico della Chiesa ha sviluppato i suoi anticorpi, quindi al virus nc1n1 non resta che rintanarsi nelle case.

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    3. Sono anonimo di prima (Beppe), allora io di queste cose so poco e niente, non conosco la differenza tra comunità catecumenali e neo-catecumenali, nel mio paese sono arrivati 4-5 anni fa, fanno queste riunioni di sera col prete, alcuni del paese già frequentavano questi incontri in un comune vicino, mi sembrano dei fanatici talebani tutto qui.

      Interclassista e interculturale perché c'è gente di tutte le risme in mezzo, di cui una buona parte calabresi, siciliani e pugliesi, interculturale in questo senso.

      La pubblicità agli incontri la stanno facendo con una vela nobile che fa il giro del paese, la gente a sentire ci va. Abbastanza ridicolo tutto ciò. Se uno vuole credere non capisco il senso di tutto questo mettersi in mostra, credo basti pregare nella propria camera o chiesa normale senza tante chiacchiere.

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    4. Dopo aver lasciato il Cammino, in alcune occasioni e con persone di diversa estrazione e provenienza (cattoliche praticanti e non praticanti / cioè di tradizione cattolica, ma non cattolici attivi), entrando in confidenza con alcune di queste persone, ho detto che avevo fatto parte del Cammino neocatecumenale. In tutti i casi, le persone che avevano sentito parlare del Cammino, hanno espresso un'opinione negativa su di esso, o per averlo "conosciuto" nella loro parrocchia, o per averne sentito parlare male da altri. Non penso che sia un caso. Allora penso che al di là di questo blog e di tutte le testimonianze che si trovano in libri e pubblicazioni e anche in diversi siti su internet, tutte sicuramente utili, il "guaio" dei neocatecumenali è che con il loro agire fanatico, intransigente, sprezzante di ogni altra realtà della Chiesa, si fanno una pessima pubblicità da soli. Per questo alle catechesi "non ci va più nessuno": quasi nessuno si fida più di loro!

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    5. @ Beppe

      Quello che hai detto sulla pubblicità con vela mobile ci riporta al fatto che si tratti più di una premiata ditta che della Chiesa. A me fa ridere.
      Sono le ditte, solitamente, che fanno pubblicità in quel modo e, come tu dici, si tratta di vera e propria pubblicità. Mi piacerebbe sapere cosa dicono, in quella pubblicità. Kerygma dalla vela mobile?
      Ancora una volta questo dimostra che sono alla frutta, che non sanno più come accalappiare gente ma, la gente così accalappiata cosa si aspetterebbe?
      "E' arrivato l'arrotinooo..."
      Maddaiii... fanno sempre più pena, sono disperati.
      E poi, Beppe, se veramente tu disapprovi, non ti fidare del "sentito dire": questi ne sparano una dietro l'altra. Se la gente ci va o non ci va, devi vederlo coi tuoi occhi, non fidarti delle voci che mettono in giro. Te lo dico per comprovata esperienza.
      Ma non basta: una volta che avessi appurato che la gente "ci va", in questo tempo di restrizioni sociali, dovresti anche informarti su quanta gente va e quanta "ne resta". Perché non è per nulla scontato.
      E' sempre il solito paragone del pescatore dell'acciuga: certamente aveva pescato, ma non la balena che dava ad intendere.
      Quindi le domande sono: ci vanno? In quanti? Alla fine, quanti ne restano? E tutto questo non va mai creduto per sentito dire.
      In un paese, poi, non so quanto grande o piccolo, quanti vuoi che ce ne vadano?
      E' un po' come la pubblicità delle pentole: una buona percentuale di chi abbocca agli inviti dei "dimostratori" ci va per pura curiosità. Pochi comprano.

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  14. Ancora sul concetto di DURI E PURI all'interno del Cammino.

