Visualizzazione post con etichetta cento piazze. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cento piazze. Mostra tutti i post

giovedì 25 agosto 2022

Tre angeli per cento piazze luterane

Uno dei testi consigliati per le catechesi da farsi nelle 100 piazze neocatecumenali è quella dei Tre Angeli, un testo, tratto da una allocuzione fatta da Kiko Argüello  nel 2012 presso l'abbazia di Sora, ritenuto così  importante da essere pubblicato nel libro di Kiko Argüello  "Il kerigma nelle baracche" ad integrazione del racconto autobiografico della permanenza nelle Palomeras, baracche di Madrid, alla quale viene fatta risalire la fondazione stessa del Cammino neocatecumenale.

Riteniamo opportuno  riproporre questo testo, citandone alcuni passi e avvalendoci del commento a suo tempo fatto da un sacerdote di cui consigliamo la lettura integrale a questo link.

Per differenziare le varie parti, metteremo dei titoletti sottolineati e i nostri commenti in corsivo.


Ciò che ci interessa porre in rilievo è come, attraverso questa catechesi denominata dei Tre Angeli, i catechisti neocatecumenali, notoriamente poco preparati teologicamente, rischino di trasmettere nelle cento piazze un messaggio protestantizzato pensando di evangelizzare al cattolicesimo.

Kiko infatti attesta di sua sponte che è stata sua ferma intenzione di cercare punti di incontro fra la liturgia protestante e quella cattolica e che per lui è stato molto importante il periodo in cui ha studiato l’arte con i vertici del luteranesimo finlandese, francese e tedesco. Questa è l’estrazione culturale teologica e liturgica di Kiko e di chi lo segue e contraddistingue il cammino tragicamente ancora oggi.

Lo stile: da telepredicatore apocalittico

Anche il modo di predicare tradisce una impostazione protestante.

A Kiko piace la disputa, piace parlare di Gesù ai poveri, senza avere alcuna formazione e quindi alcuna idea di ciò che stia dicendo. “Aprivo la scrittura e predicavo il Vangelo”, così alla luterana, senza mandato, con il libero esame della Scrittura, come se non fosse scritto nella lettera di san Pietro che le Scritture non devono essere soggette a libera e privata interpretazione. 

Di solito la padronanza della dottrina dell’analogia – meglio detta la capacità di saper fare esempi efficaci e calzanti – è sicura garanzia di intelligenza brillante, dimostra sicura dottrina, e che chi le fa padroneggia l’argomento. Non è il caso di Kiko. 

Nel suo “annunciare il kerygma” manca di chiarezza, spesso incorre nell’ambiguità, quasi sempre manca di prudenza e di tatto, perché decine e decine di minuti del suo passionale eloquio e del suo scritto consistono in narrazione di situazioni di peccati altrui: questo comporta immettere ulteriore malizia nell’eventuale innocente ascoltatore e nel propagare gli scandali. 

E giù racconti di sodomìa, corna, stupri e rincara la dose dicendo: è tutto vero eh! Questo significa non solo non aver visto neanche il colore di un libro di etica o di teologia morale, ma anche essere privo di ragione sapienziale e di buon senso.
La sua inadeguatezza culturale non lo ferma, perché lui per tutto il libro osa pontificare su temi a lui sconosciuti di teologia trinitaria, di metafisica, sull’essere, sul peccato originale.

Naturalmente, visto che questo è il testo considerato esemplare da proporre nelle campagne evangelizzatrici delle 100 piazze, vien da sé che la predicazione dei neocatecumenali in tali occasioni sarà altrettanto ambigua, inesatta, fuorviante per chi li ascolta e pensa che si tratti, per quanto semplificata, di dottrina della Chiesa.

Miracolismo anteposto alla fede

Altro aspetto da telepredicatore protestante: la convinzione che il miracolo preceda e provochi la fede. Sappiamo che di questo Kiko è  sempre stato convinto, al punto da aver progettato di fare miracoli, senza poi arrivare al dunque perché "non ce ne era stato bisogno".

A pagina 87 Kiko ritiene che per “predisporre gli atei all’ascolto e quindi poi alla fede si fa appello al miracolo” capovolgendo la norma evangelica che il miracolo presuppone la fede, infatti al miracolo si crede per fede. 

Ricordiamoci di Epulone a cui viene risposto: “Neanche se un morto risuscitasse crederebbe…” L’opposto di ciò che dice Kiko. Non esiste modo più collaudato di farsi prendere in giro dai non credenti: parlar loro di miracoli. 

Svalutazione  della Chiesa e del sacerdozio cattolico

La Chiesa proposta da Kiko, e quindi dai catechisti  neocatecumenali  nelle 100 piazze, è una Chiesa orizzontale, che si regge sul sacerdozio universale sottostimando e disprezzando quello ministeriale, esattamente come Lutero che riconosceva solo l'origine divina del sacerdozio battesimale, quello comune, e non di quello ministeriale, istituito da Cristo nell'ultima Cena.

Kiko ritiene che per convertirsi è necessario esperire l’amore fra i battezzati, allora uno chiede il battesimo. Non farebbe una piega se non fosse che tutto ciò lo intenderebbe in modo esclusivo, cioè bandendo i preti, i simboli religiosi, e la chiesa, a cui l’uomo contemporaneo non crede più. 

Se avesse fatto teologia, o almeno fatto catechismo seriamente, saprebbe che non c’è battesimo senza Chiesa, senza simbolo, e senza prete.

Volontarismo luterano

Nel Cammino più  che una fede, si propugna un fideismo, fin dall'inizio, che procede con atti di volontà che superano ed ignorano la ragione, esclusivamente accettando uno schema che li impone come necessari e voluti da Dio. Chi pretende di sottoporre all'esame della ragione questi atti (come la vendita dei beni, il sottoporsi a scrutini che ledono privacy e foro interno, andare per le case come novelli Testimoni di Geova, dare la precedenza assoluta alle pratiche e necessità del Cammino rispetto ai propri doveri di stato eccetera) viene considerato di volta in volta un incredulo, un pagano, uno schiavo di mammona, un bigotto, un irriconoscente verso Dio che lo avrebbe eletto tramite il Cammino neocatecumenale.

Manca nel cammino la parte catechetica in cui si nutre questa fede… qualora ci fosse. Il Kerygma, come lo chiamano loro, attiva la fede, la dona con l’ascolto ma poi va protetta, nutrita, l’anima va portata a perfezione ognuno secondo i propri carismi, ma questo è il dispositivo che manca, in quanto sono strumenti che mancano all’iniziatore. Che tradisce il suo volontarismo luterano in ogni minimo dettaglio del suo eloquio: “Il Signore non ha permesso di sposarmi”… casomai tu hai deciso di “non farlo…”

Misoginia e forzatura vocazionale

Il modo di considerare il peccato e la donna, da parte dell’iniziatore, si ripercuotono sul cammino stesso. Équipe e catechisti itineranti fanno guerra psicologica ai giovani etichettandoli come falliti se non si sposano o non si fanno preti, ma sono in contraddizione: i catechisti itineranti sono né preti né coniugi con un esperienza di vita molto distante da quella di una coppia o di un sacerdote, non sono credibili né autorevoli in nessuno dei due contesti.

Eresia fideista

Il fideismo che viene richiesto fin dall'inizio per attuare una sequenza di scelte personali e familiari secondo una rigida scaletta, prevedendo "punizioni" se non ci si attiene ad essa, viene applicato anche allo stesso modo in cui ci si approccia ai dogmi di fede, escludendo per essi il vaglio della ragione.  Naturalmente i dogmi vengono rivisitati secondo la "teologia" kikiana, spesso svuotati dall'interno, come la visione stessa delle realtà ultime, il giudizio particolare, che consiste in una promozione a pieni voti se si è  camminato e nel Purgatorio se si è  "fatto male" il Cammino, la santità della Chiesa, limitata storicamente al periodo pre Costantino e post Concilio Vaticano Ii, gli stessi dogmi mariani, i più  invisi ai protestanti e ai filo-protestanti, in particolare l'assunzione al cielo della Vergine equiparata alla morte del buon catecumeno.

