mercoledì 8 agosto 2018

Come succede che, da fratello, tu diventi un perfetto estraneo

"La Chiesa è detta l'edificio di Dio […] Questa costruzione viene chiamata in varie maniere: casa di Dio, nella quale abita la sua FAMIGLIA la dimora di Dio nello Spirito, la dimora di Dio con gli uomini."
È molto bello aprire un discorso con una consapevolezza che fortifica, malgrado le storture neocatecumenali che mirano a raggirare il cattolicesimo in virtù del profano kikianesimo.

In questo thread ci appresteremo a presentare la crudeltà più detestabile che il cammino elargisce senza se e senza ma, si tratta di un tentativo di riforma neocatecumenale del concetto di famiglia, che se da una parte parla di accoglienza (astuta) dall'altra la rigetta categoricamente .
Chiariamo quindi la discussione in atto con una delle molteplici testimonianze pervenute sul web, inclusa di dati personali ma che per riservatezza non pubblicheremo. 
- "Mi ero sposata quando frequentavo il cammino ma poi mi sono trasferita negli Stati Uniti. Mio marito è deceduto due anni fa e sono tornata in Italia. Ero andata a salutarli e, siccome non ci siamo potuti sposare in chiesa per problemi di documenti, la prima cosa che mi ha detto uno dei catechisti non è stato mi dispiace ma: ah non vi siete sposati? Meglio così! Mi hanno anche detto, dopo due mesi dalla morte di mio marito, di trovare un altro marito. Mi forzavano ad andare in comunità dicendomi che altrimenti satana prende il sopravvento su di me. Sono sconvolta!"
Questa donna, colpita da una tragedia, appena atterrata in Italia si è diretta da coloro che reputava la sua famiglia - considerazione intima suscitata dal cammino stesso, il quale professa che le comunità rappresentano la vera ed unica famiglia. Infatti il contesto kikiano richiede la precedenza su qualunque altro fattore della vita - ma trova dinanzi a se la freddezza tipica dei camminanti, i quali non badano ai sentimenti bensì al frutto che il discepolo può apportare al cammino.

Il suo dolore viene sminuito dall'osservazione inopportuna di un catechista: "ah non vi siete sposati? Meglio così!", una riflessione vergognosa che non necessita di ulteriori commenti, si spiega già da sé. Il mancato matrimonio consente alla mente marcia dei catecumeni, a soli due mesi dal doloroso lutto, di infierire nuovamente con un consiglio a dir poco disdicevole, le propongono di affrettarsi a trovarsi un uomo, così da poter procreare a favore di kiko.

La nostra amica prosegue nella sua testimonianza:
- "La cosa peggiore è quando mi hanno detto che devo stare con un altro uomo, perchè non siamo fatti per stare da soli. Adesso che ho lasciato il cammino, oppressa dalle loro pretese, non mi salutano più, si girano dall'altra parte. Bei fratelli!"
Eh già, bei fratelli di melma, i quali accettano o rinnegano un membro a seconda delle loro esigenze.

Il saluto negato corrisponde ad un rifiuto della persona stessa, la quale mai viene amata sul serio nel cammino. Quanti di noi hanno ricevuto il medesimo trattamento? Ed il rispetto? Quella fratellanza continuamente proclamata che rende il cammino più importante anche di un figlio (se hai il figlio ammalato lo lasci per dirigerti in convivenza, sono le priorità neocatecumenali)? Che fine fanno gli anni sudati tra quelle mura in cui lo slogan "com'è bello come dà gioia, che i fratelli stiano insieme…" sembrava la vera essenza del vivere la comunità?

Chiaro e privo di emozioni sinteticamente kiko proclama:
- "Nel cammino si ubbidisce, se non ti piace vai via!"
Punto. Le persone vengono dapprima scarnificate fino all'osso delle loro più intime emozioni e questioni private, per poi venire strumentalizzate per far proliferare kiko di soddisfazioni terrene.
Che famiglia è mai questa che si destreggia tra mancanza di rispetto e assenza d'amore?

Poi esistono loro, i tanto agognati da argüello "figli del cammino", quei bambini che nascono sotto il segno di kiko ai quali viene negata una famiglia tradizionale in virtù della famiglia allargata neocatecumenale. Divengono bimbi vagabondi, condotti di casa in casa, salette in salette, alberghi in alberghi, pellegrinaggi ncn in pellegrinaggi ncn e così via.

Questa circostanza viene vissuta dai camminanti come una sorta di vantaggio, ma è solo un misero vagheggiamento mentale, infatti l'inganno sosta proprio nel fare apparire la comunità una famiglia che accoglie e che distribuisce le responsabilità su più fronti, dando la sensazione di alleggerimento dalle incombenze, quando così non è.

Di ogni mio ricordo chiamo a testimonianza il buon Dio, poichè non appaia, data l'assurdità reale presente nel cammino, che si enfatizzi per opportunismo, oh no, il Signore ben sa. Quindi proseguo, ricordo molto bene il dilemma bizzarro di una donna alle prese con sua figlia che desiderava tagliarsi i capelli alla mascolina. Questa madre pensò bene - anzi male - di telefonare ai catechisti per avere consiglio sul da farsi, ancora meglio ricordo che l'uomo di kiko le consigliò un taglio corto e riccio. Questo è accaduto poichè questa "grande famiglia neocatecumenale" svende i propri figli perdendo autorità, lasciandoli in balìa del destino neocatecumenale che tanto florido non è.

Famiglia, che parola meravigliosa, essa richiama l'amore che vola al di là dei rapporti di sangue e che richiama l'affetto sincero, il rispetto, la protezione.
Ma kiko schernisce questi concetti e ciò che pronunzia la Chiesa:
… la Chiesa è detta l'edificio di Dio […] Questa costruzione viene chiamata in varie maniere: casa di Dio, nella quale abita la sua FAMIGLIA la dimora di Dio nello Spirito, la dimora di Dio con gli uomini.
Papa Francesco esplicita la situazione:
«La Chiesa è cattolica perché è una famiglia, è universale, è una sinfonia»
Poetico ma non neocatecumenale, quindi non applicabile al cammino. Oh no, lui ti chiude le porte, non accoglie, non è un padre alla maniera della parabola del figliol prodigo, nè un fratello; ma infondo il cammino non è neanche una casa, non è di certo la Chiesa, esso è zingaro, possiede solo alloggi momentanei, maleodoranti ed insicuri.

Se non aderisci a kiko il cammino ti disconosce in un battito di ciglia . Sei vittima di azioni deplorevoli e desideri denunciare? Inammissibile, la comunità non concede simili affronti, sei fuori! Sei solo perchè la tua famiglia d'origine si è donata al cammino e, per un motivo o per l'altro non può sostenerti nelle tue decisioni ma ti ribelli a qualche ingiustizia neocatecumenale? Sei fuori! Importa forse che sei cresciuto ed hai creduto in quella comunità come fosse la tua famiglia, forse l'unica che conoscevi? No! Così, freddo e sintetico il cammino ti esclude, senza amore, senza remore, senza sentimento, senza umanità, senza Cristo.

