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giovedì 14 luglio 2022

"Vivi per la comunità" anziché per la famiglia

Un figlio di famiglia neocatecumenale, famiglia "in missione in Etiopia", concede un'intervista al podcast "Il treno va".

Anzi, famiglia ex neocatecumenale. Dopo tanta missione kikiana-carmeniana, alla fine hanno lasciato il Cammino perché... compivano atti di carità verso persone non del Cammino. Nello specifico, hanno adottato bambini. Imperdonabile, per il Cammino: la perfida Carmen Hernández urlava infatti di "lasciarli nei fossi", perché la presunta "testimonianza", il presunto percorso di perfezionamento spirituale, nella mentalità del Cammino non può avere a che fare con opere di carità.

Ai vertici del Cammino, infatti, la famiglia era considerata "problematica" (o addirittura "eretica") perché faceva qualcosa che non era proprio previsto dal Cammino. Faceva opere di carità al di fuori della setta.

L'intervistato spiega ad un certo punto che Carmen era ostile alla "teologia della liberazione". Purtroppo l'affermazione è foriera di equivoci. La "teologia della liberazione", infatti, è un guazzabuglio di teorie pseudoteologiche diffusesi in certi paesi dell'America Latina, che spesso sfociava in atteggiamenti assurdi (i preti che imbracciavano le armi per fare la guerriglia), cioè riduceva il cristianesimo a ideologia politica, a lotta politica. Ma l'intervistato intendeva solo dire che per Kiko e Carmen il cristiano non deve resistere al male ma deve "farsi crocifiggere" (il che è altrettanto sbagliato, perché perfino Nostro Signore, schiaffeggiato dal servo del sommo sacerdote, chiese ragione e mostrò l'errore; e ancora Nostro Signore si guardò bene dal farsi provocatoriamente vedere in pubblico a Gerusalemme nel momento di festeggiare la Pasqua; e comunque rovesciò i tavoli dei banchieri nel tempio; in breve, l'atteggiamento completamente passivo e autolesionista, predicato da Carmen e Kiko, non è cristiano, e non c'entra quasi niente con la cosiddetta "teologia della liberazione).

Da notare che l'intervistato non ha una piglio polemico anti-neocatecumenale, al contrario (mentre la famiglia lasciava il Cammino lui era persino entrato in un seminario neocatecumenale in Finlandia - sede non scelta da lui -  sia pure lasciando tutto al termine degli studi). Ma ciò che spiega è sufficiente a capire la perfida mentalità neocatecumenale alla quale i genitori dell'intervistato non si erano completamente piegati, altrimenti, ubbidendo ciecamente alle direttive neocatecumenali, non avrebbero mai adottato bambini dando loro un futuro diverso. Chi pratica la cristiana virtù della carità ha già un piede fuori dal Cammino.

"Fatta la legge, trovato l'inganno": così l'intervistato spiega le "approvazioni" del Cammino, e menziona specificamente gli scrutini e la mancanza di cautela da parte di chi conduce l'interrogatorio e la mancanza di un vero consenso da parte dei poveracci seduti sulla "sedia bollente".

L'intervistato spiega anche che il lasciare il Cammino non è una cosa che avviene da un giorno all'altro, ma include - prima e dopo - tanti momenti di dubbio, incertezze, fatiche. E comunque, nel suo caso, lo hanno "maledetto" quando ha lasciato, hanno profetizzato che avrebbe "combinato solo disastri", e robe così. Quando tutto ciò che era diventato il tuo mondo "improvvisamente ti vomita", è un momento durissimo (ed è anche il motivo per cui gli ex di una qualsiasi esperienza totalizzante hanno spesso tanta ritrosia a parlarne).

Il podcast dura 47 minuti e contiene purtroppo canzonette e intermezzi, e l'intervistatore sempre pronto a interrompere, ma può essere interessante.

mercoledì 15 settembre 2021

Indietro non si torna: è scritto a pagina 108 nella Catechesi del Sale

Il secondo passaggio del Cammino Neocatecumenale consiste in una serie di catechesi e di riti interni al Cammino durante i quali i fratelli chiudono con la fase preparatoria che dura quattro o cinque anni, da essi impropriamente chiamata pre-catecumenato, per passare alla fase detta del catecumenato - un nome altrettanto improprio - e che non finisce mai.

"Passa", ovvero è "ammesso al catecumenato", chi al secondo scrutinio, viene trovato idoneo dai catechisti scrutinatori secondo precisi criteri dettati da Kiko. Per esempio a p. 92 del mamotreto del II passaggio:

I tre principali criteri di discernimento, nello scrutare le persone sono: se hanno cambiato mentalità, se si sono provate coi beni, se hanno fatto il cammino. [...] Alla fine di ogni scrutinio dite ad ognuno se accetta di non passare.
E dopo (dite):"Il Signore vuole fare un'alleanza con te, per questo ti dice: odia tuo padre, tua madre, tua moglie, tuo marito, i tuoi figli, i tuoi fratelli e sorelle, e la tua stessa vita. prendi la tua croce e vendi tutti i tuoi beni. Poi vieni e seguimi. Pensa un segno in denaro che manifesti (esprima, concretizzi) che sei disposto a fare questo... prega molto in questi giorni, digiuna e domanda al signore che ti aiuti". 
Il senso del "catecumenato" è illustrato da Kiko nella Catechesi del Sale (pagg. 93-112) - oltre che nella Catechesi Del Cammino. 

A pag. 89:
Allora, il Signore si sta formando qui un corpo per prendere sopra di sé il peccato di questa generazione. La vostra missione consisterà nel rispondere col bene al male che fanno. E sarete molto contenti di essere umiliati, ovvero che ci facciano ingiustizia, perché avrete occasione che si mostri il vostro cristianesimo, spezzando la catena del male che provoca la ingiustizia, nel vostro corpo.
A pag. 101: 
Allora Gesù dice: "Un momento, dove va tutta questa folla? volete essere miei discepoli? Allora sappiate questo: dovete essere disposti a salutare per sempre vostro padre, vostra madre, lasciare la vostra casa, i vostri gioielli, la vostra automobile. Essere mio discepolo significa partire con me verso una nuova terra. Essere un uomo che non ha dove posare il capo. E anche se si oppongono tuo padre, tua moglie, i tuoi figli, tu vieni con me". 
Questo è ciò che significa essere discepolo: sradicato, parrochiòs, parrocchiano. Parrocchiano significa straniero, straniero in questo mondo [oppure da παροικία (paroikìa), ha il significato utilizzato nel mondo cristiano, di "aggregato di case vicine con una chiesa in comune", per esempio. NDR]: uno che parte con Gesù. Che cosa significa il segno del sale? La Croce. Che significa la Croce? La rinuncia. 
Odiare. Essere disposti a rinunciare. Ad avere veramente come unico appoggio Gesù Cristo. La Croce significa soffrire, fratello. La Croce significa essere disposto a soffrire per Cristo. Soffrire per Cristo. La separazione dai tuoi parenti, dai tuoi familiari ed amici. La separazione dai tuoi beni [sottolineature sui beni presenti nell' originale, NDR]. 

