mercoledì 14 ottobre 2020

E’ RIAPPARSO IL VESCOVO DEL PALACIO

In effetti ci domandavamo dov’era finito l’ex vescovo neocatecumenale del Callao, Luis del Palacio, liquidato dal Santo Padre con una semplice lettera alla vigilia di Pasqua.

Molte illazioni sulla sua rimozione, ma nessuna spiegazione ufficiale. Poi silenzio assoluto. Nessuna notizia di altro incarico.

Senza clamore, però, il “vescovo emerito” del Callao è tornato a predicare.


Vescovo emerito” è un titolo che spetta a quei vescovi che lasciano la guida di una diocesi, per raggiunti limiti di età, per motivi di salute o perché trasferiti ad altri incarichi NON inerenti alla cura pastorale di una diocesi.

Dalla definizione una cosa è certa: un vescovo emerito non potrà avere un’altra diocesi quando non lascia per motivi di età e di salute, ma viene trasferito, come nel caso di Del Palacio. Trasferito “ad altri incarichi non inerenti alla cura pastorale della diocesi”. Per questo "emerito".

Questo è comprensibile, perché se un vescovo va ad occupare un’altra diocesi diventerà il vescovo di quella diocesi e non “emerito” di quella che ha lasciato. “Emerito” è quindi un attributo definitorio e non transitorio.

Del Palacio, quindi, se viene definito “emerito” del Callao, non avrà una nuova diocesi, sembrerebbe. 

Che posto sta occupando quindi adesso in Spagna?

Nemmeno è stato richiamato per “altri incarichi” in Vaticano, parrebbe, visto che sta in Spagna.
Oppure era in ferie, appena 3 mesi dopo la sua rimozione.
Cosa sta facendo?

Dopo un silenzio di mesi senza sapere dove fosse finito e che incarico avesse eventualmente assunto, è riapparso in un video di Religion en Libertad, il portale di informazione religiosa più letto in Spagna, l’8 luglio di quest’anno.

Presumibilmente, quindi, si trova in Spagna. A fare cosa non si sa.

Nel video, la dicitura introduttiva così recita:

José Luis del Palacio, vescovo del Callao dal 2012 al 2020, invita ad una riflessione su ciò che ha significato la pandemia nel mondo dal punto di vista della Provvidenza di Dio e come sfruttare spiritualmente la situazione creata.”

Rimozione da vescovo del Callao. Nessuna spiegazione dei motivi. Silenzio per 3 mesi. Poi torna bel bello a spiegarci il “punto di vista della Provvidenza di Dio” così da poter sfruttare spiritualmente la situazione che si è creata con la pandemia.

Certo, quanto a “saper sfruttare”, sembra essere stato un campione.

Ascoltiamo quello che dice:

La pandemia non è un castigo, è una correzione di Dio. Siamo arrivati ad un punto che tanto stress di vita, tanto individualismo… cosa ci sta dicendo Dio con questa correzione?

Il classico: “Che vorrà dire il Signore con questo fatto?”

Lui ha la risposta:

“Stiamo toccando L’ALBERO DELLA VITA, abbiamo mangiato dell’albero che fu proibito mangiare per essere Dio: con l’aborto, con l’eutanasia, con l’ideologia di genere… E ci stiamo distruggendo interiormente”

Sarebbe per questo, dice, che Dio ha messo questa correzione per il mondo, con questa pandemia.
In conseguenza di essa sostiene che si stiano creando molti valori fondamentali per aiutare l’uomo “AD ESSERE PIU’ FELICE”.

Se Dio si scomodasse per creare valori e far essere più felice l’uomo, mi sa che sarebbe un piccolo “dio”.
Non il Dio della Resurrezione, della Vita, della Verità, che ha istituito la Chiesa affinché lo potesse incontrare per adorarlo, per avere fede in Lui, per seguirlo nella via della vita, anche a costo di sofferenze, vedi i martiri. Altro che “essere più felice”, teologia della prosperità.
Chi ha fede segue Dio anche se questo può portare sofferenza, persecuzione “vera” o martirio.

Dice:

“Per esempio ora in Spagna: è un paese che vive di turismo. Di che cosa vivrà se non arriva il turismo?
Si è avuto uno stop nell’economia, LE CHIESE SONO VUOTE
Dio voleva risintonizzarci con L’ALBERO DELLA VITA con la speranza, con l’ALLEGRIA, col sapere dove andiamo e che senso ha la nostra vita.”

A me sembrano parole a caso, però dette con sicumera ed assertività, come fossero delle verità.
Cosa c’entra lo stop dell’economia con le Chiese VUOTE?
Cosa c’entra la “risintonizzazione” con l’ALBERO DELLA VITA per l’ALLEGRIA o per acquisire senso alla vita?
Magari Dio desiderava "risintonizzarci" con sé stesso, più che con l'albero della vita...

Dio corregge perché ama.” Dice.

“Se non ci amasse non avrebbe permesso che…
L’uomo si distrugge per il denaro, per l’affanno di correre… Ma Dio ha mandato una correzione per scoprire dove stiamo andando, che senso ha la vita, perché si vive con un’altra persona, che significa il dialogo, se abbiamo dimenticato il dialogo…”.

Ancora un dio “piccolo”, che manda la pandemia per capire come mai si vive con una persona, per scoprire il dialogo…
Le correzioni di Dio hanno sempre avuto significati molto più alti, quali il ritorno alla fede, al riconoscimento che lui è UNICO, degno di adorazione e di lode, il ravvedimento dei peccati ed il desiderio di mettersi alla sua sequela. E’ per mostrarsi per quello che è, l’Onnipotente, l’Onnisciente, ma anche il Padre.

Del Palacio sostiene che ci sono tanti “valori” che stiamo recuperando con questa pandemia: l’importante non è fare denaro, non è occupare il primo posto, non è il potere.

Sembra di sentir parlare l’uomo della strada, con i suoi luoghi comuni “Eh, si son persi i valori di una volta, tutti dietro ai soldi…”

“La politica non risponde al problema dell’uomo che rimuove la legge naturale, rimuove la Torah, dicono gli ebrei, la legge di Dio, cosa sta apparendo?
La corruzione.”

Abbiamo rimosso la Torah...

