venerdì 14 ottobre 2011

Da cosa viene nutrita la vita dei presbiteri neocatecumenali?

Sull'Osservatore Romano di oggi appare un articolo del card. Canizares: Per nutrire la vita dei sacerdoti. Ottimo questo richiamo alla pienezza della vita sacerdotale che, com'è noto, nel Cnc è pesantemente castrata dal totale assoggettamento ai catechisti, con totale rinuncia al munus regendi e a quello docendi. Ne pubblico la conclusione, dalla quale non posso fare a meno di pormi una domanda: se è vero, come è vero, che la "nuova evangelizzazione" passa necessariamente dall'Eucaristia, chi e cosa annunciano i nuovi evangelizzatori neocat?


Nel 1969 venne donato ai collaboratori della Segreteria di Stato un librino intitolato Mensis Eucharisticus ed edito dalla Tipografia Vaticana. Di autore anonimo, il testo era stato curato da don Giuseppe Santoro per facilitare ai sacerdoti la preparazione alla messa e il ringraziamento in coerenza con l'enciclica di Paolo VI Mysterium fidei (1965). L'"aureo libretto di ascetica sacerdotale" - così lo definiva il sostituto Giovanni Benelli ringraziando a nome del Papa il curatore - è stato ora tradotto in italiano, con il testo latino a fronte, dal cardinale Giovanni Coppa (Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2011, pagine 183, euro 9). Ne pubblichiamo una presentazione del cardinale prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

[...]
Celebrare ogni giorno l'Eucaristia e celebrarla bene, vivere l'Eucaristia con tutto il realismo, l'intensità e la verità che richiede al centro della nostra giornata sacerdotale, vivere dell'Eucaristia in ogni momento della nostra vita sacerdotale è assolutamente necessario per rivitalizzare la nostra esistenza sacerdotale sacramentale. Per riuscirci è di enorme aiuto questo piccolo, ma insieme grande, libretto. Come prefetto della Congregazione per il Culto Divino ringrazio di tutto cuore per la pubblicazione e la diffusione di questa opera, e la raccomando vivamente; sarà uno strumento molto utile per il rinnovamento sacerdotale e anche per il rinnovamento delle comunità, e per dare impulso a una nuova evangelizzazione, che passa necessariamente per l'Eucaristia.
(©L'Osservatore Romano 14 ottobre 2011)

38 commenti:

mic ha detto...

Del logorroico delirio del nostro interlocutore più assiduo, rispondo solo a questo perché mi chiama in causa, al solito in termini inesatti.

Il problema è però che la Signora non ha mai messo piede in una Comunità Neocatecumenale e non può sapere quello che (De facto)di fatto si fa nelle Comunità Neocatecumenali.Tutto quello che sa è per sentito dire,grazie alle testimonianze anonime,vaghe.Oltre anche ai fortissimi pregiudizi e preconcetti dall'anticamminismo da cui è ossessionata.
Ma forse a lavare la testa all'asino si perde l'acqua e il sapone!


Non parlo per sentito dire e non parlo per pregiudizi.
Ho vissuto del Cnc quanto basta per prenderne le distanze e molto più di quanto il mio sottrarmi a convivenze e dinamiche perverse individuate da subito insieme a contenuti stridenti con la mia fede già ricevuta dalla Chiesa.
Del resto non sono solo io a parlare e comunque qualunque cosa affermo è ben motivata e documentata.

Se l'interessato, invece di cercare di lavar la testa all'asino (da quale pulpito!), replicasse con argomenti di ragione e non con lo statuto citato fino alla nausea, peraltro non solo disapplicato, ma anche carente della previsione delle molte prassi anomale, forse sarebbe più credibile.

mic ha detto...

E' inutile farsi troppe illusioni, proprio perché si deve partire dall'Eucaristia.

Quando viene fatto sloggiare il Tabernacolo e sostituito da un Aròn a kodesh (l'armadio della santità) che contiene la Torah insieme alle Sacre specie, è evidente che manca la fede nella Presenza Reale.
Il culto eucaristico non ha senso quando la messa diventa un pasto comunitario in cui la presenza di Cristo é puramente morale, come quando due o più si tiuniscono nel suo nome e "non c'è eucaristia senza assemblea".
Quando l'Assemblea si scioglie la Presenza sparisce, e nel tabernacolo non si conserva niente; per questo è messo in disparte. E non è che il primo passo per farlo sparire del tutto. Grande vittoria di Lutero. Ma qui c'entra anche Mosè, il catechista emanazione dell'iniziatore, che offusca la Presenza e l'Opera del Signore, di cui nel Cnc molto si parla (sempre meno tuttavia che di tante figure vetero-stestamentarie) e non sempre a proposito e che troppo si strumentalizza.