A pagina 94 dopo un groviglio di affermazioni contraddittorie si configura formalmente l’eresia fideista contro il Vaticano I che dice il dogma è razionale e ragionevole pertanto va creduto. “Credere che Gesù è il Signore –attesta Kiko– non è una verità razionale”, e ribadisce che non è una questione razionale. Ecco come si corrompe il popolo di Dio. In lingua italiana una cosa "non razionale" è irragionevole, e ciò che è irragionevole è sciocco e non è da credersi.
Al modo luterano Kiko esclude il vaglio della ragione al contenuto di fede. 

Libero esame della Scrittura e ricerca della felicità

L'esame della catechesi dei Tre Angeli di Kiko, rivela una pratica protestante che è il libero esame della Scrittura e svela anche i motivi della profonda "tristezza" che permea il Cammino: la ricerca della felicità infatti viene considerata, in nuce, peccaminosa, proprio per una personale e libera interpretazione kikiana delle frasi di San Paolo.

Ce n’è per tutti i gusti: a pagina 97 dà un esempio di libero esame della Scrittura, altra eresia. “Cristo è morto per tutti perché non vivano per se stessi”: allora cosa è vivere per se stessi? Kiko dice: “vivere per se stessi è cercare la propria felicità e questa è una cosa grave... un ragazzo va all’università cerca il lavoro e una ragazza e questo è un male grave, perché è causa del peccato originale”. 

Kiko confonde la concupiscenza della carne con la felicità. San Paolo non intende affatto questo; vivere per se stessi è vivere egoisticamente secondo la carne che fa guerra allo spirito, cioè un uomo con un solo orizzonte immanente. Antropologicamente il dire che la ricerca della felicità è un male è una boiata. E tutta la catechesi di Kiko è fondata su questa sua opinione.

Eresia del "sola Grazia" e svalutazione della volontà umana

Il battesimo, per Kiko come per una certa predicazione protestante, deve essere consapevole (quindi fatto da adulti, così  come il suo battesimo bis al Giordano).

Inoltre il Sacramento perde di validità se non viene continuamente rinverdito dalla predicazione neocatecumenale.


A pagina 103 mette in bocca a San Giovanni Paolo II: “se un battezzato lascia di praticare e decide di essere lui a dirigere la propria vita, il suo battesimo rimane come morto”. Io penso che mai e in nessun caso Wojtyła avrebbe detto una cosa simile. Bugiardo! Non dice questo. (cfr. Catechesi sul battesimo, Angelus del 3/3/2002) Di quella frase è evidente la paternità esclusiva kikiana, in quanto è ragionevole ritenere che Kiko pensi che un battezzato praticante non decida della propria vita, riappare l’eresia volontarista di Lutero: “sola grazia”.

Un passaggio palesemente giustapposto nello stile e nel contenuto con tanto di citazione del CCC 406 è a pagina 106: “Noi non siamo protestanti, il peccato originale non ha distrutto interamente la natura umana”. Ah! Allora l’hai studiata la teologia, Kiko, o no? Oppure te l’hanno fatto aggiungere come una pezza peggiore del buco? A casa mia si dice excusatio non petita, accusatio manifesta! Il peccato ha come ricompensa l’inferno, alta escatologia.
 

Non tutti gli uomini sono figli di Dio?

Andiamo avanti, io non so se se le inventa la notte: pagina 109, “Non tutti gli uomini sono figli di Dio. Tutti sono creature divine.” Una baggianata più grossa dell’altra, forse che alcuni hanno una natura umana diversa dagli altri? Tutti gli uomini sono figli di Dio, i Cristiani godono una 'figliolanza speciale' per i meriti che Cristo ci ha guadagnato con la sua morte e resurrezione. Ci sono diversi tipi di figliolanza, ma tutti siamo figli di Dio. Kiko è specialista di bestemmie logiche e di contraddizioni semantiche come questa. Una cosa o è divina o è creata, non si dà un terzo. Dire creatura divina in teologia in una catechesi a migliaia di persone, è come dire “rutto elegante” o “acqua asciutta”. Una contraddizione in termini in cui Kiko non incorrerebbe se avesse studiato almeno il catechismo. Ma lui si ostina a parlare di cose che non sa con noiosa pertinacia e con dissacrante superficialità.

Ruolo del credente nella società

Sulla questione politica e sociale, della giustizia sociale, Kiko ha le posizioni delle sette protestanti pentecostali e dei testimoni di Geova: il mondo e la politica sono del diavolo, principe di questo mondo, qui vince sempre il demonio, nazismo, comunismo, ateismo. Così certifica la sua ignoranza vergognosa della storia della chiesa e del monumentale e poderoso magistero di Giovanni Paolo II sulla dottrina sociale e di come la Chiesa, sia sempre stata in 2000 anni paladina della giustizia sociale, basti citare Montesinos, De Vitoria, Las Casas, studiosi dello Ius gentium dell’Aquinate e questi vengono prima di Marx. Per non parlare della Rerum Novarum e di tutto ciò che è seguito, fino ad Aldo Moro. Ma questo è arabo per Kiko e i suo catechisti. Caro Kiko, un cattolico è tenuto a scendere in politica e può fare la differenza e ciò è lodevole.

Dio ti ama così come sei... perciò, non cambiare!

Prepariamoci alla castroneria più grossa del libro che metterei in grassetto. È un po’ come un pilota di formula uno che confonde un rettifilo con un curva, uno che in teologia confonde natura divina con grazia. “Il battesimo conferisce la natura divina”. 

Kiko mostra disprezzo e nausea per la devozione popolare, compresa quella eucaristica, e per il Santo Rosario. Un’accozzaglia di termini Kikiani “catechesi seria”, “Kenosis”, “esperienza di morte ontica”... 40 anni che tutti quelli usciti da questa catena di montaggio parlano con questi termini bizzarri, a parte questo, non è rara nella sua foga la tendenza ad essere pericolosamente ambiguo su argomenti delicatissimi di fede e morale. “Per amarti Dio non ha bisogno che tu sia buono che lasci la tua amante.” Adesso, chi ha studiato 10 anni di filosofia e di teologia ed è “del mestiere”, sa che probabilmente - e speriamo voglia dire - che Dio ci ama per primo con i nostri peccati… Sì, ma detto ai poveri delle favelas, alla gente che non è “del mestiere” potrebbe suonare come: “continua ad andare a letto con la tua concubina, che tanto Dio ti ama così come sei”. Un po’ come il volemose bene e l’ammore che trionfa su tutto che serpeggiano nella Chiesa oggi.

Ovviamente nei suoi sproloqui non esiste la differenza fra peccato mortale o veniale o peccati diversi da quelli sessuali: per Kiko son tutti sessuali e mortali.

Kiko vuole evangelizzare chi è già devoto

Giù ancora con l’antropologia Kikiana secondo cui la ricerca del bene e della felicità è un male. Quando sappiamo tutti quelli che hanno l’Aquinate per maestro che è una costante antropologica, naturale, l’uomo tende al bene per natura, ma no, per lui è qualcosa che lo tiranneggia che lo schiavizza: antropologia luterana. Esempi stucchevoli sulle prostitute di Roma, sulle carceri -spot per Pannella - e poi rivolgendosi ai coniugi, lui che non è sposato e non sa cosa sia la teologia, dice: “Lo Spirito Santo ti aiuta a lavare i piatti”. Andiamo avanti nell’estenuante lettura qui Kiko dice dove sarebbe il caso evangelizzare, nelle zone dove c’è forte devozione popolare cioè dove hanno già la fede e nelle zone secolarizzate. Allora ha l’intenzione di sostituire col cammino la devozione popolare? Il Kerygma non è da annunciare a chi ha già la fede, lì devi catechizzare e formare le coscienze, cose che i neokatekikos non sono in grado di fare perché ignoranti.

Come i protestanti, non ama le immagini e le opere d'arte che ispirano devozione; vuole smantellare i simboli della fede cattolica.

