martedì 18 novembre 2008

"Venga meno l'atteggiamento di sufficienza": così è l'intero passato a essere disprezzato!

La riconciliazione comincerà dopo l'ultimo sorriso d'ironia, dopo l'ultima smorfia di disprezzo. "C'è bisogno come minimo di una nuova consapevolezza liturgica che sottragga spazio alla tendenza a operare sulla liturgia come se fosse un oggetto della nostra abilità manipolatoria. Siamo giunti al punto che dei gruppi liturgici imbastiscono da sé stessi la liturgia domenicale. Il risultato è certamente il frutto dell'inventiva di un pugno di persone abili e capaci. Ma in questo modo viene meno il luogo in cui mi si fa incontro il totalmente Altro, in cui il sacro ci offre se stesso in dono; ciò in cui mi imbatto è solo l'abilità di un pugno di persone. E allora ci si accorge che non è quello che si sta cercando. È troppo poco, e insieme di qualcosa di diverso. La cosa più importante oggi è riacquistare il rispetto della liturgia e la consapevolezza della sua non manipolabilità. Reimparare a riconoscerla nel suo essere una creatura vivente che cresce e che ci è stata donata, per il cui tramite noi prendiamo parte alla liturgia celeste. Rinunciare a cercare in essa al propria autorealizzazione, per vedervi invece un dono. Questa, credo, è la prima cosa: sconfiggere la tentazione di un fare dispotico, che concepisce la liturgia come oggetto di proprietà dell'uomo, e risvegliare il senso interiore del sacro. Il secondo passo consisterà nel valutare dove sono stati apportati tagli troppo drastici, per ripristinare in modo chiaro e organico le connessioni con la storia passata. Io stesso ho parlato in questo senso di "riforma della riforma". Ma, a mio avviso, tutto ciò deve essere preceduto da un processo educativo che argini la tendenza a mortificare la liturgia con invenzioni personali.

[...] leggi tutto

Tratto da Joseph Ratzinger, "Dio e il mondo. Essere cristiani nel nuovo millennio", Cinisello Balsamo, Edizioni San Paolo 2001, pp. 379-381
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L'argomentare di Benedetto XVI è chiaro, limpido e consapevole e prosegue con altre indicazioni contenute nel testo intero. Che il Signore lo aiuti a portare a compimento non solo la restaurazione, ma anche la riconciliazione che non può che esserne il frutto

30 commenti:

Stephanos78 ha detto...

Incredibile Mic! Incredibile! Era ESATTAMENTE il post che intendevo inserire per una nuova discussione! Incredibile!

Stephanos78 ha detto...

Sono due le cose che mi hanno colpito subito. Il Santo Padre dice:

"Il secondo passo consisterà nel valutare dove sono stati apportati tagli troppo drastici, per ripristinare in modo chiaro e organico le connessioni con la storia passata. Io stesso ho parlato in questo senso di "riforma della riforma"

Coerentemente con questo Principio della "riforma della riforma" devono vedersi la Devozione Liturgica e il Motu Proprio del Santo Padre. Ma leggiamo una cosa che già sappiamo: pensa alla GRADUALITA'. Più volte il Santo Padre ha detto che il "malato" va curato somministrando l'antibiotico a piccole dosi. Con una dose massiccia si rischierebbe il DECESSO! Questi atti di Benedetto sono da vedere come i "passi" per arrivare alla "riforma della riforma".

Sono contento di vedere che il Santo Padre ha abbattutto il muro del negazionismo. Ha usato MISERICORDIA con coloro che hanno verificato sulla loro pelle i disastri della temperie del post-concilio.

Infatti dice:
Il secondo passo consisterà nel valutare dove sono stati apportati tagli troppo drastici, per ripristinare in modo chiaro e organico le connessioni con la storia passata

Questa frase è importantissima! E' chiaro che i TAGLI ci sono stati. E quando sarà ripristinata la LINEA unica della Tradizione Viva, degnamente SVILUPPATA, allora ci potrà essere quell'Unità tanto deisderata da tutti noi. Maggiormente da Pietro.

Tra l'altro constatare l'evidenza di questi tagli, è constatare che chi li ha operati non ha assolto alla Volontà di Dio, del Concilio e della Chiesa... Chi vuole, tragga le conclusioni di questo fatto

mic ha detto...

la cosa ancora più "incredibile" è che me l'aveva segnalato giorni fa Caterina un secondo dopo che l'avevo già salvato con l'idea di metterlo!

Avanti, abbracciando la Croce ma in attesa - come dice Cate - ma non tacendo, cercando di dar posto alla Carità, con l'aiuto del Signore!

I segnali di Risurrezione non mancano... sono semi che sicuramente si svilupperanno anche se non conosciamo i tempi... la Chiesa, quella UNA SANTA è SEMPRE viva, perché ormai indissolubilmente legata al suo Sposo, Il Vivente!

Il nostro personale "sforzo" e impegno è quello di cercar di rimanere nel Progetto di Dio...

Stephanos78 ha detto...

Il secondo punto che mi ha colpito:

Ma, a mio avviso, tutto ciò deve essere preceduto da un processo educativo che argini la tendenza a mortificare la liturgia con invenzioni personali.


In questo ha un posto fondamentale la Catechesi e l'Istruzione dei Fedeli.

Il Santo Padre sta attuando, come Pietro, questo "processo educativo" col Magistero e l'Esempio.
Credo che voglia prima far "ricircolare" la "linfa vitale" nel corpo in cancrena. Quando la "linfa" avrà ripreso a circolare si potrà pensare al "secondo passo", ovvero quello di mettere finalmente in atto la VERA riforma auspicata dal Concilio... E NON ANCORA ATTUATA.

mic ha detto...

