martedì 12 febbraio 2019

Papa Francesco e la lunga battaglia contro il Dott. trètrè HC KA

Questo Pontefice fin dall’inizio ha fatto la carta d’identità al Cammino Neocatecumenale appellandosi ogni anno agli “aspiranti venerabili” fondatori nella descrizione dei connotati che il Cammino “deve/non deve” avere al suo interno perché si confermi la sua autenticità ecclesiale.
Da qualche tempo si è accorto che gli appelli rimangono su tutti profili inascoltati: Antropologico, Dottrinale, Liturgico e non ultimo Pastorale.
Io penso che il Papa dal giorno dopo l’elezione sapeva cosa l’aspettava e con chi e cosa doveva scontrarsi, del resto sono pronto a scommettere, che dopo la famosa e mancata “Feria IV”, almeno un documento dentro la cassetta bianca consegnatagli personalmente da Benedetto XVI riguardava il Cammino, quindi:

1) il Papa sotto il profilo antropologico e quindi pastorale li ha sgamati da lungo tempo, ed in questi anni dal tono dei suoi discorsi, ha imparato a proprie spese a “conoscere l’odore di questo particolare gregge di pecore”.

2) Il Papa è perfettamente a conoscenza della generale crisi dei movimenti e nello specifico da buon pescatore di uomini quale Lui dev’essere, avrà riconosciuto la crisi antropologica del Cammino e sa benissimo che è dovuta a umanissimi e molteplici fattori di bassa lega:
  • Smanie di protagonismo ed esclusività,
  • supercollaudate brame di potere che sfociano durante gli scrutini nella violenza privata a sfondo psicologico, 
  • sfacciata copertura a tutti i livelli di scandali a sfondo sessuale, 
  • estorsioni di denaro camuffati da contributi volontari sistematicamente gestiti in maniera opaca ed utilizzati per gli più svariati scopi, acquisizioni indebite di immobili, culto della personalità da parte degli adepti dell' “aspirante venerabile” vivente fondatore, culto della mondanità da parte ed a beneficio esclusivo servizio del di..vin iniziatore e suoi più stretti collaboratori… etc., tutta roba eticamente deprecabile e spesso corre sul limite del perseguibile del codice penale.
3) Il Papa conosce la situazione, e non s’impressiona dei numeri oceanici che gli vengono sottoposti quando è costretto a presenziare agli annuali triti e ritriti raduni “nordcoreani” che ormai mal sopporta, lo si capisce dall’espressioni facciali non ultimo per il 50° di Tor Vergata, lo si capisce dal tono delle “semplici raccomandazioni” ripetuti ciclicamente alternativamente un anno sì uno no: Obbedienza, Umiltà, Rispetto, Curate la Comunione, Non siate Divisivi, Imparate ad Ascoltare e non siate Proselitisti, Amate il mondo ma respingete la mondanità... etc. Tutte antropologiche “semplici raccomandazioni”, fondate sul Magistero Cattolico e di fatto rimaste praticamente inascoltate! Perche?

4) L'egocentrica antropologia gitana del fondatore è in antitesi con quella dell’attuale Pontefice poiché nemica della ragione, tanto efficace quanto devastante, capace di irretire per oltre 40 anni tantissime persone deboli nel carattere o in difficoltà, anestetizzando la ragion d’essere del partecipante che da debole “ovium” comincia supinamente a trasformarsi in un “devoto e fanatico” “lemmings” camminante conformato alla volontà dell’ispirato fondatore, e quando col procedere delle tappe il cammino si trasforma in “una corsa ad ostacoli” ormai il gioco è fatto non c’è più tempo più fermarsi a riflettere. Guai a fermarsi si deve andare avanti, prendere se no lasciare.

5) L’attuale Pastore Regnante è perfettamente cosciente che il Dott. trètrè H.C. K.A. ha una cinquantennale esperienza antropologica nel trasformare il ragionevole gregge di Cristo “Ovium”, in una massa disobbediente di “lemmings”, sottospecie antropomorfa di cui è un competente cacciatore ed allevatore, inoltre è tra i maggiori esperti viventi nel saper cucinare detti soggetti con una tecnica gastronomica fatta “da passaggi dalla trentennale cottura”, la sue stellata pietanze sono fra le più acclamate e lodate da circa 120 “ghiottoni” della razza rufus chlamydem-vestem talarem violacei che da tempo mensilmente apprezzano i famosi manicaretti “lemmings in ollam” dello stellato Topchef K.A.

Carta d'identità dei "kikos"
6) L’attuale Pastore sa bene che questa è una lunga battaglia e il Dott. trètrè H.C. Topchef K.A. è un antagonista temibile e scaltro fortemente spalleggiato dal famelico club i “120 ghiottoni” e pertanto attualmente non è nelle condizioni per affrontarlo frontalmente. Di certo è al corrente che almeno due volte l’anno i “Suoi collaboratori” subdolamente si intrufolano dentro i sacri recinti nella speranza di convincere gli “Ovium” a diventare “Liberi e felici Lemmings” proponendo il trasferimento nel suo piccolo recinto personale poste accanto le cucine stellate del Topchef K.A.

7) Non ultimo l’attuale Pastore per mezzo di quelle “semplici raccomandazioni” pubbliche ha cominciato a mettere in luce come stanno effettivamente le cose. Di fatto è riuscito in una potente opera di divulgazione e immunizzazione e attualmente le “Dominica ovium” non sono così sprovvedute da farsi accalappiare dai “di..vin collaboratori”, del resto i “lemmings” si fanno facilmente riconoscere per quello che sono, e non se li filano più nessuno. Nel contempo il buon pastore continua a richiamare la massa disobbediente di “lemmings” sperando nel buon cuore e nella ragionevolezza che qualcuna voglia/possa ritornare a essere “ovium” e rientrare nei sicuri sacri recinti, evitando di finire dentro la pentola, del trètrè Dott. pluristellato Topchef.

(da: La Voce dello Ionio)

domenica 10 febbraio 2019

Non dicono chi sono (a meno che il parroco...)

Locandine a Castellammare di Stabia per adescare parrocchiani alle cosiddette "catechesi" del Cammino Neocatecumenale.

Esempio 1: parrocchia San Marco evangelista: non dicono che è il Cammino:


Esempio 2: parrocchia Santa Maria dell'Orto: stessa struttura, stesso sgorbio kikiano centrale, ma stavolta c'è scritto Cammino Neocatecumenale: si vede che se il parroco s'impunta qualche risultato riesce a ottenerlo...


Da un articolo autocelebrativo del Cammino a Castellammare, si legge di un certo don Corrado, siciliano, in vacanza a Castellammare che va nella parrocchia San Marco (in periferia e lontana da strutture ricettive e alberghi) a farsi notare mentre prega:
Questa esperienza ecclesiale è iniziata nel giugno del 1976, quando un sacerdote proveniente dalla Sicilia, scelse Castellammare di Stabia, come località in cui trascorrere alcuni giorni di riposo. Durante il suo breve soggiorno nella città delle acque, si fermò nella chiesa del San Marco a pregare. Don Ciro Donnarumma, allora parroco, appena notò questo sacerdote forestiero seduto nei banchi della chiesa a pregare, gli si avvicinò per chiedergli da dove venisse e rimase meravigliato nell’ascoltare che, Don Corrado, era venuto a Castellammare dalla Sicilia per trascorre alcuni giorni di riposo.
Notare le espressioni usate: scelse, riposo, pregare, notò, meravigliato... E siccome "chi si scusa si accusa", c'è bisogno di precisare subito dopo: «con molta serenità»:
Stupito, Don Ciro, gli chiese come facesse ad allontanarsi per giorni interi dalla parrocchia e dagli innumerevoli impegni pastorali. Don Corrado, con molta serenità gli rispose che grazie alla preziosa collaborazione dei fratelli delle comunità Neocatecumenali, presenti nella sua parrocchia, era libero da molte delle incombenze proprie di un parroco, eccezion fatta per la celebrazione dei sacri misteri.
Chiaro? Per giorni interi niente celebrazione, tanto la parrocchia siciliana è in mano ai kikos. A loro non gliene importa niente della Messa feriale, l'unica cosa importante è la carnevalata del sabato sera. Don Corrado, elemento ornamentale delle loro "liturgie", può anche andarsene in vacanza - ma come vedremo tra poco, non era una vera vacanza:
Incuriosito dalla cosa, Don Ciro si recò subito dal Vescovo di allora, Mons. Pellecchia, per parlargli e conoscere la sua opinione circa questa esperienza.
Come a dire: don Corrado si stufa di compiere il suo dovere e si prende una vacanza a centinaia di chilometri e per puro caso finisce in una parrocchia di periferia (di oltre diecimila anime, sempre per puro caso) dove trova un parroco stufo di compiere il proprio dovere: dopotutto alla parrocchia possono pensarci i laici del Cammino, e il parroco può comodamente farsi vivo solo quando c'è da celebrar Messa, giusto?
Il vescovo, nell’accoglierlo sorprese Don Ciro, perché gli disse che lo stava cercando proprio per proporgli di iniziare nella parrocchia San Marco, una nuova esperienza di evangelizzazione: il Cammino Neocatecumenale. Così nel gennaio del 1977 iniziò la prima catechesi, condotta da un’equipe di catechisti formata da una coppia di sposi, Patrizio e Marisa Astorri, un sacerdote, padre Giuseppe Giuli e un cantore donna, Natina.
Ah, ora si spiegano incredibilmente tutte le coincidenze: era una visita accuratamente pianificata e preparata, e la sceneggiata ipocrita del farsi notare in parrocchia a pregare era finalizzata a parlargli del Cammino e a dirgli di chiedere un'opinione al vescovo. Il quale magari era già stato adeguatamente oliato e sommerso di discorsetti altisonanti, magari proprio dai due coniugi Astorri che avrebbero dovuto "predicare"...
Al termine della predicazione, il 27 marzo 1977 nacque la prima comunità Neocatecumenale della diocesi, la quale ha completato il cammino rinnovando le promesse battesimali nella veglia di Pasqua del 2003.
Al ricatto morale «il diavolo è dietro quella porta, che fai, lasci?» nacque la prima comunità neocatekika stabiese che è diventata "adulta" ben ventisei anni dopo (ah! bei tempi quando il Cammino durava meno di trent'anni e non erano state inventate le tappe aggiuntive!).
Da quella comunità, dopo circa 2 anni furono eletti dei catechisti che portarono la predicazione ricevuta, in altre parrocchie della diocesi. Così, di anno in anno, durante il tempo di Avvento e di Quaresima, il cammino si è sviluppato in maniera esponenziale sul territorio.
Come già evidenziato sopra, la "predicazione" in questione è un prodotto estraneo all'attività pastorale dei parroci che viene "proposto" ad un parroco, e se il parroco non si convince allora si fa leva sul vescovo. Il prodotto estraneo viene quindi "portato" nelle altre parrocchie della diocesi. Praticamente la crescita di un tumore spirituale in una diocesi.

