giovedì 19 gennaio 2017

I giovani balilla del duce Kiko

E sì, lo dico convinta, poveri bambini sotto ammaestramento kikiano.

Questa affermazione alla base.

Reduci dalle feste natalizie, per antonomasia dedicate ai bambini, dopo aver rivisitato tutte le ritualità kikiane che le infarciscono, ho allargato un attimo lo sguardo ed ho visto lo scenario che vi sottopongo.

Con infinito amore per i bambini e grande rispetto (anche io sono madre, anche io ho vissuto anni e anni nel c.n.), dedico a loro queste considerazioni che spero possano aprire uno squarcio su un aspetto che forse si considera poco, io vorrei dar loro voce, perché i bambini non hanno voce, non possono, come noi, se hanno qualcosa da dire, farsi sentire.
Dico di più: se sono nati e cresciuti dentro l'esperienza, perché figli di catecumeni di lungo corso … che magari hanno anche finito il cammino per diventare FEDELI (ma non nel senso fraudolentemente annunciato nelle catechesi iniziali di Cristiani Adulti che hanno rivissuto il Battesimo)........ ma fedeli a Kiko, fino alla morte, cosa potrebbero, anche volendo, avere da dire?
L'indottrinamento a senso unico è sempre un male, praticato sui bambini in maniera metodica è perverso. Senza portare a sostegno tanti argomenti, non ce n'è bisogno.

Sottolineo che, se davvero Kiko fosse qualcosa che somiglia lontanamente ad un profeta ispirato non avrebbe creato, nella riserva indiana, nel recinto chiuso del cammino (custodito dai “cani mastini-catechisti”, ci chiediamo sempre il senso dei cani delle baracche... ve la do io la spiegazione: lo seguivano dappertutto perché sapevano che con lui avrebbero avuto un futuro radioso!) ...il recinto per gli agnellini, i "piccoli figli del cammino" da allevare per la sua causa.

So bene che queste mie affermazioni, di cui mi assumo la responsabilità, possono scatenare, nei camminanti convinti, un putiferio, ma voglio essere intenzionalmente provocatoria, aspetto e accetto tutto.

Assodato che per Kiko nulla di quello che è al di fuori del mondo chiuso di questa esperienza è indicato per loro -figli del cammino- nel cammino neocatecumenale (N.B.: iniziazione cristiana per gli adulti cfr. Statuto) viene assegnato ai figli dei camminanti:


  1. Un posto privilegiato nella Veglia di Pasqua e in tutte le eucarestie da piccolissimi, e in seguito, l'accoglienza nella comunità dei genitori, una volta fatta la prima comunione.
  2. I didascali incaricati a tempo pieno della loro formazione finché, tra i 13-14 anni (questa l'indicazione precisa di Kiko, per cui bisognerebbe adeguare lo Statuto inserendo "itinerario battesimale per adolescenti"), faranno le catechesi, avranno i loro catechisti, entreranno nella loro comunità e affronteranno i vari passaggi.
  3. Ogni domenica le Lodi domestiche in famiglia o nelle convivenze dove, fino al termine delle lodi, anche i piccoli con le baby-sitter possono partecipare.
  4. Tutto quello che il cammino organizza a parte, di cui abbiamo abbondantemente parlato, nel tempo natalizio appena trascorso: Re Magi, Presepe con ammaestramento nella notte della Vigilia, Eucarestia di ringraziamento a Capodanno.
  5. Giornate mondiali della gioventù a cui, sempre dalla adolescenza in poi, parteciperanno fedelmente e, come si sa, centrale è l'incontro con Kiko, la chiamata vocazionale in cui molti figli si cimenteranno, per non sentirsi inferiori ed essere elogiati, nell' UNICO AMBIENTE che hanno conosciuto, e in cui si fa così. Vocazione certa: o chiamata al presbiterato e alla vita monastica di clausura o guardatevi intorno, sul pullman, tra i camminanti junior comunque, e sceglietevi una sposa/sposo, per formare una famiglia "in missione", tutto compreso.
  6. Sicuro dimentico qualcosa.

Tengo per me quello che mi si ricompone dentro, storie di ragazzi smarriti, senza identità, anche figli di quelli che vengono definiti mega-catechisti, mandati “in cura”, tante volte, nei vari R.M. per qualche mese..... la riserva nella riserva... non ricevendone alcun beneficio, anzi peggiorando negli anni.

Ragazzi che mai hanno costruito una loro identità, che mai hanno saputo o potuto scegliere.

Alcuni li ho visti dibattersi per anni, senza capire la radice del loro disagio perché, perdonate, mai hanno fatto una vita normale di giovani normali che si preparano a vivere da persone normali nella realtà che tutti condividiamo e che non è solo fatta di idoli e di idolatri, mentre i santi, i soli liberi dalla soggezione al demonio, sono quelli dell'iniziazione cristiana di Kiko e Carmen che, quando arrivano alla statura adulta, finalmente, restano con un solo unico ineguagliabile idolo: Kiko stesso.



Ho visto ragazzi cresciuti nel cammino che, come suol dirsi, non erano più né carne né pesce, dopo aver indagato invano sulla propria vocazione, entrati nei seminari R.M., poi usciti, poi fidanzati, poi lasciati, poi tornati in seminario, poi più niente.

Salvo restare in comunità in forma abbastanza fanatica e acritica, che reagiscono contro chi osa criticare il cammino senza capire neanche quello che dicono, essendo cresciuti solo in questa esperienza e non potendo fare confronti, all'ombra del genitore importante, del catechista, del presbitero R.M., loro modello.

Si, ho visto queste cose, le eccezioni ci sono, per carità, ci mancherebbe altro ma, se facciamo uno studio approfondito, statene certi, il risultato è deludente, anche qui il sistema cammino non funziona, come nelle altre cose che analizziamo in questo blog, e gli effetti devastanti sulle persone, purtroppo, sono sempre gli stessi.

Perché C.N., Kiko, il Grande Inganno. Si presenta come una realtà ecclesiale frutto del Vaticano II, poi si impone come "il frutto" del Concilio, unica realtà autentica, la Chiesa del domani con un suo progetto preciso, al di fuori il nulla, a questo si viene educati, in questo itinerario di de-formazione.

Vogliamo analizzare gli effetti sui figli che non hanno conosciuto altro ne' li si mette in condizione di conoscere altro.

Nella predicazione kikiana (cfr. La tela del ragno) la famiglia, i figli, come il lavoro e gli averi sono idoli che vanno odiati. L'amore dei genitori viene spesso definito "nevrotico", per cui la figura genitoriale viene delegittimata nel suo ruolo educativo e sostituita da quella del didascalo prima e del catechista poi, vero punto di riferimento del ragazzo che, ancora adolescente, avrà la sua comunità.

Interi gruppi familiari vengono così inghiottiti in questo baratro nella maniera più naturale del mondo, quasi attratti da un pifferaio magico.

In queste condizioni, i bambini figli di genitori ‘in Cammino’ possono riportare danni irreversibili (è opportuno ricordare l’esperienza di laboratorio conosciuta come la benda del gattino’: se per un po’ di tempo, ad un gattino appena nato, gli si pone una benda su di un occhio, quando la si toglie, quell’occhio resterà parzialmente atrofizzato e non più in condizione di acquistare le normali capacità visive, neppure con energiche rieducazioni.).

I ragazzi, totalmente coinvolti nel CN, vengono privati d’ogni interesse giovanile: amicizie esterne, divertimento, libertà, cultura contemporanea, opportunità di ragionare e di scegliere da soli! Le attività politiche, sociali, e persino quelle caritative, sono, per loro, una perdita di tempo.

Vent’anni di ‘Cammino’ fabbricano "cristiani" in serie (in barba al mantra della compianta Carmen che ripeteva incessantemente, per sottolineare l'unicità di ognuno che era lì ad ascoltare e la unicità e grandezza della loro meravigliosa predicazione: “Dio non fa cristiani in serie, fa le cose sul serio!”)... mi dispiace, cara Carmen, avete fallito: tutti uguali, con lo stampino.

Per sottolineare la pericolosità, tanto più sui ragazzi nati e cresciuti nell'esperienza, dell'ammaestramento esclusivo praticato nelle comunità neocatecumenali, ecco le espressioni che gli pseudo-catechisti utilizzano frequentemente, riportando espressioni di Kiko:
  • “All'inizio hai aderito liberamente, ora non puoi far finta che non hai ascoltato mai la predicazione che ha cambiato la tua vita, MAI PIU' potrai tornare a vivere come prima!
  • “…TU SEI STATO MARCATO A FUOCO E QUESTO NON TE LO PUO’ TOGLIERE NESSUNO”
Con queste parole Kiko inchioda per sempre al Cammino gli adepti e non si fa scrupolo di lanciare maledizioni su quelli che, svegliandosi dall'incantesimo, in un momento di lucidità, volessero tornare indietro:
  • “...Fratello mio, tu puoi tornare indietro: però attento! Attenti fratelli, perché Dio vi ha inviato dei catechisti concreti, che vi hanno detto che hanno visto Gesù Cristo. SE ANDATE VIA IL SANGUE DI GESU' CRISTO PER LA NOSTRA TESTIMONIANZA RICADRA' SU DI VOI”.
Mamma mia, che terrore! E che orrore!

Questo è l'humus sul quale le piantine dei figli vengono innestate per crescere, ora è più chiaro quello che ho esposto?

Impressionata dalla somiglianza della struttura e dei metodi in uso nel C.N. con quelli tipici dei sistemi dittatoriali e delle sette, metto a confronto l'educazione della seguente generazione nel c.n. e nel fascismo.

Scoperta sorprendente!

Riporto, senza ulteriori commenti, il ruolo svolto, nel ventennio fascista dalla ONB Opera Nazionale Balilla, istituita per l'educazione della gioventù. Vi facevano parte i giovani dagli 8 ai 18 anni, suddivisi in balilla ed avanguardisti. Scopo dell'ONB era rendere consapevoli i giovani del loro ruolo di "fascisti del domani".

Basta sostituire al termine: "Duce" il nostro "Kiko".
Al termine "fascismo" o "fascista", "neocatecumenato" o "neocatecumeni"
E il gioco è fatto!

Solo non ho resistito alla tentazione di riscrivere per Kiko la Preghiera dei balilla: spero gli piacerà e gliela dedico di cuore.

Per chi dovesse risentirsi per tanta sfacciata impudenza, rispondo che, a parte la correttezza dell'analisi che potrete voi stessi verificare, alla fine vogliamo sorridere anche noi, in mezzo a tanto dolore. “CASTIGAT RIDENDO MORES”, anche per sfatare quell’alone di sacralità che è solo di facciata!

D'altra parte voi, fedeli camminanti, per rendere la marcia meno faticosa, vi dilettate a raccontarvi barzellette sulla nota megalomania kikiana, che gli fa credere di essere nuovo messia in terra, e che, evidentemente, fa ridere anche voi.

(Devo anzi farne presto una raccolta, come appendice al libro "Annotazioni")

ONB Opera Nazionale Balilla


Principi Educativi:

Sosteneva Mussolini:
"L'educazione fascista è rivolta a creare il fascista come noi vogliamo".
Per formare il "carattere" era fondamentale suscitare l'emotività dei giovani più che il loro senso critico.Le verità che vogliamo loro insegnare devono parlare prima alla loro fantasia, al loro cuore, poi alla loro mente".
All'astrattezza dell'insegnamento tradizionale si opponeva così il "valore educativo dell'azione e dell'esempio".
La concezione antiscientifica e irrazionalistica della realtà propugnata dal fascismo tendeva all'interiorizzazione acritica di determinati modelli comportamentali attraverso l'attivismo collettivo, mediante il mantenimento di una costante tensione emotiva.
Il giovane doveva uniformarsi all'immagine di una società dinamica, protesa verso obiettivi grandiosi; allo stesso tempo, gli era richiesto di inserirsi in un rigido sistema centralizzato e gerarchico. Al vertice della gerarchia il duce quale esempio sublime, ne derivava pertanto un vero e proprio culto della personalità.

