mercoledì 11 gennaio 2017

Non c'è limite al ridicolo: per onorare il Redentor Kiko, il presepe a tema Palomeras Altas

Certe volte davvero con i kikos non si sa se ridere o piangere... Sant'Ireneo di Lione, nel farsi beffe degli eretici, faceva notare come l'eresia portasse al ridicolo e all'assurdo e la realtà dell'idolatria per il cammino e per i santi iniziatori raggiunge le più alte vette del tragicomico (si veda anche lo studio da pittore di Kiko attrezzato per le visite, o il santino di Kiko, l'arcano con il ticket o il libro di Kiko acquistabile al termine della convivenza come nei raduni delle società multilevel...).

"Autore della lettera" ci segnala il seguente post apparso su una pagina Facebook:
"Quest'anno presepe ispirato alle origini del cammino, raccontate alla convivenza di inizio corso.
Kiko è andato tra i poveri e lì ha visto Cristo. Allora ho ricreato la baraccopoli di Palomeras ed è lì, tra i poveri, che nascerà Gesù.
Un modo per ringraziare Dio di questo cammino che ci ha donato grazie ai nonni e per ricordarci di farci più piccoli, umili, semplici!
(Lo so, potrei sembrare un esaltato pazzo ma... ho corso questo rischio)"
Qualcuno potrebbe dire che abbiamo inventato, ma purtroppo è tutto vero, come testimoniato dal post originale e dai commenti dei neocat entusiasti:

E per la gioia degli occhi le immagini del presepe:


Intorno alla capanna della povera famiglia di Nazareth, come ulteriore supplizio da aggiungersi alle sofferenze di Giuseppe e Maria, si noti la baracca di Kiko con vista diretta sulla stalla, il profeta Kiko contornato dai cani-guardiani (vera kikka dell'intera opera) e i pittogrammi con scritte, ricopiati con incrollabile abnegazione, dalle foto agiografiche del santo di Palomeras.


Altre baracche... e intorno gravitano alcuni personaggi famosi del Cammino, come "san" José Agudo, evidenziato in uno dei commenti.


Ogni commento appare superfluo. Suggeriamo agli amici napoletani che hanno una bottega a San Gregorio Armeno di adeguarsi alla nueva estetica, gli abbiamo dato una dritta niente male per incrementare gli affari: come farsi mancare in casa d'ora in poi il presepe Kiko-style?
Mano al portafoglio, fratelli!

Aggiornamento del 11/01/2017:
Commenta Lino:
Concordo con Sandavi. Avessero messo solo un pastore con le fattezze di Kiko nel presepio, non mi sarei meravigliato più di tanto. Quella presepiale è un'arte - e molto prima di San Gregorio Armeno - nel presepe venivano raffigurati personaggi viventi. C'è una "Adorazione dei Magi" di Botticelli, dove l'adorazione è effettuata da personaggi della corte medicea (addirittura nelle vesti dei Magi) e Botticelli mette anche se stesso con lo sguardo rivolto verso l'osservatore, quasi invitando a fare altrettanto.
La centralità del dipinto rimane la Natività sopraelevata, gli astanti in abiti quattrocenteschi sono adoranti. 
Nel presepio del post è differente, c'è non solo il personaggio Kiko (addirittura con i suoi cani!) ma una trasposizione di eventi nella quale l'opera di Kiko diventa scenograficamente quella di Betlemme, si sovrappone a quella di Betlemme. Qui si adora il Cammino.

42 commenti:

Anonimo ha detto...

A me questo presepe e questi neocatecumenali mi fanno solo tanta pena: per chiunque non abbia "circonciso il cervello" appare evidente che hanno l'IDOLO di Kiko. L'IDOLO è "una persona amata come una divinità", una "verità cui si crede ciecamente; principio indiscusso"... ossia il Kiko e il Cammino. E poi i camminanti hanno ancora il coraggio di passare anni a cercare di capire qual è l'idolo della loro vita?!? Il Cammino non fa altro che distruggere gli altri idoli delle persone, sia quelli veri (denaro, lavoro, ...) o quelli inventati (famiglia, amicizie, intelligenza, denaro in alcuni casi, lavoro in alcuni casi, ...), unicamente per fare posto agli unici IDOLI che devono avere nella loro vita, e cioè KIKO e il CAMMINO!
Che pena mi fanno... poverini! Eppure sono sicura che la speranza di salvezza dal Cammino e di conversione del cuore esiste anche per loro. Anche loro possono aprire gli occhi e svegliarsi dalla condizione di sonno del cervello. Io sono stata solo più fortunata di loro, e mi sono salvata.

Annalisa


Anonimo ha detto...

Aiuto...e sarà sempre peggio..figuratevi quando morirà. Mi mette profondamente a disagio...perché di questi esaltati mi sà che ne è pieno il mondo.
La cosa allucinante se volete non è l'idea in se, ma la realizzazione. Mi spiego meglio, amettiamo sia interessante l'idea di Palomeras, allora fai solo le baracche e fai nascere Gesù tra i poveveri ( cosa vera peraltro ), ma allora perché non mettere le rovine di Aleppo, o qualsiasi altro posto martoriato di questi tempi. Tutti quei particolari spostano l'attenzione su Kiko e mettono in secondo piano il "Personaggio Pincipale" senza il quale il presepe non sarebbe mai esistito.
Personalmente sono sempre stato contrario a qualsiasi rivisitazione moderna del presepe...figuratevi ad una come quella.
Mav
è proprio vero non c'é limite al peggio

Anonimo ha detto...

Più vedo le immagini di questo presepe neocatecumenale e più i loro autori (e commentatori entusiasti) mi fanno tenerezza...

