giovedì 13 novembre 2008

Spieghiamo il Centuplo promesso da Gesù

Amici, senza nulla aggiungere di "nostro" ossia di opinioni personali, parlando del Centuplo abbiamo notato che è una dottrina difficile da comprendere perché il CN la spiega malissimo.

Non sappiamo se sia responsabilità dei Catechisti del CN, ma sta di fatto che i NC qui convenuti hanno fatto affermazioni errate sul Centuplo.

Innanzi tutto rispondo anche a tale "giovanni battista" NC che afferma:

"la vostra è una Caporetto. Una dopo l'altra stanno cadendo tutte le accuse contro il Cammino."

Se codesta persona volesse dirci dove, nei Documenti della Chiesa e in quello che sta chiedendo il Papa nella pratica della Messa e in ciò che ha scritto mons. Nicola Bux nel suo recente libro: "La Riforma di Benedetto XVI" e a fronte della Lettera del card. Arinze del dicembre 2005 e delle parole del Papa del 12.1.2006 …. Dove a fronte di tutto ciò le "accuse" (termine improprio, le chiamerei CONSTATAZIONI!) avanzate da questo Blog al CN nella sua catechesi liturgica siano venute meno, gliene saremo grati!

Veniamo ora alla questione del Centuplo:

In quel tempo, Pietro disse a Gesù: "Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguìto". Gesù gli rispose: "In verità vi dico: "non c’è nessuno, che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o campi a causa mia e a causa del Vangelo, che non riceva il centuplo adesso, in questo tempo, in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, con persecuzioni, (Lc dice: che non riceva molto di più in questo tempo) e la vita eterna nel secolo che viene" (Mc 10,29-30; parall. Mt 19,28-29; Lc 18,28-3o).

Gianluca del CN lo spiega così:

Se si passa per la Croce, se si segue Cristo, se ci si converte davvero, il valore dei nostri affetti e dei nostri beni sarà già in questa terra 100 volte superiore... Cristo non mente, ma se lo si segue non ascoltando l'avviso sulle persecuzioni, la Croce, allora si rimane delusi.

Proviamo a rispondere.

Indubbiamente non è Cristo a mentire, ma loro ad interpretare in modo ambiguo cosa Egli intendesse dire… come del resto interpretano male i Pentecostali i quali affermano che con il Centuplo promesso da povero diventi ricco…

Partiamo dal fatto che Cristo non ha mai promesso BENI MATERIALI, essi certamente ci vengono dati ma per essere usati a nostra volta a favore del Prossimo, il Centuplo è un'altra cosa ancora che ha a che fare direttamente con il nostro essere e il ciò che diverremoNon dimentichiamo poi che la promessa del centuplo viene a seguito di UNA RINUNCIA e non semplicemente della rinuncia del peccato (o del SOLO CRISTO come dicono i Protestanti), ma di una rinuncia di sè stessi...

Un giorno, tanto per fare un esempio concreto, appare Gesù a Santa Caterina da Siena mentre era in preghiera, chiedeva da giorni al Signore UN GESTO DELLA SUA BENEVOLENZA....
Gesù le si presenta con due CORONE; UNA DI SPINE, L'ALTRA DI DIAMANTI e le dice:
"Figlia mia, quale scegli delle due? Quella che sceglierai sulla terra NELLA TERRA RESTERA', quella che sceglierai per il cielo ti sarà data per l'eternità...."
Santa Caterina da Siena non ci pensa due volte e sceglie quella di spine per stare sulla terra....e spiega ai suoi discepoli che la richiesta che dobbiamo fare a Cristo per ricevere IN CENTUPLO , LA CORONA DI GLORIA, è portare qui la corona di spine....

Inoltre quale Centuplo avrebbero mai i nati con handicap qui sulla terra in concetto kikiano di BENI MATERIALI? I Beni materiali, dunque sono necessari perché finalizzati alle opere di bene… ma non sono il PREMIO che scaturisce da quel Centuplo che si inizia ad assaporare qui sulla terra

Benedetto XVI così disse nell'omelia di apertura pontificato:
"Così, oggi, io vorrei, con grande forza e grande convinzione, a partire dall’esperienza di una lunga vita personale, dire a voi, cari giovani: non abbiate paura di Cristo! Egli non toglie nulla, e dona tutto. Chi si dona a lui, riceve il centuplo. Sì, aprite, spalancate le porte a Cristo – e troverete la vera vita. Amen."

Non mi risulta che Ratzinger si riferisse ai beni materiali …
il CENTUPLO è collegato alla VERA VITA dice Benedetto XVI....
La sua stessa esperienza personale alla quale fa cenno è proprio a quel centuplo nel quale Ratzinger ha sperimentato di INCONTRARE La VERITA' E SERVIRLA... infatti nel suo motto episcopale ha scritto: COOPERATOR VERITATIS... chi ha Cristo HA TUTTO, non manca di nulla, non cerca altro che non di servirlo…

ANCHE NELLA POVERTA'..... c'è dignità e santità, c’è IL CENTUPLO promesso dal Signore, così come nell’AMMALATO, inchiodato nel letto di un ospedale c’è il Centuplo… nel momento in cui l’ammalato offre se stesso al Signore…altrimenti e secondo quello che dicono alcuni NC il Centuplo lo riceverebbero solo i sani, i belli, i forti che accettano Cristo magari all'interno del proprio Cammino…..

Basti pensare ad una Mamma che perde il proprio figlio in situazione drammatica e con un atto di fede lo offre al Signore… quale sarà il suo Centuplo? Passando questa Croce, e secondo quanto ha affermato sopra il NC: il valore dei nostri affetti e dei nostri beni sarà già in questa terra 100 volte superiore...…. ma a questa MADRE che ha perduto il Figlio cosa può esserci di 100 volte superiore alla vita perduta del figlio? È ovvio che NON è questo il Centuplo! Inoltre Gesù afferma che a causa sua ci sarà invece divisione fra moglie e marito, padri e figli e sorelle perché chi pone gli affetti familiari al di sopra di Dio non è degno di Dio… questo non vuol dire che non dobbiamo amare i nostri familiari, c’è per questo il Quarto Comandamento che è chiarissimo e il Libro dei Proverbi, ma non sono loro il nostro Centuplo promesso!

Dice il card. Caffarra in una sua Omelia dove spiega proprio il Centuplo:
Il Centuplo ADESSO, DOPO la Vita eterna: cosa vuol dire "il centuplo ora"?
Zaccheo, Paolo, la Samaritana, Agostino hanno ricevuto il centuplo subito. Né poteva essere diversamente. (…) la presenza di Cristo nella vita di una persona eleva la sua umanità alla centesima potenza.
… centesima potenza: è il centuplo ADESSO, ORA, SUBITO, come dirà san Paolo "non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me"
perché l’incontro con Cristo eleva alla massima potenza l’io? Perché decidendo di seguire Cristo, la persona umana decide di se stesso in ordine al suo destino eterno. Si pone nel tempo come un io destinato all’eternità.
Nell’incontro con Cristo l’uomo riceve subito il centuplo perché, come scrive san Tommaso, vive una certa "inebatio vitale aeternae"; vive in pienezza il tempo perché in esso già respira l’eterno.
Termino rivolgendomi in particolare a voi giovani: correte il rischio di immergervi dentro alla Chiesa che vi educherà alla vera libertà, perché dentro essa voi riconoscerete che Cristo è tutto ciò che voi desiderate. E la vostra notte sarà piena di stupore, perché sarà piena di grazia.
ed è qui che riceviamo questo Centuplo ORA, ADESSO....non più io vivo, ma Cristo vive in me....

