domenica 4 ottobre 2020

Per salvaguardare il buon nome del Cammino

Ci ha scritto un attento lettore del blog:

Qualcuno diceva "il buon nome del cammino". Esempio pratico attuale, visto con i miei occhi.

Nelle disposizioni per le convivenze di inizio corso fatte circolare dalle mie parti nelle comunità, a parte tutte le regole anti covid sui distanziamenti, mascherine, autocertificazioni, ecc., ce n'è una, quella finale, che raccomanda di ottemperare alle disposizioni vigenti anche nei momenti "liberi" come passeggiate in paese o altro. Per la salute dei camminanti o delle persone eventualmente venute in contatto con loro? 

Ci mancherebbe altro! 

Dichiarato esplicitamente: "per SALVAGUARDARE IL BUON NOME DEL CAMMINO"... Senza parole...

 


 

È vero, si resta senza parole. Ma neppure troppo: in fondo stiamo parlando del Cammino neocatecumenale!

Eh sì, il Cammino neocatecumenale : quello del 'preferisco morire' - senza preoccuparsi dei propri doveri di stato, che facevano aggiungere a san Paolo: per voi è più necessario che io viva -, del 'portami in cielo' - senza spiacevoli soste in purgatorio tanto l'uomo 'non può non peccare' -, della paternità irresponsabile, dei cesarei ripetuti, degli aborti spontanei, a catena, perché 'Dio lo vuole'. 

Quindi: del non preoccuparsi dei propri doveri di stato e spesso della propria salute e di quella degli figli, nel Cammino Neocatecumenale ci si fa un vanto. Tanto, 'ci pensa Dio'.

Ma guai, assolutamente guai, non se le persone si ammalano, patiscono e muoiono per una tua leggerezza, quella è  'volontà di Dio' necessaria per la conversione loro e delle loro famiglie: guai se il 'buon nome del Cammino' viene macchiato per causa di qualche malattia o morte inopinata!

Per salvare il buon nome del Cammino un sacerdote innocente, morto a causa dell'insipienza delle équipe dei catechisti che facevano fare convivenze e penitenziali in un periodo in cui incombeva la pandemia, è stato incolpato, come se fosse stato la mente organizzatrice degli eventi.

È  bene che un uomo solo muoia per tutto il popolo: chissà se questa frase dice qualcosa ai caporioni del Cammino in Campania?

E proprio dalla Campania ci era giunta notizia che, incuranti di quei recenti fatti di Atena Lucana del Vallo di Diano, la macchina neocatecumenale si era messa in moto per organizzare le convivenze con responsabili e per trasmettere la catechesi di Inizio Corso di Kiko, Ascension e Pezzi: con tanto di raccomandazioni di portarsi dietro la moglie  (ma ad essere considerati responsabili, non erano ambedue i coniugi?) e pure il presbitero, perché era necessario indottrinarlo su certe misteriose novità.

 

Ma ecco che, il giorno stesso in cui doveva iniziare la convivenza, arriva il contrordine: tutto rimandato a data da destinarsi.

Hanno forse ascoltato la propria naturale prudenza, visto l'età di molti responsabili, e il morbo che ha colpito a morte lo scorso marzo facendo chiudere ben quattro comuni nella zona del salernitano?

Eh no... l'unico che poteva fermare la macchina neocatecumenale era lo 'sceriffo' De Luca, presidente della Regione Campania, con la proibizione di effettuare riunioni con più di 20 partecipanti. 

Quindi, ancora una volta, ciò che ha guidato le loro scelte non è stata la preoccupazione per le persone, padri e madri di famiglia, preziosi sacerdoti, ma l'ansia di non macchiare 'il buon nome del Cammino neocatecumenale'.

 

Da "Il buon nome" di Dino Buzzati

«È assurdo! È inaudito! Il professor Leprani non sbaglia mai, non può sbagliare! (...) Qui sta succedendo una cosa gravissima, il professor Leprani ha sentenziato un esito mortale a breve termine e il paziente se ne va in giro per la casa come se niente fosse. Domeneddio, che disastro. Il prestigio di un clinico sommo, invidiatoci dall’estero, messo a repentaglio così! Non possiamo permetterlo  assolutamente.»

