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mercoledì 16 marzo 2022

Siamo noi la Chiesa.


Smontiamo, come promesso, un altro pezzo del recente video di testimonianza sulla santità di Carmen, apparso in internet il 30 gennaio scorso.

Ricordiamo che si trattava di un programma-intervista,  "SACRE QUESTIONI",  condotto da un giovane dell'Opus Dei e trasmesso su YouTube e Zoom; dedicato a Carmen Hernández, riportava le testimonianze di don Francesco Voltaggio e Debora Donnini, figli di due 'big' del Cammino,  e un'intervista a  Charlie Metola, il postulatore della causa di beatificazione della cofondatrice.

Nello scorso thread ci siamo occupati dei ricordi di don Francesco e di Debora, battezzati nella stessa veglia pasquale e cresciuti all'ombra di Kiko e Carmen (destino per il quale non ci sentiamo sicuramente di invidiarli); di seguito, riporteremo un sunto di quanto affermato da Metola, fratello del Cammino e postulatore della causa di beatificazione, cui seguirà  il nostro commento. 

Carlos Metola – dal minuto 40 - racconta il viaggio di Carmen in Terra Santa:

In Terra Santa, Carmen compie 33 anni il 1963. 

Il '62, inizio del Concilio Vaticano II: storia di Carmen, storia della Chiesa

Sono due i posti importantissimi per Carmen in Israele


Primato di Pietro. Terra Santa.

Il Primato di Pietro.
"Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa".
E Carmen, soffermandosi per ore e ore al Primato si chiede:
"Ma qual è il mio posto nella Chiesa?"
e sente che Dio le risponde:
"Tu mi vuoi bene?"
e lei domanda:
"Qual è il mio posto nella Chiesa?".
Lì sente che non deve fondare niente.
Poi si è trovata con Kiko Arguello a Madrid ed entrambi avevano sentito lo stesso:
Il Cammino non è un movimento, il Cammino non è una cosa nuova nella Chiesa e le comunità neocatecumenali, dove si fa questo cammino, sono nelle parrocchie. I seminaristi e i presbiteri del R.M. non sono una congregazione a parte e i seminari neocatecumenali sono seminari diocesani dentro la diocesi, i presbiteri sono presbiteri diocesani. Anche le vocazioni religiose delle ragazze o quel che sia sono dentro gli ordini già esistenti.
Non creando una cosa nuova. Carmen ha visto al Primato di Pietro il “rinnovare la Chiesa dal centro della Chiesa” come una missione che le veniva affidata. 


Ain Karem (luogo della Visitazione). Terra Santa.


Altro posto bellissimo: 

Ain Karem.
La Visitazione.
Maria e Elisabetta, due donne incinte e due donne che sono state rifiutate. Piccole proprio! Maria era rimasta incinta fuori del matrimonio ed è stata rifiutata... . Elisabetta non aveva figli ed era anziana, tutt'e due sono state rifiutate...
Con queste due ‘poveracce’ donne (ndr. che bel modo di definire la Madonna e Sant'Elisabetta!) Dio ha fatto cose grandi:
"Hai fatto in me cose grandi...” .
Questo ha sentito dentro di sé Carmen, proprio in Ain Karem:
"Io sono una poveraccia! (ndr. Ah, ecco perchè, per assimilarle a lei!) Chi sono io? Non sono chimica, non sono religiosa, che sono io qua?".
E ha sentito nel suo cuore:
"Io farò con te cose grandi..". (ndr. Dio non aveva trovato sulla terra nulla di più simile alla Madre del Suo Figlio e a Santa Elisabetta. Appunto.)

Anche il Concilio è stato importante con la sua rinnovazione della Parola, della Liturgia, della Comunità, è stato il fondamento del cammino.
Questo stanno vivendo i fratelli: un rinnovamento della Parola di Dio enorme. Lei, Carmen, stava sempre con la Parola, leggendo, pregando; e la Liturgia... Carmen ha dedicato anni di studio ai due Sacramenti che accompagnano tutta la vita cristiana: la Penitenza e l'Eucarestia.
La Penitenza: ha studiato tutti i padri della chiesa e ha voluto arrivare fino alle radici ebraiche.



Completa l’excursus Voltaggio, testimone che di Ain Karem lei stessa, la Carmen, ne parlava dicendo:

"È stata per me come una visione, una visione del futuro; ho sentito la Madonna che mi diceva - io che forse pensavo che dovevo creare un movimento, un'associazione, qualcosa - ho sentito la voce della Madonna che mi diceva

"No, benedetta sei tu fra le donne sarà la Chiesa".

E qui don Francesco Voltaggio parte, con le consuete assonanze bibliche... 

che veramente è successo a lei come a Mosè. Un'esperienza profonda di Dio nel Sinai col roveto ardente.
"Questo è il segno che io ti darò". Qual è il segno? Che "tu porterai un popolo in questo monte, tu verrai qui.."
Continua Voltaggio:
"Con le dovute distanze" Carmen ha vissuto questo, perché oggi ha trasmesso tutto questo amore alla scrittura e alla terra santa a un popolo.
Dio l'ha chiamata, ad è tornata portando un popolo, prima gli itineranti poi tutti i fratelli, Vescovi e anche Rabini."
Carmen non vorrebbe lasciare la Terra Santa.
Torna a Madrid e incontra Kiko che "ha sentito" le stesse cose che ha sentito lei. Disegno magnifico della provvidenza!


E la giostra inizia a girare. È nato il sodalizio fatale. Una miscela esplosiva. 


Il Cardinale Rylko tenuto in ostaggio dagli iniziatori.


Questi video, da autocelebrativi ad autodenuncia è un istante! 

Rimarcano, attraverso i protagonisti, la distanza incolmabile tra la realtà vera e le loro astruse fantasie, che in 50 anni sono diventate storia.


Il Cammino Neocatecumenale si definisce e si vanta molto di essere: una modalità di attuazione del catecumenato” ripristinato nella Chiesa Cattolica dal Concilio Vaticano II, dopo che si era perso nel corso dei secoli; “porta d’ingresso” alla Chiesa attraverso il battesimo vissuto a tappe; itinerario di formazione Cattolica post battesimale valido per la società ed i tempi odierni” (quando devono definirsi ricorrono sempre, ancor oggi e in primis, alla fatidica Lettera di Giovanni Paolo II del 30 agosto 1990.

Ma magari si fermassero a considerarsiuna modalità di attuazione”! Da sempre li abbiamo sentiti affermare: “Solo noi abbiamo il catecumenato”. Che significa, solo noi riviviamo il battesimo che è unica porta di accesso alla chiesa e alla “fede adulta”. Si considerano unici.

Siamo noi la chiesa senza altri distinguo. 

Una accozzaglia indegna di simboli ambigui.

 Per questo insistono che il cammino non è una spiritualità e per questo il cammino è un’offerta rivolta a tutti: lontani, cristiani della domenica e religiosi naturali, appartenenti ad associazioni e movimenti vari (che dovranno abbandonare prima o poi, se scelgono la loro opzione). Offerta perfino ai sacerdoti e ai parroci e anche ai vescovi (ne abbiamo conosciuti diversi che si sono sottoposti alle tappe e fatti condurre dai catechisti), a tutti. E tutti, quando aderiscono, ricominciano da zero, perché il Cammino si fa per se stessi, con annessa ammissione di non avere “fede” e riconoscimento profondo di essere peccatori (scoperte che sono un’esclusiva neocatecumenale).


Il Neocatecumenato è una “illuminazione” folgorante e tutto il passato serve solo a confermare che mai si è stati cristiani veri prima, fino al giorno in cui si è ascoltato il Kerigma di Kiko e si è iniziato il cammino “per la propria vita”. Perchè il cammino “si fa”, non si studia sui libri. Il Cammino si capisce solo facendolo, vivendolo.

Di fronte alla sorprendente sfida della sintesi kerigmatica, teologico-catechetica (come orgogliosamente la definiscono) nata nelle baracche, le povere catechesi in uso nelle parrocchie impallidiscono: sterili conferenze buone solo a nutrire la mente e incrementare la cultura. Ma si resta pur sempre “cristianucci della domenica”.

Quello che serve per arrivare alla fede adulta è il rinnovamento del Battesimo, in un Cammino che ricalchi il catecumenato primitivo. Non un rivestirsi, ma il contrario. Un cammino di kenosis fino alle acque battesimali in cui muore l’uomo vecchio e nasce l’uomo nuovo.
Altro che religiosità naturale, è una “natura nuova” capace di amare nella dimensione della croce, di amare il nemico.

Il Cammino: iniziazione cristiana di tipo catecumenale post-battesimale percorrendo le tappe del battesimo ricevuto da piccoli secondo lo schema dell’OICA. E si rivendica l’approvazione degli Statuti e del Direttorio Catechetico.

Il Direttorio Catechetico pur richiamato negli Statuti è lungi dall’essere approvato. Non tutti i mamotreti contenenti la predicazione di Kiko e Carmen per le varie tappe sono stati sistematicamente studiati per la successiva approvazione. Eppure gli Statuti approvati lo sottendono e lo citano, associandolo proditoriamente ogni volta all’OICA i cui richiami, vincolanti, sono puntualmente disattesi.


L'articolo 16 comma 3.

Il Cammino Neocatecumenale è offerto quindi come strumento atto ad aiutare la parrocchia a compiere sempre più la missione ecclesiale..", ecc .


Campa cavallo! La koinonia nel cammino si esaurisce soltanto all'ambito ristrettissimo della comunità.

