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mercoledì 26 gennaio 2022

Il metodo di San Tommaso applicato alle parole di Kiko e Carmen

Il teologo domenicano padre Angelo Bellon, nella rubrica “Un sacerdote risponde” del 3 novembre 2021scrive: “…per eliminare ogni illusione e ogni soggettivismo… San Tommaso inizia sempre così: È CERTO E CONSTA AI SENSI CHE… In altre parole, parte sempre da dati inoppugnabili, dei quali tutti possono essere certi perché consta ai sensi”.

"Il trionfo di san Tommaso d'Aquino"
 
Perciò, per esaminare la realtà del Cammino, cosa c’è di meglio che partire da un dato inoppugnabile, capace di mettere d’accordo camminanti e no, come le stesse parole di Kiko e Carmen riportate sugli ORIENTAMENTI per i catechisti, che rappresentano la fonte ufficiale della fede del Cammino?

Dunque: è certo e consta ai sensi che…:

1) per Kiko la Chiesa, con l’Imperatore Costantino, ha perso la sua autenticità primitiva, tanto da non essere più capace di formare cristiani, ma solo religiosi naturali.

Dice infatti Kiko: “Un cristiano di 20, 30 anni fa… Dato che è dentro una Chiesa che sta attraversando un momento grave perché è una Chiesa monolitica, molto dogmatica, una Chiesa eccessivamente ritualistica, una Chiesa dove non c’è parola di Dio perché è tutto in latino, perché la Bibbia era praticamente proibito leggerla, una Chiesa dove il popolo è alimentato da devozioni particolari, come il Sacro Cuore, le novene, e il culto dei santi…” (pag. 42).

2) Carmen, in modo sprezzante e beffardo, dice: “Il pane e il vino non sono fatti per essere esposti, perché vanno a male. Il pane e il vino sono fatti per essere mangiati e bevuti. Io sempre dico ai Sacramentini, che hanno costruito un tabernacolo immenso: se Gesù Cristo avesse voluto l'Eucarestia per stare lì, si sarebbe fatto presente in una pietra che non va a male” (Orientamenti per la fase di conversione, pag. 329).

Ma la Chiesa afferma: 

1) la CONTINUITA’ dell’azione dello Spirito Santo dalla Chiesa primitiva fino ad oggi (basta leggere il Catechismo della Chiesa Cattolica o i documenti del Concilio Vaticano II).

2) “Se qualcuno dirà che nel santo sacramento dell'eucarestia Cristo, unigenito figlio di Dio, non debba essere adorato con culto di latria, anche ESTERNO… o che non debba essere esposto alla pubblica venerazione del popolo, perché sia adorato… sia anatema” (Concilio dogmatico di Trento).

In realtà gli Orientamenti per i catechisti contengono molti più errori, ma bastano i due riportati per trarre la conclusione logica che il Cammino ha FINI diversi da quelli della Chiesa.

Se il Cammino si dichiarasse la “vera Chiesa”, contrapponendosi apertamente alla Chiesa Cattolica ritenuta falsa, il problema sarebbe minore, ma poiché si proclama legittimo erede della Chiesa primitiva, uccisa dal Papa e dai Vescovi (da chi altri, sennò?), il problema è grande.

Dice infatti Kiko negli Orientamenti: “Vi parlo in nome della Chiesa, in nome dei Vescovi… i catechisti catecumenali hanno un carisma confermato dai Vescovi”.

 

Partiti trionfanti alla "conquista" della Chiesa nel 1997;
arrivati depressi e con i musi lunghi alla firma degli Statuti nel 2008

Ma in realtà non esiste un solo documento scritto, né una sola testimonianza orale, che attesta che Kiko abbia il mandato di parlare a nome della Chiesa e i “catechisti” del Cammino siano stati confermati nel loro carisma dai Vescovi.

Se per dire di parlare a nome della Chiesa bastasse l’approvazione canonica avuta dalla propria aggregazione ecclesiale, allora, a maggior ragione, lo potrebbe dire chi ha un incarico riconosciuto in parrocchia, perché le parrocchie hanno un riconoscimento giuridico più “potente” di quello delle aggregazioni ecclesiali.

A questo punto i camminanti potrebbero obbiettare che, però, gli Orientamenti sono approvati dalla Santa Sede. Come rispondere? Dipende a seconda se gli Orientamenti approvati sono quelli originali ed eretici, o se sono stati corretti dalla Chiesa.

