sabato 12 marzo 2016

Carmen 63 canta Tagore anziché Cristo

Chissà da quale film
avrà preso ispirazione Kiko 
Quando i neocatecumenali vi rinfacciano che i loro brutti canti kikiani sarebbero tutti "canti biblici" (col sottinteso che se li critichi, staresti criticando la Bibbia), vi stanno mentendo. Infatti nel Cammino si canta anche un canto induista, Carmen 63 (intitolato a Carmen Hernàndez) in cui non c'è menzione di Dio né di Nostro Signore Gesù Cristo. In compenso si parla di soldi, debiti e porte, come nella più tipica ossessione neocatecumenale.

Il canto è intitolato a Carmen perché quest'ultima propose a Kiko una poesia di Rabíndranáth Tagore (poeta mistico, filosofo indiano seguace del movimento Bhakti dove i seguaci, poeti/spirituali venivano venerati come santi) e Kiko ne scrisse la musica, e comandarono che venisse cantato nelle loro comunità.

È un canto di grande impatto emotivo e quando si canta in comunità viene vissuto come un canto «molto spirituale» (sic).

È stato usato da Kiko in passato come canto di buon auspicio per l'invio di famiglie neocatecumenali in missione.

Questa è la poesia di Tagore (da Raccolta di frutti, LXXIV):
MIEI LACCI SONO STATI SCIOLTI
"I miei lacci sono stati sciolti, i miei debiti sono stati pagati, la mia porta è stata aperta, io vado dovunque.
Accovacciati nel loro angolo, tessono la tela delle loro pallide ore, contano le loro monete, seduti nella polvere, e mi chiamano indietro.
Ma la mia spada è stata forgiata, ho indossato la mia armatura, il mio cavallo sta scalpitando.
Conquisterò il mio regno."

Questo è il testo del canto induista neocatecumenale:
-CARMEN 63-
"Sono rotti i miei legami, pagati i miei debiti. Le mie porte spalancate, me ne vado da ogni parte.
Essi, accovacciati nel loro angolo, continuano a tessere la pallida tela delle loro ore; o tornano a sedersi nella polvere a contare le loro monete, e mi chiamano, e mi chiamano, perché torni indietro.
Ma già la mia spada è forgiata, già ho messo l'armatura, già il mio cavallo è impaziente,
e io guadagnerò il mio Regno, ed io guadagnerò il mio Regno."
Come potete notare, in questo canto non c'è menzione di Dio né di Nostro Signore Gesù Cristo.

36 commenti:

Anonimo ha detto...

ricordo ancora l'enfasi con la quale si cantava questo canto! era proprio mirato all'invito di lasciare tutto per andare in missione o lasciare tutti i propri beni e le proprie sicurezze per seguire Dio...e pure io ci credevo fosse così! SIC!!!! adriana

Uomo Libero ha detto...

Come ho già scritto, il cammino è un movimento taroccato, nato dallo scopiazzamento di altre dottrine, a cominciare dai dipinti di Kiko, vere e proprie "croste", copiate dalle prestigiose e antiche icone russe. Chissà da dove sono stati copiati i canti, composti dal "genio rinascimentale" Kiko. Per non parlare delle chiese e templi, progettati coi mattoncini Lego.

Patetici tutti quelli che sostengono che Kiko sia un santo, come quegli stessi santi copiati, ritratti sulle sue croste pittoriche... quindi veri e propri sgorbi.

Il cammino è un movimento contraffatto, ma i soldi che ruba sono veri.

sandavi ha detto...

I neocatecumenali usano l'immagine di quelli che contano le monete nel loro angolo per insultare tutti quelli che non la pensano come loro e che li criticano. Basta fare una ricerca sul blog per scoprire quante volte hanno usato quella espressione.
Razza di plagiati. Canto che ho sempre odiato, una melodia oscena. Impossibile da cantare.

Lino ha detto...