16 commenti:

  1. Piccolo off-topic: leggo che il Partito Comunista Cinese diffonde un Vangelo falsificato in cui Gesù si autoqualificherebbe come peccatore.

    Mi torna in mente l'eretico insegnamento neocatecumenale secondo cui «Gesù divenne un peccatore... che fece esperienza del perdono del Padre».

    Ecco perché l'eretico Kiko non vede l'ora di installare il neocatecumenalismo in Cina.

    Continuate a pagare, cari fratelli del Cammino, pagate tutte le Decime e mollate il malloppo ogni volta che i capicosca della setta vi chiedono soldi: le eresie non sono mai gratis.

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  2. Uomo Libero!!!4 ottobre 2020 07:40

    BISOGNA SALVAGUARDARE LE SPECULAZIONI ECONOMICHE DELLA HOLDING "CAMMINO NEOCATECUMENALE"

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  3. Per l'ennesima volta si ha la conferma che ai camminanti interessa SOLO il cammino. Se, per assurdo, al cammino facesse comodo che qlc muoia allora non gliene fregherebbe nulla. Non sto parlando della morte fisica giacchè spiritualmente e moralmente il cammino ha già ammazzato un sacco di gente senza il minimo rimorso o scrupolo morale

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  4. La morte fisica o gravi deperimenti possono essere causati da abusi e condizioni di abbandono o tipo tortura o peggiorative in quadri già un po' foechi...

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  5. Continua l'epopea del vescovo pedofilo neocatecumenale, che tre anni fa reclamava un processo e ora invece stranamente vuole un accordo extragiudiziale (mentre sta tentando di sfruttare un cavillo di una legge del 2016 per bloccare ulteriori azioni legali).

    In altre parole, i capicosca della setta avranno fatto bene i loro conti e avranno capito che ulteriore pubblicità sul caso danneggerebbe il prestigio del Cammino e scoprirebbe altri "altarini" neocatekiki...

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    1. Nell'ordinamento statunitense le parti possono trovare un accordo anche appena prima della sentenza. E di solito se è l'imputato a chiederlo evidentemente lo fa perchè cmq sia conviene. Se non a lui, a persone vicino a lui. E poi diciamolo: agli NC basterà dire che "non è stato condannato da una giuria" per far intendere che è innocente. Ad alcuni potresti dire che gli asini volano e loro ci crederebbero ad occhi chiusi.

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    2. Ecco, la vicenda del vescovo pedofilo è proprio esemplare per spiegare cosa si intenda per difesa del buon nome del Cammino. Normalmente, la difesa dell'onorabilità della organizzazione a cui si appartiene, implica l'impegno attivo o se non altro il desiderio di estromettere le male marce. Capisco che possa essere doloroso, capisco anche la reazione iniziale di difesa, ma è invece strano che si pensi di fare qualcosa di positivo negando pervicacemente la realtà, anche quando è diventata una notizia di pubblico dominio e la giustizia ecclesiastica, nel caso di Apuron, ha fatto il suo corso.
      Un'altra cosa che mi ha fatto riflettere sono state le dichiarazioni dei fedeli neocatecumenali a sostegno del sacerdote don Segalini, fuori dall'aula di tribunale il gennaio scorso.
      Un paio di persone hanno detto chiaramente che per loro era indifferente che il sacerdote fosse colpevole o innocente: questo non avrebbe cambiato nulla del loro atteggiamento nei suoi confronti.
      Quindi: innocente e ingiustamente accusato o colpevole e bugiardo e impenitente è esattamente la stessa cosa, lo appoggiano comunque.
      Mentre invece coloro che lo hanno accusato, sia che dicano le verità sia che mentano, sono egualmente riprovevoli, secondo loro sicuramente davanti a Dio e agli uomini.
      Una cosa del genere può verificarsi solo in menti profondamente stravolte e confuse, che hanno perso totalmente il senso di realtà.
      In sintesi, c'è una tale acritica fiducia nel 'contenitore' Cammino, da considerare buono ogni contenuto: ma non perché si sia convinti che sia veramente buono, ma perché, anche se cattivo, deve essere accettato e difeso perché altrimenti metterebbe in crisi la propria fiducia nel contenitore Cammino, e ciò scatenerebbe un'angoscia terribile, impossibile da accettare e controllare, una deframmentazione ed un annichilazione della propria personalità.
      È un meccanismo psicologico e comportamentale che credo sia fisiologico fino a pochi anni d'età, poi si deve parlare di patologia.

