giovedì 6 ottobre 2011

Nueva Estetica, cioè... "indecifrabile sgorbio"?!

Condivisibilissimi pensieri del cardinal Ottaviani:

Cari figli, mi rallegro con voi della vostra arte la quale ha saputo essere arte dei nostri giorni e non mero ricalco di moduli passati, creazione e non scopiazzatura, scoperta nuova e non rispolveratura scolastica; e tuttavia ha saputo stare, con tanta comprensione e bellezza, accanto alla preghiera. Così il vostro esempio giovasse tra coloro che si danno a credere, con qualche inesplicabile e indecifrabile sgorbio, di fare arte! Eppure, con tanto poco si fanno scrupolo, di ingiuriare la Chiesa e darle dell'arretrata. Non dico nulla d'altri che presumono popolare la Chiesa di mostruosità, degnissime nel miglior caso, di semifolli, non però di Dio, del popolo e della nostra civiltà. Ricordatevi, quando l'arte non sa stare con la preghiera, non sa pregare, è un brutto segno, è segno che, forse, non è nemmeno arte; ma puro inganno o di sé o degli altri o di sé e degli altri insieme.

Ma oggi, più che altro, il pericolo è costituito piuttosto da coloro che, non sapendo raggiungere in arte la bellezza, vogliono emergere con la mostruosità, con la stranezza, emula della caricatura e dell'arte dei primitivi con lo scempio delle cose e delle persone sante.



Chissà se tali parole si possono applicare alla Nueva Estetica dell'«artista» Kiko Arguello. Giudicate voi stessi:



Quest'ultima immagine visibile sopra riproduce un particolare del "giudizio universale", inserito nel palco di Dusseldorf...

38 commenti:

Anonimo ha detto...

vi confido che queste opere non piacciono neanke un po neanke a me... xo ce ne sono di molto belle invece... xke non mostrate la corona misterica fatta alla chiesa di piacenza? o xke non mostrate il mosaico fatto alla Cattedrale di Madrid? o xke non mostrate il giudizio universale fatto alla Domus? ha fatto delle cose belle e delle cose brutte non ne farei un caso di stato... ke poi queste icone da voi illustrate ke a me e voi non piacciono a qualcuno possono piacere

Francesco ha detto...

Colpiscono in tgutti i capolavori kikiani gli occhi delle figure faticosamente rapperesentate: ora chiusi, ora coperti da bande nerastre o violacee, ora emaciati, spesso strabici, comunque "ignari" di ogni proporzione e di ogni simmetria.
Peccato perchè come si sa, in Spagna, persino le vacche hanno un senso estetico sia pur minimo...

Lino ha detto...

Così, soltanto per riconciliare con la Bellezza il navigante che, essendo casualmente qui passato, avesse posato l'occhio sopra simili orrori:

http://sandro_botticelli.historiaweb.net/img/Madonna-del-Magnificat-botticelli.jpeg

mic ha detto...

o xke non mostrate il giudizio universale fatto alla Domus?

quello coll'inferno vuoto e il diavolo che tiene in braccio un bambino?
Vi siete mai chiesti che significa l'enigma di quel bambino?
Date un'occhiata a questo link

Ora l'ho aggiunta alla galleria di Tripudio, insieme al più che inquietante logo della Domus che ri-presenta la 'stranezza' dell'omega rovesciata...

mic ha detto...

Caro Lino, credo che le ultime due produzioni meritino un thread a sé con il tuo aiuto...

by Tripudio ha detto...

È un vero crescendo di brutture, ma che ci volete fare, cari ragazzi neocat, quella è la Nueva Estetica!

Il cardinale, quando parlava di indecifrabili sgorbi parlava -senza saperlo- delle opere "artistiche" di Kiko, sulle quali i neocatecumenali sono costretti a pregare.

A me invece pare molto più utile alla preghiera -tanto per fare il primo esempio che mi viene in mente- un'opera del Beato Angelico, roba proprio da "vecchia estetica", altro che Nueva Estetica.

Perfino la copertina del libro dei canti è qualcosa di mostruoso... Dopotutto, come dice il cardinale: non sapendo raggiungere in arte la bellezza, vogliono emergere con la mostruosità e con la stranezza.

Mostruosità, caricature e scempi sui quali i poveri fratelli neocatecumenali devono pregare.

E guai a chi si permette di dire ai cosiddetti "catechisti" che Kiko non si capisce se è peggio come pittore o come compositore di canti!

Ma tanto perfino la Carmen lo chiama "san Kiko": per i neocatecumenali la santità è espressa da quelle orrende brutture...

