giovedì 13 novembre 2008

PER UNA LAICITA' "SANA"


Non vi poteva essere risposta migliore alle parole pronunciate dal Cardinale Rylko due giorni fa, e riportate nel thread precedente, di quella data oggi dal Papa in persona durante l'incontro con l'ambasciatore di San Marino.
Non la "laicità" improbabile di movimenti e nuove comunità, ma la laicità SANA di chi, individualmente o in gruppo, vive secondo il Magistero della Chiesa, ne diffonde l'annuncio, ma non intende sovrapporsi o sostituirsi ad esso.
Ecco quanto in merito riporta stasera il servizio di Radiovaticana:

Il “reciproco rispetto” e il “costante dialogo” sono “le condizioni di quella laicità ‘sana’ che è indispensabile per costruire una società dove convivano pacificamente tradizioni, culture e religioni . Separare infatti totalmente la vita pubblica da ogni valore delle tradizioni – ha spiegato il Papa - significherebbe introdursi in una strada cieca e senza uscita. Ecco perché è necessario ridefinire il senso di una laicità che sottolinei la vera differenza e autonomia tra le diverse componenti della società, ma che conservi anche le specifiche competenze in un contesto di comune responsabilità. Certamente – ha aggiunto il Papa - questa ‘sana’ laicità dello Stato comporta che ogni realtà temporale si regga secondo proprie norme, le quali tuttavia non devono trascurare le fondamentali istanze etiche il cui fondamento risiede nella natura stessa dell’uomo, e che, proprio per questo, rinviano in ultima analisi al Creatore. Quando la Chiesa cattolica, attraverso i suoi legittimi Pastori, fa appello al valore che taluni fondamentali principi etici, radicati nell’eredità cristiana dell’Europa, rivestono per la vita privata, ed ancor più per quella pubblica, è mossa unicamente dal desiderio di garantire e promuovere la inviolabile dignità della persona e l’autentico bene della società”.

10 commenti:

Francesco ha detto...

Perdonate tutti se oggi sono diventato logorroico con questi threads che si rincorrono, ma mi sembrava molto opportuno riportare il concetto di laicità, sia pure nel senso più ampio del termine, espresso proprio oggi dal Santo padre e che per me è suonato come una vera e propria risposta al concetto(parziale e malato) di laicità espresso due giorni fa da Mons. Rylko.

Voi che ne pensate?

mic ha detto...

Il discorso del Papa è di ampio respiro: politico ed etico, innanzitutto, avuto riguardo all'interlocutore.

Mi sembra di capire che il "reciproco rispetto" e il "costante dialoto" riguardino Chiesa, Stato, religioni e culture a largo raggio e, naturalmente non può darsi diversamente all'interno della Chiesa.

Tuttavia mi sento di dover aggiungere: va bene il dialogo all'esterno e anche l'indicazione, l'orientamento, come già la Chiesa sta facendo per i temi etici e sociali, tentando di far capire che non vanno mai sganciati dal Fine Ultimo e Trascendente, pena la rovina dell'umanità...

All'interno, invece, oltre al dialogo e al rispetto reciproco, ci vorrebbe maggiore ascolto (componente irrinunciabile del dialogo) in alto e in basso, ma soprattutto 'direttività', perché se Pietro non esercita il suo primato, chi può confermare i fratelli?

Comunque la parola giusta all'interno della Chiesa, che comprende anche il dialogo, ma lo supera e lo rende vitale, è 'comunione' e questa è innanzitutto nel Signore per poter essere anche fra di noi e fra tutte le realtà che si dicono ecclesiali e operano nella Chiesa!

E la Comunione nasce anche e soprattutto dal culto condiviso e celebrato insieme (spiritualmente)!
Un cuore solo e un'anima sola, dice il Vangelo.

Caterina63 ha detto...

