lunedì 10 novembre 2008

LA MESSA E' FINITA?

Cosmonauta Mario Rossi a Pianeta Terra.

Oggi pomeriggio volevo andare a una partita di calcio, uno sport che sul pianeta Gaia chiamano calcetto. I manifesti ai muri promettevano un incontro tra due squadre di rango e non sono riuscito a resistere. Non sapevo dove si trovasse il palazzetto dello sport, ma mi son detto che non sarebbe stato difficile individuarlo. Infatti, avviandomi verso la periferia della città, ho visto la gran costruzione in cemento che cercavo.
Poco dopo sono arrivati i primi tifosi. Qualcuno portava dei cartelloni, altri chitarre e tamburelli per sostenere la loro squadra. L'atmosfera si è riscaldata con bellissime canzoni e danze molto allegre, ma le squadre non accennavano ad entrare in campo. Ho chiesto al mio vicino quando si sarebbe cominciato e quello mi ha risposto che dipendeva dal prete. "Guarda come son religiosi qui" mi son detto. " I preti fanno assistenza persino nei palazzetti dello sport." Al momento giusto è entrato quello che poi ho capito essere il prete e ha cominciato un fitto e lungo dialogo con i presenti, che ogni tanto esternavano e ogni tanto cantavano.
"E la partita?" ho chiesto impaziente al mio vicino. "Ma quale partita?" ha ribattuto lui. "Pensa te! Questo viene a Messa e pretende di vedere la partita. Ma da dove arrivi? " Ho cercato di giustificarmi: "Vuol dire che ho sbagliato orario, non sapevo che proprio a quest'ora il palazzetto dello sport lo prestassero per la Messa. Avete degli amministratori molto religiosi". Il vicino mi ha guardato male: "Guarda che questa è la chiesa, non il palazzetto dello sport! Non vedi l'altare?"
Quando sono usciti tutti (dopo la danza finale), mi sono aggirato per la chiesa in cerca dell'altare. Ma, un po' per il buio e un po' per la figuraccia, non sono stato capace di trovarlo.

(Da Gnocchi e Palmaro: Il pianeta delle scimmie, 2008)

23 commenti:

Francesco ha detto...

Al di là del paradosso (mica tanto) descritto da Gnocchi e Palmaro, la "celebrazione" neocatecumenale può legittimamente concludersi secondo voi con un "Ite MISSA est"?

Michela ha detto...

cito dall' ultimo post di Caterina

Ha ragione Ratzinger: “Là dove irrompe l’applauso per l’opera umana nella liturgia, si è di fronte a un segno sicuro che si è del tutto perduta l’essenza della liturgia e la si è sostituita con una sorta di intrattenimento a sfondo religioso”.
Qualche Vescovo avrebbe il coraggio di andare in controtendenza?


Bellissima questa frase
Comunque comincia ad esserci insofferenza per eccessive libertà nelle liturgie, qualche segnale di cambiamento c'è e si comincia a vedere.

Caterina63 ha detto...

....interessante la storiella di Gnocchi e Palmaro....sempre pungenti al punto giusto ^___^

Ho visto tutti gli episodi de Il Pianeta delle scimmie e mi ha sempre lasciato con l'amaro in bocca...direi anche angoscia....direi che è il nostro ritratto quando appunto sul pianeta GAIA mettiamo da parte Dio per avanzare con ...l' IO....

mic ha detto...

Se vuoi una risposta: la messa di cui parliamo non è finita, soprattutto perché non è mai cominciata... dato che non è una vera messa, è un nuovo rito

Dovremmo poter dire "La messa non è finita" soprattutto per la ri-scoperta e la diffusione della "Messa di sempre", che il Papa ha scritto esplicitamente "non è mai stata abrogata", ma stranamente hanno fatto di tutto per dimenticarla tentando perfino di soffocerne il ricorso...

Ora lui sta attingendo copiosamente ad alcuni dei tesori irrinunciabili per una logikè latrèia come diceva Paolo (riferendolo alla vita offerta come sacrificio vivo, perenne, gradito a Dio), ma le 'orecchie per intendere' sembrano scarseggiare. Che debba passare questa generazione così inquinata anche nei sacerdoti, alias presbiteri e nei vescovi e forse pure cardinali?

