lunedì 4 febbraio 2019

Il Cammino neocatecumenale non attira più nessuno. (il declino-prima parte)

Riprendiamo alcune recenti testimonianze che confermano l'inarrestabile declino del Cammino Neocatecumenale, fenomeno non recente in verità ma già in atto da almeno un decennio e senza alcun segnale di una qualche inversione di tendenza. (prima parte)

Ascoltate! Guardate a me adesso!
Eppure il Cammino è ancora considerato una delle realtà più vive e dinamiche nello scenario della Chiesa Cattolica.
Questo è dovuto alla falsa propaganda e alla indiscutibile capacità mistificatoria del suo auto/nominato santo iniziatore, tre volte dottore (honoris causa) Kiko Argüello, che con una sfacciataggine fuori dal comune continua a raccontare ai suoi adepti, agli itineranti suoi collaboratori (corresponsabili nel raccontare menzogne) e al mondo intero che tutto procede a gonfie vele, che il suo "potente cammino" continua a dare copiosi frutti e ad estendersi prodigiosamente ai quattro angoli della terra per l'opera instancabile del Carro di fuoco immenso dell'evangelizzazione, la lussuosa Merkaba' che li fa scorrazzare serviti e riveriti "da ogni parte".
Ma oramai la realtà vera è sotto gli occhi di tutti; sono sempre più numerosi, anche nelle comunità del Cammino quelli che, mentre ascoltano Kiko parlare a ruota libera, si chiedono sgomenti: "Ma questo che dice?".

Anche da oltre confine ci arrivano conferme e noi ne siamo contenti:

Da Santiago de Compostela. In Galizia, nel nord-est della Spagna:
Dall'ultima "catechesi" sono entrati due ragazzi di 13 anni, figli di neocatecumenali. Qui ci sono quattro famiglie in missione: tre dalla Spagna e una da Roma - nessuna di queste è stata richiesta dal vescovo. In Galizia metà delle comunità ha vent'anni, o peggio. Si conferma "il declino inarrestabile del Cammino".
Deo gratias!
Dal Brasile:
Qui (in Brasil), nella parrocchia dove facevo il Cammino (e dove il Cammino c'è da 15 anni) si tengono le "catechesi iniziali" ogni due anni, ma praticamente vi partecipano solo i figli dei camminanti, i nipoti dei camminanti, e i fidanzati dei camminanti.
Perché la realtà vera - dicevamo - è una soltanto dappertutto:
Il Cammino Neocatecumenale non attira più nessuno! E di anno in anno invece di andare avanti vanno indietro come i gamberi.

Da un commento a firma La Voce dello Ionio:
Il trend nel Cammino oramai è quello, e anche se il di…vin vostro arrabbiato fondatore Kiko continua imperterrito a sparare i soliti numeroni e a gridare: "miracolo, spettacolare, impressionante, enorme!" la situazione reale è sotto gli occhi di tutti: da molti anni il numero delle comunità resta invariato nella migliore delle ipotesi o registra una sensibile e inarrestabile flessione e questa chiara tendenza che non accenna ad invertirsi si ripropone, impietosa, dappertutto. Dati confermati da fonti ufficiali, quindi incontestabili. Kiko non ha tutti i torti a rimandarvi a mangiare le aulenti "cipolle d'Egitto" delle kikatechesi iniziali! Magari dati gli attuali scarsi frutti, alcune a suo tempo non le avete capite bene, oppure a forza di camminare in tondo vi siete assopiti come le "vergini stolte"? Prendete come un atto di misericordia i provvedimenti del vostro karismatico ispirato fondatore, perché mandandovi a rimpolpare le comunità neonate, con una seconda gradevole "trentennale desertica camminata" vi aiuterà a mantenervi economicamente magri e snelli tenendo alto il vostro spirito d'umiltà togliendovi l'illus…ops! l'illuminazione di essere arrivati o quasi alla meta.

Da qualche commento a firma Mav:
Prima le comunità attiravano a loro, non c'era bisogno di convincere nessuno, era la gente che vedeva qualcosa nelle persone e voleva entrare… poi è successo che… quelle stesse comunità hanno finito il cammino… e alla lunga non attirano più nessunoperché? Non dovevano esse stesse "amandosi nella dimensione della croce" essere "segno" ed attirare i lontani? Evidentemente dopo 50 anni di beghe, litigi, lotte intestine per il potere, non sono per niente questo segno…sono diventate comunità farisaiche di sepolcri imbiancati, piene di "precetti" e "doverismi" vari…oltre ad una tristezza evidente…
gente così non attira neanche un disperato.
Nei primi tempi, non essendo ancora stati completamente fagocitati dal "sistema cammino" ed avendo ancora una vita sociale diciamo "attiva" effettivamente riuscivano ad attirare qualcuno. Nel momento che non hanno avuto più relazioni esterne al cammino, a tutti i livelli, questo non è più accaduto, anche perché quell'atteggiamento supponente in ogni ambito indispone piuttosto che attrarre, e più sono diventati "talebani" andando avanti nel cammino più queste caratteristiche si sono amplificate. Senza disturbare l'ortodossia, anche solo analizzando l'aspetto "sociale" il Cammino è destinato all'estinzione, Kiko si è sbattuto per isolare i camminanti dal mondo, o forse sono stati i camminanti ad essere più realisti del re, ma il risultato non cambia, e questa chiusura sarà la ragione della loro fine… o se non proprio la fine sarà una "segregazione" in una emarginazione tale che alla lunga, senza più ricambi, porterà all'estinzione.
In una parola, sono convinto che il Cammino abbia fatto il suo tempo, forse è pure servito a qualcuno, ma a differenza dell'illusione di Kiko e Carmen, è un movimento "a termine", forse era "adatto ai tempi moderni" nei primi anni '70 e fino ai primi anni '90… poi non ha saputo per niente adeguarsi ai tempi moderni… è di fatto archeologia nel senso peggiore del termine.


Aria di "segregazione"
dentro la Chiesa e dal mondo.
Adriana ci racconta:
Purtroppo è la realtà anche nella mia parrocchia, in Veneto. Il cammino si autoalimenta con i figli e i fidanzati ma entrano raramente, negli ultimi 4/5 anni, persone nuove e lontane dalla Chiesa. Le ultime comunità sono frutto di fusioni e anche le prime sono state fuse. Chi è dentro trova assolutamente impossibile che i propri figli non siano in cammino e quando questi lo lasciano, i genitori sono devastati dal dolore. Ciò che rattrista di più è il fatto che nessuno denuncia questa realtà con sincerità e con chiarezza, nessuno esprime interrogativi in merito a questa disaffezione (molti aderenti anche di antica data se ne sono andati) e soprattutto nessuno dei "grandi catechisti" esprime una idea od una proposta per trovare soluzioni alla situazione di stallo o per modificare il tiro (fosse anche solo aggiornare le obsolete catechesi iniziali). Ci si incaponisce a riportare "fedelmente" con lo stesso linguaggio ed esemplificazioni, catechesi scritte 40 anni fa pur assistendo ad un pressoché totale fallimento nella raccolta di nuovi fedeli. E nessuno si interroga sul perché e sul da farsi…Guai se nelle convivenze di inizio corso qualcuno nei lavori di gruppo esprime un'opinione contraria alle direttive del cammino… vieni pesantemente giudicato e guardato con sgomento… perché o sei allineato o devi andartene… Perché questo immobilismo e questa rigidità… pur davanti alla crisi che sta attraversando il movimento?… perché di movimento, volente o nolente, si tratta… perché una tale ottusità? Perché non sono permessi commenti fuori dal coro od osservazioni sullo stato di cose e tutto ciò che è fuori dal cammino è visto con disprezzo e svalutato? Molte invece sono le realtà belle e significative fuori del cammino… ma guai a parlarne in comunità o solo dire che hai fatto altre esperienze… sei finito… peccato… perché invece la Chiesa è grande !!! Per non parlare dei conflitti all'interno del cammino, mai sedati ma portati avanti pesantemente per anni… con immani sofferenze da parte dei contendenti… anche davanti a situazioni lampanti di diverbi e liti dove i colpevoli sono assolutamente evidenti e riconoscibili… nessuno si erge a difesa degli innocenti o spezza una lancia in loro favore… perché "non bisogna giudicare" (apertamente… ma nel segreto sì che si giudica). Omertà e silenzio regnano sovrani anche se il giusto deve soccombere sotto il calcio del nemico con la bocca veramente nella polvere. Questo è un altro aspetto che ho vissuto e sperimentato nel cammino che ha minato seriamente la mia vita e la mia salute mentale e dal quale è difficile uscirne… Perché queste situazioni vengono lasciate così per anni?… E nessuno dice niente? Scusate l'amaro sfogo ma veramente nel cammino ci sono alcune forti distorsioni che vanno denunciate e attraverso questo sito oggi mi sono sentita di doverlo e poterlo fare.