Per non parlare poi degli innumerevoli elementi sincretisti, veri e propri abusi liturgici introdotti impunemente da un laico, dell'abominevole rito e due suoi significati 'spuri' ampiamente documentati...

Anonimo ha detto...

Non so da che cosa viene nutrita la vita dei sacerdoti Del cnc ma una cosa è certa non andrò piu a confessarmi da un secerdote del cnc che non mi ha dato l'ssoluzione ai mie peccati.
Preferisco andare dai parroci che non fanno parte del cammino sono più comprensivi amorevoli e decisamente più pacati .

mic ha detto...

Caro Anonimo, l'assoluzione di solito non vien data se ci si mostra non pentiti e non ci si propone di sforzarsi, con l'aiuto della Grazie, di non ricadere nel peccato.
Una mancata assoluzione da parte di un sacerdote neocat mi sembra una cosa estremamente improbabile...

E, comunque, andarsi a cercare un altro confessore forse solo per avere l'assoluzione, non risolverà certo i suoi problemi, ammesso che ne abbia.

Anonimo ha detto...

Che dire di un presbitero il quale, in conclusione della S. Messa, che forse non è proprio una vera S. Messa, dice all'assemblea "Ringraziamo per questo incontro con la Parola!"

Perplesso ha detto...

Se è vero, come è vero, che l`evangelizzazione passa necessariamente per l'Eucaristia, è forse evangelizzazione quella che passa per il "culto" sincretista di Kiko Arguello?

Quando i nostri pastori si decideranno ad essere coerenti, a non dire parole che non corrispondono alla realtà vissuta?

Domani c`è un Convegno sulla nuova evangelizzazione, possiamo essere certi che sarà presente la triade neocatecumenale, ci sarà il solito spettacolo, vedremo se i responsabili taceranno ancora, e come sempre, sulle gravi e persistenti anomalie neocatecumenali.
Non ci aspettiamo che le descrivino ma che dicano in modo INEQUIVOCABILE che cosa È l`evangelizzazione, che "cosa" È l`Eucaristia, la Santa Messa, il Sacrificio Eucaristico, che non è di certo quel rituale partorito dalla mente di un pittore spagnolo che ha rifiutato la Liturgia cattolica.

Ne va della loro credibilità, dovrebbero rendersi conto che c`è chi li guarda, li ascolta, e non sopporta più l`incoerenza delle parole alle quali non corrispondono i fatti, alle quali non fanno seguito i fatti.
Non se ne può più del silenzio della gerarchia sugli scempi liturgici, sullo scempio liturgico neocatecumenale.

Lino ha detto...

@: Ne pubblico la conclusione, dalla quale non posso fare a meno di pormi una domanda: se è vero, come è vero, che la "nuova evangelizzazione" passa necessariamente dall'Eucaristia, chi e cosa annunciano i nuovi evangelizzatori neocat?
La domanda, naturalmente, mi pare retorica: i catechisti annunciano il Cammino e una carriera in una struttura piramidale che premia la fedeltà a un'organizzazione e non le conoscenze, le competenze, i comportamenti. E non è cosa da poco per asini che, in un altro forum, mi hanno dimostrato di non sapere nemmeno che le esegesi si fanno anche mediante l'analisi testuale, il riscontro con i manoscritti in greco, i riferimenti incrociati, le occorrenze, le anafore. Figuriamoci che competenze di catechesi può possedere uno che afferma: "No, la Cananea con il Centurione e con la Samaritana non c'entra niente, la Cananea e la Samaritana stanno in tappe differenti". E quante ne può possedere il loro fondatore che affermò che "Giuda era il più intelligente degli apostoli, per questo teneva la borsa" e che "senza Giuda non c'è mistero di Pasqua di Gesù". J.L. Borges non seppe dire di meglio. Borges, però, il suo teologo Nils Runeberg se lo inventò in una finzione, questo pittore si ritiene teologo per davvero.
Ho letto a proposito di Aldo: "dopo tre giorni il pesce risorge". E' ridicolo, simbolicamente: d'accordo che il pesce è figura di Cristo e per induzione del cristiano, ma che c'entrano i tre giorni con un cristiano, giacché significano una teofania?
Ho l'impressione che il loro catechismo, a onta delle dimensioni dei volumi, sia un bignamino del cristianesimo, per giunta tramandato oralmente con una caterva di strafalcioni.

mic ha detto...

Ho l'impressione che il loro catechismo, a onta delle dimensioni dei volumi, sia un bignamino del cristianesimo, per giunta tramandato oralmente con una caterva di strafalcioni.

questo è ciò che emerge approfondendo le cose e leggendo certe "catechesi". Ma nella Chiesa post-conciliare ci sono troppi sacerdoti e vescovi a cui sembra sfuggire o essere secondario rispetto a numeri e sbandierati "frutti" avvelenati...