L'articolo 19 comma 2 è assolutamente misconosciuto e inapplicato (lo citiamo a dimostrazione della prassi consolidata nel cammino e della ipocrisia neocatecumenale): 

"§ 2. Gli scrutini aiutano i neocatecumeni nel loro cammino di conversione, nel rispetto della coscienza e del foro interno, secondo la normativa canonica,82 l’OICA e il Direttorio catechetico del Cammino Neocatecumenale." 

Non si capisce come l'OICA e il Direttorio possano essere citati insieme quando UNO NEGA L'ALTRO! 

La Chiesa nega la possibilità di ripetere i Riti Battesimali, ammettendo solo dei Riti consoni allo stato di Battezzati!

E’ bene approfondire a riguardo cosa dice il Direttorio e concretamente prevede, visto che la prassi molto rigida che impone è opposta all' OICA?

Perchè citarlo in modo da permettere la schizofrenia? 

Riduzione della realtà al loro mondo

Il C.N. è una prassi invalsa nella Chiesa, che stravolge Parola, Liturgia, Tradizione. Si impone, nel suo rigidismo, secondo “lo spirito degli iniziatori” che deve essere trasmesso con assoluta fedeltà dai kikatekisti inviati da Kiko e Carmen a “fondare comunità”. Esso si radica sull’obbedienza cieca e irrazionale degli adepti.

Perché meravigliarci oggi delle incongruenze con l’OICA?

Ripetiamo una volta di più che i Neocatecumenali sono altro dalla Chiesa e sono altro da quello che, mentendo, loro stessi dicono di essere.


Blaterano di “Abba” “Padre”, ma uno solo è il loro padre, il padre della menzogna e dell’inganno. 

La cosa più grave è la conclusione penosa di tutto questo gran macello. 

Negano anche di essere “una modalità”, pretendono di essere anche gli unici; l’Unico Catecumenato. 

“Solo noi abbiamo il catecumenato per gli adulti, a noi il Signore lo ha ispirato”

Quante volte lo abbiamo sentito ripetere? Che è lo stesso che dire quello che don Francesco Voltaggio con tanta chiarezza ha espresso nel video, riferendo l'esperienza di Carmen Hernandez:

 “non c’è Chiesa senza di noi”

Tutti gli altri che si definiscono cristiani, cattolici, al massimo si sono “sopravvestiti” o indossano ancora l’abitino oramai stretto della prima comunione; cristianucci della domenica in un caso e nell’altro. 

E ancora: “Il cammino non è per tutti, non tutti ce la fanno, è un’elezione riservata a prescelti a cui Dio ha destinato, fin dalla fondazione del mondo, Kiko e i suoi itineranti come catechisti per sempre".

Che gran fortuna! Una Fortuna con la f maiuscola!

Le Due Colonne che tengono salda la Chiesa e che Kiko disprezza.


martedì 16 novembre 2021

Morire al Cammino

"Es dissolviendose cioè muriendo a se stesso el cloruro de sodio forma iones cloro iones sodio, e questa iones son capable de atirar intorno a loro como comunidades la molecula de agua.

Y ver la structura es fantastico e meraviglioso".

(Dichiarazioni della Hernández. Estratto del video: "L'eredità scientifica di Carmen")


L'immancabile catechesi kikiana: 

"morire a sé stessi".

Una frase difficile e anche pericolosa se stravolta e privata del suo reale significato biblico e se capita male, perché può legittimare una visione doloristica e infelice della fede e indurre a comportamenti nocivi su ogni fronte, principalmente su quello spirituale che travolge tutto l'essere.

In questo estratto principale ed essenziale un verbo balza subito in evidenza per la sua presa emotiva - i discorsi kikiani mirano tutti ad impressionare, così da coinvolgere interiormente il malcapitato -: morire, non morire.

'Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto'

Morire o non morire. Congettura o esigenza, pare offuscare tutto il resto, mentre invece è l'inganno di una lettura lesiva di origine kikiana/carmeniana.  

L'uomo neocatecumenale è chiamato dai supremi catechisti a morire alla comunità, a sacrificarsi in nome di Kiko. Esso è chiamato a morire a sé stesso divenendo succube del movimento. Egli è l'idolatra senza identità e senza averi perché lui, e tutto di lui, appartiene al cammino.

 

Se il chicco di grano non muore,
rimane solo...
Ma in verità, l'azione principale, lo scopo verso cui tutto converge, il verbo che regge l'intera costruzione è "produrre": il chicco produce molto frutto. L'accento non è sulla morte, ma sulla vita. Gloria di Dio non è il morire, ma il molto frutto buono!  

Ma chi non conosce la bontà non potrà mai proclamarla e Carmen, che tutti affermano esser stata generosa a causa della sua fantomatica "missione" e per le sue chiacchiere (questo è l'unico flebile aggancio che posseggono i nc dato che nessuno fu spettatore anche soltanto di un umile e semplice atto di generosità da parte di quest'anima burbera) non fu mai rassicurante.

L’essenziale della conversione sta nel lasciare ciò che è male, e nell’orientarsi a Dio, bene unico e sovrano, ma questo non è il fulcro del cammino che invece afferma: 'l'essenza della conversione è il peccato!'.

Perdere la propria vita vuol dire definirla su di Lui, sul Suo vangelo, non volendo guadagnare altro che quello che il Signore  offre, che poi è tutto. Ma i catechisti, piccole riproduzioni di Kiko e Carmen, vogliono affermarsi al posto di Cristo pertanto, le tappe che distinguono il cammino, non sono altro che un continuo affermarsi fuori dall'Amore. 

E più ci si afferma al di fuori dell’Amore, più si diventa senza Dio, atei di fatto, perché si tradisce la vocazione originaria: essere ad immagine e somiglianza Sua.  

Kiko e Carmen
si sono sempre mossi
tra le macerie
del proprio orgoglio..
.
E mentre Carmen insegna ancor oggi con le sue catechesi, i suoi scritti etc. che rinnegare significa non amarsi, disfarsi dei doni ricevuti, schiacciare i desideri personali in virtù di quelli del cammino, la Chiesa Madre ci insegna che rinnegarsi è trovare se stessi in Cristo, lasciare che sia Lui a darci un volto, un’identità - e non come fece Kiko con il suo atto di sfida di una gravità inesprimibile, che impresse il proprio viso su quello del Signore, non solo astrattamente ma anche concretamente nei suoi quadri lanciando un messaggio ben preciso e avverso -.

Carmen e Kiko si sono sempre mossi tra le macerie del loro orgoglio. 

Avrebbero avuto necessità della Luce per non inciampare e cadere, ma purtroppo, nonostante ciancino così tanto d'essa, non l'hanno mai conosciuta. Altrimenti avrebbero chiesto aiuto a Maria, l'unica in grado di farci capire che in Dio i verbi si scambiano: si perde per guadagnare, ci si rinnega per rinascere.

 


martedì 29 giugno 2021

Maria piccola Maria - mode depressive 'on'

Maria, piccola Maria,
figlia di Gerusalemme,
madre di tutti i popoli,
Vergine di Nazareth.
Tu sei il "luogo vicino a Me" (Es.32,21)...
dice il Signore a Mosè. 

In questa assenza insostenibile, 
in questo fuoco divoratore
del Signore che passa 
e ritira la sua mano dalla roccia:
la sua schiena.

Terribile brama di Dio 
che ci fa desiderare di morire. 
Tu, Maria, aiutami, 
proteggimi, abbi pietà di me. 

Venga il Signore con noi, 
se davvero abbiamo trovato grazia ai suoi occhi, 
anche se siamo un popolo malvagio e peccatore. 

Venga il Signore con noi 
e ponga sulla nostra malvagità la sua gloria. 
Perdoni i nostri peccati 
e ci accolga come sua eredità. 

Popolo di straccioni, 
popolo di maledetti dal mondo, 
di malvagi, di peccatori, di miserabili, 
popolo di dura cervice, 
popolo di lontani. 
"Il tuo popolo, Signore". 

 Tu, piccola Maria, 
In questo canto, 
Tu sei il rifugio dei peccatori. 
Aiutaci, costruisci una casa di preghiera, 
di perdono al mascalzone, 
di liberazione per pazzi e oppressi. 
Aiutaci! 

Brezza soave di Elia, 
sussurro dello Spirito, 
roveto ardente di Mosè, 
che porti il Signore della gloria 
e non ti consumi. 
Nube che protegge. 
Tuoni, lampi, densa nube,
poderoso risuonare di tromba. 
"Gloria di Yahveh", che riposa sul Monte Sinai. 

Tenda della riunione. 
Dimora di Dio nel deserto. 
Arca della Testimonianza. 
Decalogo dell'Alleanza. 
Santuario di Dio fra gli uomini.
"Gloria di Yahveh" che passa. 
Assenza di Dio incontenibile. 
Fenditura nella rupe 
che Dio copre con la sua mano. 

"Un luogo vicino a me". 

(Pieve di Cadore 18 luglio 1980)



Attraente retro di copertina
Sfogliando le pagine del 'libro nero' dei "Diari 1979 - 1981" di Carmen Hernàndez Barrera, iniziatrice del Cammino Neocatecumenale, mi sono imbattuta, al pensiero numero 323, in questo testo che ricalca in modo quasi identico il testo del canto 'Maria Piccola Maria', canto neocatecumenale di Kiko Argüello contenuto nella raccolta dei canti "Risuscitò".

