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giovedì 22 febbraio 2024

L'anomalia della Fondazione neocatecumenale

Il mancato adeguamento dello Statuto del Cammino

Stiamo ancora aspettando che lo Statuto del Cammino (approvato nel 2008 dall'allora Pontificio Consiglio per i Laici) venga modificato e regolarizzato secondo le normative previste nel Decreto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita del 3 giugno 2021.

"interpretazioni" neocatecumenali:
il professore neocat censura il Papa
L'art. 35 dello Statuto 2008, infatti, al § 3 prevede che l'Équipe Responsabile internazionale (una volta eletto il successore di Kiko) duri in carica 7 anni (e non 5 come richiesto dal Decreto del 2021) e possa essere rieletta più volte (e non una sola volta, come da Decreto).

Altre realtà ecclesiali ci hanno già pensato a modificare il loro Statuto ma, come sempre, il Cammino Neocatecumenale ancora no.

Capisco però che nel caso dello Statuto del Cammino Neocatecumenale, che è una Fondazione anomala e non un'associazione, l'adeguamento comporti dei problemi sul punto dell'organo adibito all'elezione dei futuri leader (il primo mandato della signorina Romero, che non fu nemmeno eletta ma scelta, sarebbe scaduto nel 2023 e pare sia stato rinnovato "tacitamente", il prossimo scade nel 2028).

Gli organi delle Fondazioni sono: Presidente, Consiglio di Amministrazione, Assemblea, Organo di Controllo.
Nello Statuto 2008 però non è previsto alcun organo, se non l'Équipe Responsabile internazionale e un non meglio specificato "Collegio elettivo" scelto dalla stessa équipe che sceglie sempre tutto, nominato "a vita".

Inoltre il Decreto del 2021 prevede che "Tutti i membri "pleno iure" abbiano voce attiva, diretta o indiretta, nella costituzione delle istanze che eleggono l’organo centrale di governo a livello internazionale" (art. 3).
Tutti i membri pleno iure (con pieni diritti).
Chiaramente questo è possibile applicarlo alle associazioni, dove si sa chi sono i membri. Nelle Fondazioni però non esistono membri, essendo costituite da un fondatore per destinare un patrimonio ad un determinato scopo. Quindi, chi sarebbero "tutti i membri pleno iure"?
Non tutti, infatti, solo il Collegio elettivo.

La confusione ingenerata dalla testardaggine dei capi neocatecumenali che, non volendo costituirsi in associazione, alla fine si sono comunque dovuti costituire in Fondazione (sebbene dubbia), adesso fa sì che gli adeguamenti siano problematici. Hanno fatto un miscuglio tra le norme delle associazioni e quelle delle fondazioni.

È vero che il Decreto 2021 prevede all'art. 7 che l'art. 3 (tutti i membri pleno iure) non si applichi a "gli altri enti non riconosciuti né eretti come associazioni internazionali di fedeli", a cui è stata concessa personalità giuridica e che sono soggetti alla vigilanza diretta del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita (quindi al Cammino Neocatecumenale che non è eretto come associazione, ma ha personalità giuridica ed è soggetto alla vigilanza del Dicastero).
Rimane però da capire se il Collegio elettivo (che non è un organo delle Fondazioni), possa assolvere ancora al compito assegnatogli nello Statuto 2008, perché nelle Fondazioni normalmente gli organi di governo non si eleggono ma vengono nominati da un organo specifico.

Troveranno la soluzione anche stavolta, senza Ryłko?



Cosa intendiamo per "Fondazione anomala"

Il diritto canonico rimanda al diritto civile per le regole generali e, sebbene non esista una definizione codiciale per le fondazioni in nessuno dei due, alcuni punti sono fermi. La definizione unanimemente accettata è che le fondazioni sono "enti in cui un soggetto o più soggetti fondatori [nel nostro caso Kiko e Carmen] destina/destinano il PROPRIO patrimonio al perseguimento di uno scopo".

Nelle fondazioni l'elemento preponderante è il PATRIMONIO (inteso come valore economico), a differenza delle associazioni dove l'elemento preponderante sono le persone.
Naturalmente il patrimonio deve essere PROPRIO, perché non si può disporre del patrimonio altrui.

Come si arguisce, ai fondatori della FONDAZIONE CAMMINO NEOCATECUMENALE è stato concesso di costituire la loro Fondazione disponendo di un PATRIMONIO che non assolve a nessuno dei due requisiti richiesti per le fondazioni:

  1. non è un patrimonio dal valore economico (infatti lo definiscono "soli beni spirituali")
  2. non è loro proprio, perché il patrimonio spirituale della Chiesa Cattolica è della Chiesa Cattolica e non di due persone spagnole che ne possano disporre come a loro piace e conviene.
A posteriori, nei commenti allo Statuto 2008, alcuni legulei neocatecumenali (compreso mons. Arrieta, all'epoca e tuttora Segretario del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi) hanno maldestramente tentato di spiegare questa anomalia.
Intanto è singolare che abbiano cominciato a farlo ben quattro anni dopo, nel 2008, e non quando fu eretta la FONDAZIONE CAMMINO NEOCATECUMENALE nel 2004.
Allora tutti tacquero, invece che esultare.

Nel 2008 ci fu un labile richiamo all'"analogia", interpretando le norme del Codice di Diritto Canonico in maniera eccessivamente estensiva ed indubbiamente contro ogni logica e normativa giuridica attinente alle fondazioni, dette anche "pie volontà" o "pie fondazioni" dal diritto canonico.

Nemmeno mons. Arrieta fece mai riferimento né alla richiesta né all'ottenimento di una risposta da parte dell'allora Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, SOLO al quale spettava la funzione di interpretazione delle leggi della Chiesa.
Non è che un solo uomo, anche se Segretario del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, possa validamente e autorevolmente interpretare da sé stesso le norme del Diritto Canonico: c'è una procedura da seguire, naturalmente.
Come si sarebbe dovuto procedere?

In primis il Pontificio Conciglio per i Laici avrebbe dovuto sottoporre un dubbio interpretativo al Dicastero per i Testi Legislativi, perché trattandosi di introdurre una nuova tipologia di Fondazione (quella di "soli beni spirituali" e senza l'elemento essenziale della patrimonialità economica), la questione necessitava di una "interpretazione autentica" (che ha forza di legge e deve essere promulgata) e non di un semplice "chiarimento" (che comunque avrebbe dovuto sfociare in una Dichiarazione o in una Nota esplicativa).

In secondo luogo, il Dicastero per i Testi Legislativi avrebbe dovuto rendere nota la sua risposta ai dubbi in forma scritta e pubblica. Questo perché se si introduce una nuova tipologia giuridica (e va fatto con legge o atto avente forza di legge), tutti ne possono beneficiare e non solo il Cammino Neocatecumenale, che potrà essere il primo, ma non l'unico.
E ciò deve essere noto a tutti, per chi volesse avvalersene.

Ma dicevamo che Mons. Arrieta, Segretario del Dicastero per i Testi Legislativi, non ha mai prodotto la prova che sia stata seguita questa procedura - cosa che, se fosse accaduta, avrebbe fugato ogni dubbio sulla legittimità di un'interpretazione talmente estensiva da risultare contraria ad ogni certezza relativa alle fondazioni (anche canoniche).
Inoltre, sul sito del Dicastero per i Testi Legislativi non figura alcuna interpretazione autentica, né alcuna nota esplicativa, né alcuna dichiarazione relativa alle fondazioni.