Per chi è ammesso al catecumenato si chiude ogni via d'uscita e non è prevista possibilità di abbandono. Kiko rende molto esplicita l'irreversibilità del cammino, in una corposa e maledicente filippica che troviamo a pag. 108, verso il termine della lunga Catechesi del Sale. La pagina occupa una posizione centrale in questo fascicolo di più di 200 pagine e, simbolicamente, si trova in una posizione nodale anche per quanto riguarda i contenuti: il momento è discriminante e chi proprio se ne volesse andare - concede il guru a malincuore e senza grande convinzione - deve farlo prima di passare al "catecumenato".

In realtà Kiko non lascia dubbi: per lui, qui non si tratta di abbandonare un itinerario di educazione nella fede "al servizio dei Vescovi" bensì di rinnegare lo stesso Gesù Cristo e cadere in malora per sempre. Kiko prospetta una rovina senza fine ai catecumeni che si voltino indietro. Secondo questo falso profeta dell'era contemporanea, Dio stesso consiglierebbe ai catechisti di "non far passare" i fratelli poco convinti della difficile impresa che li attende, appositamente per evitar loro tale rovina. Riportiamo nel seguito la filippica integrale di Kiko, fedelmente al mamotreto del 1977.

Dixit Kiko a pag. 108:

Il Signore fà un’alleanza con voi, questa sera, nella quale Lui semplifica, distrugge, vi cura. Il sale cura. Però, fratelli miei, cura anche con il fuoco. Cura uccidendo. Cura facendo male, facendo un po' male. E questo è una cosa stupenda, non vuol dire che sia una cosa cattiva. Vuol dire che è una cosa stupenda.


- quali espressioni alternative esistono per dire "spargere sale sulle ferite?" 
- aggravare, gettare benzina sul fuoco, peggiorare la situazione, esacerbare, aggiungere al danno la beffa, acutizzare, istigare, fare un affronto

Cura uccidendo. Vi cura uccidendo. Uccidendo cosa? Uccidendo l'orgoglio che avete dentro. Però siccome amavate tanto il vostro orgoglio, il vostro spirito di vendetta, la vostra invidia, amavate tanto quella maschera che portate, quel vestito interiore che avete, questo "me stesso", guarda!, quando vi si distrugge ne va della vostra vita: allora nulla, non volete. Nulla dunque, non servite per essere cristiani.

Non preoccupatevi, andatevene di qui, tranquillamente. Non succede nulla. E' più grave dirlo dopo. Perché é più grave? Perché se il sale perde il sapore con che cosa lo si salerà? Per che motivo noi non dobbiamo lasciarvi passare ora? 
Che cosa vuol dire Gesù Cristo con quella frase: "Se il sale perde il sapore, con che cosa lo si salerà?" Qual'è il contenuto fondamentale di questa frase? Molto semplice. Perché io ti dico che te ne puoi andare e non succede nulla. Allora che cosa succede? Succede che è qualcosa di molto serio. Tu non puoi dimenticare che hai ricevuto la verità e la luce. Anche se vuoi, non puoi dimenticarlo. E' inutile che ti alieni quando ti cacceremo di qui, quando te ne andrai. E' inutile che ti alieni.
Se tu hai veramente scoperto attraverso la Parola che la vita non è nel sesso, né nelle donne, né nel matrimonio o nel lavoro, non è nell'essere il primo: tutto questo non te lo puoi togliere di dosso. Ed allora la tua condizione finale sarà disastrosa.
Profeta Elia - dipinto da Kiko Arguello (sinistra)
e da UMS, artisti americani dell'Ortodossia Greca in Michigan (destra).
Dalle catechesi di Kiko e Carmen si impara che il Cammino è la vera Chiesa, e che gli stolti cattolici cosiddetti "della domenica" recitano una parte ma, ignari della propria reale condizione spirituale, rendono a Dio un culto meramente propiziatorio, di fatto, pagàno. I fratelli ed i catechisti neocatecumenali più zelanti, poi, evocano costantemente la superstizione che uscire dal Cammino implicherebbe la perdita di Dio e della fede in una caduta rovinosa dall'empireo neocatecumenale giù in una condizione infernale, inferiore a quella degli ignari pagani. Ci troviamo di fronte ad una tattica manipolatoria ben congegnata - e con lungimiranza: poiché le dinamiche interne al Cammino sono, per progetto, settarie, è prevedibile che molti fratelli, giunti al colmo del disgusto e rivoltati contro la fede, vorranno abbandonare l'avventura. Ai fondatori conviene premettere da subito che la rovina della vita spirituale è l'effetto e non la causa dell'uscita dal Cammino.

Prosegue il testo:
Perché prima di conoscere il cammino tu ti alienavi con il lavoro, pensando a migliorare e desideravi tanto la promozione ... vivevi come un bambinetto pensando di comprarti una macchina più bella ... andare la domenica in campagna ... avere una casetta ... Vivevi a livello vegetativo, però, in fin dei conti ... vivevi felice. 
Ma adesso, fratello, tu sei illuminato, ed anche se tu vuoi dimenticare, tornare a quella specie di infantilismo, non potrai. E se prima tu da quegli idoli ricevevi un poco di vita, perché sei stato in quella condizione, adesso già nulla. Non ti danno la felicità che ti davano prima. 
Cosicché la tua condizione ultima è spregevole, non servi a nulla. Oppure sì, per una cosa solamente: essere calpestato dagli altri. Perché qualsiasi uomo ha una vita migliore della tua. 
Prima che questo succeda nella tua vita e ti spari un colpo (perché la gente che ha rinnegato Cristo degenera, degenera e cade sempre più in basso, e non può scappare perché la verità è la verità e tu non puoi liberartene), guardate che cosa dice il Signore: che non passino. Perché, se no, questi fratelli li distruggete. Dice: "Voi siete il sale della terra, ma se il sale perde il sapore con che cosa lo si salerà? Non serve che ad essere gettato fuori e calpestato dagli uomini". 
Guardate che cosa significa ciò: gettati fuori, non potete più stare nella comunità, gettati fuori dalla comunità e per giunta calpestati dagli uomini.
Poi Kiko, stufo di parlare a nome di Dio, inizia a parlare a nome della "gente":
Il serpente Kiko linguacciuto promette ogni male a chi abbandona la "sua" setta: chi esce dalla comunità andrà in rovina in un mondo ostile che lo additerà non come ex-neocatecumenale ma come ex-cristiano, perché "tutti sanno che" il Cammino non può fallire ma solo liberarsi dei rami secchi. Nel mondo reale invece succede che molti ex-neocatecumenali conservino o ritrovino sia la famiglia che la vera fede ed, in ogni caso, tanta gente simpatizza con loro e non li calpesta affatto come vorrebbe Kiko.
La gente dirà: "E quello era così cristiano. Guarda com'è ridotto. Credo che la moglie lo abbia lasciato, sai? E adesso vive da qualche parte con un'altra. E i figli? Ah, li ha abbandonati. Sì, sì, questi cristiani... Te lo dicevo io che finiscono tutti allo stesso modo, che lì c'era un pasticcio". Solo per essere calpestati da gli uomini. E prima che questo succeda ... fermati, alt, fratello.

In questa sfuriata l'impostore Kiko è riuscito:
1) a scalzare via la Chiesa per mettere il Cammino al suo posto: extra Ecclesiam Ambulationem* nulla salus - Al di fuori della Chiesa del Cammino non v'è salvezza (*non ci sentiamo di concedere 'Iter');
2) a mettere se stesso ed i suoi kikloni kikatekisti al posto dei "santi profeti - ed apostoli - d' un tempo"; 
3) ad attribuire a Dio parole sue proprie (il Signore ti dice, il Signore oggi vuole da te...); 
4) a scaricare una carrettata di eresie minacciose addosso ai fratelli inermi che lo ascoltano e ad inquietarli profondamente.