Impressionante, parla proprio di Kiko e del cammino.

Il culto della personalità è una forma di idolatria sociale che generalmente si configura nell'assoluta devozione a un leader, attraverso l'esaltazione del pensiero e delle capacità, tanto da attribuirgli doti di infallibilità.

Immagini del capo appaiono ovunque, così come statue e altri monumenti innalzati alla grandezza e alla saggezza del capo. Slogan del capo ricoprono enormi cartelloni, e libri contenenti i discorsi e gli scritti del capo riempiono le biblioteche e le librerie. Il livello di adulazione può raggiungere vette che appaiono assurde.
Aiuta inoltre a giustificare le regole spesso dure della dittatura, e a propagandare nei cittadini la visione che il capo opera come un governante giusto e buono. In aggiunta, i culti della personalità spesso sorgono dallo sforzo di reprimere l'opposizione interna a una èlite dominante.

Ultimo atto. Ecco la professione di fede al duce dei giovani fascisti, coniata sul Credo o Simbolo degli Apostoli, che somiglia a una bestemmia (perciò non ebbe molto seguito):
Preghiera del balilla.
«Io credo nel sommo duce, creatore delle camicie nere, e in Gesù Cristo suo unico protettore. Il nostro salvatore fu concepito da buona maestra e da laborioso fabbro. Fu prode soldato, ebbe dei nemici. Discese a Roma, il terzo giorno ristabilì lo Stato. Salì all'alto ufficio. Siede alla destra del nostro Sovrano. Di là ha da venire a giudicare il bolscevismo. Credo nelle savie leggi. La comunione dei cittadini. La remissione delle pene. La resurrezione dell'Italia, la forza eterna, così sia.»
Ecco un adattamento all'idolatra megalomane Kiko Arguello:

Preghiera dei giovani balilla del cammino.
«Io credo nel sommo Kiko, creatore dei giovani balilla neocatecumeni , ...omissis... Il nostro salvatore fu concepito da donna molto devota e da affermato avvocato. Fu eccelso predicatore, ebbe dei nemici. Discese a Roma, il terzo giorno ristabilì la Chiesa. Salì ai piani alti vaticani. Siede alla destra del nostro Santo Padre. Di là ha da venire a giudicare il religioso naturale che va a messa la domenica in parrocchia. Credo nei mamotreti non corretti. Le comunità nelle salette. Credo che sono un peccatore che deve obbedire. Che la Chiesa si trasformerà in comunità di comunità per la forza eterna del Kerigma di Kiko, così sia.»

Pax

72 commenti:

Anonimo ha detto...

Carissima Pax, condivido tutto quello che hai scritto al 100%. Hai perfettamente ragione, ed hai fatto un'analisi lucida e vera.
Purtroppo anch'io ho notato che la maggior parte dei "figli del Cammino", ossia i ragazzi che sono stati concepiti, nati e cresciuti all'interno del Cammino perché i loro genitori ne fanno parte, hanno molti problemi psicologici (depressioni, sensi di colpa infiniti, isterismi, anoressia, ribellioni, ...). Ho notato che i figli delle prime Comunità storiche che si sono formate hanno avuto (ed hanno) i maggiori problemi.
Ma, ringraziando Dio, c'è speranza per tutti, e la Chiesa è sempre a braccia aperte pronta ad accogliere e consolare chiunque, e Dio può sempre far capire a chiunque quanto sono amati da Lui e farli "risorgere" da qualunque condizione di vita.

Annalisa

Michela ha detto...

A me piace molto parlare con i giovani e con i ragazzi. Una volta un figlio di catechisti mi racconta di sentirsi diverso dai familiari, perché era l'unico della famiglia a non avere un incarico importante in comunità.
Un'altra volta mi racconta di essere uscito dal cammino e che finalmente aveva un ruolo, quello di pecora nera e che suo padre difendeva la sua scelta davanti agli altri 'fratelli' perché così nessuno avrebbe più potuto accusare le famiglie neocat di obbligare i figli a fare il cammino contro la loro volontà.
E mi ha raccontato anche di altre famiglie numerose simili alla sua in cui c'era una vocazione RM, ragazze sposate giovanissime e con tanti figli, responsabili ecc. e un fuoriuscito.
Così anche la sua scelta contro il cammino è stata manipolata in favore del cammino
Ho provato una grandissima pena.

Michela ha detto...

I bambini neocat portano sulle spalle un peso simile a quello che portano i figli dei testimoni di Geova. Gli è stato insegnato che nel mondo c'è il male. Un adulto può gestire discretamente questa lettura della realtà, ma un bambino che viene quotidianamente affidato a questo mondo cosa deve pensare della scuola, delle maestre o dei bambini con cui gioca e si diverte?
La famiglia quindi tende ad essere iperprotettiva e molto preoccupata. Ma i genitori neocat credono pure che i bambini siano un idolo e che devono imparare da piccolissimi a portare la loro croce. Diventano famiglie disfunzionali che vedono nemici ovunque e allo stesso tempo abbandonano emotivamente i figli e non danno loro quegli strumenti per vivere in questo mondo e per affrontare con serenità le difficoltà.

Autore della Lettera ha detto...

@Michela

Sintesi impeccabile. I figli del CNC al di fuori della comunità mostrano un'insicurezza di fondo che stupisce a confronto con la risolutezza che mostrano invece all'interno della comunità e che viene dall'aver assimilato un metodo, uno stile che però è valido solo all'interno del CNC. Se li togli dal cerchio CNC sembrano spesso disorientati, non riescono a rapportarsi con gli altri e se lo fanno riescono spesso a parlare solo di CNC o comunque a porsi come maestri di vita che dicono agli altri cosa dovrebbero fare: una finta sicurezza di sé che cela abissi affettivi/emotivi rimasti incolmati da quando erano bambini. Non so come si troverebbero se il castello CNC venisse meno.

Anonimo ha detto...

@Autore della Lettera
"riescono spesso a parlare solo di CNC"
Questa affermazione è vera non solo per i figli ma per tutti, alla fine i discorsi vanno sempre a finire li, è il problema del circolo chiuso, se frequenti solo persone del cammino è inevitabile, l'appartenenza al cammino è l'unico punto in comune, nella stragrande maggioranza dei casi, e di conseguenza si parla solo di quello, la varietà non esiste e questo dopo 40 anni stà generando noia e pesantezza, e andrà sempre peggio fino all'implosione, io credo che tutto questo abbia i giorni contati, ai posteri verificare questa mia affermazione. Alla fine per combattere il "pensiero unico" si è utilizzato un altro "pensiero unico".
Mav

io sono convinto che Dio è molto più fantasioso del cammino, e non l'ho mai considerato l'unico modo per incontrare Dio.

ultimamente è dilagata una autoreferenzialità soffocante....ma a pensarci bene già nel lontanissimo 1991 in Polonia ho sentito con le mie orecchie frasi tipo "Kiko non vuole"

Pax ha detto...

Pax
Grazie a tutte per i vostri commenti.
L'unione fa la forza, testimoniare quello che si è visto con i propri occhi per dare sostanza ad analisi impietose come questa, leva ogni residuo dubbio sui preconcetti e l'ignoranza che animerebbero chi osa muovere critiche alla pluri-approvata, ambigua e devastante realtà ecclesiale che porta il nome di neocatecumenato per adulti, dei santi iniziatori Kiko e Carmen.
Analisi purtroppo confermata da tantissime esperienze di chi ha vissuto a lungo nel cammino e che dovrebbero far riflettere anche i più strenui difensori,loro sì, a prescindere!
Questo il compito precipuo di noi esercito degli ex - fuorusciti.
Su questo blog si compone, poi, una sintesi fantastica con chi arriva alle stesse conclusioni, sicuramente prima e meglio di noi, per aver confrontato la predicazione del cammino con la dottrina e la teologia della Chiesa (consolidata in secoli di storia che Kiko vorrebbe cancellare).
E, dicevo, sicuramente dal loro "Osservatorio" prima e meglio di noi che , in un tempo anche lungo della nostra vita, abbiamo comunque subito il fascino di questa "seducente" esperienza e abbiamo avuto e abbiamo bisogno, una volta definitivamente fuori, di un tempo sufficiente di disintossicazione e rigenerazione!
Speriamo bene!

Su una cosa mi faceva riflettere il commento di
Autore della lettera quando dice che
"I figli del CNC al di fuori della comunità mostrano un'insicurezza di fondo che stupisce a confronto con la risolutezza che mostrano invece all'interno della comunità", effetto dell'esclusivismo educativo in cui sono costretti a crescere.

Ma ho sempre notato che lo stesso Kiko, al di fuori del SUO contesto, non ha mai saputo muoversi,.
Lo avete mai visto partecipare a un dibattito, confronto, scambio di esperienze con responsabili di altre realtà della Chiesa, tranquillamente seduto, ALLA PARI CON GLI ALTRI? Ho provato a farci caso, li ha sempre prudentemente evitati, non sarebbe all'altezza.
Quando va sui mass media è sempre tutto organizzato per lui, su misura:
O ti spara la sua esperienza-super, o ti spara tutto il Kerigma.
Quando lo inizia deve portarlo fino in fondo , nelle 5 parti, non c'è moderatore o intervistatore che possa farlo tacere prima della conclusione.
Ma fa che ci crede veramente nella sua investitura messianica, con questo compito preciso?
Ho sempre pensato che infondo ha forse una personalità disturbata e povero chi da lui si fa ciecamente guidare!

Pax

Michela ha detto...

genitori immaturi, figli immaturi
genitori insicuri, figli insicuri

certo non è una regola assoluta, perchè l'uomo riesce a superare difficoltà ed essere creativo nonostante tutto, ma come si fa ad essere genitori quando si resta 'figli' di Kiko e dei catechisti?
Uno dei modi per ottenere la sottomissione durante gli scrutini era quello di tirare fuori le difficoltà con i figli per dire a uno che non era un buon padre. E se te lo dice un catechista che ho lo spirito, magari si finisce per credergli

Un bambino percepisce che la cosa più importante nella sua famiglia non è lui, non è l'amore dei genitori ma è la comunità. Cresce desiderando scoprire quale è questo meraviglioso segreto che ha catturato il cuore dei suoi genitori, così appena può entra in comunità e siccome ne conosce già slogan e metodi, diventa quell'arrogante ragazzo - so tutto io - di cui hai scritto, Autore d. l.

In una famiglia sana i bambini sanno che tutto viene da Dio, compresi i loro genitori, compresi i figli. In una famiglia neocat resterà per sempre il dubbio che loro siano nati grazie al cammino, quindi non voluti ed amati per se stessi, ma per obbedienza al cammino.
In una famiglia sana si parla di Dio anche attraverso immagini o quadri, con il presepe. Da adesso anche nel presepe neocat si è infilato Kiko con la sua vicenda che non però appartiene alla storia di quella famiglia, un intruso che distoglie l'attenzione da Gesù Bambino e dal mistero dell'Incarnazione


Michela ha detto...