Terminiamo con una frase della testimonianza precedente la quale, nella sua semplicità, spiega bene quanto il cammino divida invece che unire; come, piuttosto che un fratello, ti renda un perfetto estraneo!
-"…non mi salutano più, si girano dall'altra parte. Bei fratelli!"

"Eucaristia" del Cammino:
scambio della pace tra fratelli.

"Non ti saluteranno più,
si gireranno dall'altra parte"

51 commenti:

  1. Ritengo di avere sempre agito con onestà, ma ero sbagliata per loro. Comunque sia, ho fatto esperienza del cammino tardi, rispetto all’età media comune, ed in conclusione, è stata anche una grande delusione.

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  2. In una vera FAMIGLIA ai figli che fanno scelte diverse da ciò che gli è stato insegnato non si toglie il saluto!
    In una vera FAMIGLIA quando i figli chiedono il perché di una cosa e poi, una volta risposto al perché, chiedono il perché di quella risposta e così via, tendete all'infinito, non si dice, dopo il primo perché: "E' così e basta!".
    Ai figli non si dice: o ubbidisci o vai via.
    Il Cammino non è affatto una famiglia ma una truppa dove non vige neanche il cameratismo, dove non ci si "copre" a vicenda come si fa tra militari, ma si spiffera ogni cosa al catechista.

    Il Cammino non è neanche una famiglia di famiglie, perché se così fosse baserebbe il cammino sulla promozione di ogni singolo NUCLEO famigliare, da proteggere anche lasciando ad esso degli "spazi" inviolabili, su cui nemmeno ai catechisti e a Kiko è permesso sindacare.
    Invece il Cammino spesso provoca la rottura del matrimonio se un coniuge è contrario al Cammino.

    Una nota esilarante è quella della madre che chiama il catechista per sapere come come deve essere l'acconciatura dei capelli della figlia!
    E ancora più esilarante è che il catechista, maschio, LO SA! E lo sa infallibilmente! E' roba da non credere

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  3. Notizie da Guam: come anticipato qualche giorno fa, il presbitero neocatecumenale (incidentalmente pedofilo e tuttora latitante) Cristobal, già nel 2004, in qualità di responsabile delle vocazioni della diocesi, scacciava via le vocazioni non neocatecumenali.

    Questo è il Cammino Neocatecumenale, fratelli! Porre pedofili a comandare sulla Chiesa, e permettere loro di cancellare le vocazioni che non vogliono entrare nel Cammino.

    (don Lamberto fu poi accettato da un'altra diocesi e divenne infine sacerdote... ma non tutti hanno la stessa fortuna).

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  4. Solitudine! È lei che uccide le persone. Sono d'accordo con Pietro non del cammino, la madre che chiama il catechista per la pettinatura del figlio è esilarante da lo stato di catalessi dei genitori degli adolescenti del cammino.

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    1. Sì, è da sbellicarsi, oltre che significativo del rapporto di sudditanza con il catechesita che SA. Tutto, SA il catechista.

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    2. È pervaso di spirito santo...ci hanno insegnato

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    3. E' una "capera", il catechista. I pasqualoni capiranno, per i non pasqualoni napoletani:
      http://www.napoligrafia.it/tradizioni/mestieri/capera.htm

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    4. "Durante il lavoro, la capera intratteneva i presenti con storie e pettegolezzi che apprendeva in altri luoghi e, per questo, era considerata la pettegola del quartiere, alla quale era bene non raccontare i propri segreti".

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    5. Ma i catechisti esigono di sapere. Chi è dentro non è che lo capisce quanto si fa male a dire i segreti più intimi suoi e pure della famiglia

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  5. Ho sempre guardato con sospetto il fatto che siamo tutti "fratelli e sorelle", mi è sempre parsa una paradossale ipocrisia.
    Siamo sicuramente tutti figli di Dio,
    ma il voler trasfondere una realtà divina, in un qualcosa di molto umano, assimilabile ad una parentela di secondo grado, no, io non la sento e non l'ho mai sentita intimamente mia, ovvero, se mi trovo in difficoltà un fratello od una sorella di sangue, saranno, nel 90% dei casi pronti a darmi una mano, come sarà pronto un estraneo di buona volontà.
    Mi è sempre stata pesante, la moda introdotta da GPII, di rivolgersi al Popolo di Dio con l'appellativo di "fratelli e sorelle"; gli Ordinati, dall'ultimo dei preti al Papa, sono per noi in primis, dei Padri.

    Quanto ai falsi fratelli, vedi Cammino
    ed assimilati, in caso di bisogno, anche meramente morale, quasi sempre comandati, vi volteranno le spalle, senza pensarci due volte.
    Ruben.
    ---

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    1. Condivido in pieno questo commento.
      Quaqndo cominciano ad affiorare i primi dubbi sul cammino, le ultime persone con cui puoi parlarne sono i "fratelli della comunità".
      Altra frottola kikiana.
      Non si crea alcun rapporto tra i camminanti della stessa comunità.
      Se cerchi di confidarti con loro, la risposta che più mi è rimasta impressa è: "Non dirmi nulla, preferisco non sentire queste cose!"
      Quando poi, dopo i tuoi solitari travagli, decidi che è ora di lasciare il cammino per sempre, accade quello che si racconta nell'esperienza: ti voltano le spalle, non si curano di te, nè mai si informeranno su come continui nella vita, su che fine hai fatto.
      Dei perfetti estranei, appunto, anche peggio. Dopo tanti farlocchi girotondi, tutti uniti assieme.

      Pax

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  6. Vari spunti in questo post. E' un compendio che riassume diverse, convergenti criticità, che si rafforzano una con l'altra.

    Non siamo fatti per stare soli..
    Ad esempio, detto ad una donna, sposata o no,rimasta vedova da appena due mesi.

    Qui ne potremmo raccontare tante. Io mi sono sempre chiesta come mai quando si resta vedovi nel cammino si favorisce il risposarsi a stretto giro.
    Coppie che eri abituato a vedere assieme, con numerosa prole, come fossero una cosa sola (non lo dice il Signore? E i due saranno una cosa sola!...vero è che il matrimonio cristiano è finché morte non separi...). Ossia, difficile pensare all'uno senza l'altra...con tanti figli alcuni piccolissimi, che grande dolore. Ma alla morte della madre....il papà, con la benedizione dei catechisti e l'apprezzamento di Kiko stesso, si risposa dopo mesi (non so perché la media è 18 mesi). Beati loro, dico io...certo, sono una sentimentale o moralista o forse un poco idealista...ma come si fa, dopo un anno e mezzo, gettarsi una vita dietro le spalle? Non una vita normale, ma h24 sempre insieme, a predicare, fare scrutinii, in convivenza, partorendo figli uno dietro l'altro....
    Parlo con sincerità, dico ciò che penso. Mi espongo a critiche, poco mi importa.
    E fossero stati almeno matrimoni discreti, semplici... Per la partner era il primo matrimonio, dunque, con tutti i crismi, compreso un bel viaggio di nozze e i piccoli orfani a guardare, ancora una volta parcheggiati presso i "fratelli della comunità"!

    Vorrei dire, ci sta pure, che uno, anche dopo l'elezione neocatecumenale è tale e quale a uno che il cammino non sa neanche cosa è. Ma addirittura comportarsi ancora più all'"avanguardia" di chi vive nel mondo, che a volte ha maggior rispetto per la memoria di una indimenticabile (o no?) compagna di vita che anche Dio ti aveva messo accanto, è proprio il colmo dei colmi.