La violenza verbale di questo discorso ha lo scopo di trasferire ai fratelli il terrore che il guru cova, che essi escano dal Cammino per poi rivelare al mondo gli "arcani" (richieste di denaro, scrutini, irregolarità,...) e chiudergli il rubinetto delle decime. 

Di fronte a queste parole è Nostro Signore stesso a consegnarci un valido e legittimo sistema di autodifesa: "dai frutti li riconoscerete (Mt 7, 15-20)". Ad esempio, per rimanere in tema, si possono considerare le testimonianze dei fuoriusciti dal Cammino. A riconoscere le opere di coloro che "legano pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma non vogliono muoverli neppure con un dito (Mt 23,1-10)", ci aiuta l'abate benedettino Dom Prosper Gueranger (1805-1875) liturgista e teologo, nel suo trattato breve intitolato "L'eresia antiliturgica e la riforma protestante", di cui riportiamo due estratti a nostro parere significativi.
PAR. 4: Così tutti i settari, senza eccezione, cominciano col rivendicare i diritti dell'antichità: vogliono liberare il cristianesimo da tutto ciò che l'errore e le passioni degli uomini vi hanno introdotto di falso e indegno di Dio. Non vogliono nulla che non sia primitivo, e pretendono di riprendere dai suoi albori l'istituzione cristiana. 
Per conseguire tale effetto essi sfrondano, fanno scomparire, sopprimono: tutto cade sotto i loro colpi, e quando si lavora a ripristinare nella sua originaria purezza il culto divino, si trova che si è inondati di formule nuove che non datano che dal giorno prima, che sono incontestabilmente umane, dato che chi le ha redatte vive ancora. Ogni setta subisce questa necessità [...]. 
Sottolineiamo ancora una caratteristica nell'ambito del cambiamento della liturgia da parte degli eretici. Infatti nella loro furia di innovare essi non si accontentano di sfrondare le formule di stile ecclesiastico, da loro marchiate col nome di parola umana, ma estendono la loro riprovazione alle letture e alle preghiere che la Chiesa ha improntato alla scrittura. Cambiano, sostituiscono, non vogliono pregare con la Chiesa, ma così facendo si scomunicano da sé stessi.

PAR. 12: Infine, ed è l'ultimo grado dell'abbrutimento, non esistendo più il sacerdozio, dato che la gerarchia è morta, il principe, la sola autorità possibile tra i laici, si proclamerà capo della religione, e si vedranno i più fieri riformatori, dopo essersi liberati dal giogo spirituale di Roma, riconoscere il sovrano temporale come sommo pontefice, e collocare il potere sulla liturgia tra le attribuzioni del diritto maiestatico. Non ci saranno dunque più dogma, né morale, né sacramenti, né culto, né cristianesimo se non in quanto piacerà al principe, perché a lui è devoluto il potere assoluto sulla liturgia. [...]

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Vedi anche: Come riconoscere i falsari dello Spirito. Le 11 regole di padre Ibáñez 

mercoledì 26 maggio 2021

Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Gesù

“Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù: egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso, assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini.” (Filippesi 2:5-7)



Avere gli stessi sentimenti di Gesù vuol dire soprattutto vivere ogni istante della propria vita uniti alla volontà di Dio fino al momento della morte. Di questi sentimenti Paolo ne descrive tre. Raccogliamoli per capire che cosa Paolo intenda.

Il primo: non considerare nostro quello che siamo e quello che abbiamo come se fosse frutto dei nostri meriti, perché Gesù Cristo «non ritenne un privilegio l’essere come Dio»
("io sono"; io faccio"; "io so pittore"; "io so il messia"; "io; io; io"; "Io, invece di stare in uno studio a Parigi con una ragazza, sono quì con voi. Che avrò fatto per dovervi sopportare?" by Kiko)
Il secondo: la capacità di spogliarsi del proprio egoismo, «assumendo una condizione di servo» del prossimo.
("Devolvetemi denari e beni, idolatratemi e servitemi" by Kiko)
Il terzo: umiliarsi facendosi ubbidiente al progetto di Dio «fino alla morte e a una morte di croce»
("costruitemi 1..2…3 Domus; se devo umiliarmi lo faccio nel lusso"; "io non posso obbedire a nessuno, perché il progetto di Dio sono io!"; "mi hanno sparato ad una gamba, ho un buco che non si rimargina, soffro, mi sgozzeranno, morirò martire…vabbè, non è successo niente, ma intanto mi faccio i santini." By Kiko)


Il fulcro del Cammino è la mistificazione; la menzogna che spalanca le porte terrene - e deturpa lo spirito - concedendo un successo momentaneo, effimero e apparente destinato a fallire. Il "ritocco" kikiano non risparmia neanche il concetto di "piccolezza evangelica", che i neocatecumenali concepiscono come un'esortazione all'ignoranza e alla credulità arrestante il bisogno di conoscenza.

I neocatecumenali più assidui e convinti si trastullano nell' ignoranza, ritenendo la mancata conoscenza della verità una virtù piuttosto che un problema.
Ciò chiarisce molteplici fattori, come ad esempio la loro necessità di scoprire (e anche inventare), con metodi kikiani e subdoli, i propri peccati enfatizzandoli, ma non di studiare le Sacre Scritture rispettandole. Loro posseggono il coraggio di denominare questa umiliazione scaturente dalla mancanza di conoscenza: piccolezza.

Questo preambolo ci introduce ad un fatto accaduto poco più di un anno fa, quando una neocatecumenale - sostenuta da un gruppetto di audaci kikos mentitori - pur di contrastare le logiche e inconfutabili asserzioni di Lino Lista, espresse: "noi del Cammino preferiamo essere come i piccoli, gli infanti…piuttosto che dei sapienti accecati dalla superbia della loro intelligenza"; "la Bibbia va scrutata non studiata!"

Ovviamente la Bibbia non si può indagare, né investigare. La Bibbia va letta immersi nella Luce e Sapienza di Dio, altrimenti si possono comprendere lucciole per lanterne.

Che confusione, stravolgono le Scritture bandendo la conoscenza per affidarsi totalmente al proferire degli "illuminati" catechisti.
Una precisazione è d' obbligo:
- Un proverbio popolare sintetizza agevolmente la motivazione per cui i kikos si accaniscono contro Lino tentando di svilirne le opere e cancellarne il nome:

"Quando la volpe non arriva all'uva, dice che è acerba"!