Normalmente chi dipinge in maniera così cupa e bislacca si sente consigliare una visita urgente dallo psicologo (o meglio dall'esorcista).

Lino ha detto...

@ Mic
Certo, Mic. Non riesco, purtroppo, a scorgere ciò che sta intorno al bambino nelle braccia dell'angelo (o diavolo?). Potrebbe trattarsi di un riferimento ad Ap 12:5, ma è difficile dirlo.
Preciso, invece, il senso dell'Omega.
E' stato contestato che la scritta AM nell'orrido dipinto di Gesù con gli occhi tenebrosi (il quinto in questa mostra degli orrori) significasse Alfa e Omega, con la Omega capovolta; si è affermato che esso semplicemente voleva intendere "Ave Maria". Ora, invece, nel logo della Domus, ci ritroviamo una scritta A e W, che incontestabilmente significa Alfa e Omega, con la A del tutto simile a quella del dipinto in questione e la Omega, anche simile, disegnata correttamente, non capovolta.
Credo che il dipinto di Gesù con gli occhi tenebrosi e il marchio della Domus aprano e chiudano un ciclo. Siccome Kiko non può ignorare che nell'arte sacra la mano della benedizione è quella destra e non la sinistra - che nei Vangeli è il lato del male - comincio a pensare che Kiko nel dipinto abbia inteso raffigurare il "nostro" Gesù Bambino, cioè quello della Tradizione ecclesiale, che lui non intende come l'Ultimo, essendo l'ultimo colui che Kiko sta annunciando, un "nuovo" Gesù sincretico tra cristianesimo, gnosi ed ebraismo.

by Tripudio ha detto...

Sant'Agostino, divenuto vescovo di Ippona, "soleva ricordare le pie lagrime da lui versate a Milano [Confess. IX, 6], quando nei giorni del suo catecumenato, assisteva ai sacri riti ed ascoltava i nostri canti Ambrosiani, eseguiti a pieno coro da tutto il popolo".

Bisogna proprio dirlo: anche i canti kikiani del cosiddetto "neocatecumenato" fanno piangere. Ma non certo pie lacrime...

by Tripudio ha detto...

Nota:

la Carmen lo chiama "san Kiko": questo fatto è riportato in un articolo sul giornale spagnolo El Paìs che mi propongo sempre di tradurre (ho bisogno di qualcuno che capisca bene lo spagnolo perché ho visto troppo spesso quanti strafalcioni riescono a produrre i traduttori automatici).

Qualche settimana fa ripresi alcune espressioni da quell'articolo: "Kiko ha una barba luciferina... si vanta di aver fatto gran danno ai parroci che non accettano il Cammino in parrocchia... ha centrato tutto il suo insegnamento sul sesso... vede il mondo in bianco e nero... orgoglioso, superbo e autoritario... chiede soldi continuamente..." etc etc.

Michela ha detto...

Quando ho lasciato il cammino, mi sono chiesta come mai il Signore avesse permesso che io perdessi tanti anni dietro a delle sciocchezze.
Pian piano ho capito che già dall'inizio ci venivano date le parole giuste per interpretare il fenomeno neocat e scoprire l'inganno.

una di queste chiavi per capire il cammino, sono i dipinti di Kiko. per esempio, trovavo inquietanti i volti sfigurati da segni e palline rosse.
Il volto deve restare 'pulito', come lo è quello della Sindone.
Il volto umano di Cristo rivela la sua divinità e quindi deve essere pulito, chiaro, senza segnacci.
Si tratta di un piccolo segnale che il Signore dà alla nostra anima, e che possiamo prendere sul serio,
oppure mettere a tacere, ingannando noi stessi, fingendo che quei quadri siano un 'errore', visto che ce ne sono altri di più belli.

Lino ha detto...

Avevo dimenticato un mio giudizio estetico:

Indecifrabile sgorbio
ondivagante tra stilemi vari,
l’idea della Bellezza è un’emozione
– spicchio di luna lucente in Cristo Sole! –
che non si specchia nei cervelli-pozzi.

Anonimo ha detto...

Scusa ma questo è un osservatorio sul Cammino Neocatecumenale o sui quadri di Kiko?

Su dieci commenti tre sono di By Tripudio.Sta censurando a tutta forza.Praticamente è un monologo di questo campione.Guarda By Tripudio puoi anche censurare tanto lo pubblico lo stesso sull'altro blog anzi mi fai anche un piacere così mi dai l'ennesima prova della vostra faziosità.

Comunque ricordo che By Tripudio, che vorrebbe analizzare le pitture di Kiko,anzitutto non ha mai fatto il Cammino quindi non ne sa nulla. D'altronde come potrebbe farlo è sempre su internet!!Poigli chiedo:
Ora è diventato specializzato in opere d'arte?

