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giovedì 4 ottobre 2018

Le priorità di monsignor Migliavacca: "allargare gli orizzonti" dei kikos

Notare sull'altare l'armamentario
dei gadget (anti-liturgici) di Kiko:
mega-patena ottagonale by Kiko,
menoràh a 9 fuochi, distesa di fiori,
insalatiere ottagonali by Kiko...
(foto © dal sito web della diocesi)
Su Toscana Oggi dello scorso 21 settembre 2018 è comparsa un'intervista al vescovo di San Miniato dall'altisonante titolo: "Il vescovo Migliavacca in Cina: «Abbiamo allargato i nostri orizzonti»".

Monsignor vescovo, di ritorno dalla in Cina con una delegazione diocesana, ha dichiarato: «Tutte le tappe del nostro soggiorno sono state contrassegnate dall'incontro con la Chiesa locale e dal desiderio di conoscere la realtà storica del posto».

Interessante, pensiamo noi, soprattutto in un momento così delicato per la Chiesa in Cina, visti gli eventi recenti (vedere approfondimenti [qui] ed anche [qui]), interessante questa visita alla "Chiesa locale"!

L'intervistatore domanda: come è nata l’idea di effettuare un viaggio in Cina? E qui si scoprono gli altarini! Il vescovo risponde:
Alcune famiglie del cammino neocatecumenale che là vivono ci avevano da tempo rivolto un invito a visitarle. Il desiderio di onorare questa richiesta ha fatto scaturire questo viaggio, che ci ha portato anche a conoscere la realtà delle Chiese che là sono presenti. Con padre Antonio Sergianni,  conoscitore della Cina (vi è stato per molti anni come sacerdote del PIME), abbiamo valutato e approfondito l’opportunità di questa iniziativa. Successivamente si sono aggregati a me e a padre Sergianni, un gruppo di persone, tra cui alcuni aderenti al Cammino neocatecumenale e i sacerdoti diocesani don Tommaso Botti, don Giovanni Fiaschi e don Marco Balatresi.
Fermiamoci un secondo a riflettere.

  • Primo dato: la visita è stata organizzata su invito delle famiglie in missione neocatecumenali.
In quante altre occasioni monsignor vescovo sarà volato dall'altra parte della Terra per onorare un invito proveniente da cattolici anziché da neocatecumenali?


  • Secondo dato: l'organizzatore del viaggio è un prominente membro del Cammino (monsignor vescovo non ne fa cenno).
Padre Antonio Sergianni, in quanto "sacerdote del PIME", è conoscitore della Cina (leggiamo che è laureato nel New Jersey con specializzazione in Storia della Cina), ma più che altro è in qualità di "catechista" della Seconda Comunità neocatecumenale di San Bartolo in Tuto, che ha fatto 23 anni di itineranza neocatecumenale in Australia, Hong Kong, Singapore, Malesia, Taiwan, anche come rettore di seminario Redemkikos Mater (oltre ad essere membro del Collegio Elettivo del Cammino Neocatecumenale).

Quindi, "missionario" in qualità di "catechista" pioniere del cammino neocatecumenale, non in quanto sacerdote del PIME.


  • Terzo dato: la delegazione in visita: solo neocatecumenali e almeno due sacerdoti su quattro fedelmente "in Cammino".
L'uovo sodo liturgico del Cammino
e l'insalatiera "eucaristica" kikiana
usata come
vera insalatiera per la
Berakà neocatecumenale-ebraica:
foto dal Centro Parrocchiale
Giovanni XXIII a S. Croce sull'Arno,
diocesi di San Miniato
Ma andiamo avanti con la lettura. Alla domanda: quali luoghi e quali Chiese avete visitato? Sua eccellenza monsignor vescovo risponde:
Tutte le tappe del nostro soggiorno sono state contrassegnate dall’incontro con la Chiesa locale e dal desiderio di conoscere la realtà storica del posto. 
Non  facendoci distrarre dalla descrizione delle attività turistiche (la Città Proibita, la Muraglia Cinese, ecc.) attendiamo impazienti il preannunciato incontro del Vescovo e della sua delegazione neocatecumenale con la Chiesa locale cinese.