Psyco mi permetta un commento critico controcorrente, in fondo la poesia è stata per un decennio la mia arte. La lirica di Tagore è costruita intorno a numerosi simbolismi universali (lacci, debiti, porta, monete, polvere, spada, armatura, cavallo, Regno). Trattandosi di simbolismi universali, la chiave di lettura è molteplice e la lirica è leggibile da vari punti di osservazione, anche da quello cristiano seppure Tagore fu panteista. Questa lirica di Tagore è molto spirituale: non per caso tutti i suoi simboli si ritrovano nella Bibbia. Chi ignorasse Tagore, potrebbe immaginare che la poesia sia un brano di un salmo poco conosciuto. Insisto sempre: si giudica l'opera, magari la singola opera, non l'autore. Nel caso di Tagore, non è singola: invito a leggere "Come una regina", oppure "Io desidero soltanto te".
Le questioni, allora, sono altre. Nello Statuto del CNC c'è scritto che "Nel Cammino Neocatecumenale si adopera un innario di canti tratti dalla Parola di Dio e dalla tradizione liturgica cristiana ed ebraica, che vanno sottolineando i contenuti delle diverse tappe e passaggi". Tagore non è tradizione cristiana né tanto più Parola di Dio. Si genera la solita confusione nei "piccoli". E si rinnova la consueta tecnica di Arguello, quella del copia e incolla con stravolgimento dei testi e delle immagini. Il titolo/dedica, poi, è ridicolo e aggrava il tutto.

sandavi ha detto...

E comunque non la useresti nella Liturgia divina, pur essendo di spiritualità profonda.

Anonimo ha detto...

30anni

Nello Statuto del CNC c'è scritto che "Nel Cammino Neocatecumenale si adopera un innario di canti tratti dalla Parola di Dio e dalla tradizione liturgica cristiana ed ebraica, che vanno sottolineando i contenuti delle diverse tappe e passaggi". Tagore non è tradizione cristiana né tanto più Parola di Dio.

E' vero però c'è anche da dire che, a parte come dicevi che il contenuto non è fuori da quello biblico, questo canto costituisce un "unicum" nella lista dei campi usati nel cammino. Quando ci fu presentato venne detto che era un grazie a Carmen per la sua opera in quanto era una poesia che l'aveva aiutata in un momento di scelta (immagino che si trattasse del momento in cui si è allontanata dal progetto iniziale di andare in Bolivia. Per il resto tutti gli altri canti fanno riferimento diretto o indiretto al AT e NT o come Pentecoste partono da un evento culmine della scrittura (però a dire il vero quest'ultimo non è di Kiko ma di Pino Manzari).

Ricordiamoci che Carmn fu, a quanto si disse, l'ispiratrice e propugnatrice della costruzione della Domus Galilaeae, idea che almeno all'inizio non suscitava l'entusiasmo di Kiko che piuttosto scherzava sopra questa idea fissa di Carmen.
Già che ho citato la Domus Galilaeae, volevo sapere se risulta anche a voi quello che ho sentito da catechisti di un'altra comunità che ci andarono l'anno scorso. E cioé che la Cappella dell'Adorazione perpetua, quella con le celle intorno e con la statua della predicazione di Gesù agli apostoli sul tetto, era inagibile perché a pericolo di crollo a causa del peso della statua stessa !!! Di conseguenza 'adorazione perpetua era stata spostata in una sala interna al complesso. Mi sembra una cosa quasi comica ma non ho motivo di dubitare di quanto detto da persone che ci sono state da poco.

sandavi ha detto...

P.s. Comunque ciò che mi disturba di più ê l'uso che fanno di quelle immagini: noi siamo quelli che stanno nella polvere e loro quelli che si guadagnano il Regno.

Anonimo ha detto...

@Lino
le poesie di Tagore sono molto belle, a tratte spirituali. Prendete quella sui figli... che è molto conosciuta e ricorrente.

Solo che in questo contesto quello che salta agli occhi è il ricorrere di Kiko a brani non biblici.

La maggioranza, per non dire tutti, dei neocatecumenali pensano che ogni cosa che fa Kiko (quadri, canti,poesie, musiche) sia frutto di ispirazione divina.
Non è cosi'. Ci sono quadri copiati e canti copiati.
Quando poi si viene a sapere che non è cosi' si prova un'enorme delusione.
Come abbiamo già detto in questo Blog la famosa canzone dei bambini nella notte di Pasqua(le 4 domande) che tanto piace ai neocatecumenali e che è vissuta come canzone escusiva NC è un canto dei bambini ebrei della notte di Pasqua.
Anche 'voglio andare' è un canto sefardita.
Nulla è scoperta, per Kiko tutto e scopiazzato.

ora un piccolo O.T.
proprio ieri rileggevo le catechesi del 2° scrutinio e mi ha colpito questo passaggio (che tutti noi NC o exNC conosciamo bene, perchè ci viene ripetuto negli anni):

"Dopo che siamo stati giudicati dalla Croce,che
abbiamo sperimentato la croce su di noi, dopo che abbiamo contemplato la sua
resurrezione davanti a noi e la sua ascensione ai cieli come Kyrios, anche
noi come Lui potremo ricevere una nuova natura. Però, per questo, dobbiamo
prima ripudiare la natura che ci ha dato il mondo, quella che ti hanno dato
il babbo e la mamma; devi odiare la tua mamma, devi odiare il tuo papà, colui
che tanto ami, i tuoi figlioletti
Non lo dico io: lo dice Gesù Cristo"

Mi è venta un'enorme tristezza. Come ho fatto a credere a tutto questo?