Ma ho sempre notato che lo stesso Kiko, al di fuori del SUO contesto, non ha mai saputo muoversi,.
Lo avete mai visto partecipare a un dibattito, confronto, scambio di esperienze con responsabili di altre realtà della Chiesa, tranquillamente seduto, ALLA PARI CON GLI ALTRI? Ho provato a farci caso, li ha sempre prudentemente evitati, non sarebbe all'altezza. Pax


:-) verissimo!

mi hai fatto ridere.... in qualche modo andiamo tutti ( ex e convinti neocat) dietro a questo incapace che non sa esprimersi

' non è all'altezza' che ridere .... è troppo vero!

Ruben ha detto...

Michela19 gennaio 2017 10:42 ha detto:
"I bambini neocat portano sulle spalle un peso simile a quello che portano i figli dei testimoni di Geova. Gli è stato insegnato che nel mondo c'è il male. Un adulto può gestire discretamente questa lettura della realtà, ma un bambino che viene quotidianamente affidato a questo mondo cosa deve pensare della scuola, delle maestre o dei bambini con cui gioca e si diverte?"
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Approfittarsi, soprattutto in modo proselitistico dei bambini e dei fanciulli, è cosa ignobile! ..



Anonimo ha detto...

....il film di Scorsese che parla dei missionari in giappone.....

Nessun cattolico è obbligato a farsi missionario; chi lo fa, non solo è consapevole di aver risposto ad una chiamata che ha il martirio come esito possibile;è così ancor oggi; i gesuiti del ‘600 venivano formati, addestrati, preparati ad affrontare la morte. Di più, molti partivano per desiderio della morte, per sete di versare il sangue ad imitazione di Cristo e degli antichi martiri tanto studiati ed ammirati....

http://www.maurizioblondet.it/silence-del-povero-scorsese-povero-cattolico/

Giuseppe ha detto...

O.T. Ho letto la biografia del complottista Maurizio Blondet. Sembra rivendicare un cristianesimo più eroico. Non so se conosce il cammino. In tal caso cosa penserebbe di Kiko, lo riterrebbe un cristiano autentico o penserebbe invece, sia la pedina di un complotto contro la Chiesa? Mah...!

Donna Carson ha detto...

Come sempre mi ritrovo moltissimo nelle vostre parole, ma in particolare vorrei soffermarmi su queste:
“Ma ho sempre notato che lo stesso Kiko, al di fuori del SUO contesto, non ha mai saputo muoversi,.
Lo avete mai visto partecipare a un dibattito, confronto, scambio di esperienze con responsabili di altre realtà della Chiesa, tranquillamente seduto, ALLA PARI CON GLI ALTRI? Ho provato a farci caso, li ha sempre prudentemente evitati, non sarebbe all'altezza.
Quando va sui mass media è sempre tutto organizzato per lui, su misura:
O ti spara la sua esperienza-super, o ti spara tutto il Kerigma”. (PAX)
Questo è un fatto incontrovertibile e innegabile, e per me è stato dolorosamente evidente in particolare in occasione del Family Day del 20 Giugno 2015. Una delusione tremenda per la vergogna che mi ha fatto provare. La prova definitiva che il personaggio è del tutto incapace di misurarsi con la “normalità”, incapace di argomentare seguendo criteri logici, incapace di porsi su un piano accettabile per chi non è neocatecumenale, incapace di aprir bocca se non attraverso il Kerigma, ponendosi su un piano “superiore” e con i canti dalla funzione gasante che c’entravano meno di niente, e trovarmi in mezzo alla folla osannante con la sensazione di essere solo io a vedere quanto era grottesca la situazione è stato pesantissimo. Davvero un disadattato che parlava a una massa di disadattati o aspiranti tali infischiandosene di tutto il resto. E del resto è questo che il NC puro è chiamato a diventare, esprimendosi in un gergo incomprensibile a chi è al di fuori (come diceva anche MAV), e scandendo la sua vita in obblighi, rituali e modalità che hanno senso solo ed esclusivamente in quel contesto.

“In una famiglia sana i bambini sanno che tutto viene da Dio, compresi i loro genitori, compresi i figli. In una famiglia neocat resterà per sempre il dubbio che loro siano nati grazie al cammino, quindi non voluti ed amati per se stessi, ma per obbedienza al cammino”. (MICHELA)
Ancora peggio, ai figli non rimane il dubbio che siano nati grazie al cammino, ma viene appositamente inculcata questa certezza, alimentando così a dismisura l’importanza dell’idolo nella loro vita, da ancor prima che nascessero. A volte questa presunta verità è sbattuta loro in faccia in modo disgustoso dai genitori che credendo di far bella figura perché “si mettono in verità” ostentano la loro inadeguatezza affermando “se fosse dipeso da me voi non sareste mai nati”, che quando lo senti in quel contesto ti sembra anche una sana ammissione mentre in verità è una cosa tremenda da dire ai figli, e soprattutto con questa leggerezza, inculcando loro che è normale, che i matrimoni per definizione non funzionano, tutti vorrebbero separarsi e non avere figli (e chi dice il contrario è un ipocrita o un moralista) ma poi arriva il cammino su un cavallo bianco e salva la situazione. Per questo quella dei figli dei camminanti è vista come ben più di una chiamata, una predestinazione e per questo tradirla andandosene dal cammino è visto come rigettare del tutto Dio. A prescindere dalle situazioni e dai contesti. Dire che non vai più in comunità ma resti nella Chiesa o dire che esci dal cammino e ti dai al paganesimo più sfrontato nella mentalità nc è uguale, nessuna differenza, ti stai perdendo.

Una Fides ha detto...

@Michela

"In una famiglia neocat resterà per sempre il dubbio che loro siano nati grazie al cammino, quindi non voluti ed amati per se stessi, ma per obbedienza al cammino."

Quante volte nelle varie testimonianze in convivenze, 100 piazze e simili, i ragazzi partivano da questo concetto "Se non ci fosse stato il cammino neanche sarei nato, ringrazio Dio per Kiko perché senza di lui non sarei nato", senza rendersi conto di cosa significa:

1. La vita non te l'hanno data i tuoi genitori, ma Kiko.
2. Se anche ammettiamo che la vita te l'hanno data i genitori, è solo perché Kiko con la sua predicazione ha vinto le loro resistenza. Insomma: genitori cattivi, Kiko buono.
3. Non ti sei mai sentito amato dai tuoi, forse, e quelle rare volte che ti ci sei sentito è stato perché "grazie al cammino ora possiamo amare".

Per non parlare poi dei reiterati inviti, fin dai 13 anni di età, a cercare la volontà di Dio, che è un concetto giusto, ma posto in maniera estremamente fraintendibile per dei 13enni, per cui o non riuscirai mai a prendere una decisione seria nella vita, o farai scelte completamente azzardate, perché nate dall'interpretazione di segni anziché dall'averle maturate. Ragazzi assolutamente non aiutati a maturare delle selte ma invitati a smettere di ragionare e fare "la volontà di Dio", senza alcun tipo di criterio al di là del saper vedere i "segni" ("ti sei lasciato con la tua ragazza? Magari è un segno che ti chiama al sacerdozio")

Bah...

Lino ha detto...

"Credo nei mamotreti non corretti" mi ha fatto sghignazzare.
Io, nella preghierina, aggiungerei prima dell'ultimo periodo: "Credo che la ragione sia direttamente opposta alla fede; perciò si deve abbandonarla ed essa dev’essere uccisa e sepolta sin da bambini".
Senza citare la fonte originaria del concetto dell'uccisione della ragione, naturalmente.

Anonimo ha detto...

Ciao, volevo sapere cosa ne pensate di questa sessione di domande e risposte https://www.reddit.com/r/italy/comments/5ovuvs/ama_ex_appartenente_al_cammino_neocatecumenale/ fatta da una persona uscita dal Cammino

Giuseppe ha detto...

A noi ci dicevano che i figli che nascono quando sei nel cammino, sono i figli della comunità e come tali ci facevano credere, che fossero dei prediletti da Dio.
Ora dirò una cosa, che qualcuno potrà mettere in relazione alla mia fuoriuscita dal cammino. Sicuramente, non è stato determinante, ma può avere contribuito.

Il mio terzo figlio nato in comunità è nato con un serie di problemi di salute, con i quali ancora oggi dopo 24 anni combattiamo, sordita, epilessia ecc.
Avevo una certa formazione prima di entrare nel cammino, e sorridevo alle loro ciatronerie miracolistiche, ma dopo questo "fatto", quella retorica, quel "ti devi fidare di Dio, che Dio non ti frega", facendoti maliziosamente credere che tutto ti andrà bene, in soldi e salute, non riuscivo a sopportarla più.

Dicono:"se tu vieni in comunità è perché hai una croce, devi averla per forza, altrimenti non verresti in comunità".
Prima di entrare in comunità non avevo nessuna croce. Ci sono andato perché desideravo stare in un gruppo. Non ho mai visto mio figlio come una croce e quando mi viene questo pensiero, triste retaggio del cammino, con l'aiuto del Signore lo respingo sempre.

Anonimo ha detto...

Genitori ex neocatecumenali in grado di condividere critica e autocritica del modo di gestire i figli nel cammino: GRAZIE. Siete un toccasana.

by Tripudio ha detto...

Giuseppe,

anni fa Blondet era un grande amico dell'ineffabile Gennarini (quello di "Gennarini go home"). Per cui la sua conoscenza del Cammino era limitata alle poche calibratissime "notizie" che il Gennarini gli somministrava: tanti figli, spiritualità comunitaria, riscoperta del battesimo, bla bla bla.

Quando nei tardi anni '90 Blondet cominciò ad occuparsi di questioni relative all'ebraismo (e in particolare quando venne iscritto da certi ebrei americani in una lista di "autori antisemiti" per aver timidamente pubblicato in Italia presso un editore semisconosciuto il libro «I fanatici dell'apocalisse. Ultimo assalto a Gerusalemme»), fu sorpreso molto negativamente dall'atteggiamento ciecamente filoebraico del Gennarini, e l'amicizia si incrinò. In pratica ha fatto esperienza a proprie spese di cosa significa «comunità protestante-ebraica che di cattolico ha solo la decorazione».

Blondet si definisce "complottista moderato": le sue pubblicazioni hanno il taglio dell'inchiesta giornalistica, ma gli argomenti dispiacciono a certi potentati e l'etichetta di antisemita gli ha bruciato la carriera e il buon nome.

Il vero complottismo è non solo quello che ha un sapore di "magico" (quello che si ostina a spiegare fenomeni inventandosi prove come i "rettiliani") ma anche quello specularmente opposto che si ostina a spiegare fenomeni fidandosi ciecamente dei giornali e delle press-releases aziendali (pur sapendo che gli uni e le altre sono imbottiti di menzogne e tacciono dei dettagli sgraditi ai livelli più alti).

È per esempio il caso di coloro che difendono "i movimenti" nella Chiesa partendo da un dato oggettivamente esatto (l'appoggio di Giovanni Paolo II) ma fidandosi stupidamente delle autopresentazioni dei movimenti (per cui a suo tempo hanno creduto che Maciel fosse un santo calunniato da discepoli ingrati, hanno creduto che Kiko e Carmen veramente fossero ispirati, ecc.): si veda ad esempio la Miriano.