Anonimo ha detto...

Vorrei fare una considerazione sulle catechesi.
Nel CN si ascoltano molte catechesi fatte da laici.
C'è l'obbligo del loro ascolto, come se fosse un precetto.
Eppure ci sono delle catechesi molto più profonde, facilmente reperibili da tutti su internet e sono le catechesi che il Papa fa ogni settimana.
Nel CN non si da nessun consiglio di ascoltarle.

Eccole:
http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2011/index_it.htm

Anonimo ha detto...

Sui balletti del CN dopo la Santa Messa. Purtroppo queste cose sono successe anche in questa Diocesi

http://www.azioneetradizione.it/news.asp?id=913

Lino ha detto...

@: eppure ci sono delle catechesi molto più profonde... e sono le catechesi che il Papa fa ogni settimana

Bravissimo. E, dal mio punto di vista che le leggo, ho ricercato una di quelle che più ho apprezzato:

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2011/documents/hf_ben-xvi_aud_20110914_it.html

In essa il Nuovo Testamento è letto come esito e completamento dell'Antico, non c'è confusione e sincretismo.

Lino ha detto...

P.S.
Chiedo scusa per il replay, mi è scappato l'invio.
Stavo per aggiungere questo inciso di papa Benedetto XVI:
"E poiché nell’uso ebraico citare l’inizio di un Salmo implicava un riferimento all’intero poema..."
Questa è una lezione esegetica per chi estrapola un singolo versetto al fine di farne il teorema di una tappa ad usum delphini.

mic ha detto...

Questa è una lezione esegetica per chi estrapola un singolo versetto al fine di farne il teorema di una tappa ad usum delphini.

Infatti, carissimo Lino, la Chiesa ci insegna l'unità interiore non solo dei due Testamenti tra loro, ma di tutti i libri Sacri e, proprio per questo, esorta a non separare mai il brano consultato dal contesto e dal quadro globale della Rivelazione. Ed anche dal contesto ecclesiale e sacramentale...

Ecco perché tutte le abitudini neocat, compresa quella della consultazione a caso (a mò di oracolo) non solo sono da sconsigliare, ma sono anche fuorvianti, perché rischiano di far dire alla parola del Signore non ciò con cui essa ci vuole interpellare o nutrire, ma ciò che in qualche modo vogliamo farle dire; non si può mai 'piegare' la Scrittura a proprio uso e consumo: è una profanazione.

Perciò su questo blog la usiamo molto raramente e solo a ragion veduta.

L'esempio che hai fatto dalla catechesi del Papa è molto calzante: il salmo inizia con una invocazione di estremo abbandono e bisogno, ma l'atteggiamento dell'orante del Salmo, che si conclude con immagini di risurrezione, è di colui che sa a Chi si rivolge, ne conosce l'agire salvifico e in Lui ripone tutta la sua fiducia!

A pensarci bene, anche l'uso del pane e del vino dell'ultima cena, che comunque connota qualcosa di completamente nuovo e inaudito, coincide con quello del Sacrificio Todah, il Sacrificio di Lode, che era quello offerto nel tempio da tutti coloro che erano scampati da un pericolo mortale e vi si recavano con tutti i familiari sciogliendo voti e per "innalzare il calice delle salvezze": Kos yeshuòt si chiamava così perché il il calice era sempre quello, ma le salvezze erano di tanti...

Ricordi cosa dice il sacerdote quando si accosta alla Comunione?
"Quid retrìbuam Domino pro omnibus quae ritrìbuit mihi? Càlicem salutàris accìpiam et nomen Domini invocàbo. Laudans invocàbo Dominmum e ab inimicis mei salvus ero"

Ed è una preghiera che, come tutte le altre della Liturgia (a parte la formula di Consacrazione), possiamo far nostra!

pagliuzza ha detto...

??????????????

Che dire di un presbitero il quale, in conclusione della S. Messa, che forse non è proprio una vera S. Messa, dice all'assemblea "Ringraziamo per questo incontro con la Parola!"

Se proprio cerchiamo il pelo nell'uovo allora facciamolo bene. Mi pare che il 4° Vang. cominci proprio dicendo che il LOGOS era DIO. e che questo LOGOS-VERBO-PAROLA si è fatto carne. Quindi se uno dice PAROLA con la P maiuscola dice Dio. Ma siccome voi appena si parla di Parola vi puzza di protestantesimo allora ecco che pubblicate un commento che andrebbe cestinato...

preoccupato ha detto...

