venerdì 7 novembre 2008

Il cattolicesimo dei SENSI DI COLPA

Un giorno ho letto un breve saggio dove si spiegava il concetto dei SENSI DI COLPA... ossia, si spiegava come una certa esplosione (o implosione visto che è interna alla Chiesa) modernista si è avuta a causa dei sensi di colpa di molti cattolici (preti, laici e suore) i quali, ignorando il PROPRIO PASSATO O ABBARBICATI SULLA PROPAGANDA PROTESTANTE ed anticlericale, SI VERGOGNAVANO DEL PASSATO DELLA CHIESA interpretando così il Concilio come un VOLTARE PAGINA e RICOMINCIARE DA NUOVO TUTTO... l'articolo era molto convincente poichè riportava anche fatti concreti, testimonianze e opinioni di molte di queste persone, anche di vescovi fra i quali vi erano discussioni sulle opportunità o meno di atti pontifici durante i tempi delle due Guerre Mondiali.

C’è del vero in tutto questo... e lo vedemmo quando infatti uscì fuori il Mea Culpa per il quale il Papa dovette modificare il testo come racconta il card. Biffi nel suo libro... e che dovette impegnare il card. Ratzinger per una spiegazione sul senso e sul significato....

MOLTI CATTOLICI NON AMANO IL PROPRIO PASSATO, SI VERGOGNANO DEL PASSATO DELLA CHIESA altri si rifiutano perfino di approfondire questo passato, altri ancora pensano che la Chiesa sia esclusivamente quella narrazione fatta di Crociate ed Inquisizione interpretate dalla stampa anticattolica del ‘700 e dell’800, rifiutando di aggiornare le proprie conoscenze attraverso saggi odierni sulle rivisitazioni di storici credibili con l’apprendimento di nuovi documenti....

Molti sacerdoti non sono da meno, anzi molti di loro credono di poter fare del bene quanto più presentassero UNA CHIESA NUOVA, APERTA, SENZA DOTTRINE....le dottrine sono viste come lacci, come impedimenti, come obblighi di una Chiesa del passato, una Chiesa MATRIGNA… il concetto di CHIESA NUOVA è quanto più di diabolico possa essere uscito NON dal Concilio, ma dalla sua strumentalizzazione... per questo Paolo VI non avrebbe dovuto fare nessuna riforma liturgica, l'aveva fatta già Giovanni XXIII..... cambiare la Liturgia, la Messa, CONFERMO' A MOLTI FEDELI L'IDEA ERRATA DI UNA CHIESA NUOVA... e una chiesa NUOVA necessita DI NUOVE DOTTRINE.... Attenzione però, perché Paolo VI al tempo stesso INSEGNAVA che le cose non stavano così… mercoledì del 12 gennaio 1966 così si esprimeva Paolo VI all’Udienza generale:

Bisogna fare attenzione: gli insegnamenti del Concilio non costituiscono un sistema organico e completo della dottrina cattolica; questa è assai più ampia, come tutti sanno, e non è messa in dubbio dal Concilio o sostanzialmente modificata; ché anzi il Concilio la conferma, la illustra, la difende e la sviluppa con autorevolissima apologia, piena di sapienza, di vigore e di fiducia. Ed è questo aspetto dottrinale del Concilio, che dobbiamo in primo luogo notare per l’onore della Parola di Dio, che rimane univoca e perenne, come luce che non si spegne, e per il conforto delle nostre anime, che dalla voce franca e solenne del Concilio sperimentano quale provvidenziale ufficio sia stato affidato da Cristo al magistero vivo della Chiesa per custodire, per difendere, per interpretare il «deposito della fede» (cfr. Humani generis, A.A.S., 1960, p. 567).

Non dobbiamo staccare gli insegnamenti del Concilio dal patrimonio dottrinale della Chiesa, sì deve vedere come in esso si inseriscano, come ad esso siano coerenti, e come ad esso apportino testimonianza, incremento, spiegazione, applicazione. Allora anche le «novità» dottrinali, o normative del Concilio appariscono nelle loro giuste proporzioni, non creano obbiezioni verso la fedeltà della Chiesa alla sua funzione didascalica, e acquistano quel vero significato, che la fa risplendere di luce superiore.

Perciò il Concilio aiuti i fedeli, maestri o discepoli che siano, a superare quegli stati d’animo - di negazione, d’indifferenza, di dubbio, di soggettivismo, ecc. - che sono contrari alla purezza e alla fortezza della fede.
Esso è un grande atto del magistero ecclesiastico; e chi aderisce al Concilio riconosce ed onora con ciò il magistero della Chiesa; e fu questa la prima idea che mosse Papa Giovanni XXIII, di venerata memoria, a convocare il Concilio, come Egli ben disse inaugurandolo: «ut iterum magisterium ecclesiasticum . . . affirmaretur»; «fu nostro proposito, così si esprimeva, nell’indire questa grandissima assemblea, di riaffermare il magistero ecclesiastico» (A.A.S. 1962, p. 786). «Ciò che più importa al Concilio ecumenico, Egli continuava, è questo: che il sacro deposito della dottrina cristiana sia più efficacemente custodito ed esposto» (ibid. p. 790).

Non sarebbe perciò nel vero chi pensasse che il Concilio rappresenti un distacco, una rottura, ovvero, come qualcuno pensa, una liberazione dall’insegnamento tradizionale della Chiesa, oppure autorizzi e promuova un facile conformismo alla mentalità del nostro tempo, in ciò ch’essa ha di effimero e di negativo piuttosto che di sicuro e di scientifico, ovvero conceda a chiunque di dare il valore e l’espressione che crede alle verità della fede.
Il Concilio apre molti orizzonti nuovi agli studi biblici, teologici e umanistici, invita a ricercare e ad approfondire le scienze religiose ma non priva il pensiero cristiano del suo rigore speculativo, e non consente che nella scuola filosofica, teologica e scritturale della Chiesa entri l’arbitrio, l’incertezza, la servilità, la desolazione, che caratterizzano tante forme del pensiero religioso moderno, quand’è privo dell’assistenza del magistero ecclesiastico.
(Paolo VI http://www.vatican.va/holy_father/pa...660112_it.htm )

CaterinaLD

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29 commenti:

Francesco ha detto...