    Gli aderenti al Cammino dicono che il Cristianesimo non è un moralismo (anni dicevano così, oggi non lo so).
    Insistevano molto su questo concetto, che è giusto, ma poiché si riferiva solo alla Chiesa e non al Cammino, qualcosa non quadra.
    Di fatto, dicendo che il Cristianesimo non è un moralismo, giustificano la loro poca cura nell'ubbidire alle regole e alla morale della Chiesa perché, invece, vivono le regole e la morale kikiana come un moralismo, così come fa ogni setta gnostica.

    Provino i camminanti a vivere le regole del Cammino in modo non moralista, e vediamo che succede.
    Provino fare delle offerte libere, fatte col cuore, ma che non corrispondono esattamente alla decima parte delle entrate, e vediamo cosa succede...

    L'eresia ormai imperversa nella Chiesa, ma la cosa impressionante del Cammino è che il Cammino l'ha istituzionalizzata. E' l'eresia che si è fatta società, un'eresia regolata da leggi scritte e soprattutto non scritte.
    Questo è impressionate perché è capace di propagare l'eresia in tutti gli adepti in modo acritico. E' come una moda che si impone nella società e che più o meno seguono tutti senza nemmeno accorgersene.

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  15. Quanto al proselitismo neocatecumenale, è proprio come si legge nell'articolo: appena c'è una sofferenza, un dramma o un lutto, si presentano "gli angeli neocatecumenali" a far presente che "c'è UNO che ti ama così come sei" e che se vai con loro, ti promettono felicità e senso pieno degli eventi perché LORO, contrariamente agli altri cattolici, "sanno" qual é la formula sicura della felicità. E non è certo il magistero bimillenario della Chiesa cattolica.

    Ho sentito con le mie orecchie persone che, di fronte ad un dramma personale immenso, parlano agli altri di "gioia e festa" in relazione all'evento ed ostentano una felicità assolutamente non compatibile con lo stato delle cose. Direi addirittura impropria.
    Ora, io conosco queste persone, so che un evento come quello che hanno vissuto farebbe piangere anche i santi e intuisco che l'ostentazione ripetuta di questa "gioia e festa" altro non è che il modo che hanno inconsapevolmente adottato per sopravvivere: mostrare a sé stessi e gli altri la felicità ad ogni costo e, conseguentemente, la loro santa conversione avvenuta.
    In realtà nel cristianesimo, il dono di poter accettare eventi di profondissima sofferenza produce serenità, crescita spirituale, maturazione nella fede, umiltà di fronte alla grandezza di Dio, non ostentazione di "gioia e felicità" sottolineate ad ogni piè sospinto in modo smodato.
    Queste persone sono ingannate, hanno trovato nel Movimento Neocatecumenale il fondamento di quei meccanismi psicologici auto-conservativi di difesa che aiutano a superare le difficoltà: sublimazione, negazione, repressione, spostamento...
    Sono come invasati, parlano e pensano come invasati, credono che quell'evento faccia di loro più cristiani di Cristo, si sentono quasi come privilegiati e in titolo di mostrare la loro "conversione" agli altri. L'evento "forte", come si suol dire nel Movimento Neocatecumenale.

    Persone così non attirano certo nessuno perché al posto di mostrare la "felicità" mostrano uno squilibrio. Comprensibile, umano, ma per chi non li conosce quasi cinico. Vivono fuori da sé stessi.
    Magari questo è un caso limite, ma comunque le persone hanno bisogno di comprensione, empatia, ascolto, condivisione, non di superuomini che "hanno vinto quella morte" che tu non riesci a vincere, in un modo così esaltato, così "spostato" che alla fine fa sentire chi soffre come un imbecille o, come si tende a dimostrare "uno che ha bisogno di loro, per arrivare alla felicità".
    Del resto, l'ostentazione è sempre stata una delle caratteristiche del Movimento Neocatecumenale.

