mercoledì 15 settembre 2021

Indietro non si torna: è scritto a pagina 108 nella Catechesi del Sale

Il secondo passaggio del Cammino Neocatecumenale consiste in una serie di catechesi e di riti interni al Cammino durante i quali i fratelli chiudono con la fase preparatoria che dura quattro o cinque anni, da essi impropriamente chiamata pre-catecumenato, per passare alla fase detta del catecumenato - un nome altrettanto improprio - e che non finisce mai.

"Passa", ovvero è "ammesso al catecumenato", chi al secondo scrutinio, viene trovato idoneo dai catechisti scrutinatori secondo precisi criteri dettati da Kiko. Per esempio a p. 92 del mamotreto del II passaggio:

I tre principali criteri di discernimento, nello scrutare le persone sono: se hanno cambiato mentalità, se si sono provate coi beni, se hanno fatto il cammino. [...] Alla fine di ogni scrutinio dite ad ognuno se accetta di non passare.
E dopo (dite):"Il Signore vuole fare un'alleanza con te, per questo ti diceodia tuo padre, tua madre, tua moglie, tuo marito, i tuoi figli, i tuoi fratelli e sorelle, e la tua stessa vita. prendi la tua croce e vendi tutti i tuoi beni. Poi vieni e seguimi. Pensa un segno in denaro che manifesti (esprima, concretizzi) che sei disposto a fare questo... prega molto in questi giorni, digiuna e domanda al signore che ti aiuti". 
Il senso del "catecumenato" è illustrato da Kiko nella Catechesi del Sale (pagg. 93-112) - oltre che nella Catechesi Del Cammino

A pag. 89:
Allora, il Signore si sta formando qui un corpo per prendere sopra di sé il peccato di questa generazione. La vostra missione consisterà nel rispondere col bene al male che fanno. E sarete molto contenti di essere umiliati, ovvero che ci facciano ingiustizia, perché avrete occasione che si mostri il vostro cristianesimo, spezzando la catena del male che provoca la ingiustizia, nel vostro corpo.
A pag. 101: 
Allora Gesù dice: "Un momento, dove va tutta questa folla? volete essere miei discepoli? Allora sappiate questo: dovete essere disposti a salutare per sempre vostro padre, vostra madre, lasciare la vostra casa, i vostri gioielli, la vostra automobile. Essere mio discepolo significa partire con me verso una nuova terra. Essere un uomo che non ha dove posare il capo. E anche se si oppongono tuo padre, tua moglie, i tuoi figli, tu vieni con me". 
Questo è ciò che significa essere discepolo: sradicato, parrochiòs, parrocchiano. Parrocchiano significa straniero, straniero in questo mondo [oppure da παροικία (paroikìa), ha il significato utilizzato nel mondo cristiano, di "aggregato di case vicine con una chiesa in comune", per esempio. NDR]: uno che parte con Gesù. Che cosa significa il segno del sale? La Croce. Che significa la Croce? La rinuncia. 
Odiare. Essere disposti a rinunciare. Ad avere veramente come unico appoggio Gesù Cristo. La Croce significa soffrire, fratello. La Croce significa essere disposto a soffrire per Cristo. Soffrire per Cristo. La separazione dai tuoi parenti, dai tuoi familiari ed amici. La separazione dai tuoi beni [sottolineature sui beni presenti nell' originale, NDR]. 

Per chi è ammesso al catecumenato si chiude ogni via d'uscita e non è prevista possibilità di abbandono. Kiko rende molto esplicita l'irreversibilità del cammino, in una corposa e maledicente filippica che troviamo a pag. 108, verso il termine della lunga Catechesi del Sale. La pagina occupa una posizione centrale in questo fascicolo di più di 200 pagine e, simbolicamente, si trova in una posizione nodale anche per quanto riguarda i contenuti: il momento è discriminante e chi proprio se ne volesse andare - concede il guru a malincuore e senza grande convinzione - deve farlo prima di passare al "catecumenato".

In realtà Kiko non lascia dubbi: per lui, qui non si tratta di abbandonare un itinerario di educazione nella fede "al servizio dei Vescovi" bensì di rinnegare lo stesso Gesù Cristo e cadere in malora per sempre. Kiko prospetta una rovina senza fine ai catecumeni che si voltino indietro. Secondo questo falso profeta dell'era contemporanea, Dio stesso consiglierebbe ai catechisti di "non far passare" i fratelli poco convinti della difficile impresa che li attende, appositamente per evitar loro tale rovina. Riportiamo nel seguito la filippica integrale di Kiko, fedelmente al mamotreto del 1977.

Dixit Kiko a pag. 108:

Il Signore fà un’alleanza con voi, questa sera, nella quale Lui semplifica, distrugge, vi cura. Il sale cura. Però, fratelli miei, cura anche con il fuoco. Cura uccidendo. Cura facendo male, facendo un po' male. E questo è una cosa stupenda, non vuol dire che sia una cosa cattiva. Vuol dire che è una cosa stupenda.


- quali espressioni alternative esistono per dire "spargere sale sulle ferite?" 
- aggravare, gettare benzina sul fuoco, peggiorare la situazione, esacerbare, aggiungere al danno la beffa, acutizzare, istigare, fare un affronto

Cura uccidendo. Vi cura uccidendo. Uccidendo cosa? Uccidendo l'orgoglio che avete dentro. Però siccome amavate tanto il vostro orgoglio, il vostro spirito di vendettala vostra invidia, amavate tanto quella maschera che portate, quel vestito interiore che avete, questo "me stesso", guarda!, quando vi si distrugge ne va della vostra vita: allora nulla, non volete. Nulla dunque, non servite per essere cristiani.

Non preoccupatevi, andatevene di qui, tranquillamente. Non succede nulla. E' più grave dirlo dopo. Perché é più grave? Perché se il sale perde il sapore con che cosa lo si salerà? Per che motivo noi non dobbiamo lasciarvi passare ora? 
Che cosa vuol dire Gesù Cristo con quella frase: "Se il sale perde il sapore, con che cosa lo si salerà?" Qual'è il contenuto fondamentale di questa frase? Molto semplice. Perché io ti dico che te ne puoi andare e non succede nulla. Allora che cosa succede? Succede che è qualcosa di molto serio. Tu non puoi dimenticare che hai ricevuto la verità e la luce. Anche se vuoi, non puoi dimenticarlo. E' inutile che ti alieni quando ti cacceremo di qui, quando te ne andraiE' inutile che ti alieni.
Se tu hai veramente scoperto attraverso la Parola che la vita non è nel sesso, né nelle donne, né nel matrimonio o nel lavoro, non è nell'essere il primo: tutto questo non te lo puoi togliere di dosso. Ed allora la tua condizione finale sarà disastrosa.
Profeta Elia - dipinto da Kiko Arguello (sinistra)
e da UMS, artisti americani dell'Ortodossia Greca in Michigan (destra).
Dalle catechesi di Kiko e Carmen si impara che il Cammino è la vera Chiesa, e che gli stolti cattolici cosiddetti "della domenica" recitano una parte maignari della propria reale condizione spirituale, rendono a Dio un culto meramente propiziatorio, di fatto, pagàno. I fratelli ed i catechisti neocatecumenali più zelanti, poi, evocano costantemente la superstizione che uscire dal Cammino implicherebbe la perdita di Dio e della fede in una caduta rovinosa dall'empireo neocatecumenale giù in una condizione infernale, inferiore a quella degli ignari pagani. Ci troviamo di fronte ad una tattica manipolatoria ben congegnata - e con lungimiranza: poiché le dinamiche interne al Cammino sono, per progetto, settarie, è prevedibile che molti fratelli, giunti al colmo del disgusto e rivoltati contro la fede, vorranno abbandonare l'avventura. Ai fondatori conviene premettere da subito che la rovina della vita spirituale è l'effetto e non la causa dell'uscita dal Cammino.

Prosegue il testo:
Perché prima di conoscere il cammino tu ti alienavi con il lavoro, pensando a migliorare e desideravi tanto la promozione ... vivevi come un bambinetto pensando di comprarti una macchina più bella ... andare la domenica in campagna ... avere una casetta ... Vivevi a livello vegetativo, però, in fin dei conti ... vivevi felice. 
Ma adesso, fratello, tu sei illuminato, ed anche se tu vuoi dimenticare, tornare a quella specie di infantilismo, non potrai. E se prima tu da quegli idoli ricevevi un poco di vita, perché sei stato in quella condizione, adesso già nulla. Non ti danno la felicità che ti davano prima. 
Cosicché la tua condizione ultima è spregevolenon servi a nulla. Oppure sì, per una cosa solamente: essere calpestato dagli altri. Perché qualsiasi uomo ha una vita migliore della tua. 
Prima che questo succeda nella tua vita e ti spari un colpo (perché la gente che ha rinnegato Cristo degenera, degenera e cade sempre più in basso, e non può scappare perché la verità è la verità e tu non puoi liberartene), guardate che cosa dice il Signore: che non passino. Perché, se no, questi fratelli li distruggete. Dice: "Voi siete il sale della terra, ma se il sale perde il sapore con che cosa lo si salerà? Non serve che ad essere gettato fuori e calpestato dagli uomini". 
Guardate che cosa significa ciò: gettati fuori, non potete più stare nella comunità, gettati fuori dalla comunità e per giunta calpestati dagli uomini.
Poi Kiko, stufo di parlare a nome di Dio, inizia a parlare a nome della "gente":
Il serpente Kiko linguacciuto promette ogni male a chi abbandona la "sua" setta: chi esce dalla comunità andrà in rovina in un mondo ostile che lo additerà non come ex-neocatecumenale ma come ex-cristiano, perché "tutti sanno che" il Cammino non può fallire ma solo liberarsi dei rami secchi. Nel mondo reale invece succede che molti ex-neocatecumenali conservino o ritrovino sia la famiglia che la vera fede ed, in ogni caso, tanta gente simpatizza con loro e non li calpesta affatto come vorrebbe Kiko.
La gente dirà: "E quello era così cristiano. Guarda com'è ridotto. Credo che la moglie lo abbia lasciato, sai? E adesso vive da qualche parte con un'altra. E i figli? Ah, li ha abbandonati. Sì, sì, questi cristiani... Te lo dicevo io che finiscono tutti allo stesso modo, che lì c'era un pasticcio". Solo per essere calpestati da gli uomini. E prima che questo succeda ... fermati, alt, fratello.

