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martedì 27 giugno 2023

Assurdo questionario per presbiteri formati nei R.M. di Kiko. Il nulla autoreferenziale.

Volentieri pubblichiamo, secondo i desiderata di chi ce lo ha fornito, il questionario della Convivenza di Presbiteri formati nei Seminari Redemptoris Mater tenutasi a Porto San Giorgio lo scorso giugno.


il foglio "trafugato" (*)

Già questo è molto strano, una Convivenza di Presbiteri il mese di giugno, quando si svolgeva solo la convivenza conclusiva dell'anno sociale con gli itineranti. A settembre si è sempre svolta la convivenza con i Rettori e poi con gli aspiranti al seminario, per rimpinguare i numerosi R.M. moltiplicatisi negli anni per il mondo intero senza alcun criterio, e oggi sempre più poveri di vocazioni. Questo è un dato certo e incontestabile.

"Abbiamo voluto radunarvi per ascoltarvi e per sentire cosa pensate.
"Questo ascolto è per noi molto importante"

Ma quando mai è stato importante per Kiko ascoltare? Ascoltare chi liberamente si esprime a proposito della sua esperienza del cammino? Libero dagli orientamenti inculcati? Dalla chiave di lettura unica data? Quella di Kiko: l'ispirato, colui che la Madonna ha scelto: lui solo!
Tutti gli altri sono "chiamati" "eletti" per mezzo di lui e... in vista di lui. Non hanno voce in capitolo.

Per questo Kiko ha coniato l'obbedienza totale a lui - l'iniziatore - come carattere distintivo e qualificante, l'unico che legittima la sopravvivenza dell'adepto. E chi esce dallo schema, prima o poi va via o viene malamente cacciato fuori. Il nulla autoreferenziale.
Sconcerta vedere che non cambia mai nulla.
Un questionario aiuta negli studi di settore. Fornisce materiale prezioso per una corretta analisi, indica soluzioni e delinea gli indirizzi futuri.
Ma non c'è onestà nei vertici del Cammino.


Gran presa in giro e assurda perdita di tempo quella di un questionario neanche a risposta multipla da due o tre opzioni almeno. La risposta è unica e obbligata.
È così rigidamente strutturato il Cammino e chiuso nel suo perimetro che una sola nota stonata lo manda in malora. O è così o non è. Nel suo angusto confine si consuma lo snaturamento progressivo e irreversibile della persona. Il fratello non conta nulla. Il presbitero meno di nulla.
Carmen insisteva che, non a caso, egli è chiamato ministro da 'minus' il più piccolo ma... nel senso peggiore.
E dunque, se il neocatecumeno non deve pensare il presbitero deve dimenticare di avere un cervello prima di mettere piede in un R.M...
Tutto, poi, lo soluziona l'obbedienza cieca.

Che senso ha un questionario? Solo l'ennesima beffa.
Se leggiamo, persino noi che abbiamo lasciato il Cammino da 2 decenni ci ritroviamo reimmersi nell'inconfondibile humus sangiorgese, che troppo ben conosciamo, come se non fosse passato nemmeno un sol giorno.
E restiamo sgomenti.

Cammino di che? Itinerario di cosa?
L'immobilismo ingessato è la cifra costante di un falso storico clamoroso che ancora inganna perfido, dentro e fuori il contesto.
"Siamo tutti in ascolto del Signore"
No. Kiko è il solo che ha il privilegio. E tutti ascoltano lui.
Tutti ci applichiamo a capire cosa Dio vuole da noi? Dal Cammino? Dai Seminari? Ma quando mai? Kiko solo lo sa! E lo comanda.
Quante volte gli abbiamo sentito dire, mentre lo guardavamo con gli occhi sbarrati per lo stupore: "Non vi scandalizzate! Dio ci ispira altro!".
...E il Cammino finisce e il catechista va via, come straccio che non serve.
No, il Cammino non finisce e il catechista resta qui.
...E il Seminario, diverso da tutti gli altri dei vari ordini religiosi, è diocesano, sottomesso al Vescovo più di tutti.
No, al presbitero ordinato Kiko sfacciatamente dice: "Obbedisci a noi o al Vescovo?"

E poi quel "come ben sapete".
Che altro significa se non che tutto già è bello e ispirato?

Irruenza degli Iniziatori: Carmen straparla,
il ghigno di Kiko, l'appoggio beota di Mario Pezzi.
 
I R.M. "per la missione universale della Chiesa" che nel gergo neocatecumenale significa 'per l'itineranza'.
E tutto si esaurisce - alla fine - nel piano espansionistico di Kiko e per la sua gloria.

Scomodano la PRESBYTERORUM ORDINIS n.10 (7 dicembre 1965) quando fa comodo a loro! (allora sì che tornano anche alla preistoria!)
I presbiteri sono per la missione universale della Chiesa e a servizio della Chiesa universale.
 
Eppure San Giovanni Paolo II in un discorso del 18 marzo 2004, abbastanza lapidario, presso il Seminario R.M. di Roma aveva loro ben spiegato cosa si dovesse intendere per missione universale:

"Occorre evitare una falsa alternativa tra il servizio pastorale nella Diocesi a cui appartenete e la missione universale, sino agli ultimi confini della terra, che è radicata nella stessa partecipazione sacramentale al sacerdozio di Cristo e a cui voi siete particolarmente preparati attraverso l’esperienza del Cammino Neocatecumenale.
La vostra concreta destinazione compete infatti al Vescovo, che ha a cuore sia le necessità della propria Diocesi sia le esigenze della missione universale. Affidandovi in atteggiamento di fiduciosa e cordiale ubbidienza alle sue decisioni voi troverete la vostra pace e serenità interiore e potrete in ogni caso esprimere il vostro carisma missionario, dato che anche qui a Roma la pastorale è, e dovrà essere sempre più, caratterizzata dalla priorità dell’evangelizzazione."

Sono passati vent'anni, cambiati due pontefici, e questi semplicissimi concetti non sono stati ancora compresi e digeriti.

Nessun neocatecumeno sa bene infatti cosa sia, se non l'evangelizzazione del cammino agli ordini di Kiko inviati per sorteggio, salvo eccezioni.

E il Cammino, nato per sciogliersi nella Parrocchia al servizio e in obbedienza al Parroco, travalica i confini diocesani, scavalca a piè pari anche i Vescovi e si lancia alla conquista.

... e giulivi gli fanno corona, come tutti i "servi sciocchi"....
"Abbiamo voluto radunarvi per ascoltarvi e per sentire cosa pensate."
"Questo ascolto è per noi molto importante"
Mai sentita frase più ipocrita.
Provate a dire quel che pensate senza remore, e vedrete!
Provate a rispondere non sempre con la stessa pappardella inculcata, lezioncina diligentemente imparata a memoria. Provate a esprimere il vostro pensiero in proposito: Che vi sentite prima Chiesa e poi del cammino. Che siete finalmente passati dal cammino alla Chiesa Universale, e vedete come vi si rivoltano contro.
"Chi sei tu senza di noi?"
"Ritieni di essere più intelligente di noi?"
"Vuoi farti il TUO cammino? Il tuo orticello? Il tuo regno?"
"Dì un pò! Ti sei forse messo d'accordo col Vescovo? Che non ti lascia partire? Non ti lascia per itinerante? Ti vuoi fate la tua parrocchietta? Il tuo incarico diocesano?"
Quante ne abbiamo sentite così! E anche peggio.
 