Anzi, proprio nel 2004, una Nota Esplicativa a proposito dei beni ecclesiastici delle associazioni e delle fondazioni con personalità giuridica pubblica "DICHIARA tali beni sottomessi alla potestà dell’autorità ecclesiastica competente, fermo restando che la PROPRIETÀ appartiene alle singole persone giuridiche."
(i neocatecumenali sono forse PROPRIETARI dei famosi "beni spirituali" menzionati nello Statuto 2008?)

Quale persona, se disponesse di un documento che legittima questa interpretazione analogica, non lo rammenterebbe nemmeno?

Penso che la risposta più logica è che non si dispone di un documento ufficiale.
Allora le parole di mons. Arrieta sono solo opinioni personali, senza alcun valore d'autorità.

Ci mostrino il documento ufficiale del Dicastero per i Testi Legislativi che autorizza ad interpretare analogicamente ed estensivamente il § 3 del can. 115 sulla presunta possibilità che i beni di una fondazione possano essere anche soltanto di natura spirituale e non materiale (o temporale), perché nel sito del Dicastero per i Testi Legislativi non lo troviamo.
Altrimenti siamo costretti a chiederci: com'è stato legittimato il ricorso all'analogia nel caso di specie? 



Una "anomalia" sostanziale

La questione esposta sull’«anomalia» della FONDAZIONE CAMMINO NEOCATECUMENALE non è di lana caprina, ma ha un valore giuridico sostanziale.

Ma ce l'immaginiamo se qualcuno non legittimato né dal diritto civile né da quello canonico, si mettesse a bypassare le normative e l'unanimità interpretativa di esse, per poi porre validamente atti giuridici di conseguenza?
Sarebbe il caos.

Ecco dunque spiegata la necessità che venga seguita la corretta procedura (e dimostrata corretta), anche perché l'introduzione di una nuova figura giuridica ("fondazione di soli beni spirituali e senza patrimonio proprio"), in ogni caso deve essere operata da una legge o da un atto avente forza di legge, perché si tratta di un istituto totalmente nuovo e in contraddizione con le normative che disciplinano la materia (anche in ambito canonico).

Ogni singolo articolo informativo dell'epoca non sfiorava minimamente la questione giuridica, qualcuno al massimo dando per scontato che frugando nelle norme si potesse liberamente fare uso dell'analogia.

[Link] (PDF) al discorso di mons.Arrieta in costanza dell'approvazione dello Statuto 2008 (a posteriori di 4 anni, ovviamente). Dovesse "sparire", ce l'ho salvato.

I neocatecumenali, gli inventori della terza categoria di persone giuridiche canoniche: Associazioni, Fondazioni e… "METODI"!"

Marco

sabato 26 febbraio 2022

Annuncio di Quaresima 2022: state tranquilli fratelli, lì dove non arriva il grande Kiko, "supplet Ecclesia"

Cominciamo dall'intestazione del mamotreto 'Annuncio di Quaresima 2022': la dizione "appunti di aiuto alla predicazione alle altre comunità, esclusivamente per i catechisti che lo hanno ascoltato" dello scorso Avvento è stato tolto a favore di un più sobrio e più  veridico "Appunti tratti dalla registrazione per uso riservato.  Da non pubblicare, in qualunque forma, sulla rete Internet."
Noi sappiamo che questa richiesta è dovuta all'infinita umiltà e modestia dei neocatecumenali e non certo dal loro desiderio di nascondere alcunché, quindi siamo certi che verrà  compreso e perdonato il fatto che attingiamo dal documento messo a disposizione dal sito 'The Thoughtful Catholic' di Charles  White (che ringraziamo sentitamente).

"Che bocca grande che hai!"
È per catechizzarti meglio...
I convenuti sono le comunità  catechizzate da Kiko più una rappresentanza dall'Europa e da altri Paesi, non è specificato se presenti di persona o online, più i seminaristi del Redemptoris Mater di Roma. Kiko dà un particolare benvenuto a Zita, personaggio  caratteristico e universalmente  noto ai camminanti  si occupava dei pellegrinaggi della tappa di Loreto.

La catechesi di Kiko, come ormai succede da tempo, è  evidentemente ripassata e corretta, con inserimento di temi a suo tempo molto poco trattati, come quelli del valore del sacrificio, dell'offerta delle proprie sofferenze, dell'aspirazione alla santità, anche se la santità, come quella reclamata per la fondatrice Carmen Hernàndez, è strettamente  collegata alla fedeltà al Cammino neocatecumenale.
Ripete infatti Kiko i soliti ritornelli:

"Considerati l’ultimo e il peggiore di tutti, e vai con questo spirito in comunità.  Non meriti questa comunità. Dio te l’ha data, ama i tuoi fratelli di comunità e quello che Dio ti manda a fare – le preparazioni, le celebrazioni della Parola, ecc. – è qualcosa di meraviglioso! E abbi anche amore ai catechisti che Dio ti ha dato. Dio ha voluto che noi, che siamo gli iniziatori del Cammino neocatecumenale.(...)
Siate contenti di avere una comunità, siate contenti di radunarvi assieme, siate contenti quando vi tocca preparare la Parola. Ecco, vivere il Cammino neocatecumenale in  comunità è un dono grande, grande e meraviglioso. Il Signore è buonissimo con noi, ci ha dato una comunità, a me ha dato una missione per voi e per questa missione importa poco quello che faccio io, vale quello che fa Lui in voi quando ascoltate, questo sì è grande!(...)
E tutti quelli di voi, oggi qua, che scendete dalla croce siete degli apostati, state apostatando la vostra dimensione cristiana e siete dei sofferenti, soffrite come pazzi, perché è qui che sta il riposo."

Per "qui" si intende naturalmente: in comunità.
Ma non è facile restare in comunità: bisogna veramente avere gli occhi foderati di prosciutto!
E mentre a chi commette errori anche gravi Kiko assolutamente non pensa di indirizzare un invito a ravvedersi, come sempre raccomanda agli altri: "anche se vediamo i fratelli che commettono errori, non possiamo  giudicarli. Considerati l’ultimo e il peggiore di tutti”, dicono i Padri del deserto."
I  padri del deserto chi erano? Dei precursori di Kiko che hanno fatto una cosa "che ho  fatto anche io un tempo, sono andato in una grotta con la Scrittura" eccetera eccetera. Abbiamo il reportage  fotografico dell'evento.

Lui è l'unico grande Artista:
gli altri dei poveri emuli
"Considerati l'ultimo e il peggiore di tutti": naturalmente questo non vale per Kiko, novello padre del deserto, ma anche grande artista!
Non manca infatti di ricordare:

"Ho ricevuto un premio nazionale di pittura. Sapete che ho dipinto l’abside alla Cattedrale dell’Almudena a Madrid, se andate lì vedrete un Pantocrator che presiede tutta la cattedrale." E chi se lo scorda!

Così  il narciso Kiko che tutti conosciamo emerge, nei commenti a braccio che esulano dal testo scritto della sua catechesi.

A don Mario spettano le parti più  spinose.
In primo luogo, gli tocca presentare la tesi di Carmen risalente al 1960 sulla orazione nel magistero di Pio XII.
Incredibile! Dopo aver fatto strame di tutto ciò che era preconciliare, in vista della beatificazione di Carmen, riesumano la sua tesi, scritta ancora da novizia, ben prima di essere cacciata dal convento, aver conosciuto Farnes ed essersi convinta che tutto il preconcilio, quindi anche il magistero di Pio XII, era semplicemente da rottamare.