Non è pago ancora delle brutte figure e delle cretinate che sta diffondendo da anni?

By Tripidio è quello che sosteneva che lo Statuto non sarebe stato confermato?Che diceva che il Direttorio Catechetico non sarebbe stato approvato?Che diceva che il Cammino era un tumore?

Ma questo pagliaccio è ancora in giro?Non ha nulla di meglio da fare tutto il giorno che stare a scrivere queste cretinate?Questo Signore è ricco?Vive di rendita?

Ma per favore vai a zappare la tera By Tripudio!

Inutile che censuri lo pubblico dall'altra parte.

by Tripudio ha detto...

Caro fratello neocatecumenale,

ti ringrazio per avermi fatto ridere di gusto, così come gli altri tuoi simili (o tuoi cloni) con i loro insulti, maldicenze e mormorazioni.

L'orripilante dipinto kikiano "varon de dolores" è talmente brutto che non si capisce se Kiko si sia ispirato a Barbalbero oppure al fez turco.

Mi serviva mica un Esperto d'Arte per capire che le brutture dipinte da Kiko sono orrende quanto la sua spiritualità?

Anonimo ha detto...

Alcune opere di Kiko sono copiate, cioè non originali.
Nel CN ci sono tanti pittori, alcuni affermati, alcuni anche più bravi di Kiko. Perchè non fanno lavorare loro?

un'altra domanda

perchè Kiko fa le chiamate al sacerdozio, ma lui non si è fatto prete?

ALESSIO ha detto...

Mi serviva mica un Esperto d'Arte per capire che le brutture dipinte da Kiko sono orrende quanto la sua spiritualità?
-------

Alcuni dipinti di Kiko, soprattutto quelli giovanili fine anni 60, inizio anni 70, sono brutti.

Ma attriburli alla sua spiritualità che definisci orrenda, caro tripudio non ti fa onore.

La spiritualità di Kiko, nei primi anni, era travagliata, forse non conosci la sua storia? Forse non sai quali tormenti lo avevano messo a dura prova?

Dire che una persona ha una spiritualità orrenda è qualcosa che neppure voi dovreste affermare.

Alessio

by Tripudio ha detto...

Non vorrai mica confrontarla con la spiritualità di una santa Caterina da Siena, vero? o di un san Francesco d'Assisi? o stavi pensando al Beato Angelico?

Eppure sai bene che il politicamente corretto (e chiesasticamente corretto) serve solo ad annacquare la verità.

Quel termine "copia" è inesatto. Al più si può parlare di ispirazione. Rubleev disegna una Trinità, mentre Kiko prende spunto per disegnare il Tripode (cioè sé stesso, la Carmen e il don Pezzi) ad uso della devozione dei neocatecumenali...

Purtroppo la spiritualità di Kiko è "travagliata" ancor oggi, e i "tormenti" riguardano i suoi poveri seguaci. Una pessima liturgia denota una pessima spiritualità, ed entrambe producono necessariamente falsa umiltà e falsa carità, oppressione e sfruttamento, negazione della libertà dei singoli.

Al punto che questi ultimi e specialmente i cosiddetti "catechisti", pur sapendo di aver a che fare con degli "indecifrabili sgorbi", sono costretti a rispondere: ah, ma tu non sei mica un esperto! ah, ma chiedilo a Kiko cosa significa quel simbolo! ah, ma tu non sei mica un critico d'arte! ah, ma vai a cogliere i pomodori che sei più utile!

Michela ha detto...

I pittori del cammino si ispirano a Kiko e dipingono come lui.Ne ho visto uno che usa colori meno drammatici, più caldi, ma lo stile è indistinguibile da quello di Kiko.

Del resto è ben strano che un neocat produca qualcosa di originale!

Vorrei chiedere all'anonimo quali sarebbero le icone 'copiate'?

Per Alessio
Perchè Kiko non ha bruciato le icone più brutte? quelle del periodo 'travagliato', come quella di scandicci?
Perchè evidentemente Qualcuno non lo ha permesso, in modo che si potesse vedere il Cristo che benedice con la sinistra e allontanarsi rapidamente da questi evidenti segnali demoniaci.

E poi ricorda che stiamo parlando di quadri religiosi, non della biennale di Venezia, in cui tutto è permesso in nome dell'arte e del travaglio del pittore.

Lino ha detto...