Questa frase è importantissima! E' chiaro che i TAGLI ci sono stati.

oltre ai tagli, ci sono state MODIFICHE non solo formali, ma che si sono rivelate SOSTANZIALI... e sicuramente questo ormai ai credenti più attenti non sfugge più...

Michela ha detto...

Due provocazioni:

1. è il sacerdote il diretto responsabile della liturgia. E' lui che decide quanto spazio dare ai laici, come devono essere i canti, se ci deve essere solennità o meno.
(non parlo di evidenti disubbidienze alle norme, che nelle nostre chiese generalmente non avvengono).
Posso dire quello che penso, ma il mio compito finisce qui. Il resto è lavoro da fare nei seminari, e nella formazione sacerdotale, nelle commissioni liturgiche che sono formate da esperti.

2. Alle volte penso che dietro questo tipo di post, ci possa essere l'idea che se si tornasse tutti alla messa in latino, alla comunione in ginocchio, la fede tornerebbe sulla terra.
Purtroppo io non ci credo: la mia famiglia, compresi i nonni, aveva lasciato la pratica religiosa, credo nel dopoguerra, anni '50.
E' stato il benessere economico, il grande antagonista della pratica religiosa.
Negli anni '60, la parrocchia era ancora preconciliare, ma nessuno mi accompagnava a Messa.

Ciò non toglie che gli uomini chiesa dagli anni '50 in poi hanno cercato di rincorrere la società civile, facendo molti errori, e senza grandi risultati.
Ed è pur vero che bisogna correggere continuamente gli errori fatti, ma con la coscienza che il vero problema è altrove.

Aldo ha detto...

Cia Mic. Ti ho mandato un e-mail, poi la giri Tu a Stefano...

i commenti a dopo..

mic ha detto...

Ed è pur vero che bisogna correggere continuamente gli errori fatti, ma con la coscienza che il vero problema è altrove.

cara Michela, è vero che il problema (anzi i problemi) sono anche altrove, ma quando si arriva ad 'eliminare' dalla Messa il Sacrificio di Cristo, il degrado non può che essere consequenziale

Pensando di poter trovare il TUTTO in un frammento, riporto questo brano di Amerio tratto dal suo capitolo sull'Eucaristia da "Iota Unum" (mi sono permesso di cambiare qualche termine particolarissimo da lui usato) e richiamo la vostra attenzione sulle ripercussioni METAFISICHE dell'accaduto, che non possono essere ignorate né minimizzate....

"268. La scomparsa dell’adorazione. – La conseguenza impellente e maggiore di prendere il mistero eucaristico come un puro cambiamento di significazione e di finalità di un pane che rimane nella sua identità sostanziale è il venir meno dell’oggetto di culto e la scomparsa dell’adorazione. Se il significato di una cosa è puramente metaforico e puramente intenzionale e se il fine, preventivamente scisso dalla causa efficiente, non ha altra base che la mente che concepisce e vuole, non è più possibile trovare nel pane eucaristico transignificato e transfinalizzato alcun aspetto per cui diventi adorabile: prima e dopo la consacrazione si ha, in ordine reale, esattamente la stessa cosa. Nel pane realmente transustanziato nel corpo di Cristo l’atto adorante trova invece una realtà su cui appoggiarsi, (il mutamento della sostanza nella Persona di Cristo -ndr) perché si adorano gli enti e non si adorano le relazioni, anzi più propriamente si adora soltanto un ente personale. Se dunque l’eucaristia è un nuovo rispetto anziché un nuovo oggetto reale, l’adorazione non ha più una realtà a cui appigliarsi. Non si adorano metafore, ma Dio come Persona.
... Alla scomparsa della sostanza che toglie l’oggetto dell’adorazione si accompagna la scomparsa della durata, perché la durata è una proprietà della sostanza e le proprietà durano solo nel durare delle sostanze. Un corpo simbolico che è dato in cibo simbolico consuma interamente il suo valore con la manducazione. Ridotto il valore del pane eucaristico a simbolo di nutrimento non resta più cosa alcuna di valore nel sacramento non manducato. Di qui l’opinione ormai divulgata nel popolo cristiano che, levata la mensa del convivio eucaristico, non resti più nulla di divino nel tabernacolo. Se al contrario il pane non è puro simbolo, ma sostanza reale, il sacramento permane oltre la finalizzazione e la manducazione."

Per questo, come avviene nel cammino, non c'è nessuna attenzione ai frammenti... e il discorso dell'Adorazione ora enfatizzato è meramente strumentale.

Non so per quale motivo nessuno, se non di persona alla Domus Galileae (cui non hanno accesso i parrocchiani normali, pellegrini in Terra Santa, ma solo i NC) può conoscere il suo interno, che qualcuno ci ha detto rappresentare il "roveto ardente", figura veterotestamentaria dell'Adorazione e di una Presenza... (sta di fatto che esistono immagini solo dlel'esterno)... Le sacre specie ci saranno pure, ma sappiamo bene come nel Santuario della Parola esse abbiano pari dignità del Libro, insieme al quale sono custodite.
E ci chiediamo il perché per una realtà nettamente ed esclusivamente Cristica si torni a ricorrere a simboli ebraici anziché cristiani.

Il simbolismo ebraico continua a parlare anche a noi cristiani, ma quando abbiamo le Sacre Specie nelle quali il Signore ha Sancito la Sua Presenza fino alla fine dei tempi, che bisogno c'è di tirar fuori il roveto di Mosè?

Anche queste cose parlano chiaro, per chi ha orecchi per intendere!

Caterina63 ha detto...

