lunedì 20 aprile 2020

Perù: il Papa 'fulmina' il vescovo neocatekiko

Ha donato la sua vita
a Kiko Argüello
Nostra traduzione di un articolo di Religión Digital del 15 aprile 2020. Seguono i nostri commenti.


Il Papa fulmina il vescovo 'kiko' del Callao, dopo le pressioni dai fedeli e dalla diocesi
Dopo otto anni, e in seguito a ciò che alcune fonti indicano come "un processo molto sommario" di cui non sono stati forniti dettagli, Del Palacio lascia il suo incarico al vescovo di Chiclayo, l'agostiniano Robert Francis Prevost, che fungerà da amministratore diocesano.

La verità, come ci segnalano fonti vicine, è che il rapporto con i fedeli si stava deteriorando e molti hanno criticato Del Palacio per aver viaggiato in lungo e in largo in Europa per trovare sovvenzioni e aiuti, usati quasi tutti per promuovere l'installazione del Cammino Neocatecumenale in Perù.
Glielo avrebbero comunicato "nel giorno della Veglia pasquale", come egli stesso ha dichiarato in un messaggio ai fedeli del Callao. Papa Francesco ha "fulminato" il settantenne spagnolo José Luis del Palacio, vescovo dei "kikos" nella diocesi peruviana, che era diventato uno dei principali oppositori delle riforme di Francesco nella Chiesa del paese.

Dopo otto anni di episcopato, e dopo quello che alcune fonti indicano come "un processo molto sommario" di cui non sono stati forniti dettagli, Del Palacio lascia il suo incarico al vescovo di Chiclayo, l'agostiniano Robert Francis Prevost, che fungerà da amministratore diocesano.

Fedeli cattolici protestano
contro la kikizzazione forzata
imposta dal vescovo neocatecumenale
oggi felicemente "fulminato"
Sebbene non siano stati forniti dettagli sulla sua cessazione - altre fonti ipotizzano che si tratti di problemi di salute - la verità è che da tempo molti preti progressisti hanno denunciato abusi e minacce di morte da parte dei membri del Cammino. A quel tempo, il vescovato emise una dichiarazione in cui mostrava la sua "solidarietà" e ribadiva la sua "vicinanza alle possibili vittime di tali minacce".

“Io perdono e chiedo perdono”"
“Certo che perdono quei fratelli che mi hanno offeso e diffamato, e non ho risentimento nel mio cuore, che Dio li benedica”, conclude il suo messaggio Del Palacio, che chiede perdono “a tutti per il mio carattere, per i miei peccati, siamo tutti peccatori, chiedo perdono”, anche se non specifica quali siano i "peccati" di cui chiede perdono a "tutti".

La verità, sottolineano fonti vicine, è che il rapporto con i fedeli si stava deteriorando e molti hanno criticato Del Palacio per aver viaggiato in lungo e in largo in Europa per trovare sussidi e aiuti, che sono quasi tutti serviti a promuovere l'installazione del Cammino Neocatecumenale in Perù. "Ha un carattere complicato e difficile", hanno detto queste fonti, che segnalano il suo pessimo rapporto con l'attuale arcivescovo di Lima, Carlos Castillo.


