giovedì 1 febbraio 2024

PERCHÉ IL VESCOVO NEOCATECUMENALE DEL CALLAO FU FREDDAMENTE RIMOSSO DA PAPA BERGOGLIO -- PRIMA PARTE

La diocesi del Callao, in Perù, ebbe la sventura di beccarsi prima un vescovo (mons. Irizar) che la stampa definiva "il più grande amico del Cammino in Perù", e quindi come suo successore un vescovo neocatecumenale, José Luis Del Palacio y Pérez-Medel (vedi anche: i neocat stanno tentando di distruggere la fede nel Callao).

Qualche tempo fa un gruppo di sacerdoti e laici del Callao ha inquadrato un po’ meglio la questione della rimozione improvvisa del vescovo neocatecumenale Del Palacio, avvenuta ad aprile 2020 e ufficialmente senza spiegazioni (e dopo la quale il soggetto non ha avuto più altri incarichi), suggerendo interrogativi a cui cercheremo risposte, commentandone e spiegandone qui sotto alcune affermazioni.

“Mons. Del Palacio afferma di essere stato informato di tale decisione prima della Veglia pasquale; vale a dire che non si è dimesso di propria iniziativa, ma che qualche potente motivo gli ha fatto firmare le dimissioni richieste dalla dovuta autorità.
Una richiesta come questa nel mezzo della celebrazione dei giorni santi rivela la gravità di una situazione di cui non abbiamo conoscenza e allo stesso tempo l'urgenza di essa poiché non poteva aspettare. Questo è ratificato dalla fretta mostrata nel suo addio in cui non vi è stata alcuna celebrazione nemmeno online, nessun riconoscimento o apprezzamento da parte del popolo o di qualsiasi autorità.

Intanto da più parti si era già ventilato da anni il legame di tale vescovo col potere corrotto del Callao, ancor prima che succedesse di vedere certi personaggi nelle mani della giustizia per corruzione ed altri gravi crimini.

Il fatto di averne denunciata la corruzione prima che si verificassero gli arresti, come anche i legami del vescovo con questi criminali, dà buone garanzie che chi denunciava fosse nel vero.
Ma queste sono cose che la nostra stampa mai diffonderà: occorre fare riferimento alla stampa peruviana per venire a capo di qualcosa. E questo qualcosa è davvero di grosse dimensioni.

Noi riportiamo esattamente ciò che abbiamo letto con indicibile stupore e sdegno, nulla è di nostra ideazione o invenzione.
Ognuno tiri poi le sue somme, tenendo presente gli slogan neocatecumenali secondo i quali "il Cammino salverà la Chiesa", "il Cammino fa riscoprire il battesimo", "il Cammino dà una fede adulta", ecc.

Uno dei primi soggetti dubitabili, poi arrestato, è l’ormai ex Governatore del Callao, che al momento del "siluramento" di Del Palacio stava scontando una pena detentiva di 5 anni per corruzione. Era latitante fin 17 gennaio 2019 e, poiché c'era il sospetto che fosse fuggito dal Perù, l'Interpol aveva addirittura attivato un red alert per le sue ricerche e il suo arresto. L'11 novembre 2019 venne poi arrestato. Si tratta di FÉLIX MORENO CABALLERO

Del Palacio, nominato vescovo del Callao nel 2012, subito si profuse in elogi e lodi manifeste nei confronti della corrotta autorità: in una messa solenne organizzata dal governo regionale del Callao, disse enfaticamente nell'omelia:

“Gli sforzi compiuti dalle autorità Chalacas per guidare i giovani lungo il percorso di studio, sport e valori morali che li allontanano da droga e criminalità.”

Arresto di Felix Moreno Caballero

A chi volesse obiettare che tanti vescovi incautamente lodano politici non proprio onesti (anche solo sulla base della propria ignoranza), bisogna ricordare che Del Palacio viveva da decine di anni in Perù.

Poi però c’è stato l’arresto, insieme a Felix Moreno ed altri, anche di JUAN SOTOMAYOR, ex sindaco del Callao e candidato alle elezioni regionali nel 2018, nonostante una sfilza di 92 denunce a suo carico. Sotomayor è stato arrestato per la presunta organizzazione criminale installata a Callao, insieme a Felix Moreno e Alex Kouri, che sono considerati da molti Chalacos i più grandi criminali in cravatta.

Esistono diversi legami tra il vescovo e i suoi amici intimi con queste persone accusate, come ad esempio il sacerdote Cesar Nuñez, che in precedenti denunce si era esposto come ricevente salari fantasma senza essere un vero lavoratore nel Comune, e anche se ci sono prove, il vescovo non ha mai agito per correggere questo prete.

Il vescovo Del Palacio con Sotomayor e Felix Moreno
alla Messa solenne organizzata dal Governo

Questo Nuñez era molto vicino al Sotomayor, col quale condivideva pubblicamente molte attività e, si dice, favorendo anche la curia in termini di relazioni politiche ed economiche. Relazioni che furono toccate sul piano giudiziario nella questione della banda dei Los Cuellos Blancos del Puerto, ottenendo di far archiviare molte denunce a carico della curia e a carico del Sotomayor.

"Confermiamo che nell’elenco di "lavoratori fantasma" del Comune, ci sarebbe il sacerdote Cesar Nuñez,. Oggi, nel pomeriggio, siamo appena stati informati che per ordine del vescovo di Callao verranno spostate scatole contenenti documenti riservati, nonché macchinari di uno dei Cetpros San José Artesano (una scuola), destinati alla sede dell'Università di Pachacutec."


Juan Sotomayor García, candidato al governo regionale di Callao di Vamos Perù, è indagato per vari reati.
Il nome di questo candidato compare ben 172 volte nella piattaforma di informazione del Ministero pubblico che elenca i nomi degli investigati. Di quel numero, nei suoi confronti 92 provvedimenti sono in vigore in diversi uffici fiscali e giudiziari e altri 80 erano stati presentati.
Le denunce riguardano presunti reati di riciclaggio di denaro, abuso di autorità, frode, usurpazione di funzioni, appropriazione indebita, abuso fisico e psicologico e un lungo elenco di reati.
Sotomayor non è estraneo allo scandalo dopo la cattura della banda dei Los Cuellos Blancos del Puerto.
Alcune delle denunce contro Sotomayor.


Non sarebbe strano che si stesse preparando la fuga del vescovo, che aveva ottimi rapporti con la mafia di Chimpunera e non li correggeva mai né usciva in difesa di così tanti chalacos colpiti da questa mafia (queste affermazioni risalgono a prima che il vescovo fosse silurato). Apparentemente le varie citazioni fiscali che il vescovo ha avuto e alle quali non ha partecipato, insieme alle imminenti attività dell'accusa contro la corruzione, hanno spaventato il vescovo.

Video dell'arresto di Sotomayor QUI

Ribadiamo che questa notizia che Del Palacio “si preparava alla fuga”, spaventato dalla cattura dei corrotti personaggi con cui aveva forti legami, è stata data
il 26 gennaio 2020, PRIMA della rimozione del vescovo

Passiamo a questo articolo del 2018, quando ancora non si prevedeva la rimozione del vescovo:

“Il sacerdote CESAR NUÑEZ compra il silenzio per evitare scandali per abusi sui minori, usando i pagamenti fantasma di Chim Pum Callao (Movimento Regionale Indipendente fondato in Callao nel 2005, di cui fanno parte gli arrestati corrotti).

Si legge a marzo 2019:

“Come è noto, Chim Pum Callao è un movimento politico associato a corruzione, criminalità organizzata, assassini assunti e traffico di droga, ed è stato quello che ha dominato i distretti del primo porto peruviano dal 1996, quando è stato fondato da Alexander Kouri Bumachar e questo ha vinto il sindaco provinciale del primo porto, oggi imprigionato per crimine di collusione e Félix Moreno, oggi fuggitivo dalla giustizia dopo che è stato confermato che ha ricevuto una bustarella di 2,6 milioni di dollari”.

Secondo quanto riportato, questo sacerdote affiliato al partito del Vamos Perù (branca del Chim Pum Callao) e dove Juan Sotomayor è un leader, avrebbe ricevuto illeciti pagamenti fantasma con denaro statale, che avrebbe usato per comprare il silenzio delle vittime dei “toccamenti”.

È un serio problema il fatto che il vescovo neocatecumenale Del Palacio sostenga un prete abusatore di minori e non ha fatto nulla per sanzionarlo. All’epoca del vescovo predecessore mons. Miguel Irizar, il sacerdote in questione veniva inviato a "studiare all'estero" per evitare uno scandalo di proporzioni maggiori nella Chiesa peruviana... cioè da quando i fedeli della cattedrale di Callao, dove era parroco, lo denunciarono per atti immorali in contrasto con la sua investitura sacerdotale. Consegnarono un video al vescovo Irizar chiedendo di sanzionare il Nuñez ma il suo "amico sindaco" ha scoperto la cosa ed è intervenuto, con la mafia di Callao che si impegnava a spaventare le vittime che all'epoca lo accusavano di toccare minori.

Il sacerdote Cesar Nuñez
circondato dai "potenti"


"Chiediamo le dimissioni immediate di questo sacerdote per aver frodato lo stato, accusato illegalmente per un servizio non fornito, un'associazione illecita per aver commesso crimini con autorità che si candidano per le elezioni e per essere un pedofilo sporco. Il vescovo di Callao non fa nulla, d'altra parte, per riparare e sollevare questo cattivo prete."

(Se vogliamo essere precisi, ad agosto 2014 il vescovo neocatecumenale si distinse per aver umiliato e deriso i suoi sacerdoti minacciati da quella mafia; dev'essere la famosa "fede adulta" neocatecumenale, del vescovo kikiano che ha "riscoperto il battesimo"...).