A seguire la risposta chiara e concisa di Lino, che serba delle severe correzioni agli imbarazzanti sproloqui dei neocatecumeni:

"NOI [NEOCATECUMENALI] INVECE DICIAMO…

E dite un'altra balordaggine che pure è una bestemmia. Cosa intendete dire, che il Signore si manifestò a "piccoli" che, secondo la vostra stolta idea, erano ignoranti?
Lo sapete chi sono i "piccoli" nel Vangelo? Sono i discepoli di Gesù. E tra i discepoli di Gesù ci fu Matteo (un pubblicano) che sapeva leggere, scrivere e anche fare di conti e ci fu Pietro che dirigeva una piccola "cooperativa" di pescatori. A vostro avviso i discepoli di Gesù furono scelti tra gli ignoranti? E San Paolo, allora, che era stato allievo del famoso rabbino Gamaliele? Lo sapete che l'Evangelista Luca era medico? E avete mai letto che tra i discepoli (in segreto) di Gesù c'erano membri del Sinedrio, i quali erano tutt'altro che ignoranti?
Lasciate che vi spieghi pure chi sono i "Magi", ai quali fu indicato il cammino verso il luogo ove sarebbe nato Gesù. I Magi non furono cartomanti del genere Kiko Argüello & C. che usano la pratica della bibliomanzia. Erano i sapienti dell'epoca, ve l'ha detto mai nessuno?
Allora, cari neocatecumenali incalliti che invece di andare a farsi evangelizzare da un buon catechista si danno alle balordaggini, come la mettiamo con Dio che si sarebbe nascosto agli intelligenti e ai sapienti?"

Chi è piccolo si riconosce creatura. Non si erge a correttore di Dio come faceva Giuda nei confronti di Gesù e come fa Kiko nei confronti della Parola; del Vangelo di Cristo.
I piccoli non sono, come affermano i neocatecumenali, gli ignoranti che si privano volontariamente della cognizione, ma sono coloro che riconoscono di aver bisogno del Signore. Sono quelli che raccolgono l’invito di Gesù: «Venite a me!». Sono quelli che si liberano dell’orgoglio, che si lasciano amare, che diffondono carità e che vivono con umiltà, quella vera, non certo quella manipolata che priva i piccoli di cultura, socialità, famiglia, beni, per incrementare la prosperità di Kiko.

A seguire la testimonianza di M.:

Caro Lino, è stato detto anche a me dai catechisti:

"NOI INVECE DICIAMO CHE…"

ma non si riferivano a Gesù Cristo, bensì alla convivenza della Redditio della mia comunità (che iniziava di giovedì, febbraio 2002) che cadeva in coincidenza con gli scrutini scolastici, supplivo una collega e le sedi delle scuole si trovavano a 80-90 km da casa mia (più o meno 1h e 30 - 2h di macchina), per cui presi la decisione di risiedere a B. presso un convento di suore. Avvisai i fratelli di comunità della mia situazione e che li avrei raggiunti in convivenza alla fine del mio lavoro. Mi venne suggerito di chiamare la segreteria della scuola per dire che ero malata e non sarei stata presente il giovedì, il venerdì e il sabato, in coincidenza con la convivenza della Redditio; la mia risposta è stata: "quello che mi suggerite è una truffa alla scuola e allo Stato". E scelsi di adempiere al mio dovere nei confronti della scuola. Alla fine degli scrutini scolastici (sabato ore 14.30) parto da G. (seconda sede, quella più lontana da casa mia) raggiungo in due ore l'albergo in cui si svolgeva la convivenza e trovo i fratelli di comunità presenti liberamente in giro per la hall dell'albergo, saluto i catechisti (i supercatechisti che fanno parte di un'altra diocesi ma si occupano di tutte le convivenze e i passaggi a livello regionale) non mi dicono nulla sul mio arrivo. Finito il momento di ricreazione convocano tutti in sala per continuare la convivenza. Il supercatechista (uno dei 120 papabili alla successione) riprende il discorso spiegando come rispondere alle domande della Redditio ma improvvisamente si ferma e (sempre parlando al microfono) mi chiede se fossi arrivata in quel momento e perché, rispondo chiaramente spiegando la questione. Comincia a dire frasi incomplete tipo "… e le Redditio si vive dall'inizio… non è redditio se si arriva tardi… " poi il sacerdote che presiedeva dice ai catechisti di avvicinarsi a lui, quindi parlano per qualche minuto (non so leggere il labiale ma ho avuto la senzazione che il sacerdote dicesse ai catechisti "Può restare") mentre il supercatechista torna al microfono e dice "NOI INVECE DICIAMO CHE…" ma continua a girare intorno al discorso con frasi del tipo: "le cose IMPORTANTI sono già state dette; la catechesi è importante; quello che viene dopo non è così importante; quello che abbiamo vissuto in convivenza è fondamentale…" ad un certo punto chiamandolo per nome dico con voce alta e sicura: "S. che devo fare? devo restare o me ne devo andare?" il supercatechista risponde "te ne devi andare" ed io riprendo senza nessuna alterazione o agitazione: "ALLORA BUONA CONVIVENZA A TUTTI" allontanandomi e tornando a casa. Alcuni giorni dopo ho chiesto ad una sorella come continuava la convivenza, mi rispose che quello che veniva dopo era LA CELEBRAZIONE EUCARISTICA! Ovvero la Parola del catechista è più importante della Parola di Dio. La catechesi è più importante dell'Eucaristia. Meditate gente, la piccolezza non esiste in cammino, ma è la superbia a far da padrona."

Cristo ha quindi dimostrato che si può scegliere di farsi piccoli senza diminuirsi.
Non bisogna degradarsi dietro alle scellerate decisioni del catechisti del cammino sopprimendo la propria esistenza.

"NOI INVECE DICIAMO CHE…" una frase che è sinonimo di superbia, che sta ad indicare la supremazia che i neocatecumenali vorrebbero esercitare sulla Chiesa; su Dio!

Vuoi essere grande? Comincia con l’essere piccolo. Vuoi erigere un edificio che arrivi fino al cielo? Costruisci prima le fondamenta dell’umiltà.
Agostino d’Ippona



martedì 2 ottobre 2018

Odiare chi?

Matteo 22,35-40:
…e uno di loro, un dottore della legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?». Gli rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».
L'amore è il cuore della legge. L'amore è la legge. Per questo è divenuta famosa la portentosa sintesi di Sant'Agostino: "Ama e fa' quello che vuoi".

"Chiamati a salvare
questa generazione!"

Ma dai! Sembra una barzelletta!
Cosa aberrante è servirsi della Parola di Dio per coniare rigide regole valide sempre e per tutti, imporre comportamenti standard che siano gli stessi sempre e per tutti, in una ripetitività asfissiante, per inculcare bene il "codice" nel profondo del loro cuore. Gli adepti poi in base ad esso vengono scrutati periodicamente dai kikatechisti, mentre la comunità - attraverso i fratelli alla stessa scuola ammaestrati - esercita un efficace e capillare controllo, "tutti i giorni della tua vita". Nulla distrugge l'amore più della ricerca di regole da rispettare.

L'osservanza delle regole serve a chi le osserva per sentirsi apposto: l'«io» è al centro.
L'amore mette al centro sempre l'altro; regole o non regole.

La Parola di Dio è salvezza per chi ha il cuore sincero:

(Dall' Elogio della legge divina. Salmo 119):
Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino.

Ma costoro l'hanno trasformata in una trappola poiché essi non l'«ascoltano» ma se ne servono, la usano. La propinano filtrata dalle loro interpretazioni, presentandosi in assemblea e salendo sul pulpito, impettiti dietro il leggio, portandola, in custodia d'argento, sotto il braccio e mai se ne separano. È cosa loro!
Kiko e Carmen hanno piegato la Parola di Dio al loro servizio e al servizio del Cammino Neocatecumenale: enfatizzando in maniera strumentale alcuni passi della Scrittura, ignorandone altri totalmente, altri ancora stravolgendoli completamente.
Perché?
Perché al centro di tutto non è Dio e il prossimo, ma Kiko/Carmen/Cammino.
L'idolatria.