Parrocchia del San Marco, Castellammare di Stabia:
il cancro neocatecumenale vi alligna dal 1977 ad oggi

venerdì 8 febbraio 2019

Un gigante dai piedi d'argilla: il Cammino Neocatecumenale.

Riproponiamo un contributo che merita di essere messo in evidenza. Samo lieti in modo speciale perchè proviene da un sacerdote della Chiesa Cattolica.

Dalla testimonianza di un sacerdote della Chiesa Cattolica:
Personalmente mi trovate in piedi nelle penitenziali ad asciugare le lacrime.
(Fregandomene della confessione fatta con la lista dei peccati
perché tanto la parola parla da sé e basta quella).

Carissimi… Sono un sacerdote della Chiesa cattolica. Più volte ho avuto la possibilità di confessare durante penitenziali ordinarie e dei passaggi. La situazione è molto più grave di quanto descritta. La crisi del cammino non è dovuta ai soldi, ai pesi che sono più delle gioie (hai moltiplicato loro la gioia, hai accresciuto l'allegria). La crisi vera è l'aver imposto che nelle comunità non ci debbano essere "amicizie" per non creare "divisioni". Non è visto di buon occhio non solo sposarsi con chi non è del cammino, ma nemmeno che due fratelli della stessa comunità possano fare una cena, vacanza o approfondire delle relazioni sane aldilà degli incontri ordinari. Risultato? Un veleno potente che addormenta ogni tipo di affetto e relazione. Il cammino è un dovere, non un'occasione per amare nella relazione. Tutto questo è stato già fatto secoli prima dai Farisei che avevano regolato le relazioni tra uomini e persino quella con Dio con i precetti. Persino fare l'amore con la propria moglie diventa un dovere e a volte un sacrificio come andare a trovare i genitori o accudirli. Fidatevi. La crisi del cammino non sono i numeri, o la liturgia o la teologia o gli impegni diventati molto elastici rispetto ad anni fa. La vera crisi è aver sostituito la pietà con la legge.

Questi piedi di argilla franeranno a poco a poco e con grande sofferenza di chi ci è passato. Onde evitare scismi e cacce alle steghe, il tempo sarà garante delle opere. Questa ruggine ha intaccato già molti pilastri considerati stabili come i matrimoni nc che stanno implodendo a perdita d'occhio.

…sono tempi cronologici e logici diversi. La teologia è in difetto perché in difetto è l'antropologia (un idea di uomo desunta dal modo di vivere di Kiko e dei primi assolutamente disordinato nelle relazioni del tutto impari). La teologia e la liturgia come la prassi pastorale sono nate dopo uno stile di vita relazionale e non prima. Il problema è quindi non teologico ma antropologico (poi a cascata anche morale, sociale ecc) per dirla breve. La teologia è venuta dopo uno stile di vita impietoso, cioè privo di pietà sintetizzato nei mamotreti.

… troppe cose avrei da dirvi. Il cammino è nato nel post concilio in un epoca dove alcuni sacerdoti celebravano con i bicchieri di carta. Ci si stupisce che ci sia la fruttiera. Ripeto, la liturgia,la teologia e kiko stesso (che avete ben compreso che da persona è diventato nei decenni personaggio) sono solo effetti visibili ma non la causa della fine del cammino. Ci si lamenta che un 80enne dica come un mantra le stesse cose. Lo fanno tutte le persone anziane. Non è questo il problema. Il dramma è aver fatto il passo falso dei farisei mettendo la legge al posto della pietà. Cristo non rimprovera i riti e le tradizioni degli uomini perché non sono in asse con la sua volontà, ma perché sono lontane dalla pietà. Svariati salmi e parole di Gesù lo confermano.
Il cinismo ieratico dei genitori neocatecumeni come degli sposi, con maternità forzate nonostante dolori e salute precarie, sono la causa prima e ultima della fine di questo cammino.
Nessuno regge più la legge. Ne è dimostrazione l'esodo di massa fuori dalla "terra promessa".
Noi sacerdoti dove siamo ? Non so dove sono i miei confratelli. Personalmente mi trovate in piedi nelle penitenziali ad asciugare le lacrime. (Fregandomene della confessione fatta con la lista dei peccati perché tanto la parola parla da se è basta quella).
La consolazione più grande ? Chiedere ai neocatecumeni se la vita sia più bella così, alla fine della confessione e loro piangendo sorridono e dicono di sì. Concludo il tutto dicendo "buon matrimonio" Ora che sanno che la moglie o il marito non è la croce ma il paradiso, la consolazione di Dio. (nota 1)
Il sacerdote si pone in una prospettiva particolarmente interessante - maturata per esperienza diretta in quanto pastore di anime, e per aver partecipato "a numerose penitenziali ordinarie e dei passaggi" - e ce la spiega:
Fidatevi non smetterò mai di ripeterlo: dietro ad ogni difetto teologico c'è un difetto antropologico. Dietro ad ogni parola bugiarda, c'è una bocca che mente. Dietro ad ogni idea sbagliata, una mente in errore. Dietro ogni legge, c'è una mano che l'ha scolpita. Questo difetto è frutto di una visione della vita che prima ancora che essere un mamotreto è stata ed è uno stile di vita personalissimo. Come si pone la persona nei confronti del prossimo, la dice lunga. Manca del tutto il sapersi collocare all'interno del progetto della salvezza, proprio come mancava a Giobbe e la risposta di Dio la dice lunga. Questo si chiama errore antropologico il non sapere le misure dell'uomo, dove sta, dove può andare e cosa può dire o fare. Ecco perché nel cammino, parlando pane al pane e vino al vino, ciascuno di voi ha potuto assistere a scene turche: parole urlate con una cattiveria e un pulpito che mai nessuno si è arrogato di presiedere senza il minimo scrupolo che quello che si urla potrebbe non essere buono o utile alla vita del prossimo. Si vedono genitori urlare maledizioni ai figli, come gli sposi, come i fratelli di sangue e di comunità. Manca del tutto il darsi una misura. Una visione dell'uomo (antropologia) nomade e zingara. Ecco perché posso entrare ed uscire come e quando mi pare nella vita intima delle persone lasciando emorragie. Ecco perché posso forzare la vocazione e plagiare a più non posso fino a forzare scelte che della libertà dei figli non hanno neanche l'odore.
Questo disordine antropologico, teorizzato e ponendolo in relazione con Dio è divenuto teologico e dottrinale, liturgico, morale ecc..
Un consiglio è quello di non combatterli su questi campi cronologicamente e logicamente secondari, ma di andare alla radice di tutto: "ma che uomo sei?". Domane semplici. "Ma tu sei libero? Sei felice? Sei innamorato? Sei pietoso? Sei fedele? Sei paziente? Sei mite?" ecc.. Detto a persone che si gonfiano la vena appena gli tocchi la mensa, la veglia di pasqua ecc, queste sono le cose da chiedere perché questi sono i piedi di argilla. Il resto sono idee così radicate che non le schiodi. (nota 2)
Un mio carissimo amico d'infanzia e itinerante da tanti anni non mi ha saputo rispondere alla mia semplice domanda "Ma il Cammino secondo te, ha dato più sollievo e consolazione o ansie e pesi alle persone? Mi riferisco alla maternità a tutti i costi, alla decima e le collette ecc..". Dicono di essere UNO, ma si ammazzerebbero a vicenda pur di cantare il preconio. Su queste stupidaggini, su questi piedi di argilla che sono la totale apatia, l'essere spietati, che non possono in alcun modo controbattervi e rispondervi, imbarazzati.
Ora in questo blog chiaramente si parla del cammino, ma sapete perfettamente che tante altre esperienze ecclesiali hanno dei difetti antropologici e quindi teologici impressionanti che hanno apportato anche loro la buona dose di danni. Come si sono sfiaccate queste esperienze? Con qualche annetto di semplici e banali contraddizioni. Queste piccole crepe nello scafo, fanno colare a picco qualsiasi impero. Tanti naufraghi e tanti dispersi e sofferenze purtroppo. Ma come dice una canzone: Nessuno ha detto che sarebbe stato facile.