    Pax

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    1. C è scritto che nel cammino non si è amati sul serio... e' vero per questo si risposano nel giro di pochi mesi
      Alice

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  7. «Sappiamo che satana ci vuole distruggere e lo farà per vie legali... Abbiamo avuto problemi in passato a causa della documentazione che conserviamo».

    No, stavolta non erano i neocatecumenali: si tratta dei testimoni di geova ai quali, già dal 2017, viene detto di far sparire le prove dei casi di pedofilia interni alla setta. Articolo in inglese.

    p.s.: indovinate un po' se nel Cammino Neocatecumenale vige la stessa mentalità...

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  8. "mi hanno detto che devo stare con un altro uomo, perchè non siamo fatti per stare da soli."
    -----------
    E che ci sta a fare la cosiddetta "comunità" allora?

    Neanche 1 po' di sollievo alla solitudine e sofferenza di una vedova riesce a dare? E allora a che serve?
    Cosa significa per i NC "piangete con quelli che piangono"
    (Rm12,15) ?
    Quando uno è nella sofferenza i "catechisti" (e non solo) si comportano come i tre "amici" di Giobbe.
    Che essi vadano a leggere i rimproveri che Dio fa loro per bocca di un giovane, tali rimproveri sono per loro, che si arrogano il diritto di comandare su altri solo perché si danno impropriamente il nome di "catechisti" e si sentono autorizzati a mancare di rispetto e di compassione.

    La comunità NC è inutile, sia dal punto di vista cristiano (come inutili ed erronei erano i discorsi fatti a Giobbe) che umano; se non che appare utile, anzi "indispensabile" a coloro ormai intrappolati nel suo ingranaggio, terrorizzati dal non riuscire a mantenere la numerosa famiglia se se ne allontanano (e ciò dimostra il concetto di Provvidenza assimilato nel CN) o terrorizzati appunto dallo spettro della solitudine.
    Ma cos'è meglio, uno spettro che non esiste (perché se persegui l'onestà e sincerità del cuore, vivi Sì la solitudine, ma 1 solitudine abitata dalla Pace di Dio, che è compagnia di Gesù, della Madonna, dei tuoi cari defunti) oppure una FINTA compagnia?
    E che è finta ne avete riportato vari esempi anche nei commenti precedenti .. quindi lasciatemi 1 attimo sfogare: vorrei si parlasse 1 po' meno di fratelli NC "in buona fede" e di dare tutta la colpa addosso ai "catechisti".
    Perché se uno sciagurato di "catechista" ti ORDINA di non salutare più qualcuno che è uscito dalla setta e tu gli dai retta e non saluti questa persona, allora tu, sei COMPLICE e sciagurato quanto il "catechista" perché la tua "buona fede" NON ti serve a DISTINGUERE ciò che è cristiano e ciò che non lo è, ciò che è elementarmente giusto da ciò che è diabolicamente sbagliato.

    Quando io intrapresi la nefasta exp del CN, mi spinse proprio il desiderio di non essere più sola; come me, nella stessa "comunità " qualcun'altro, pochi in realtà, per lo più coppie già sposate o fidanzati in procinto di sposarsi . Poi le famiglie ebbero altri figli, i fidanzati si sposarono .. tutto come sarebbe stato anche senza CN ..
    Molti di loro poi si accorsero della negatività di tale exp NC ed uscirono a percorrere altre strade, nella Chiesa, che fossero più utili alla loro crescita personale, di coppia e di famiglia.
    Il CN infatti è negativo a tutti i livelli, per le coppie, le famiglie, i figli nati "in comunità" ma soprattutto è negativo per la singola persona e soprattutto se la persona è SOLA.

    Per qualcuno è così che andata, sola prima, durante e dopo.

    Ma, per usare 1 espressione di moda tra NC, la mia "exp concreta" è che DOPO è molto meglio.

    Ti si apre un mondo in Cristo,
    fratello NC, vieni fuori e vedi!

    Roberta

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    1. P.S.
      Non mi sono spiegata bene su 1 punto.
      Non intendevo dire che chi ha famiglia abbia sofferto meno nel CN rispetto a chi è solo, non voglio fare 1 graduatoria di "disgrazie" e non voglio mancare di rispetto al dolore di nessuno.
      Volevo solo dire ciò che ho visto: le famiglie, le coppie, che sono entrate quando sono entrata io, entrati insieme, poi ne sono usciti anche insieme, entrambi, tutta la famiglia.
      Se dico che la persona sola subisce in 1 certo senso 1 danno maggiore è perché la persona sola, richiamata dall'esca di avere finalmente un suo posto tra persone da considerare fratelli e sorelle, udendo proprio ciò che vorrebbe sentirsi dire, la promessa di "camminare sulle acque della propria vita , la intende con 1 aspettativa più grande, anche di incontrare qualcuno con cui condividere la vita ..
      aspettativa che quando viene delusa, ormai ha già pregiudicato tutta la vita futura.
      Perché ritengo che ci sia qualcosa di peggio che maltrattare una persona, ed è ILLUDERE una persona,
      illudere le persone è secondo me la cosa peggiore che fa il CN.

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    2. Ciao Roberta, tu scrivi:
      "Se dico che la persona sola subisce in 1 certo senso 1 danno maggiore è perché la persona sola, richiamata dall'esca di avere finalmente un suo posto tra persone da considerare fratelli e sorelle, udendo proprio ciò che vorrebbe sentirsi dire, la promessa di "camminare sulle acque della propria vita , la intende con 1 aspettativa più grande, anche di incontrare qualcuno con cui condividere la vita ..
      aspettativa che quando viene delusa, ormai ha già pregiudicato tutta la vita futura."
      Mi ritrovo perfettamente in questa figura, sono io, una grande illusione, di incontrare persone che possano capirti perché credevo,stupido me,che avere in comune non un hobby,o un lavoro,ma Dio,rendesse ognuno più sensibile alla vita degli altri,ma nel cammino ho trovato più egoismo ,strafotezza,insensibilità,e soprattutto cattiveria e incapacità di relazionarsi agli altri,che da persone "fuori" dalla Chiesa...
      Con il tempo mi sto rassegnando alla mia solitudine e soprattutto ad abituarmi a non appoggiarmi più a nessuno; da una parte il cammino e la vita mi hanno reso più Cinico,non più forte,ma meno disilluso, e incomincio a non farmi più sensi di colpa verso gli uomini e verso Dio...
      Il cammino distrugge le persone e spero che chi di dovere,Dio,ne tenga conto e spero che non si accontenti di un semplice perdono finale,perché spero che almeno Dio alla fine dei tempi protegga le vittime e non i carnefici come fa la sua Chiesa e anche la vita che premia i carnefici.
      Comunque ciò che più fa rabbia non è l'egoismo delle persone l'essere umano di natura è così,ma che si riempiono la bocca di belle parole non seguite dai fatti,preferisco infinite volte e apprezzo chi se ne frega di tutti però lo ammette e non si dichiara disponibile o peggio empatico,che non sanno neanche che significa,ma sai che non avrai mai delusioni.
      Roberta scrive in modo chiarissimo il pensiero che è anche mio:
      "Perché ritengo che ci sia qualcosa di peggio che maltrattare una persona, ed è ILLUDERE una persona,
      illudere le persone è secondo me la cosa peggiore che fa il CN e le persone in generale aggiungo".
      Grazie rebel per questo thread,come ringrazio Pax per quello precedente,avete messo nero su bianco e in modo chiaro altre brutture del cammino e dei camminanti.
      Ex fratello!