Oltre però alla visita di cortesia a qualche confratello dell'episcopato cinese, leggiamo solo che il vescovo  Migliavacca è stato:
"...toccato profondamente dall’incontro con le famiglie neocatecumenali. Famiglie cattoliche che vivono in Cina, dove hanno un lavoro e sono là con i figli. Incontrare la loro gioia, la loro dedizione, è stato di grande arricchimento per tutti noi."
Grande arricchimento (speriamo spirituale) a causa dell'incontro coi neocatecumenali. E invece, per i fratelli nella fede cinesi?

All'ambiziosa domanda dell'intervistatore: qual è la testimonianza dei cattolici cinesi di cui le nostre comunità cristiane occidentali-europee, e in particolar modo italiane, possono e debbono far tesoro?, sua eccellenza non può che replicare (speriamo desolato):
Non è semplice rispondere alla luce del nostro viaggio. Noi abbiamo incontrato i vescovi e queste famiglie. Abbiamo avuto solo una piccola esperienza della comunità cinese di credenti.
Diciamocelo pure chiaramente, caro vescovo: NESSUNA. E tutti gli allargati orizzonti del titolo, dove sarebbero?

L'intervista si conclude con un fervorino sulla perenne novità del Vangelo e il solito "vogliamo bene a Papa Francesco".

Vorremmo chiedere al Vescovo di San Miniato se per caso ha avuto l'occasione di celebrare l'Eucaristia "in casa" alla maniera inventata da Kiko Argüello e Carmen Hernández con le famiglie neocatecumenali "in missione" che ha visitato.

Proselitismo neocatecumenale:
non dicono chi sono
A questo proposito ci permettiamo di ricordargli la lettera che il suo predecessore, monsignor Tardelli, scrisse nel 2012, nella quale l'allora presule chiarì a qualche neocatecumenale "distratto" che l'approvazione data dal Pontificio Consiglio per i laici (ndr: relativa a quelle celebrazioni “contenute nel direttorio catechetico del Cammino neocatecumenale che non risultano per loro natura già normate dai libri liturgici della Chiesa”) non riguarda la celebrazione eucaristica, cosa già esaminata in passato e risolta autorevolmente richiamando la necessità di seguire i libri liturgici della chiesa con la sola eccezione dello spostamento del segno della pace. Non riguarda nemmeno la celebrazione degli altri Sacramenti come della liturgia delle ore. Sono state approvate invece, solo le celebrazioni "non strettamente liturgiche" che accompagnano le varie tappe del Cammino Neocatecumenale. 

Chissà se queste regole valgono anche per i suoi fedeli ora in Cina? Oppure anche nelle salette della sua diocesi, per non andare troppo lontano?

Poi vorremmo anche sapere da monsignor Vescovo se ha incontrato qualche demonio in Cina dopo la disinfestazione radicale operata - a suo dire - dal santo guru laico Kiko Argüello (che colà ha inviato le famiglie destinatarie della sua visita pastorale), che si è vantato di aver scacciato tutti i demoni  della Cina mandandoli nel deserto del Gobi.

Infine, ci chiediamo se sua eccellenza conosce davvero la realtà delle cosiddette "Missio ad Gentes" del Cammino, autoreferenziali fino all'endogamia, famiglie andate in "missione" a causa delle forti pressioni dei cosiddetti "catechisti" del Cammino, famiglie mandate come "dilettanti allo sbaraglio"...

lunedì 24 maggio 2010

Cosa si sta muovendo intorno alla Cina e ad una "nuova evangelizzazione" in quelle terre?