Ed è sempre Gesù che ci ricorda: cercate le cose di lassù, il resto vi sarà dato in più… i beni materiali sono quel “in più” utile ma non indispensabile per il Regno dei Cieli, mentre la malattia è interpretata dalla Tradizione quale FONTE DI BENEDIZIONE per chi sa accettarla per farne un sacrificio gradito a Dio da unire ai patimenti del Cristo…

Così dice Benedetto XVI all’Udienza del 10.1.2007:
"Possiamo comprendere che la Croce rimane sempre centrale nella vita della Chiesa e anche nella nostra vita personale. (basti pensare qui al Centuplo ricevuto da Giovanni Paolo II)."

E ancora dice a Sydney ai giovani nel luglio 2008:
"I beni materiali, in sé, sono cose buone. Non sopravviveremmo a lungo senza denaro, abiti e un´abitazione. Per vivere abbiamo bisogno di cibo. Ma, se siamo ingordi, se rifiutiamo di condividere quanto abbiamo con l´affamato e con il povero, allora noi trasformiamo questi beni in una falsa divinità.
(…)Il culto dei beni materiali, il culto dell´amore possessivo e il culto del potere spesso portano la gente a "comportarsi da Dio": cercare di assumere il controllo totale, senza prestare nessuna attenzione alla sapienza o ai comandamenti che Dio ci ha fatto conoscere. Questa è la via che conduce alla morte. Al contrario, l´adorazione dell´unico vero Dio vuol dire riconoscere in lui la sorgente di tutto ciò che è bene, affidare noi stessi a lui, aprirci alla forza risanatrice della sua grazia e obbedire ai suoi comandamenti: questa è la via per scegliere la vita."

In sostanza dunque, la promessa di Gesù del centuplo a chi lascia tutto per seguirlo è riferita principalmente ai Missionari, ai Religiosi, alle Religiose e ai nostri Sacerdoti, persone tutte che per vivere ed annunciare il Vangelo, rinunciano a farsi una loro famiglia e accolgono, come tale la Comunità cristiana che essi generano con i sacramenti e la predicazione della Parola. Si ripete per loro l’esperienza di san Paolo, che poteva sentire come figli i tanti discepoli a cui egli aveva fatto conoscere il Cristo. Per cui, se l’Apostolo, a causa della sua scelta celibataria, non aveva potuto avere dei figli dalla carne, ne ha contati a migliaia, secondo lo Spirito….
infatti Gesù gli rispose: "In verità vi dico: "non c’è nessuno, che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o campi a causa mia e a causa del Vangelo, che non riceva il centuplo adesso, in questo tempo, in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, con persecuzioni, [Lc dice: che non riceva molto di più in questo tempo] e la vita eterna nel secolo che viene"

E’ naturale che tale promessa la possiamo vedere attuata anche nel Matrimonio che è un Sacramento… (così come abbiamo spiegato sopra che si attua anche nel povero e nell’ammalato, ma anche nel carcerato che pentendosi del male compiuto, vive la sua penitenza per Cristo ed in Cristo con Cristo), il coniuge che accoglie ogni giorno il proprio coniuge come “sacramento” di Cristo. Accetta che i figli, prima che “suoi”, siano di Dio.
Abbandona, cioè, ogni deformazione possessiva degli affetti e s’impegna ad amare i suoi cari nella carità di Cristo. Allora il Signore “centuplicherà” il suo amore e lo renderà capace di gratuità e di perdono.
Saprà perseverare nell’amore coniugale e paterno o materno, anche quando l’altro, umanamente parlando, non lo meriterebbe. Saprà accettare, o almeno rispettare, le scelte di vita dei propri figli, anche quando queste non saranno conformi ai suoi desideri… riceverà forza per affrontare le avversità della vita come le malattie, ed anche nelle ristrettezze economiche egli saprà sempre far quadrare i conti familiari con dignità e mai disperazione… ecco che DOPO, riceverà allora in premio la Vita Eterna, la Beatitudine eterna…

Idem dicasi per i "singol" che vivono una vita santa e casta (rinunciare comunque sempre a qualcosa per DONARSI)... che magari non sono chiamati al sacerdozio, ma diventano frati, missionari non religiosi, nella società sono bravi insegnanti, saggi professori con il sacro Timor di Dio...ecc, il Centuplo viene dispensato dal Cristo nel momento in cui l'Uomo rinuncia a sè stesso, alle sue prerogative per seguire il Progetto di Dio in qualunque posto Egli lo ha messo...

Potremo concludere con una preghiera: Gesù, io non ho la sicurezza di Pietro, che afferma d’aver abbandonato tutto per te. Io sono legato ancora a troppe cose e persone. Abbi ancora pazienza con me. Insisti nella tua chiamata. Aiutami a vincere titubanze e paure. E fa’ che, finalmente, mi fidi di te e ti ami sopra ogni cosa e persona.

Amen.

20 commenti:

Caterina63 ha detto...

Mic...come d'accordo, ho postato ora l'articolo perchè domani ho alcune cose da sbrigare...così intanto lo si legge con calma....^___^

ho faticato per postarlo, non capisco perchè non me lo accettava....guarda tu se è tutto ok....e se c'è da modificare , modfica pure....

P.S.
Ringrazio Francesco per alcune tracce dei testi di Benedetto XVI che aveva di recente postato in altro thread ^___^

Buon lavoro a tutti!

Francesco ha detto...

Prima di leggere il nuovo tema e...giusto per...chiudere il thread precedente, sia pure in fretta e furia: non inseguirei bizantine differenze tra LAICITA', LAICATO ed altre formule similari.

E rimango convinto che la matrice della Laicità è un sano atteggiamento individuale e/o collettivo di chi,seguendo Cristo e il Magistero della Chiesa,resta al suo posto nella società, nel mondo del lavoro, nel proprio ambito di vita, impegnandosi a vivere rettamente secondo i precetti evangelici ed a diffondere e testimoniare a sua volta l'annuncio evangelico.

Una definizione terra terra,se volete, casareccia,ma che - credo - renda l'idea.

Su queste basi non trovo differenza tra la dimensione del laicato impegnato nella e con la Chiesa (lasciamo perdere i movimenti,perchè la dimebnsione laicale che essi predicano è ibrida,mirante alla sovrapposizione o alla confusione di ruoli con la gerarchia ecclesiale) e la dmensione "laica" di uno stato o della società civile nel suo insieme,della quale parlava ieri il Papa.

Mi si scusi per l'O.T.

chisolm ha detto...

Se Matteo nel capitolo del “centuplo” (19) riferisce un Gesù di manica larga, nel successivo capitolo (20) con la parabola dei lavoratori e della paga uguale per tutti, sembra presentare un Gesù che prospetta una evangelica manovra finanziaria per risanare “l’economia della salvezza”.

Già: sembra proprio un “taglio alle spese” della promessa fatta nel capitolo precedente.
“Ma come, lascio tutto per avere il centuplo e poi mi dici che l’operaio dell’ultima ora sarà pagato come me?” Misteri della finanza divina!

Gesù, in realtà, vuole applicare al centuplo una valenza escatologica: ci dice di investire nella sua Banca che non conosce né ladri né tarli che corrodono la moneta. Se poi, il centuplo in qualche caso a qualcuno tocca anche quaggiù, val bene la risposta del capitolo 20: “Amico mio, ma Io posso o non posso fare dei miei beni quello che voglio?”

Caterina ricorderà che una volta parlammo del romanzo di Bruce Marshall, “Ad ogni uomo un soldo” in cui un mite sacerdote, l’abate Gaston, subisce mille avversità tre le due guerre, diventerà zoppo e quasi cieco mentre i suoi colleghi faranno carriera. Egli, tuttavia, alla fine della sua vita, troverà ricovero presso un convento di suore in cui potrà passare i suoi ultimi giorni.
Mentre si reca al convento in treno, fa una riflessione che a me pare bella e paradigmatica.