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  16. OT
    E dopo la fase dell'adescamento di cui parla il post, deve realizzarsi il "permanere" delle persone nelle "comunità" NC.
    Trovo interessante 1 articolo su chiesaepostconcilio che riporta un brano di Freud sulla psicologia delle masse .
    Anche se lo studio si riferisce ai metodi di governare sulle masse delle popolazioni, mi pare che tale meccanismo stia alla base di ogni manipolazione, venendo poi adattato, da chi lo usa, al suo contesto e alle "sue" masse, proprio come ha fatto Kiko.

    Riporto alcuni passi.
    "si tratta di comprendere ed applicare quei meccanismi che permettono a pochi di poter disporre e direzionare le vite dei molti...
    La massa è straordinariamente influenzabile e credula, è acritica, per essa non esiste l’inverosimile...
    Pur essendo incline a tutti gli estremi, la massa può venir eccitata solo da stimoli eccessivi. Chi desidera agire su essa, non ha bisogno di coerenza logica fra i propri argomenti; deve dipingere nei colori più violenti, esagerare e ripetere sempre la stessa cosa...
    Vuole essere dominata ed oppressa e temere il proprio padrone...
    La massa soggiace inoltre alla potenza veramente magica di parole che nell’anima delle moltitudini possono provocare o placare le più formidabili tempeste. “La ragione e gli argomenti logici non riuscirebbero a lottare contro certe parole e certe formule...
    Le masse infine non hanno mai conosciuto la sete della verità...
    soggiacciono all’influsso di ciò che non è vero quasi altrettanto che a quello di ciò che è vero. Hanno l’evidente tendenza a non fare alcuna distinzione tra i due."

    Fa riflettere come il concetto di "massa" in ambito neocatecumenale, lo si può (o poteva) vedere nei "grandi raduni", come ad es. le gmg, ma il comportamento non è per niente diverso nelle "comunità" seppur "piccole". Per questo dico che alla base, ci sta la medesima tecnica di manipolazione e che Kiko è stato "bravissimo" nel generare questo.
    Infatti la manipolazione può avvenire quando la persona perde la propria "individualità", ma la comunità "piccola" dovrebbe al contrario favorirla, aiutare a far emergere le specificità di ognuno (la "riscossa dell'io" diceva don Giussani).
    Com'è che invece ogni singola comunità NC agisce come se i suoi componenti non fossero "persone insieme" ma massa indistinta? Ed anche tra 1 comunità e l'altra non ci sono differenze?
    Ripeto, Kiko è stato un "genio del male", "migliore" di Hitler, perché quest'ultimo ha dovuto usare anche la forza delle armi per mantenere il suo dominio, mentre Kiko è riuscito a riprodurre il controllo delle masse su "piccole masse" attraverso la formazione dei suoi "catechisti" CLONI che lo hanno applicato in modo capillare diocesi per diocesi, parrocchia per parrocchia ..

    Per questo secondo me, è ancora presto per capire se la crisi covid abbia dato il colpo di grazia al CN.

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    1. @ Roberta

      Singolare il simultaneo ricorso alla psicologia per spiegare i meccanismi del Movimento Neocatecumenale, anche se su aspetti leggermente diversi, però parte di un tutt'uno più grande.
      Sottoscrivo quello che hai scritto sulle masse: pensiero unico acritico.
      Sul punto invece dell'abilità di Kiko sul suo dominio, tendo più a pensare che essa derivi quasi esclusivamente dall'enorme ed inesauribile (fino ad oggi) disponibilità di denaro, più che dai catechisti.
      Con dio mammona l'Arguello è riuscito a costruire e a far sopravvivere tanti piccoli "circoli privati" e li ha ammantati di cattolicesimo.
      In realtà quello che offre il suo servizio (a pagamento) è solo un'aggregazione sociale, dato che la totale acriticità dei camminanti e la sottostima delle problematiche non propende a qualificarlo come un contesto in cui ai partecipanti importi tanto il conseguimento (o il mantenimento) della fede.