Un piccolo OT ^___^

Amici....a parte che domenica Alessia compirà 18 anni e dunque siamo nel pieno dei preparativi festaioli e con ospiti a casa.... si sono aggiunti anche dei miei problemi di salute per i quali vi chiedo una preghiera, stamani mi sono svegliata con una emorragia....vedremo ora il da farsi....
Spero che presto si risolvi tutto sia i festeggiamenti sia il mio problema che in questi giorni proprio non ci voleva....

Grazie, Caterina

Stephanos78 ha detto...

2. Alle volte penso che dietro questo tipo di post, ci possa essere l'idea che se si tornasse tutti alla messa in latino, alla comunione in ginocchio, la fede tornerebbe sulla terra.


Si e no.

Comuqnue non essere così "riduttiva". Il Culto Autentico non si "riduce" al Latino (la Lingua liturgica è solo una PARTE del Rito) e la Sacra Comunione in Ginocchio. Le due cose sono ESPRESSIONI della Fede dei Cristiani. Ma non sono le uniche. Si tratta di ESPRIMERE la Fede.

Ogni cosa ha un' ESPRESSIONE che ne rimanda al significato e alla REALTA'! Feci già questo esempio.

Certamente la Sacra Comunione in Ginocchio e la Santa Messa in Latino, che ripeto sono solo PARTI di un "tutto" molto più COMPLESSO E BELLO, contribuiscono a ESPRIMERE una cosa molto importante all' "ESTERNO": IL SACRO. Questo "TOCCA" i cuori APERTI e solo quelli! Non è un "automatismo"! Non è una "cosa accidentale", che se c'è allora "produce in automatico un risultato"! E' ovviamente tutto "relazionato" al Cuore dell'Uomo e al suo ACCOGLIERE il "Se vuoi" di Gesù!

Ma Gesù è PERSONA divina e umana. Ha una IDENTITA' che NON E' MANIPOLABILE DA NOI!

Faccio un esempio, magari non propriamente esatto ma calzante.
Tu, quando ti innamori di qualcuno ti innamori di una Persona che ha una identità, rispenttandola. Ami proprio quell'identità! Proprio il tuo amore è rispetto! Rispetto per quell'identità! Ami e SEI RICAMBIATA. Anzi, VI AMATE ricambiandovi a vicenda!
NON MANIPOLI la persona che hai davanti! Non la SFIGURI. Non la USI. ANZI! L'esatto contrario! Ti "DAI" alla persona Amata, sentendoti PARTE DI LEI!

Questo Amore SPONSALE è una "figura" dell'Amore di Dio per i suoi Figli, che però ha una AGGIUNTA inestimabile e DIVINA: la Croce di Gesù! L'Amore PRIMA del "ricambio"! L'Amore SULLA CROCE! Ovvero: noi umanamente ci tradiamo, ci calunniamo. Manchiamo.
Il Signore è FEDELE SEMPRE. Il Signore ATTENDE come il Padre il Figlio Prodigo!

Il Signore Attende sull'Altare! Il Signore VIENE nel Santissimo Sacramento per DONARSI, REDIMERE, RIALZARE, AMARE! Il SIGNORE E' UNO. Non è Manipolabile! Il Signore DONA!

L'Espressione nella RICEZIONE di questo GRANDISSIMO DONO ha un senso profondo e non è solo accidentale. Il Culto dà FORMA al DOGMA. Il Dogma RIMANDA AL SIGNORE, Vivo e Vero. UNO E NON MANIPOLABILE. Il Culto aspetta di ESSERE AMATO come si Ama il Signore, che lo DONA. Il Datore di Doni, lo Spirito di Dio, attende l'AMORE DEI SUOI.

Ma l'Amore NON SI IMPONE. Per cui nulla è AUTOMATICO. Ma tutto attende di essere riportato al VERO.

Stephanos78 ha detto...

Spero che presto si risolvi tutto sia i festeggiamenti sia il mio problema che in questi giorni proprio non ci voleva....


Cate. Pregherò per te. La nostra Regina ti accudisca.

mic ha detto...

Caro Aldo,
come già rilevato da don Elio Marighetto, lo Statuto pubblicato rinvenibile nelle librerie reca solo le tre firme della presentazione e nessun'altra firma, mentre il decreto di approvazione reca le firme di Rylko e Clemens semza i timbri regolamentari

Inoltre, anche nella presentazione, redatta dal Tripode, non c'è alcun accenno al Papa ma solo al card Rylko...
Credo che questi "dettagli" non siano ininfluenti, ma per i 'piccoli' sono sottigliezze irrilevanti, quello che conta è la pomposa 'apparenza'!

mic ha detto...

Cara Michela, quando ho inserito la riflessione sull'Adorazione, non avevo ancora letto questo tuo dall'altro thread

Invece dove è finita l'adorazione Eucaristica?
Non ho mai visto un sacerdote inginocchiato a pregare in chiesa.
Gli incontri parrocchiali dei vari gruppi non si concludono mai con l'adorazione in chiesa.
La catechesi parrocchiale è incentrata sulla chiesa-comunità e quindi insiste sulla partecipazione alla S.Messa, dove si raduna, e nasce la comunità.
Va benissimo la chiesa-comunità, purchè resti un primo momento, necessario per l'accoglienza dei lontani o dei tiepidi.


fai nanche un'altra osservazione giustissima: L'enfasi sulla comunità...