Annalisa

l'apostata ha detto...

Il presepiaro si è sbagliato.

Sankiko andava messo nella mangiatoia, non quel Bambino sconosciuto.

La mangiatoia è il suo habitat naturale, in tutti i sensi.

p.s. Si è scordato anche il sacco nero...

Autore della Lettera ha detto...

Da segnalatore del post, vorrei sottolineare un attimo alcuni aspetti, a partire dal perché ho segnalato il post.

Mi colpiva nel testo dello status principalmente il riferimento alla convivenza di inizio corso, per due motivi:
1. Ricordo che tornai dalla convivenza con un pensiero: una convivenza così trionfale che effetto avrà su un singolo che si ritrova in un incontro dove gli viene detto che tutto è perfetto, grandioso, bellissimo e intoccabile?
2. La reazione di stupore da parte della sig.ra Annamaria di fronte a chi paventava la nascita di un presepe a tema NC (cit. "Ahahah.....che fantasia! Solo un pazzo può pensare di fare un presepe come dici tu....e cioè sostituire i personaggi del presepe con quelli del cammino.....che fantasia brutta! Annamaria", commento del 4 gennaio 2017 14:02 al post https://neocatecumenali.blogspot.com/2017/01/anche-la-vigilia-di-natale-deve-essere-kikizzata.html). La conferma che l'idea del presepe NC non era poi così azzardata è arrivata puntuale e repentina.

Ora, senza entrare nel merito dei gusti personali (che non c'entrano niente e a mio avviso non sono in discussione), quello che a me dà da pensare è come la C.I.C. abbia avuto il preciso effetto di inculcare ancora di più agli aderenti quel senso di unicità che li ha sempre contraddistinti (altro mantra del CNC è "il cammino non è per tutti", non volendo con questo intendere la diversità dei carismi, ma che il cammino è molto serio, il più serio, e non tutti ce la fanno, è per gli eletti). L'interrogativo su che senso avesse fare una convivenza autoreferenziale così mal celata, ha trovato risposta in questo esempio (ma anche in tanti altri contesti, palesatisi anche solo verbalmente in diverse occasioni di confronto con alcuni fratelli). Tutto della C.I.C. è stato preso con estrema serietà e credendo a tutto, ma proprio a tutto, addirittura ergendo i cani a incontrovertibile segno mandato dal cielo (cit. dal mamotretro della C.I.C. 2016, p.42 "Carmen: Nelle baracche, è vero quello che dice Kiko dei cani che lo seguivano dappertutto, perfino nella chiesa dove andavamo, venivano tutti i cani. Mia madre mandava i miei fratelli a pescarmi lì e a portarmi via; mio padre era inquieto. E a un mio fratello, l'ho saputo dopo, un cane lo morse e dovettero fargli l'anti rabbica e non tornò più ...

Kiko: Questi cani non avevano morso mai nessuno: arriva un fratello di Carmen
per portarla via e lo mordono, e hanno dovuto portarlo a fare l'antirabbica. Come
hanno intuito i cani che quello veniva a portare via Carmen'? E' sorprendente!
"


E giù tutti nelle convivenze di riporto a parlare del segno dei cani .
Se da un lato è affascinante osservare tali meccanismi, dall'altro io personalmente lo trovo preoccupante.

Per concludere: ho segnalato questo fatto al solo scopo di evidenziare uno degli effetti della C.I.C. (che non è tanto il presepe quanto il conformare tutto al CNC) e far notare che, a volte, quelle che i NC ritengono fantasie di cattivo gusto pensate in malafede da chi ha un atteggiamento pregiudiziale, magari sono solo intuizioni che vengono a chi il CNC lo conosce e ne riescie quindi a prevedere le dinamiche non per magia o perché ha superpoteri, ma semplicemente a dimostrazione che sa di cosa sta parlando.

Buona giornata a tutti

l'apostata ha detto...

@ Autore della Lettera

La faccenda dei cani mi era sfuggita.

Comunque, checché ne abbia detto il signor trettre dottor (h.c.) cinofilo Arguello, la faccenda è spiegabilissima.

Perché il cane ha morso il fratello di lei?

Perché chiunque, uomo o animale, dopo essere stato 24 ore al giorno, ogni santo giorno, con Sankiko e la Cara Estinta, sarebbe diventato idrofobo.

In altre parole, quella povera bestia con qualcuno si doveva sfogare e ha morso il primo che ha trovato.

Sarebbe stato "sorprendente" se non avesse morso nessuno.

sandavi ha detto...

Fare una cosa del genere è agghiacciante, ma anche rivelatore. Il vero "dio" nel Cammino è il Cammino stesso. E' il Cammino che mi ha fatto incontrare Gesù il quale è nato principalmente fra i poveri di Palomeras Altas quando Kiko è andato a viverci. Kiko diventa un "facilitatore" della nascita di Gesù, come se Gesù non fosse mai stato presente nelle baracche prima di lui.
Eppure, grazie ai missionari di ogni tempo, Gesù è sempre stato presente ovunque. Per Kiko no, e per i neocat no. Se non arriva il Cammino ogni zona del mondo è "scristianizzata" per poi improvvisamente fiorire grazie all'impiantarsi del Cammino.
Ecco che a Erbil, in Iraq, comunità cristiana fra le più antiche al mondo, arrivano i missionari kikiani a evangelizzare i cristiani sotto le bombe ai mamotreti di Kiko... Prima di Kiko il nulla!