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  6. Indipendentemente dal fatto su come la si pensi riguardo al covid e alla sua gestione medica e politica, è un fatto che, per "il buon nome del Cammino", il Cammino si vede costretto, suo malgrado, a UNIFORMARSI a delle regole.
    Quello che la Chiesa ha tollerato, cioè la disubbidienza, lo stato, che è tutt'altro che infallibile, non tollera.

    Nel Cammino DISTINGUERSI è fondamentale: sia perché il Cammino non è equiparabile a nessun altra realtà ecclesiale (perché è altra cosa rispetto alla Chiesa), sia per "apparenza".
    Cioè: l'essere diversi nel Cammino ha una doppia funzione: manifesta sia la diversità sostanziale con la Chiesa, e perciò con la sua dottrina e la sua prassi, e funge da specchietto per le allodole, come se la diversità, invece che essere frutto di eresia, sia dovuta da un rinnovamento della Chiesa e, anzi, a una riscoperta del vero significato di essere Chiesa.

    Ora uno stato laicista, ateo e fortemente anti cristiano, impone al Cammino una "normalità" che si riflette non solo sulle mascherine, ma anche sulle sue prassi eretiche e sul suo annuncio eretico.
    Uno stato forte, che ha imposto dall'esterno e senza nessuna preventiva consultazione, delle regole perfino alla Chiesa, che solo in un secondo tempo ha accettato, in un certo senso ottine dal Cammino quello che la Chiesa non ha mai ottenuto: l'ubbedienza.

    Forse, da tutta questa storia, i Pastori una morale potrebbero trarla.

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  7. Diverse considerazioni sono doverose.

    In ogni convivenza, in ogni annuncio, in ogni raduno Kiko esordiva col suo solito "In questo tempo...", facendo un breve excursus dei fatti salienti avvenuti nel mondo o anche nella cronaca.
    Storicamente sempre ha fatto così! E poi li interpretava "faceva discernimento".
    Col suo discutibile profetismo a senso unico, ma si esprimeva, e con molta saccenza. Con quel suo profetismo oscuro, col suo catastrofismo cosmico in cui SOLO il Cammino si salva e solo il Cammino salva. SOLO chi ha ricevuto l'Annuncio (Kikerigmatico) scampa dalle innumerevoli sciagure che invece toccano in sorte a tutti gli altri comuni mortali, senza distinzione alcuna.

    Guardate, non esagero, ma a sentire lui Dio aiuta solo loro. Pare si alzi la mattina e si affacci dal cielo per beneficare solo loro. Non ha altra occupazione. Ascoltare o leggere le sue catechesi per credere.
    Dio è sempre e solo in relazione all'opera del cammino.

    Tanto premesso si comprende agevolmente perchè Kiko si sia ben guardato dall'avventurarsi in questa concreta contingenza a "fare discernimento". E il suo silenzio è ancor più imbarazzante perchè poi il "fare discernimento" è il "suo mestiere" (e la cosa a questo punto assume addirittura contorni inquietanti).

    Perchè , spegatemi voi amici del Blog, ma Kiko cosa potrebbe mai dire?

    Povero Kiko, non c'è da invidiarlo, è davvero in un grande, palpabile imbarazzo. Che gran pasticcio!