Nostri commenti all'articolo:
Le donne cattoliche del Callao hanno dignità
e rifiutano i vergognosi epiteti affibbiati loro
dal vescovo neocatecumenale Del Palacio
(e sono stufe di "lavare le mutande dei seminaristi
del seminario Redemkikos Mater")
  • il giornalista dice che il Del Palacio si opponeva alle "riforme di papa Francesco" (e ciò ha tratto in inganno qualche giornalista italiano). Ma era stato solo un modo impreciso di dire che i kikos ubbidiscono al Papa solo quando fa loro comodo. Si noti anche come il giornalista tenta di denigrare i sacerdoti calpestati dal vescovo kikiano qualificandoli "progressisti", e dimenticando che tali sacerdoti si sono sentiti minacciare in termini tipo: «ti uccideremo perché stai cospirando contro il vescovo [Del Palacio]» (sta' a vedere che i soggetti che hanno minacciato i sacerdoti erano dei kikos convinti di star facendo "nuova evangelizzazione"). Del Palacio aveva addirittura ridicolizzato i sacerdoti minacciati: «lascia che ti uccidano, sarai martire della fede»; i comunicati di solidarietà indicati dal giornalista valgono meno di ciò che ha detto loro personalmente il vescovo kikiano;
  • il Del Palacio che «chiede perdono» per le sue malefatte proprio dopo che il Papa lo ha "fulminato", non è credibile. Troppo facile fingersi pentiti subito dopo essere stati colti con le mani nella marmellata. Quanto al suo "pessimo carattere", significa solo che Del Palacio è un neocatecumenale DOC, abituato a calpestare tutto e tutti pur di favorire il triplice idolo Kiko-Carmen-Cammino; troppo comodo chiamare "preti comunisti" quelli che non sono tradizionalisti ma sono ugualmente sfavorevoli al Cammino; troppo comodo autoproclamarsi "frutto del Concilio" mentre si crea una "chiesa parallela" ai margini dell'unica vera Chiesa per sentirsi superiori a quest'ultima;
  • quando un kikos parla di "processo sommario", significa che per molti anni era riuscito a schivare le questioni prendendo tempo (e rinviando all'infinito), e che alla fine i nodi sono venuti al pettine. Ciò ci ricorda il caso dei vescovi giapponesi che avevano ripetutamente avvisato la Santa Sede circa la tossicità del seminario kikiano di Takamatsu (oggi felicemente soppresso): i kikos nei sacri corridoi convinsero papa Benedetto - con chissà quali pressioni - a "prendersi del tempo per ristudiare il caso", sperando di convincerlo a rinviare all'infinito la chiusura del seminario kikiano;
  • Del Palacio era diventato vescovo del Callao in epoca ratzingeriana (pensate un po' quanto è ramificato il potere tentacolare dei kikos nei sacri corridoi: il Papa così attento alle questioni liturgiche e dottrinali che si vede posto dinanzi al fatto compiuto di un "presbikiko itinerante" eletto vescovo).
  • La scusa dei "motivi di salute" viene usata tutte le volte che un vescovo, prima dei 75 anni, è costretto da altre circostanze a ritirarsi. La Santa Sede infatti esige che al compimento dei 75 anni un vescovo presenti le dimissioni (anche se spesso passano diversi anni prima che la Santa Sede le accetti). Del Palacio aveva compiuto 70 anni un mese fa.
Ma poi, veramente credete all'ipocrita richiesta di "perdono" del video di Del Palacio prontamente pubblicato da Religión Digital? Al di là della solita sbrodolatura kikiana vi possiamo cogliere:
    Callao, striscione ironico: "Piano pastorale
    di Del Palacio: convertire tutti i cattolici
    in neocatecumenali devoti di Kiko..."
  • proprio all'inizio, Del Palacio stava per dire che il Signore ha deciso per la sua successione e si è corretto con "il Papa" (chiaro il sottinteso? se il presbikiko viene eletto vescovo, non sarebbe opera dei "potenti appoggi" nei sacri corridoi, ma sarebbe opera "del Signore"; quando invece il vescovokiko viene silurato, non sarebbe volontà "del Signore" ma volontà altrui, "del Papa" - e se dice "del Papa" è solo perché non può più negare che papa Francesco ha sottoscritto personalmente tale siluramento);
  • poi Del Palacio ha parlato di "un seminario", correggendosi subito dopo (poiché pensava solo al seminario neocatecumenale Redemkikos Mater e non anche al seminario diocesano);
  • poi ha dichiarato che vuole che la propria morte o la seconda venuta di Cristo lo trovino "al servizio dei poveri" (come Kiko vuole morire ai piedi di un povero); credete che stesse parlando dei veri poveri (in senso evangelico) o solo degli illustri membri del Cammino?
  • naturalmente abbondano i soliti sproloqui kikiani su "kerigma" e "nuova evangelizzazione" rivolta ai "lontani" (buttando a mare i vicini); ricordiamo che nel gergo neocatecumenale il termine "kerygma" significa "qualsiasi deiezione di Kiko", mentre il termine "nuova evangelizzazione" significa "costituire nuove comunità del Cammino Neocatecumenale";
  • se avete lo stomaco di ascoltare, all'ultimo, rivolgendosi al Cristo nudo (è in restauro, ma i fedeli sono molto offesi del fatto che lo mostri così), Del Palacio asserisce di perdonare chi lo ha "calunniato". Quando qualcuno svela le magagne del Cammino, gridano subito "fakenews fakenews calunnie calunnie".
Infine ricordiamoci che Del Palacio e qualche presbikikos erano coinvolti in scandali di abusi sessuali almeno dal 2017. «Quando il Signore mi toglie la mano dalla testa, ne combino di ogni!», dice il tipico kikos per autorizzare sé stesso a commettere peccati e autoassolversi senza pentimento.