Mav spiega:
Si chiedono il perchè, ma non hanno nessuna intenzione di ascoltare le eventuali risposte, perchè sono convinti che il problema sia fuori dal sistema, che sia colpa della gente fredda, della secolarizzazione etc etc. Mai si arrenderanno al fatto che il Cammino Neocatecumenale non attrae più nessuno perchè le comunità avanti nel cammino, del cammino sono ormai stufe, e se per caso sono già incappate in varie fusioni al "ribasso" lo sono ancora di più. Aggiungete anche la demoralizzazione di fare catechesi a vuoto e la frittata è bella che fatta. Già perchè a parole non si guarda i numeri, ma nella pratica per come è strutturato il cammino i numeri servono eccome, non si può fare il cammino in una comunità di 13 e neanche di 20 diventa estenuante. La cosa interessante è che hanno fatto prima sfiancare le comunità piccole e poi dopo 10-20 anni hanno iniziato ad accorparle… potete immaginare che spirito hanno portato nella comunità fusa… e via così con le unioni successive… il risultato è che sono proprio schifati e non invitano più nessuno… e anche se lo fanno, le persone sentono l'odore di stantìo da lontano e se ne guardano bene dall'accettare l'invito. 
L'altra "scusa" sono i parroci "faraoni" che non ti fanno fare catechesi, che ti ostacolano, etc etc. E qui casca l'asino. Se il Cammino è un servizio, e tale servizio non è richiesto, che difficoltà c'è a sbaraccare? Ogni parroco ha il diritto-dovere di pensare una pastorale adeguata a quella particolare parrocchia e se in cuor suo e con pieno discernimento pensa che il Cammino non serva, che male c'è? Il male è che il CNC si considera il meglio sempre e comunque e chi non lo accoglie viene considerato in grave errore, Parroci, Vescovi, e, se ci prova, pure il Papa compreso, altro che "Il Cammino Neocatecumenale è al servizio del Vescovo come una delle modalità di attuazione diocesana dell’iniziazione cristiana e dell’educazione permanente nella fede" (Art. 1 paragrafo 2 dello Statuto).

Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite:
"Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare." (Luca 17,10)
Invece Kiko si sente indispensabile e sgrida la Chiesa che non gli fa spazio.

Da Alice dé:
Nella mia parrocchia (distante geograficamente dal centro dell'impero) l'ultima catechesi risale all'avvento di due anni fa. Dopo pochi incontri sospesero tutto perché nessuno dei "lontani" partecipava e dalle comunità esistenti (solo 4 e piccole) non c'erano figli in età congrua.
In un'altra parrocchia, dove il cammino per lunghi anni ha sofferto a causa del parroco ostile, successivamente al cambio del parroco, era sembrato che, finalmente, le catechesi potessero riprendere. La catechesi è stata fatta recentemente ma anche in questo caso sospesa per la partecipazione di quasi nessuno. Notizia di pochi giorni fa: ci sarà un incontro delle comunità con i catechisti responsabili diocesani per un cambio tattica. Dicono che a Roma stanno ancora pensando come fare la cosa "bene". Potrebbero raccogliere qualcuno di potenzialmente interessato e fare catechesi in casa come già successo dopo l'iniziativa delle "100 piazze". Si stanno organizzando per andare fuori dalle parrocchie?
…mi fa dispiacere vedere come tutta la Chiesa sia in difficoltà, purtroppo il cammino è, a mio parere e dopo esserci stata per più di trenta anni, una occasione sprecata anche a causa dell'immobilismo e della rigidità nella fedeltà al suo carisma (ciò che kiko inventa).
Ripercorro nel tempo le varie fasi dell'annuncio "vieni e vedi"
1- striscione appeso fuori la chiesa
2- distribuzione volantino con invito alle catechesi nella cassetta della posta
3- consegna dell'invito personalmente in mano dopo aver suonato a tutti gli appartamenti dei vari condomini. Bisognava consegnare e invitare a voce a partecipare (non era la "Traditio" però)
4- invito mirato e personale a colleghi o amici o conoscenti a partecipare agli incontri con consegna mirata del volantino invito
5- ogni fratello camminante doveva accompagnare almeno una persona alle catechesi e partecipare a tutti gli incontri

E siamo arrivati al punto 6
6- oltre i figli dei camminanti che hanno già il percorso obbligato, quale sarà la nuova strategia per attirare i "lontani"?

Conclusione: "ogni fratello camminante doveva accompagnare almeno una persona alle catechesi e partecipare a tutti gli incontri"… per invogliare il precettato a non mancare mai, arrivare fino alla convivenza finale e dire finalmente il suo AMEN.

Sistema da multi-level marketing e, nonostante questo, non riescono ad adescare più nessuno perché gli stessi "accompagnatori" stanno pensando seriamente di andar via.

(fine prima parte)

45 commenti:

  1. Se il Cammino non fosse una setta, dopo alcuni anni di cammino con qualche tappa, il percorso sarebbe finito.
    E se il Cammino stesso, dopo tanti anni di servizio alla Chiesa fosse finito, nessuno ne avrebbe fatto un dramma.
    Tanti gruppi parrocchiali nascono, servono, pregano, poi finiscono. Sono stati forse inutili? No di certo. E' la Chiesa che non finisce, il Cammino può finire benissimo e FINIRA'.
    La pretesa che il Cammino non deve né può morire, da la dimensione di quanto sia una setta.

    Il Cammino alimenta se stesso, è autoreferenziale, hon ha da imparare da nessuno ma pretende di insegnare a tutti. Su tutto!
    Ovvero: è una setta.

    Ma il dramma è iniziato. Non solo non attira più nessuno, ma molti sono in fuga.
    Giovanni Paolo II gli dette una prospettiva, ma l'hanno sprecata a causa della loro disubbidienza. Il Cammino proposto dal Papa andava stretto a Kiko, che si è fatto vedere grato, ma che ha continuato anche mettendosi al di fuori della giurisdizione dei Vescovi. E questi sono i frutti.
    Ha costruito un impero economico, ma tra 20 anni che ne sarà del Cammino?

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  2. In ognuna delle parrocchie dove avvengono le cosiddette "catechesi iniziali" ci vorrebbe un volontario che nel momento clou chieda ad alta voce ai catechistoni: "parlateci un po' del vostro obbligo di versare il 10% dei guadagni, cioè della Decima... non vi sembra da estorsione il tenercelo nascosto fino a quando a sorpresa ce lo imporrete come obbligatorio?".