Inserisco anche qui cosa ne dice, magistralmente, Romano Amerio:

"La riduzione dell’eucaristia a assemblea che fa memoria è il fatto dell’articolo 7 della Institutio generalis Missalis Romani promulgata da Paolo VI il 3 aprile 1969. Essa definisce la Messa in questi termini: « La Cena del Signore o Messa È LA SANTA ASSEMBLEA o riunione del popolo di Dio che si raduna sotto la presidenza del sacerdote per CELEBRARE IL MEMORIALE del Signore ». Si appoggia la definizione su Matth., 18, 20: « Dove si trovano due o tre radunati nel mio nome, io mi trovo in mezzo a loro ». La definizione della Institutio, che indubbiamente ha contenuto dogmatico, secondo dichiarazioni del card. Charles Journet, Paolo VI avrebbe confessato di averla sottoscritta senza leggerla. Come si sa ed è necessario, la massima parte dei documenti papali sono redatti dai collaboratori suoi e riveduti e talvolta anche fiduciariamente approvati dal Papa. La cosa non è incredibile, benché le circostanze e la natura del documento la facciano essere un hapax (un elemento unico che non si ripete -ndr) nella storia della Chiesa. La cognizione personale dell’atto che si sottoscrive è un dovere crescente o decrescente a seconda della natura del documento, che qui era un annesso di Costituzione Apostolica.

La molteplice censurabilità e l’incerta ortodossia di quella definizione, appariscenti all’analisi intrinseca, sono poi confermate a posteriori dalla ritrattazione fattane qualche mese dopo la promulgazione e della sua sostituzione con una formula dogmaticamente corretta. Il fatto di una tale quasi immediata ritrattazione non ha precedenti nei pronunciamenti dogmatici della Chiesa e se vi sono non pochi disdicimenti ed abiure di errori pratici e politici, come quelli di Pasquale II e di Pio VII, non vi sono esempi di una ritrattazione così nuova, sia perché concernente materia dogmatica, sia perché venuta così presto a eliminare la prima sentenza.
.....
– L’analisi della definizione rivela tosto la variazione dottrinale. Sino al Vaticano II tutte le teologie e tutti i catechismi definivano la Messa come il vero e proprio sacrificio con cui, per il ministero del sacerdote, il Cristo offre il suo corpo e il suo sangue al Padre in remissione dei nostri peccati. Nella Institutio invece la Messa cessa di essere atto sacrificale compiuto dal prete in persona Christi e viene identificata in un’assemblea: « Cena Domini vel Missa est synaxis ». Ometto di rilevare la novità del termine, frequentato dai protestanti, ma affatto ignoto al popolo cattolico. Rileverò l’incongruo logico emergente dal predicato. La Messa, che è un seguito di operazioni sacre, non può identificarsi in un’assemblea, adunata o da adunare, la quale è un’entità morale. Né si riduce a far memoria del Signore, perché la memoria è un fatto dell’ordine intenzionale. È vero che il Cristo comandò: « hoc facite in meam commemorationem » (Luc., 22, 19 e I Cor., 11, 24), ma il ricordare è conseguente al fare.

Non si comanda di ricordare quel che Cristo ha fatto, bensì di fare quel medesimo che il Cristo ha fatto (hoc facite) e di farlo per ricordare. L’imperativo ha per termine il fare e non già il ricordare.
È d’altronde significativo che nel Messale antico tutte le parole commemorative e operative del canone stiano sotto la rubrica infra actionem. La Messa è un’azione reale e la memoria è un fatto ideale a cui è finalizzata l’azione reale. Eppure il valore puramente anamnestico della Messa è proclamato dall’episcopato di intere nazioni e per esempio il Missel des dimanches edito dall’episcopato di Francia nel 1969 e riedito nel 1973 pronuncia espressamente che nella Messa « il n’est question que de faire mémoire de l’unique sacrifice déjà accompli ». È ad litteram la formula nudam commemorationem condannata dal Tridentino, sess. XXII, can. 3.
La concezione neoterica di cui risente l’articolo 7 della Institutio importa in fondo una soggettivazione del sacramento, giacché tacendo della transustanziazione ne tace la base extrasoggettiva.

Tutto si scioglie nel sentimento che l’assemblea ha della propria fede. La rinnovazione del sacrificio, che nella dottrina tradizionale si realizza in senso vero e proprio, qui diviene rinnovazione metaforica e puramente mnemonica di esso. Tale soggettivismo eucaristico ha però carattere sociale: non è il singolo ma la comunità in corpore che attualizza la presenza del Cristo. Superfluo osservare che Matth., 18, 20 richiamato nell’articolo 7 si riferisce alla presenza morale del Cristo nella Chiesa, e non alla presenza reale nel sacramento,

mic ha detto...

Un pensiero affettuoso e fraterno per Caterina, con gli auguri più belli, nel Signore, per la festa familiare e per la sua salute!:)

mic ha detto...

Ancora da Romano Amerio (e non è altro che la riprova di ciò che abbiamo sempre sostenuto):

"270. La degradazione del sacro. – Se il pane eucaristico non è che il pane a cui si aggiunge una nuova finalità, il Santissimo, cioè il Sacro sussistente, dilegua del tutto. La disposizione morale con cui il popolo cristiano guardava al Sacramento variò nei secoli, ma sempre dentro un’invariabile di riverenza, di tremore, di profonda tenerezza religiosa del tutto aliena dalla tendenza neoterica che ravvisa nell’eucaristia un pasto d’agape, in cui si celebra l’unione d’amore della comunità. Si avanza sino a sostenere la presenza di Cristo nella comunità stretta dalla carità fraterna.