Per capire la storia di questo canto e i motivi della sua composizione, è importante sapere che, pochi mesi dopo, venne convocata una Convivenza nazionale dei cantori del CNC e, dopo qualche ora di prove di questo e di altri canti kikiani, tutto il gruppone dei cantori capitanati dai due iniziatori, venne ricevuto verso l'imbrunire dal Papa Giovanni Paolo II, allora non molto convinto nei confronti di questo movimento laicale, probabilmente con l'intenzione di dimostrare al Papa del 'Totus tuus' la devozione mariana del Cammino, ai tempi tutta ancora da inventare e da costruire fittiziamente sulle macerie di una predicazione fieramente avversa al culto dei Santi e della più Santa tra i Santi, la Vergine Maria. 

Carmen infatti rivela le proprie intenzioni bellicose in quel giorno piovigginoso in cui tremila neocatecumenali si stiparono nel cortile di San Damaso scrivendo: "Assaltiamo il Vaticano con la Pasqua".


Non sappiamo se il testo del canto, destinato a propiziarsi i favori del Papa polacco, sia stato scritto da Carmen, se sia stato composto da Kiko (ma tendiamo ad escluderlo), oppure se è stato scritto da altri per poi essere opportunamente copiato e integrato con alcuni temi cari ai due iniziatori, come succede a tutti i canti del Cammino, che portano in sè una o più gravi mistificazione della Scrittura o dei testi tradizionali della Chiesa, come già abbiamo dimostrato a più riprese.

Notiamo infatti una disarmonia, che abbiamo evidenziato graficamente, tra i temi cattolici della prefigurazione della Madonna in particolari elementi dell'Antico Testamento (come il roveto ardente, la brezza in cui Dio si manifestò ad Elia, la nube che proteggeva popolo di Israele, l'Arca dell'Alleanza eccetera) e alcune frasi stonate e discordanti, legate a temi tipici del CNC  neppure tanto sottilmente eretici, a elementi autobiografici, uniti a lamenti deprimenti ed auto-distruttivi, centrati su se stessa e sulla propria asserita infelicità che costituiscono i nove decimi del contenuto dei Diari della Hernàndez (o di ciò che ne è rimasto dopo lunga e accurata revisione di Francisco Javier Sotil ed Ezechiele Pasotti). 

Supponiamo quindi che queste interpolazioni siano di mano della defunta Carmen Hernàndez e forse anche di Kiko Argüello (visto che in quei giorni erano in vacanza insieme tra le montagne del Cadore), mentre il testo rimanente -che poi è confluito nel canto così come oggi è riportato nella raccolta dei canti 'Risuscitò', presentato a Papa Woytila per rassicurarlo sulla devozione alla Madonna del Cammino -, o è stato scritto da uno dei due, o da ambedue, oppure, come è più probabile, è stato copiato da altra fonte. 


Fatte queste necessarie premesse, notiamo nel testo riportato nei Diari di Carmen al numero 323, tra i versetti poi censurati e non riportati nel canto da presentare al Papa, i seguenti spezzoni: 

"L'assenza insostenibile", "l'assenza di Dio incontenibile" e "la brama di Dio che ci fa desiderare di morire":

facciamo notare che queste esclamazioni nulla hanno a che vedere con Maria Vergine che non desiderò di morire neppure quando una spada le trapassò il cuore sotto il Calvario, ma accettò serenamente la volontà di Dio, e neppure hanno alcuna attinenza con l'episodio della rivelazione di Dio a Mosè, che assolutamente non riporta l'assenza di Dio, ma la Sua presenza, al punto che Mosè è l'unico profeta a vedere Dio in tutto l'Antico Testamento. Si tratta dei lamenti 'mistici' di Carmen che dovrebbero deporre a favore della sua santità e che invece sono i segnali allarmanti di una grave depressione.


Continuiamo con la lettura: 


"Popolo di straccioni, popolo di maledetti dal mondo, di malvagi, di peccatori, di miserabili, popolo di dura cervice, popolo di lontani. Il tuo popolo, Signore." 

Beh, siamo di fronte alla convinzione kikiana che il vero credente non solo deve essere peccatore, non solo miserabile, e maledetto dal mondo ma addirittura malvagio. Di consimili personaggi Dio disse che dovessero essere chiamati "NON mio popolo", non certo "'popolo mio" come in questi deliranti versetti.  


Ma attenzione: questo popolo si identifica con gli eletti del Cammino. Ce lo svela la frase, rivolta alla "piccola Maria" (che ci rifiutiamo di identificare con la Madonna): 


"Aiutaci, costruisci una casa di preghiera, di perdono al mascalzone, di liberazione per pazzi e oppressi." 

Ebbene, sempre dai Diari di Carmen sappiamo che risalgono a quel periodo gli accordi per l'ottenimento del terreno su cui costruire il "nuevo Vaticano", la casa dei mascalzoni, dei pazzi e degli oppressi, la Domus Galilaeae con vista sul lago di Genezareth in Israele. 

Casa di perdono del mascalzone con vista

 

Casa di preghiera del mascalzone: chiusa alla Domenica
 

Concludiamo l'analisi del testo. Nel ritornello del canto ripulito e presentato al Papa, si ammette "è vero che siamo peccatori" (non malvagi) e si chiede alla Madonna "ma prega tu per noi e saremo la sua eredità"

Nel testo originale contenuto nei Diari invece non si chiede la preghiera della "piccola Maria", ma solo un aiuto nel perseguimento dei propri scopi; non si presuppone una conversione o un cambiamento al fine di divenire accetti agli occhi di Dio ma anzi si afferma: "Venga il Signore con noi, se davvero abbiamo trovato grazia ai suoi occhi, anche se siamo un popolo malvagio e peccatore. Venga il Signore con noi e ponga sulla nostra malvagità la sua gloria. Perdoni i nostri peccati e ci accolga come sua eredità." 

Non solo non si sottointende nessuna conversione, nessuna metanoia, ma addirittura si auspica che che Dio "ponga sulla nostra malvagità la sua gloria", come se il Signore non curasse il peccato, non lo guarisse, come se il suo perdono non presupponesse la conversione di vita, come se la sua Grazia premiasse il malvagio inconvertito. 

Dio non pone i suoi piedi nel luridume Queste affermazioni finiscono per essere una negazione 'de facto' della verginità e della Immacolatezza della Madonna che si sostiene di voler onorare.

Praticamente, nei versetti originali del canto 'Maria piccola Maria', dedicata al popolo di mascalzoni del Cammino, il dio neocatecumenale si copre gli occhi e fonda la sua gloria sulla fogna peggiore dei loro peccati. 

Queste parole, questa eresia bella e buona non confluita nel testo del canto, avrebbe proprio dovuto sentirla Papa Giovanni Paolo II! E sicuramente la storia della 'approvazione' del Cammino Neocatecumenale avrebbe avuto un altro corso.

 

 

domenica 2 maggio 2021

Il discernimento degli spiriti

San Paolo, nell'ultimo capitolo della lettera agli Efesini, scriveva: «Rivestitevi dell'armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo: perché non dobbiamo combattere contro forze puramente umane, ma contro i principati e le potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro gli spiriti del male sparsi nell'aria. Rivestitevi dunque dell'armatura di Dio per poter resistere nel giorno maligno». 

Il demonio fa di tutto perché non si creda e non si pensi a lui. Solo così può agire indisturbato. Ecco la ragione di tutti i tentativi di negare l'esistenza degli angeli, che capita di sentir ripetere perfino nelle sacrestie; se non esistono gli angeli, non possono esistere nemmeno i demoni. E tuttavia, dal primo all'ultimo capitolo della Bibbia, si parla sia di angeli buoni, che di angeli cattivi. Non è però sufficiente credere che ci siano angeli e demoni; dobbiamo farcene una ragione. 

Un proverbio spagnolo dice:

«Quando qualcuno bussa alla porta, non bisogna limitarsi a sentir bussare, ma sapere anche chi bussa».

Ascoltiamo dunque le illuminanti indicazioni tratte dalle conferenze di padre Ludovic Marie Barrielle, che aiutano a discernere la provenienza degli spiriti.

«Dunque, attenzione! I fenomeni ascetici e, a fortiori, quelli mistici vanno esaminati con la più grande cura. In particolare, nei casi di rivelazioni e visioni, bisogna distinguere bene ciò che viene certamente da Dio, dalle reazioni, ragionamenti e conclusioni tratti dai veggenti, dai testimoni o esaminatori, e soprattutto dagli entusiasti più o meno eccitati. 

Ecco perché in presenza di ogni visione o rivelazione privata d'origine soprannaturale divina, ci si deve ricordare le parole di san Pietro dopo il racconto della Trasfigurazione: Sed habemus firmiorem propheticum sermonem (2 Pt 1, 19), «abbiamo però una parola più ferma, quella dei profeti», quella della rivelazione, quella della Chiesa ufficiale. Umiltà: Vigilate et orate, ne intretis in tentationem; spiritus probate... «Vegliate e pregate per non essere indotti in tentazione», «provate gli spiriti» come dice san Giovanni. 
«Dai loro frutti li riconoscerete. Si coglie forse l'uva sui pruni, o i fichi sui rovi?» (Mt 7, 7).»