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    3. roberta salerno 8 agosto 2018 17:20

      "mi hanno detto che devo stare con un altro uomo, perchè non siamo fatti per stare da soli."
      ---
      Bisogna vedere cosa si intende per "stare da soli": ci dimentichiamo sempre che avendo il dono della ragione, potendo "parlare con noi stessi", non siamo mai soli.

      Personalmente sono sempre stato benissimo da solo, tutte le volte che ciò accadeva ed accade: molta gente non sa quanto è bello "il suono del silenzio"
      Ruben
      ---

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    4. Sì, è vero
      a volte si cerca all'esterno ciò che è dentro di noi..
      ma quando lo si trova, è come se venisse da fuori, insieme al desiderio di comunicarlo all'esterno, pur non essendone umanamente capaci.

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  9. IL CAMMINO NEUROCATECUMENALE AVVELENA ANCHE TE! DIGLI DI SMETTERE!

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    1. :)
      Grazie per i tuoi spot di pubblicità progresso, chissà, magari per qlcno saranno efficaci.
      Ci pensavo proprio leggendo il commento al post del 02 agosto di LUCA 07/08;14:50
      dove fa 1 paragone secondo me molto interessante tra la Chiesa che ha approvato lo Statuto NC e lo Stato che ammette Sì la vendita di alcoolici ma la regolarizza per cercare di evitare abusi e informa sul loro carattere nocivo.
      Quindi, continua così, sintetico e speriamo efficace!
      :)

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  10. l saluto negato corrisponde ad un rifiuto della persona stessa, la quale mai viene amata sul serio nel cammino. Quanti di noi hanno ricevuto il medesimo trattamento? Ed il rispetto? Quella fratellanza continuamente proclamata che rende il cammino più importante anche di un figlio (se hai il figlio ammalato lo lasci per dirigerti in convivenza, sono le priorità neocatecumenali)? Che fine fanno gli anni sudati tra quelle mura in cui lo slogan "com'è bello come dà gioia, che i fratelli stiano insieme…" sembrava la vera essenza del vivere la comunità?

    Chiaro e privo di emozioni sinteticamente kiko proclama:

    - "Nel cammino si ubbidisce, se non ti piace vai via!"

    Punto. Le persone vengono dapprima scarnificate fino all'osso delle loro più intime emozioni e questioni private, per poi venire strumentalizzate per far proliferare kiko di soddisfazioni terrene.
    Che famiglia è mai questa che si destreggia tra mancanza di rispetto e assenza d'amore?

    Due appunti da parte mia. Il figlio malato dipende di chi è figlio. Se è figlio di un catechista/responsabile/simpatico ai capi, a quel punto il catechista potrà saltare convivenze, celebrazioni, passaggi, tutto. Lui sarà compatito, ascoltato, rincuorato: non ti preoccupare! Poverino! E tanto altro.
    E ti dico che è giusto così! Perchè viene prima il bene del figlio.
    Ma la stessa situazione non capita al figlio del signor nessuno che è antipatico o poco ben voluto. Eh! A costui si guarderà tutto! Si calcolerà tutto! La prima assenza, suonano la tromba. Scatta l'allarme.
    Racconto di fantasia:

    Catechista: Mah!Come! Hai abbandonato il Cammino? E perchè?
    Risponderà il signor nessuno: ma ho mio figlio malato!
    Catechista:: prima il Cammino! Poi il resto! Vedi signor nessuno tu potevi trovare un'altra soluzione, cioè lasciavi tuo figlio ad una badante.
    Sig. nessuno: ma non ho soldi!
    Catechista: eh! Quante volte ti devo dire che l'attaccamento al denaro è un male.
    OK! Il signor nessuno si fa convincere. Per cui pagherà la badante, l'hotel, la decima, l'hotel ai catechisti per sentirsi le catechesi, benzina, vestito bello per il Sabato, hotel ai fratelli che verranno senza dinero, leggio, coprileggio, cero pasquale, tappeti, sedie, seminari, dipinti alle pareti, libri, soldi mancanti alle convivenze fatte da dieci anni a questa parte, seminaristi, ecc, ec, ecc.
    Mentre si farà passare la busta cento volte, il catechista/responsabile ogni volta, ad ogni giro, svuotano la busta nascosti, contano i soldi ( con distacco, molto distacco), e pensano di falrla passare un'altra volta dicendo; fratelli! un ultimo sforzo!forza! non siamo attaccati al denaro!forza mancano tot euro!
    Mentre si dirà ciò, una voce interna inascoltata dirà alle loro coscienze: è il conto in banca che hai? Non puoi prendere i soldi e metterceli tu?Così dimostri di credere a ciò che dici?
    Il signor nessuno si sentirà dentro un impeto di generosità, e dirà: Dio me li ridarà! E metterà una bella somma.
    Poi il giorno dopo, il catechista starà a mangiare al ristorante , e il signor nessuno brodino per quindici giorni.
    Cari tutti, questo è un mio piccolo racconto, forse scritto male, e di fantasia. Ma che vuole risaltare ciò che potrebbe avvenire dentro le convivenze.
    Qualcuno dirà: ma sei attaccato al denaro! Sei un calunniatore! Chi sei tu per impedire tutto questo?!
    Rispondo: caro bello! Forse si, forse no! Dipende da cosa si intende. Ma ti dico che ho capito certi meccanismi della vita. Non si tratta di denaro, più di tanto. Si tratta di presa in giro delle persone. Si fanno sermoni, si fanno catechesi, si fanno convivenze. OK! E poi? Ipocrisia a tutto spiano. Si giudica il fratello di mancanze, senza guardare la TRAVE. Questo ho capito, questo ho vissuto, questo ho visto: IPOCRISIA.

    Pace ai figli della Pace. Dio è la Pace.

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    1. Due risate fanno sempre bene. Questo video può essere un piccolo esempio sul signor nessuno e il catechista. Il tema è differente, ma la sostanza non è tanto diversa. Anche Alberto Sordi è figlio di Dio.Per cui l'insegnamento proviene anche dalla tv, se questa è fatta bene. Come ogni cosa nella vita, se è fatto bene, qualsiasi cosa è Volontà di Dio. Del resto Maria non faceva la casalinga?
      Questo è il video, rapportate tutto dentro le comunità, e poi... Ovviamente il catechista e il Marchese.

      https://www.youtube.com/watch?v=Dclfv63lYTA

      Pace ai figli della Pace. Dio è la Pace.

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    2. Devo chiarire un passaggio del racconto, che ho inserito. Perchè rileggendolo ho visto che un punto è bene chiarirlo, altrimenti qualche sprovveduto potrebbe capire male.
      La frase è la seguente:
      Poi il giorno dopo, il catechista starà a mangiare al ristorante , e il signor nessuno brodino per quindici giorni.