Lino ha detto...

Questo è certo, Sandavi. E nemmeno la userei come canto per l'invio di famiglie neocatecumenali in missione. Se si scrive che "nel Cammino Neocatecumenale si adopera un innario di canti tratti dalla Parola di Dio e dalla tradizione liturgica cristiana ed ebraica", occorre coerenza. Oltre al fatto che una questione è la spiritualità di un'opera, un'altra il suo senso letterale, storico, ambientale del testo. La "raccolta di frutti" di Tagore è, nel complesso, differente. Kiko, però, non distingue come sappiamo bene.

Anonimo ha detto...

Confermo Sandavi, a ripensarci a freddo, il problema di questo canto è sempre stato il senso di disgusto e superiorità dell'"eletto" rispetto ai "poveracci del mondo", i nemici, i presunti ostacoli alla sequela. E poi ha ragione anche Lino, le chiacchiere stanno a zero, se i canti devono essere attinti alla tradizione cristiana ed ebraica, siamo di fronte alla solita opera di mistificazione e all'ennesima conferma che lo statuto è stato scritto al solo scopo di rendere tutto appena presentabile, senza porsi minimamente il problema di rinunciare nemmeno a un dettaglio insignificante pur di OBBEDIRE a Santa Madre Chiesa Cattolica. Donna Carson

by Tripudio ha detto...

Purtroppo durante il Concilio la foga delle novità ha portato uno sfacelo mai visto. Delle nenie ridicole e insopportabili (come quelle del mai abbastanza deprecato Sequeri), o addirittura traduzioni di canzonette idiote e agnostiche di Bob Dylan ("Risposta non c'è o forse chi lo sa"), vengono ancor oggi cantate nelle parrocchie, nei seminari e negli istituti religiosi.

Nella preghiera a san Michele Arcangelo gli chiediamo di ricacciare nell'inferno gli spiriti maligni che si aggirano in questo mondo per mandare le anime in perdizione. Senza dubbio sono tali spiriti maligni ad aver scatenato la fissazione del "rinnovamento" della Chiesa - inteso piuttosto come "innovazione": dalla sera alla mattina dimenticarono e proibirono i canti tradizionali, il latino, il sacerdozio ministeriale, ecc.

Carmen e Kiko hanno avuto gioco facile a ingannare tante anime (e metterle più seriamente a rischio di perdizione) perché le loro idee non erano molto originali. Ed hanno potuto fare quel che hanno fatto grazie ai "potenti appoggi".

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Lino ha fatto una giusta osservazione.
Si può cantare Tagore, anche dando alla sua poesia finalità cristiane (ciò che è autenticamente umano può essere "espanso" dandogli significati cristiani). Il problema è che non sembra una canzone liturgica, cioè da cantarsi durante una celebrazione e, a quanto pare, non essendo biblica, è nemmeno contemplata dagli statuti approvati.

Qui faccio una considerazione sugli statuti: i camminanti dicono sempre che gli statuti sono stati approvati intendendo dire che, di conseguenza, tutto nel Cammino è approvato.
Ma gli statuti sono sintetici, come le promesse dei partiti: "occorre giustizia, siamo per la pace, lavoro per tutti...".
Così i partiti hanno un PROGRAMMA, in cui traspare ciò che si intende per giustizia, pace, ecc., e come perseguirlo.
Anche i frati, oltre alla Regola, hanno le COSTITUZIONI, dove si entra nei particolari.

Ad esempio: dove sta scritto che ai catechisti si deve obbedienza? Dove sta scritto che occorre la confessione pubblica? Nulla di tutto questo è stato approvato.
Con quale autorità della Chiesa i catechisti del Cammino si comportano come tiranni? Chi li ha mandati? Kiko? E a Kiko chi ha dato l'autorità di eleggere figure con un'autorità enorme verso i loro sottoposti?

Vorrei sapere se per caso esiste un documento approvato dalla Chiesa che conferisce chiaramente a Kiko di eleggere i catechisti a NOME della Chiesa.

