lunedì 23 gennaio 2017

La bellezza della riscoperta della Messa parrocchiale.

"Liturgia" neocatecumenale
L'Eucarestia così come sceneggiata in Cammino, a cominciare dalla prima della serie, nella convivenza di fine catechesi, ha di solito un impatto emotivo enorme! Tutto nuovo, tutto bello ma, soprattutto tutto molto coinvolgente dal punto di vista emotivo. 

Dopo quell'esperienza, per il neocatecumenale medio, di andare ad una Messa "normale" non se ne parla proprio, gli sembrerà vuota e noiosa! 

Però, non è un processo irreversibile, e molti degli 'ex' riferiscono un'esperienza di riscoperta della Messa parrocchiale, una volta usciti dal cammino, molto più entusiasmante!

All'inizio non si riesce a "gustare" la Messa parrocchiale, sembra sempre che valga meno! 

Ma poi si comincia a vedere con altri occhi e soprattutto a vivere con il cuore, le Messe della parrocchia, oppure anche quelle dei santuari e dei luoghi santi come Lourdes, Medjugorje, Assisi, Roma. Ciò che prima pareva noioso, scontato, acquista il suo pieno significato: si cominciano a vedere le persone che si inginocchiano, che adorano, che in silenzio ascoltano e meditano e un po' alla volta l'Eucarestia del sabato sera la vedi pesante, lunga, piena di parole umane, chiassosa! 

Il cambiamento è più radicale del precedente e più graduale, perché nessuno ti forza a vivere e a vedere ciò che non c'è, è un'esperienza personalissima che si compie a poco a poco: all'inizio,  sono ancora radicati certi insegnamenti ricevuti come per esempio il non inginocchiarsi.

Dopo un ragionevole periodo di tempo però, Messa dopo Messa, si può dire di iniziare a vivere la Santa Messa per quello che veramente è: l'incontro con Gesù!

Comunione durante un'Eucarestia cattolica
E Gesù a noi ex ha fatto imparare con dolcezza mille cose!

- Abbiamo imparato a portare all'altare tutte le nostre sofferenze e le nostre debolezze perchè Lui le trasformi in Vita;

- abbiamo imparato a inginocchiarci quando entriamo in Chiesa e salutare Nostro Signore anzichè fare salotto con i fratelli;

- abbiamo imparato che la Parola proclamata non ha bisogno di interpretazioni umane e di presentazioni;

- abbiamo imparato a inginocchiarci e ad adorare Gesù durante la Consacrazione;

- abbiamo imparato a ricevere Gesù in bocca per poi inginocchiati rimanere in intimità con Lui;

- abbiamo imparato che non servono canti chiassosi in crescendo e balletti finali per uscire dalla Santa Messa veramente felici e gioiosi!

(da: Una ex)

63 commenti:

Pax ha detto...

Pax
Penso che il rischio grande della "eucarestia del cammino" è che diventa l'eucarestia distintiva di un gruppo particolare, fortemente caratterizzata e caratterizzante.
Infatti si chiama l' "Eucarestia del Cammino".
Come se l'Eucarestia possa essere di..... e non l'Eucarestia, e basta.
Per questo ritengo che strampalerie, come il pane azzimo e il vino porto rosso e forte, abbiano risposto più all'esigenza di differenziare i neocatecumeni da tutti gli altri (esigenza molto sentita da Kiko) che a quella di rispondere al "ritorno alle origini", con un discutibile innesto della celebrazione cattolica su quella ebraica.
Entrare in una Chiesa per vivere una celebrazione, recarsi in un Santuario per pregare, confessarsi e partecipare alla Santa Messa, ti fa sentire profondamente in comunione con la Chiesa Universale, nel silenzio adorante ti aiuta a sentirti al cospetto amoroso di Dio, a metterti fiduciosa nelle mani di Maria per tutto, ti purifica il cuore mentre ti senti avvolta di pace e,in ginocchio, pian piano impari ad offrire tutto sull'altare insieme a Gesù.
Per gli ignoranti catecumeni questa è religiosità naturale!
Per anni ho vissuto le celebrazioni delle salette.
Nulla ti richiama al soprannaturale, Dio scompare con la sua potenza trascendente, seduti in cerchio diventa protagonista l'assemblea dei fratelli, i singoli fratelli e...tu, di questi conosci vita morte e miracoli (si fa per dire!), su ognuno che vedi fai un giudizio, il cantore.... era meglio che cantavo io, l'ammonizione.... ma che scemenze dice questo e la tira per mezz'ora, le risonanze non ne parliamo.... stasera ci racconta di nuovo la sua solita tiritera, quella esperienza con cui ci ha rotto la tesa mille volte....ricevere il pane della schiavitù nelle mani così e bere il vino della liberazione....mentre ci si proietta a cantare con foga battendo le mani...e infine il ballo...
Ditemi cosa c'è di santo in tutto questo.
Potreste dire: Tu eri così mormoratrice e piena di giudizi, perciò te ne sei andata... forse avete ragione, ma più di uno può forse riconoscersi nella mia esperienza che riporto qui, senza vergogna.
Perchè io, invece, ho una mia idea che vi sottopongo, non so:
dopo 30 anni in comunità, dove nessuna catechesi ti ha aiutato a superare la visione fratello-centrica, ego-centrica, catechisto-centrica del cammino, tutto resta ad un livello umano che poi scivola nel sub-umano, perchè è pur vero che, se non si progredisce, ci si fossilizza e, alla fine c'è una "involuzione" penosa.

Qualcuno lo ha detto,
La famosa KENOSI, si scendono degli scalini per giungere al fonte battesimale, dove muore l'uomo vecchio, dall'altra parte altrettanti scalini segnano (contrapposta alla Kenosi) la ASCESI, per la quale si struttura la vita dell'Uomo Nuovo in Cristo.
Questo manca totalemte nel cammino di Kiko che scimmiotta un improbabile neo-catecumenato.
Manca perchè, non potendo inventarsi lui un cammino scetico, avrebbe dovuto rifarsi a tutta la ricca esperienza della Chiesa in questo campo, umilmente consegnandosi alla Chiesa lui e tutti i "morti uomini vecchi" che con la sua schiera di catechisti ha immerso numerosi in tanti anni nelle acque, lasciandoli lì, stecchiti.

Intanto, come fantasmi senza speranza, continuano a celebrare nelle salette funzioni chiuse, limitate, limitanti, che non aprono alcuno squarcio al cielo!

Pax

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

Dal libro "Kiko Arguello, santo o impostore?"

CAP.XV (pag. 117-124)

KIKO E CARMEN ALLA CONQUISTA DEI 5 SENSI

Foto
Un “carré” eucaristico, teutonico, presieduto dal cardinale tedesco Josef Cordes.

Come fece l’ideologia nazista e comunista, avviene oggi nel CNC
una presa di possesso dei 5 sensi1 dei quali Dio ha dotato l’uomo, rendendolo
persona.
Nel CNC avviene l’opposto: i 5 sensi vengono lungo il percorso gradualmente
spersonalizzati al servizio dell’ideologia Kiko-Carmeniana.
Visto che la durata del Cammino è stata, dagli iniziali 7 anni, prolungata
fino alla morte del neocatecumeno, Kiko e Carmen si sono impadroniti, tra altri
sensi, come la parola, l'udito, il gusto, il tatto:

Del senso della VISTA, attraverso la LITURGIA.