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  3. La pulce (il ritorno)4 febbraio 2019 10:56

    Salve a tutti. Non c'è dubbio che oramai da anni il cammino viva di figli, il problema e che ne sono tanti, al contrario di quanto accadeva ai miei tempi (anni '80) che su 5 figli ne entrava 1, oggi accade il contrario, devono avere registrato gli ingranaggi dell'indottrinamento agli infanti, i figli dei fogli, conoscono le difficoltà di essere nc e "figlio numeroso" evidentemente stanno adottando una educazione alla guerra alla società per i figli. Nella mia parrocchia, come dicevo in un post formato anonimo, oggi una nuova comunità e formata da 15-20 figli ragazzini, max 5-6 nuovi, e poi fidanzati e ex di ritorno, i più apprezzati, gente che fa il responsabile, vice, Ostiaria, didascalo, conoscono il sistema, tengono le briglia tirate e sono più talebani anche dei vecchi nc. Ecco come si perpetua questa setta.

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  4. La pulce (il ritorno)4 febbraio 2019 11:00

    P.s. secondo me hanno direttive di richiamare l'enorme bacino di ex. Commercialmente in un mercato saturo è una prassi commerciale che si studia sui manuali.

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  5. Il volontario accusato seduta stante di posssessione diabolica, verrebbe allontanato, e tutto continuera' come prima, future decime inclusi.

    Vero, ricatto a scopo di estorsione, punito dalla legge penale italiana; ovvero, o mi paghi o ti rendo la vita impossibile sia dentro che fuori il cammino.

    Dire ai neocatecumenali che hanno la faccia come il sedere, e' poco.
    Ruben.
    ---

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  6. Dispositivo dell'art. 629 Codice penale

    Chiunque, mediante violenza [581 2] o minaccia (1), costringendo taluno a fare o ad omettere qualche cosa (2), procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno (3), è punito con la reclusione da cinque a dieci anni e con la multa da euro 1.000 a euro 4.000(4).
    ---
    Ruben.

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  7. Mi segnalavano la testimonianza di Renata a proposito della setta focolarina, che in modo pacato ma preciso fa notare come l'organizzazione:
    - indottrinava le nuove leve, evitando accuratamente di menzionare la differenza tra "foro interno" e "foro esterno";
    - proponeva l'ubbidienza come cieca e acritica;
    - promuoveva una cultura di non trasparenza e di paura (paura di non essere all'altezza, paura di non essere "perdonato" cioè di vendette dei capi, paura di trasferimenti-punizione;
    - considerava la fondatrice una santa vivente infallibile;
    - faceva girar voce che i dissidenti fossero non sani di mente, proibendo di ascoltarli o di leggerne gli scritti;
    - le pratiche cristiane (come la visita al Santissimo Sacramento, ecc.) venivano immancabilmente imbottite di "meditazioni" della fondatrice (dunque la visita al SS.Sacramento diventava di fatto strumentale a tali "meditazioni"...!)
    - l'attenzione letteralmente maniacale ai dettagli graditi alla fondatrice, anche i più secondari
    - le inevitabili conseguenze sulla salute fisica di quello stress psicologico e spirituale (a rompere gli schemi e a produrre risultati eroici ci riescono solo i veri santi: non si può fabbricare la santità mediante l'imposizione di regole ferree e misurarla mediante controlli e punizioni);
    - la testimonianza su tantissime persone che hanno "perso l'equilibrio psichico" per aver seguito con sincerità e devozione modi e metodi della setta, tra cui - purtroppo - omicidi e suicidi.

    Così come nella setta del Cammino esigono "ubbidienza ai catechisti" e addirittura "circoncidere la ragione", così nella setta del Focolare esigono "tagliarsi la testa, non ragionare" (col sottinteso che chi ragiona sta andando contro il fare unità). Ciò è aberrante perché sottintende che la volontà sarebbe superiore alla ragione: anche i nazisti hanno "ubbidito agli ordini" mettendo da parte la ragione. La ragione è un talento che, in quanto tale, esige di non essere sotterrato: è la volontà che deve adeguarsi alla ragione, non viceversa, poiché la ragione (rettamente intesa) non può riuscire a contraddire la fede.

    Come per la setta neocatecumenale, anche per la setta focolarina accade che certi membri di spicco abbandonano al preciso scopo di conservare la fede. Significa che può accadere - e spesso accade (e nel Cammino sempre accade) - che l'organizzazione, di fatto, alimenta sé stessa anziché la tua fede. Eppure l'organizzazione in teoria era stata approvata dalla Chiesa proprio per far crescere la tua fede! Non ha senso che l'organizzazione diventi un ostacolo alla tua fede, non ha proprio senso! (così come non ha senso il proclamare che uscendo dalla setta saresti tu in errore, "questa spiritualità non fa per te"... ma questa è una menzogna intesa ad assolvere automagicamente la setta scaricando addosso a te le colpe!).

    Anche Renata, quando tentò di esporre alla fondatrice le proprie perplessità mediante email affidata alla compagna più fidata, subì la tipica frustrante umiliazione del non veder consegnata la missiva e del sentirsi dire "dobbiamo convertirci". Esattamente ciò che avviene nella setta neocatecumenale, con i lacché dei catechistoni che per il terrore di perdere i loro piccoli privilegi impediscono proattivamente ogni "escalation".

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    1. Prima che qualche adoratore di Kiko venga qui a fare il finto tonto, occorre precisare che la santità riguarda l'equilibrio, non l'immaginaria classifica di un campionato di santità.

      Per esempio la povertà non consiste nel "liberarsi dei beni" (questo sarebbe impoverimento) ma nel liberarsi del superfluo, cioè di quei beni non utili e non necessari a compiere i propri doveri di stato. Per cui un padre di famiglia che paga la "Decima" al Cammino sta probabilmente peccando contro il sacramento del matrimonio poiché davanti a Dio il suo primo dovere è la famiglia che ha formato, non la prassi invalsa nel Cammino. E tutto questo sempre tenendo presente che le virtù cristiane vanno vissute liberamente (la povertà la si sceglie - e si sceglie su misura delle proprie attitudini, circostanze di vita, ecc. -, non può essere imposta da dei "catechistoni", tanto meno quelli che danno esempio esattamente contrario).

      Anche se le vite dei santi ci accendono di speranza (poiché li vediamo scegliere liberamente e per amore del Signore cose che noi non saremmo mai capaci di affrontare), imitarne l'esempio riguarda la nostra libertà personale, non un regolamento da attuare (e di risultati da far misurare per autocompiacersi di aver "superato la tappa" e di essersi "provati coi beni"). Uno dei più madornali errori insegnati dai deprecabili Kiko Argüello e Carmen Hernández è stato quello di convincere i fratelli delle comunità che il farsi riempire di regole, regolette e fardelli (che i due spagnoli non hanno mai toccato neppure con un dito: Decime, scrutini, ubbidienze...) produrrebbe come risultato la fede, anzi, "la fede adulta". Da questo punto di vista il Cammino è uno squallido moralismo, un insieme di 613 precetti kikiani-carmeniani a geometria variabile e da "interpretare" per i capicosca, e da "applicare" ai fratelli.

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  8. Riguardo al comportamento vigliacco di certi soggetti, permettetemi di suggerirvi il breve romanzo Barabba dello scrittore svedese Pär Lagerkvist (l'edizione più recente, di qualche anno fa, è della Jaca Book).

    Nel romanzo si ipotizza che Barabba, negli anni successivi alla crocifissione di Nostro Signore, non si sia convertito, e illustra come il suo atteggiamento di disprezzo nei confronti della vera fede gli guadagni piccoli privilegi e protezioni da parte di potenti di questo mondo.

    Quando mi raccontano di qualche fratello di comunità che di fronte alle evidenti ingiustizie prende posizione a favore dei cosiddetti "catechisti" anche a costo di figuracce e a costo di calpestare la giustizia e i propri affetti, ripenso sempre al modo in cui è tratteggiato quel Barabba: più sei nemico di Cristo e più ti infili nel baratro "del bastone e della carota", guadagnandone apparenti vantaggi e collaborando con chi ti stringe il cappio al collo.