Lino ha detto...

@ anonimo ha scritto: "Però, per questo, dobbiamo prima ripudiare la natura che ci ha dato il mondo, quella che ti hanno dato il babbo e la mamma..."

Avesse scritto, caro anonimo, soltanto "la natura che ci ha dato il mondo", avremmo potuto pensare al mondo nell'accezione negativa di Gv 1 ("eppure il mondo non lo riconobbe"). Un'accezione comunque smussata da Gv 1,12 ("A quanti però l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio". L'aggiunta "quella che ti hanno dato il babbo e la mamma", però, esplicita il pensiero di Kiko: un pensiero gnostico, ostile alla carne nella quale lo stesso Cristo volle incarnarsi.
"Ma tu sarai maggiore tra loro. Poiché sacrificherai l’uomo che mi riveste" sta scritto nel vangelo gnostico di Giuda. E' la medesima ostilità alla natura umana degli gnostici, una natura che Cristo volle assumere perché da Lui creata, non da un malvagio demiurgo gnostico.

Davvero mi spiace di non aver fissato l'attenzione su questa frase del secondo scrutinio, mi sono distratto: avrei meglio dimostrato lo gnosticismo di Kiko nel paragrafo sulla gnosi cristiana del Cammino.

Anonimo ha detto...

@Blogger sandavi ha detto...
E comunque non la useresti nella Liturgia divina, pur essendo di spiritualità profonda.***************invece noi la cantiamo la notte di pasqua

sandavi ha detto...

Uh che fortuna anonimo...te ne vanti pure. Pensi non lo sappia? Ho fatto il cantore per venti anni.
Sciocchino.

Anonimo ha detto...

sandavi non è un vanto, è un onore

by Tripudio ha detto...

Il più grande onore della vita è servire il redentor Kiko, dottore honoris causa.

Lino ha detto...

anonimo 12 marzo 2016 16:59 ha detto: "invece noi la cantiamo la notte di pasqua"

Tu, anonimo, se Kiko la musicasse e te la imponesse, canteresti pure:
"mentre ne’ calici / il vin scintilla / sì come l’anima / ne la pupilla /sin dentro l'iride /sporco di fango / con l'occhio lurido / mi guardo e piango..."

C'è qualche modifica ai quinari originali, tanto non fa differenza :-)

sandavi ha detto...

Onore?? Non avete il senso del ridicolo. Cantare una poesia di Tagore sarebbe un onore?
Giusto molto meglio quello che vivere degnamente l'eucarestia

Ruben ha detto...

@sandavi
"Ho fatto il cantore per venti anni."
---
No sandavi, no! Non me le devi dì, ste cose! Non ci posso credere!...O meglio, non ci voglio credere!...:-)

l'apostata ha detto...

all'anonimo che parla di onore

Presumo che tu sia un cantore. Mi spieghi perché è un onore (e un obbligo) cantare "sono roooootti i miei legaaaaaaami..." e non "Salve Regina, Mater misericordiae"?

Puoi sciogliere l'arcano?

Anonimo ha detto...

Sandavi," l'onore " per il Kikoboys non è secondo me cantare Tagore la notte di Pasqua ma è poter cantare la notte di Pasqua
Come ben sai essendo stato cantore conoscerai le lotte interne per chi canta il Preconio, chi L'Akedà chi il cantico di Mosè
evidentemente questo è uno che ha l'onore di cantare (Cioè fa parte della cerchia degli intoccabili":)!!!!!!!!

Vincenzo ha detto...

@ anonimo

Lo capisco, è un onore ubbidire a kiko e disubbidire alla Chiesa e al papa (lui va bene solo quando vi elogia, in quel caso sì: "Viva il papa!"). E lo venite anche a dire...

sandavi ha detto...

Caro Ruben l'ho sempre detto :-) non solo sono figlio di catechisti della prima ora, sono stato in cammino per 24 anni, ero catechista ma mai praticato, ho gestito il catechismo della prima comunione, conosco molti itineranti e catechisti di varie parti del mondo, e ho fatto il cantore per decenni. Purtroppo. Ero uno di quelli che voi chiamate duri e puri....

Ruben ha detto...

Tranquillo sandavi, ti voglio bene e veramente!
La mia battuta ironica è scaturita proprio in chiave di sdrammatizzazione:-)
---

FINALMENTE LIBERO!!! ha detto...