Gert ha detto...

Blogger Francesco ha detto...

Al di là del paradosso (mica tanto) descritto da Gnocchi e Palmaro, la "celebrazione" neocatecumenale può legittimamente concludersi secondo voi con un "Ite MISSA est"?

--------------

NO,la celebrazione neocatecumenale NON può concludersi con la formula di con gedo "Ite, missa est"(peraltro da loro coerentemente mai usata), per seguenti semplicissime ragioni:

1.la MESSA della tradizione ecclesiale non coincide ,se non in piccola parte, con la c"celebrazione " neocatecumenale;

2.le prescrizioni di Arinze,pur essendo rimate lettera morta, conservano intatto il loro vigore prescrittivo(come ha avuto modo di spiegare Caterina 63),pertanto il non seguirle vanifica la legittimità della celebrazione;

3.la "celebrazione" neocatecumenale assume e mantiene valore solo nell'atto consacratorio (che conserva validità ex opere operato).

chisolm ha detto...

"Guarda che questa è la chiesa, non il palazzetto dello sport! Non vedi l'altare?"

Se uno si chiedesse: dove è domiciliata la mia fede, dove abita, qual'è il suo indirizzo?
Beh, un vecchio domenicano, tal Melchior Cano identificò i "10 luoghi teologici" come fonti della Rivelazione, il certificato di residenza della Rivelazione e della fede.
Si tratta di luoghi che non possono essere confusi col "palazzetto dello sport".

Quello che si legge nel brano d'apertura, riflette piuttosto l'ipotesi dell'antropologo Marc Augé, quando questi parla di "nonluoghi" quale frutto della submodernità. Alle chiese, al negozietto sotto casa, al piccolo bar, a tutto quei luoghi antropologici dove si coltivavano relazioni, si confermava la propria identità, si narrava la propria storia, si sono sostituiti i nonluoghi, appunto: centri commerciali, mezzi pubblici iperaffollati, campi profughi nei quali la massa soffoca i valori del singolo.

Anche un critico letterario, Bachtin, riferendosi alla letteratura, ha parlato di "carnevalizzazione del mondo".
Non solo nella narrativa si mescolano sacro e profano, spirituale e carnale, sublime e grottesco: ciò avviene anche nella religione, a farci caso...
Ecco, allora, che certe chiese (o certe liturgie) danno ragione all'illustre critico russo.

Non ricordo se di questo avevo già accennato in un post precedente, ma ho creduto valesse la pena tornarci un attimo.

Chisolm

mic ha detto...

3.la "celebrazione" neocatecumenale assume e mantiene valore solo nell'atto consacratorio (che conserva validità ex opere operato).

sempreché il sacerdote "abbia intenzione di fare quel che fa la Chiesa", perché la 'simbologia' che insegna Kiko conferisce alla Sacre specie appunto un valore 'simbolico', che quindi non ha nulla a che vedere con la Presenza reale e con la 'transustanziazione'

Questo è un aspetto grave e troppo ignorato da chi - pur preposto ad essere garante e custode della Fede - probabilmente ha interiorizzato la 'transignificazione' luterana e forse sono più numerosi di quanto non possiamo supporre;

il che ci deve indurre a continuare a 'custodire' e diffondere per come e quanto possibile il tesoro inestimabile della Tradizione cattolica!

Emma ha detto...

Scusatemi se vado fuori tema, ma per quel che riguarda la messa in scena della propria fede, ieri ho di nuovo notato fra i presenti all`Angelus un gruppo con due immensi, enormi, striscioni, inconfondibili striscioni neocatecumenali mi sono detta, ed effettivamente non mi sono sbagliata.
Benedetto XVI si è rivolto a loro senza nominare il cammino, semplicemente perchè era una parrocchia di Madrid, ma non bastava mettere il nome della parrocchia, doveva figurare la loro appartenenza al cammino in lettere capitali.
Se il cammino neocatecumenale non è un movimento, come CL, un`associazione di laici, ma un`entità spirituale al servizio della parrocchia, sarebbe bene che in coerenza, cessi il suo modo così plateale, di distinguersi dal resto dei fedeli.

mic ha detto...