Pare di vivere ancora nell’Antico Testamento, nella Vecchia Alleanza: rimuovere la legge, la Torah…

Noi cristiani cattolici sappiamo che i figli di Dio non agiscono per una LEGGE, tantomeno per la Torah, ma ricevono il sigillo e l’adozione a figli mediante quel sacramento voluto dallo stesso Gesù Cristo, che si chiama Battesimo, attraverso il quale inizia ad operar nell’uomo lo Spirito Santo.
La legge allora, per tutti i battezzati  che desiderano mettersi alla sequela di Gesù, è iscritta nel cuore, non un insieme di regole da osservare o rimuovere.
Cosa c’entra la rimozione della Torah?
Cristo è venuto per dare compimento alla legge dell'A.T.

Sostiene che altro problema che gli uomini incontrano è “come si può vivere questa pandemia in famiglia”.

Quale sarebbe la sua risposta?

Non possiamo!
Perché appaiono i difetti, appare l’altro, ed è importante recuperare la parola di Dio che crea la riconciliazione, cioè il perdonarci, l’amarci, l’accettarci come siamo…
Per questo abbiamo bisogno di Dio, perché si è fatto peccato per noi per salvarci e darci LA FELICITA’ IN QUESTA VITA.”

Questa frase risulta ricca di incongruenze

La prima incongruenza, sconfessata dalla storia, è che invece POSSIAMO vivere la pandemia e l’isolamento. Praticamente tutti lo fanno. Sia chi è credente che chi non lo è. E’ questione anche di sopravvivenza, non solo di fede.
L’impossibilità è solo nella sua testa.

La seconda incongruenza, non da poco, è che sarebbe la Parola di Dio a risolvere magicamente le situazioni: creare riconciliazione, perdono, amore…
Sbagliò proprio Gesù allora quando istituì i sacramenti nella Chiesa e stabilì che attraverso di essi l’uomo potesse ricevere lo Spirito Santo, quello vero.
Non sapeva, Gesù, che bastava rifarsi alla Parola, quale nemmeno sappiamo, se la Torah o la Bibbia, per risolvere tutti i nostri guai?
Per Del Palacio e tutti i neocatecumenali è la Parola il centro. Quella che si può leggere anche a casa, senza bisogno della Chiesa, perché tanto ognuno la interpreta come gli pare.

La terza incongruenza, tipicamente neocatecumenale, è che Dio ci ha salvati “per darci la FELICITA’ IN QUESTA TERRA”. Immanentismo e nessun orientamento al trascendente.
Promesse di felicità ora e subito.
Loro anticipano la pienezza della Gerusalemme Celeste, possibile solo quando l’uomo si sarà liberato da ogni residuo di peccato, alla felicità terrena. 

In questa pandemia Del Palacio vede “un’azione di Dio immensa” e la spiega così:

“Dio ci ha detto l’origine dei nostri mali, come appare nel Genesi: è che abbiamo mangiato dell’albero che era proibito mangiare e allora salva l’uomo e lo toglie dall’Egitto e il popolo d’Israele recupera la famiglia, la Pasqua. IL SACERDOTE DELL’ANTICO TESTAMENTO È IL PADRE DI FAMIGLIA.

Anche qui si rifà all’A.T., sostenendo che chi pecca mangia qualcosa che DIO HA PROIBITO. Fa passare così il peccato dell’uomo come una PROIBIZIONE DI DIO.
Non gli sfiora neanche minimamente di dire che, siccome Dio è amore, col peccato si rompe il legame con la fonte dell’amore, dando invece retta al “divisore”, che è l’antagonista di Dio.
Adamo ed Eva mangiarono dell’albero e così introdussero il peccato e la morte nel mondo.
Ma c’è scampo: si chiama libero arbitrio, volontà di seguire Dio, rialzarsi se si cade e pentirsi, non volersi far sottomettere dal male.

Sembra però che quello che interessa a Del Palacio sia solo ciò che Dio ha fatto con Israele, prima dell’avvento di Gesù e dello Spirito Santo, prerogative del tutto cristiane e non ebraiche.
Dio, togliendo il popolo di Israele dall’Egitto lo mette in condizione di “recuperare la famiglia”.
Solo questo?
Un po’ pochino…

Ma serve per dire l’ennesima sparata veterotestamentaria: NEL VECCHIO TESTAMENTO IL SACERDOTE E’ IL PADRE DI FAMIGLIA.
Dovrebbe spiegarci da dove trae questa affermazione.

Comunque, NEL NUOVO TESTAMENTO NO, però, e noi siamo CRISTIANI, non siamo il popolo d’Israele.

Sappiamo che queste inutili affermazioni di Del Palacio sono tendenziose, tendono a sminuire la figura del sacerdote, fratello come noi nel neocatecumenalesimo, soggetto alla direzione di “illuminati” laici spiritualmente analfabeti e supervisionati solo all’interno del Movimento, senza alcuna garanzia.

Continua:

“Si recupera la famiglia, che adesso stiamo recuperando con questa pandemia: la famiglia, il potersi ascoltare, il potersi aiutare, pregare in famiglia, discutere i problemi in famiglia e, in una società dove ha influito molto il cristianesimo, la solidarietà.”

Cristianamente parlando, quello che andrebbe recuperato è il rapporto con Dio, la famiglia dovrebbe venire poi di conseguenza.
La pandemia non è una “cura psicologico-sociale per famiglie”.

In Perù, da dove arriva lui, ha visto come la gente si aiuta tra sé, tra i fratelli e tra gli sconosciuti. Con il cibo, con quello che hanno fatto gli infermieri, i medici, il corpo di polizia… Offrire valori che erano morti.

Quindi l’importante sono “i valori”, perché la solidarietà e le opere assistenziali del personale medico e paramedico possono essere fatte benissimo anche da non cristiani, ma con dei valori umani.

Quindi quali sono i benefici della pandemia?

Elenca una serie di VALORI IMMENSI apportati dalla pandemia:

1) “LA GRANDE COSA CHE CI STA DANDO QUESTA PANDEMIA È CREARE IN NOI UNA SPERANZA VIVA AFFINCHÉ L’UOMO SIA FELICE.

“Può esistere comunicazione. Sapete che i giorni in cui ci sono più divorzi sono quelli dopo le vacanze, perché nelle vacanze vediamo che è impossibile convivere. Quindi da 4 o 5 mesi viviamo in questa pandemia e che cosa abbiamo capito? Che bisogna entrare in comunicazione con le altre persone, bisogna amarle, solidarizzare col vicino del quarto o del quinto piano.”

Ecco cosa ha capito Del Palacio: BISOGNA entrare in comunicazione con le persone, BISOGNA amarle, BISOGNA solidarizzare.

NON BISOGNA ritornare a Dio, ma solo recuperare valori umani, famiglia in resta.