Colleghiamo poi questo presepe alla cerimonia con processione della vigilia di Natale e il quadro è completo. Una famiglia kikiana in processione davanti alla statuina di Kiko.
Quando Kiko morirà fioriranno i santini, le icone e le statue del santo. Tutti i neocat ne avranno una in casa, da mettere a fianco alla croce magari. Ci pregheranno davanti, domanderanno le grazie, sentiranno miracoli....

Se non è una setta e un plagio questo non so cosa lo è.

Ruben ha detto...

È strano questo improvviso interesse al Presepe.
Ricordo che ai Martiri Canadesi, oltre al Presepe parrocchiale, rigorosamente in Chiesa, quello neocatechmenale, era allocato nello squallidissimo sottoscala\antingresso alla Cripta; Presepe che avrebbe fatto rabbrividire Eduardo, ovvero quattro "pastori" gettati sulla scena, tanto per dire che l'hai fatto!...
Il tutto poi, semicoperto da brutti tenddaggi, ovvero, -se gli vuoi dare un'occhiata, gliela dai-
altrimenti, vattene dritto in saletta o in cripta che è anche meglio.
---

l'apostata ha detto...

Scusate l'OT

Se non ricordo male, alle udienze papali i bravi neocat dovevano versare un contributo ai responsabili che prendevano i biglietti.

Ecco che ha detto il papa oggi in udienza:

"Adesso devo dirvi una cosa che io non vorrei dirla, ma devo dirla. Per entrare alle udienze ci sono i biglietti di entrata, è scritto nei biglietti in uno due tre quattro cinque sei lingue il biglietto è del tutto gratuito, per entrare all'udienza sia in aula sia in piazza non si deve pagare, è gratuita, è una visita gratuita che si fa al Papa per parlare col Papa, col vescovo di Roma, ma ho saputo che ci sono dei furboni che fanno pagare i biglietti. Se qualcuno vi dice che per andare in udienza dal Papa c'è bisogno di pagare ti stanno truffando, stai attento, stai attenta, questo è gratuito, qui si viene senza pagare, perché questa è casa di tutti e chi dice questo di far pagare è un reato, quell'uomo quella donna è un delinquente, questo non si fa, capito?"

by Tripudio ha detto...

Fratelli del Cammino! Avete conservato le ricevute di pagamento? Senza di quelle non potrete chiedere ai "catechisti" di restituirvi il maltolto!

(e scusate le risate)

Valentina Giusti ha detto...

Come giustamente fa intendere Autore della Lettera, non è un presepe con una statuina in più che ci preoccupa.
Nel mio presepe ho messo quest'anno un papa Francesco proprio a lato della mangiatoia, se un neocatecumenale ci mette Kiko, baracche e cani, non fa altro che inserire nel presepe qualcosa che fa parte della propria realtà di fede, o piuttosto di una mitologia della propria realtà di fede.
Sorvolo sul fatto che Kiko nelle baracche ha soggiornato solo un paio d'anni, per il resto mi risulta abbia dimorato in appartamenti vicino al Vaticano (addirittura dei neocatecumeni sono andati in pellegrinaggio ad una sua villa in Toscana) e per lo più sia ststo ospite di alberghi a più stelle in tutto il mondo, compresa la Domus in Israele.
Mi preoccupa invece molto di più la 'celebrazione liturgica domestica' di cui abbiamo parlato recentemente, ulteriore rito che non ha altro scopo che offuscare la Veglia di Natale, una delle poche (questa sì!) liturgie alle quali i nc ancora sono costretti a partecipare in parrocchia.

sandavi ha detto...

Si Valentina, sono d'accordo con te. Aggiungerei però che il motivo di fondo per cui si fa una cosa è importante. Se tu metti una statuina del Papa nel presepe ce la metti giusto per contorno, un po' di colore insomma. Invece questo neocat spiega bene che per lui è un modo di onorare il cammino e Kiko, e la leggenda delle baracche. C'è quindi del mitologico dietro a questa scelta (che peraltro non coinvolge solo due statuine, ma l'intero impianto dei personaggi e del paesaggio.

E appunto ricordi la liturgia domestica della vigilia di Natale: immagina portare in processione il bambinello per adagiarlo nel presepe delle baracche davanti a Kiko

Michela ha detto...

In effetti una volta il Natale e relativo presepe erano poco importanti rispetto alla vera e unica festa che per i neocat è la Pasqua.
Poi il presepe è stato visto come un mezzo indiretto di evangelizzazione per le famiglie in missione o meno che ricevendo ospiti a casa potevano fare un annuncio. Adesso con tutta la polemica che è sorta sul presepe nei luoghi pubblici, il cammino ha visto l'occasione di farsi paladino delle tradizioni cristiane per farsi benvolere dalla gerarchia. ( un po' come ha fatto con il family day).

La storia dei cani fa parte dell'aneddotica più recente, probabilmente è nel libro Kerygma e l'ho sentita raccontare direttamente da lui. E' una cosa assolutamente cretina, un aneddoto senza senso. Non ho mai capito perchè i cani lo seguissero ( forse puzzava?)

Ruben ha detto...

Giustamente il Papa,
parla del peccato ma non del peccatore, del quale è comunque a conoscenza.
---

Lino ha detto...

Concordo con Sandavi. Avessero messo solo un pastore con le fattezze di Kiko nel presepio, non mi sarei meravigliato più di tanto. Quella presepiale è un'arte - e molto prima di San Gregorio Armeno - nel presepe venivano raffigurati personaggi viventi. C'è una "Adorazione dei Magi" di Botticelli, dove l'adorazione è effettuata da personaggi della corte medicea (addirittura nelle vesti dei Magi) e Botticelli mette anche se stesso con lo sguardo rivolto verso l'osservatore, quasi invitando a fare altrettanto:
http://www.studiarapido.it/wp-content/uploads/2014/10/adorazione-dei-magi-2.jpg
La centralità del dipinto rimane la Natività sopraelevata, gli astanti in abiti quattrocenteschi sono adoranti.
Nel presepio del post è differente, c'è non solo il personaggio Kiko (addirittura con i suoi cani!) ma una trasposizione di eventi nella quale l'opera di Kiko diventa scenograficamente quella di Betlemme, si sovrappone a quella di Betlemme. Qui si adora il Cammino.