Altro argomento spinosissimo, di cui abbiamo parlato nello scorso thread: l'esclusione dai passaggi e dalle convivenze dei fratelli, figli di un dio minore, non in possesso del certificato verde.
Ecco come se la cava don Mario: una lettera del Tripode che dava indicazioni in proposito è stata assolutamente  ignorata! 

E certo! Ma chi gli crede? Sappiamo bene che le loro lettere sono più ascoltate ed obbedite di quelle di San Paolo dai catechisti del Cammino, sempre assetati di disposizioni dall'alto e soprattutto del loro oracolo Kiko.
Ecco la gherminella di don Pezzi.

"Già avevamo indicato in una lettera inviata dai Centri di Roma e Madrid, riguardo i viaggi alla Domus e sul comportamento da tenere nelle comunità riguardo soprattutto ai passaggi. In caso di difficoltà per i passaggi, avevamo detto che, dato che gli hotel esigono il pass verde,  era molto meglio rimandare. In Israele è già stato abolito il Pass, anche in molte nazioni del nord Europa. In Spagna non c’è. Preghiamo perché arrivi presto anche  per noi.  
Purtroppo ci è stato segnalato che alcuni responsabili di comunità o catechisti regionali o presbiteri non hanno seguito le nostre indicazioni, non le hanno trasmesse alle comunità – siamo a conoscenza di comunità che non sanno nulla di questa lettera – ed altri hanno proibito a fratelli non vaccinati o senza il pass, anche a bambini, di partecipare agli incontri o alla celebrazione della parola e  dell’Eucarestia."

Ripetiamo: ma chi gli crede? Sempre a lui toccano queste figuracce e questi salvataggi in corner! Poverino...ha tutta la nostra solidarietà.

Kiko oltretutto fa lo spaccone e il libero di spirito:

"Noi non facciamo i poliziotti, siamo liberi. Uno viene vaccinato o no e nessuno dice nulla. Siamo liberi."

La domanda nasce spontanea: come ha fatto a Sacrofano super Kiko a far partecipare i paria senza green pass in spregio alle normative?
Sarà intervenuta carmensita con uno dei suoi mirabolanti "miracoli"?
Se qualcuno sa come è  andata veramente, è pregato di segnalarcelo.

L'immaginetta donata da Kiko per questa Quaresima. Dovrebbe raffigurare la lotta di Cristo con il demonio. Il personaggio verde sulla sinistra siamo noi, impressionati da questa battaglia

 

Proseguiamo  con un piccolo inserto di don Gianvito che si preoccupa che la scrutatio dei giovani segua tutto il cerimoniale neocatecumenale. Riportiamo il duetto fra lui e Kiko.

"C’è un’equipe, scelta dai catechisti, che porta avanti la scrutatio con il parroco.  
Si fa un’ambientale, la processione d’ingresso, solenne, con l’incenso, il presbitero con il piviale, la Bibbia d’argento, i candelieri, i ministranti vestiti di bianco, il turibolo, un canto solenne. I ragazzi imparano ad inchinarsi quando passa la scrittura. Il vangelo è cantato. Quando siamo stati a Parigi, Carmen e Kiko hanno decido che si fa il vangelo della domenica. I tavoli vanno messi in un certo modo".
Kiko:
"L’estetica è importante. La cura del posto.

 

L'estetica è importante: guarda caso, la stessa della setta eretica cinese 'Chiesa del Dio Onnipotente'

Siamo sempre ammirati da tutto questo zelo, soprattutto nelle loro 'paraliturgie'. I giovani imparano ad inchinarsi alla Bibbia! Speriamo di non dover aspettare altri cinquant'anni perché  a questi giovani (ormai divenuti anziani) insegnino ad inginocchiarsi davanti al Santissimo Sacramento...

Per il resto non abbiamo molto altro da dire. Ascensiòn si è preoccupata dei bambini e del loro ingresso ufficiale in comunità dopo la prima comunione:
"Il didascalo è come un amico, che nel periodo della preadolescenza li aiuta  ad avere il desiderio di entrare nel cammino, è colui che li prepara all’entrata ufficiale nelle comunità, dopo la prima comunione. Dobbiamo incoraggiare i nostri didascali: è  un carisma molto importante per aiutare i genitori. Anche Kiko lo ha fatto con tanto zelo." 

Eh sì, bravo Kiko, anche didascalo è stato, oltre a angelo, Giovanni in mezzo a voi, catechista inviato da Dio, discernente, scrutinante eccetera eccetera: ha ricoperto tutti i ruoli, e tutti al massimo livello!

Apprendiamo infine che il laico Kiko è stato insignito di un ministero ufficiale, sicuramente più alto dell'Ordine Sacro, aspettiamo di averne notizia, ci è sfuggito il Motu Proprio del Papa in proposito!
Affema infatti Kiko:

"Fratelli, io sono un poveretto e sto qui facendo un ministero che Dio mi ha  comandato per voi. Lo faccio come posso, nelle mie forze, lo faccio come posso e dove non arrivo io, supplet Ecclesia, arriva il Signore per voi."

Chiariamo che il 'supplet Ecclesia' è quel principio richiamato nel Codice di diritto canonico (canone 144) per il quale la Chiesa garantisce la validità del Sacramento sebbene esso, per motivi estremi, non sia amministrato dal ministro validamente ordinato o per qualche motivo impedito o sospeso: la Chiesa supplisce per esempio nel caso di un battesimo o di un matrimonio officiato da un laico per motivi di estrema urgenza e necessità. Vuol dire in sintesi che la fede della Sposa di Cristo supplisce alle carenze dell'officiante.

Quindi supplet Ecclesia non vuol dire, come sembra credere Kiko, che là dove lui non arriva la Chiesa gli fa da supplente: semmai è  lui ad essersi auto attribuito prerogative da capo spirituale. Kiko è  un laico, non è un sacerdote nè un diacono, la Chiesa non gli ha dato nessuna potestà di amministrare sacramenti quindi la fede della Chiesa non supplisce ai suoi spropositi: piuttosto, li condanna!

 

Dagli sguardi stupefatti dei padri cappuccini polacchi, si direbbe che lo Spirito non stava provvedendo a correggere le parole di Kiko nelle loro orecchie

Al di là dell'ennesimo sfondone kikiano, una evoluzione "colta" del principio per cui lo Spirito Santo correggerebbe nelle orecchie di chi ascolta le eresie dette dai catechisti  neocatecumenali, dimostra chiaramente quali siano i suoi propositi. Dopo aver dilagato parlando solo di se stesso e delle comunità  come fossero l'unica forma di cristianesimo e di missione, si ricorda della Chiesa solo per affermare che là dove non arriva lui, con il suo alto Ministero, supplirà la Chiesa! Anzi , lì dove non arriva Kiko, supplirà il Signore! La Chiesa verrà  con scopetta e paletta a raccattare le briciole della propria dottrina scarnificata da Kiko e compagni per salvare il salvabile. Ecco il suo unico ruolo!

Grazie a Kiko che con tanta chiarezza ancora una volta, al di là dei discorsetti "ecclesiasticamente corretti", ci dà  la chiave per capire il suo pensiero, e il pensiero del suo Cammino.


giovedì 16 aprile 2020

La Comunione per asporto: una "eccezione che Dio fa per i neocatecumenali"

In un articolo de La Nuova Bussola Quotidiana, pubblicato prima di Pasqua, possiamo leggere dell'idea "geniale" di un cappellano (cattolico) dell'Università di Monaco, Padre Holger Adler.