In conclusione:

Il modello antropologico innesca sempre la miccia in tutti i secoli, in tutti i tempi. La domanda di Dio nell'Eden spiega molto bene questo dramma "Dove sei?". I più grandi crimini contro l'umanità sono stati resi possibili perché si è giocato con l'antropologia. "Non è un uomo, è solo un sacco di vermi" (Lutero); "Non è un uomo, ma un peccatore"(perché siedi con i peccatori e mangi con loro?); "Non è un uomo ma solo un grumo di cellule"(aborto); "Non è un uomo, è solo un ebreo" (olocausto).

Rende l'idea?


(nota 1) Possiamo discutere su quale sia l'effetto e quale la causa e su che cosa più di un'altra stia portando il c.n. al collasso finale. Certamente, come Lino mette in evidenza, "la dottrina malata del kikianesimo, una dottrina mistificatrice del Vangelo, del cattolicesimo, della Liturgia, della teologia" sono causa, a loro volta e proprio in quanto tali, di danni immensi e irreparabili, colpevolmente sottovalutati dalla Chiesa. Alla fine è tutto un circolo vizioso!
(nota 2) "Il resto sono idee così radicate che non le schiodi."
Devo purtroppo dire che questi non li schiodi su nulla! Neanche se li prendi sul piano antropologico, sulla contraddizione vivente della loro esistenza. Almeno questa è stata la mia diretta esperienza di persona che ha fatto attivamente il cammino per quasi trenta anni. Quando provi a fare doverosa autocritica dall'interno, mettendo in evidenza le storture e gli scandali che non sono infrequenti anche dopo anni e anni e avendo magari finito da tempo il cammino, la risposta è:
"Che cosa ne capisci tu?" "Sei solo una moralista! Noi siamo TUTTI peccatori! Tu pensi di essere meglio degli altri e giudichi! Tu sei entrata in comunità per diventare santa (questo con tono di accusa), non per convertirti e NON giudicare più il tuo fratello (peccatore incallito!) e per NON scandalizzarti…guarda che se continui così Dio ti farà commettere peccati ancora peggiori!"…ecc.ecc.
Ossia come esci dal loro schema relazionale IMPARI e quant'altro vieni isolato ed emarginato e già sei del tutto fuori dal cammino… è solo questione di tempo!

mercoledì 6 febbraio 2019

Il Cammino Neocatecumenale, un'occasione sprecata! (il declino-seconda parte)

Riprendiamo alcune recenti testimonianze che confermano l'inarrestabile declino del Cammino Neocatecumenale, fenomeno non recente in verità ma già in atto da almeno un decennio e senza alcun segnale di una qualche inversione di tendenza. (seconda parte)

Continuiamo il nostro interessante excursus con i seguenti commenti che dimostrano come, nella migliore delle ipotesi, il cammino può essere considerato soltanto un'occasione sprecata (e almeno fosse stato solo questo, senza procurare insieme tanti danni!).


Ultime "alzate" a Panama:
la percentuale dei bambini aumenta ogni volta

(iniziazione cristiana per "adulti"?!)
e l'«itinerante» - per conto di Kiko - li tiene sotto stretto controllo.

Da qualche commento a firma Luca:

Dalle mie parti l'ultima comunità è composta da 8-12 ragazzini.
La metà sono figli del cammino e l'altra metà sono stati reclutati dal post-cresima neocatecumenale.
Portarli giovanissimi in una realtà invasiva come il cammino è da criminali, è un plagio evidente fatto a danno di ragazzini che si fidano a scatola chiusa e senza alcuna esperienza di vita, dei loro padrini del post-cresima
Usare ragazzini di 13-15 anni per rimpolpare le comunità del cammino è un evidente rifiuto del cammino di accettare la realtà.
Hanno sempre detto che le comunità devono essere uno spaccato della realtà sociale.
Ora non lo sono più, sono una forzatura alla realtà.
Non ci sono gli adulti e mancano le coppie.
Qualche anno fa hanno inviato una comunità di "vesti bianche" che ha finito il cammino, in missione da un'altra parrocchia.
Non è servito a nulla e da più di un anno non vengono più.
Mi facevano pena, molti "vecchietti" e qualche fanatico.
Ricordo una coppia di mezza età mandata in missione strombazzando la notizia ai quattro venti e tornati dopo un anno in sordina e senza risultati.
Tante sofferenze inflitte a se stessi ed ai propri figli e tanto denaro speso inutilmente.
Questo è il cammino oggi: una grande occasione sprecata.

Questa che segue è una chicca e ve la dico.
Ora dalle mie parti, per incentivare la gente a partecipare alle catechesi iniziali del cammino, sull'invito mettono nero su bianco: le baby sitter e il trasporto sono gratuiti.
Non è scritto da nessuna parte che si tratta del Cammino Neocatecumenale ma ti tengono i bambini e ti vengono a prendere e ti riportano a casa GRATIS.
Immagino già chi si prenderà cura di realizzare questa cosa e con quale soldi.
FANTASTICO !!!!!!
Missioni cittadine (le 100 piazze), evangelizzazione porta a porta ("Traditio"), distribuzione degli inviti alle catechesi durante le Messe parrocchiali, baby-sitter e trasporto gratuito.
Gli manca solo di dare 10 euro ad ogni poveraccio che viene a sciropparsi una delle loro "ispiratissime" catechesi...
Ho visto un film su Netflix dove un educatore usava questo sistema con i ragazzi del suo corso per farli tornare il giorno dopo e non farsi licenziare.
Magari gli ho dato una idea interessante.
I Love Neocatechumenal Way

Da un commento a firma Nicola:

la cosiddetta "iniziazione Neocatecumenale" non ha portato nessun frutto degno di nota, nessun miglioramento nella vita dei membri. Cioè, si è rivelato un modello fallimentare, che non ha affatto mantenuto le premesse ("un ritorno al cristianesimo delle origini"). Se si tolgono gli "obiettivi spirituali" a un gruppo come il CNC, allora tutte la faticose attività del gruppo perdono ragion d'essere, e diventano, appunto, "meri sacrifici", anche detti "sacrifici inutili", semplici incombenze quotidiane che non hanno altro risultato se non di riempire l'agenda dell'adepto e togliergli tempo dalle sue 24 ore quotidiane. E quando questo si verifica, è solo questione di tempo prima che il gruppo collassi: chi, infatti, terrebbe nella propria vita delle fatiche e dei sacrifici inutili, che hanno perso il loro senso iniziale?

Dopo 30-40 anni si erano illusi
di aver finito il cammino...
Da un commento a firma gigi:

già si è detto, ma il cammino anche nelle parrocchie più "toste" e "storiche" dove 25-35 anni fa c'erano 10-18 comunità si sta sfaldando. I vecchioni muoiono, i giovani non entrano, qualcuno esce. Si accorpano comunità all'interno della stessa parrocchia pur di rimanere e dare parvenza. Da 10-18 comunità diventano 4-8 comunità. Se non di meno. Esiste poi una vera e propria "crisi" post fine cammino (post "matrimonio spirituale"). Molti, scardinati dal ruolo di catechista o cantore o non so cosa (fatto per 30 anni) per fare spazio "ai nuovi arrivi" (vedi le unioni tra più comunità della stessa parrocchia dove per necessità si rifanno votazioni e si riassegnano ruoli), crollano ed entrano in una vera e propria depressione. In molte parrocchie alcune comunità dove ci sono parroci "nuovi non del cammino" si inventano la "comunità in missione" che altro non è che andare in una parrocchia dove c'è un parroco del cammino (in preda a crisi perchè solo e senza cammino perchè di indole Redemkikos Mater) ma dove appunto delle comunità neocat non c'è mai stata l'ombra. esempio lampante su Roma, per esempio, è una comunità in missione nella Chiesa Santa Maria della Pace ovvero al Chiostro del Bramante. Le prossime secondo fonti ufficiali saranno mandate al Vittoriano, a S.Pietro e alle Terme di Caracalla. io suggerisco anche di mandarne qualcuna al Colosseo (coi leoni) o al cimitero del Verano direttamente... ;)