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  9. La pulce (il ritorno)4 febbraio 2019 11:50

    Scusatemi se insisto sul tasto figli, mi diceva mia moglie che a scuola, tra tutte e due le elementari presenti nel mio comune,alla prima classe ci sono circa 150 iscritti, divisi all'incirca a metà tra i due plessi. Ma in quello di riferimento per la parrocchia talebanizzata ci sono ben 12 iscritti figli di noti nc, parliamo su di una singola scuola di 1 su 5, quasi 1 su 13 a livello comunale. La chiave che hanno scelto è demografica, come i maomettani!

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  10. Il Cammino è attraente come la peste.

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  11. ad un mio catechista, un giorno, scappò detto (e non si è mai più ripetuto):
    <..anche io stavo per mollare, poi ho pensato ai miei figli e sono rimasto… se non per voi fatelo per loro!!>.
    quale subdola motivazione ci viene addotta? Non siete dei buoni genitori se lascate il cammino? I vostri figli sono perduti senza cammino? Non ce ne frega nulla di voi, basta che ci consegniate i vostri figli?
    Io ero già in crisi, ma vi rendete conto di come si comportano?
    Per ora nessuno dei miei figli è caduto nella rete, ma altri sono entrati per forza e non possono uscirne, perché finché sono lì, i genitori chiudono gli occhi di fronte a certe situazioni e non fanno troppe domande, ma se ne escono, la loro vita diventa un inferno!! Via il telefono, non si può uscire la sera, guai se prendi un brutto volo a scuola, e poi qualunque cosa succede di buono è grazie al cammino, qualunque cosa succeda di cattivo è perché tu non ci vai… vi garantisco che per questi ragazzi è un inferno.

    M.A.

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    1. Tirare in ballo il benessere dei propri figli come "scusa" per rimanere all'interno del CNC è una bassezza, nonché l'ennesimo segnale che stanno veramente alla frutta. E' la versione "dolce" del ricatto mafioso: il mafioso ti dice chiaramente che se fai una certa cosa, lui ne farà pagare le conseguenze alla tua famiglia. Loro dicono che se esci dal Cammino, stai esponendo i tuoi figli al rischio di perdizione (non saranno loro a fargli del male, ma "il mondo").

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  12. Un'altro segno importante del declino:
    Redemptoris Mater di Medellín (Colombia):
    Ordinazioni 1999: 20
    Ordinazioni 2018: 2

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  13. Comunque ora il problema sono i genitori di seconda generazione, peggio dei precedenti e vero. Conoscono la ribellione anticammino perché è stata pure la loro e la gestiscono. Ecco perché ci sono meno abbandoni tra i figli che sono la terza generazione.

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  14. Nella bimillenaria storia la Chiesa ha fatto tanti errori anche gravi,fatto sta che dopo magari secoli chiedere perdono.Inquisizione una per tutte. La setta neocat. è uno di questi tragici errori.per grazia di Dio molti vescovi e sacerdoti hanno compreso che è più il male che il bene che lasciano(sempre che di bene ne lascino). Vorrei solo dire che all'inizio della loro invasione non si conoscevano ancora e grazie alla menzogna iniziale e alla mancanza di preti attenti a questi ingannatori,hanno avuto terreno fertile. Oggi grazie a Dio se ne parla e anche le parrocchie sono messe a conoscenza. I preti gli conoscono e non gli vogliono.

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  15. Per anonimo delle 14.08 doto ordinazioni inevitabile, se più o meno entrano 3-400 ragazzi all'anno da tanto tempo e i seminari da 10 sono passati a 120, semplicemente dividi la mela in più spicchi

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    1. Diciamo piuttosto che il Cammino, dopo aver per tanti anni vantato i Grossi Numeroni™, alla fine azzecca figuracce proprio perché non riesce a mantenere il ritmo. Ragazzi, stiamo parlando delle ordinazioni di vent'anni fa rispetto a quelle di oggi.

      Il Cammino non cresce più, e loro continuano a "dividere la mela in più spicchi". Quelle vocazioni, oltre ad essere farlocche, cominciano ad essere numericamente inferiori alla grancassa pubblicitaria kikiana.

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  16. Qualche tempo fa, mi chiedevo che strada avrebbe preso il CNC. Essendo esso una setta (avendone tutte le caratteristiche), aveva davanti a sè un bivio:
    1) diventare una denominazione a se stante (traduzione: diventare una Chiesa a parte, come la setta protestante si staccò e diventò una denominazione a parte);
    2) estinguersi per manifesta insufficienza di adepti.

    All'inizio temevo che avrebbe scelto il percorso numero 1, ma ormai è chiaro che la strada intrapresa è la seconda. Quando una setta inizia a raccogliere nuove leve solo tra figli e nipoti dei membri, è segno che la via del declino è ormai iniziata: ha perso qualunque attrattiva nei confronti del mondo esterno, e chi vi entra lo fa solo perché i suoi genitori sono già dentro (quindi il CNC rientra tra i "valori" trasmessi con l'educazione). Il problema è che anche questi CNC di "seconda generazione" non rimangono tutti: rispetto ai genitori sono più critici nei confronti delle figure d'autorità (tipo l'Arguello), e in più non hanno assolutamente intenzione di mollare internet, uno strumento utilissimo col quale sono cresciuti e che gli permette di raccogliere informazioni preziose (a differenza dei genitori, che hanno verso internet una certa diffidenza, e possono rinunciarci benissimo).

    Una frase, in particolare, rende chiaro il perché di questo declino: "avendo ancora una vita sociale diciamo 'attiva' effettivamente riuscivano ad attirare qualcuno". Questo è il motivo del calo di membri delle sette: col passare del tempo, i membri aumentano, e per tutelare la propria esistenza devono diventare sempre più chiuse. Tuttavia, questa "chiusura" che all'inizio serve per preservare la loro integrità "dottrinale" (chiamiamola così), col tempo diviene la loro condanna a morte: atteggiamenti sprezzanti verso il mondo esterno, critica dei "cristiani della domenica", presunzione di essere migliori degli altri, vessazioni verso gli ex membri... tutti comportamenti che, alla fine, sortiscono esattamente l'effetto opposto che la setta voleva alla sua nascita: attirare nuovi membri. Per questo una setta NON PUO' rimanere setta per sempre; ed è per questo che molte sette finiscono (fortunatamente) per estinguersi.

    Non posso che essere contento che questa ennesima macchina trita-persone si stia avviando verso lo sfasciacarrozze: l'unico dispiacere è per quelle persone che vi sono rimaste invischiate, che sono state convertite alla talebaneria, che si sono trovati con la propria vita distrutta prima di rendersi conto di cosa stava succedendo. Che hanno perso familiari, amici, che hanno donato tutti i loro averi (immobili compresi) al Cammino, che hanno rinunciato a opportunità di carriera e di studio per il Cammino, opportunità che ormai non possono più cogliere. E i soldi? Serviti a costruire seminari inutili per un movimento morente, per costruire una Domus in Terra Santa, e per finanziare lo stile di vita dispendioso del "povero" di Palomeras Alta.

    Concludo con una nota personale: oggi, facendo pulizia tra le vecchie email, me ne sono capitate alcune risalenti al 2012, provenienti dal capoccia del movimento religioso settario di cui facevo parte. Già nel 2012, in queste email parlava di un imminente "riconoscimento" da parte della Chiesa Cattolica. E adesso? Beh, siamo nel 2019, e che io sappia ancora non sono stati riconosciuti (e vorrei anche vedere). Appena ho letto quest'ottimo articolo, mi è venuta in mente quell'email: millantare grandi numeri e grandi successi che in realtà non esistono, solo per nascondere una struttura che cade a pezzi. E' proprio vero che le sette sono tutte uguali.

