Stavo visionando il nuovo sito del dicastero Pontificio per
i Laici la Famiglia e la Vita, che ha sostituito il vecchio Pontificio
Consiglio dei Laici.
Stavo scorrendo l’elenco del Repertorio delle associazioni internazionali di fedeli.
Mi aspettavo di trovare anche il
cammino neocatecumenale, invece non c’è.
Domanda :
Qualcuno
sa a quale dicastero appartiene OGGI il cammino neocatecumenale e magari sa
spiegarmi quando e perché è stato spostato?
Grazie
a tutti, sicuramente è colpa mia che mi sono perso qualcosa.
La
cosa strana è che nel menù del nuovo dicastero, alla voce “Laici”e “Incontri e Testimonianze”, nel terzo
riquadro, “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale (19 giugno 2018)”,
alla voce “Cammino Neocatecumenale” c’è una spiegazione del post-cresima
neocatecumenale, scritta e firmata dal suo responsabile e numero UNO, alle dirette dipendenze
di Kiko, il presbiKiko Don Gianvito Sanfilippo ed il suo numero di cellulare.
In
pratica si concede uno spazio autogestito, all’interno di un dicastero, per
fare pubblicità ad una iniziativa di un “movimento” ,anche se tale "movimento" non è presente nel repertorio insieme agli altri ?
La pubblicità, che dovrebbe essere una
testimonianza, non la fa un ragazzo del post-cresima, che sarebbe anche lecito, ma la fà direttamente il suo
“Responsabile Unico”.
Quindi chiamiamola con il suo nome cioè PUBBLICITA' e non testimonianza.
Ecco cosa scrive il Sanfilippo , del “SUO”
post-cresima neocatecumenale, riporto testualmente il testo :
POST-CRESIMA
PROPOSTA DEL CAMMINO
NEOCATECUMENALE PER ADOLESCENTI E GIOVANI
 |
Non potevano mancare i 'parafernalia' neocat
|
Questa pastorale si basa su
alcune intuizioni che gli iniziatori del Cammino Neocatecumenale hanno avuto
per l’educazione alla fede dei ragazzi che vivono il passaggio dall’adolescenza
alla giovinezza e interessa l’età compresa fra i dodici-tredici anni fino ai
diciotto-diciannove. Dopo una fase di sperimentazione nella parrocchia dei
Martiri canadesi a Roma, iniziata nel 1999 questo itinerario si è andato
strutturando in un percorso di circa sei anni ed è diffuso in 27 nazioni dei 5
Continenti, in centinaia di parrocchie, trenta nella sola diocesi di Roma.
Mons. Angelo De Donatis,
Vicario del Papa per la Diocesi di Roma, a conclusione del Convegno Diocesano
(18 settembre 2017), parlando della sfida della pastorale giovanile, che sarà
anche il tema del prossimo Sinodo, tra le proposte che lancia in Diocesi, c’è
anche questa: “È da apprezzare la pastorale degli adolescenti diffusa in molte
parrocchie dove è presente il Cammino neocatecumenale, dove una famiglia ospita
a casa sua e accompagna il percorso di vita e di fede di piccoli gruppi di
adolescenti”.
Lo scopo è quello di creare un
supporto, un ambiente di riferimento sano per i ragazzi in quest’età così
delicata in cui avvengono le grandi metamorfosi (fisiche, psichiche, affettive)
e si allarga l’orizzonte delle loro relazioni sociali (ingresso nella scuola
superiore, maggior indipendenza dalla famiglia, nuove amicizie, ecc.): il tutto
in un tempo relativamente breve accompagnato dal progressivo distacco dalle
figure genitoriali per affermare il passaggio al mondo degli adulti.
Kiko e Carmen hanno percepito
come gli adolescenti siano attratti dalla famiglia cristiana: davanti al
fallimento di oltre il 50% dei matrimoni, senza il supporto e l’aiuto della
scuola e spesso nemmeno della parrocchia…, molti giovani si ritrovano senza
alcun punto fermo e si smarriscono. L’ispirazione di Kiko e Carmen è stata
quella di offrire loro il supporto di una famiglia, di una coppia, con almeno
10 anni di Cammino, capaci di diventare dei veri fratelli maggiori nella fede.