Da un commento a firma M.A.:

Cominciamo con la mia parrocchia: 4 comunità in 50 anni! Non direi un gran successo. Le ultime due composte al 95% da figli di persone delle prime due e l'ultima fusa e rifusa negli anni con una manciata di poveracci.
Se fossero tutte così le parrocchie, tutto sarebbe già morto da tempo.
Eppure le prime comunità fanno di tutto: "missioni", "Traditio", affissioni da tutte le parti, servizio di riaccompagnamento, manca solo che paghino i partecipanti.
Anche da noi si assiste, come detto sopra, a persone delle prime comunità che partecipano, per fare numero, a tutti gli eventi, alle catechesi di inizio corso e poi coppie di persone che hanno finito il cammino diventano responsabili delle comunità più nuove, rifacendo il cammino da capo.
In parrocchie vicine alla mia, la situazione (purtroppo) è migliore, con il post-cresima che riesce ad arruolare dei giovani (e solo quelli) nelle comunità, anche se al 90% sono figli di camminanti.
Quella dei figli che entrano in cammino merita una riflessione. Purtroppo essi non sono liberi di scegliere, i genitori li obbligano a entrare come fosse una cosa ineluttabile, poiché se essi sono al mondo è grazie al cammino, quindi si sentono in dovere gli uni e in diritto gli altri di dover pagare questa tassa…
Poi i meccanismi più o meno perversi del cammino li incastrano nell'ingranaggio fino a renderli incapaci di potersene sottrarre. Con genitori, cugini, zii, amici di famiglia, figli di amici, l'incastro nel cammino per questi poveracci è indissolubile, pena l'allontanamento e il giudizio perenne dell'intera famiglia allargata.
Qui il Telefono Azzurro ne avrebbe di cose da fare, anzi dovrebbe aprire una succursale ad hoc.

La loro unica speranza per una vita normale è che il cammino svanisca, oppure saranno automaticamente costretti a sposarsi tra di loro oppure ad entrare in un seminario di Kiko.

Spero un giorno di aprire questo blog e leggerci sopra la parola FINE!
Purtroppo il tributo di sangue da versare è ancora alto!

Da un commento a firma Bruno:

Come mio contributo vi racconterò quello che succede nella mia Parrocchia di Roma.
Anche qui si fanno ormai 2/3 volte l'anno le catechesi, e ogni anno si forma una comunità che poi viene fusa l'anno dopo, con il risultato che il numero delle comunità è sempre lo stesso; ogni anno in presenza dell'itinerante responsabile viene presentata la NONA comunità (sono 7 anni che è sempre la NONA), nel giro di sei mesi - il tempo di fare le altre "catechesi" - già è stata fusa con l'OTTAVA, e la nuova è sempre la NONA, e così via ciclicamente.
Quindi per cercare di non far fuggire tutti (e dove vanno? hanno 13/15 anni e sono i figli di quelli che stanno nelle altre comunità) quelli della prima vengono dirottati anche nelle nuove comunità. Con il risultato che apparentemente ci sono nove comunità da 30 persone, ma vengono conteggiate più volte le stesse persone che ormai fanno il cammino in più comunità diverse.
Quello che però volevo sottolineare era in realtà il problema principale e che è il motore del Cammino Neocatecumenale: i Soldi.
Dal momento che hanno prima deciso di far entrare persone che stanno ancora nel post cresima (quindi persone tra i 13/18 anni) e che quindi studiano e neanche all'università, stanno proprio a scuola; poi di dirottare le coppie delle prime comunità a fare il cammino anche con le comunità più giovani, si sono suicidati senza neanche rendersene conto.
Nella mia parrocchia succede questo: Una coppia, di età circa 50 anni, con cinque figli, lui lavora, lei ovviamente ha tirato su i 5 pargoli e quindi non ha una entrata, frequentano la prima comunità (con annesse spese, decime, convivenze, riporti, fiori, babysitter, vino, ecc…), sono stati dirottati insieme ad altri nella nuova comunità (per fungere da aiuto ai 10 "Bambini" della neonata comunità, ovviamente la NONA), e anche lì devono provvedere anche perché nessuno in quella comunità ha un reddito, lo stesso succede per i loro 4 figli già in comunità (17-16-14-13 anni) il più piccolo 8 anni è ancora salvo. Ora tutti questi impegni gravano su un solo stipendio, e le persone da mantenere con il doppio impegno, richiesto da Kiko alle coppie, è quasi raddoppiato.
Praticamente nel momento in cui hanno aperto a persone sui 15 anni, cioè lontane 10 anni da un vero lavoro, da quando hanno raddoppiato "i Vecchi" per cercare di sopravvivere, hanno in realtà aumentato la velocità della loro fine.
Perchè il loro motore sono i Soldi, e quelli che entrano nel CNC non sono coppie ma bambini che gravano sui loro genitori già tartassati e che adesso fanno pure gli straordinari in più comunità.
Più succede questo, più persone escono, più il costo della baracca ricade su una base sempre più piccola e sempre più povera, con il risultato di accelerare l'uscita di altri.

...Tornati in parrocchia, dopo il balletto,
devono togliere la "veste bianca" e
tornare a rifare il Cammino daccapo!


Da un commento a firma Luca:

Hai ragione Bruno, il motore vero del Cammino sono i soldi.
L'esempio classico è la richiesta esasperata della decima che diventa tanto importante da bloccarti ai passaggi e farti declassare ad una comunità più giovane.
Il cammino è una realtà per benestanti, oggi ancora più di qualche anno fa.
Qualche anno fa giravano più soldi ed era possibile mantenere la classe degli itineranti e dei catechisti, oggi è sempre più difficile per il cammino far quadrare i conti proprio perchè mancano le persone che pagano le decime, per problemi economici o per i costi sempre più alti da sostenere per questo pseudo-cammino-di-fede.
Faccio un esempio con la mia ex-comunità che nello stesso mese ha fatto la convivenza di riporto e una convivenza di passaggio.
Sono state raggiunte per i due eventi assolutamente obbligatori cifre complessive di 300-350 euro a persona.
Se a questo aggiungi la decima che, come ho detto prima, è anche questa obbligatoria, i conti di una famiglia monoreddito con prole vanno a rotoli.
Non è possibile pagare per chi non può farlo, quindi o si usa la decima per saldare i conti delle convivenze, dei seminari, dei viaggi degli itineranti, delle adunate Kikiane di Porto S.Giorgio, famiglie in missione, mega-concerti delle pseudo-sinfonie Kikiane, mega-incontri alla Domus, manutenzione della Domus e altri infiniti rivoli di denaro che servono a tenere in piedi la baracca del cammino, oppure si aiutano le famiglie in difficoltà, non si possono fare entrambe le cose.
Quindi il carico del cammino è sempre di più sulle spalle delle famiglie benestanti che sono sempre di meno e che vista la crisi economica attuale, cominciano a rendersi conto del problema sempre più complesso di sostenere questo carico.
Oggi Kiko non potrebbe più bocciare al secondo passaggio quel miliardario dei mamotreti che faceva tanta beneficenza.
Oggi dovrebbe portarlo avanti nel cammino e affidargli un carisma importante per tenerselo da conto.
In un altro post si è affermata l'importanza che hanno acquisito nel cammino i psicologi e gli avvocati per aiutare le persone che vanno in depressione per colpa del cammino o i pezzi da novanta del cammino che incappano nella legge e necessitano di assistenza legale per non sporcare il buon nome del movimento.
Oggi servono: industriali, imprenditori, commercialisti, scrittori, gente ricca e famosa, per sostenere le spese senza fondo di questo cammino-di-SPESA-infinita.
Presto il cammino sarà una spesa in rosso anche per le parrocchie che lo ospitano che invece di avere un contributo economico, saranno costrette a sostenere le spese vive delle salette neocatecumenali.
Forse esagero un pò ma se il trend rimane invariato penso che assisteremo prima ad un collasso finanziario della macchina-Cammino e solo in seguito ad un fuggi-fuggi delle persone.

Da un commento a firma M.A.:

Luca ti ricordi la sparata dell'estate scorsa sul milione di euro, ebbene non se lo è fischiato nessuno, la gente si è letteralmente stufata del guru che, per dirla alla Veltroni, "fa il finocchio con il culo degli altri". Lo spirito dei camminanti, tralasciamo i folli che sono rimasti veramente pochi, al momento può essere sintetizzato nel seguente modo: Per tutti è chiaro che si è in un momento di transizione, resistono galleggiando sperando che cambi in meglio, ma tutti hanno già indossato il giubbotto di salvataggio e si sono procurati una scialuppa, passano il tempo a mormorare sulle cose che vedono ormai quasi irrimediabilmente compromesse, sono svogliati, e oppressi dal peso di "fare il cammino", dove tutto ormai è noia, non si entusiasmano più di niente, nulla li scuote, continuano a fare numero e presenza, ma fanno il cammino per così dire all'opposizione. Quelli che invece fanno i fighetti attorno a Kiko benedicente in Spagna, come abbiamo visto su youtube, saranno i primi a fuggire lontano ed a nascondersi. In tutto questo il povero Kiko si sbatte in modo ossessivo per cercare di rinvigorire lo spirito che lui stesso ha affossato, e tutto gli si ritorce contro, e rimane li a piagnucolare nella sua corte, senza mai porsi la domanda "cosa vorrà dirmi il Signore?" perchè lui è direttamente ispirato e tutto quello che fa è volontà di Dio, al grido "fate quello che vi dico io e sarete benedetti".

