Padre Ibáñez fu un grande teologo domenicano, l'unico che, ai tempi di santa Teresa, ebbe il coraggio di assumerne la difesa.
Mentre tutti i teologi di Avila erano giunti alla conclusione che la santa era ingannata dal demonio, lui solo seppe dare le regole per discernere lo spirito che la guidava, concludendo vittoriosamente che era lo spirito di Dio. Morì due anni dopo. Santa Teresa, da lui tanto incoraggiata nella riforma del Carmelo, lo vide salire direttamente in paradiso senza passare dal purgatorio. Ella ne fa un bell'elogio nei capitoli 9 e 23 dell'«Autobiografia».
Queste regole non riguardano il discernimento degli spiriti, ma si collegano piuttosto a quelle della seconda: le regole per i casi superiori, soprattutto per i casi mistici.
Padre Ibáñez O.P., professore di teologia ad Avila, preparò questa relazione circa vent'anni prima della morte della santa, e la presentò ad una riunione di dotti per provare che Teresa era guidata da Dio. È forse la più importante testimonianza della santità della riformatrice del Carmelo.
Quanto a noi, potrà aiutarci a risolvere i molti problemi posti oggi da visioni e apparizioni, delle quali alcune sono senz'altro false, altre vere ed altre ancora rimangono dubbie.
Nella vita cristiana, infatti, è fondamentale avere un’attenzione sempre desta per procedere con diligenza per le vie del Signore. Un'anima ben informata ed una coscienza ben formata permettono di sentire in sè il suggerimento dello Spirito Santo sulla scelta di un comportamento e sulla bontà di un’ispirazione.
In questo thread esamineremo un rapporto di padre Ibáñez che aiuterà i neocatecumenali a discernere sulle sbandierate rivelazioni kiko/carmeniane e sulla loro provenienza.
Dalla relazione di padre Ibáñez:
Fissiamo alcune regole per stabilire un buon discernimento.
Prima regola:
1. Quando la persona che riceve le rivelazioni prova, tanto nel periodo dei favori che in seguito, il disprezzo di sé stessa e la conoscenza delle proprie colpe; quando si riconosce più debole e miserabile delle altre, ciò significa che la rivelazione procede da Dio. Questo segno è sempre presente nei servi del Signore, mentre manca nei mistificatori ingannati dal demonio. Da una parte umiltà e amore, dall'altra orgoglio e turbamento. Vedi la Madonna e santa Elisabetta (l'Annunciazione e la Visitazione).
Nel cuore della Vergine troviamo infatti la lode, la gratitudine, il gaudio infinito; non troviamo i suoi meriti o la sua bravura, ma l’esaltazione del Signore che fa della sua vita un prodigio stupendo. Invece, nei due "iniziatori del Cammino" blasfemi - che non reputano Madre e Figlio esempio di santità per nessuno -, riscontriamo agitazione, smarrimento e istigazione alla disperazione; un piatto condito di abbondante egocentrismo e pronunciata superbia caratterizzato da un esaltatore di sapore a base di traviamento: «Tu sarai gloria a Dio, se credi che Dio può fare di te, che sei un peccatore, lussurioso, egoista, attaccato al denaro, un figlio di Dio, che ami come Gesù Cristo. Credi tu questo? Questo lo farà Dio, non tu. Per questo il Cristianesimo è una buona notizia per i poveri e i disgraziati. II cristianesimo non esige nulla da nessuno, regala tutto.» (pag. 222).
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| Luogo in cui Carmen sostenne di aver avuto una locuzione |
Ciò è consequenziale, una volta ammesso che “l'uomo non può fare il bene; che Cristo non è un Modello di vita da doversi imitare; che i cristiani conoscono di essere degli empi e che grazie al proprio peccato hanno sperimentato la misericordia di Dio che perdona e dà una vita nuova, frutto unicamente della sua grazia, non ci si può certamente aspettare che gli animi partecipi siano sereni e votati all'umiltà di Maria, ma bensì emulatori dei fondatori, come di fatto accade.
Purtroppo sappiamo che i cosiddetti "catechisti" neocatecumenali, soprattutto quelli di alto livello e facenti parte di una vera e propria casta, essendo considerati degli Illuminati alle dipendenze dell'Altissimo, vengono custoditi nel ventre del Cammino e nutriti dal suo popolo come fossero api regine, non umili operai al servizio del Vangelo come si vantano d'essere.