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

Il seguente commento è tratto dal mio libro “Kiko e i Bambini” a pag. 211- 215;

Capitolo XXVII.
KIKO E I BAMBINI

Gesu dice: “Lasciate che i bambini piccoli(1) vengano a me, non glie lo impedite:
a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità vi dico: chi
non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non vi entrerà”. E,
prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro
(2).
Domanda: “Avete mai visto Kiko, prendere tra le braccia un bébé,
o un bambino piccolo di due o tre anni?”. Io, in ventitré anni di cammino
neocatecumenale, mai! Mi sono dato poi da fare, cercando tra le centinaia di foto su Kiko e
Carmen; mai! Nessuna.
Mentre Papa Francesco – gli è congeniale – li abbraccia ed accarezza,
Papa Benedetto XVI – non credo che gli fosse congeniale – faceva lo
stesso.
Foto degli ultimi papi con bambini

Possiamo trarre una certezza: Kiko ama i bambini solo quando gli
servono per cantare durante la notte di Pasqua: “Dite fratelli, perché
questa notte è diversa da tutte le altre?”.

Molto interessante è la seguente “lettera” che il giornale più popolare di
Spagna, “El Paìs” pubblicò il 19 maggio del 2004, nella rubrica “Opinion
del lector”:

A nuestro professor Kiko Argüello
da parte di Tomàs de Andrés y Manuel Domingue Ramirez, Madrid


“Ricordato (cioè mai dimenticato) professore, sebbene non ci piacciono per niente i suoi
dipinti, né i suoi sermoni, festeggiamo che si dedica adesso a dipingere
cattedrali per nozze reali e non più, come una volta, all’insegnamento.
Forse non si ricorda di noi, ma noi, invece, non abbiamo dimenticato
gli schiaffi, pugni, calci e spintoni, che abbiamo dovuto sopportare
nella sua classe di disegno del collegio Decroty di Madrid, verso la fine
degli anni cinquanta del secolo scorso3.
Al contrario del suo insegnamento, abbiamo appreso dai valori laici,
come smascherare il fanatismo religioso, che solamente genera dolore
e violenza.
L’abbiamo conosciuto allora e lo conosciamo adesso, come dicono i
sacri testi: “Dalle sue opere”4 (forse bizantine)5. Grazie, Kiko!”

Grazie Kiko, hai allontanato dei ragazzini dalla fede, hai creato degli atei, forse per sempre!

Pax ha detto...

Pax

Lino aggiungerebbe alla preghiera:
Credo che la ragione sia direttamente opposta alla fede (in Kiko Arguello), perciò si deve abbandonarla ed essa dev’essere uccisa e sepolta sin da bambini".

Per formare Il "carattere" si fa appello alla sfera emotiva dei giovani mentre si soffoca il loro senso critico. Quella che è definita l'astrattezza dell'insegnamento tradizionale è bandita, il ragazzo interiorizza tutto dietro una forte sollecitazione emotiva ed è proiettato verso gli obiettivi grandiosi che gli mette davanti colui che si autoproclama ispiratore unico del nuovo ordine.
Questo, che è la sintesi del sistema educativo dei "fascisti del domani" , è, in fotocopia, il modello educativo di Kiko del "catecumeno-neofita dei suoi sogni".
Ogni forma di razionalità va presto abbandonata, uccisa, sepolta sin da bambini, precisamente.
Sono belli e pronti per obbedire SENZA PENSARE.
Procederanno spediti nel cammino dei loro padri.
Quando smarriti si rivolgeranno a lui, sollecitati dai genitori che confidano nel profeta, Kiko li solleverà dai dubbi e gli dirà:
"ascolta, che ti vado a dire quale è la volontà di Dio per te!
Tu obbedisci e il Signore ti va a benedire!"

Grazie Lino, ho capito leggendo tanti tuoi commenti, più a fondo che gran dono Dio ci ha fatto dandoci l'uso della ragione.

Pax

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

Ieri, 22 novembre, ho comprato l’edizione italiana del nuovo libro di
Kiko Argüello, “Annotazioni 1988-2014”.

Mentre, stanco morto, prima di addormentarmi, sfogliavo le ultime
pagine, caddi, a pagina 217, su poche righe nelle quali Kiko parla del
lavoro che svolgeva nel 1959 in una scuola media di Madrid.
Scusandosi dei suoi continui ritardi, causati dall’inseguimento da
parte dei suoi 13 cani, racconta: “Ho chiesto perdono al Preside davanti
ai ragazzi, per i miei continui ritardi.
Le lezioni erano di disegno. I ragazzi di 11 o 12 anni, figli di gente
umile, mi volevano molto bene. Io gli parlavo sempre di Dio e della
Bibbia”.

Invece di addormentarmi, mi svegliai di botto: non erano forse gli
stessi ragazzi che avevano scritto la lettera al giornale “El Paìs”?
Grazie Signore, che mi hai mandato, un giorno, prima di consegnare
le ultime bozze per la stampa, la prova – scritta e pubblicata dallo stesso
Kiko – che è nient’altro che un “impostore”.
Ecco "l’uomo che parla con Dio" – un altro Mosè, se non Gesù Cristo
in persona – come viene presentato nella propaganda che fa l’editore o
lui stesso, per il suo libro “Annotazioni”!
Sapevo che Kiko è un gran bugiardo – e l’ho anche scritto in un’altra
pagina del mio libro – ma che me ne servisse la prova, autenticata da
lui stesso su un piatto d’argento, era un po’ troppo.

Non riuscii più a prendere sonno. Avevo lavorato il giorno precedente per 20 ore.
Dovevo assolutamente dormire. Andai in cucina, a farmi una camomilla, ripresi in mano il libro “della storia vera di un uomo che ha ricevuto la grazia di parlare con Dio”,
e leggendo le ultime pagine del “nuovissimo Testamento” di Kiko Arguello, mi addormentai,
non per la stanchezza, ma per la noia.

"Buona notte, Kiko, Pinocchio!"


Clicca su: https://www.youtube.com/watch?v=FkGycvdlZUQ
Nella presentazione di Kiko a Trieste si trova la medesima bugia.

1. Il testo di Matteo, nell’originale greco, parla di lattanti o bambini piccoli di due,
tre anni.
2. Marco 10,13-16.
3. Gli anni dell’“apparizione” della Madonna a Kiko.
4. Forse allusione a parole della Bibbia, come 1 Pietro 2,12 ecc.
5. “bizantino”, un doppio senso.

La Voce dello Ionio ha detto...

Lasciai il CNC una settimana dopo che battezzai mia figlia una Domenica sera durante la Messa nel giorno del Battesimo di Nostro Signore Gesu' Cristo. Non volli battezzarla in comunità perché non diventasse una "predestinata figlia del cammino". Oggi mia figlia ha 18 anni e per sua LIBERA SCELTA e' CAtechista della Chiesa Cattolica in un'altra parrocchia. P.S. Il CNC nella parrocchia dove per anni ho frequentato, da tempo si è estinto e i sopravvissuti si sono fatti deportare in qualche altra parrocchia di CT.

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

Il seguente commento è tratto dal mio libro “Kiko e i Bambini” a pag. 211- 215; dovrebbe precedere il commento sopra.

Capitolo XXVII.
KIKO E I BAMBINI

Gesu dice: “Lasciate che i bambini piccoli(1) vengano a me, non glie lo impedite:
a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità vi dico: chi
non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non vi entrerà”. E,
prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro
(2).
Domanda: “Avete mai visto Kiko, prendere tra le braccia un bébé,
o un bambino piccolo di due o tre anni?”. Io, in ventitré anni di cammino
neocatecumenale, mai! Mi sono dato poi da fare, cercando tra le centinaia di foto su Kiko e Carmen; mai! Nessuna.
Mentre Papa Francesco – gli è congeniale – li abbraccia ed accarezza,
Papa Benedetto XVI – non credo che gli fosse congeniale – faceva lo
stesso.
Foto degli ultimi papi con bambini

Possiamo trarre una certezza: Kiko ama i bambini solo quando gli servono per cantare durante la notte di Pasqua: “Dite fratelli, perché questa notte è diversa da tutte le altre?”.
Molto interessante è la seguente “lettera” che il giornale più popolare di Spagna, “El Paìs” pubblicò il 19 maggio del 2004, nella rubrica “Opinion del lector”:
“ A nuestro professor Kiko Argüello, da parte di Tomàs de Andrés y Manuel Domingue Ramirez, Madrid
“Ricordato (cioè mai dimenticato) professore, sebbene non ci piacciono per niente i suoi
dipinti, né i suoi sermoni, festeggiamo che si dedica adesso a dipingere
cattedrali per nozze reali e non più, come una volta, all’insegnamento.
Forse non si ricorda di noi, ma noi, invece, non abbiamo dimenticato
gli schiaffi, pugni, calci e spintoni, che abbiamo dovuto sopportare
nella sua classe di disegno del collegio Decroty di Madrid, verso la fine
degli anni cinquanta del secolo scorso3.
Al contrario del suo insegnamento, abbiamo appreso dai valori laici,
come smascherare il fanatismo religioso, che solamente genera dolore
e violenza.
L’abbiamo conosciuto allora e lo conosciamo adesso, come dicono i
sacri testi: “Dalle sue opere”4 (forse bizantine)5. Grazie, Kiko!”
Grazie Kiko, hai allontanato dei ragazzini dalla fede, hai creato degli atei, persone che odiano la Chiesa, forse per tutta la vita!

sandavi ha detto...

La doppia versione dei fatti è estremamente interessante. Se la testimonianza dei ragazzi è vera, c'è da rabbrividire su quante storie possa aver inventato per accrescere la propria leggenda. Come tutti i bugiardi però finisce per incartarsi da solo. L'indicazione dell'anno 1959 è molto significativa. Pare che avesse avuto la visione nel dicembre'59, eppure dopo ben cinque anni ancora andava in giro flirtando con svedesi, sostenendo di avere una crisi di fede e pensieri suicidi.
Ma come si può, dopo aver visto la Tutta Pura?

Anonimo ha detto...

Buongiorno a tutti. Ultimamente, per vari motivi, non ho sempre seguito il blog, e forse quello che chiedo l'avete già scritto, ma desideravo sapere se ci sono novità su Guam.
Grazie

Pax ha detto...

Pax

Confermo, Daniel, quello che tu dici.
Mai ho visto Kiko avere un gesto di affetto verso i bambini che tante famiglie, orgogliosamente, gli portavano a conoscere presentandosi nelle convivenze.
Unico gesto del profeta, che trasmette lo "spirito che ovviamente è presente in lui insieme al messia", quello di segnare con la croce la fronte del fortunato, nel suo ministero di re e sacerdote.
Quello che di Kiko mi ha sempre impressionato è stato notare, anche in altre occasioni,la sua totale incapacità di "compatire".
Quando si trovava davanti ad un itinerante molto malato, in occasione della morte di alcuni di loro che hanno speso tutta la loro vita dietro a lui, mai l'ho visto capace di un moto sincero di dolore, di compassione per la vedova e i numerosi figli, mai! (ho esempi concreti davanti, ma non voglio fare nomi, nè aggiungere altri particolari inquietanti).
Ho riflettuto che questo pessimo esempio, di totale mancanza di carità cristiana (che sarebbe un parolone) ma di pura e semplice "umanità" che tante volte è presente in persone laiche e anche atee, ha dato origine ad un tratto comune a molti catechisti, itineranti e non, di insensibilità, non so come definirlo meglio, direi di cinismo, per cui ridicolizzano chi si presenta come uno che si fa coinvolgere emotivamente, il famoso "nevrotico affettivo" del loro stratosferico discernimento del tubo.
Quella che io ho definito la famosa "FEDE FORTE": ti accade una disgrazia, muore tua moglie, si ostenta una serenità, una estraneità, una superiorità rispetto al fatto, come se non fosse accaduto a te.....
Non so esprimermi meglio, spero si capisca, salvo poi che, quelli che ho visto possedere questa invidiabile (per noi comuni mortali ) FEDE FORTE, normalmente, dopo 18 mesi, neanche di lutto stretto e con figli di tutte le età, anche piccolissimi, convolano a nuove nozze.
Sempre con sorelle di comunità ovviamente, spesso molto più giovani di loro, che li adoravano già prima, essendo catechisti di primo piano.
Ma la conclusione quale è?
Ovviamente la lettura di questa storia:
Dio aveva un disegno preciso in questa croce poichè "Questo matrimonio era scritto nei cieli",....
Bambini non piangete, se no andate contro la Volontà di Dio, e papà DEVE FARE LA VOLONTA'di Dio, quindi buoni, tranquilli, non si piange e .... cantate Alleluja.
Quanti ricordi hai risvegliato in me, caro Daniel!
Domanda finale:
Ma hanno mai provato a denunciarti?
Penso di essere anche io sulla buona strada!
Il delitto di plagio non esiste più, anche in questo sono fortunati,
purtroppo per noi quello di calunnia sì, ma a noi non ce ne frega, di fatti con nomi e cognomi ne abbiamo, quanti più ne vogliono.