L'ammonizione contro i lupi rapaci irrompe rigorosa e intransigente.
«Dai loro frutti li riconoscerete. Si coglie forse l'uva sui pruni, o i fichi sui rovi?» Come possiamo riconoscere un annunciatore ingannatore che si finge galantuomo, o un lupo famelico che si veste da pecora?
La bontà dell'animo la si intende dai frutti, come per gli alberi. Dai loro frutti li riconoscerete. Bada bene, non dalle opere, ma dai frutti. Si, perchè se fosse questione di pratica saremmo daccapo. Infatti le opere dei falsi profeti possono risultare esteriormente rette, ma non i loro frutti.
Caratteristica dei falsi profeti come Kiko è l’incongruità drastica tra esteriorità ed interiorità. L'Argüello vuole apparire mansueto come una pecora camuffandosi con buone intenzioni, ma in realtà è aggressivo e vorace come una belva. È scritto nei testi delle sue predicazioni ed è testimoniato dai superstiti che Kiko spoglia delle proprie sicurezze - affettive ed economiche - e di una salubre spiritualità.

Il testo di padre Barrielle ci svela il metodo più onesto - quindi basato sui Testi Sacri - per poter discernere sull'ambigua realtà del cammino neocatecumenale. E per far ciò ci incanaliamo nell'aspra genesi del contesto kikiano-eretico.

'Mi misi in ginocchio sul letto...'

Kiko:

«Andai in camera e mi misi in ginocchio sul letto. Improvvisamente la Vergine Maria era dietro di me col bambino e disse questa frase: “Bisogna fare comunità cristiane come la Sacra Famiglia di Nazareth, che vivano in umiltà, semplicità e lode; l’altro è Cristo”. E rimase in silenzio. La Vergine è scesa dal cielo con suo Figlio per farsi presente nella mia stanza»

Come prima cosa evidenziamo che l'evento sensazionalistico, eccezionale e ultraterreno che Kiko offre è una forma di astuta seduzione atta a convincere facilmente gli sprovveduti. I neocatecumenali vengono ingannati deliberatamente e trascinati dalla parte dell'errore; essi sono appunto dei perdenti sotto molti aspetti perché ci rimettono denaro, credibilità, integrità e persino la loro esistenza.

Il miracolo è sempre segno della presenza di Dio, il prodigio - come quello descritto da Kiko - può giungere da Dio ma può anche essere un fenomeno di invenzione umana o medianica (quindi occultista, non da Dio). È perciò necessario un vero discernimento, i cui criteri sono stati stabiliti dalla Chiesa. Ma l'autorità ecclesiastica è tenuta a pronunciarsi solo quando lo ritiene opportuno.

 

La mistica  'cameretta degli orrori'

A volte si tratta di un fuoco di paglia, ma nel caso di Kiko abbiamo l'inganno, l'interesse, la manipolazione ed una mente squilibrata ed esaltata. Un bel minestrone che chiaramente non prelude a nulla di buono: «Dai frutti si conosce la pianta» dice il Vangelo, e dato che i due kikos accomodati sul trono del comando hanno messo in discussione le verità di fede distanziando i fedeli dagli insegnamenti evangelici, possiamo asserire con certezza che a dare un morsetto ad un frutto putrefatto, scaturente da un albero così compromesso, si muore!

«Dunque, attenzione! I fenomeni ascetici e, a fortiori, quelli mistici vanno esaminati con la più grande cura.» eppure i neocatecumenali hanno deciso di credere all'apparizione kikiana e alle conseguenti rivelazioni lasciandosi suggestionare sino al punto di barattare la festività dell'Immacolata con quella della fantomatica visione avvenuta nella cameretta dell'inquieto - e inquietante - Kiko (date un'occhiata alla stanza in questione. È un posto che pone a disagio anche i più retti privi del più flebile timore superstizioso).

Un esempio di 'caduta'

 Ma anche Carmen dispensa la sua controversa e angosciosa "visione". Leggiamola: 

«Un giorno il Signore, attraverso una visione o un sogno fantasioso, come volete chiamarlo, mi manda come un’apparizione e mi dice “tu seguimi”. Però il “tu seguimi” risulta essere che si apre una finestra e che devo buttarmi.
Sono spaventata. E Gesù Cristo “Seguimi”: e va bene ti seguo. Esco da questa finestra e comincia una caduta verso il basso come senza paracadute e cioè cadi, vai a terra con una velocità tale da sfracellarti. E Gesù Cristo mi diceva: “Perchè non mi dici che vuoi seguirmi?” ed io “Sì!”. Quando dico questa accettazione, “con te”, incomincia un cambio radicale, un’ascesa. Sapete che sono molto devota dell’Ascensione perché ho vissuto – fuori o dentro la mia carne, non lo so, diceva San Paolo – ciò che è l’Ascensione. E cioè entrare in un’Ascensione immensa di allegria che non ha nessun paragone con nessun piacere sessuale, qualcosa che sa di eternità, che è entrare in Dio, nell’eternità. Qualcosa che l’unica cosa che io potevo dire era “Basta, Signore, basta!"
Voglio dire che il contenuto del Cammino non nasce con Kiko che apre la Bibbia a caso come racconta lui.»

Che coincidenza! Due fondatori, entrambi destinatari di "favole" pseudo mistiche, che sembrano catturati da una sorta di allarmante stato allucinatorio.

Mi sovvengono immediate delle considerazioni:

Nel preludio della sua 'confidenza' Carmen precisa che l'avvenimento accadutole è certamente scaturente dal Signore: «Un giorno il Signore...». Quindi assegna a Dio lo sclero che dispensa, cascando in un'insopportabile bestialità.

Non è certamente lei a poter stabilire se si tratti di una visione lucida o di un avvenimento accadutole in sogno poiché, come abbiamo visto, questi fatti possono essere di matrice malefica.

Ma perché questa visione non è da ritenersi di buona provenienza? Perché è intrisa di angoscia.
Secondo la psicolabile Carmen Gesù le ordinò: "tu seguimi", causandole uno stato di ansia e afflizione - essa, piuttosto che sentirsi al sicuro poiché con Cristo, si impaurisce -.
È addirittura spaventata, teme che Cristo possa causarle un male facendola capitolare giù da una finestra! 

 
La Hernández, deragliando ancora una volta dal giusto binario della logica, descrive una sorta di fantasiosa ascensione preceduta da una caduta rimarcante la kenosi kikiana.

A questo punto, colei che si autodefinisce la 'beata tra le donne', afferma il suo "SI!" a questo gesù cristo (i princìpi minuscoli sono essenziali) che si esprime in maniera indiscutibilmente molesta e maniacale, divenendo in tal modo la destinataria di un innalzamento glorioso ed eccelso.
Come possiamo notare l'ego smisurato non appartiene soltanto a Kiko, ma anche alla sua prediletta. Il messia e la 'vergine'. Vergine per modo di dire, scrutiamo il perché.

Carmen attesta: «entrare in un'ascensione immensa di allegria che non ha nessun paragone con nessun piacere sessuale»

Carmen è scurrile, discute di "piacere sessuale" in maniera insopportabile.
Essa tratta il piacere derivante dell'atto sessuale come un qualcosa di forte e impareggiabile, con un approccio che sembra scaturire da una persona navigata che ha vissuto delle esperienze tali da poter determinare questo paragone. Alla faccia della santità!

«l'unica cosa che io potevo dire era "Basta, Signore, basta!"»

Lo stato di beatitudine derivante da un'apparizione veritiera, è talmente dolce e perfetto da far desiderare che la visione mai termini. La sofferenza scaturente dalla dichiarazione di Carmen ("basta!") fa temere per la sua integrità spirituale e psichica, poiché sembra voler mettere termine ad una violenza. E (chiaramente!) Dio mai attua violenza o arreca disturbo, quindi si tratta o di un evento malefico o di una distorsione della realtà procurata dalla sua palese alterazione mentale.

 

Non fu certo un angelo a ispirare a Carmen
la tesi del 'Tabernacolo inutile'

In conclusione: Le azioni si possono fabbricare, alterare: i frutti invece giungono disinvolti e naturali. Ora ciò che giunge genuinamente comunica la verità, ciò che si inscena dice una apparenza di verità. Ma le opere teatrali durano poco, giusto il tempo dell'inganno. Ad oggi il cammino si trova ad affrontare l'atto finale che corrisponde alla rivelazione di sè.
Per riconoscere i frutti bisogna dare tempo al tempo. Un proverbio afferma: 'Se son rose fioriranno, se son spine pungeranno' ed il cammino ha già procurato sangue a fiotti.


martedì 10 marzo 2020

DIPARTITA CARMEN, I KIKOS SUBITO SI ORGANIZZANO PER PROCURARE LA “FAMA DI SANTITA’”

Conosciamo benissimo il battage pubblicitario per “Santa Carmen subito, santa di categoria superiore”, compreso il "santino" photoshoppato che la appellava “santa” ancor prima dell’inizio della Causa.

Addirittura l'hanno già inserita nel sito web "Santi e Beati", tutto corredato da "biografia" e plausi di uno dei più affezionati preti-kikos. E se poi dovesse risultare che santa non la fanno? La tolgono dal sito in silenzio o pubblicamente dichiarano: "Scusate, ci eravamo un po' illusi?"

"SANTA" Carmen Hernández "PATRONA" del Cammino.
Tutto avanti tempo.
Ignoranza o malafede?
Al proposito però avremmo da dire due parole.

Partiamo anzitutto da una norma stabilita in Sanctorum Mater della Congregazione per le cause dei Santi, dedicata all’ ISTRUZIONE PER LO SVOLGIMENTO DELLE INCHIESTE DIOCESANE O EPARCHIALI NELLE CAUSE DEI SANTI del 2007.

Al titolo II°, l’art. 7 di tale istruzione, recita:

§ 1 “Prima di decidere l'inizio della causa, il vescovo diocesano o eparchiale dovrà verificare se, presso una parte significativa del popolo di Dio, il servo di Dio goda di un'autentica e diffusa fama di santità oppure di martirio, unitamente ad una autentica e diffusa fama di segni.