“Il treno proseguiva la sua corsa rumorosa lungo la galleria, ma Gaston non si accorgeva delle stazioni, perchè stava pensando ai misteri del Signore e riflettendo che lui li capiva in modo molto imperfetto. Uno, però, gli pareva di cominciare a capirlo, e cioè perchè tutti gli operai della vigna ricevevano un denaro, sia che avessero portato il peso della giornata e del caldo oppure no. Pensava che la ragione era questa: che tanta parte del lavoro era ricompensa a se stessa, come tanta parte del mondo era castigo a se stesso. E a un tratto Gaston si rese conto che lui, da prete, era stato molto felice. E anche adesso che, oltre a essere zoppo, era quasi cieco, e che avrebbe dovuto impararsi a memoria chilometri di Epistole e di Vangeli, sapeva che come cappellano residente delle suore sarebbe stato molto felice. (...)”

Proprio ieri sera spiegavo alle mie suorine il senso della giustizia e della libertà divina di amministrare i Suoi beni. Per far capire loro che ognuno di noi riceverà quel soldo (sia professore, studente, ignorante, barbone, casalinga…) il suo centuplo risiederà nel modo col quale Dio offrirà quel soldo. Per far capire questo mi sono permesso un’analogia.
A ciascuna ho messo sul palmo una moneta (poi me la ridate, eh?) senza sfiorarle. All’ ultima suora, ho messo la moneta nel palmo, le ho chiuso il pugno con le mie mani e l’ho tenuto stretto mentre la fissavo negli occhi. Credo abbiano capito che il centuplo non è il “quanto” ma il “come” dell’amore di Dio.

Chiudo la riflessione con l’ultimo pensiero dell’abate Gaston, una specie di piccola e ingenua epiclesi che mi piace rivolgere al Signore:

“Il treno proseguì la sua corsa rumorosa lungo la galleria, e il reverendo Gaston cominciò a pregare in silenzio per i sei trappisti trucidati a YangKiaping. E pregò anche per il resto del mondo, che Cristo Signore si chinasse giù, lo toccasse e ne spianasse le grinze.”

Chisolm

mic ha detto...

nel successivo capitolo (20) con la parabola dei lavoratori e della paga uguale per tutti

io ho sempre pensato che il "centuplo" come il 70 volte sette, abbia un valore iperbolico, a sottolineare la disparità enorme della ricompensa rispetto a quanto ci viene richiesto.
E questo spiega anche "la paga uguale per tutti"... perché se la "ricompensa" che ci viene data è il Signore e la Vita eterna che cominciamo ad assaporare anche qui e ora, essa non ha misura perché porta con sé l'incommensurabilità del TUTTO che il Signore E'

L'immagine del denaro messo nel palmo della nostra mano col gesto del racchiudere il tutto tra le Sue mani e lo sguardo d'Amore che affida, dà fiducia e ri-genera va contemplata e può svelarci molte cose:

1. le mani simbolo dell'agire (non il fare volontaristico) ma l'essere collaboratori del Signore nella Creazione nuova, secondo la Sua chiamata, che per qualcuno può significare anche una vita
di preghiera

2. la responsabilità di "avere in mano" un compito che ci è assegnato e che dobbiamo portare a compimento, a volte al buio e con difficoltà, ma sempre sotto l'ardore "che non si consuma" di quello sguardo che non ci lascia un istante, attenti a non essere noi a distogliercene

3. la gioia di vivere la nostra Pasqua in quella del Signore, che già ci introduce nel 'mondo a venire'... che viene dal Cielo, come dal Cielo è venuto Cristo per riunire indissolubilmente ormai il Cielo alla terra: la Gerusalemme celeste già presente nella Sua Chiesa e, per ulteriore dono di Gesù, in ogni Santa e Divina Liturgia...

Caterina63 ha detto...

.....Matteo capitolo 20....ed infatti caro Chisolm, era il passo successivo che volevo citare ma che ho fatto bene a lasciare, appunto, che altri citassero ^___^

In questa discussione per altro già avvenuta a spezzoni in altri thread, credevo che il NC interlocutore si fosse spiegato male, ma poi avendo ripetuto che tale centuplo era il 100% di beni materiali e di FAMILIARI E AMICI... mi resi conto che tale erronea considerazione è identica a quella dei Pentecostali... Tempo fa la stessa Conferenza Episcopale latino-americana denunciò questo inganno attraverso il quale, scrivono, i nuovi Protestanti svuotano le Chiese promettendo RICCHEZZE...
Infatti c'è del vero in questo: la povertà in questi è tale che appare ORO quando un pastore va da loro e dice: "hai visto? sei stato tolto dalla povertà, ora hai casa e lavoro, il Signore ti sta già ricompensando con il centuplo, MA TU DEVI RICAMBIARE, DEVI ESSERE FEDELE ALLA TUA COMUNITA' ALTRIMENTI PERDERAI TUTTO...."

Può dunque la GRATUITA' del centuplo promesso dal Cristo dipendere dall'economia finanziaria di una comunità?
^___^

Questa è la domanda alla quale si dive rispondere....

Molto chiaro l'episodio narrato dell'abate Gaston ^___^
mi ha sempre colpito quel: "si rese conto che lui, da prete, era stato molto felice"....
e che lo sarebbe continuato ad essere anche se era zoppo e quasi cieco e se i suoi amici avevano fatto carriera mentre lui doveva mendicare un alloggio...

Nella mia esperienza singolare (ed ognuno di noi ha una sua esperienza singolare) posso dire con chiarezza che il Signore NON ha mai soddisfatto un mio desiderio, un mio sogno "nel cassetto"... eppure voltandomi indietro non posso che dire "Signore, è tutta GRAZIA, è tutto DONO ciò che mi hai dato, altro che il centuplo, in me hai applicato pienamente il passo che dice che ti curi degli orfani..."

Delle volte riceviamo ma non ce ne accorgiamo, non ci rendiamo conto e forse attribuiamo AD ALTRI la fonte del centuplo...
Vedo attorno a me famiglie e persone del mio stesso stato che sono ricchi, hanno il triplo di ciò che abbiamo noi, eppure mi rendo conto che non hanno quella ricchezza che abbiamo "noi"...

Un giorno durante un ritiro spirituale un partecipante chiese al nostro sacerdote spirituale in quale modo riusciva a rinunciare a quel "tutto" in un mondo che ti sbandiera davanti sempre più in modo accattivante ogni genere di tentazione, gli rispose: " Sono attratto da quel centuplo che mi è stato promesso! Cosa me ne faccio delle briciole ora, qui sulla terra, quando Dio in Persona mi promette ogni giorno che se rinuncerò a queste briciole avrò il centuplo e godrò di questo per l'eternità? E da quando ragiono così mi sono accorto di essere l'uomo più felice della terra, essere prete ti mette già in una condizione di felicità che ti appaga di ogni sofferenza e di ogni solitudine."

Il centuplo non è dunque la soddisfazione dei nostri sogni o dei nostri progetti o delle nostre appartenenze a piccole o medie o grandi comunità...come avviene appunto nel cap. 20 di Matteo speigato così da Chisolm:

Già: sembra proprio un “taglio alle spese” della promessa fatta nel capitolo precedente.
“Ma come, lascio tutto per avere il centuplo e poi mi dici che l’operaio dell’ultima ora sarà pagato come me?” Misteri della finanza divina!

Gesù, in realtà, vuole applicare al centuplo una valenza escatologica: ci dice di investire nella sua Banca che non conosce né ladri né tarli che corrodono la moneta. Se poi, il centuplo in qualche caso a qualcuno tocca anche quaggiù, val bene la risposta del capitolo 20: “Amico mio, ma Io posso o non posso fare dei miei beni quello che voglio?”

*************

già..."l'economia della salvezza"
^___^


Buona giornata, fraternamente CaterinaLD

Caterina63 ha detto...

...sulla sana laicità ho risposto nel thread sotto....
^__^

mic ha detto...

Proprio ieri mi ho incontrato una Evangelica la quale parlando di Giovanni, il discepolo che Gesù amava, aggiunge: e gli ha affidato anche la Madre...