Perché le lotte interne a chi doveva fare lo shema??? Ogni incontro per le prove preveglia erano una vergogna..bisticci, male parole, dette all interno della chiesa!!!....e sempre i cantori figli di catechisti ad avere la meglio....

Anonimo ha detto...

Faccio parte di una comunità e il primo a criticare tante cose sono io.. Credo che abbiate ragione nel dire che molti osannano kiko... Ma vi prego non criticate quello che semina... Ripeto! Frequento la parrocchia e non mi limito a stare in comunità.. Certo che molti esagerano e sono integralisti.. Ma vi prego di non generalizzare! Come potete attaccarci al canto tratto da una poesia? Anche la poesia é generata dall amore e a me che sono super critico devo dirgli che ha colpito molto perché sono schiavo di tante cose.. Tanti legami... Tante cose di questo mondo! Magari romperli questi legami...e questa libertà riconduce me alla parola di Dio.. Romani e San Paolo.
Abbiate pazienza nel non criticare ogni cosa tanto per.. Vi prego.. Vi voglio bene e vi ringrazio perché le critiche fanno crescere 😊

by Tripudio ha detto...

Con decenza parlando, sembri uno di quelli che viene qui a giudicare senza leggere.

I problemi del Cammino Neocatecumenale sono principalmente due:

- la liturgia neocatecumenale non è quella della Chiesa Cattolica, ma contiene abusi, variazioni, strafalcioni, pagliacciate, vere e proprie carnevalate;

- la dottrina neocatecumenale non è quella della Chiesa Cattolica, ma contiene imperfezioni, sviste, ambiguità, svarioni, errori, vere e proprie eresie.

Questo doppio inquinamento spirituale ha origine fin dagli autonominati "iniziatori" che - come già evidenziato in questa pagina - lodano sé stessi, e addirittura cantano poeti pagani anziché canti cristiani.

Tale doppio inquinamento ha tra le tante terribili conseguenze anche quelle che ti sono familiari: "esagerazioni", "schiavitù", eccetera.

Chi ha seguito in buona fede quei due spagnoli si ritrova subito in una strada sbagliata, anche se avesse le migliori intenzioni - del resto le vie dell'inferno sono lastricate proprio delle migliori intenzioni.

Affermare tutte queste cose non significa "criticare", ma significa dichiarare la verità, cioè aiutare i fratelli del Cammino ad uscire da un itinerario spirituale che in fin dei conti è gradito soltanto al demonio.

Dietro le tante belle parole di Kiko c'è infatti il demonio, vero ispiratore del Cammino, che ha tra i suoi scopi principali quello di banalizzare l'Eucarestia, quello di ignorare la vita dei santi, quello di annacquare la dottrina, quello di farvi diventare "una chiesa nella Chiesa" che preferisce Kiko al Papa, quello di farvi mentire (e soprattutto farvi ricevere un sacco di menzogne) sulle vere mire dei capibastone del Cammino, quello di gloriare il Cammino in ogni modo, persino quando si pronuncia il santissimo nome di Nostro Signore.

Ed infatti per salvarsi non basta dire "Signore Signore Romani San Paolo".

Per capire l'entità del vero problema, ti suggerisco un gesto molto semplice: destina i tuoi soldi - anzitutto le tue Decime - ad un qualsiasi monastero di clausura che non c'entri niente col Cammino.

È solo un tipico esempio di gesto profondamente cristiano. Il gesto di sostenere le anime che hanno dedicato la loro vita alla preghiera e alla lode di Dio. Non c'è bisogno che io ti spieghi che così facendo avrai un tesoro in cielo inimmaginabile.

Scegliere un monastero che non c'entra niente col Cammino serve per verificare se il Cammino vuole veramente che tu cresca nella fede e nella Chiesa.

Infatti se scopri che il Cammino esige che tu abbia come riferimento esclusivo il Cammino, allora significa che considera la Chiesa una cosa secondaria, significa che sotto sotto i neocatecumenali credono che la fede non esiste nella Chiesa ma solo nel Cammino.

Se il Cammino e i suoi esponenti desiderano la tua salvezza, faranno di tutto affinché tu appartenga alla Chiesa e professi la fede della Chiesa: a costo di non vedere più i tuoi soldi.

Se invece i capibastone del Cammino sono interessati anzitutto ai tuoi soldi, allora quando vedranno che le tue "decime" mancano all'appello tenteranno in ogni modo di farti sentire in colpa.

Per questo ti invito a verificare personalmente.