Iscrizione di Cesar Nuñez
al partito di Sotomayor nel 2011

Qualcuno ha commentato: “Penso che siano già molti i soprusi alla fede, alla Chiesa e ai fedeli, vi invoco fratelli e sorelle dobbiamo unirci per prendere azioni, guardiamo le azioni dei nostri fratelli in Cile che hanno già riusciti a far sì che lo stesso Cardinale Ricardo Ezzati (imputato per insabbiamento di abusi sessuali)"

Il 28 febbraio 2020, poco prima della desituzione del vescovo Del Palacio, Nuñez ha frettolosamente rinunciato alla posizione di fiducia che aveva col Comune: “con la lettera n. 000023-2020-MIDIS / FONCODES / UA-CL del 28 febbraio 2020, César Augusto Nuñez Romero ha rinunciato alla posizione di fiducia che aveva servito come coordinatore dell'unità amministrativa del Fondo di Cooperazione per lo sviluppo sociale – Foncodes”

Passiamo quindi al caso del SACERDOTE SILVERIO NIETO. Da notizie reperite su Facebook scopriamo che Nieto stava cercando di corrompere parte della curia romana in Vaticano in modo che il vescovo di Callao, Jose Luis del Palacio, non venisse rimosso, e al contrario,  facessero rimuovere il nunzio apostolico Nicola Girasoli per aver presentato le lamentele di molti laici peruviani al Vaticano.

Apparentemente l'allora vicario diocesano JORGE ESCORCIA aveva già contattato NIETO, "MAFIOSO, CORROTTO e CHE HA CONFESSATO APERTAMENTE DI AVERE SUBORNATO VESCOVI PER OTTENERE FAVORI." E quest'ultimo avrebbe la missione di cercare di non toccare il Vescovo, prendendosela piuttosto con l'allora nunzio in Perù, che verrebbe rimosso dall'incarico per presunta presentazione di "bugie".

"Sappiamo tutti delle varie denunce e lamentele nei confronti del vescovo da parte di diverse persone, ma secondo lui, tutto il Callao lo vuole e solo i pazzi dicono il contrario. I neocatecumenali, il suo gruppo, sono quelli che lo sostengono, ma quasi tutti gli altri sono contro gli abusi commessi."

Silverio Nieto, in un ritiro del clero,
si vanta di "ottenere ciò di cui
hanno bisogno, corrompendo
con il "prosciutto"
VIDEO da Facebook

Non riuscirono a liberarsi del nunzio apostolico Girasoli.

C'è anche un riferimento a Rouco Varela, vescovo che dopo soli 4 anni di formazione aveva ordinato prete il Del Palacio e altri (come mai tanta fretta di ordinare un kikos? la loro formazione non era lunghissima e severissima?).

Risulta anche che i neocatecumenali, amiconi del vescovo, commerciavano beni (vini, liquori, scarpe, giocattoli...) che avevano avuto in dono, facevano pagare un extra da 200 a 500 dollari a chi andava alla GMG di Panama (per far viaggare gratis i propri parenti e le famiglie degli "itineranti", in molte scuole religiose fanno loro firmare pagamenti per 5 ore di lavoro a fronte di oltre 8 lavorate (e quando gli insegnanti hanno chiesto il pagamento regolare per le 8 ore hanno detto di no accampando scuse)... È la spiritualità del CamminoNeocatecumenale: abusi, furbate, corruzione, perfino nella curia, a proteggere (e ben pagare) i preti abusatori di minori.

Un altro commento concludeva: “Sembrerebbe, per fortuna, che a questo cattivo vescovo sarà revocato il suo incarico a settembre [2019]; penso che bisogna insistere affinché questo si avveri




Abbiamo solo riportato scritti locali reperiti da Facebook e dalla stampa peruviana, molti commenti riportatisopra sono di diversi anni prima che scoppiasse lo scandalo dei Cuellos Blancos del Puerto, che è poi da dove sono partite tutte le indagini.

Ognuno cominci a trarre le proprie conclusioni, specialmente alla luce del moralismo neocatecumenale ("tu giudichi! sei schiavo di mammona! sei in braccio al demonio!"...).

Ma non è finita qui… nella seconda parte, che pubblicheremo la prossima settimana, c'è il resto.

giovedì 25 gennaio 2024

Ciò che "CHICO ARGUELO" non ha mai detto...

A volte ci si imbatte in informazioni senza volere, per serendipità, ma se ne può fare tesoro per capire meglio l’Argüello delle origini.

Per puro caso ci siamo imbattuti in un libro che di tutto parla tranne che dell’Argüello: è l’autobiografia di un ex appartenente alla congregazione dei Servi della Chiesa di don Dino Torreggiani.
Però un intero capitolo è dedicato ad un certo CHICO ARGUELO, un predicatore che arrivò nel 1967 a predicare durante gli esercizi spirituali che alla fine dell’anno scolastico si tenevano a Ventoso, frazione di Scandiano, in Emilia Romagna.

Il libro si intitola "He Called Me by My Name" ed è scritto da un certo Nadir Martello.
Siccome è protetto da copyright, ne dovremo fare un riassunto, senza riportare frasi intere, ma chi fosse interessato può leggere la versione (non completa) online al link indicato.

A tutti è stato detto che l’Argüello è arrivato in Italia a luglio del 1968.
E INVECE NO.

C’era già stato quasi un anno prima ma, evidentemente, la modalità ristretta e poco ricettiva che incontrò all’interno dei Servi della Chiesa non ebbe fortuna e dovette ripiegare ad altra soluzione più in grande l’anno dopo.
Da questo emerge però che i rapporti con Torreggiani, chissà come mai ad Avila proprio mentre Kiko dava una delle sue primissime (due) catechesi in parrocchia, si erano già intrecciati.

Le informazioni che ha avuto questo Martello sono un po’ parziali, come evidentemente risultavano prima che si “aggiustasse” la biografia dell’Argüello per il grande pubblico.

Lo definiva un “artista e scrittore di canti spirituali”, proprio come lo definì mons.Morcillo, arcivescovo di Madrid dell'epoca, nella lettera inviata al cardinal vicario di Roma, Dell’Acqua.
Doveva aver continuato ad avere sue notizie anche successivamente, perché afferma che aveva formato piccole comunità in Spagna (due all’epoca, per l’appunto) e che poi ne aprì altre in Sud America, dato che nel 1967 non ci pare proprio che il Movimento Neocatecumenale fosse arrivato in Sud America.

Interno del disco dello
"scrittore di canti spirituali" - 1967
Oppure sì? L’Argüello si era già spinto in Sud America, terra con molte connessioni con la Spagna, prima ancora di arrivare in Italia ed ottenere il permesso dalla Santa Sede?
Mah, non lo sapremo mai…

Il sig. Martello conferma che Kiko fu invitato da don Dino Torreggiani che lo incontrò in Spagna, dove i Servi della Chiesa avevano delle case, per parlare con loro agli esercizi spirituali ed, EVENTUALMENTE, FARE LA STESSA COSA IN ITALIA.

Deve allora essere intervenuto qualcosa che ha posto un freno, perché in Italia l’Argüello arrivò ben un anno dopo, a quel che si sa.

Bypassando tutte le vicende di Palomeras tra i baraccati, Martello afferma che le comunità costituite dall’Argüello erano formate da PERSONE DELLA CLASSE MEDIO-ALTA, ALLA RICERCA DI ESPRIMERE IL LORO CREDO “IN TERMINI BIBLICI”.

Cosa voglia dire "esprimere il credo in termini biblici" ci sfugge totalmente, ma quel che non ci sfugge è che l’ARGÜELLO SI PRESENTÒ DICHIARANDO CHE LE SUE COMUNITÀ ERANO COSTITUITE DA PERSONE DI CETO MEDIO-ALTO, COSA CHE POI NEI RACCONTI AUTOBIOGRAFICI PUBBLICI FU TRASFORMATA RADICALMENTE NELLE “ESPERIENZE TRA I POVERI”, CON L’INIZIO DELLA PRIMA “COMUNITÀ” A PALOMERAS ALTAS.
Anche a Zamora, seconda comunità catechizzata (non la prima, la prima fu Cristo Rey, parrocchia dei suoi genitori, dalla quale fu espulso dopo brevissimo tempo e tante polemiche), non ci risulta che ci fossero tanti ricconi della classe medio-alta.
Ma forse all’epoca pensava fosse meglio presentarsi come uno che arriva direttamente a convertire gli altolocati, fu dopo che cambiò.

Dice che il suo programma si chiamava NEO-CATECUMENATO.
Ma questa definizione non fu decisa a Majadahonda nel 1970?

Comunque, il nostro parvenu spagnolo, digiuno di ogni conoscenza e studio biblico teologico, DIEDE UN CORSO BIBLICO DI 3 MESI AD UN GRUPPO SELEZIONATO DI 25-30 PERSONE.

Ma ci rendiamo conto?
Chiunque allora può “dare corsi biblici”, chi se ne frega se ha o non ha studiato alla facoltà di Teologia o in seminario.

Ascoltiamo poi come proseguì l’”istruzione biblica di Chico Arguelo”.

Il gruppo originario fu ulteriormente selezionato e i “fortunati vincitori” CONTINUARONO CON UN’ULTERIORE ISTRUZIONE DI BEN 3 ANNI!

Scopriamo quindi che quando l’Argüello arrivò in Italia nel 1968, data ufficiale da tutti conosciuta, stava già impartendo corsi ed istruzioni bibliche tra i Servi della Chiesa e continuò anche mentre se ne andava nelle baracche del Borghetto Latino e mentre “istruiva” ai Martiri Canadesi e seguito.

Ma l’avranno mai saputo, ai Martiri Canadesi, che NON FURONO I PRIMI ITALIANI AD ESSERE ISTRUITI DALL’ARGÜELLO, avendo egli già iniziato in Emilia-Romagna, da perfetto sconosciuto e senza autorizzazione ecclesiale alcuna?

L’avranno mai saputo che mentre se ne stava bel bello nel Borghetto Latino a fare il povero, contemporaneamente ed anche successivamente si recava in Emilia-Romagna ad “istruire” un GRUPPO SELEZIONATO dei Servi della Chiesa?

Povero Martello, chissà cosa credeva quando afferma che “alla fine dei 3 anni di STUDI BIBLICI un membro fu selezionato per LA GUIDA”.

Guida di cosa? Di un manipolo di meno di 20 alunni che avevano fatto scuola ai suoi STUDI BIBLICI nell’arco di 3 anni?
Sicuramente sarà stata anche quella una “comunità” nella comunità dei Servi della Chiesa.

Ma che faceva questa GUIDA?

A turni formava un altro gruppo ed il nuovo responsabile del nuovo gruppo li GUIDAVA allo stesso modo.