Secondo Kiko non si può evangelizzare attraverso simboli religiosi di fede cristiana come una cattedrale, perché i non credenti hanno pregiudizi. È ignominioso, detto da un sedicente artista, disprezzare le cattedrali medievali. Ci vogliono nuovi segni che tocchino l’uomo moderno, dice Kiko, dunque smantelliamo i simboli del cattolicesimo: ecco perché vogliono celebrare al modo loro e mai in chiesa. Dov’è finito lo spirito di cortile dei gentili di cui si fregiava poco fa? Ci adattiamo ai peccatori e ai pagani rinunciando ai nostri simboli per far contenti i lontani. Non sa Kiko che il vero stile del cortile dei gentili è dialogare di fede con l’ausilio della ragione, come la chiesa insegna da 2000 anni. Come lui vuole dialogare smantellando la propria identità cattolica e simboli cattolici si chiama luteranizzazione, oppure sottomissione, che in arabo si pronuncia islam.

Presenza reale e unico altare (non tre)

L’altare poi è uno e non tre come lui attesta, anzi dice “l’altare è l’eucaristia” (sic). L’eucaristia è un sacramento e non è un altare. Il corpo di Cristo e Dio stesso e non è “divinizzato” come dice lui, da qui si coglie la confusione che ha sulla presenza reale. L’altare è alter Christus nel senso che è Cristo stesso, ed è uno non possono essere tre. L’altare, solo per analogia è croce e trono. Nella tradizione cristiana non esistono che il talamo e l’altare. E l’altare, poi, non è tavola dove si mangia. Né la mensa della famiglia, né il talamo degli sposi è consacrato dal vescovo, e l’altare viene baciato prima di usarlo perché contiene le reliquie dei santi martiri, caro Kiko, solo l’unico altare lo è.

Dire che gli altari sono tre, equivale togliere sacralità all'unico altare.



La domanda è: quanto hanno influito su Kiko gli studi di liturgia fatti dalla scuola ereticale luterana? 

E quanti di questi insegnamenti eterodossi passano nelle 100 piazze visto che questa catechesi viene data come riferimento per la predica laica che il catechista di turno espone ai passanti?

sabato 28 aprile 2018

Cronaca da una delle 100 piazze, una qualunque!

Ci scrive un fratello di comunità:
Stanarci dai nostri nascondigli? Mi dispiace che abbiate sprecato tempo ed energie.
Le nostre trame occulte saranno ben visibili nelle piazze per le prossime 4 domeniche, alla luce del sole. Le nostre trame occulte si chiamano 'evangelizzazione' il nostro motto segreto? Cristo è risorto!
[D.M.]
Abbiamo l'abitudine di spiegare cosa ci siamo proposti e lo ribadiamo spesso: stanare dai nascondigli Kiko e i capibastone del cammino neocatecumenale, che continuano a dire una cosa e farne un'altra. Certo questo non è sprecare tempo e energie! Purtroppo essi giocano con la vita delle persone.

Per cui partiamo proprio dalla "cronaca" di una qualunque delle 100 piazze, da Roma, gentilmente fornitaci da Ruben, per mettere in luce le solite magagne neocatecumenali.


Se la cantano e se la suonano
Questa la cronaca:
Le 100 piazze cominciano ad essere un bluff.
Ovvero l'ennesima Araba Fenice kikiana.
Quest'anno, dopo l'ultima edizione dello scorso anno, a San Paolo, invio dell'ancora Vicario Vallini, non mi sembra ci sia stata analoga cerimonia, da parte dell'attuale Arcivescovo Vicario (no sempre suscettibile di smentita).
Si conoscono sicuramente le date ovvero le Domeniche di Pasqua, ma non i luoghi e gli orari (la suscettibilità di smentita a ciò che dico, sarà sempre e comunque gradita).

[Pochi giorni dopo] Non ci sono più avvisi od orari certi.
Oggi me la sono presa comoda;
mi sono recato a piazza Gimma a Roma, "near" Santa Maria Goretti, luogo da anni deputato all'evento intorno alle 17:00 abbondanti, valutando a priori, che i Neocatecumenali, spocchiosi e cafoni come sono, non sono mai stati gente puntuale.
È il primo anno che ho avvertito un certo loro nervosismo: stavo fotografando il gruppo dei katekisti che si affaccendavano intorno al presbitero di turno, ovvero un pretino ultrasettantenne mezzo rincoglionito, quando un cantore garibaldino, in maglione rosso e chitarra, comincia a questionare sul perché fotografavo.

Alla mia risposta che personalmente in città, fotografo ciò che mi pare e piace, ha cominciato a fare altrettanto nei miei confronti, nella speranza di intimorirmi; (chissà se è un'iniziativa personale o se glielo ha insegnato "Garibaldi" a reagire così... la reazione di contro-filmare è la stessa degli scagnozzi di Scientology): gli ho soltanto chiesto se in foto fossi venuto bene.

Per il resto, solito copione, almeno questa volta però, la mamma di cinque figli neanche trentenne(!), fortunatamente tutti figli in terra e nessuno "in cielo"! Era veramente una bellissima ragazza.
Primo anno con assenza di volantinaggio e quindi tentativi diretti di proselitismo.
Completa assenza di cartellonistica, in qualche modo motivante l'evento.

Praticamente chi passava, se non preventivamente informato, non sapeva quale setta protestante stesse predicando.
Manifestazione su pubblica piazza, neanche un agente di Polizia Giudiziaria!.
[Ruben]
Prima considerazione: impressiona l'atteggiamento diffidente, descritto da Ruben, tipico di chi teme di essere spiato e sorpreso con le mani nel sacco.
Davvero? Agite alla luce del sole? Come chi evangelizza e annunzia che Cristo è risorto?
Allora, perchè vedete nemici dappertutto? Non dovevate farvi "tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno" (1Cor. 9,22b)? Non siete voi, per antonomasia, come i condannati a morte? E questo è il vostro glorioso vessillo, sotto il quale siete stati addestrati (tanti e tanti anni!) per combattere la buona battaglia?
E ancora siete a questo punto?
Ma non vi sentivate orgogliosi di essere "posti come spettacolo per il mondo, per gli angeli, per gli uomini... come condannati a morte..."?  orgogliosi di "occupare l'ultimo posto"? (Canto del cammino tratto da 1Cor.4,9-13).
Perché essere fotografati vi infastidisce tanto? Kiko vi ha mandati nelle pubbliche piazze, disposti a tutto, anche a finire in pasto alla gente che interpellate, uno spettacolo per il mondo, appunto!

Ognuno che legge può trarre le sue conclusioni.

Seconda considerazione: qualche sospetto affiora per la totale assenza dei soliti volantini.
Ricordiamo, a tal proposito, quanto il Papa ha ribadito in ogni occasione (a riguardo della "dimensione ecclesiale", irrinunciabile per ogni carisma nella Chiesa) ed è possibile che proprio quest'anno - in cui non c'è stato, stranamente, il consueto invio con la presenza del Vicario di Roma - hanno ricevuto la raccomandazione puntuale di non fare proselitismo per il proprio gruppo chiuso, approfittando dell'annuncio nelle piazze.

A Kiko non piace ascoltare, ma solo comandare.

Anche perchè gridano ai quattro venti "il Papa ci ha inviati"... e affermano che loro vanno a nome della Chiesa e della Parrocchia, MAI a nome del Cammino (che neanche nominano).
È chiaro che devono stare molto attenti a non lasciare tracce (scripta manent) inconfutabili della loro perdurante disobbedienza, come possono essere cartelloni e volantini, che poi non potrebbero sconfessare!
Ma intanto sono sempre loro! Perfettamente e inequivocabilmente riconoscibili!
In alcune piazze hanno continuato a cantare, tutti gasati, la versione spagnola dei canti (chi dei passanti poteva capirci qualcosa?)... magari perché c'era lì un seminarista, rientrato dal Sudamerica, che canta in versione originale e si esibisce con la chitarra alla kikomaniera; poi, ovviamente, leggìo, croce, icone, tutto l'armamentario griffato da Kiko. (Altro che "rinunciare a vivere in tutti i dettagli ciò che il vostro itinerario esigerebbe". Nè nei dettagli e tanto meno nelle innumerevoli cose considerate "essenziali").