***

lunedì 4 febbraio 2019

Il Cammino neocatecumenale non attira più nessuno. (il declino-prima parte)

Riprendiamo alcune recenti testimonianze che confermano l'inarrestabile declino del Cammino Neocatecumenale, fenomeno non recente in verità ma già in atto da almeno un decennio e senza alcun segnale di una qualche inversione di tendenza. (prima parte)

Ascoltate! Guardate a me adesso!
Eppure il Cammino è ancora considerato una delle realtà più vive e dinamiche nello scenario della Chiesa Cattolica.
Questo è dovuto alla falsa propaganda e alla indiscutibile capacità mistificatoria del suo auto/nominato santo iniziatore, tre volte dottore (honoris causa) Kiko Argüello, che con una sfacciataggine fuori dal comune continua a raccontare ai suoi adepti, agli itineranti suoi collaboratori (corresponsabili nel raccontare menzogne) e al mondo intero che tutto procede a gonfie vele, che il suo "potente cammino" continua a dare copiosi frutti e ad estendersi prodigiosamente ai quattro angoli della terra per l'opera instancabile del Carro di fuoco immenso dell'evangelizzazione, la lussuosa Merkaba' che li fa scorrazzare serviti e riveriti "da ogni parte".
Ma oramai la realtà vera è sotto gli occhi di tutti; sono sempre più numerosi, anche nelle comunità del Cammino quelli che, mentre ascoltano Kiko parlare a ruota libera, si chiedono sgomenti: "Ma questo che dice?".

Anche da oltre confine ci arrivano conferme e noi ne siamo contenti:

Da Santiago de Compostela. In Galizia, nel nord-est della Spagna:
Dall'ultima "catechesi" sono entrati due ragazzi di 13 anni, figli di neocatecumenali. Qui ci sono quattro famiglie in missione: tre dalla Spagna e una da Roma - nessuna di queste è stata richiesta dal vescovo. In Galizia metà delle comunità ha vent'anni, o peggio. Si conferma "il declino inarrestabile del Cammino".
Deo gratias!
Dal Brasile:
Qui (in Brasil), nella parrocchia dove facevo il Cammino (e dove il Cammino c'è da 15 anni) si tengono le "catechesi iniziali" ogni due anni, ma praticamente vi partecipano solo i figli dei camminanti, i nipoti dei camminanti, e i fidanzati dei camminanti.
Perché la realtà vera - dicevamo - è una soltanto dappertutto:
Il Cammino Neocatecumenale non attira più nessuno! E di anno in anno invece di andare avanti vanno indietro come i gamberi.

Da un commento a firma La Voce dello Ionio:
Il trend nel Cammino oramai è quello, e anche se il di…vin vostro arrabbiato fondatore Kiko continua imperterrito a sparare i soliti numeroni e a gridare: "miracolo, spettacolare, impressionante, enorme!" la situazione reale è sotto gli occhi di tutti: da molti anni il numero delle comunità resta invariato nella migliore delle ipotesi o registra una sensibile e inarrestabile flessione e questa chiara tendenza che non accenna ad invertirsi si ripropone, impietosa, dappertutto. Dati confermati da fonti ufficiali, quindi incontestabili. Kiko non ha tutti i torti a rimandarvi a mangiare le aulenti "cipolle d'Egitto" delle kikatechesi iniziali! Magari dati gli attuali scarsi frutti, alcune a suo tempo non le avete capite bene, oppure a forza di camminare in tondo vi siete assopiti come le "vergini stolte"? Prendete come un atto di misericordia i provvedimenti del vostro karismatico ispirato fondatore, perché mandandovi a rimpolpare le comunità neonate, con una seconda gradevole "trentennale desertica camminata" vi aiuterà a mantenervi economicamente magri e snelli tenendo alto il vostro spirito d'umiltà togliendovi l'illus…ops! l'illuminazione di essere arrivati o quasi alla meta.

Da qualche commento a firma Mav:
Prima le comunità attiravano a loro, non c'era bisogno di convincere nessuno, era la gente che vedeva qualcosa nelle persone e voleva entrare… poi è successo che… quelle stesse comunità hanno finito il cammino… e alla lunga non attirano più nessunoperché? Non dovevano esse stesse "amandosi nella dimensione della croce" essere "segno" ed attirare i lontani? Evidentemente dopo 50 anni di beghe, litigi, lotte intestine per il potere, non sono per niente questo segno…sono diventate comunità farisaiche di sepolcri imbiancati, piene di "precetti" e "doverismi" vari…oltre ad una tristezza evidente…
gente così non attira neanche un disperato.
Nei primi tempi, non essendo ancora stati completamente fagocitati dal "sistema cammino" ed avendo ancora una vita sociale diciamo "attiva" effettivamente riuscivano ad attirare qualcuno. Nel momento che non hanno avuto più relazioni esterne al cammino, a tutti i livelli, questo non è più accaduto, anche perché quell'atteggiamento supponente in ogni ambito indispone piuttosto che attrarre, e più sono diventati "talebani" andando avanti nel cammino più queste caratteristiche si sono amplificate. Senza disturbare l'ortodossia, anche solo analizzando l'aspetto "sociale" il Cammino è destinato all'estinzione, Kiko si è sbattuto per isolare i camminanti dal mondo, o forse sono stati i camminanti ad essere più realisti del re, ma il risultato non cambia, e questa chiusura sarà la ragione della loro fine… o se non proprio la fine sarà una "segregazione" in una emarginazione tale che alla lunga, senza più ricambi, porterà all'estinzione.
In una parola, sono convinto che il Cammino abbia fatto il suo tempo, forse è pure servito a qualcuno, ma a differenza dell'illusione di Kiko e Carmen, è un movimento "a termine", forse era "adatto ai tempi moderni" nei primi anni '70 e fino ai primi anni '90… poi non ha saputo per niente adeguarsi ai tempi moderni… è di fatto archeologia nel senso peggiore del termine.


Aria di "segregazione"
dentro la Chiesa e dal mondo.
Adriana ci racconta:
Purtroppo è la realtà anche nella mia parrocchia, in Veneto. Il cammino si autoalimenta con i figli e i fidanzati ma entrano raramente, negli ultimi 4/5 anni, persone nuove e lontane dalla Chiesa. Le ultime comunità sono frutto di fusioni e anche le prime sono state fuse. Chi è dentro trova assolutamente impossibile che i propri figli non siano in cammino e quando questi lo lasciano, i genitori sono devastati dal dolore. Ciò che rattrista di più è il fatto che nessuno denuncia questa realtà con sincerità e con chiarezza, nessuno esprime interrogativi in merito a questa disaffezione (molti aderenti anche di antica data se ne sono andati) e soprattutto nessuno dei "grandi catechisti" esprime una idea od una proposta per trovare soluzioni alla situazione di stallo o per modificare il tiro (fosse anche solo aggiornare le obsolete catechesi iniziali). Ci si incaponisce a riportare "fedelmente" con lo stesso linguaggio ed esemplificazioni, catechesi scritte 40 anni fa pur assistendo ad un pressoché totale fallimento nella raccolta di nuovi fedeli. E nessuno si interroga sul perché e sul da farsi…Guai se nelle convivenze di inizio corso qualcuno nei lavori di gruppo esprime un'opinione contraria alle direttive del cammino… vieni pesantemente giudicato e guardato con sgomento… perché o sei allineato o devi andartene… Perché questo immobilismo e questa rigidità… pur davanti alla crisi che sta attraversando il movimento?… perché di movimento, volente o nolente, si tratta… perché una tale ottusità? Perché non sono permessi commenti fuori dal coro od osservazioni sullo stato di cose e tutto ciò che è fuori dal cammino è visto con disprezzo e svalutato? Molte invece sono le realtà belle e significative fuori del cammino… ma guai a parlarne in comunità o solo dire che hai fatto altre esperienze… sei finito… peccato… perché invece la Chiesa è grande !!! Per non parlare dei conflitti all'interno del cammino, mai sedati ma portati avanti pesantemente per anni… con immani sofferenze da parte dei contendenti… anche davanti a situazioni lampanti di diverbi e liti dove i colpevoli sono assolutamente evidenti e riconoscibili… nessuno si erge a difesa degli innocenti o spezza una lancia in loro favore… perché "non bisogna giudicare" (apertamente… ma nel segreto sì che si giudica). Omertà e silenzio regnano sovrani anche se il giusto deve soccombere sotto il calcio del nemico con la bocca veramente nella polvere. Questo è un altro aspetto che ho vissuto e sperimentato nel cammino che ha minato seriamente la mia vita e la mia salute mentale e dal quale è difficile uscirne… Perché queste situazioni vengono lasciate così per anni?… E nessuno dice niente? Scusate l'amaro sfogo ma veramente nel cammino ci sono alcune forti distorsioni che vanno denunciate e attraverso questo sito oggi mi sono sentita di doverlo e poterlo fare.