Tutto ciò mi ricorda una catechesi...di quelle a cui ho partecipato....quelle di conversione: le prime che si fanno per reclutare adepti..io ci sono andato su "consiglio" della fidanzata.
Era sempre sull'Antico Testamento: sul viaggio degli ebrei nel deserto con un disegno esplicativo...e i presenti dovevano rispondere se erano nel deserto,nella schiavitù, negli idoli ecc...
quando hanno chiesto a me io ho risposto che il nostro deserto non è lo stesso degli ebrei...perchè per noi è venuto Gesù Cristo Figlio di Dio...che non si può paragonare quella Parola senza inserirla in un discorso di Salvezza che la coinvolge e che l'ha superata..a quel punto il catechista ha guardato il Sacerdote che ha fatto spallucce e ringraziandomi si è rivolto ad un altro.
Fanno così...ti dicono che Gesù è venuto ed è risorto e subito dopo ti dicono che sei nel deserto degli ebrei...così non capisci cronologicamente dove tu ti collochi...e ti collocano loro dove vogliono...ovvero nel deserto...dove sei peccatore e ti fai schifo perchè non ti fidi di Dio...dove se sei peccatore ci rimani...perchè ti riportano dove Gesù Cristo ancora non è arrivato...come se fossimo in un'epoca dove Dio non si è fatto carne...quello che ti fanno credere è che sei ancora nel deserto insieme agli ebrei.
E tutto questo per un unico motivo....tu hai bisogno di loro...e loro ti guideranno fuori dal deserto che vivi..e la guida non si chiama Santa Messa..non si chiama Magistero..non si chiama Vicario di Cristo...non si chiama. Si insinua e si tace. Si manifesta in clamorose audizioni e si chiude in segrete celebrazioni.
Cattolico è sinonimo di universale. Cattolico vuol dire per tutti. Neocatecumenale significa per tutti tranne per quelli che non obbediscono.Neocatecumenale significa per tutti tranne per chi è contro il pittore kiko che ha avuto un apparizione mariana(tutte le minuscole volute)..Neocatecumenale è parlare tutti nello stesso modo...nel rispondere tutti nella stessa maniera..screditando chi parla senza entrare nel contenuto.(@Lino:ho esperienze di quel forum)
Nessun Cattolico è nel deserto neocatecumenale. Per noi è arrivato il Figlio di Dio che di quel deserto ha fstto una terra fetile.
Il Neocatecumenale ci deve vedere ancora servitù e siccità. Il Cattolico sa che quel deserto è stato superato e vinto dal Figlio di Dio che con la sua morte ed il suo sacrificio ha preso su di sè i nostri peccati e che risorgendo li ha giusticati..Il neocatecumenale invece non lo sa perchè non lo deve sapere.

Emma ha detto...

"Fanno così...ti dicono che Gesù è venuto ed è risorto e subito dopo ti dicono che sei nel deserto degli ebrei...così non capisci cronologicamente dove tu ti collochi...e ti collocano loro dove vogliono...ovvero nel deserto...dove sei peccatore e ti fai schifo perchè non ti fidi di Dio...dove se sei peccatore ci rimani...perchè ti riportano dove Gesù Cristo ancora non è arrivato...come se fossimo in un'epoca dove Dio non si è fatto carne...quello che ti fanno credere è che sei ancora nel deserto insieme agli ebrei."

Vorrei dire a preoccupato che la sua testimonianza mi ha veramente molto toccata.

Mi permetto di suggerire ai gestori di darle una più grande visibilità, preoccupato permettendo, perchè è in quel deserto che i nostri Pastori, che promuovono il cammino neocat e le sue catechesi, mandano le anime a loro affidate.

Invece, come scrive, preoccupato radicato nella sua fede cattolica:

"Il Cattolico sa che quel deserto è stato superato e vinto dal Figlio di Dio che con la sua morte ed il suo sacrificio ha preso su di sè i nostri peccati e che risorgendo li ha giusticati..Il neocatecumenale invece non lo sa perchè non lo deve sapere."

Grazie, preoccupato,

mic ha detto...

Dice "pagliuzza":
Se proprio cerchiamo il pelo nell'uovo allora facciamolo bene. Mi pare che il 4° Vang. cominci proprio dicendo che il LOGOS era DIO. e che questo LOGOS-VERBO-PAROLA si è fatto carne. Quindi se uno dice PAROLA con la P maiuscola dice Dio.

se proprio cerchiamo non il pelo nell'uovo, ma la Verità, dall'Altare su cui si è appena fatto Presente il Signore Gesù, dobbiamo sapere che quella Parola si è fatta carne ed ha un Nome ed è con Lui direttamente che non solo ci siamo incontrati, ma soprattutto abbiamo accolto la Redenzione e le grazie del Suo Sacrificio espiativo e la comunione con Lui e in Lui che ne deriva.