29 commenti:

  1. Qualche giorno fa anche Tosatti aveva commentato la notizia ma con qualche imprecisione: anzitutto il fatto che il Del Palacio non è un vescovo "vicino al Movimento Neocatecumenale", è proprio un presbikiko elevato all'episcopato e devotissimo di Kiko. Cioè è un kikolatra, un agente di quella «setta protestante-ebraica che di cattolico ha solo la decorazione», come disse mons. Schneider.

    Talvolta può darsi il caso di un vescovo che per ingenuità e per insensibilità liturgica e dottrinale, sia "vicino al Movimento Neocatecumenale". Ma un kikos che per varie vie assurge all'episcopato è un problema serio.

    È un problema serio perché a differenza degli altri Movimenti Ecclesiali il Cammino è fondato su un ammasso di strafalcioni liturgici e dottrinali, su eresie lampanti, su sacrilegi (non per modo di dire) e calpestamenti del Santissimo Sacramento (non per modo di dire), più tutta una visione protestante della Chiesa e dei sacramenti ("confessioni pubbliche" orchestrate dai cosiddetti "catechisti" laici, sacramento della riconciliazione facoltativo e rinviabile a piacere, "comunione seduti e tutti insieme al celebrante", ecc.), per cui chiunque sia "vicino al Cammino" o addirittura "del Cammino", è da considerare dannoso per la fede e per la Chiesa persino se il soggetto è in buona fede e si proclama "ubbidiente" al Papa ed ha amicizie negli altri movimenti ecclesiali. Dopotutto, non vorrete mica mettere un pedofilo a guardia dell'asilo infantile, no?

    Del Palacio, spagnolo, era "in missione" sì ma per Kiko Argüello, non per la Chiesa. Il suo scopo ultimo non era la salvezza delle anime a cominciare dalla propria, ma la neocatecumenalizzazione forzata dell'intera diocesi. Del resto il suo idolo Kiko non si aspettava meno di ciò.

    Del Palacio non si è occupato "prevalentemente di poveri ed emarginati" ma solo dei kikos e ha creato un seminario "missionario" del Cammino in modo da fabbricare preti neocatecumenali dediti esclusivamente alla liturkikia e alle strampalate dottrine del neocatecumenalismo. Tosatti, nella foga di prendersela con la "misericordia" bergogliona, non si accorge di star difendendo l'equivalente del "pedofilo assunto a guardia dell'asilo infantile", e riconosce al Del Palacio il titolo di merito di essere stato amico di mons. Cipriani (un vescovo che, a differenza di Del Palacio, ha davvero avuto cura del gregge del Signore), come se la vantata amicizia implicasse automagicamente meriti liturgici e dottrinali.

    Al Tosatti, insomma, hanno "imbeccato" la notizia, naturalmente da fonti pro-Cammino e con una versione già scritta: "buuh! quando Bergoglio licenzia qualcuno allora deve essere per forza un'ingiustizia!". Eh, già: ma allora perché Tosatti non difende il "povero" McCarrick, ospite di un seminario "missionario" neocatecumenale Redemkikos Mater, alloggiato riccamente in mezzo a efebi kikos con cui (speriamo di no) poteva sollazzarsi? E che dire della condanna del vescovo pedofilo neocatecumenale Apuron, che lo stesso papa Francesco ha sottoscritto confermandola in appello?

    Complimenti, dunque, ai kikos che han colto la palla al balzo e hanno inondato le caselle email dei giornalisti con la notizia prefabbricata e su misura per difendere il Del Palacio. E finché tali giornalisti non danno almeno uno sguardo ai tanti documenti (che so, i libri di padre Enrico Zoffoli, don Elio Marighetto, don Gino Conti, don Ariel Levi di Gualdo...) finiranno sempre per commettere l'errore di considerare il Cammino come baluardo della fede cattolica ingiustamente perseguitato.

    p.s.: Del Palacio è anche implicato in certi insabbiamenti di scandali sessuali...

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    1. Per i pigri, ecco le immagini:

      - stemma episcopale di Del Palacio: notare il font di caratteri kikiano (la "M" che sembra una runa gotica, lo slogan kikiano Nueva Evangelización che significa - in barba a Giovanni Paolo II - la volontà di creare nuove comunità del Cammino che paghino la "Decima" a Kiko, ecc.)

      - la Yeshivà del seminario kikiano R.M. del Callao, con grattugiatore di chitarrella kikiana, croce astile "Crocifisso-sogliola" kikiano, tappeti a norme neocatecumenali, seggiole pieghevoli, kikos intenti a studiare il kikismo-carmenismo, ecc.