@Alessio: "Alcuni dipinti di Kiko, soprattutto quelli giovanili fine anni 60, inizio anni 70, sono brutti"
Lei non può banalizzare, Alessio, in questo modo, troncando la discussione e ragionando di "dipinti giovanili brutti". Le opere giovanili, in ogni arte, sono quelle che maggiormente definiscono la genesi dell'autore e il suo pensiero originale. Senza la "Vita Nova", in Poesia, non si comprende la Commedia. Senza il prima non c'è poi, senza le illustrazioni di Botticelli per la Commedia commentata da Cristoforo Landino non si capisce la Primavera. Poi, specialmente negli artisti di successo - e Kiko lo è, sia pur soltanto nella sua enclave neocatecumenale, all'esterno ne riderebbero - la consapevolezza di stare sotto i riflettori, le mediazioni, la prudenza, spingono ad opere meno caratterizzate.
Nei primi quadri di Kiko c'è un pensiero che ragiona per sincretismi e per opposizioni ermetiche (colori, forme, simboli), c'è un'influenza dualista, filosoficamente platonica. Osservi i modi con i quali il pittore definisce la doppia natura di Cristo: contrasti di tinte e di immagini. Gli artisti di tradizione cristiana si esimono da queste dualità manichee: pensi alla splendida figura del Grifone in Dante, per raffigurare la doppia natura.
Io sostengo che in Kiko c'è gnosi anche nella pittura e, mi creda, di queste cose un pochino ne capisco.

Anonimo ha detto...

(Anonimo) Comunque ricordo che By Tripudio, che vorrebbe analizzare le pitture di Kiko,anzitutto non ha mai fatto il Cammino quindi non ne sa nulla.
Ecco questo è un bel problema. Più volte è stato detto da vari 'sostenitori' del Cammino che 'chi non ha fatto il Cammino, non ne può sapere nulla'. Ritengo allora che ciò possa valere anche per il Santo Padre e i Vescovi.

ALESSIO ha detto...

Guardi Lino, io non banalizzo affatto. Ma lei non può fare, d'altronde sottolineato dall'autore del tread, una analisi del lavoro di Kiko, senza scindere la funzionalità delle opere illustrate.

Le opere giovanili per me non sono arte sacra. Vi scandalizzerò (dato che mi date per uno zombificato), ma io ritengo le opere di Kiko giovanili, orribili, e ambigue, perchè con tutta la fantasia che posso avere, non riesco a trovare una interpretazione a questi "graffi su tela".

L'arte sacra è un'arte che descrive il sacro.
Mi immagino che tutti voi sappiate la differenza fra icona occidentale ed orientale. Quella occidentale descrive in modo didattico, quella orientale per creare un contatto con Dio, un'ascesi.

Le icone di Kiko sono di tipo orientale, e quindi devono essere osservate con l'occhio di chi vuole fare un incontro con Dio.

Ebbene le opere che avete mostrato nel tread, ad eccezione dell'ultima illustrata e spiegata a Dusseldorf (avete il video, quindi potete sapere bene chi sia il Diavolo e l'anticristo che ha in braccio, un po' come nel film di Gibson), non consento alcun incontro con Dio, anzi.

Quindi sono adatte solo ed esclusivamente per una mostra pittorica, che descriva una fase giovanile di Kiko.

Le corone misteriche invece dipinte in molte chiese, e se ne volete una spiegazione potete andare sul sito della parrocchia di san bartolomeo in tuto, sono arte sacra, icone orientali.

Il perchè, come richiesto da Michela, queste opere giovanili non siano sostituite da opere più tarde, più meditate, non lo so, ma fa parte di quel culto della personalità di Kiko, che io non ho, ma che tanti NC hanno, forse per un senso di gratitudine umano, per aver iniziato un itinerario neocatecumenale, di incontro con Cristo.

Io però preferisco ringraziare direttamente Cristo.

E' come se dopo un incontro con la tua mamma che non vedi da 20 anni, ringrazi continuamente la Carrà che ha fatto la trasmissione: importante sì, ma la cosa fondamentale è l'incontro con la mamma. credo che capiate, io non vado a giro con le parrucche bionde!

Alessio

Gabriele Fracesco ha detto...

Carissimi neocatecumenali,

mi dispiace dirlo, ma come fate a dire che le "opere" kikkiane sono "ARTE"?
No, sul serio guardatele MOLTO attentamente: Non vi demoralizzano?
Non vedete che c'è qualcosa che non va? Santo cielo ora capirei uno malato, ma guardateli attentamente, ma non solo questi, anche TUTTI gli altri "dipinti" kikkiani!

Guardateli!

Tutti col volto TRISTE, facce SFIGURATE, segni che non si capiscono nemmeno!
Mamma mia, se vedi quei quadri li appena sveglio fai un colpo!
No, no ragazzi apparte gli scherzi guardate sti quadri! Ma non dite: sisi sarà un errore... NO!

