“Dio, avendo costituita la Chiesa come società gerarchica” (scrive Padre Tanquerey), “volle che le anime fossero santificate per mezzo della sottomissione al Papa e ai vescovi nel foro esterno e ai confessori nel foro interno”.
Papa Leone XIII scrive:
“Troviamo alle origini stesse della Chiesa una celebre manifestazione di questa legge: benché Saulo, spirante minacce e carneficine, avesse inteso la voce di Cristo Stesso e gli avesse chiesto: ‘Signore, che volete ch’io faccia?’. Pure fu inviato ad Anania in Damasco: ‘Entra in città e là ti sarà detto quel che devi fare’… Cosi fu praticato nella Chiesa; questa è la dottrina unanimemente professata da tutti coloro che, nel corso dei secoli, rifulsero per scienza e santità”.
Di tanto in tanto - sempre più di frequente - si materializzano anonimi polinomi-polinick, fanatici neocatecumenali, fans di Kiko sfegatati, che vengono a descrivere - e non si capisce bene il perchè - un Cammino che non c'è. Ci accusano di mentire e tante volte insistono "da me non è così".
Azione di distrazione di massa da parte di un Anonimo che cambia nick dopo ogni figuraccia!
Smentiscono nettamente, ad esempio, che nel Cammino Neocatecumenale non esista direzione spirituale, cosa peraltro arcinota da sempre a tutti:
"Io ho il direttore spirituale da anni, anzi ne ho avuti più di uno, i mie catechisti non si sono mai opposti nè me lo hanno proibito, nè si sono posti in alternativa al direttore spirituale, anzi mi hanno incoraggiato a continuare e ad obbedire alla direzione spirituale, quindi quanto avete scritto è falso ed io lo smentisco categoricamente. Aggiungo poi che anche Kiko ha avuto e probabilmente ha un direttore spirituale, quindi non scrivete sciocchezze, per cortesia." (Anonimo multinonimo)Gli risponde per le rime Porto che lo mette subito con i piedi per terra:
Se è davvero come scrivi, allora significa che tu fai un cammino neocatecumenale diverso da tutti gli altri, significa che i tuoi catechisti agiscono di testa propria e non seguono le direttive che vengono loro date, che i tuoi catechisti pensano che la direzione spirituale sia compito dei presbiteri e quindi ritengono questi ultimi superiori a loro, che i tuoi catechisti non richiedono e non pretendono ubbidienza, che i tuoi catechisti non vi trattano come sottoposti, che vi lasciano la libertà di scegliere a chi affidarvi e con chi confidarvi, che i tuoi catechisti non si sentono inviati direttamente da Dio per dirti come vivere la tua vita... ...Caro "fratello", secondo me tu il Cammino lo fai su un altro pianeta! (Porto)
| L'isola che non c'è, dove tutto funziona a meraviglia! |
Eccoli i marziani, i neocatecumenali dell'"isola che non c'è"!
Nel Cammino tutto è "comunità", tutto passa per la comunità e la salvezza è "a grappoli" e non ci si rende conto che anche questo è eresia.
Perché dà l'esatta cifra dello stravolgimento messo in atto nella Chiesa dal Neocatecumenato. Perché ci conferma che il Cammino è altro dalla Chiesa.
E' un assurdo dire che senza la riscoperta del Catecumenato i Sacramenti, come l'Eucarestia e la Confessione in particolare, non valgono nulla. E che il Battesimo va rivalorizzato, riscoperto, rivissuto.
Ossia si inculca che senza di loro, i riscopritori, non vale nulla neanche il primo dei sacramenti: il BATTESIMO! "Noi siamo la Porta!"
Tutto è che al centro sta la comunità. La "piccola comunità" che si aggrega attorno al Kerigma urlato da un leggio da laici ignoranti, ai quali non è richiesta alcuna formazione. Solo che annuncino come pappagalli quanto Kiko ha predicato loro. Poi lo studiano sui mamotreti riservati ai soli catechisti e segreti per tutti gli altri. Poiché il Cammino si capisce facendolo. Leggerlo, studiarlo non si può, non ha senso, non si capirebbe nulla e si rischierebbe solo di scandalizzarsi. Bisogna ascoltarlo il Kerigma. Riceverlo da "testimoni". La fede viene per l'"udito". Dice Kiko, confidando sul suo oscuro fascino magnetico. Di cui in tanti, inspiegabilmente a pensarci bene, siamo rimasti vittime.
E così le anime di ciascuno (cosa di più prezioso agli occhi di Dio?) - "Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero se poi perde la sua anima? E cosa mai potrà dare l'uomo in cambio della sua anima?" Mt.16,26 - vengono trattate con spregio assoluto, messe in balia di folli e tenute in ostaggio. Brutalmente ammucchiate nelle comunità di appartenenza, dove l'unico scopo è l'omologazione e il plagio per renderle il più possibile simili a quella dei loro genitori nella fede... neocatecumenale.