....cosa ne penso?
che pur volendo farcelo entrare, non c'azzeccava con i discorsi tirati in ballo da Rylko sui MOVIMENTI LAICI...
^___^

Un conto è la laicità dello Stato e i laici che si occupano di politica, altra cosa i laici che entrano a far parte di un Movimento ECCLESIALE...i cui Statuti non sono a norma dello Stato, ma del Catechismo della Chiesa Cattolico, almeno sulla carta ^___^

e poichè me so spremuta troppo per rispondere di la, sotto,....stasera mi riposo ahahahah ^__^

Caterina63 ha detto...

...allora visto che siamo qui...e ritengo sempre di compiere un SERVIZIO ^___^ proviamo a fare chiarezza.....scrive Francesco in apertura thread:


Non vi poteva essere risposta migliore alle parole pronunciate dal Cardinale Rylko due giorni fa, e riportate nel thread precedente , di quella data oggi dal Papa in persona durante l'incontro con l'ambasciatore di San Marino.
Non la "laicità" improbabile di movimenti e nuove comunità, ma la laicità SANA di chi, individualmente o in gruppo, vive secondo il Magistero della Chiesa, ne diffonde l'annuncio, ma non intende sovrapporsi o sostituirsi ad esso.

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...ciò che mi confonde un pò è la parte in neretto ^___^
ossia, io la comprendo, ma non credo che tutti lo comprendono....
secondo me è un pò forzato l'accostamento per il motivo che ho spiegato al messaggio precedente ^___^

Per fare chiarezza occorre partire dal fatto che il Papa sta parlando di LAICITA', ossia l'esercizio PUBBLICO ANCHE DI NON CATTOLICI ^__^ poichè il Laico, termine usato dalla cristianità fin dai primi secoli e maggiormente con sant'Agostino, si intendevano coloro che NON erano CONSACRATI ^___^ ergo TUTTI i cittadini erano LAICI...

Il problema fra i LAICI e il Clero nasce nel periodo delle INVESTITURE, detto brevemente...per poi esplodere con la Rivoluzione Francese la quale storpiandone il significato, attribuirà AL LAICO IL LAICISMO, PER SOTTOLINEARE L'ANTICLERICALISMO...o anticlericalesimo...^___^

Benedetto XVI non sta facendo altro, già con Giovanni Paolo II, di riportare il significato di LAICO E DI LAICITA' dentro il suo corretto significato, ergo da qui il concetto di SANA LAICITA' dentro la quale il Papa invita TUTTI GLI UOMINI DI BUONA VOLONTA' ANCHE SE NON CREDENTI...ma piuttosto responsabili (ecco il concetto di SANO) della dignità dell'Uomo fin dal suo concepimento e fino alla sua morte naturale...

questo detto in breve il percorso del Pontefice quando parla di Laicità sana a personalità POLITICHE...^___^

Ora nel contesto CATTOLICO tale laicità NON è solo "sana" ma dipende da degli STATUTI i quali devono essere riconosciuti e confermati dalla Chiesa per essere inclusi nella Chiesa...
è ovvio pertanto che parliamo anche qui di LAICITA', ma con qualcosa in più: LA RESPONSABILITA' DEL BATTESIMO, LE PROMESSE BATTESIMALI, L'IMPEGNO ASSUNTO NELLA CHIESA DAVANTI A DIO...^___^

Ma ci sono ovviamente anche LAICI INDIPENDENTI DA OGNI MOVIMENTO ^___^ e credo che questo intendesse spiegare Francesco ^__^
Non siamo infatti obbligati a stare in qualche Movimento, al contrario i Movimenti hanno degli obblighi più gravosi e impegnativi, dal momento che si assumono il compito di SERVIRE(=non gestire, sic!) GRUPPI DI PERSONE....

Il Laico "indipendente" però a sua volta è AGGREGATO ALLA PARROCCHIA ^___^ ergo deve rispondere al Parroco delle sue azioni nel mondo (Confessione)....

In politica egli deve mettere avanti a tutto le Promesse battesimali, presentarsi e testimoniare DA CATTOLICO il suo SERVIZIO ALLO STATO...e non il contrario come stava avvenendo con i recenti cattolici impegnati nella politica....da qui le recenti affermazioni anche della CEI e del Pontefice sulla necessità URGENTE DI AVERE LAICI IMPEGNATI NELLA POLITICA....

spero di aver aiutato....