La risposta migliore ai "SENSI DI COLPA" di cui parla Mic credo possa essere, in sintesi chiarissima, la seguente:

Immutabilità del messaggio evangelico, Tradizione della Chiesa e "nuova evangelizzazione"

La nuova evangelizzazione non consiste in un "nuovo vangelo", che nascerebbe sempre da noi stessi, dalla nostra cultura o dalla nostra analisi delle necessità dell’uomo. Perciò non sarebbe "vangelo", ma pura invenzione umana, e in esso non si troverebbe la salvezza. Non consiste neppure nel togliere dal Vangelo tutto quanto sembra difficilmente assimilabile. Non è la cultura la misura del Vangelo, ma è Gesù Cristo la misura di ogni cultura e di ogni opera umana. No, la nuova evangelizzazione non nasce dal desiderio di "piacere agli uomini" o di "guadagnare il loro favore" (Gal. 1, 10), ma dalla responsabilità per il dono che Dio ci ha fatto in Cristo, attraverso il quale abbiamo accesso alla verità su Dio e sull’uomo, e alla possibilità della vita vera.

La nuova evangelizzazione ha, come punto di partenza, la certezza che in Cristo vi è una "ricchezza insondabile" (Ef. 3, 8), che nessuna cultura di nessuna epoca può cancellare e alla quale noi uomini possiamo sempre ricorrere per arricchirci (cfr. Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per l’Europa, Dichiarazione finale, 3). Questa ricchezza è, anzitutto, Cristo stesso, la sua persona, perché Lui stesso è la nostra salvezza. Noi uomini, di qualsiasi epoca e di qualsiasi cultura, avvicinandoci a Lui attraverso la fede e l’incorporazione al Suo Corpo che è la Chiesa, possiamo trovare la risposta alle domande, sempre antiche e sempre nuove, che ci si presentano nel mistero della nostra esistenza, e che portiamo indelebilmente impresse nel nostro cuore dalla creazione e dalla ferita del peccato.

La novità non tocca il contenuto del messaggio evangelico, che è immutabile, poiché Cristo è "lo stesso ieri, oggi e sempre". Perciò il Vangelo deve essere predicato in piena fedeltà e purezza, così come è stato custodito e trasmesso dalla Tradizione della Chiesa. Evangelizzare significa annunciare una persona, che è Cristo. Infatti, "non c’è vera evangelizzazione se il nome, l’insegnamento, la vita, le promesse, il regno, il mistero di Gesù di Nazaret, Figlio di Dio, non siano proclamati" (Evangelii nuntiandi, 22). Perciò, le cristologie riduttive, delle quali ho indicato in diverse occasioni le deviazioni (cfr. Discorso inaugurale della Conferenza di Puebla, 28 gennaio 1979, 1, 4), non possono essere accettate come strumenti della nuova evangelizzazione. Nell’evangelizzazione l’unità della fede della Chiesa deve risplendere non solo nel magistero autentico dei Vescovi, ma anche nel servizio alla verità da parte dei pastori di anime, dei teologi, dei catechisti e di tutti coloro che sono impegnati nella proclamazione e nella predicazione della fede.


(Giovanni Paolo II, Discorso di apertura della IV Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano, nell’auditorium della Casa San Paolo di Santo Domingo, del 12-10-1992, nn. 6-7, in supplemento a L’Osservatore Romano, 14-10-1992).

mic ha detto...

Una essenziale riflessione, in tema con l'articolo, riguardante il Cammino NC e rivolta a chi, simpatizzante o in dubbio, lo vede come una opportunità per la Chiesa...

Oltre al senso di colpa inculcato nei cristiani dai bombardamenti - mediatici e non - centrati sulle miserie umane della Chiesa, che ne ignorano totalmente il Mistero, il cammino NC inculca fin dalle sue catechesi iniziali il DISPREZZO per la Chiesa e per i sacerdoti,

enfatizzando tutte le miserie ed i luoghi comuni su errori umani, atteggiamenti spirituali (devonzionismo, indifferenza, problematiche varie ecc.) che esistono, ma vengono assolutizzati allo scopo di giustificare il loro nuovo 'essere chiesa', con quello che comporta anche in termini di innovazioni teologiche e dottrinali

che ora si stanno affannando a mascherare in tutti i modi, mimetizzandosi da cattolici bombardando noi (fino a ieri) e il web di citazioni cattoliche come se fossero loro habitat naturale.

Sappiamo bene invece che purtroppo non è così, perché gli unici insegnamenti che hanno diritto di cittadinanza, fortemente imbevuti di giudaismo, luteranesimo (Farnes, Bouyer, Rahner, Bonhoeffer sono i loro dichiarati ispiratori) e 'nuova estetica' kikiana, continuano ad essere quelli dei loro iniziatori...

mic ha detto...

Per newgold e tutti. Notizie di prima mano da Acireale:

confermano che il vescovo di Caltagirone ha chiuso tutte le comunità neocatecumenali della sua Diocesi in seguito alle pressanti lamentele ricevute, che erano state inviate anche in Vaticano...

elena ha detto...