In questa sfuriata l'impostore Kiko è riuscito:
1) a scalzare via la Chiesa per mettere il Cammino al suo posto: extra Ecclesiam Ambulationem* nulla salus - Al di fuori della Chiesa del Cammino non v'è salvezza (*non ci sentiamo di concedere 'Iter');
2) a mettere se stesso ed i suoi kikloni kikatekisti al posto dei "santi profeti - ed apostoli - d' un tempo"
3) ad attribuire a Dio parole sue proprie (il Signore ti dice, il Signore oggi vuole da te...); 
4) a scaricare una carrettata di eresie minacciose addosso ai fratelli inermi che lo ascoltano e ad inquietarli profondamente.

La violenza verbale di questo discorso ha lo scopo di trasferire ai fratelli il terrore che il guru cova, che essi escano dal Cammino per poi rivelare al mondo gli "arcani" (richieste di denaro, scrutini, irregolarità,...) e chiudergli il rubinetto delle decime

Di fronte a queste parole è Nostro Signore stesso a consegnarci un valido e legittimo sistema di autodifesa: "dai frutti li riconoscerete (Mt 7, 15-20)". Ad esempio, per rimanere in tema, si possono considerare le testimonianze dei fuoriusciti dal CamminoA riconoscere le opere di coloro che "legano pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma non vogliono muoverli neppure con un dito (Mt 23,1-10)", ci aiuta l'abate benedettino Dom Prosper Gueranger (1805-1875) liturgista e teologo, nel suo trattato breve intitolato "L'eresia antiliturgica e la riforma protestante", di cui riportiamo due estratti a nostro parere significativi.
PAR. 4: Così tutti i settari, senza eccezionecominciano col rivendicare i diritti dell'antichità: vogliono liberare il cristianesimo da tutto ciò che l'errore e le passioni degli uomini vi hanno introdotto di falso e indegno di Dio. Non vogliono nulla che non sia primitivo, e pretendono di riprendere dai suoi albori l'istituzione cristiana. 
Per conseguire tale effetto essi sfrondano, fanno scomparire, sopprimono: tutto cade sotto i loro colpi, e quando si lavora a ripristinare nella sua originaria purezza il culto divino, si trova che si è inondati di formule nuove che non datano che dal giorno prima, che sono incontestabilmente umane, dato che chi le ha redatte vive ancora. Ogni setta subisce questa necessità [...]. 
Sottolineiamo ancora una caratteristica nell'ambito del cambiamento della liturgia da parte degli eretici. Infatti nella loro furia di innovare essi non si accontentano di sfrondare le formule di stile ecclesiastico, da loro marchiate col nome di parola umana, ma estendono la loro riprovazione alle letture e alle preghiere che la Chiesa ha improntato alla scrittura. Cambiano, sostituiscono, non vogliono pregare con la Chiesa, ma così facendo si scomunicano da sé stessi.

PAR. 12: Infine, ed è l'ultimo grado dell'abbrutimento, non esistendo più il sacerdozio, dato che la gerarchia è morta, il principe, la sola autorità possibile tra i laici, si proclamerà capo della religione, e si vedranno i più fieri riformatori, dopo essersi liberati dal giogo spirituale di Roma, riconoscere il sovrano temporale come sommo pontefice, e collocare il potere sulla liturgia tra le attribuzioni del diritto maiestatico. Non ci saranno dunque più dogma, né morale, né sacramenti, né culto, né cristianesimo se non in quanto piacerà al principe, perché a lui è devoluto il potere assoluto sulla liturgia. [...]

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Vedi anche: Come riconoscere i falsari dello Spirito. Le 11 regole di padre Ibáñez 

lunedì 13 settembre 2021

Come riconoscere i falsari dello Spirito. Le 11 regole di padre Ibáñez

Padre Ibáñez fu un grande teologo domenicano, l'unico che, ai tempi di santa Teresa, ebbe il coraggio di assumerne la difesa.

Mentre tutti i teologi di Avila erano giunti alla conclusione che la santa era ingannata dal demonio, lui solo seppe dare le regole per discernere lo spirito che la guidava, concludendo vittoriosamente che era lo spirito di Dio. Morì due anni dopo. Santa Teresa, da lui tanto incoraggiata nella riforma del Carmelo, lo vide salire direttamente in paradiso senza passare dal purgatorio. Ella ne fa un bell'elogio nei capitoli 9 e 23 dell'«Autobiografia».

Queste regole non riguardano il discernimento degli spiriti, ma si collegano piuttosto a quelle della seconda: le regole per i casi superiori, soprattutto per i casi mistici.

Padre Ibáñez O.P., professore di teologia ad Avila, preparò questa relazione circa vent'anni prima della morte della santa, e la presentò ad una riunione di dotti per provare che Teresa era guidata da Dio. È forse la più importante testimonianza della santità della riformatrice del Carmelo.

Quanto a noi, potrà aiutarci a risolvere i molti problemi posti oggi da visioni e apparizioni, delle quali alcune sono senz'altro false, altre vere ed altre ancora rimangono dubbie.

Nella vita cristiana, infatti, è fondamentale avere un’attenzione sempre desta per procedere con diligenza per le vie del Signore. Un'anima ben informata ed una coscienza ben formata permettono di sentire in sè il suggerimento dello Spirito Santo sulla scelta di un comportamento e sulla bontà di un’ispirazione.

In questo thread esamineremo un rapporto di padre Ibáñez che aiuterà i neocatecumenali a discernere sulle sbandierate rivelazioni kiko/carmeniane e sulla loro provenienza.

Dalla relazione di padre Ibáñez:


Fissiamo alcune regole per stabilire un buon discernimento.

Prima regola:

1. Quando la persona che riceve le rivelazioni prova, tanto nel periodo dei favori che in seguito, il disprezzo di sé stessa e la conoscenza delle proprie colpe; quando si riconosce più debole e miserabile delle altre, ciò significa che la rivelazione procede da Dio. Questo segno è sempre presente nei servi del Signore, mentre manca nei mistificatori ingannati dal demonio. Da una parte umiltà e amore, dall'altra orgoglio e turbamento. Vedi la Madonna e santa Elisabetta (l'Annunciazione e la Visitazione).

Nel cuore della Vergine troviamo infatti la lode, la gratitudine, il gaudio infinito; non troviamo i suoi meriti o la sua bravura, ma l’esaltazione del Signore che fa della sua vita un prodigio stupendo. Invece, nei due "iniziatori del Cammino" blasfemi - che non reputano Madre e Figlio esempio di santità per nessuno -, riscontriamo agitazione, smarrimento e istigazione alla disperazione; un piatto condito di abbondante egocentrismo e pronunciata superbia caratterizzato da un esaltatore di sapore a base di traviamento: «Tu sarai gloria a Dio, se credi che Dio può fare di te, che sei un peccatore, lussurioso, egoista, attaccato al denaro, un figlio di Dio, che ami come Gesù Cristo. Credi tu questo? Questo lo farà Dio, non tu. Per questo il Cristianesimo è una buona notizia per i poveri e i disgraziati. II cristianesimo non esige nulla da nessuno, regala tutto.» (pag. 222).


Luogo in cui Carmen sostenne di aver avuto una locuzione

Ciò è consequenziale, una volta ammesso che “l'uomo non può fare il bene; che Cristo non è un Modello di vita da doversi imitare; che i cristiani conoscono di essere degli empi e che grazie al proprio peccato hanno sperimentato la misericordia di Dio che perdona e dà una vita nuova, frutto unicamente della sua grazia, non ci si può certamente aspettare che gli animi partecipi siano sereni e votati all'umiltà di Maria, ma bensì emulatori dei fondatori, come di fatto accade.

Purtroppo sappiamo che i cosiddetti "catechisti" neocatecumenali, soprattutto quelli di alto livello e facenti parte di una vera e propria casta, essendo considerati degli Illuminati alle dipendenze dell'Altissimo, vengono custoditi nel ventre del Cammino e nutriti dal suo popolo come fossero api regine, non umili operai al servizio del Vangelo come si vantano d'essere.

Quando poi si rendono responsabili di abusi e malvagità, vengono commiserati e preservati malgrado gli ingenti danni arrecati alle loro vittime: tutelandoli, il Cammino difende se stesso e assicura la propria sopravvivenza a scapito dei più deboli.