Guardateli con senso critico!

Nostro Signore Gesù Cristo, che è l'uomo più bello, sfigurato in quella maniera!
Ragazzi miei io non pregherei su quel quadro nemmeno se mi ci obbligano con un mitra!

Cari Neocatecumeni, anche io ero un kikkiano, ma poi mi sono accorto che qualcosina non andava... apparte TUTTI gli errori COSTITUTIVI del cnc, guardate sti quadri! E' inutile che qualcuno dica le storie, si vede molto bene che nell'ultima immagine quello è un demonio che tiene in mano "un bambino"! Un angelo non sarebbe così... sfigurato e nero sopratutto!

Pregate per me,
-Gabriele

Anonimo ha detto...

http://www.caal.it/sitehome/it/icone/madonna-del-terzo-millennio/

questo quadro di Kiko è una copia di una icona bizantina che vidi, solo che Kiko l'ha imbruttita

Kiko si è ispirato alle icone bizantine ma l'ha imbruttite perchè le ha modernizzate con un suo stile

mic ha detto...

Dai commenti non appare la consapevolezza di cosa sono le Icone.

Stralcio da questo documento, dove chi è interessato può trovare il testo intero:

La funzione essenziale dell'icona, in continuità con il significato e il valore dei "segni" del mistero cristiano, è quella di portare agli occhi quello che la parola porta all'orecchio.

L'immagine è come una presenza che si propone al nostro sguardo, sia attraverso gli occhi materiali che attraverso "gli occhi del cuore", come una finestra aperta sul mistero per poter entrare in comunione con Cristo, con la Madre di Dio, con i Santi: una presenza che si fa accessibile per invitarci a realizzare nella nostra vita ciò che vediamo, dopo averlo rivissuto interiormente.

L'icona nasce e si diffonde a partire dal IV secolo, quando la Chiesa orientale era ancora unita alla Chiesa occidentale: le icone sono dunque patrimonio di tutta la cristianità.
La pittura delle icone non rappresenta solo una stupenda forma d'arte, ma è anche un modo di vivere con maggior intensità la propria fede e un aiuto per avvicinarsi alla Santità, identificandosi col soggetto dipinto (Cristo, la Vergine, i Santi). Le figure sono ritratte secondo i canoni di un antinaturalismo che nella teologia delle icone doveva servire a sottolineare la dimensione spirituale dei misteri, degli eventi e dei personaggi sacri. L'arte nell'icona è secondaria, marginale: ciò che è importante è Dio, il Mistero di Dio, che tramite quest'arte viene espresso.
La nascita delle icone si inserisce in un contesto più vasto, che risale all'uomo preistorico e che fa dell'immagine un mezzo per stabilire un contatto con la divinità e per rendere reale la presenza di ciò che vi era raffigurato.
La funzione essenziale dell'icona, in continuità con il significato e il valore dei "segni" del mistero cristiano, è quella di portare agli occhi quello che la parola porta all'orecchio.

L'immagine è come una presenza che si propone al nostro sguardo, sia attraverso gli occhi materiali che attraverso "gli occhi del cuore", come una finestra aperta sul mistero per poter entrare in comunione con Cristo, con la Madre di Dio, con i Santi: una presenza che si fa accessibile per invitarci a realizzare nella nostra vita ciò che vediamo, dopo averlo rivissuto interiormente.

L'icona nasce e si diffonde a partire dal IV secolo, quando la Chiesa orientale era ancora unita alla Chiesa occidentale: le icone sono dunque patrimonio di tutta la cristianità.
La pittura delle icone non rappresenta solo una stupenda forma d'arte, ma è anche un modo di vivere con maggior intensità la propria fede e un aiuto per avvicinarsi alla Santità, identificandosi col soggetto dipinto (Cristo, la Vergine, i Santi). Le figure sono ritratte secondo i canoni di un antinaturalismo che nella teologia delle icone doveva servire a sottolineare la dimensione spirituale dei misteri, degli eventi e dei personaggi sacri. L'arte nell'icona è secondaria, marginale: ciò che è importante è Dio, il Mistero di Dio, che tramite quest'arte viene espresso.
La nascita delle icone si inserisce in un contesto più vasto, che risale all'uomo preistorico e che fa dell'immagine un mezzo per stabilire un contatto con la divinità e per rendere reale la presenza di ciò che vi era raffigurato. [...]

Comunque delle VERE icone, abbiamo parlato anche sul sito nella seconda parte (scorrete la pagina) di questo documento

by Tripudio ha detto...