- La famiglia cristiana:
sono i “padrini del Post-cresima” capaci di un’autentica testimonianza di
servizio a questi ragazzi, di perdono reciproco e di apertura alla vita, in
comunione con il parroco ed i loro propri catechisti. Come primo riferimento
per gli adolescenti si offre la famiglia (e non catechisti celibi o nubili),
perché risulta essere un segno più efficace di unità, fedeltà e fecondità, a
cui i giovani sono attratti per natura.
- La casa dei padrini:
si allarga lo spazio educativo dalla parrocchia alla casa. Tre incontri su
quattro, come vedremo, avvengono a casa dei padrini: è un segno d’accoglienza
particolarmente gradito ed efficace poiché i giovani si sentono considerati e
trattati come adulti.
- Il piccolo gruppo: ad
ogni coppia di padrini viene affidato un gruppo di 8 ragazzi/e, ciò consente
una maggiore attenzione alla singola persona favorendo l’apertura e la
sincerità di ognuno.
- I presbiteri: in
comunione con il parroco, i catechisti responsabili del Cammino e con queste
famiglie, possono testimoniare la serenità e la gioia che l’obbedienza alla
chiamata del Signore può donare e ad immagine del Buon Pastore offrono i
sacramenti della misericordia e del Corpo e Sangue di Cristo, presiedendo
l’assemblea liturgica e spezzando il Pane della Parola.
- La Bibbia e il “Catechismo
della Chiesa Cattolica”: sono i testi base di riferimento per i contenuti
della catechesi e la preparazione degli stessi catechisti.
I contenuti e la struttura
degli incontri
Ogni anno, a seconda del numero
di coloro che desiderano iniziare questo itinerario, si formano dei gruppi di 8
persone uno per ciascuna coppia di padrini. Essi preparano insieme una serie di
temi, ognuno dei quali viene trattato in un ciclo di quattro diversi incontri,
con frequenza settimanale. Si inizia con le dieci parole della vita (i dieci
comandamenti), poi si passerà alle virtù teologali e a quelle cardinali; ed
infine alle opere di misericordia spirituali e materiali. Il giorno d’incontro
è il venerdì la sera, proprio per aiutare i ragazzi a non perdersi altrove.
Il 1° venerdì ci si
trova in parrocchia e i padrini, con i loro 8 ragazzi/e, vanno alla propria
casa per il primo incontro sul tema ‒ dura circa 1 ora – e dopo una preghiera e
la presentazione del tema si pone la domanda: “Cosa si pensa di questo tema
(per es., “Non uccidere”) nell’ambiente che ti circonda: amici, scuola,
internet, ecc., e che ne pensi tu?”
Sapendo che l’incontro lo
conduce lo Spirito Santo e non si tratta di un indottrinamento, si fanno
rispondere e parlare liberamente i ragazzi il più possibile, verificando,
anzitutto, che comprendano la terminologia utilizzata per le tematiche
collegate all'argomento. Ad esempio, se si tratta del comandamento "Non
uccidere", bisogna che i ragazzi comprendano le problematiche dell'aborto,
dell'eutanasia e della fecondazione in vitro, direttamente connesse al tema e
con conseguenze rilevanti nell’attuale mentalità del mondo, ecc. Alla fine si
proclama una parola attinente all’argomento e si conclude con delle preghiere
spontanee. La famiglia, poi, offre un ricco spuntino.
Il 2° venerdì: si parte
sempre dalla parrocchia per andare nelle varie case dei padrini e qui si inizia
con la preghiera e la proclamazione di una parola sullo stesso tema. La domanda
di questo venerdì è: “Cosa dice la Scrittura sul tema. Dopo 30 minuti di
Scrutatio in silenzio ognuno dei ragazzi legge quanto ha scritto e che
lo ha colpito. Si conclude l'incontro come la settimana precedente con una
preghiera, il Padre Nostro, e il segno della pace e un buon spuntino.