Addirittura succede che "catechisti" e sacerdoti neocatecumenali, nel corso di veri e propri comitati disciplinari, pretendono che la vittima chieda perdono al proprio offensore per averlo "giudicato" e aver preteso di avere giustizia, e che lo ringrazi, perché - dicono - il "povero" catechista non è altro che una pedina inerme nelle mani di un dio che, mediante quell'orrore, vuole realizzare il proprio progetto meraviglioso di amore.

La fede in Cristo e dell'ausilio della Madonna e dei Santi, diventa uno strumento di ricatto e un invito all'omertà:

"Se ami così tanto la Vergine segui il suo esempio! Medita tutte queste cose nel tuo cuore e smettila di giudicare!": è una esortazione che dimostra come la fede si trasformi, nelle loro mani, in occasione di abietto asservimento delle vite e delle coscienze altrui.

Seconda regola:

2. Se la persona, una volta ricevute le rivelazioni, è portata al raccoglimento e al distacco da tutto; se fugge il mondo, non gli parla né lo stima, tende a dimenticarlo e a disprezzarlo, ciò è un segno evidente della provenienza divina della rivelazione. Se invece suscita lo spirito di ribellione, il desiderio di mettersi in vista e d'essere ammirata, di mostrare che si ricevono favori da Dio, lì c'è senz'altro l'inganno.

Kiko ama calcare i palchi del mondo mantenendo i proiettori centrati su di sé. Non è un pensiero soggettivo ma un dato oggettivo facilmente appurabile e per nulla scusabile. Kiko e Carmen hanno sempre mostrato auto-drammaticità, teatralità ed esagerate espressioni emotive volte ad ingannare il pubblico. Essi sono invidiosi e crudelmente vendicativi nei confronti di chi confuta le loro eterodossie. Non di rado si sono adoperati a schernire e ad oltraggiare chi osò rimbrottarli. Tra i bersagli preferiti vi sono da sempre i Ministri di Dio.

La caotica rivelazione di Kiko non lo ha certamente convinto ad accostarsi con atteggiamento pacifico e pacato alla meditazione, ma lo ha addirittura insuperbito ancor più data l'aspirazione evidente di voler re-inventare il Cristianesimo e di derubare i cattolici del patrimonio della fede.

La ribalta più considerevole di cui il leader del movimento si è reso protagonista è la sua stessa creatura, il cammino, che in ogni suo 'lembo' parla di sé. Il fondatore manifesta la sua smania di protagonismo anche sotto il profilo interpretativo delle argomentazioni chiave del cattolicesimo. L'interpretazione teologica e biblica dei neocatecumeni, ad esempio, sono il risultato delle sue convinzioni. Lui, Argüello, è l'unico esegeta, il solo autorizzato a cogliere e a spiegare il vero senso della "Parola di Dio”.

Capo della setta sud coreana di Shincheonji

Kiko si sfama del mondo e della notorietà che concede. Egli, per non morir di fame, si è agganciato con forza al leggìo della vanità, dal quale proclama la sua parola di morte.

I due, denominati da San Pio "i due falsi profeti", mai si sono discostati dalla mondanità tralasciando di accrescere il proprio ego di già smisurato, ma si sono posti sul piano più elevato del podio per esser celebrati dal popolo di idolatri.

È facile riscontrare sul web delle foto ritraenti Kiko dinanzi ad una tavola imbandita, mentre ingolla aragoste e vino; con la sigaretta in mano; in volo su un elicottero o in atteggiamento spocchioso mentre viene trasportato su un auto di lusso; è semplice scovare delle immagini artefatte in cui appare con lo sguardo disperso nel vuoto per suscitare sentimenti di ammirazione, oppure mentre spennella nelle chiese per vanagloria; ma non è facile imbattersi in una semplice foto in cui è immerso nella preghiera del santo Rosario.

Non solo è infattibile trovare una foto di ciò, ma è anche irrealizzabile scovarne un ricordo nella mente. Infatti Kiko mai si raccoglieva con dedizione, né in presenza né in privato. Poiché se fosse l'inverso, data la folla che lo insegue, una fotina minuta sarebbe spuntata fuori.

Terza regola:

3. Osservare se la persona è dedita o no all'orazione; se, nei rapporti col prossimo, si nota un amore di Dio non solo apparente. Chi persevera nell'orazione non sarà mai ingannato dal demonio che, al contrario, spinge ad abbandonare questa pratica.

Kiko non si occupa mai della vita interiore incrementata con l'esercizio delle virtù teologali, favoreggiata vigorosamente dai doni dello Spirito Santo e rianimata dalla letizia dell'intimità con Dio vivente nell'orazione che consegue la contemplazione infusa.

Don Tomaselli

In questo guazzabuglio spirituale degli iniziatori sono connessi anche gli aderenti al cammino, i quali vengono inesorabilmente privati del "culto" alla Vergine Santissima. Nelle salette la Vergine Maria non viene mai supplicata per ottenere delle grazie, né si prega il santo rosario o si va in pellegrinaggio di propria iniziativa per celebrarla nei suoi santuari. Questa fiacchezza nella preghiera e questo sconforto nel rivolgersi alla Vergine lascia la porta spalancata all'azione di satana!

Quarta regola:

4. Osservare se la persona si preoccupa di consultare qualche esperto in materia, e soprattutto se non nasconde nulla al confessore. Se segue i suoi consigli, è certo che non siamo di fronte ad un inganno: Dio non abbandona chi è animato da rette intenzioni. Aprirsi è un atto di umiltà. Al contrario, se rifiuta di parlare a competenti che non sono disposti ad approvare tutto, e non si preoccupa molto di cercare la verità, c'è da credere ad un'illusione del demonio.

Se ragioniamo con sulla nota appena esposta, è razionale concludere che i capitoli del cammino sono stati meticolosamente scritti da menti fuorviate. La genesi del movimento è improntata su un'illusione demoniaca - e non su un'apparizione mariana - che ha suscitato un percorso caratterizzato da un tessuto di idee costantemente discordi con la dottrina tradizionale.

Kiko&co. non hanno mai consultato degli esperti, ma pervasi da una evidente coltre di presunzione hanno proposto un Cristianesimo radicalmente diverso da quello prefissato dalla Chiesa Cattolica. Dai testi di Kiko e Carmen (Carmen è oramai deceduta, pace all'anima sua) ne scaturisce una certezza lampante: i due, che hanno propinato le loro catechesi persuadendo molteplici anime, sono dotati di una cultura teologica assolutamente priva di basi. Ma nonostante tutto hanno superbamente concepito una lettura esclusivamente personale della Bibbia.

Quinta regola:

5. Attenersi all'opinione di chi conosce fatti miracolosi e dei confessori cui siamo soliti aprire la coscienza. Quando si manca di esperienza, e i confessori consultati non sono d'accordo, l'aiuto della sola teologia non basta.

Qui la responsabilità casca pesantemente sui camminanti che, senza fruire di riscontri indubitabili, credono irragionevolmente.

Una cappella in onore della 'visione' di Kiko

È l'autorità ecclesiastica a dover attestare la veridicità della visione di Argüello, ma se fino ad ora non è accaduto è facile dedurre che non vi siano le credenziali adeguate per intenderla come reale. Il timore di venire smascherato frena l'intraprendenza di Kiko che, ovviamente e verosimilmente, non si è confrontato con un confessore. Una considerazione derivante dalla sua dottrina. Non a caso Kiko asserisce che "siamo tutti sacerdoti'. Kiko ha calpestato la dignità dei Ministri di Cristo, strappando la loro rispettabilità che proviene dal Cielo! È noto l'appunto di Padre Zoffoli circa questo argomento: I “presbiteri” non sono "fratelli”, ma “padri” perché, rappresentando Cristo hanno da Lui ricevuto il potere e la missione di intercedere per essi presso il Padre: la loro dignità viene dall'alto, non dal basso…; da un «carattere sacro», non da una designazione umana di tipo democratico.

Sesta regola:

6. Osservare se la persona subisce opposizioni e contraddizioni, senza aver fatto nulla per attirarle. Se poi le opposizioni vengono da persone buone e piene di zelo, e malgrado ciò si mantiene nella pazienza, è segno che Dio vive e abita nel suo cuore. Il demonio non può dunque ingannarla. Vedi il caso di Giobbe…

Molte personalità, tra cui sacerdoti, teologi e medici, hanno dissentito dalle teorie eterodosse che sono fulcro e piedistallo del cammino. Si tratta di contestazioni razionali accompagnate da spiegazioni precise e scrupolose che non lasciano adito a dubbi.

“L’Eterno ha dato, l’Eterno ha tolto, sia benedetto il nome dell’Eterno!“

Giobbe è un esempio di pazienza e costanza per tutti i veri credenti di ogni tempo. Peccato che Kiko deficiti in pazienza e che si scontri con violenza contro chiunque osi contestare anche una sola virgola dei suoi concetti. Chi non si adegua al cammino e ai suoi obblighi, fidandosi senza indugio della fantomatica apparizione impressa in miriade di tele simboleggianti il movimento, è descritto dai catechisti come un "faraone", un "giuda", un "dannato"! Ne sanno qualcosa anche i membri semplici, che edotti di ciò si guardano bene dall'elevare qualsiasi tipo di contestazione o confutazione contro le affermazioni degli 'illuminati' catechisti. I più arditi sono stati ricoperti di insulti e offese e puniti con la retrocessione alle tappe inferiori o con l'esclusione dalla setta.