A me è venuto spontaneo dire: è una cosa bellissima (scoperta nel testo della vulgata) che il Vangelo dica che Giovanni la prese "in sua", che non vuol dire solo "nella sua casa" ma tra le cose personali, quel che più gli appartiene che più pertiene alla sua persona, ci vedo un 'legame' più stretto... e noi cattolici è proprio questo legame-rapporto che viviamo con la nostra Madre Santa e Benedetta (questo non l'ho detto, ma era implicito)...

Quando ho solo accennato a questo, mi trovo di fronte uno sguardo duro tagliente accompagnato dalle parole: "noi seguiamo SOLO Gesù e a Lui solo ci rivolgiamo"... da questo ovviamente oltre alla Madre è tagliata fuori La Chiesa e la Tradizione, ma mi ha colpito la DUREZZA TAGLIENTE anche dello sguardo con cui mi è stato detto... la cosa che più meraviglia è che si possa avere quello sguardo e quella durezza parlando del Signore...

Non c'è stato tempo per dire altro, anche perché ero dal dentista e lei era la persona che mi doveva pulire i denti... sono rimosto quindi a bocca aperta ma senza poter parlare... dopo ovviamente è mancato il kairòs, il tempo favorevole...

Francesco ha detto...

Sul tema , più di mille altre esistenti, mi pare esaustiva, chiara e ricchissima la riflessone del cardinale Caffarra:

"Zaccheo, Paolo, la Samaritana, Agostino hanno ricevuto il centuplo subito. Né poteva essere diversamente. Ciò che ora cercherò di mostrarvi è che la presenza di Cristo nella vita di una persona eleva la sua umanità alla centesima potenza.

La presenza di Cristo, frutto dell’incontro con Lui e della sua sequela, fa nascere in pienezza nell’uomo l’io. Nessuno può dire con la forza e la verità con cui lo dice chi segue Cristo: "io".

Tutta la dignità dell’uomo consiste nel suo essere persona. Questa dignità è propria del suo stesso essere; appartiene ad ogni uomo dal momento del suo concepimento; è uguale in tutti e ciascuno. Da questo punto di vista non ci sono "gradi".

Tuttavia la consapevolezza del proprio essere persona e quindi della propria dignità; l’intensità con cui una persona pronuncia la parola "io", ammette gradi; ammette "più o meno".

Vorrei prima di procedere farvi notare che non stiamo facendo un discorso astratto, fuori dalla vicenda propria di ciascuno di noi. La persona dice in verità la parola "io" nell’atto libero: è nella scelta e nella decisione libera che si misura la forza con cui una persona può dire "io". Persona, soggettività, libertà sono tre dimensioni che costituiscono l’esistenza umana.

Se guardiamo con attenzione alla nostra esperienza quotidiana, noi ci rendiamo conto che la nostra è una libertà "di fronte a …". Sono libero di fronte alla persona che mi chiede di aiutarla, se aiutarla o non. Sono libero di fronte alle cose di cui dispongo, se usarle o non o perfino di disfarmene. Sono libero di fronte al mondo; sono libero di fronte alle persone. La libertà dimora dentro alla relazione, al rapporto dell’io con altro/altri da sé. Essa si esercita nel confronto con altro/altri dalla persona libera.

Tuttavia a guardare le cose più in profondità, noi scopriamo una dimensione più profonda della nostra libertà. Noi siamo liberi anche, anzi soprattutto e più profondamente nel confronti di noi stessi. È mediante le mie scelte libere che io divengo me stesso; che io configuro il volto della mia esistenza; che io divengo padre-madre di me stesso. Essere liberi significa decidere di se stessi. È per questo che S. Kierkegaard definisce l’io dell’uomo nel modo seguente: "un rapporto che si mette in rapporto con se stesso e mettendosi in rapporto con se stesso si mette in rapporto con altro" [La malattia mortale. Parte prima, A/A; in Opere, ed. Sansoni, Firenze 1972, pag. 625].

Ritorniamo ora alla nostra domanda: perché l’incontro con Cristo eleva alla massima potenza l’io? Perché decidendo di seguire Cristo, la persona umana decide di se stesso in ordine al suo destino eterno. Si pone nel tempo come un io destinato all’eternità.

Possiamo comprendere tutto questo riflettendo su un dialogo fra Gesù e i discepoli avvenuto dopo la moltiplicazione del pani [cfr. Gv 6,67-70].

È un momento altamente drammatico. La folla aveva abbandonato Gesù perché non volevano un "cibo che dura per la vita eterna", ma si accontentavano dei pani che saziano per la vita terrena. Anzi, più precisamente: non accettavano che il "cibo che dura per la vita eterna" fosse la persona di Cristo, Lui in carne ed ossa.

"Disse allora Gesù ai Dodici: forse anche voi volete andarvene?". È la domanda fatta alla loro persona; è la provocazione rivolta alla loro libertà perché prenda una decisione: andarsene o rimanere. Una decisione nei confronti di Cristo, se rimanere con lui o "tirarsi indietro". Ma questa decisione da prendere nei confronti di Cristo era una decisione riguardante se stessi: la vita cambiava, il proprio io si sarebbe configurato in modo diverso a seconda della scelta di andarsene o di rimanere.

"Gli rispose Simon Pietro: Signore, da chi andremo? tu hai parole di vita eterna". La ragione della decisione di Pietro di non andarsene è motivata dal suo desiderio di "vita eterna"; dalla sua volontà di non decurtare la misura di questo desiderio, costringendo il proprio io dentro al tempo. A Pietro non bastava il pane che era stato moltiplicato così come alla Samaritana l’acqua del pozzo. L’uno e l’altro desideravano un "pane che dura per la vita eterna" e un’acqua bevendo la quale non si ha più sete. E poiché solo Cristo ha parole di vita eterna, l’io che vuole essere eterno non si tira indietro da Cristo.

Come potete osservare, nel confronto con Cristo l’io è chiamato a decidere la misura del proprio essere; è provocato a decidersi se rendersi completamente un io finito oppure se volere essere un io eterno. Ogni scelta libera è decisione circa se stessi. Posto di fronte al Cristo, l’io è chiamato a decidersi in modo supremo: se essere per sempre o essere per la morte. Ed allora dice [come Pietro]: tu hai parole di vita eterna. O come la samaritana: "dammi di quest’acqua, perché non abbia più sete".

L’uomo che non vuole essere un io eterno, finisce per "passare la sua vita nella temporalità, essere l’uomo che appare, essere elogiato dagli altri, onorato e stimato, dedito a tutti gli scopi temporali. Ciò che si chiama mondanità consiste tutta in tali uomini, i quali per così dire vendono la loro anima al mondo. Essi adoperano le loro facoltà, ammassano quattrini, esercitano attività mondane, fanno calcoli prudenti e così via, sono forse nominati dalla storia; ma non sono se stessi, non hanno, in senso spirituale, nessun io per amor del quale possano arrischiare tutto, nessun io davanti a Dio" [S. Kierkegaard, ibid., pag. 637].

L’elevazione dell’io che avviene nella sequela di Cristo coinvolge i due fondamentali dinamismi dell’io stesso: la ragione e la volontà. Non posso dilungarmi. Mi limito ad alcuni accenni essenziali.

L’intelligenza e la ragione umana viene "centuplicata" perché resa capace dalla fede di comprendere in senso ultimo, il "logos" intimo di tutto ciò che esiste. La ragione senza la fede è uno strumento conoscitivo incompleto. L’incontro con Cristo genera la cultura cristiana.

La volontà viene resa capace di amare come Cristo ha amato. Acquista la libertà del dono. L’incontro con Cristo genera la carità cristiana. Dà origine ad una convivenza nuova fra le persone.