Per questo ti ho suggerito un gesto come quello: prova a riflettere su come mai ci sono gesti e parole che il Signore apprezza ma il Cammino disprezza.

by Tripudio ha detto...

p.s.: le approvazioni non sono un certificato automatico di santità passata, presente e futura.

Le approvazioni date al Cammino sono come la patente di guida: non giustificano nessun errore, anzi, lo rendono più grave.

Pietro Kremida ha detto...

Ascolta... uno come te non capisce nulla... quando mai se un canto dice cose profondamente evangeliche e cristiane anche se è di un autore non cristiano non può essere accolto? Il tuo cervello è piccolo come un seme di melone. Chi sei tu per impedire a Dio di ispirare a Tagore canti in linea con la fede cristiana? Tu vuoi inscatolare Dio come fai con il tuo cervello?

by Tripudio ha detto...

Tu giudichi!

Anzitutto il canto di Tagore è induista, non "profondamente evangelico e cristiano", altrimenti avrebbe detto qualcosa di profondo sul Vangelo e su Cristo.

Quindi occorre ammettere che Kiko lo ha maldestramente plagiato per poi farlo abusivamente adoperare nelle liturgie neocatecumenali come canto liturgico.

Inoltre lo ha intitolato a Carmen e per più cinquant'anni nelle comunità avete cantato una persona vivente, roba da Unione Sovietica, non da Chiesa cattolica.

Fra l'altro il titolo kikiano è copiato da un film molto mondano (la cui trama riguarda adulteri e omicidi).

E tu di fronte a tutto questo cosa fai?

- accusi il prossimo di non capire nulla: giudizio temerario

- blateri che il canto direbbe "cose profondamente evangeliche e cristiane": menzogna

- accusi il prossimo di non "accogliere" un canto di Kiko: maldicenza

- giudichi il cervello altrui "piccolo come un seme di melone": insulto grossolano

- infili abusivamente Dio nel discorso come strumento per difendere la presunta "cristianità" di Tagore e cioè del canto kikiano: praticamente nomini il nome di Dio invano

- accusi il prossimo di "inscatolare Dio": calunnia

È evidentemente chiaro che appartieni al Cammino Neocatecumenale, poiché ne professi tutta la spiritualità di maldicenze, calunnie, inganni, menzogne, insulti.

Andrea Santoro ha detto...

ciao a tutti, mi chiamo andrea e frequento il cammino da 6 anni e son cantore.
Ora se vogliamo esprimere una critica su alcuni modus operandi di Kiko, vabbeh facciamo pure, se volete vi do anche una mano,anche se vi leggo belli attivi e non serve il mio contributo.. Invece guardiamo quello che fa il cammino.. Attira e ripopola le chiese, che sono sempre più frequentate da persone anziane, ti porta la parola del Signore, ti fa capire che al signore piaci così come sei, ecc ..
Per quanto riguarda soldi o decime a me non hanno mai chiesto nulla e comunque rimane una tua scelta.. e preclude certo il proseguo in comunità... quando leggo.certi commenti mi domando dove avete frequentato.il cammino..
per il canto in questione a noi è.stato presentato e ci hanno spiegato perchè intitolato Carmen 63... cmq la stessa cosa che ha.riferito anonimo in precedenza, e quello che più conta è quello che.ti dice, o che ti.suscita in quel.momento... il resto sono critiche inutili.
Avete fatto una scelta, lasciare il cammino e la rispetto, rispettate chi è.dentro e grazie.a questo percorso.si.è riavvicinato alla chiesa.. lasciatelo perdere il cammino ... pensate in “grande” , il popolo di Dio oggi è più numeroso e può testimoniare la sua Parola.

by Tripudio ha detto...

La propaganda kikiana è una catasta di menzogne.

«Attira e ripopola le chiese»: falso, poiché le parrocchie "neocatecumenalizzate" emarginano ed estromettono chiunque non aderisca al Cammino. Laddove passa il Cammino, resta il deserto.

«Che sono sempre più frequentate da persone anziane»: mezza verità, cioè completa menzogna. La parte vera è che molti giovani non frequentano la parrocchia, o smettono subito dopo che non sono più obbligati a farlo, ed è vero anche che le persone anziane sono semplicemente i cristiani che non hanno rinunciato alla loro fede, e perciò - anche se anziane - continuano ad andare in parrocchia. Ma la parte falsa è l'insinuazione che le parrocchie sarebbero una roba da vecchi e l'insinuazione che nessun giovane possa ricevere la fede al di fuori del Cammino.