Cari amici,
metto insieme alcune recenti notizie, un intreccio ed un convergere di interventi e di intenti, perché ritengo siano collegate tra loro e delineino uno scenario per nulla rassicurante sulla "nuova evangelizzazione", soprattutto in Cina.

Abbiamo la notizia ufficiale che tra breve Benedetto XVI creerà un nuovo "consiglio pontificio" espressamente dedicato alla "nuova evangelizzazione". Non per i paesi di missione dove già opera la congregazione "de propaganda fide". Ma per i paesi di antica cristianità oggi in pericolo di perdere la fede. Quindi Mons. Fisichella e la nuova congregazione non avranno titolo ad occuparsi delle "terre di missione", ma solo dell'Occidente secolarizzato.

Nel Regina Caeli di ieri dice il Papa: "La memoria liturgica della Beata Vergine Maria, Aiuto dei Cristiani, ci offre, domani 24 maggio, la possibilità di celebrare la Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina". Mentre i fedeli che sono in Cina pregano affinché l'unità tra di loro e con la Chiesa universale si approfondisca sempre di più, i cattolici nel mondo intero, specialmente quelli che sono di origine cinese, si uniscono a loro - ha chiesto Benedetto XVI - nell'orazione e nella carità, che lo Spirito Santo infonde nei nostri cuori particolarmente nella solennità odierna".

Da AsiaNews registriamo le conclusioni emerse al convegno internazionale su “la Cina di oggi e Matteo Ricci”, tenutosi il 29 aprile scorso presso i Musei Capitolini di Roma:
"Il dialogo scientifico, culturale, religioso, iniziato da Matteo Ricci 400 anni fa è ancora molto attuale nella Cina di oggi segnata da un gigantesco sviluppo economico, che crea però anche abissali povertà, conflitti e un vuoto spirituale che può essere colmato solo da una proposta che sappia mettere insieme la scienza e lo spirito, l’economia e la libertà religiosa. A rischio fallimento è lo stesso programma della leadership cinese di costruire “una società armoniosa, un mondo armonioso”. Queste le parole di Mons. Sarah, Segretario della Congregazione vaticana per l’evangelizzazione dei popoli: "Nella Cina di oggi, ha concluso, c’è necessità di “armonizzare le conquiste materiali con quelle spirituali; il profitto economico e il rispetto dell’uomo; l’impegno nazionale e internazionale ha bisogno di risorse aperte alla ragione e allo spirito, vissute in amicizia fra l’oriente e l’occidente”. E ha lanciato un appello per un maggior dialogo fra la Cina e la Chiesa cattolica: ”È a questo lavoro e alla costruzione di rapporti ‘di simpatia, di amicizia e di solidarietà tra i popoli’ che la Chiesa desidera contribuire, nel rispetto reciproco e nella libertà, per continuare l’opera di Matteo Ricci e dei suoi successori, per amore di Cristo e della Cina”."
Inoltre, registriamo da "Italia Oggi" del 22 maggio scorso, questo servizio:
"Papa Benedetto XVI in Cina? Fantascienza, almeno per il momento: ma secondo alcuni rumors raccolti da Italia Oggi Oltretevere, sembra che il Vaticano e Pechino stiano cercando di allacciare un dialogo dagli sviluppi interessanti. Indiscrezioni segnalano che, auspice la “diplomazia parallela” della Comunità di Sant'Egidio, da sempre attenta al rapporto con l'ex Celeste Impero (che nel 1951 per ordine di Mao ha espulso la gerarchia cattolica fedele a Roma e istituito l'Associazione Patriottica, “chiesa” fortemente legata al regime di Pechino), la Cina starebbe cercando un interlocutore Oltretevere al di là dei tradizionali canali diplomatici vaticani. In particolare, secondo alcuni rumors la richiesta cinese sarebbe stata chiara: vogliamo un cardinale che si dedichi esclusivamente a questa missione. Qualcuno si spinge oltre affermando che i cinesi avrebbero chiesto addirittura un polacco. E si fanno un paio di nomi: Zenon Grocholewsky, classe 1939, membro della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli; e il suo confratello (e connazionale) Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, indicato come l'uomo giusto. Che ha pronunciato a Parigi il 16 febbraio scorso un interessante intervento all'Unesco su Matteo Ricci, il geniale gesuita che nel '500 allacciò i rapporti tra Roma e Pechino. Parlando di Ricci il cardinale ha detto: «Getta le basi di uno sviluppo della conoscenza reciproca e del dialogo tra Oriente e Occidente, tra Roma, centro della cristianità, e Pechino, dove da più di due secoli regnava la grande dinastia Ming», parole per alcuni intese come un messaggio verso Pechino. Sempre per Rylko, Ricci è una guida importante per la preparazione – 31 agosto / 5 settembre 2010 - del Congresso dei Laici cattolici dell'Asia. Ma perché questa presunta “apertura” di Pechino verso la Santa Sede e la conseguente fine della persecuzione dei cattolici cinesi? I rumors “spiegano”: contenere l'avanzata dell'Islam nell'ex Celeste Impero aprendo le porte (e i cuori) di milioni di anime all'evangelizzazione cattolica."
La Comunità di S. Egidio, anch'essa promotrice dei rapporti con l'ex celeste impero non ha bisogno della cosiddetta "Nuova evangelizzazione" per farsi avanti, ma si occupa d'altro... Quanto al cammino nc e Matteo Ricci sappiamo che, nel 2006 la "Fondazione Matteo Ricci", abbinata da decenni al Seminario Redemptoris Mater di Macerata, raccolse dal 5 per mille ben 455.000 euro, paradossalmente non si è distinta per alcuna iniziativa in quest'anno dedicato a Matteo Ricci e prosegue per i fatti suoi foraggiando le attività del cammino.