Se si identifica Dio col Cammino. Se Dio opera nel Cammino. Ti ha chiamato nel Cammino. Tutto quanto è fuori è da odiare. Con tutto devi tagliare i legami. Ma così non è Dio che stai servendo né stai facendo la Sua Volontà.
Che triste destino! Ecco perché all'interno del C.N. non si creerà MAI "la comunione dei santi" ma neanche alcun rapporto umano. Ecco il perché di tanta discomunione, dissidi e discordie imperanti lì dentro, più o meno celate, quante lotte fratricide si sono moltiplicate negli anni! Che non sfuggivano a occhi attenti. Quanta solitudine e altrettanta menzogna.

Pubblichiamo un contributo di Veterano, uno spunto che vuole aiutare a ricordare e a riflettere, ad allargare l'orizzonte angusto in cui tutti noi ex abbiamo vissuto per anni. Costretti dalle rigide regole kikiane a mettere lui stesso e il suo "potente cammino" (spietato) AL PRIMO POSTO nella nostra vita.
Cognata o non cognata del secondo scrutinio che, essendo malata, ci fa correre il rischio - se ci impietosiamo per lei e andiamo a trovarla - di restare fuori… e la porta fu chiusa…
Tante volte, solo per la pura Misericordia di Dio, che dal cielo ci guardava pietoso e disponeva gli eventi della nostra vita con sapienza, ci è stato concesso, tra un'obbedienza kikiana e l'altra, di poter accudire i nostri cari in necessità, al tempo opportuno! Questo, almeno per me, posso testimoniare. Santi sincronismi divini!
Per loro - ossia per i nostri cari in necessità - non c'era spazio nell'oscuro universo kikiano. Di fronte a lutti e malattie cinicamente ti sentivi rivolgere espressioni come:
"Oh cara! L'evangelizzazione non si può fermare…"
"Chi non odia suo padre, sua madre…"
"Lasciate che i morti seppelliscano i loro morti…"

Ma la loro famiglia di carne veniva sempre prima di tutto .

Veterano:
Ho troppa esperienza del cammino, del male che può fare e di come uno ci si può trovare dentro pensando non solo di non essere nell’errore, ma di essere paladino del cristianesimo. Il lavaggio mentale è costante, non solo fatto dai catechisti, ma vicendevolmente anche tra i fratelli che ripetono le frasi più “ad effetto” sentite dai catechisti o da qualche catechesi di Kiko, fino ad uniformarsi mentalmente coniando “la lingua del catecumeno” che non si capisce al di fuori del suo ambiente. 
Il Cammino è una setta vera e propria, forse prima si notava meno, ma fin dall’inizio è stato così. Farci sentire dei privilegiati, gli unici che mettono in pratica le parole di Gesù e tutti gli altri solo persone che posseggono la religiosità naturale e quindi non in grado di capire la ricchezza di questo percorso di fede. Percorso che avendolo fatto tutto, porta ad una vita insensata, piena di dubbi e profondamente “Arrabbiata” perché non si accetta il tempo enorme perduto e contemporaneamente, a causa del proprio orgoglio, non si vuole ammettere di avere sbagliato, dopo essere stati convinti di qualcosa che pensavamo genuino e che, molto probabilmente, l’abbiamo proposto ad altri.
Tanti temi sono stati trattati da questo blog dove si è dimostrato l’ereticità di tante frasi, interpretazioni di vangeli ed anche il modo di vivere! Tripudio, Lino e diversi altri hanno contribuito con la loro sapienza e competenza in materia. Altri come Pax, Bps, Mav ed anche io, con l’esperienza diretta perché arrivati ad un certo punto abbiamo sentito l’obbligo morale e spirituale di dire “Basta”. Io per la mia testardaggine e il ruolo che avevo, ho detto questo “Basta” nel mio cuore ed ho voluto portare le conseguenze fino alla fine dove loro hanno fatto un errore madornale che li porterà senz’altro alla fine, mi hanno buttato fuori dalla comunità e dalla missione in cui mi trovavo. Se Cristo si schiera dalla parte dei più deboli, significa che sicuramente si è schierato a mio fianco, significa che non sta più nel cammino. State facendo, quindi un percorso di fede senza Cristo! (vedi nota in basso)
Ho raccontato altre volte un po’ della mia storia e non voglio ripeterla, ma il mio intervento odierno è quello di volere smascherare un altro luogo comune che anche su questo blog abbiamo affrontato diverse volte: “L’odiare” evangelico che è un emblema per convincere chi non è avveduto e così essere un assiduo frequentatore del cammino e lasciare i familiari nei loro affanni pensando di fare la cosa migliore. Ebbene a questi tali rispondo con una frase di san Paolo rivolta a Timoteo che dice: “Imparino prima a praticare la pietà verso quelli della propria famiglia e a rendere il contraccambio ai loro genitori, poiché è gradito a Dio” (1Tm 5, 4).
Ed allora cari EX fratelli carissimi, a chi date ragione? Volete essere graditi a Dio o a Kiko?

Espongono le kikoicone
accanto a Croci e statuette tradizionali

per farsi credere cattolici come gli altri.
Quante lacrime, quanti combattimenti interiori, quante convivenze inutili si sarebbero potute evitare se si fosse conosciuto un po’ più quel Libro che si dovrebbe studiare profondamente ogni giorno mettendo da parte le cavolate assurde dette da gente che neanche capisce cosa significa avere a che fare con la Bibbia anche se pensano di scrutarla.
Non capiscono che fanno la volontà di Kiko in quanto i passi da scrutare sono scelti con cura da lui a suo vantaggio. Molti altri versetti rimangono un tabù.
(da: Veterano)



(nota)

Piccola nota personale. Io stesso con la mia famiglia, perchè ho detto chiaramente che - visto che ho finito il Cammino e avendo fatto anche la tappa aggiuntiva di cui mai si era parlato in precedenza, quella del “Matrimonio Spirituale” - non ero più disposto ad avere nè "catechisti" e neanche più ad obbedire, perché l’ubbidienza - come dicono sant'Agostino e tanti altri padri della Chiesa e lo stesso Catechismo (cfr. ad esempio CCC 144) - si deve alla Parola di Dio: al Vangelo dobbiamo la nostra sottomissione.
Poiché sono stato allontanato dalla comunità (dopo avere fatto tutte le tappe, fine del cammino e “matrimonio spirituale”) da Kiko stesso e non da altri catechisti che si potrebbe pensare che non sapevano quello che facevano all’insaputa degli iniziatori?
Motivazione: potevo sviare e sovvertire i fratelli del cammino perché chiedevo che senso avesse dipendere ancora dai “catechisti”, il perché dell’ubbidienza cieca, perché additato se non volevo andare a fare la missione nelle piazze e varie iniziative del genere che in qualsiasi altro posto nella chiesa sono facoltative mentre nel cammino tutto diventa “obbligatorio” e se non lo fai devi dare conto e ragione.
Ebbene sì, ad un certo punto non ne potevano più di me e Kiko mi ha detto che non dovevo partecipare più alle riunioni di comunità, non mi dovevo fare più vedere nelle celebrazioni eucaristiche e non dovevo avere più contatti con nessun fratello della mia comunità e questo sarebbe stato quello che avrebbe detto anche ai fratelli di comunità, nessuno più mi doveva contattare!