È importante osservare come la liturgia eucaristica nella Chiesa Cattolica
dei secoli passati, abbia dato poco importanza alla visibilità dei
segni liturgici. Nella liturgia ortodossa, l’anafora e la consacrazione avviene
addirittura nascosta dagli occhi dei fedeli.
Dopo il Concilio Vaticano II la visibilità dei segni liturgici è aumentata:
basta pensare all’altare e al presbitero rivolti al popolo.
Ma nella liturgia eucaristica del CNC questa visibilità è stata aumentata
a dismisura ed esagerata fino agli estremi.
Possiamo chiederci il perché? Certamente sotto l’influenza del liturgista
Pedro Farnès, che interpretava l’eucaristia solo come un "banchetto",
ma innanzitutto per permettere a Kiko e Carmen di strafare.
Dove sarebbe Kiko, se dalla liturgia del CNC sparirebbe: la sua icona
eretica della Madonna, la sua croce astile, il suo candeliere inspiegabile
a nove braccia, il velo con un ricamo di Kiko che copre l’ambone, la coppa
e il piatto ottagonale resa obbligatoria da Kiko, la Bibbia incastonata di Kiko,
il porta messale di Kiko ecc.,ecc.
Dove sarebbe Carmen, se si rendesse meno estivo il mercato ortofrutticolo
e botanico, con il quale si decora la mensa, se si togliesse la sua invenzione
di una mensa smisurata, in modo che nessuno pensi mai ad un altare,
se si vietasse la consumazione di latte e miele durante l’eucaristia dei
“cristiani adulti” che hanno terminato il percorso trentennale del CNC?
Attraverso queste considerazioni sull’Eucaristia, centro della nostra
fede, tutto mi è diventato chiaro: Kiko e Carmen sono, consapevoli o no - lo sa Dio -
agenti del Demonio, che vuole distruggere il centro delle Chiese, fedele
alla tradizione apostolica, l’Eucaristia, la “fractio panis”(1) (Cfr. Atti 2,42).
I veri ebrei ortodossi chiudono, durante la preghiera dello Shemà -
recitata tre volte al giorno - gli occhi, per concentrare il proprio essere
sulla Parola di Dio, che ammonisceanche noi cristiani: “Non andate,
vagando dietro al vostro cuore e ai vostri occhi, seguendo i quali,
vi prostituite”(Numeri 15,39).

Purtroppo il problema dei segni ingigantiti durante le celebrazioni eucaristiche del CNC, è molto più grave del mero aspetto dei segni:
Kiko Arguello si è costruito e ha realizzato un'eucaristia personale a gloria del proprio nome, invadendo tutto, anche l'Anafora Eucaristica II, l'unica che si usa nel CNC, incentrandola sulla sua persona demoniaca. Ed è riuscito a fare questo, ingannando 3 Papi, Cardinali, Vescovi, Presbiteri e milioni di innocenti credenti, copiando il genio di altri pittori, iconografi, musicisti, architetti, liturgisti ecc.
Come non pensare alla profezia di san Paolo nella Lettera ai Tessalonicesi:
“Nessuno vi inganni. Prima infatti dovrà avvenire l’apostasia e dovrà essere
rivelato l’uomo iniquo, il figlio della perdizione, colui che si contrappone e
s’innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere
nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio” (2Tess 2,3-4).


Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

Parte II
L’appropriazione del gusto

La Parola – l’udito e gli occhi – la vista, sono certamente i due sensi
più importanti tra i cinque che Dio ci ha dato. Ma Kiko, in materia di
liturgia, sopratutto Carmen, si occupano anche del

L’impossessamento del gusto attraverso le liturgie.

Visto che la liturgia ordinaria della Chiesa cattolica romana lascia
poco spazio al gusto, Carmen vi insiste e fa bene, ma i due, sempre
esagerando, fanno sparire il significato del sacrificio, spostando tutta
l’attenzione di chi assiste, sul banchetto e solo sul banchetto, seguendo
i consigli unilaterali del liturgista Pedro Farnes.

La comunione al sangue di Cristo nel CNC

È un grave danno per la fede della Chiesa cattolica del dopo Concilio,
il non essersi messa in comunione con il modo della Chiesa ortodossa
di far partecipare tutti i fedeli al sangue di Cristo: almeno per intinzione.
Su questo, la parola di Gesù nei Vangeli e nella lettera di Paolo
ai Corinzi, è così chiara ed esplicita che il non adeguarsi ad essa, come
avviene in tante parrocchie, è un grave peccato.
Altra cosa sono le esagerazioni incontrollate – c’è chi beve moderatamente,
c’è chi indulge al proprio amore – non al sacramento – ma all’alcol.
Purtroppo, per far prevalere il banchetto e il gusto sulla mensa,
all’altrettanto primordiale e quindi più importante segno dell’altare,
Kiko, ma credo più di lui Carmen, hanno ingigantiti la visibilità dei sacramenti.

Una testimonianza lampante della loro insistenza sul gusto, è anche
l’inserzione alla fine della liturgia eucaristica, per gli “eletti” che hanno
terminato il Neocatecumenato, del latte e del miele.
Questo avviene, accompagnato dalle parole del salmo 34,6: “Gustate
e vedete come buono è il Signore”.
Ma questo rito fa purtroppo parte integrale della liturgia eucaristica,
dove è inserito alla fine della stessa.
Ne hanno diritto – sembra quindi un vero e proprio sacramento per
i fondatori e i partecipanti all’Eucaristia – solo colore che hanno terminato
il CNC.
Durante la cosidetta “cinquantina”, i giorni che separano la Pasqua
dalla Pentecoste, ogni comunità che ha finito il cammino ed è giunta
all’elezione, celebra ogni giorno in tuniche bianche, la risurrezione di
Gesù. Dopo la consumazione del pane e del vino, avviene quindi questo rito,
la “consumazione” del latte con miele. Prima della benedizione finale,
il presbitero o un’altra persona, porgono ad ognuno una coppa di vetro,
contenente latte e miele, pronunciando le parole “Gustate e vedete
com’è buono il Signore”.
Solo dopo, i presenti ricevono la solenne benedizione finale, che segna
le fine della celebrazione eucaristica.

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

Parte II
L’appropriazione del gusto

La Parola – l’udito e gli occhi – la vista, sono certamente i due sensi
più importanti tra i cinque che Dio ci ha dato. Ma Kiko, in materia di
liturgia, sopratutto Carmen, si occupano anche del

L’impossessamento del gusto attraverso le liturgie.

Visto che la liturgia ordinaria della Chiesa cattolica romana lascia
poco spazio al gusto, Carmen vi insiste e fa bene, ma i due, sempre
esagerando, fanno sparire il significato del sacrificio, spostando tutta
l’attenzione di chi assiste, sul banchetto e solo sul banchetto, seguendo
i consigli unilaterali del liturgista Pedro Farnes.

La comunione al sangue di Cristo nel CNC

È un grave danno per la fede della Chiesa cattolica del dopo Concilio,
il non essersi messa in comunione con il modo della Chiesa ortodossa
di far partecipare tutti i fedeli al sangue di Cristo: almeno per intinzione.
Su questo, la parola di Gesù nei Vangeli e nella lettera di Paolo
ai Corinzi, è così chiara ed esplicita che il non adeguarsi ad essa, come
avviene in tante parrocchie, è un grave peccato.
Altra cosa sono le esagerazioni incontrollate – c’è chi beve moderatamente,
c’è chi indulge al proprio amore – non al sacramento – ma all’alcol.
Purtroppo, per far prevalere il banchetto e il gusto sulla mensa,
all’altrettanto primordiale e quindi più importante segno dell’altare,
Kiko, ma credo più di lui Carmen, hanno ingigantiti la visibilità dei sacramenti.

Una testimonianza lampante della loro insistenza sul gusto, è anche
l’inserzione alla fine della liturgia eucaristica, per gli “eletti” che hanno
terminato il Neocatecumenato, del latte e del miele.
Questo avviene, accompagnato dalle parole del salmo 34,6: “Gustate
e vedete come buono è il Signore”.
Ma questo rito fa purtroppo parte integrale della liturgia eucaristica,
dove è inserito alla fine della stessa.
Ne hanno diritto – sembra quindi un vero e proprio sacramento per
i fondatori e i partecipanti all’Eucaristia – solo colore che hanno terminato
il CNC.
Durante la cosidetta “cinquantina”, i giorni che separano la Pasqua
dalla Pentecoste, ogni comunità che ha finito il cammino ed è giunta
all’elezione, celebra ogni giorno in tuniche bianche, la risurrezione di
Gesù. Dopo la consumazione del pane e del vino, avviene quindi questo rito,
la “consumazione” del latte con miele. Prima della benedizione finale,
il presbitero o un’altra persona, porgono ad ognuno una coppa di vetro,
contenente latte e miele, pronunciando le parole “Gustate e vedete
com’è buono il Signore”.
Solo dopo, i presenti ricevono la solenne benedizione finale, che segna
le fine della celebrazione eucaristica.