Kiko e Carmen. Che bei modelli!
Ma oggi parliamo di direzione spirituale.
"Non si ricevano le confessioni fuori del confessionale, se non per giusta causa” (Canone 964, 3).
Ma Carmen chiama i confessionali con disprezzo "casette".
Il C.N. non è luce che illumina e orienta, ma luce abbagliante che nasconde la meta, che attrae e ipnotizza. |
La Chiesa ancora una volta direbbe stupidaggini. La confessione individuale, pur praticata nel Cammino nel contesto di quelle neocatecumenali celebrazioni conosciute come "Penitenziali", si svolge rigorosamente in assemblea.
Ci si pone al centro dove i presbiteri si collocano in piedi, mentre l'assemblea canta ininterrottemente, tutt'intorno seduti. Ciò da solo non basta. La confessione è oggetto di catechesi preparatoria ad hoc, come tutto nel Cammino. Essa comporta - per kikiana disposizione - la denuncia sintetica dei propri peccati, senza dilungarsi inutilmente e senza chiedere consigli al confessore. Si dice: "date un nome ai vostri peccati". Poi il confessore, fatta una breve esortazione, darà l'assoluzione e assegnerà una penitenza. Punto.
E' vietata espressamente ogni direzione spirituale o accenno di discernimento da parte del confessore, che è un mero esecutore del sacramento.
(Nè più nè meno che nell'Eucarestia egli serve solo per consacrare il pane e il vino; altro non gli tocca. Se non l'omelia. Ma anche questa viene "consegnata" loro con opportuna catechesi: vengono date le coordinate sul come farla, quanto deve durare, che punti toccare. Tutto il resto è in mano ai laici che hanno ampio spazio per esprimersi, tra Ammonizioni ambientali e non, Didascalie... e poi ci sono le Risonanze e le Preghiere spontanee a volte stralunghe.)
Il ruolo del prete nel Cammino è relegato al minimo indispensabile, minimo sindacale (della serie: Ah! Se potessero fare del tutto a meno di loro: i preti!).
E poi si dice pure, tornando alla confessione, che se un fratello pone quesiti sul come risolvere situazioni della sua vita o ha dubbi sul suo stesso stato spirituale, deve essere rimandato ai SUOI catechisti.
Quante volte ho sentito dai presbikiki dire: "Di questo parla con i tuoi catechisti"!
Anche padre Mario lo diceva. Anche il padre Ezechiele, anche don Claudiano. Senza eccezione alcuna.
Davanti a Kiko e Carmen diventavano tutti degli emeriti cretini.
Perché i presbiteri vanno, per antonomasia, soggetti a parzialità (si vede che nel Cammino Neocatecumenale lo "spirito" secondo le "linee degli iniziatori" - il cd. "spirito del cammino", appunto - investe con la sua potenza SOLO i laici). I presbiteri in quanto tali sono esposti a "montarsi la testa" e a credersi qualcuno. (I catechisti di Kiko e Cermen invece no, sono gli "umili" per eccellenza).
Ma poi c'è un altro aspetto importante che ti buttano sempre lì: i preti per disposizione naturale sono affettivi, tendono a legarsi alle persone e a farsi il loro "orticello" approfittando del prestigio acquisito nel cammino.
(N.B. tutte queste cose cattive, maliziose e vergognosamente preconcette sono quelle che ho sentito ripetere da Kiko e Carmen e dagli itineranti infinite volte).
Poi se la tua anima restava in uno stato penoso anche dopo che ti eri rivolto ai catechisti o ai massimi responsabili "laici" del cammino, la risposta finale era sempre la stessa:
"Hai messo tutto nelle mani di Kiko? Ora tu non devi più darti pensiero per niente!".
E va bene così!
Preti che hanno messo al macero il loro cervello, disprezzato il loro ministero, la sacra unzione ricevuta e che li ha innalzati al santo sacerdozio. Tutto per assecondare e compiacere il loro vero padre nella fede.
| Veri Sacerdoti, guide delle anime, ai piedi di Maria. |
In conclusione:
Nel Cammino Neocatecumenale non esiste alcuna "direzione spirituale" come comunemente intesa se non fatta dai catechisti in seduta plenaria dove il presbitero non apriva mai bocca.
E cavolo se i catechisti si sono fatti i loro orticelli, se volete è "normale", uno lasciato al governo per decenni è impossibile che non se lo faccia.
Ecco dove incide la correzione vaticana al riguardo.
Ma nel Cammino questa correzione genererà altre divisioni. Così come alcuni cambi di responsabili e/o catechisti già operati per necessità nel contesto hanno prodotto.
Poiché i "sudditi" continueranno a riferirsi ai vecchi re, con il casino che potete immaginare, senza contare le "vendette" trasversali.
Questa è storia.
(Mav)