Dopo lo shock iniziale ho capito che quella era stata una liberazione vera e propria e continuando nella mia testardaggine e fregandomene altamente di quello che mi aveva detto Kiko, è vero che non sono andato più in comunità, ma volevo sapere le reazioni dei fratelli con cui ho condiviso 35 anni della mia vita, gioie, dolori, avventure, comunione, divisioni e successive riappacificazioni, non mi capacitavo come improvvisamente si comportavano da “assenti”, cercavo di contattarli, ma io non esistevo più (l’amore al nemico?)!

sabato 22 settembre 2018

R.I.N.O.: il Registro dei Neocatecumenali

Finalmente ha contattato anche me.

È uno che ti chiede l'amicizia e se non sei neocat te la toglie

C'é gente strana, sarà lo stesso che la chiese a me (tale C...i o qualcosa del genere). Notte

Oh ma la ha chiesta anche a me, ho riconosciuto la foto del profilo. Ma non accetti da chi non so manco di striscio chi sia

Di male nulla, è che questo sta facendo il R.I.N.O.
Registro Italiano Neocat Ommorte.

Io non sapevo che lui eliminasse chi non è del cammino

Sei fortunato. A me l'ha chiesta un ex sindaco PD della mia zona... È ben peggio... Ah, l'ho rimbalzato in due secondi.

Fratello sei un bischero.

L'ha chiesta anche a me oggi

Me l'ha chiesta due settimane fa. Mi ha chiesto se ero nel Cammino. Ho risposto che no, frequento l'Oratorio di San Filippo Neri. Sparito. Deve anche avermi tolto l'amicizia perchè ieri me l'ha chiesta di nuovo. Mah... Non gli ho risposto ma non ho ancora trovato il coraggio di fargli fare la stessa fine delle richieste di amicizia farlocche di Carmen da Cuba o Oksana dalla Moldavia con foto di donna in perizoma allegata. Non mi pare corretto, ecco... 😁

Bloccare, bloccare subito dopo la fine della conversazione

Sì, ma questo, com'è che non si fa i suoi?



Io sono Neocatecumenale, ma questo non sta bene purtroppo e fare questi post non aiuta né lui e tantomeno il Cammino

Si spera che anche su FB si distingua un neocatecumenale da una persona con mania religiosa (così specifica, poi!). Grazie per l'informazione. Se dovesse chiedermi l'amicizia, gli risponderò che accetto solo cattolici impegnati nei centri di aiuto alla vita. 😉

Io amo il cammino, un bischero resta un bischero qualunque viottolo prenda

Filippo tu ami il camino, che è diverso

... beccato ...

Mater trollorum semper pregna est...

Fatto bene

Fratello, anche io contattato e non assunto, mi si nota di più adesso?

Come una petardo in un aereo

Occhio che ora pure altri neocat ti toglieranno l’amicizia. Esperienza personale

Io non ho mai limitato la libertà di nessuno, soprattutto la mia.

Avvisavo solo...

Si si, anche io avvisavo chi se ne vorrà andare

Poverino dai ...il problema che dopo la domanda: "sei neocat?" gli ho tolto l'amicizia... ( P.s. sono neocat. ma di matti mi bastano quelli della mia comunità 🤣🤣🤣🤣🤣🤣...)

Il rino come lo chiami tu comunque altre persone neocatecumenali lo fanno... 
Io non sono neocatecumenale , avevo ascoltato in tv in occasione del raduno internazionale la catechesi di Kiko arguello. Nel corso della catechesi non ho compreso un passaggio per cui le ho scritto chiedendole come era giusto interpretare questa frase.... si è arrabbiata e  mi ha bannato. Mi dispiace.

Posso testimoniare che anche nel Rinnovamento  ci sono casi di ricovero!!! Stanno stanno!!

...e ne stanno anche troppi 😂😂

Dai su, siamo tutti un po' pazzarielli 😂😂

Non mi sembra proprio a piombo....

Poverino, dai, ha un ritardo da quello che ho sentito dire.

Non lo conosco, non ho fatto neanche il nome.

"Quale dan di illuminazione hai raggiunto"...!!! Mi fai morire!!!

Tu sei mia sorella di comunità...diciamolo 🤣🤣🤣

Facciamo outing !

No leggi il mio commento sopra ....outing te lo faccio fare a te 🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣

aaaahhhh!!! In effetti la mattitudine da noialtri è dilagante!!

Ah ma allora non è successo solo a me 😂 
Accettai  e quando risposi di no alla fatidica domanda, quindi me la tolse. Poi, richiesta nuovamente ma stavolta  resterà in attesa, eh. 😀

Perchè voi non sapete cos'altro ha fatto ...
Un gruppo whatsApp con persone "rigorosamente neocat" (io sono del cammino eh) di tutto il mondo!!!!

Secondo me se non sbaglio ha pure due profili....comunque io ammessa l’ho eliminato perché è uno stalker, pubblica da far venire l’ansia. Ma te sei catecumeno?

No ha il quinto Dan... Ma non è catecumeno...😬

È solo catechistico

Io sono parrocchiano semplice

Allora hai mentito sui Dan 🤣... Buona domenica e grazie per il tuo umorismo...mi riporta sempre un po' a 🏠.

Ma scherziamo? Io sono neocatecumenale  ma scartare chi non lo è ...
Questo è  estremismo. Sicuramente non frequenta neanche atei, lungi da lui. Non sta bene con la testa. Esaltato. Forse ho capito chi è!

Fratello yoda, obiuan è tuo padreeeeee........

Ma non è che nel vostro profilo ci sono i dipinti di Kiko e vi sgamano subito? Occultatevi meglio altrimenti rischiate che proprio Kiko vi chieda l’amicizia!

Uh mamma! Lo stalker dei neocat.! 😱😱😨 Poverino... ha contattato più volte anche me 😅😆

Finalmente una risposta a tono :) letto la parrocchia di provenienza, magari si può fare qualcosa per questo ragazzo che è seriamente disturbato

Comunque è un ragazzo che ha problemi.
È stato ripreso anche più volte dal centro neocatecumenale di Roma.
Purtroppo come in tutte le realtà c’è chi è “sui generis” se poi questa sua stravaganza è corroborata da una qualche patologia psichiatrica allora il soggetto diventa una bomba esplosiva.
Che io sappia non frequenta nemmeno più....(motivi di lavoro dicono).

Mito😂

Sta diventando quasi virale... 🤔


(da: un pubblico thread su Facebook)

domenica 16 settembre 2018

«Dall'interno non si può fare niente»

Il fatto che io, parlo di me, sia uscita [dal Cammino Neocatecumenale] dopo ben trenta anni, 28 per l'esattezza, da un lato mi fa vergognare.
Perché non prima? Il mio travaglio è durato almeno otto anni. Ma questo oggi mi consente di dire che ho davvero tentato di tutto prima di arrendermi.

Una prima conclusione ho tratto: DALL'INTERNO NON SI PUÒ FARE NIENTE.
O sei un soldatino allineato, che come tiri fuori il capino alla prima bastonata discernente ben assestata dal tuo catechista/padrone e signore delle tua vita ti pieghi e taci, oppure non hai futuro: ti distruggeranno se non scappi via in tempo.