Anonimo ha detto...

Ho Urgente bisogno!AIUTO!Vi Supplico! ho bisogno di Consigli su come riuscire a uscire da questa Setta e fallo capire a mia Moglie che non vuole saperne,sto vivendo in Inferno...Aiutatemi!!

Valentina Giusti ha detto...

Per Anonimo che ha bisogno di un consiglio su come uscire dal cammino e convincere sua moglie.
Vai a Messa. Andate alla Santa Messa ogni giorno, o più spesso che potete, in una Chiesa senza il Cammino, da un sacerdote non neocatecumenale.
A tua moglie potrai dire che è un voto...Che ne senti il bisogno spirituale...Quello che vuoi.
Se hai letto questo thread e quello precedente, avrai visto che 'basta mettere un piede fuori dal cammino' e cominciare a rivivere la Messa nella solitudine del rapporto personale con Gesù, e tutto comincia a perdere di significato da una parte e a riacquistarne dall'altra. Te lo garantisco.

Lino ha detto...

@ anonimo che chiede aiuto
Tenta di convincere tua moglie a recitare un Rosario. Anzi: se Kiko ancora non ve l'ha consegnato, procurati uno benedetto e dallo a tua moglie. Se nel vederlo lei dovesse cominciare a sbraitare perché ancora non siete stati nel Santuario di Loreto per riceverlo dai Kiko-adepti, allora rivolgiti a un esorcista.

Anonimo ha detto...

Grazie Infinite! Una Preghiera per la mia famiglia!Credetemi,ve lo dico con le lacrime agli occhi sto vivendo un vero Inferno!!

Ruben ha detto...

@ Daniel Alexander Lifschitz ha detto...
Dal libro "Kiko Arguello, santo o impostore?"
---
Daniel,
siamo qui per combattere un'eresia, che ha già tutti i connotati, in quanto tale, delle evidenze, dottrinali e liturgiche che sono più che sufficienti per essere tali.

Non ci servono(parlo almeno per me), delle esegesi "complicatissime" come le tue.

Ruben ha detto...

P.S. al mio delle 20:48

Tra le altre cose, dedicare un tomo di oltre 400 pagine ad un imbecille, significa dargli eccessiva importanza!
---

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

Caro Ruben,
chi di noi tre è un imbecille? Kiko purtroppo no, forse tu o io? A te la scelta.

Anonimo ha detto...

anonimo che hai bisogno di auto..puoi dirmi a che punto sei del cammino?

Anonimo ha detto...

Siamo alla Redditio

Ruben ha detto...

@ Daniel Alexander Lifschitz ha detto...
Caro Ruben,
chi di noi tre è un imbecille? Kiko purtroppo no, forse tu o io? A te la scelta.
---
Non posso dare io una risposta, alla questione da te posta; essendo parte in causa, la mia risposta non sarebbe serena ed obbiettiva.

Lino ha detto...

@ Ruben
Copio e incollo da un portale di E-commerce una dotta e imparziale recensione al mio saggio.

"1.0 su 5 stelle Piango per gli alberi sacrificati invano, 2 dicembre 2016
Di [omissis]
Questa recensione è su: Il fango e il segreto. Gnosi del peccato e nuova estetica del cammino neocatecumenale (Copertina flessibile)
Letto e l'ho trovato particolarmente forviante, falso sul 90% di cioò che è scritto, chiaramente è stato scritto per demolire il cammino neocatecumenale e quando un testo viene creato già con questo scopo chiaramente si capisce anche il metodo di analisi che hanno utilizzato.
Questo volume è una pura interpretazione di fatti, simboli e altro che per la mente dell'autore (abbastanza ingnorante su queste tematiche) risultano negativi. per chi volesse sapere cosa è REALMENTE il cammino basta pegger ei testi ufficiali, lo statuto, le esperienze e soprattutto le indicazioni della Chiesa a riguardo, l'autore oltretutto è stato anche "censurato" dall'editore Paoline e oltretutto lui stesso è uno dei "redattori" (termine usato da me in maniera indegna, visto che neanche sanno scrireve in italiano corretto) del Blog 'Osservatorio del Cammino Neocatecumenale'.
Chiudendo, questo libro oltre che essere imparziale è anche completamente inutile, piango per gli alberi sacrificati invano".

Intendo dire, caro Ruben, con la citazione: forse il caro Daniel deve abituarsi alle critiche negative, da qualsiasi parte esse provengano, evitando di reagire personalizzando le questioni. Nel caso contrario, vivrà molto male questa sua ultima esperienza.

Anonimo ha detto...

https://www.youtube.com/watch?v=eoXMPRu4iuk&feature=youtu.be

Catechesi sulle opere di Misericordia - Kiko Arguello - 20 gennaio 2017

Kiko Arguello, fondatore del cammino Neocatecumenale, a guidare la catechesi nella Basilica Mariana di Pompei

Pax ha detto...

Pax
@ Lino

dalla recensione del dotto Tiziano:
...neanche sanno scrireve in italiano corretto...
Chiudendo, questo libro oltre che essere imparziale è anche completamente inutile...

Il Libro è utile, è utilissimo fidati!

A parte gli errori, come scrireve invece di scrivere,
oppure pegger ei testi ufficiali invece di leggere i testi ufficiali,
che possono essere tranquillamente di battitura, e ci sta!
Ma definire un libro, che si è demolito criticando l'onestà intellettuale dell'autore e il metodo di ricerca delle fonti, IMPARZIALE pensando che sia una brutta parola, è proprio il colmo!

Dalla Treccani:
imparziale agg. [comp. di in-2 e parziale]. – Di persona che nel giudicare e nel trattare si mostra obiettiva e spassionata, seguendo unicamente un criterio di giustizia, senza favorire per interesse o per simpatia più gli uni che gli altri.

Caro Tiziano, prima di utilizzare parole di cui non conosci l'esatto significato, consulta il Vocabolario della Lingua Italiana, come ci hanno insegnato a scuola.

Pax

Lino ha detto...

@ anonimo 24 gennaio 2017 10:08
Ma non vi stufate di ascoltare sempre i medesimi concetti? La conversione di Kiko e la sua kenosis, la Francia che voleva vendere le chiese ai musulmani, l'apostasia e il tempo della seconda venuta, Bergson con la sua concezione gnostica dell'intuizione che è superiore alla ragione (vale a dire il giudizio critico che si fa circoncidere a favore del sentimento, dell'emozione), Kiko che parla e lo Spirito Santo che immediatamente scende per salvare gli ascoltatori del suo Kerygma, il Cammino che conduce a una fede adulta. Praticamente un nastro registrato, che ripete sempre le medesime, poche cose. Praticamente il solito iniziatore illuminato che illumina con la propria gnosi.

Lino ha detto...

@ Pax
IMPARZIALE ;-)
Solo per mostrare che non lo abbiamo mistificato:
https://www.amazon.it/segreto-peccato-estetica-cammino-neocatecumenale/product-reviews/8861389910

Naturalmente quel Tiziano è uno dei pasqualoni che abitualmente frequenta l'Osservatorio, uno di quelli che crede che il sicomoro sia un simbolo negativo, che la pietruzza dell'apocalisse sia un cristallo di sale, che pelos anziché argilla significhi la mota, che l'olio dello Spirito Santo si acquisti negli scrutini del Cammino, che il vocabolo "guai" nei Vangeli sia usato non per i farisei ma per chi va a visitare una cognata ammalata.
Ah "Tiziano", se ci leggi: vieni qui a discutere della tua sapienza su queste tematiche simboliche. Scegli un solo tema e illuminaci, ricambia Pax che ti ha spiegato il significato di "imparziale" :-)

Anonimo ha detto...