Capito?
Quelli che poi chiameranno responsabili erano all'epoca chiamate GUIDE e quelle che poi chiameranno comunità all'epoca erano chiamati GRUPPI.
Comunque sia però, si STUDIAVA LA DOTTRINA BIBLICA DEL PROF. ARGUELO, laureato si vede all’Università Teologica del Nulla.

Ogni “gruppo” aveva la sua paraliturgia domestica (!!) il giovedì e l’Eucarestia il sabato nella chiesa parrocchiale.

C’era anche chi prestava una chiesa all’Argüello in Italia già nel 1967. Roma un corno.
KIKO ARGÜELLO ARRIVÒ IN ITALIA NEL 1967 
e precisamente in EMILIA ROMAGNA.

Il giovane Martello era impaziente che arrivasse "Chico" e la sua AMICA, "CARMENCITA".

Sì, ho trascritto bene, CARMENCITA E CHICO!!!

Chico Arguelo e l'amica Carmencita
Arrivarono a Venoso a settembre 1967, dove incontrarono tutti i Servi della Chiesa ed il sacerdote Mario Prandi.

Com’era CARMENCITA? Era una donna ben piazzata DALLO SGUARDO SEVERO. Già severo all’epoca. Era già laureata in Teologia. 

Purtroppo né CHICOCARMENCITA parlavano una parola d’italiano, MA LE LORO PERSONALITÀ PARLAVANO PER LORO. Già affascinavano la gente con il fascino dello straniero, perché evidentemente di ciò che dicevano si capiva poco e nulla. Forse c’era anche il rischio concreto che si capisse male, fischi per fiaschi.

Dato il fascino dello straniero dalla lingua incomprensibile, tranne uno o due, tutti andarono d’accordo con loro.

Di solito gli esercizi spirituali li guidava don Mario Prandi, parroco di Fontanaluccia e fondatore delle Congregazione delle Piccole Sorelle del Carmelo, non l’ultimo arrivato, insomma.

Quella volta però furono “istruiti” da quel certo Chico, e Martello pensò che don Mario Prandi si sentisse minacciato per la sottrazione del ruolo. Molto probabilmente invece si fidava poco.

Martello credette che don Mario, essendo un pretemesso da una parte da un laico”, iniziasse a fare rimproveri per gelosia, perché dal secondo giorno di “istruzione arguelliana”, alla presenza di una cinquantina di appartenenti ai Servi della Chiesa, obiettò che il parlare totalmente in spagnolo non aiutava a comprendere.

Aveva forse torto?
Anche don Dino, a Roma, si offrì come traduttore simultaneo. Normale.

Don Mario arrivò addirittura a dire che, dal momento che non si capiva nulla, forse Chico stava perdendo tempo.
Ma siccome quella mattina don Mario era arrivato tardi, il provocatore Chico chiese proprio all’autore del libro in esame che facesse un riassunto di quello che era stato detto nella prima ora.
Volete saperlo? Miracolo! Il ragazzo ripeté tutto, senza omettere una virgola.
Sarebbe interessante sapere se il resoconto del ragazzo era davvero ciò che aveva detto l’Argüello: per ottenere di far fare una figuraccia a don Mario, Chico certamente avrebbe avallato il riassunto, per dimostrare che “parlava le lingue”.
Magari il riassunto era sballato, ascoltato secondo una formazione ecclesiale pregressa, che induceva a prendere per buone certe affermazioni meno comprensibili.

L’istruzione di Chico era una “catechesi” centrata sulla Resurrezione che, come si premura di specificare Martello, non è da confondersi col Catechismo (l’abbiamo sempre pensato anche noi: che c’entrano le catechesi dell’Argüello col Catechismo?). 
La differenza, secondo Martello sta nel fatto che le catechesi di Chico, per “induzione” (che vuol dire?) sono UN’ESPOSIZIONE BIBLICA SULLA REDENZIONE CRISTIANA BASATA SULLA BIBBIA, mentre il Catechismo sarebbe un insieme di brevi domande e risposte. Ma che definizione sarebbe? Chico, lo spagnolo, deve aver passato bene questo strano concetto.

Il perno dell’istruzione trimestrale di Chico era il mistero Pasquale: il nostro autore scrisse tutto quello che usciva dalla bocca del fascinoso spagnolo e “ne fece tesoro”.
Chissà che sforzo, per un italiano, scrivere tutto quello che esce dalla bocca di uno che parla spagnolo!
Speriamo per lui che abbia scritto bene…

Martello gradì molto l’esperienza con Chico nella SETTIMANA degli esercizi spirituali.

Arriva Kiko a predicare
e in meno di un anno i Servi della Chiesa
perdono cinque vocazioni
Capì la forza di una personacarismatica”. Anche se parlava spagnolo, era carismatico, come tutte le persone affette da disturbo istrionico della personalità.
Se non ci affascina quello che dicono, ci affascina la loro personalità carismatica, che induce a credere alle loro parole, anche se pronunciate in una lingua non conosciuta dall’ascoltatore, quindi piuttosto incomprensibili.

Che il fascino risiedesse nel personaggio più che nella predicazione, lo si evince benissimo dal fatto che Martello si riproponeva di predicare NEL MODO in cui aveva sentito predicare l’”Arguelo”, NON COI SUOI CONTENUTI. Perché l’Argüello, con la sua personalità carismatica ed il fascino dello straniero, aveva “messo il fuoco” dentro di lui.

Martello non aveva dubbi sul “COME” lo avrebbe fatto, ribadisce.

È un po’ come quando i catechisti imitano “Chico” negli atteggiamenti e nell’accento spagnolo: stanno riproducendo il “COME”, del contenuto non importa.
Imitano, come si riproponeva anche Martello di imitare Chico.

L’avvento di Chico nei Servi della Chiesa pose molte VOLUTE e TENDENZIOSE domande:
"È necessario vivere in un istituto secolare per essere un vero cristiano – e se sì, perché? Se no, a che serve? Cosa vuol dire essere un prete o un laico? Quelli fuori dalla Chiesa non sono migliori di quelli dentro?"
Risultato?

Alla fine dell’anno 5 membri dei Servi della Chiesa lasciarono l’Istituto.
Li aveva messi in confusione davvero.
E bravo Chico. Congratulaciones.

Martello imputa quell’abbandono al “NUOVO PROCESSO CHE RUPPE LO SCUDO PROTETTIVO DELLA VECCHIA FEDE”. Credeva che ciò non accadesse solo nel suo Istituto, MA NELL’INTERA CHIESA.

Capito cosa passava in lingua spagnola il prof. Chico Arguelo?
Alcuni credettero che LO SCUDO PROTETTIVO DELLA VECCHIA FEDE andasse rotto e credevano che ciò avvenisse nell’intera Chiesa, che non ci fosse chi quello “SCUDO PROTETTIVO DELLA VECCHIA FEDE” lo voleva salvaguardare.

Il povero Martello, frastornato dalla personalità di Chico, afferma che don Dino Torreggiani e don Mario Prandi NON HANNO MAI CAPITO IN COSA CONSISTESSE QUESTO “DOLOROSO” CAMBIAMENTO, O LA RAGIONE DI ESSO.

Meno male, così si comprende che quel “cambiamento doloroso” che voleva “rompere con la vecchia fede”, è stato rifiutato dai due preti presenti, anche dal tanto decantato don Dino Torreggiani, che è poi sparito dalla scena Kikiana per sempre.
Infatti mi chiedevo perché don Dino fosse completamente sparito: l’ho capito adesso, attraverso questo libro.

Sentire predicare a lungo l’Argüello è stato differente che ascoltarlo ad Avila, quando parlava dei poveri, che don Dino amava. In Italia, questo Chico, voleva rompere con la vecchia fede ed apportare CAMBIAMENTI dolorosi. Cosa che don Dino rifiutò, grazie a Dio. Nel 2004 si è iniziato il processo di beatificazione di don Dino Torreggiani, quello che non volle credere a Chico.

C’era anche un altro prete agli esercizi spirituali: don Alberto Altana, che secondo Martello non si espresse perché durante gli esercizi DORMIVA MOLTO a causa di certi medicinali che assumeva.
Avendo esperienza delle catechesi kikiane, tendo a pensare che questo don Altana dormisse perché in primis non le capiva, essendo in spagnolo, ed in secundis perché gli risultavano poco interessanti e molto soporifere. Durante le catechesi, garantisco, c’è un’infinità di persone che dorme.
Molti potranno confermare.

C’era anche un laico, Ugolini.
Anche lui non badava a questo Chico e se ne stava per conto suo a pregare il rosario.
Infatti nel 1973 fu ordinato prete e non lasciò l’Istituto come altri fecero, essendo entrati in confusione dall’ascolto della dottrina kikiana del prof. Chico Arguelo materializzato dal nulla.

Online la biografia di Nadir Martello è scarna.
Si dice soltanto che emigrò in Australia più di 37 anni fa, avendo sposato un’australiana, e che ci vive tutt’oggi. 
Anche lui quindi lasciò l’Istituto, si sposò ed ebbe 3 figli. 
Si dichiara cattolico per nascita, ma molto vicino e simpatizzante alla fede Ortodossa Orientale.

Nella stesura del libro, nemmeno si ricordava o nemmeno sapeva l'esatto nome di Kiko Argüello, per dire che segno ha lasciato colui che lì per lì gli mise "il fuoco dentro".
Per dire anche quanto ne poteva capire o conoscere della lingua spagnola. Chissà che avrà capito delle catechesi kikiane...

C’è riuscito, Chico Arguelo, alla fine, a strappare i cattolici dalla loro fede.
Molti se ne sono andati, c’è chi s’è volto alla Chiesa Ortodossa…
Hanno resistito soltanto quelli della VECCHIA FEDE, che non gli hanno prestato ascolto e che non hanno accettato il NUOVO PROCESSO DI ROTTURA. Tanto che don Dino Torreggiani potrà essere dichiarato BEATO.

giovedì 18 gennaio 2024

A proposito del cosiddetto "catechista" neocatecumenale finito sotto processo...

Un lettore ci segnala una recente notizia su Open Online a proposito del processo in corso ad un cosiddetto "catechista" neocatecumenale che aveva abusato sessualmente di una ragazzina.

Tale giornale, non sappiamo se per ignoranza o per convenienza, evita di dire che il neocatecumenale era (e probabilmente è ancora) un cosiddetto "catechista" del Cammino, e che semplicemente il processo è già in corso da tempo. Sappiamo queste cose perché le aveva già dette un articolo del Messaggero di novembre 2020.