Il 3° venerdì: ci si
ritrova in parrocchia e l’incontro questa volta si fa in una sala della
parrocchia, con tutti i gruppi dello stesso anno. Questo incontro va preparato
in precedenza dai padrini, possibilmente con il presbitero, leggendo ciò che il
Catechismo della Chiesa Cattolica dice in proposito e scegliendo due letture
sull'argomento. La domanda per questo incontro è: “Cosa dice la Chiesa su
questa tematica-parola?”. La Liturgia è presieduta dal presbitero e guidata
dalle famiglie dei padrini. L’omelia tiene è l’occasione per il presbitero di
trasmettere i contenuti del Magistero sulla morale alla luce della fede e della
ragione e di far scorgere lo splendore della Verità. Poi si invitano i ragazzi
a fare un esame di coscienza e, liberamente, una confessione personale. Segue
il segno della pace e la benedizione, poi si mangia insieme quanto i ragazzi e
i padrini hanno portato.
Il 4° venerdì: dopo la
preghiera iniziale, il catechista, riassumendo il percorso fatto nelle
settimane precedenti, pone la domanda: “Cosa ti ha colpito di questa parola, di
questo tema nei precedenti incontri?”. Dopo che tutti hanno risposto, si chiede
ad ognuno: “Gesù Cristo sa che, da solo, non puoi compiere questa parola e
vuole aiutarti. Accetti questa alleanza che il Signore ti offre?”. E a turno,
mettendosi in piedi, ciascuno risponde affermativamente o meno, anche i
padrini. L’incontro termina con le preghiere, il Padre Nostro, il segno della
pace, festeggiando l’alleanza appena conclusa con un vero banchetto, preparato
dai padrini nella stessa casa, invitando anche i figli della coppia, con i
segni della festa: una bellissima tovaglia ricamata, i piatti di porcellana, i
bicchieri di cristallo, un bel centro tavola, con un candelabro, le posate
d’argento eleganti, ecc. I giovani sono invitati a venire vestiti elegantemente,
e la cena risulta essere anche molto formativa e di enorme rilevanza, molti
giovani, infatti, non sono più abituati a radunarsi per il pasto con i propri
genitori, essendo questi separati; oppure perché si prende cibo direttamente
dal frigorifero, piazzandosi davanti al televisore e perdendo così occasioni
preziose di relazione in famiglia.
Kiko a questo proposito dice:
“Non si tratta solo di festeggiare, ma di recuperare la cultura cristiana della
famiglia, di celebrare l’amore di Dio che si manifesta concretamente nella
comunione attorno alla mensa”. Parla spesso dei “tre altari” che caratterizzano
la vita cristiana: l’altare dell’Eucaristia, dove mangiamo insieme il Corpo del
Signore, l’altare del talamo nuziale, dove si vive l’amore e si dà la vita ai
figli che Dio vuole, l’altare della mensa, che ci riunisce per il pasto
quotidiano.
Nei vari incontri il presbitero
visita le famiglie: ad. es.: nel primo incontro si reca in una famiglia; la settimana successiva, per il secondo incontro,
va in una seconda famiglia; il terzo incontro è presieduto da lui in
Parrocchia; nel quarto incontro, con la cena, partecipa con la terza famiglia e
così via, per ogni famiglia, poi ricomincia. La famiglia che fa gli incontri
senza il presbitero è bene che gli comunichi durante la settimana come è andato
il suo gruppo. Quando il presbitero visita la famiglia, è lui che porta avanti
l'incontro, secondo le modalità sopraindicate, altrimenti sarà il capofamiglia
a farlo. Così si rende più efficace la testimonianza di ogni vocazione: quella
matrimoniale e quella al ministero ordinato nella comunione ecclesiale.
Ci sono altri due momenti
particolarmente importanti nello svolgimento di ogni anno formativo: una visita
agli ospedali e il campo estivo.
Nell’intenzione originaria di
Kiko è prevista anche la visita agli ammalati negli ospedali, in particolar
modo per tutti i ragazzi che hanno appena ricevuto il sacramento della
Confermazione, come esperienza missionaria di testimonianza dell’amore di
Cristo.