Eppure anche Papa Benedetto  XVI, nel 2009, aveva ricordato a Kiko e ai "formatori" del Cammino che l'obbiettivo  primario a cui dovevano mirare fosse quello di "preparare presbiteri ben inseriti nel presbiterio diocesano e nella pastorale sia parrocchiale che diocesana."

No. Non è prevista risposta libera né multipla, al questionario.
La risposta è una.
Kiko trionfi e comandi su tutti, anche sulla Chiesa per mezzo vostro.
Da bravi i presbiteri R.M. e gli itineranti di zona, influenzino i Vescovi a dovere, se sono davvero in gamba, e si faccia tutto come Kiko vuole.
Lui solo è il profeta, colui a cui Dio parla per tutti.

"Perchè Dio vi ha dato doni immensi": Battesimo e Presbiterato, ma tutto iscritto nel C.N., nella sua piccola comunità cristiana, dove Kiko impera e comanda. Dove SENZA obbedienza a lui NIENTE esiste.
Questa è finalmente la "grazia di stato" neocatecumenale.
 
Kiko benedice un sacerdote:
guardatelo, com'è contento!
Entrare nel merito delle domande è a questo punto la cosa più lineare e semplice del mondo. Vediamo.

 

 

Domanda 1
Ci troviamo in un momento storico difficile: la pandemia, la guerra in Europa, la situazione della Chiesa, con il segnale del Sinodo tedesco, lo svuotamento delle chiese e le ideologie che si stanno imponendo in tutte le nazioni: l’ideologia del genere, i diversi concetti di famiglia, ecc. In questo contesto e alla luce della tua esperienza qual è, secondo te, la missione che il Cammino ha oggi nella Chiesa?

Risposta: Evangelizzare dove Kiko mi mandi.

Domanda 2
Prima di essere destinato al Seminario in cui sei stato formato, ti è stata rivolta questa domanda: “Sei disposto ad offrire la tua vita per la nuova evangelizzazione dovunque Dio voglia?”. Credi che in te si stia realizzando questa prima chiamata? Pensi che un tempo di missione potrebbe essere per te un aiuto nel tuo ministero?

Risposta: Nell'ordine ai tre interrogativi:
 
                 Sì .
                 Sì .
                 Sì, Sì!!!

Domanda 3 
Di fronte al cambio epocale di fine della cristianità, credi che i metodi pastorali che vengono proposti nelle Diocesi rispondano a questo cambio? Come vivi la necessità di servire la pastorale parrocchiale e la chiamata al servizio del Cammino Neocatecumenale?


Kiko benedice un sacerdote:
è proprio convinto di avere "il carisma"...

Risposta: Qui vale la pena ricopiare:

  • ...credi che i metodi pastorali che vengono proposti nelle Diocesi rispondano a questo cambio?

No, non rispondono affatto.

  • Come vivi la necessità di servire la pastorale parrocchiale e la chiamata al servizio del Cammino Neocatecumenale?


La vivo ponendomi in totale sottomissione e obbedienza ai miei catechisti e formatori del seminario e al Supremo Kiko, mio unico capo e padre nella fede, per sempre.

E che dire della frase posta tra virgolette e attribuita letteralmente al Papa Francesco?
" Kiko: mentre tu sei con noi, il Cammino è ancora in fase fondazionale "

A me pare solo il solito, squallido mettere le mani avanti, tipico di chi è avvezzo a dire tutto e il contrario di tutto. A cambiare le regole in corsa nelle sue virate spericolate. Deviare senza scrupoli dalla strada intrapresa, portando i pecoroni che lo seguono dietro a lui nel precipizio.

____________

(*)

Convivenza dei Presbiteri Formati nei Seminari Redemptoris Mater di Italia Porto S. Giorgio 11-14 giugno 2023

Questionario

Siamo tutti in ascolto del Signore, per capire cosa vuole Dio da noi, dal Cammino, dai Seminari Redemptoris Mater, che come ben sapete sono stati suscitati per la missione universale della Chiesa e si ispirano alla Presbyterorum Ordinis, n. 10, che afferma che i presbiteri sono ordinati a servizio della Chiesa universale. Come ha detto il Santo Padre, Papa Francesco: “Kiko: mentre tu sei con noi, il Cammino è ancora in fase fondazionale”. Abbiamo voluto radunarvi per ascoltarvi e sentire cosa pensate della missione del Cammino di aprire un itinerario di Iniziazione Cristiana nelle Parrocchie. Questo ascolto per noi è molto importante, perché Dio vi ha dato doni immensi: il vostro Battesimo — e la riscoperta di esso in una comunità cristiana nel Cammino Neocatecumenale — e il Presbiterato. Questi doni vi conferiscono una grazia di stato per il bene della Chiesa e l’edificazione della comunità cristiana.

1) Ci troviamo in un momento storico difficile: la pandemia, la guerra in Europa, la situazione della Chiesa, con il segnale del Sinodo tedesco, lo svuotamento delle chiese e le ideologie che si stanno imponendo in tutte le nazioni: l’ideologia del genere, i diversi concetti di famiglia, ecc. In questo contesto e alla luce della tua esperienza qual è, secondo te, la missione che il Cammino ha oggi nella Chiesa?

2) Prima di essere destinato al Seminario in cui sei stato formato, ti è stata rivolta questa domanda: “Sei disposto ad offrire la tua vita per la nuova evangelizzazione dovunque Dio voglia?”. Credi che in te si stia realizzando questa prima chiamata? Pensi che un tempo di missione potrebbe essere per te un aiuto nel tuo ministero?

3) Di fronte al cambio epocale di fine della cristianità, credi che i metodi pastorali che vengono proposti nelle Diocesi rispondano a questo cambio? Come vivi la necessità di servire la pastorale parrocchiale e la chiamata al servizio del Cammino Neocatecumenale?

giovedì 12 maggio 2022

Mettere nella verità il fratello durante il giro di esperienze

È importante il clima ed i rapporti con gli altri che si vivono in un qualsiasi gruppo o movimento ecclesiale.

Nel Cammino neocatecumenale, quando andavo in comunità, ad un certo punto c'era una pesantezza di fondo, vivevo una noia mortale o una esaltazione innaturale.

In ogni caso mi rendevo conto di entrare in un altro mondo, rispetto alla mia vita normale.

Era come per un drogato prima di drogarsi, un alcolista prima di ubriacarsi, un ladro prima di rubare, un lussurioso prima di soddisfare la sua lussuria.
Una sensazione forte che ti cattura per quel poco tempo, ma che poi non cambia la tua vita e non ti ottiene pace, serenità e benessere duraturo.

Diventa una dipendenza, una abitudine, una esperienza anomala che fai perché pensi che ti faccia bene ma di fatto non senti benefici a lungo termine.

Il rapporto con gli altri viene spinto ad essere sempre meno empatico, sempre meno misericordioso.
Ti viene detto che andare d'accordo con gli altri è un comportamento falso che non aiuta a crescere nella fede nè tu e neanche gli altri.

Bisogna essere distaccati dalle affettività malate, bisogna essere duri, dire quello che pensi senza paura di offendere l'altro, anzi, se si offende significa che gli hai detto la verità.

È come quando aspetti il giro di esperienze, durante le convivenze, con il coltello in mezzo ai denti per vendicarti di qualcuno.
Mica lo vai a trovare a casa o ci prendi un appuntamento per chiarire le tue pendenze con quella persona, no, aspetti la convivenza per inchiodarlo davanti a tutta la comunità.
Diventi meschino, vigliacco, traditore, infame, spietato.
Ma ti vanti di "Mettere quel fratello nella verità", ti vanti di "fargli un servizio" di distruggerlo davanti a tutti "per il suo bene".