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  17. L'oppressione dei fratelli delle comunità perpetrata dai cosiddetti "catechisti" del Cammino Neocatecumenale rientra nella categoria dei peccati che "gridano vendetta al cospetto di Dio". Infatti:

    Oppressione dei poveri: chi abusa della sua forza fisica o morale, della sua autorità o della posizione sociale per opprimere gli indifesi, per imporre la sua volontà ed estorcere quello che vuole, pecca gravemente contro il comandamento dell’amore del prossimo, rende insopportabile la vita, già dura per se stessa, specialmente per i poveri e i deboli. Quanti cosiddetti "catechisti" impongono fardelli e ingiustizie ai fratelli delle comunità, sapendo quanto sono deboli questi ultimi, ai quali è vietatissimo anche soltanto nutrire qualche dubbio sull'operato dei capicosca della setta neocatecumenale!

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  18. La pulce (il ritorno)4 febbraio 2019 19:58

    Per blogger Nicola.

    Il tema non sono le approvazioni, non so a cosa si riferisse il tuo capo zona, il cnc ha effettivamente uno statuto (disatteso) da almeno il 2002 e se non erro poi hanno avuto anche una versione emendata finale. Hanno il riconoscimento ecclesiale ma non il sentire cum ecclesia, il vero tema primo, fanno tutto per i fatti loro, dissociati dalla parrocchia, questo per me è il problema, prima della dottrina e della liturgia. In tempi di divorziati che si comunicano impenitenti, oppure persone con altro peccato mortale che si accostano alla particola, oppure di gay che pretendono di fare i padrini di battesimo,o pseudoliturgie con i protestanti, il neocatecumenalesimo non sfigura. Ma stando per fatti loro non si emenderanno mai. Quando Kiko invitò a figliare probabilmente aveva visto già allora un bacino limite. Ma facendo mediamente il quintuplo dei figli della attuale famiglia italiana continuerà ad ammassare numeri. Il cnc non chiuderà mai per inedia ma solo d'imperio.

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    1. Il mio commento non verteva sulle approvazioni, infatti. Era una considerazione sulla strada che sta prendendo il CNC.
      C'è stato un fraintendimento: io non facevo parte del CNC. Ho conosciuto molto da vicino persone che ne facevano parte, ma io non ne ero parte a mia volta. Io facevo parte di un movimento diverso. Quando ho fatto l'esempio di quello che avevo letto in quell'email, mi riferivo all'abitudine condivisa, da parte dei movimenti settari, di millantare grandi numeri e grandi successi per mascherare una realtà morente.

      Sì, nel CNC fanno il quintuplo dei figli. Ma quanti di questi figli rimangono all'interno del CNC? Conta poco fare 10 figli, se di questi nemmeno uno rimane nel CNC. Di esterni non ne raccolgono più quasi nessuno, gli unici "nuovi membri" sono, appunto, i figli. Ma nessun movimento sopravvive a lungo contando solo sui figli dei propri membri. Anche perché un figlio che "diserta" diventa un futuro nucleo famigliare in meno per il gruppo: così, si procede ad esaurimento scorte. In sostanza: potranno anche fare tanti figli, che magari staranno nel CNC fino alla fine dell'adolescenza, ma poi?

      Secondo me, invece, il CNC chiuderà per inedia, e non d'imperio: anche se, ovviamente, faranno di tutto affinché sembri il contrario. Magari l'Arguello, o chi sarà in carica al posto suo dopo di lui, deciderà di trasformare il CNC in qualcos'altro, per non dover ammettere pubblicamente la sconfitta del loro sistema.

      Sull'invito di Kiko a figliare a più non posso, non so pronunciarmi: non so se l'abbia vista lunga, e abbia progettato in anticipo tutto il meccanismo per assicurarsi un ampio bacino, oppure se questa sua convinzione fosse dovuta a una grossolana e pressapochista interpretazione dell' "andate e moltiplicatevi"

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  19. Ho fatto lo stesso ragionamento,

    per questo non condivido il generale ottimismo sulla fine del CN .. solo 1 presa di posizione della Gerarchia, o per lo meno di ogni Parroco a "casa sua" potrebbe farlo finire ..
    e di questi tempi 1 tale presa di posizione mi pare INIMMAGINABILE.

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  20. Lo scopo del cammino è allontanare le persone da Dio, infatti vanno nelle chiese a fare inviti, é un mezzo del demonio.Chi sta dentro non segue Dio, come ben sappiamo, ma anche chi esce ha una forte ribellione verso Dio e la Chiesa, e si allontana ed il demonio ha comunque ha ottenuto il suo scopo. E la Chiesa sta avallando ciò, anche perché all'interno della chiesa c'è più male che fuori, e chiudendo gli occhi davanti al cammino ed altre sette interne alla chiesa, e preferendo il potere e soldi e sesso, sta aiutando ad allontanare le persone dal vero Dio, chiunque esso sia. Dio, nel frattempo tace e continua a guardare come al cinema, questo suo film horror.Al male non c'è spiegazione. Contento che per fortuna alle catechesi non va più nessuno e stanno perdendo pezzi, ma il nostro augurio che chi fa le veci di Cristo(mettesse un po' di coraggio al. papà) acceleri la fine del cammino e pensasse alla salvezza dell'anima delle persone.
    Poi si può parlare di inferno, giudizio universale, ma visto che ci ha messo chi, conta l'oggi e sinceramente, vivere una vita di inferno per una vita futura, mi sembra poco allettante, visto che poi nessuno a chiesto di nascere, e soffrire ed avere pazienza per un Dio ipotetico mi sembra assurdo.
    Quindi difendere il cammino,
    é difendere il male.
    Scusate la confusione, ma ciò che ho dentro, insieme a rabbia e delusione.
    Ex fratello.
    Ps.Ecco i veri frutti del cammino.

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  22. C'era un leitmotiv nei predico zi dei catechistoni: il disprezzo per la "ragione", una "dea" che ha insidiato il posto della Vergine Maria. La "ragione" vuol esser convinta, la Vergine a detta loro invece é pura ubbidienza. Ma la ragione é lume alla fede e la fede non entrerà mai in contraddizione con essa.

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    1. Essendo profondamente amici del demonio, devono contrapporre la ragione alla fede e addirittura contrapporla alla Beatissima Vergine.

      Il fatto è che Dio è "ragionevole". Il creato ha un "disegno" perfettamente ordinato che - come dicono certi agnostici e atei che sentono vacillare il proprio pregiudizio - pare addirittura fatto in modo da farsi osservare da una creatura intelligente (cioè dall'uomo). È il cosiddetto "principio antropico", accompagnato da certi risultati della scienza che imbarazzano coloro che si ostinano a non credere, come il finissimo equilibrio tra le costanti fondamentali dell'universo (massa delle particelle e momento magnetico, quelle delle equazioni di Maxwell, ecc.), finemente calibrate per permettere all'universo di esistere, di avere una propria storia, e persino a noi di esistere e di osservarlo. Non solo un capolavoro d'ingegneria dal disegno ordinato e osservabile, ma anche una creatura cosciente di sé e capace di osservare e riflettere. E di dedurre anzitutto l'esistenza di Dio creatore e la sua opera (questa bellezza, questo universo, non hanno cominciato ad esistere in virtù di sé stessi, ma perché Qualcuno li ha voluti porre in essere e disporli così). Quando diciamo che "la ragione sostiene la fede", stiamo parlando proprio di questo, non di astruserie teologiche (col tragicomico corollario che l'uomo è per sua natura "religioso", non è una bestia, cerca inevitabilmente un rapporto con Dio, a costo di inventarsi una forma di divinità alla quale riconoscere la potestà su tutto).