Mav spiega:
Si chiedono il perchè, ma non hanno nessuna intenzione di ascoltare le eventuali risposte, perchè sono convinti che il problema sia fuori dal sistema, che sia colpa della gente fredda, della secolarizzazione etc etc. Mai si arrenderanno al fatto che il Cammino Neocatecumenale non attrae più nessuno perchè le comunità avanti nel cammino, del cammino sono ormai stufe, e se per caso sono già incappate in varie fusioni al "ribasso" lo sono ancora di più. Aggiungete anche la demoralizzazione di fare catechesi a vuoto e la frittata è bella che fatta. Già perchè a parole non si guarda i numeri, ma nella pratica per come è strutturato il cammino i numeri servono eccome, non si può fare il cammino in una comunità di 13 e neanche di 20 diventa estenuante. La cosa interessante è che hanno fatto prima sfiancare le comunità piccole e poi dopo 10-20 anni hanno iniziato ad accorparle… potete immaginare che spirito hanno portato nella comunità fusa… e via così con le unioni successive… il risultato è che sono proprio schifati e non invitano più nessuno… e anche se lo fanno, le persone sentono l'odore di stantìo da lontano e se ne guardano bene dall'accettare l'invito. 
L'altra "scusa" sono i parroci "faraoni" che non ti fanno fare catechesi, che ti ostacolano, etc etc. E qui casca l'asino. Se il Cammino è un servizio, e tale servizio non è richiesto, che difficoltà c'è a sbaraccare? Ogni parroco ha il diritto-dovere di pensare una pastorale adeguata a quella particolare parrocchia e se in cuor suo e con pieno discernimento pensa che il Cammino non serva, che male c'è? Il male è che il CNC si considera il meglio sempre e comunque e chi non lo accoglie viene considerato in grave errore, Parroci, Vescovi, e, se ci prova, pure il Papa compreso, altro che "Il Cammino Neocatecumenale è al servizio del Vescovo come una delle modalità di attuazione diocesana dell’iniziazione cristiana e dell’educazione permanente nella fede" (Art. 1 paragrafo 2 dello Statuto).

Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite:
"Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare." (Luca 17,10)
Invece Kiko si sente indispensabile e sgrida la Chiesa che non gli fa spazio.

Da Alice dé:
Nella mia parrocchia (distante geograficamente dal centro dell'impero) l'ultima catechesi risale all'avvento di due anni fa. Dopo pochi incontri sospesero tutto perché nessuno dei "lontani" partecipava e dalle comunità esistenti (solo 4 e piccole) non c'erano figli in età congrua.
In un'altra parrocchia, dove il cammino per lunghi anni ha sofferto a causa del parroco ostile, successivamente al cambio del parroco, era sembrato che, finalmente, le catechesi potessero riprendere. La catechesi è stata fatta recentemente ma anche in questo caso sospesa per la partecipazione di quasi nessuno. Notizia di pochi giorni fa: ci sarà un incontro delle comunità con i catechisti responsabili diocesani per un cambio tattica. Dicono che a Roma stanno ancora pensando come fare la cosa "bene". Potrebbero raccogliere qualcuno di potenzialmente interessato e fare catechesi in casa come già successo dopo l'iniziativa delle "100 piazze". Si stanno organizzando per andare fuori dalle parrocchie?
…mi fa dispiacere vedere come tutta la Chiesa sia in difficoltà, purtroppo il cammino è, a mio parere e dopo esserci stata per più di trenta anni, una occasione sprecata anche a causa dell'immobilismo e della rigidità nella fedeltà al suo carisma (ciò che kiko inventa).
Ripercorro nel tempo le varie fasi dell'annuncio "vieni e vedi"
1- striscione appeso fuori la chiesa
2- distribuzione volantino con invito alle catechesi nella cassetta della posta
3- consegna dell'invito personalmente in mano dopo aver suonato a tutti gli appartamenti dei vari condomini. Bisognava consegnare e invitare a voce a partecipare (non era la "Traditio" però)
4- invito mirato e personale a colleghi o amici o conoscenti a partecipare agli incontri con consegna mirata del volantino invito
5- ogni fratello camminante doveva accompagnare almeno una persona alle catechesi e partecipare a tutti gli incontri

E siamo arrivati al punto 6
6- oltre i figli dei camminanti che hanno già il percorso obbligato, quale sarà la nuova strategia per attirare i "lontani"?

Conclusione: "ogni fratello camminante doveva accompagnare almeno una persona alle catechesi e partecipare a tutti gli incontri"… per invogliare il precettato a non mancare mai, arrivare fino alla convivenza finale e dire finalmente il suo AMEN.

Sistema da multi-level marketing e, nonostante questo, non riescono ad adescare più nessuno perché gli stessi "accompagnatori" stanno pensando seriamente di andar via.

(fine prima parte)

sabato 2 febbraio 2019

Repetita juvant: il Cammino contiene errori, e ti inganna in modo subdolo

...questa idiozia la chiamano "liturgia"
Se ci tocca continuamente ricordare le stesse cose, è perché continuamente ci imbattiamo in neocatecumenali che ripetono acriticamente sempre gli stessi slogan. Qui sotto, la risposta data ad una sorella di comunità che ha scoperto questo blog e ha cominciato a leggerlo.


Carissima,
lo scopo di questo blog è dimostrare che il Cammino Neocatecumenale - e soprattutto i suoi autoeletti "iniziatori" e tutta la gerarchia di "catechisti" e "responsabili" - promuove certi madornali errori liturgici e dottrinali che incidono negativamente sulla vita di fede.

Questo non è un giudizio sulla tua persona e sulle tue buone intenzioni di crescere nella fede, anzi! È invece un metterti in guardia perché quel tuo sincero desiderio viene sfruttato con l'inganno dal Cammino per portarti ad un cristianesimo che sotto sotto è diverso dall'unica vera fede proclamata dall'unica vera Chiesa.

Mi spiego meglio: anche i protestanti amano il prossimo e proclamano Gesù Risorto - ma sono eretici -, anche i testimoni di geova leggono le Scritture e lodano le opere di Dio - e però sono una religione non cristiana. Allora cos'è che qualifica come cattolico un cattolico? Si può forse amare Dio mentre si disconosce il suo insegnamento? Si può forse amare il Signore mentre si celebrano carnevalate?

Ciò che in questo blog ci sforziamo di dimostrare, è che quando ami veramente Dio, desideri conoscerLo di più, desideri celebrarLo di più, desideri appartenere di più alla Sua Chiesa. Il Cammino, nonostante i tanti grandi proclami, sostanzialmente te lo impedisce. Te lo impedisce per tre motivi:

1) motivo dottrinale: non ti insegna appieno le verità di fede, anzi, a poco a poco, in modo subdolo e astuto, ti insegna a minimizzarle, banalizzarle, addirittura negarle. Per esempio l'autonominato "iniziatore" Kiko Argüello ha predicato ai giovani fedeli neocatecumenali che riguardo ai peccati mortali sessuali la confessione sacramentale sarebbe facoltativa e rinviabile a piacere (usando la comoda scusa «il Signore ti ha già perdonato»). Ciò contraddice nettamente il Vangelo (cfr. Gv 20,23: «...a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi»), eppure lì nessuno dei kikos che lo ascoltavano ha avuto da ridire. Tanti anni di esperienza della comunità neocat, tanti anni di preparazioni e letture bibliche, e alla fine non battono ciglio di fronte ad un eretico che contraddice il Vangelo e la Chiesa.

2) motivo liturgico: ancor oggi il Cammino porta avanti una liturgia carnevalesca che nonostante i tanti proclami è vietata dal suo Statuto, contraddice i libri liturgici, è stata vietata anche dal Papa (cfr. articolo 13 dello Statuto del Cammino, nota 49, lettera del 1° dicembre 2005 tuttora in vigore). Il modo con cui celebri la liturgia mostrerà sempre quale fede vivi: la liturgia delle carnevalate (con girotondino idiota e "comunione seduti" con alzatina ipocrita, ecc.) è specchio di una fede ridotta a carnevalata. Non serve a niente ripetere "il Signore, il Signore", se poi si disubbidisce alla Chiesa e - mentendo - si proclama giulivi di aver ubbidito. Il Cammino ha bisogno di una liturgia diversa da quella della Chiesa poiché porta avanti (con astuzia e ambiguità) una fede diversa da quella della Chiesa. E tutta la buona volontà, tutti quegli slogan, tutti quei fervorini che vi somministrate vicendevolmente nelle comunità e nelle convivenze, non giustificano davanti a Dio quei madornali errori.