      - il libro "I fedeli cristiani nella Nueva Evangelización" pubblicato dal Del Palacio, con sgorbio kikiano in copertina (notate la scritta Tu ЭS PЭTRuS)...

      Ricordiamo che i kikos letteralmente muoiono dalla voglia di farsi notare come tali, e adoperano in ogni occasione quel "font" kikiano, gli sgorbi kikiani, i paroloni kikiani ("kerygma" per indicare le eresie di Kiko e Carmen, "nueva evangelización per indicare la fondazione di nuove comunità del Cammino, le "palme alte" sul balcone per dimostrare di essere più cristiani dei "cristiani della domenica", lo sbattere in faccia a chiunque le presunte "approvazioni" ricevute dai Papi come se queste fossero un certificato automatico di santità passata, presente e futura, ecc.)

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    2. Nota tecnica: negli altri movimenti ecclesiali non c'è la pretesa di "aggiustare" la liturgia o di alterare la dottrina. Possono esserci stati degli abusi, ma negli altri movimenti ecclesiali gli abusi non vengono considerati titolo di fedeltà al fondatore.

      Chi si fosse ritrovato in una "parrocchia del movimento X", dove "X" non è il Cammino, avrebbe trovato al più un diverso repertorio di canti liturgici e un diverso stile di predidcazione. Gli altri movimenti ecclesiali, con tutti i loro limiti ed errori, vogliono sempre dimostrare di essere adeguati alla Chiesa, a differenza del Cammino che invece intende rivoluzionare la Chiesa.

      Così, quando un fedele di un movimento dice di essere stato in pellegrinaggio a Y o a Messa nella parrocchia Z in cui il movimento non è presente, i suoi colleghi del movimento lodano il gesto, quantomeno perché significa "grazie al nostro movimento stai vivendo da cristiano". Al contrario, i kikos lo disprezzeranno. sei andato in pellegrinaggio senza esserti consultato coi "catechisti"? Ma allora sei un "religioso naturale"! Non hai fede nel Cammino, anzi, non hai proprio fede! Sei andato a Messa in una parrocchia senza il Cammino? Ma allora "hai perso tempo!" Anzi, hai tolto tempo al Cammino! E sei un religioso naturale!

      Il buon Tosatti, finché non si imbatterà in casi del genere, finché lascerà che i kikos recitino la loro parte per abbindolarlo, cascherà puntualmente nei trabocchetti kikiani. E si presterà allo sporco giochetto del lamentare il siluramento del vescovo eretico Del Palacio, credendo ai Paroloni Altisonanti di costui: "i Poveri! gli Emarginati! la Nueva Evangelización! io vi Perdono! ho un Brutto Caratteraccio ma vi Perdono! io ho Fondato un Seminario Missionario! il siluramento mi ha Colto Proprio di Sorpresa! e poi quando il Signore mi toglie la mano dalla testa, ne combino di ogni!"

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    3. Scusate, mi fermo su un dettaglio che sicuramente non è il centro di questo post, e ci sono cose sicuramente più gravi, però mi pare veramente emblematico: il font kikiano nello stemma vescovile. Uno può anche dire che gli piacciono le opere di Kiko (va beh...) ma questa roba di usare anche tutti lo stesso font mi manda veramente ai matti!! Ma vuol dire veramente mettere la testa in una scatola e consegnarla in outsourcing ad un altro. E i canti, e l'arredo, e il linguaggio e il tono di voce, e pure il font. Tra un po' kiko indicherà anche la marca di bagno schiuma da usare.. cose folli. Paolo

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  2. La prosopopea di del Palacio è facilmente intuibile solo ascoltando il suo saluto finale.
    Al di là dell'odiosissima parlata kikiana, sono i concetti espressi a non essere degni di un vescovo che dovrebbe essere il padre di tutti, non il paladino di un movimento ecclesiale.
    Ma si fosse limitato a questo, cioè a favorire spudoratamente il Cammino, cosa che faceva già il suo predecessore Irizar, del Palacio sarebbe ancora a cavallo.
    La diocesi era già neocatecumenalizzata, basta vedere le celebrazioni del seminario "normale", non il Redemptoris Mater: sembrano una bella copia di quelle del Cammino, come anche gli arredi.
    Ma il vescovo itinerante spagnolo si è comportato da dittatore e non da padre, come i vertici del Cammino sono abituati a fare, favorendo i personaggi più abbietti, perseguendo obbiettivi di potere e di auto affermazione personale, lasciando campo libero a veri e propri delinquenti che hanno trovato nel CNC finalmente il proprio ambiente naturale.
    Per questo i fedeli festeggiano la sua cacciata.
    Kiko, fosse ancora in attività, direbbe "preghiamo per il Callao e per tutta la persecuzione", come disse a sostegno del vescovo pedofilo Apuron.