Sempre tale giornale, nel 2022 scriveva che il cosiddetto "catechista" è finito sotto processo; osservammo all'epoca la strana reticenza del presbìtero neocatecumenale a dare più dettagli (la definì bizzarramente una "relazione dai contorni sfocati", nonostante la denuncia specificasse "violenze").

Da tanti anni abbiamo già riportato su questo blog molte testimonianze di come i cosiddetti "catechisti" del Cammino (così come i loro "presbìteri" e altri VIP), anche quando si macchiano di gravi abusi, non vengono mai puniti dai vertici ma solo "sospesi" per qualche breve tempo, e poi "spostati" o mandati "in missione" a fare altri danni. Lo scopo dei vertici della setta neocatecumenale è sia quello di continuare ad avere un soggetto che pur di pararsi il deretano è disposto a fare qualsiasi cosa per la setta (se la setta lo scaricasse, cercherebbe probabilmente di vendicarsi), sia quello di nascondere la polvere sotto il tappeto (minimizzando e banalizzando i fattacci).

Dopotutto, in ogni setta si fa carriera a danno degli innocenti. 

Ricordiamo che in caso di abusi, il voler proteggere, coprire, insabbiare, oltre che un grave danno alla Chiesa Cattolica è un gravissimo rendersene complici davanti agli uomini e davanti a Dio. Il fatto che i media (come i sopracitati giornali) godano nell'infangare la Chiesa con accuse di abusi anche false, non implica che di fronte ad una denuncia non si debba subito procedere a valutare e a prender provvedimenti. Da molti anni, in più occasioni durante gli ultimi pontificati, la questione è stata affrontata dai vertici della Chiesa con tutta la serietà e severità necessarie.

Per rinfrescare la memoria ai lettori distratti suggeriamo la (ri)lettura di qualche articolo:

giovedì 11 gennaio 2024

Le strane origini del Cammino

Già da ventitreenne
Kiko si autorappresentava
con le fattezze del Redentore
Non mi pare onesto fondare un movimento su presunte apparizioni mariane che ne dovrebbero dimostrare l’origine soprannaturale, per poi farlo approvare ufficialmente dalla Chiesa tenendogliele nascoste.

Di fatto, tutti i movimenti spirituali sorti da apparizioni mariane, vere o presunte che siano, come quello salettiano, o medjugorjano, o di Garabandal, non hanno mai nascosto che all’origine della loro esistenza starebbe un fenomeno che essi giudicano di origine soprannaturale, ma, anzi, lo gridano dai tetti.

Perciò, le esperienze soprannaturali che dicono di aver avuto Kiko e Carmen, sembrano servire da pretesto per avvalorare, presso i fedeli, un movimento studiato a tavolino secondo idee soggettive.

Infatti, mentre tra i camminanti sottobanco girava la diceria che il Cammino fosse stato rivelato dalla Madonna a Kiko e Carmen, in veste ufficiale il Cammino si presentava come frutto del Concilio Vaticano II, che, più di averlo ispirato, pare ne abbia ispirato il pretesto.

Stando infatti al sito Wikipedia, Kiko e Carmen si impegnarono nella stesura di una "sintesi kerigmatico catechetica" ispirata al Concilio Vaticano II tra il 1964 e il 1967, ma nel 1964 la maggior parte dei documenti conciliari non era stata ancora approvata e, soprattutto, le riforme conciliari sarebbero arrivate solo anni dopo.

È però vero che il Cammino, fin dagli inizi, ha destato l’interesse di uomini di Chiesa, come il Bugnini che ne ha incoraggiato gli aspetti positivi nel 1974, ma è anche vero che gli incoraggiamenti non riguardavano mai la dottrina che ne sta alla base, ma ssolo una sorta di istinto religioso e di zelo, che la Chiesa sperava di poter indirizzare e ordinare.

E quando il Cammino ha chiesto di essere approvato dalla Chiesa, si è ben guardato dall’accennare alle presunte apparizioni mariane che ne dovevano garantire l’origine "soprannaturale" presso i fedeli.

Sgorbi di Kiko e dove trovarli:
il Crocifisso-Totem col cappello ebraico;
viene evidenziata la "Vergine Maria"

Infatti, se fossero state sottoposte al giudizio della Chiesa, non sarebbero state riconosciute di origine soprannaturale, non fosse altro perché, subito dopo averle ricevute nel nome di Gesù, non si può criticare e ridicolizzare il corpo di Gesù che è la Chiesa, come soprattutto nei primi tempi facevano Kiko e Carmen.

Ma, nonostante il silenzio sulle presunte apparizioni, l’approvazione degli statuti del Cammino non fu semplice, perché per la Chiesa il Cammino era qualcosa di diverso da quello che pensavano i suoi fondatori.

Alla fine, pur di vedere approvati i propri statuti, il Cammino dovette cedere su molte cose, tanto che ne uscì enormemente ridimensionato, cosicché il carisma del Cammino, quello che emerge dagli statuti approvati (e non quello creduto da tanti camminanti), risultò essere del livello di una semplice aggregazione ecclesiale.

È da notare come gli statuti del 2008, a parte due concessioni liturgiche del tutto secondarie (e comunque non incompatibili con quanto già approvato per tutta la Chiesa), in una nota che fa riferimento a una lettera del prefetto della Congregazione del Culto Divino, il Card. Arinze, del 1° dicembre 2005 (contenente le «decisioni del Santo Padre» Benedetto XVI), obbligano il Cammino ad attenersi, riguardo alla Messa, al Messale Romano, cosa che viene regolarmente disattesa ancora oggi.

Successivamente all’approvazione degli statuti del 2008, il Cammino sottopose alla Chiesa il Direttorio delle catechesi di Kiko, un documento che, essendo di carattere dottrinale, doveva essere approvato dall’allora Congregazione per la Dottrina della Fede, ma l’approvazione non è mai stata data.

"L'uomo-patata",
nella "nueva estetica" di Kiko:
notare gli occhi "fosse nere" e
il "buco nero nella guancia",
distintivi simboli kikiani

Il Direttorio, però, venne presentato al Pontificio Consiglio per i Laici che, non avendo i titoli per poterlo approvare, ha furbescamente consigliato di pubblicarlo, cosa che il Cammino si è ben guardato dal fare.

Fino a un improbabile giudizio positivo della Chiesa sulle apparizioni avute da Kiko, queste non sono da considerarsi autentiche, e perciò neanche il preteso “carisma” che si riconnette ad esse.

In conclusione, non dubito che, se il Cammino si atterrà scrupolosamente al suo vero carisma (che è quello circoscritto negli statuti approvati, che non autorizzano né le eresie, né le ambiguità, né gli svarioni liturgici, né lo strapotere dei cosiddetti "catechisti", né l'idolatria per i propri fondatori) e alle norme degli statuti, e perciò anche al Messale Romano, e se non considererà il Direttorio come ispirato dal Cielo, potrebbe in futuro portare finalmente frutti buoni e duraturi alla Chiesa.

giovedì 4 gennaio 2024

I "MUST" NEOCATECUMENALI DEI MISSIONARI INVIATI DA KIKO

Facce da neocat:
tristezza,
omologazione,
depressione

Durante il tempo di pandemia i più diligenti ed affezionati neocatecumenali si son dati da fare per pubblicare qualsiasi cosa li avesse potuti mettere in evidenza, dato che l’evidenza "in presenza" era impossibile. 

Su youtube, per esempio, si possono ancor oggi reperire incredibili performance, come anche sulle loro pagine facebook, dove mostrano se stessi in eccessi di vanagloria, credendo di mostrare il loro "Cammino": foto a go go, esibizioni canore in quantità industriale, anche individuali per i più narcisisti, altari domestici addobbati non tanto per essere utilizzati quanto per essere mostrati, nella patetica intenzione di apparire obbedienti alle disposizioni kikiane.
Riservatezza: MAI. 
Mostra di sé: SEMPRE.

Ma questi eccessi di protagonismo a volte tornano utili, perché esibiscono lati che forse per loro sarebbe meglio se rimanessero nascosti. 

Ultimamente ci siamo imbattuti in uno di questi video, molto casereccio, in cui si è preteso di “intervistare” una famiglia neocat in missione kikiana a Londra. 
Forse sarebbe stato meglio per loro se non l’avessero fatto, perché oltre a mostrare come tentano di far assurgere quotidianità comuni a tutti ad importanti interventi di Dio con loro, propinano candidamente eresie pure e discrepanze cronologiche, il tutto online. 

Si tratta di un'intervista (originariamente su youtube ma l'account è stato poi opportunamente "terminato") a Nancy e Antonio Milanese della parrocchia di San Giovanni apostolo a Catania, in missione a Londra, dice, da 10 anni. 

Questa coppia con 7 figli è approdata a Londra dopo 2 anni in Camerun. 

Allora iniziamo dalla parte più semplice e meno influente, che potrebbe essere frutto di dimenticanze e disattenzioni, poco ammissibili però quando parlando di se stessi si danno informazioni alle persone di tutto il mondo. In quei casi occorrerebbe precisione e correttezza perché, se i conti non tornano, poi è possibile che qualcuno non creda che siano del tutto vere...

Vediamo quindi la cronologia, ricostruibile da dichiarazioni rilasciate qua e là dalla coppia e dalla loro segnalazione come famiglia missionaria sul sito della loro parrocchia di origine. 

L'intervista è del 2020. Dicono di essere sposati da 25 anni, quindi dal 1995, e da "10 anni" a Londra, dopo aver fatto due anni di "missione" neocatecumenale in Camerun. 
10+2 fa 12, normalmente. 
Dicono però che dopo 15 anni di matrimonio hanno dato la disponibilità a partire per la missione. 
25-15 fa 10, normalmente. 
Stando all'intervista del 2020 hanno dunque dato la disponibilità a partire dal 2010, dieci anni prima.
Quindi prima domanda: Come fanno ad essere in missione da 12 anni? 2 in Camerun e 10 a Londra?
Mah, forse si sono ricordati male… 

Però non è l'unico dato che non torna. 
Dicono di aver dato la disponibilità alla missione dopo 15 anni di matrimonio. Allora nel 2010. 
Però dicono anche di aver ricevuto l’invio da Benedetto XVI nel 2006.
Nota chiarificatrice: in realtà i "missionari" neocat non sono mai stati inviati da un Papa ma dai responsabili del Cammino; cfr. Benedetto XVI il 12 gennaio 2006 che usa verbi in forma impersonale come se non fosse lui a inviare, e a dire che sono stati i kikos a chiedergli l'invio e a ricordare l'importanza della liturgia, e perfino a dire continuate ad annunciare il Vangelo - cioè non è un "invio", ma è solo una continuazione di qualcosa di già fatto), e Francesco il 1° febbraio 2014 che disse chiaramente: "i vostri responsabili vi invieranno").
I kikos mentono quando dicono "ci manda il Papa". Il Papa non li manda in missione nemmeno se loro glielo chiedono.
Dunque i conti non tornano: com'è possibile che nel 2006 vengono "inviati" ma ci mettono quattro anni prima di "dare la disponibilità" ad essere inviati?
Mah!