Un Padre della Chiesa ha scritto: "Che cos’è questo nuovo mistero che mi riguarda? Io sono piccolo e grande, umile ed elevato, mortale ed immortale, terreste e celeste. … Bisogna che io sia messo nel sepolcro con Cristo, che con Cristo risusciti, che sia coerede con Cristo, che divenga figlio di Dio, che io stesso venga chiamato Dio … Ecco che cosa vuol dire un Dio che si fa uomo per noi e che per noi si fa povero per risuscitare la carne e salvare l’immagine e ricreare l’uomo perché diventiamo tutti una cosa sola in Cristo" [S. Gregorio Nazianzeno, Orazione 7,23; in Tutte le orazioni, Bompiani ed., Milano 2000, pag. 275].

Il grande cappadoce descrive il vero dramma della libertà umana posta come è sul crinale fra mortalità ed immortalità, effimero ed eterno, il "poco" ed il "tutto". As essa è affidata la decisione se limitare l’io dentro alla prima possibilità o elevarlo alla pienezza. Gregorio descrive la sequela di Cristo nel modo più concreto: "bisogna che io sia messo…".

Nell’incontro con Cristo l’uomo riceve subito il centuplo perché, come scrive Tommaso, vive una certa "inebatio vitale aeternae"; vive in pienezza il tempo perché in esso già respira l’eterno."

Caterina63 ha detto...

Caro Mic....come ebbi modo di dire abbiamo un Protestantesimo ben peggiore di quello storico si chiamano PENTECOSTALI-EVANGELICI....e la loro posizione su Maria è perfino assai più dura di quella che ebbero i Luterani, Calvinisti, Anglicani, Valdesi e chi più ne ha più ne metta....

ed è in costante crescita....
PRENDERE LA MADRE CON NOI significa anche partecipare di quel Centuplo e su questo aspetto, per carità....il CN è a sfondo MARIANO ^___^

Tuttavia mi chiedo se Maria nel CN rimane NELLO SFONDO o come ICONA DA MOSTRARE PER IDENTIFICARSI (la Madonna di Kiko, sic!! appellativo temerario), oppure è INSERITA in quel "prenderla con sè" che è poi appunto ENTRARE NELLA CHIESA PERCHE' E' LEI CHE CI DA LA VITA E NON IL CONTRARIO ^___^

Da dopo il Concilio c'è stata una penalizzazione tremenda nelle catechesi MARIANE per non offendere i Protestanti.....ABBIAMO BARATTATO LA MADRE, si siamo arrivati anche a questo, ricordo che negli anni '80 ci fu un intervento grave del Papa contro una presa di posizione di alcuni vescovi che volevano eliminare TUTTE LE STATUE DEDICATE A MARIA sparse nelle varie parrocchie....forse da qui il Papa dedicò non a caso un Anno a Maria, poi dedicò la Lettera del Rosario...e ci regalò nei Misteri della Luce di PARLARE DELL'INTERCESSIONE DI MARIA A CANA....ci regalò quel TOTUS TUUS...e Maria ci regalò un Papa MARIANO...

anche tutto questo, anche Cana rientra in quel Centuplo...^___^

Maria e la Chiesa sono indissolubili, indivisibili, sono un tutt'uno ecco perchè parlare di "Madonna di Kiko" è fuorviante... Maria è Madre della Chiesa, di conseguenza Kiko avrebbe così dato UN VOLTO ALLA SUA visione di CHIESA, QUELLO DELLA SUA MADONNA...non già quello, per esempio, della MADRE AL CALVARIO...

Ma non voglio andare O.T.
^__^

Gesù alla Madre donò il Centuplo facendola diventare non solo REGINA che è un titolo attraverso il quale il Signore ha voluto rispettare i nostri limiti di comprensione....^___^ ma l'ha fatta diventare MADRE DEL SUO CORPO E SUO CORPO E' ANCHE LA CHIESA...ma in questo Centuplo l'ha fatta diventare anche MADRE DEI DOLORI, le ha dato una spada che le trapassò l'anima...nel dolore Ella iventa la MADRE PER ECCELLENZA DEL CORPO MISTICO CHE E' LA CHIESA TERRENA E TRIONFANTE...

Nulla dunque di un centuplo legato a beni terreni, materiali, ad affetti umani...bensì un centuplo basato su ciò che spiega bene Caffarra riportato integralmente da Francesco che ringrazio:

L’elevazione dell’io che avviene nella sequela di Cristo coinvolge i due fondamentali dinamismi dell’io stesso: la ragione e la volontà.

^___^

Caterina63 ha detto...

Il Centuplo che Gesù donò già qui sulla terra ad una mia carissima amica ed alla sua cattolica e praticante Famiglia....


Voglio solo raccontarvi cosa accadde a me e ad una mia carissima amica 20 anni fa....
il Bambino, Daniele, aveva solo 6 anni e una macchina lo prese in pieno....feci la notte con lei in ospedale....arrivò il medico e non dimenticherò mai più quel dialogo:

"Signora....non ci sono più speranze! Lo stiamo operando al cervello, ma la situazione è grave, vorremo sapere se possiamo prelevare qualche organo finchè è VIVO!"

la mia amica:
"Dottore mi perdoni non capisco, mio figlio E' VIVO? Allora continuate a tentare di salvargli la vita, al resto PROVVEDERA' DIO!"

"Signora mi perdoni, le ho detto che non c'è speranza, e se SI SALVERA' RESTERA' PARALIZZATO E FORSE UN VEGETALE PER TUTTA LA VITA, abbiamo bisogno della sua autorizzazione PER EVITARGLI QUESTO e donare degli organi ancora sani...."

la mia amica:
"Dottore lei si contraddice: mi dice che sta morendo, ma dice che se si salverà sarà penalizzato per tutta la vita, MA ALLORA SAREBBE ANCORA VIVO! Mio figlio non è una banca di organi E' UNA VITA UMANA CHE STA LOTTANDO, la prego, faccia quello che può, ficnhè il suo cuore batterà salvatelo!"

Daniele morì all'alba di quel nuovo giorno....il suo cuore cessò di battere, ma questo dialogo al quale assistetti con il rosario in mano, non lo scorderò per tutta la vita......mi fu di ammaestramento più di mille trattati teologici o scientifici.... la mia amica non era affatto stata contagiata dalla cultura disperata di questa società legata al sano e al culto del forte....era pronta a restare sul Calvario con il Figlio Crocefisso per tutta la vita......io non avevo ancora avuto figli, ma pregai Dio di poter avere un domani la stessa lucidità e la stessa determinazione di questa Madre la quale, non a caso, leggeva una pagina del Vangelo OGNI SERA a i suoi due figli....e i frutti si son visti.... durante i funerali ci ringraziò per aver condiviso con lei il dolore e pubblimanete ringraziò Dio dicendo chiaramente con aveva nulla da rimproveragli, al contrario, ora SOFFRIVA PERCHE' NON AVEVA PIU' QUELLA CHE SAREBBE DIVENTATA PER LEI UNA CROCE...

Fraternamente CaterinaLD

mic ha detto...

mentre ringrazio Caterina per le stupende testimonianze, vi invito a intervenire anche nella pagina dedicata alle "conversazioni notturne" del card Martini e non solo, perché continua ad essere frequentata

chisolm ha detto...

"e la loro posizione su Maria è perfino assai più dura di quella che ebbero i Luterani, Calvinisti, Anglicani, Valdesi e chi più ne ha più ne metta..."

Tutti sappiamo che l'unico mediatore è Gesù Cristo. Si può parlare di una "mediazione immediata", cioé di una linea che ti permette di parlare con Lui senza il tramite di un centralino o di quelle attese al telefono con la musichina.

Credo, però, esista anche uma "mediazione mediata", che è quella di Maria. Ella accoglie il Logos nel suo corpo, gli offre il suo cibo, lo nutre e lo riveste di una carne che le appartiene. Quello che mangia Maria, nei nove mesi di gestazione, mangia Gesù.