«Ti porta la parola del Signore»: non basta dire "Signore, il Signore" per entrare nel regno dei cieli, e neppure basta sputar fuori un guazzabuglio di versetti biblici. In realtà il Cammino porta la parola di Kiko e Carmen, una parola ambigua ed eretica, che racconta un sacco di frottole (vedi ad esempio la pagina: Kiko dice che il Signore ci parla attraverso i testimoni di geova) oltre che un cumulo di errori (vedi ad esempio la pagina: Esegesi sbagliate di Kiko: il sicomoro).

Così come io non mi fido di bere un bicchiere d'acqua in cui qualcuno ha messo gocce di veleno, così nessuno deve fidarsi di Kiko che in mezzo a tanti altisonanti paroloni cattolici infila il veleno dell'eresia.

«Ti fa capire che al Signore piaci così come sei»: questa è una stupidaggine mostruosa, ambigua ed eretica.

Se al Signore tu piaci così come sei, allora perché il Signore ti chiede di cambiare, cioè di convertirti?

Se al Signore piaci così come sei, allora perché il Signore istituisce il sacramento della riconciliazione, necessario per piacere al Signore?

Quello slogan kikista-carmenista secondo cui al Signore "piaci così come sei" in realtà contiene una colossale eresia - quella del credere che il Signore ti perdonerebbe automaticamente. Vedi articolo Traditio, piccolo confronto sinottico (e relativi commenti), dove si spiega come tali eresie di Kiko erano state cancellate dai "mamotreti" da almeno quindici anni dall'apposito dicastero vaticano, e però ancor oggi vengono insegnate nel Cammino.

Se a te non hanno mai chiesto la Decima, due sono le cose:
- o non hai ancora fatto il 2° scrutinio
- oppure stai mentendo.

Inoltre, il dire che "non ti hanno mai chiesto nulla" non significa che non te lo chiederanno mai. Sta' pur certo che quei soldi dovranno uscire dalle tue tasche, e che se tu tentassi di darli ad una qualsiasi opera della Chiesa estranea al Cammino (per esempio ad un monastero di clausura in cui il Cammino non c'entra niente, e Nostro Signore apprezzerebbe molto), i cosiddetti "catechisti" te la faranno pagare molto cara.

Adoperare in un contesto religioso - o addirittura liturgico - una poesia di Tagore riciclata come canto per Carmen, per di più ispirato al titolo di un film dove la "Carmen" è una donna di facili costumi, è sbagliatissimo. Il fatto che in quel momento "ti ispira" non dà valore al canto, ma dimostra solo la tua dabbenaggine e la tua idolatria.

by Tripudio ha detto...

Questo blog esiste proprio perché desideriamo che i fratelli del Cammino conoscano la verità sul Cammino, che aprano gli occhi, che verifichino nella loro stessa esperienza tutto ciò che diciamo, senza chiudere gli occhi e scappare, senza "circoncidere la ragione" e fuggire.

Infatti il vero popolo di Dio adora Dio in spirito e verità, senza aver bisogno di carnevalate liturgiche del sabato sera, senza dover ottemperare ai millemila obblighi che i cosiddetti "catechisti", su ordine di Kiko, appioppano sulle spalle dei fratelli di comunità come fardelli via via sempre più pesanti.

Se per testimoniare la parola di Dio non fossero state necessarie la retta dottrina e i santi sacramenti (e dunque la liturgia), Nostro Signore non avrebbe perso tempo a insegnare le cose della fede e a istituire i sacramenti.

Kiko e Carmen hanno banalizzato la fede inventando un sacco di corbellerie, impedendovi di gustare i tesori spirituali della Chiesa, imponendovi un repertorio di stupidi canti e una collezione di lugubri "icone", spazzando via le bellezze artistiche di venti secoli di santità cattolica.

Chi ha avuto la grazia di uscire dal Cammino, se non è stato indotto a perdere la fede o a suicidarsi, ha riscoperto la bellezza della fede cattolica, la vera libertà, la ricchissima Tradizione, l'immutabile Magistero, ha trovato la chiarezza e la serenità laddove il Cammino seminava paure e dubbi.

Se dici «rispettate chi è dentro il Cammino» stai implicitamente dicendo che la verità fa male al Cammino, stai insinuando che i fratelli del Cammino non devono essere disturbati da un onesto confronto, stai rifiutando di conoscere i motivi - basati sulla vera fede cattolica - per cui il Cammino è riconoscibilmente ispirato dal demonio.