      Questo dire significa questo: il catechista non avendo messo i soldi di tasca sua, cioè non ascoltando la voce interna, non si è azzerato il portafoglio e/o il conto. Invece il signor nessuno si è azzerato il portafoglio e il conto. Per cui il catechista potrà permettersi di andare al ristorante, avendo i soldi e il conto pieno, il signor nessuno mangerà brodino. Il catechista fatta la catechesi, si dirà: ho fatto a volontà di Dio, festeggierò, per cui andrò al ristorante. Il signor nessuno si dirà: ho aiutato il Cammino e altro, a ora devo stringere la cinghia per recuperare e aspettare la prossima pensione/stipendio/incasso.

      Pace ai figli della Pace. Dio è la Pace.

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  11. Un gioco che mi fa riflettere è che si chiamano 'fratelli' e 'sorelle' tra di loro, fuori dal cammino sono tutti estranei...ma la cosa peggiore la passano proprio loro che sono dentro la setta che sono anche loro estranei ma non lo sanno... ed è peggio. Costruiscono la loro storia secondo i piaceri della comunità e se devono cacciare i soldi ma hanno pochi spiccioli li mettono nel sacco nero togliendo il pane di bocca ai figli.

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  12. Notizie da Guam:

    ieri è stata depositata un'altra denuncia contro il vescovo pedofilo neocatecumenale Apuron.

    All'epoca dei fatti (1994-1995) la vittima molestata dal vescovo pedofilo neocatecumenale Apuron era un ragazzo di 14 anni che veniva ospitato nei locali dell'episcopio. E Apuron era arcivescovo di Guam da più di otto anni.

    E pensare che il vescovo pedofilo neocatecumenale era riuscito qualche mesetto fa a conseguire una "vittoria di Pirro" facendosi accettare il ricorso contro le precedenti vittime...

    E pensare che certi patetici troll neocatecumenali avevano sempre protestato la sua "innocenza" (ah, ah, ah!): come al solito per essere fedeli al Cammino bisogna essere amici dei pedofili, a costo di giudicare temerariamente e di rendere falsa testimonianza...

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    1. Spiegazione per gli ignorantoni neocatecumenali formatisi alla scuola di Kiko: "vittoria di Pirro" significa qualcosa che sembra vittoria ma in realtà è l'ennesima sconfitta. Il ricorso al tribunale vaticano non dà al vescovo pedofilo neocatecumenale neppure un granello di innocenza. Figurarsi se ciò avviene mentre altre vittime trovano il coraggio di denunciarlo.

      Evidentemente i capibastone del Cammino hanno giocato tutte le loro carte per insabbiare il caso Apuron fino al compimento dei 75 anni di età (dopodiché potrà essere comodamente abbandonato alla giustizia: un "vescovo emerito" non conta più niente).

      Stavolta, nella denuncia, sono stati coinvolti anche i francescani cappuccini da cui proveniva Apuron. Certamente vorranno lavarsene le mani, e chissà, magari potrebbero ammettere che era stato promosso all'episcopato per allontanarlo dai minorenni ma senza ricordare che... il lupo perde il pelo ma non il vizio.

      Ad oggi, ancora non s'è visto un singolo fratello del Cammino esprimersi contro il vescovo pedofilo neocatecumenale. Dopotutto il sommo Kiko ha parlato di "persecuzione" contro Apuron, e nessuno è autorizzato a contraddire Kiko, l'amico dei pedofili.

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  13. @ Jeffino
    A proposito di malati, oggi è il Vangelo delle vergini:
    "...Ora, mentre quelle andavano per comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa.
    Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici! Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco...".

    Jeffino, facci un po' 2 + 2: ci catechizzi un po' secondo la versione di Kiko, ci motivi la storia della cognata malata?

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  14. Non hanno preso le comunità come: La Sacra Famiglia di Nazaret. Ma come: Il Sacro Salvadanaio di Paperopoli. Pensando che in nome di Dio, dell'Evangelizzazione, della Santità, e di tutto ciò che è Sacro, di poter chiedere soldi in continuazione.
    Lo dico davanti a tutti, sapendo che non è così. Ripeto, davanti a tutti.
    IO di UN DIO che Vuole i Soldi da Me non lo voglio conoscere. Non Credo a Questo Dio.
    Ma io so che Gesù è il Signore, per cui non mi insegue per i soldi. E non pensate che io sia insensato da non capire che bisogna aiutare anche materialmente. Ma c'è un limite,c'è un modo, c'è un metodo. Oltre subentra il Male. Dio è Giustizia. Io posso pure scegliere di vedermi tutto e darlo ai poveri. Ma è una mia scelta, in piena libertà e consapevolezza.
    Lessi un commento, del famoso DM, disse che si chiede la decima per capire che rapporto hai con il denaro. A me una persona che ragiona così mi fa orrore. Dentro la Chiesa, cioè la Casa di Dio, una persona si deve permettere di chiederti che rapporto hai con il denaro. Non con Dio, con il Denaro. Sapendo chi ha davanti, perchè il catechista ti vede e ti conosce, per cui sa, in grandi linee, del tuo lavoro, sa delle tue difficoltà. Però si chiede il rapporto che hai con la Decima, non si va a chiedere che rappoorto hai all'opposto, ovvero se ti mancano i soldi e non riesci a campare la famiglia, perchè sei tassato, oppure perchè hai perso lavoro. E no, si chiede se dai la decima, non se ti serve la decima. Capite ragazzi, capite l'ipocrisia di queste persone? E chiedetevi, da quale fonte arriva tutto ciò? Perchè ogni cosa ha una fonte.
    Amici miei, voi lo sapete, io credo al Cammino, cioè in me c'è questa piccola/grande Luce, ma se mi giro: Pietà Signore.
    Vi faccio un'altra confidenza. Io, personalmente, non ho nulla contro Kiko, e so che è il fondatore, so che è giusto che egli dia una certa direzione, in quanto spetta a lui. Ma vedo che si esagera. Vi farò un esempio, su dove si esagera.
    Io non metterei mai un suo disegno nella parete della Chiesa al posto del Crocifisso. Per me è una bestialità mostruosa. Cioè non è il disegno di Kiko in se, che è la bestialità, ma è il togliere il Crocifisso, e tutto ciò che rappresenta, con un dipinto. Lo stesso direi se fosse fatto da Picasso, Michelangelo, e tanti altri. Per cui, che sia chiaro, nulla contro Kiko. E' una bestialità perchè la Croce è il simbolo del Cristianesimo, la Croce è l'Essenza, la Croce è la Passione, la Croce è l'Amore di Dio per noi, la Croce è la Volontà di Dio, la Croce è la Resurezzione ( si perchè c'è Resurrezione dopo la Croce, cioè la Passione). Il dipinto andrebbe messo di lato, in una zona, in una parete laterale, ecc, ecc. Dove vi pare. Ma la bestialità sta nel fatto di togliere il Crocifisso e metterci al suo posto un dipinto. Ci sono le Chiese che hanno dei dipinti, ma sono nate così. Il punto è quello di togliere il Crocifisso, come se fosse di secondo ordine, per metterci un dipinto.
    Io davanti a queste cose provo orrore, davanti a certe posizioni provo sgomento. Ma dove si pensa di poter andare? Si crede che Dio abbia di colpo cambiato nel 1960 i Suoi Attributi, la Sua Volontà, la Sua Essenza. E' vero, c'è un Concilio, ma non uno stravolgimento. Non parlerò più di tanto del Concilio perchè non ne ho competenza, e non sono titolato. Ma nel mio piccolo penso che ci sia un limite, la Tradizione va rispettata. I consigli dei Nonni vanno ascoltati. Non si può pensare che oggi, siamo nel 2018, i tempi sono cambiati, per cui tutto ciò che è passato è superato, per cui è tutto da buttare. Ci sono delle cose che sono stabili, che rimangono e sono immodificabili, come la Croce. Nessuno potrà annullare il Simbolo della Croce, ovvero il Crocifisso.