Ammesse le dimenticanze e le imprecisioni, ma tra 14 e 10 anni c’è una bella differenza in un arco temporale ridotto. Alla partenza per il Camerun, dicono, avevano già 4 figli. 
Sul sito parrocchiale, si dice che solo l’ultimo nato, che oggi ha 7 anni, sarebbe nato in Inghilterra:
"Antonio e Nancy Milanese con 7 figli il cui ultimo nato, Raffaele, ha avuto i natali nella città della Regina..."
Ci chiediamo dove siano nati il penultimo ed il terz’ultimo figlio, dato che dal Camerun sono passati subito all’Inghilterra. 
A Catania forse? 
Son tornati (a spese altrui), per partorire i figli? 
Hanno avuto anni di interruzione tra il Camerun e l’Inghilterra?
Come mai la confusione è su numerosi punti?

Quel che dicono questi "sposi missionari", col tipico stampo neocatecumenale dove sembra che certe occorrenze della vita capitino solo a loro e che "con l’aiuto di Dio" solo loro le possano superare ed accettare. 

La pandemia e il lockdown li abbiamo vissuti tutti, con tutte le difficoltà annesse e connesse, non c’è nulla di speciale. E tutti siamo sopravvissuti. Tutti li abbiamo in qualche modo accettati, tutti li abbiamo superati, in mezzo a disagi e difficoltà di tutti i tipi. Perché allora questa coppia viene intervistata e le viene specificamente chiesto “come ha vissuto il lockdown”, visto che non è una loro prerogativa personale? 
Ah, erano in 9…
Mah… Propaganda fatta un po' troppo frettolosamente? 

Peggio per loro, perché questa propaganda non fa loro molto onore. 

L’intervista rivela subito uno dei MUST del Movimento Neocatecumenale:
“Sono una coppia con le sue divergenze e i suoi litigi, ma loro sono stati tenuti insieme da Gesù Cristo.”
Maddai… 

Quante coppie al mondo non si separano e vivono la loro quotidianità con disaccordi, litigi e riappacificazioni? 
Tantissime: tutte quelle che non si separano.
Se quei kikos vivono non in santità, ma con i litigi di tutti, in cosa si differenziano dagli altri che non si separano?

Loro, che “dovevano essere buttati nella spazzatura”, sono invece stati tenuti insieme da Gesù Cristo.
Può darsi, ma allora ci devono spiegare come e in che cosa, dato appunto che molte coppie, nessuna "del Mulino Bianco", riescono a stare insieme. 

Dove, quindi, la differenza? 
Possibile che tutte le coppie neocatecumenali siano destinate a separazione certa, ma restano insieme solo "per opera di Dio" che avverrebbe esclusivamente perché "fanno il Cammino"?
Non vedo alcuna differenza con tante coppie “normali” e non neocatecumenali.

Altro MUST neocatecumenale: il partire "in missione" da veri dilettanti allo sbaraglio: non conoscevano la lingua! Che è l’inglese…
Oggi un po’ di inglese lo conoscono tutti, anche se hanno fatto solo le scuole medie. 
Non è mica il giapponese… Ma loro no, in qualità di neocatecumenali devono proprio partire come "dilettanti allo sbaraglio".

Nell'intervista a dei neocatekikos ovviamente non può mancare qualche SPARATA ERETICA: ringraziano Dio che li ha messi all’interno di UNA chiesa. Lo ripetono più volte: UNA chiesa. 
Non LA Chiesa. 
Una Chiesa” vuol dire tante cose, soprattutto la non identificazione con LA Chiesa, che non è “una” tra le tante. 
Ma è l’UNICA: LA CHIESA. Non “una” Chiesa. 

Introducono così quello che vanno a portare come missionari neocatecumenali per il mondo, quello in cui LORO credono. LE LORO ERESIE. 

Il marito, forse senza nemmeno rendersene conto, tenta una similitudine tra se stesso e Gesù Cristo. Eh sì, perché:
Gesù Cristo era un uomo, con le sue paure, che piangeva, che soffriva… Un uomo... Ma che CON L’AIUTO DI DIO E DELLO SPIRITO SANTO E’ RIUSCITO AD ELEVARE LA SUA NATURA UMANA A QUALCOSA DI DIVERSO.” 

Sul serio: questi sarebbero non solo "cristiani" dalla "fede adulta" ma addirittura "missionari"? Mah!

E quindi continua:
E questo SENTIRMI UOMO COME GESÙ CRISTO, VEDERE LUI CHE È RIUSCITO, questo ci ha aiutati, perché ogni giorno cadiamo, ogni giorno abbiamo i nostri peccati, le nostre tentazioni, i problemi coi figli, ne abbiamo 7 e 4 in cielo.” 
Ma ci rendiamo conto di cosa portano queste persone? 

Il cattolicesimo? 

Cristo era un uomo che "È RIUSCITO AD ELEVARE LA SUA NATURA UMANA…"

Per loro Gesù NON E’ DIO. 
NON E’ DIO!!

Per loro Gesù sarebbe stato solo un semplice uomo che, CON L’AIUTO DI DIO E DELLO SPIRITO SANTO, ha "elevato" la sua natura umana. 
Come fanno i santi, semplici uomini. 

Padre, FIGLIO e Spirito Santo. 
Per loro c’è il FIGLIO, Gesù, che aiutato da altri”, cioè il Padre e lo Spirito Santo, È RIUSCITO ad elevare la sua natura… 

Dov’è la NATURA DIVINA di Gesù nelle parole di questo “missionario” neocatecumenale? 

Ma, come se non bastasse, ne spara un’altra ancora più grossa, a conferma che ciò che ha detto prima è proprio quello che crede: LUI SI SENTE UOMO COME GESÙ CRISTO E, QUEL VEDERE CHE LUI E’ RIUSCITO (!!!!), lo ha aiutato, perché tutti i giorni "si cade e si pecca" (come... come Gesù Cristo? secondo la loro mentalità).

E’ come dire: “Se c’è riuscito Lui, Gesù, con lo stesso aiuto che Dio ha dato a Lui ci riuscirò anch’io!” 
Sì perché ogni giorno cadiamo, ogni giorno abbiamo i nostri peccati… 

Infatti, poi aggiunge: 
L’UNICA COSA CHE CI FA FIGLI DI DIO È AVERE QUESTA SOMIGLIANZA CON GESU’ CRISTO”!!!
Non ci fa figli di Dio il SACRAMENTO del Battesimo, ma la somiglianza con Gesù! 
Eccerto, allora ci vuole l’aiuto di Dio! 

Peccato però che GESÙ NON AVESSE PECCATI, come insinua questo signor missionario dei miei stivali.
Gesù era il MESSIA, l’AGNELLO SENZA MACCHIA
Non era un uomo e basta come questo signore. Non aveva peccato. Non è mai caduto. 
GESÙ ERA ED È DIO
Oltre che umana, ha natura divina.
Al sentir dire pubblicamente queste palesissime eresie, ho rabbrividito. E deve aver rabbrividito anche qualcun altro, visto che mentre questa pagina blog è stata pianificata per la pubblicazione, il video è "molto opportunamente" sparito da Youtube.
L'intervistatrice poi pone loro due domande e nelle loro risposte emergono le solite cavolate neocatecumenali, prestampate:
I figli fanno la loro missione a scuola e sono contentissimi” 
Ma poi dicono che hanno avuto ribellioni e crisi e loro, per aiutarli, oltre che con la preghiera, li hanno COSTRETTI alle Lodi domenicali. Il toccasana…
Qui a Londra è una società difficile” 
Più che altrove? Poverini, per loro sempre cose difficili… 
Addirittura nelle scuole parlano di sesso e masturbazione!
Allora fanno proprio come fa il Movimento Neocatecumenale, che non fa altro che parlare si sesso e masturbazione. 
Ho avuto diverse volte schifo nel sentire dentro la mia ex comunità persone adulte che parlavano del loro autoerotismo o di questioni intime di sesso all’interno della coppia. 
Schifo davvero. Si perde il senso della decenza e del limite.
E solo perché Kiko e Carmen, fondatori del Cammino, per tutta una vita indulgevano a scabrosi discorsetti a tema sessuale.

Ad un certo punto all'intervistatrice le scappa di parlar chiaro per un attimo:
Com’è stato PORTARE IL CAMMINO NEOCATECUMENALE a Londra?” 
Chiaro cosa portano i sedicenti "missionari" neocatecumenali?
Non il cristianesimo, il cattolicesimo, la Chiesa. No. 
Loro PORTANO IL CAMMINO NEOCATECUMENALE. 
Loro portano “UNA” Chiesa. 

Non ne dubitavamo. 
E’ da mo’ che lo diciamo… 

Naturalmente la coppiettina non corregge. Per loro è naturale portare “il Cammino Neocatecumenale”, manco ci pensano alla Chiesa. 

Nella risposta emerge un altro MUST neocatecumenale:
Noi veniamo invitati dai vescovi per aiutare nella pastorale della parrocchia dove c’è di bisogno.”
E dov’è che c’è bisogno?
Nella parrocchia dove siamo arrivati già c’erano 3 comunità da 15 anni. Noi continuiamo il lavoro che qualche altro ha iniziato. Poi operare l’ecumenismo e cercare sempre un punto di comunione con gli altri cristiani. Quello che facciamo è rispettare.” 
Quello che fanno è RISPETTARE. 
Mica portare il cattolicesimo.
Quello che fanno è AIUTARE ALTRE COMUNITÀ.
Mica aiutare i cattolici.
Quello che fanno è OPERARE L'ECUMENISMO.
Ma sentiteli:
Lo spirito è quello di annunciare Gesù Cristo e basta. Soprattutto con la nostra vita, se poi c’è tempo, come diceva San Francesco, parlate pure.” 
Attenzione, quando dicono "annunciare Gesù Cristo" stanno parlando di ciò che per loro era un peccatore che "con l'aiuto di Dio" si è elevato bla bla bla.
 