Per la Domenica delle Palme, questo sacerdote, dell'ordine dei gesuiti, ha pensato bene di preparare un set di partecipazione alla Messa in tempo di Covid-19: i giovani studenti che lo desiderano, vanno dal “don” a prendersi il sacchettino di carta, preparato seguendo rigorosamente tutte le misure per evitare eventuali infezioni, e se lo portano a casa, per usarlo mentre seguono la Messa in streaming celebrata dal loro cappellano. I sacchettini sono pensati sia per persone singole che per nuclei più numerosi.

Cosa c’è in questo fantastico sacchettino? Un rametto d’ulivo, l’acqua santa, un cartoncino con una preghiera e – udite, udite – la particola consacrata. Il Santissimo Sacramento dentro un sacchettino di carta, da portare a casa e consumare “entro e non oltre”.

Il giornalista di LNBQ, giustamente scandalizzato, invoca:
«Possiamo chiedere la sospensione a divinis per padre Adler? O cos’altro dobbiamo aspettare? Sarebbe il caso di prendere seriamente in considerazione la richiesta, perché il geniale gesuita è già pronto a ripetere il sacrilegio anche per il Giovedì ed il Venerdì Santo e la Domenica di Pasqua.»
Ci dispiace però constatare che il gesuita cappellano universitario sia solo un povero principiante, viste le ben più gravi iniziative prese da altri, in questa Santa Pasqua caratterizzata dalla chiusura delle Messe alla partecipazione del popolo per la quarantena decretata dai governi di mezzo mondo causa la pandemia da Covid-19.

Don Camillo aveva previsto tutto

In una bella lettera scritta al suo Don Camillo, Giovannino Guareschi lo aveva profetizzato:
«E non è lontano il tempo in cui, dopo la confessione per telefono, il comunicando riceverà in busta raccomandata l'Ostia Consacrata che egli potrà consumare comodamente a casa»
anche se, con troppo ottimismo, Don Camillo aveva precisato:
«…servendosi, per non toccarla con le dita impure, di una apposita pinza consacrata»

Decreto della Congregazione per il Culto Divino 25/3/2020:
"5 - Veglia Pasquale:
Si celebri esclusivamente nelle chiese Cattedrali e Parrocchiali".

Dove ha celebrato invece l'obbedientissimo Kiko?
Infatti, cinquant'anni dopo, un certo Kiko Argüello, dall'eremo dorato di Madrid in cui si è rintanato per paura del "coronavirus di gloria" che tanto ambiva ricevere al più presto, morendo "ai piedi di un povero" e martirizzato non appena il Cammino avesse "convertito cento islamici", ha lanciato una operazione di take-away planetaria del Corpo di Cristo ad esclusivo beneficio degli eletti del suo movimento pseudo cattolico, il Cammino Neocatecumenale.

Il guru madrileno nelle "sue" disposizioni liturgiche (le ultime in ordine di tempo, già ne aveva impartite in precedenza) per le celebrazioni casalinghe del Triduo pasquale che hanno raggiunto circa un milione di aderenti in tutto il mondo, detta la sua "genialata" in alternativa alla comunione spirituale, nel corso della Veglia delle famiglie a Pasqua:
«Se i Vescovi (o i Parroci) danno la possibilità di ricevere la comunione sacramentale (portata precedentemente da un ministro straordinario), dopo il Padre nostro si canta o si recita l’Agnello di Dio, poi il capofamiglia distribuisce la comunione dicendo ad ognuno:
- Il Corpo di Cristo»
Un profano, leggendo la circolare kikiana, potrebbe pensare che si tratti di una bomba disinnescata fin dal principio: quale Vescovo o parroco (tranne il gesuita Adler di Monaco) potrebbe aderire ad una proposta del genere e far recapitare a domicilio ad alcuni fedeli manciate di Ostie Consacrate, che dovrebbero restare custodite nel Tabernacolo? Il Corpo di Cristo trasportato chissà dove come una pizza per asporto solo perché un tale, da Madrid, lo ha scritto nella sua circolare?

Un Cammino di Unti o di untori?
Purtroppo, chi conosce il Cammino Neocatecumenale, sa che esso dispone di un proprio clero di fiducia, mantenuto dalla Chiesa Cattolica, incardinato nelle diocesi, ma fedele a Kiko più che al proprio Vescovo e a Cristo stesso.
Tale clero è stato formato in seminari specifici, dove il Corpo di Cristo è custodito in un armadio-tabernacolo insieme alla Bibbia, quasi che avesse la stessa valenza di un libro.
Infatti per le loro Messe, usano un pane azzimo che si sbriciola e deve essere consumato nel corso della celebrazione, non può essere conservato, a riprova di quanto ritengano effimera o simbolica la Presenza Reale di Cristo e non credano nella transustanziazione.
I seminaristi così formati vengono definiti in una lettera aperta a Kiko da un sacerdote di provata fede neocatecumenale (quindi da fonte non malevola o viziata da pregiudizio) dei "maltrattatori della Eucarestia".
Se i sacerdoti sono preparati in modo così carente, possiamo immaginare la devozione alle Sacre Specie dei laici istruiti alla stessa scuola!

Per qualsiasi cattolico "normale" infatti, l'operazione puzzerebbe di zolfo e di sacrilegio: per i sacerdoti e gli adepti neocatecumenali, invece, "sepoffà" (= si può fare).

Pensiamoci: un sacerdote, finito di consacrare nel corso di una Messa rigorosamente senza popolo, in questi tempi di quarantena, magari ripreso in streaming, dovrebbe consegnare decine di sacre particole ad un ministro straordinario dell'Eucaristia (magari "creato sul campo", come i neocatecumenali hanno fatto spesso nel corso dei loro riti) perché a sua volta questi le recapiti nelle case perché poi sia il capofamiglia (a che titolo?) a "dare la comunione " ai familiari nel corso di una celebrazione autogestita?

Il ministro straordinario della Comunione ha la facoltà - in stretta dipendenza dal parroco - di portare la S.Comunione ad anziani, ammalati ed infermi che sono impossibilitati a recarsi in Chiesa ed hanno più bisogno di unirsi a Gesù: ma deve badare con particolare attenzione che il comunicando assuma subito l'ostia in sua presenza e con il dovuto decoro.

"Qual è la differenza tra Gesù e una Pizza?"
Si chiedono i giovani del Cammino
nei propri memes

È poi «proibito a chiunque conservare l’Eucaristia nella propria casa, anche se religiosa o di opera pia, senza l’esplicito permesso scritto dell’Ordinario Diocesano» (cfr. can. 935 del Codice di Diritto Canonico), quindi nessuno è abilitato a tenere il Corpo di Cristo in casa in attesa di consumarlo a proprio piacimento nel corso di un sacrilego teatrino.

Sui social abbiamo raccolto molte conferme dirette ed indirette di ciò che si stava preparando ai danni della sacralità del Corpo di Gesù nelle abitazioni neocatecumenali, e senza molta sorpresa da parte nostra, dal momento che sappiamo per esperienza che per costoro la parola di Kiko è parola di Dio.

Addirittura una donna neocatecumenale ha asserito che, se tutto ciò veniva fatto «in obbedienza al parroco» (sottinteso: al parrokiko neocatekiko), essendo il Cammino approvato e benedetto dalla Chiesa eccetera, non avremmo dovuto immischiarci e che addirittura chi si fosse opposto alla comunione per asporto degli eletti del Cammino avrebbe creato un danno non da poco «alla Chiesa Universale»!