    Pace ai figli della Pace. Dio è la Pace.

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    1. L único Concilio vero, ce il Concilio di Palomeras. El CNC ha cambiato la chiessa molto anni che entendere cosa dice il Vaicano II. Cosí il uno spirito intollerante.

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  15. COME SUCECDE CHE DIVENTI UN PERFETTO ESTRANEO?
    Succede perché questo è lo spirito del Cammino, uno spirito intollerante che i catechisti assorbono dai mamotreti. Tutto il male del CNC già sta nei mamotreti. Il seguente è un passaggio della catechesi delle vergini secondo, Kiko, dove il guru fa diventare estraneo una persona.
    "Fratelli!che cosa tremenda se deve dire 'non vi conosco!' Io sto vedendo un fratello della comunità, forse, che non c'è chi lo conosca. L'altro giorno vedemmo una comunità, entrammo lì e dissi a Carmen "Ehi, io questi non lo conosco, dove siamo capitati qui". Uno spirito trionfalista .....una
    cosa... da dove viene tutto questo? Noi riconosciamo di solito lo spirito delle comunità.
    E’ meravigliosa questa parabola. "Non vi conosco".
    Non so chi siete. Perché lo Spirito di Gesù non è uno spirito
    di disprezzo, di orgoglio, di macelli, di credersi gli unici.
    Dopo tutto il tempo non vi conosco. Avete perduto il poco olio
    che avevate. Quello che avete sono cenci bruciati pieni di olio
    vecchio, che senza trasformarsi in una luce, in una lampada
    che illumini tutti gli altri, sono niente più che una porcheria
    che non si può guardare".

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    1. Ma ci rendiamo conto? Costui si appropria delle parole di Cristo - peraltro di una parabola escatologica - per umiliare una supposta "vergine stolta". Vero o no che sia l'episodio non conta: è questo lo spirito del Cammino, il quale divide i cristiani in faraoni, giuda, fichi sterili, vergini stolte e non-adulti-nella-fede. Roba da farlo invidiare da Scientology e dai TdG.

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  16. OT

    Spero non dispiaccia se condivido questo brano sulla vita di Santa Teresa Benedetta della Croce, di cui oggi è la memoria.
    Mi colpisce il fatto che il suo cammino di conversione e adesione al Battesimo sia stato in un certo senso "rapido", senza "tappe" precostituite, ma del tutto interiore, personalissimo, scandito dalla continua ricerca della verità e accettazione di essa così come la Grazia di Dio gliela poneva davanti negli eventi, sui quali sempre si interrogava con la massima attenzione .

    "Possiamo comprendere il tipo di attenzione con cui ella normalmente vive, ascoltando lei stessa descrivere la sorpresa provata durante una visita - fatta per motivi esclusivamente artistici - a una chiesa cattolica: sorpresa, al vedere una donna del popolo entrare e pregare con la borsa della spesa sotto il braccio:
    ' La cosa mi parve strana. Nelle sinagoghe e nelle chiese protestanti che avevo visitato si entra soltanto durante il servizio divino. Al vedere qui la gente entrare tra un'occupazione e l'altra, quasi per una faccenda abituale o per una conversazione spontanea, rimasi colpita a tal punto che non mi riuscì più di dimenticare quella scena'.
    ..
    Edith era diventata amica di famiglia, ma nel 1917 l'amico era stato ucciso combattendo .. La giovane vedova allora chiese a Edith di aiutarla a classificare gli scritti filosofici del defunto ..
    Costei provò un estremo disagio al pensiero di dover tornare in quella casa che aveva conosciuto piena di bellezza e felicità, convinta che l'avrebbe trovata sprofondata nel lutto e nella disperazione.
    Trovò invece l'atmosfera di un'indicibile pace e vide l'amica con il volto segnato dal dolore, ma come trasfigurato. Udì da lei il racconto del battesimo che i due coniugi avevano ricevuto pochi mesi prima quando, ambedue, si erano decisi ad entrare nella chiesa protestante - pur sentendosi attratti dal cattolicesimo - per una sorta di impulso interiore a far presto: ' non ha importanza, non pensiamo al futuro; una volta entrati nella comunione con Cristo ci condurrà Lui dove vuole .. non posso più aspettare!' (la signora Reinach, in seguito, diverrà infatti cattolica).
    Edith ascoltava quel racconto d'amore e osservava quella pace:
    'Fu quello il mio primo incontro con la Croce, con quella forza divina che la Croce dà a coloro che la portano. Per la prima volta mi apparve visibilmente la Chiesa, nata dalla passione di Cristo e vittoriosa sulla morte. In quel momento stesso la mia incredulità cedette, il giudaismo impallidi' ai miei occhi, mentre si levava nel mio cuore la luce di Cristo. È questa la ragione per cui, nel prendere l'abito di Carmelitana, ho voluto aggiungere al mio nome quello della Croce'.
    Per quattro anni questo 'fatto' .. lavorò nella sua coscienza finché venne portato alla massima chiarezza e consapevolezza da un altro ..
    Edith fu ospite .. presso un'altra coppia di amici, convertiti anch'essi al protestantesimo. Una sera .. le lasciarono la propria biblioteca a disposizione. Ecco il racconto di ciò che accadde:
    'Senza scegliere, presi il primo libro che mi capitò tra mano. Era un grosso volume che portava il titolo: Vita di Santa Teresa d'Avila, scritta da lei stessa. Ne cominciai la lettura e ne rimasi talmente presa che non la interruppi finché non fui arrivata alla fine del libro. Quando lo chiusi dovetti confessare a me stessa: Questa è la verità! '.

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    1. Aveva trascorso nella lettura l'intera notte; al mattino andò in città a comprare un catechismo ed un messalino: li studiò a fondo e dopo qualche giorno si recò ad assistere alla prima Santa Messa della sua vita.
      'Niente mi rimase oscuro - disse - compresi anche la più piccola cerimonia. Al termine raggiunsi il prete in sacrestia e dopo un breve colloquio gli chiesi il Battesimo. Mi guardò con molto stupore e mi rispose che una certa preparazione era necessaria per l'ammissione in seno alla Chiesa: 'Da quanto tempo segue l'insegnamento della fede cattolica? ' - mi chiese - e 'chi la istruisce? '. Per tutta risposta riuscii a balbettare 'La prego, reverendo Padre, mi interroghi' ".
      Dopo un esame approfondito il prete riconobbe che non c'era nessuna verità della fede su cui ella non fosse istruita.
      Il battesimo venne fissato per il capodanno 1922 e, in quell'occasione, ella aggiunse al proprio nome quello di 'Teresa' ".