Magari ti accordi con qualche altro fratello del tuo gruppetto per colpirlo da più parti ed in più punti, o solo per rendere più efficace e distruttiva la tua critica.
 
Poi dici che vai in comunità "per Gesù Cristo".

No, vai in comunità per alienarti, per uscire dalla tua vita reale che non ti soddisfa.
Non c'entra nulla Gesù Cristo.
Tu vai in comunità per sentirti più forte, vai in comunità per essere ammirato, invidiato, rispettato.
Vai in comunità per trovarti un posto che valorizzi te stesso.

Vai in comunità per recitare un ruolo che ti dia soddisfazione, non importa se nella vita sei un fallito, in comunità sei apprezzato, quindi, anche se ti prendono in giro e ti usano va bene così.
E ti accorgi della differenza quando sei tu ad essere attaccato, sei tu ad essere distrutto, sei tu ad essere "messo nella verità".
 
Allora forse capisci. 
 
Allora forse ti rendi conto di dove sei capitato.

Allora forse cominci a crescere, cominci a capire il male che hai fatto, il male che fai o che continuerai a fare in nome di una menzogna che tu hai propinato agli altri e che gli altri ora propinano a te.

 

(da: LUCA)

sabato 26 febbraio 2022

Annuncio di Quaresima 2022: state tranquilli fratelli, lì dove non arriva il grande Kiko, "supplet Ecclesia"

Cominciamo dall'intestazione del mamotreto 'Annuncio di Quaresima 2022': la dizione "appunti di aiuto alla predicazione alle altre comunità, esclusivamente per i catechisti che lo hanno ascoltato" dello scorso Avvento è stato tolto a favore di un più sobrio e più  veridico "Appunti tratti dalla registrazione per uso riservato.  Da non pubblicare, in qualunque forma, sulla rete Internet."
Noi sappiamo che questa richiesta è dovuta all'infinita umiltà e modestia dei neocatecumenali e non certo dal loro desiderio di nascondere alcunché, quindi siamo certi che verrà  compreso e perdonato il fatto che attingiamo dal documento messo a disposizione dal sito 'The Thoughtful Catholic' di Charles  White (che ringraziamo sentitamente).

"Che bocca grande che hai!"
È per catechizzarti meglio...
I convenuti sono le comunità  catechizzate da Kiko più una rappresentanza dall'Europa e da altri Paesi, non è specificato se presenti di persona o online, più i seminaristi del Redemptoris Mater di Roma. Kiko dà un particolare benvenuto a Zita, personaggio  caratteristico e universalmente  noto ai camminanti  si occupava dei pellegrinaggi della tappa di Loreto.

La catechesi di Kiko, come ormai succede da tempo, è  evidentemente ripassata e corretta, con inserimento di temi a suo tempo molto poco trattati, come quelli del valore del sacrificio, dell'offerta delle proprie sofferenze, dell'aspirazione alla santità, anche se la santità, come quella reclamata per la fondatrice Carmen Hernàndez, è strettamente  collegata alla fedeltà al Cammino neocatecumenale.
Ripete infatti Kiko i soliti ritornelli:

"Considerati l’ultimo e il peggiore di tutti, e vai con questo spirito in comunità.  Non meriti questa comunità. Dio te l’ha data, ama i tuoi fratelli di comunità e quello che Dio ti manda a fare – le preparazioni, le celebrazioni della Parola, ecc. – è qualcosa di meraviglioso! E abbi anche amore ai catechisti che Dio ti ha dato. Dio ha voluto che noi, che siamo gli iniziatori del Cammino neocatecumenale.(...)
Siate contenti di avere una comunità, siate contenti di radunarvi assieme, siate contenti quando vi tocca preparare la Parola. Ecco, vivere il Cammino neocatecumenale in  comunità è un dono grande, grande e meraviglioso. Il Signore è buonissimo con noi, ci ha dato una comunità, a me ha dato una missione per voi e per questa missione importa poco quello che faccio io, vale quello che fa Lui in voi quando ascoltate, questo sì è grande!(...)
E tutti quelli di voi, oggi qua, che scendete dalla croce siete degli apostati, state apostatando la vostra dimensione cristiana e siete dei sofferenti, soffrite come pazzi, perché è qui che sta il riposo."

Per "qui" si intende naturalmente: in comunità.
Ma non è facile restare in comunità: bisogna veramente avere gli occhi foderati di prosciutto!
E mentre a chi commette errori anche gravi Kiko assolutamente non pensa di indirizzare un invito a ravvedersi, come sempre raccomanda agli altri: "anche se vediamo i fratelli che commettono errori, non possiamo  giudicarli. Considerati l’ultimo e il peggiore di tutti”, dicono i Padri del deserto."
I  padri del deserto chi erano? Dei precursori di Kiko che hanno fatto una cosa "che ho  fatto anche io un tempo, sono andato in una grotta con la Scrittura" eccetera eccetera. Abbiamo il reportage  fotografico dell'evento.

Lui è l'unico grande Artista:
gli altri dei poveri emuli
"Considerati l'ultimo e il peggiore di tutti": naturalmente questo non vale per Kiko, novello padre del deserto, ma anche grande artista!
Non manca infatti di ricordare:

"Ho ricevuto un premio nazionale di pittura. Sapete che ho dipinto l’abside alla Cattedrale dell’Almudena a Madrid, se andate lì vedrete un Pantocrator che presiede tutta la cattedrale." E chi se lo scorda!

Così  il narciso Kiko che tutti conosciamo emerge, nei commenti a braccio che esulano dal testo scritto della sua catechesi.

A don Mario spettano le parti più  spinose.
In primo luogo, gli tocca presentare la tesi di Carmen risalente al 1960 sulla orazione nel magistero di Pio XII.
Incredibile! Dopo aver fatto strame di tutto ciò che era preconciliare, in vista della beatificazione di Carmen, riesumano la sua tesi, scritta ancora da novizia, ben prima di essere cacciata dal convento, aver conosciuto Farnes ed essersi convinta che tutto il preconcilio, quindi anche il magistero di Pio XII, era semplicemente da rottamare.

Altro argomento spinosissimo, di cui abbiamo parlato nello scorso thread: l'esclusione dai passaggi e dalle convivenze dei fratelli, figli di un dio minore, non in possesso del certificato verde.
Ecco come se la cava don Mario: una lettera del Tripode che dava indicazioni in proposito è stata assolutamente  ignorata! 

E certo! Ma chi gli crede? Sappiamo bene che le loro lettere sono più ascoltate ed obbedite di quelle di San Paolo dai catechisti del Cammino, sempre assetati di disposizioni dall'alto e soprattutto del loro oracolo Kiko.
Ecco la gherminella di don Pezzi.

"Già avevamo indicato in una lettera inviata dai Centri di Roma e Madrid, riguardo i viaggi alla Domus e sul comportamento da tenere nelle comunità riguardo soprattutto ai passaggi. In caso di difficoltà per i passaggi, avevamo detto che, dato che gli hotel esigono il pass verde,  era molto meglio rimandare. In Israele è già stato abolito il Pass, anche in molte nazioni del nord Europa. In Spagna non c’è. Preghiamo perché arrivi presto anche  per noi.  
Purtroppo ci è stato segnalato che alcuni responsabili di comunità o catechisti regionali o presbiteri non hanno seguito le nostre indicazioni, non le hanno trasmesse alle comunità – siamo a conoscenza di comunità che non sanno nulla di questa lettera – ed altri hanno proibito a fratelli non vaccinati o senza il pass, anche a bambini, di partecipare agli incontri o alla celebrazione della parola e  dell’Eucarestia."