      Kiko, insieme a mammona, ha solo creato le "strutture" a iosa poi, in quelle strutture, si ritrovano persone che primariamente cercano ed offrono socialità, alcuni anche cariche interne e ruoli di prestigio interno, insieme a benefici di ogni tipo.
      Se non avesse giocato insieme a mammona, non avrebbe potuto costruire un impero ed anche la visibilità propagandistica sarebbe stata minima.
      Ma si sa, la gente è propensa ad avvicinarsi a strutture già pronte e preformate, specialmente se sono lussuose e confortevoli, spessissimo oltre al loro vivere quotidiano.
      Diciamo che l'Arguello ha saputo offrire un servizio di qualità, avvalendosi di personale disponibile, quale può essere la categoria dei catechisti.
      In termini imprenditoriali sarebbero gli addetti alle P.R. o i dipendenti disponibili alle trasferte.

      Leggevo proprio poco tempo fa di un vescovo di un paese straniero che spiegava come funzionano economicamente i seminari nella sua diocesi e diceva che nei Redemptoris Mater, contrariamente a quelli maggiori diocesani, il seminarista che lascia il seminario non è obbligato a restituire l'ammontare di spesa che è costato il suo mantenimento negli anni di seminario.
      Se si considera che diceva che un seminarista costa 13.000 euro all'anno (senza contare il costo degli studi), si ha che in caso di abbandono, un seminarista che sia stato poniamo 2 anni in seminario e poi l'abbandoni, deve rifondere almeno 26.000 euro.
      Nei Redemptoris Mater no, per ovvi motivi (se sapessero di dover rifondere i soldi, ci penserebbero due volte prima di cedere all'impulso "vocazionale" estemporaneo e verificherebbero meglio la loro presunta vocazione).
      Questo per dire quanti soldi ha sempre speso la holding neocatecumenale per i propri "circoli": facendo una media di 10 seminaristi per seminario per 100 seminari, solo in un anno il giro di soldi è di 13.000.000 euro, senza contare le spese di impianto del seminario.
      Senza mammona, avrebbero dovuto dirottare i seminaristi nei seminari maggiori, deprivandoli del connotato neocatecumenale e, senza preti, si sarebbero aperti meno circoli neocatecumenali.

      Secondo me, Kiko e i suoi consulenti sono stati solo degli abili imprenditori che, per l'appunto, hanno offerto un servizio ricreativo apparentemente cattolico.

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    2. Questo spiegherebbe, come letto in un commento, il dirottamento forzato di seminaristi del CN nei seminari Diocesani.

      LUCA

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  17. @ Pietro

    “L'eresia ormai imperversa nella Chiesa, ma la cosa impressionante del Cammino è che il Cammino l'ha istituzionalizzata. E' l'eresia che si è fatta società, un'eresia regolata da leggi scritte e soprattutto non scritte.”

    Il CN è proprio questo, una “società segreta” all’interno della Chiesa, un gruppo sociale settario che vive in un mondo ed in una realtà parallela , con regole rigorosamente non scritte, dettate dall’estro del suo creatore e padrone e dai suoi “sottoposti” sempre meno sottoposti e sempre più desiderosi di crearsi il loro feudo privato, sottoposto, solo e soltanto, al loro estro personale.

    È un gigante dai piedi di argilla, sempre più anarchico e sempre più ingovernabile.

    Non siamo ancora al “si salvi chi può” , ma ormai è evidente l’imbarazzo dei vertici del CN e dei loro appoggi nella gerarchia della Chiesa.

    Manca solo il GRAN FINALE.

    È solo una questione di tempo ed il tempo del CN è agli sgoccioli.

    Non mi preoccupa la gerarchia del CN e neanche la gerarchia corrotta della Chiesa, quelli cadono sempre in piedi, mi preoccupano molto di più le persone di buona volontà , quelle che hanno investito la loro vita nel CN, quelli che hanno sacrificato TUTTO e anche di più al MOLOCH di Kiko.