      (tratto da "Ritratti di santi" - Antonio Maria Sicari)

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    2. Ma come? Nessun cammino di preparazione? Nessuna preparazione della liturgia? Nessun gadget di Kiko? (santini, "icone", copribibbia, fascetta reggichitarra, ecc.)

      Quella donna ha studiato la dottrina della fede, ha creduto nelle verità di fede, e perciò chiede il battesimo?! senza nessun ultratrentennale "itinerario" di fede adulta? senza nessuna "comunità" che salva a grappoli? senza nemmeno una risonanza, una monizione, un'alzata davanti a Kiko?

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  17. E' veramente triste che nel cammino non ci sia posto per figure come quella di Edith Stein. Mi piace ricordarla con il suo nome originario che richiama le sue radici di 'lontana' dalla fede, secondo il vocabolario neocat. Infatti è' nata ebrea, allevata in quella stessa religione ebraica che Kiko ama tanto, e diventata adulta sceglie l'ateismo.
    Ma nella sua vita ci sono due aspetti che nessun neocatecumenale deve prendere ad esempio: la ricerca della verità e l'amore allo studio. In lei sono due elementi profondamente uniti. I suoi studi le hanno insegnato ad osservare la realtà, partendo dall'esperienza, cosa che certamente i neocat apprezzano, ma l'esperienza non può essere sufficiente a motivare la fede e quindi approda allo studio della metafisica cristiana, cosa che invece i neocat disprezzano.
    Eppure nella vita di S. Teresa Benedetta della Croce, c'è la conversione, c'è la Croce, c'è la persecuzione, c'è la notte oscura, e c'è anche la riflessione sul femminile. Sono concetti che voi neocatecumenali sentite ad ogni catechesi. Se solo vi venisse la voglia di imparare da chi ci è già passato, come i Santi, sareste già pronti a ricevere la Verità.

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    1. "ma l'esperienza non può essere sufficiente a motivare la fede...".

      Purtroppo questo i teologi tre volte HC non lo sanno e la loro metafisica è limitata alla visione dei peccati mercé l'illuminazione (sic!) del fango secondo Kiko e ai recenti miracoli di Carmen. La dottrina della conoscenza, nel Cammino, è tutta compendiata negli scrutini.

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    2. Veramente si vantano di avere una reliquia di Edith Stein proprio alla Domus Galilae

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    3. Sarà un'altra delle reliquie estratte a caso dalla busta!
      Infatti Kiko ha detto nella catechesi di inizio corso 2017-2018:
      "Un dettaglio carino, sapete che a ogni seminario diamo una reliquia perché lo protegga, abbiamo una busta con tutte le reliquie di tutti i santi, dico al rettore: vieni a prendere uno che ti aiuti! Prende la busta ed esce un santo rarissimo, un nome strano, chi lo conosce? Andiamo in internet e..."

      Insomma, Kiko estrae a sorte non solo i seminaristi ma anche i santi. È da quella busta che è stata estratta anche la reliquia di Charles de Foucauld per il "monastero" dell'adorazione alla Domus Galileae, mai più nominata, forse era una reliquia "tarocca"?
      Probabilmente, sarà tarocca anche quella di Edith Stein.

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    4. Estrarre a sorte il Santo dell' occasione permette al cammino di acquisire il merito dell' intercessione del personaggio sorteggiato.
      Nel cammino niente può esistere a prescindere da esso, tutto deve essere infuso di kikianesimo.
      Il sorteggio casuale permette che lo spirito santo neocatecumenale si appropri del merito della reliquia. A guardarla, in seguito, si ringrazierà kiko con annesso paraclito personale per tale dono.
      Il cammino è tarocco nella sua essenza, quindi non mi stupirei se oltre i Testi Sacri e tutto il resto mistificasse anche le reliquie.
      Comunque i termini che utilizza argüello sono sempre molto irrispettosi.

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  18. Tre quarti di quello che sono è dovuto alla lettura della vita di santi. Padre Pio da Pietrelcina.

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    1. Non ho capito bene. Potesrti esprimerti meglio?

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    2. Lino, scritta così sembrerebbe essere una citazione di Padre Pio. Forse era una risposta che il cappuccino aveva dato a qualche sua figlia spirituale!

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  19. Anche Francesco Voltaggio ha scritto un'introduzione a un testo " Edith Stein tra filosofia ebraismo e cristianesimo"
    ma questo non vuol dire che i neocat siano autorizzati a conoscere autonomamente la figura di questa donna.
    Superficialmente si possono trovare alcune convergenze tra le vicende della sua vita e le catechesi neocat ( croce, persecuzione, la donna, conversione,...) ma il paragone si ferma qui.
    Adesso però sono curiosa e voglio scoprire qual è questa reliquia alla domus e sapere se la mostrano ai loro amici ebrei ( si tratta comunque di una donna che ha rinnegato la fede dei padri...)

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    1. Con tutto il rispetto dovuto, mi chiedo come sia possibile avere una reliquia di una persona uccisa ad Auschwitz.
      Ripeto, la mia domanda non ha niente di ironico e irrispettoso verso la Santa.
      Forse sono i capelli della tonsura? Vengono conservati?

      Simonetta

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  20. Questo è un fatto grave, sono sconvolta, buttate le chiavi del cammino.
    I ncn non parlano di santi e se lo fanno solo modificando le loro virtù per dare credito alle catechesi delle comunità.

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  21. Salve a tutti vorrei avere una informazione sui giovani del cammino che avranno l'incontro vocazionale con kiko al circo massimo dopo l'incontro col papà, siccome so di amici che stanno percorrendo a piedi l'Italia fino a Roma, sapete se quelli del cammino lo stanno facendo? O come al solito si devono distinguere senza integrarsi?

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  22. Michela 10/08; 10:32
    " osservare la realtà, partendo dall'esperienza, cosa che certamente i neocat apprezzano, ma l'esperienza non può essere sufficiente a motivare la fede"
    --------------
    Non penso che i NC apprezzino "l'esperienza" rettamente intesa, secondo me qsto termine può portare a degli equivoci.
    Cerco di spiegare con 1 mio ricordo (una mia "esperienza" ?).
    Dopo un paio d'anni che cominciai il CN la comunità iniziale fu unita con un'altra e inoltre dopo 1 po' cominciammo le celebrazioni a "comunità riunite". Io notai delle differenze sempre più marcate rispetto all'inizio, nei "giri d'esperienze" e "risonanze". Mentre all'inizio, tra noi "novellini", quando qualcuno parlava lo ascoltavo con interesse e rispetto perché mi sembrava che davvero stesse parlando di una "esperienza" personale, ed ognuno aveva la sua diversa dagli altri, dopo, con l'aggiunta dei più "esperti", dei più "avanti" di cammino ho notato sempre più un'omologazione, finché mi pareva che tutti dicessero le stesse cose (con poche varianti a seconda se sposato o no, con figli o no .. ma varianti proprio minime) , con le stesse frasi fatte, gli stessi termini usati ..
    (io questo non l'ho mai fatto e non lo dico per giustificarmi, non ero certo migliore degli altri, è solo che non mi riusciva di fare come gli altri perché lì ero andata per cercare di far uscire fuori il mio vero "io", non di sotterrarlo)
    .. la cosa ha iniziato a infastidirmi sempre di più, mi sembrava fuori luogo, segnale di mancanza di autenticità, e quasi di "aver perso" qualcosa; il soggetto e l'oggetto di ogni discorso era sempre "questo cammino" .. e le PERSONE, con i loro dispiaceri e le loro gioie, i loro propri punti di vista, le loro attitudini e qualità, dove erano finite?
    Dove erano finite le loro VERE "esperienze"?
    Forse per la mia formazione, io l'esperienza l'ho sempre intesa in tutt'altro modo, come la si intende in ambito scientifico, cioè come una "verifica" di un'ipotesi, in questo caso, un'ipotesi di fede, un verificare se c'è "concordanza" tra il "fuori" e il "dentro", ciò che la Parola dice, la Chiesa dice, gli eventi manifestano e ciò che "dice" il cuore (o coscienza).