Riportiamo altri due commenti che stigmatizzano, plasticamente, l'irrinunciabile, inconfondibile "stile unico" che porta il marchio neocatecumenale doc:
Sono in una piazza dove si sta facendo una delle piazzate neocatecumenali. A parte che se non ci fosse il gruppo dei loro nessuno se li filerebbe, ma come si fa ad attirare alla Chiesa, ma anche solo al cammino, dicendo al microfono: "fai schifo!" Se la gente vedesse cosa c'è nel tuo cuore non ti guarderebbe neanche in faccia!? L'uomo è stato creato poco meno degli angeli, a Sua immagine e somiglianza, come si fa a dire che fa schifo?? Che tristezza...
[Elena]
Vi do una notizia interessante. Oggi alla fine della missione in piazza il responsabile ha letto alla comunità (a dire il vero con un certo imbarazzo) una lettera di Kiko alle comunità che hanno finito il cammino, lettera contenente un pressante invito a partecipare numerosi all'incontro con il Papa di maggio. La preoccupazione di una possibile bassa participazione fu particolarmente visibile nel punto in cui si invitava a far partecipare anche amici e conoscenti che non fanno il cammino, in modo da essere tanti. No comment.
[Anonimo]
Intanto qualcosina ancora in luce vorremmo metterla:

Partendo dalla considerazione di Ruben, che ci fa osservare come quest'anno è saltato l'invio consueto da San Paolo Fuori le Mura, con la benedizione del Cardinale Vicario di Roma, ho verificato anche io e, non trovando nulla, mi sono soffermata sull'invio dello scorso anno, fatto appunto dal Cardinale Agostino Vallini e riportato da un organo di informazione on-line della Santa Sede. [nota 1]

San Paolo Fuori le Mura,
cardinal Vallini - aprile 2017
Ho osservato che tutto corrisponde a quanto anche noi conosciamo delle 100 piazze e a quanto Kiko stesso afferma anche nell'ultimo annuncio di Pasqua.
Tutto corrisponde... fino ad un certo punto, però!...
...poi, come sempre, ecco apparire, puntuali, "le trame occulte".


Questo è proprio da mettere ben in evidenza:

Si legge (qui il link per l'intero articolo di Romasette):
"Al termine della missione le comunità inviteranno i presenti a partecipare alle attività delle parrocchie perchè «la gente deve constatare che la Chiesa è viva, piena di giovani e di amore» ha affermato Giampiero Donnini, responsabile della prima comunità neocatecumenale nata a Roma il 2 novembre 1968 nella parrocchia Nostra Signora del Santissimo Sacramento e santi Martiri Canadesi."
Lo stesso articolo riporta le affermazioni finali di G.Donnini:
«I veri frutti di questa missione li conosce solo il Signore però in questi anni abbiamo avvicinato tante persone che hanno partecipato agli incontri in piazza – ha concluso Donnini . Inizialmente sono stati attratti dai canti e dalle testimonianze ma poi hanno cominciato, o ripreso, a frequentare le parrocchie e a partecipare alla Messa».
Giampiero, vero prototipo neocatecumenale, è un esempio preclaro di discepolo kikiano, di quelli di cui si può dire, senza tema di smentite, che "Giotto superò Cimabue".

Le affermazioni limpide (a proposito di luce del sole) di Donnini, stridono con quanto, anche quest'anno, abbiamo letto nell'Annuncio di Pasqua a proposito, ossia con quanto Kiko chiede espressamente di fare con le persone che trovano attraente l'annuncio nelle100 piazze:

Kiko lancia le nuove catechesi iniziali in piazza per rimpolpare le comunità fondate altrove: dopo l'ultimo incontro in piazza «li radunate in una casa e fate le catechesi con la convivenza e possono entrare in una comunità» (pag. 13 del mamotreto dell'Annuncio di Kiko: L’ultimo incontro parla della Chiesa come comunità cristiana, invitando coloro che sono presenti – se vogliono – ad essere aiutati attraverso una comunità cristiana. «Coloro che dicono di sì li radunate in una casa e fate le catechesi con la convivenza e possono entrare in una comunità. Dio ci ha ispirato di fare questo»); per la serie, ci cacciano dalle parrocchie e noi proseguiamo in piazza... e se le comunità appena fondate si sfrondano rapidamente, le rimpolpiamo con gli adescati della piazza.

Questo Annuncio è lo stesso che Donnini riporta fedelmente nella sua zona di Roma, Annuncio che ricalca quello dello scorso anno e che indica espressamente agli adepti il "fine ultimo" della predicazione per le stradecoinvolgere le persone in una cosiddetta "catechesi" che consenta di inserirle in una comunità neocatecumenale, non nella Parrocchia, come Giampiero, sapendo di mentire, dice espressamente davanti ai Pastori della Chiesa.

Ecco servito chi parla di evangelizzazione alla luce del sole.

Voglio precisare che tutto ciò non ci rallegra. Solo ci spinge a perseverare nella nostra opera di risvegliare le coscienze intorpidite di tanti camminanti in buona fede.
Dice il Signore: "Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no" (Mt.5, 37). Nulla di buono viene da chi proferisce menzogne e questo del servirsi della menzogna, per raggiungere i propri scopi, non è una prassi occasionale nel Cammino, ma è modus operandi consolidato e ricorrente.

Fanno sempre così, camminano tra mezze verità e menzogne complete. Con bocca untuosa pronunciano parole false, adulano, mostrano un finto servilismo, per tenere buona la Chiesa, tranquillizzandola sulle loro intenzioni, per ingannarla, per approfittare del suo appoggio, per...
Non vale la fatica di fare un lungo elenco. Diciamo per ciascuna di queste ragioni e... anche di più.

Ma Dio c'è e guarda, Dio detesta chi ama la menzogna, il falso profeta sarà sbugiardato dalla storia. [nota 2]

Tutto nel cammino si trascina avanti, stancamente. Questa la verità. Kiko prova a tenere alto il morale delle truppe sfinite. Una volta li animava ad ardite imprese. Oggi minaccia l'inferno ai disertori affinché vadano tutti sul campo per lui. Se non per amore, per paura.

Lasciamo ad un nostro lettore la conclusione:
Ormai alle ardite imprese ci va sempre meno gente, ci sono ampi segnali di "disobbedienza" diffusa... il castello scricchiola vistosamente preannunciando la catastrofe ormai imminente... gli itineranti nervosi perché si inizia a controbattere in quanto oramai non è possibile non "criticare" certe posizioni... e diventano punitivi... pensando di ricavarne chissa che cosa... la verità è che la "seconda generazione" li sta mandando a cagare in massa.
[Mav]


[nota 1]

"Centopiazze" i neocatecumenali per le strade di Roma. (ROMA SETTE.it - l'informazione on-line della Diocesi di Roma)