2) “Altro VALORE IMMENSO è potersi ascoltare, non avevamo tempo per ascoltarci perché eravamo pieni di RICCHEZZA INTERIORMENTE, di orgoglio di superbia, del voler avere ragione. Ora ci ascoltiamo di più perché la pandemia non ci ha fatto poveri, perché Dio non è l’uomo, veniamo da Dio e torniamo a Dio.
Io credo che con questi valori in casa, in famiglia, in COMUNITA’, con amici che possiamo ascoltare, siamo più umani.”

“Siamo più umani”. Non “siamo più cristiani”. Tanto, se si tratta di valori, sai quante religioni ne hanno ed anche quanti atei…

Deformazione neocatecumenale: “PRIMA” della pandemia eravamo stressati, orgogliosi, superbi, volevamo aver ragione. “DOPO” la pandemia ci ascoltiamo di più, per un motivo incomprensibile: “perché la pandemia non ci ha fatto poveri”, in quanto Dio non è l’uomo e noi veniamo da Dio e torniamo a Dio…"
Ma che vorrà dire?
Parole alla rinfusa…

3) “Altro VALORE IMMENSO è lo stress che stiamo vivendo, facendo cose dalla mattina alla sera: obbligare i figli al tuo ritmo di vita, perché se lavora il padre e lavora la madre, chi si occupa del figlio? Correndo, correndo, non si ha tempo di ascoltarsi, di amarsi e lo stress ci stava inducendo a ritornare al sacerdote della nuova società secolarizzata di oggi, che è LO PSICOLOGO o LO PSICHIATRA.”

E qui casca l’ASINO per l’ennesima volta: “lo stress ci stava inducendo a RITORNARE AL SACERDOTE DELLA NUOVA SOCIETA’ SECOLARIZZATA: PSICOLOGO E PSICHIATRA”.

Ma che dice quest’uomo?

Sta forse criticando i sacerdoti “ante presbikikos”, quelli a cui lo stress indurrebbe a ritornare, che erano SOLO psicologi e psichiatri (secondo lui, poveretto)?

Potremmo dire adesso che lo stress ha cambiato forma, ma c'è ancora: ora, post-pandemia, lo stress deriva dalla perdita di lavoro di tanti, dalla chiusura di attività, dal non sapere come gestire economicamente una famiglia, dalla RI-CORSA alla ricerca di un lavoro, dalla disgregazione sociale…Abbiamo solo cambiato stress e corse.

Ma Del Palacio non se ne rende minimamente conto, perché lui, benché silurato per motivi oscuri, sta continuando a mangiare a sbafo “pasticcini” nella sua reggia, come Maria Antonietta d’Asburgo-Lorena.

Gli viene posta la domanda: “COME EVANGELIZZARE IN UNA SOCIETA’ SECOLARIZZATA?”, totalmente fuori tema con la situazione contingente della pandemia, ma che dovrebbe essere il suo terreno, quindi è felice di rispondere:

“E’ una domanda molto importante perché è quello che ho fatto per 45 anni. Cioè, come evangelizzare in una società che ha perso i valori cristiani, dove l’aborto, la distruzione della comunicazione, il suicidio che stiamo toccando tutti i giorni…
Io credo che è molto importante la fede. Come si trasmette la fede? Con la testimonianza.
Da me sono venuti dei testimoni, mi hanno annunciato la vita eterna, l’ho visto, l’ho toccato, l’ho seguito e ho lasciato tutto e ho seguito Gesù Cristo.
Però è molto importante la famiglia, LA PICCOLA COMUNITA’, dove tu sei ascoltato, sei compreso, sei amato e ti parlano con verità e libertà e ti correggono, che è molto importante questa correzione ed è molto importante ritornare al Concilio Vaticano II: LA CHIESA È UNA COMUNITÀ PICCOLA, “MINORANZE CREATIVE” DICEVA IL PAPA BENEDETTO.
Sono quelle che CAMBIANO la società.
Come abbiamo visto tante volte in politica: un gruppo di persone che si riuniscono, che si animano per lottare per un ideale. Oggi questi ideali sono corruttibili perché l’uomo è corruttibile per il desiderio dei soldi, per questo ritorniamo alla fonte di Dio, che si è fatto uomo ed è morto per distruggere la radice del nostro male, per questo abbiamo celebrato questo Dio trinitario che attraverso lo Spirito Santo ci dà la possibilità di amare il nostro nemico che è completamente diverso da noi e l’altro è sempre diverso da noi.”

Paragonare la Chiesa ad un gruppo politico che “lotta per un ideale” per cambiare la società ci pare piuttosto fuori luogo, per nulla attinente alla fede.
Parlare ancora di “valori cristiani” uguale, ci ha già fatto venire il latte alle ginocchia.
Da un vescovo ci aspettavamo altro.

Potremmo anche confutare, e questo blog l’ha fatto migliaia di volte”, anche l’ascolto, la comprensione, l’amore la verità e la correzione che avvengono nella PICCOLE COMUNITA’.
Tanti, troppi, hanno assaggiato quell’ascolto e quella comprensione unidirezionali e le “correzioni” che avvengono quando non si aderisce al loro male o alle loro eresie.

Mette in bocca a Papa Benedetto cose che non ha mai detto: “la Chiesa è una comunità “PICCOLA”.
Di “minoranze creative” Papa Benedetto parlò in un’intervista del 2009 quando si stava recando in visita alla Repubblica Ceca.

In relazione alla realtà di quel paese, in cui la Chiesa è una minoranza, il Papa disse che la Chiesa cattolica (TUTTA) nel caso della Repubblica Ceca andava intesa come minoranza creativa:

“in questo senso la CHIESA CATTOLICA deve comprendersi come minoranza creativa”.

Parlava della Chiesa cattolica come minoranza in un determinato contesto.
Non come una PICCOLA COMUNITA’ nel senso neocatecumenale.

Ma il bello viene dopo, quando dà la sua interpretazione del perché la Chiesa è in crisi:

“Questa è la GRANDE NOVITA’ che presenta la Chiesa. PER QUESTO LA CRISTIANITÀ È CADUTA.

Praticamente sta dicendo che sarebbe una NOVITA’ (GRANDE) il fatto che dopo che la Chiesa ha sottostimato lo Spirito Santo, che “ci dà la possibilità di amare il nemico”, adesso lo stia recuperando.
Sarebbe per questa “dimenticanza” che la cristianità è CADUTA.
La dà già per CADUTA.