    Insomma, che la si prenda da destra o da sinistra, da sopra o da sotto, non sa, a mio avviso, proprio come venirne fuori.

    Il COVID ha portato al Cammino solo danni. Questa la cruda realtà.

    Cosa volete che dica Kiko? Questa volta, dispiace dirlo, per quanto sia un bravissimo contafrottole e spara balle la situazione lo supera di troppo e lo sommerge.

    Kiko inopportunamente ha ripetuto fino allo sfinimento che Dio fa la storia, Dio stesso "manda" le disgrazie.

    Ora come mai Dio, che ha ricolmato il Cammino Neocatecumenale di ogni sorta di miracoli, prodigi, sempre e lungo tutti questi anni ("Ragazzi è impressionante..." "Il Signore ci ha sorpresi, il Signore ci ha preceduti...") adesso col COVID lo sta di fatto Lui stesso affondando, disintegrando?

    - Le comunità, le piccole comunità che si riuniscono, sono tutto il cammino.

    - L'eucarestia neocatecumenale, ovviamente, è tutto. (Ricordo il grido disperato di Carmen, ma anche di Kiko che le faceva eco, "Se ci tolgono l'eucarestia si distrugge il cammino").

    - Le convivenze, gli incontri periodici e scrutini coi catechisti sono nel neocatecumenato di vitale importanza.

    Tutto questo è sparito col COVID. Spazzato via in un soffio.

    Cosa resta?

    - le riunioni in presenza impossibili ancora quasi dappertutto e la situazione si profila in netto peggioramento; addio comunità nelle salette;

    - dell'Eucarestia non parliamo proprio, dove le hanno riprese le celebrano in Chiesa la gran parte (troppo piccole le salette) senza spostare i banchi per il distanziamento, con le ostie (il pane azzimo sappiamo essere stato bandito quasi dappertutto) la grande coppa non si usa più, bandita ancor più e nel modo più assoluto, non c'è più vino per i fratelli, e nessuno farà un miracolo per loro. Niente pace, niente ballo.

    - Le convivenze poi, credo saranno impossibili nei prossimi mesi come i consueti raduni a Porto San Giorgio degli itineranti provenienti da tutto il mondo. Ma questo era un punto cruciale e fondamentale per il "governo del cammino". Niente convivenze anche per le comunità nè per i vari passaggi.

    Rendiamoci conto davvero: Ma cosa resta?


    Pax

    CONTINUA

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  8. Ora Kiko dovrebbe spiegare nientemeno perchè Dio che ha fatto sempre tutto per il Cammino, fino a difenderlo dalla stessa Chiesa, ha permesso tutto questo. Impossibile! E secondo me Kiko non ci dorme la notte e non solo lui.
    Se continua così ancora un poco è finita la festa, è finita la giostra e per molti dei capoccia è finita la bella vita a scrocco.

    Ma questo non basta. Il caro Kiko dovrebbe spiegare anche "Cosa Dio vuole dire, sta dicendo con questa storia, con questi fatti?". Meglio ancora "Cosa Dio dice a te, Kiko, con questa storia?"

    E' una parola!

    Povero Kiko, cosa volete che risponda? Per questo non parla.
    Se fino a cinque minuti prima ha blaterato che Dio vuole solo che evangelizziamo: "Io non mi posso fermare..." Vorrei morire presto... sono distrutto, ma devo andare qui, andare là...", andare "ad ogni parte" ... "guai a me se non annunzio il vangelo"... e tutti i suoi teatri ad effetto. Basta leggere l'ultimo annuncio che Dio gli ha permesso di fare in presenza a Roma al Seminario R.M., quello di Quaresima. Tutti i programmi fissati con tutte le date e scadenze e Kiko che, ut semper, faceva la parte faticata: "Ah, come farò, son vecchio son stanco, meglio morire, portami in cielo"... dobbiamo pagare, avremo i Vescovi alla Domus e i Concerti... e di qui e di là...
    ... andare, correre, non perdere tempo: "Dobbiamo raccogliere un milione di euro" perchè dobbiamo fare questo e quest'altro... altrimenti "l'evangelizzazione si deve fermare"...
    Quante ne abbiamo sentite!