è esattamente quello che cercavo di dire nell'altro post! le innovazioni, gli sviluppi, le aperture del concilio,del magistero della Chiesa in generale non devono farci perdere di vista l'immutabilitrà del Vangelo e del suo messaggio. E i vari papi sapevano( come lo sa papa Benedetto)che questo rischio è ben presente all'interno della Chiesa.Se il magistero non si modifica la Chiesa viene accusata di essere oscurantista e medioevale(quanto è retrograda riguardo alla bioetica!!! n.b.via web non si sente il sarcasmo ma vi assicuro che la frase era sarcastica!!!)e sappiamo bene che la Chiesa nel Medioevo non era al massimo del suo splendore, se invece ha delle aperture queste rischiano puntualmente di essere fraintese e strumentalizzate ( e non faccio esempi perchè sono agli occhi di tutti). Quindi?Come deve fare per portare il suo messaggio attraverso i secoli? Ovviamente la risposta è Cristo. Il Suo Sacrificio e la Sua Resurrezione sono avvenute una volta per tutte e ogni volta che celebriamo la messa li riviviamo nello stesso modo da 2000 anni.(non so se quello che ho scritto è giusto teologicamente parlando ma spero che abbiate capito il senso, non sono ferratissima nelle questioni teologiche!!). La Chiesa sta subendo attacchi da tutti i fronti, chi la accusa di ingerenze nella vita politica e sociale, chi afferma che la Chiesa impedirebbe il progresso scientifico, chi si scaglia perchè predica bene e poi ci sono preti pedofili ma questa non è una novità, fin dall'inizio i discepoli non se la passavano benissimo:-) e Gesù ha fatto una brutta fine che io ricordi:-)però la Chiesa, noi che siamo la Chiesa, sappiamo di essere custodi della Novità più grande quella che da 2000 anni è sempre la stessa e da 2000 anni si rinnova.Credo che questa sia l'arma vincente contro i tentativi di far sentire la Chiesa in colpa per i suoi errori (errori per i quali ha già chiesto perdono Giovanni Paolo II) e il disprezzo di chi vede solo l'umanità della Chiesa

mic ha detto...

alle parole di Paolo VI ricordate da Caterina:

Non dobbiamo staccare gli insegnamenti del Concilio dal patrimonio dottrinale della Chiesa, sì deve vedere come in esso si inseriscano, come ad esso siano coerenti, e come ad esso apportino testimonianza, incremento, spiegazione, applicazione

metto a confronto questa affermazione di Romano Amerio (Iota Unum, pag. 86)

"Il Concilio, come abbiamo visto, (concrete vicende di 'fronda' con esiti devastanti -ndr) ruppe con tutta la sua preparazione e si svolse come oltrepassamento del Concilio preparato. Ma dopo che fu chiuso, il periodo postconciliare che avrebbe dovuto portare la realizzazione del Concilio, ne portò invece l'OLTREPASSAMENTO.... Gli oltrepassamenti sono particolarmente palesi nell'ordine liturgico, dove la Messa si trovò mutata da tutt'altra in tutt'altra (e figuriamoci il rito introdotto dai falsi profeti -ndr); nell'ordine istituzionale che fu investito da uno spirito democratico e di consultazone universale e di perpetuo referendum; e più ancora nell'ordine della mentalità apertasi a comporsi con dottrine aliene dal pricipio cattolico."

mic ha detto...

però la Chiesa, noi che siamo la Chiesa, sappiamo di essere custodi della Novità più grande quella che da 2000 anni è sempre la stessa e da 2000 anni si rinnova.Credo che questa sia l'arma vincente contro i tentativi di far sentire la Chiesa in colpa per i suoi errori (errori per i quali ha già chiesto perdono Giovanni Paolo II) e il disprezzo di chi vede solo l'umanità della Chiesa

Credo che ad Elena sia rimasta ancora 'appiccicata' una buona dose di spirito NC...

ci sono molte altre cose da puntualizzare, Elena, nel tuo pur lodevole contributo; ma parto da quello che ho quotato

io non mi sento custode di una novità e non mi sento neanche LA Chiesa: mi sento, nella chiesa, accoglitore e portatore di una Presenza Viva che fa nuove tutte le cose, a partire da me, che ho bisgono di lui per essere salvato perdonato redento trasformato guidato

permettimi di esprimere riserve quanto alla pedofilia tra i discepoli (!?) e il medio evo indicato come una età di non massimo splendore per la Chiesa, quando, invece, ci sono stati santi che ci sono ancora maestri, sono sorti gli ordini monastici che hanno FATTO l'Europa e sviluppato tutta la cultura occidentale, sono state costruite cattedrali ancora esempio di bellezza e teologia sublimi e potrei andare oltre...

E' vero che il secolarismo cerca di vanificare il ruolo della chiesa servendosi anche di tutti i luoghi comuni che hai indicato,

ma è altrettanto vero che la Chiesa è VIVA anche senza i nuovi carìsmi, perché quelli che aveva ed ha non sono da poco,

è sempre la Sposa del Signore, il Suo Corpo Mistico, al di là di alcune miserie visibili,

è sempre Mater et Magistra e il suo Magistero e la Santa Liturgia (quella autentica, non le sue sicmmiottature) ci guidano e ci nutrono e ci fanno crescere nella Fede e nella capacità di muoverci da uomini e donne di Dio in questa realtà sempre più problematica, ma comunque nelle mani del Signore, cui la Vita e la Storia e le storie personali e collettive appartengono...

mic ha detto...

però la Chiesa, noi che siamo la Chiesa, sappiamo di essere custodi della Novità più grande quella che da 2000 anni è sempre la stessa e da 2000 anni si rinnova.

noi non siamo LA Chiesa, siamo nella Chiesa, sue pietre vive rese tali dal Signore, che non si è rivelato come "Novità", ma come "Via, Verità, Vita", che mi sembra qualcosa di più sostanziale e sostanzioso...