Per tempo si prendono accordi
con un ospedale, sia col cappellano che col personale medico, e ci si accorda
sul giorno (possibilmente lo stesso in cui si svolge di solito il Post-cresima)
e l’ora in cui andare. Dopo un momento di preghiera e la proclamazione del
Vangelo dell’invio di Gesù dei suoi discepoli, a due a due, si dividono i
ragazzi e le ragazze, a due a due, e questi vanno nei vari reparti, visitando e
incoraggiando gli ammalati che li accolgono.
Notevole è anche l’esperienza
del campo estivo, con una metodologia che equilibra la dimensione ludica e
quella più direttamente formativa, con momenti di preghiera, uniti ad incontri
specifici su argomenti d’attualità, come ad esempio il bullismo, la
testimonianza cristiana nella scuola, le conseguenze mediche dell’uso di droghe
e dell’abuso dell’alcol, ecc. La durata del campo è di cinque giorni.
Al termine dei 6 anni si
conclude l’itinerario con un pellegrinaggio di 4/5 giorni ad un luogo
particolarmente significativo: un vero pellegrinaggio di preghiera, di ascolto
della Parola, di letture spirituali, di scambio di esperienze, di gioiosa
comunione.
Anche questa esperienza in
tantissime parrocchie dei 5 Continenti, porta dei frutti impressionanti: il
periodo caratterizzato dall’abbandono di tanti giovani, nell’immediato dopo
cresima, con questa pastorale si sta trasformando in una benedizione del
Signore, perché la percentuale dei giovani che continua a frequentare la
parrocchia dopo la cresima è altissima: si va dall’70% al 90%, anche al 100%.
Non solo, ma spesso la gioia di questi giovani è comunicativa, si fa
testimonianza per compagni di scuola, amici, conoscenti che chiedono a loro
volta di poterla trovare entrando a far parte dei gruppi.
Kiko e Carmen non hanno mai
creduto all’abulia dei giovani o al loro disinteresse per la fede: ci hanno
sempre detto che ciò che essi detestano è la mediocrità, la doppiezza. Se si
annuncia loro la verità, che possono uscire dalla schiavitù del loro “Io”, che
possono donarsi completamente, ti seguono: “Se noi profetizziamo questo ai
giovani, ci seguiranno a migliaia”. Il Post-cresima sta mostrando la verità di
questo.
Don Gianvito Sanfilippo
3386108410
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Don Gianvito Sanfilippo
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Mio commento :
La cosa che più mi sorprende è trovare, a fine pagina, il numero telefonico, presumo personale, di don Gianvito.
Mai successo che qualcuno di importante che ha a che fare con il CN metta un qualsiasi riferimento personale.
Forse qualcosa stà cambiando nel CN?
Oppure sono talmente disperati da mettere pubblicità e numero telefonico, come ultima spiaggia per cercare di portare qualche giovane nella "pastorale giovanile", by Kiko, portata avanti dal fedele scudiero don Gianvito Sanfilippo, neocatecumenale doc , uscito dai seminari RM del cammino neocatecumenale?
Non discuto la frase detta dal Cardinale Angelo de Donatis, che loda l'iniziativa di pastorale giovanile del cammino neocatecumenale, quello che metto in dubbio è se conosca personalmente questo tipo di pastorale, se sappia effettivamente chi la porta avanti, come la porta avanti e con che finalità.
“Lo scopo è quello di creare un supporto, un ambiente di riferimento
sano per i ragazzi in quest’età così delicata in cui avvengono le grandi
metamorfosi (fisiche, psichiche, affettive) e si allarga l’orizzonte delle loro
relazioni sociali (ingresso nella scuola superiore, maggior indipendenza dalla
famiglia, nuove amicizie, ecc.): il tutto in un tempo relativamente breve
accompagnato dal progressivo distacco dalle figure genitoriali per affermare il
passaggio al mondo degli adulti.”
Questa realtà non è parrocchiale,
è aperta a tutti i ragazzi, ma il compito dei padrini è riservato esclusivamente
a coppie neocatecumenali, decise dai catechisti neocatecumenali, responsabili
di quella parrocchia.
Lo scopo è sostituire tutti gli
ambienti di riferimento, non importa che siano negativi o positivi, con il
cammino neocatecumenale, mediante il rapporto sempre più stretto che si forma
tra padrini e ragazzi.