Grazie Chisolm. Dici:

Anche un critico letterario, Bachtin, riferendosi alla letteratura, ha parlato di "carnevalizzazione del mondo".
Non solo nella narrativa si mescolano sacro e profano, spirituale e carnale, sublime e grottesco: ciò avviene anche nella religione, a farci caso...


purtroppo sembra una caratteristica ormai consolidata nella nostra cultura, quella che vede la 'spettacolarizzazione' di ogni aspetto della vita, con ogni probabilità 'indotto' anche dal posto e dal 'ruolo' invasivo nella vita quotidiana assunta dai media, soprattutto dalla televisione.

A me sembra che ci si stia abituando con troppa assuefazione e poca o nulla reazione, al prevalere della 'rappresentazione' della realtà sulla realtà stessa.. Non so se sei d'accordo.

Trovo che questo provochi un 'centrarsi' più su se stessi e sulle 'sensazioni', spesso sul 'sensazionalismo' che sulla realtà e sul pensiero e quindi sulla Verità... Vedi anche le liturgie novative centrate sull'Assemblea anziché sul Signore

si determina quindi la prevalenza dell'immagine sull'idea (pensiero), e parallelamente il prevalere dell'azione sul pensiero, mi capisci?

E pensiamo quanto questo sia deleterio e deformante sullo sviluppo della persona se - come si dovrebbe - riconduciamo il tutto al fatto che la seconda persona della SS. Trinità, il Figlio, è tanto Verbum (Parola e Fatto proveniente dal pensiero) quanto Imago (nel quale il Padre si compiace)...

Tutte le 'deformazioni' del campo metafisico trasposte in quello materiale, non possono che portare confusione e sovvertimento...

E, oggi, sembra non ci sia nemmeno più consapevolezza né attenzione alla Metafisica... è un 'vulnus' non da poco di cui stiamo subendo le conseguenze su tutti i piani e gli aspetti della realtà: non solo religiosi, ma anche etici, scientifici, culturali, politici, relazionali...

Il modello autentico della Relazione Vivente è la SS. Trinità; se lo stravolgiamo, sono intuibili le conseguenze...
credo abbia iniziato Cartesio... ma c'è chi ne attua gli sviluppi e sono pochi i restauratori

chisolm ha detto...

"si determina quindi la prevalenza dell'immagine sull'idea (pensiero), e parallelamente il prevalere dell'azione sul pensiero, mi capisci?"

Certo che capisco.
Si è perduto, almeno in molti casi, il senso della realtà.
Infatti, Cartesio è stato l'inizio.
Per dire che un paesaggio è bello, spesso diciamo: "Guarda che bello: sembra una cartolina!.

E' uno stravolgimento: ad una cartolina bella si dovrebbe dire: "Toh! Sembra un paesaggio vero!"

Così per certi gruppi ecclesiali: "Guarda che bello: sembra la Chiesa...
Appunto... Sembra la "cartolina" cartesiana della Chiesa...

Per quello che riguarda poi la fede trinitaria, il problema è che si deve recuperare un linguaggio trinitario.
I Padri Cappadoci ci riuscivano abbastanza bene: oggi, passare dall'immanenza all'economia e dall'economia all'immanenza è un esercizio di stile per pochi, mentre dovrebbe essere la grammatica per tutti.

Chisolm

mic ha detto...

Un altro contributo del Papa al ruolo ed al rispetto degli edifici sacri, 'luogo' di un incontro speciale che edifica noi come 'pietre vive' della Chiesa 'luogo' spirituale...