^___^
Fraternamente CaterinaLD

Caterina63 ha detto...

P.S.
dimenticavo di aggiungere questo:

ergo la differenza fra i laici impegnati nella Politica sia essi credenti quanto non credenti si distingue in LAICITA' e sana laicità....
mentre per i laici impegnati nei Movimenti e nella Chiesa con Statuti proprio si distingue in LAICATO...

^___^

mic ha detto...

Per chi ama approfondire:

Il termine «laico» è stato recuperato dai traduttori della Bibbia dal linguaggio omerico, che era presente in certi sistemi politici, ma non ad Atene. Nel tradurlo si è voluta connotare una parola che non richiamasse quel demos con cui era stato coniato il vocabolo «democrazia». Laos era il popolo che veniva unificato dalla chiamata di Dio. Laos - e dunque laico – è ogni uomo che sino dalla sua liberazione da un Egitto, geografico o spirituale poco importa, è stato messo in rapporto immediato con Dio.
Nel cristianesimo antico laico era il battezzato che non rivestiva alcuna funzione nella gerarchia ecclesiastica. Dunque esso era il membro del popolo che celebrava il culto, distinto da chi lo presiedeva. Da questo punto di vista, la letteratura cristiana del II-III secolo prosegue l’uso linguistico degli scritti neotestamentari. Per esempio in Atti 13, 15 si racconta che, dopo la lettura della Legge e dei Profeti, i capi della sinagoga mandarono a dire a Paolo e ai suoi compagni: «Fratelli, se avete qualche parola di esortazione per il popolo, parlate!».
c) Quanto a laicità – termine che, a differenza di laico, non ricorre formalmente nei testi patristici, anche se è presente nella sostanza – si ritiene che essa consista in un fondamentale atteggiamento di rispetto delle realtà creaturali e in un coerente rifiuto di sovrapporre un valore sacrale a quello loro proprio già in radice.
Per definire correttamente la condizione dei laici nella Chiesa antica (e, presumibilmente, anche in quella odierna) mi sembra non trascurabile tenere, nello stesso tempo, accostate e distinte le due categorie di laico, o di laicato, e di laicità, in quanto si evitano confusioni ed equivoci. Per un verso, infatti, la laicità - intesa, appunto come secolarità o mondanità o «affermazione dell’autonomia e della consistenza del mondo profano in rapporto alla sfera religiosa» - , impostando tra Chiesa e mondo un rapporto di distinzione, piuttosto che di svalutazione, di confusione o di opposizione, costituisce il fondamento per ben disporre la questione stessa del laicato. Per altro verso, le due categorie di laico e di laicità non sono affatto equivalenti tra loro, né si può presumere in linea di principio che i valori della laicità siano storicamente rinvenibili nel laicato o che vi appaiono necessariamente implicati.

mic ha detto...