Naturalmente, non tutti i neocatecumenali hanno venduto l'anima a Kiko, anche perché scandalizzati dal fatto che, anche all'interno dello stesso Cammino, si facciano le solite "differenze tra persone".

Sul blog Cruxsancta, in lingua spagnola, abbiamo infatti letto e tradotto il seguente commento nel giorno di Venerdì Santo:
l balletto liturgico la CEI non l'aveva previsto
Nella mia comunità c'è già un'aria di confusione e discriminazione, si scopre che la coppia di farisei e bugiardi responsabili della comunità hanno iniziato a suonare la tromba da WhatsApp (che era precedentemente vietato e hanno detto che era dal diavolo) che saranno privilegiati e benedetti (secondo loro) perché gli verrà portato il pane consacrato a casa loro per il sabato sera successivo, il pane consacrato verrà loro consegnato fin da ora, questo venerdì pomeriggio.

Il resto della comunità ha iniziato a commentare che tutti vogliono avere il pane consacrato per la Veglia, e la risposta dei disgraziati responsabili è stata: "ci dispiace ma è un'eccezione che Dio sta facendo con noi!"
«È un'eccezione che Dio sta facendo con noi»?

Proprio così. Ora è Dio stesso a fare un'eccezione per i suoi Eletti del Cammino di Kiko!

Purtroppo, subito dopo Pasqua, anche dall'Italia, e in particolare da Roma, cuore della cristianità, giungono le conferme dai lettori del nostro blog. Eccole:
Ligeia: dopo aver letto le tante ed ennesime porcate dei Nc in merito alla Pasqua posso asserire con sicurezza che almeno un presbitero di rinomata parrocchia romana ha consegnato domenica mattina alcune particole per la consumazione in casa.
Bruno: anche nella mia parrocchia (non so se rinomata o meno, ma sempre a Roma nella zona est, dopo la veglia il parroco ha consegnato ai "mega catechisti" che ancora dovevano iniziare la loro di veglia l'ostia Consacrata. Non so se siamo della stessa parrocchia (ndr: si trattava di due parrocchie diverse), ma già 2 nella stessa città mi fanno pensare che almeno ad ulcuni "pezzi grossi" del cammino che hanno fatto la veglia dopo quelle parrocchiane sia stata consegnata, non già il giovedì, ma dopo le veglie parrocchiane, in modo che loro così potessero fare la loro veglia da mezzanotte fino alle 5 come al solito nelle case e con ostia recapitata.
Come se non bastasse, abbiamo delle prove videoregistrate.

Ci è stato infatti segnalato un video di una Veglia con chiare caratteristiche neocatecumenali, questa volta non a Roma ma a Perugia, durante la quale il sacerdote consacra, nella patena, decine di ostie.

Conclusasi la comunione dei tre sacerdoti concelebranti e dei due o tre presenti addetti a canti, letture, riprese video, la patena ottagonale di fattura neocatecumenale viene riportata sull'altare, ancora colma di ostie.

Uno dei presbiteri va a prendere una pisside e raccogliendo le ostie a manciate, in cinque-sei volte le inscatola nella pisside.

A questa operazione viene dato grande risalto. A scanso di equivoci: quella parrocchia non ha 50 o 60 malati a cui portare la comunione, visto che nelle altre Messe in streaming non vengono consacrate particole in eccedenza. Non ci vuole molta fantasia per sapere dove si sono involate quella quantità di ostie consacrate alla fine della celebrazione, chissà come confezionate, chissà da quante mani non consacrate manipolate, chissà dove conservate nelle case dei neocatecumenali per poi essere consumate intorno al tavolo di casa, prima del sacro balletto ebraico finale al canto di Dayenu.

Possiamo essere ben certi che questi abusi eucaristici pasquali neocatecumenali sono stati commessi in moltissime città e nazioni, come un insulto a nostro Signore Gesù Cristo, visto che, con la chiusura delle salette, nelle ultime settimane non avevano potuto profanarLo e calpestarLo i sotto i piedi come è loro costume.

Ma non basta!

Vi invito a fare una riflessione: ora che è stato varato, a Pasqua, il modus operandi, chi ci assicura che il take-away neocatecumenale del Corpo di Cristo non si riproponga ogni sabato sera?

Chi ci dice che il presbitero neocatecumenale che fa la Messa quotidiana del sabato mattina, privatamente o magari in streaming per i parrocchiani semplici, dopo aver spiegato nell'omelia quanto faccia bene il “digiuno eucaristico” imposto dalla quarantena di Stato e come in fondo la comunione spirituale equivalga alla comunione sacramentale, chiuso il collegamento non consegni il pacchetto delle Ostie consacrate alle mani del corriere neocatecumenale per la distribuzione agli eletti che il sabato sera, in video conferenza, potranno fare insieme ai fratelli il gesto che li fa sentire "coloro per i quali Dio fa l'eccezione"?

Personalmente, mi sento in dovere di mettere in guardia i presbiteri e i fratelli del Cammino con le parole di San Paolo nella prima lettera ai Corinzi (11,27), i quali assumevano le specie consacrate nel corso dei propri scambi conviviali e dei "banchetti fra fratelli":
«Chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore».
È chiaro il "modo indegno" in cui sacerdoti e fedeli neocatecumenali trattano il Corpo di Cristo (come d'altronde hanno sempre fatto), quindi è giusto che li avvertiamo delle possibili conseguenze per la loro anima, molto più gravi dell'ammonimento dei Vescovi o delle multe dello Stato.


In conclusione, dopo queste sofferte considerazioni, vogliamo introdurre una nota di consolazione e di speranza riportando l'esperienza di un "fratello neocatecumenale" sul modo in cui ha vissuto la sua "migliore Pasqua".
Altro che canti dei bambini, balletti, icone, tallit, shekinah, merkabah e abusi eucaristici!
LA MIGLIORE PASQUA
La migliore Pasqua, ve lo assicuro, con mia moglie, senza angoscia o combattimenti, o testimonianze di conflitti, ad esempio, i cantori che si invidiano a vicenda sino ad odiarsi per fare la loro comparsata. Qualcosa di diverso è l'avere con te l'amore di Gesù, vi assicuro una cosa, è la pace il segno del passaggio del Signore, mentre nel Cammino Neocatecumenale il triduo pasquale e la Pasqua stavano diventando un bailamme di angosce e corse e lotte all'ordine del giorno, da cui uscivamo tutti alle 5 del mattino distrutti da tanta attività e facendo finta di essere felici, dovendo andare e inghiottire un banchetto così come stai, perché povero te se non ti vedono deglutire, subito ti distruggono, ti giudicano e ti calunniano: vedi che non sei risorto, che non sei risorto se non vuoi mangiare.
Seguendo le trasmissioni del Vaticano, senza connettersi con zoom e Facebook perché avremmo dovuto fare, perdendo la nostra libertà con il dover assistere da casa alle bestialità liturgiche.
I nostri amorevoli fratelli ci hanno gettato in pasto ai leoni, ai catechisti, perché non abbiamo voluto far parte del Circo di zoom, in collegamento ciascuno da casa propria, ma a noi si sono associati altri 8 per non far parte di quel casino, piuttosto siamo rimasti fedeli alle disposizioni della Chiesa cattolica.

mercoledì 21 novembre 2018

Riguardo agli esorcismi (e ai neocat laici che si vantano di compierli o che inducono altri neocat, laici come loro, a compierli durante le loro cosiddette "missioni")...