§ 2 “LA FAMA DEVE ESSERE SPONTANEA

E NON ARTIFICIOSAMENTE PROCURATA.


DEVE ESSERE STABILE, CONTINUA, DIFFUSA TRA PERSONE DEGNE DI FEDE, VIGENTE IN UNA PARTE SIGNIFICATIVA DEL POPOLO DI DIO

Mi pare non ci siano dubbi o incertezze, è tutto molto chiaro:

1. Occorre una PARTE SIGNIFICATIVA DEL POPOLO DI DIO
2. Occorre una AUTENTICA E DIFFUSA FAMA DI SANTITÀ
3. Occorre una AUTENTICA E DIFFUSA FAMA DI SEGNI
Ma soprattutto:
La fama deve essere SPONTANEA e NON ARTIFICIOSAMENTE PROCURATA.

Le norme sono chiare, ma come si sa sono sempre oggetto di interpretazione, per cui ci siamo disturbati a comprendere come nella Chiesa venga interpretata la dicitura “fama spontanea e non artificiosamente procurata”.

Benedetto XVI, nel messaggio inviato ai partecipanti alla Sessione Plenaria della Congregazione delle cause dei Santi del 24 aprile 2006, lo spiega bene:
È chiaro che non si potrà iniziare una Causa di beatificazione e canonizzazione se manca una comprovata fama di santità, ANCHE SE CI SI TROVA IN PRESENZA DI PERSONE CHE SI SONO DISTINTE PER COERENZA EVANGELICA E PER PARTICOLARI BENEMERENZE ECCLESIALI E SOCIALI.
In relazione ai miracoli, il Papa ha negato decisamente la validità del miracolo “morale”, a scanso di futuri equivoci:
È poi da tenere presente chiaramente che la prassi ininterrotta della Chiesa stabilisce la necessità di un miracolo fisico, non bastando un miracolo morale
In fonti autorevoli si parla anche di RILEVANZA ECCLESIALE, elemento considerato ESSENZIALE da Benedetto XVI, per significare che la santità non debba essere in relazione solo alla comunità ecclesiale di appartenenza, ma debba potersi espandere dentro la Chiesa:
C’è tuttavia un secondo, determinante, aspetto delle Cause cui occorre prestare attenzione… si tratta della RILEVANZA ECCLESIALE, requisito ESSENZIALE perché ogni causa abbia diritto di essere trattata dinanzi alle sedi competenti…
Le precise condizioni in cui una persona è diventata santa nell’ambito della comunità ecclesiale di appartenenza, devono cioè come potersi dilatare a contesti “altri”, potenzialmente molto lontani e diversi…
Tale RILEVANZA ECCLESIALE, con la sua necessaria trasversalità, è REQUISITO ESSENZIALE: segno che non una qualche persuasione umana, ma lo Spirito stesso è all’opera, che quella vita è attuale non perché ancorata alle mode, bensì perché ancorata a Cristo”.
Si evidenzia che debba sussistere un intreccio essenziale tra il merito oggettivo di alcune figure e la loro capacità di lasciare un segno:
“Alcune vite, pur essendo oggettivamente meritevoli, tendono ad essere confinate entro il contesto d’origine. Il ricordo di queste persone “buone” resta vivo in chi le ha conosciute e può portare ad iniziative per ricordarle e valorizzarne le benemerenze. Sussiste tuttavia come una FATICA NEL PARLARNE “ALL’ESTERNO”: tutto va programmato, organizzato, soppesato. Ogni iniziativa richiede un dispendio di energia sproporzionato rispetto agli esiti scarsi che consegue. Quasi assente, inoltre la fama dei segni.
Alcune persone, forse molto umili, semplici, nascoste… cominciano ad attrarne e interpellarne molte altre. Si innesca allora un meccanismo virtuoso: L’INIZIATIVA UMANA NON “PRECEDE” PIÙ L’OPERA DELLO SPIRITO, presumendo talvolta quasi di forzarla o sostituirsi ad essa; bensì la segue, per assecondarla e farsene interprete…
Nel primo caso ci si trova in un CONTESTO TENDENZIALMENTE CHIUSO, AUTOREFERENZIALE. Nel secondo in un contesto aperto, dinamico rivolto agli altri e contraddistinto da una FORTE RESPONSABILITÀ ECCLESIALE”

Quanto alla SPONTANEITÀ e alla NON ARTIFICIOSITÀ PROCURATA, si legge chiaramente che:
“Tale fama sia spontanea, mai “PROCURATA AD ARTE” e DUNQUE ESITO DI ARTIFICIO UMANO; mai mera concessione al BISOGNO DI ALCUNI GRUPPI DI AUTO-PROMUOVERSI, CONTEMPLANDO SE STESSI, UN PÒ NARCISISTICAMENTE, in uno preso tra i molti per essere posto “in alto”.
Molto interessante anche sapere che le grazie per l’intermediazione del santo sono sempre ravvisabili con le caratteristiche del suo vissuto terreno:
“È sempre possibile ravvisare un qualche parallelismo tra le caratteristiche precipue di un “santo” e le grazie che concede. C’è così come un’affinità tra la sua vita terrena e la “seconda vita”, quella in cielo.”
(Carmen che “intercede” per una gravidanza ed un bambino, contrasta totalmente con le caratteristiche della sua “vita terrena”, durante la quale si è mostrata sempre indifferente alle gravidanze e alle nascite, nonché ai bambini, che mai degnava di uno sguardo, intossicando pure le gestanti col suo fumo compulsivo, nonostante le richieste di astenersi in loro presenza).

Esistono anche cause prive degli elementi strutturali, che non possono procedere:
“…processi in cui i requisiti della santità canonizzabile erano deboli o assenti, cause in cui le virtù, alla prova dei fatti, siano del tutto ordinarie e non eroiche, dove ALCUNE VIRTÙ EVIDENTEMENTE MANCHINO…
La domanda conclusiva è illuminante:
“Riteniamo davvero, con intimo convincimento, che tutte le figure di cui si chiede di introdurre una Causa possano godere di una certa RILEVANZA PRESSO LA CHIESA UNIVERSALE? O alcune volte non ci si limita a sottoporre alla Chiesa qualcosa che serve a noi, con scarsa coscienza dei presupposti e delle conseguenze che ciò implica?”
I salesiani stessi, parlando del loro ordine avvertono:
“Nessuna Causa trattata dinanzi alle sedi competenti della Postulazione Salesiana è, ecclesialmente parlando, dei Salesiani: è della Chiesa e per la Chiesa, attraverso la mediazione salesiana. IN CASO CONTRARIO, SI RIDURREBBE AD UN RISCHIOSO MECCANISMO DI AUTOESALTAZIONE E AUTOPROMOZIONE CHE, SE FORSE PUÒ ATTIRARE L’ATTENZIONE, TENDE POI A GENERARE DINAMICHE AUTOREFERENZIALI…

(la santità di Carmen è EVIDENTEMENTE SOLO PER I NEOCATECUMENALI, prede da sempre di autoesaltazione e autoreferenzialità, non solo in questo particolare caso. NESSUNO, che non sia del Movimento Neocatecumenale, può avere a cuore la santità della megera “evangelizzatrice”. Possono bastare solo le parole (peraltro in odore di eresia), o SERVONO LE VIRTÙ? Possono diventare santi anche i semplici “oratori”, che MAI hanno mostrato NELLA VITA la loro santità?)

Altrove viene ribadito:
Indovinate quale è la foto originale
e quale è la versione "photoshoppata"
dalla "propaganda esasperata"
La fama di santità deve essere SPONTANEA E NON CAUSATA DA UNA PROPAGANDA ESASPERATA. Tale spontaneità è segno della grazia dello Spirito Santo, che fa nascere nei cuori dei fedeli una particolare ammirazione verso un servo di Dio… testimonianze preferibilmente de visu, che depongono a favore della fama sanctitatis motivandola con la personale conoscenza e narrazione di fatti, di detti, di comportamenti e di azioni particolarmente eloquenti del servo di Dio.”
(e qui, sulla narrazione di fatti e comportamenti, potremmo riempire pagine e pagine sui comportamenti della Carmen: vizio compulsivo del fumo, scenate arroganti ai sottoposti, giudizi temerari sulle recite del rosario, sul Papa, sui vescovi “faraoni”, indifferenza al dolore altrui…)

Alcuni punti fermi ce li offre padre Francesco Caiazzo, teologo e docente di diritto canonico:
"Secondo Benedetto XIV, per la beatificazione si richiede oltre alla fuga dei vizi capitali, all'esercizio delle virtù teologali e cardinali e all'osservanza fedele del proprio stato, anche il «grado eroico» dell'esercizio della virtù cristiana. La virtù eroica, cioè, deve essere posta expedite, volentieri e senza essere interrotta da alcun ostacolo; prompte, senza tentennamenti; delectabiliter, con entusiasmo e con il solo desiderio di piacere a Dio; supra communem modum, in modo superiore alla norma; ex fine supernaturali, con il fine di dar gloria a Dio; sine humano ratiocinio, senza scopi umani"