Settima regola:

7. Un'altra prova, che solo i confessori o direttori spirituali possono accertare, è la purezza d'animo e l'altezza della virtù. Questa prova è sicura ed efficace, perché Dio concede i favori solo alle anime pure e prive di peccato. Beati mundo corde, «beati i puri di cuore»!

Kiko: "l’uomo non può fare il bene perché si è separato da Dio, perché ha peccato ed è rimasto radicalmente impotente e incapace, in balia dei demoni. È rimasto schiavo del Maligno. Il Maligno è il suo signore"

Secondo il guru l'uomo non può eludere l'immortalità che lo vessa, quindi, di conseguenza, non può neanche adempiere le opere rette. Quindi anche la responsabilità della propria condotta decade. Date le premesse anguste, si dissolve anche il dovere di corrispondere alla grazia della penitenza. È logico pensare che se Kiko ritiene di non poter rispondere di sé, anche la necessità di confrontarsi con un confessore svanisce (anche a causa della sua visione pessimista circa gli Ordini sacri di cui abbiamo discusso nella nota precedente).

Di conseguenza Kiko non discute mai, ma proprio mai, delle virtù teologali o morali, quindi è impensabile che lui stesso li persegua. Nella strada neocatecumenale mai si tende alla santità. Certo, la si pretende a suon di soldini e agganci strategici, ma non la si ambisce, quindi non la si sprona. È tutto consequenziale.

Ottava regola:

8. Osservare il profitto tratto da coloro che intrattengono stretti rapporti con questa persona: le grazie «gratis datae» sono infatti concesse per il bene del prossimo. Vedere se costoro hanno lo spirito di Dio o, al contrario, se ne risulta l'indipendenza, l'orgoglio, la ricerca degli agi; in questo caso la visione non viene da Dio, ma dal demonio trasformato in «angelo di luce»

“Gratuitamente avete avuto, gratuitamente date" (Mt 10,8).

La gratuità supera la logica dell'individualismo ed esorta a dare con un amore disinteressato, ma vi pare che questo concetto si adatti a Kiko?

Il movimento neocatecumenale, che nell'immaginario comune viene associato alle baracche degli zingari dei tempi kikiani che furono, è in realtà una potenza economica in grado di racimolare somme annuali ingenti. Si tratta di cifre impressionanti sottratte con l'inganno ai partecipanti, i quali si adeguano alla "decima" e alle svariate raccolte per un timore scaramantico suscitato dai cosiddetti "catechisti". Questi ultimi vivono di agi pur non lavorando perché usufruiscono dei beni elargiti dalle comunità, un privilegio che giunge in risposta alla loro strana 'missione' di diffusione della parola di Kiko.

Il profitto tratto dai capintesta è ottimamente visibile, essi hanno ceduto alla tentazione di idolatrare la ricchezza e ciò che appare celato per i fedeli, perché persuasi che il contante venga orientato in opere caritatevoli sempre connesse al cammino, si rivela invece lampante agli esterni. Siffatti guadagni illeciti vengono sfruttati per estendere il dominio kikiano.

Nona regola:

9. Considerare ciò che è detto e rivelato. Se tende a nascondere qualche cosa, a fuggire o disprezzare le persone competenti trattandole da ignoranti, se racconta cose inutili o di scarsa edificazione, è certo l'inganno dello spirito maligno. Ma se si apre con semplicità a coloro che possono capire e giudicare, se non nasconde nulla e tutto ciò che dice è prudente e conforme all'insegnamento della Chiesa, è segno che viene dal Cielo.

La segretezza, il riserbo più fitto è la proprietà nodale del movimento di Kiko. Il silenzio, intimato sin dalle prime catechesi, è una norma rigorosa da rispettare per non rischiare l'espulsione. Basta riflettere su questo dato e sul fatto che i due autoproclamati iniziatori hanno atteso un tempo improponibile e l'obbligo imprescindibile per presentare gli statuti (che furono sottoposti a bocciature e correzioni perché non conformi al Catechismo) perché non concordi nel renderli pubblici.

I super arcani libri blu delle catechesi di Kiko e Carmen

In breve: Kiko tende a nascondersi, fuggire e disprezzare, pubblicamente e senza remore, le persone competenti che valutano le sue convinzioni con onestà, sminuendole nella loro preparazione e correttezza.

Decima regola:

10. Quando, osservando attentamente, si trova irreprensibile la sua compagnia e ricca di profonda virtù la sua conversazione, è una ragione evidente che ciò è vero. Quando tutti, e specialmente gli uomini di dottrina, approvano una persona, significa che i fatti che la riguardano vengono da Dio.

Kiko ha convinzioni e attitudini divergenti rispetto alla Chiesa. Esso ne mette in discussione i dogmi e ne dà diverse decifrazioni, pertanto la sua compagnia ed i suoi ragionamenti non edificano, perché privi di una base virtuosa che attragga e istruisca sulla vera dottrina cattolica. È una conseguenza logica che non può sfuggire.

Le virtù inducono l'anima a confessare Cristo davanti agli uomini e a seguirne la via, ma è risaputo che il fondatore - per sua stessa ammissione - riconosce e dichiara espressamente e unicamente la sua stessa parola: la parola di Kiko.

Disputa e trionfo di sant'Agostino sugli eretici

Gli uomini di dottrina che hanno osteggiato e che tutt'ora si oppongono al cammino sono parecchi, alcuni noti, altri meno noti, ma sempre attivi nella difesa della vera fede. La dottrina aberrante degli iniziatori è stata minuziosamente confutata da sacerdoti e teologi - come padre Zoffoli, don Gino Conti, l'attuale padre Ariel etc.) e da fedeli dotati di una considerevole conoscenza e di una cospicua fede come Lino Lista. Basta cliccare sul web per accedere alle documentazioni in argomento, le quali rivelano come, a detta di vescovi e cardinali, il cammino era e resta un covo di eresia e divisione.

Undicesima regola:

11. Rendersi conto del comportamento del demonio con questa persona. Se l'approva e manifesta soddisfazione, è cattivo segno; se la perseguita, è buon segno. Verso i buoni il demonio si mostra feroce; cogli amici da lui ingannati si mostra invece calmo.

Senza dubbio all'inizio sarà difficile riconoscere se viene da Dio, ma col tempo ci si riesce.

Il demonio ha abbracciato il cammino e ne ha disegnato le forme, suscitando negli appartenenti più in auge una elevata smania di potere e di ricchezza. La questione è chiara: dato il 'furto' dai neocatecumenali denominato 'decima'; data la superbia abbondantemente manifestata dall'innegabile rifiuto delle Verità di Fede interpretate e diffuse attraverso la Chiesa; data la vanità acclarata di Kiko il quale si celebra e gloria da sé; data la ricerca affannata del plauso “pubblico” ottenuto svendendo le realtà della Fede e della dottrina morale; dato il tentativo di fuorviare le anime infelici che hanno la disgrazia di precipitare giù dalle scale della kenosis kikiana; dato tutto ciò e molto altro di fortemente turpe che corrisponde al movimento, possiamo asserire con certezza che il demonio spalleggi l'operato della coppia Argüello/Hernández e che la subdola, inammissibile e tetra apparizione definita da Kiko "mariana", sia piuttosto il frutto di una menzogna oppure di un'illusione di belzebù.


Quindi attenzione fratelli del Cammino poiché: "Lo Spirito dichiara apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede, dando retta a spiriti menzogneri e a dottrine diaboliche, sedotti dall'ipocrisia di impostori già bollati a fuoco nella loro coscienza…" (1Tm 4,1s).

sabato 11 settembre 2021

La gerarchia degli illuminati e discernenti cacciadiavoli

Tutto sommato, la faccenda è la seguente.

Catechisti, oculisti o esorcisti?
Il trettre dottor (h.c.) sciamano Arguello ha profetizzato che i kikatekisti, in quanto tali, sarebbero divenuti illuminati, discernenti e esorcisti. 
 
Più e più volte ho chiesto ai kikatekisti se tali superpoteri neocat si acquisivano ipso facto all'atto dell'investitura oppure se aumentavano via via che si percorrevano le tappe del cosiddetto Cammino. 
Di converso, in caso di destituzione, il quesito era se i superpoteri si perdevano all'istante, se restavano o se si affievolivano con il tempo. 
 
Naturalmente nessuno, come tutti i neocat fanno sempre, ha mai risposto, salvo insulti.
 
Tuttavia, quel che il signor trettre dottor (h.c.) dittator Arguello pretende da chi il Cammino l'ha finito, e cioè l'obbedienza a vita in primis a lui e quindi ai propri kikatekisti, è una risposta. 
 
Mi spiego meglio. 
 
Immaginiamo il bravo, fedele e obbediente camminante medio, che obbedisce sempre, non discute mai, riempie il sacco nero e circoncide la ragione. 
Chiamiamolo Fido, per semplicità. 
 
Il buon Fido, passaggio dopo passaggio, entra sempre più nelle grazie dei capi, fino ad essere cooptato quale kikatekista. 
 
A questo punto scatta la profezia del signor trettre dottor (h.c.) stregone Arguello: Fido diventa illuminato, ha il discernimento e anche il cacciadiavoli. 
 
Acquisirà i superpoteri tutti insieme oppure aumenteranno con le tappe superate? 
 
La risposta è che aumenteranno nel percorso di conoscenza degli arcani del Cammino. 
Perché? 
Perché tutti devono obbedienza a chi è superiore. 
 