Ma lui sa come andranno le cose:

“Stiamo vivendo LE CHIESE VUOTE, però apparirà UNA CHIESA RESTO come  a Babilonia, come Dio portò il popolo a Babilonia e come Dio portò Israele nel deserto, per insegnargli ad essere suo popolo.
Per questo quando il popolo d’Israele protesta, mormora contro Dio e contro Mosé, invia serpenti roventi perché si correggano e guardando un serpente di bronzo siano salvati, quello è Gesù Cristo.”

Cioè, in perfetta linea con la predicazione neocatecumenale, BASTA GUARDARE A GESU’ CRISTO e non fare altro.

“Tutti abbiamo peccato, tutti vuol tirare fuori dall’inferno di noi stessi, dall’inferno della solitudine, che è l’altro, e condurci alla fonte della vita che sta nella Chiesa.
Per questo approfittiamo di QUESTA OPPORTUNITÀ per volgerci alla Chiesa”.

Bene, ci potrebbe stare, anche se sa un po’ di religiosità naturale, come quando Kiko nei mamotreti disprezza coloro che per religiosità naturale, avendo paura della tempesta, fanno come i marinai che si rivolgono (solo allora) a Santa Barbara.

Però potrebbe essere un inizio di un percorso stabile, anche se non è dimostrabile.
E’ però il modo che indica per rivolgersi alla Chiesa, che lascia del tutto a desiderare:

“Rivolgerci alla chiesa è RITORNARE ALLE SCRITTURE, la parola di Dio ha il potere di risanare, perdonare, recuperare l’uomo.”

Pare abbia del tutto dimenticato i sacramenti, ovviamente frutto dell’intervento di Gesù Cristo nella SUA Chiesa ed attribuisca il POTERE solo alle Scritture: è la Parola di Dio che ha il potere di risanare, magari non importa nemmeno il Battesimo o l'Eucarestia, basta ascoltare, basta guardare al serpente di bronzo, che è Gesù Cristo.

Siccome tutti siamo peccatori, tutti necessitiamo questa conversione, nessuno è già convertito, lui compreso.
E come si fa?

“ritornare alla fonte di Gesù Cristo attraverso lo Spirito Santo.”

Che nel Movimento Neocatecumenale è la più ossequiata delle persone della Santissima Trinità.

Eh sì, perché Dio per loro è quello del vecchio testamento, infatti Del Palacio rammenta la Torah, l’Egitto, Babilonia ed il deserto come occasioni che Yahvé dà ad Israele per conoscerlo.
Gesù era un uomo con poteri speciali e ha detto delle cose che i neocatecumenali non vogliono sentire.
Lo Spirito Santo, invece, essendo ineffabile, può essere uno strumento per far ricomprendere false ispirazioni, eresie camuffate di santità, apparizioni farlocche…

Nel Movimento Neocatecumenale, infatti, ci si serve dello Spirito Santo ogni volta che il fondatore ha una “bella pensata” e, strumentalizzando la sua “ineffabilità”, si spacciano le peggiori eresie e anti-liturgie.
Nessuno potrà mai dire che “lo Spirito Santo” non dice di celebrare l'apparizione della madonna (minuscolo volontario) a Kiko, proprio il giorno dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria, perché le opere dello Spirito Santo non sono scritte come quelle di Dio e di Gesù, quindi verificabili.

Nella dicitura “Spirito Santo” i neocatecumenali fanno rientrare ogni cosa, magari anche proveniente da altro spirito…





23 commenti:

  1. Uomo Libero!!!14 ottobre 2020 07:42

    ANCHE QUESTO SEGUACE PREZZOLATO & BRIZZOLATO ASPIRA AD ESSERE SOSIA DI KIKO...

    RispondiElimina
  2. Con tutto il rispetto che possiamo avere per il sacramento dell'ordine sacro, questo Del Palacio detiene i seguenti titoli:

    - ha avuto gli ordini sacri solo perché è fedelissimo delle dottrine kikiste-carmeniste, ambigue ed eretiche, e delle liturgie kikiane-carmeniane, carnevalesche e anticristiane; praticamente scismatico (visto che agisce come se fosse convinto che il Cammino è superiore alla Chiesa) oltre che eretico (visto che in qualità di vescovo non si è mai sognato di correggere alcunché dell'eresia neocatecumenale, anzi, sulla sua lettera pastorale inserì uno sgorbio di Kiko in copertina, non sia mai che qualcuno pensasse che almeno in quella era vescovo della Chiesa anziché del Cammino);

    - come un lupo travestito da pecora, ammantandosi di "vangelo pane e legalità", ha dimostrato la sua vera "vocazione" calpestando il popolo di Dio che era chiamato a pascere e il clero che era chiamato a guidare; più tutti gli scandali di contorno (chissà quale di questi ha scatenato il rapido siluramento dalla sera alla mattina da parte di papa Bergoglio);

    - inutile aspettarsi che dopo la punizione si ritiri nel silenzio e nella preghiera ad espiare i suoi peccati: è ossessionato dal tripode Kiko-Carmen-Cammino, è al servizio esclusivo del Cammino. Serva almeno di lezione alla Congregazione per i Vescovi, che si decidano una buona volta e per tutte a considerare che un prete che abbia simpatie per il Cammino non è adatto a ricevere la pienezza del sacerdozio ed essere vescovo della Chiesa Cattolica.

    RispondiElimina
  3. Io non sono un'esperta e quindi mi chiedo: ma si può allontanare un vescovo da una diocesi e poi, dopo mesi e mesi, non rendere noto a quali compiti sia stato adibito?
    Questo parla alla televisione, sparando le sue assurde idee ebraicizzanti (assurde per i cattolici, normali per gli ebrei) e non sappiamo nemmeno dov'è e cosa fa?
    Per quel che possiamo immaginare, potrebbe essere anche "a riposo" e non mi pare una bella credenziale per un vescovo ben attivo nella predicazione.
    Non me ne intendo, ma solitamente so che quando uno viene spostato da un luogo, viene anche detto quale sarà il nuovo incarico. Se non subito, almeno dopo qualche tempo.
    Invece silenzio stampa e intanto questo predica...

    Credo che i cattolici debbano sapere dove stanno e cosa fanno i prelati della loro Chiesa, mi sbaglierò...


    RispondiElimina
  4. Mi pare che tutte le vicende intorno al Cammino stiano diventando ancora più oscure di prima, se possibile. Vescovi che non si sa cosa fanno, celebrazioni nelle case di tutti i tipi, addirittura catechesi nelle case, dottrina secretata, il leader prezzemolino fuori dalla scena da mesi, suore-non suore.
    Si stanno rintanando ancora più di prima, ma le loro dichiarazioni le fanno ugualmente, come mostra questo vescovo. Appaiono soltanto per l'esterno, ma dentro cosa sta accadendo si sa poco. Meno di prima.