Ruben ha detto...

Catechisti del Cammino Neocatecumenale, che avete lucrato sui biglietti delle Udienze, tenetevi il più lontano possibile dalla Territorialità Vaticana, il Papa ha detto che è un reato, e Quello mica scherza, vi fa arrestare!...
---

Ruben ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Ruben ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Vincenzo ha detto...

La cosa incredibile è che se ai nostri amici NC si dice, fatti alla mano (come piace a loro), che la loro è idolatria nei confronti di Kiko e del CNC, ci vengono a sommergere di "no, non è vero", "no, non puoi capire", ed altre frasi del genere, quando non ci sommergono di insulti! Alla prova dei fatti, però, certe cose non fanno che confermare ciò che andiamo dicendo, come del resto la questione della "celebrazione liturgica familiare"!

by Tripudio ha detto...

Il bello è che i cosiddetti "catechisti" diranno: ma si trattava di spese organizzative, non di un biglietto d'ingresso.

E così anche stavolta aggireranno la volontà del Papa, come hanno sempre fatto.

Donna Carson ha detto...

Non so se ridere o piangere. Dai commenti e dalla buona volontà del realizzatore del presepe si percepisce buona fede, entusiasmo, la percezione che nel cammino e in kiko tutto è buono, e questo mi deprime profondamente. Kiko si è fabbricato ad arte la fama che lo sta portando in odore di santità già da adesso, e di tutta questa buona fede e amore incondizionato che lo circonda lui è solo un volgare approfittatore.
Ultimamente scrivo poco (ma leggo sempre) perchè mi manca un pò il tempo, ma un pò anche la forza emotiva per riaffrontare tutto questo mondo di idolatria in cui ho vissuto e in cui bene o male rimarrò sempre un pò invischiata.
Mi sento però una graziata ad aver aperto gli occhi e ad aver avuto il coraggio di mettere tutto in discussione. Grazie a tutti voi che portate avanti la "buona battaglia" di rimettere la verità in luce, grazie Apostata perchè ci metti quell'ironia di cui c'è sempre bisogno nelle cose serie, grazie Tripudio, Sandavi e Lino da cui c'è sempre qualcosa da imparare e grazie soprattutto alle mie colleghe ex (Michela, Annalisa, Pax, Autore della Lettera, Valentina Giusti...): è sorprendente come io mi senta in sintonia con voi senza neanche conoscervi. Davvero!

Anonimo ha detto...

@Donna Carson
"è sorprendente come io mi senta in sintonia con voi senza neanche conoscervi"
Come dicevi tu di certe cose rimmarai sempre un pò "invischiata" lo dico in senso buono, il nostro passato nel bene e nel male rimane sempre parte di noi, siamo quelli che siamo oggi per quello che abbiamo fatto e vissuto ieri. Se un tempo avresti fatto la stessa considerazione riguardo ai "fratelli del cammino" perché condividevi con loro qualcosa di molto pregnante oggi la senti nei loro confronti perché vi accouma la stessa esperienza dolorosa, ne condividi e comprendi in pienezza le sofferenze e le difficoltà, sono queste le cose che nei rapporti interpersonali ci "legano" alle persone, anche senza conoscerle, perché si ha qualcosa di profondo in comune.
Mav

un abbraccio Donna Carson, coraggio dietro le nuvole c'é sempre il sole

Pax ha detto...

Pax
a Donna Carson,
finalmente sei qui.
Mi sei mancata davvero.
Cerco il tuo contributo nei commenti e mi chiedo: che fine ha fatto?
Mi sono sempre ritrovata molto nelle tue analisi, che apprezzo tanto.

Tu dici
"Ultimamente scrivo poco (ma leggo sempre) perchè mi manca un pò il tempo, ma un pò anche la forza emotiva per riaffrontare tutto questo mondo di idolatria in cui ho vissuto..."
Hai ragione, non so perchè (o forse lo so) ho iniziato a scrivere negli ultimi mesi, per la prima volta nella mia vita: sono stata sempre alla larga dai social, come si chiamano...
ci vuole "forza emotiva" come tu dici, io a volte mi sento completamente svuotata e comprendo perchè per anni, una volta definitivamente fuori, ho preferito non sapere più nulla di loro, un giorno ti racconterò cosa mi ha smossa e neanche io so quanto e se durerà.
Certamente siamo, tutti noi ex, dei graziati, sono d'accordo, dentro si crea una tale atmosfera che pare tutto vero e credibile ed è mpossibile mettere qualcosa in discussione.... fino a quando non si vede quello che una persona normale di comune e sano buon senso e un tantino razionale non può, con un minimo di onestà, accettare.
Ma avremo modo, spero, di scambiare ancora le nostre esperienze, perchè nulla aiuta noi stessi e gli altri come il trovare conferme... visto che nessuno di noi presume di essere "l'illuminato", grazie a Dio!
Cerchiamo di essere sempre un minimo onesti.

I tuoi ringraziamenti finali mi hanno messo tristezza, perchè sembrano quasi un addio...
partecipo alla tua sorpresa nello scoprirci tutti straordinariamente in sintonia, pur senza conoscerci.