Evidentemente questi non fanno neppure catechesi. Se le avessero fatte, l’avrebbero detto.
Hanno quindi solo cambiato comunità, da Catania a Londra. 
Stanno in una parrocchia dove in 15 anni sono nate solo 3 comunità e vorrei vedere quanto numerose.

Eppure, gli stessi neocatecumenali, proprio parlando di Benedetto XVI nel 2006, affermano che questi "missionari" dovrebbero andare nelle aree scristianizzate, e quindi non comodamente a far da supporto in parrocchie già pronte e neocatecumenalizzate, come quando nelle comunità ormai composte da tutti giovani figli mettono a supporto i "responsabili in appoggio" presi dalle comunità più anziane:
"...la famiglia riceve il mandato di evangelizzare aree scristianizzate o pagane, con la missione di fare presente una comunità cristiana che sia “perfettamente una cosa sola, perché il mondo creda”...
Hanno intervistato i "missionari" che NON portano all’estero (avendocelo già trovato pronto) il MOVIMENTO NEOCATECUMENALE, come uno sputo nell’oceano. In totale: tre gatti + due. 

Dov’è la loro importanza? 

Poi arriva pure il MUST della precarietà.
A loro non è mancato nulla, pur non lavorando il marito durante il lockdown. Come molti. 
Hanno potuto mangiare tutti i giorni. Nella costosa Londra.

Però, alla fine di settembre, "scenderanno a Catania". (A proposito: perché? non erano "in missione"? la "missione" prevede delle vacanze-premio? per i soli genitori o anche per i 7 figli?) Evidentemente sono così precari da pagarsi anche i viaggi (non solo aereo).
Coi soldi di chi? 
Molto probabilmente dei fratellini siciliani che pagano le spese di un’intera famiglia solo perché diffonda il neocatecumenalesimo cambiando semplicemente parrocchia. 

Eccoli, senza vergogna, i missionari neocatecumenali.

giovedì 28 dicembre 2023

IN ALTRE PAROLE… "TRADUZIONE" DELL'ALLARMISMO DEI "CATECHISTI" IN EPOCA DI LOCKDOWN

Mi ha risvegliato molti ricordi e mi ha molto colpita la lettera (estate 2020, in tempi di pandemia) che certi cosiddetti "catechisti" del Cammino della zona di San Carlos avevano inviato ai fratelli delle comunità (sedicenti "catecumeni", sebbene il termine catecumeno nella Chiesa indichi il non battezzato che si sta preparando a ricevere il Battesimo).

È evidente che tali "catecumeni" (fratelli del Cammino) stavano sfuggendo dalle mani dei cosiddetti "catechisti", e gli eventi del 2020 (pandemia e lockdown) acceleravano e facilitavano quel voler sfuggire, quella ricerca di “scuse perfette” per sottrarsi alla tipica valanga di imposizioni del Cammino, valanga che dovette essere un po' frenata dai lockdown.

Ma succede ancor oggi. Succede anche nella mia zona. Alla grande. Proprio come trapela dal malcelato allarmismo dei cosiddetti "catechisti" in questa lettera, quel tono apparentemente ordinato ma perentorio di fronte a quel fuggi-fuggi di "camminanti", che il Cammino continua ancor oggi a vivere. Quel tono perentorio parla di una crisi che è tutt'altro che diminuita.

Ha già trovato la "scusa perfetta"
Ha già trovato
 la "scusa perfetta"


I fratelli delle comunità del Cammino, sedicenti "catecumeni" (nulla a che vedere coi catecumeni della “chiesa primitiva”, ai quali da sempre hanno millantato di aver fatto riferimento: quelli della chiesa primitiva si accostavano per il desiderio di diventare cristiani, quelli della chiesa kikiana si accostano credendo di trovare soluzione ai loro problemi (moto egoistico) vivevano il Cammino anzitutto come occasione di "allegra" socialità.

Quindi, appena la SOCIALITÀ diminuisce o si appiattisce, sparisce rapidamente anche il "gusto" di starci, e si cercano scuse per non partecipare. La buona scusa "plausibile", s'intende, per non farsi accusare di essersi allontanati dal "Signore".

Non così i catecumeni della chiesa primitiva, che spesso sapevano di andare incontro non ad un’allegra vita sociale, ma alla persecuzione.
L’accostamento quindi, in tempo di isolamento sociale da pandemia Covid, cadeva miseramente mostrando il vero volto di questa scimmiottatura della chiesa primitiva.

Per comprendere bene le pieghe della lettera che questi catechisti neocatecumenali inviarono ai loro adepti, bisogna conoscere a fondo il linguaggio neocatecumenale, nonché le intenzioni che si celano dietro a certe affermazioni, per cui chi non ha chiaro come funzionano le cose nel Cammino, oppure conosce poco lo slang neocatecumenale, necessita di traduzione in italiano, senza giri di parole e senza sottintesi. Altrimenti rischia di non comprendere totalmente e di dar meno rilevanza a frasi che invece svelano un mondo.

Questa “traduzione” quindi, condensato di molteplici commenti scritti nell’articolo dedicato, non è per coloro che già capiscono perché sanno, ma è a beneficio di quelli che hanno cominciato a dubitare, a intuire, a porsi qualche timida domandina.

Segue qui sotto nostra traduzione e commenti della
lettera dei cosiddetti "catechisti" del Cammino:

“La Madonna degli angeli vi conceda il dono dell’OBBEDIENZA A NOI, CATECHISTI LAICI, che non abbiamo nessun mandato personale e nessuna preparazione spirituale, se non quella che ci siamo fatti frequentando il Movimento Neocatecumenale, scelti dalla comunità in base a simpatie o parentele varie, quasi mai in base alla fede.

Dell’OBBEDIENZA VERA, che è quella alla Chiesa, al suo Magistero e al suo deposito di fede, molto diversa da quella che dovete tributare a noi, non ve ne dovete interessare.
I preti cattolici infatti, quando fanno direzione spirituale o organizzano appuntamenti parrocchiali, NON CHIEDONO MAI OBBEDIENZA A SE STESSI, ma lasciano LIBERI I FEDELI.
Sanno che esiste il libero arbitrio, dono prezioso di Dio ad ogni anima
, sanno che possono esistere legittimi motivi per non partecipare, sanno che forzare .

NOI CATECHISTI LAICI, INVECE, CHIEDIAMO TOTALE OBBEDIENZA SEMPRE, SU TUTTO, E NON LASCIAMO LIBERI I CATECUMENI, pena espulsione implicita o esplicita dalla comunità.

Stiamo attraversando [nel 2020] tempi difficili a causa della Pandemia (lettera maiuscola perché la consideriamo degna di nome proprio, come poi faremo col Diavolo) e non neghiamo che questa malattia ci preoccupa e ci appesantisce molto, ma non è quello il problema. Il vero problema è un altro: siamo MOLTO PIU’ PREOCCUPATI PER IL FATTO CHE ALCUNI NON STANNO ATTUANDO LE DISPOSIZIONI CHE NOI, LORO CATECHISTI, STIAMO INDICANDO.

I catecumeni fanno sciopero

Ciò che preoccupa maggiormente è che non si faccia come diciamo NOI.
DOVETE ATTUARE QUELLO CHE DICIAMO NOI  .

Il problema vero è che tra questi DISOBBEDIENTI ci sono anche CATECHISTI a loro volta, quelli che hanno delle responsabilità, cioè coloro che dovrebbero fungere da “maestri” di altri, e RESPONSABILI, che dovrebbero collaborare con noi "catechisti" per garantire che il cammino sia fatto secondo le regole e le disposizioni arrivate dall’alto.

Come potranno i CATECHISTI chiedere obbedienza, o come hanno potuto chiederla in passato, se sono i primi a DISOBBEDIRE ED A FREGARSENE dei frateli delle comunità e NON ATTUANO nostre disposizioni?
Che razza di "catechisti neocatecumenali" sono se non hanno a cuore la fede in Kiko dei propri cosiddetti "catecumeni", se ne disinteressano e sono loro per primi a disobbedirci? Come potremmo dichiarare che persone così parlano per bocca dello Spirito Santo? Come possiamo considerarli “maestri di fede” se basta un tempo di isolamento a farli disamorare e infiacchire? Come potranno i catecumeni, da ora in poi, dare loro credito?

Speriamo che l'intercessione di Maria Santissima aiuti tutti noi ad entrare con gioia nella Volontà di Dio perché, come ben sapete, noi sappiamo qual è la volontà di Dio PER VOI, non per nulla siamo i VOSTRI CATECHISTI: quelli che “dovrebbero” essere illuminati ma di cui molti con la pandemia hanno perso ogni zelo. 

La "volontà di Dio", secondo noi, è che voi RIMANIATE NEL MOVIMENTO NEOCATECUMENALE, per giunta CON GIOIA. Non possono esserci altre volontà.
Se la gioia non ce l’avete, fatevela venire perché qui da noi È NECESSARIA per dimostrare l’allegria cristiana.

Allegria neocatecumenale
GMG Panama

Prima di tutto vi incoraggiamo a credere al GRANDE MIRACOLO che IN TUTTI QUESTI ANNI il Signore Gesù Cristo ha fatto con ciascuno di noi.
Beh un miracolo è un accadimento, un fatto, accade in un certo momento, non dovrebbe DURARE ANNI.
Invece da NOI il Signore fa MIRACOLI CONTINUATIVI, che durano anni.

Quindi il “miracolo” accadde quando foste chiamati, poi è continuato “in tutti questi anni”.
Fu quando venimmo chiamati a far parte del Corpo Santo di Gesù, cioè la sua Chiesa, altrimenti detta sua Sposa, espressione che rappresenta molto meno il corpo come comunità. Perciò la usiamo di meno.
Fummo chiamati attraverso UN DONO: una comunità CONCRETA. La comunità parrocchiale invece è ASTRATTA.