    RispondiElimina
  5. Spero che dopo il video della convivenza di corso molti si renderanno conto della setta di cui fanno parte, e apriranno anche le loro orecchie alle tante cose insensate che escono dalla bocca dei catechisti e di ex vescovi catecumeni come questo palacio, e si rivolgeranno alla vera chiesa cattolica!

    Il testimonio di vita del Beato Carlo e' stata ancora di piu una conferma che la chiesa ancora puo rendere sante le persone, se queste davvero lo vogliono, e non come dicono i catechisti che fuori dal cammino esiste solo la perdizione, pianto e stridore di denti...

    Viva la vera chiesa cattolica, una santa e apostolica, viva I beati come Carlo che portano speranza a tutti noi cattolici della domenica!!!

    RispondiElimina
  6. Sinceramente, sembra impossibile che quest'uomo sia stato vescovo per anni di una diocesi così importante come il Callao in Perù, abbia scritto libri, fatto sicuramente molte omelie e conferenze e, nello stesso tempo, sia così un disco rotto, non esprima nessun concetto autenticamente cattolico.
    Dio con la pandemia ci avrebbe inviato una correzione, per obbligare le famiglie a fare a meno dell'idolo del denaro, per obbligarle finalmente occuparsi dei propri figli, nonostante l'altro sia un inferno (ripetuto più volte, con il solito richiamo a Sartre). Non manca l'invito a stare nella 'piccola comunità' e il ritornello sulle chiese vuote o svuotate.
    È evidente che il video sia stato tagliato in più parti, simulando che il De Palacio rispondesse a precise domande per nascondere la terribile ripetizione di concetti.
    Ma poi, lo stile del discorso: un flusso continuo di parole, senza pause, senza ricerca delle parole più adeguate.
    Quest'uomo non solo non sembra un vescovo e neppure un sacerdote, ma sembra avere gravi problemi psicologici. Se chiudete gli occhi, vi parrà di sentire uno di quegli ubriachi che parlano senza sosta: se non fosse per le pause inserite a posteriori con il montaggio del video, l'effetto sarebbe ancora più spiccato.

    RispondiElimina
  7. Quello di Del Palacio sembra un discorso improvvisato con tante ovvietà, banalità e sciocchezze.

    Interessante quello che fa notare Libera: Del Palacio, secondo lo stile del Cammino, fa passare il peccato dell'uomo esclusivamente come la disubbidienza ad una proibizione, quella di non mangiare dell'albero della conoscenza del bene e del male.
    Ovvio che il peccato è una disubbidienza a Dio, ma noi cristiani dobbiamo interpretare quel brano biblico alla luce del Nuovo Testamento, per cui, anche fosse stato esattamente quello di mangiare un frutto proibito, si configura essenzialmente come il rifiuto dell'amore di Dio.
    Non parlare mai del peccato come mortificazione dell'amore di Dio e invece parlarne sempre al modo dell'Antico Testamento, e dell'Antico Testamento più antico, e anzi separando quel racconto da tutto il resto della Rivelazione, il risultato è che la percezione che si ha del peccato è una disubbidienza ad un comando bizzarro di Dio. Come quelli dei catechisti.
    Il camminante così percepisce che il peccato capace di chiudergli le porte dell'eden del Cammino e che lo taglia fuori dalla salvezza "a grappoli", è la disubbidienza a un ordine di uno stravagante e spesso bizzoso catechista non incaricato da nessuno della gerarchia della Chiesa.

    Interessante anche il concetto di inferno di del Palacio, anch'esso tipico del Cammino.
    Così come quando nel Cammino si parla di salvezza, lo si fa solo in riferimento di quella che si realizza qui e ora attraverso il Cammino, così quando si parla di inferno lo si fa solo in riferimento all'"inferno di noi stessi" o "della solitudine".
    Anche in questo mil Cammino, pur con le sue differenze, è simile all'eresia modernista.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "Il camminante così percepisce che il peccato capace di chiudergli le porte dell'eden del Cammino e che lo taglia fuori dalla salvezza "a grappoli", è la disubbidienza a un ordine di uno stravagante e spesso bizzoso catechista non incaricato da nessuno della gerarchia della Chiesa."

      Pietro quello che hai scritto è di una chiarezza impressionante.

      Quando ho letto il tuo commento sono rimasto basito.
      Hai spiegato, con un esempio semplicissimo, tutto il meccanismo perverso e contorto che c'è dietro l'obbedienza cieca e totale del neocatecumenale verso i suoi catechisti.

      PAURA, semplice e incontrollabile paura di perdere la "salvezza a grappoli", ma ancora di più, perdere quel pezzetto di falsa appartenenza e falsa felicità che ti fa pagare a caro prezzo il CN in questa vita terrena.

      Grazie Pietro.

      LUCA

      Elimina
  8. Riguardo alle asinerie neocatecumenali di Del Palacio aggiungerei qualche chiosa.

    Primo: semplicità non equivale a semplicismo. La fede è straordinariamente semplice, adatta anche ai bambini. Un vescovo può parlare in modo semplice delle cose della fede, ma un vescovo serio non farà mai semplicioneria. Se lo fa, o è un asino, o è in malafede, perché per il principe di questo mondo il banalizzare la fede è un importante obiettivo. Lo show di Del Palacio è dettato dalla sua kikolatria, e si vede.

    Secondo: la Parola ti illumina, ma devi anzitutto nutrirti dei sacramenti. Nostro Signore li ha istituiti non certo per fare sport o per creare un club dopolavoristico domenicale. Nostro Signore non ha fondato un club di lettori del Libro. Per secoli, per interi millenni, i santi hanno conosciuto la Parola quasi esclusivamente attraverso le omelie domenicali, senza bisogno di doversi mettere a spulciare il Libro per trovarvi qualche versetto oscuro su cui filosofeggiare. (Anche perché fino a secoli recenti era praticamente impossibile riuscire a comprare un libro; quelli che blaterano sulla tassativa e assoluta necessità di leggere la Parola ogni giorno, credono che i primi cristiani avessero tutti a portata di mano personalmente la Bibbia... Che illusi! oltre che protestanti, s'intende).