Ti saluto e, a nome di tutte quelle che tu chiami
"le mie colleghe ex",
ti prego di restare nel gruppo delle pie donne
che, con l'aiuto della Grazia,
sono impegnate, con gli altri in questo blog, nella "buona battaglia".

A presto
Pax


Donna Carson ha detto...

@ Pax
no, no, mi sono espressa male, nessun addio. Volevo solo mandare di cuore un ringraziamento a chi, come voi, in questa mia fase un pò "pigra" (diciamo così) sta portando avanti quel che io non sono riuscita a dire.
Ma non ho nessuna intenzione di abbandonare e mi piace pensare a noi come a un gruppo unito in una missione a favore della giustizia e della verità, anche perchè gli ex di lungo corso come noi sono la migliore risposta al tipico argomento neocat del "Tu non puoi capire, è solo vivendolo che puoi comprendere" come quel commento di qualche giorno fa che parlava della donna alla finestra che dà una sbirciatina e chiude. Le nostre "sbirciatine" sono durate decenni, ci abbiamo messo anima, cuore, tempo, soldi, abbiamo obbedito, abbiamo "camminato". Ciononostante abbiamo visto frutti marci, mistificazioni, disobbedienze, idolatria, settarismo e chi più ne ha più ne metta. Evidentemente il problema è a monte, non in chi lo denuncia. Ma questo lo stiamo dicendo già in tutte le salse, a volte sembra invano ma non possiamo sapere quante coscienze pian piano si stiano smuovendo o perlomeno interrogando, che, ricordiamolo per chi si sente in colpa anche solo a leggere, è sempre una cosa buona...

Pax ha detto...

Pax
I capi del cammino hanno sempre detto, anche a chi poneva domande:
Tu non puoi capire, è solo vivendolo che puoi comprendere"
come quel commento di qualche giorno fa che parlava della donna alla finestra che dà una sbirciatina e chiude.

Purtroppo per loro noi
Abbiamo vissuto, abbiamo capito, fin troppo. Altro che sbirciatina!
Questo sento di dirlo, senza tema di smentita, siamo state dentro con una retta intenzione, ci abbiamo messo tutto.....
Per decenni ci abbiamo messo anima, cuore, tempo, soldi, abbiamo obbedito, abbiamo "camminato"
Mi ritrovo in pieno.
Per quello che mi riguarda ho anche sofferto tanto a vedere le contraddizioni moltiplicarsi col passare del tempo
Assistere al progressivo degrado, accompagnato da un orribile immotivato senso di superiorità che si ingigantiva di giorno in giorno.
Cercare di porre in evidenza i problemi e sentirsi dire: tu giudichi, tu giudichi, insopportabile!
Autocelebrativi e basta,
Ci mancava solo il Presepe di Palomeras..... Kiko ormai è al delirio da fase di decadenza dell'impero o della dittatura, tante volte visto nella storia.
Chi sta ancora in comunità e viene su questo blog per cercare di capire, da un altro punto di vista, perché già ha i suoi bei dubbi, può trovare, grazie a noi ex, chi smantella l'argomento del non DEVI RAGIONARE ma VIVERE - SPERIMENTARE per CAPIRE.
Eccoci, come dicevi tu, abbiamo VISSUTO per decenni e abbiamo CAPITO, altro che se ABBIAMO CAPITO.
Ora vi diamo la nostra esperienza PRIMA - DURANTE - DOPO il c.n.
D'altra parte in questo ci siamo allenati per anni!
quanti questionari....
Domande agli scrutinii, giri di esperienza......
Questo da una parte, ma non è tutto....
Perché anche leggere i commenti di chi da anni "osserva" e studia il cammino con capacità e competenze che io non ho è di grandissimo aiuto, come tu dici c'è sempre da imparare. Grazie di cuore.
Ai dubbiosi camminanti che si affacciano sul blog può essere di grande aiuto per riprendere a far funzionare il cervello, studiare, ragionare, confrontare con i documenti della Chiesa, confrontare con le esperienze anche degli altri, essere insomma curiosi è una gran bella cosa, ci dà una dignità nuova che il cammino ci ha tolto.
Lo ripeterò fino alla nausea, finché diventi un tormentone,

Lì come pensi un poco vieni malmenato, irretito, respinto nella nebbia delle loro quattro pappardelle imparate a memoria e riportate anche peggio!
E tu, tutto smarrito ti ripeti
OBBEDIRE SENZA PENSARE, MEGLIO SE NON CAPISCI,
CHI VUOLE CAPIRE È UN IDOLATRA
LA RAGIONE È SUPERBIA
e giù tante altre castronerie che non riesco neanche a ripeterle tutte.

Basta. È tanta la gioia di averti ritrovata che non mi fermo più.

Concludo dicendo che...
Se poi, in tutto questo, qualcuno di quelli che contano si affaccia sul blog e leggendo si chiede.... Ma chi sarà mai questa e quest'altra, chi sarà mai?
Forse è ...... Bah!
Questa cosa mi diverte da morire.
Anche perché noi stiamo qui e ci mettiamo la faccia,
(magari venissero a confrontarsi con le loro certezze i grandi capi responsabili che guidano le comunità con il discernimento kikiano, tutti radicati nelle loro certezze!)
Mentre loro, dopo aver sbirciato sperando di non essere visti e senza avere il coraggio di proporsi con la stessa arroganza e prosopopea con cui spadroneggiano sui camminanti nelle salette riservate ai loro riti iniziatici,
richiudono la finestra e si nascondono...... PER LA VERGOGNA!

Piacere,
Io sono Pax

Pax ha detto...

Pax a Donna Carson

Scusa Donna Carson,
Non ho scritto che il commento era indirizzato a te e richiamava i tuoi spunti.