Dire banalizzazione e pressappochismo, che diventano tradimento è cercare il pelo nell'uovo?

Lino ha detto...

@ preoccupato
(a proposito delle banalizzazioni neocat della Parola)

Ti ho letto con grande interesse. Hai centrato un punto fondamentale: la grande rilevanza che i neocatecumenali danno alla teologia ebraica del deserto, sempre e soltanto da un unico punto di vista, quello loro del deserto come luogo degli idoli e del peccato dal quale tirare fuori i perenni iniziati.
In realtà nel cristianesimo, ma già nei profeti, non è così. Il "deserto" è sì il luogo della prova, del Nemico in agguato, ma è anche il posto solitario dove ritirarsi nel silenzio della meditazione per incontrare il Padre:
"Subito dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto; e nel deserto rimase per quaranta giorni, tentato da Satana. Stava tra le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano (Mc 1,12-13).
Hai perfettamente ragione: ai quaranta anni della teologia del deserto di Mosè, Gesù ha aggiunto la sovrabbondanza salvifica dei suoi quaranta giorni e notti (è il simbolo quaranta che conta, non la misura del tempo in anni o giorni e notti). Con il cammino di Gesù nel suo deserto siamo andati oltre, è in quel deserto che Gesù rifiuta il messianismo regale e giudaico di Satana, scegliendo il pinnacolo della Croce per la salvezza di molti senza invocare, poi, l'intervento degli angeli.
Purtroppo i neocatecumenali, assordati dai canti kikiani, da chitarre, tamburelle e interrogatori pubblici, quel deserto di meditazione lo vedono soltanto dal punto di vista del loro "pesce", sempre ad usum Delphini, intendo.

aleCT ha detto...

Caro "pagliuzza",
che problemi hai? Non ti va che quell'intervento sia stato fatto passare? Andiamo...

Una coas è sicura: durante la Messa c'è una Liturgia della Parola ed una Liturgia Eucaristica. La Sacra Scrittura è UN MEZZO con cui Dio comunica, ma l'EUCARESTIA è CRISTO STESSO ovvero il FIGLIO DI DIO (e Dio lui stesso)

Tu durante la Messa non ti incontri con il MEZZO, ti incontri con una PERSONA, con LA SECONDA PERSONA DELLA SS.MA TRINITA'.

Sia chiaro, non sono solo gli NC che sviliscono l'Eucarestia attraverso il MODO in cui la trattano..Lo stesso Manganini (liturgo a Milano) in una omelia disse che l'Eucarestia "non va idolatrata"

E cioè? E'Gesù o non lo è? Se lo è va adorata perchè Gesù è Dio (noi in questo crediamo...o no?)

POi magari pensava a certe "modalità"...peccatoche non si sia preso la briga di spiegare in che cosa consistessero.

Una frase buttata a caso?

Insomma la confusione è tanta e sono proprio i sacerdoti che la creano...

pagliuzza ha detto...

Caro "pagliuzza",
che problemi hai? Non ti va che quell'intervento sia stato fatto passare? Andiamo...

NO NON MI VA perché prendete una frase e fate un processo... ma d'altronde siete figli spirituali di coloro che con questa arte montano processi al cammino.

Se quel prete avesse detto: "Ringraziamo per questo incontro con l'ostia consacrata!" cosa avreste detto?

mic ha detto...

Se quel prete avesse detto: "Ringraziamo per questo incontro con l'ostia consacrata!" cosa avreste detto?

avremmo detto la stessa cosa perché l'incontro non è con L'Ostia consacrata, ma con la Persona del Signore morto e risorto per noi!

Non è che facciamo un processo su una frase. Quella frase su cui ci eravamo soffermati è rivelativa dell'andazzo protestantoide corrente che enfatizza la Parola a scapito del resto!

mic ha detto...

NO NON MI VA perché prendete una frase e fate un processo... ma d'altronde siete figli spirituali di coloro che con questa arte montano processi al cammino.

Si informi meglio leggendo i numerosi documenti, che non sono redatti ad arte ma sulla base del Magistero.

Non ci interessa "fare il processo" a nessuno. Ci preme riconoscere e rifiutare l'errore e che molti ingannati attuali o potenziali possano fare altrettanto...

pagliuzza2 ha detto...

"...Esso è chiamato ad offrire un aiuto particolare alla Chiesa nella sua missione soprattutto all’interno di quei Paesi di antica tradizione cristiana che sembrano diventati indifferenti, se non addirittura ostili alla Parola di Dio..." PARTE DEL DISCORSO DI BENEDETTO XVI SULLA NUOVA EVANGELIZZAZIONE

Forse che anche il Papa confonde il mezzo con la Persona? Ad una frase estrapolata si può far dire tutto...