Da domenica 30 aprile la quinta edizione. A San Paolo fuori le mura la benedizione del cardinale Vallini: «Grazie per questo servizio di amore e luce»
Sono pronte per la missione “Cento piazze” le cinquecento comunità neocatecumenali di Roma. La quinta edizione dell’iniziativa, voluta da Kiko Argüello, iniziatore del cammino neocatecumenale insieme a Carmen Hernández, partirà domenica prossima, 30 aprile, e proseguirà per tutte le domeniche di Pasqua fino a Pentecoste. Sabato 22 aprile, nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura, il cardinale vicario, Agostino Vallini, ha conferito il mandato e impartito la benedizione alle comunità che annunceranno la resurrezione di Cristo nelle piazze. Dal centro alla periferia della Capitale cento gruppi, ognuno composto da cinque comunità di famiglie, giovani, anziani, bambini e presbiteri, accogliendo l’invito di Papa Francesco, usciranno dalle parrocchie per evangelizzare tra la gente.
Ogni incontro, animato da canti, durerà circa due ore. Inizierà con la recita delle lodi o dei vespri; seguirà la testimonianza di un membro della comunità che parlerà del suo incontro con il Signore e in chiusura una breve catechesi, ogni domenica su un tema diverso: “Chi è Dio per te?”, “Il senso della vita”, “L’annuncio del kerigma”, “Il kerigma nelle scritture” (durante questo quarto incontro nelle piazze ci saranno sacerdoti disponibili per le confessioni) e “La Chiesa: cosa è per te e cosa ti aspetti”. Al termine della missione le comunità inviteranno i presenti a partecipare alle attività delle parrocchie perchè «la gente deve constatare che la Chiesa è viva, piena di giovani e di amore» ha affermato Giampiero Donnini, responsabile della prima comunità neocatecumenale nata a Roma il 2 novembre 1968 nella parrocchia Nostra Signora del Santissimo Sacramento e santi Martiri Canadesi.
Dal cardinale Vallini il ringraziamento ai membri delle comunità per «questo servizio di amore e di luce», l’augurio di buona missione affinché annuncino la Buona notizia della risurrezione di Cristo «in questa città così bella ma allo stesso tempo tragica sotto molti aspetti» ma anche l’invito a fare di più: «le comunità neocatecumenali sono presenti in 100 parrocchie di Roma, ma nella Capitale le chiese sono oltre 340 questo significa che abbiamo un lungo cammino davanti a noi» ha detto il porporato. «La bellezza di questa iniziativa – ha proseguito – sta nell’avere il coraggio di andare a proclamare il Vangelo ad ogni creatura come chiesto da Gesù, nel raccontare le proprie esperienze, ascoltare i problemi della gente, farci prossimi a chi afferma di essere senza speranza. È a loro in primo luogo che dobbiamo testimoniare l’opera di Dio nelle nostre vite. Ma la nostra testimonianza deve essere credibile anche nel quotidiano e in questo mondo che divide e contrappone dobbiamo dimostrare che abbiamo gli anticorpi dello Spirito Santo».

«I veri frutti di questa missione
li conosce solo il Signore però in questi anni abbiamo avvicinato tante persone che hanno partecipato agli incontri in piazza – ha concluso Donnini -. Inizialmente sono stati attratti dai canti e dalle testimonianze ma poi hanno cominciato, o ripreso, a frequentare le parrocchie e a partecipare alla Messa».
24 aprile 2017


[nota 2]

Ci rifugiamo nei Salmi, per trovare conforto:

Salmi 11

11:1 Al maestro del coro. Sull'ottava. Salmo. Di Davide.
2 Salvami, Signore! Non c'è più un uomo fedele;
è scomparsa la fedeltà tra i figli dell'uomo.
3 Si dicono menzogne l'uno all'altro,
labbra bugiarde parlano con cuore doppio.
4 Recida il Signore le labbra bugiarde,
la lingua che dice parole arroganti,
5 quanti dicono: «Per la nostra lingua siamo forti,
ci difendiamo con le nostre labbra:
chi sarà nostro padrone?».
6 «Per l'oppressione dei miseri e il gemito dei poveri,
io sorgerò - dice il Signore -
metterò in salvo chi è disprezzato».
7 I detti del Signore sono puri,
argento raffinato nel crogiuolo,
purificato nel fuoco sette volte.
8 Tu, o Signore, ci custodirai,
ci guarderai da questa gente per sempre.
9 Mentre gli empi si aggirano intorno,
emergono i peggiori tra gli uomini.

Salmi 54

1 Al maestro del coro. Per strumenti a corda. Maskil.
Di Davide
.

10 Disperdili, Signore,
confondi le loro lingue:
ho visto nella città violenza e contese.

22 Più untuosa del burro è la sua bocca,
ma nel cuore ha la guerra;
più fluide dell'olio le sue parole,
ma sono spade sguainate.

lunedì 9 aprile 2018

Piccolo bilancio della "Pasqua neocatecumenale" che sfocia nelle "100 piazze", tra l'Agape a fine Veglia e la Veglia di Pentecoste.

Quello che so personalmente sulle "100 piazze", iniziativa "ispirata" a Kiko Argüello - come egli stesso ci assicura - e che si dispiega ovunque per tutto il tempo pasquale, riguarda una pianificazione degli incontri in cui i dilettanti allo sbaraglio vengono scelti dai cosiddetti "catechisti" tra i neocatecumeni che hanno una storia personale legata fortemente al cammino.

Kiko e i suoi motivano gli adepti
col loro "buon esempio".
Su quel palchetto provvisorio non parla qualcuno scelto a caso magari con estrazione o con l'invocazione dello spirito santo.

No, gli oratori sono rigorosamente selezionati, sia quelli che conducono gli incontri ("catechisti" del cammino) e sia quelli che sono chiamati a dare la propria esperienza personale che deve esaltare l'esperienza nel cammino neocatecumenale.

Vengono raccontate anche cose molto personali, anzi più sono personali e meglio è.
Le 100 piazze servono a fare pubblicità sfacciata al cammino neocatecumenale.
Sono scelti i fedelissimi, i talebani del cammino per far passare il messaggio salvifico di Kiko.
Per i fedelissimi l'essere scelti è un grande onore.

È un segno di fiducia che porterà a prossimi incarichi importanti all'interno del movimento.

Mi dispiace deludere chi pensava che nell'Annuncio di Pasqua 2018, fatto da Kiko alle comunità del cammino, ci sarebbero state delle novità.

Tranquilli non ci sono state, le 100 piazze erano presenti anche nell’annuncio di Pasqua dell’anno scorso.

Anche le "catechesi nelle case" erano già state proposte lo scorso anno.
Nella mia parrocchia “neocatecumelizzata” al 100% sono già due anni che tentano questa cosa delle catechesi nelle case.
In entrambi i casi è stato un fallimento completo.
Le ultime “catechesi per adulti” fatte in parrocchia (non nelle case) hanno raccolto veramente poche persone, è stata formata una piccola comunità (20-25 persone), pochissime coppie, e circa il 40% di giovanissimi figli di neocatecumenali.
Non sono servite a nulla le 100 piazze e un anno di Traditio porta a porta nelle case del quartiere.

L’unica novità di questo annuncio 2018 è stata la convivenza della Pentecoste.
(ndr. È detto, nell'annuncio di Pasqua, che Ascen ha ricordato a Kiko di raccomandare alle comunità questa ennesima convivenza, forse un poco trascurata negli ultimi anni. Brava Ascen! Il tuo contributo è prezioso, per incrementare gli infiniti obblighi del Cammino Neocatecumenale, che portano i fratelli sempre più lontano dalle loro Parrocchie!)
Fino all’anno scorso la veglia di Pentecoste, iniziava la sera dopo la cena, si consumava un piccolo rinfresco (qualche dolcetto e le primizie usate per la mensa della veglia) e terminava con il pranzo del giorno dopo.
Da quest’anno Kiko l’ha trasformata in un duplicato della veglia di Pasqua.

Veglia neocatecumenale
"separata dalla Parrocchia".
Digiuno a cena, Agape a fine veglia e il giorno dopo, lodi la mattina, pranzo e giro di esperienza che termina il pomeriggio.

Kiko dice fino alla 17,00 ma tanto sappiamo tutti che, se le persone sono tante, si sfora alla grande, come al solito, ben oltre le 17,00.

Sulla Veglia di Pasqua posso solo immaginare i sacrifici fatti dai poveri neocatecumenali, costretti dai loro "catechisti" a sobbarcarsi la gestione di una Agape a fine veglia.

È vero che nei ristoranti alle 3-4 del mattino si mangia da cani, ma gestire una "Agape" dopo il triduo pasquale neocatecumenale (che è un vero massacro) e una veglia infinita è una esperienza da film dell’orrore.

Possiamo fare solo i nostri auguri a tutti i neocatecumenali, ne hanno davvero bisogno.

(da: Luca)

lunedì 2 aprile 2018

Kiko svela l'unico peccato che spedisce il neocatecumeno dritto all'Inferno.

Il confronto immediato tra queste due parti, tratte dallo stesso Annuncio di Pasqua, fatto da Kiko, è sorprendente.