Poi, Gesù nasce, cresce, patisce, muore e risorge. Ci lascia il suo Corpo come nutrimento: un corpo che è presenza reale, pur nella forma dell'ostia.
Quel Gesù che mangiamo, è lo stesso Gesù che per nove mesi è dipeso dal cibo mangiato da Maria, fino a quando Egli stesso si fa cibo.

Maria è stata nutrice e nutrimento, Gesù è cresciuto fino a farsi nutrimento nostro e della Madre. L'abbassamento del Verbo nella carne passa anche nel dover dipendere da un'altra carne.
Come può, l'Unico Mediatore non poter amare la Madre che lo ha nutrito concedendole di "disturbarlo" qualche volta a favore di un povero peccatore che Egli conosce, ma che tuttavia, ama esser forzato come a Cana?

Ecco: questa è una sorta di "mediazione mediata", un privilegio che mai toccherà a nessun altro, almeno nella medesima intensità.
Il buon ateo Sartre, scrisse un'opera (Bariona) quando era in campo di concentramento.
Maria è al centro della scena e pensa che:
"L’ha portato nove mesi e gli darà il seno e il suo latte diventerà il sangue di Dio. E in certi momenti la tentazione è così forte che dimentica che è Dio. Lo stringe tra le sue braccia e dice: piccolo mio!"

Il privilegio è ancora più evidente nel pensiero successivo:
"Lo guarda e pensa: «Questo Dio è mio figlio. Questa carne divina è la mia carne. È fatta di me, ha i miei occhi e questa forma della sua bocca è la forma della mia. Mi rassomiglia. È Dio e mi assomiglia». E nessuna donna ha avuto dalla sorte il suo Dio per lei sola. Un Dio piccolo che si può prendere nelle braccia e coprire di baci, un Dio caldo che sorride e respira, un Dio che si può toccare e che vive."

Quale altra donna può prendere in braccio il suo bambino e dirgli "Dio mio!"? E quale altra donna può prendere tra le braccia il suo Dio e dirgli: "piccolo mio!"?

E il centuplo dov'é?
Parte dalla reciprocità di affidamento di Lei a Giovanni e di Giovanni a Lei. E' qui che scatta la molla esponenziale: quell'affidamento si trascina dietro tutto il genere umano.
Maria perde il Figlio e il Figlio la impegna subito con una maternità universale.

Per questo, direi all'evangelica incontrata da Mic, quella che ha detto: "noi seguiamo SOLO Gesù e a Lui solo ci rivolgiamo" la seguente, banale, semplice cosa:
"Mi sta bene, ma se consideri Gesù fin dal momento della sua Incarnazione, beh, per almeno nove mesi hai seguito anche la Madre. Da Nazareth a Betlemme, dove andava Lei c'era Lui e non poteva essere altrimenti... Almeno per un po', dunque, l'hai seguita per seguire Lui, ti piaccia o no...

Chisolm

mic ha detto...

E il centuplo dov'é?
Parte dalla reciprocità di affidamento di Lei a Giovanni e di Giovanni a Lei. E' qui che scatta la molla esponenziale: quell'affidamento si trascina dietro tutto il genere umano.
Maria perde il Figlio e il Figlio la impegna subito con una maternità universale.


così è = Amen!

mic ha detto...

Chisolm,
non immagini con quale amore (sempre troppo povero) fervore e senso di gratitudine e di appartenenza, dopo il 'rifiuto' che ho testimoniato, io preghi le mie Ave Maria!

Caterina63 ha detto...

Nella esposizione di Chisolm sul Mistero dell'Incarnazione....egli stesso rammenterà quando un certo Pastore Pentecostale arrivò a dire che il sangue di Maria quando Ella portava Gesù nel grembo, non si mescolò assolutamente nel piccolo corpo in formazione del Figlio di Dio....^___^
(faccio l'emoticons che sorride per non piangere!)

questa assurda teoria fa della Madre, nella dottrina pentecostale, una sorta di incubatrice, di involucro dentro al quale si sarebbe formato il Figlio di Dio senza alcun coinvolgimento della Madre....e noi dopo il Concilio abbiamo barattato a vantaggio del dialogo queste discussioni, ritenendo superfluo invocare Maria...
e così si è sviluppata una dottrina CRISTOLOGICA indubbiamente utile per carità, ma sempre più priva della Madre e sempre più PRIVA DELLA CHIESA....

si è andata sviluppandosi una cristologia SENZA CORPO(=Chiesa) e chi quel Corpo lo voleva mantenere, LO VOLEVA MODIFICARE, CAMBIARE non a caso i nuovi fondatori laici si definiscono INNOVATORI...^__^ come speigavo a Stephanos nel Thread sui Movimenti: tutti vogliono cambiare la Chiesa, ma pochi accolgono la Chiesa così come è...COME CI E' STATA DATA....

Perchè questo discorso?
perchè il centuplo di cui parla il Cristo innanzi tutto parte, come abbiamo letto, da una RINUNCIA, Pietro infatti pone una domanda a Gesù: "NOI ABBIAMO LASCIATO TUTTO, COSA CI GUADAGNAMO?"
lessi un'omelia di chi non ricordo, molto profonda che diceva:

"non pensiamo ad una superbia di Pietro quando pone questa domanda, ma pensiamo che egli stia facendo questa domanda perchè anche noi avremo potuto avere una risposta: "Signore, tu lo vedi, questo mondo ci ride in faccia, se noi facciamo rinuncie ci ridono in faccia, che cosa possiamo far vedere loro che noi abbiamo ottenuto in cambio e che loro non hanno?" Gesù così nel dare la risposta a Pietro, la da anche a noi oggi: "Figlioli, VI HO DATO ME STESSO! Vi ho dato mia Madre, vi ho dato la mia carne da mangiare, VI HO DATO LA SAPIENZA E LA SCIENZA, VI HO DATO LA FEDE, VI HO DATO L'ETERNITA'" qualcuno -prosegue l'omelia- potrebbe riderci nuovamente in faccia e dire che è uno scambio inutile per vivere nel mondo, che con questi doni non ci fai la villeggiatura, e così via. E' tutto vero, ma la vita di un uomo quanto potrà durare? E come giungerà alla vecchiaia se ci arriverà? Che cosa gli resterà dei doni materiali e degli affetti umani che si spegneranno uno dietro l'altro?

Ecco la lezione di Pietro che è eterna: Signore cosa ci dai a noi che abbiamo rinunciato a tutto ma che siamo FELICI di averlo fatto? Cosa e come dobbiamo farlo capire agli uomini?
Dopo la risposta di Gesù è Pietro che continua a risponderci nel suo successore: "ascoltate popolo mio, il Signore ci ha ripagati con immensi doni, ci dona il centuplo per le nostre rinuncie, noi abbiamo la Sapienza e la scienza, noi abbiamo il Corpo di Cristo, abbiamo Dio che è Padre, abbiamo lo Spirito Santo che ci raduna da tutti i luoghi della terra e ci ama, abbiamo la Sacra Liturgia, abbiamo i Sacramenti, abbiamo le comunità, abbiamo i doni dello Spirito Santo, abbiamo Sua Madre con noi, lo ha detto il Papa appena eletto -Maria che sta dalla nostra parte ci guida- Guardate quale centuplo il Signore ci dona se noi rinunciamo al nostro egoismo, se noi rinunciamo ai nostri progetti e tutto affidiamo alla Chiesa che è la nostra Mamma, possiamo anche essere poveri e vivere con lo stretto indispensabile che mai nulla ci verrà a mancare di ciò che ci è necessario davvero per entrare gloriosamente nel Regno dei Cieli...."