E se il tema di quella messa "incriminata" fosse stato Gesù-Parola di Dio?

Capite che non è corretto procedere così?

aleCT ha detto...

Mettiamo le cose in chiaro

1) non si è mai detto che quel sacerdote era NC
2) se vai a controllare il primo intervento di Mic ti puoi accorgere che stigmatizza il suo comportamento

Fino a prova contraria il processo lo stai imbastendo tu.

A casa mia questo si chiama carbone bagnato...

P.S. La tua frasetta sui "figli spirituali" mi ricorda la squallida uscita di un catechista NC con anni e anni di cammino che, in un altro forum, non sapendo rispondere alle mie pertinenti domande alla fine se ne uscì con un.."dici così perchè al tuo padre spirituale sta antipatico il cammino"

Mezzucci, mezzucci...

preoccupato ha detto...

@Lino
Illuminante e vero il tuo commento.
Quel deserto loro (catechisti) riescono a farlo vivere tutt'oggi.
Quella teologia ebraica del deserto è offerta dai catechisti e appresa senza filtri e senza dubbi da chi ascolta. E questo secondo me è uno dei punti fondamentali.
Insegnamento e apprendimento.
Bisogna solo capire chi insegna, cosa insegna e a chi insegna. Perchè la forza di questo movimento/setta sta tutto qui.
Chi insegna: i Catechisti formati su un direttorio stilato da kiko arguello o meglio riportato dall'arguello,visto che sono catechesei pronunuciate oralmente e poi trascritte per la maggior parte.
Cosa insegna: la dottrina di questo arguello vestita da acqua santa che promette la via della salvezza(minuscole volute.
A chi: e qui sta il punto. A persone digiune dagli insegnamenti della Chiesa Cattolica. I "lontani", persone che a digiuno di Catechissmo intraprendono un nuovo percorso, figli piccoli di coppie neocatecumenali, persone che si accostano a catechesi dopo aver visto un cartellone dove non si fa menzione alcuna di un "cammino neocatecumenale".
E secondo me la forza di questo percorso lento di apprendimento sta nascosta nelle parole dei catechisti (di kiko) che sconvolgono il fattore TEMPO.
Per spiegarmi:
Ti dicono che sei imprigionato in un cerchio di morte e di peccato. Un peccato e una morte che VIVI OGGI sul lavoro,in famiglia,con gli amici, ecc...
Le discussioni, il fatto che non va come vuoi tu, i litigi,ecc...Poi ti dicono che il Figlio di Dio ha spezzato questo cerchio,(IERI..2000 anni fa) che Lui ha vinto la Morte, la tua Morte e le tue morti che ogni giorno ti sovrastano e ti uccidono. Poi dicono di nuovo che OGGI vivi la morte nei rapporti, nel lavoro, in famiglia e con gli amici.
Appena ho sentito queste castronerie, solo perchè ho un po' di Catechismo alle spalle, ho capito che qualcosa non andava.
Il metodo, la tecnica secondo me è illustrarti ciò che Dio per mezzo di Suo Figlio ha fatto e poi farti vedere l'OGGI come se ciò non fosse avvenuto.
La domanda più normale da fare a un catechista sarebbe: Scusa, ma se Cristo ha spezzato questo cerchio di morte con la sua morte e la sua resurrezione perchè io ci sono ancora dentro a questo cerchio? Dio ha mandato Suo Figlio per fare un po' di prediche perchè poi ci pensasse Kiko a indicare la via(minuscola voluta)?
Secondo il mio modesto parere la "gabola" sta proprio in questo..Prima si dice "Gesù ti ha salvato" poi ti si riporta in una situazione dove il Figlio di Dio non si è mai sacrificato per i tuoi peccati. E di nuovo ti ritrovi coi piedi piantati nella sabbia del deserto.
E chi ti indica la modalità per uscirne è lui:il catechista/kiko che ti guida verso l'oasi. E te lo dice: "Là c'è l'oasi, c'è la salvezza, solo con me ce la farai"..e d'altronde qualcun'altro lo fece con Gesù Cristo questo discorso in mezzo al deserto.
E loro, le povere anime neocatecumenali, sono lì in mezzo al deserto, tenute lì scientemente,perchè è tra la sabbia e il calore insopportabile dove più facilmente cedono alle lusinghe di lupi vestiti da catekikisti.

preoccupato ha detto...

anche se tra i lupi e i catekikisti non so chi sia meglio..forse i lupi...che sono cattivi solo nelle favole........

aleCT ha detto...

Caro Pagliuzza2,
continuo a dire che ti stai scaldando per niente.