3) motivo ecclesiale: nonostante il Cammino possa vantare uno Statuto (che non è un certificato di santità passata, presente e futura) e lodi anche dai Pontefici (che però non hanno mai lodato le ambiguità dottrinali, le carnevalate liturgiche, e le abitudini dei cosiddetti "catechisti" ma hanno piuttosto tentato di far leva sul buon cuore dei singoli, di anime come te, desiderose di crescere nella fede anziché di crogiolarsi in un costoso e defatigante hobby religioso per giunta eretico), il Cammino da oltre cinquant'anni sta promuovendo dei velenosissimi errori sulla fede e sui sacramenti, che lentamente ma assiduamente avvelenano la vita spirituale di ogni fratello/sorella di ogni comunità.

Visto che il primo slogan che ci hai scaraventato addosso è il solito "non giudicare", permettimi anche di farti notare che nel Cammino vige una vera ossessione sul «non giudicare», che ambiguamente confonde il "giudicare" dettato da pura malvagità, dal farsi un giudizio, esprimere un giudizio dettato dalla verità, dal Vangelo, da Dio.

Quando la Chiesa condanna le eresie, sta forse giudicando? Quando uno condanna la droga giudicandola dannosa, sta forse agendo con malvagità? La vittima di uno stupro deve forse chiedere perdono al suo aggressore? E la vittima di un pedofilo (anche se vescovo) e coloro che lo proteggono? Il Signore ci ha insegnato che per costoro sarebbe meglio avere una macina al collo ed essere gettati nel lago, mentre il Cammino ci urla che non dobbiamo giudicarli?

E adesso permettimi di chiederti come mai di fronte alle testimonianze sfavorevoli al Cammino hai voluto sparare il solito "non giudicare" per mettere a tacere ogni discussione. È forse vietato far notare gli errori del Cammino e della sua gerarchia? Ti è forse impossibile ammettere almeno come ipotesi durante una discussione che il Cammino sia imperfetto e bisognoso di correzioni? Forse che il Cammino è un superdogma di fede che può mettere in ombra tutti gli altri?

Vedi, una delle principali bidonate del Cammino consiste nell'enfatizzare eccessivamente l'esperienza personale... a scapito dei contenuti della fede. Ti inducono sottilmente a credere che il tuo provare gioia per la risurrezione del Signore ti esoneri dall'approfondire, secondo le tue capacità intellettive, quei misteri e quelle verità.

Ti inducono subdolamente a credere che la tua sensazione di aver tanto "partecipato" alla liturgia ti esoneri dal dover celebrare così come la Chiesa comanda. Ti riducono la celebrazione ad uno spettacolino sacro che deve "riuscire" col contributo di tutti, per cui tu a poco a poco smetti di chiederti come mai per lodare il Signore occorra davvero fare quelle ridicole chiassate, occorra fare il girotondino col passetto da ritardati, occorra adoperare tavolinetti smontabili e seggiole pieghevoli e pagnottone sbriciolose e insalatiere-beveroni anziché il sacro altare consacrato pochi metri più in là. Forse che i santi cattolici, nel vivere la liturgia della Chiesa senza mai pretendere di modificarla, si sono sbagliati tutti?

E addirittura i capicosca della setta neocat insinuano che la partecipazione alla liturgia sarebbe misurabile dalla quantità di battimani, di tamburelli agitati, di grattugiate di chitarrelle, di gadget ufficiali neocatecumenali comprati ed esibiti, di canti effettuati, di persone impegnate nelle "preparazioni"... E sono gli stessi capi che ti chiederanno quanto hai di "tesoro in cielo", cioè quanti soldi hai versato nelle casse del Cammino. Che ufficialmente sono per i poveri ma a poco a poco col passare degli anni vengono invariabilmente destinati ad obiettivi neocatecumenali.


Davvero, per il tuo bene, ti invitiamo a verificare personalmente le "critiche" che senti fare al Cammino, senza utilizzare il comodo alibi del "non capiscono" (invece hanno capito benissimo poiché lo hanno vissuto personalmente e molto più di te), senza scagliare addosso al prossimo la calunnia del "voi giudicate!"

giovedì 31 gennaio 2019

La sceneggiata di Panama: Kiko Argüello fa la "chiamata vocazionale" al kikismo.

Non ce la fa proprio a cantare. Fa pena! Ma non ha la saggezza neanche di farsi aiutare, a ottant'anni suonati, da un cantore bravo: eppure ce ne sono nel cammino. Tutto deve fare lui. Perché? Perché attraverso di lui passa lo "spirito del cammino" a chi ascolta, e l'infestazione è assicurata!


Javier, sposato con Sandra, itinerante in Panama, tutto esaltato dice per prima cosa: "Siamo contentissimi che qui con noi è Kikooooooo Argüellooo…un applauso! Ha compiuto 80 anni e ci ha detto che è qui 'per miracolo!' … diamo un forte applauso!!". Parla così adulante, questo a Kiko piace.

"Il cammino, una realtà enorme… blablabla… questo stadio sia come una piattaforma, risuoni il Kerigma, ci siano numerose vocazioni" (sic!)

Il solito palco imbottito di cardinali ornamentali
(da Youtube)

Eccolo il Kikolone superstar.
Annuncia subito che ci sono TV e Internet e fa dare un applauso, anche a Internet! Che si metta d'accordo con la sua testa! Certo, quando serve per la sua propaganda va benissimo, quando diventa strumento per aprire gli occhi e le menti dei suoi adepti non più.
(N.B. vedi foto più avanti e leggi quanto Kiko predica ai giovani su internet (*), caro camminante che "per caso" stai leggendo, e medita!)

Presentazioni che se volete sentite. Solita sfilata di Cardinali prestati alla causa. Quanta inutile ostentazione! Direi che… noia, per non dire altro!

Inizio ad ascoltare, sottoponendomi al supplizio, ma ragazzi, non è possibile!
Sempre la stessa solfa trita e ritrita, ascoltata in tutte le altre GMG/kikiane e subito mi convinco che questo si chiama solo in un modo: mancanza di rispetto per chi ha fatto mille sacrifici per andare ad ascoltarlo a Panama.

Kiko non ha mai preparato una predicazione. Parte e annuncia quello che definisce il Kerigma sempre, sempre lo stesso, con le stesse forme, le stesse modalità. Ci sarà pure una ragione se Carmen Hernandez ripeteva, ogni volta che Kiko saliva sul leggio a farsi "ispirare": "Ecco! ora mette il compact disc n°1..." e rideva divertita.
La tentazione è grande di lasciar perdere, di non commentare affatto questo ennesimo squallido spettacolo.
Ma poi, mentre lo ascolto, vado appuntando quel che mi suscita interiormente e lo condivido con voi. Qualcuno degli ex che bene lo hanno conosciuto deve pur dirgli qualche verità diversa dalla sua, la sola che ama ascoltare?

Kiko canta e poi inizia enfatizzando l'importanza dell'evento in funzione della chiamata. Kiko va subito al sodo: "Qua la vita di molti di voi va a cambiare!" Sta parlando a giovani! Essi non sanno che vanno a seguire Kiko e non il Signore… "la tua vita si va a trasformare, lascia la famiglia, lascia il lavoro e segui il Signore per salvare questa generazione". Pone se stesso come esempio: Lui che ha "lasciato" tutto (dobbiamo crederci?). Poveri giovani!

"Il cristiano vive nell'altro come uno, perfettamente uno, in Cristo completamente dato a te. Se si dà questo amore il mondo crederà, questo amore, che qui nessuno ha. I catechisti non vi hanno insegnato bene!".


L'omino in piedi non è risuscitato: sta solo
tentando di salvarsi dal "fonte" kikiano,
e grida: "aiuto! aiuto!"



Davvero spiritoso! Spera di cavarsela così: i catechisti non vi hanno insegnato bene! Perchè non dice piuttosto IO vi ho mentito, IO vi ho dato per certo quello che non era! Chi ha insegnato ai kikatechisti quello che dovevano insegnare agli altri in SUO nome? Kiko sa meglio di noi che il cammino ha fallito e che questo amore promesso, assicurato fin dalle prime catechesi, non si realizzerà mai. Il fallimento delle comunità che da anni hanno terminato il cammino è ormai sotto gli occhi di tutti! Ma certo la colpa non è mai sua.


Blatera e parla d'amore (N.B. quelle tra virgolette e in corsivo sono le sue stesse parole):

"la comunità, essere perfettamente uno…" e non si vergogna! E dove "si dà questo amore" nelle sue comunità? "Un gruppo di fratelli perfettamente uno, per la forza del battesimo. Chi è salito dall'acqua è un uomo nuovo, ha la natura di Dio mostrata nella croce di Cristo." E quando nelle sue comunità "si sale dall'acqua"?
Si scende e scende e scende, al fondo delle "acque del battesimo" (ma dovrebbe vergognarsi di ripetere che i kikatechisti accompagnano i fratelli alle acque del battesimo, ma quali acque del battesimo?). Le acque che attendono, al fondo di un pozzo, i camminanti neocatecumenali sono piuttosto acque putride, acque dalle quali non si risorge più. Acque nelle quali, per anni e anni, attraverso sadici scrutini - fatti da laici spietati, senza cuore, forgiati nelle innumerevoli convivenze di itineranti a sua (di Kiko) immagine e somiglianza e della defunta Carmen che per insensibilità e disumanità superava il Kiko - hanno raccolto tutte le sozzure di un intero popolo, imbrattato dal fango orrido di una assurda predicazione senza misericordia.