    Ma possibile mai che Dio sta facendo una storia che rende impossibile tutto questo? Che distrugge tutto quanto fa il Cammino? Tutto ciò che rende il Neocatecumenato quello che fino ad oggi è stato?
    Davvero più nulla resta!

    Di cosa parliamo? Del Buon Nome? Troppe ne hanno combinate come anche racconta il post.
    Qui abbiamo superato anche il "Buon Nome". Non esiste il "Buon Nome" del nulla.

    Pax

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  9. Se prendiamo quanto sopra descritto come premessa facciamo ora uno più uno e analizziamo di nuovo l'elemento primario:

    Dicevamo che Kiko ha sempre rimarcato che "Dio si manifesta nella nostra storia" nei fatti. Fino al punto che se pure tu hai subito un'orribile abuso devi sapere che è Dio stesso che lo ha permesso. Anche in questo c'è LA SUA VOLONTA' e la Sua Volontà PER TE (questo è importante!).
    Oltre questo sappiamo bene kikianamente, da un'altra parte, che è Dio stesso che nel suo disegno provvidenziale HA PERMESSO CHE TU PECCASSI E PECCASSI ORRIBILMENTE pur di convincerti che "sei un porco". Ne discende che non accettare, sempre kikianamente parlando, questa "realtà" significa "non accettare la volontà di Dio".
    Ne discende che, visto che l'altro ha dovuto peccare per sperimentare bene la catechesi del fango della Traditio (altrimenti che annunzierà nelle case?) l'abusato, che per forza di cose è necessario ci sia, DEVE, per parte sua, perdonare senz'altro, mentre l'abusatore, a sua volta, accettare che "non poteva non peccare", con grande umiltà. Con un'ultima aberrante conseguenza - dettata dalla subentrante, prevalente necessità di "tutela del buon nome del cammino" (e torniamo al famoso Buon Nome) - che, se lo scandalo è dentro le comunità, deve essere messo a tacere chiunque, ancora in possesso di un briciolo di coscienza, osi chiedere giustizia.

    Quante volte ho sentito con enfasi ripetere: "questa storia distruggerà il cammino" (e sono due!) sempre la stessa musica; un comune denominatore. Della distruzione dell'"abusato necessario" nessuno dei kikatekisti (e di conseguenza della gran parte dei fratelli) se ne dà pensiero e neanche del suo "buon nome", per dirla proprio tutta.
    Questa l'aberrante prassi invalsa nel cammino. Mai corretta, mai rinnegata.
    Certo! Hanno di che rendere conto a Dio. Altro che il Signore è tutto e solo per loro.
    Prassi invalsa e ben conosciuta. Parlano di "buon nome" ma non sanno che ormai dovunque la loro fama li precede, non per il bene, ma a loro vergogna.

    Poi in Campania hanno colmato la misura.
    Diramando Comunicati Stampa a raffica. Perchè nella foga avevano dimenticato che il neocatecumeno non può far causa e dato che minacciavano le vie legali hanno dovuto ritirare questa minaccia chiedendo solo PACIFICAMENTE una mera rettifica all'infangamento del loro "buon nome". Mentre ugualmente non si sono preoccupati affatto che un povero Sacerdote, che per essere andato una volta sola dietro a loro ci ha rimesso la vita, fosse stato ingiustamente accusato di essere lui il vero responsabile del diffondersi del contagio. Neanche un dito hanno mosso. Anzi ben volentieri si sono nascosti dietro questo alibi provvidenziale a loro favorevole; come quei vigliacchi che mandano a combattere gli altri mentre loro si mettono dietro usandoli come scudi. Usare persone concrete come “”scudi umani”. Sono dei veri carnefici sanguinari e spietati. Senza cuore e senza coscienza.
    Ah già, scusate sono proprio ingiustamente esagerata.