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    1. Poiché non sono capace di usare i termini più corretti per spiegare, riporto una definizione di ESPERIENZA, che quando l'ho sentita la prima volta mi ha dato una grande gioia perché esprime proprio quello che cercavo, ed è secondo me la migliore definizione che si possa dare.

      "che tipo di fenomeno è l'esperienza religiosa? Essa è un fenomeno che attiene all'umano .. È qualcosa che riguarda la persona. Allora come agire? Poiché .. interessa la mia coscienza, il mio io come persona, è su me stesso che devo riflettere. ..
      Se non si partisse dall'indagine esistenziale, sarebbe come chiedere la consistenza di un fenomeno, che vivo io, a un altro. Il che .. renderebbe l'opinione altrui supplenza di un lavoro che mi compete e veicolo d'opinione inevitabilmente alienante. Di una questione importante per la mia vita e per il mio destino adotterei acriticamente un'immagine indotta da altri. Ma .. é solo l'inizio .. perchè dopo aver condotto un'indagine esistenziale è necessario saper emettere un giudizio a proposito dei risultati di tale indagine su noi stessi. ..
      Senza una capacità di valutazione infatti l'uomo non può fare alcuna esperienza.
      Vorrei precisare che la parola 'esperienza' non significa esclusivamente 'provare' : l'uomo sperimentato non è colui che ha accumulato 'esperienze' - fatti e sensazioni - facendo, come si dice, di ogni erba un fascio. Tale accumulo indiscriminato genera spesso distruzione e vanificazione della personalità.
      L'esperienza coincide, certo, col 'provare' qualcosa, ma soprattutto coincide col giudizio dato su quel che si prova.
      La persona è innanzitutto consapevolezza. Perciò quello che caratterizza l'esperienza è il capire una cosa, lo scoprirne il senso.
      L'esperienza quindi implica intelligenza del senso delle cose."
      (Luigi Giussani - "Il senso religioso")
      ----------------------
      Tutto ciò non consiste però in un "fare" puramente umano, in un'azione della sola ragione ma della ragione indissolubilmente unita alla fede .

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    2. Prosegue infatti , nello stesso testo, don Giussani.

      " Il metodo con cui capisco che mia madre mi vuole bene .. che molti mi sono amici, non è fissato meccanicamente, ma è intuito dall'intelligenza come unico senso ragionevole, unico motivo adeguato, per spiegare la convergenza di determinati 'segni'. . Migliaia di indizi convergenti su questo punto: l'unico senso del comportamento di mia madre è questo, che 'mia madre mi vuole bene'..
      Io sarò tanto più abilitato ad avere certezze su di te, quanto più sto attento alla tua vita, cioè condivido la tua vita. .. nel Vangelo chi ha potuto capire che di quell'uomo bisognava aver fiducia? Non la folla che andava a farsi guarire , ma chi gli andò dietro e condivise la Sua vita. ..
      Quanto più uno è veramente uomo tanto più è capace di fidarsi , perché intuisce i motivi adeguati per credere in un altro. ..
      Che cos'è la fede?
      È aderire a quello che afferma un altro. Ciò può essere irragionevole se non ci sono motivi adeguati; è ragionevole se ci sono."
      ------------------
      Vorrei che i fratelli NC si interrogassero su questo:
      che motivi adeguati e ragionevoli avete per fidarvi di Kiko e dei vostri "catechisti"?
      Guardate che la "paura", il timore di essere "sgridati", ridicolizzati, retrocessi, cacciati .. non è un motivo adeguato ... Se è così che vi trattano , dimostrano proprio di essere persone di cui non ci si deve fidare, perché LORO dovrebbero essere al vostro "servizio" (spirituale) e non viceversa.

      Loro per caso "condividono" la vostra vita ? O non creano per caso una "barriera" tra "loro" e voi? Faceva così il Buon Pastore in mezzo ai suoi discepoli?
      Guardate che Kiko e i vostri catechisti, NON sono la vostra "mamma che vi vuole bene" ! .. provate ad applicare il metodo esposto da don Giussani ..
      con la vostra ragione, raccogliete le migliaia di indizi a riguardo che avete messo insieme in tutti gli anni di CN (magari sepolti in 1 cassetto della memoria per non impazzire) e vedete un po' se convergono sul punto: "Kiko mi vuole bene, i miei catechisti mi vogliono bene, la mia comunità mi vuole bene" ..

      Usate la VOSTRA ragione, (dono di Dio) per GIUDICARE la VOSTRA esperienza (nelle circostanze che la REALTÀ vi mette davanti) , e ne beneficerà la VOSTRA VERA fede ( dono di Dio).

      Roberta

      Elimina
    3. Roberta sono assolutamente d'accordo con te.
      Edith Stein, da cui siamo partite, è rimasta colpita da questo tipo di esperienza quando osserva la donna con la borsa della spesa che entra in chiesa anche se non c'era alcuna funzione o quando vede molti colleghi di università che si convertono o quando riconosce la fede e la speranza nella giovane vedova.

      Secondo me il problema del fallimento del dialogo con i neocatecumenali sta proprio nel linguaggio. I neocat usano tante parole attinenti alla vita di fede, ma le riempiono di significati diversi. Quindi, come hai scritto tu, l'esperienza diventa qualcosa di sentimentale, sottratta al giudizio critico. Eucarestia, confessione, salvezza, grazia, cammino, scrutinio, fratello, rosario, adorazione e chissà quante altre parole hanno un significato ambiguo ( sempre in relazione al dialogo con i neocat). Crediamo di dire le stesse cose, di essere chiari, ma i neocat sono condizionati ad intenderle in un altro modo.
      L'altro problema è che al sentire certi termini nel cervello dei neocat si attivano dei meccanismi che li fanno ritenere di essere nella retta dottrina e li portano a dire " ma queste cose noi le abbiamo già imparate nel cammino!"

      Ecco perchè saranno capaci di manipolare anche Edith Stein, che invece ha tagliato decisamente con la religione ebraica, ma non ha rinnegato l'appartenza al popolo ebreo.

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