Alla prossima

Pax

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

Quando mio figlio Davide ebbe un incidente quasi mortale - ne parlo nella mia autobiografia:"Dio sceglie l'immondizia", Kiko e Carmen, che si trovavano a Strassburgo, 10 km da Offenburg, dove Divide era ricoverato in coma artificiale, Kiko e Carmen non ebbero il tempo per una pur piccola visita.
Quando poi, un anno dopo, Davide si suicidò, Carmen mi telefonò con le testuali parole: "Hai capito? Ora torna al Cammino!"

sandavi ha detto...

Sull'insensibilità si apre un mondo.
Io non sono stato chiamato, mai, dai miei catechisti, quando ho rischiato di perdere una figlia.
Quelli che dicevano di conoscermi e di volere solo il mio bene, non si sono degnati. Limitandosi al loro solito "ti abbiamo seguito da lontano", questo ovviamente perché ero fuori del cammino.

Lino ha detto...

sandavi ha detto... "Ma come si può, dopo aver visto la Tutta Pura?"

Già l'ho scritto. In realtà, a distanza di anni, lui stesso nega di averla vista. Oggi narra di una "visione intellettuale", la quale è una visione dell’intelligenza, che apre alla verità, senza forme sensibili (immagini o voci) percepite. Se ben ricordo, l'ha scritto addirittura nel libro Annotazioni (Daniel potrebbe verificare) o nella presentazione. Avessi fondato un movimento gnostico, avrei raccontato la medesima cosa. Kiko, però, questa distinzione decenni fa non la conosceva, perciò a Carmen raccontò che "aveva avuto una visione della Madonna che gli aveva detto di fare comunità come la Sacra Famiglia di Nazareth" (cfr. intervento di Carmen presentazione Statuto). "Gli aveva detto" non è una visione intellettuale mistica, le visioni intellettuali comunicano difefrentemente, con un un diverso linguaggio.

Autore della Lettera ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Autore della Lettera ha detto...

...a me mi guardano talmente da lontano che mi sa neanche mi mettono bene a fuoco...

Sull'insensibilità è proprio così: un universo a parte. Ma nel cammino si ha una tale paura dell'affettività, dei sentimenti, delle emozioni e di tutta la sfera della sensibilità umana che l'unica cosa che si riesce a fare è ridicolizzarla, sminuirla, far sentire stupido chi prova sentimenti o manifesta affetto. La mia conclusione è questa: hanno voluto soppiantare l'umano con un divino che però è artefatto, perché altro non è che l'applicazione di una serie di stili di vita, di norme e di dinamiche che però non vengono dalla maturazione del cuore, ma sono inculcate dall'esterno. Quello che sei e che provi non viene affrontato per essere, eventualmente, purificato, ma viene soffocato e soppiantato con uno stile di vita standardizzato applicato per gradi. È un involucro esterno. E questo si vede poi quando succedono eventi come quelli da voi descritti, drammi umani seri, di fronte ai quali si ha un atteggiamento di distacco al limite della crudeltà. Una carenza reale di umanità e di compassione. E magari ti senti pure dire "Tu ancora ti aspetti che gli altri ti capiscano?" o "Ancora pensi che gli altri ti diano consolazione?". Come se il punto fosse che si voglia essere compatiti... Viene annullato l'ascolto tra fratelli prima di tutto, per cui ogni crudeltà viene giustificata con "questo è l'uomo, che ti aspetti?". Alla fine vince chi è più spietato. I migliori NC, quelli che vengono guardati con più ammirazione e come esempio da seguire, sono quasi totalmente disumani (spero che un briciolo di umanità gli sia rimasto almeno con i loro cari).

D.D. ha detto...

Nella mia esperienza anche io conto alcuni camminanti disumanizzati ed impertinenti in situazioni gravi come quelle che voi descrivete. (E per le quali simpatizzo sinceramente con voi, anche se non ci conosciamo).

Queste persone sono in grado di mantenere un grande distacco dalle altrui disgrazie ma non disdegnano di approfittarsene per richiamare le persone colpite a "migliore fede". Altro che consolazione cristiana. Il messaggio che arriva è "il "signore" sa quello che fa, almeno impari quello che voleva dirti".

Sono meschinità umane e, se fossero riconosciute come tali, non sarebbe difficile riconciliarsi! La cosa aberrante invece è che il CNC spinge gli adepti a considerare questo atteggiamento non solo normale ma anche cristiano!

Mi sono ricordata di diversi commenti di NC in cui l'empatia veniva derisa come finzione o reazione nervosa. E non in nome di un pragmatismo competente ed efficiente (compatibile con l'empatia), ma in nome di qualcosa di ancora più "nervoso": l'adesione e la sottomissione ai dettami del CNC.

Se i NC fosero coerenti tra quel che dicono/rimproverano e quel che fanno, o anche se praticassero il sartrianesimo MA apertamente, gli effetti sarebbero meno gravi.
I veri "lontani", i veri "giuda" alla fine sono proprio quelli convinti di essere il non plus ultra dell'anti-ipocrisia religiosa moderna.

Recentemente in questo blog sono stati menzionati i cani dell'Arguello.
Visto che, a quanto pare, questi cani sono portatori di un messaggio divino, voglio anche io riportare il ciò che il Signore mi ha ispirato tramite il "segno del cane":

è molto ben rappresentato nel finale del Mago di Oz,
lascio il link al video:

https://www.youtube.com/watch?v=YWyCCJ6B2WE

Buon cane a tutti :-)

by Tripudio ha detto...

Da parecchi giorni non ci sono grosse novità da Guam, ed è probabilmente il preludio al fatto che per il caro fratel Tony (cioè il vescovo neocatecumenale pedofilo) è arrivato ormai il momento di presentarsi in tribunale (può darsi che il suo avvocato riesca a chiedere qualche settimana in più per preparare -uh- la "difesa"), e finché non ci sono notizie concrete da dare non compaiono novità su Jungle Watch.

Ci sono nel frattempo lì a Guam altri casi di preti pedofili - e non dimentichiamo che Apuron è stato vescovo lì fin dal 1986, e "non poteva non sapere" certe porcherie avvenute in questi ultimi trent'anni da parte del clero al suo servizio e dei preti da lui personalmente ordinati al sacerdozio. Non facciamoci ingannare dalla propaganda neocatecumenalizia secondo cui siccome esistono dei preti immorali che non fanno il Cammino allora automaticamente il Cammino sarebbe candido, santo e innocente.

No, il Cammino non lo è: il peccato è personale, certo, la responsabilità è personale, ma nel Cammino c'è la mentalità di dover difendere anche mediante la menzogna i fratelli neocatecumenali, specialmente se questi sono di rango kikiano più elevato.

Se così non fosse, vedreste le vittime dei neocatecumenali rivolgersi tutte alla gerarchia cattolica e alla giustizia civile contro i propri cosiddetti "catechisti", documentando le sballatissime scelte di vita che questi ultimi hanno "consigliato" (cioè imposto).

Pax ha detto...

Pax

Autore della lettera.... Molto importante darci reciproche conferme. Fa strano a me che l'ho vissuto, e sobbalzo quando leggo qualcosa che tranquillamente avrei potuto scrivere io e mi domando: "Accidenti, ma come è possibile, fino a tal segno?".
Dobbiamo darci queste conferme per incenerire gli argomenti di chi dice:
Parli perchè non conosci, hai preconcetti, te lo inventi, ma quando mai....ecc.

1.
...a me mi guardano talmente da lontano che mi sa neanche mi mettono bene a fuoco...

Questa sensazione è stata quella che ho provato tante volte stando in mezzo agli itineranti, chiamiamola pure l'ELITE DOMINANTE che governa il cammino con Kiko, mai mi sono sentita "messa a fuoco", si guardano solo tra di loro della prima ora, plurigallonati, circonfusi della luce del re sole, a te non ti vedono proprio, ti tollerano in mezzo a loro come un figlio bastardo che deve avere chiaro ogni giorno che se è lì, è solo per pura misericordia di Kiko e di tutti loro della divina corte.

Oggi è la giornata della memoria, ma non voglio soffocare nulla, come ho fatto tante volte, per non rinnovare il dolore!

2.
Caro Daniel, quello che tu racconti di tuo figlio Davide fa rabbrividire, ho visto storie simili e anche più squallide di questa, se possibile.
Io stessa ne ho una incisa nella mia carne.
La frase di Carmen è tipica del personaggio e la immagino anche nell'atteggiamento e nel tono della voce quando per telefono ti ha detto:
"Hai capito? Ora torna al Cammino!"
Hai capito? è un'ammonizione: LEGGI COSA IL SIGNORE TI VUOLE DIRE, SUPERBO DANIEL.
Ora torna al Cammino! una minaccia: MEGLIO CHE TORNI, SE NO IL SIGNORE TE LO FARA' CAPIRE MEGLIO ANCORA, E FORSE NON E' IL CASO.
Ma con quale mente malata, deformata hanno creato questo "Signore" che non esiste?
Io li ho visti, sai, massacrare con il loro pseudodiscernimento e senza nessuna pietà tanti malcapitati, più indifesi erano, più li vedevo accanirsi contro, come se ne provassero piacere e con un profondo disprezzo, si parlo di Kiko e Carmen, la stupenda coppia, fatti l'una per l'altro.
Certo questo è ciò che io penso, e lo dico, senza problemi.
Ecco perchè, e torno a te Autore della Lettera si realizza quello che tu trai come conclusione di tutto:
Alla fine vince chi è più spietato. I migliori NC, quelli che vengono guardati con più ammirazione e come esempio da seguire, sono quasi totalmente disumani (spero che un briciolo di umanità gli sia rimasto almeno con i loro cari).
Certo con questi splendidi esempi da imitare, essendo molti alla ricerca di una divisa e non certo della conversione, di cui non gli interessa un fico secco.
Ma il famoso Gennarini l'avete mai conosciuto da vicino? Avete mai assistito a qualche sua performance, per carità.
Qui si realizza che Giotto superò Cimabue.

Vorrei solo piangere

Pax

Pax ha detto...