AD ANONIMO
scusami per averti chiesto questo perchè mi era venuto in mente che se fossi stato (stati) alla Traditio forse sarebbe stato piu' semplice per te. Ti avrei allora consigliato di uscire cosi' da poter avere tua moglie a casa (la Traditio in casa) per almeno 2 anni. Avresti avuto piu' tempo per convertirla e farle vedere che senza in CNC si vive lo stesso.
Frequentando la parrocchia di quartiere avresti potuto vivere con lei la Messa della Domenica mattina e magari investendoti in quanche attività parrocchiale avresti potuto convincerla a seguirti.
A volte basta "poco" per uscire dal Cammino
.
Ora posso suggerirti la stessa cosa ma solo per te: segui la Messa Parrocchiale, parla con un sacerdote NON neocatecumenale. Esci la Domenica mattina (lascia stare le Lodi) per andare a Messa e quando torni a casa fatti vedere tranquillo, portale un mazzo di fiori falle sentire il tuo amore per lei e per la famiglia, al di là della frequentazione del CNC.

Se hai un pochino di tempo libero, segui delle attività in parrocchia, anche volontariato, se c'è.
Lei ti vedrà comunque convinto a seguire un cammino di Fede ed essere investito in qulcosa di concreto. Ti vedrà sereno,questo è importante.
Continua a pregare sempre e chiedi alla Madonna di aiutarti.
Non farti vedere contro il cammino ma seriamente intenzionato a non seguirlo. Dio è nel vostro matrimonio, non vi abbandonerà.
Auguri e coraggio

Anonimo ha detto...

riguardo alla partecipazione di Kiko alla Basilica di Pompei:

la prima cosa che mi viene in mente è: ma questo qui sta sempre su youtube o in televisione?

Meno male che dice da solo che lui è molesto (falso e ipocrita) e che non si deve usare internet (gli altri non lui) e aggiunge la battuta sui Santi che sono necessari anche se molesti e certo si è autoproclamato Santo tra i Santi, vergogna!

E poi dagli con i 15 minuti accademici di racconti su lui stesso e la sua 'intuizione', come la rivelazione della Madonna che prima la vede e poi non la vede piu', prima ci parla e poi la intuisce
E siamo pure illusionati (cit.)!

Per quanto riguarda le Chiese che chiuderanno nella provincia eclesiastica di Utrecht c'è da dire che non tutte le Chiese sono cattoliche, molte di quelle che chiuderanno sono protestanti. La maggiorparte delle chiese 'vendute' saranno adibite a centri sociali come case per gli anziani e ritrovo per i giovani. Le moschee non c'entrano nulla.

L'olanda è un Paese prevalentemente protestante e le Chiese sia protestanti che cattoliche non hanno sovvenzioni statali.
Tutto è tenuto in piedi per le donazioni dei fedeli (sia questi protestanti che cattolici) .

Il CNC ha un redentoris mater a Utrecht ma il seminario non si è molto ampliato durante tutti squesti anni, anzi per un lungo periodo è stato chiuso per mancanza di fondi e di seminaristi.

C'è da dire che da decenni in Olanda ci sono famiglie itineranti(da quello che mi risulta 2 piu' un aggiunta di altre 2 che sono i figli delle prime famiglie itineranti in olanda). I figli, a parte i primi piccolissimi ora grandi e sposati e con figli, gli altri sono tutti nati in Olanda quindi cittadini olandesi.

Questo per dire che il cammino NC ha si, mandato famiglie itineranti da decenni, ma di comunità in questi 30 anni e piu' se ne sono fomate pochissime.

Per quanto riguarda la Norvegia , Kiko si è sbagliato (lo hanno informato male) le "chiese" vendute per trasformarle in moschee sono state 2 chiese non cattoliche e in germania.

Tutto questo per dire che Kiko sono 40 anni che dice sempre le stesse cose.
Le Chiese vendute, la francia che non è piu' cattolica, la secolarizzazione ecc ecc. E in risposta a tutto questo luii che fa?
Manda itineranti per "annunciare il vangelo" o apre seminari con 8 seminaristi al massimo e poi?

E poi non ottiene nulla. Caso Olanda dicit

Anonimo ha detto...

Quel Tiziano ha l'intuizione come Kiko perchè che fa una recenzione ad un libro che non ha letto

L'unico libro di cui fa la recensione e che non ha letto. Altri (recensioni o acquisti) non ce ne sono. Vuole dire che ha aperto un conto appositamente per recensire il libro.

Guardate le altre recensioni (a parte una) tutti hannno acquistato il libro e non solo quello.

Come puo' essere credibile una critica cosi'?

Tipica storia vigliacca neocatecumenale.

Michela ha detto...

Le catechesi di Carmen riportate da Daniel confermano ancora una volta la centralità dell'uomo nella Eucarestia neocat, che vi partecipa grazie ai suoi sensi corporali. Però vorrei far notare che i sensi dell'uomo sono visti solo dal lato materiale e vengono soddisfatti solo materialmente.
Ascoltare significa semplicemente ascoltare e quindi nelle parrocchie neocat non si troveranno i foglietti per seguire le letture.
Gli altri sensi vengono sollecitati come ha descritto Daniel.

Non dimentichiamo che l'unico 'senso' accettato nel cammino, l'unico in grado di cogliere il soprannaturale è l'udito.
Non c'è la vista, anzi il vedere è impedito.
Appena alla traditio chiederanno: che dici di Lui dal momento che ti ha aperto gli occhi? Ma bisogna rispondere bene, e cioè che è stato il cammino ad aprire gli occhi. Di fatto gli occhi restano chiusi, non vedono nulla oltre al cammino.
come interpreterebbe il cammino Ap 1,12?
Mi voltai per vedere la voce che parlava con me, e appena voltato vidi sette candelabri d'oro ...
Non basta l'ascolto, bisogna anche 'vedere' cioè usare la ragione. La fede ha bisogno anche della vista, non solo dell'udito.

by Tripudio ha detto...

Kiko dice che "la Francia non è più cattolica" perché la Francia detiene diversi curiosi primati: l'età media dei parroci è di settant'anni, ogni anno un quarto dei nuovi seminaristi francesi entrano dai lefebvriani, e le comunità neocatecumenali francesi sono pochissime (cosa che ha sempre fatto infuriare molto il signor Argüello).

Lino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Lino ha detto...

Michela ha detto: "bisogna anche 'vedere' cioè usare la ragione"

Già. Quando troveranno il coraggio di leggere qualche esegeta più serio del loro iniziatore, ammesso che prima apprendano a leggere, impareranno la dovizia di significati del verbo "vedere" (tradotto in modo semplicistico in italiano) nei manoscritti del IV Vangelo: blepo, teoreo, orao. E che il cieco nato rinasce dallo sguardo sì, ma anche dai ragionamenti che fa con i farisei e con Gesù - dapprima definito uomo, poi timorato di Dio, infine Signore - che lo conducono infine a riconoscere l'Inviato. Altro che visione del peccato! Il verbo "vedere" ha un'importanza primaria nel Vangelo giovanneo e ai suoi adepti Kiko fa vedere solo il fango del peccato!

Pax ha detto...

Pax

Lino da detto... delle 10,08
Praticamente un nastro registrato, che ripete sempre le medesime, poche cose. Praticamente il solito iniziatore illuminato che illumina con la propria gnosi.

Praticamente l'iniziatore obnubilato che oscura con la propria ignoranza.

Pax

Autore della Lettera ha detto...

Riguardo a Kiko che fa catechesi a Pompei:
cose già viste, già sentite, trite e ritrite, concetti manipolati e un accento sempre più rivolto a se stesso: "Puoi uscire da questo incontro con me fortificato" (altre frasi sono già state messe in evidenza da altri quindi non le ripeto). Però sono umile, perché dico di essere peccatore. Applausi, prego!