Lasciati dire una cosa: quando il Papa dice quello dice CONFUSIONE NON NE FA E NON NE DA perchè agisce secondo una maniera ben precisa e TUTTI lo vedono e lo capiscono (sopratutto "i piccoli")

Possiamo dire la stessa cosa di altri sacerdoti?

Poi, caro Pagliuzza2, non fare confusione: un conto è il Papa che parla di nuova Evangelizzazione e un conto è un sacerdote che dice quello che ha detto alla fine DI UNA CELEBRAZIONE EUCARISTICA.

Non mi pare che sia la STESSA situazione....

mic ha detto...

Forse che anche il Papa confonde il mezzo con la Persona? Ad una frase estrapolata si può far dire tutto...

un piccolo semplice "distinguo": il Papa, in una pubblica riunione, sta parlando in generale della evangelizzazione che, prevalentemente (anche se non in assoluto) è fatta con l'Annuncio per mezzo della Parola.

Quel sacerdote, invece, richiamava la Parola in un contesto (la celebrazione Eucaristica), in cui la Parola fatta carne, il nostro Signore Gesù Cristo si è fatto ed è realmente Presente col suo Corpo, Sangue, Anima e Divinità.

Non riesco a capire questa totale mancanza di logica e di capacità di contestualizzare, dove ogni cosa diventa 'strumentale' al proprio difendere ad ogni costo il cammino che, tra l'atro, in questo caso non era neppure chiamato in causa direttamente, ma di certo ha la sua bella coda di paglia...

PAGLIUZZA ha detto...

PREOCCUPATO ha detto:"La domanda più normale da fare a un catechista sarebbe: Scusa, ma se Cristo ha spezzato questo cerchio di morte con la sua morte e la sua resurrezione perchè io ci sono ancora dentro a questo cerchio?"

PREOCCUPATO se io fossi al tuo posto sarei preoccupato veramente.

Ma ci sei o ci fai?

Non sai che la redenzione di Cristo non è immanente? Altrimenti perché i sacramenti? Non ci sarebbe più peccato originale, l'inferno sarebbe vuoto...

TUTTI sono salvi in Cristo, ma non tutti si salvano. Capisci questa differenza?

Va beh non m i va di dilungarmi. Ma quando vedo pubblicate queste cose, come argomenti contro il cammino mi arrabbio.

mic ha detto...

Sorvolo sugli insulti che rivelano una persona rozza, ma devo dirti che hai fatto una confusione pazzesca. Per forza, con i "maestri" che ti ritrovi!

Non sai che la redenzione di Cristo non è immanente? Altrimenti perché i sacramenti? Non ci sarebbe più peccato originale, l'inferno sarebbe vuoto...

la Redenzione di Cristo è sia immanente che trascendente e opera continuamente, ma ha operato in ognuno di noi una volta per tutte nel Battesimo, che ci ha impresso il Carattere di cristiani e ha cancellato in noi il peccato originale punto.

Se abbiamo bisogno degli altri sacramenti ( visto che ci rimane l'inclinazione al male ma non l'ineluttabilità della caduta), è per mantenerci nella fedeltà e crescere nella fede ed essere trasformati dalla Grazia, accogliendola, soprattutto nell'eucaristia e poi nella preghiera e nell'Adorazione, e vivendola ogni giorno.

E' ovvio che non si salvano tutti; ma non è altrettanto ovvio e nemmeno vero che si salva solo chi fa il cammino perché viene convinto che è il cammino (confuso con Gesù Cristo a parole, ma in realtà retrocesso a Mosè nelle prassi) che salva.

PAGLIUZZA ha detto...

E' ovvio che non si salvano tutti; ma non è altrettanto ovvio e nemmeno vero che si salva solo chi fa il cammino perché viene convinto che è il cammino

GUARDA CHE SEI TU CHE LO DICI NON IO

Quando dico che la redenzione di Cristo non è immanente mi riferisco al fatto che non si realizza senza il nostro consenso. Ora è vero che nel battesimo siamo redenti, ma questa redenzione deve portare in noi i suoi frutti di santità. Ecco perchè una persona può essere battezzata ed essere non ontologicamente, ma esistenzialmente in un "cerchi di morte". Prova ne è che non vive secondo il Vangelo.

Inoltre a proposito del battesimo puoi leggerti cosa dice il Catechismo Della Chiesa Cattolica al nr. 1234 e dirmi cosa ne pensai?

mic ha detto...

1234 Il significato e la grazia del sacramento del Battesimo appaiono chiaramente nei riti della sua celebrazione. Seguendo con attenta partecipazione i gesti e le parole di questa celebrazione, i fedeli sono iniziati alle ricchezze che tale sacramento significa e opera in ogni nuovo battezzato.

per ora rispondo solo a questo perché ho pochi minuti.