Il nostro caro fratello Alessio ha scritto un commento che si presta bene ai motteggi e alla presa in giro... non per la citazione delle parrucche bionde ma per il tentativo estremo di salvare l'idea che gli sgorbi di Kiko siano in qualche modo "arte sacra".

Ora, purtroppo per lui, sono proprio le "opere" kikiane a smentire quell'affermazione.

Per esempio prendiamo l'ultima immagine: nell'arte sacra, quando si è scelto di rappresentare il demonio, lo si è fatto fa per provocare nel fedele il disgusto del peccato e per ammonirlo a non assecondare le tentazioni; non è stato mai utilizzato alcun simbolismo "esotico", strano, difficile, niente che possa lasciare dubbi, nulla che possa provocare terrore anziché monito, nessuna confusione tra disgusto e curiosità.

Kiko invece cosa fa? Rappresenta quella figura nera con le ali scolpite in modo geometricamente curioso, seduta sul nulla, con una specie di bambino in grembo che viene tenuto col braccio sinistro... dandogli inoltre uno spazio immenso (occupa almeno un quarto dell'area "affrescata" a Dusseldorf) e tutt'altro che laterale e secondario.

Che razza di motivazioni ha Kiko per mettere insieme tante novità, tanti oscuri simbolismi, e mettere così tanto al centro il demonio?

C'era proprio bisogno di decidere che quell'obbrobrio andava mostrato a tutti i neocat radunati a Dusseldorf? Era proprio necessario corredare un seminario kikiano con quello sgorbio? Vedi, c'è una chiara volontà di Kiko di usare quelle rappresentazioni. Non si tratta di incidenti di percorso, non si tratta di dipinti "venuti male ma mostrati lo stesso": Kiko vuole che vengano utilizzati per la spiritualità dei neocatecumenali.

E questo accade purtroppo con tutti gli sgorbi che Kiko di volta in volta distribuisce: gli autoritratti spacciati per il volto del Redentore, le canzoni che compone di volta in volta a ritmo di flamenco o di rumba, eccetera.

I poveri neocatecumenali sono sempre come sotto una sorta di ricatto: la "comunità" è pronta a cancellarti dalla sua vita, i cosiddetti "catechisti" sono pronti a bocciarti al prossimo "passaggio", gli stessi Kiko e Carmen danno l'esempio chiamando "demonio" chi non è daccordo con loro e addirittura ordinano l'embargo totale ("i neocat non dovranno mai più comprare i suoi libri!"), l'esclusione completa, la damnatio memoriae...

Tu, caro fratello, sei convinto di non essere "zombificato". E magari vedi davvero sinceramente "arte sacra" in quelle brutture. Ma non puoi far finta di non sapere che le creazioni di Kiko interessano solo ai seguaci di Kiko e -per la gran maggioranza- solo per il timore di rappresaglie.

Questo fatto dovrebbe anche indurti a riflettere su come mai coloro che lasciano il Cammino lamentano tutti (dico proprio tutti) quella sottile ma inesorabile oppressione cui erano sottoposti.

mic ha detto...

Kiko si è ispirato alle icone bizantine ma l'ha imbruttite perchè le ha modernizzate con un suo stile

modernizzare le icone in quel modo significa farne dei quadri moderni e far loro perdere la prerogativa e anche la funzione di icone.

Le icone non possono essere comparate con altre opere d'arte nel senso comune della parola. Le icone non sono dei quadri. I quadri, con i loro lineamenti e il loro colore, narrano degli uomini e degli avvenimenti della realtà concreta. Iniziando dal Rinascimento, la vita e la natura sono espresse sui quadri con immagini tridimensionali, con immagini che raccontano il mondo degli uomini, degli animali, della natura e delle cose. Ed anche se il tema è preso dalla mitologia, esso è tradotto nel linguaggio delle immagini terrestri.

La pittura degli impressionisti e l'arte astratta sono invece chiamate ad esprimere le emozioni del pittore, emozioni che cambiano e mutano le proporzioni degli avvenimenti e delle cose e i rapporti del colore tra loro, deformano le cose fino a non essere più riconoscibili oppure prescindono del tutto dalle immagini delle cose. Però, anche in questo caso, i vari esperimenti nel colorito e nel modellato non portano gli spettatori in un altro mondo, in un altro spazio e tempo, in valori diversi.
L'icona è una finestra verso il mondo di un'altra natura, però questa finestra è aperta soltanto per quelli che hanno la vista spirituale.
Per potersi avvicinare alla comprensione delle icone, bisogna vederle con gli occhi di un credente, per il quale Dio è una realtà indiscutibile. Una realtà onnipresente, sottostante ad ogni avvenimento, un invisibile spettatore e giudice, dal cui sguardo non ci si può nascondere mai e da nessuna parte.
I canoni e i metodi di creazione delle icone si sono formati nel corso di molti secoli, ancora prima che la Rus' antica fosse coinvolta in essi. Le tradizioni dell'iconografia sono arrivate nella Rus' antica con l'accoglienza del cristianesimo da Bisanzio verso la fine del X secolo.
L'arte di Bisanzio di quel tempo aveva un carattere religioso e si sottometteva a canoni severi, che i veri iconografi si tramandano fino ad oggi, compresa l'ascesi che permette la realizzazione di una vera icona.