Ci sono anche quelli che questo DONO non l’hanno ricevuto, per esempio i cristiani della domenica, oppure l’hanno rifiutato.

Non ponetevi la domanda, voi già battezzati, se facevate parte della Chiesa anche da prima, attraverso il sacramento del Battesimo. La risposta richiederebbe uso dell’intelligenza e della ragione, e voi sapete che la “ragione va circoncisa”, non ne va fatto uso.
Se noi vi diciamo che la vostra entrata nella Chiesa risale alla chiamata che il Signore vi fece quando entraste in comunità e non ai tempi del vostro Battesimo, dovete crederci e basta.

Noi diciamo che la comunità è Santa come impropria estensione al fatto che LA CHIESA È SANTA e, finché ci tengono nella Chiesa, possiamo approfittare per dichiarare santa anche la comunità, per indebita estensione. Che è santa ce lo diciamo da noi stessi. NOI, che possiamo ragionare, ragioniamo così, per estensione.

I catechisti, cioè NOI, ti abbiamo fatto delle promesse. NON HA PROMESSO IL SIGNORE, ABBIAMO PROMESSO NOI.
Ma siccome noi, catechisti alla stessa stregua di quei catechisti disobbedienti e infiacchiti che non presenziano alle nostre celebrazioni, siamo comunque per definizione “inviati dallo spirito santo”, le promesse che facciamo noi è come se le avesse fatte il Signore.
Il difficile è distinguere tra catechisti convinti e catechisti disubbidienti. Meglio quindi obbedire a tutti, anche a quelli tiepidi e svogliati. Chi obbedisce non sbaglia mai, si dice in riferimento alla Chiesa, che RAPPRESENTIAMO NOI.

Diciamo questo perché [ad agosto 2020] sono passati 5 mesi da quando questa piaga globale ci ha circondato… ma FORSE PER ALCUNI È STATA LA SCUSA PERFETTA PER SVINCOLARSI DALLA PROPRIA COMUNITÀ.

Sono bastati solo 5 mesi per desiderare di accampare scuse e svincolarsi, proprio come quando le cose si fanno controvoglia, tipo i ragazzini che accampano scuse per non andare a scuola e manipolano il termometro per far credere di avere la febbre…

Questi “alcuni”, COMPRESI CATECHISTI E RESPONSABILI come dicevamo prima, aspettavano la SCUSA PERFETTA PER SVINCOLARSI DALLA COMUNITÀ

Forse non ci stavano bene? Forse non ci andavano volentieri? Forse non credevano più tanto a quello che NOI CATECHISTI MAGGIORI predicavamo? Forse erano iniziati i sani dubbi? Forse sentivano il peso dei 613 precetti della Torah?

NESSUNO, CHE AMI QUELLO CHE FA, ASPETTA SCUSE PERFETTE PER DIVINCOLARSI. 

Allora serpeggiava già un baco? Non era uscito finché non è arrivato il lockdown e la fine della SOCIALITA’, UNICO MOTIVO DI AGGREGAZIONE?

A noi non preoccupa tanto il coronavirus, nemmeno vi abbiamo chiesto come state e nemmeno l’hanno fatto i vostri catechisti disobbedienti ed infiacchiti: a noi preoccupa il lockdown, che non ci permette di portare avanti i 613 precetti della Torah Kikiana, che non ci fa godere dei bellissimi viaggi, dei bellissimi alberghi, delle mangerecce e continue agapi, dei “nostri” raduni e sinfonie, con i quali vi tenevamo accalappiati…
Il lockdown ci ha ostacolati NON nella fede, perché quella si può alimentare anche da casa propria, ma nella nostra SOCIALITÀ, che è evidentemente quello che ha attratto molti di voi, che accampate “scuse perfette” appena la SOCIALITÀ VIENE MENO.

Il Signore permette le cose per il bene di chi lo ama, e quindi forse avete scoperto in QUESTO TEMPO DI DESERTO, permesso dal Signore, che nel vostro cuore non c'è amore a Dio, e di conseguenza non c'è amore a tuo fratello e al tuo prossimo. 

Gesù PREGAVA nel deserto

Dobbiamo dire questo perché, qualora utilizzaste la ragione e scopriste che si sta meglio senza tutti i sovraccarichi della comunità, gli esborsi delle decime e gli strilli canori, nonché le tediose e lunghissime catechesi sempre uguali, vi dobbiamo manipolare e convincere che SIETE STATI NEL DESERTO e che NEL VOSTRO CUORE NON C’È AMORE A DIO NÉ AI FRATELLI.

Lasciatevi GIUDICARE DA NOI, che abbiamo il permesso per giudicare.

Giudicando intanto manipoliamo le vostre menti e vi induciamo a pensare e credere cose che potrebbero non essere vere, non per nulla noi siamo i catechisti, gli “illuminati permanentemente dallo spirito santo”.

Magari vi siete collegati col Vaticano, con la vostra parrocchia, avete pregato per conto vostro il rosario o altro, ma questo non vi conta niente: SICCOME NON VI SIETE COLLEGATI VIA ZOOM CON LA COMUNITÀ, VOI SIETE NEL DESERTO E NON AMATE DIO NÉ I FRATELLI.

Da cosa si vede? Che state facendo MALE le preghiere che la Chiesa, cioè NOI, vi ha consegnato.

Ve le abbiamo consegnate NOI e magari, se avevate ricevuto i sacramenti, ve le avevano consegnate anche altri prima di noi, ma quelle non contavano. Contano quelle che vi abbiamo consegnato nel Movimento Neocatecumenale.

LA COSA MOLTO PIÙ GRAVE, non è che tu possa aver pregato per conto tuo o ti sia collegato con altre iniziative, ma che TU TI SIA SEDUTO NON UNENDOTI ALLA TUA COMUNITÀ VIA ZOOM.

Il resto non conta, non è “roba nostra” e che tu possa scansare la “roba nostra” per collegarti con altri o pregare da solo è cosa MOLTO GRAVE, LA PIÙ GRAVE DI TUTTE perché, nel nostro gergo, significa che TI SEI SEDUTO E STAI NEL DESERTO. È GRAVISSIMO.

Noi non c’eravamo in casa tua a vedere se pregavi o ti collegavi con altri, ma il GIUDIZIO LO FACCIAMO UGUALMENTE.
NOI POSSIAMO, PERÒ LO CHIAMIAMO DISCERNIMENTO.

GIUDICHIAMO inoltre che ti sei disinteressato dei fratelli: non possiamo saperlo con certezza perché il responsabile-delatore non abita a casa tua e in questo caso non può sapere, e quindi riferirci, se ti sei sentito coi fratelli. Lo pensiamo noi, perché noi di te pensiamo sempre MALE.

E’ successo che se ti sei connesso con i nostri appuntamenti, non ti sei mostrato (quindi era una finta connessione come succedeva prima, quando facevi finta di obbedire e poi agivi diversamente), oppure eri addirittura in pigiama, sdraiato in poltrona o nel letto: ti devi addobbare a festa quando stai in casa tua per presentarti ai nostri collegamenti. Il collegamento È SACRO.

Da tutto ciò GIUDICHIAMO che non ti interessa trasmettere la fede ai figli, perché la fede si trasmette solo nel modo che diciamo noi, tu non puoi pensare o agire da solo.

GIUDICHIAMO ANCHE CHE I FIGLI TI DISTURBANO.
Come facciamo a saperlo? Perché disturbano anche noi: per questo usciamo tutte le sere (in tempo di non pandemia) e li lasciamo in continuazione con le baby sitters: fare il catechista edifica, badare ai figli è un disturbo. Noi li facciamo soltanto, i figli, poi li scarichiamo ad altri, nonni o baby sitters. Per la causa e per nostra buona comodità.
Magari hai figli ultra ventenni, che vanno all’università, ma non desideri trasmettere loro la fede perché A TORTO, li reputi già grandi.

Inoltre, quelli che potrebbero andare alle Eucarestie (neocatecumenali) di persona, preferiscono collegarsi con un mondo immaginario: il Michigan dell’Uganda.
Come mai questa preferenza?

GIUDICHIAMO che a te non importa nulla, che ti siedi (non cammini) e non sai che se non ti colleghi alla comunità via Zoom è il Signore che ti sta mostrando il TUO EGOISMO e la TUA APATIA verso le cose di comunità, che noi chiamiamo sante. 

GIUDICHIAMO che sperperi come il figliol prodigo, mentre magari hai assistito tutti i giorni alla Messa e hai pregato molto, cosa che il figliol prodigo non fece.

Ora, in questo lockdown [nel 2020], il Signore si mette a fare sul serio con te: vuole salvarti dal tuo OSCURO EGOISMO e dalla TUA SCHIAVITÙ DI VIVERE PER TE STESSO, che noi abbiamo già GIUDICATO su di te, anche se in realtà non possiamo sapere come stai vivendo.

Viene a scomodarti tramite il Movimento Neocatecumenale e tutto quello che permette è per il tuo bene: anche se lasci la comunità è per il tuo bene. Se TUTTO è per il nostro bene, quindi, potrebbe essere nostro bene anche lasciare la comunità. Ma noi non intendiamo affatto questo.

Non permettere al Diavolo, padre delle bugie, di interpretare ciò che stai vivendo come una punizione o una sofferenza senza senso, e di farti credere che questa è la prova che Dio non ti ama.
Scriviamo Diavolo con la maiuscola, dopotutto si merita l’onore della "maiuscola reverenziale", che è utilizzata ancora di frequente per i pronomi e aggettivi possessivi che si riferiscono a Dio, a persone o cose sacre, a persona di riguardo. 

Tu, che [in questo 2020] vivi la pandemia GLOBALE come tutti nel mondo, interpreti che questa sia PER TE una punizione o una sofferenza senza senso, anche se non si capisce perché ti dovresti considerare diverso da tutti gli altri che patiscono la tua stessa sorte e i tuoi stessi pericoli: NOI TI DICIAMO CHE TU PENSI QUESTO e che questa è l’interpretazione del diavolo.

Magari invece non l’hai nemmeno pensato, perché sai che non è una cosa che è capitata solo a te ma a tutti: comunque noi ti interpretiamo questa interpretazione del diavolo e la attribuiamo a te.
Se questa pandemia [del 2020], che fa soffrire TUTTI, fosse la prova che Dio non ti ama, dovremmo dire che Dio non ama nessuno, perché TUTTI soffrono della stessa calamità.