      Se ne accorse anche Platone, che la ragione poteva arrivare a vette eccezionali e che dopo un lunghissimo e travagliatissimo percorso pieno di errori e ostacoli avrebbe finalmente potuto conoscere qualcosa di Dio, ma che per avere una conoscenza adeguata di Dio c'era inevitabilmente bisogno di un intervento di Dio stesso. Altro che la ragione "nemica" da "zittire".

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    2. "Se non ci fosse pericolo di essere frainteso, verrebbe da dire che il cristianesimo è esattamente scientifico;
      ma la verità è un'altra, è che la scienza per natura sua è cristiana:
      cioè ricerca della verità,
      cioè attenta indagine su quella che è la volontà di Dio che si esprime nell'ordine naturale (scienza) e nell'ordine soprannaturale (fede e teologia).
      Quindi è inconcepibile e assurdo qualsiasi ipotetico contrasto tra fede e scienza, fra vero progresso scientifico e teologia morale.
      ..
      La mente dell'uomo è fatta per la luce, ogni sorgente di luce che si accende nella sua anima non fa che diradare le rimanenti caligini.

      Dio è autore della natura e della rivelazione. Sono due strade diverse che portano alla Sua parola nella quale non può essere contraddizione.

      La fede è più diretta, tocca argomenti di valore infinito, Dio direttamente;

      la scienza indaga la natura coi mezzi che le sono propri.

      E man mano che la ricerca scientifica procede, la fede ne riceve conforto:
      sempre nuove armonie si schiudono al pensiero, la profondità dei misteri appaiono sempre più nella luminosa composizione del disegno del Creatore, che, facendo l'uomo signore della terra, centro della creazione e dell'universo, lo ha chiamato ad una vita soprannaturale."
      (Enrico Medi - servo di Dio)

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    3. "La ragione è ciò che ci definisce come uomini.
      Perciò dobbiamo avere la passione della ragionevolezza .
      (Luigi Giussani - "Il senso religioso")

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    4. Dare addosso alla ragione è un comportamento da setta da manuale: dopotutto, se gli adepti usassero la ragione ed iniziassero ad analizzare in modo critico ciò che li circonda e ciò che gli viene detto, il gruppo cadrebbe a pezzi in quattro e quattr'otto! Per questo non mi stupisce che anche nel CNC si provi un disprezzo generale della ragione...
      Più in generale, anche dopo esperienze personali, direi che quando un gruppo/organizzazione annovera tra i suoi insegnamenti che la ragione non va ascoltata, è un grosso campanello d'allarme. Ancora più in generale, quando una persona non va ascoltata, è un grosso campanello d'allarme. Dopotutto, fuori da un contesto "religioso", se qualcuno ci dicesse "Non ragionarci su! Credimi e basta!", non gli daremmo credito nemmeno per un secondo!

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  23. Nicola come qualcuno ha detto tra i figli attuali il ribellismo anni '80 '90 (chi è del ramo mi capisce) è raro, quasi tutti inquadrati. Non si vede più uno zero su otto, ma praticamente mai vanno sotto al 50-60%, per chi viene dal passato fa strano. Cmq molto dipende dai nuovi genitori ex figli numerosi che hanno vissuto negli stessi disagi. Sanno come muoversi

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    1. Non ho le statistiche sotto mano, quindi non so dirti quale sia la realtà... la mia era solo un'ipotesi. Però, se tu hai qualche informazione in più, sono ben lieto di aggiornare la mia ipotesi!
      Forse ho usato un'espressione impropria: "ribellione all'autorità". Concordo con te: il "ribellismo" tipico di quei decenni oggi non c'è più. Oggi c'è un'altra cosa, un'espressione che sarebbe stata più adatta rispetto a quello che ho usato: "menefreghismo". Non è tanto che i giovani si ribellino all'autorità, è che la ignorano proprio. Questo significa che non ci sono grandi movimentazioni, ma una generale apatia verso le figure d'autorità. Non sono affrontate, bensì ignorate.

      Un segno di questa tendenza è l'atteggiamento di Kiko nei confronti di internet e social network: era partito vietando queste cose in modo assoluto, cercando di obbligare i giovani a seguire questo divieto. Quando si è reso conto che i giovani lo hanno bellamente ignorato, e hanno continuato a usare quelle cose come se niente fosse, ha dovuto "piegare un ginocchio" e fare marcia indietro, rinunciando alla sua posizione e ammettendo l'uso di internet (vedi articolo precedente).

      Comunque, grazie per il commento: è stato uno stimolo alla riflessione, nel mio commento precedente avevo inquadrato male la questione.

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    2. Non ho elementi per inserirmi in questa discussione, anche perché non ho mai fatto parte del Cammino.
      Mi pare però che, almeno dalle mie parti, in alcune parrocchie il Cammino è più che dimezzato rispetto a 15-20 anni fa.

      Se i figli del Cammino oggi sono meno ribelli di quelli di ieri, mi sembra che siano anche un po' meno prolifici, forse per la crisi o, forse, perché nel Cammino, così come in altri ambiti (ad esempio in politica), i giovani sono molto meno radicali che in passato. E molto più diffidenti e prudenti...

      Le nuove leve del Cammino o si aprono al resto della Chiesa e al mondo, e allora si stemperano proprio perché la "carica" che avevano era solo, o quasi esclusivamente, umana, o continuano a chiudersi. Ma se si chiudono senza che nessuno entra più, un po' alla volta ne sentiremo parlare sempre meno.

      In tal caso camminanti continueranno a vivere nella loro bolla, ma senza incidere.
      E quando grideranno a squarciagola le loro testimonianze in piazza, forse verranno scambiati per artisti di strada.
      In ogni caso le loro urla saranno un buon pretesto per farsi quattro risate.
      L'unica salvezza del Cammino è CAMBIARE secondo le norme della Chiesa.
      Ma se Kiko è venuto proprio per cambiare la Chiesa, come può permettere che la Chiesa cambi lui?
      La resa dei conti fra le varie anime del Cammino sarà, forse, rimandata dopo la morte del Caudillo.

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    3. I giovani neocat fanno cmq meno figli dei genitori, dalle mie parti massimo 5-6, la maggior parte ne ha 3-4, sono meno esagerati è vero. E sono anche più mimetizzati. Poi certo in un paese con 1,3 figli per donna di media (meno di 1 sotto i 40anni), si notano comunque. Secondo me si stanno normalizzando.

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  24. Carissimi tutti. State attenti che i Neocatecumenali fanno un doppio gioco. Quando parlate di loro, cioè di attenersi alle regole, della Chiesa, vi rispondono in maniera vaga, come se vi dicessero: ma che fai, che pensi, stai lì a guardare le piccolezze, ti sei fissato. Ma, fanno un altro goichetto, chi non si attiene alle loro regole, viene puntato, giudicato, condannato. Realmente sono loro che stanno lì a indicare i loro segni, faccio un paio di esempi: se no fai le risonanze,non dico vieni giudicato direttamente, ma i sacerdoti e catechisti e responsabili, ovviamente neocatecumenali, iniziano ad esortare vivamente, per cui ti invitano caldamente, per cui alla fine ti piegano goccia goccia ai loro metodi. Altra cosa è con i segni, stanno lì a dire dove devi mettere la croce, i fiori, il leggio, e tanto altro.Ho assistito a persone che stavano lì a discutere ore sulle sedie, sulla disposizione, ecc, ecc. Per cui, quando una persona fa presente a loro, di rispettare, alla regola le regole della Chiesa, ecco che rendono il tutto come se fosse secodario, poi verso le regole, chiamiamole loro, cioè la famosa acqua al proprio mulino, ecco che ti pressano fino allo sfinimento. La famosa IPOCRISIA, sguardo corto verso se stessi, giudizio lungo verso il prossimo, ma solamente su ciò che conviene. Giudicano gli altri di essere odiatori e calunniatori, dopo, appena li solleciti, ecco che esce la calunnia e il giudizio. Tutto ciò che non rientra nel loro pensiero, viene preso per diffamazione, calunnia, e altro di negativo,ma loro si permettono di fare di tutto in Nome del Cammino al prossimo, ovvero di mettersi le persone sotto i piedi, fino al punto di appropriarsi dei loro soldi ( ripeto non è per il denaro [Dio ha dato, e a Dio ritorna] il denaro non conta più di tanto, ma è l'ipocrisia e la cattiveria)e poi condannare apertamente, senza nessuna vergogna e come se nulla fosse la persona che hanno consumato come sanguisughe. Sono persone introdotte tra di noi dal Demonio, che si devono convertire, se riescono, altrimenti lì attende il Signore, e il Signore ha detto che chi ha usato la Carità e Misericordia, sara ricambiato, altrimenti si riceverà ciò che si è seminato.
    Il famoso cinghiale della vigna nel Signore, una volta entrato, distrugge tutto.