Annuncio di Pasqua 2018: pag.12-13. estratto:
(Kiko ricorda che, nelle domeniche di Pasqua, ci sarà la Missione delle 100 piazze con Papa Francesco (sigh!). 5 incontri.)
Si parla di Chiesa, si pensa alla "kikomunità".
"Dico questo perché tutti siete chiamati a questi incontri nelle piazze, ad annunciare il vangelo. Siamo assolutamente obbligati a rendere testimonianza al mondo della fede che Dio ci ha dato.Al primo incontro dovete andare tutti con i giovani, le chitarre, ballando e cantando e poi, alle persone che si sono radunate, farete la catechesi: “Chi è Dio per te".Nel secondo incontro: “Chi sei tu?"Terzo incontro: annuncio del kerigma. La notizia della salvezza è dire a tutti che se ascolti questa notizia e credi ti salverai, avrai la vita immortale.Il quarto incontro: chiamata a conversione. Si prepara una penitenziale con i preti nella piazza.Nel quinto incontro si parla della Chiesa: Che cosa è una comunità cristiana, invitando coloro che sono presenti – se vogliono – ad essere aiutati attraverso una comunità cristiana. Coloro che dicono di sì li radunate in una casa e fate le catechesi con la convivenza e possono entrare in una comunità. Dio ci ha ispirato di fare questo. E’ importante questo annuncio. Vi è scomodo andare per le piazze? Se preferite la comodità che non annunciare Gesù Cristo, sicuramente il Signore manderà un altro fatto che vi salvi dall’inferno. Non c’è cosa peggiore che il borghesismo. Le parole più terribili sono per queste persone e dice la Scrittura: “Poiché non sei né freddo e né caldo, ma tiepido, io ti vomiterò”. Dio vomita. Magari fossi freddo, un ladro, un ateo, magari! Non sei niente, uno che si passa la vita davanti alla televisione, sei un comodo ed hai perso lo zelo. Come puoi chiamarti cristiano se hai perso lo zelo di tuo Padre che vuole salvare l’umanità, tutta l’umanità inviando il suo unico Figlio? Perdere lo zelo è la tragedia più grande. Lo zelo si perde per la tiepidezza, diventa tiepido chi si installa, essere installati, come un prete che si accomoda nella parrocchia con la sua macchina, i soldi, i suoi amici e non si rende conto che ha perso lo zelo per evangelizzare, non ha niente. Magari Dio deve mandare qualcosa: con la tiepidezza si va all’inferno!Il mondo intorno a noi sta morendo e tu vuoi stare comodo? Attenti! È importante che venga la Pasqua a svegliarci."


Annuncio di Pasqua 2018: pag.20-21. estratto:
Giovani neocatecumeni zelanti.

"Allora, Signore, cosa dobbiamo fare perché questo - che Dio ci ama e vuole essere uno in noi - si realizzi veramente? Che cosa dobbiamo fare? Ecco, convertitevi e credete. Dobbiamo credere, credere! E che cosa è credere? Credete che Cristo sta desiderando di stare dentro di voi. E c’è bisogno di mettere qualcosa da parte nostra perché questo si realizzi? “Devo lasciare il peccato, devo cambiare la mia vita? Che devo fare? Credo quello che Kiko sta dicendo, perché sta facendo un ministero a favore della mia fede e lo ringrazio, anzi ringrazio Dio che ha suscitato questi catechisti per aiutare me. Ma vorrei sapere di più: che devo fare perché Cristo sia perfettamente uno in me?”. Credete alla Buona Notizia, credete. Credi che Cristo ti ama, non avere paura. Cristo mai ci ha giudicato, mai, è sempre pieno di misericordia soprattutto con i peccatori. Quando quella prostituta, che aveva una cattiva fama, ha cominciato a toccargli i piedi – come sapete i piedi sono un simbolo erotico – e li bagnava con le sue lacrime e li asciugava con i suoi capelli – anche i capelli sono un segno erotico, è proibito alle donne ebree mostrare i capelli, hanno sempre il capo coperto perché i capelli sono un segno erotico – i farisei dicevano: “Se sapesse chi lo sta toccando, che donna è questa” e Gesù Cristo dice: “Non sono venuto per i giusti, sono venuto per i peccatori”, e i peccatori siamo noi, perché siamo tutti peccatori.
[ndr. solita sublimazione dei peccati sessuali]
Coraggio fratelli, vi annunzio che viene la Veglia Pasquale del 2018, in modo che siamo contenti di andare nelle piazze ad annunciare Gesù Cristo.
...dovremo portare la Buona Notizia a tutti gli uomini... Ecco, qui ti si dice come si può essere uno con Cristo: devi vivere per Colui che è morto e risorto per te. E Cristo, che è morto per te ed è risorto per te, cosa vuole da te? Vuole che ti offri come famiglia in missione? Devi offrirti. Sei una donna nubile e vuole che ti offri alla Chiesa per andare ad aiutare un seminario? ...Cristo è morto perché tu non viva più per te. No no, dovresti odiare la tua vita, e non solamente la tua vita, dovresti odiare la tua anima.“Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo Chi non odia la sua anima non può essere mio discepolo” (ndr. citazione inventata di sana pianta - [nota 1] ) Dice S. Paolo che chi è in Cristo è una nuova creazione, le cose vecchie sono passate e ne sono nate di nuove. Le cose nuove sono la fede, la grazia dello Spirito Santo. “Colui che non aveva conosciuto il peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore Dio lo ha fatto peccato per noi”...
(ndr. altra citazione inventata: il testo scritturistico dice Dio «lo ha trattato da peccato» per noi, non dice che Dio «lo ha fatto peccato», che è una cosa completamente diversa).
...e in questo canto ho inserito la frase di S. Paolo che dice: “Guai a me se non annunziassi il Vangelo”.
Vorrei anche accostare alla catechesi del "cosa dobbiamo fare per essere uno con Dio?" - abbiamo visto che la risposta di Kiko è una sola: "ascoltare me" - lo scrutinio, scovato da Lino e tratto dal mamotreto della Traditio, sul porco/nato, che scopre la sua natura, facendo il cammino neocatecumenale, grazie al fango.

Questo scrutinio è stato eliminato nel direttorio corretto e concerne il fango sul cieco nato di Gv 9, tema portante della tappa e degli altri scrutini.


Kiko: Prima del cammino tu eri cieco? Cosa non vedevi?

Z.: Prima del cammino io ero un bigotto, perché sono nato nella Chiesa e avevo un moralismo terribile, una terribile paura dell'inferno. Dovevo presentare sempre la faccia di buono, non avevo mai un peccato, la colpa era sempre degli altri. Io ho fatto quello che ho voluto durante tutta la mia vita e nel fondo non mi sono mai creduto peccatore perché sono stato una brava persona, perché andavo sempre a messa e non mi vedevo cieco. Un giorno ho sentito l''annuncio e attraverso quello il Signore mi afferrò; dopo aver ascoltato tutta la catechizzazione, dopo essermi messo in cammino, il Signore ha fatto sì che attraverso la sua Parola, attraverso la comunità, io cominciassi a vedere che ero un maiale. Il Signore ha permesso, mentre stavo in comunità, ha permesso che io peccassi perché vedessi come ero. Dentro la comunità, attraverso la Parola, il Signore mi ha messo davanti i miei peccati.

Kiko: Tutto il fango che c'era in te, la porcheria che c'era in te.