Kiko, che ha vissuto solo del suo io io io, vuole spiegarci, di grazia, con chi egli si è fatto uno in Cristo? Quando? Di modo che possa offrire a noi se stesso come esempio?

Non ha una comunità, essendo maestro di tutti.
Non è stato mai uno con Carmen che lo ha accusato tutta la vita di andare per la sua strada di megalomane e di avere difficoltà continue a confrontarsi con lei per vagliare le sue autonome decisioni per le quali mai si è fatto condizionare. Voleva fare e faceva tutto di testa sua, punto. Questo per i Seminari, per le Costruzioni che Carmen detestava, per i suoi show: dai raduni oceanici, ai concerti, alle esibizioni delle sue "opere d'arte" che di artistico non hanno nulla.
Vogliamo fare un accenno a padre Mario? Non è stato mai uno col padre Mario, in barba anche alla "regula soci" alla quale nessuno sfugge tra gli itineranti dal "carisma primitivo" e che, detto fra noi, è un ottimo sistema per Kiko stesso di controllare e tenere sotto vigilanza queste "teste calde", ognuno spione del proprio fratello, in buona sostanza! Ottimo stratagemma inventato da Kiko per "governare il cammino". Kiko si porta dietro il padre Mario da una vita, come un cane al guinzaglio. Se Pezzi, ricordo, osava rendere palese un suo parere per due volte di seguito, quasi uscendo dal letargo - non di due, sei, otto mesi ma di tutto l'anno per kikiana disposizione - si vedeva appellato da Kiko in assemblea: "Mario che dici? Ti invio in Africa e di pronto mi prendo un altro presbitero in equipe! Sei Comboniano, giusto?" Facendo finta di dimenticare che, per sacrificare al suo idolo tutta la sua vita, il Mario Pezzi da lungo tempo ormai e per sempre era fuori dalla sua congregazione, avendo come tanti altri chiesto e ottenuto l'esclaustrazione. Come la gran parte dei suoi seguaci, senza Kiko il povero Mario ormai non è nessuno, non vale nulla. Ecco che allora, sufficientemente terrorizzato, si ritirava all'istante nel suo cantuccio, il suo posto, cadendo nell'oblio a cui Kiko lo ha destinato per l'eternità.

Infine, non sappiamo se ridere o piangere, Kiko mai è stato uno con la Santa Chiesa, con i Pastori della Chiesa, ad essi si accosta e approccia solo per sottometterli al suo "ispirato carisma" grazie al suo infallibile "fascino". Non ha un direttore spirituale fuori da sé, non ha un padre nella fede, non ha sottomissione, amore, obbedienza. Poiché Kiko ama e onora solo se stesso e se la canta e se la suona.

"Dica una parola il padre Mario", concede il Sommo, dopo aver tenuto da solo la scena tutto il tempo. Patetico Mario! Altro non fa che ripetere il nome di Kiko infinite volte. Povero padre Mario! Ha imparato bene la lezione. Lo seguo con pena, ma non nomina il Papa Francesco neanche mezza volta. Attento Papa Bergoglio! In verità neanche Kiko, nel suo sproloquio interminabile, ha nominato il Santo Padre una sola volta. Ne vogliono prendere atto in Vaticano?

Ascen non merita commento alcuno. Sempre umile e gratificata di essere nientemeno che la sostituta dell'insostituibile Carmen. Una cosa è certa, appare felice e contenta. Ma chi glielo doveva dire?

E ora le chiamate. Che dolore!
Kiko, ormai allo stremo della voce intona, in onore a Carmen, il canto "Carmen '63". In verità stona come una campana. Tira le corde vocali oltre ogni sopportazione tanto che a volte si tace e lascia andare l'assemblea.
Comunque canta senza nessuna "unzione" (espressione che él Kiko ama moltissimo), con voce stridula. Oh Kiko, lascia il posto a chi tocca! Credo sia ora.
Un appunto comune voglio fare al canto e alla proclamazione della Parola. Sì perché Kiko proclama anche la Parola (che esagerazione!), fa tutto da solo.
Proclama come canta: malissimo!

Poi il canto di Carmen dice, sembra una barzelletta in bocca a loro:
"Sono rotti i miei legami PAGATI I MIEI DEBITI… le mie porte spalancate, me ne vado da ogni parte!"

Quel "PAGATI I MIEI DEBITI" ci fa trarre un sospiro di sollievo.
Fratelli, fedeli camminanti, quest'anno nessun debito! Ci credete?
Bugiardo quando proclama la Parola:
"Essere uno" e non lo è.
Bugiardo quando canta:
"Pagati i miei debiti" e il passivo nel cammino aumenta sempre più.

Sono arrivata a 2 ore, 01 minuti, 50 secondi e, forse non ci credete, introducendo la chiamata Kiko riprende la storia delle baracche. Aiuto! "Non ho mai pensato di fare comunità, ad aprire il cammino nelle parrocchie, né nada de nada…"
Kiko, ma davvero dobbiamo crederti?
Ancora con questa storia farlocca?

Kiko predica ai giovani su internet (*)
"Estoy aquí para hacerte
una oferta única, así que escucha.":
Cioè, in pratica: "Giovani!
Lasciate perdere ogni altra cosa!
A distruggervi ci penso io!"

La chiamata e lo sciame di giovani si snoda come un fiume in mezzo alla folla. Una spettacolarizzazione a cui è difficile resistere. Lo speaker continua a ripetere "incredibile!" Spettacolarizzazione e miracolismo, questa la ricetta infallibile del Cammino Neocatecumenale. Alcuni sono poco più che bambini. Che fanno in un itinerario per adulti? E i genitori dove sono?
Kiko esclama… "sono 700"!
E canta… "Eres hermoso"

Ora chiama las chicas… Lo speaker già dice che sono molto più numerose dei chicos! Veder piangere quelle più emotive, vederle avanzare fino a straripare dal palco! È la foto/santino di Carmen lì a vegliare.
Ma poi il numero dato è 650!

Infine la chiamata per le famiglie: "Sono… !", scandisce lo speaker in estasi!
(2 ore, 33 min., 30 sec.) non si sente bene il numero, fate voi. Solo appare chiaro che lo speaker è stupefatto al massimo grado! Quindi desumo che le famiglie che andranno al macello sono tante, ancora tante, troppe.

Cala il sipario su quest'ultima (temo non sia poi l'ultima ancora) devastante sceneggiata.


Ritorniamo con i riflettori su Kiko Arguello, per il gran finale e per chiudere in bellezza la serata con la sua più esilarante e memorabile esibizione.

A noi è chiaro che negli "incontri vocazionali di Kiko" al centro non sono i giovani, nè las chicas, nè le famiglie e neanche i numerosi itineranti così come i Cardinali e Vescovi e neanche l'evangelizzazione.
E dunque, non per infierire ulteriormente, lasciamo in conclusione, come è doveroso, tutta la scena al protagonista assoluto del lungo spettacolo a cui anche noi abbiamo assistito.

Kiko tra jet e elicotteri privati neanche sa dove lo portano!
Kiko nel cuore della kerigmatica predicazione - è proprio il colmo! - mentre richiama l'approvazione e provvidenza di Dio che parla in lui sempre (sic!), che lo porta in un dato luogo (sic!), dimentica dove si trova. Per poi girarsi e chiedere: "dove siamo? Dove siamo???" "Ah sìììì...viva Panamà! Viva Panamà!".
Tentare di uscirsene così, alla maniera dei grandi cantanti nei Concerti da stadio, che inneggiano alla città che li ospita mentre il pubblico in delirio gli fa eco, dà al nostro personaggio un tocco inedito.


In questi 50 anni, non c'è che dire, Kiko è diventato un perfetto showman. E' incontestabile! Ma di creatura nuova neanche l'ombra.

Riportiamo le parole di Kiko per finire:

(cfr. video a - 1: 03: 33):
"...quello che stiamo aspettando in Guatemala! In Guatemala? No...in...non ricordo: dove sono?...Ah, in Panamà! Dove sto? Sto in Panama..io sto percorrendo il mondo e non ricordo dove sto! In che Nazione sto? Sto in Panamà! Panamensi. Ecco Viva Panamà!!! Viva Panamà!!!...

 (cfr. video a - 1: 04: 15):
"Dio mi ha portato qui, ha portato Mario e Ascension e me....

(ndr: ora in Kiko parla dio  - il suo dio minuscolo - che va con lui ovunque):

...Io sto con te, tu parla, Io metterò il mio spirito nella tua parola e i fratelli che stanno qui mentre tu parli ascolteranno Me e la loro vita cambierà, diventeranno cristiani, per cambiare il mondo, perchè si annunzi il Vangelo a tutte le nazioni...