    Per loro sarà molto più dura rientrare nel “mondo reale”, uscire dai sogni “dorati”del CN.
    LORO hanno bisogno di una preghiera “speciale” , sono le vittime “sacrificali e sacrificabili” di 50 anni di follia.

    LUCA

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  18. Esce a breve, nelle edizioni San Paolo, una nuova Bibbia, ( La Bibbia, Scrutate le scritture) commentata da don Francesco Voltaggio, Ezechiele Pasotti.... C’è un video di presentazione su YouTube. Anonimo che ben sa

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    1. "Biblisti di fama internazionale"!!!
      Roba da matti...

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    2. Nelle note ci metteranno le interpretazioni neocatecumenali ..
      Così potranno dire: "è scritto nella Bibbia"!

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  19. @Libera mente semper, e' proprio vero quello che dici che succede nei funerali: Catechisti in prima linea ad annunciare la buena nueva a tutti i presenti, e familiari "felici" per la morte del loro caro.
    Forse non si sentono piu santi di Cristo a rispondere con falsa allegria e felicita di fronte alla morte ma di sicuro piu della Madonna.
    Ricordo di un caso in cui a questa coppia di catechisti mori il loro figlio e alla settimana successiva parteciparono ad un matrimonio e ballavano come niente fosse successo.
    I catecumeni erano contenti della loro allegria di fronte alla morte del loro figlio e dissi loro che questo comportamento e' mancanza di rispetto al loro stesso figlio.
    Ovviamente dissero che io guardo il lutto in un senso di religiosita naturale al quale gli riportai l'esempio della Vergine Maria che piangeva ai piedi di Gesu' e se osavano dire che anche lei fosse religiosa naturale... tutti rimasero muti ovviamente...
    Ovviamente questi cloni di Kiko non pensano piu di testa propria ma sono solo programmati a rispondere con frasi che hanno imparato dai catechisti nel corso degli anni...

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    1. Oppure potevi riportare la tristezza di Gesù alla morte di Lazzaro.

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  20. Vito Luigi Valente su Kairos mette a disposizione il video di inizio corso a Porto Rico per poi toglierlo. È comunque disponibile su YouTube ma da tradurre.

    https://kairosterzomillennio.blogspot.com/2020/10/encuentro-de-inicio-de-curso.html?m=1

    Frilù

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    1. Video scomparso!!!, fratelli ma perché nascondere,che brutte queste azioni...

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    2. Il video non è scomparso, si deve cliccare sulla scritta youtube.
      Io l'ho già ascoltato.
      E' una convivenza motivazionale e celebrativa di Kiko & Co, pieni di fede e amorevoli verso i propri catecumeni (ai quali si sono mostrati dopo 7 mesi di silenzio!).
      L'incontro si è svolto a Madrid e questi di Porto Rico ci sono andati, in piena pandemia.
      Infatti il refrain è che se hai paura di morire, dentro non hai la resurrezione...

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  21. Cominciate le catechesi, prima nei locali della chiesa ma poi in casa di catecumeni compiacenti.. Roba da matti.. Gli hanno preparati pure su cosa dire, i catechisti gli hanno incontrati prima per prepararli..
    Se so altro vi aggiorno..
    Anche io ho fatto le catechesi, è stato bellissimo sentire e poi andarle a rileggerle sugli orientamenti.. Ma poi ho visto altri che seguivano che credevano a quelle parole e io che non potevo fare niente. Sono arrivato alla convivenza e nel momento di confermare ho detto NO!

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    1. Scusami,ma se per "orientamenti" intendi il "Direttorio catechetico del cammino neocatecumenale", citato negli statuti, non puoi averli letti perché non sono mai stati pubblicati e possono averli solo i catechisti del cammino neocatecumenale.
      Quindi o sei un catechista neocatecumenale oppure ti sei confuso con qualcosa di diverso.