“Ogni comunità ha il dovere di custodire con cura i propri edifici sacri, che costituiscono un prezioso patrimonio religioso e storico”. Lo ha detto ieri il Papa, che prima di recitare l’Angelus si è riferito alla festa della dedicazione della Basilica Lateranense, "madre e capo di tutte le chiese dell’Urbe e dell’Orbe", la prima basilica costruita dopo l’editto di Costantino del 313. “Il tempio di mattoni – ha commentato il Santo Padre - è simbolo della Chiesa viva, la comunità cristiana”. “La bellezza e l’armonia delle chiese, destinate a rendere lode a Dio - le parole del Pontefice - invita anche noi esseri umani, limitati e peccatori, a convertirci per formare un ‘cosmo’, una costruzione bene ordinata, in stretta comunione con Gesù, che è il vero Santo dei Santi”. Nella liturgia eucaristica, in particolare, “la Chiesa di pietre vive si edifica nella verità e nella carità e viene interiormente plasmata dallo Spirito Santo. Se vive nell’unità sincera e fraterna, diventa così sacrificio spirituale gradito a Dio”. Se, dunque, “Dio vuole edificarsi nel mondo un tempio spirituale, una comunità che lo adori in spirito e verità”, la ricorrenza di ieri, ha concluso il Papa, “ci ricorda anche l’importanza degli edifici materiali, in cui le comunità si raccolgono per celebrare le lodi di Dio”. "

Caterina63 ha detto...

....i punti riflessi da Chisolm li troviamo in tre libri:
Rapporto sulla Fede; l'intervista a Ratzinger fattada Messori, al capitolo Liturgia Ratzinger descrive questo aspetto del "nonluogo"....

Lo spirito della Lituria di Ratzinger nel quale il cardinale di allora descriveva questo PERDERSI dei cristiani, e più nettamentedel cattolico, in materia di sacro non più semplicemente mischiato al profano, ma proprio SOSTITUITO faendoci perdere la nostra IDENTITA'...;

e il libro recente di mons. Nicola Bux, citato nel thread sotto "La riforma di Benedetto XVI" nel quale don Bux descrive nientemeno le critiche fatte da certi liturgisti a Benedetto XVI quasi egli stesse compiendo UNA INGERENZA nell'occuparsi di Liturgia poichè si è dissociata LA TEOLOGIA DAL SACRO....

e non per battere dove il dente duole ^___^ ma l'unico FONDATORE LAICO che ha deciso di fare a meno della TEOLOGIA nei riguardi delle catechesi sulla Liturgia e sulla Messa, guarda il "caso" si chama Kiko.....^___^

Interessante sarebbe se Chisolm potesse riassumere quei dieci punti di cui parlava....^___^

gliene sarei grata!

Riguardo al titolo-domanda....abbiamo postato un breve riassunto meditativo sulla risposta certa: LA MESSA NON E' FINITA! Mic sa dove è postato, in Documenti nel sito agganciato a questo Blog ^___^


Ciao CaterinaLD

Francesco ha detto...

Il titolo-domanda è di Gnocchi e Palmaro.

chisolm ha detto...

Interessante sarebbe se Chisolm potesse riassumere quei dieci punti di cui parlava....^___^



Locus theologicus
(Lat. « luogo teologico »)

I temi principali della fede cristiana (= luoghi comuni), o anche i princìpi fondamentali e le fonti per la teologia medievale, barocca e neoscolastica (e umanesimo del Rinascimento) nel presentare la dottrina in modo sistematico. In un'opera postuma, De locis theologicis (1563), Melchior Cano ha sviluppato l'impatto del nuovo umanesimo. Ha elencato sette loci che dipendono, direttamente o indirettamente, dall'autorità divina e dalla rivelazione:
a) la Parola di Dio nella Scrittura;
b) la tradizione degli Apostoli;
c) la Chiesa universale;
d) i Concili;
e) l'insegnamento del Papa;
f) i Padri della Chiesa;
g) i teologi e i canonisti.
Come aiuti aggiunti, Cano ricordava:
h) la ragione naturale;
i) i filosofi e i giuristi;
j) la storia e la tradizione.
Il metodo di Cano esercitò un grande influsso. Deve, però, lasciare più posto al mistero e inserire i temi della storia della salvezza e della liturgia.