Mi sembra quindi più importante custodire la Verità - e la Chiesa Apostolica lo deve fare per noi e per tutti i Fedeli di ogni tempo - per non correre il rischio di adorare un Dio "diverso"...

Gert ha detto...

La Novità di cui parla Elena ha 40 anni e se ne attribuisce 2000!

Stephanos78 ha detto...

Sottoscrivo ogni virgola degli interventi di Mic, e faccio mie considerazioni.

Paolo VI ha a più riprese "cercato" di "riprendere le redini" della Chiesa Cattolica nella BUFERA che agitava il Concilio e per DOMARE (letterlamente) le SPINTE EVERSIVE che sono state "portate" DENTRO il Concilio e che volevano "monopolizzarlo". E' stato sicuramente un Bene che il Santo Padre Paolo VI abbia dato il Suo Magistero in Concomitanza col Concilio (quasi come a ribadire che NON SI DOVEVA ANDARE OLTRE, come dice Amerio).

Ma mi domando: visto che SI E' INNEGABILMENTE ANDATI OLTRE, un motivo ci sarà? O no? Oppure è tutto frutto della nostra immaginazione?

Come è potuto accadere che si sia andati così "oltre"? Come è potuto accadere che si sia decretato il NOM e con esso i NUOVI Libri Liturgici? Nonostante il Concilio non avesse DECRETATO NESSUN "NOM"!

Come è potuto accadere che a fianco al Magistero di Paolo VI, teso a "raddrizzare", si sia avuta la temperie che tutti conosciamo?

Le due cose NON VANNO in sintonia! Si contraddicono! E come possono esistere "insieme"?

Nelle Parole del Santo Padre Paolo VI, mi sembra di scorgere quasi una "mezza risposta" ai miei dubbi. E chiedo il vostro aiuto.

Sembra quasi che si sia PERMESSA (perchè questo è! E' stata PERMESSA! C'è poco da fare!) questa temperie per "evitare" di peggio!

Il NOM sembra quasi il "risultato" di un "braccio di ferro"! Nel NOM sembra trasparire il "tira e molla" di "due forze"! Una eversiva e una "riformatirce". Eversiva nelle parti più "contraddittorie ed ambigue" (è il caso,ad esempio, della parte della Messa "Beati gli Invitati alla Cena del Signore"..."Signore non sono degno di Partecipare alla TUA MENSA", che è una FALSIFICAZIONE nella traduzione del NOM latino. Che ha peggiorato ciò che è già problematico!); riformatrice nelle parti che quasi sembrano "frenare" l'eversività di cui sopra!

Ma a mio avviso, l'Esame Critico di Bacci ed Ottaviani, che pure CONCORDA con questa analisi, chiarisce bene il sostanziale danno che comunque si genera in questa situazione! Il danno è quello del CAOS! Perchè, appunto, si PERMETTE l'esistenza all'interno dello stesso CULTO DUE INTERPRETAZIONI !!!!
Ed è quello che è accaduto in questi 40 anni!!! Le "due interpretazioni" si sono "estese" entrambe! Di più quella Eversiva, per la sua stessa natura AGGRESSIVA!

Ma dal comportamento di Paolo VI, e poi delgi altri Papi , mi sembra proprio di vedere questo. Un continuo cercare di "raddrizzare"... L'apice con Benedetto!

Ovvero: cerchiamo di "cattolicizzare" l' EVERSIONE esistente ed aggressiva... a volte usando le sue stesse "istanze"..

Si è quindi permessa una forma innegabilmente Protestantizzata (e non SOLO!)... Fidando di "disinnescarla"...Di "cattolicizzarla", appunto!

Questo, almeno, vedono i miei occhi. E correggetemi se sbaglio.

Ma sempre secondo la mia opinione... questo "metodo" è increibilmente pericoloso... E' infatti stiamo raccogliendone i molti disastri...

Forse non si poteva utilizzarne altri? Chi lo sa. Fatto sta che oggi assistiamo non tanto alla "Cattolicizzazione" degli altri... Ma alla perdita di fede NOSTRA!
Anche se siamo fiduciosi, perchè il fatto stesso che la VERA ED UNICA CHIESA non sia mai scomparsa, e non scomparirà mai, ci fa ben sperare peril futuro!

Ma ci fa guardare bene in faccia il presente: molto, ma molto doloroso

Stephanos78 ha detto...

L'Ermeneutica della Riforma in continuità dà i suoi benedetti frutti quando riesce a "farsi strada"...Scontrandosi con quella dell'Eversione che comunque E' PERMESSA. Leggete qua:

Fonte: Rinascimento Sacro

La lettera [del Vescovo, letta per la Messa Gregoriana. Ndr] è stata letta da don Alfredo Morselli, il quale ha spiegato a ZENIT; che la celebrazione dell’Eucaristia secondo il rito di San Pio V, organizzata dalla Diocesi, “è in crescita e frequentata soprattutto dai giovani”.

Inoltre, “nell’ultimo anno – ha osservato don Alfredo – in questo clima di preghiera e attenzione liturgica, sono maturate già tre vocazioni sacerdotali”.

Don Alfredo ha rivelato a ZENIT che le celebrazioni secondo il rito di San Pio V, e il numero di fedeli che le seguono, si stanno moltiplicando nelle Diocesi italiane.
“A San Remo in Liguria, erano duecentocinquanta i fedeli che seguivano la messa secondo il rito di San Pio V”, ha detto il sacerdote.


CAPITO???

mic ha detto...