      LUCA

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    2. Si chiama orientamenti alla equipe dei catechisti nella fase di conversione.. Si trova on line e padre Zoffoli ha scritto un libro..
      Ti posso dire che lo sapevano a memoria omettendo qualcosa ma anche gli esempi citati erano copiati.. No mi dispiace non sono in catechista.. Sono una persona che gli stavano distruggendo la famiglia..

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    3. Ci hanno provato anche con me e con la mia famiglia.
      Hai fatto la scelta giusta.

      LUCA

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    4. Anonimo20 ottobre 2020 09:23
      Per me è molto importante questo aspetto.
      Posso chiederti quando hai seguito le catechesi? Perché se le hai seguite dopo il 2012 avrebbero dovuto essere sicuramente fatte secondo il testo aggiornato, corretto e MAI pubblicato e non corrispondente a quello pubblicato e commentato da Padre Zoffoli.

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    5. Il 2019. Quello che ricordo è che saltavano delle parti, erano più brevi, e in una catechesi c'erano delle domande da rispondere a gruppi ed erano le stesse del direttorio catechetico. I disegni esposti erano gli stessi. La catechesi della confessione con sacerdoti era identica, stessi canti e stesso vangelo.
      Durante la convivenza ricordo bene che il sacerdote leggeva il direttorio nella parte che spiegava l'Eucarestia, stesse parole. Da fare rabbia.. Come può un sacerdote spiegare la storia dell'Eucarestia scritta da kiko senza correggere niente ma ancora peggio non spiegare il sacrificio.
      A disposizione per altre info.

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    6. Interessante quanto Anonimo ci racconta. Sono molti anni che ho lasciato il cammino ma mi sento di dire, con quasi assoluta certezza, che la predicazione delle catechesi non è mai cambiata. Vero è che ad un certo punto sono stati pubblicati i mamotreti con note, quelli "approvati", diciamo approvati... per la gran parte Kiko e Carmen hanno fatto la guerra per non vedere modificato troppo il verbo ispirato con cui si sono espressi nella prima predicazione. Alcuni strafalcioni colossali sono stati espunti qua e là dal testo, a mio avviso anche da loro stessi, prima di sottoporli al vaglio della chiesa. Ma solo alcuni, i più appariscenti e compromettenti.
      Intanto come sappiamo è tutta la predicazione ad essere inficiata dagli errori strutturali e di sostanza di quella che possiamo definire "dottrina" neocatecumenale. Che puoi salvare di questa "parola"? Unica cosa: il fuoco, come diceva il nostro Lino Lista, che definiva i mamotreti inemendabili e solo da bruciare.
      Ma, tornando coi piedi per terra, questi sono riusciti ad ottenere, come al solito, di non vedere il loro testo stravolto o "corrotto" del tutto dall'intervento della Chiesa. Ed ecco la soluzione delle famose note che, lasciando le correzioni a piè pagina e fuori testo, chi vuoi che le vada a leggere? Quando preparano le catechesi in equipe per me le preparano sempre alla stessa maniera, non integrano un tubo e certamente non correggono il tiro! Questo sicuro.

      ...........................

      Elimina
    7. Neanche sono invogliati dai capi dei capi a far questo, sono testimone.
      E come spesso sottolineava apostata, chiediamoci PERCHE' fanno convivenze per tutto e una convivenza per spiegare le "correzioni" della chiesa MAI l'hanno fatta, MAI! Si tergiversava e si facevano le piroette per spiegare perchè mai fossero state aggiunte delle note con citazioni dal CCC, dalla Parola di Dio e da testi di dottrina ed esegesi. Ricordo che MAI li ho sentiti parlare neanche di INTEGRAZIONE, figurarsi di CORREZIONE, e di questo sono testimone . Ma soltanto di CONFERMA DELLA PREDICAZIONE. Con una grandissima dose di faccia tosta e insieme a dimostrazione della bassissima stima e considerazione in cui tengono i loro adepti o seguaci:
      Oltre a considerarli "polli da spennare" (come ben li stigmatizza Tommaso), li considerano anche degli idioti, inutili idioti o anche utili a volte, dipende dai casi.