Avendo alti livelli di conoscenza,
sanno quando inginocchiarsi
 
 
Al vertice della piramide c'è Sua Improntitudine Sankiko, eletto, visionario, illuminato, discernente, angelo, nuovo Giovanni in mezzo a noi, con il Messia presente in lui, esorciccio. 
 
Lui è il fondatore, è il primo ad aver iniziato la trafila, cui sottopone gli altri, perciò la sua "carica" di superpoteri è iniziata prima di ogni altro. Poi vengono a seguire i kikatekisti nel tempo. 
 
Ora, se il nostro Fido ha terminato il Cammino ed è diventato un adulto nella fede, kikatekista illuminato e discernente, perché dovrebbe obbedire in tutto sempre e comunque ad altri kikatekisti che hanno i medesimi superpoteri? 
 
Risposta: perché i kikatekisti di Fido hanno iniziato il Cammino prima di lui, perciò hanno una "conoscenza" maggiore della sua. 
 
Ergo, il percorso neocatecumenale è un percorso di "conoscenza", checché ne dicano. 
 
Di conseguenza, a chi rinnega questo percorso, o a chi viene destituito perché non obbediente, i superpoteri svaniranno immediatamente, perché dalla "conoscenza" vengono esclusi. 
 
Grazie dell'informazione, egregio signor trettre dottor (h.c.) "fratello" Arguello.
 
(da: l'apostata)

giovedì 9 settembre 2021

Inquietanti problemi di Kiko con l'infanzia


La fede sboccia e prospera nell'anima semplice ed innocente come quella di un fanciullo.
Quando si pretende contendere con Dio, si smarrisce il suo lume, si cade nella confusione delle proprie idee, si fantastica con mille stupide trovate, si perde la verità e la pace, e si vive una vita infelicissima.

Don Dolindo Ruotolo


Ricordiamo la "Catechesi del Subconscio Assassino", termine coniato da Lino, e consideriamo cosa dice Kiko Argüello (fonte: Orientamenti alle equipes di catechisti per lo Shemà, pp. 74-75):
« Ma noi vediamo tanti genitori che sono angosciati - e sono angosciati anche i figli - perchè non gli vogliono bene, cioè nevrotici, perché probabilmente non li hanno voluti perché gli scoccia, perché costano, perché gli sconvolgono tutta la vita; dato però che abbiamo un io morale che non ci permette di essere assassini,  
 
perché questo ci fa entrare in conflitti profondi, ecco che facciamo di tutto per calmare per fare giustizia in noi, di queste zone profonde che non volevano questo bambino, così lo coccoliamo, cioè facciamo il contrario: diventiamo ansiosi verso di lui; perché? - dico una cosa - diveniamo ansiosi verso i nostri bambini perché costantemente stiamo pensando alla morte. Allora farei una domanda: perché si pensa alla morte del bambino? Io direi: PERCHE' TU LA DESIDERI NEL SUBCONSCIO. »
La "verità svelata" sull'amore genitoriale, secondo Kiko Argüello,
secondo il modo in cui ne parla nei mamotreti.

Ma chi desidera veramente la morte di questo povero bambino?

Ancora nei mamotreti, troviamo dei risvolti inquietanti (da un commento di Jubilate Deo) :

Leggendo il mamotreto del II scrutinio, ci si imbatte nella famosa ipoteca sulle giovani generazioni, che non hanno scelto di essere neocatecumenali né possiedono ancora tutti gli strumenti per difendersi. 

Kiko dixit (pag. 71):

« Voi dovete passare la vostra fede ai bambini con le Lodi nelle case; e così loro imparano che sono un popolo di sacerdoti e quando loro diranno che vogliono andare a giocare al pallone tu dirai:

"No fratello, tu non puoi oggi andare a giocare a pallone perché tu sei figlio di sacerdoti e tu hai una missione sacerdotale che è quella di benedire il Signore. Comincia ad imparare che tu sei un figlio diverso da tutti gli altri ragazzi: per questo quando ti menano nella scuola tu non puoi menare come fanno tutti, tu dovrai subire l'ingiustizia, fratello. Tu sei un ragazzo che sei nato già segnato, sei nato in una famiglia cristiana, sei nato per il macello".

Noi cristiani siamo nati per portare sulla nostra pelle le sozzure del mondo, chi non ha voglia, che se ne vada." »

"se ne vada".... certo, se ne vada a pag. 108 del mamotreto e legga la lista di improperi e maledizioni lanciate da Kiko e quindi dai kikloni kikatekisti, su chi vuole lasciare il Cammino. 

Per fortuna non sempre il trucchetto masochizzatore riesce:

Kiko dixit (pag. 74) :

« Una catechista che fa le catechesi ai bambini mi ha raccontato che mentre faceva la catechesi per la prima comunione, il giorno prima di ricevere la comunione 2 ragazzi hanno fatto a pugni. Lei ha detto:

"Ma come, dopo un anno che stiamo parlando di non resistere al male...".

"Ma mi ha picchiato...".

"Ma non abbiamo letto nel Vangelo: Se uno ti picchia sulla guancia sinistra...".

"Ah! A questo non ci sto!", dice.

"Come non ci stai?".

"No, anche mio padre mi ha detto che se mi insegnano queste cose non mi ci porta più, anzi mio padre mi ha detto che se qualcuno mi picchia, io più forte...".

Allora, se si insegna il Servo di Jahwé nel cristianesimo... Tutti i borghesi cristiani diranno che siamo matti e non porteranno più i loro figli alla Chiesa.  »

Non si sforzano neppure di mediare e regolare con buon senso le relazioni tra i ragazzini. L'intento di umiliare e decostruire gli adepti fin da piccoli è evidente, così come è evidente il motivo per cui questi mamotreti sono stati così a lungo tenuti nascosti alla vista del pubblico.



"...tu sei un ragazzo che sei nato già segnato, sei nato in una famiglia "cristiana", sei nato per il macelloNoi "cristiani" siamo nati per portare sulla nostra pelle le sozzure del mondo..."

Quanta differenza con ciò che scriveva Don Dolindo Ruotolo :
Mentre Gesù parlava della necessità di umiliarci innanzi a Dio, condussero a Lui dei fanciulli perché li avesse benedetti, toccandoli. Siccome essi facevano frastuono, gli apostoli li sgridavano, cercando così di allontanarli. Ma Gesù, chiamatili a sé, disse: Lasciate che i fanciulli vengano a me e non vogliate loro vietarlo, poiché di questi è il regno di Dio. E soggiunse: In verità vi dico: Chi non riceverà il regno di Dio come un fanciullo non vi entrerà. [...Oh, se sapessimo andare a Dio come piccoli figli al Padre amorosissimo, quanto la nostra vita sarebbe più calma e piena di luce e di benedizione! 

Al leggere il mamotreto poi, si sono scatenati i Poeti Anonimi del blog. Come dar loro torto?

Primo Poeta:

Se i bambini neocat vengono menati dai bulli
e non reagiscono sono dei citrulli
perciò ai colpi bisogna reagire
menando pugmi a non finire
e chi picchia più sodo vedrà
che ogni bullo lo rispetterà

Secondo Poeta:

Ma se a menare i tuoi figli è Kiko in persona
non li difendi dalle Maestà straricche.
Per due ceffoni il cammin non abbandona
il genitore che svende i figli a Berlicche.

Terzo Poeta:

Farneticando degl'altrui figli
tanti ne vuole come conigli,
come zampogne li vuole gonfi,
non lo sgomenta il rumore dei tonfi.

Come il trattaron, gli incauti parenti?
Forse il gonfiaron d'emolumenti?
Forse il gonfiore fu sul deretano?
E in che misura? E questo è l'arcano.

Sigmund Freud nella mente dei fondatori del Cammino,
colto nel tentativo di capirci qualcosa (è già al quarto sigaro)

Ma i paterni insegnamenti di Don Dolindo ci rinfrancano di fronte all'inquietante didattica di Kiko:

Il mondo moderno pretende formare una generazione di eroi, e forma una genìa di delinquenti; crede di disciplinare la gioventù e la rende spaventosamente ribelle ad ogni legge; toglie all'infanzia le gioie dell'innocenza e rende pesante ed infelicissima la vita fin dal suo schiudersi. 
Oggi si pretende rendere adulti i fanciulli, distruggendo la serenità della loro età. È un delitto spaventoso, proprio dei nostri tempi, e Gesù lo condannò con le sue divine parole: Lasciate che i fanciulli vengano a me. Non possono andare che da Lui, poiché Egli solo sa formarli e sa trarre dal loro cuore innocente i tesori che vi sono nascosti. 

martedì 7 settembre 2021

"Trovate le differenze"

Scriveva un gentile commentatore neocatecumenale tre giorni fa:

'voi qui a scrivere stronzate...noi in udienza privata dal Papa...trovate le differenze...'

Naturalmente il neocatecumenale aveva appena appreso proprio sulla nostra pagina, da un commento della sempre attenta Frilù, che ringraziamo, la notizia dell'udienza del 'signor Kiko Argüello' con il Santo Padre programmata per il pomeriggio del 3 settembre 2021; mai infatti, da vari anni, ai neocatecumenali è stato detto quando i loro responsabili andavano in udienza dal Pontefice, ma soprattutto che cosa in queste occasioni veniva detto: tanta è la trasparenza d'informazione che vige nel Cammino neocatecumenale verso il proprio popolino, ultimo a sapere le cose, raccontate poi in modo del tutto alterato e con toni trionfalistici, trasformando le correzioni in lodi e le bastonate in riconoscimenti di santità in terra.