Ripetiamo: ma chi gli crede? Sempre a lui toccano queste figuracce e questi salvataggi in corner! Poverino...ha tutta la nostra solidarietà.

Kiko oltretutto fa lo spaccone e il libero di spirito:

"Noi non facciamo i poliziotti, siamo liberi. Uno viene vaccinato o no e nessuno dice nulla. Siamo liberi."

La domanda nasce spontanea: come ha fatto a Sacrofano super Kiko a far partecipare i paria senza green pass in spregio alle normative?
Sarà intervenuta carmensita con uno dei suoi mirabolanti "miracoli"?
Se qualcuno sa come è  andata veramente, è pregato di segnalarcelo.

L'immaginetta donata da Kiko per questa Quaresima. Dovrebbe raffigurare la lotta di Cristo con il demonio. Il personaggio verde sulla sinistra siamo noi, impressionati da questa battaglia

 

Proseguiamo  con un piccolo inserto di don Gianvito che si preoccupa che la scrutatio dei giovani segua tutto il cerimoniale neocatecumenale. Riportiamo il duetto fra lui e Kiko.

"C’è un’equipe, scelta dai catechisti, che porta avanti la scrutatio con il parroco.  
Si fa un’ambientale, la processione d’ingresso, solenne, con l’incenso, il presbitero con il piviale, la Bibbia d’argento, i candelieri, i ministranti vestiti di bianco, il turibolo, un canto solenne. I ragazzi imparano ad inchinarsi quando passa la scrittura. Il vangelo è cantato. Quando siamo stati a Parigi, Carmen e Kiko hanno decido che si fa il vangelo della domenica. I tavoli vanno messi in un certo modo".
Kiko:
"L’estetica è importante. La cura del posto.

 

L'estetica è importante: guarda caso, la stessa della setta eretica cinese 'Chiesa del Dio Onnipotente'

Siamo sempre ammirati da tutto questo zelo, soprattutto nelle loro 'paraliturgie'. I giovani imparano ad inchinarsi alla Bibbia! Speriamo di non dover aspettare altri cinquant'anni perché  a questi giovani (ormai divenuti anziani) insegnino ad inginocchiarsi davanti al Santissimo Sacramento...

Per il resto non abbiamo molto altro da dire. Ascensiòn si è preoccupata dei bambini e del loro ingresso ufficiale in comunità dopo la prima comunione:
"Il didascalo è come un amico, che nel periodo della preadolescenza li aiuta  ad avere il desiderio di entrare nel cammino, è colui che li prepara all’entrata ufficiale nelle comunità, dopo la prima comunione. Dobbiamo incoraggiare i nostri didascali: è  un carisma molto importante per aiutare i genitori. Anche Kiko lo ha fatto con tanto zelo." 

Eh sì, bravo Kiko, anche didascalo è stato, oltre a angelo, Giovanni in mezzo a voi, catechista inviato da Dio, discernente, scrutinante eccetera eccetera: ha ricoperto tutti i ruoli, e tutti al massimo livello!

Apprendiamo infine che il laico Kiko è stato insignito di un ministero ufficiale, sicuramente più alto dell'Ordine Sacro, aspettiamo di averne notizia, ci è sfuggito il Motu Proprio del Papa in proposito!
Affema infatti Kiko:

"Fratelli, io sono un poveretto e sto qui facendo un ministero che Dio mi ha  comandato per voi. Lo faccio come posso, nelle mie forze, lo faccio come posso e dove non arrivo io, supplet Ecclesia, arriva il Signore per voi."

Chiariamo che il 'supplet Ecclesia' è quel principio richiamato nel Codice di diritto canonico (canone 144) per il quale la Chiesa garantisce la validità del Sacramento sebbene esso, per motivi estremi, non sia amministrato dal ministro validamente ordinato o per qualche motivo impedito o sospeso: la Chiesa supplisce per esempio nel caso di un battesimo o di un matrimonio officiato da un laico per motivi di estrema urgenza e necessità. Vuol dire in sintesi che la fede della Sposa di Cristo supplisce alle carenze dell'officiante.

Quindi supplet Ecclesia non vuol dire, come sembra credere Kiko, che là dove lui non arriva la Chiesa gli fa da supplente: semmai è  lui ad essersi auto attribuito prerogative da capo spirituale. Kiko è  un laico, non è un sacerdote nè un diacono, la Chiesa non gli ha dato nessuna potestà di amministrare sacramenti quindi la fede della Chiesa non supplisce ai suoi spropositi: piuttosto, li condanna!

 

Dagli sguardi stupefatti dei padri cappuccini polacchi, si direbbe che lo Spirito non stava provvedendo a correggere le parole di Kiko nelle loro orecchie

Al di là dell'ennesimo sfondone kikiano, una evoluzione "colta" del principio per cui lo Spirito Santo correggerebbe nelle orecchie di chi ascolta le eresie dette dai catechisti  neocatecumenali, dimostra chiaramente quali siano i suoi propositi. Dopo aver dilagato parlando solo di se stesso e delle comunità  come fossero l'unica forma di cristianesimo e di missione, si ricorda della Chiesa solo per affermare che là dove non arriva lui, con il suo alto Ministero, supplirà la Chiesa! Anzi , lì dove non arriva Kiko, supplirà il Signore! La Chiesa verrà  con scopetta e paletta a raccattare le briciole della propria dottrina scarnificata da Kiko e compagni per salvare il salvabile. Ecco il suo unico ruolo!

Grazie a Kiko che con tanta chiarezza ancora una volta, al di là dei discorsetti "ecclesiasticamente corretti", ci dà  la chiave per capire il suo pensiero, e il pensiero del suo Cammino.


mercoledì 23 febbraio 2022

Senza le convivenze e gli alberghi il Cammino non sa come 'fare unità'

Conosciamo tutti il Cammino Catecumenale, chi per sentito dire, chi per averlo studiato ed approfondito; la maggior parte di noi per averlo frequentato, ricoprendo, alcuni di noi, anche dei ruoli, di responsabile o catechista o cantore o altro.
Lo conosciamo, e quindi sappiamo che uno dei perni del Cammino è  la "convivenza", momento mensile nel quale la comunità si riunisce oppure incontro periodico, sia in occasione dei momenti forti dell'anno liturgico sia nelle tappe previste dal Cammino, in cui si ascoltano i sermoni di Kiko e Carmen 'portati' dai catechisti, si fanno dei riti, si pregano le lodi, si celebrano penitenziali ed Eucarestie.

Sì, perché le comunità neocatecumenali, nonostante il nome suggerisca siano gruppi che fanno vita comune, nonostante il messaggio che Kiko sostiene di aver ricevuto: 'Devono nascere piccole comunità che vivano nella lode...' eccetera, in realtà  non condividono la quotidianità: gli unici momenti in cui questo avviene,  sono le rare occasioni in cui si fanno questi chiamiamoli esercizi spirituali di uno o più  giorni detti pomposamente "convivenze".

In verità anche durante le convivenze  i momenti aggregativi praticamente  non esistono, come non ci sono occasioni per conoscersi meglio e condividere la quotidianità: le convivenze sono delle conferenze  non stop di catechisti laici, potremmo definirle quasi degli stage.