“A San Remo in Liguria, erano duecentocinquanta i fedeli che seguivano la messa secondo il rito di San Pio V”, ha detto il sacerdote.

a poco vale che fossero 250 persone, se la messa è una tantum come purtroppo spesso succede in molte diocesi!
La situazione non è così rosea e le difficoltà sono tante; ma sicuramente il Signore provvederà e le voci consapevoli stanno aumentando!
Dovrebbe aumentare di pari passo la consapevolezza, la responsabilità e la risposta alla Grazia di chi detiene il potere di favorire e promuovere il cambiamento (cioè cardinali e vescovi e infine sacerdoti)... per ora si intravedono solo piccole fessure (per la Grazia) e baratri giganteschi (per le derive perniciose che allontanano dalla Verità)

Roma Locuta ha detto...

forza fratelli,
un po' di speranza...
non perdete la fede!
abbiate fiducia nella Chiesa
La Chiesa e' VIVA e lo sara' sempre.

non a caso ci e' stato detto
"Non prevalebunt"...

non perdete mai la fiducia nella nostra Santa Madre.. e state in pace...come "un bimbo in braccio a sua madre"

jeff m. ha detto...

Mic, come mai non hai pubblicato il mio commento?
(nel quale peraltro ti davo ragione, ad eccezione del discorso sulla "novità")

Michela ha detto...

Ho sempre pensato che il cammino si sia insediato grazie al senso di colpa dei parroci.
C'è anche un senso di colpa 'personale', di chi si sente inadeguato, gli sembra di non saper fare le omelie, vede che i fedeli se ne vanno e non sa come richiamarli, e ha pensato che il cammino avrebbe sopperito alle difficoltà pastorali.

Il senso di colpa ecclesiale, che al 99% è imposto da una storiografia illuminista e risorgimental/massonica ( in Italia), e da un pensiero scientifico che non conosce il pensiero cristiano,
non è niente rispetto al senso di colpa che ci facciamo oggi per la perdita della fede.

Su questo terreno fertile si installa il fondamentalismo nc, che però,come avete ben spiegato, è fondamentalismo biblico e non liturgico.

Caterina63 ha detto...

Stephanos78 ha detto...


Nelle Parole del Santo Padre Paolo VI, mi sembra di scorgere quasi una "mezza risposta" ai miei dubbi. E chiedo il vostro aiuto.

Sembra quasi che si sia PERMESSA (perchè questo è! E' stata PERMESSA! C'è poco da fare!) questa temperie per "evitare" di peggio!

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Un amico lefebviano un giorno mi disse: "visto che scrivi queste cose e che quindi hai capito il problema, come fai a non giudicare Paolo VI?"

gli risposi: "non sono stata battezzata per fare processi a qualcuno o nientemeno che al Ponetfice.....sono stata chiamata per essere SERVA DEI SERVI DI CRISTO ^___^ e non è vero che "ho capito tutto" mi sforzo piuttosto per cercare di NON USCIRE io dalla Chiesa....il che di questi tempi non è facile ^___^

Valutare l'operato di un Pontefice si, questo lo possiamo fare, ma sempre con il dovuto DISCERNIMENTO perchè se quel Pontefice disse chiaramente come stava il Concilio, è un dovere divulgare queste parole e farci NOI un esame di coscienza per capire che cosa è andato storto....

Non pochi nomi illustri hanno ripetuto la grave responsabilità che pesa sui PASTORI che non furono affatto dei buoni Pastori e abbandonarono il gregge all'esposizione DI NUOVE DOTTRINE....
Magari lo fecero anche in buona fede, ma vediamo tutti i danni che ne sono derivati....

Se poi NON si è voluto o non si è potuto, la differenza è sottile ed oggi è superata....ciò che conta è che se ne parli e che emergano questi problemi per poter fare discernimento su ciò che è buono e su ciò che è male...

Credo infine che abbiamo perduto LA MEMORIA...

Si, nel tentativo (sublime) di Giovanni Paolo II di fare il Mea Culpa, troppe persone, vescovi compresi, hanno malamente interpretato il gesto ome un COLPO DI SPUGNA e cancellare così la memoria....ossia hanno accolto il Mea Culpa del Pontefice, MA HANNO IGNORATO LA CATECHESI DI RATZINGER SUL SIGNIFICATO DI TALE GESTO....
Ecco perchè parlo di SENSI DI COLPA E DI QUEL VERGOGNARSI DEL NOSTRO PASSATO...

Perchè dunque il Signore ha permesso tutto questo?

Io credo anche un pò per "colpa" nostra.....

Nel ricostruire le recenti vicende della Chiesa a partire anche dal secolo scorso, probabilmente la fede era anche diventata un atto AUTOMATICO...UNA ABITUDINE: abitudinario definirsi Cattolico; abitudinario e scontato accedere ai Sacramenti, andare alla Messa....abitudinario accorrere in fiumi in piena a san Pietro quando il Papa "chiamava" (basta vedere i filmati di Pio XII, di Giovanni XXIII....), tutto abitudine perchè quando invece si è dovuto chiamare i Cattolici ad assumersi le responsabilità CON I PRIMI PLEBISCITI DEMOCRATICI sul divorzio e sull'aborto per esempio....ecco che il Cattolico è uscito allo scoperto RINNEGANDO LA PROPRIA FEDE....

Qui non c'entra affatto il Concilio attenzione....^___^ il Concilio stesso semmai HA SUBITO QUESTA APOSTASIA... i gruppi di cattolici che determinarono la SCONFITTA della Chiesa sulla morale e sull'etica sull'aborto e divorzio, furono gruppi FORMATI PRIMA DEL CONCILIO ^___^

Anzi....quelli che vennero dopo che chiamiamo "carismatici" o CAMMINI....fondarono, effettivamente, i propri Statuti sulla CORRETTA DOTTRINA ETICA E MORALE DELLA CHIESA e questo determinò anche una buona parte del loro successo ^___^
Non a caso anche Benedetto XVI, nel rivolgersi aiMovimenti del dopo Concilio parla di: RISVEGLIO...^___^

Chi tradì la Dottrina della Chiesa negli anni '70 NON furono i giovani Movimenti, gruppi o associazioni venuti dopo il Concilio, al contrario...furono Vescovi, Sacerdoti... GESUITI, DOMENICANI e FRNCESCANI attraverso le cui SINGOLE PERSONE hanno predicato malamente esponendosi CONTRO il Pontefice.... gruppi laicali quali DELL'AZIONE CATTOLICA...che costrinsero l'allora Patriarca di Venezia Albino Luciani, futuro Giovanni Paolo I, A DOVER CHIUDERE LA SEZIONE VENETA per la forte propaganda abortista e divorzista...e la lista continuerebbe ^___^
Non dimentichimo anche la Teologia della Liberazione e il gruppo di Vescovi OLANDESI che a momenti davano origine veramente ad un altra chiesa.....