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  3. Altro "birillo" neocatecumenale che cade senza gloria ma con una discreta quantità di infamia.
    È questione di tempo.
    Prima o poi le magagne escono alla luce.

    LUCA

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  4. Piccolo off-topic.

    La pagina di oggi di Jungle Watch suoina incredibilmente simile alle discussioni sui blog cattolici italiani (ovvio: condividiamo la stessa fede): "Potete andare al supermercato, alle poste, alla ferramenta, al distributore di benzina e perfino dal meccanico con le dovute precauzioni, ma non potete andare in chiesa? Le precauzioni in quei luoghi commerciali potevano andar bene anche per almeno la Messa domenicale...".

    Tim fa giustamente notare la percezione ormai protestantizzata della Messa, poiché le celebrazioni protestanti sono essenzialmente una predica con un pochino di contorno di preghiere e canti, cose che si possono fare anche "da remoto" in streaming video.

    Noi cattolici andiamo a Messa non per la predica e i canti, ma per il Santissimo Sacramento (da cui veniamo beneficiati - sia pure in misura minore - anche se non facciamo la Comunione, anche se partecipiamo completamente distratti, poiché chi sta al sole si abbronza anche se è distratto).

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  5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  6. Dopo GUAM anche CALLAO.
    A Guam la Chiesa era stata neocatecumenizzata a forza, nel Callao del Palacio era a buon punto.
    Due Caporetto catastrofiche. Anzi, direi due Waterloo.
    In tempo di covid 19 un autentico terremoto che certamente accelererà il ridimensionamento, se non la scomparsa definitiva del Cammino. Non subito, ma tra qualche anno. A meno che il Cammino non diventi un movimento che si ispira ad Azione Cattolica. Allora un posticino nella Chiesa se lo potrebbe guadagnare.

    Un'altra cosa sorprendente: il Cammino ha avuto 2 Vescovi (non sto parlando di Vescovi che lo tollerano o lo appoggiano, ma proprio di due Vescovi camminanti che si sono compromessi col Cammino in modo totale) e ambedue pare abbiano avuto a che fare con gli ABUSI SESSUALI! Praticamente il 100% dei casi anche se i casi sono solo 2.
    Un caso?

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    1. Ho apprezzato che abbia riscritto il commento cancellando l'ultima parte.

      Frilù

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    2. Purtroppo a volte per fare una battuta non si pensa alle esperienze e alle sensibilità degli altri.
      Ricordo ancora un insegnamento che ho ascoltato ormai molti anni fa che trattava anche di questo argomento in modo convincente, perché metteva in risalto che tante battute sono solo un modo di mettersi in mostra a danno degli altri, anche se il danno non è voluto.
      Anche il confronto mia figlia più piccola, molto sensibile riguardo a certi argomenti, l'ho trovato molto utile perché, anche se non sempre abbiamo le stesse posizioni, devo dire che spesso su alcune cose ha ragione lei.
      Se si tiene sempre presente la verità evangelica, una diversa sensibilità e una diversa forma mentale, diventano strumenti di indagine della realtà e di approfondimento della verità particolarmente preziosi.

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  7. Can. 918 - Si raccomanda vivissimamente che i fedeli ricevano la sacra comunione nella stessa celebrazione eucaristica; tuttavia a coloro che la chiedono per una giusta causa fuori della Messa venga data, osservando i riti liturgici.
    Forse kiko avrà letto il codice di diritto canonico x la comunione da asporto?