Il tentativo di rappresentare la Cena del Signore come una celebrazione di amicizia e di allegrezza dà luogo oggi a sacrileghi convegni conviviali in cui promiscuità di materie, arbitrio di gesti, illegittimità di consacratori, profanità di luoghi e di modi costituiscono uno scandalo e una tristizia nella Chiesa. In realtà l’ultima cena fu un atto supremo di amore divino, ma fu evento tragico. Si svolgeva infatti nel presentimento del deicidio, nell’ombra del tradimento, nello spavento dei discepoli incerti della loro propria fedeltà al Maestro, nello sgomento prelusivo al sudore di sangue del Getsemani. L’arte cristiana ha d’altronde figurato sempre l’Ultima Cena come un evento tragico e non come un convivio giocondo.
....
E se l’eucaristia è, come è, il fastigio del sacro e la riduzione di tutto il regno delle anime alla Monade essenziale, è da dire che la crisi della Chiesa è crisi dell’eucaristia, crisi della fede nell’eucaristia, includendo questa crisi tutto lo sreligionamento e il dissacramento che le molteplici variazioni partoriscono poi visibilmente."
______________
è una delle voci cristiane cattoliche messe a tacere per lunghi anni ma che ora, insieme ad altri veri maestri, tornano a farsi sentire - insieme a quella di Benedetto XVI - per aiutarci ad essere da antidoto al veleno instillato nella Chiesa dai 'cattivi maestri' e dai 'falsi profeti'

Michela ha detto...

dice Stephanos
"L'Espressione nella RICEZIONE di questo GRANDISSIMO DONO ha un senso profondo e non è solo accidentale. Il Culto dà FORMA al DOGMA. Il Dogma RIMANDA AL SIGNORE, Vivo e Vero. UNO E NON MANIPOLABILE. Il Culto aspetta di ESSERE AMATO come si Ama il Signore, che lo DONA. Il Datore di Doni, lo Spirito di Dio, attende l'AMORE DEI SUOI.

Ma l'Amore NON SI IMPONE. Per cui nulla è AUTOMATICO. Ma tutto attende di essere riportato al VERO."

intendevo dire che io vivo qui ed ora, posso conoscere il Signore solo attraverso QUESTA liturgia e QUESTA chiesa, e non posso pensare che in questa generazione non ci è dato di conoscerLo ed amarLo, solo perchè qualche vescovo e/o studioso ha sbagliato qualcosa.
E come esempio ho riportato la crisi che è precedente al concilio, e che riguarda anche la chiesa ortodossa, che non ha mai modificato nulla.
Volevo prendere le distanze sia da una riduzione della chiesa alla sola dimensione comunitaria, sia dalla chiesa depositaria di una liturgia o tradizione 'perfetta', perchè niente nella chiesa è mai stato perfetto ( per fortuna!).
Del resto non è un caso che ci riconosciamo nella croce, dove l'orizzontalità si incontra con la verticalità.

chisolm ha detto...

Grano e zizzania crescono insieme, come insegna la parabola.
Certe volte mi viene di pensare ad una altra applicazione metaforica del brano.

Se volete, è come voler produrre il pane eucaristico col grano buono e quello pseudo-eucaristico con la zizzania, così simile al grano da confondersi con esso nella crescita.

Attorno a quel pane, tanto antico, si tesse la trama eucaristica: Cristo che diviene pane e come pane si offre.
Esiste una storia antica, un tesoro di gestualità, di silenzi, di inginocchiamenti, d'alzarsi in piedi, di tintinnare di campanelli all'elevazione, di volute di incenso che scortano verso il cielo intenzioni, epiclesi e preghiere mute.

Esistono tenui candele e lumini rossi tremuli come budini incandescenti, esistono canti a più voci nei quali la prece cancella ogni stonatura.

Esisteva, perché parlo della mia infanzia liturgica, lo stupore d'abitare la casa di Dio, lo sgomento di non poter fuggire dal suo sguardo, la gioia di non volercisi sottrarre, il desiderio che la domenica successiva giungesse in fretta.

Esisteva, perché mi rifaccio a quell'infanzia liturgica tanto lontana, la sensazione psicologica d'essere nella corretta fequenza dialogica, senza rumori di tamburi, chitarre e microfoni a 4000 watt.

C'era l'amen corale che, come un grande vescovo disse, rimbalzava da colonna a colonna come l'eco della risacca.

C'erano altari definiti, mensa e Golgota, lineari, marmorei, austeri e semplici. C'erano mani giunte e le mosse del celebrante precise come un ruotar di walzer.
Avevo la sensazione d'essere al centro di una meravigliosa coreografia nella quale ognuno era primo ballerino e prima donna, senza offuscare gli altri.

Avevo, all'ite missa est, la sensazione d'aver visionato uno degli appartamenti del condomino di Dio, d'esserne rimasto contento, di voler stipulare un mutuo vitalizio con Lui e con Lui abitare nella sua casa per tutti i giorni della mia vita.

Scusate questa botta di nostalgia, ma la dovevo a mia nonna, mia prima catechista che passò più di una notte a cucirmi il vestito per la prima comunione, fatta di pane buono e consacrata secondo la giusta ricetta...

Chisolm

Stephanos78 ha detto...

Grazie, Chisolm, per questa tua esposizione splendida! Rende l'idea... Davvero. Anche se le parole umane non bastano mai...

mic ha detto...

Guardate lo scempio cui è non solo indifferente ma partecipe il vescovo di Vienna!
Del resto non era uno di quelli presenti alla Domus Galileae?

http://rorate-caeli.blogspot.com/2008/11/in-viennese-tradition.html

Stephanos78 ha detto...

intendevo dire che io vivo qui ed ora, posso conoscere il Signore solo attraverso QUESTA liturgia e QUESTA chiesa, e non posso pensare che in questa generazione non ci è dato di conoscerLo ed amarLo, solo perchè qualche vescovo e/o studioso ha sbagliato qualcosa.
E come esempio ho riportato la crisi che è precedente al concilio


Cara Michela, il Signore non si "imprigiona" e non si fa "imprigionare"! E' LIBERO! Sommamente Libero! Noi siamo Liberi, perchè Lui è Libero! La nostra Libertà è Ordinata all'Amore! E non c'è Amore se non è LIBERO.

Ovviamente, il Signore non lascierà che l'UOMO lo "copra completamente". All'Uomo il Signore si è Rivelato per quello che è! Per cui in un CUORE INDIVISO il Signore non mancherà, a mia opinione, di rendersi "Presente", dare le "coordinate per trovarlo", nonostante tutto.