Santino kikizzato di Sancarmen
ed entusiasmo ostentato dei kikos
Nel comandare che il Cammino si desse una regolazione statutaria, papa Giovanni Paolo II aveva offerto al Cammino una scialuppa di salvataggio in modo che potesse essere preso a bordo della nave di Pietro. A CONDIZIONE, però, che il Cammino UBBIDISSE ai Vescovi e alla Chiesa.
Una grazia straordinaria, che Kiko pare abbia in gran parte sprecato e stia ancora sprecando.

Così Dio pare averli abbandonati alle loro passioni stravaganti (parlo in generale, non dei singoli camminanti che, però, da certi modi di fare sono limitati e fuorviati).
Ma quando gli uomini seguono le loro idee sbagliate, il demonio diventa più pericoloso. Tanto più pericoloso, quanto più gli errori sono gravi.

Gravi come il CALPESTARE i frammenti del Pane consacrato, ovvero del CORPO DEL SIGNORE, di cui molto spesso si parla in questo blog, o come rivolgersi DIRETTAMENTE al demonio con la pretesa di cacciarlo, cosa PROIBITA dalla Chiesa a chi non è esorcista.

Riporta infatti la “Lettera agli Ordinari riguardantele norme sugli esorcismi” che il 29 settembre 1985 emanò l’allora card. Ratzinger in qualità di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede:
“Già da alcuni anni, presso certi gruppi ecclesiastici si moltiplicano le riunioni per fare suppliche allo scopo preciso di ottenere la liberazione dall'influsso dei demoni, anche se non si tratta di esorcismi veri e propri; tali riunioni si svolgono sotto la guida di laici, anche quando è presente un sacerdote.
Poiché è stato chiesto alla Congregazione per la Dottrina della Fede che cosa si debba pensare di questi fatti, questo Dicastero ritiene necessario informare i Vescovi della seguente risposta:
1. Il canone 1172 del Codice di Diritto Canonico dichiara che nessuno può proferire legittimamente esorcismi sugli ossessi se non ha ottenuto dall'Ordinario del luogo una speciale ed espressa licenza (§ 1), e stabilisce che questa licenza debba essere concessa dall'Ordinario del luogo solo al sacerdote distinto per pietà, scienza, prudenza e integrità di vita (§ 2). Pertanto i Vescovi sono vivamente pregati di esigere l'osservanza di queste norme.
2. Da queste prescrizioni consegue che ai fedeli non è neppure lecito usare la formula dell'esorcismo contro satana e gli angeli ribelli, estratta da quella pubblicata per ordine del Sommo Pontefice Leone XIII, e molto meno è lecito usare il testo integrale di questo esorcismo. I Vescovi procurino di avvertire i fedeli, in caso di necessità, su questa cosa.
3. Infine, per gli stessi motivi, i Vescovi sono invitati a vigilare affinché – anche nei casi in cui è da escludere una vera possessione diabolica – coloro che sono privi della debita facoltà non abbiano a guidare riunioni durante le quali vengono usate, per ottenere la liberazione, preghiere nel cui decorso i demoni sono direttamente interrogati e si cerca di conoscerne l'identità…
Ricapitolando:
Anche quando non si tratta di esorcismi, ma solo di preghiere di liberazione, che sono ammesse dalla Chiesa, non è lecito dare ORDINI DIRETTI al demonio, come si poteva fare una volta quando, a conclusione della preghiera a San Michele Arcangelo, si recitava l’esorcismo di Papa Leone XIII.
Se fosse lecito dare ordini diretti al demonio COME FA KIKO, la Chiesa non avrebbe proibito di recitare il testo integrale dell’esorcismo di Leone XIII. E poco importa se una volta tale preghiera era ammessa: oggi non lo è più.
I camminanti, perciò, e soprattutto Kiko, disubbidendo alla Chiesa su questa cosa, rischiano molto dal punto di vista spirituale. E il Cammino, invece di essere un’aggregazione ecclesiale che segue il soffio dello Spirito, rischia di essere una comunità umana CONTRO lo Spirito Santo.

venerdì 20 febbraio 2015

Le omelie dei laici nelle eucarestie del Cammino

Baciando la "reliquia"
che ti porge il "profeta"...
Dalla lettera del 1° dicembre 2005 della Congregazione per il Culto Divino e della Disciplina dei Sacramenti inviata all'equipe responsabile del Cammino Neocatecumenale (protocollo n. 2520/03/L), citiamo l'articolo 3:
L’omelia, per la sua importanza e natura, è riservata al sacerdote o al diacono (cfr. C.I.C., can. 767 § 1).
La lettera è parte integrante dello Statuto del Cammino (art. 13, nota 49).

Vediamo il canone 766 ed il citato canone 767 §1 del Codice di Diritto Canonico:
Can. 766 - I laici possono essere ammessi a predicare in una chiesa o oratorio, se in determinate circostanze lo richieda la necessità o in casi particolari l'utilità lo consigli, secondo le disposizioni della Conferenza Episcopale, e salvo il can. 767, §1.

Can. 767 - §1. Tra le forme di predicazione è eminente l'omelia, che è parte della stessa liturgia ed è riservata al sacerdote o al diacono; in essa lungo il corso dell'anno liturgico siano esposti dal testo sacro i misteri della fede e le norme della vita cristiana.
Insomma, l'autorità della Chiesa parla chiaro:
  • l'omelia è parte della stessa liturgia eucaristica;
  • nella liturgia, l'omelia spetta solo al ministro ordinato (sacerdote o diacono);
  • la predicazione dei laici, in chiesa o oratorio, riguarda solo casi particolari e comunque non riguarda mai la liturgia.
Vignetta da NeoCateFails
Nelle squinternate liturgie neocatecumenali (specialmente il sabato sera, ma non solo), succede invece di vedere che certi laici prendono la parola durante l'omelia.

La condanna di tale abuso è nei documenti liturgici ed è confermata, oltre che dal Codice di Diritto Canonico, anche da quelle «decisioni del Santo Padre» della lettera del 1° dicembre 2005 e dallo Statuto del Cammino Neocatecumenale approvato nel 2008 (che ha fatto sua quella lettera includendola nell'art. 13).

Ma ancor oggi nelle celebrazioni eucaristiche del Cammino Neocatecumenale capita spesso di vedere che dei laici predicano al posto del ministro ordinato.

Non importa con quali acrobazie verbali e astuzie dialettiche i neocatecumenali tentino di "spiegare" la loro prassi abusivamente invalsa di far "testimoniare" i loro laici nell'omelia: quello è un abuso del Cammino, e la legge della Chiesa - nei libri liturgici e perfino nel Codice di Diritto Canonico - lo vieta.
Per chi non avesse ancora capito, facciamo un paragone: se tu fumi in una polveriera, stai sbagliando, indipendentemente da chi ti ha dato il permesso di fumare e indipendentemente dalla necessità di fumare, e le tue "spiegazioni" non cambiano nulla.
Ora, tutti vediamo che i neocatecumenali hanno bisogno di difendere i propri indifendibili abusi con trucchetti e astuzie.