Quando poi si rendono responsabili di abusi e malvagità, vengono commiserati e preservati malgrado gli ingenti danni arrecati alle loro vittime: tutelandoli, il Cammino difende se stesso e assicura la propria sopravvivenza a scapito dei più deboli.
Addirittura succede che "catechisti" e sacerdoti neocatecumenali, nel corso di veri e propri comitati disciplinari, pretendono che la vittima chieda perdono al proprio offensore per averlo "giudicato" e aver preteso di avere giustizia, e che lo ringrazi, perché - dicono - il "povero" catechista non è altro che una pedina inerme nelle mani di un dio che, mediante quell'orrore, vuole realizzare il proprio progetto meraviglioso di amore.
La fede in Cristo e dell'ausilio della Madonna e dei Santi, diventa uno strumento di ricatto e un invito all'omertà:
"Se ami così tanto la Vergine segui il suo esempio! Medita tutte queste cose nel tuo cuore e smettila di giudicare!": è una esortazione che dimostra come la fede si trasformi, nelle loro mani, in occasione di abietto asservimento delle vite e delle coscienze altrui.
Seconda regola:
2. Se la persona, una volta ricevute le rivelazioni, è portata al raccoglimento e al distacco da tutto; se fugge il mondo, non gli parla né lo stima, tende a dimenticarlo e a disprezzarlo, ciò è un segno evidente della provenienza divina della rivelazione. Se invece suscita lo spirito di ribellione, il desiderio di mettersi in vista e d'essere ammirata, di mostrare che si ricevono favori da Dio, lì c'è senz'altro l'inganno.
Kiko ama calcare i palchi del mondo mantenendo i proiettori centrati su di sé. Non è un pensiero soggettivo ma un dato oggettivo facilmente appurabile e per nulla scusabile. Kiko e Carmen hanno sempre mostrato auto-drammaticità, teatralità ed esagerate espressioni emotive volte ad ingannare il pubblico. Essi sono invidiosi e crudelmente vendicativi nei confronti di chi confuta le loro eterodossie. Non di rado si sono adoperati a schernire e ad oltraggiare chi osò rimbrottarli. Tra i bersagli preferiti vi sono da sempre i Ministri di Dio.
La caotica rivelazione di Kiko non lo ha certamente convinto ad accostarsi con atteggiamento pacifico e pacato alla meditazione, ma lo ha addirittura insuperbito ancor più data l'aspirazione evidente di voler re-inventare il Cristianesimo e di derubare i cattolici del patrimonio della fede.
La ribalta più considerevole di cui il leader del movimento si è reso protagonista è la sua stessa creatura, il cammino, che in ogni suo 'lembo' parla di sé. Il fondatore manifesta la sua smania di protagonismo anche sotto il profilo interpretativo delle argomentazioni chiave del cattolicesimo. L'interpretazione teologica e biblica dei neocatecumeni, ad esempio, sono il risultato delle sue convinzioni. Lui, Argüello, è l'unico esegeta, il solo autorizzato a cogliere e a spiegare il vero senso della "Parola di Dio”.
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| Capo della setta sud coreana di Shincheonji |
Kiko si sfama del mondo e della notorietà che concede. Egli, per non morir di fame, si è agganciato con forza al leggìo della vanità, dal quale proclama la sua parola di morte.
I due, denominati da San Pio "i due falsi profeti", mai si sono discostati dalla mondanità tralasciando di accrescere il proprio ego di già smisurato, ma si sono posti sul piano più elevato del podio per esser celebrati dal popolo di idolatri.
È facile riscontrare sul web delle foto ritraenti Kiko dinanzi ad una tavola imbandita, mentre ingolla aragoste e vino; con la sigaretta in mano; in volo su un elicottero o in atteggiamento spocchioso mentre viene trasportato su un auto di lusso; è semplice scovare delle immagini artefatte in cui appare con lo sguardo disperso nel vuoto per suscitare sentimenti di ammirazione, oppure mentre spennella nelle chiese per vanagloria; ma non è facile imbattersi in una semplice foto in cui è immerso nella preghiera del santo Rosario.
Non solo è infattibile trovare una foto di ciò, ma è anche irrealizzabile scovarne un ricordo nella mente. Infatti Kiko mai si raccoglieva con dedizione, né in presenza né in privato. Poiché se fosse l'inverso, data la folla che lo insegue, una fotina minuta sarebbe spuntata fuori.