A presto

Pax

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Esilarante la storia dei cani di Kiko e del morso che uno di questi ha dato al fratello di Carmen, riportato in un commento al post.
Esilarante, cioè, per come la racconta Kiko e per come la vivono i camminati: cioè come fosse stata una teofania.
Come se non fosse NORMALE che un cane possa mordere chi aggredisce la padrona o, comunque, chi sente come una del branco!

Ho raccontato del Presepe con Kiko protagonista e della storia dei cani di Kiko a un mio amico che conosce molti camminanti perché li ha in parrocchia e che mi racconta su di loro gag irresistibili: si è sbellicato da ridere.

E mi ha detto che c'è qualche camminante che non fa mai la colazione al bar perché, dice, che è peccato!
Gli ho risposto che se dicesse che non fa colazione al bar per penitenza, gli farei tanto di cappello, ma se non la fa perché dice che è peccato, allora è un imbecille.

E poi: e se Kiko, il mangia aragoste, facesse la colazione al bar?

l'apostata ha detto...

@ Pietro (non del Cammino)

"...c'è qualche camminante che non fa mai la colazione al bar perché, dice, che è peccato!
Gli ho risposto che se dicesse che non fa colazione al bar per penitenza, gli farei tanto di cappello, ma se non la fa perché dice che è peccato, allora è un imbecille....E poi: e se Kiko, il mangia aragoste, facesse la colazione al bar?"


I camminanti che temono i bar dei sette peccati non sono imbecilli, sono solo poco attenti.

Il bar è il luogo santo e privilegiato dove il signor trettre dottor (h.c.) sommelier Arguello, tracannando bicchieri su bicchieri di "spirito" (leggasi Aguardiente) ha avuto le celebri visioni che hanno dato il via al cosiddetto Cammino.

Tuttavia è anche vero che da quel momento in poi Sankiko non è più stato visto in un bar, ma non perché siano ricettacolo di vizi e di peccati, no.

Il motivo è molto più semplice.

Dopo le visioni "spirituali" (leggasi alcoliche) si è subito sparsa la voce che il Nostro ha l'abitudine di scroccare ricche colazioni al bar (eh si, anche quelle scrocca...) e pretende pure che gli si paghi il taxi per tornare a casa.

Per questo, dato che nessuno lo invita e paga, lui nei bar non entra più.

Se vuoi porgere un aiuto fraterno ai timorosi camminanti, consiglia loro di invitare Sankiko al bar.

Saranno onorati di servire il Nuovo Giovanni in Mezzo a Voi e di assistere di persona a nuove visioni "spirituali", e perderanno la paura di contaminarsi in un presunto luogo di peccato.

L'importante è che portino con sé il libretto degli assegni.

Sankiko pretende il meglio, e il meglio costa caro...

Autore della Lettera ha detto...

@ Pietro (non del Cammino)

"...c'è qualche camminante che non fa mai la colazione al bar perché, dice, che è peccato!
Gli ho risposto che se dicesse che non fa colazione al bar per penitenza, gli farei tanto di cappello, ma se non la fa perché dice che è peccato, allora è un imbecille....E poi: e se Kiko, il mangia aragoste, facesse la colazione al bar?"


Dipende dal bar: se è quello dell'albergo dove sono in convivenza o limitrofi non è peccato, se invece è un bar qualunque in cui ti puoi imbattere in mezzo alla settimana, allora sì.

Comunque questa uscita non mi stupisce. Neanche un mese fa, un fratello con cui parlavo se ne uscì con "Morire di incidente stradale per un cristiano non è un buon segno. È una morte poco dignitosa, non ghli fa onore." Insomma, se muori di incidente stradale viene da pensare che tu in vita non sia stato proprio un buon cristiano. Comunque... Non so che faccia ho fatto, ma ha cambiato istantaneamente argomento.

by Tripudio ha detto...

La faccenda della colazione al bar sembra invece uno di quei casi in cui il fratello di comunità, in una "confessione pubblica" comunitaria, ingigantisce qualche peccato riguardante la cassiera del bar molto discinta (non c'era mica il freddo di oggi); il cosiddetto "catechista" tempo dopo lo redarguisce, e il fratello in questione, nella grande ignoranza in cui il Cammino lo mantiene, deduce che è "peccato" fare colazione al bar (non oso pensare al caso ancora più comico, quello del "catechistone" che veramente crede all'esistenza dell'undicesimo comandamento "Non farai colazione al bar").

La parte più diabolica di questo meccanismo sta nel fatto che qualsiasi cosa - anche la più insignificante colazione al bar - può essere considerata "peccato". Cioè è un moralismo perbenista portato alle massime conseguenze, proprio come la ridicola credenza secondo cui il sabato sera non c'è alternativa: il giovane o si sballa in discoteca crogiolandosi nel peccato, oppure va alla celebrazione neocatecumenale. Come se fosse impossibile qualsiasi via intermedia, come il mangiare una pizza in compagnia e in grazia di Dio, o qualsiasi altra attività lecita.

È interessante anche il fatto che ogni fratello di comunità finisce per cucirsi addosso da solo l'enorme fardello che i cosiddetti "catechisti" gli vorranno far portare. Già mi immagino i vari Jack, Annamaria e Pasqualoni vari gridare: non è vero! da me mai successo! (e qualcuno di loro anche: io faccio colazione al bar quando voglio!) Nella loro suprema stupidità, frutto dell'idolatria, non capiscono il paragone, l'analogia, la similitudine con tutte le proprie "croci" imposte dal Cammino - ed è quindi addirittura fortunato il fratello (o l'intera sua comunità) a cui è stato imposto il divieto di colazione al bar. Potrà sempre vantare come peccato la sua ricaduta nella tentazione dell'invincibile cornetto e cappuccino in un baretto sperduto... evitando così di confessare pubblicamente peccati scandalosi (immaginatevi allora le confessioni pubbliche comunitarie: ho fatto colazione al bar! ho ascoltato un compact disc mentre ero bloccato nel traffico! ho utilizzato per due giorni consecutivi lo stesso paio di calzini! ieri ho dimenticato di baciare l'icona di Kiko appena varcata la soglia di casa!...)