“Kiko e Carmen hanno percepito come gli adolescenti siano attratti dalla famiglia cristiana: davanti
al fallimento di oltre il 50% dei matrimoni, senza il supporto e l’aiuto della
scuola e spesso nemmeno della parrocchia…, molti giovani si ritrovano senza
alcun punto fermo e si smarriscono. L’ispirazione di Kiko e Carmen è stata
quella di offrire loro il supporto di una famiglia, di una coppia, con almeno
10 anni di Cammino, capaci di diventare dei veri fratelli maggiori nella fede.
“
Kiko e Carmen non hanno nessuna
esperienza di genitori, non hanno nessuna esperienza di famiglia, non hanno
alcuna esperienza con figli e ragazzi in genere.
 |
Kiko e Carmen: due single senza esperienza di figli
|
I 10 anni minimi di militanza
richiesti alle coppie del movimento neocatecumenale,
di cui parla il Sanfilippo, non sono una sicurezza di capacità di saper gestire
i ragazzi.
Sono solo garanzia di fedeltà al
CN.
Anche perché, per esperienza
personale, vengono scelti anche padrini che hanno meno di 10 anni di cammino,
il tutto a discrezione dei catechisti responsabili di quella parrocchia.
La particolarità più richiesta
per i padrini è infatti la comprovata fedeltà al CN, come riferimento unico di
valutazione di queste coppie.
“I punti cardine di questa pastorale sono i seguenti: “
- Difficoltà del CN a
reclutare nuovi adepti.
- Portare i ragazzi nelle
case private dei padrini, cioè lontano da ogni possibile controllo di quello
che gli viene detto.
-
Diventare un punto di
riferimento di questi ragazzi.
-
Far sentire importanti i
giovani e sfruttare al meglio la
sincerità dei ragazzi per capire il loro pensiero e per orientarne le scelte
future.
“Sapendo che l’incontro lo conduce lo
Spirito Santo e non si tratta di un indottrinamento, si fanno rispondere e
parlare liberamente i ragazzi il più possibile, verificando, anzitutto, che
comprendano la terminologia utilizzata per le tematiche collegate
all'argomento”
I padrini che gestiscono
l’incontro hanno un opuscolo, una guida o detta nel loro linguaggio un piccolo “mamotreto” da seguire meticolosamente
con gli argomenti da trattare e come trattarli, ricalcando le dinamiche che
conoscono meglio cioè quelle relative al CN, che frequentano da anni.
Quindi è un vero e proprio
indottrinamento, che ricalca fedelmente l’indottrinamento ricevuto dalle stesse
coppie di padrini , all’interno della organizzazione “cammino neocatecumenale”.
Far rispondere e far parlare
liberamente i ragazzi serve esattamente allo scopo di dare risposte
preconfezionate e far comprendere le tematiche e la terminologia in linea con
il pensiero neocatecumenale di Kiko e Carmen.
Il post-cresima neocatecumenale è
una vera e propria preparazione al cammino neocatecumenale, un corso di
pre-cammino indirizzato ai ragazzi come grimaldello per entrare nella loro vita
ed in quella delle loro famiglie.
Non discuto e non critico
assolutamente l’impegno sincero e la buona volontà di almeno una parte di questi padrini , alcuni di loro sono davvero brave persone in perfetta buona fede che
vengono usate per accalappiare nuovi adepti a favore del “movimento” neocatecumenale.
Vediamo ora i 4 incontri del
venerdì :
La cosa in comune a tutti e
quattro gli incontri, che ho riscontrato di persona e che viene seguita fedelmente è l’offerta di
cibo ai ragazzi.
Anche questo punto viene
praticato sempre nel CN, dove ogni occasione è buona per mangiare.
A mio parere, quello del cibo
gratis è un grimaldello potente che abbassa le difese delle persone e aumenta il gradimento delle
dinamiche neocatecumenali.
Chi ti offre da mangiare è sempre
ben accetto e riscuote sempre la considerazione di giovani e adulti.
L’offerta di cibo rappresenta un
modo primitivo ma efficace di entrare in comunione con le persone.
Nel post-cresima come nel CN
questa cosa è sfruttatissima.