Per quello che riguarda i fratelli ti dico la mia esperienza. Non è questione di aggredire verbalmente o sputare veleno, anche se ho provato quella esasperazione che genera il parlare con un muro. Terribile. Muro di gomma.
I confronti più crudi e diretti li ho avuti con chi era testimone di esperienze vissute da fratelli che sono stati letteralmente irretiti dai catechisti, che hanno dovuto, dopo aver subito violenze o ingiustizie, subire anche lo scrutinio del "tu giudichi" "tu credi di non essere capace di fare peggio" e simili.
Cose che abbiamo raccontato tante volte e che non mi sento di riferire di nuovo....
Quello che mi sconvolgeva era l'impossibilità di ragionare con questi "fratelli" con i quali avevi condiviso tutto il cammino, che erano "testimoni" come te di nefandezze e che si accontentavano, o meglio, si acquietavano con la parola dei catechisti.
Quale era questa parola?
"Ci hanno detto che non dobbiamo farci carico noi di questa storia, che tutto è stato messo nelle mani di Kiko, ci hanno dato la consegna del silenzio, di non parlarne con nessuno, DI NON PARLARNE MAI PIÙ NEANCHE FRA DI NOI! SE NO FACCIAMO IL GIOCO DEL DEMONIO! TU SEI DISOBBEDIENTE!".
E così si mettevano in riga e con la coscienza apposto e....ti giudicavano! Ovvio! Questo non è un peccato per loro.
Non si denuncia, non si chiede giustizia, non ci si immedesima col dolore altrui - se lo fai sei nevrotico - dopodiché ti becchi anche tu scrutini supplementari su scrutini. Tutti portavano a "ti levo da catechista" "ti rimando al secondo scrutinio" "ti rimando a fare le catechesi daccapo" e chi più ne ha più ne metta, in un crescendo che alla fine li costringeva a manifestarsi per quelli che sono.
Se avevi da difendere qualcosa non avevi via d'uscita. Dovevi obbedire.

Forse sono stata trenta anni (28) per vedere con la lente d'ingrandimento tutto questo. No, non hanno giustificazione alcuna. Né loro, i grandi condottieri del C.N., né i cari fratellini clonati, lobotomizzati, senza speranza di recupero alcuno.
Mi consola che noi ex che abbiamo aperto gli occhi e non ci siamo prestati a questo gioco sporco siamo comunque in tanti e spero che saremo sempre di più. Andando avanti, un bell'effetto domino!....."

Ho cercato di parlare e confrontarmi con i camminanti come me. Ho parlato con i miei catechisti, con gli itineranti, con i vertici stessi del cammino.
No, non so fare differenze. Sempre un buco nell'acqua.
E quelli che erano, sono e restano dentro pur avendo visto mille volte le stesse cose che io ho visto, sono i più refrattari.
Mi hanno evitato come la peste. Quando ho provato a parlare (gente con cui ho vissuto 30 anni) le risposte più frequenti: "Preferisco non sapere niente!" "Non parlarne più, si riaprono le tue ferite!" e simili espressioni senza senso.
Anche dopo anni, mai hanno cercato di capire, mai hanno favorito gli approcci che pure ho tentato, mai sono venuti a chiedere "ma cosa è successo?" Surreale? Per anni fratelli, dimenticando i fratelli di carne? Fratelli di chi? Non c'è proprio nulla da salvare nel cammino, neanche i rapporti umani che si creano in questo contesto. neppure sono umani! Eppure questa è la mia esperienza.

(da: Pax)

mercoledì 8 agosto 2018

Come succede che, da fratello, tu diventi un perfetto estraneo

"La Chiesa è detta l'edificio di Dio […] Questa costruzione viene chiamata in varie maniere: casa di Dio, nella quale abita la sua FAMIGLIA la dimora di Dio nello Spirito, la dimora di Dio con gli uomini."
È molto bello aprire un discorso con una consapevolezza che fortifica, malgrado le storture neocatecumenali che mirano a raggirare il cattolicesimo in virtù del profano kikianesimo.

In questo thread ci appresteremo a presentare la crudeltà più detestabile che il cammino elargisce senza se e senza ma, si tratta di un tentativo di riforma neocatecumenale del concetto di famiglia, che se da una parte parla di accoglienza (astuta) dall'altra la rigetta categoricamente .
Chiariamo quindi la discussione in atto con una delle molteplici testimonianze pervenute sul web, inclusa di dati personali ma che per riservatezza non pubblicheremo. 
- "Mi ero sposata quando frequentavo il cammino ma poi mi sono trasferita negli Stati Uniti. Mio marito è deceduto due anni fa e sono tornata in Italia. Ero andata a salutarli e, siccome non ci siamo potuti sposare in chiesa per problemi di documenti, la prima cosa che mi ha detto uno dei catechisti non è stato mi dispiace ma: ah non vi siete sposati? Meglio così! Mi hanno anche detto, dopo due mesi dalla morte di mio marito, di trovare un altro marito. Mi forzavano ad andare in comunità dicendomi che altrimenti satana prende il sopravvento su di me. Sono sconvolta!"
Questa donna, colpita da una tragedia, appena atterrata in Italia si è diretta da coloro che reputava la sua famiglia - considerazione intima suscitata dal cammino stesso, il quale professa che le comunità rappresentano la vera ed unica famiglia. Infatti il contesto kikiano richiede la precedenza su qualunque altro fattore della vita - ma trova dinanzi a se la freddezza tipica dei camminanti, i quali non badano ai sentimenti bensì al frutto che il discepolo può apportare al cammino.

Il suo dolore viene sminuito dall'osservazione inopportuna di un catechista: "ah non vi siete sposati? Meglio così!", una riflessione vergognosa che non necessita di ulteriori commenti, si spiega già da sé. Il mancato matrimonio consente alla mente marcia dei catecumeni, a soli due mesi dal doloroso lutto, di infierire nuovamente con un consiglio a dir poco disdicevole, le propongono di affrettarsi a trovarsi un uomo, così da poter procreare a favore di kiko.

La nostra amica prosegue nella sua testimonianza:
- "La cosa peggiore è quando mi hanno detto che devo stare con un altro uomo, perchè non siamo fatti per stare da soli. Adesso che ho lasciato il cammino, oppressa dalle loro pretese, non mi salutano più, si girano dall'altra parte. Bei fratelli!"
Eh già, bei fratelli di melma, i quali accettano o rinnegano un membro a seconda delle loro esigenze.

Il saluto negato corrisponde ad un rifiuto della persona stessa, la quale mai viene amata sul serio nel cammino. Quanti di noi hanno ricevuto il medesimo trattamento? Ed il rispetto? Quella fratellanza continuamente proclamata che rende il cammino più importante anche di un figlio (se hai il figlio ammalato lo lasci per dirigerti in convivenza, sono le priorità neocatecumenali)? Che fine fanno gli anni sudati tra quelle mura in cui lo slogan "com'è bello come dà gioia, che i fratelli stiano insieme…" sembrava la vera essenza del vivere la comunità?

Chiaro e privo di emozioni sinteticamente kiko proclama:
- "Nel cammino si ubbidisce, se non ti piace vai via!"
Punto. Le persone vengono dapprima scarnificate fino all'osso delle loro più intime emozioni e questioni private, per poi venire strumentalizzate per far proliferare kiko di soddisfazioni terrene.
Che famiglia è mai questa che si destreggia tra mancanza di rispetto e assenza d'amore?