Ora, nella Chiesa Cattolica questo non può succedere, per due motivi:

1) nel segreto della confessione, al fratello di comunità sarebbe stato insegnato a riconoscere e scacciar via gli scrupoli, e la massima pena che avrebbe potuto ricevere sarebbe stata: allora fa' colazione in qualche altro bar;

2) nella Chiesa Cattolica i fedeli vengono istruiti su come distinguere i peccati mortali da quelli veniali, e soprattutto a non raccontarli (se non in confessione o direzione spirituale) per evitare di dare scandalo e pessimi esempi al prossimo.

Anonimo ha detto...

A pax, Autore della lettera, Donna Carson e gli altri ex e non: declino inesorabile, parrocchie dell'Italia centrale, vere roccaforti del c.n.c.,già da un paio d'anni
non riescono a formare nuove comunità!A.C.

Michela ha detto...

Carissimi, non vorrei che si creassero falsi allarmismi.
Vada pure per il peccaminoso cappuccino al bar, ma volevo tranquillizzarvi sul fatto che una volta usciti santificati dall'Eucaristia è sempre ben visto recarsi in qualche locale per bere esageratamente e fumare.

P.s. il camminante che non va al bar non è arrivato alla tappa della preghiera e non sa che dopo le Lodi di avvento e quaresima si va con i fratelli a prendere un salutare caffè.
Quindi bisogna distinguere:
Da soli o con amici---> niente bar
Con i fratelli ---> bar, osterie, tutto è permesso

Michela ha detto...

interessante anche il fatto che ogni fratello di comunità finisce per cucirsi addosso da solo l'enorme fardello che i cosiddetti "catechisti" gli vorranno far portare.

come ha scritto Tripudio, questa è la lettura corretta delle consumazioni al bar. Nessuno te le vieta ufficialmente ma, soprattutto nei primi anni, si è così presi dall'idolatria che non si può concepire di far nulla che non sia in favore del cammino. Anche un euro speso al bar è 'peccato' perchè non viene dato in comunità.

Lino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Donna Carson ha detto...

@ Apostata
Forse hanno ragione i camminanti che evitano il bar. In fondo, se proprio lì è successo quello che è successo, volerci andare potrebbe essere un peccato di violazione contro l'arcano che spetta solo all'eletto tra tutti gli eletti. O per dirla ancora meglio è come voler mangiare dell'albero della conoscenza del bene e del male, no?

Scherzi a parte, è chiaro che siamo di fronte ad un'esagerazione che spero sia molto rara nel cammino (per non parlare di quella considerazione sui morti in incidenti stradali che spero sia un caso ancor più raro e che non commento perchè mi fa troppo male) ma c'è comunque da chiedersi come mai in cammino si possano generare tali "mostri".

Sul peccato di caffè al bar poi, posso anche immaginare, un pò come ipotizzava Tripudio, come possa esser nato un equivoco del genere e viglio anche ammettere che per qualcuno effettivamente sia meglio non andarci. Il problema, come sempre nel cammino, è che ogni cosa poi viene rigirata come un ennesimo pretesto per giudicare gli altri, perchè si parte dal presupposto che siamo tutti uguali e peccatori allo stesso modo. Fratello mio, se per te è bene non andare al bar per non peccare, innanzitutto è un fatto tuo privato che deve rimanere tale, ma soprattutto non per questo devi pensare che tutti gli altri che ci vanno stanno facendo qualcosa di male...

Ruben ha detto...


"Comunque questa uscita non mi stupisce. Neanche un mese fa, un fratello con cui parlavo se ne uscì con "Morire di incidente stradale per un cristiano non è un buon segno. È una morte poco dignitosa, non ghli fa onore." Insomma, se muori di incidente stradale viene da pensare che tu in vita non sia stato proprio un buon cristiano. Comunque... Non so che faccia ho fatto, ma ha cambiato istantaneamente argomento.
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All'imbecille neocatecumenale, che ha fatto ad Autore della Lettera, questa schifosissima ignobile ed infame affermazione, auguro vivamente che non possa mai nella vita, provare ciò che in un passato ormai remoto ho provato io: a dieci giorni esatti dal mio diciottesimo compleanno, mia madre, decedeva in un incidente stradale.
Nonostante gli anni e la dignità umana, che mi ha sempre contraddistinto, la ferita, la porto ancora dentro.

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Se passi per un paese e lungo la strada incontri uno strano, pensi che è il matto del villaggio. E, come tutti i matti del villaggio, è un'istituzione a cui si deve rispetto e simpatia.
Se di matti ce ne incontri 2, pensi che ci può stare, ma se ti accorgi che nel paese ci sono più squilibrati che savi, allora pensi che ci sia stata una sorta di pulizia etnica e che ti trovi in una enclave di matti. Simpatici finché si vuole, ma inaffidabili.

Così nel Cammino: se incontri quello con la fobia del bar, ci ridi. Se poi incontri l'altro per cui non si deve morire di incidente stradale perché, non si sa bene il motivo, è un brutto "segno" (mi sa tanto di superstizione), rimani perplesso.
Poi, se incontri anche MAURIZIO, quello che è rimasto traumatizzato dai ragionamenti di Lino e di Tripudio, allora ti rendi conto che, nel Cammino, l'anormalità è normalità e l'equilibrio è considerato come una malattia contagiosa.