1° Venerdì
Altro argomento comune è il
peccato, trattato nei 10 comandamenti, e nei
peccati capitali.
L’argomento
peccato è sempre al primo posto nella top-ten neocatecumenale.
Anche
qui niente di nuovo.
Quello che mi fa sorridere è che il CN di Kiko aveva un sacerdote, un certo Don Fabio Rosini, che ha "creato" uno splendido percorso per i giovani, chiamato "I 10 comandamenti" ,della durata di circa 1 anno, che da sempre, attirava e attira nelle Chiese migliaia di giovani.
 |
Insopportabile 'concorrenza' al Cammino di Kiko
|
Pensate che questo sacerdote è stato cacciato da Kiko per essersi rifiutato di abbandonare queste catechesi perchè facevano "ombra" a Kiko ed al suo "movimento".
Eppure , questo sacerdote non aveva creato nessun "movimento" con ha capo se stesso, anzi, finito l'anno, invitava i giovani ad andare nelle parrocchie ed entrare nelle pastorali presenti nelle stesse, compreso il cammino neocatecumenale.
Ora Kiko ed il suo clone, Don Gianvito Sanfilippo, rispolverano l'idea di Don Fabio Rosini gonfiandosi la bocca per dire :"Ecco anche noi facciamo i 10 comandamenti ai nostri ragazzi".
2° Venerdì
”
E
tutti fanno insieme sullo stesso tavolo una Scrutatio, una specie di Lectio
divina su un testo offerto dai padrini, con la Bibbia di Gerusalemme,
curando che i ragazzi imparino a scrutare, e a scrivere ciò che li colpisce,
spiegando magari la simbologia delle note della Bibbia, incoraggiandoli a
cercare i paralleli, ecc.”
Altro argomento comune con il CN,
la Scrutatio neocatecumenale by Kiko.
 |
Si comincia la scrutatio con i padrini si finisce in qualche Yeshivah
|
Si prende l'argomento che riguarda il peccato, trattato nell'incontro precedente e si prende un versetto della Bibbia relativo a questo argomento.
Il testo lo scelgono i padrini,
cioè è scritto nel “mini-mamotreto”, che i padrini propinano ai ragazzi
spacciando questa cosa come “una specie
di Lectio Divina”.
Ovviamente non c’entra nulla con
la “Lectio Divina”, lo sanno tutti, loro per primi, come ho detto la scrutatio
è una invenzione del loro gurù e fondatore Kiko Arguello.
Viene data l’illusione ai ragazzi
di partire da un versetto della Bibbia , sul quale aprire un libero dialogo tra ragazzi e padrini.
Magari avere delle risposte da Dio su cose che riguardano le scelte da fare
nella propria vita.
È una forma di “Divinazione”, in
cui è possibile, scelto il versetto appropriato, portare il ragazzo "scrutato", esattamente dove lo vuole portare lo “scrutatore”, in linea con il pensiero neocatecumenale.
Infatti il testo è scelto per dare
il “la” alla predicazione del CN, imparata e interiorizzata dai padrini neocatecumenali, nei lunghi anni di
militanza nel “movimento”.
Non c’è nulla di lasciato al
caso, i concetti chiave del CN vanno trasmessi fedelmente a questi ragazzi
inconsapevoli.
Perché poi, la spiegazione dei
versetti te la forniranno i tuoi padrini che si sentono catechisti
neocatecumenali (che forse catechisti già lo sono e magari solo per questo sono
stati “scelti” per fare i padrini)
Questo incontro della Scrutatio, è
molto utile ai padrini, anche per conoscere la vita dei ragazzi, le loro paure, i loro problemi , i loro desideri.
Viene chiesto ai ragazzi il voto del "segreto" (il famoso arcano neocatecumenale) sulle cose che vengono dette in tutti gli incontri con i padrini, sarebbe logico farlo sulle cose "personali" dette dai ragazzi ma si rischia di considerare "segreto" ogni aspetto di questi incontri, un pò come avviene nel tempo nel cammino neocatecumenale dove, diventa tutto "segreto" ( i mamotreti, gli annunci, le richieste di denaro e tutta l'organizzazione "cammino neocatecumenale").
 |
| "qualsiasi cosa tu dica nella tua esperienza è top secret, nessuno al di fuori dei presenti la saprà..." |
3° Venerdì
Questo incontro è un misto di una
celebrazione della Parola e della Penitenziale del CN.