Interessante notare quanto è diverso il linguaggio usato da Wilipedia che mi sembra postconciliare
____________
Nel cattolicesimo il termine può avere varie sfumature. Fino al Concilio Vaticano II indicava:
• tutti i fedeli che non fanno parte né del clero né di alcun ordine religioso;
• poteva indicare anche la condizione di un religioso che non è prete (il cosiddetto "fratello laico").
La connotazione di laico era quindi di carattere "negativo": colui che non è prete né religioso: un livello minore rispetto ai chierici.
Fino al medioevo la partecipazione dei laici nella chiesa era intesa attraverso le autorità secolari, che potevano avere una forte influenza negli affari ecclesiastici, come ad esempio la nomina dei vescovi o il patronato su parrocchie e abbazie oppure, a livello popolare, da confraternite (fino a tutto il secolo XIX) e, in epoca più recente, nelle associazioni ecclesiali.
Con il Concilio Vaticano II la Chiesa ha riscoperto la vocazione propria dei laici: essi sono i membri della chiesa il cui ruolo è cercare il regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio. Il loro ruolo è santificare il mondo creato rendendolo più cristiano nelle sue strutture e sistemi:
Per loro vocazione è proprio dei laici cercare il regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio (Costituzione apostolica Lumen Gentium).
I laici sono quindi considerati oggi membri della chiesa a pieno titolo. Condividono con essa lo scopo della santificazione, per un "più profondo legame degli uomini con Dio" (Catechismo della Chiesa Cattolica 775)) agendo con libertà e responsabilità personale e non come agenti della gerarchia ecclesiastica. Con il battesimo sono resi membri della famiglia di Dio, la Chiesa, e crescono in intima unione con Dio, "all'interno" e "per mezzo" del mondo.
La causa della santità dei laici non è il distacco dal mondo ma la santificazione del mondo materiale con Cristo, parola di Dio fatta carne. Laureati, madri di famiglia, contadini, banchieri, autisti, svolgendo il loro lavoro nel mondo con spirito cristiano hanno il compito di estendere il Regno di Dio. Secondo i ripetuti pronunciamenti dei papi e dei vescovi cattolici, i laici devono dire "noi siamo Chiesa" allo stesso modo in cui i santi dicono "Cristo vive in me".
Il ruolo dei laici nella Chiesa è stato esteso con la creazione di ministeri laici di vario tipo. Inoltre, come effetto del declino delle vocazioni, membri laici devono farsi carico di alcuni dei ruoli che prima erano compito esclusivo dei sacerdoti.

Caterina63 ha detto...

Wilkipedia è l'enciclopedia di Topolino ^___^


Mi sono permessa di aprire, d'accordo con Mic il thread sul famoso Centuplo....
^___^

Francesco ha detto...

Non inseguirei bizantine differenze tra LAICITA', LAICATO ed altre formule similari.
E rimango convinto che la matrice della Laicità è un sano atteggiamento individuale e/o collettivo di chi,seguendo Cristo e il Magistero della Chiesa,resta al suo posto nella società, nel mondo del lavoro, nel proprio ambito di vita, impegnandosi a vivere rettamente secondo i precetti evangelici ed a diffondere e testimoniare a sua volta l'annuncio evangelico.

Una definizione terra terra,se volete, casareccia,ma che - credo - renda l'idea.

Su queste basi non trovo differenza tra la dimensione del laicato impegnato nella e con la Chiesa (lasciamo perdere i movimenti,perchè la dimebnsione laicale che essi predicano è ibrida,mirante alla sovrapposizione o alla confusione di ruoli con la gerarchia ecclesiale) e la dmensione "laica" di uno stato o della società civile nel suo insieme,della quale parlava ieri il Papa.

Caterina63 ha detto...

Francesco ha detto...

Non inseguirei bizantine differenze tra LAICITA', LAICATO ed altre formule similari.

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....e sbagli ^___^
perchè basti pensare al fatto che quando parliamo di LAICITA' ci rivolgiamo anche ai NON credenti mentre tu, erroneamente (perdonami!) hai attribuito alle parole del Papa una sorta di risposta alle parole del card. Rylko che in questo caso, ariperdonami, non c'azzeccavano nulla ^___^

Senza dubbio la MATRICE della laicità poggia le sue fondamenta in quell'Incarnazione di Dio che non si presenta solo come SACERDOTE, ma anche come Laico ^___^ tuttavia è stato dal periodo delle Investiture e dopo con la Rivoluzione Francese che si è dato al termine di laicità il dispregiativo LAICISMO....con quegll' ISMO che deteriora ogni significato:

noi siamo pacifici, ma non non crediamo nel pacifismo....
laicità si, laicismo NO, ecc....

E' una realtè indiscutibile che nella cultura di questo tempo il significato di laicità va ripresentato...al momento dunque c'è una differenza sostanziale fra il LAICATO E LA LAICITA'..

..laico lo è anche un MUSULMANO...ergo non possiamo attribuirgli quel senso di laicità cattolica tipicamente cattolica ^___^

questa è la differenza...
^__^