E' quello che mi è capitato, nonostante io sia tutt'altro che "santo"! Io ho partecipato alle "celebrazioni" del CnC, e nonostante questo ho "avvertito" il Signore vicino! Prorpio perchè lo "avvertivo", sentivo il disagio di quelle celebrazioni!

Inoltre, sempre perchè il Signore è Libero, non si "Conosce" attraverso i RITI DEGLI UOMINI! Ma attraverso il SUO CULTO, nella Chiesa di sempre! Altrimenti non si conosce il Signore, ma un suo SIMULACRO! Io, in CnC, ho conosciuto il SIMULACRO di "UN" Cristo che non era quello "VERO"!

Il fatto è che nelle situazioni in cui Verità e Falsità si MESCOLANO, a volte molto "bene", si può sempre o appoggiarsi in quella "parte di Vero" per poi PROGREDIRE e arrivare alla Pienezza, oppure degenerare nella "parte di falso" per poi deviare completamente.

In questo l'accoglienza della Grazia da parte nostra gioca un ruolo fondamentale! Se la Verità Tutta Intera è affiancata da inganni, non è però eliminata! Quindi non si può IMPRIGIONARE LA GRAZIA che "fa quello che vuole con chi vuole", se corrisposta.

Il problema è che gli "errori" non sono così marginali. Gli "studiosi" hanno deformato il Volto del Signore per far celebrare loro stessi, nel Rito!

Il NOM è stato "corretto" più volte da Paolo VI, Giovanni Paolo II. Questo è stato definito un UNICUM in tutta la storia della Chiesa. In questa ultima Edizione si notano maggiormente i "raccordi" di cui parla il Santo Padre. Ma molte deformazioni e ambiguità permangono. Per cui si dovranno rimuovere per ANDARE AVANTI.

Qui nessuno dice che "prima del Concilio" ci fosse la panacea di tutti i mali! Come "dopo il Concilio" non c'è stata la "primavera"! Non si "assolutizzano" ideologie!

Lo Sviluppo della Liturgia è affidato a quelli che con una bella immagine sono stati chiamati "restauratori" e "CURATORI" della bellezza dell' "affersco" non DIPINTO DA MANO UMANA!

E i Litrugisti, i Sacri Pastori, gli "addetti" SOLO QUESTO POSSONO E DEVONO FARE!

Per cui la Riforma sicuramente va operata (ma la Chiesa è sempre "in riforma"!). Ma secondo la Volontà di Dio, non degli uomini!

C'è l'esigenza della Riforma delle Lectio della Messa. MA NON COME ORA, che è stato creato addirittura un Libro Liturgico SEPARATO DAL MESSALE, per la lettura della Parola! Si possono proclamare anche in vernacolo (del resto è quello che afferma il SAnto PAdre stesso!), MA NON SOLO! E non come adesso! Il rischio di far "deviare" la Messa dal Culto al "meeting" è troppo concreto ed è evidente da quello che vediamo!
Le parti dei Fedeli anche quelle in vernacolo, quando serve e non in assoluto!
Ci sono cose che si POSSONO "aggiustare" (lo dice il Papa, non io) ma sempre nel SOLCO! Sempre NELL'UNICO MESSALE. Che invece non è rimasto UNICO.
La disposizione interna delle "aree liturgiche" si può rivedere. MA NON COME OGGI! L'altare deve rimanere, la Croce e il Tabernacolo sull'Altare anche. L'Orientamento COMUNE almeno al Canone, guardando la Santa Croce sull'Altare.

Insomma, si possono fare RIFORME SEMPRE. E noi ne siamo ben LIETI che esse vengano per il nostro bene!
Non siamo "lieti" quando vengono "adorati" culti di UOMINI, religioni "atee".

Michela ha detto...

"Per cui in un CUORE INDIVISO il Signore non mancherà, a mia opinione, di rendersi "Presente", dare le "coordinate per trovarlo", nonostante tutto."

invece si renderà presente anche a chi ha un cuore diviso, anche a chi è nel cammino, anche a chi....
Non solo grano e zizzania convivono, ma non si può più dire qual è il grano e quale la zizzania.
E' un tempo di purificazione, è sceso un velo sugli occhi di molti.
Io condivido, in fondo, quello che dite, ma domani, quando incontro le persone, cosa gli dico?
Penso sempre alle persone che incontro in questa chiesa, e a quelli che vorrebbero avvicinarsi, e mi chiedo se questi post mi possono aiutare, o se mi danno solo l'idea di una casa in rovina.

mic ha detto...

Io condivido, in fondo, quello che dite, ma domani, quando incontro le persone, cosa gli dico?

ad ogni persona non ti mancherà di dire quello che ti viene dal cuore come fai qui!

Penso sempre alle persone che incontro in questa chiesa, e a quelli che vorrebbero avvicinarsi, e mi chiedo se questi post mi possono aiutare, o se mi danno solo l'idea di una casa in rovina.

se i post danno l'idea di una casa in rovina, può darsi che la casa sia in rovina davvero e prendere atto del problema è già l'inizio per la soluzione

L'unica cosa di cui siamo certi, pur constatando la crisi che viviamo, è che non vincerà la rovina!

Stephanos78 ha detto...