Appena ho un attimo lo sbobino perché voglio leggerlo per bene. Comunque si riassume in poche parole: tutto inutile tranne l'esperienza che posso trovare solo all'interno del Cammino Neocatecumenale. Non è stata una catechesi della Chiesa, è stata una propaganda neocatecumenale: è andato a vendere il suo prodotto, che è magnifico, perfetto e realizza pienamente la Parola di Dio. Interessante la generalizzazione per cui, ad esempio, chi non viene pagato deve tacitamente sottostare e dare così prova di fede (ricordiamoci che il sistema provvede a tutto con le decime). Se vuoi essere cristiano devi fare così. Essere cristiani ridotto a un metodo comportamentale con regole su ogni aspetto della vita piuttosto che a una scelta consapevole in cui ogni atto trova fondamento, motivazione e compimento in Dio. "Faccio così perché/quindi sono cristiano": come fa a non vedere la contraddizione in cui cade quando dice "anche i musulmani pregano molto"? Un appiattimento cerebrale alienante, fuorviante, la negazione totale dell'esercizio dell'umana volontà alla luce della Fede che niente ha a che vedere con l'unicità di ciascuna persona e del suo vissuto. Questo è solo un esempio tra i tanti che si potrebbero fare prendendo spunto dall'ennesima ultra-mega-catechesi.

Uno spunto di riflessione e una domanda ai tanti neocatecumeni che ci leggono nel silenzio (e che spero risponderanno): qual è il motivo per il quale questo video può essere messo in rete e quello della convivenza di inizio corso no?

Autore della Lettera ha detto...

E poi, con che faccia fai le catechesi nel santuario della Madonna di Pompei, ai piedi della Madonna che affida il Rosario... Lui, che si degna di "consegnartelo" non prima dei 12 anni di CNC (se ti va molto, ma MOLTO bene).

Anonimo ha detto...

@ by Tripudio 13:07

e continua a mandarci famigliole itineranti che come prima cosa si tolgono di dosso e li fanno togliere anche ai figli i simboli della cristianità rappresentati da un gioiello piccolo e discreto perché una maestrina arriccia il naso nel vederlo; itineranti il cui capo famiglia, oh, toh!- garda caso- che provvidenza!abbandona un posto di lavoro e ne trova ben due! come medico, ehi dico, non come spazzino o sciacquapiatti....e la signora comoda-comoda a casa, con i bambini a scuola che usufruiscono immancabilmente di agevolazioni tariffarie per tutti i servizi, la quale piagnucola perché in Francia è vietato fare proselitismo e quindi anche propinare le noiose catechesi nc....poverina....
Così come, giusto per far numero, perché questo è ciò che conta, continua a spedirne in Africa, sulle splendide coste e spiagge atlantiche-mica nel profondo terzo mondo- itineranti che quando si prospetta qualche pericolo di sommossa o guerra se ne tornano a gambe levate al proprio paesello, facendo per un pò avanti e indietro, ovviamente in aereo, sei, sette, otto persone e chissà con quali spese di viaggio, ma tanto c'è la comunità che paga,giusto?!
Gente che incarna il vero spirito di missione neocatecumenale: scappare quando si dovrebbe rimanere a fianco dei fratelli in pericolo e rinnegare, al primo blando ammiccamento, la croce di Gesù.
Ma un pensierino ai poveri disgraziati e sfollati del terremoto in patria, no?!
Ma un pensierino alle meravigliose esperienze nella diocesi di Milano delle famiglie itineranti a km 0, cioè che vivono insieme al parroco in canonica e che servono veramente i più poveri vicini di casa loro, no?
Questo è kiko arguello, questi i suoi itineranti e uguali i suoi presbiteri che, pur di tener dietro alle proprie ambizioni, velleità di carriera, interessi personali di ogni tipo, prestano servizio a intermittenza nelle parrocchie lasciando sulle spalle di anziani e malandati sacerdoti migliaia di sani cristiani della domenica, tra l'indifferenza dei vescovi.

Volontario Incavolato

Lino ha detto...

"Puoi uscire da questo incontro con me fortificato", detto in uno dei santuari mariani dove il miracolo è di casa, è un sintomo chiaro di imbecillagine che porta a condividere Ruben.
https://www.vesuviolive.it/ultime-notizie/societa/89321-la-supplica-ecco-la-storia-della-madonna-di-pompei/
Voglio solo sperare che, a tu per tu con il Rettore del Santuario, non abbia chiesto di sostituire il quadro della Beata Vergine del Rosario di Pompei con la sua icona della Madonna del Cammino :-)
Capacissimo di farlo, questo.

Autore della Lettera ha detto...

Devo ritrovare, in una delle catechesi dell'inizio corso, lo spezzone in cui il catechista dice che quelli ai piedi di Maria, ai quali consegna il Rosario, sono Kiko e Carmen...

Mi ci devo mettere guarda...

Anonimo ha detto...

Ti Ringrazio Tantissimo!

Giorgio ha detto...

Buonasera entro in punta di piedi su questo blog per dire una cosa sola al signore che sta vivendo l'inferno. Vai a parlare con i suoi catechisti ai quali dirai che non sei d'accordo che tua moglie continui a fare il cammino. Scoprirai che la manderanno a stare con te e seguire altri gruppi o fare il volontario in parrocchia. Non ti preoccupare, così funziona nel cammino. Giorgio

by Tripudio ha detto...

Ma davvero?

Quale autorità hanno i cosiddetti "catechisti" del Cammino per stabilire cosa deve fare o non fare una donna regolarmente sposata?

Perché mai la donna dovrebbe ubbidire loro per ciò che riguarda il proprio matrimonio?

In virtù di chi e di cosa quei laici ignoranti devono essere consultati e considerati come voce autorevole per stabilire la frequentazione del Cammino e il volontariato in parrocchia?

In pratica il fratello Giorgio, credendo di parlar bene del Cammino, ha dimostrato che è una setta.

Lino ha detto...

@Giorgio

"Le mogli siano sottomesse ai catechisti come a me Kiko; il catechista infatti è capo delle mogli, come Kiko è capo del Cammino, io Kiko che sono il salvatore della Chiesa del terzo millennio. E come il Cammino sta sottomesso a me Kiko, così anche le mogli siano soggette ai loro catechisti in tutto."
(Cfr. Lettera di Kiko ai neocatecumenini, 5:22-24)

Ah Giorgio, parti in missione per un blog del Giappone, va'. Là perlomeno le balordaggini che scrivi non le capiscono e il CNC non ne viene danneggiato.

Giorgio ha detto...

Ripeto, se il marito non vuole, la moglie sta a casa con il marito, rimane nella Chiesa facendo un altro percorso insieme al coniuge. Non e'questione di kiko o catekisti si salvaguarda il matrimonio. Giorgio

Anonimo ha detto...

@Tripudio e Lino

i catechisti non diranno alla moglie di rimanere a casa ma le diranno di proseguire finchè il marito redento e convertito (al CNC) tornerà in comunità, in punta di piedi (lui si) e con il capo cosparso di cenere.


@Giorgio:

Sai quanti mariti nella mia comunità sono usciti nel corso degli anni?
5, cinque!
Sai quante mogli di questi signori sono state inviate a seguire il marito a casa dai catechisti?
O, zero!

Sai quante mogli sono uscite dalla mia comunità nel corso degli anni?
2 , due
Sai quanti mariti sono stati mandati a casa dai catechisti?
O, zero

Le coppie sono divise.

O il coniuge torna in comunità o se ne puo' anche stare a casa tranquillo, tanto né i mariti né le mogli dei "fuoriusciti" torneranno a casa.

A meno che non sia tempo di Traditio ;)

Diranno che devi portare su di te i peccati dell'altro (del fuoriuscito) che devi aggrapparti alla croce (di avere il coniuge fuori che rifiuta la conversione)

Se ti va bene continui cosi' da solo/sola se ti va male rischi la separazione.