    Terzo: Nostro Signore ci ha promesso la vita eterna e, come effetto collaterale, anche il "centuplo" quaggiù - effetto collaterale dovuto all'aver già "lasciato" tutto per il Suo nome. C'è un'enorme differenza tra la serenità interiore (che si può vivere anche durante la sofferenza, il lutto, la persecuzione) e la "felicità" in generale (non puoi essere "felice" se stai soffrendo, se sei in lutto, se sei molto povero, se vieni perseguitato). Dunque l'insistere sulla "felicità" terrena è una truffa ai cattolici perché riduce la fede ad un attivismo moralista: "ehi, Dio, ho eseguito le operazioni religiose dunque devi ripagarmi facendomi ricco e felice". Quel campione di asineria neocatecumenale, Del Palacio, contraddicendo drasticamente i propri doveri da vescovo, confonde deliberatamente la salvezza e il centuplo con una generica "felicità", insinuando che se non ti senti felice allora non hai fatto abbastanza operazioni religiose. Cioè subdolamente addossa a te la colpa del non essere "felice".

    Quarto: la corbelleria del "sacerdote padre di famiglia" poteva risparmiarsela. Il sacerdozio, anche nell'Antico Testamento, è per uomini scelti, non per "tutti i padri di famiglia". In particolare, il sacerdozio di Melkisedek non è il sacerdozio di Levi, che è un piano completamente diverso (e meramente cerimoniale). In particolare, in qualità di cattolici, riconosciamo soltanto il sacerdozio regale di Nostro Signore Gesù Cristo, propagato attraverso la gerarchia della Chiesa che ha fondato. Blaterare di "sacerdozio" in altri contesti può essere solo per dare enfasi (come quando si parla di "sacerdozio comune dei fedeli", parolone altisonante che però col vero sacerdozio - quello ministeriale, garantito da Dio - non c'entra niente) o per confondere le carte in tavola. Evidentemente Del Palacio è stato incaricato di giustificare i padri di famiglia neocat per le pagliacciate caserecce kikiste-carmeniste durante il lockdown.

    Quinto: purtroppo sono le ambiguità vaticansecondiste a fare da stampella alle fandonie neocatecumenali. L'ambiguità sul sacerdozio "dei fedeli" fa da stampella alla carnevalata kikiana-carmeniana nelle case. Così come l'eccessivo risalto dato all'aspetto di "banchetto" dell'Eucarestia ha fatto da stampella alla carnevalesca liturgia di tavolinetti smontabili e seggiole pieghevoli nelle polverose salette parrocchiali addobbate con gli autoritratti di Kiko.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Piccola nota a margine.

      Dal versetto del salmo 110 apprendiamo che «il Signore ha giurato e non si pente: "Tu sei sacerdote per sempre, al modo di Melchisedek"»: dunque il "sacerdozio levitico" (cioè della tribù di Levi del popolo di Israele) è di grado inferiore e non più necessario dal momento in cui è giunto il Messia (dunque con la Resurrezione non ha più senso il Tempio di Gerusalemme e il sacrificio che vi si effettuava), poiché il sacerdozio della Nuova ed Eterna Alleanza non poteva che essere «per sempre» (dunque anche dopo la vita terrena).

      Melchisedek, questo «re di giustizia» e anche «re di pace», di cui dalle Scritture abbiamo pochissime notizie, era quel re-sacerdote che benedisse Abramo, ed al quale Abramo «diede la decima di ogni cosa... considerate pertanto quanto sia grande costui, al quale Abramo, il patriarca, diede la decima del suo bottino» (cfr. Eb 7,1-4).

      Da Gn 14,18 veniamo anche a sapere che «Melchisedek, re di Salem, offrì pane e vino: era sacerdote del Dio altissimo». Dunque i sacrifici "di sangue" del Tempio sono di natura nettamente inferiore.

      Insomma, è volontà del Signore istituire un sacerdozio eterno, «al modo di Melchisedek» che benedisse Abramo. Questo sacerdozio ha origine da Gesù.

      Elimina
  9. Grazie Libera, della segnalazione del video e del tuo approfondito delle parole del vescovo "emerito" Del Palacio. E' incredibile come usi solo e solamente il linguaggio trito e ritrito dei neocatecumenali, un linguaggio che esprime sempre gli stessi concetti, un linguaggio dietro al quale c'è una totale mancanza di argomentazioni valide, di capacità di elaborazione del proprio pensiero e di astrazione. Certamente la più o meno lunga frequentazione del Movimento Neocatecumenale permette di capire bene questo linguaggio e anche le menzogne che esso propaga. Prima fra tutte quella che l'altro è un inferno: terribile dirlo addirittura dei propri figli. ALtra menzogna, quella del togliere tempo ai figli a causa del lavoro: chi ha frequentato il Cammino neocat. sa bene, benissimo, quanto il seguire il Cammino assiduamente, come prescritto dai cosiddetti "catechisti", ti faccia trascurare i figli. Al Cammino non importa niente se tu dedichi il tempo necessario ai tuoi figli. L'importante è che tu faccia il cammino; per i figli, che devono comunque essere numerosi, ci sono le baby sitter. E non importa nulla se loro risentono del fatto che tu stai magari fuori tutte o qusi le sere della settimana a causa del Cammino. Anzi, ti si accusa di essere "affettivo" se ti preoccupi "eccessivamente" (a detta loro) per il tuoi figli. Altra menzogna: quella che grazie alla pandemia e al lockdown con il quale si sarebbero recuperati i rapporti familiari, ci sarebbe meno bisogno di psicologi e psichiatri. Purtroppo è vero il contrario: i disturbi psicologici e le malattie psichiatriche sono aumentate in seguito al lockdown. Infine l'attaccamento al denaro: se bisogna togliere importanza al denaro, perché ai camminanti viene chiesta la decima parte dei loro introiti ogni mese? Perché al Cammino importa così tanto avere il denaro dei camminanti? Perché?

    RispondiElimina
  10. Voglio darvi un consiglio da lettore e commentatore di questo blog. L'articolo di oggi è di un certo spessore, professionale, di stampo giornalistico, cercate di rimanere su questa linea. Consiglio a Tripudio di prendere delle decisioni anche sugli autori. I più piacevoli da leggere sono quelli di Tripudio, Libera e Valentina. Sono da evitare quelli di Pax e Rebel che sono tortuosi e insensati. Dividete i post per categoria per facilitare la ricerca. Credo che prenderete atto e apprezzerete il mio interesse. Se non avete un'impostazione settaria lasciate che i lettori abbiano voce in capitolo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per fortuna non siamo una testata giornalistica e non abbiamo degli standard da rispettare. Le pagine pubblicate rispecchiano la sensibilità dei rispettivi autori. C'è chi scrive in forma di testimonianza, chi scrive in forma di "blog" (nel senso proprio: quello di riflessione e discussione), chi scrive in maniera più analitica. Nel corso degli anni abbiamo ospitato qui qualsiasi tipo di intervento che avesse attinenza col Cammino, continueremo a fare così.