Pax

D.D. cara amica
posto il mio commento e leggo

Il messaggio che arriva è "il "signore" sa quello che fa, almeno impari quello che voleva dirti".
l'hai appena scritto tu, ma ti pare, ma scusa ci siamo già conosciute?

No è che sono tutti uguali, fatti con lo stampino, ripetono le cose a memoria, i pappagalli, quello che copiano da Kiko e Carmen, ut semper.
Noi siamo la prova che i criticoni non possono neanche dire: "ma queste cose dette da un catechista....chi sa era lui sbagliato, può capitare una pecora nera, MA NEL CAMMINO NON E' COSI'"

Vi daremo tante di quelle esperienze da seppellirvi sotto!

Pax

Michela ha detto...

La mia conclusione è questa: hanno voluto soppiantare l'umano con un divino che però è artefatto, perché altro non è che l'applicazione di una serie di stili di vita, di norme e di dinamiche che però non vengono dalla maturazione del cuore, ma sono inculcate dall'esterno

condivido questa affermazione di Autore d. l.
riducendo la divinità di Cristo (v. Eucarestia) lo si è fatto diventare un super-uomo da prendere a modello nel senso che anche agli adepti è possibile compiere la stessa azione di Cristo ( e cioè salvare il mondo).

L'uomo che si auto-divinizza perde la sua piena umanità. Si ritorna al peccato di Adamo. La violenza e l'insensibilità che c'è nel cammino è una conseguenza della ribellione e della disobbedienza non solo alla Chiesa ma anche alla legge naturale che dice che noi non siamo Dio.

Vivere questa menzogna ha un costo, bisogna far tacere la propria interiorità e se stessi.
Fare tacere la ragione in favore di un razionalismo che appiattisce tutti i fenomeni umani e crea una religione senza Dio nel senso che anche Dio viene 'compreso' a livello razionale ed è accessibile all'uomo solo con la mediazione della comunità, ma si esclude la possibilità di un rapporto personale con Lui.
Far tacere i propri sentimenti perchè il super-uomo che ha il compito di salvare il mondo non può perdere tempo e fermarsi davanti alla quotidianità, alle piccole cose semplici belle o dolorose che siano.

Pax ha detto...

Pax

Un buon risultato lo abbiamo ottenuto con le nostre esperienze
nessun Luca/Antonio/pasqualone di turno ha il coraggio di venire a commentare, per smentire tutto quello che abbiamo raccontato e confutare le conclusioni amare che ne abbiamo tratto.

Spero che inizino a riflettere seriamente.

Pax

Sebastian ha detto...

Eccomi qua, un “figlio del CN”. Ho 28 anni, ho cominciato il processo di uscita nel 2011, ma mi ci sono voluti un paio d'anni per abbandonarlo definitivamente durante i quali ho iniziato a seguire questo blog, il quale mi ha dato una spinta definitiva.
Voglio solo dire che ci sono alcune cose che mi mantengono perennemente arrabbiato nei confronti del CN, e una di queste è stato l'avermi promesso che la mia vita sarebbe stata una avventura stupenda grazie al CN, e che io non avrei dovuto fare nulla se non affidarmi a Dio e farlo entrare nella mia vita. Spesso rivolgevo questa preghiera a Dio: "Signore ti prego entra nella mia vita e pensaci tu". In pratica mi ero abituato ad essere spettatore della mia vita, anziché attore. Un'ameba trasportata via dalla corrente.

Ero un adolescente insicuro, con qualche problema relazionale, come ce ne sono a milioni. In comunità ho trovato un ambiente protetto, dove avevo un ruolo (capo-cantore), dove potevo mettermi in mostra ed essere apprezzato e rispettato. Così i primi anni di comunità tagliai i ponti con i miei amici non-nc, e cominciai a vivere in funzione del CN. Tuttavia fuori dalla comunità continuavo ad essere insicuro, ma piano piano, crescendo imparai anche ad affrontare il mondo esterno a mio modo. Feci amicizia con dei bravi compagni, iniziai a praticare sport, e anche trovai una ragazza. Arrivai alla maggiore età che avevo trovato un buon compromesso tra comunità e vita fuori dal CN. Ovvero continuavo ad andare in comunità, ma spesso uscivo il sabato sera, e andavo semplicemente alla messa parrocchiale la domenica, dove incontravo il presbitero che per scherzo mi dava l'appellativo di "Babilonia"! Solo perché avevo una vita fuori dal CN!

Fu in questo periodo che fecero i danni peggiori. Si approfittarono di una mia delusione amorosa per legarmi ancora di più alla comunità! E ci riuscirono. Effettivamente, come si è detto nel post, non ero in grado di effettuare delle scelte ponderate per la mia vita. L'arma che usarono fu la paura. Così scartai ogni scelta che mi avrebbe potenzialmente allontanato dal cammino. Il che si traduce in: no amicizie con compagni di università, niente studi fuori sede, tanto meno all'estero, tanto meno Erasmus program. Come se non bastasse, smisi di fare sport e qualsiasi attività esterna. Ci fu il secondo passaggio, e io diedi via la macchina fotografica acquistata con i miei soldi... Vacanze? Figuriamoci... Quando spendi tutto ciò che hai (di soldi e di tempo) per GMG oltreoceano e pellegrinaggi vari, non ne resta per andare a fare una settimana di mare.



Un altro motivo per essere arrabbiati col CN, è perché ha distrutto la mia famiglia. O meglio, l'ha creata su basi instabili. I miei genitori hanno dato alla luce 7 figli, impresa che era sicuramente al di sopra delle loro forze. Il risultato è che mia madre da che io ho memoria è sempre stata preda di crisi isteriche, manie di persecuzione, depressione. D'altra parte noi figli siamo stati abbandonati a noi stessi e alla comunità in una fase alquanto critica dello sviluppo, ovvero a partire dai 12 anni. I tuoi genitori non sono più le tue figure di riferimento, ma lo diventano i catechisti, complici i genitori stessi. Come ricordo mia madre che mi consigliava di andare a parlare col mio catechista quando ebbi un problema di bullismo a scuola...

Devo anche ringraziare il CN per non avermi fatto conoscere i miei nonni paterni. Eh sì, perché il catechista di allora disse a mio padre che doveva tagliare i ponti con i suoi genitori, perché secondo loro avrebbero creato problemi... Certo mia madre e sua suocera non si amavano... Ma la soluzione è incenerire rapporti in questo modo? Rividi i miei nonni al loro funerale. E vidi altre persone che non conoscevo se non per ricordi lontani: zii e cugini di 1° grado.

Devo ringraziare il CN, e Kiko, e quella parte di Chiesa che ha permesso tutto ciò.
Chiedo scusa a chi ha già letto la mia esperienza in passato.

by Tripudio ha detto...

Il loro "coraggio" consiste solo nel turpiloquio anonimo, nel ripetere sempre le stesse cose, e soprattutto nello scrivere senza leggere, cioè parlare senza ascoltare.

Michela ha detto...

Caro Sebastian,
è duro leggere le storie reali, intrise di sofferenza concreta.
Una volta ero a una 'celebrazione' per un nuovo sacerdote RM. Tutti erano allegri, solito clima di festa neocat.
Passava un sacerdote che aveva concelebrato, lo saluto e gli chiedo se era consapevole che tutta questa gioiosità era possibile perchè si reggeva sulla sofferenza di noi che avevamo subito tanto male dal cammino e sul fatto che portiamo questa sofferenza con dignità e nel silenzio.

Mi è tornato in mente questo episodio leggendo la tua storia.
Noi abbiamo avuto il dono di aver aperto gli occhi, ma il cammino verso la verità è faticoso e per noi doloroso. Ma preferisco la nostra fatica ai loro finti sorrisetti, al loro illudersi di essere felici, anzi dei 'risorti'!

Pax ha detto...

Pax

Sebastian
Grazie per la tua testimonianza, credo che ogni volta il dolore si rinnova e non è facile.
È importante anche ripetere cose già dette, nelle comunità abbiamo ripetuto mille volte la nostra esperienza pilotata dalle loro domande.
Dietro le cose che ho scritto nel post ci sono storie concrete di cui sono stata testimone.
Si dice nel cammino che ciò che conta sono i fatti, eccoli i fatti, fatti concreti.
Mi ha impressionato la tua espressione:
"mi ero abituato ad essere spettatore della mia vita, anziché attore. Un'ameba trasportata via dalla corrente."
Nel cammino è così, per andare avanti devi far fare tutto a loro.
Ricordo un giovane che, a furia di partecipare ai famosi centri vocazionali, tappa per la quale bene o male passano tutti i predestinati "figli del cammino" si ritrovò in un seminario R.M.
Passata la prima fase, dove si sentiva il centro dell'attenzione nella sua comunità, una specie di eroe, e nella sua famiglia tutta in cammino, iniziò un lungo periodo di continuo tormento e costrizione, a cui si sottoponeva da solo, non avendo il coraggio di tornare indietro ne' la forza di sostenere la vergogna del "tradire la chiamata"
Arrivò così fino al diaconato, in una esperienza raccontava ai suoi catechisti e al presbitero del centro vocazionale in cui la sua vocazione era "maturata" e davanti alla sua comunità, in occasione di un passaggio, per cui era tornato alla sua città dal R.M. In terre lontane, di stare malissimo ogni volta che si vedeva con il Clergyman, si gettava su un divano e passava ore di tristezza e depressione.
Sai il presbitero che guidava il centro vocazionale cosa gli disse?
"Quando soffri e stai male perché non pensi di poter passare tutta la vita vestito così, pensa che questa volontà di Dio è la tua croce nella quale tu devi entrare. Finito il passaggio, torna al tuo seminario e vai avanti, questa è la tua chiamata."

È vero come dice Michela che per noi, che abbiamo ricevuto il dono di aprire gli occhi, il cammino verso la verità è faticoso e doloroso. Ma anche io come Michela preferisco la nostra fatica ai loro finti sorrisetti, al loro illudersi di essere felici, anzi dei 'risorti'!

Pax


Anonimo ha detto...

Queste ultime testimonianze mi hanno fatto venire alla mente quella scena di un film di Don Camillo, in cui lui cerca di capire il comportamento di uno dei figli di Peppone, che sta in collegio-seminario. Dopo aver passato tutta la giornata a giocare, correre e divertirsi, la sera quando lo riaccompagna in seminario coglie la tristezza che quel bambino /ragazzo prova... capisce, come dovrebbe fare ogni guida spirituale SERIA che quella non è la sua vocazione.

è grave mettersi al posto di Dio e decidere e condizionare la vita degli altri, soprattutto quando il presunto aiuto o condizionamento è palesemente sbagliato.

è Dio che chiama, non l'uomo.

l'uomo propone, Dio dispone !

roberta salerno ha detto...

Sto malissimo leggendo questo blog, mi fa molto soffrire, ma quando penso di non guardarlo più … ecco che qualcuno scrive qualcosa che ho detto, o pensato, o visto anch’io …. E non riesco a spegnere!
Ma confronto a voi, io non ho visto niente e non ho sofferto niente!
Testimoniate di cose tremende … di crudeltà, di “male”: ma il male peggiore non è forse che questo “male” sia chiamato “bene”?
In un intervento ho detto che il Papa avrà una ragione superiore per non intervenire … ma vorrei tanto che facesse qualcosa per farli smettere!

by Tripudio ha detto...

Roberta,
purtroppo viviamo in tempi in cui il problema principale dei papi e dei vescovi è di comandare solo quando risulti estremamente facile ubbidire. In altre parole, viviamo in tempi in cui i disubbidienti non possono essere puniti (altrimenti subito si autoetichettano "perseguitati" ed "incompresi", e subito vengono acclamati come "eroi" dalla stampa).