E inoltre, fondamentale:
"La valutazione teologica del caso è il criterio da seguire per conseguire la certezza morale avendo presente l'atteggiamento tenuto dal soggetto di fronte a questi fenomeni: ferma volontà dell'unione con Dio, aumento dell'amore verso Cristo, equilibrio psichico del soggetto, OBBEDIENZA ALL'INSEGNAMENTO DELLA CHIESA, disponibilità ai sacrifici, OBBEDIENZA ALLA VOLONTÀ DI DIO MANIFESTATA DALL'AUTORITÀ ECCLESIASTICA, DOCILITÀ NEL FARE TUTTO PER AMORE ecc. SONO INCOMPATIBILI ATTEGGIAMENTI COME: la SUPERBIA, il LEGAME CON LE AZIONI IMMORALI, le visioni e le MINACCE APOCALITTICHE, i messaggi di carattere messianico, le AFFERMAZIONI CONTRASTANTI CON LA RIVELAZIONE ecc."
E qui, come sappiamo, iniziano i dolori, perché la Carmen si distingueva spesso e volentieri per:

  • DISEQUILIBRIO PSICHICO (bastava conoscerla ed ascoltarla per capire che ne aveva ben poco. Eminenti psicologi si sono pronunciati nel tempo sull'equilibrio "disequilibrato" dei due "santoni")
  • INDISPONIBILITÀ AI SACRIFICI (fumava al chiuso come una ciminiera in presenza di donne incinte, usciva addirittura dall'Eucarestia per andare a fumare, non ne poteva fare a meno)
  • DISOBBEDIENZA ALL'INSEGNAMENTO DELLA CHIESA (che col suo compare criticava in ogni momento, dichiarando apertamente che la Chiesa sarebbe stata assente da dopo Costantino fino al loro "arrivo")
  • DISOBBEDIENZA ALLA VOLONTÀ DI DIO MANIFESTATA DALL'AUTORITÀ ECCLESIASTICA (cavallo di battaglia della Carmen e del compare che hanno DISUBBIDITO SEMPRE ad ogni autorità, credendo solo nella loro superiore autorità direttamente dall'alto. Nulla a che vedere con San Pio, obbediente fino alla morte a superiori persecutori)
  • SUPERBIA (credeva di dover catechizzare e convertire tutti, vescovi e Papi, che erano "faraoni" o persecutori se non ascoltavano la sua predicazione)
  • LEGAME CON AZIONI IMMORALI (tipo la copertura e la difesa di notori vescovi pedofili)
  • MINACCE APOCALITTICHE (contro chi lasciava la sua setta, con l'appellativo di "indemoniato" e la predizione della rovina della vita)
  • AFFERMAZIONI CONTRASTANTI CON LA RIVELAZIONE (interpretando le scritture spesso e volentieri in chiave ebraica)

Se non bastasse, abbiamo ancora le parole di Papa Francesco in "Gaudete et exsultate":
"Un impegno mosso dall’ansietà, dall’orgoglio, dalla necessità di apparire e di dominare, certamente non sarà santificante."
"In questo quadro, desidero richiamare l’attenzione su due falsificazioni della santità che potrebbero farci sbagliare strada: lo gnosticismo e il pelagianesimo. Sono due eresie sorte nei primi secoli cristiani, ma che continuano ad avere un’allarmante attualità. Anche oggi i cuori di molti cristiani, forse senza esserne consapevoli, si lasciano sedurre da queste proposte ingannevoli. In esse si esprime un immanentismo antropocentrico travestito da verità cattolica.[33] Vediamo queste due forme di sicurezza dottrinale o disciplinare che danno luogo «ad un ELITARISMO NARCISISTA e AUTORITARIO dove, invece di evangelizzare, SI ANALIZZANO E SI CLASSIFICANO GLI ALTRI, e invece di facilitare l’accesso alla grazia si consumano le energie nel CONTROLLARE. IN ENTRAMBI I CASI, NÈ GESÙ N' GLI ALTRI INTERESSANO VERAMENTE"
"Questo può accadere dentro la Chiesa, tanto tra i laici delle parrocchie quanto tra coloro che insegnano filosofia o teologia in centri di formazione. Perché è anche tipico degli gnostici credere che con le loro spiegazioni possono rendere perfettamente comprensibili tutta la fede e tutto il Vangelo. Assolutizzano le proprie teorie e obbligano gli altri a sottomettersi ai propri ragionamenti."
"Lo gnosticismo è una delle peggiori ideologie, poiché, mentre ESALTA INDEBITAMENTE la conoscenza o una determinata esperienza, considera che la propria visione della realtà sia la perfezione. In tal modo, forse senza accorgersene, questa ideologia si autoalimenta e diventa ancora più cieca."
"Quando qualcuno ha risposte per tutte le domande, dimostra di trovarsi su una strada non buona ed è possibile che sia un FALSO PROFETA, che USA LA RELIGIONE A PROPRIO VANTAGGIO, al servizio delle proprie elucubrazioni psicologiche e mentali. Dio ci supera infinitamente, è sempre una sorpresa e NON SIAMO NOI A DETERMINARE IN QUALE CIRCOSTANZA STORICA TROVARLO, DAL MOMENTO CHE NON DIPENDONO DA NOI IL TEMPO E IL LUOGO E LA MODALITÀ DELL'INCONTRO. Chi vuole tutto chiaro e sicuro pretende di dominare la trascendenza di Dio."
"In realtà, la dottrina, o meglio, la nostra comprensione ed espressione di essa, «non è un sistema chiuso, privo di dinamiche capaci di generare domande, dubbi, interrogativi», e «le domande del nostro popolo, le sue pene, le sue battaglie, i suoi sogni, le sue lotte, le sue preoccupazioni, possiedono un valore ermeneutico che non possiamo ignorare se vogliamo prendere sul serio il principio dell’incarnazione. Le sue domande ci aiutano a domandarci, i suoi interrogativi ci interrogano".
"Frequentemente si verifica una pericolosa confusione: credere che, poiché sappiamo qualcosa o possiamo spiegarlo con una certa logica, già siamo santi, perfetti, migliori della “massa ignorante” (nda. BORRICOS). San Giovanni Paolo II metteva in guardia quanti nella Chiesa hanno la possibilità di una formazione più elevata dalla tentazione di sviluppare «un certo sentimento di superiorità rispetto agli altri fedeli».
Eppure, Kiko e Carmen, hanno tratti non solo dello gnosticismo, ma sotto sotto anche del pelagianesimo, inteso come lo spiega Papa Francesco:
"Molte volte, contro l’impulso dello Spirito, la vita della Chiesa si trasforma in un pezzo da museo o in un possesso di pochi. Questo accade quando alcuni gruppi cristiani danno eccessiva importanza all’OSSERVANZA DI DETERMINATE NORME PROPRIE, di COSTUMI o STILI [nda. QUI DA NOI NON SI FA…].. È forse una forma sottile di pelagianesimo, perché sembra sottomettere la vita della grazia a certe strutture umane. Questo riguarda GRUPPI, MOVIMENTI e COMUNITÀ, ed è ciò che spiega perché tante volte iniziano con un’intensa vita nello Spirito, ma poi finiscono FOSSILIZZATI… o CORROTTI."
"San Tommaso d’Aquino ci ricordava che i precetti aggiunti al Vangelo da parte della Chiesa devono esigersi con moderazione «per non rendere gravosa la vita ai fedeli», perché così si muterebbe la nostra religione in una schiavitù."
"Che il Signore liberi la Chiesa dalle nuove forme di gnosticismo e di pelagianesimo che la complicano e la fermano nel suo cammino verso la santità! Queste DEVIAZIONI si esprimono in forme diverse, secondo il proprio temperamento e le proprie caratteristiche. Per questo esorto ciascuno a domandarsi e a discernere davanti a Dio in che modo si possano rendere manifeste nella sua vita."


Adesso, dopo che ci siamo schiariti un po’ le idee, vediamo come viene parlato della “futura causa di beatificazione della Carmen Hernández” nella Convivenza di Inizio Corso 2017-2018, dopo poco più di un anno dalla morte della stessa, da tale Charlie Metola, che sembra essere il referente ed intermediario per l’avvio del procedimento:
Il futuro processo di beatificazione e canonizzazione di Carmen non si può aprire fino a 5 anni dopo la sua morte, che significa che non si può fare fino al mese di luglio 2021, però abbiamo iniziato a raccogliere informazioni ed abbiamo tenuto vari incontri col delegato episcopale della diocesi di Madrid."
(dopo solo un anno dalla morte dichiarano di aver già avuto VARI INCONTRI e di aver già iniziato a RACCOGLIERE INFORMAZIONI. Sembrano presi da una frenesia incontrollata, dato che loro stessi riferiscono che la presentazione della Causa (e non il “futuro processo di beatificazione”, che non esisterebbe nel caso di causa non accettata. Son già sicuri anche dell’accettazione?) non può essere effettuata prima di altri 4 anni. Se non mostrassero fretta, potrebbero proporla anche dopo 7, 8 o 9 anni, non è “necessario” presentare richiesta al quinto anno scoccato)
Santa Subito!
Come Giovanni Paolo II…
"Il processo si divide in due parti: uno diocesano che sarà qui a Madrid, e un altro, quando questo primo sarà concluso, che sarà a Roma (ancora una volta dà per certa la prosecuzione del procedimento fino alla fase romana). Per questo procedimento diocesano ho iniziato a raccogliere tutti i documenti che Carmen ha generato, tanto in vita – come carte, che abbiamo più di 100 e aumentano – e tutto quello che Carmen ha detto nei Passaggi, le sue catechesi sopra l’Eucarestia, in riunioni, annunci, ecc. Abbiamo già quasi 20 mamotreti. Ogni volta che Carmen dava una catechesi, risulta che ha riempito la famosa valigia, fogli che mostrano che lei si preparava, foglio dopo foglio, come andava a fare una ammonizione, come andava a fare la catechesi. Padre Xavier Sotil ha iniziato con le agende, che sono 30 o 40. E l’altro giorno ne abbiamo trovate altre 30, cioè abbiamo sessanta e più agende di Carmen, delle quali già sono state pubblicate nel libro, le agende corrispondenti a 3 anni. Ma sono di più."
(solo nel primo anno dalla morte di Carmen si sono attivati per recuperare i suoi scritti, fogli, agende, catechesi. Si sono dati molto daffare da subito, per una SANTA SUBITO!)
Santa Subito è pure una birra…