Contemporaneamente a questi fatti, a Fatima, dal palco delle famose 'alzate', Kiko Arguello tuonava a più riprese: "Abbiamo bisogno di 2000 sacerdoti per la Cina!" e sono anni che viene preparata ed attuata l'infiltrazione kikiana nei paesi asiatici.

Ed ecco, la Chiesa cattolica usata più che mai come un SUPPORTO per la diffusione della pseudodottrina kikiana. L'Arguello aveva BISOGNO della Chiesa cattolica pur disprezzandone la storia e la Tradizione nonché la Dottrina, la Liturgia e il Magistero....

L'Arguello si è servito e si serve della Chiesa cattolica pur disprezzando talmente Dottrina e Liturgia e prassi, tanto che ne ha creato delle nuove a sua immagine e somiglianza e che da più di 40 anni diffonde con la complicità - o per lo meno nell'incuria - di chi avrebbe dovuto vegliare e correggere. Disprezza talmente la Chiesa cattolica e la sua Dottrina che ha voluto e ottenuto dei seminari per inculcare la sua formazione ai suoi seminaristi, futuri presbiteri per il suo cammino. Oh, senza dubbio, i "suoi" seminaristi seguono anche il cursus ufficiale, che permetterà loro di passare gli esami, ma sappiamo che fanno il cammino e che obbediscono ai catechisti responsabili della loro formazione e supervisione e con gli insegnamenti e metodi del cammino vengono addottrinati.

Insomma una chiesa nella Chiesa, con la sua struttura, la sua gerarchia, i suoi ruoli, le sue prassi, il suo rito e via dicendo.... Ecco cosa sarà portato, non tanto alla Cina quanto ai cinesi, con la connivenza della Curia e di molti interessi e poteri che si intrecciano in questa direzione! E, quindi, come potrà realizzarsi, con l'"implantatio" anche in Cina delle comunità neocatecumenali che non si integrano con nessun'altra realtà ecclesiale, l'auspicio del Papa: i fedeli che sono in Cina pregano affinché l'unità tra di loro e con la Chiesa universale si approfondisca sempre di più?