      Chi desidera un'analisi più di qualità (anche da far leggere al parroco e al vescovo) può prendere in considerazione i libri già pubblicati sul tema, l'ultimo dei quali in ordine di tempo è La setta neocatecumenale di don Ariel Levi di Gualdo, visibile nella colonna qui a sinistra (per chi naviga col PC).

      Elimina
    2. Ad @Anonimo consigliere
      delle 13:40

      Può una lettrice e commentatrice di questo blog dare 1 consiglio a un lettore e commentatore di questo blog?
      Io comunque lo do, se non va bene cancellatelo.

      Caro consigliere, se vuoi distogliere i tuoi fratelli di comunità e chiunque in generale, a interessarsi di questo blog, ti consiglio di cambiare strategia, perché questa, ottiene l'effetto contrario.

      Mi spiego.
      Innanzitutto, la "piacevolezza" non è un criterio per chi ha interesse a seguire questo blog, che cerca informazioni, risposte a dubbi, approfondimenti e tante volte li cerca in uno stato d'animo sofferente a causa di quello che gli sta facendo passare il CN .. quindi, la maggior parte, non legge qui come diversivo per passarsi il tempo. Già per questo solo termine che hai usato la tua osservazione non fa presa sulle persone che hanno dubbi.

      Poi, lo "stampo" di 1 articolo è normale sia legato ad 1 autore, quindi tu, consigliando di rimanere su "una certa linea", praticamente vorresti fosse posta la censura a certe persone ..
      è questo che significa secondo te, "lasciare voce in capitolo"?

      Ma soprattutto la tua richiesta pone l'accento (al contrario di quello che tu vorresti) sulla tipologia di articoli che, siccome a te non "piacciono" dovrebbero non più esistere; si tratta cioè delle seguenti tematiche:
      - testimonianze personali;
      - discorsi o scritti dei mamotreti;
      - analisi che confrontano la "spiritualità" NC con la vera Spiritualità cristiana;
      - testimonianze riguardanti molto da vicino, cioè nelle loro caratteristiche psicologiche manifestate nel quotidiano .. Kiko&C.

      Soprattutto,
      quando si finge di apprezzare "un tipo" di articoli e contemporaneamente se ne denigrano altri, si vuole porre tutta l'attenzione su quelli denigrati:

      "Sono da evitare quelli di Pax e Rebel che sono tortuosi e insensati."
      -----
      Allora questa tua frase, mi fa subito sorgere la domanda:
      perché NON vuoi che Pax e Rebel scrivano?
      Perché le vuoi silenziare?
      Quegli aggettivi che hai usato non significano niente se non li spieghi, quello che ha molto significato invece è la tua volontà di silenziare.

      Ti dà fastidio che entrino a smascherare la profonda malvagità della dottrina NC?

      Non vuoi che si sappia a quali abissi di perversione sono capaci di arrivare "catechisti", alti papaveri del Cammino che ledono e abusano le persone deboli?

      Non vuoi che vengano svelati certi aneddoti rivelatori della psicopatia di Kiko e Carmen?
      Non vuoi che chi li conosce bene e da vicino racconti di loro?

      Certo, hai paura, avete paura e capisco vogliate fare in modo che la gente neanche lo pensi possibile di associare la più grande malvagità ai nomi di Kiko e di Carmen .. per questo meglio sviare l'attenzione su articoli di "stampo giornalistico" che dicono incontestabilmente cose importantissime ed illuminanti sulla setta, per chi le vuole capire, ma che, per necessità di genere, richiedono maggior impegno nella lettura e non si prestano a destare il forte impatto immediato che può dare il racconto di un'ingiustizia subita o di una riflessione spirituale intima.

      Come vedi, hai ottenuto l'effetto contrario.

      Elimina
  11. Rispondendo al terzo punto di Tripudio riguardo la felicita' terrnena promessa dai neocatecumeni, mi fa ricordare motlo il concetto del Karma. Loro credono che se fai bene il cammino ed obbedisci, Dio ti mandera tutte le benedizioni, che di solito sono figgli che cammineranno bene a loro volta. Sei dai la decima Dio ti ricompensera con piu soldi (miglior lavoro, aumento della paga, etc...). Molte volte da adolescente vedvo video sul karma ed e in pratica lo stesso concetto che fanno loro. Da schifo...
    Negli eco che sentivo durante la messa che vale 100, motle volte le persone dicevano che il demonio li attaccava perche non vedevano nessuna ricompensa terrena anche se stavano facendo bene il cammino. Poveretti.

    Poi l' attacco da parte dei catechisti a questi dubbi e' sempre rimproverare che se ti senti cosi e' perche non rischi abbastanza e che devi dare di piu al cammino (piu tempo e piu soldi).

    Questa e' tortura psicologica che porta tanti sensi di colpa.

    Io sono sempre stato menefreghista a questi attacchi psicologici e non hanno mai avuto gran effetto su di me, e ringrazio Dio per questo. Ma dall altro lato, posso vedere persone che soffrono motlo a causa di questi attacchi.

    Poi da quando ho lasciato definitivamente la setta, mi sento molto piu libero e vicino a Gesu.
    Per me la parte difficile e' stata separare il Dio vero dalla idea di Dio che fanno nel cammino. Superato questo ostacolo tutto e' diventato piu facile!

    Loro dicono che non si puo essere cristiani da soli, ma io rispondo che non si puo' essere santi in una comunita' neocatecumenale!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quel che dici è verissimo, Anonimo Texas, ti chiedono sempre di più ed imputano a te i vari fallimenti o delusioni.
      Purtroppo io non ero come te, ero una che dava moltissimo, che rispettava tutte le regole e che stupidamente pensava che così facendo avrebbe ottenuto LA FEDE.

      Invece dietro a tutte quelle esigenze e quelle regole c'è un GRANDE INGANNO: se sei in rotta coi catechisti e quindi in disgrazia, arrivano a dirti addirittura che proprio perché hai rispettato le regole sei diventato un SUPERBO TREMENDO, che si sente superiore agli altri che, santamente, non le hanno rispettate e per questo sono diventati più umili, vedendo la loro impossibilità e la loro paralisi.