"Una cosa importante che vogliamo dire, e per questo ho chiesto a Kiko di parlare, perché non sto lavorando solo io, ma ci sono molti archivisti, fratelli che lavorano negli archivi di Valencia di don Marcelino Olaechea, così come a Barcellona, la corrispondenza con Farnes, che si ha un cumulo enorme di cose.
Però stiamo vedendo che MANCA UNA COSA: I FAVORI E LE GRAZIE. Questo è fondamentalmente quello che volevo dire. Molti fratelli delle NOSTRE COMUNITÀ e NOSTRI CATECUMENI pregano Dio per intercessione di Carmen. E lei risponde, ma non sappiamo nulla. Perché? Perché pensano che le grazie e i favori debbano essere cose grandiose. No, qualsiasi cosa. Anche se ti sembra di poca importanza, è importante, si tratta magari di cose comuni, non necessariamente grandiose."
(Dà per scontate cose non dimostrabili: MOLTI FRATELLI NEOCATECUMENALI PREGANO PER INTERCESSIONE DI CARMEN. Quelli che potrà conoscere lui, un numero limitato, degli altri che ne sa? Ma molto di più: LEI RISPONDE. Se risponde, sarà valutato nel procedimento, non può saperlo lui. Molto deponente che a pregare siano SOLO QUELLI DELLE COMUNITÀ, NON TUTTA LA CHIESA, come dovrebbe essere. Poi l’esortazione a produrre testimonianze, di ogni tipo, anche semplici. Mi chiedo: ma come si fa a verificare se io ho davvero pregato un certo santo e se davvero sono stata esaudita? Potrei dire di tutto, anche inventando. Ma non è tanto la “qualità” delle testimonianze, quello che a loro importa è la “quantità”, perché questa determina la “fama di santità”: più ce ne sono, più c’è “fama”)
"Carmen, prega per noi"
"Noi NON dobbiamo pregare per te,
sei già santa!"
"Non importa nemmeno che siano sostenuti dai medici o altro, basta che si dica di aver chiesto una grazia e se te l’ha concessa."
(molto SPONTANEA questa cosa, imbeccare su ciò che “serve”)
"Cose piccole, ordinarie della vita, perché quello che importa è che abbia una fama di santità. Cosa significa? Che in molte parti del mondo – e molti fratelli, molte persone – consideriamo che Carmen è viva e per questo chiediamo la sua intercessione. E queste intercessioni devono essere raccolte. QUEST’ANNO NE ABBIAMO RACCOLTE SOLO 40, ma io so che sono molte di più. Cioè, non ABBIAMO BISOGNO di grandi guarigioni, no, ma cose ordinarie, semplici della vita, alle quali Carmen ha risposto."
(Ecco, appunto, è per la “fama di santità”. Impressionante che in un anno intero ne siano state raccolte solo 40! Ecco perché si danno tanto da fare! Altrimenti, se risultano poche, non riescono a dimostrare la “fama”. Incredibile che si dica: “ABBIAMO BISOGNO”. Se ci fosse SPONTANEITÀ, non si dovrebbe parlare di BISOGNO)
"Semplicemente per comunicarle, dovete scrivere un indirizzo e-mail alla seguente direzione del Cento neocatecumenale: carmenHernández@ffn.es"
(e poi non dovrebbe essere “fama di santità ARTIFICIOSAMENTE PROCURATA”! Pure l’ email per il recapito! Assomiglia molto alle PETIZIONI, di qualsiasi tipo si voglia: “Scrivete, se siete d’accordo! Firmate per la Causa!”)
"Alcuni mi hanno detto: “Posso scrivere anonimamente senza dare i miei dati?” Basta mettiate le vostre iniziali, per esempio. Anche tutto quello che riceviamo è segreto, è il famoso “segreto del riassunto”. Riceviamo favori attraverso carte o e-mail, lo conserviamo in una busta ed è conservato all'interno di 5 anni, che sarà il momento in cui verrà analizzato soltanto da una commissione, il delegato episcopale (Alberto Fernandez Sanchez) per le cause dei santi e al massimo 2 o 3 persone. Quello che si va a fare nei 5 anni è un giudizio reale, in cui si avrà un tribunale.
Incoraggiate le vostre comunità e altri fratelli perché scrivano. Se qualcuno desidera scrivere su carta comune, può farlo, basta scrivere al Centro Neocatecumenale diocesano."
(Addirittura bastano le iniziali! Vero che se scrivo per mail la polizia postale può risalire al mio indirizzo, ma scrivere anonimamente senza mettere i dati, che senso ha? Dichiaro una grazia ricevuta anonimamente? Ma allora chissà quanti potrebbero dichiarare il falso, tanto è anonimo (col passamontagna, direbbero i kikos). Ci tengono a dire che gli scritti restano segreti, così uno si sente più tutelato. Ma verrà il momento in cui la commissione lo analizzerà! INCORAGGIATE LE VOSTRE COMUNITÀ ED ALTRI FRATELLI PERCHÉ SCRIVANO, alla faccia della SPONTANEITÀ!)
Sarà un "segno" che il cartellone
si accartoccia?
"DOBBIAMO ANCHE CERCARE testimoni di gente che ha conosciuto Carmen e che possa dire cosa pensava di Carmen.
Ci sono 3 tipi di testimoni che sono definiti con nomi latini: io ho cominciato a chiedere ad alcuni perché il delegato diocesano mi ha detto che ci vogliono solo gli ottuagenari, dagli 80 anni in su. Io gli ho detto che di 70 anni ce ne sono molti. Ha detto: “Bene, però quelli rimangono fermi”. Lo dico perché tu, Kiko, sei uno dei primi, però con te speriamo."
(E questo è un bel problema. Loro DEVONO CERCARE testimoni. Li vanno a cercare, non si presentano SPONTANEI. Purtroppo però il delegato ha ribadito che ci vogliono solo ultraottantenni, i settantenni devono rimanere fermi… Allora il diligente Metola si è già attivato DOPO SOLO 1 ANNO, a chiedere ad alcuni… Se devo CHIEDERE E CERCARE, è logico che NON È SPONTANEO)
"Da ora a 5 anni dobbiamo cominciare -già oggi ho parlato con alcuni – che devono scrivere non la loro esperienza, non si deve fare una Redditio, né molto meno, solo che tu hai conosciuto Carmen.
Ho alcune piccole domande che ho dato ad alcuni responsabili e BASTA SEMPLICEMENTE DARE DELLE RISPOSTE. Poi si deve firmare. Un parroco deve firmarlo e mettere il sigillo sui 4, 5 o 6 fogli ed è fatto. Io lo vedrò per comprovare che va bene e poi si mostrerà al delegato episcopale. Questo si chiama testimoni “ad futuram memoriam”. Nei 5 anni questi testimoni saranno i primi ad essere chiamati, se saranno vivi. Se non sono vivi o se “sono fuori testa”, serve la testimonianza di ora."
(spiega tutto nel dettaglio, magari altrimenti corre il rischio che non capiscano… A quelli con cui ha già parlato ha detto che devono scrivere che hanno conosciuto la Carmen. Poi la BOMBA! HA GIÀ PREPARATO LE DOMANDE, LE HA DATE AI RESPONSABILI, E GLI OTTUAGENARI DEVONO SOLO DARE LE RISPOSTE! Ma signori, se non è FAMA ARTIFICIOSAMENTE PROCURATA questa, ditemi cosa lo può essere, una pistola puntata alla tempia? Ma come si fa a preparare delle domande e a farle rispondere alle persone, per poi inviarle per la Causa? Tutto già bello che pronto! Devi solo rispondere, che sarà mai, come un questionario (tanto ci sono abituati ai questionari). Praticamente, Metola ha preparato il questionario, il catecumeno lo riempie e lo firma, poi lo firma anche il parroco (rigorosamente neocat) e appone i timbri, FATTO! Una spontaneità davvero impressionante! Intanto testimonieranno se saranno vivi o sani di mente, altrimenti vale il questionario… Tutto fa brodo… “ad futuram memoriam”, ma la dichiarazione fa numero OGGI)
"Mi ricorda padre Mario che non vi dovete preoccupare, si tratta un po’ di quello che dicevamo prima: che si mandino cose di poca importanza, piccoli aiuti ad un esame, o che mio figlio… il grande miracolo arriverà, tra tutti questi che riceviamo. C’è una commissione medica e vedremo qual è il presunto miracolo per essere beatificata."
(insistono, casomai non avessero capito… Obbedienza cieca! A volte torna utile… Ora, volendo essere benevoli, ma come si fa a dimostrare che un esame è andato bene per intercessione di Carmen? A volte gli esami vanno bene per molti altri motivi. E soprattutto, come si fa a dimostrare che per quell'esame ho pregato "santa Carmen?", in un devozionismo sdolcinato che Carmen per prima ha sempre sbeffeggiato? Ricordate la catechesi sulla "religiosità naturale", dove i religiosi naturali pregavano Santa Barbara? IL GRANDE MIRACOLO ARRIVERÀ, ma che ne sa? Nemmeno “speriamo” che arrivi, no, no, per non smentire mai la loro supponenza, “arriverà!”, tanto se non arriva se lo fabbricano…)
Preghiera di Carmen
"Il processo per Carmen prevede 4 passi. Primo: “serva di Dio”, che speriamo possiamo vederlo molti di noi. Il successivo sarà “venerabile”, tuttavia non c’è miracolo. Venerabile significa che già qui, il cardinale di Madrid con l’approvazione di Roma, confermano che CARMEN HA VISSUTO LE VIRTÙ CRISTIANE IN GRADO EROICO."
(Questo passaggio mi fa veramente inorridire. Poveretti i kikos! “serva di Dio” è una definizione che si acquisisce con l’accettazione della Causa, quindi Metola “spera” che molti degli anzianotti a cui parla siano ancora vivi nel 2021! Molto utilitaristico: sgancia il questionario, poi spero che tu non muoia per il 2021! Parla del “processo per Carmen” come fosse cosa sicura: prima sarà “serva di Dio”, poi “venerabile” e senza miracolo! Avvisiamo i kikos che se testimoniano sulle virtù di Carmen, ci vogliono TUTTE LE VIRTÙ, poi ne dovranno rispondere davanti a Dio)
"Apro una parentesi: questo delegato episcopale, quando ha letto il libro di Carmen, è rimasto impressionato. Mi ha detto: “Non devi fare neanche grandi cose, quello che hanno fatto Kiko e Carmen, o con loro sta lo Spirito o non si può fare”. Questo delegato sarà il Capo della commissione."
(Siamo in una botte di ferro! Vorrebbe dire che solo leggendo lo sconclusionato libro di Carmen è rimasto impressionato?? (come tutti del resto, tutti rimangono impressionati!). Quello che non avrebbe dovuto dire, perché inquina l’oggettività dell’esame, è che lo stesso delegato per le Cause dei Santi abbia detto ancor prima della presentazione della causa che “quello che hanno fatto Kiko e Carmen, senza lo Spirito Santo non si può fare”. Se fosse vero, basterebbe a richiedere la rimozione del delegato, in quanto parziale e già orientato al risultato, visto che dovrebbe essere il Capo della Commissione. Non si deve MAI esprimere un giudizio in anticipo, anche solo per santa prudenza. Inoltre non è nemmeno vero: molti leader attirano le persone, anche senza lo Spirito Santo, attirare le persone non è segno di santità, le attirò anche Lutero, allora facciamo santo pure lui…Le persone si attirano anche dando loro cosa vogliono, non necessariamente dando quello che "vuole" la Chiesa.)
"Poi, per il futuro miracolo che arriverà, tra tutti quelli che riceveremo, se ne sceglierà uno e si produrranno prove mediche, radiografie… Come si trova negli ospedali, non c’è problema di perderlo.
Affinché conoscano il grande miracolo, tutti quelli che ricevono miracoli, che li hanno già, che li comunichino. Non c’è bisogno di documentazione, quando saranno necessari la chiederemo.
E già ci sono non so quanti miracoli, li conteremo."
(“IL FUTURO MIRACOLO CHE ARRIVERÀ”, nessuna umiltà, nessuna incertezza. Fa intendere che “arriveranno” moltissimi miracoli, tanto da poterne scegliere uno. CHI HA GIÀ IL GRANDE MIRACOLO, LO COMUNICHI! Ma se uno avesse davvero avuto un miracolo, deve essere sollecitato ARTIFICIOSAMENTE a comunicarlo? GIÀ CI SONO I MIRACOLI, LI CONTERANNO. Cioè, in un anno ci sono soltanto 40 testimonianze e “dovranno contare” i miracoli? Davvero qui siamo nell’acqua della MENZOGNA. Intanto il “primo” miracolo della “santa di categoria superiore” è stato reso pubblico nel 2020 e all’epoca si era nel 2017 e poi, con tutta la buona volontà, ma davvero ci credono a quel miracolo?)
"Sono rotti i miei legami"
Tagore, poeta indiano, si canta
all'Eucarestia carmeniana