    Dimenticavo che lo fanno solo per

    IL BUON NOME DEL CAMMINO.

    Pax

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    1. Cara Pax,
      innanzitutto contenta di leggerti.
      Le tue lucide considerazioni, dovute alla tua grande esperienza e conoscenza dei soggetti, sono da prendere come riferimento importante se si vuole capire la situazione attuale del CN e fare previsioni per il futuro .. eppure non mi convincono fino in fondo.

      Le esibizioni teatrali di Kiko (altro non erano gli "annunci", le "convivenze" dei tempi forti, le "convivenze" coi "responsabili nazionali", coi "catechisti dei catechisti dei catechisti..", le "chiamate vocazionali", gli "incontri col Papa", le "convivenze alla domus di rabbini e vescovi" ecc. ) non erano altro che "riunioni di lavoro" per far colpo su "clienti importanti", magari (nel caso delle gmg ad es.) anche davanti ai Media e, le esibizioni in tono minore (ma non meno efficace) dei teatranti imitatori a scendere nella scala gerarchica (le "convivenze di riporto", gli "scrutini", le "eucaristie", le "celebrazioni della parola", i "centri vocazionali", il "post cresima" ecc.) espletavano questo fine pubblicitario in modo capillare, come, in modo capillare aspiravano il denaro che veniva poi convogliato nelle grosse arterie.

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    2. Ora, come tu hai ben spiegato, in tempo emergenza-Covid, tutto questo non è più possibile, ma attenzione.
      Intanto, seppur parzialmente, è ancora possibile .. non sottovaluterei Zoom .. se la scuola italiana ha potuto svolgere e completare quasi 1 intero anno scolastico esclusivamente con la didattica on-line .. ancora meglio (come abbiamo visto anche in articoli di questo blog) possono, dei "catechisti" che siano bravi teatranti (e tu ed io sappiamo che ce ne sono e bravi almeno quanto il maestro ) essere altrettanto convincenti che "dal vivo" , soprattutto se ordinano e organizzano la raccolta porta a porta delle decime.
      Una prova della loro non decaduta influenza è data da tutti quei casi in cui sono stati obbediti riguardo la SCIAGURATA Comunione "da asporto". Senza contare che lo dice anche la statistica "controllo qualità del servizio", data dalle numerose entusiastiche "testimonianze" sui social delle famiglie "bella-bellissima la Pasqua in famiglia col papà-capo famiglia al posto del prete!" .

      Inoltre, è vero che si impone 1 cambio di METODO ma ciò non significa necessariamente 1 cambio di SOSTANZA; il CN, in molte sfumature, non è più quello dei primi anni e di quando lo hai cominciato tu, ha imparato ad accettare sempre più compromessi, scusa il gioco di parole, per farsi accettare da sempre più vescovi e preti, ha dovuto affinare l'arte della ipocrisia (della quale già era ben dotato in partenza) .. ma nella sostanza sì che è sempre lo stesso, perché il tripode SOLDI, POTERE, INGANNO, non teme crisi o pandemia di sorta.
      Come insegna l'economia, quando c'è 1 crisi, non è che TUTTI ci rimettono e perdono, ma, qualcuno perde perché qualcun'altro ci guadagna.

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    3. Apparentemente il CN sembra rimetterci, ma secondo me è solo 1 adattamento di modalità .. lo dicono tanti piccoli segnali come il fatto che comincia ad agire, anziché come "corpo unico" disperdendosi in tanti rivoli dove può agevolmente nascondersi, dai Movimenti per la vita, ai Partiti politici pro-famiglia, all'Associazione donne cristiane, all'Associazione famiglie numerose, alla Galleria per custodire le pitture di Kiko, all'editoria che pubblica libri e "Diari" .. e tante altre cose che ora nn mi sovvengono (forse perché ancora troppo ben nascoste) .. fino ad arrivare, come succede qua da me, ai singoli NC che, appartenenti "ufficialmente" ad 1 parrocchia di periferia, da anni si ingegnano a svolgere tutti i tipi di servizi al parroco della Parrocchia più importante della città (sede delle loro antiche glorie passate da cui si sono dovuti allontanare) dai vari aggiustaggi manuali al catechismo dei bambini .. e prima o poi ce la faranno a far rientrare il loro Cammino dalla finestra.
      Anche perché è cambiato vescovo ma la musica no, anzi è peggiorata, si avvicina sempre più alla "Sinfonia .." poiché da sua eccellenza hanno avuto 1 anora più esplicito incoraggiamento!