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  8. Coronavirus Covid-19: Civitavecchia, le disposizioni del vescovo Marrucci per i riti della Settimana Santa
    La veglia pasquale celebrata o concelebrata a porte chiuse senza concorso di popolo, omettendo la benedizione del fuoco, i Sacramenti dell’Iniziazione cristiana, eventuali battesimi dei bambini, ma rinnovando le promesse battesimali. Lo annuncia il vescovo di Civitavecchia-Tarquinia, mons. Luigi Marrucci, nelle disposizioni per i riti della Settimana Santa. Tra le altre comunicazioni, il rinvio della Messa crismale, il Giovedì Santo, e l’omissione della “lavanda dei piedi, nella Messa in Coena Domini. Venerdì Santo, la celebrazione della Passione del Signore, a porte chiuse senza concorso di popolo, può essere celebrata introducendo, nella preghiera universale, un’intenzione particolare per il tempo di pandemia che stiamo vivendo. “I monasteri, le comunità religiose, le comunità neocatecumenali e tutte le altre associazioni o gruppi ecclesiali non possono avere celebrazioni proprie”, si legge nel testo diffuso dalla Curia. Sospese anche tutte le processioni e altre pratiche che la pietà popolare esprime in questo tempo liturgico, al fine di “evitare assembramenti che potrebbero essere occasione di contagio virale”. “Cari amici, accogliamo questo tempo di sofferenza e di amarezza con fede e come un dono che il Signore offre a tutta l’umanità per vivere più interiormente la ‘grazia della Pasqua’ – scrive il vescovo -. Sarà una Pasqua senza riti liturgici, ma il Signore la sta celebrando nella grande Liturgia della storia e ci chiede di partecipare e di vivere con lui il mistero della sua morte e risurrezione”.

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  9. Toh, ma guarda. Una neocatecumenale famosa scrive su La Nuova Bussola Quotidiana un articolo favorevole ad un vescovo neocatecumenale, tale Baldacchino.

    Chissà, magari è solo una coincidenza col fatto che in questi stessi giorni è stato "silurato" un vescovo neocatecumenale con scheletri nell'armadio e incapace di farsi riconoscere come cattolico dai fedeli che non fanno il Cammino. Dai vertici del Cammino avranno comandato di estrarre dal cappello magico la notizia di un vescovo kikiano che blaterasse di "annunciare Cristo"? (tutta questa foga di annunciare sembra sempre mettere da parte la necessità assoluta, per ogni anima, di migliorare il proprio rapporto personale con Cristo stesso, specialmente attraverso i sacramenti della confessione e della comunione; evangelizzare è il risultato di una fede vissuta, non la premessa, e non consiste certo nel distribuire omelie).

    Il sullodato Baldacchino, come già documentato qualche tempo fa, è assurto all'episcopato per meriti di "paradiso fiscale", proveniente da un certo seminario neocatecumenale dislocato a Newark, feudo gennariniano, e si vantava di essere entrato in Cammino a tredici anni da famiglia maltese che vanta l'aristocratico titolo di appartenenza alla prima comunità di Malta (nientepopodimeno!). Venne ordinato all'episcopato dall'omosessuale abusatore McCarrick, si spera per motivi solo ecclesiastici.

    Dunque, su LNBQ viene vantato che il Baldacchino auspica la ripresa delle Messe col popolo. Perbacco, quale gran coraggio! sembra proprio il classico proverbio dell'asino che scalcia il leone morto. L'avesse detto nel momento in cui venivano vietate le Messe col popolo, e magari dando anche materialmente seguito all'auspicio, avrebbe fatto bella figura. Dirlo adesso, dopo le millemila proteste del popolo per la sciaguratissima decisione delle conferenze episcopali (sul modello di quella italiana), non è affatto eroico. È un po' come pentirsi dopo che ti hanno beccato con le mani nella marmellata, anziché prima. Ma pazienza.

    Circola poi una foto dove il monsignore neocatecumenale celebra in un parcheggio. In qualità di cattolico, la sola notizia che qualcuno può assistere alla Messa - sia pura dal chiuso del proprio autoveicolo e con social distancing delle autovetture stesse, di questi tempi ci fa alquanto piacere. Sembra addirittura che celebri la Messa cattolica anziché la carnevalata inventata dagli eretici Carmen e Kiko. Ma forse è solo perché in quel momento lì è giorno, non è un sabato sera. Chissà come si comporta in presenza dei kikos. Chissà cosa ne pensa del fatto che la liturgia neocatecumenale non è approvata. Chissà se in questi tempi di pandemia (e di morte di due suoi amici presbiteri a causa del virus) si è interrogato sul "rito mistico" del coppone-insalatiera che ha effettuato fin da quando era tredicenne, e chissà se in qualità di vescovo ha mai preso decisioni per limitarlo. Ci permettiamo di dubitare, visto che anche da vescovo resta sempre obbligato a ubbidire ai cosiddetti "catechisti" laici e - si sa - nel Cammino "l'ubbidienza ai catechisti è tutto", come dice Kiko, autoproclamatosi «il Vostro Catechista».