Naturalmente, lo stesso Charlie, non si profonde in tante sollecitazioni e spiegazioni nella Convivenza Inizio Corso 2017 italiana.
Centellina le parole, parla meno della metà, anche se sollecita.
Certo. Siamo vicini al Vaticano…

Dà però un'informazione interessante: il postulatore sarà Carlos Aparicio, peruviano, parroco dal 2019 della neocatecumenalizzata parrocchia di San Mauro Abate (Fonte Ostiense).
Dichiara inoltre che "il processo di beatificazione non è facile", in contrapposizione alle certezze che mostrava nel discorso madrileno, ma subito dopo aggiunge, a rassicurazione, che "la diocesi ha detto che Carmen è una grazia non solo per il Cammino ma per tutta la Chiesa, non so da dove gli incaricati della diocesi di Madrid hanno avuto informazioni per questa fama di Carmen, ma sono molto buoni; tutta la Curia di Madrid conosceva, per es., che aveva un amore speciale per il Vescovo.", che naturalmente è un neocat piazzato al posto giusto.
Molto tendenziosa la specificazione che "Carmen è una grazia per tutta la Chiesa, non solo per il Movimento Neocatecumenale". Sanno che i santi sono per la Chiesa Universale e preparano il terreno.
Chiederemo spiegazioni e documentazioni attendibili di come possano dimostrare che Carmen "era una grazia per tutta la Chiesa".

Nell'Inizio Corso 2018-2019, convivenza unica per Spagna e Italia, si rinnovano le sollecitazioni, addirittura attraverso una lettera a firma Charlie Metola:
Lettera ai "fratelli" neocatecumenali
per la "fama di santità" di Carmen

Nell'Inizio Corso 2019-2020, si ripetono pari pari le stesse sollecitazioni, avranno raggiunto il tanto desiderato "quorum"?

Per tre anni consecutivi dopo la morte di Carmen, battono insistentemente sullo stesso tasto, naturalmente rivolgendosi sempre a SOLI NEOCATECUMENALI. E tutto il resto della Chiesa Universale? Molti nella Chiesa Universale addirittura rigettano Kiko e Carmen, non li venerano come santi, ma li considerano eretici, li hanno espulsi dai loro territori, hanno scritto lettere e libri contro la loro eretica dottrina… "fama di santità" per la Chiesa Universale…

Già ce lo aspettiamo paro paro per la Convivenza 2020-2021, poi partirà subito la richiesta, e chissà quanti altri "miracoli"…

Il piccolo Papa Francesco
guarda imbronciato la GRANDE Carmen


Ricordiamo, per maggiore chiarezza, che anche solo per poter iniziare la Causa occorre la dimostrazione della “fama di santità”, che è basata sull’esercizio di TUTTE LE VIRTÙ, che sono:

  • PRUDENZA (già le sparate arroganti contro i vescovi da parte di una semplice laica, mi sembrano dimostrazioni evidenti di mancanza di prudenza)
  • GIUSTIZIA (è notorio che Carmen era molto ingiusta con le vittime di abusi, istigando al silenzio e ad andare a chiedere perdono da parte della vittima, lasciando “salvo” il carnefice)
  • FORTEZZA (si potrebbe ipotizzare in Carmen questa virtù, di coraggio ne aveva da vendere. Si cade però quando ci si confronta con “la ricerca del bene”, alla quale deve essere indirizzata)
  • TEMPERANZA (questa era proprio assente. Il CCC la descrive come “equilibrio nell’uso dei beni creati”, quindi anche con le sigarette? “Dominio della volontà sugli istinti”, quindi anche quando attaccava vescovi e vittime del sistema e delle persone? “sana discrezione”, dov’era in Carmen? “moderazione e sobrietà”, in che cosa? Nel fumo? Nei lussi?)
  • FEDE (ne ha mostrata, certo, ma “fede” in cosa? Nelle sue sconclusionate ebraicizzanti predicazioni? Nel suo Movimento Neocatecumenale? Non certo nella Chiesa, che ha sempre disprezzato, mentre nel CCC la fede , oltre che in Dio, è “in tutto ciò che la Chiesa ci propone di credere”. “la fede viva opera per mezzo della carità”. Dov’era in Carmen la carità? Ha sempre considerato i suoi adepti come numeri, utilizzandoli per i soli fini del SUO Movimento)
  • SPERANZA (“lo slancio della speranza preserva dall’egoismo e conduce alla gioia della carità”, recita il CCC. Questa la vera speranza, perché si potrebbe dire che molti “sperano” nella salvezza, ma vivono contrariamente al suo ottenimento)
  • CARITÀ (Dal CCC: “amare Dio e il prossimo come noi stessi”. Il prossimo, l’altro, quello che nella predicazione carmeniana, invece di essere il prossimo è “la morte”, “l’inferno”. “Il Signore ci chiede di amare i bambini”. Quando mai? L’ha detto san Paolo cos’è la carità; “La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, NON MANCA DI RISPETTO, non cerca il suo interesse, NON SI ADIRA, non tiene conto del male ricevuto, NON GODE DELL'INGIUSTIZIA, ma SI COMPIACE DELLA VERITÀ” No comment)

Il Catechismo della Chiesa Cattolica esordisce con una definizione generica delle virtù:
Tutto quello che è VERO, nobile, GIUSTO, PURO, AMABILE, onorato, quello che è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri
Kikos, pensateci bene prima di impelagarvi davanti a Dio con le vostre testimonianze e le vostre dichiarazioni, lo sapete benissimo anche voi chi era veramente Carmen Hernández…