Molto caos ha regnato nella Chiesa....e in questo caos taluni hanno cercato di INFILTRARSI SPACCIANDOSI PER NUOVI PROFETI E MAESTRI...^___^
Il Papa LO SA... altrimenti NON avrebbe fatto scrivere quella Lettera dal card. Arinze nel 2005 ^___^ tanto meno il suo Predecessore nel 2002 non avrebbe spiegato che una cosa sono gli Statuti, altra cosa sono i catechismi e la LITURGIA ^___^

Tutte cose che si dovrebbero sapere, ma che sono state CANCELLATE....cancellate dall'aver cancellato LA MEMORIA DELLA NOSTRA TRADIZIONE...
Quanto il Papa sta facendo nella Messa infatti, va detto che NON E' NULLA DI NUOVO ^___^ al contrario, il Papa sta riportando alla luce quanto avevamo tentato di cancellare...^___^

Al momento mi fermo qui....perchè vi è tanto da approfondire...

Fraternamente CaterinaLD

Caterina63 ha detto...

A quanto detto sopra....leggiamo anche qunto segue....

...trovo importante che nel nuovo sito di ecclesia Dei:

http://www.ecclesiadei-pontcommissio.org/

si stia dando spazio ALLA CRITICA corretta contro gli abusi avvenuti alla Liturgia....

E' così pubblicato, oltre l'articolo interessante di mons. Bux che vi suggerisco di scaricare... anche il seguente del quale prendo solo questa parte...

http://www.clerus.org/clerus/dati/2008-09/09-20/LITURGIA.html

Il Santo Padre nel suo libro Lo spirito del Concilio ha spiegato che quando ci si siede attorno, guardando ognuno la faccia dell' altro, si forma un circolo chiuso. Ma quando il sacerdote e i fedeli insieme guardano l' Oriente, verso il Signore che viene, è un modo di aprirsi all' eterno».

Si vuole contrastare una banalizzazione della messa?

«In alcuni luoghi si è perso quel senso di eterno, sacro o di celeste. C' è stata la tendenza a mettere l' uomo al centro della celebrazione e non il Signore. Ma il Concilio Vaticano II parla chiaramente della liturgia come actio Dei, actio Christi. Invece in certi circoli liturgici, vuoi per ideologia vuoi per un certo intellettualismo, si è diffusa l' idea di una liturgia adattabile a varie situazioni, in cui si debba far spazio alla creatività perché sia accessibile e accettabile a tutti. Poi magari c' è chi ha introdotto innovazioni senza nemmeno rispettare il sensus fidei e i sentimenti spirituali dei fedeli».

A volte anche vescovi impugnano il microfono e vanno verso l' uditorio con domande e risposte.

«Il pericolo moderno è che il sacerdote pensi di essere lui al centro dell' azione. Così il rito può assumere l' aspetto di un teatro o della performance di un presentatore televisivo. Il celebrante vede la gente che guarda a lui come punto di riferimento e c' è il rischio che, per avere più successo possibile con il pubblico, inventi gesti ed espressioni facendo da protagonista».

Quale sarebbe l' atteggiamento giusto?

«Quando il sacerdote sa di non essere lui al centro, ma Cristo. Rispettare in umile servizio al Signore e alla Chiesa la liturgia e le sue regole, come qualcosa di ricevuto e non di inventato, significa lasciare più spazio al Signore perché attraverso lo strumento del sacerdote possa stimolare la coscienza dei fedeli».

********************

Il problema è dunque: perchè NON si riesce a far capire questa VERITA' e non si riesce a farla applicare?

Bè....chiediamoci chi è colui AL QUALE è STATO PERMESSO DA DIO DI PROVARCI AL CROGIOLO....^___^
ergo, SIAMO PROVATI PROPRIO NELL'OBBEDIENZA.... e Satana rende tutto OSCURO.... lui principe delle tenebre offusca LA VERITA' così che molti Cattolici NON RIESCONO A VEDERLA....

Ma chi ha ricevuto la Grazia di vedere e capire, DEVE SOFFRIRE...^___^ soffrire per non insuperbirsi...e pr supplicare Dio che anche gli altri possano alla fine un giorno VEDERE...

^___^

jeff m. ha detto...

Se avete stupidamente deciso di censurare ogni mio messaggio, potreste almeno comportarvi da uomini (manco da cristiani, da semplici uomini) e spiegarmi il perchè della vostra decisione?

Poi non scriverò più, promesso.

Se volete potete anche spiegarmelo via mail, se non volete sputtanarvi in pubblico: frank.zell@tiscalinet.it

mic ha detto...