Per Michela:

Dalla Legenda Major di San Bonaventura-Vita del Serafico Padre Francesco d'Assisi:

...Il servo dell'Altissimo, in questa sua nuova esperienza, non aveva altra guida, se non Cristo, perciò Cristo, nella sua clemenza, volle nuovamente visitarlo con la dolcezza della sua grazia.
Un giorno era uscito nella campagna per meditare. Trovandosi a passare vicino alla chiesa di San Damiano, che minacciava rovina, vecchia com'era, spinto dall'impulso dello Spirito Santo, vi entrò per pregare. Pregando inginocchiato davanti all'immagine del Crocifisso, si sentì invadere da una grande consolazione spirituale e, mentre fissava gli occhi pieni di lacrime nella croce del Signore, udì con gli orecchi del corpo una voce scendere verso di lui dalla croce e dirgli per tre volte: “ Francesco, va e ripara la mia chiesa che, come vedi, è tutta in rovina! ”.

Non siamo San Francesco. Ma possiamo chiedere la sua intercessione perchè la rovina NON HA L'ULTIMA PAROLA!

Il Santo Padre Benedetto è la Testimonianza che la Rovina non prevarrà! San Francesco, San Pio, sono la Testimonianza che la Rovina NON PREVARRA'! Non è la Chiesa "rovinata". Sono gli UOMINI che mostrano le rovine di LORO STESSI, chiamandole "Chiesa".

La Rovina è ciò che si allontana dalla Chiesa! Ma la Tradizione Viva ESISTE! Quindi la rovina NON PREVARRA'!

A chi domanda, cosa dire? Che la Tradizione Viva ESISTE e che il Signore è BUONO con noi che non lo siamo e che ci ribelliamo a Lui, e facciamo FETICCI invece che Adorarlo per AVERE DA LUI FORZA E AMORE.

Il Signore si è Rivelato a Tutti e la Rivelazione è stata consegnata alla Chiesa al cui Capo c'è Pietro. Il Signore è Libero è fa "ciò che Vuole". Per cui pensa anche a chi ha il cuore diviso, ai Nc, a tutti. Ma certamente non POSSIAMO DEFORMARLO e non possiamo PRETENDERE che il Signore siamo NOI con le nostre RELIGIONI ATEE, quando celebriamo noi stessi in riti dove il Signore viene lasciato alla porta...

A chi è IN BUONA FEDE, pensa il Signore. Anche però con la collaborazione dei suoi Fedeli, per mezzo dei quali, se trasmettono la Verità, Egli opera. Ognuno, ovviamente, con il Talento DATO. Nessuno uguale all'altro. Tutti nel proprio AMBITO, secondo la vocazioni di Ognuno.

La Carità Nella Verità sia la nostra Luce.

Caterina63 ha detto...

Ecchime ....ecchime....provata ma integra^___^

al caro Chisolm regalo questo:

http://www.oriensforum.com/index.php?topic=402.msg3770#msg3770

ma anche per voi eh! specialmente l'immagnine....^___^

Restando sulle orme tracciate da Chisolm, oggi mi hanno riscontrato l'anemia mediterranea...pazienza, ma riflettevo sui suoi ricordi e mi sembra di riscontrare attinenza...^___^

In sostanza leggendo le parole di Ratzinger in apertura thread e i ricordi di Chisolm, è come se fosse avvenuta una sorta di ANEMIA EUCARISTICA, anemia del senso del Sacro....e ci siamo come SBIADITI... e sono avvenute delle emorragie che san Paolo definisce in "apostasia", ossia allontanarsi dalla sana dottrina per aderire a qualcos'altro....
non a caso san Paolo termina il brano della Lettera ai Tessalonicesi invitando a CONSERVARE LA TRADIZIONE, a tramandarla, ad attenersi ad essa ricevuta sia a parole che con lettera inviata da "LORO"...

Quando tutto questo viene a mancare è come una anemia ed è inevitabile che si soffra di questo, l'organismo(=Chiesa) ne soffre e con Essa LE MEMBRA...

Sempre non a caso Cristo ci dona il suo...SANGUE... ricco di ferro ^___^ SANO, INCORRUTTIBILE, risanatore...ci dona il suo CORPO, così quando il nostro fosse ridotto anche all'estremo, se è LUI a vivere in noi, le MEMBRA RESISTONO ad ogni tipo di anemia...
^__^

Fraternamente CaterinaLD

Caterina63 ha detto...

Michela ha detto...
Secondo me la chiave del problema è la testimonianza.
A che serve lamentarsi per la comunione sulla mano, quando c'è un documento del papa che la permette?
Invece dove è finita l'adorazione Eucaristica?
Non ho mai visto un sacerdote inginocchiato a pregare in chiesa.
Gli incontri parrocchiali dei vari gruppi non si concludono mai con l'adorazione in chiesa.
La catechesi parrocchiale è incentrata sulla chiesa-comunità e quindi insiste sulla partecipazione alla S.Messa, dove si raduna, e nasce la comunità.
Va benissimo la chiesa-comunità, purchè resti un primo momento, necessario per l'accoglienza dei lontani o dei tiepidi.
Poi ci vuole un Tabernacolo ben visibile, in modo che le persone possano sostare in silenzio, altrimenti come si fa a capire, noi per primi, e a far comprendere agli altri cosa siamo venuti a fare in chiesa? Solo una festa? un incontro tra amici?

*****************************

Riporto queste parole e domande di Michela dal thread sotto perchè le ritengo molto importanti....

Io stessa ho lamentato sovente nella mia esperieza quotidiana: ma i sacerdoti, quando c'è l'Adorazione Eucaristica, dove stanno?
Ho potuto vedere con i miei occhi come dagli anni '70 a quelli '80 i sacerdoti siano lentamente scomparsi da queste attività...
loro ci avevano insegnato a pregare il Rosario ed all'Adoraione e poi? poi finì che ci lasciavano SOLI....ho veduto come essi venivano, ponevano l'Ostensorio sull'altare E SE NE ANDAVANO VIA per ritornare a benedire....per non parlare del rosario lasciato poi alle "vecchiette" ....."loro se ne occupano" ci sentivamo rispondere...e i sacerdoti? Non avevano anch'essi BISOGNO di pregare e di adorare CON il popolo riunito?
No, i sacerdoti non scarseggiavano, avevano ALTRO DA FARE...dovevano occuparsi delle questioni SOCIALI LASCIANDO AD ALTRI OCCUPAZIONI DEVOZIONALI VISTE ORA COME UNA PERDITA DI TEMPO....