Mi piace associare alle parole di Chisolm anche il quadro di santa Elisabetta....^___^
sappiamo bene come avvenne quel concepimento che sarà appunto il Giovanni Battista....
Maria si muove, incinta anche lei, e va a trovare la cugina la quale piena di Spirito Santo inizia anch'essa a ricevere quel centuplo prima ancora che Gesù nasca...."il bimbo le sussultò nel grembo....a che debbo che la Madre DEL MIO SIGNORE venga a me?"
Elisabetta comincia a godere già del centuplo, della pienezza dl Cristo, lo riconosce, è emozionata, commossa...avverte il fuoco dello Spirito Santo, è la prima discepola che riconoscerà Maria MADRE DEL SUO SIGNORE...

Sono follemente innamorata di questo quadro dipinto in uno sceneraio in cui fa da sfondo un anonimo villaggio della Galilea, forse una zona neppure segnata dalle mappe....luoghi anoniminei quali il centuplo promesse inizia a DILAGARE, A CONTAGIARE...a fare discepoli....la SAPIENZA DI DIO che trova nelle anime semplici ma aperte, un luogo privilegiato dove farsi trovare...

^__^
CaterinaLD

mic ha detto...

ricordate, diverse è pagine fa, lo sminuire da parte dei nostri interlocutori - similevangelici in questo - l'importanza di preghiere, come l'Ave Maria, intessute di Vangelo e di amorosa dimestichezza con i misteri del Regno, che la Chiesa ci tramanda e ci consegna?

L'Ave Maria è di per sé sola già una catechesi fondamentale

1. il saluto dell'Angelo
2. l'annuncio dell'Opera della Grazia
3. l'assicurazione della Presenza di Dio e del Suo favore
4. la benedizione come donna
5. la benedizione del frutto del grembo e il Suo Nome
6. nell'invocazione 'Madre di Dio' c'è il duplice riconoscimento dell'incarnazione e della Divinità di Gesù
7. la richiesta d'intercessione
8. il riconoscerci peccatori
9. l'estensione della preghiera dal momento presente a quello supremo del nostro 'passaggio'...

Ognuno di questi punti può essere contemplato e se ne possono intuire e sviluppare le meraviglie...

Un catechista avrebbe di che 'accendere' il cuore dei suoi catechizzandi solo parlando dell'Ave Maria e delle verità di Fede che custodisce come uno scrigno stupendo... altro che catechesi piene di "arcani" imparate a memoria o preghiere spontanee che, quando ne hai ascoltate un po', sono sempre le stesse!

senza nulla togliere alla preghiera spontanea che è l'effusione del nostro cuore e della nostra vita...

Stephanos78 ha detto...

Una buon compendio. E' drammatico ripercorrere questi insegnamenti, raffrontandoli con la Chiesa, notando quanto sono differenti. Tra l'altro è un percorso che abbiamo già fatto da queste pagine, quando abbiamo raffrontato la catechesi NC con quella Papale sui passi del Vangelo riguardo "l'odio" a tutto il resto per la sequela a Gesù (e il senso VERO di quelle parole) e l'abbandono di tutto. Che ben si lega con questo passo. Drammatica la defonrmazione e il conseguente "assorbimento" di questi errori gravi.

Mi ricollego ancora alle risposte che mi ha dato Caterina nell'altro post, che comunque credo non siano OT in nessun caso, vista la valenza fondante che hanno in ogni argomento.

a) che cosa è la PRUDENZA?
intanto parte dal TIMOR DI DIO, ossia porsi di fronte a Dio sempre CHIEDENDO e mai "affermando che"....leggasi 1Cor.4 quando Paolo dice 5 Non vogliate perciò giudicare nulla prima del tempo, finché venga il Signore. Egli metterà in luce i segreti delle tenebre e manifesterà le intenzioni dei cuori; allora ciascuno avrà la sua lode da Dio.
questa si chiama PRUDENZA^___^


Timor di Dio. Mi sembra chiaro quello che hai scritto. E non contestabile, senza contestare la Fede. Ma se è incontestabile l'atteggiamento di Umilità e di Fiducia nel CHIEDERE a Dio e farsi guidare, piuttosto che "mettersi al posto di comando", se uno "chiede" e si pone "a servizio"(con il "dovuto" AMORE, quindi), può anche RIPETERE ciò che ha "ascoltato"? Trasmettere ciò che ha ricevuto? Oppure il solo "affermare" equivale a "affermare con superbia"? E se si può Trasmettere, senza altra "condizione" se non la Verità NELLA CARITA', allora è anche possibile definire errori e ingiustizie CHE NON FANNO BENE ALLA CONVERSIONE? Per noi e per tutti? Dove finisce la "Prudenza" ed inizia il "silenzio dannoso"? E' possibile credere che San Paolo, quello che chiede di Discernere Tutto e di Ritenere ciò che è buono (e per conseguenza rigettando ciò che non lo è!) si riferisse al Giudizio della Coscienza sugli errori, quando chiede di NON GIUDICARE nulla "prima del tempo"? Non sarebbe incoerente e strana, questa esortazione? Infatti il nostro Giudizio (il mio) è quello del DISCERNIMENTO che per forza di cose impone una SCELTA di un Bene e di qualcosa che al Bene si oppone. Si può identificare il Bene e ciò che ad esso si oppone? E' imprudente farlo?


b) che cosa è l'OBBEDIENZA? intanto è applicare, mettere in pratica LA PRUDENZA ^___^
Ognuno poi deve obbedire NEL SUO SPECIFICO RUOLO...i NC devono obbedienza, NOI DOBBIAMO OBBEDIENZA....se noi cominciassimo a disobbedire perchè altri NON obbediscono non solo saremo come loro, ma peggio di chi non obbedisce ^___^ in tal senso questo tipo di obbedienza si applica come fece la Vergine Maria: QUANDO NON COMPRENDEVA CONTEMPLAVA QUESTE COSE NEL SUO CUORE....ossia PREGAVA E IN SILENZIO SEGUIVA IL FIGLIO...^__^
Riguardo all'obbedienza che devono applicare i NC e gli altri Movimenti è diversa da quella che ci offre Maria...è quella invece a cui si attennero i fedeli della Comunità di Corinto DOPO le Lettere di Paolo ^___^ ed anche li come vediamo NON tutti obbedirono...60 anni dopo san Clemente Papa dovrà riscrivere una nuova lettera ai Corinti per richiamarli all'obbedienza....SESSANT'ANNI DOPO ^___^ ti basta come esempio? ahahahahah ^__^


Mi è chiaro tutto, tranne una cosa. Si può dire IN ASSOLUTO, che quando "non si comprende" la "via retta" è il Silenzio (certamente la Preghiera)?
Maria Santissima Pregava e Contemplava LE COSE DI DIO, Vedendo Dio Vivo e Vero, Seguendo Dio, SUA ROCCIA. Non capiva i Disegni. Non Capiva cosa sarebbe accaduto. Non capiva il Mistero che aveva davanti. IN QUEL MOMENTO. Poi, certamente, il suo rapporto SPONSALE con Dio ha dischiuso i suoi Disegni.
Ma Maria non credo che avrebbe fatto lo stesso SILENZIO davanti al rinnegamento di Dio, davanti alla richiesta di Seguire il Rinnegamento di Dio! Si sarebbe sciolta nel Magnificat se invece che l'Angelo di Dio l'avesse visitata Satana, minacciandola e Tentandola nel POTERE? O avrebbe pregato RIFIUTANDO quella menzogna? Avrebbe messo in guardia i giusti e i peccatori dall'Inganno?
Non è uno dei titoli della Vergine, quello di Oppositrice delle Eresie?

c) che cosa è la SUPERBIA?
di fatto è disobbedire ai punti a e b ^___^ è, per riallacciarmi al messaggio che ti ho lasciato sopra, RIFIUTARE di accogliere la Chiesa come è PER PRETENDERE DI CAMBIARLA COME VOGLIAMO NOI ^___^
è quel pretendere che il Papa agisca come vogliamo NOI; è insegnare ai Principi della Chiesa come devono gestire la Chiesa....è dire al Papa come deve fare il Papa ^___^
è anche pretendere di affermare che il proprio gruppo è nato per salvare la Chiesa...^___^

ce n'è per tutti^__^


Anche qui capisco e concordo nellla sostanza. Ma non è IMPRUDENTE definire OGNI CRITICA, anche relativa a problemi NON RISOLTI con la debita cura dalla Sacra Gerarchia (che ricordiamo è fatta di UOMINI), come frutto della superbia nel "dire al Papa come VOGLIAMO che governi e insegnare ai Vescovi come devono essere tali"? Non c'è una DIFFERENZA nelle varie situazioni? O sono tutte uguali?