GIUDICHIAMO che tu, anche se con sorte uguale a tutti, hai creduto che Dio non ama proprio te, chissà perché. E GIUDICHIAMO che il diavolo vuole ingannarti, perciò ti invitiamo a non giocarti la TUA ELEZIONE per chissà quale piatto di lenticchie. 

Non sappiamo quali siano queste lenticchie. Qualcuno ti ha offerto cose diverse dal Movimento Neocatecumenale? Perché le lenticchie furono offerte da Giacobbe ad Esaù.
Probabilmente non ti è stato offerto nulla, ma noi parliamo per slogan e qui ci sembrava che stesse bene.

Tu non sei chiamato, sei proprio eletto, te lo diciamo noi che queste cose di Dio le sappiamo. A NOI Dio comunica chi è eletto e chi no.

Quindi, ricomincia a preparare i temi che I TUOI CATECHISTI TI HANNO DATO. OBBEDISCI AI TUOI CATECHISTI LAICI, ANCHE A QUELLI CHE SONO DISOBBEDIENTI LORO PER PRIMI E CHE SE NE FREGANO DI TE, come abbiamo avuto modo di evidenziare all’inizio quando tra i fannulloni disinteressati annoveravamo anche “CATECHISTI ILLUMINATI DALLO SPIRITO SANTO”.

OBBEDISCI AI CATECHISTI, ora che non ti interessa di fare bella figura perché non sei davanti a loro di persona: fallo perché preparando i temi ricevi una Parola.
La potresti ricevere anche in parrocchia da un buon sacerdote, ma NOI quella te la vietiamo.

Se possibile, ma non è detto perché i sacerdoti sono pochi, compresi quelli neocatecumenali, cercate un prete neocatecumenale che vi possa celebrare l’Eucarestia neocatecumenale, così che possiate fare le cose che facciamo noi neocatecumenali: monizioni e risonanze (anche se la Chiesa ci ha detto che devono essere brevi e solo in casi particolari), i NOSTRI canti, nel NOSTRO modo comunitario, come voi avete sempre visto fare a NOI, che facciamo scuola e dai quali dovete prendere l’esempio. 

Se non potete farlo il sabato sera, saltate assolutamente la Messa parrocchiale dei cristiani della domenica mattina e fate la “NOSTRA” la domenica pomeriggio.
Se non potete nemmeno domenica pomeriggio vi invitiamo alle NOSTRE EUCARESTIE alle 19,00 ogni sabato. Solo alle NOSTRE.

PER FAVORE NON UNITEVI AD ALTRI PER CELEBRARE L’EUCARESTIA.
Per “altri” si intende la parrocchia o comunità diverse dalla vostra. Solo con la vostra comunità o con NOI CATECHISTI.

Non unitevi a nessuno nemmeno per fare Lodi o Vespri: se siete soli o vedovi li dovete fare INDIVIDUALMENTE.
Col coniuge, se sposati.

Chi ci rimette in tutto questo sono le persone sole o i vedovi: non devono unirsi a nessuno per pregare, devono farlo in solitudine, aggiungendo questa solitudine a tutto il resto. Tanto a noi che ce ne importa: i soli o i vedovi servono per i servizi: i soli per aiutare le missioni, i vedovi per l’accoglienza. Non essendo possibile in questo tempo né l’una né l’altra, dei soli o dei vedovi non ce ne facciamo nulla.
Che preghino da soli, senza unirsi a nessuno.

Ve lo diciamo noi, che siamo i VOSTRI CATECHISTI. NESSUN ALTRO LO È, specialmente chi non appartiene al NOSTRO MOVIMENTO, per esempio i sacerdoti non neocatecumenali.
Non essendo VOSTRI CATECHISTI, non li dovete ascoltare. Dovete ascoltare SOLO NOI, nessun altro.

Il Signore, NEL SUO AMORE, TI HA DATO NOI. NOI SIAMO L’ESPRESSIONE DELL’AMORE DI DIO PER TE. Non fare caso se siamo stati eletti dalla comunità, non di certo in base alla fede, ma in base a parentele, amicizie e simpatie, dove il Signore non c’entra nulla. Oppure perché parlavamo bene davanti e razzolavamo male dietro (caso diffusissimo).

SE NON AMI NOI, FRATELLO, È SEGNO CHE TI DEVI CONVERTIRE, PERCHÉ DISPREZZI I CATECHISTI CHE DIO TI DÀ.
Noi lo diamo per scontato e su questo non si discute.

QUINDI, NON CI DISPREZZARE: CHI DISPREZZA I SUOI CATECHISTI LAICI, VOTATI DALLA COMUNITÀ IN BASE A SIMPATIE, AMICIZIE E PARENTELE, SPUTA NEL PIATTO IN CUI MANGIA ED È SEGNO DI MANCATA CONVERSIONE.

IL CONVERTITO AL CRISTIANESIMO GUARDA A DIO, IL CONVERTITO AL KIKIANESIMO GUARDA A NOI CATECHISTI, ESPRESSIONI-CLONE DEL DIO KIKO.

A volte ci chiamano per dirci che non sanno cosa fare poiché i loro catechisti non li hanno informati.
Non chiedetevi perché i catechisti non li hanno informati su cosa fare: rientrano sempre tra quelli tiepidi e disubbidienti ai quali ci riferivamo sopra, che non fanno quello che NOI diciamo.
Se ve lo chiedeste, la risposta vi allontanerebbe dal Movimento: chi vorrebbe “catechisti illuminati da Dio” che si disinteressano dei "catecumeni" e se ne fregano di partecipare alle riunioni online della comunità su Zoom, un po’ come ha fatto Kiko dall’inizio della pandemia [siamo nel 2020] non facendosi mai vedere, pandemia che noi stessi abbiamo detto essere iniziata ormai 5 mesi fa?

Per questo, sperando che stavolta ci obbediate, perché altrimenti perdiamo la presa su di voi, vi carichiamo di impegni.

Ti vogliamo riacchiappare...

Il sabato pomeriggio vi invitiamo ad unirvi alla celebrazione della parola CON LA VOSTRA COMUNITÀ, NON CON ALTRI. Ci deve essere un gruppo di fratelli che preparano la parola (via Zoom) e ci devono essere le solite monizioni, i canti, le risonanze, in un collegamento a distanza alquanto ridicolo quanto triste.

La cosa vi impegnerà circa due orette. Se siete pochi come ultimamente succede, anche meno.

Per cui, visto che per i neocatecumenali il sabato è il “giorno del Signore” come per gli ebrei, appena finito scollegatevi dalla celebrazione della Parola ed immediatamente collegatevi con l’Eucarestia delle 19,00. Se trovate un presbitero neocatecumenale, fatelo con la vostra comunità, altrimenti con NOI. NON CON ALTRI.

Riprendete via zoom la CONVIVENZA MENSILE: Lodi al mattino (stavolta i soli e i vedovi si possono collegare), scollegamento per pranzo e ricollegamento per due ore nel pomeriggio, così fate il giro d’esperienze telematico.

Riprendete le SCRUTATIO DEI GIOVANI, che hanno bisogno di essere incoraggiati e nutriti.
Ma non da persone o preti qualsiasi, bensì dai PROPRI CATECHISTI che, chissà perché, forse per svogliatezza e demotivazione, le avevano interrotte.

Vi sembra tanto celebrare la Parola di sabato pomeriggio, prepararla a turni, di seguito celebrare l’Eucarestia rigorosamente neocatecumenale, fare la convivenza mensile e la Scrutatio dei giovani, il tutto via Zoom?
Ma come, fino a inizio 2020 quando non c’era ancora la pandemia facevamo ben altro, ci divertivamo un sacco!
Viaggi, 100 piazze, sinfonie, raduni, pellegrinaggi con parola al caso per la vita, annunci vari, chiamate vocazionali a desta e a manca, fine cammino in Terra Santa, Matrimonio spirituale in Terra Santa, alberghi di lusso, King David a Gerusalemme, missioni a 2 a 2… ci davamo un gran daffare. Bei tempi!
La SOCIALITÀ era al massimo.

Ora, senza la SOCIALITÀ, NON VI INTERESSA PIÙ NULLA?
ALLORA ERA QUELLA CHE VI TENEVA UNITI!
ALTRO CHE FEDE E SIGNORE, SIGNORE…

Siccome voi non potete decidere nulla col vostro libero arbitrio, sia il Signore a concedervi di OBBEDIRE A NOI CATECHISTI, AUTORI DI QUESTE “POVERE” RIGHE ESIGENTI, MINACCIOSE E GIUDICATORIE.

NOI pensiamo infatti che IL SIGNORE abbia interesse a far sì che VOI obbediate a semplicissimi CATECHISTI LAICI, ripetitori della dottrina di Kiko ed inquisitori senza titolo delle vostre coscienze.

Ma ricordate, quello che vi abbiamo detto vale solo per la zona di San Carlos, di cui NOI SIAMO CATECHISTI.
Esiste infatti un PERICOLO: che vi CONFRONTIATE E CAPIATE COSE CHE NON VI RIGUARDANO.
Lo diciamo perché magari altrove fanno diversamente, sono seduti, o troppo avanti per voi. 

Da noi non è come nella Chiesa, dove le cose sante riguardano tutti allo stesso modo.
Da noi c’è l’”arcano” e i pivellini non si possono mischiare con gli Eletti.”

Slogan conclusivo: LA PACE

(Mai nessuno a cui sia fregato veramente che la PACE arrivasse su quel “fratello”. E’ un modo di dire. Utilizzare l’ebraico Shalom doveva sembrare troppo azzardato, sennò l’avrebbero adottato, come hanno fatto per la massonica menorah ebraica e molto altro)


Come si è potuto notare, la Chiesa è stata rammentata solo in funzione del Movimento Neocatecumenale, MAI come corpo UNITO dei figli di Dio. L'UNITÀ VALE SOLO ALL'INTERNO DEL LORO MOVIMENTO (qualora ci fosse).
Quando parlano di Chiesa, intendono la CHIESA GERARCHICA, perché il "popolo" sono solo loro ed il loro Movimento. 
Tutto il resto è da catechizzare da LORO, VERO POPOLO DI DIO CON LA FEDE ADULTA, che dipende direttamente dalla CHIESA GERARCHICA.