Dopo aver contratto il Covid in occasione delle convivenze in preparazione alla Pasqua 2021, ed essere stato ritratto in una foto seduto e abbastanza deperito,  Kiko Argüello, responsabile della équipe internazionale del Cammino neocatecumenale, suo fondatore e iniziatore insieme alla estinta Carmen Hernàndez, ricompare anche in una foto su una pagina neocatecumenale facebook del Cammino sul 'blue carpet' del Centro Internazionale di Porto San Giorgio insieme ad Ascension Romero e don Mario Pezzi. 

...e in un breve video in cui saluta e 'benedice' dei fratelli festanti di qualche comunità della Catalogna.

 
Tutto normale quindi: udienza dal Papa, qualche riunione a Porto San Giorgio e in Spagna: Kiko Argüello non può permettersi di saltare gli appuntamenti del Cammino, è l'unico leader e lo tiene saldamente sotto controllo.

Però, come sempre, la stampa (in questo caso i social) di regime neocatecumenale ci mettono lo zampino e la realtà non corrisponde esattamente a ciò che vogliono far apparire.
Abbiamo infatti reperito il video originale della Catalogna e recuperato alcune sequenze 'censurate'.
Ve lo proponiamo.


Non tutte le parole sono intelligibili. Ma è  chiaro che Kiko, trovando il coretto-claque dei fratelli ad aspettarlo all'uscita, dopo aver accennato a un passo di danza e quasi diretto la melodia del canto come suo solito, improvvisamente si arresta, urla più volte 'Basta basta!'  E poi dice qualcosa tipo 'caxxo, abbassate (il volume)'.
Tutti ridono pensando ad uno scherzo, ma il volto quasi spaventato dell'anziano fondatore e le sue successive parole inducono tutti a cercare di spiegare che sono fratelli di comunità ed anche Ascension si affretta a sussurrare parole rassicuranti all'orecchio di un Kiko visibilmente alterato e confuso.
Che per fortuna infine si rilassa, salutando alcuni e impartendo la sua solita 'benedizione'.

Sì insomma: Kiko Argüello si sta dimenticando del suo Cammino.

Non sappiamo come possa essere andata l'udienza con Papa Francesco ma suggeriamo al fratello neocatecumenale, che ci aveva sfidato baldanzoso a 'trovare le differenze', di cominciare a fare caso anche lui, a certe differenze.

domenica 5 settembre 2021

Costoro non "insegnano" agli uomini "come uno che ha autorità".

 

In risposta ad un commento di un lettore del Blog, appartenente al Movimento dei focolari:


Uno dei punti cardine della spiritualità focolarina è quello del dialogo con le varie realtà, per questo ho scritto. Ho un caro amico neocatecumenale di Iglesias con il quale battibecchiamo in senso buono, lui mi disse che ho fatto male a scrivere al vostro blog perchè nei movimenti ecclesiali c'è una gerarchia, e secondo lui solo i capi possono parlare tra loro, gli aderenti devono prima chiedere il permesso. Gli ho detto che non ero d'accordo. Volevo precisare che questo amico è molto critico sul CNC, ed è ancora là, strano che il CNC non l'abbia mandato via, stando a quanto scrivete sul blog. La mia posizione nel movimento non è graditissima, una mia parente che c'è da anni mi disse che era meglio avvertirla prima di prendere iniziative di questo tipo, anche su questo dissento. Vi dico solo che in 20 anni non sono riuscito, dopo richiesta, a leggere gli Statuti, il mio capo focolare mi promise di farmeli avere e non l'ha fatto. Perchè? Cosa c'è che non potevo sapere o leggere? Il mio amico conosce il vostro blog, anche se non lo legge, e dice che la maggior parte delle cose che scrivete sono vere, perchè le ha vissute anche lui nel piccolo a Iglesias. Strano, vero? Non è che Iglesias sia una comuinità un pò anomala, visto che tollera questi dissensi? 
(da: Aldo dei focolari di Cagliari)


Un utile promemoria da by Tripudio:

Rispondo ad Aldo.

Un problema serio con tutti i movimenti ecclesiali è che trovi sempre qualche frangia un po' più "estremista", gente che crede di vivere "intensamente" il movimento e perciò giunge a grottesche esagerazioni. Tra cui quella che portavi come esempio - l'impedirti di leggere gli Statuti, la pretesa "ubbidienza" ai capi perfino su un'azione di poco conto come lo scrivere in modo anonimo su un blog. 

Per quanto riguarda il Focolare, non ne conosco gli Statuti e non sarei troppo certo che contengano risposte ai tuoi dubbi. Gli Statuti di un movimento non sono un certificato di santità ma solo una serie di indicazioni tecniche minime per far permanere il movimento nella Chiesa. Non mi meraviglierebbe che si tratti di una lettura molto noiosa, troppo generica, poco attinente alla vita di tutti i giorni. 


Egli insegnava loro come uno che ha autorità.  

Mc.1, 21-28

Quando un "capo" di una comunità di un movimento impone dei limiti alla tua libertà di cristiano, sta sbagliando, davanti a Dio e davanti alla Chiesa. Non hai emesso i voti di povertà, castità e ubbidienza: pertanto non sei tenuto ad ubbidire come un monaco di fronte al suo abate. L'etimologia della parola "autorità" deriva dal termine latino augeo, cioè "aumentare", "far crescere". Una figura autorevole è tale perché fa in modo da "aumentare" il bene che c'è in te (per esempio: ti comanda - possibilmente spiegandoti il motivo - di non eseguire un'azione peccaminosa). 
Una figura autoritaria, invece, con la scusa dell'essere autorità ti utilizza come un oggetto. Pretendono da te mille cose - "prima di far questo e quello, devi chiedermi il permesso!" - perché ti trattano non come una persona da far crescere e "aumentare", ma come un oggetto da sfruttare. Tu entri nel mio movimento, e io ti concedo l'Onore di Appartenere al Movimento in cambio di ubbidienze da schiavetto. Eh, no: è una bidonata. La mia partecipazione al movimento ha valore (davanti a Dio e davanti alla Chiesa) solo se è un'occasione seria per aumentare la mia fede e la fede del mio "capo" (in qualità di "capo", è chiamato anche lui a santificarsi e ad aumentare la propria fede! non è che uno, in qualità di "capo" di una comunità, è automaticamente "non bisognoso di imparare, non bisognoso di crescere"). Solo se si capisce questo, si capisce la differenza tra il legittimo sottomettersi all'autorità e lo stupido rendersi schiavi. Non ha senso seguire uno che ti utilizza. La vera autorità viene solo da Dio, e chi non ti conduce a Dio ti sta schiavizzando e sfruttando. Non basta imbottirti di prediche "ilSignore-ilSignore" per condurti a Dio. Non basta citare continuamente brani del Vangelo, scritti dei Santi, discorsi del Papa, citazioni dei Fondatori, eccetera. 
Il vero "movimento ecclesiale" può essere solo un aiutarsi a vicenda ad appartenere di più all'unica vera Chiesa e a far crescere la propria fede. Altrimenti è solo una "para-Chiesa", un'aggregazione di gente che si trastulla con robe chiesastiche per sentirsi "cattoliconi DOC". 
In sintesi, il rapporto fra "capo" e "seguace" dovrebbe essere basato sulla crescita spirituale di entrambi, non su una specie di Aristocratico Altolocato nel Club Esclusivo che ogni tanto elargisce qualche briciola al Nuovo Arrivato che Dovrà Fare la Gavetta.
Sempre rispondendo ad Aldo, mi permetto una parentesi. 
Molti movimenti hanno oggettivamente "qualcosa da nascondere". Il movimento del Focolare, tra gli "arcani" da nascondere, ha le cosiddette visioni del "Paradiso del '49" della fondatrice Lubich, una possibile esperienza mistica che la Lubich si guardò bene dal sottoporre al vaglio della Chiesa (cosa che ci autorizza a considerare la possibilità che siano state inventate oppure che siano state inganni del demonio, nonostante tutte le pie intenzioni e i bei contenuti). Le rivelava solo alla cerchia più stretta dei suoi fedelissimi, finché uno di questi, abbandonando il Focolare, ne parlò alla stampa. 
In tutti i movimenti ti diranno di seguire solo le fonti ufficiali, di non fidarti dei siti web "critici" o di "fuoriusciti", di non pubblicare sul web e sui social notizie della vita interna del movimento... In parte potrebbero aver ragione. Ma se hai qualche dubbio, i "capi" sono disponibili a parlarne con te onestamente e con franchezza? Oppure tuonano che non hai fede, tuonando magari ancor prima di sapere quali sono i tuoi dubbi? In un movimento normale, un "capo" - così come un qualsiasi altro membro - sarà sempre pronto a dirti l'equivalente di: "conta più la tua crescita spirituale che il tuo legame col movimento". 
Ma non te lo diranno mai, perché per bislacchi motivi (ivi inclusa l'istituzionalizzazione dei movimenti tanto voluta da Giovanni Paolo II che ne era così contento) c'è sempre la paura di perdere adepti e la foga di dover martellare per bene quelli che vogliono rimanere adepti. 
Quando ti dicono che i movimenti sono un dono dello Spirito alla Chiesa, è vero solo in parte. Caso per caso, di fronte ad ogni singola anima, possono essere un dono di Dio nella misura in cui hanno fatto riscoprire la fede, ma non sono un dono di Dio nella misura in cui hanno rifilato una fede anzitutto nei fondatori del movimento, per non parlare di quando ti hanno insegnato ambiguità o addirittura eresie, come nel caso del Cammino Neocatecumenale. 
E certamente non sono un dono di Dio quando considerano sé stessi come entità che la Chiesa gerarchica dovrebbe rispettare e incensare. Proclamarsi continuamente "al servizio della Chiesa" e poi condurre una propria "politica ecclesiale" di conquista e di invasione, non è un dono dello Spirito.   
(da: by Tripudio)