Quando un generale comanda di avanzare e una percentuale non trascurabile dei suoi soldati disubbidisce, il generale viene sollevato dall'incarico perché non ha più autorità. Il problema della gerarchia cattolica, oggi, con tanta confusione e con tanta disubbidienza, è proprio quello: non possono comandare cose "difficili" (come ad esempio lo scioglimento del Cammino per eresie e strafalcioni liturgici) perché non verrebbero ubbiditi, e la loro autorità si dissolverebbe in un lampo.

Ma pensate un po', il Papa prende delle «decisioni» sulle liturgie del Cammino nel 2005, le comunica prima verbalmente e poi per lettera dell'apposita Congregazione, e nel Cammino cosa succede? Non cambia praticamente nulla, da più di undici anni.

Anonimo ha detto...

Ciao sono Daniel son nato in cammino, ho trentanni. Mia madre.catechista quando ero nel suo grembo. Ora ho iniziato il cammino a tredici anni, chirichetto anche.. Poi ho lasciato e sono andato a lavorare e a studiare
Sono ritornato in comunita. Ma il Padre mi é stato accanto sempre. Ma onesto il.cammimo é veramente il fiore della Chiesa Cristiana. Anche perche educa i figli e cerca di salvaguardarli da questo mondo . Che ha portato voi a non seguire.ad.esmpio i proberbi nella Bibbia. E a disubbedire al Volere di Cristo che insegnava unione e fratellanza. Perdono e coscenza. Ragazzi onesti. Ho trovato piu bella gente in cammino che in tutta una vita di esplorazioni e studi. Sono psicologo e sociologo ed ho molti interessi scientifici. E la parola di Dio è piú che scienza. E farla.ascoltare ai ragazzi e bambini, in canti e omelie del prete ad esempio fa onore alla Chiesa. Perdonate i dissidi passati. Magari Kiki è un malvagio e quindi pregate per lui. reghera fa tanto. E sopratutto affidate a Cristo le.vostre sofferenze e dispute. Poi importa il contenuto. Veder crescere quei bambini sapendo che come me sceglieranni la pace. Mi fa sperare in un mondo nuovo. Perche io.conosco sia loro che voi.mi avete visto da bambini. E io ho conosciuto i dimenticati i ladri e gli assassini.. quelli che la notte vi.vedono rientrare in casa. Perche il cuore lo abbiamo tutti. Anche chi soffre e chi dimentica che perdonare e la chiave. E che la verita.la.sa solo uno.. non potete giudicare. Leggetevi Proverbi 11, 17 o in generale tutta la bibbia e poi parliamo se.e bene o male insegnare ai bambini... almeno leggetela la Bibbia prima di parlare. Yo fate i buoni se potete.. tutto il resto è vanitá

Anonimo ha detto...

Ciao sono Daniel. Dicono cose non vere. I bambini e le persone nel cammino sono serene e vivono in pace e i presbiteri sorvegliano con molto zelo sinceramente.

Anonimo ha detto...

Onestamentw. Sono Daniel. E un prete non dice Babilonia dice Babel. Perche la prima.era grandezza l altra invece sfregio. Quindi ogni.persona.che abbia letto la bibbia lo sa.. il perche. Secondo. Nel.cammino si consiglia l unione e non la separazione. Nella.famiglia e anzi se.hai parenti negativi di mostrare il buon esempio e pregare per loro. Tenendo la.porta aperta. Almemo cosi é nel cammino che conosco. Cmq hai tanti fratelli.goditeli e imparate a collaborar.e.sarete forti
Sta a voi.prendere saggezza dal.trascorso. e a seguire la Parola. E tutti sono accettati in chiesa. E nel cammino. Sopratutto i piu lontani dalla.luce.

roberta salerno ha detto...

Io non ho figli ma sono un po’ a contatto con i giovani perché (oltre essere stata per un poco nella scuola) partecipo a un volontariato di aiuto allo studio dove seguiamo i ragazzi delle superiori.
In questo luogo io mi affeziono a loro, imparo e umanamente ricevo molto da loro , anche da quelli apparentemente interessati solo al cellulare … se i giovani li ascolti ti accorgi che ognuno ha la sua “bellezza” specifica, (oltre a della sofferenza più o meno nascosta), ognuno ha qualcosa per cui ti viene da apprezzarlo e a volte da ammirarlo, sono meravigliosi. Tutti! Anche le ragazzine islamiche .. altro che “pagani”!
Perciò mi fa soffrire la verità esposta così bene nel post e nei commenti che , questa sì, anch’io ho visto frequentando le famiglie nc, veglie di Pasqua, Lodi in fam. e in albergo , qualche attività di baby-sitter per i genitori che preparavano , varie GMG (o meglio “incontri con il Fondatore”!).
Non sapevo di tutti gli aspetti “caratteriali” di Kiko e Carmen che avete detto ma la freddezza , maleducazione e mancanza di carità l’avevo certamente riscontrata nei catechisti ed è tremendo quando questo male lo ricevono i giovani.
Più ci penso e più mi fa arrabbiare: ma se io mi commuovo davanti all’umanità di un ragazzo, mentre stiamo facendo della MATEMATICA, come possono loro non fare altrettanto mentre parlano di GESÙ CRISTO?
Chiedo scusa ai genitori se ho espresso delle opinioni sui giovani senza essere ne’ mamma ne’ educatrice, ma l’ho fatto perché è 1 esperienza molto bella per me stare con loro.

Pax ha detto...

Pax

A Roberta

Ma il male peggiore non è forse che questo “male” sia chiamato "bene"?

Precisamente questa è la rovina. Kiko è molto astuto stando nella Chiesa senza essere parte della Chiesa.
Ha creato un'altra cosa.
Quello che qui denunciamo, per quello che mi riguarda, è stato portato a conoscenza degli organi vaticani.
E dobbiamo stupirci ogni giorno vedendo quello che accade, ad esempio che il cardinal Müller si prenda la briga di recensire il discutibile libro di Kiko Annotazioni, facendo un panegirico, del libro e dell'autore, che non si può leggere.
E ti chiedi come sia possibile.
Sanno le cose e, mentre ascoltano Kiko e lo appoggiano pubblicamente, ignorano le nostre denunce.
Tante volte ho pensato che ragioni di prudenza o altro possono essere una spiegazione, che forse aspettano che l'assurdo sistema cammino imploda da solo, per non scandalizzare i piccoli....
Ma intanto continuano a devastare le coscienze, certamente la loro responsabilità, mi dispiace dirlo, è più grande.

Pax

Anonimo ha detto...

E poi i figli dei catechisto come.gli altri fanni mille.attivita. ed.anno amici fuori liberamente. Fanno pure arti marziali in palestra. Che cosa dite se non sapete nulla. Quando.volete ci.possiamo vedere per un caffe vi illustro che non é come scrivete. Daniel.

Anonimo ha detto...

Ho letto in parte ilpost di Pax e alcuni dei commenti per convincermi sempre di più delle idee che mi ero fatto qualche anno fa quando sono entrato in contatto con la realtà nc.
Mi venne subito in mente la strategia propagandistica mussoliniana e andai in "fissa" nella ricerca di questi metodi persuasivi e di massa.Arrivai a un libro di un certo Gustave Le Bon intitolato "La psicologia delle folle".Libro stimato e conosciuto dai più grandi impostori della storia:
Hitler Mussolini etc..non per ultimo Berlusconi.
Qui si decifrano tante dinamiche appartenenti alle "coinvolgenti" catechesi del claudicante cammino.
Non voglio dire altro perchè mi basta aver letto che la mia non è una smania da quello che non riconosce l autorità o dell anarchico di turno, vedo che ciò che è il mio pensiero è condiviso da molti di voi.
Un francescano

Anonimo ha detto...

E aggiungo..si parla tanto delle catechesi per adulti,della feda adulta....quello che vedo è...ragazzine truccate da donne di facile costume con tacchi e minigonne mozzafiato, soprattutto per le MESSE (metto questo termine perchè nel gergo cn la messa è quella della domenica mentre la loro in notturna è la CELEBRAZIONE),e adulti tornati ragazzini tra l altro rincoglioniti dove la decisione anche su che cravatta mettere è a cura del catechista
Ciao
un francescano

Giuseppe ha detto...

"Quando soffri e stai male perché non pensi di poter passare tutta la vita vestito così, pensa che questa volontà di Dio è la tua croce nella quale tu devi entrare. Finito il passaggio, torna al tuo seminario e vai avanti, questa è la tua chiamata."
Quindi per questo presbitero la grazia di farsi sacerdote è una croce... si commenta da solo!

Per quanto riguarda poi l'insensibilità dei camminanti in genere leggere quando scrive Kiko: «Per questo l’uomo che ha fede, quando gli muore un figlio, non gli succede niente…Anche se viene una guerra, lui rimane tranquillo con pace e con allegria»!!! (OR, p.228)

Giuseppe ha detto...

@ Daniel pscologo e sociologo con molti interessi scientifici, che ci accusa: "Dicono cose non vere". Purtroppo mi dispiace dirlo, ma dalle mie parti di questi si dice: "scecco (asino) coi libri!".

Lino ha detto...

@ Giuseppe
Dalle mie parti allo "sceccu" dedichiano sonetti caudati per lode :-)
In realtà la composi per un altro asino, mi pare, però, che questo Daniel psicologo e sociologo con molti interessi scientifici possa meritare la dedica ex aequo :-)

'O CIUCCIO PRUFESSORE

'O ciuccio, quanno passa 'nnante 'a scola
se fruscia e, tomo tomo, saglie 'ncoppa,
'a presunzione soja nun è mai troppa,
cumme nu saciardote veste 'a stola,

zompa 'ncopp' 'a nu banco e... vola, vola!
Maronna, quanto raglia, ' a vocca schioppa
cchiù cciure 'e primmavera, va e galloppa.
'ncacaglia, arraglia, sbaglia ogne parola.

'O ciuccio, quanno trase dint' 'e scòle
se mette sempe aret' 'e scrivanie,

dice ca tutt' 'e libbre songo sòle
ch'isso è 'o maestro d' 'e Filosofie,

ca 'nfuso fuje d''a grazzia d''a Sapienza,
nce vo co' ciuccio sempe assaje pacienza.

Facimme l'ola,
certo ca 'sti sturiente 'e Arguello Kiko
so' meglio 'e Poliziano e pur' ' e Pico.

*
Frusciarsi = ritenersi il migliore
vocca = bocca
'ncacaglia = balbetta
aret' = dietro
songo sòle = sono suole (per scarpe)
'nfuso fuje = fu bagnato

Lino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Lino ha detto...

Naturalmente resto disponibile ad apprendere dove si possa leggere una simile lezione: "E un prete non dice Babilonia dice Babel. Perche la prima.era grandezza l altra invece sfregio". Potremo così scrivere alla Garzanti per correggere la voce:
http://www.garzantilinguistica.it/ricerca/?q=babele

Spiegaci il senso di Apocalisse 14:8, professore: Babilonia è grande sì, ma in cosa? E chi mai ha cambiato il simbolo della torre di Babele o Babilonia, che tra i comuni lettori della Bibbia significa confusione e non sfregio?
Mi sa mi sa che il Cammino la nuova torre di Babele o Babilonia la sta fabbricando nel vostro cervello.