Z.: In quantità! Io non capivo, prima del cammino, perché uno sposato se ne andava con un'altra; questo non lo comprendevo. Il Signore ha permesso che io commettessi adulterio, quando stavo già nel cammino. Mi ha fatto vedere che sono un adultero, mi ha fatto vedere che sono un egoista, che adoro il denaro; mi ha fatto vedere che non amo nessuno, né mia moglie, né i miei figli, che amo solo me stesso, che ho cercato sempre di trarre vantaggi dagli altri. Questo mi ha fatto vedere il Signore attraverso questo tempo, mi ha messo fango sugli occhi facendomi vedere che sono cieco perché potessi vedere che Lui mi ha amato così, non ha avuto schifo dei miei peccati, non mi ha disprezzato, mi ha amato! E questo l'ho visto nella comunità, perché conoscendo i miei peccati il Signore si è avvicinato attraverso i fratelli; attraverso mia moglie si è avvicinato a me e mi ha voluto bene. Il Signore si è avvicinato a me in persone concrete, e mi ha voluto bene. Allora io ho sperimentato che Dio mi ama così come sono, ridotto ad essere un disgraziato.[...]
Questo lo scrutinio: e Kiko ascolta, senza scomporsi, questa esperienza.
Ricordiamo che alla Traditio si arriva dopo diversi anni di cammino.
Il fulcro dell'annuncio kikiano è innestato sulla catechesi del cieco nato, paradigma del cammino, che altro non è se non il metterti fango sugli occhi, in modo che tu, sentendoti sporco, vada a lavarti alle acque del tuo Battesimo e, finalmente, veda. Cosa? I tuoi peccati. Questa è la patente necessaria per poter essere inviato (da Kiko) ad evangelizzare.

Il cammino non insegna mai a fermarsi
un gradino prima di cadere nel peccato.

Appare chiaro che, in tutto quello che si dice agli scrutini, risuona la predicazione di Kiko, instillata per anni.


Kiko stesso ripete che è il Signore a permettere che tu cada, perché devi riconoscere che "sei un peccatore che non può non peccare". Nel concreto Dio permette che tu commetta un adulterio, che tu rubi, che tu sia un violento, un iroso, un prepotente, un falso, un approfittatore. In sostanza, se necessario, Dio permetterà che tu commetta tutto quanto non hai mai commesso prima di entrare in cammino, perché se non ti viene messo fango sugli occhi, mai potrai essere cristiano, mai potrai essere evangelizzatore per gli altri [notare che l'azione di mettere il fango sugli occhi è di Cristo: qui è racchiuso il senso, di quanto insinuato da Kiko, di un dio (il dio di Kiko) che concretamente ti spinge a peccare, perché tu possa finalmente vedere]

Non una parola sulla gravità del peccato di adulterio, sul rendere vana la grazia, nulla. Abbiamo conferma di tutto questo nelle decine di esperienze, raccontate dalle vittime di abusi di ogni genere subiti nel cammino. Il cammino, che è cammino del fango, è ben fatto quando ti illumina su tutti i tuoi peccati, ti convince che sei capace delle peggiori cose, un essere abietto, uno schiavo che non puo non peccare, tanto che, se non ne sei ancora convinto, Dio stesso permetterà che tu pecchi rovinosamente. Questa per Kiko è una grazia immensa, concessa da Dio al vero camminante! Mentre le vittime sono accusate di moralismo, poiché giudicano il peccatore e non perdonano: esse; in fondo, credono di essere migliori. Concludiamo che la loro esperienza del fango non è altrettanto compiuta.

Voglio anche sottolineare che il modo di esporre la propria esperienza, da parte di questo fratello grato del bene che il cammino gli ha fatto, segue un cliché; non ha nulla di spontaneo, come del resto niente è spontaneo nel cammino di Arguello.
Si inculca un modo di pensare, stereotipi che si ripetono sempre uguali. Appare chiaro che Kiko è compiaciuto del bel risultato sortito dal cammino, nel caso di specie.

Sì, proprio questo si vuole ottenere, questo lo scopo ultimo e questo noi vogliamo portare alla luce.
La terribile frase "Dio mi ha fatto commettere un adulterio" in fondo, non l'ha inventata il fratello, è quanto Kiko trasmette subdolamente con il suo insegnamento.
Una eresia totale, una cosa che non si poggia sulla Parola di Dio, né sui Vangeli, né sul Magistero della Chiesa, nè sull'insegnamento dei Padri. [nota 2]
Ed è bene andare a fondo, perché qui è un punto molto importante: Kiko copre, con l'indulgenza che usa solo in questi casi con gli scrutinati, la sua autoassoluzione e, contestualmente, quello che è il pilastro del suo Potente Cammino - ma che non è né cristiano né cattolico -, ossia la scoperta del "peccato come luce donata al cieco nato attraverso il fango", questa sola conoscenza abilita il camminante all'annuncio del prodigioso Kerigma kikiano.

Notate come fino a questo punto
non ha pronunciato qui nessuna delle parole dure
che destina a chi si sottrae all'attività delle "100 piazze".

Tanto parlare di indolenza, borghesismo, assenza di zelo, ci fa inoltre intuire quanta pesantezza serpeggia tra i fratelli delle comunità: numerosi non tollerano più il ripetersi di questi invii ridicoli, con chitarre, megafoni, arredi kikiani, come scemi nelle piazze.

Più che un'intuizione, sappiamo di alcuni fratelli che, nel loro discernimento, avendo anche finito il cammino, si sono rifiutati di andare e sono stati cacciati via dal cammino, per essere di esempio a tutti. Certo Kiko non puo' tollerare che qualcuno pensi e faccia di testa sua e gli sfugga dalle mani.

Per questo ripete ogni volta "Il Signore ci ha ispirato". La verità è che ha bisogno di adepti che dedichino tutto il loro tempo a fare proselitismo. Ha, perciò, trasformato (solito kikoabuso della Parola di Dio) la "tiepidezza" dell'Apocalisse nell'assenza di zelo per il kikannuncio e il "sto per vomitarti dalla mia bocca" nello spedirti, da parte di Kiko, dritto all'inferno. Di nuovo con le sue minacce a terrorizzare gli sprovveduti fratelli, per tenerli saldamente sotto controllo.

Kiko superstar si concede ai suoi fans.
Nessun amore alla persona, nessuna premura per le anime che si affidano a lui. E, mentre insegna ai fratelli ad "odiare la loro stessa anima" [deturpando ancora una volta la Parola di Dio] lui la devasta con la sua pestifera dottrina.

Avrebbe dovuto dire - come nel caso dell'"adultero tardivo"- a chi pecca, e pecca tanto gravemente dopo anni e anni di cammino, da vero padre, se lo fosse: "Ma ti sei reso conto di cosa hai fatto? Tu hai reso vana in te la grazia di Dio! Pensa a quanto Dio ti ha amato? Quanto sta facendo per te in questi anni? Quanti strumenti di salvezza ti ha dato?" (Da notare che già hanno venduto i beni, versano mensilmente la decima e hanno ricevuto la consegna della Preghiera quotidiana delle lodi, in più molti sono catechisti o esercitano vari carismi nella cominità).

Avrebbe dovuto dire che Dio ci chiama alla santità, che a chi commette questi peccati, peggio se dopo anni di cammino, e dà scandalo soprattutto ai piccoli, a questi sì che Gesù riserva le parole più dure, le più tremende! Altro che a chi si scoccia di andare nelle piazze! (cfr. Mt. 18, 6s. [nota 3])

Avrebbe dovuto mettere sotto gli occhi la verità, per chiamare seriamente al pentimento e al fermo proposito di non peccare più, sapendo che Dio a questo ci chiama, Gesù per questo è morto sulla Croce, per darci la vittoria sulla tentazione e sul peccato sempre, tutte le volte che gli chiediamo aiuto con cuore sincero, appoggiati in lui, per poter vivere nella santità.

Se no che razza di cammino di fede facciamo mai? E a che cosa serve?
Ma per Kiko tutto questo è solo un moralismo. (abbiamo già raccontato come Kiko si rivolge, a chi manifesta di voler "impegnarsi nel bene" - parola bandita nel cammino - con la fatidica frase: "Ma tu sei entrato nel cammino per diventare santo?", come a dire "Tu non hai capito niente!".)


Di fronte a uno che dice "il Signore mi ha fatto adulterare", Kiko ascolta, tace e sorride!
Altro che borghesismo e televisione e il suo solito tirare in ballo il povero prete indolente, e idolatra! Invece di guardare piuttosto alla sua misera vita!