Chi tradì la Dottrina della Chiesa negli anni '70 NON furono i giovani Movimenti, gruppi o associazioni

questo non è vero per tutti, Cammino NC in primis, il cui difetto non è il fatto di essere nato dalla temperie post conciliare, ma di TRADIRE la Dottrina della Chiesa in quanto non trasmette la Rivelazione apostolica ma un' "altra" rivelazione giudeo luterano gnostica (so di ripetermi, ma è la verità)

e non mi sembra giusto ignorarlo o sorvolare, pur guardando la realtà ecclesiale a 360 gradi, com'è bene che sia

mic ha detto...

non perdete mai la fiducia nella nostra Santa Madre.. e state in pace...come "un bimbo in braccio a sua madre"

non tema "Roma locuta", ché la nostra Fede è salda e custodita e alimentata dalla preghiera e dai sacramenti

il salmo dice "come un bimbo SVEZZATO sulla sua madre" e il bimbo SVEZZATO sa già parlare e PARLA... e con le parole che gli ha insegnato sua Madre...

mic ha detto...

Mic, come mai non hai pubblicato il mio commento?
(nel quale peraltro ti davo ragione, ad eccezione del discorso sulla "novità")


perché il fatto che mi davi ragione non mi interessa e sulla "Novità" mi sono spiegato a più riprese...

mic ha detto...

Se avete stupidamente deciso di censurare ogni mio messaggio, potreste almeno comportarvi da uomini (manco da cristiani, da semplici uomini) e spiegarmi il perchè della vostra decisione?
Poi non scriverò più, promesso.
Se volete potete anche spiegarmelo via mail, se non volete sputtanarvi in pubblico: frank.zell@tiscalinet.it


ho spiegato nel post sopra,

questo linguaggio e queste polemiche mi hanno 'sfranto' letteralmente tutto quanto è sfrangibile

chi credi si sia sputtanato in pubblico, ammesso che sia questo quello che ci interessa? A me no...

grazie comunque per la mail, almeno è un contatto possibile

Caterina63 ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Caterina63 ha detto...

Riposto che la tastiera fa capricci...

Caro Jeff.....il problema NON è il dar ragione a questo o a quello o a una cosa si e ad un altra no ^___^
NON siamo qui per raccogliere CONSENSI ^___^

Perfino Paolo VI definito il Papa INCOMPRESO, viene usato per dargli ora ragione ora torto....ecco a noi questo NON interessa^___^
Dare ragione come hai fatto tu, contestando altro, è quel procedere in PROCESSI AI MORTI che non ci interessano ^___^

C'è un problema NELLA CHIESA e questo o lo affrontiamo con LE NORME che la Chiesa CI CHIEDE o non se ne fa nulla...

Dal momento che tu, quale esponente del CN, procedete nel processare i defunti....e negate la Lettera del card. Arinze del 2005....o intervieni CONDIVIDENDO LE NORME LITURGICHE STABILITE DALLA CHIESA e di conguenza stabilendo questa Lettera quale FONDAMENTO DELL VOLONTA' DEL PONTEFICE come ha detto lui stesso il 6 gennaio 2006, oppure lascia perdere...TI FACCIAMO UN FAVORE non pubblicando tutto cò che scrivi ^___^

O condividiamo (o al limite PROPONI DOMANDE E APPROFONDIMENTO CON I DOCUMENTI DELLA CHIESA ALLA MANO) visto che per la LITURGIA dobbiamo avere UNA SOLA VOCE...o lasciamo perdere....

questo è quanto diceva anche Paolo VI il quale ribadiva LA TRADIZIONE E RIBADIVA LA CONTINUITA', quella continuità che il CN (ma non solo voi) ha spezzato.....
Questo sta chiedendo BENEDETTO XVI OGGI....
non erto appiattimento, ma un unica LITURGIA ....^___^
Il Papa parla solo a NOI oppure anche a voi?
allora rileggiti la Sacramentum Cartatis (e la Redemptionis Sacramentum se vuoi)e ripartiamo da quella se vuoi ^__^

Fraternamente CaerinaLD

Roma Locuta ha detto...

non tema "Roma locuta", ché la nostra Fede è salda e custodita e alimentata dalla preghiera e dai sacramenti

molto bene, questo mi fa molto piacere. Non abbandonate MAI la preghiera e i sacramenti, nemmeno nel momento di massimo sconforto.
Ma anche pregate e comunicatevi come ci e' stato comandato:
Pregate per i vostri nemici. E comunicatevi in GRAZIA DI DIO.
E questo implica che per comunicarsi degnamente DOBBIAMO ESSERE IN PACE CON TUTTI I NOSTRI FRATELLI...

mic ha detto...

E questo implica che per comunicarsi degnamente DOBBIAMO ESSERE IN PACE CON TUTTI I NOSTRI FRATELLI...

voi che accusate gli altri di giudicare....!!!

Adesso vi siete messi anche a fare i sermoni!

credete che noi non siamo in pace con i nostri fratelli? Anche con i nostri 'fratelli' (non è proprio esatto) eretici non per loro colpa?

Credete forse che noi non siamo in pace anche con i nostri nemici? Chi ve lo dice? Chi vi dice che può succedere solo nel Cammino e grazie al Cammino? Non potete neppure ipotizzare che a noi lo rende possibile il Signore, grazie al nostro rapporto di Fede e di Amore con Lui nella Sua Chiesa?

Premesso questo, noi SIAMO - non DOBBIAMO ESSERE - in pace con i nostri fratelli e anche con chi non ci è fratello nella fede... quello che combattiamo e con cui non siamo in pace sono le menzogne e le ambiguità dei 'falsi profeti', che purtroppo si sono insinuati nella Chiesa di Cristo

Più che Roma locuta che forse aveva senso una volta, perché considera anche che ormai il Papa parla e scrive e c'è chi non lo ascolta e non lo obbedisce...

pensa quindi che a Roma (metafora della Chiesa), c'è una Roma locusta: c'è stata l'invasione delle locuste che divorano la Tradizione: una delle piaghe del nostro tempo...

Caterina63 ha detto...