È in assoluto uno degli incontri
più pesanti e più snobbati dai ragazzi.
Come sappiamo, nel CN , la parola
si fa con in un incontro infrasettimanale mentre la Confessione (o
Penitenziale) si fa teoricamente una volta al mese in occasione della
convivenza mensile della comunità o in occasioni speciali, passaggi o tempi
forti della Chiesa.
Nel post-cresima si fa una volta
al mese tutti i mesi.
Non importa se ti sei già
confessato in parrocchia.
Ancora niente di nuovo, anche qui
Kiko ha riciclato perfettamente il suo CN.
4° Venerdì
Questo è l’incontro più seguito.
Altro cibo offerto gratis dai
padrini.
Se una madrina non sa cucinare è
messa male , perché qui si pretende una cucina casareccia, quindi niente pizza
o spuntini precotti.
Sicuramente chi non eccelle in
cucina si fa aiutare per non fare brutta figura con gli altri padrini, i
ragazzi parlano tra di loro e magari fanno paragoni.
“dopo la preghiera iniziale, il
catechista, riassumendo il percorso fatto nelle settimane precedenti, pone la
domanda: “Cosa ti ha colpito di questa parola, di questo tema nei precedenti
incontri?”. Dopo che tutti hanno risposto, si chiede ad ognuno: “Gesù Cristo sa
che, da solo, non puoi compiere questa parola e vuole aiutarti. Accetti questa
alleanza che il Signore ti offre?”. E a turno, mettendosi in piedi, ciascuno
risponde affermativamente o meno, anche i padrini.”
Ecco il primo svarione gratuito
di don Gianvito Sanfilippo :
“il catechista, riassumendo il percorso
fatto nelle settimane precedenti, pone la domanda: “Cosa ti ha colpito di
questa parola, di questo tema nei precedenti incontri?”.
Esatto ha scritto “il
catechista”, non il padrino ma sappiamo anche perché.
Perché anche questa cosa della
cena si fa alla fine del CN come “cena dell’alleanza”.
Ed effettivamente, in quella circostanza , presa dai testi "segreti" neocatecumenali, la domanda la
fanno i catechisti neocatecumenali.
Bellissimo quel :
"si chiede ad
ognuno: “Gesù Cristo sa che, da solo, non puoi compiere questa parola e vuole
aiutarti. Accetti questa alleanza che il Signore ti offre?”. E a turno,
mettendosi in piedi, ciascuno risponde affermativamente o meno, anche i
padrini.”
Stessa formula e stessa domanda
della “Cena dell’Alleanza” neocatecumenale ?
“e la cena risulta essere anche molto
formativa e di enorme rilevanza, molti giovani, infatti, non sono più abituati
a radunarsi per il pasto con i propri genitori, essendo questi separati;”
Altro
svarione del don, stavolta “giudicando” pesantemente i genitori separati che
vengono considerati incapaci di relazionarsi con i figli.
“Nei vari incontri il presbitero visita le famiglie: ad. es.: nel primo
incontro si reca in una famiglia; la
settimana successiva, per il secondo incontro, va in una seconda
famiglia; il terzo incontro è presieduto da lui in Parrocchia; nel quarto
incontro, con la cena, partecipa con la terza famiglia e così via, per ogni
famiglia, poi ricomincia. La famiglia che fa gli incontri senza il presbitero è
bene che gli comunichi durante la settimana come è andato il suo gruppo. Quando
il presbitero visita la famiglia, è lui che porta avanti l'incontro, secondo le
modalità sopraindicate, altrimenti sarà il capofamiglia a farlo. Così si rende
più efficace la testimonianza di ogni vocazione: quella matrimoniale e quella
al ministero ordinato nella comunione ecclesiale. “
Da
quello che scrive il Sanfilippo sembra ci sia un rapporto stretto tra i
sacerdoti ed il post-cresima, ovviamente non è cosi, il sacerdote non fa la
spola negli incontri dei gruppi, quindi non presiede nessun incontro.