Io temo che quelle che Kiko usa come icone, siano in realtà icone in negativo...

Emma ha detto...

Leggo che le"icone" di Kiko Arguello sarebbero "arte sacra".

!!!

Decisamente non c`è nessun limite al culto della personalità, arte sacra?
Ma se il sacro è stato calpestato, devastato da tutte le invenzioni del vostro leader, la sua pittura non ha nulla da che vedere con il "sacro", non insultate l`arte sacra!

Lino ha detto...

@Alessio
Credo già di aver segnalato una volta - penso in CR - il nome di un genio e martire cristiano, lo scienziato e filologo russo padre Pavel Florenskij, assassinato in un lager staliniano. Ora, avendo io di lui letto (tra l'altro) "Le porte regali", un saggio nel quale Florenskij spiega come si possono varcare le porte regali dell’iconostasi, la soglia tra il mondo visibile e quello invisibile, giudico offensivo paragonare gli sgorbi di Kiko - sia i primi, sia gli ultimi - alle icone della cristianità. Ma lei lo sa, Alessio, che tutto nelle icone (dai materiali alla preparazione degli stessi, dai colori alle scritte) è codificato? Lo sa che non esiste nelle icone il contrasto di colori chiaro-scuro, del quale prima ragionavo, come Kiko fa e spiega di fare? E sa, anche, che nelle icone va segnato il nome di ciò che l'immagine rappresenta, non quello dell'autore che mai le firma, giacché egli le considera opere realizzate sotto l'azione dello Spirito?
Volendo supporre che lo spagnolo conosca queste cose, cosa dobbiamo intendere dalle firme di Kiko sulle sue "icone", che esse rappresentano Kiko-Gesù?
Ma di cosa state parlando, Alessio?
Occorrerebbe spiegare ai tuoi fratelli (i quali ancora una volta mi hanno citato con ironia, sempre criticando la persona, essendo incapaci di contestarne le affermazioni) che, mentre Sgarbi ricercava in Internet una modella simile a Flora, la mia interpretazione cristiana della "pagana" Primavera faceva il giro del mondo, specialmente tra i cattolici.

Lino ha detto...

P.S.
Fisso l'attenzione su questi concetti, elaborati on line:
1) Le icone non sono firmate dagli autori, che si ritengono strumenti di Dio
2) Nelle icone le scritte illustrano la raffigurazione sacra rappresentata
3) Kiko firma le sue icone, magari mettendo il nome sulla destra, quando a sinistra c'è quello di Maria.

Possibili deduzioni:
a) Kiko è un pittore ignorante, che nulla sa di icone e di arte sacra
b) Kiko si crede Gesù e rappresenta se stesso come Gesù.

Le similitudini tra volti di Cristo dipinti da Kiko e i lineamenti del medesimo Kiko spostano l'opinione a favore della seconda ipotesi.

Michela ha detto...

Ho guardato il link di colui che considera le icone fi Kiko come ispirate alle icone tradizionali.
In effetti ho visto la somiglianza con la Madonna di Vladimir, modello della Vergine della tenerezza,
però con colori più forti, manto blu e non porpora, uso del giallo e non oro- ma non entro nel merito.
...finchè non ho ingrandito la foto e ho visto il simbolo ottagonale dell'evangelizzazione stampato sul volto di Maria....
arghhh! di nuovo un volto santo sfigurato...

Anonimo ha detto...

Si, l'icona da cui è stata copiata quella di Kiko è questa

http://www.reginamundi.info/icone/madonna-vladimir.asp

Si può notare che non c'è nulla di originale, ma una leggera variazione, con il nome firmato (quasi come se fosse originale) di Kiko

http://www.caal.it/sitehome/it/icone/madonna-del-terzo-millennio/

Il risultato è un imbruttimento dell'icona originale
con l'aggiunta del nome che nelle icone classiche non si usava mettere.

Anonimo ha detto...