Non c'era posto per loro nell'alloggio...
Hanno però alcune particolarità: sono obbligatorie (se non si partecipa alle convivenze non si può proseguire con il Cammino) e sono onerose, perché si svolgono in alberghi di un certo livello, e perché la propria quota è sempre gravata da altre spese fisse; ancor più  onerose sono le convivenze che prevedono un pellegrinaggio, come quello a Loreto o alla Domus Galilaeae.
Le convivenze e l'obbligo soprattutto di farle in albergo, tutti assieme, possibilmente lontani da casa, impossibilitati  quindi a poter partecipare alle attività  senza dover affrontare le spese del pernottamento e senza l'opportunità di scegliere sistemazioni più  'spartane', come sempre hanno fatto i vari gruppi e movimenti religiosi per venire incontro anche ai meno abbienti e ai giovani, sono sempre state parte del consegne inderogabili date dai fondatori-iniziatori Kiko e Carmen, che in alcuni casi, come per il soggiorno all'hotel King David a Gerusalemme, scelgono volutamente il lusso per convincere gli adepti d'essere improvvisamente diventati dei 'figli di Re'.
 
Ma come possono tutti i fratelli di comunità permettersi questi soggiorni? I soldi (escludiamo in questo caso le convivenze con pellegrinaggio, che dovevano essere pagate in anticipo) venivano raccolti con il famoso sacco della spazzatura, a significare il supremo disprezzo del denaro: chi poteva, dava di più, con la promessa di ricevere il centuplo, chi non poteva, dava di meno e chi fosse stato in bisogno, poteva addirittura  attingere.

Soprattutto nella convivenza iniziale la frase ripetuta era: non preoccuparti se non puoi pagare, il Signore provvede! Ed infatti, nel sacco della spazzatura, magari dopo il decimo giro, magari con il contributo nascosto della comunità dei catechisti, che forniva un gruzzoletto di salvataggio, ecco che i conti tornavano e i soldi 'miracolosamente' saltavano fuori!

Naturalmente poi, negli anni, e soprattutto con l'avvento del secondo passaggio e con l'obbligo della decima, la Provvidenza diventa sempre più stanca e sempre meno entusiasta.

Ma i punti cardine rimanevano i medesimi: tutti dovevano partecipare, perché  Dio stesso voleva tutti i fratelli a quella convivenza, li aveva predestinati ad esserci, e i soldi erano un problema relativo, perché alla fine sarebbero dovuti in qualche modo 'saltare fuori'.
Le comunità  neocatecumenali, che avrebbero dovuto vivere insieme nella lode e nella gratuità, se non altro supplivano al proprio mandato con questi stage obbligatori il cui costo veniva in qualche modo sostenuto comunitariamente.

Grandiosità e lusso dell'albergo Domus Galilaeae

Negli ultimi anni però, anche questo paravento, soprattutto  nelle comunità più  anziane (quelle che sono agli inizi vengono ancora allettate  con la prospettiva della gratuità e della provvidenza, una specie di infanzia in cui si crede a Babbo Natale, prima di scoprire dolorosamente che Babbo Natale sei tu) è  caduto: il sacco nero viene fatto passare per dare le mance al personale o pagare le baby sitter o altre spese accessorie, ma le quote vengono pagate dai singoli e con largo anticipo!
Ma, qualcuno può dire, comunque alla fin fine, qualsiasi sia il modo in cui si pagano le spese, l'obbiettivo  rimane quello: di stare insieme e di fare unità, come si affanna tanto a raccomandare Kiko Argüello.

Ecco, non è più tanto vero neppure quello.

Perché, mentre da un lato, causa il timore delle infezioni da Covid, ormai i renitenti alle avventure alberghiere sono aumentati, e le minacce (tu non hai la resurrezione dentro! Sei tiepido e Dio ti vomiterà!) non sembrano avere molto successo, dall'altro, nonostante catechisti infoiati continuino a proclamare che 'Dio ti chiama a questa convivenza', escludono nei fatti con noncuranza chi non può proprio partecipare, a causa delle restrizioni legate al mancati possesso di un tal 'certificato verde'.

Riportiamo a questo proposito un amaro sfogo di un neocatecumenale su un social.

Fratello del Cammino:
"Nel mio cammino neocatecumenale ci sarà un incontro: il passaggio dello Shemà che attendevo da tanto, ma mi è stato detto che essendo la convivenza in un albergo ci vorrà il green pass rafforzato. Anche il mio Cammino mi sta abbandonando."

Interlocutore:
"Non so chi sia questo Shemà, ma se crea un raduno in un albergo, che sappiamo avere delle limitazioni, come lei stesso ha ricordato, forse le parole di questo Shemà sono vuote del reale insegnamento di Cristo."

Fratello del  Cammino:
"Assolutamente  sì.  Mi sto chiedendo anch'io se la strada intrapresa con il Cammino neocatecumenale  è giusta e se la mia Comunità sta seguendo la Parola e il Magistero di Cristo o la chiesa del Mondo."

In buona sostanza:

l'impressione è  che questo Cammino si sia fermato, anzi, sia in piena recessione! Che sia bloccato alle formule che gli hanno assicurato il successo decenni fa e che abbia tradito tutte le aspettative e tutte le promesse, tutti i vieni e vedi, tutta la gratuità, tutta l'unità e tutta la fraternità. Noi, d'altronde, lo avevamo già capito da tempo.

E d'altronde don Mario Pezzi lo aveva ammesso, nella scorsa convivenza di Inizio Corso:
"L’interrogativo sul vaccino e sul Green Pass, sembra come un’arma in mano al demonio per dividere dall’interno le comunità, e distruggerle dopo tanti anni di cammino."

Da questa frase abbiamo dedotto che le comunità neocatecumenali non abbiano fatto eccezione, rispetto al 'mondo' tanto vituperato: si sono divise in fazioni, in modo trasversale.

Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite,
versandovi olio e vino;
poi lo caricò sulla sua cavalcatura,
lo portò in un albergo
e si prese cura di lui

Prendiamo atto che la formula della piccola comunità compatta come alle origini, l'essere uno, non funziona, nel caso del Cammino, è puramente estetica, è una sterile petizione di principio: nei fatti nella comunità neocatecumenale non c'è unione, e un problema esterno, se pur molto pressante e pervasivo per la vita sociale, le sta distruggendo.

Dopo tanti anni di Cammino, tanta fraternità, l'amore al nemico, guardate come si amano eccetera, le comunità neocatecumenali si spaccano per una problema in fondo superabile come il dover per forza soggiornare in albergo, quando il lockdown, la solitudine, la mancanza dei sacramenti, aveva invece, a loro dire, enfatizzato la comunione tra fratelli, tanto da considerarsi, in quell'occasione, ancora una volta, una luce nella notte e un esempio per la Chiesa tutta.

Se ciò che dice don Pezzi è vero, e non abbiamo motivo di dubitarne, le frasi desolate di quel fratello sui social lo confermano, dobbiamo proprio concludere che il Cammino neocatecumenale non ha la "resurrezione dentro" e può pure smettere, a partire da ora, di candidarsi come comunità in cui "appare" l'amore divino!
Di fronte a questa ammessa divisione profonda, non basta, per ripristinare la comunione perduta,  riprendere a bere tutti dallo stesso bicchiere, come don Pezzi aveva enfaticamente proposto, non bastano più i vecchi abusi liturgici, le convivenze, i pellegrinaggi per fingere una unità ormai anche solo di facciata.