In: Gerald O'Collins - Edward G. Farrugia
Dizionario sintetico di Teologia
Titolo originale: A Concise Dictionary of Theology
Published by Paulist Press, Mahwah,
New Jersey 07430, USA
Copyright 1991 by Gerald O'Collins
and Edward G. Farrugia
Traduzione di Luigi Melotti
Copyright 1995 Libreria Editrice Vaticana

mic ha detto...

Questo è l'interesante document, in tema con il thread, sulla cui citazione Caterina mi ha preceduto...

katartiko ha detto...

bla bla bla...ecc. ecc.

mic ha detto...

Dice Chisolm
I Padri Cappadoci ci riuscivano abbastanza bene: oggi, passare dall'immanenza all'economia e dall'economia all'immanenza è un esercizio di stile per pochi, mentre dovrebbe essere la grammatica per tutti.

Non solo loro ci riuscivano abbastanza bene... l'abbastanza è d'obbligo, tenendo conto che stiamo parlando di un grande Mistero... ma è un Mistero intelligibile - e nella sua massima larghezza altezza e profondità in Cristo Gesù - mai esauribile, ma sempre ulteriormente disvelantesi e anche incarnantesi man mano che lo contempliamo e lo viviamo...

Basterebbe tornare a lasciarsi ispirare dalle parole - essenziali, sobrie ed inequivocabili, agganciate alla realtà - della "Chiesa di sempre", invece che dal inguaggio immaginifico, fantasioso, immanentista e di conio soltanto umano, bypassando la Rivelazione, di molti cattivi maestri post-conciliari

mic ha detto...

Dice katartiko:
bla bla bla...ecc. ecc.

grande contributo!!!

E soprattutto di uno che si dimostra capace di grande comprensione dei contenuti!

Francesco ha detto...

@ Katartiko

bla bla bla bla.....

ti stai esercitando per le catechesi d'autunno?

Caterina63 ha detto...

Cosmonauta Mario Rossi a Pianeta Terra.....

venendo oradalentista...mi chiedevo come sarebbero organizzati su tal pianeta dentisti.....^___^ o cosa accadrebbe se, appunto, non ci si attenesse ognuno al suo specifico ruolo....RISPETTANDO LE REGOLE^__^

In Liturgia è la MADRE CHIESA che ha tratto dalle Scritture l'Ars Celebarndi, specialmente dall'Apocalisse, come spiega mons. Bux, nella quale abbiamo la LITURGIA CELESTE....
Al LAICO conviene l'OBBEDIENZA...
^___^

Caterina63 ha detto...

don Nicola Bux

È in atto una battaglia sulla liturgia: diversamente da quella che agli inizi del secolo scorso diede origine al movimento liturgico, la materia del contendere non è appena il rito romano antico.

Tuttavia il Santo Padre ci rassicura: la lotta per la corretta interpretazione e la degna celebrazione della sacra liturgia è necessaria in ogni generazione. È grande la posta in gioco: "giungere ad una riconciliazione interna nel seno della Chiesa" (Lettera apostolica circa il Motu proprio Summorum Pontificum, 7 luglio 2007), anche per portare a compimento la riforma liturgica. Lasceremo cadere l'invito, se amiamo veramente la Chiesa e la sacra liturgia?


L'Osservatore Romano - 18 novembre 2007

*********************

cosa e come risponderanno i NC?
^___^

mic ha detto...

Per chi è interessato a leggere l'intero documento citato da Caterina

Michela ha detto...

Non sempre sono in grado di leggere testi troppo lunghi,
però quello che ho colto, è che da sempre nella chiesa c'è una tensione tra 'antico' e 'nuovo', e il compito della gerarchia è mantenere un equilibrio impossibile tra le esigenze e le richieste delle varie parti della chiesa.
Queste tensioni, che nel momento in cui avvengono, danno l'impressione di un fallimento, alla lunga risultano vitali per la chiesa nella sua storia.
Ecco perchè i movimenti rigidi come il cammino, sono destinati a morire, perchè rispondono a bisogni limitati nel tempo e solo di alcune tipologie di persone.

P.S. in questo senso ho apprezzato la scazzottatura dei monaci a Gerusalemme: se non si deve litigare per Dio, per che cosa si deve litigare, cosa c'è di più importante?