Poi esistono loro, i tanto agognati da argüello "figli del cammino", quei bambini che nascono sotto il segno di kiko ai quali viene negata una famiglia tradizionale in virtù della famiglia allargata neocatecumenale. Divengono bimbi vagabondi, condotti di casa in casa, salette in salette, alberghi in alberghi, pellegrinaggi ncn in pellegrinaggi ncn e così via.

Questa circostanza viene vissuta dai camminanti come una sorta di vantaggio, ma è solo un misero vagheggiamento mentale, infatti l'inganno sosta proprio nel fare apparire la comunità una famiglia che accoglie e che distribuisce le responsabilità su più fronti, dando la sensazione di alleggerimento dalle incombenze, quando così non è.

Di ogni mio ricordo chiamo a testimonianza il buon Dio, poichè non appaia, data l'assurdità reale presente nel cammino, che si enfatizzi per opportunismo, oh no, il Signore ben sa. Quindi proseguo, ricordo molto bene il dilemma bizzarro di una donna alle prese con sua figlia che desiderava tagliarsi i capelli alla mascolina. Questa madre pensò bene - anzi male - di telefonare ai catechisti per avere consiglio sul da farsi, ancora meglio ricordo che l'uomo di kiko le consigliò un taglio corto e riccio. Questo è accaduto poichè questa "grande famiglia neocatecumenale" svende i propri figli perdendo autorità, lasciandoli in balìa del destino neocatecumenale che tanto florido non è.

Famiglia, che parola meravigliosa, essa richiama l'amore che vola al di là dei rapporti di sangue e che richiama l'affetto sincero, il rispetto, la protezione.
Ma kiko schernisce questi concetti e ciò che pronunzia la Chiesa:
… la Chiesa è detta l'edificio di Dio […] Questa costruzione viene chiamata in varie maniere: casa di Dio, nella quale abita la sua FAMIGLIA la dimora di Dio nello Spirito, la dimora di Dio con gli uomini.
Papa Francesco esplicita la situazione:
«La Chiesa è cattolica perché è una famiglia, è universale, è una sinfonia»
Poetico ma non neocatecumenale, quindi non applicabile al cammino. Oh no, lui ti chiude le porte, non accoglie, non è un padre alla maniera della parabola del figliol prodigo, nè un fratello; ma infondo il cammino non è neanche una casa, non è di certo la Chiesa, esso è zingaro, possiede solo alloggi momentanei, maleodoranti ed insicuri.

Se non aderisci a kiko il cammino ti disconosce in un battito di ciglia . Sei vittima di azioni deplorevoli e desideri denunciare? Inammissibile, la comunità non concede simili affronti, sei fuori! Sei solo perchè la tua famiglia d'origine si è donata al cammino e, per un motivo o per l'altro non può sostenerti nelle tue decisioni ma ti ribelli a qualche ingiustizia neocatecumenale? Sei fuori! Importa forse che sei cresciuto ed hai creduto in quella comunità come fosse la tua famiglia, forse l'unica che conoscevi? No! Così, freddo e sintetico il cammino ti esclude, senza amore, senza remore, senza sentimento, senza umanità, senza Cristo.

Terminiamo con una frase della testimonianza precedente la quale, nella sua semplicità, spiega bene quanto il cammino divida invece che unire; come, piuttosto che un fratello, ti renda un perfetto estraneo!
-"…non mi salutano più, si girano dall'altra parte. Bei fratelli!"

"Eucaristia" del Cammino:
scambio della pace tra fratelli.

"Non ti saluteranno più,
si gireranno dall'altra parte"

venerdì 20 luglio 2018

Una "tappa del silenzio"?

Chiassata "liturgica" neocatecumenale
Salve, mi chiamo Fabio e avrei una "piccola" domanda da porvi. Mi sono imbattuto nel vostro blog a seguito di una "frequentazione", se così si può definire, con una ragazza neocatecumenale, che adesso credo sia al "secondo passaggio". Il vostro blog mi ha aiutato a unire tanti pezzi che prima non riuscivo a incastrare.

L'estate scorsa ho conosciuto questa ragazza, come dicevo, facente parte del cammino. Inizialmente, seppur in forma d'amicizia, ci siamo legati molto. Finita l'estate restammo d'accordo sul fatto di voler cominciare a uscire insieme. Arrivati al momento in cui veramente sarebbe potuta nascere questa relazione, qualcosa è cominciato a cambiare. Freddezza a giorni alterni, battibecchi continui, distanza. Senza mai arrivare a una chiusura definitiva, soprattutto da parte sua. Ovviamente ho pensato fossero le solite dinamiche di una frequentazione che per tanti motivi non va. Può capitare, fa parte della vita. Ma cominciai a notare in lei cose troppo strane.

Una delle sue scuse più frequenti era la mancanza di tempo a causa degli studi universitari e di tanti altri impegni, compresa la comunità. Ma soprattutto mi disse per ben due volte che aveva il bisogno di stare da sola in quanto era arrivata a una certa tappa del cammino detta "del silenzio", e che non poteva spendere energie per non so che motivo. Ad ogni modo ci incontrammo qualche altra volta senza che il rapporto si evolvesse mai. Una di queste uscite avvenne una settimana dopo che lei aveva partecipato ad una "convivenza", impegno che appresi essere inderogabile. Venni quindi invitato a prender parte a dei loro eventi aperti al pubblico.

Fu qui che cominciai a sentir puzza di bruciato e a sospettare che lei volesse verificare quanto io fossi disponibile ad entrare nel cammino. Rimase molto male quando dissi sinceramente che alcune cose del Cammino non mi piacevano e chiuse immediatamente il discorso (ciò avvenne nonostante lei mi avesse sempre detto di essere aperta al dialogo).

Potrei elencare tante altre stranezze, ma preferisco fermarmi qui e non perdere il focus della questione. Prima di passare alla domanda concludo con le cose che credo possano essere degne di nota vissute o scoperte in questi mesi:

  • in presenza delle sue amiche neocatecumenali non si aggregava mai per più di quindici secondi quando ci incontravamo, trattandomi come un conoscente qualsiasi e millantando che una di loro avesse problemi di salute (falso). Ho scoperto che accadeva la stessa cosa anche in presenza delle sue amiche non della comunità. Una volta ammise che queste amiche neocatecumenali erano sempre pronte ad accusarla di perdere troppo tempo a parlare con la gente.
  • Le suddette "amiche" l'hanno accusata gravemente durante le riunioni comunitarie, di essersi assentata alle funzioni del sabato sera per seguire i propri impegni. Questo l'ha fatta stare parecchio male.
  • La prima volta che uscimmo insieme era di sabato. Lei inizialmente aveva declinato l'invito perché certe sue amiche le avevano fatto storie per non essere uscita con loro nelle ultime settimane. Fu già il giorno che cominciarono i suoi strani comportamenti, quasi a voler mantenere una distanza nei miei confronti, distanza che difatti mi sembrava forzata e non sincera. Col tempo ho scoperto che le amiche fossero le solite e che evidentemente l'essere uscita con un ragazzo (seppur non fossimo neanche da soli) di sabato piuttosto che andare in comunità è stato un fatto evidentemente sacrilego.

La mia domanda sarebbe principalmente cosa sarebbe questa tappa del silenzio, è l'unica cosa che non riesco a trovare, magari ha altri nomi.