Terza regola:
3. Osservare se la persona è dedita o no all'orazione; se, nei rapporti col prossimo, si nota un amore di Dio non solo apparente. Chi persevera nell'orazione non sarà mai ingannato dal demonio che, al contrario, spinge ad abbandonare questa pratica.
Kiko non si occupa mai della vita interiore incrementata con l'esercizio delle virtù teologali, favoreggiata vigorosamente dai doni dello Spirito Santo e rianimata dalla letizia dell'intimità con Dio vivente nell'orazione che consegue la contemplazione infusa.
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| Don Tomaselli |
In questo guazzabuglio spirituale degli iniziatori sono connessi anche gli aderenti al cammino, i quali vengono inesorabilmente privati del "culto" alla Vergine Santissima. Nelle salette la Vergine Maria non viene mai supplicata per ottenere delle grazie, né si prega il santo rosario o si va in pellegrinaggio di propria iniziativa per celebrarla nei suoi santuari. Questa fiacchezza nella preghiera e questo sconforto nel rivolgersi alla Vergine lascia la porta spalancata all'azione di satana!
Quarta regola:
4. Osservare se la persona si preoccupa di consultare qualche esperto in materia, e soprattutto se non nasconde nulla al confessore. Se segue i suoi consigli, è certo che non siamo di fronte ad un inganno: Dio non abbandona chi è animato da rette intenzioni. Aprirsi è un atto di umiltà. Al contrario, se rifiuta di parlare a competenti che non sono disposti ad approvare tutto, e non si preoccupa molto di cercare la verità, c'è da credere ad un'illusione del demonio.
Se ragioniamo con sulla nota appena esposta, è razionale concludere che i capitoli del cammino sono stati meticolosamente scritti da menti fuorviate. La genesi del movimento è improntata su un'illusione demoniaca - e non su un'apparizione mariana - che ha suscitato un percorso caratterizzato da un tessuto di idee costantemente discordi con la dottrina tradizionale.
Kiko&co. non hanno mai consultato degli esperti, ma pervasi da una evidente coltre di presunzione hanno proposto un Cristianesimo radicalmente diverso da quello prefissato dalla Chiesa Cattolica. Dai testi di Kiko e Carmen (Carmen è oramai deceduta, pace all'anima sua) ne scaturisce una certezza lampante: i due, che hanno propinato le loro catechesi persuadendo molteplici anime, sono dotati di una cultura teologica assolutamente priva di basi. Ma nonostante tutto hanno superbamente concepito una lettura esclusivamente personale della Bibbia.
Quinta regola:
5. Attenersi all'opinione di chi conosce fatti miracolosi e dei confessori cui siamo soliti aprire la coscienza. Quando si manca di esperienza, e i confessori consultati non sono d'accordo, l'aiuto della sola teologia non basta.
Qui la responsabilità casca pesantemente sui camminanti che, senza fruire di riscontri indubitabili, credono irragionevolmente.
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| Una cappella in onore della 'visione' di Kiko |
È l'autorità ecclesiastica a dover attestare la veridicità della visione di Argüello, ma se fino ad ora non è accaduto è facile dedurre che non vi siano le credenziali adeguate per intenderla come reale. Il timore di venire smascherato frena l'intraprendenza di Kiko che, ovviamente e verosimilmente, non si è confrontato con un confessore. Una considerazione derivante dalla sua dottrina. Non a caso Kiko asserisce che "siamo tutti sacerdoti'. Kiko ha calpestato la dignità dei Ministri di Cristo, strappando la loro rispettabilità che proviene dal Cielo! È noto l'appunto di Padre Zoffoli circa questo argomento: I “presbiteri” non sono "fratelli”, ma “padri” perché, rappresentando Cristo hanno da Lui ricevuto il potere e la missione di intercedere per essi presso il Padre: la loro dignità viene dall'alto, non dal basso…; da un «carattere sacro», non da una designazione umana di tipo democratico.
Sesta regola:
6. Osservare se la persona subisce opposizioni e contraddizioni, senza aver fatto nulla per attirarle. Se poi le opposizioni vengono da persone buone e piene di zelo, e malgrado ciò si mantiene nella pazienza, è segno che Dio vive e abita nel suo cuore. Il demonio non può dunque ingannarla. Vedi il caso di Giobbe…
Molte personalità, tra cui sacerdoti, teologi e medici, hanno dissentito dalle teorie eterodosse che sono fulcro e piedistallo del cammino. Si tratta di contestazioni razionali accompagnate da spiegazioni precise e scrupolose che non lasciano adito a dubbi.