      Kiko? Non è più importante per il successo mondano (e quale altro successo desiderano i NC se non quello mondano?) del "suo" Cammino.
      Intendo Kiko come persona umana .. (poveraccio, suscita compassione come essere umano) non come SIMBOLO .. anzi, immagino che quelli suoi che vivono delle ricchezze e potenze del CN, non vedano l'ora che sparisca, per poterne fare 1 MITO da usare nella propaganda al loro "popolo" quando dovranno continuare a tenerlo unito e a spillare soldi.

      Secondo me è troppo ottimistico pensare che basti la crisiCovid ad estinguere il CN, soprattutto perché, con la tendenza al governo mondiale dei grandi supermiliardari, di cui la gerarchia della Chiesa è non a parole ma di fatto sostenitrice, i NC "grandi" possono, coi loro agganci, aggiungere il loro piccolo pesettino da 1 parte e aiutare a far pendere la bilancia là dove è gradito che penda ..
      pensate che i vescovi e i preti italiani, ad esempio, che in maggioranza, per timore o avidità, sono del tutto allineati con questa gerarchia, si opporrano a gente portatrice di 1 tale potere?

      Il CN non finisce, il CN è 1 organizzazione di Potere e questo è 1 momento propizio per chi detiene potere. Il CN semplicemente cambia .. e in peggio, per quanto possa sembrare impossibile.

      Se rileggo quello che ho scritto mi deprimo da sola, spero veramente sia solo frutto del mio pessimismo.. meglio che rileggo i tuoi commenti (molto equilibrati) Pax, che almeno lasciano presagire 1 po' di Giustizia.

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    4. PS
      Fossi in Kiko, anche solo per dispetto verso chi vuole "fargli le scarpe" rinnegherei tutta la dottrina dei mamotreti e mi convertirei alla vera fede cattolica.
      Dai Kiko, se vuoi ce la puoi mettere ancora "1 parola" .. non vedi che non ti puoi fidare di nessuno di quelli che ti circondano? Nessuno ti ama dei tuoi, nessuno ti è amico veramente .. Gesù ne ha avuto 1 che lo ha tradito, tu sei circondato da "eredi" bramosi di quella gloria che 1 tempo era tua .. liberati di loro abbandonando quello che ormai non è più "il tuo Cammino" , lasciali nel loro brodo e salvati dalla morte eterna, vedrai che stavolta Gesù Cristo starebbe veramente dalla tua parte.

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  10. Anch'io sono felicissima di rileggere Pax.
    I suoi commenti e quelli di Roberta mi portano a pensare che il Cammino così come noi l'abbiamo conosciuto, possa e debba estinguersi con i suoi iniziatori.
    Volutamente, non hanno formato dei successori e Kiko stesso non si è messo a riposo neppure quando papa Francesco glielo ha amabilmente suggerito. Resterà però purtroppo lo 'stile' neocatecumenale e la 'teologia' neocatecumenale, che sarà dura a morire. Ce ne accorgiamo nelle parrocchie, con certi ex del Cammino che pretendono, in altri gruppi o in altre attività, di imporre gli stessi comportamenti appresi in comunità. Roberta ha citato molte realtà create o infiltrate da loro. Qui sarà essenziale la autorità del sacerdote, sperando che nella Chiesa non si allarghi e non si aggravi la devoluzione delle competenze del sacerdote ad altre figure non consacrate e chissà come formate.

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