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Mc.1, 21-28 

Andarono a Cafarnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare.  Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi.  Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: «Che c'entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio».  E Gesù lo sgridò: «Taci! Esci da quell'uomo».  E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.  Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!».  La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea.

venerdì 3 settembre 2021

Dall'empirismo al vampirismo - Parte 2/2. Dalla "Catechesi sul Cammino" del secondo scrutinio neocatecumenale (VI)

Proseguiamo con la lettura della Catechesi sul Cammino dagli Orientamenti alle équipes di catechisti per il secondo scrutinio battesimale del Cammino Neocatecumenale (1977)In questa catechesi Kiko tratteggia le modalità di proseguimento successive al secondo passaggio, in un lungo e contorto discorso dal quale abbiamo estrapolato sette aspetti salienti. Kiko presenta ai fratelli un Cammino di:

1) Estenuante battaglia contro un "dio" che, per renderli umili e sottomessi, li storpia.
2) Opposizione agli sforzi verso la santità, considerati idolatrici.
3) Sovversione della giustizia divina e del libero arbitrio.
4) Accettazione supina (salvo privilegi) dei peccati altrui, presentata come amore al nemico.
5) Inclusione di criminali impenitenti, perché nessuna vittima è migliore del suo carnefice
6) Precarietà, spirituale e materiale, imposta come stile di vita. (Parte I , Parte II qui di seguito)
7) Liberazione dai Estorsione dei beni materiali, coperta dall'arcano.

Siamo alla seconda metà della sesta parte: Un cammino di precarietà, spirituale e materiale, imposta come stile di vita.

Nella parte precedente abbiamo osservato che il punto di partenza del viaggio di Kiko è il rifiuto di un cattolicesimo da egli considerato come un nemico ideologico poiché identificato, impropriamente, con certe esasperazioni "legaliste" della religione. Aggrava tale percezione il precedente fallimento di entrambi i fondatori del Cammino Neocatecumenale nella via della consacrazione religiosa.

Ritenendo le proprie esperienze come conclusive per un verdetto di colpevolezza contro la Chiesa Cattolica, i due fondatori del Cammino Neocatecumenale si sentono investiti della missione di rivoluzionarla dando origine ad una Chiesa2.0 modellata sulle forme dei fondatori, una chiesa parallela nella quale, secondo le false promesse dei due falsi profeti, vige il primato dell' intuizione e dell' esperienza personale sulla logica, sulla Tradizione e sulla legge.

Una chiesa della libertà e della precarietà, vale a dire, libera da dogmi e da mediazioni dottrinali, nella quale è Dio stesso a rivolgersi direttamente al suo popolo in ogni giorno nella sua storia, tramite i fondatori del Cammino Neocatecumenale ed i loro emissari, i catechisti - che nel Cammino si insegnano essere ispirati direttamente dallo Spirito santo. Al vaglio di questi ultimi deve passare ogni aspetto della vita di ogni singolo fratello. (Il finale già lo conosciamo: sarà l'obbedienza  totalitaria - ed impropria- ai catechisti, rinominata come "affidamento al Signore"). 

A pag. 187:

[I Carismi, NDR] Dio molte volte non li dà ai Vescovi, li può dare a un tipo qualsiasi. [...] Come disse l'Arcivescovo Morcillo: "Io non ho ricevuto il carisma, lo avete ricevuto voi"

Agitando lo specchietto per le allodole della sperimentazione personale e della liberazione dalle istruzioni preconfezionate, il guru sta quindi attirando i fratelli per le vie pericolose della sua setta e lontano dalla Chiesa cattolica.

Esodo neocatecumenale dietro al Pifferaio di Hamelin

Sotto questi due falsi pretesti vengono infatti instaurate nel Cammino prassi abominevoli come gli scrutini con violazione del foro interno (pagg. 167-190) niente affatto previsti dalla Chiesa Cattolica, il pericolosissimo Rito del Sale (pagg. 113-120) dal millantato valore esorcizzante, nel quale i fratelli sono (o sono stati, per decenni) invitati a rivolgersi direttamente al demonio, il ruolo invasivo dei catechisti che sconfinano impropriamente nel territorio dei presbiteri... 

Nonostante le vanagloriose promesse di liberazione da parte dei fondatori, alla prova dei fatti sarà proprio l'esperienzialismo lo strumento da essi utilizzato per imporre, nella storia personale dei fratelli, il ruolo del Cammino Neocatecumenale quale interprete diretto ed esclusivo della voce di Dio. 

A pag. 146:

Volevo dirvi che essere cristiani è vivere nella precarietà, ossia nella libertà, e che questa libertà Dio non ce la può mai togliere. Allora vuol dire che dopo questo scrutinio io sono quello di prima? No, non sei quello di prima. Tu hai visto un'azione di Dio su di teIl Signore ti ha liberato, il Signore ti ha esorcizzato, il Signore ha fatto crescere il tuo Battesimo
Questo tu lo vedrai esenza questotu non potrai arrivare all'ultima tappaSenza che facciamo tutto questo con te. Tu hai bisogno di ciò per arrivare alla tappa seguente. Ora tu entri in una fase di combattimento. Sai che cosa è il combattimento? Lottare. Tu devi combattere. Il Signore combatterà contro i tuoi demoni.
Quello che il rito [del sale, NDR] ha significato non termina, questo è ciò che continuerà. Il rito attuerà in te per tutto questo tempo. Perché i riti non solo hanno un potere al presente ma hanno anche un potere sul passato verso l'avvenire. Questo rito si proietta in avanti in modo che tu sappia che il Signore ha fatto una alleanza con te. 
Non dubitare del Signore perché Lui ti ha giurato e promesso nel sale che ti darà il Regno dei Cieli e che ti farà sale della terra. Coraggio.
A pag. 149:
Il cammino catecumenale ci insegnerà a vivere il cristianesimo nella precarietà, nell'oggi, nell'adesso. Adesso sto sperimentando l'amore di Dio, rendo grazie a Dio che ho sentito questa mattina l'amore di Gesù. In che senso? Che Gesù mi ama e basta. Se tu sentissi che Dio ti ama e questo ti bastasse, il fatto che ti ama, che Dio non ha bisogno che tu cambi, che ti ama e basta, sarebbe sufficiente. Ti ama immensamente e non permetterà che tu sprofondi.  
Uscire dal moralismouscire dalla legge per entrare nella gratuità totale, nell'amore che Dio ha per te. Questo è ciò che speriamo che il cammino catecumenale vi possa dare poco a poco.

Sotto quale forma viene instillata la precarietà nelle menti dei fratelli in cammino?
Servendosi di figure bibliche e lavorando per emulazione. Avendo il Cammino abolite la logica, la Tradizione, la responsabilità e l'iniziativa personale, succede che la vita spirituale dei fratelli - e, di conseguenza, la vita tutta - si svolge per imitazione di modelli biblici (deformati, perché le esegesi sono sbagliate) - e non solo: anche sotto la suggestione di numerosi esempi e contro-esempi di vita quotidiana, addirittura presi dalle confessioni o da altri scrutini, più o meno inventati e proposti durante le catechesi . 

Il guru insiste sulla precarietà quale caratteristica irrinunciabile dei viaggi biblici del popolo ebraico dei tempi di Abramo e di Mosè, esperienza che le comunità sono chiamate a rivivere, ricalcandone ruoli e modalità. Questo va a sommarsi alla rievocazione neocatecumenale della vita delle comunità protocristiane. Ed ecco quel che resta del cristianesimo dopo aver programmaticamente abolito diciassette secoli di tradizione della Santa Madre Chiesa (v. catechesi iniziali).

Sottolineiamo che questa modalità non è un accessorio o una moda degli anni '70 ma è realmente intrinseca al Cammino. Ribadirà infatti lo stesso Kiko decenni dopo, nella catechesi di inizio corso 2017-2018:
Ci sono tre voti: obbedienza, castità e povertà. Ma la povertà non è vivere poveramente con i pantaloni rotti, senza soldi, o vivere in una casa povera, malfatta, no. Non è questa la povertà cristiana, la povertà è accettare la precarietà, la precarietà che tu cammini in una religione in cui Dio va davanti a te ed è Lui che mostra quello che vuole e come vuole.

Vediamo quindi alcuni formati della suggestione epica neocatecumenale:
Abramo è ogni singolo fratello chiamato a mettersi in marcia, istantaneamente e senza porre domande, rinunciando alle sue certezze, ad ogni chiamata degli "angeli". A pag. 129 un Kiko in preda alla confusione verbale, annuncia, ai fratelli che ricopriranno il ruolo di Abramo:
Questa celebrazione è una Parola che Dio sta dando a ciascuno di voi, personalmente. Tu sei Abramo, ora. Questa Parola che abbiamo appena ascoltato è una Parola che si compie in noi, visto che la discendenza di Abramo è Gesù Cristo. Di Lui ha fatto un popolo più numeroso delle stelle del cielo. E noi siamo del popolo d'Abramo, stiamo entrando in questo popolo.
Gli angeli, ovvero i (falsi) profeti, sono i fondatori e le loro diramazioni, i catechisti, ai quali lo "spirito" suggerirebbe in tempo reale la direzione del cammino, l'interpretazione della Parola ed i consigli sulla vita dei fratelli. Con queste premesse, pretendono obbedienza. Ormai è finalmente svelato che i catechisti sono non profeti ispirati ma ligi ripetitori dei mamotreti (non più) segreti.