“L’Eterno ha dato, l’Eterno ha tolto, sia benedetto il nome dell’Eterno!“
Giobbe è un esempio di pazienza e costanza per tutti i veri credenti di ogni tempo. Peccato che Kiko deficiti in pazienza e che si scontri con violenza contro chiunque osi contestare anche una sola virgola dei suoi concetti. Chi non si adegua al cammino e ai suoi obblighi, fidandosi senza indugio della fantomatica apparizione impressa in miriade di tele simboleggianti il movimento, è descritto dai catechisti come un "faraone", un "giuda", un "dannato"! Ne sanno qualcosa anche i membri semplici, che edotti di ciò si guardano bene dall'elevare qualsiasi tipo di contestazione o confutazione contro le affermazioni degli 'illuminati' catechisti. I più arditi sono stati ricoperti di insulti e offese e puniti con la retrocessione alle tappe inferiori o con l'esclusione dalla setta.
Settima regola:
7. Un'altra prova, che solo i confessori o direttori spirituali possono accertare, è la purezza d'animo e l'altezza della virtù. Questa prova è sicura ed efficace, perché Dio concede i favori solo alle anime pure e prive di peccato. Beati mundo corde, «beati i puri di cuore»!
Kiko: "l’uomo non può fare il bene perché si è separato da Dio, perché ha peccato ed è rimasto radicalmente impotente e incapace, in balia dei demoni. È rimasto schiavo del Maligno. Il Maligno è il suo signore"
Secondo il guru l'uomo non può eludere l'immortalità che lo vessa, quindi, di conseguenza, non può neanche adempiere le opere rette. Quindi anche la responsabilità della propria condotta decade. Date le premesse anguste, si dissolve anche il dovere di corrispondere alla grazia della penitenza. È logico pensare che se Kiko ritiene di non poter rispondere di sé, anche la necessità di confrontarsi con un confessore svanisce (anche a causa della sua visione pessimista circa gli Ordini sacri di cui abbiamo discusso nella nota precedente).
Di conseguenza Kiko non discute mai, ma proprio mai, delle virtù teologali o morali, quindi è impensabile che lui stesso li persegua. Nella strada neocatecumenale mai si tende alla santità. Certo, la si pretende a suon di soldini e agganci strategici, ma non la si ambisce, quindi non la si sprona. È tutto consequenziale.
Ottava regola:
8. Osservare il profitto tratto da coloro che intrattengono stretti rapporti con questa persona: le grazie «gratis datae» sono infatti concesse per il bene del prossimo. Vedere se costoro hanno lo spirito di Dio o, al contrario, se ne risulta l'indipendenza, l'orgoglio, la ricerca degli agi; in questo caso la visione non viene da Dio, ma dal demonio trasformato in «angelo di luce»
“Gratuitamente avete avuto, gratuitamente date" (Mt 10,8).
La gratuità supera la logica dell'individualismo ed esorta a dare con un amore disinteressato, ma vi pare che questo concetto si adatti a Kiko?
Il movimento neocatecumenale, che nell'immaginario comune viene associato alle baracche degli zingari dei tempi kikiani che furono, è in realtà una potenza economica in grado di racimolare somme annuali ingenti. Si tratta di cifre impressionanti sottratte con l'inganno ai partecipanti, i quali si adeguano alla "decima" e alle svariate raccolte per un timore scaramantico suscitato dai cosiddetti "catechisti". Questi ultimi vivono di agi pur non lavorando perché usufruiscono dei beni elargiti dalle comunità, un privilegio che giunge in risposta alla loro strana 'missione' di diffusione della parola di Kiko.
Il profitto tratto dai capintesta è ottimamente visibile, essi hanno ceduto alla tentazione di idolatrare la ricchezza e ciò che appare celato per i fedeli, perché persuasi che il contante venga orientato in opere caritatevoli sempre connesse al cammino, si rivela invece lampante agli esterni. Siffatti guadagni illeciti vengono sfruttati per estendere il dominio kikiano.