Non a caso Giovanni Paolo II dovette occuparsi anche di far rilevare questa gravissima mancanza...arrivò a ricordare che il sacerdote che non sgrana il Rosario, che non si fa vedere con il Rosario in mano che non si fa vedere in ginocchio davanti all'Eucarestia E' UN CATTIVO SACERDOTE....

quando un veggente chiese alla Vergine Maria come avrebbe potuto riconoscere il sacerdote che doveva diventare suo confessore, la Vergine rispose: lo riconoscerai dalla corona del rosario che porta in mano e lo troverai IN GINOCCHIO DAVANTI AL DIVINO MISTERO....e aggiunse la Sata Vergine: questi sono i santi Sacerdoti, veri servi del mio Figlio....

Coraggio SACERDOTI......queste sono le vostre armi, queste sono le armi che dovete testimoniarci, lo vide anche san Giovanni Bosco nel suo sogno delle due colonne: MARIA=IL ROSARIO E L'EUCARESTIA...

^___^

Fraternamente CaterinaLD

Michela ha detto...

Quante prove per Caterina e per tutti!!
Vuol dire che il Signore non si dimentica di noi :)

Mi è piaciuta questa tua frase, Stephanos:
Non è la Chiesa "rovinata". Sono gli UOMINI che mostrano le rovine di LORO STESSI, chiamandole "Chiesa".

Stephanos78 ha detto...

Ecco Michela.

Voglio mostrarti delle Immagini, Simboliche, che magari spiegano meglio quello che cerco di dire con le parole. Ma che spero sia riuscito a far capire.

Questo è il "Luogo dell'Incontro" con Colui che ha tanto amato l'Uomo da dare il Suo Sangue Benedetto. Questa è la "Casa del Padre" dove si realizza la Parola del Salmo:
"Per me un giorno nei tuoi Atri vale più che altri mille altrove...Perchè abitare nella tua Case è meglio che abitare nei palazzi dei potenti"
Questo è il "Luogo dell'Adorazione", del Sacro Altare di Dio ove è Presente, VIVO E VERO, non un Simulacro UMANO ma IL SIGNORE GESU'!
Qui il Signore è AMATO E RISPETTATO, almeno nella "forma" (che comunque dovrebbe esprimere l'atteggiamento del Cuore, ma questo è relativo alla LIbertà di cui parlavamo), lasciando che Egli sia quello che E'!

Qui invece dove sta l'Incontro con il Signore Vivo e vero? Il vero "rendimento di Grazie" per il Suo Sacrificio redentore? Si celebra l'UOMO e il suo "sentimento". Ma l'Incontro con il Cristo VIVO E VERO dove sta?

Guarda quanta differenza, non accidentale, tra la Teologia che FONDA l'architettura sacra e quella che fonda le architetture umane!

Per questo noi seguitiamo a gridare, come nel Vangelo: "Vogliamo Vedere Gesù"! Solo LUI Salva! Solo Gesù è tutto in tutti! Solo Gesù è il nostro Dio! Solo Gesù AMA "fino alla Morte di Croce" e solo il SUO SANGUE rinnovato sugli altari è per noi PEGNO e LAVACRO.

E ci uniamo ai Magi, ogni volta che entriamo nelle Sacre Chiese: "Siamo Venuti per Adorarlo"
Ogni Santa Messa, riecheggia questo Versetto del Vangelo nel mio Cuore!
Ogni Santa Messa si rinnova la Pentecoste, scaturita dal Cuore Trafitto di Gesù! Il Signore, Morto e Risorto, dona il Suo Spirito Santo e dà l' "abbondanza della Grazia" di Paolina memoria.

Quella è "per il Bene Nostro e di tutta la Sua Santa Chiesa".

Non sono "per il bene nostro" i SIMULACRI.

Caterina63 ha detto...

Caro Stephanos.....nei due casi da te riportati possiamo dire questo:

nel primo caso con la foto è chiaro e lampante: abita il Re dei Re!

nel secondo caso sempre con foto, poichè non TROVIAMO IL TABERNACOLO, certamente dobbiamo sperare che l'incontro con Cristo c'è, ma appunto si tratta di SPERARE....

ergo nel primo caso NON abbiam dubbi, nel secondo non mi pronuncio, ma proprio per questo NON ci vado ^___^

Stephanos78 ha detto...

ergo nel primo caso NON abbiam dubbi, nel secondo non mi pronuncio, ma proprio per questo NON ci vado

...e fai bene.

Come stai? Dio ti accompagni e ti prego, pensa anche a me e mia moglie mentre offri le tue croci al Signore.

Fraternamente.

Caterina63 ha detto...

^__^ non porto mai la croce da sola, tranquillo Stephanos....ci sei tu ed anche un carissimo amico NC con la quale la condivido....^___^

e ci sono tutti coloro che in qualche modo la Provvidenza mi pone sulle proprie strade...^___^

Un giorno un sacerdote di venerata e santa memoria, a proposito della Liturgia mi disse:
" Il problema di oggi è che tutti vogliono fare COMUNIONE, ma la maggior parte dimentica un particolare importante e cioè, che per fare questa Comunione, occorre patire prima sulla Croce...e così hanno tolto la Croce e si sono tenuti la COMUNIONE, una forma protestante nascosta per dire: sola fede e non le opere, ossia solo fede nella comunità, non importa l'opera liturgica..."

chiaro no?