Michela ha detto...


voglio chiedere una cosa al Daniel psicologo e sociologo e con interessi scientifici,
ti risulta, come specialista, che un affiliato a una setta parli male della setta?
Esistono testimoni di Geova o affiliati a scientology che criticano il loro gruppo?

Ovvero, tutte le realtà umane, compresi i movimenti all'interno della chiesa, hanno aspetti positivi e negativi che sono evidenti a tutti.
Come mai tu nel cammino vedi solo cose positive? E' possibile che sia tutto perfetto? ovviamente no, e allora perchè non cercate di cambiare ciò che non va bene? perché accettate tutto come gli adepti di una setta?

Giuseppe ha detto...

Io non sono uno pscologo, ma dalla serie impressionante di errori grammaticali, penso tu sia stato profondamente scosso da questi blogger, che "Dicono cose non vere".
Speriamo questa "parola forte", ti possa far riflettere seriamente sul cammino fiore della "Chiesa Cristiana", di cui poi non dovresti essere molto convinto. Infatti, se scrivi,:"Ma onesto il cammimo...", vuol dire che qualche dubbio c'è l'hai, oppure no?!? Sappi per certo, che tutto quello che qui diciamo è il frutto delle nostre esperienze e il fatto che tutte concordino è una prova della loro autenticità.

Vediamo un pò. Tu dici:"Nel.cammino si consiglia l unione e non la separazione" e bla bla bla...Se è per questo consigliano anche l'obbedienza ai catechisti e a Kiko, anzi la pretendono, ma poi... disubbidiscono da 12 anni alla Chiesa, sul modo di fare l'Eucarestia.Hai capito cosa voglio dire?
Anche i farisei usavano così, ma Gesù che pregava molto, non si astenne dal rimproverarli per la loro smaccata ipocrisia.Le dispute possono essere salutari a volte, vedi quella tra San Paolo e i giudei cristiani sulla circoncisione.la Bibbia non va letta in maniera settaria.

"sperare in un mondo nuovo...". Ma è proprio a motivo di ciò che noi mettiamo in comunione le nostre testimonianze, essendo disposti anche a rinnovare le nostre passate sofferenze. Non mettiamo la testa sotto la sabbia, come purtroppo fanno tanti camminanti, per timore di soffrire. Dici bene "...tutto il resto è vanità" anche il cammino! Solo Cristo e Via Verità e Vita.

Valentina Giusti ha detto...

Onestamente, per usare un avverbio da lui ripetuto più volte, a me Daniel non pare neppure cattolico. Sono indecisa fra evangelico o Testimone di Geova.
Comunque sta facendo un percorso religioso lontano sia dal cammino, sia dalla fede cattolica, a giudicare dagli argomenti esposti e dal linguaggio usato.

Giuseppe ha detto...

@Lino Dici bene:"E chi mai ha cambiato il simbolo della torre di Babele o Babilonia, che tra i comuni lettori della Bibbia significa confusione e non sfregio?" Infatti caro Lino quando ho letto questa menata: "E un prete non dice Babilonia dice Babel. Perche la prima.era grandezza l altra invece sfregio", ho avuto un attimo di smarrimento: "ma che sta dicendo?"
Quindi ho riletto il testo sgangherato di daniel e ho capito,(purtroppo non poteva essere diversamente, date tutte le cose edulcorate), che quando scrive: "Ma onesto il.cammimo é veramente il fiore della Chiesa Cristiana", "onesto" è riferito a noi, che evidentemente per lui non lo siamo. Che peccato, ho sprecato tante buone intenzioni. Colpa mia che cerco sempre di vedere il meglio nelle persone.Era meglio se mi fermavo al detto "Sceccu cchì libra!".

Michela ha detto...

Valentina, il problema del linguaggio secondo me è fondamentale, anche a livello basico di costruzione delle frasi.

leggo Sebastian e trovo una esposizione chiara e semplice, di chi afferma cose vere che ha vissuto personalmente.
Leggo i vostri commenti e vi trovo la stessa chiarezza.

Leggo Daniel o altri neocat e non li capisco. Parlano di pace, di essere sereni e scrivono in un modo confusionario che comunica la loro confusione interiore.
Immagino che Daniel, essendo laureato ed avvezzo ai testi scientifici, scriva in modo chiaro e comprensibile quando si occupa del suo lavoro.
Ma allora perché scrive in questo modo quando si riferisce alla sua esperienza nel cammino, rendendo evidente una tempesta emotiva che non sa gestire, pur affermando di essere nella pace?

Giuseppe ha detto...

@Valentina Eppure scrive:"Sono ritornato in comunita"!

Lino ha detto...

@ Giuseppe
Credimi, Giuseppe: mi interesso di questioni simboliche da venti anni, ho pubblicato una dozzina di saggi in materia (il mio recente libro edito da Segno è tutto sul tema, a partire dal marchio di Caino), ho avuto a che fare con asinelli di ogni tipo, non ultimi maestri massoni che hanno il medesimo vizio d'inventarsi significati, ma ciucci come questi neocatecumenali non ne ho mai incontrati prima. Davvero credono che al simbolo possano dare il significato che gli passa per la mente circoncisa!

@ Daniel
Nel link successivo cito Cesare Ripa, egregio Daniel psicologo-sociologo lettore di libri scientifici. Per tua informazione, Ripa fu un tizio che scrisse la storia dell'iconologia, raccogliendo i significati degli emblemi in un tempo nel quale a sparaballe come te avrebbero messo la mordacchia. Leggi cosa significa la torre di Babele: http://i.imgur.com/gRgLyJF.png
"Segno di confusione", hai capito? E ora riferisci da chi hai imparato che la torre di Babele significa "sfregio". Forza, riferisci il tuo principio di autorità. Kiko, forse? O tu stesso te lo sei inventato?

Anonimo ha detto...

L'intervento di "Daniel" del 21 gennaio 2017 00:36 è stato palesemente scritto da qualche frequentatore del blog con l'intento di ridicolizzare i camminanti. Gli errori grammaticali, voluti, e anche il contenuto fanno pensare a qualche buontempone come Apostata o simili. Lino si è "bagnato il pane", ammesso che sia realmente convinto della veridicità del suddetto commento.

Un ex CN che con frequenza mensile visita il blog.

Pax ha detto...

Pax
Lino ha detto: Mi sa mi sa che il Cammino la nuova torre di Babele o Babilonia la sta fabbricando nel vostro cervello.

Ecco, Lino, questa sicuramente è una conclusione ragionevole di tanta sconclusionatezza.
Si controbatte sempre con l'aria fritta, si ripetono cose imparate a memoria, le teorie propagandate dal leggio senza pudore, questa idea astratta, idealistica del cammino. Alla fine, a furia di riempirsene la bocca e la testa, non sanno più distinguere tra la realtà e la loro fervida fantasia e fanno tutto un minestrone.

Rispondo con Giuseppe:

Sappi per certo, che tutto quello che qui diciamo è il frutto delle nostre esperienze e il fatto che tutte concordino è una prova della loro autenticità.
"sperare in un mondo nuovo...". Ma è proprio a motivo di ciò che noi mettiamo in comunione le nostre testimonianze, essendo disposti anche a rinnovare le nostre passate sofferenze. Non mettiamo la testa sotto la sabbia, come purtroppo fanno tanti camminanti, per timore di soffrire.
Giusto, per timore di soffrire.
E' avvilente, ma tanto più comodo dare la propria testa ad un altro, che conduca la tua vita al tuo posto. Scegliere, decidere, porta con se' sempre un salutare travaglio che ci fa persone, uomini, con la dignità che il Signore ci ha donato.

Eravamo come voi in cammino, ci avevamo creduto, ce ne siamo andati via e ora raccontiamo queste esperienze, tutte concordi.
Fatevi qualche domanda.
Pax

Lino ha detto...

@ex CN
Caro ex CN, forse non hai bene inteso il mio commento: riguarda la torre di Babele che va intesa come simbolo di disordine e non di sfregio.
In relazione al mio "bagnare il pane", credimi: una stupidata di questo tipo nemmeno l'avrei trattata conoscendola prima.
Ben altre sono le "zuppe" nelle quali ho bagnato il pane. E sono minestroni il cui cuoco è ben noto: l'argille intesa come fango/peccato, la pietruzza dell'apocalisse interpretata come cristallo di sale, il sicomoro inteso come simbolo del montare di Zaccheo sugli altri, l'olio delle vergini che, invece di rappresentare le buone opere, la carità, significherebe quanto vi procurate di conoscenza del peccato negli scrutini NC. Eccetera, eccetera, eccetera.
Molto peggio, quindi, di questa della torre di Babele.
Per citare Kiko: "Come diceva a noi P. Farnés, l’esodo, la torre di Babele sono facili; il Vangelo è difficile, difficilissimo da capire, il Vangelo è sublime, ma molto difficile. Un bambino capisce bene le piaghe, la schiavitù d’Egitto; lo capisce perfino un bambino! Ma questi discorsi del Vangelo di Giovanni…. bisogna essere arrivati a un grado di fede per capire qualcosa".
Come volevasi dimostrare: avete capito tutto di Gv 9 e del Vangelo in generale. La torre di Babele è semplice, basta ascoltarvi o leggervi :-)

Anonimo ha detto...

All'ex CN che frequenta mensilmente il blog:

Mi sembrerebbe strano. I camminanti si ridicolizzano, ahimè, a suffienza da soli senza bisogno di aiuto.

Autore della lettera

Anonimo ha detto...

X Lino,

mi riferivo alla poesia del "ciuccio" o "sceccu". Non leggo, in genere, i commenti troppo impegnativi, non per pigrizia ma semplicemente perché non sono interessato. Molte cose fanno parte di un passato che non rimpiango ma che neanche voglio rinvangare con commenti negativi.

L'ex NC del commento precedente.

Lino ha detto...

Accipicchia, ex NC, peggio, mi hai dato un dolore inguaribile. Immagina: tra le massime ambizioni della mia c'è stata quella di far leggere i miei versi a te. Si potrebbe sostenere che io composi poesia in attesa della tua venuta qui :-)
Non è una poesia, in ogni caso: potremmo annoverarla in un genere definibile "sonetto petroso caudato" :-)

Giuseppe ha detto...

@ex NC. "Molte cose fanno parte di un passato che non rimpiango ma che neanche voglio rinvangare con commenti negativi".
Rispetto la tua decisione. Ma se tu fossi abbastanza certo, che: il cammino manipola e fa violenza sulle persone; stravolge disinvoltamente la Parola di Dio; da 12 anni prende in giro i vari papi disubbidendo e aggirando le sue disposiziioni sul modo di ricevere l'Eucarestia (e di questo ti puoi assicurare tranquillamente e non avere dubbi), rimarresti ancora inattivo?

Pax ha detto...

Pax

A Un ex CN che con frequenza mensile visita il blog.

Dici che non leggi i commenti troppo impegnativi perché non sei interessato, dici che "non rimpiangi" il tuo passato nel cammino che non vuoi "rinvangare" nei suoi aspetti negativi che, evidentemente, anche tu hai conosciuto nella tua diretta esperienza.
Con Giuseppe ti dico, scusami, ma con quello che abbiamo conosciuto e sofferto noi per primi, come si fa a rimanere inattivi?

Noto, poi, che segui con interesse questo blog, ti sei fatto una tua idea dei vari commentatori, da Apostata a Lino......
Ma dimmi non è strano che, tu che non vuoi rinvangare, sei qui con cadenza mensile o anche più.....
Non è che subisci una attrazione fatale!
Con simpatia ti aspetto, fra un mese, più o meno.
Pax