      .....................

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    8. Per cui, concludo, chi volete che approfondisca l'argomento complicandosi la vita? Già per correre dietro a loro il tempo è poco e ti mandano come una trottola di qui e di là, poi ti metti pure a studiare le note ai mamotreti?
      Quei pochi che, illuminati, iniziano ad approfondire infatti o soprassiedono o, in breve, se ne vanno dal cammmino o ne vengono cacciati, come tanti di noi dimostrano.

      Inoltre per loro difendere la purezza del carisma kikiano/carmeniano è una missione in più di cui si sentono investiti direttamente dall'alto, una opera di misericordia e di giustizia.

      A conferma quanto Anonimo racconta sulla catechesi dell'Eucarestia fatta da un sacerdote, addirittura, che "leggeva il direttorio" nientemeno. Leggeva! Ordunque, se non ha fatto cenno alcuno al Sacrificio CHE NELLE NOTE E' PORTATO IN GRANDE EVIDENZA è segno che ha letto solo il testo della catechesi eucaristica (che per la precisione è quasi tutta di Carmen). Bisogna sapere che la catechesi eucaristica è stata CONFERMATA talmente, come dicono loro (io dico invece totalmente stravolta), che se guardate il testo del Direttorio approvato trovate due o tre righe di predicazione e un'intera pagina di note che, ripeto, non legge nè tanto meno riporta Nessuno.

      Pax

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    9. P.S.

      Per cui ritengo che, appassionati del kikiano verbo, alla parola di Kiko e Carmen soltanto si siano attenuti sempre e si attengano ancora oggi.
      Per questo Anonimo ha trovato nel testo che ha consultato precisamente tutto quello che ha ascoltato e i disegnini fatti alla lavagna e le domande date quando ha seguito le catechesi lo scorso anno 2019! Poichè, così ho capito, egli ha consultato il mamotreto nella versione originaria delle “bozze di catechesi "non corrette"” come era scritto su tutti i frontespizi dei libri azzurri delle catechesi. Si tratta, come Anonimo precisa, dello stesso testo che fu sottoposto a padre Zoffoli da chi, sottraendolo per giusta causa, gliel'ha messo a disposizione, tantissimi anni fa.

      Pax

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  22. Grazie della tua testimonianza ad averla quando ho fatto le catechesi io mi risparmiavo 17 anni di cammino neocatecumenale.
    Va be, è andata così.

    LUCA

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  23. Condivido Anonimo: "Come può un sacerdote spiegare la storia dell'Eucarestia scritta da kiko senza correggere niente ma ancora peggio non spiegare il sacrificio"?
    A me sembra strano che la catechesi sull'Eucaristia l'abbiano data al sacerdote: si vede che è così prono al loro verbo che si fidano totalmente di lui. Oppure è un presbitero che ha "studiato" nel Redemptoris Mater e quindi ha molta dimestichezza con la versione di Kiko della Eucarestia (e nessuna con la vera la Messa cattolica).
    Nel tuo primo commento hai accennato al fatto che, per la catechesi fatta nelle case, sono stati debitamente istruiti i padroni di casa. Mi puoi spiegare di cosa si tratta?
    Per il resto concordo con Pax: non hanno mai veramente cambiato la loro catechesi; forse hanno espunto le eresie più plateali, ma con grande rincrescimento perché più le sparavano grosse, più erano convinti di riscattare dalla religiosità naturale i parrocchiani, cattolici della Messa delle 12.

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    Risposte
    1. Valentina Giusti come posso raccontare la mia storia in privato? E darti altre info?

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    2. Puoi scrivere alla mail redazione.osservatorioncn@gmail.com
      Grazie!

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