Come osserva l'arguto  interlocutore del neocatecumenale escluso "forse le parole di questo Shemà -di questo cammino- sono vuote del reale insegnamento di Cristo".

venerdì 12 novembre 2021

Nessuno può predicare se non è testimone; ma nessuno giudichi il testimone che non testimonia (Kiko dixit). Sabato mattina Convivenza di Inizio Corso 2021.

 E siamo al giorno del Sabato della Convivenza.

Da sempre le Convivenze - nerbo del Neocatecumenato - sono strutturate così:

il Venerdì è lo scavo. Viene dissodato il terreno con l'aratro del Kerigma e tutto  

"viene realizzato in un rito - dice Kiko - in una penitenziale, in questa penitenziale" 

(il rito: la celebrazione comunitaria condotta dai catechisti, è il fulcro. N.B. giammai il Sacramento della Confessione; pag.18).  


Kiko e la sua "corona misterica" vivente: i presbiteri che gli hanno giurato fedeltà.

il Sabato viene seminata la parola, che darà l'impronta al futuro cammino, Inizio Corso 2021/22:

Kiko sale sul leggio. Prima di proclamare la parola scelta, pone davanti ai fratelli il demonio e la necessità di discernere la volontà di Dio. Dice Kiko:  

"e io faccio un servizio"

(alias: senza di lui rispetto all'uno e all'altra nulla concludono i fratelli da soli; pag.23)

Lettura: Fil 1, 20 –2, 18 (L'Inno alla Kenosi di cui nel Cammino vi è pure un canto storico)

Catechesi di Kiko: 

"Questo inno ci invita ad avere tutti gli stessi sentimenti. Senza critiche e senza mormorazioni. Ho visto quanto male fa il demonio quando si infiltra e ti fa criticare i catechisti. Gente che ha cominciato a criticare noi ed hanno abbandonato il Cammino ed hanno perso tutto... (ndr. Kiko la minaccia!) Il demonio penetra e già non credi più che l’altro sia un uomo di Dio. Il demonio ti dice: Guarda quello che ha fatto! E invece di essere un inviato da Dio diventi un mostro perché hai fatto questo, questo... Ed è finito tutto. Le critiche ed il mormorare di un altro! Tutto quello che porta a criticare i catechisti o i preti o noi, sempre viene dal demonio perché divide, divide e crea un veleno dentro che non sai che succede. Non sei più in comunione, hai critiche, è terribile. Ma devi accettare che il Signore lo permette. (ndr. Ci chiediamo cosa Kiko voglia dire qui. Forse che anche le peggio porcherie vanno accettate come "volontà di Dio"?) Gesù stesso ha camminato con critiche. Giuda giudicava il suo comportamento...

Fratelli del cammino, sottraetevi al giogo.
  Kiko tocca qui livelli pericolosissimi. Egli, pessimo maestro, invece di richiamare chi dà scandalo con l'aggravante di essere catechista, afferma "che ha il demonio" chi rileva il malfatto: Tutto quello che porta a criticare i catechisti o i preti o noi, sempre viene dal demonio.  

Kiko applica una vergognosa esenzione di colpa a sè e ai suoi emissari quando afferma da folle: "devi accettare che il Signore lo permette", per poi spingersi fino alla totale identificazione di se stesso e dei suoi al Signore, quando è stato ingiustamente criticato. E appioppa l'epiteto di Giuda a chiunque osi criticarli.

... e Kiko agita lo spauracchio della persecuzione...

Abbiamo una missione enorme fratelli. Dio ci ha suscitato, ci ha chiamato tutti ad una missione nella Chiesa. Pietro ci conferma che Cristo sta accanto a noi, ci sostiene. 
Non dobbiamo aver paura della belva ruggente, del Leviatan, del demonio, del mondo. ... Non può stare tranquillo il principe di questo mondo mentre stanno sorgendo queste comunità. Non pensate che la comunità è come le sette. Non è per avere la vita tranquilla, ... ... Ci attendono tentazioni. Ci attendono sofferenze, ma coraggio il Signore è con noi...

... tutto ciò che distrugge l’amore nella comunità, tutto ciò che distrugge la comunione con i catechisti viene dal demonio. Diavolo significa il divisore, colui che pone qualcosa in mezzo. Si mette in mezzo per dividere: critiche, giudizi, calunnie, mormorazioni. Che cosa non farò!

 Kiko riduce tutte le contraddizioni del Cammino alla critica e mormorazione di chi è schiavo del demonio

Tradotto: Il neocatecumeno non deve pensare nè farsi un'idea sua delle cose, è come un automa telecomandato e decerebrato. A un cristiano, secondo loro, è proibito "guardare e osservare", vietata la verifica della coerenza del testimone con quello che annuncia agli altri.  (NB: vedi in proposito il passaggio di Kiko poco più avanti, dove dice l'esatto contrario parlando della assoluta necessità della testimonianza. (*))

Gesù chiama farisei iposcriti quelli che "dicono e non fanno". Ossia i catechisti che predicano agli altri e mai a se stessi.  Vecchia storia: i catechisti qualunque cosa facciano vengono da Dio.

Tutto quello che porta a criticare i catechisti o i preti o noi, sempre viene dal demonio ...tutto ciò che distrugge la comunione con i catechisti viene dal demonio: critiche, giudizi, calunnie, mormorazioni. 

Certo calunnie. Costoro ti dicono che tutto è calunnie! E così si illudono di risolvere gli scandali e ogni altra possibile questione!

Kiko con gli storici propagatori del suo verbo
  • Altro passaggio cruciale della kikiana predicazione.

    Dopo 50 anni che Kiko percorre il mondo per divulgare il suo verbo e generare kikos il doppio di lui osa affermare con enfasi:

Non mi aspetto cose rosee, sapendo che Cristo è stato crocefisso. Dopo tanti anni anche noi abbiamo passato il tempo di Nazareth ed è arrivato, come per Cristo, il momento del battesimo, nel senso che la Chiesa ci dà un battesimo di riconoscimento;

adesso ci sarà un momento di evangelizzazione seria (ndr. allora questi finora hanno scherzato?) e comincerà la grande persecuzione.
Chi resterà in piedi? Siamo tutti debolissimi, che non ce la facciamo più! ... Ci saranno persecuzioni dall’interno della comunità, verranno dal parroco, verranno persecuzioni dall’esterno, dal lavoro. Non so cosa Dio ha disposto nella sua santità per manifestare la sua gloria, in questa generazione. E ha scelto noi. (ndr: Buuuum! E' insopportabile per quanto le spara grosse!)

 I toni si fanno sempre più enfatici, apocalittici e ultimativi

Ma ci rendiamo conto a che razza di predicazione i fratelli del cammino, per la gran parte catechisti che poi riporteranno al popolino camminante, sono sottoposti in queste cupe, esclusive, convivenze che si svolgono in squallide sale di Hotels sparsi di qui e di là? E' doveroso denunciare apertamente il clima pesante e l'aria opprimente che si respira lì dove Kiko o i kikatekisti (che è lo stesso) si erge sul leggio a profeta. Profeta di sventure, spargitore di terrore e di morte e di oscuri presagi. Terrorista dello spirito e dell'anima. 

Verrebbe da dire al suo dio - al dio minuscolo di Kiko - stammi alla larga!