Roma Locuta ha detto...
E comunicatevi in GRAZIA DI DIO.
E questo implica che per comunicarsi degnamente DOBBIAMO ESSERE IN PACE CON TUTTI I NOSTRI FRATELLI...

***********************

Mi dica Romalocuta.....il Sommo Pontefice che si comunica quotidianamente....e che è il Pontefice visibile della Chiesa CATTOLICA=UNIVERSALE...e che dunque NON è in piena comunione con gli ORTODOSSI per esempio....non sarebbe forse in "pace con tutti"? o forse il Papa è in grazia di Dio solo perchè ha riconosciuto una ceta linea del CN ?

Ma il Papa ha detto altro al CN "PER AIUTARLO" (udienza del 6 gennaio 2006) ma essi non ascoltano la voce del PASTORE....
^___^

Ergo....cosa intende lei, Romalocuta... per essere in PACE CON TUTTI?
^___^

Io posso essere in Pace con tutti, e lo sono, e al tempo stesso avere il dovere e il diritto (leggere la Redemptionis Sacramentum) di denunciare gli abusi liturgici che avvengono proprio TRA I MIEI FRATELLI E SORELLE infatti non stiamo mica qui a discutere cosa stanno facendo i Protestanti....essi sono di un altra ecclesiologia ergo non ci riguarda....^__^

e a quanto detto da Mic possiamo dire:
Roma Locuta appariene al Sommo Pontefice, secondo appunto un certa tradizione....e farci un nik è anche irriverente dal momento che si occulta una Udienza del Pontefice, quella del 6 gennaio 2006....dove dice "PER AIUTARE IL CAMMINO NEOCATCUMENALE" ecco Roma Locuta ha detto, ma il CN IGNORA...^___^

al contrario esiste anche una Roma LOCUSTA....e forse questo potrebbe essere il nik più appropriato a taluni interventi di chi si dice NC....
^___^

Buona DOMENICA...

Michela ha detto...

Per Roma locuta
non perdete mai la fiducia nella nostra Santa Madre.. e state in pace...come "un bimbo in braccio a sua madre"

il salmo parla di 'un bimbo svezzato in braccio a sua madre'
nel cammino si insegna 'un bimbo in braccio...'
cioè un bimbo piccolo che non può far altro che farsi portare in braccio
Invece il salmo paragona l'anima a un bimbo già grandicello, che sa camminare e potrebbe allontanarsi, ma invece VUOLE stare in braccio alla madre.
Una bella differenza!

Grazie per i consigli R L,
ma accettane uno anche tu: esegesi ed interpretazione biblica più aderenti al testo e al Magistero, e meno alla visione antropologica di Kiko

Caterina63 ha detto...

Mons. Nicola Bux nel suo recente libro "La Riforma di Benedetto XVI" (REGALIAMOLO PER NATALE AI NOSTRI AMICI NC ^___^)
a pag.74:

Dunque, la riconciliazione di Papa Benedetto non è un'operazione nostalgica ma la ripresa della Tradizione apostolica e dello spirito di disciplina.
La disposizione interiore per partecipare alla Liturgia è di venerarla e accoglierla, NON di iventarla ogni volta!




(ringrazio mons. Bux per averlo detto in modo chiaro ed inequivocabile ^__^ )

Caterina63 ha detto...

REGALIAMO QUESTO LIBRO AI NOSTRI PARROCI magari per Natale eh!! ^___^

(…)
(qui mons. Bux nel denunciare alcune situazioni –pag.96-97-98- , risponde citando Ratzinger dal suo libro “Introduzione allo spirito della liturgia” )

Quanti hanno scritto che prima del Concilio la liturgia non favoriva la partecipazione e che col concilio si è restituita la liturgia al popolo!
Quando alcuni liturgisti vogliono difendere una loro idea o gusto, dicono: LA GENTE DEVE PARTECIPARE.
Si tratta di un neoclericalismo che ha contagiato persino i laici. La partecipazione è stata presentata come una scoperta del Concilio….(…)

…la prostrazione o l’inginocchiarsi è stato quasi proscritto: alcuni padri spirituali sono giunti a vietare ai seminaristi di mettersi in ginocchio perché sarebbe segno di devozionismo e di vocazione non verace…
(…) nel N.T. la parola proskynein compare 59 volte di cui 24 nell’Apocalisse, il Libro della Liturgia Celeste, che viene presentato alla Chiesa come modello e criterio per la sua liturgia…..

“La Liturgia cristiana è proprio per questo liturgia cosmica, per il fatto che essa piega le ginocchia davanti al Signore Crocefisso e innalzato. E’ questo il centro della vera “CULTURA” – LA CULTURA DELLA VERITA’. Il gesto umile con cui noi cadiamo ai piedi del Signore, ci colloca sulla vera via della vita, in armonia con tutto il cosmo”.
(…)
Il culto cattolico invece è passato dall’adorazione di Dio all’esibizionismo, dei ministri e dei fedeli.
La pietà è stata abolita come parola e liquidata dai liturgisti come devozionismo, però si facevano subire al popolo, sopravvalutandolo, le sperimentazioni liturgiche, e si negavano le forme spontanee di devozione e pietà.

Si è riusciti AD IMPORRE L’APPLAUSO
persino ai funerali al posto del lutto, che vuol dire pianto: Cristo non ha pianto alla morte di Lazzaro?

Ha ragione Ratzinger: “L’ha dove irrompe l’applauso per l’opera umana nella liturgia, si è di fronte a un segno sicuro che si è del tutto perduta l’essenza della liturgia e la si è sostituita con una sorta di intrattenimento a sfondo religioso”.
Qualche Vescovo avrebbe il coraggio di andare in controtendenza?

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caro mons. Bux anche noi ci poniamo questa domanda....e grazie anche a lei....NON disperiamo ^___^


Filialmente a lei, CaterinaLD