L'annuncio di Kiko è questo:
«I padri della Chiesa chiamavano il Kerygma "sperma dello Spirito" perché possiede il potere, se qualcuno lo ascolta e lo crede e passa i suoi peccati a Cristo, di gestare in lui l'uomo nuovo: Cristo, che sta come sommo sacerdote davanti al Padre, assume i peccati di quest'uomo anche se è un adultero, un assassino, una canaglia, e lui può ricevere dal cielo il perdono dei peccati e con il perdono dei peccati riceve dal cielo anche lo Spirito divino, lo Spirito Santo che è Dio (...) E come la Vergine Maria quando dice all'angelo: "Sia fatto in me secondo la tua parola", immediatamente entra il lei lo Spirito Santo e forma nella Vergine un piccolo embrione, così questo si realizza in ogni cristiano. Dentro ogni cristiano che ascolta l'annunzio del Vangelo, del Kerygma, immediatamente si forma - se crede - un embrione che si chiama FEDE.»
Kiko lo ripete, invariato, dall'inizio alla fine del neocatecumenato.

Che significa? Che se un suo adepto cade nei peggiori peccati, anche una volta finito il percorso e indossata la veste bianca, Kiko lo conferma perché ha fatto bene il cammino, visto che è uscito, ancora una volta, dagli inganni, perché ha conosciuto - nel senso biblico del termine - che è uno schiavo capace dei peggiori peccati.
E ora deve solo ascoltare il KERIGMA e credere, per essere salvato.
Mi domando:
ma perché a chi non ha zelo per le "100 piazze" - ben descritte come occasione di proselitismo, non come gratuito annuncio di Gesù Cristo (cosa che Kiko sfacciatamente sostiene, mentendo, al Papa e ai Vescovi) - Kiko minaccia l'inferno?
Perché li terrorizza dicendo loro che conviene vadano, con o senza desiderio, altrimenti Dio li punirà con castighi memorabili, manderà loro terribili avvertimenti perché è Dio che "vuole che tu ti offri per la missione" "tu devi rendere testimonianza...nelle 100 piazze", questo obbligo te lo impone Dio, perchè Dio parla in me!

E ancora mi domando:
Perché non dice "ascoltami bene, se sei tiepido, se, invece di andare alle 100 piazze ti sei istallato nelle tue comodità e, mentre i tuoi fratelli andavano, tu sei rimasto a casa e hai visto che sei un peccatore, e oggi sai che sei il peggiore di tutti! Ora "ascoltame" io ti annuncio il Kerigma e se tu mi ascolti, "di pronto" tutti i tuoi peccati sono perdonati... poi domani se vuoi puoi anche confessarti, ma ora scende su di te lo Spirito Santo e, come nella Vergine Maria, gesta in te una nuova creatura!"?
Non trova di meglio, nelle Scritture, che il passo dell'Apocalisse (cap. 3) sulla tiepidezza, forzando l'interpretazione tutta a suo favore, come al solito.

Kiko, sempre lui...
...trascura la parola sugli scandali, dimentica la macina di mulino al collo, tralascia gli scritti di S.Paolo, che mette in guardia i cristiani sui peccati della carne, ricordando ai suoi che il nostro corpo è "tempio dello Spirito Santo" e che "non apparteniamo a noi stessi".

Dice san Paolo: "Qualsiasi peccato l'uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà alla fornicazione, pecca contro il proprio corpo". [nota 4]
Qui davvero si tradisce l'essere uno con Dio, di cui Kiko parla e straparla a sproposito, mutuando, il più delle volte, un linguaggio umano irriverente, perché, nel cammino, si tiene in bassissimo conto il peccato che, più di ogni altro, ci allontana dall'essere uno con Dio.

Kiko non comprende il significato - per se' e per i suoi inviati, testimoni di tanti sorprendenti miracoli, come egli stesso dice a sua condanna - di ciò che dice Gesù: "A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più". [nota 5]

Un vero catechista dovrebbe interrogarsi, restare costernato, di fronte al fatto che, dopo anni e anni di formazione, di predicazioni ascoltate, di preghiera quotidiana, di evangelizzazione, un suo discepolo cade e ricade in peccati della carne: adulteri, abusi, approfittando proprio dello stare in comunità, e magari del ruolo stesso che ricopre, tutti peccati che gridano vendetta a Dio.
Questo è rendere vana la Grazia.
Kiko annuncia il potere del Kerigma "ascolta", dice, credi e tutti i tuoi peccati sono perdonati, se credi veramente. Tanto basta, per lui... eccezion fatta per un solo peccato.
Kiko ha definito "peccato di morte", degno dell'inferno, unicamente il preferire le comodità all'andare per le 100 piazze a fare il saltimbanco; qualunque cosa, pur di rimpolpare le sue comunità sempre più ridotte al lumicino, visto che, con le ultime catechesi nelle parrocchie, non nasce neanche una comunità decente, per l'esiguo numero di persone che le seguono.
Non sa più cosa inventarsi.
È alla caccia di nuovi seguaci, a qualsiasi costo e, come lui percorre la terra instancabilmente, così vuole che facciano i suoi; tutto per conquistare nuovi "proseliti".
Si'! tutti questi teatrini di ispirazione kikiana sono finalizzati unicamente al proselitismo della sua setta, ed egli è cosi' spudorato che ha pure il coraggio di intestare a Papa Francesco l'iniziativa della sua opera!
Ma per Kiko è la parola:
Mt. 23, 15
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo prosèlito e, quando lo è divenuto, lo rendete degno della Geènna due volte più di voi.





[nota 1]
Mc 8,34-37:
34Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. 35Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà. 36Che giova infatti all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima? 37E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima?
[nota 2]
Sant'Agostino.
La grazia e il libero arbitrio. [A VALENTINO E AI SUOI MONACI]
L'uomo non può giustificarsi chiamando in causa Dio.2. 3. Ma ci sono uomini che cercano di giustificarsi perfino mettendo avanti Dio stesso, e a loro dice l'apostolo Giacomo: Nessuno, quando è tentato, dica: E' da Dio che sono tentato. Dio infatti non è tentatore al male; Egli al contrario non tenta nessuno. Ma ognuno è tentato perché attratto ed allettato dalla propria concupiscenza; poi la concupiscenza, quando ha concepito, genera il peccato; e il peccato, quando è stato commesso, genera la morte 4. Sempre a coloro che vogliono scusarsi prendendo a giustificazione Dio stesso, risponde il libro dei Proverbi di Salomone: La stoltezza dell'uomo stravolge le sue vie; e invece nel suo cuore egli accusa Dio 5. E il libro dell'Ecclesiastico afferma: Non dire: E' a causa del Signore che ho deviato; infatti tu non fare ciò che Egli detesta. Non dire: E' perché Egli stesso mi ha tratto in errore; infatti Egli non ha bisogno di uomini peccatori. Il Signore odia ogni turpitudine e questa non è cosa che si possa amare da parte di coloro che lo temono. Egli all'inizio creò l'uomo e lo lasciò in mano al proprio consiglio. Se vorrai, osserverai ciò che ti viene prescritto e la completa fedeltà a ciò che a Lui piace. Egli ti mette davanti il fuoco e l'acqua; stendi la mano verso ciò che vorrai. Dinanzi agli occhi dell'uomo c'è la vita e la morte, e gli sarà data quella delle due che gli piacerà 6. Ecco che vediamo espresso nella maniera più lampante il libero arbitrio della volontà umana.

[nota 3]
Mt 18,6-7:

6Chi invece scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare. 7Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che vengano scandali, ma guai all'uomo a causa del quale viene lo scandalo!
[nota 4]
1Cor 6,15-20:

15Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò dunque le membra di Cristo e ne farò membra di una prostituta? Non sia mai! 16O non sapete voi che chi si unisce alla prostituta forma con essa un corpo solo? I due saranno, è detto, un corpo solo. 17Ma chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito.18 Fuggite la fornicazione! Qualsiasi peccato l'uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà alla fornicazione, pecca contro il proprio corpo. 19O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? 20Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo!
[nota 5]
Lc 12,47-48:

47 Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; 48quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più.