La cosa che mi dice, perché poi il battesimo è spiegato nei successivi articoli, è che ti piace tanto la parola "iniziati"... non sarà una fissazione?

Anonimo ha detto...

QUANDO AVRAI PIù TEMPO LEGGITI ANCHE IL NUMERO 1231 DEL CCC SEMPRE SUL BATTESIMO


CIAO

mic ha detto...

E allora?

1231 Dove il Battesimo dei bambini è diventato largamente la forma abituale della celebrazione del sacramento, questa è divenuta un atto unico che, in modo molto abbreviato, integra le tappe preparatorie dell'iniziazione cristiana. Per la sua stessa natura il Battesimo dei bambini richiede un catecumenato post-battesimale. Non si tratta soltanto della necessità di una istruzione posteriore al Battesimo, ma del necessario sviluppo della grazia battesimale nella crescita della persona. E' l'ambito proprio del catechismo .

dice che il "catecumenato post-battesimale" è l'ambito proprio del catechismo. Non dice che coincide col cammino neocatecumenale.

Ripeto. E allora?

La terminologia è un po' impropria (e non è detto che qualche mestatore di ambiguità non ci abbia messo lo zampino), perché di per sé il catecumenato, nel cristianesimo primitivo, era il periodo di insegnamenti cui venivano sottoposti coloro che manifestavano l'intenzione di essere battezzati.

Nel corso del tempo, qualcosa indubbiamente è cambiato da quando si battezzavano i bambini al più presto, nel desiderio di inserirli subito nella Chiesa, dando per scontato che la Fede l'assorbivano in famiglia e dalla pratica sacramentale che era più diffusa e, allora, a qualcuno ha fatto gioco rispolverare il termine, rivestirlo anche d'iniziazione, e inventarsi un percorso con prassi e tappe prese da un poutpourri di elementi tratti dal luteranesimo, da Bonhoeffer e compagnia cantante con una dose massiccia di giudaismo e ha tirato fuori il cammino-a-tappe come il coniglio dal cilindro.

Comunque, il fatto che si parli di catecumenato post-battesimale, non significa che il Cnc ne abbia necessariamente il monopolio: tanto più che il CCC lo riferisce esplicitamente al catechismo, normalmente gestito dalle parrocchie. Dipende dal Parroco scegliere i catechisti curandone la formazione o servendosi di persone già formate: la catechesi non è nata con il Cnc, ma è stata sempre la normale attività formativa della Chiesa.

Certo nel tempo, e soprattutto dopo il concilio e per effetto della secolarizzazione, ci sono state defezioni da un lato e carenze nonché troppe sperimentazioni dall'altro. E, in ogni caso, non è pensabile di risolvere un problema con un male maggiore.
Traduco: per tappare i buchi e risolvere le carenze determinatesi nella Chiesa, ci sono soluzioni diverse da un cammino di cosidetta "iniziazione" cristiana, che è de-formazione kikiana con annessi e connessi più volte denunciati e provati.

PAGLIUZZA ha detto...

Beh MIC

1) non ho detto che parla del cammino, ma non per questo lo esclude

2) visto che vi fate paladini del CCC, asserendo che nel cammino non si legge, ne si usa per la catechesi dovete decidervi se anche voi accoglierlo o se no fate un blog: "Osservatorio sul Catechismo secondo Verità"

Ciao

mic ha detto...

1) non ho detto che parla del cammino, ma non per questo lo esclude

e che significa?
Se volevi dimostrare che leggete il CCC, so bene che ci sono i riferimenti come note a pie' di pagine nelle catechesi rinnovate. Ma ciò non toglie che in quelle catechesi siano ancora presenti molte storture
vedi Kiko qui
e Carmen qui

mic ha detto...

2) visto che vi fate paladini del CCC, asserendo che nel cammino non si legge,

non ci facciamo paladini del CCC, ma di 2000 anni di Magistero ecclesiale, che nelle catechesi dei tuoi iniziatori è come l'araba fenice...

mic ha detto...

Purtroppo i neocatecumenali, assordati dai canti kikiani, da chitarre, tamburelle e interrogatori pubblici, quel deserto di meditazione lo vedono soltanto dal punto di vista del loro "pesce", sempre ad usum Delphini, intendo.

Caro Lino. questo tuo intervento e quanto detto in precedenza, mi ha fatto venire un lampo di comprensione sul significato del "pesce" posto nel calice in quella 'strana' icona della Cena del Risorto...

Il pesce nel calice, rappresenta il neocatecumenale risorto. Ma, se è vera questa interpretazione, che ritengo attendibile anche in relazione al loro linguaggio gergale, è "normale" mettersi al posto del Sangue di Cristo?
Chi sarà l'Apostolo che depone il pesce nel calice?