Chi siamo noi? Se Dio deve mostrare la sua gloria, deve scegliersi un pugno di uomini come noi, di piccole comunità cristiane in mezzo al mondo, che abbiano una forza tale da far dire: guardate come si amano! Chi siete voi? (e la farneticazione oramai è partita!)
Cupi saloni di hotels dove si diventa "Uno"

Parte un altro show patetico con descrizione idealizzata delle comunità by Kiko; quel che forse dovevano essere e che mai sono state perché fondate sul culto idolatrico del "fondatore riconosciuto dal Papa" (coltivato da Kiko dietro le quinte).

Comunità dove non ci sono più classi sociali, ricchi e poveri, dove tutti sono aperti, dove entra il poveraccio che chiede l’elemosina, la prostituta, il marchese, il ricco... Siamo tutti lì sotto la parola di Dio. Comunità nuove, comunità celesti. Uomini che non appartengono più a questo mondo che sono qui stranieri.
Non gli dice più nulla il mondo, non stanno cercando costantemente il loro piacere nel mondo, non sono corrotti.
 Siamo tutti lì sotto la parola di Dio.? (ndr. ma forse voleva dire sotto di me)

Il nostro guru si supera quando convinto afferma - elencando le virtù che accomunano tutti i fratelli che hanno passato il tempo di Nazareth  - che tutti loro, Kiko in testa:

non amano il mondo, 

non gli interessa il piacere, 

non sono corrotti. 

E noi traiamo un sospiro di sollievo: "Finalmente son santi! Ce l'hanno fatta alla buon'ora a migliorare almeno un pochino! Sono 50 anni e oggi, forse, vedremo qualcosa di buono!.

Per questo il problema non è di avere molta gente, o molte parrocchie, né molte comunità nelle parrocchie. Non è un problema di numero che può annacquare tutto. Le comunità possono essere piene di giovani in crisi, di fornicazioni, di critiche (ahi! ahi!). Un orrore, un orrore questo! Piccole comunità, due o tre comunità perseguitate, ma uniti, con lo stesso sentire. Abbiamo sentito la lettera ai Filippesi: con gli stessi sentimenti di Cristo Gesù, nulla per rivalità. Avete un solo cuore e un solo spirito. Esiste un solo Spirito Santo. (ndr: nella sua fantasia forse, perché nei questionari degli ultimi anni incalza i fratelli "Chedetevi che cosa dovete fare per essere UNO? Perchè non siete UNO?")


E ora Kiko abilmente orienta con i suoi aneddoti.

Cosa che ha sempre abilmente fatto. Qui mette in bocca al Cardinal Benelli qualcosa che, palesemente, egli stesso pilota a suo favore (sua pessima abitudine!). 

Mentre, invertendo semplicemente le parti, Kiko si inchioda da solo - con le sue stesse parole sull'Unità dello spirito - alla sua vergognosa pluricinquantennale disobbedienza alla Chiesa:

Una volta che abbiamo parlato con il card. Benelli a Firenze dei nostri conflitti e problemi. Lui mi ha detto: coraggio Kiko, ti voglio dire solo una cosa. C’è solamente uno Spirito Santo... E se tu sei diviso con me, o io con te, o con il Vescovo...  Per questo con chi è dello Spirito di Cristo immediatamente ci sintonizziamo anche se non è del cammino, anche se è di un’altra realtà. ... quando nella comunità ci sono due che hanno spiriti diversi... (ndr: noi sappiamo che per lui è vanto solo se: ...si ha tutti lo spirito di Kiko! Non a caso parla di "spirito del cammino"... cosa questo ha poi a che fare con lo Spirito Santo, è tutta un'altra storia...)   (pag.25s.)

Ora Kiko richiede coerenza nella testimonianza altrimenti il catechista non può predicare - in palese contraddizione con quanto più sopra evidenziato da lui stesso. (*)

Dio ha scelto un mezzo: la stoltezza della predicazione. Ma perché si possa predicare Cristo si deve prima rendere testimonianza. Se non si rende testimonianza non si predica. Quando vedono il testimone sono attratti, allora possiamo annunziare Cristo, dobbiamo stare molto attenti alla volontà di Dio.  ... adesso viene una persecuzione contro di me, so che lì sta la salvezza mia e di tutta l’umanità, anche se ho paura, anche se non la voglio. (pag.31) 


  •  E per finire, farneticazioni finali, con annesse incoerenze insanabili. Non possiamo proprio risparmiarvele. Kiko qui appare "nello splendore dei 70 millimetri"!

Ma come fa a indicare ai suoi una strada che lui per primo mai ha percorso?

Tutto parte da una insistente domanda formulata da Kiko stesso:

Come devo fare per mostrare la mia gratitudine a Cristo? Kiko, che devo fare? 

Risposta, sempre di Kiko:

Non so. Va’, vendi tutti i tuoi beni e dà tutto ai poveri e seguimi, seguimi per le strade, chiederemo l’elemosina alle porte delle chiese, vivremo come gli ultimi della terra, (ndr: è chiaro che "seguimi" sta per "segui me, Kiko") buttati per terra con un fazzoletto perché qualcuno ti butti una moneta. Ecco, ai piedi del mondo. Interessante vedere il mondo dal suolo, vedere il mondo dal basso, vedere come passano gli uomini.

... dilata la domanda:

E tu? Che devo fare per amare Cristo?

... prosegue la risposta (insomma, lui se la canta e lui se la suona) che si articola su un mantra ricorrente:

Considerati l’ultimo ed il peggiore di tutti, dicono i Padri del deserto. Considerarsi l’ultimo, di tutti, l’ultimo! Ed il peggiore di tutti, il più malvagio, il più peccatore, il più ipocrita, il più falso. Considerati l’ultimo ed il peggio di tutti! Molto interessante. È il segreto del cristianesimo. (ndr: Che presuntuoso! Con le sue ricette infallibili.)
Voi siete qui sotto questa tenda per imparare ad essere cristiani, ma qui non imparerete mai, dovresti essere inviato (ndr: da me Kiko!) alla strada e vivere per una settimana per la strada, chiedendo l’elemosina e forse al ritorno cominciamo a capire qualcosa. Considerati l’ultimo di qui ed il peggiore di tutti! I peggiori stanno in galera: assassini, ladri, gente malata, distrutti: le carceri sono una mostruosità, un’anticamera dell’inferno, pieno di violenze, estorsioni, cose terribili. Dio ci ha preservati, ci ha chiamati e ci ha portati sotto questa tenda sperando che parli al nostro cuore. Non è facile. (ndr:  Quante volte ha ripetuto questo stesso concetto, ogni volta con le stesse medesime parole a tinte fosche!)
Perché il Signore sia contento di stare con te bisognerebbe che tu ti considerassi l’ultimo. Una parola troppo grande! Tu l’ultima qua dentro? Come ti considerano l’ultimo? Non degno di essere qua. Perché tu stai qua e non in prigione? Per le cose che hai fatto nella vita... tutti siamo dei poveracci, io mi trovo in questa situazione, non sono degno di stare qua, né di sedere in questo posto che mi ha dato il Signore, devo accettarlo con umiltà, (ndr: ma lo sentite quanto è falso? Il re dei presuntuosi! Falso e blasfemo!) sperando che purifichi il mio cuore, viva Lui in me e attraverso di me vi possa dire una parola perché questo è Cristo, l’amore a voi. (ndr: ma faccia il piacere Kiko! Ha sempre amato solo se stesso. I suoi atti e fatti, sotto gli occhi di tutti!)
Questo amore che è comunitario, varie persone un unico spirito, uno, uno! Dio essendo tre persone, un unico Dio. Con noi vuole fare lo stesso, farsi uno in noi. Cristo e Kiko, uno! Uno! Molto bene, coraggio ragazzi, siamo uno in Cristo! Siamo uno! Uno, totalmente uno! Che mistero! Anche la comunità cristiana siamo uno, volersi bene, amarsi, cosicché lo Spirito Santo fa di noi, uno, in Dio. Un mistero grande! Magari potessimo viverlo! Nel cammino proviamo a viverlo come possiamo, tutti siamo poveracci e peccatori. Cercate di essere l’ultimo, cercate l’ultimo posto, considerati l’ultimo ed il peggioredi tutti. Non dovresti essere qua. Ad ogni modo il Signore ci ha portato qua, vorrebbe parlare al nostro cuore: va vendi tutti i tuoi beni, vieni e seguimi. Si alzò e andò via triste perché aveva tanti bene, dice il Vangelo. Non era capace di separarsi dai suoi beni. Noi dovremmo essere grati a Dio che ci ha scelto e ci ha portato qua, ti fa ascoltare Kiko, P.Mario e Ascensión. (pag.33-34)