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Ruben:

hai ragione, non ci si deve permettere di dare giudizi personali in base al tipo di morte. E' un'idiozia. Peggio, è superstizione.

Basta pensare a tanti bravi sacerdoti, religiosi e religione morte per incidenti mentre si prodigavano per gli altri.
Ho fatto una ricerca sul web. Tra le tante figure mi è rimasta impressa suor Ermanna Botasso, morta in Monzambico a 75 anni per incidente. Un'anima generosa e santa.

roberta salerno ha detto...

Ciao a tutti, avevo detto che avrei un po' raccontato la mia storia ma non me la sento per ora..... in realtà le storie che mi avete segnalato sono ben più drammatiche della mia ma io mi sento lo stesso molto debole e sofferente ... intervengo perchè mi è piaciuto tanto quello che ha scritto Donna Carson che ha parlato di "forza emotiva", ecco è esattamente questo che mi manca: la forza emotiva! Vi leggo e soffro e allo stesso tempo non riesco a non leggere... Quando 4 anni fa c'è stata la separazione da mio marito, ho visto dell'esistenza di questo blog ma non l'ho guardato più di tanto .. mi dava fastidio persino vederla solo scritta la parola "neocatecumenale"! Veramente l'esperienza nc è stata per me IDOLATRIA , ma questo lo capisco solo ORA .. doveva fallire il mio matrimonio perchè cominciassi a capirlo! Nonostante che dal "cammino" me ne fossi già andata 8 anni prima, senza avercela contro nessuno, senza aver litigato e anzi addirittura ringraziando (!) i catechisti dicendo loro che semplicemente ritenevo il cammino non essere più una strada adatta a me... e questo pensavo: vedevo solo delle esteriorità in quelli che loro chiamavano "segni", delle frasi costruite in quelle che avrebbero dovuto essere delle risonanze "personali", delle forzate copiature di Kiko in gesti che avrebbero avuto significato solo se spontanei, insomma cornici senza più un contenuto, una continua STATICITA' in una cosa che si chiamava "cammino" (?!). Invece la mia vita stava finalmente camminando, non più giovane mi ero sposata, sentivo una dinamicità nuova anche nel mio rapporto con Dio, con gli altri, mi sentivo come un'adolescente che sta crescendo!
MA questa nuova "incompatibilità" con loro, pensavo appunto dipendesse da me, non che la loro strada fosse sbagliata, quindi io me ne andavo, ma se un altro e in particolare mio marito voleva continuare, andava bene lo stesso ... pensavo si potessero salvare capra e cavoli.. SBAGLIATISSIMO!
Io capisco perchè mio marito ci sta dentro, lo stesso per cui ci stavo io: ti danno sicurezza (psicologica, economica), ti risolvono i problemi decisionali, gli scrupoli di coscienza, ti danno una risposta a tutto, ... basta rimettersi senza riserve alla volontà dei catechisti! Cosa c'entra questo con la fede in Dio, con Gesù, con la Chiesa?
In questi ultimi anni , in cui sto sperimentando cosa sia la vera solitudine, senza la consolazione (falsa) di questi idoli, la forza (vera) per andare avanti mi viene dalla Messa e ultimamente anche dall'ascoltare di più le parole del Papa.. e sto capendo che
l'aiuto del Signore viene certo attraverso le persone.. però TUTTE le persone, non quelle, come credevo una volta, con solo una certa "etichetta"!
Perciò vi ringrazio tanto tutti voi che intervenite!
Scusate se sono stata un po' troppo introspettiva ... continuerò a leggervi. A presto.
Roberta

Pax ha detto...

Roberta ha detto:

una continua STATICITA' in una cosa che si chiamava "cammino" (?!).
Invece la mia vita stava finalmente camminando,
Io capisco perchè mio marito ci sta dentro, lo stesso per cui ci stavo io: ti danno sicurezza (psicologica, economica), ti risolvono i problemi decisionali, gli scrupoli di coscienza, ti danno una risposta a tutto, ... basta rimettersi senza riserve alla volontà dei catechisti!

Grazie per aver voluto condividere con noi la tua sofferenza.
Secondo te perché il Papa, in uno dei suoi tre richiami al cammino, chiede espressamente di rispettare chi decide, dopo averne fatto parte, di abbandonare il cammino e lasciarlo andare?
Tanti vengono così braccati, circuiti che tornano sui loro passi, perché fuori c'è il nulla.
La paura di vivere, di dover decidere, di scegliere.
La minaccia che andrai verso la rovina, avendo voltato le spalle alla tua vocazione, alla unica strada per te.
Menzogna.
Concludi bene: Cosa c'entra questo con la fede in Dio, con.Gesu', con la Chiesa?

Ti abbraccio forte

Pax

Valentina Giusti ha detto...

Sì, vero, sbagliatissimo pensare di poter continuare una unione coniugale normale con una persona che frequenta una qualsiasi organizzazione che mira alla riforma del pensiero e sbagliatissimo pensare che il cammino non sia una di queste organizzazioni.
Infatti Roberta tu te ne sei allontanata quando hai notato negli altri una forte omologazione e un'artificiosità diffusa, segno che all'interno del gruppo non erano più tollerate le 'vere' esperienze personali e le autentiche unicità di ciascuno.

Donna Carson ha detto...

Coraggio, Roberta, non ti stancare di cercare la forza e il sostegno nella Messa e nella Preghiera. Non sei sola. E quando ti va, condividi tutto quello che senti. Un forte abbraccio