Volevo sottolineare una cosa sui salmi.
Cantare i salmi è certamente un'ottima idea. Meglio sono i salmi che altri testi poetici moderni.
Ma farlo con lo stile flamenco-kikiano in cui molte frasi sono tagliate può essere pericoloso. Infatti, quando ci sono le preparazioni settimanali si scelgono i canti dei salmi (cosiddetti canti di Kiko nel CN) e non le letture del salmo intero.
Per molti i salmi sono così quelli dei canti.
Mentre nella Bibbia i salmi sono più lunghi, senza tagli né piccoli cambiamenti di parole in modo da adattare alla melodia.
Non sarebbe stato meglio usare delle melodie semplici, come si fa in tante Chiese, cantando il salmo per intero?

by Tripudio ha detto...

Scusate per questa piccola ma importante precisazione:

c'è un abisso di differenza tra il "cantare i salmi" e il "salmodiare in canto".

L'ambito dei salmi è solo quello della liturgia. L'aggiunta del canto può servire solo per maggiore intensità nella preghiera: il canto non è un elemento genericamente decorativo (come possono esserlo per esempio i fiori).

Quanto ai salmi, quello che "fa testo" è soltanto la parte che già si utilizzava nella liturgia, senza né aggiunte né omissioni (sappiamo bene che "musicare" significa imbattersi quasi in ogni versetto nella necessità di cambiare virgole, accenti, velocità, ritmo... e cioè aggiunte, omissioni, cambiamenti di qualche parola... figurarsi se l'originale è in spagnolo e qui invece bisogna cantarlo in italiano...)

Dalla straziante autoriforma liturgica in poi, moltissimi - incluso Kiko - commettono l'errore di pensare che i salmi (anzi, tutta la Bibbia) siano una sorta di formule preconfezionate con cui si può giocare a piacere senza rischiare critiche, così come con i mattoncini delle costruzioni dei bambini, sfornando continuamente novità (provate a ripensare a quanto gigantesco sia il repertorio kikiano, che continuamente sforna qualche canto nuovo "composto per l'occasione").

E addirittura ti rispondono con boria: "ma i nostri sono canti biblici! tu dunque critichi la Bibbia!"

No: noi stiamo invece mettendo in risalto:

a) l'idea bislacca di prendere pezzetti di Bibbia e "musicarli" per poi infilarli nella liturgia a proprio piacimento

b) l'innegabile bruttura delle "musiche" kikiane, calanti, fracassone, cupe, ripetitive, che intristiscono

c) la serissima difficoltà del comporre un canto in lingua parlata, tale che il canto sia davvero "preghiera" e non un elemento decorativo funzionale solo alla superbia dell'autore e alla pigrizia dei cosiddetti animatori liturgici.

Purtroppo i neocatecumenali pensano che Kiko sia una specie di "sant'Alfonso con la Chitarra", anzi, molto più bravo e prolifico di sant'Alfonso stesso...

Anonimo ha detto...

vi invito ad aprire un altra pagina sui salmi e sui canti per quello che si sta combinando non solo con le icone, ma anche con la musica e il canto

Scusate se rimango anonimo...voi capirete le ragioni.

Lino ha detto...

@ Michela: "manto blu e non porpora, uso del giallo e non oro - ma non entro nel merito"
Mi pare che tu sia entrata perfettamente nel merito, Michela. Nell'iconografia il blu è ambiguo tra cielo e terra, il porpora è innegabile nobiltà, è il tocco cromatico della divinità. Della perfezione dell'oro, al confronto col pallido e inquietante giallo, nemmeno vale la pena discuterne.
E le chiamano "icone", porte regali
sul trascendente!

Gabriele Francesco ha detto...

PER ANONIMO DEL 08 ottobre, 2011 08:20

Carissimo,

guarda posso dire con estrema certezza che purtroppo io stesso confrontando, i Salmi della Bibbia con quelli "cantati" dai kikkiani, sono due cose molto diverse! Perfino il senso! Se ascolti un Salmo "cantato" dai nc e poi te lo leggi sulla Bibbia capisci due cose ben diverse!

-Gabriele

Anonimo ha detto...

Leggere le icone è dono di Dio.
Anche Gesù è stato rifiutato dai potenti del suo popolo ma i piccoli si sedettero ai suoi piedi e furono salvati.

lb











mic ha detto...

E' vero che leggere le icone è un dono di Dio; ma quando si tratta di vere icone, non di sgorbi allucinanti e spesso blasfemi!

Il problema è che non ve ne accorgete e addirittura si arriva al paradosso di confondere il Signore con un iniziatore autocentrato e megalomane, inopportunamente santificato da cui è vittima del culto delle personalità.

Anonimo ha detto...

Quello nell'ultima immagine sarebbe il demonio con in braccio Giuda.. almeno così mi ricordo avesse detto Kiko all'incontro.