Coppie separate dopo l'abbandono di un coniuge nella mia comunità?
2, due (con con figli)

Fai un po te.


Per quanto riguarda il "vai a parlare con i catechisti" ma vuoi scherzare?
I catechisti tratteranno quel signore disperato come una feccia, come un peccatore, un reietto. Domanderanno il perchè il percome e faranno domande anche sull'intimo. Non mollano, i catechisti.
Poi gli diranno che puo' prendere un periodo per riflettere, e si mostreranno gentili e affettuosi. Gli diranno che fuori c'è il peccato e che lui uscendo rovinerà il matrimonio e i figli soffriranno.
Fatti servire Giorgio da chi queste "esperienze" le ha vissute veramente.

Valentina Giusti ha detto...

Maschilismo spaventoso!
I catechisti 'rimandano' la moglie a casa, come un pacchetto quando il marito decide di non frequentare più... probabilmente gli permettono anche di ripudiarla, chi lo sa come 'funziona' in cammino?
Ogni giorno ne scopriamo una nuova!
Ci sarebbe da ridere se non ci fosse invece da piangere.

Valentina Giusti ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
l'apostata ha detto...

@ Giorgio

Paragonati a quelli come te i Testimoni di Geova sono degli anarchici-libertari...

Ruben ha detto...

@Giorgio ha detto...
Ripeto, se il marito non vuole, la moglie sta a casa con il marito, rimane nella Chiesa facendo un altro percorso insieme al coniuge. Non e'questione di kiko o catekisti si salvaguarda il matrimonio. Giorgio
---
Giorgio,
ne è passato del tempo dal IV sec. d.c!...

"se il marito non vuole",

la moglie, nel bene o nel male, limitandoci al campo religioso, così come hai tu impostato il tema,

FA IL CAVOLO DEL COMODO SUO!

Hai mai sentito parlare del cristianissimo libero arbitrio?!...

Vincenzo ha detto...

Non ricordo chi, ma qualcuno ha detto diverse volte che è utile far parlare i NC, perché così facendo fanno uscire fuori ciò che veramente è il CNC! Io sono d'accordo con chi lo ha detto, perché leggo cose sempre più assurde ogni giorno che passa! Mai ho sentito cose come quelle che succedono nel CNC succedere nella Chiesa Cattolica! Quello di cui non mi capacito è come tanti NC "alle prime armi", leggendo tali cose "riescano" ancora a credere a quello che gli viene propinato dai loro "catechisti" e rimangano ancora dentro al CNC!

by Tripudio ha detto...

Il fratello Giorgio sta cercando di battere i record di cretineria e pasqualoneria.

Dopo che ai kikos viene martellato incessantemente per anni che fuori dal Cammino c'è solo la perdizione, dopo che ti hanno fatto una testa così dicendoti che il marito è il tuo nemico, che i figli sono tuoi nemici, che fuori dal Cammino ci sono solo gli idoli e la perdita della fede... quei cosiddetti "catechisti" potranno forse convincere una donna a uscire dal Cammino perché il matrimonio è più importante?

Altro che "salvare i matrimoni"!

Anonimo ha detto...

....perdendo poi pure la decima che pagava quella moglie.........

roberta salerno ha detto...

Prendo spunto da questo intervento di Giorgio
Ripeto, se il marito non vuole, la moglie sta a casa con il marito, rimane nella Chiesa facendo un altro percorso insieme al coniuge. Non e'questione di kiko o catekisti si salvaguarda il matrimonio. GiorgioE se è all’inverso come nel mio caso? Io sono uscita mentre mio marito è rimasto (nominato stranamente responsabile dopo che me ne ero andata) , ma ho continuato ad essere in “buoni rapporti” coi catechisti, anzi mi dimostravano un inusuale (per loro) “rispetto” .. dopo un po’ ho capito che era solo una TATTICA PUBBLICITARIA (forse perché nel frattempo io avevo iniziato a frequentare altre realtà della parrocchia che loro non avevano interesse a inimicarsi). A riguardo racconto 1 episodio: quando me ne ero andata mi avevano detto che, pur non facendo il cammino, avrei potuto accompagnare mio marito ogni volta che lo avessi desi derato (“una carne sola”) e così mi invitavano sempre alle convivenze regionali ed io andavo e loro mi facevano saluti gentilissimi dicendo “grazie di essere venuta!”. Una volta , durante le presentazioni iniziali, c’era un uomo sposato venuto senza moglie: “dov’è tua moglie?” – “a casa” – “perché non è venuta?” – “perché lei non fa il cammino” –“non c’entra!” – Poi indicando me : “ ecco qui c’è la Roberta che è la moglie di ***, anche lei non fa il cammino , ma è venuta con suo marito! Vai a telefonare a tua moglie e dille di venire!” Solo dopo qualche anno ho capito di essere stata USATA!!!!!
E quando l’ho capito?
CONTINUA




roberta salerno ha detto...

Nella mia parrocchia a un certo punto diventa parroco un sacerdote a loro non gradito e loro sciolgono le comunità , di cui la 1^ esisteva da 30 anni dicendo che chi voleva continuare il cammino poteva farlo in una delle altre loro comunità in città “vicine”. C’è stato il caos: famiglie fino ad allora “amiche” che non si parlavano più, liti all’interno delle coppie, genitori in dubbio su cosa decidere per i loro figli in comunità ….
Mio marito ha deciso di seguirli in “città vicina” e io … purtroppo (essendo femmina) non gli ho portato un mazzo di fiori o cioccolatini … ma (maldestramente ) mi sono opposta …. Ho cercato sì di ragionare con lui perché per vari motivi la ritenevo 1 cosa profondamente sbagliata (come altri che pure erano in cammino: della sua comunità solo in 4 persone sono andate), ma visto che questo non serviva ho iniziato a “parlare male” dei catechisti: ( è stato l’inizio della fine del mio matrimonio, ma allora non lo immaginavo ancora!) Mi sembrava che gli stessero facendo del male senza che lui se ne accorgesse ed io (anche se in modo forse sbagliato) volevo aiutarlo; può far sorridere ma ho anche fatto per tre giorni uno “sciopero della fame” e ogni giorno mandavo un messaggio ai catechisti chiedendo loro di dire a mio marito, loro stessi , che rimanesse a casa , perché erano gli unici che ascoltava e se glielo avessero detto, lui lo avrebbe fatto.
Non lo hanno fatto, era finito il tempo delle “gentilezze”! Non avevano più motivi per “tenermi buona”.
CONTINUA

roberta salerno ha detto...

Dopo tre anni mio marito ha voluto che ci separassimo adducendo pretesti e senza mai nominare il Cammino (almeno in tribunale) MA (come ho detto in altro intervento) , anche se non ho prove oggettive (nel senso non dimostrabili a terzi) , per via di moltissimi “indizi” ho capito che LORO (oltre a fornirgli gli avvocati) LO HANNO INDOTTO, CONSIGLIATO, ISTIGATO ( Vi ho già detto delle citazioni aggiustate, appese sulla porta: “chi non è con me è contro di me” e “E’ lecito ripudiare la moglie? Mosè ha detto di darle l’atto e mandarla via!”)
Quindi , GIORGIO, chi salvaguarda il matrimonio? Non certo questi cosidetti catechisti .
Il mio matrimonio è nato in cammino, ma non c’entra dov’è nato, è un Sacramento e come tale supera l’appartenenza a qualunque gruppo , resta valido sia che mio marito sia dentro o fuori dal cammino e io resto sua moglie, la stessa che “ringraziavano di essere presente”.

Roberta

Anonimo ha detto...

Che fine avranno fatto: la signorina Lignani, Manuela, Saverio, Gabriele, Antonio e tutti gli altri?

E' da tempo che il paese di Pasqualonia sembra non esistere più.