Nona regola:
9. Considerare ciò che è detto e rivelato. Se tende a nascondere qualche cosa, a fuggire o disprezzare le persone competenti trattandole da ignoranti, se racconta cose inutili o di scarsa edificazione, è certo l'inganno dello spirito maligno. Ma se si apre con semplicità a coloro che possono capire e giudicare, se non nasconde nulla e tutto ciò che dice è prudente e conforme all'insegnamento della Chiesa, è segno che viene dal Cielo.
La segretezza, il riserbo più fitto è la proprietà nodale del movimento di Kiko. Il silenzio, intimato sin dalle prime catechesi, è una norma rigorosa da rispettare per non rischiare l'espulsione. Basta riflettere su questo dato e sul fatto che i due autoproclamati iniziatori hanno atteso un tempo improponibile e l'obbligo imprescindibile per presentare gli statuti (che furono sottoposti a bocciature e correzioni perché non conformi al Catechismo) perché non concordi nel renderli pubblici.
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| I super arcani libri blu delle catechesi di Kiko e Carmen |
In breve: Kiko tende a nascondersi, fuggire e disprezzare, pubblicamente e senza remore, le persone competenti che valutano le sue convinzioni con onestà, sminuendole nella loro preparazione e correttezza.
Decima regola:
10. Quando, osservando attentamente, si trova irreprensibile la sua compagnia e ricca di profonda virtù la sua conversazione, è una ragione evidente che ciò è vero. Quando tutti, e specialmente gli uomini di dottrina, approvano una persona, significa che i fatti che la riguardano vengono da Dio.
Kiko ha convinzioni e attitudini divergenti rispetto alla Chiesa. Esso ne mette in discussione i dogmi e ne dà diverse decifrazioni, pertanto la sua compagnia ed i suoi ragionamenti non edificano, perché privi di una base virtuosa che attragga e istruisca sulla vera dottrina cattolica. È una conseguenza logica che non può sfuggire.
Le virtù inducono l'anima a confessare Cristo davanti agli uomini e a seguirne la via, ma è risaputo che il fondatore - per sua stessa ammissione - riconosce e dichiara espressamente e unicamente la sua stessa parola: la parola di Kiko.
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| Disputa e trionfo di sant'Agostino sugli eretici |
Gli uomini di dottrina che hanno osteggiato e che tutt'ora si oppongono al cammino sono parecchi, alcuni noti, altri meno noti, ma sempre attivi nella difesa della vera fede. La dottrina aberrante degli iniziatori è stata minuziosamente confutata da sacerdoti e teologi - come padre Zoffoli, don Gino Conti, l'attuale padre Ariel etc.) e da fedeli dotati di una considerevole conoscenza e di una cospicua fede come Lino Lista. Basta cliccare sul web per accedere alle documentazioni in argomento, le quali rivelano come, a detta di vescovi e cardinali, il cammino era e resta un covo di eresia e divisione.
Undicesima regola:
11. Rendersi conto del comportamento del demonio con questa persona. Se l'approva e manifesta soddisfazione, è cattivo segno; se la perseguita, è buon segno. Verso i buoni il demonio si mostra feroce; cogli amici da lui ingannati si mostra invece calmo.
Senza dubbio all'inizio sarà difficile riconoscere se viene da Dio, ma col tempo ci si riesce.
Il demonio ha abbracciato il cammino e ne ha disegnato le forme, suscitando negli appartenenti più in auge una elevata smania di potere e di ricchezza. La questione è chiara: dato il 'furto' dai neocatecumenali denominato 'decima'; data la superbia abbondantemente manifestata dall'innegabile rifiuto delle Verità di Fede interpretate e diffuse attraverso la Chiesa; data la vanità acclarata di Kiko il quale si celebra e gloria da sé; data la ricerca affannata del plauso “pubblico” ottenuto svendendo le realtà della Fede e della dottrina morale; dato il tentativo di fuorviare le anime infelici che hanno la disgrazia di precipitare giù dalle scale della kenosis kikiana; dato tutto ciò e molto altro di fortemente turpe che corrisponde al movimento, possiamo asserire con certezza che il demonio spalleggi l'operato della coppia Argüello/Hernández e che la subdola, inammissibile e tetra apparizione definita da Kiko "mariana", sia piuttosto il frutto di una menzogna oppure di un'illusione di belzebù.

Quindi attenzione fratelli del Cammino poiché: "Lo Spirito dichiara apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede, dando retta a spiriti menzogneri e a dottrine diaboliche, sedotti dall'ipocrisia di impostori già bollati a fuoco nella loro coscienza…" (1Tm 4,1s).