Alla nostra presa di coscienza dell'Inganno in cui vivevamo nel CnC, è stato risposto (anche a me!) proprio questo: che mi sostituivo al Papa "che approva", che "insubordinavo" il "Vescovo" che "difende il CnC", mi mettevo "contro Dio" per aver visto la realtà del CnC e che chi si mette contro Dio, avrà "pane per i suoi denti"!

Come è possibile comportarsi davanti alle "false dottrine"? E' possibile INDICARLE, anche pubblicamente, IN SCIENZA E COSCIENZA, oppure si deve guardare al "privato", andare avanti per la propria vita, e lasciare che le cose facciano il loro corso?

Grazie per l'aiuto.

mic ha detto...

Ma Maria non credo che avrebbe fatto lo stesso SILENZIO davanti al rinnegamento di Dio

quando "non avevano più vino", cioè quando il male aveva preso il sopravvento, Maria ha parlato e ha detto: "non hanno più vino!" e poi ha detto "fate quello che vi dirà"

I 'servitori' allora riempiono di acqua (penitenza lavacro) le "giare della purificazione" (6, come i giorni della prima creazione) e il Signore la trasforma in vino "nuovo" figura anche del Suo Sangue Prezioso!

L'acqua della purificazione è anche il riconoscimento della verità e il rifiuto dell'errore

mic ha detto...

quando "non avevano più vino", cioè quando il male aveva preso il sopravvento, Maria ha parlato e ha detto: "non hanno più vino!" e poi ha detto "fate quello che vi dirà"

e continua a dirlo anche oggi!

L'Annuncio, la missione, non sono rivolti solo ai non credenti, ma anche agli 'erranti' e a chi li appoggia, a chi deturpa il Volto di Cristo!

Caterina63 ha detto...

....caro Stephanos...prima di uscire provo a rispondere:

1) Per noi e per tutti? Dove finisce la "Prudenza" ed inizia il "silenzio dannoso"?

rispondo:
se la prudenza inizia, nell'esempio che ti ho fatto, in quel dire di san Paolo nella 1Cor.4,5 essa finisce quando c'è in gioco la VERITA' ^___^
noi non siamo chiamati a difendere la Verità, ma semplicemente a proclamarla, a dirla e mai ad ostacolarla...
Spesse volte non è la Verità che diciamo che fa male MA IL MODO IN CUI LA DICIAMO ^___^
qui risubentra la PRUDENZA che ci invita a fare attenzione a non usare la Verità come un arma contundente ^___^

sull'Obbedienza chiedi:

2)Mi è chiaro tutto, tranne una cosa. Si può dire IN ASSOLUTO, che quando "non si comprende" la "via retta" è il Silenzio (certamente la Preghiera)?

Rispondo:
intanto prova a pensare che con il senno del poi non andiamo da nessuna parte..(per esempio come dici: se invece che l'Angelo di Dio l'avesse visitata Satana, minacciandola e Tentandola nel POTERE?)..ergo, porre Maria santissima in certe fantasiose situazioni per poter trovare noi oggi una risposta, non ci aiuta a trovarla, al contrario, alimenta in noi i dubbi ^___^
Stephanos...il Vangelo E' PER I SEMPLICI, PER I PURI DI CUORE che non vuol dire certamente ignoranti o analfabeti, ma coloro che pur ponendosi domande (guai a non porsele) di fronte a Dio assumono sempre l'atteggiamento simile a quello di Maria: MARIA MEDITAVA NEL SUO CUORE...

Un esempio? Gesù a 12 anni si perde, in realtà non si era perduto, ma i genitori credono di si.... tu pensa il povero Giuseppe che si sente dire dal Figlio che suo Padre NON è lui.....
^___^ come avrebbe potuto prendersela visto che egli lo sapeva che non era suo figlio? ^___^ Giuseppe infatti, presente NON parla, parla la Madre..."Tuo padre ed io TI CERCAVAMO" (per altro qui c'è anche un bellissimo testo teologico da scoprire^__^), Gesù sembra dirgli: PER FARE CHE? IO HO DA FARE BEN ALTRO....ecco Maria meditava queste cose nel suo cuore tuttavia come conclude il brano? GESU' ERA SOTTOMESSO AI SUOI GENITORI E CRESCEVA IN SAPIENZA....
^___^
l'obbedienza è la sottomissione per eccellenza ed è l'atto più difficile che un uomo possa compiere proprio per la sua indole LIBERA...il militare ci riesce perchè rincorre un IDEALE e perchè è dentro una struttura, ma un uomo di per se difficilmente riuscirebbe ad obbedire...

E' meglio pertanto, quando NON si comprende, DI TACERE=PREGANDO....un silenzio ORANTE non certo un silenzio di rinuncia ^___^ MAI RINUNCIARE...

anche questo fa parte del CENTUPLO, tanto per restare in tema, san Giuseppe definito dal Vangelo stesso UOMO BUONO che tipo di centuplo avrebbe ricevuto? ^___^

**************

infine sulla superbia:

3- Anche qui capisco e concordo nellla sostanza. Ma non è IMPRUDENTE definire OGNI CRITICA, anche relativa a problemi NON RISOLTI con la debita cura dalla Sacra Gerarchia (che ricordiamo è fatta di UOMINI), come frutto della superbia nel "dire al Papa come VOGLIAMO che governi e insegnare ai Vescovi come devono essere tali"? Non c'è una DIFFERENZA nelle varie situazioni? O sono tutte uguali?

rispondo:
qui non mi è facile rispondere....si potrebbe però aprire fra qualche giorno un thread sul senso della PRUDENZA, SUPERBIA ED OBBDIENZA ^___^
al momento posso dirti di farti e LASCIARTI aiutare da Santa Caterina da Siena ^___^ chi meglio di Lei potrebbe spiegarti questo limite fra il parlare, il tacere, l'obbedire e L'ASCOLTARE? non dimentichiamo infatti che il nostro primo compito è quello dell'ascoltare...
In tutto questo c'è sempre la sofferenza, perchè dire la Verità spesse volte è soffrire, lo disse il Papa di recente, appena lo trovo te lo mostro ^___^
Ma ti pare che il Papa non conosce tutto questo travaglio?

il problema è in sostanza questo:

prendiamo una statua e poniamola al centro di 4 persone....ora diamo un foglio di carta alle 4 persone e chiediamogli di descriverci SOLO CIO' CHe VEDE dalla sua viuale ^___^
noi avremo 4 descrizioni diverse ma tutte e 4 giuste che parleranno del medesimo oggetto....
Il Papa che ci sta a fare allora?
a fare in modo che le 4 descrizioni (che nella chiesa diventano anche migliaia^___^) NON INVENTINO QUALCOSA CHE NELL'OGGETTO NON C'E'.... quando questo avviene il suo compito è innanzi tutto di CORREGGERE...poi di ammonire e se si persiste, ALLONTANARE QUELLA PERSONA dal continuare a descrivere qualcosa che nell'originale non c'è....

Ma attenzione.... anche il Papa deve fare in modo che in certe descrizioni non vi sia qualcosa che a lui può sfuggire...per questo anche lui defe fare discernimento (cfr Lc.22,33) e poi confermare gli altri continuando comunque sia a VIGILARE...il discorso qui poi si allarga, ma lo riprenderemo
^__^

per ora fraternamente CaterinaLD