Non che manchino, perché sappiamo bene che ogni giorno si affacciano per sbirciare articoli e commenti su questo blog disobbedendo agli ordini; ecco, illuminati e discernenti, non avete più nulla da dire:la Verità parla da sè!

Pax ha detto...

Pax

Anonimo ha detto...24 gennaio 2017 10:08

https://www.youtube.com/watch?v=eoXMPRu4iuk&feature=youtu.be

Catechesi sulle opere di Misericordia - Kiko Arguello - 20 gennaio 2017

Ho visto solo ora il video, sapevo che mi avrebbe fatto male...
Povero Santuario di Pompei!

Il Vescovo annunzia la catechesi di Kiko sulle "opere di Misericordia".
Egli fa il solito Kerigma di sempre, uguale a se stesso.
Lo chiamo menefreghismo e totale mancanza di umiltà, e totale incapacità di fare, neanche mezza volta, quello che gli viene chiesto, magari preparandosi diligentemente, per amore di chi dovrà ascoltarti.
Delle opere di misericordia, in particolare "sopportare pazientemente le persone moleste", che era il tema a lui assegnato, neanche l'ombra.
Salvo l'autocelebrazione iniziale in cui sottolinea che il Signore deve sopportare lui, che è tanto molesto, aggiungendo che si dice bene:
"I Santi sono tanto necessari ma così molesti!"
Autoproclamandosi santo, ma questo già lo sapevamo, con una bella faccia tosta e senza alcun pudore.

Ora qui con me lo Spirito Santo, che si colloca in voi mentre io annunzio il Kerigma, se io vi annunzio il Kerigma io vi salvo...

Ho notato che, col passare degli anni, ha accentuato l'uso di io io io io.
Che pena infinita.
Pax

sandavi ha detto...

Uno scandalo, non voglio ascoltarlo! Da quando ho lasciato il cammino mi snerva dopo 5 secondi.

sandavi ha detto...

"Il mio matrimonio è nato in cammino, ma non c’entra dov’è nato, è un Sacramento e come tale supera l’appartenenza a qualunque gruppo ,"

Ovviamente, dato che il Sacramento è opera divina, ex opere operato, per il fatto stesso di essere è efficace, a prescindere da limiti personali, contesto, ambiente, ecc. Ma i neocat non lo credono, cara Roberta, essi sono convinti che il primo di tutti i Sacramenti è efficace in quanto c'è presenza dell'assemblea....
Per loro è la comunità al di sopra di tutto. Essi non credono alla grazia sacramentale, hanno la necessità della ratifica assembleare, ecco perché la confessione diventa pubblica nella redditio, altrimenti non sei un vero cristiano (e in quel passaggio mistificano il racconto della professione di fede di Vittorino, ai tempi di Agostino)... E così via.

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Anonimo ha detto...

io da solo faccio parte del cammino da 6 anni mio marito non segue questo cammino .....nessuno mi obbliga a portarlo con me alle celebrazioni convivenza nessuno mi obbliga a preparare la parola a. casa mia .....nessuno mi obbliga a non saltare una celebrazione se voglio stare a casa con la mia famigli ...i miei sacerdoti e catechisti mi dicono sempre che la mia prima chiamata da dio l ho ricevuta in famiglia e che il cammino è uno dei tanti strumenti per arrivare a dio per cambiare il nostro cuore ....io prego sempre per mio marito affiche capisca che l unica via è Cristo poi se fa il cammino se fa il rinnovamento ecc...è uguale basta che capisca qual è la via e la verità perché le vie del Signore sono infinite

roberta salerno ha detto...

Mi riferisco alla signora in cammino da 6 anni senza il marito ...
Sono d'accordo che le vie del Signore sono infinite
e a volte mi chiedo come capire in una determinata situazione qual'è, tra le vie che io posso percorrere, "quella del Signore" ... i sacerdoti ONESTI ci AIUTANO a CAPIRE questo perchè tutti ti diranno (se pur con espressioni diverse) di vedere, nella preghiera e nell'esperienza, se c'è corrispondenza tra ciò che ti viene proposto e il tuo "cuore" , inteso non come sentimento momentaneo, ma il CUORE-TESTA (nn opposti ma 1 tutt'uno) cioè la COSCIENZA , dove Gesù dialoga senza "spettatori", dove capisci che fare 1 atto per amore verso una persona è più importante di qualsiasi "regola".
Da ciò capisco che se un'esperienza di "fede" mi aiuta a maturare nella mia persona e ad accrescere la mia attenzione e considerazione per gli altri (altri di TUTTE le appartenenze) allora è una "via del Signore". Infatti, me ne sono andata dal CamminoN. quando mi sono accorta che non c'era più questa basilare CORRISPONDENZA.

CONTINUA (quando posso.. ci terrei a dialogare con quella signora se lei vuole)
Grazie a tutti
Roberta

Anonimo ha detto...

ad anonimo del 26 gennaio 2017 08:40
che fa il cammino da 6 anni.
Aspetta e vedrai.
Ora è il periodo del "guardate com'è bello stare con i fratelli "
E comunque una cosa è entrare insieme in cammino e desiderare di uscirne insieme a tua moglie e a tuo marito, un altro è entrarci da sola.
Ora i catechisti ti diranno di invitarlo alle celebrazioni del sabato sera e o alle convivenze di riporto.
Poi in un determinato momento ti faranno capire che dovrai prendere su di te la croce di tuo marito (la croce è che lui non è entrato nel CNC) e pregare per i suoi peccati (perchè è un peccatore NON neocatecumenale).

Poi ti diranno, quando sarai bella presa nella tela del ragno, che se lui non entra tu dovrai stare fuori per un periodo (traditio) perchè lui vedendoti a casa,e vedendo come sacrifichi il tuo "cammino" per lui, avrà voglia di entrare per amore tuo. In genere questo non accade.

Allora, dopo questo periodo, potrai tornare in comunità, sola, ma ti sentirai in colpa per non aver convertito tuo marito .
In poche parole se per gli altri alla traditio c'è la scoperta della bellezza dell'umiliazione dell'essere messi alla porta da chi si vuole catechizzare, per te ci sarà solamente il fallimento di non essere riuscita a portare tuo marito in comunità.

Poi se ancora lui dopo anni non entrerà, il tuo disagio crescerà.

Perchè ti accorgerai (e te lo faranno sentire sia i fratelli che i catechisti) che non hai un ruolo in comunità, se non hai tuo marito o tua moglie dentro.

Vedrai i tuoi fratelli diventare catechisti, i bambini crescere portati dai genitori in comunità (tu hai bambini piccoli?Perchè a quel punto la cosa si complica ancor di piu'), vedrai i tuoi fratelli sposati, tutt'e due in comunità, avere un ruolo ben preciso: catechisti per le preparazioni delle coppie al matrimonio, itineranti, missio ad gentes..e altro. E tu sarai sempre considerata una 'sola'
Perchè in tutto questo NON sei riuscita a portarlo dentro e convertirlo. E attenta che per conversione non è considerato il fatto che tuo marito vada alla Messa della Domenica o entri nei Focolarini (questo si che sarebbe un male!) Lui deve entrare in comunità. Questo è il tuo compito e la tua croce!
Altrimenti tuo marito sarà considerato un religioso naturale e guardato come un povero mentecatto.

Poi arriverà un momento verso la fine (ma non c'è fine) che ognuno dei fratelli avrà un 'compito speciale' una missione da compiere in seno alla comunità.

Tu non potrai averla perchè non sei ne' carne ne' pesce

Se ti va bene,uscirai anche tu. Se ti va male sarai sempre quella persona che non ha fatto il cammino fino in fondo.
Al massimo potrai lavare i panni ai seminaristi o fare il pane (se a casa tuo marito non ti prenderà in giro perchè per fare il pane devi pregare e fare il pane è considerato una "celebrazione' casalinga.