    8 Rialzaci, Dio degli eserciti,
    fa' risplendere il tuo volto e noi saremo salvi.
    9 Hai divelto una vite dall'Egitto,
    per trapiantarla hai espulso i popoli.
    10 Le hai preparato il terreno,
    hai affondato le sue radici e ha riempito la terra.
    11 La sua ombra copriva le montagne
    e i suoi rami i più alti cedri.
    12 Ha esteso i suoi tralci fino al mare
    e arrivavano al fiume i suoi germogli.
    13 Perché hai abbattuto la sua cinta
    e ogni viandante ne fa vendemmia?
    14 La devasta il cinghiale del bosco
    e se ne pasce l'animale selvatico.
    15 Dio degli eserciti, volgiti,
    guarda dal cielo e vedi
    e visita questa vigna,
    16 proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato,
    il germoglio che ti sei coltivato.
    17 Quelli che l'arsero col fuoco e la recisero,
    periranno alla minaccia del tuo volto.
    Carissimi non permettete al cinghiale di devastare la vostra vigna, capitene il senso spirituale, anche se costoro sono dentro la Chiesa Cattolica, e comunque ne fanno parte, ma Dio vi ha messi in una vigna, e non permettete ad altri di devastarla.

    Pace ai figli della Pace.Dio è la Pace.

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  25. Quello che posso testimoniare è quello che sta accadendo dalle mie parti dove il cammino c'è da quasi 50 anni. Le comunità anche nelle parrocchie roccaforti stanno diminuendo di numero a forza di fusioni perchè molti lasciano o non frequentano e, come qualcuno ha detto, fare il cammino preparando le liturgie, temi, ecc, in 10 diventa distruttivo. Molti vengono, grazie alle fusioni, rimandati molto indietro e anche questo provoca fughe. Pensate a chi magari è già stato in viaggio di nozze in Israele e si ritrova mandato indietro magari alla tappa della Traditio! Ci sono fratelli che hanno già fatto il matrimonio spirituale e lo dovranno rifare...
    Riguardo il numero dei figli sta decisamente calando per motivi anche di maggior responsabilità di molte coppie. Vi assicuro che sono poche le coppie giovani che fanno tanti figli, ce ne sono, ma quelli più talebani e, solitamente, figli di talebani! Adesso per vivere bisogna lavorare in due e, ovviamente è impensabile che si possano seguire sette, otto, dieci figli. La comunità poi non aiuta assolutamente più come era all'inizio quindi le coppie di adesso, molte per fortuna, usano la testa. Posso dire di aver notato che i più talebani sono i figli primogeniti delle famiglie numerose poi degli altri la maggior parte nemmeno entra o rimane in cammino. Questo potrei darvi dati, nomi, ecc. Della mia ex comunità su 12 coppie che eravamo solo 4 di queste hanno i figli in cammino e non tutti! quindi diamo tempo al tempo!

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  26. La cosa importante, al di là del fatto se il cammino finirà o no e in che modo, è continuare ad informare su quello che realmente esso è, sulle sue storture (ad es. itineranti e famiglie in missione di serie A e di serie B), sulle sue pratiche. Ad esempio, è vero che i figli del cammino adesso aderiscono in misura (percentuale) maggiore rispetto al passato, ma lo fanno in gran parte in maniera apatica, senza slancio né fervore.

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    1. La pulce (il ritorno)5 febbraio 2019 15:01

      Oramai grqzie a Internet tutti conoscono il cnc e le censure di padre zoffoli, Conti, marighetto, villa, canali e mic (che mi pare non anima più il blog). Oramai in cammino secondo me chi entra escluso: figli, fidanzati e ex di ritorno, lo fa perché è predisposto, legato per affetto, stima o altro a qualcuno che è nel cnc. Con queste categorie non si ragiona. Il cnc vive su di un suo binario, per categorie impenetrabili e dure. Questo è, questo sara'. Ho saputo da persona necessariamente informata che il Papa ha invitato Kiko ad iniziare a rinnovare le équipe itineranti per dare continuità quando lui non ci sarà piu, avrebbe detto. Su questa questione molto "ad intra" si giocherà la partita dei prossimi anni. Sui 40-50enni chiamati a sostituire le rock star.

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  27. Mah, nella mia parrocchia anche solo con i figli continuano a nascere ogni anno nuove comunitá con una quarantina di ragazzini e una dozzina di adulti... anche io sono molto scettico sulla "implosione" dei nc, anche solo con figli e fidanzati possono andare avanti molto a lungo (come del resto hanno fatto i musulmani...)... Inoltre ha detto bene la pulce, di questi tempi pazzi purtroppo fanno quasi bella figura di fronte ad altri esempi di modernismo imperante (penso ad alcuni movimenti della mia zona che a spada tratta difendono il sacerdozio femminile, i preti sposati, la comunione ai divorziati impenitenti, omosessualitá libera ecc.)

    Giuliano

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    1. GIULIANO:

      se non ti fa problema, puoi dire quale è la tua zona e quali sono i movimenti che difendono a SPADA TRATTA la comunione dei divorziati impenitenti, l'omosessualità libera, ecc.?
      Se non puoi rispondere altrimenti ti scopri, ti capisco.

      In ogni caso puoi sicuramente rispondere a questa domanda: sei d'accordo che KIKO che dice che la Messa NON è un SACRIFICIO, ma è un banchetto, dice una colossale eresia? E che coloro che gli credono e gli vanno dietro seguono una colossale ERESIA?

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    2. Non c'è mica da fare molte ricerche basta guardarsi intorno

      I prodotti postumi al Concilio Vaticano II sono oggi sotto gli occhi di tutti: a mezzo secolo da quello che taluni indicano come il più grande Concilio della Chiesa, od il concilio dei concili, la Chiesa versa in una crisi dottrinale, morale e spirituale dinanzi alla quale è davvero difficile trovare dei precedenti storici, perché si tratta di una situazione e di una crisi del tutto nuova. Concludendo pertanto con l’iniziale paradigma della suorina stolta che affermava: «Mica possiamo tornare ai tempi oscuri del Concilio di Trento!», come estrema risposta conclusiva penso di poter replicare che sul piano della vita religiosa femminile, forse sarebbe meglio tornare al periodo precedente al Concilio di Trento, quando molti monasteri erano ridotti a degli autentici bordelli. Non dimentichiamo infatti che al loro interno, oltre alle monache divenute tali per costrizione, c’erano anche delle Sante che come buon grano vivevano a fianco a fianco con la gramigna [cf. Mt 13, 27-30], perché come insegna il Beato Apostolo: «Laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia» [Rm 5, 20]. E sul finire merita ribadire che la grande Santa e riformatrice Teresa d’Avila nacque proprio in questo genere di monasteri popolati di monache dissolute, divenendo ciò che è divenuta e producendo i frutti che ha prodotto.

      QUANDO LA TRAGEDIA È TROPPO TRAGICA, MEGLIO SMORZARE CON UNA NOTA DI COLORE

      .