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  10. I fedeli cattolici del Callao erano arrivati proprio all'esasperazione. Nel 2016, nella parrocchia di Maria Ausiliatrice, l'immagine tradizionale della Vergine era stato sostituito da un enorme murales dorato kikiano.
    I fedeli hanno occupato la chiesa e ridipinto la parete. Articolo e video (da guardare, è molto significativo!) a questo indirizzo.
    Dai commenti sui social, è evidente che il vescovo Del Palacio era vissuto come un despota che aveva svilito ogni altra realtà diocesana a favore dei kikos, dei loro fasti e del loro arricchimento anche materiale.

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    1. Da wikipedia: La festa di "Maria Aiuto dei cristiani", fu istituita dal Servo di Dio Pio VII il 15 settembre 1815 e fissata al 24 maggio... La propagazione della devozione a Maria Ausiliatrice è da attribuire a san Giovanni Bosco, che la scelse come patrona principale della famiglia salesiana e delle sue opere: nel 1862 iniziò a edificare nel rione Valdocco di Torino una basilica dedicata all'Ausiliatrice, consacrata il 27 ottobre 1868...

      Hanno fatto bene i cattolici peruviani e a cancellare l'obbrobrio kikiano imposto a forza dal parroco kikiano, certamente col benestare del vescovo kikiano. A pasticciaccio avvenuto, il parroco kikiano è stato spostato in altra parrocchia, presumibilmente una parrocchia più tranquilla dove può ripetere la stessa kikizzazione senza dare troppo nell'occhio.

      Preparatevi, fratelli del Cammino, poiché è esattamente quello il destino delle "opere" dell'imbratta-pareti Kiko: venir cancellate da una generosa manata di pittura.

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    2. Piccola nota di calendario:

      - il 1° febbraio 2014 papa Francesco dice ai neocatecumenali di rispettare le culture locali;

      - a settembre 2016 un presbiteronzolo neocatekiko, tale Córdova, se ne infischia dei fedeli cattolici e impone in parrocchia il mega-sgorbio kikiano;

      - il vescovo neocatekiko Del Palacio, che certamente non era all'oscuro, e chissà che non sia stato proprio il mandante, allo scoppio dello scandalo non sa far altro che trasferire in altra parrocchia il presbiteronzolo Cordova (a fare gli stessi danni, sicuro come la morte)...

      Il Cammino dei disubbidienti al Papa, tanto per cambiare.

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    3. Bravi questi parrocchiani, finalmente qualcuno che si oppone alla dittatura neocatecumenale.
      Basta con le forzature, basta con la finta "arte sacra" Kikiana.
      LUCA


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    4. Valentina Giusti, quelli nel video tu li chiami cattolici cristiani? Bastava che si accordassero con il parroco per mettere l' icona di Maria Ausiliatrice in una parete della chiesa piuttosto che fare quella sceneggiata che gli ha fatto commettere un enorme peccato, ovvero di trasformare la casa del Signore in un teatrino indecente.

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    5. Effettivamente, Arpas, in quella parrocchia era in atto da tempo un teatrino indecente.
      Il parroco kikiano aveva stravolto il presbiterio, e i parrocchiani avevano taciuto.
      Aveva trasformato l'altare in un tavolone, ed avevano taciuto.
      Aveva disseminato la chiesa di discutibilissime tavole del pintòr Argüello, e loro sempre zitti.
      Come avevano taciuto assistendo a schitarrate sguaiate, monizioni chilometriche, passerelle neocatecumenali all'ambone, catechismo ai bambini fatto dai kikos, le palme alte dei kikos, l'invadenza degli eletti kikos un po' ovunque. Ed hanno sopportato in silenzio.
      Ma quando un bel dì hanno trovato rimosse le effigi della Madonna e, al loro posto, un enorme ed orribile murale kikiano, hanno trovato la forza di reagire.
      Esattamente in quel momento è finito il teatrino indecente.

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    6. Arpas, ma secondo te il parroco ha chiesto ai suoi parrocchiani come procedere?
      Nelle parrocchie c'è un consiglio pastorale, dove si decidono, insieme alle realtà parrocchiali, le scelte pastorali parrocchiali.
      Pensi che se i parrocchiani fossero stati informati, sarebbero arrivati a reagire come hanno reagito?
      Non sarà forse che sono esasperati dal comportamento autoritario ed autoreferenziale del cammino neocatecumenale?

      Secondo te, perché non è stata considerata l'opzione di lasciare l'icona della Santa esattamente dove è sempre stata e non si è presa in considerazione di mettere il "disegnino" Kikiano altrove?

      Arpas, perché, quando voi neocatecumenali, fate delle scelte che gli altri non condividono, hanno sempre torto gli altri e sono sempre gli altri che si comportano male quando reagiscono alle vostre scelte che non condividevano, non condividono e non condiviranno mai?