Non potrai essere itinerante, non potrai fare le missioni ad gentes, non potrai entrare in convento, non potrai essere casta consacrata a Dio, non potrai partire itinerante (ne' in coppia ne' da sola) non potrai andare a fare il servizio in seminario, perchè per fare questo devi essere vedova, o un anziana zitella.

Se poi hai dei bambini piccoli allora preparati perchè sarà ancor apiu' dura.
Le Lodi in casa: come farai a farle se tuo marito non è in comunità e si opppone? Non le potrai fare e quindi non ci sarà , per quanto concerne il CNC, trasmissisone di fede.
Questo è solo un assaggio di quello che potrai vivere
Auguri.

Michela ha detto...

per anonimo delle 8:40

stai facendo un errore di valutazione del cammino perchè guardi alle parole e non ai fatti.
Tutti noi che conosciamo il cammino sappiamo che, sopratutto all'inizio, ti dicono che il matrimonio viene prima della comunità.
Però allo stesso tempo ti insegnano ( vedi la catechesi su youtube al santuario della Madonna di Pompei) che l'altro, quindi il fratello di comunità e lo sposo/a e i figli, possono essere persone moleste fino a diventare veri e propri nemici quando ti creano problemi.
Ovvero ti insegnano a dare valore agli aspetti negativi delle persone, ti abituano a giudicare l'altro invece di coltivare un atteggiamento di accoglienza. Invece di vedere la bellezza nell'altro, creatura di Dio, si finisce per vedere problemi ovunque.
Con questo atteggiamento diventa impossibile amare liberamente il marito per due motivi
1. la comunità nel giro di esperienza diventa uno sfogatoio dove si può esternare l'amarezza di non poter condividere il cammino con l'altro rimasto a casa, e dove ci si sente soli e penalizzati, perchè chi non ha il coniuge in cammino non potrà mai accedere ai ministeri elettivi ( catechista, responsabile, ostiario, didascalo, e poi garante).
E' molto scorretto parlare in pubblico del proprio matrimonio, anche durante uno scrutinio.
2. E' vero che dicono che la gerarchia giusta è quella che pone la comunità al terzo posto dopo Dio e il matrimonio, ma con il passare del tempo si vive la comunità come l'unico luogo dove si può incontrare Dio, e quindi la comunità tende a passare al primo posto nella vita delle persone.

Non ho mai sentito tante lamentele sul coniuge come nel cammino.
Poi c'è una nota stonata nel tuo post. Quando dici che tuo marito potrebbe entrare in altri movimenti, non chiarisci se saresti disposta a seguirlo.


Anonimo ha detto...

dimenticavo:

come fai per la decima mensile?

Tuo marito lo sa che versi il 10% del tuo stipendio e degli eventuali entroiti alla Comunità?
E se non lavori lo sa che lui ti deve dare la paghetta mensile (come un adolescente) e tu la dovrai dare alla comunità?
Male che va, se non lavori, ci sono alcuni catechisti che ti diranno anche di fare la cresta sullo stipendio di tuo marito..basta che questi non se ne accorga.

Di nuovo auguri per il piacevole proseguimento dei prossimi 25 anni.

Autore della Lettera ha detto...

"Perchè ti accorgerai (e te lo faranno sentire sia i fratelli che i catechisti) che non hai un ruolo in comunità, se non hai tuo marito o tua moglie dentro"

Questo vale anche per chi arriva a una certa età (già 26/27 anni bastano) senza essersi sposato/a e aver sfornato già innumerevoli pargoli o essere entrato/a in seminario/monastero.

E anche su questo ci sarebbe molto da dire...

sandavi ha detto...

L'anonimo delle 8.40 ha scritto "io da solo" e poi "mio marito":

opzione 1: errore di battitura
opzione 2: troll neocat maschio che voleva fingersi donna ma è inciampato su un lapsus freudiano
opzione 3: coppia gay in cammino.

Lino ha detto...

Caro sandavi, non è la prima volta. Dovremo abituarci al miracolo: a mio avviso è sorta una pasqualona che darà del filo da torcere al pasqualone originale. La lotta per l'ascesi al grado supremo di pasqualone ermafrodito platonico al 33° è cominciata :-)

sandavi ha detto...

Ahahahah muoro ;-)

Anonimo cattolico Non Neocatecumenale ha detto...

breve pensiero sul valore della Liturgia. Il Concilio Vaticano II la definisce come l’opera di Cristo sacerdote e del suo corpo che è la Chiesa (cfr Sacrosanctum Concilium, 7). A prima vista ciò potrebbe apparire strano, perché sembra che l’opera di Cristo designi le azioni redentrici storiche di Gesù, la sua Passione, Morte e Risurrezione. In che senso allora la Liturgia è opera di Cristo? La Passione, Morte e Risurrezione di Gesù non sono solo avvenimenti storici; raggiungono e penetrano la storia, ma la trascendono e rimangono sempre presenti nel cuore di Cristo. Nell’azione liturgica della Chiesa c’è la presenza attiva di Cristo Risorto che rende presente ed efficace per noi oggi lo stesso Mistero pasquale, per la nostra salvezza; ci attira in questo atto di dono di Sé che nel suo cuore è sempre presente e ci fa partecipare a questa presenza del Mistero pasquale. Questa opera del Signore Gesù, che è il vero contenuto della Liturgia, l’entrare nella presenza del Mistero pasquale, è anche opera della Chiesa, che, essendo suo corpo, è un unico soggetto con Cristo – Christus totus caput et corpus – dice sant’Agostino. Nella celebrazione dei Sacramenti Cristo ci immerge nel Mistero pasquale per farci passare dalla morte alla vita, dal peccato all’esistenza nuova in Cristo.

Ciò vale in modo specialissimo per la celebrazione dell’Eucaristia, che, essendo il culmine della vita cristiana, è anche il cardine della sua riscoperta, alla quale il neocatecumenato tende. Come recitano i vostri Statuti, “L’Eucaristia è essenziale al Neocatecumenato, in quanto catecumenato post-battesimale, vissuto in piccola comunità” (art. 13 §1). Proprio al fine di favorire il riavvicinamento alla ricchezza della vita sacramentale da parte di persone che si sono allontanate dalla Chiesa, o non hanno ricevuto una formazione adeguata, i neocatecumenali possono celebrare l’Eucaristia domenicale nella piccola comunità, dopo i primi Vespri della domenica, secondo le disposizioni del Vescovo diocesano (cfr Statuti, art. 13 §2). Ma ogni celebrazione eucaristica è un’azione dell’unico Cristo insieme con la sua unica Chiesa e perciò essenzialmente aperta a tutti coloro che appartengono a questa sua Chiesa. Questo carattere pubblico della Santa Eucaristia si esprime nel fatto che ogni celebrazione della Santa Messa è ultimamente diretta dal Vescovo come membro del Collegio Episcopale, responsabile per una determinata Chiesa locale (cfr Conc. Ecum. Vat. II, Cost. dogm. Lumen gentium, 26). La celebrazione nelle piccole comunità, regolata dai Libri liturgici, che vanno seguiti fedelmente, e con le particolarità approvate negli Statuti del Cammino, ha il compito di aiutare quanti percorrono l’itinerario neocatecumenale a percepire la grazia dell’essere inseriti nel mistero salvifico di Cristo, che rende possibile una testimonianza cristiana capace di assumere anche i tratti della radicalità. Al tempo stesso, la progressiva maturazione nella fede del singolo e della piccola comunità deve favorire il loro inserimento nella vita della grande comunità ecclesiale, che trova nella celebrazione liturgica della parrocchia, nella quale e per la quale si attua il Neocatecumenato (cfr Statuti, art. 6), la sua forma ordinaria. Ma anche durante il cammino è importante non separarsi dalla comunità parrocchiale, proprio nella celebrazione dell’Eucaristia che è il vero luogo dell’unità di tutti, dove il Signore ci abbraccia nei diversi stati della nostra maturità spirituale e ci unisce nell’unico pane che ci rende un unico corpo (cfr 1 Cor 10, 16s). (Benedetto XVI)