È
utile per il Sanfilippo dire queste cose per fare in modo che i genitori dei
ragazzi si sentano tutelati dalla
presenza dei pastori della Chiesa.
Nel
CN si fa la stessa cosa, affermando che il sacerdote è presente alle
preparazioni delle liturgie e alle celebrazione infrasettimanali della Parola.
Noi
ex sappiamo che quasi tutte le comunità non hanno nessun sacerdote fisso che le
segue, nessun sacerdote presente alle preparazioni nelle case e ben
difficilmente c’è un sacerdote presente alla celebrazione infrasettimanale
della Parola.
Però
farlo credere alla gente aiuta ad associare la Chiesa al CN.
“Così si rende più efficace la testimonianza di ogni vocazione: quella
matrimoniale e quella al ministero ordinato nella comunione ecclesiale. “
Ecco
spiegato in breve quello che il Sanfilippo ed il suo “padrone” Kiko vogliono da
questi ragazzi.
Nell’ordine:
entrare nel CN, sposarsi nel CN con un/a neocatecumenale , diventare preti nei seminari
del CN.
 |
Il criterio perfetto per la scelta dell'anima gemella
| ..
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“Ci sono altri due momenti
particolarmente importanti nello svolgimento di ogni anno formativo: una visita
agli ospedali e il campo estivo.
"
Nell’intenzione originaria di Kiko è prevista anche la visita agli
ammalati negli ospedali, in particolar modo per tutti i ragazzi che hanno
appena ricevuto il sacramento della Confermazione, come esperienza missionaria
di testimonianza dell’amore di Cristo.
“
Questa
della visita agli ammalati è la madre di tutte le bugie.
Nella
mia parrocchia in 9 anni di post-cresima neocatecumenale non lo ha mai fatto
NESSUNO.
Come
nessuno è mai stato invitato dai padrini del post-cresima a fare la Messa in
parrocchia la domenica.
Anche
gli eventi parrocchiani sono filtrati dal responsabile del post-cresima e dai
catechisti neocatecumenali che non solo mettono il veto, ma impediscono di
invitare i ragazzi del post-cresima a qualsiasi iniziativa parrocchiale o
diocesana, se i catechisti neocatecumenali non sono d’accordo.
Questi
ragazzi sono blindati, protetti e curati nel limbo del CN che li avvolge come
il serpente avvolge ed ipnotizza Mowgli, nel cartone animato “Il libro della
Giungla”.
 |
"Spera in me, solo in me" (dalla canzone di Kaa)
|
Molto
apprezzato dai ragazzi è il campo estivo.
L’unico
neo del campo estivo è il costo, infatti non è previsto rivolgersi a strutture
autogestite, quindi mediamente questo campo estivo costa circa il doppio di un normale
campo parrocchiale autogestito.
Molte
diocesi italiane nei loro programmi di pastorale giovanile includono dei campi
estivi autogestiti a costo molto contenuto.
Inutile
dire che il post-cresima neocatecumenale scoraggia i ragazzi ad aderire a
queste iniziative.
Se
possibile non ne vengono neanche informati per risolvere il problema alla base.
In
caso di contemporaneità di campi estivi parrocchiali, viene usata la stessa
strategia della disinformazione o del scoraggiare apertamente l’iniziativa,
adducendo le scuse più assurde.
D’altronde
non è una novità la palese discomunione presente da sempre, tra le iniziative
parrocchiali/ diocesane ed il CN.
Questa
cosa si fa da sempre in tutte le occasioni, tipo la GMG, dove il pellegrinaggio
è sempre organizzato lontano dall’ organizzazione diocesana dell’evento, anche
se la diocesi lo fa, praticamente sempre ad un costo più basso.
Sempre
e soltanto tra neocatecumenali, con al comando i soliti catechisti e come TOP
del pellegrinaggio l’incontro con Kiko e le sue “alzate” vocazionali a favore
del CN.
Nella mia parrocchia , già al 3° anno di post-cresima , quasi tutti i gruppi perdono minimo il 50 % dei ragazzi.