Andrea Santoro ha detto...

bravo .. non ho ancora fatto il secondo passaggio.. ma non mi preoccupo ho una testa!
Le critiche sono sempre ben accette e non temo alcun confronto.. il Cammino è ispirato al demonio?!?.. mah... a me non sembra proprio, mio pensiero, sei comunque libero di accettarlo o meno.

Chissà magari hai ragione o magari sei accecato dal rancore .. chi lo sa...

by Tripudio ha detto...

Anche i giovani che seguirono Hitler dicevano «non mi preoccupo, ho una testa».

E pure i giovani che seguirono Lutero dicevano «non mi preoccupo, ho una testa».

Visto che hai una testa, ti conviene interrogarti sulla tua stessa esperienza, a cominciare dal fatto che per essere "cantore" devi conoscere il repertorio di Kiko (che serve solo nel Cammino) anziché quello di tutta la Chiesa (dunque sei un "cantore" che nella Chiesa non è buono a nulla, e che può cantare solo nel Cammino, e può cantare solo i canti di Kiko che gli sono già stati "consegnati", non quelli "segreti" che potrai conoscere solo dopo aver superato le apposite tappe...).

Ti conviene verificare tutto ciò che diciamo, anche se ti sembrasse irrisione, anche se ti sembrasse infondato o addirittura sbagliato. Poiché l'esistenza stessa di questo blog da più di undici anni (fu avviato a maggio 2006) ti testimonia che ci sono tante persone che hanno scoperto tutti gli aspetti del Cammino che i cosiddetti "catechisti" oggi ti nascondono, banalizzano, minimizzano, negano.

Visto che non temi alcun confronto, ti invito a sfogliare questo intero blog, a partire dalle pagine più recenti (in genere solo sulla pagina più recente trovi discussioni attive), anche solo limitandoti a leggere le scritte evidenziate, o perfino solo limitandoti a guardare le foto.

Quasi tutti i collaboratori di questo blog hanno fatto molta più esperienza del Cammino di te - alcuni sono usciti dopo averlo terminato e perfino dopo essere stati "itineranti". Sappiamo bene quali sono le tappe e i loro contenuti, sappiamo già cosa ti chiederanno e cosa ti imporranno, sappiamo benissimo come un cenno del cosiddetto "catechista" può interferire nella vita di coppia o devastare la vita di un fratello di comunità, sappiamo benissimo che a poco a poco la torchia diventerà inarrestabile.

E l'esempio più lampante è la "decima": se nelle cosiddette "catechesi iniziali" ti avessero detto che da un certo giorno avrete l'obbligo di versare mensilmente il dieci per cento dei vostri guadagni, sarebbero scappati via tutti. La Chiesa invita ma non controlla, la Chiesa suggerisce blandamente anziché imporre con un ricatto morale, la Chiesa non stabilisce percentuali... il Cammino invece sì. E visto che in quel momento si saprà abbastanza bene quanto guadagnano i singoli fratelli di comunità (inclusa la paghetta di mammina e papino per i più giovani: anche quello è un "guadagno" su cui pagare la tangente del dieci per cento al Cammino), non appena vedranno un ammanco lo faranno pesare su tutta la comunità e troveranno il modo di capire chi è il fratello che non versa quei soldi.

E tutto questo avviene nonostante si riempiano la bocca di paroloni come "libertà", "i poveri", "l'amore di Dio", "la comunità", "il vescovo", "i fratelli"...

Ma non farmi ripetere qui i contenuti di tutto questo blog. Sfoglialo, così, a volo d'uccello, senza fretta. Hai una tua testa, no? Allora usala, metti in moto l'intelligenza che ti è stata donata, e comincia a riflettere sul fatto che il demonio non è solo quello che ispira omicidi, adulteri e violenze, ma anche quello che vuole inquinare la fede della Chiesa suggerendo piccoli ma significativi cambiamenti. Anzitutto nei sacramenti, trasformati in pagliacciata con "comunione seduti", balletto-girotondo finale, sostituzione dell'altare con un tavolinetto smontabile imbottito di prodotti ortofrutticoli, idolatria dei cosiddetti "iniziatori" anche quando dicono vaccate, ricatti morali mascherati dietro paroloni come "libertà", "liturgia", "Dio ti ama così come sei", eccetera.

E ti accorgerai che ciò che oggi comodamente banalizzi come "rancore", contiene in realtà tante solidissime ragioni che per ora ancora non hai conosciuto e verificato.