Nel primo caso, cioè se un Dicastero Vaticano ha approvato un documento eretico, allora l’approvazione è INVALIDA.

La Chiesa infatti ha il potere di cambiare le leggi ecclesiastiche, non le leggi divine.

Ad esempio: può cambiare le norme sul digiuno eucaristico, non il fatto che il Pane eucaristico nel Tabernacolo, al contrario di quello che dice Carmen, va adorato anche esternamente (visto che è il Signore).

La dottrina dogmatica espressa dal Concilio di Trento, infatti, nessuno mai la potrà cambiare, mentre le approvazioni possono essere sempre annullate (o dichiarate invalide).

Nel caso che, invece, che gli Orientamenti approvati non sono quelli eretici, usati per decenni dal Cammino e che hanno formato generazioni di “catechisti” di Kiko, ma quelli corretti dalla Chiesa, allora le origini del Cammino sono viziate dagli errori riportati sugli Orientamenti.

Non errori di chi è alle prime armi o non si sa ancora bene esprimere, ma, vista la pervicacia con cui sono stati affermati nonostante i tanti richiami, e che sono stati riportati perfino sulle “sacre scritture” del Cammino, errori ostinati.

Perciò il Cammino dei tempi eroici, proprio quello rimpianto da Kiko e immaginato da generazioni di camminanti come un’epopea, non è autentico.

Come non sono autentiche le apparizioni della Madonna a Kiko, perché la Madonna non dà il mandato a nessuno di propagare errori di fede, anzi, è garanzia di sana dottrina e sottomissione alla Chiesa.

Miracolo della falsa Madonna:
san Pietro espone l'ostia consacrata
e smaschera il diavolo
che era apparso sotto le spoglie della Madonna

 

Infatti, è proprio sulla fedeltà alla Sacra Tradizione che si basa il primo discernimento della Chiesa sulle apprizioni.

Forse di autentico, all’inizio del Cammino, c’è stata la ricerca religiosa di un ricco bohemien annoiato dalla vita, che però non ha trovato le risposte della fede della Chiesa, ma le proprie, esempio, questo sì, di risposte naturali ai problemi religiosi.

Se poi i “catechisti” del Cammino, invece di usare gli Orientamenti corretti approvati dalla Chiesa, continuassero a usare quelli eretici, cosa che non è da escludere vista la strenua difesa delle origini del Cammino e della pretesa infallibilità catechetica di Kiko, allora, oltre alla non autenticità del carisma iniziale, c’è anche da dedurre che sia in atto la trama di un INGANNO.

In quest’ottica anche i camminanti in buona fede sono al servizio del fine perverso del Cammino, che, più si risale alle origini, più appare con chiarezza come diverso da quello della Chiesa.

Non che la buona fede sia una forza centrifuga che allontana dalla Chiesa, tutt’altro, ma il fine perverso, anche se non voluto, lo è, tanto che si contrappone alla stessa eventuale buona fede dei camminanti, che perseverando rischiano, loro sì, di rimanere vittime del vizio peggiore di tutti: quello della superbia spirituale.

La superbia, che Kiko dà per scontata nei “bravi cattolici” tradizionali, in realtà è propria dei bravi camminanti, proprio perché il fine del Cammino, essendo diverso da quello della Chiesa, non è un fine buono.

Per San Paolo è proprio la “sana dottrina” che produce il comportamento “assennato” dei bravi credenti (cfr Tit 2,1-10), mentre secondo la dottrina di Kiko, per essere dei bravi credenti non bisogna essere assennati, ma forsennati.

Anche da questo si deduce che le due dottrine, quella della Chiesa e quella del Cammino, sono diverse.

I camminanti sono ora invitati a confrontarsi sui dati oggettivi proposti, cioè sulle parole di Kiko e Carmen riportate dagli Orientamenti, anche apportando nuovi elementi, ma sempre con COERENZA LOGICA.

Gli insulti, le battute, gli sfoghi… riusciti o meno che fossero, non aggiungerebbero infatti nulla ai fatti e alle conseguenti conclusioni che se ne deducono.

(Le citazioni di Kiko e Carmen sono state prese dalle seguenti pagine web:  

https://www.spoleto7giorni.it/2015/01/19/spoleto-neocatecumenali-sotto-attacco-il-nuovo-capitolo-scritto-da-f-contarelli/ 

 http://nullapossiamocontrolaverita.blogspot.com/2010/08/contenuti-segreti-delle-catechesi_09.html).