Ha preferito a Palomeras la grande città



Ma quanto parla quest'uomo! Quanto ha sempre parlato! E noi dietro a lui, purtroppo! Ci costringe ad allungarci nel tentativo arduo di stargli dietro e coglierlo in tutte le sue infinite incoerenze.

Mission impossible? Forse, sì.

Per questo abbiamo preferito riportare lunghi passi tratti dal mamotreto dell'Inizio Corso e integralmente il delirante sproloquio finale. Si commenta da solo!

Tutti vecchiacci come lui in queste Convivenze di Itineranti (ché mai ha pensato a uno straccio di successione) e straparla di spogliarsi di tutto! Ora? E lo propone agli altri! 

Vuole dare l'esempio, in una surreale rivisitazione della "prima ora"... 

Mettersi con un fazzoletto (chè neanche ha un cappello) a terra a chiedere l'elemosina... l'ultimo, l'ultimo... ma ultimo di che?

Fa finta di voler fare oggi ciò che non ha mai fatto? Non regge neanche il meglio tardi che mai; è fuori tempo massimo. Ma sì, che tanto neanche questa volta lo farà!

Appena finito di predicare, questo Sabato di Settembre come sempre, un buon piatto caldo e una bella bottiglia di vino e le sue sigarette, una stanza più che decorosa e un bel letto. E ha pure chi glielo rifà e gli lava e gli stira pure, più tutto il resto.

Per questo penso sia bene si legga quello che Kiko ha detto. E si rifletta.

lunedì 30 agosto 2021

Dal Sacco Nero dei "cristiani adulti", alle quote pro capite. La brutta fine di un altro sogno neocatecumenale.


La musica è finita...
 Ci è pervenuta quella che hanno chiamata pre-prenotazione. Singolare innovazione di quest'anno, in cui ci chiedevamo se l'Inizio Corso avrebbe avuto corso. Avrà corso. I ritmi basilari del Cammino vanno mantenuti. Intanto di Kiko e delle sue attuali condizioni post-COVID nessuna notizia trapela dagli ambienti neocatecumenali. Un silenzio che dà da pensare. 

Stanno procedendo così. Non la solita Lettera di Annuncio della Convivenza di rito che inaugura il nuovo corso 2021/22. È comprensibile in ottemperanza alle norme di protezione in tempo di pandemia. Ma in questa letterina, sicuramente predisposta a livello centrale e poi diramata per zone dalle singole equipe itineranti responsabili di Regione, ci attira un passaggio che riteniamo cruciale. Una gran novità, che già da un paio d'anni si profilava all'orizzonte e da quest'anno diventa prassi.

 

 "Le quote per pagare l’albergo saranno raccolte dal responsabile prima della convivenza; i fratelli invitati alla convivenza che sono in difficoltà a pagare la quota possono rivolgersi al proprio responsabile che, nei limiti del possibile, farà in modo che la comunità li aiuti." (dalla Programmazione Convivenze Inizio Corso 2021/2022; Lettera dei catechisti itineranti ai responsabili di zona). 

 

 Non sembrano più loro! Sacco Nero mandato in soffitta? Sacco Nero sì. Un nome e un cognome perché è come fosse anche lui un fratello di comunità, un membro onorario! Il Sacco Nero non è un modo per gestire il lato economico del Cammino. È uno stile di vita. Una precisa identità. Senza, il C.N. non è più lo stesso. Su di esso tutto viene impiantato fin dai primordi; il suo senso più profondo, poi, ti sarà chiaro al termine del Secondo Scrutinio. Elemento portante di tutta la struttura. 

No, il Sacco Nero non può essere archiviato con tanta disinvoltura. Soprattutto senza rovinose ricadute su tutto l'impianto. 

Pur mettendo da parte il kikiano disprezzo atavico per tutte le altre realtà ecclesiali che da sempre ragionano, in via ordinaria, per quote, quando organizzano ritiri o raduni, ci chiediamo costernati: ma com'è che di colpo sono caduti tanto in basso e si sono completamente snaturati? 

 

Questa storia fa il paio con 'Nessun santo! Carmen santa!'... e, come se non bastasse, pure "di categoria superiore" con tanto di immaginette e preghiere di impetrazione. Aspettiamo a breve la statua da portare in processione per le vie di Madrid il 19 luglio con gran devozione e migliaia (vista la mole di miracoli dell'aspirante santa) di ex voto penzolanti, mentre una folla festante di neocatecumenali in delirio accompagna, con bonghi, chitarre e nacchere, danzando magari scalzi o in ginocchio. 

 

Attaccamento al denaro, radice di tutti i mali
 Neocatecumenali che pagano la quota di partecipazione - e la pagano a testa e anticipatamente al proprio responsabile - non sono più neocatecumenali; ancor meno cristiani adulti che hanno finito il Cammino... sono solo comuni mortali come tutti gli altri uomini. E devono prendere atto del loro totale fallimento. 

Dopo 50 anni di cammino non è ancora nata la creatura nuova.

Com'è? 

Il Signore non provvede? 

Ha smesso di provvedere il Signore? E questi, pur di continuare, provvedono loro. Hanno deciso di forzare la volontà di Dio. 

Le fondamenta dell'edificio sono la rinuncia ai beni (Kiko dixit). Il passaggio per eccellenza è il Secondo Passaggio: "Va, vendi quello che hai..." ...Chi non lo fa sul serio neanche entra nel catecumenato. Poiché tutto ciò che viene prima è chiamato pre-catecumenato

Quando anche in seguito le cose non vanno per il verso giusto o si va in crisi, la cura è sempre la stessa: vendere i propri beni: "Si vede che non hai fatto bene il secondo passaggio"...! (vedi scrutini della Traditio di Kiko). 

Un rapporto nuovo col denaro è di base. Funziona solo per collette e mai nulla è mancato, dicono. Cosa si è rotto? 

Le fondamenta dell'edificio. Poi si costruisce. E hanno costruito. Ma ora hanno messo una bomba sotto le fondamenta: le quote pre-pagate per convivenze pre-preparate

Saltate le fondamenta, tutto l'edificio crolla. 

"Non resterà pietra su pietra...!", ripeteva Carmen convinta. 

Ma lei si riferiva alle kikocostruzioni idolatriche. 

Qui crolla proprio il Cammino, di Carmen e di Kiko, il suo odioso, insopportabile, indigesto co-iniziatore.