      Questa è stata la più grande fregatura che ho sentito sulla pelle.
      Loro non mettono le regole perché le rispetti, altrimenti diventi superbo, ma perché le trasgredisca, in modo da poterti dichiarare continuamente preda del demonio e impossibilitato a fare bene le cose.

      Era pienamente in linea con gli insegnamenti neocatecumenali profondi la suora deposta dai cistercensi di qualche articolo fa. Sosteneva che "le regole sono lì per essere infrante". Che è ciò che si aspettano i catechisti che tu faccia, per essere "umile" ed impotente.

      C'è veramente un sottofondo di malvagità in tutto questo ed anche di grande presa in giro per chi veramente crede che col loro "strumento" possa diventare un vero cristiano.

      Elimina
  12. L'ho sempre detto che essere elogiati da certa gente non è un buon segno.
    Sto sbagliando sicuramente qualcosa, cercherò di emendarmi.😥

    RispondiElimina
  13. Ottima ironia Valentina, non stai sbagliando niente, come non sbagliano Pax, Rebel, Pietro, Porto, Roberta e tutti quelli che non ho citato.
    Ognuno di noi dà quello che può o quello che sa.
    E non è poco.
    Tutto serve a fare luce, sul mondo oscuro del CN.
    Sfruttiamo la nostra diversità per mettere in chiaro le mille sfaccettature del mondo neocatecumenale.
    Se il nostro anonimo non gradisce come scrivono o cosa scrivono certe persone è sufficiente non leggerle, magari a lui danno fastidio mentre ad altri aprono gli occhi.

    LUCA

    RispondiElimina
  14. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  15. @ Anonimo 13:40

    Il qui presente Blog, come evidenziava già qualcuno, ha un solo scopo: mettere in luce l'operato neocatecumenale.
    Non importa chi lo fa o come lo fa, o quanto a te possa piacere qualche scritto piuttosto che un altro.
    L'importante è che emergano le cose, sotto più aspetti possibile. Ed ognuno evidenzia alcuni aspetti a seconda della bisogna.
    Personalizzare citando addirittura i nick non è bella cosa e può creare confusione sia in chi legge che in chi scrive.
    Ti consiglierei quindi di abbandonare le preferenze stilistiche e guardare di più ai contenuti: è da quelli che si apprendono le informazioni, se sono quelle che si sta cercando.

    RispondiElimina
  16. ANONIMO delle 13 e 40:

    questo blog è una fucina di testimonianze, notizie e idee e le idee stimolano le idee.
    Io ho appreso molto da Pax e da Rebel, che ho letto sempre con interesse, e da tutti.
    Pax e Rebel hanno doti di analisi speciali.
    In ogni caso, come dice Luca, ognuno da quello che può e quello che sa.
    Quello che uno può, a gloria di Dio e quello che uno sa, a gloria di Dio.

    Quello che conta davvero per noi è la santità, che è proporzionale alla CARITA', e voglio sperare che lo scrivere qui sia per tutti, anche per te, un servizio di carità.
    In paradiso sai chi, dopo Gesù, è la persona più sapiente e intelligente? E' la Madonna, perché in Paradiso l'intelligenza, che è una dote dell'anima, sarà proporzionale alla carità.
    Ciò non toglie che ognuno sarà assolutamente originale.
    Per cui non abbiamo nulla di che vantarci.

    Se c'è qualcuno ad alto spessore intellettuale e usa le sue doti a gloria di Dio, bene. Io sono contento perché è un bene che si comunica.
    Pensi forse che sono geloso di San Tommaso d'Aquino perché al cospetto del suo intelletto il mio è come un sasso a confronto della Terra? No, perché quando leggo qualche suo pensiero ne godo interiormente. Ha scritto per tutti e anche per me.
    Eppure neanche lui era infallibile, anche lui si è avvalso del diritto di sbagliare in qualche valutazione, perché l'unico intelligente è anche l'unico a essere buono.
    "Perché mi chiami buono?" disse Gesù al giovane ricco "Dio solo è buono". E Dio solo è intelligente. Noi, al massimo, partecipiamo della sua sapienza.
    E se la Chiesa è infallibile, lo è in virtù di Dio, non dell'uomo.

    Non siamo qui per dimostrare chi siamo. Come ha detto qualcuno: "Rilassati (lo dico a me stesso) non sei Dio".

    RispondiElimina
  17. Scusate mi spiegate cosa c'è di sbagliato nel discorso di Mons.Palacio?Non capisco cosa ci trovate di strano?Il suo discorso somiglia molto a quello di padre Cavalcoli a Radio Maria e mi sembrano cose di buon senso.Mi sembrano cose giuste, non capisco cosa avete da criticare?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mah, la spiegazione mi sembra facile.

      Anche se Cavalcoli rammenta Israele, non lo fa, come Del Palacio, per sottolineare cose ormai superate con la Nuova Alleanza ma, CONTRARIAMENTE A PALACIO, per dire che ci vede "un'esortazione a liberare la Chiesa dai più gravi peccati, dai virus più pericolosi che la infestano: la superbia, l'ipocrisia, la doppiezza, l'idolatria, l'empietà, l'eresia, il modernismo, il rahnerismo, il panteismo, lo gnosticismo, il pelagianesimo, l'attaccamento al mondo, la sete di potere, la disonestà, la magia, l'avarizia, l'ingiustizia, il tradimento, l'egoismo, la lussuria, lo scisma, l'apostasia."
      Non perché ci siamo dimenticati della Torah o per recuperare il dialogo in famiglia...
      Cavalcoli guarda in alto, del Palacio in basso.
      Inoltre Cavalcoli parla di "castigo" della natura ostile in conseguenza del peccato originale, del Palacio nega il castigo e parla di correzione, cosa che Cavalcoli ha già definito "buonista".
      Da lì Cavalcoli capisce che siamo in un tempo di richiamo alla conversione, non di spicciolo recupero della famiglia e del dialogo (che potrebbero fare benissimo anche i non credenti).
      Parla anche di "punizione" pedagogica. Parla di far penitenza ed espiare il peccato.

      Non mi pare per nulla uguale, non so dove tu veda la somiglianza.
      Ma, tant'è, ci vogliono orecchi per intendere e quindi cogliere le differenze.
      So già che tu, anche se non rispondi, contesterai.

      Elimina

I commenti vengono pubblicati solo dopo l'approvazione di uno dei moderatori.

È necessario firmarsi (nome o pseudonimo; non indicare mai il cognome).

I commenti totalmente anonimi verranno cestinati.