Tipiche bizzarrie liturgiche neocatecumenali:
tavolone-mensa centrale smontabile zeppo di fiori,
ambone con croce e drappeggi designed by Kiko, e in
fondo la sede del celebrante formato "bimah ebraica"
Per esempio, vi diranno che nel loro caso non sarebbero delle "omelie dei laici" ma solo delle "testimonianze", magari aggiungendo che sono "separate" dall'omelia. Faranno finta di non sapere che il momento dell'omelia è riservato all'omelia, non alle testimonianze, e che tale "separazione" è del tutto inventata, visto che l'omelia non è affatto "separata" dal resto della Messa (infatti la Messa non è uno spettacolino con gli intermezzi pubblicitari).

Oppure vedrete i difensori del neocatecumenalismo tentare di applicare abusivamente il canone 766 alla liturgia eucaristica, fingendo di non capire che quest'ultimo riguarda qualcosa che si può fare solo al di fuori della Messa.

Ora, a qualcuno verrebbe da chiedersi: perché è importante la questione dell'omelia? Con tanti abusi liturgici che vediamo anche fuori dal Cammino, perché preoccuparsi anche di questa faccenda?

La risposta la troviamo nell'istruzione Redemptionis Sacramentum, della stessa Congregazione del Culto Divino. Nel punto 4 dice:
Non si possono, pertanto, passare sotto silenzio gli abusi, anche della massima gravità, contro la natura della Liturgia e dei sacramenti, nonché contro la tradizione e l’autorità della Chiesa, che non di rado ai nostri giorni in diversi ambiti ecclesiali compromettono le celebrazioni liturgiche. In alcuni luoghi gli abusi commessi in materia liturgica sono all’ordine del giorno, il che ovviamente non può essere ammesso e deve cessare.
Nel Cammino Neocatecumenale gli abusi liturgici sono all'ordine del giorno. Il che ovviamente non può essere ammesso e deve cessare.

Nei punti 66 e 74 la Redemptionis Sacramentum (che tutti i fratelli delle comunità del Cammino dovrebbero leggere direttamente, senza andare a farsela "interpretare" dai loro cosiddetti "catechisti") dice:
[66.] Il divieto di ammissione dei laici alla predicazione durante la celebrazione della Messa vale anche per i seminaristi, per gli studenti di discipline teologiche, per quanti abbiano ricevuto l’incarico di «assistenti pastorali», e per qualsiasi altro genere, gruppo, comunità o associazione di laici.

[74.] Se vi fosse l’esigenza di fornire informazioni o testimonianze di vita cristiana ai fedeli radunati in Chiesa, è generalmente preferibile che ciò avvenga al di fuori della Messa. Tuttavia, per una grave causa, si possono offrire tali informazioni o testimonianze quando il Sacerdote abbia pronunciato la preghiera dopo la Comunione. Questo uso, tuttavia, non diventi consueto. Tali informazioni e testimonianze, inoltre, non abbiano un senso tale da poter essere confuse con l’omelia, né si può a causa loro totalmente sopprimere l’omelia stessa.
È insomma la chiara condanna del tipico abuso liturgico del Cammino Neocatecumenale sulla questione delle "omelie" e delle "testimonianze".

Riassumendo:
  1. al momento dell'omelia non è ammesso nessun tipo di "testimonianza", "annuncio", discorso, da parte di un laico - l'omelia spetta infatti al ministro ordinato (sacerdote o diacono)
  2. se proprio c'è bisogno di fare "testimonianze" o "annunci", questi devono avvenire al di fuori della Messa;
  3. solo in presenza di una grave causa si può fare all'interno della Messa, ma soltanto dopo che il sacerdote ha terminato la "preghiera dopo la Comunione", cioè, praticamente, subito prima della benedizione conclusiva - non durante la Messa.
La Chiesa ha parlato chiaro, ma i neocatecumenali fingono di non capire.

Qualora il solito attivista neocatekiko tenti di mettervi a tacere giocando l'astuta carta del "lasciate che se ne occupino le autorità della Chiesa", non dobbiamo farci abbindolare. La stessa Redemptionis Sacramentum al punto 183 afferma infatti che:
[183.] In modo assolutamente particolare tutti, secondo le possibilità, facciano sì che il Santissimo Sacramento dell’Eucaristia sia custodito da ogni forma di irriverenza e aberrazione e tutti gli abusi vengano completamente corretti. Questo è compito della massima importanza per tutti e per ciascuno, e tutti sono tenuti a compiere tale opera, senza alcun favoritismo.
Liturgia-pagliacciata del Cammino
Per concludere, riflettiamo di nuovo sulla domanda: perché è importante la questione dell'abuso liturgico neocatecumenale riguardante l'omelia e le cosiddette "testimonianze"?

La risposta è nel fatto che ogni deliberato abuso liturgico contiene l'idea di costruirsi da soli la propria liturgia.

La liturgia è un dono di Nostro Signore Gesù Cristo: «fate questo in memoria di Me».

Lo ha detto agli Apostoli, cioè all'autorità della Chiesa che Lui stesso ha personalmente fondato mettendovi a capo Simon Pietro.

Dunque è l'autorità della Chiesa a stabilire come deve essere la liturgia. Chi "cambia" la liturgia, sta rifiutando non solo l'autorità della Chiesa, ma di fatto rifiuta anche Nostro Signore.

Nella mentalità neocatecumenale la Messa non è «l'unico culto a Dio gradito», ma è un cerimoniale per onorare i due idoli Kiko Argüello e Carmen Hernàndez, i fondatori del Cammino Neocatecumenale.

Infatti vi si usano esclusivamente i canti di Kiko, esclusivamente le icone di Kiko, esclusivamente le suppellettili sacre designed by Kiko... e si utilizza la struttura liturgica inventata da Carmen e Kiko, i due laici che pretendono di rivoluzionare la Chiesa a loro immagine e somiglianza.

Concludiamo con una foto tratta da un sito web neocatecumenalissimo: il laico Kiko Argüello va a tenere l'omelia all'ambone, con crocifero e candelieri, come se fosse un vescovo:

domenica 2 novembre 2008

Giochini Neocatecumenali per nascondere la verità

La lettera inviata dal Cardinale Arinze a Kiko e Carmen è una lettera "privata", ne posseggo una fotocopia (…)
Questa lettera è parte di un esame da parte del Pontificio Consiglio per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, all’interno del processo "ad experimentum" del Cammino neocatecumenale. (…)
Pertanto, questa lettera costituisce la conclusione di tutto questo processo di studio della Congregazione nella cornice "Ad experimentum" e non come una prerogativa ufficiale di una determinata attuazione e del suo debito adempimento.
Secondo il funzionamento interno della Santa Chiesa Cattolica, questa Lettera "privata", per due evidenti ragioni, non gode di valore ecclesiastico alcuno dal punto di vista normativo:
Il Codice di Diritto Canonico **************************************
Quanto avete letto ci è arrivato nel Blog via email.....e francamente non capisco dove voglia concludere il suo percorso il testo appena letto.... premesso che la lettera prosegue sostenendo che la Lettera del Card. Arinze NON avrebbe più alcun valore dopo l’approvazione degli Statuti, e che era una Lettera ufficiosa e non ufficiale (le due cose, per altro, si contraddicono perchè se tale Lettera non era ufficiale fin dall'inizio, cosa interessa a loro fare tutta questa baraonda? e se ha perduto l'ufficialità dopo il 13.6.2008 perchè tale Congregazione tace?) e che sarebbe decaduta citando un fiume in piena di articoli del Diritto Canonico, premesso questo, facciamo alcune considerazioni:
1) questa persona POSSIEDE una fotocopia di quale lettera dal momento che l'altra è già di dominio pubblico? e se ce l'ha perchè non l'ha postata così facevamo prima? Dice forse che tale richieste non erano un desiderio del Santo Padre?
2) che sia, la Lettera di Arinze, una lettera UFFICIOSA è falso.... lo smentisce l'intitolazione stessa di Arinze che NON scrive a nome suo ma a nome del Papa: "sono qui a comunicarvi LE DECISIONI DEL SANTO PADRE".... inoltre è Benedetto XVI a comunicare all'udienza al CN L'UFFICIALITA' di questa lettera per la quale, dice il Papa PUBBLICAMENTE:
"Proprio per aiutare il Cammino Neocatecumenale a rendere ancor più incisiva la propria azione evangelizzatrice in comunione con tutto il Popolo di Dio, di recente la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti vi ha impartito a mio nome alcune norme concernenti la Celebrazione eucaristica, dopo il periodo di esperienza che aveva concesso il Servo di Dio Giovanni Paolo II. Sono certo che queste norme, che riprendono quanto è previsto nei libri liturgici approvati dalla Chiesa, saranno da voi attentamente osservate. Grazie all'adesione fedele ad ogni direttiva della Chiesa, voi renderete ancor più efficace il vostro apostolato in sintonia e comunione piena con il Papa e i Pastori di ogni Diocesi. E così facendo il Signore continuerà a benedirvi con abbondanti frutti pastorali."
(Udienza del 12.1.2006)
Dunque Benedetto XVI non solo pone l’ufficialità della Lettera del Card. Arinze, ma essa NON è ancora decaduta e il perché lo dice il Papa stesso:
Sono certo che queste norme, che riprendono quanto è previsto nei libri liturgici approvati dalla Chiesa, saranno da voi attentamente osservate.
Ora, poiché il Santo Padre non è uno che oggi dice una cosa e domani la rinnega, specialmente quando ne parla in pubblico, va da se che la Lettera da LUI voluta e dal card. Inviata HA VALENZA FINO A CHE il CN non risponderà alle sue richieste…. Ossia: fino a che “saranno da voi attentamente osservate. “
Tale ufficialità è data anche dal fatto che la Lettera è citata nello Statuto….
Ma a cosa si riferiva, dunque, Benedetto XVI con queste parole?
Ripetiamolo ancora una volta:
si riferiva alla famosa Lettera del Card. Arinze del 12.12.2005, un mese dopo il Papa chiarisce, con le parole che abbiamo appena letto, L’IMPORTANZA di questa lettera rendendola ufficiale se qualcuno ne avesse avuto ancora dubbio come appunto volevano dire già in quei giorni….
E cosa chiede il card. Arinze?
Citerò lo scoglio più duro per loro:
5. Sul modo di ricevere la Santa Comunione, si dà al Cammino Neocatecumenale un tempo di transizione (non più di due anni) per passare dal modo invalso nelle sue comunità di ricevere la Santa Comunione (seduti, uso di una mensa addobbata posta al centro della chiesa invece dell’altare dedicato in presbiterio) al modo normale per tutta la Chiesa di ricevere la Santa Comunione. Ciò significa che il Cammino Neocatecumenale deve camminare verso il modo previsto nei libri liturgici per la distribuzione del Corpo e del Sangue di Cristo.
Non è la prima volta che taluni saccenti del CN strumentalizzano il Diritto Canonico e negano l’ufficialità di tale Lettera, riproporre ancora una volta il tema usando esclusivamente le parole del Santo Padre ci aiuterà a comprendere certi inganni ….
Fa inoltre pensare che quando si tratta di applicare le NORME (Leggi) legate alla Liturgia, il CN fa orecchie da mercante, ma quando vuole trovare un cavillo NON per rispondere alle richieste del Papa ma per trovare modi per NON obbedire, allora ricorre alle Leggi della Chiesa…
E’ palese dunque che il CN NON ha digerito e NON digerisce la richiesta del card. Arinze (DECISIONE DEL PAPA) di: per passare dal modo invalso nelle sue comunità di ricevere la Santa Comunione (seduti, uso di una mensa addobbata posta al centro della chiesa invece dell’altare dedicato in presbiterio) al modo normale per tutta la Chiesa di ricevere la Santa Comunione. ………
Stona al CN definire la LORO MENSA, UNA MENSA ADDOBBATA….
Stona al CN che il Papa abbia DECISO che è ora di finirla di modificare le Chiese e cambiare gli altari….
Ergo sono arrivati ad usare il Diritto Canonico CONTRO IL SOMMO PONTEFICE…..
Infine l’autore o autrice (lettera anonima) di questa email si chiede come mai se il Cammino avesse davvero disobbedito alle Leggi della Chiesa, esso non sia ancora incorso nelle scomuniche e nelle reprimende del Diritto Canonico?
Semplice….
La Chiesa TOLLERA, è Madre e sappiamo bene che da dopo il Concilio ha deciso di evitare, finchè è possibile, ogni scomunica…. Le poche scomuniche che la Chiesa ha inflitto da allora sono solitamente “ipso facto”…. Tuttavia, a leggere attentamente le parole di Benedetto XVI qui riportate, si evince che al CN MANCA UNA PIENEZZA NELLA COMUNIONE EUCARISTICA….. altrimenti il Papa non avrebbe scritto:
" Grazie all'adesione fedele ad ogni direttiva della Chiesa, voi renderete ancor più efficace il vostro apostolato in sintonia e comunione piena con il Papa e i Pastori di ogni Diocesi."
Il riconoscimento dello Statuto non risolve "ipso-facto" tale pienezza CON IL PAPA che si applica attraverso un continuo esercizio di fedeltà ALLE NORME IMPARTITE dalla direttiva della Chiesa..... questa è la "piena comunione"!
Non serve scomunicare per ottenere questo, non almeno per il momento, certo è che dipenderà dal grado di disobbedienza del CN…. la mitezza e la pazienza di Benedetto XVI stanno portando molto frutto, lo abbiamo visto con il MP che riguarda anche il CN, lo stesso desiderio del Papa di INSEGNARE il valore della Messa della Domenica (cfr a Sacramentum Caritatis) e la sua testimonianza nel dare l’Eucarestia in ginocchio ed alla bocca, la sua RICHIESTA di mettere al centro dell’Altare IL CROCEFISSO….
Sono indubbiamente NORME FRATERNE le quali provengono già dall'insegnamento della Chiesa e provengono già dalla ricca Tradizione della Chiesa, il Santo Padre le sta presentando come "offerte al dialogo, alla comprensione, all'accogliere PER AMORE...."
una disobbedienza non farebbe altro che generare confusioni, DIVISIONI, CONTESE E FALSE DOTTRINE….
Il Papa dice grazie al CN ma lo affianca ALL’ADESIONE FEDELE AD OGNI DIRETTIVA DELLA CHIESA….. e questa adesione indubbiamente riguarda TUTTE le comunità, non solo il CN, ma al CN il Papa indirizzò queste parole e che restano valide fino a quando il Cammino non LE METTERA’ IN PRATICA:
Sono certo che queste norme, che riprendono quanto è previsto nei libri liturgici approvati dalla Chiesa, saranno da voi attentamente osservate.
(Benedetto XVI al CN)
Ergo la Lettera del Card. Arinze non solo fu una Lettera ufficiale, ma non è mai decaduta! Chi insegna il contrario è menzognero ed è seminatore di zizzania!