Il popolo eletto è l'insieme delle comunità, delle piccole "tribù di Israele" a tenuta stagna, i  componenti delle quali sono pressoché sempre gli stessi, perlomeno tra una fusione e la successiva, perché nel Cammino si insegna che Dio salva a grappoli. Il popolo neocatecumenale è "eletto" perché gli viene fatto credere che solo all'interno del Cammino sia possibile una vera vita di fede e che solo loro abbiano accesso ad una relazione diretta con Dio. È in questa illusione che si radicano il tipico pensiero magico dei camminanti ed il disprezzo per la Parrocchia, la quale, pur essendo anch'essa un popolo, viene considerata dal Cammino come strutturalmente difettosa, inefficace e da trasformare in "comunità di comunità (neocatecumenali)" (v. catechesi iniziali). 

Mosè in Egitto secondo Gioacchino Rossini, anche lui compositore
- però di categoria superiore e che non ha fondato nessuna setta pseudocristiana.

Il Faraone è qualunque potente ecclesiastico, tipicamente un Vescovo che, a detta dei prepotenti del Cammino, tenta di impedire il "santo viaggio" del "popolo eletto". Nel mondo reale è solo un' autorità responsabile, che tenta di arginare l'imperversare della setta neocatecumenale.

"Esci dalla tua terra e va' dove ti mostrerò".  Mettersi "in viaggio" significa andare dietro a Kiko che racconta di prendere ordini direttamente da Dio. Nessuno e neppure la Chiesa "approvante e plaudente" ha il diritto di impartire lezioni al "popolo eletto" o di contraddirlo in quanto esso prende ordini solo da Dio direttamente, tramite i profeti interpreti della Parola per la vita dei fratelli (es. pagg. 11, 20, 25, 45,  126). A pag. 159:
Una cosa importante: non si tratta, riguardo a questo fatto della Parola, di essere esaurienti. Noi non vogliamo che voi vi avviciniate alla Scrittura con una mente grecanel senso di imparare delle cose. Questo non lo fate per imparare molto, per conoscere molto. Qui non si tratta di sapere delle cose. Lo dico per quelli che hanno meno formazione: non si fa questo per darvi una formazione. La Scrittura racchiude la Parola di Dio. Solamente con il fatto che voi vi sediate con la Parola, all'aprirla e leggerla Dio già sta parlando, siete in contatto con il Signore. 
Commentiamo solo che conoscere Dio leggendo la Parola e ciò che di lui hanno scritto i suoi Santi, cioè avendo una "mente greca", equivale ad amarLo.

Dalla precarietà alla prosperità: il miraggio della terra promessa e del centuplo quaggiù.
Per indurre i fratelli alla precarietà, il Cammino si serve di entusiastiche promesse (elettorali) sulla prosperità che attenderebbe il popolo in cammino al termine del suo santo viaggio - meta che però non arriverà mai. Si tratta di promesse di beni sia spirituali che materiali. Dal lato materiale abbiamo il ben noto centuplo quaggiù (pagg. 91, 151, 154, 173). Particolarmente sfrontata è la promessa fatta da un Kiko presumibilmente ubriaco fradicio, a pag. 173:
E inoltre questo denaro che si trova messo lì, sarà restituito al cento per uno su questa terra. Magari non immediatamente, ma vi sarà restituito. In modo che nessuno possa dire: “Un momento, io ti ho dato un milione e non mi hai dato cento milioni sulla terra”. Ti assicuro che il Signore ti darà cento milioni. Pensate una cosa: forse mai più il Signore ti dirà che tu venda i tuoi beni, e l’idiota che sei stato che, giunto il momento in cui il Signore ti offriva un affare al cento per uno, non l’hai fatto. 
Le promesse spirituali invece consistono nel miraggio di diventare finalmente cristiani ed entrare a far parte della chiesa. Qui Kiko rivende ai fratelli qualcosa che essi possiedono già, trattandosi in stragrande maggioranza di battezzati, che appartengono già alla Chiesa Cattolica Romana. Ma Kiko non può ammettere che sia cristiano qualcuno che non abbia "camminato" nelle sue scarpe sformate.

A pag. 111:

Anche voi, all'inizio del cammino, eravate politeisti anche se vi credevate cristiani come Abramo dunque, perché stavate chiedendo a molte cose, alla vostra carriera, al matrimonio, ai figli, stavate chiedendo loro la vita e forse, quando incominciaste il cammino questi idoli non vi avevano dato la vita. 

Il guru si impegna quindi con tutte le sue energie nel portare a termine questa truffa grottesca (pagg. 84, 110, 129, 131,  147, 171) - per esempio a pag. 129:
Questa Parola, dunque, ti invita a non dubitare di ciò che Dio ti promette. Che cosa ti promette Dio? Di darti la Terra promessa, introdurti nella Chiesa, farti entrare nel Regno di Dio. Una terra meravigliosa, una terra che oggi appartiene a popoli come i Gebuseí, gli Amorrei... : i sette peccati capitali; una terra dominata dall'invidia, dall'orgoglio, dall'ira. Sette nazioni ti chiudono il passo verso questa terra: l'ira, l'invidia, la gola, la lussuria, la superbia, l'accidia, la cupidigia. Ti chiudono la strada; sono tutti ben equipaggiati con le loro armi e non ti lasciano entrare. Stai per entrare e sei un invidioso, e gli invidiosi non possono entrare; stai per entrare e la lussuria non ti lascia, eccetera 
Ma il Signore ha promesso che consegnerà in tuo potere queste sette nazioni che oggi sono molto più potenti di te.

Ma prima pagare! Dall'empirismo al vampirismo.
Dopo essere stati sfiancati, traumatizzati da pseudo-esorcismi e scarnificati dagli scrutini, alla fine del secondo passaggio, arriva, a sorpresa, una richiesta diretta al popolo in cammino da parte del "signore": una grossa tassa patrimoniale una tantum per iniziare ed il pagamento mensile permanente di una tassa del 10% su tutto, per l'appartenenza al Cammino Neocatecumenale - ricordiamo, "l'unico luogo di salvezza al di fuori del quale si può solo sperimentare la morte (pag. 108)"

A pag. 154:
Ma c'è una cosa che vi stavo raccontando prima: che ora, nel cammino catecumenale dovrete arrivare a dare le primizie e la decima. Questo fatto è già presente nei comandamenti della Chiesa. [...]

Fagin, catechista neo-evangelizzatore e fondatore della prima comunità neocatecumenale di Londra, completamente composta di giovanissimi ragazzi e di bambini, alla quale appartiene anche il piccolo Oliver Twist, qui immortalato al momento di pagare la decima.

Osserviamo anche, tragicomicamente, che nonostante il tanto insistere sul ruolo dei catechisti, in tutto il mamotreto del II passaggio solamente una volta viene nominato da Kiko il catechismo della Chiesa Cattolica: al momento di annunciare la richiesta di denaro. Riportiamo questa perla rara di persuasione kika - nella quale notiamo anche la strizzatina d'occhio ai catechisti-profeti e destinatari dei contributi

A pag. 152. :
Questo fatto della decima è poi passato alla Chiesa: è un comandamento della Santa Madre Chiesa. "Pagare decime e primizie alla Chiesa di Dio"; è un comandamento della Chiesa che si studia nel catechismo. Anche se poi nessuno paga mai nessuna decima, nessuna primizia di nessun tipo. Nella Didaché, che è la prima catechesi„ sta scritto che le primizie e la decima parte dei tuoi beni le darai ai profeti. Se non hai profeti nella tua comunità la darai, dice la Didaché, ai poveri che sono Cristo. 
A pag. 154:

Di ciò che guadagni al mese la decima parte sia per la Chiesa, sia per i poveri, per aiutare gli itineranti, per aiutare i vostri catechisti... Io non vi chiedo nulla, ma voglio dirvi che pensiate ai catechisti. Perché se noi non prepariamo la comunità perché aiuti un poco i catechisti allora, chiaramente, arriverà un momento in cui...Deve essere una cosa normale, che nasce da voi stessi. 

Kiko non vuole costringere, vuole che i fratelli vogliano spontaneamente ciò che egli vuole. Vuole la volontà dei fratelli e, da allora fino ai nostri giorni, la loro resa incondizionata. Ma non aveva detto Kiko, finora, che siamo peccatori e liberi dalla legge, che non ci sono comandamenti ma "parole per la nostra vita" (pag. 33)  che la punizione del peccato è il peccato stesso (pagg. 55) e che Gesù Cristo morendo in croce ha pagato sia per il peccato originale che per i peccati attuali e che di conseguenza siamo tutti già perdonati (pagg. 52, 54, 55, 106, 132, 149)

Da dove sbuca adesso questo comandamento ineludibile della decima (pagg. 152, 154)? Forse che, se non paghiamo la decima, la nostra punizione consisterà nel fatto stesso di non aver pagato, proprio come per gli altri comandamenti? Eh no, questo "comandamento" è differente e lo affronteremo di nuovo in un prossimo post.