      Quando i problemi sono molto seri e le situazioni che ne derivano veramente tragiche, mi avvalgo sempre di una mia consolidata facoltà: partire da una nota di colore. In questo caso una nota rosa, femminilmente intesa. Infatti, ad ispirarmi questo scritto è stata una donna appartenente alla più infausta delle categorie femminili, che è quella delle cosiddette suorine stolte. Detto ciò è opportuno precisare che molti preti e frati, nella loro superficiale stoltezza, possono essere superati solo dalle suore. Le suore rimangono infatti insuperabili in un elemento al quale neppure i peggiori dei chierici e dei religiosi riuscirebbe mai a giungere: quella particolare cattiveria caratterizzata da elementi di crudeltà spesso indicibili che è del tutto unica e peculiare delle suore. E così, trovandomi a interloquire con una suorina stolta appartenente ad una delle sempre più numerose congregazioni in agonia destinate nei prossimi anni alla totale estinzione per mancanza di vocazioni e per l’età ormai molto elevata delle religiose in essa sopravvissute, alla mia domanda se per caso, durante il periodo successivo al Concilio Vaticano II, qualche cosa nella sua, come in tante altre congregazioni, non fosse andata per il verso giusto, la poverina risponde con questo sfoggio di acume mirabile: «Mica possiamo tornare ai tempi oscuri del Concilio di Trento!»..

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  28. Riflettendo sui commenti riportati è davvero interessante soffermarsi su come sono ridotte le comunità che hanno terminato il cammino. Incapaci di condivisione, chiuse al loro interno, in un isolamento sempre più marcato, stanno subendo una progressiva involuzione e non hanno più alcuna capacità attrattiva. Vale per la comunità, che doveva essere SEGNO, se non sbaglio, di UNITÀ E DI AMORE AFFINCHÉ TUTTI CREDANO - che fallimento! - vale per i singoli fratelli che hanno ricevuto la "veste bianca" come sigillo del battesimo rivissuto consapevolmente. Non parlano più a nessuno perché vivono fuori dal mondo (tutto il contrario del cristiano, che si incarna come Cristo nella storia e nei suoi simili) il loro linguaggio è incomprensibile, sono saccenti, arrivati. Per questa ragione non si mettono mai al livello degli altri ( mi sono fatto tutto a tutti per guadagnarne ad ogni costo qualcuno...) ma sono gli altri che, riconoscendo in loro la verità e considerandoli dei modelli da imitare, devono accettare incondizionatamente il loro ammaestramento.

    Pax

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    1. Infatti. Un auto-isolamento che non farà che decretare la fine del Cammino (o la sua trasformazione in qualcos'altro). Forse si stanno estinguendo proprio per quello che hai scritto: assenza di condivisione, assenza di unità e amore. La loro saccenza col tempo è aumentata anziché diminuire, e questo non fa che isolarli ulteriormente.
      Per questo dico che il Cammino è destinato a dissolversi o trasformarsi in qualcosa di diverso: qualunque movimento, se non continua a raccogliere adepti, inizia a subire un calo demografico. E a questo corrisponde l'inevitabile declino. E il CNC non fa eccezione.

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  29. Carissimi, state attenti. Altro giochetto che fanno, DISSIMULAZIONE, nascondono le prove. Se si vedono scoperti, ovvero( seguite il discorso) dopo aver buttato fango e immondizia sul prossimo, con l'intenzione di farlo passare per il cattivo e l'odiatore e il calunniatore, ecco che se vengono scoperti, che sono proprio loro a fare ciò che giudicano al prossimo ( IPOCRISIA) fanno sparire le prove. Come dei messaggi su FB, dove vi è stato un certo scambio di vedute, ma evidentemente a sfavore, perchè si erano scoperti, ecco che sparisce il tutto. Poi scrivono che sono gli altri che non pubblicano i commenti sul Blog. Tutto ciò ci fa capire, che, costoro, del Concilio Vaticano II non hanno capito nulla, perchè lì si parla di LIBERTA', di espressione religiosa, anche di critica su questioni religiose. Ognuno può esprimersi e dire la sua. Ma la mistificazione e l'ipocrisia impongono il dover far vedere agli altri che si è sempre nella parte della ragione, per cui si celano le mancanze palesi, e si fa una continua pubblicità su ciò che porta acqua al proprio mulino, mistificando con un falso messaggio, ma con l'intenzione celata di buttare la colpa sul prossimo, cioè facendolo passare il prossimo per un grave colpevole. Tutto questo non è differente con quanto hanno fatto i Talebani ad Asia Bibi,cioè non è uguale, in quanto lì ci sono i veri Talebani, ma ora stiamo trattando dei Talebani Cristiani, ovvero un numero di persone, più o meno consistente, che si nascondono dietro la parola Cammino Neocatecumenale, Papa Francesco, Chiesa, ecc, e che seminano zizzania verso il prossimo che non ha le stesse vedute e le stesse opinioni. Infatti accusano di tutto, cioè se c'è una Scristianizzazione della società, ecco che la colpa è di colui che non la pensa come loro. Come si può notare questo è un metodo fallace di relazione, in quanto non si creano dialoghi e ponti, ma scontri e incolpamenti.Si arriva a dare del pazzo al prossimo, a condannarlo, a definirlo indemoniato, ispirato da satana, ecc, ecc. Dobbiamo considerare che Satana c'è, realmente, nella società, e si muove in questa, per cui è reale parlare di ciò in alcuni ambiti, per cui, delle volte, si potrebbe anche dire che c'è dietro il Demonio. Ma non può essre reale se lo vedo a senso unico, ovvero lo vedo solamente quando mi fa comodo, e non lo vedo quando non mi conviene. Cioè, se è vero che su alcuni punti c'è il Demonio ( come affermano alcuni) e questi che dicono ciò ne sono convinti, ecco che sugli stessi punti che capitano a queste persone, vi deve essere anche lì il Demonio. Faccio un esempio concreto, così ci capiamo, lo farò su un argomento molto elementare, così, spero, di rendere l'idea.
    Se Tizio vede Caio che sbotta e rompe con una mazza un vetro, e gli dice sei INDEMONIATO, e Tizio ci crede, perchè lo dice in continuazione, a quel punto se Caio vede Tizio nel fare la stessa cosa, ecco che Tizio è anch'egli indemoniato. Ma, magicamente, a quel punto Tizio dice che non è più così, e cambia le carte in tavola. Cioè, costoro accusano gli altri di essere indemoniati e ispirati dal demonio, su alcuni argomenti, che vedono fare, ma arrivati al punto che vengono pescati nel fare le stesse cose, ecco che cambiano le carte in tavola e scusano se stessi. Questo il giochetto. Praticamente buttano la colpa sempre sul prossimo, cosa vi ricorda?


    [11] Riprese: "Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?".

    [12] Rispose l'uomo: "La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato".

    [13] Il Signore Dio disse alla donna: "Che hai fatto?". Rispose la donna: "Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato".

    Pace ai figli della Pace. Dio è a Pace.

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  30. Scusami Nicola,e' vero che sono diminuiti i fratelli che vengono ad ascoltare le catechesi, credo pero' che il problema non riguarda solo il cammino, anzi almeno si portano i figli dietro. Ho gia' inserito un commento del genere e mi preme ribadirlo: nella mia parrocchia "francescana" non c'e' più la gifra!!!!!!!!!!!!!!!!! Resiste l'ofs, sembrano i fratelli delle prime comunita' da voi descritte, ma i figli non vanno piu' in Chiesa. Non e' una gara ma bisogna prenderne atto, la Chiesa va incontro ad un periodo di persecuzione e probabilmente si tornera' alle origini, un numero esiguo di persone, al di la' della bandiera, faranno da luce, sale e lievito. Carmelino

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