      LUCA

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    7. LUCA
      Infatti quella era l' opzione migliore, forse non si creava tutto quel baccano.

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    8. Arpas non è andata così, non è la prima volta che succedono cose come questa e non sarà l'ultima.
      Il cammino neocatecumenale crea problemi perché da sempre è qualcosa di diverso dal resto della Chiesa.
      Ti chiedo di documentarti su quello che è successo in Giappone, a Guam, qualche anno fà nelle Filippine ed in Inghilterra.
      E non parliamo dei rapporti tra Chiesa Ortodossa e Kiko Arguello.
      Arpas, guarda oltre il tuo naso ed oltre le parole dei tuoi catechisti e del tuo fondatore,primo catechista a vita e padrone assoluto Kiko Arguello.
      Se vai un po' più a fondo della patina dorata che ricopre il tuo movimento ecclesiale, scopriresti un universo parallelo che ti porta lontano anni luce dal Cristianesimo e dalla Chiesa.
      Quello che è successo in quella parrocchia del Callao è la punta dell'iceberg della incompatibilità tra cristiani e neocatecumenali.
      Prova a toglierti le fette di salame dagli occhi e chiediti perché queste cose succedono sempre quando ci siete voi eletti nelle parrocchie.
      Quello che ti scrivo l'ho vissuto per 17 anni sulla mia pelle, l'ho toccato con mano non sono chiacchiere o teorie, pultroppo è la verità il cammino neocatecumenale è una setta, che vive, cresce e prospera, facendo da parassita alla Chiesa Cristiana Cattolica.

      LUCA

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    9. @LUCA
      Sto dicendo che hai ragione. Dio ci ha dato la Fede e l'Intelletto nel Santo Battesimo. La prima è una virtù teologale e il secondo è un dono dello Spirito Santo ed entrambe servono per accettare le differenze culturali dove andiamo ad evangelizzare e ci aiutano a scendere a compromessi per mantenere l' unità fraterna con le comunità locali e parrocchiali.

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    10. Con un unico chiarimento: i neocatecumenali come Del Palacio vanno per evangelizzare chi ha molta più fede di loro.
      E la loro evangelizzazione consiste proprio nell'imporre le proprie idee, i propri abusi liturgici, le proprie icone, i propri seminari, la parola di Kiko e non la parola di Dio.
      Quindi, impossibile trovare un punto di mediazione. I neocatecumenali non si fermano finché non hanno corrotto a propria immagine l'ambiente in cui si installano.
      Poi comunque, questi personaggi vengono per dare lezioni agli altri, invece alla fine, se Dio vuole, una bella lezione la ricevono loro.

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    11. @Arpas
      Forse quelli che trasformano le chiese in teatrini indecenti sono i neocat. che dipingono rappresentazioni (o meglio attaccano poster di riproduzioni pittoriche, diciamo così) in cui Gesù Cristo ha le sembianze di kiko e gli apostoli quelle di kikiani della prima ora... Quello sì che è sacrilego. Vedendo i cattolici di quella parrocchia, le loro reazioni mi sono sembrate del tutto legittime e giustificate, niente affatto violente, ma solo giustamente determinate verso chi veniva a stravolgere la loro parrocchia. E poi perché avrebbero dovuto spostare la loro icona? Per far spazio all'arte brutta kikiana?

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  12. Bravo Arpas!
    Se c'è uno che può disquisire di teatro pseudo-liturgico quello sei proprio tu fedele neocatecumenale nonché fratello separato quasi luterano un po' giudaico e arruffone. Le vostre liturkikie sono sempre sceneggiature molto preparate anche se stereotipate. Fondali kikiani, scenografia e attrezzi di scena kikiani, costumi quasi cattolici con ammennicoli kikiani, partiture musicali e lessico kikiani... Insomma sì: nessuno meglio di te può giudicare quelli che chiami teatrino in quella parrocchia.
    M.i.B.

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  13. @Arpas

    Quello di cui tu parli a casa mia si chiama "cavallo di ritorno". Sai cos'è? IN pratica ti rubano la macchina e poi ti fanno sapere dove ritrovarla...ovviamente pagando il "riscatto"

    Quindi tu parroco, senza dire niente a nessuno, fai le magagne e poi le vittime debbono "mettersi d'accordo" per salvaguardare i propri diritti. L'importante è che cmq ci sia una immagine di Kiko in chiesa.
    Dovete marcare il territorio esattamente come fanno i cani.

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