mercoledì 24 dicembre 2008

Ancora dalle clamorose deviazioni di Porto S. Giorgio: Farnes

Kiko intercala l'intervento di Farnes sottolineandone un punto chiave: "adesso va a paragonare un messale antico con un messale moderno, per vedere i cambiamenti del concilio"... Naturalmente i 'cambiamenti' e anche i 'precedenti' vengono presentati in chiave ironicamente critica e inequivocabilmente modernista. Credo che questo stralcio sia sufficiente...

Farnes: "Voglio dire: attenti questo messale preconciliare è pieno di difetti, ma principalmente era la stessa liturgia di Gesù Cristo.

[tuttavia i NC nella liturgia hanno operato cambiamenti arbitrari anche rispetto al Novus Ordo - ndR]

Dicevamo che il sacerdote, il presbitero, il celebrante - come si diceva a quel tempo -

[intende dire che ora non celebra più il sacerdote "in persona Christi" ma l'Assemblea: il cambiamento è tanto teologico quanto dottrinale - ndR]

diceva tutti i giorni moltissime preghiere 'non buone' (!?)

[Chiunque con un briciolo di sensibilità spirituale cristiana, se le ha anche solo lette, riconosce invece la profondità oltre che l'insostituibile sublimità delle preghiere del Vetus Ordo -ndR]

Ne leggerò solo una. Io a quel tempo parlavo male di quelle preghiere, e credo che questo ha influenzato un po' Carmen in qualcosa su cui adesso non sono d'accordo

[Riconosce che l'allieva ha superato il maestro ed è rimasta su vecchie posizioni estremiste, anche se lui nel frattempo in qualcosa si è corretto, se di correzione possiano parlare, leggendo il seguito! - ndR]

Leggerò le preghere dal latino, spero che comprendiate

[evidentemente il latino non è poi così 'ostico' come lo fanno passare quando parlano del Vetus Ordo! -ndR]

Tutti i giorni io prendevo una patena con un'ostia: una soltanto, eh? Perché quasi mai la comunione di dava all'interno della messa, [...] Bene, allora io prendevo la patena con un'ostia sola bianca bianca, ma era pane; un pane un po' dissimulato, ma era pane, perché altrimenti la messa non sarebbe stata l'azione di Gesù Cristo. Era pane ma non lo sembrava (ma questo è poco importante) prendevo la patena con l'ostia e dicevo: "Ricevi Padre Santo, Dio onnipotente ed eterno, questa ostia immacolata...." : questa, un'ostia immacolata? Questo che è un piccolo pane quasi invisibile?

[perché no? il Signore non è forse venuto con la sua kenosi? Che ragione c'è di dare importanza a segni solo eclatanti e spesso futto i immaginifiche e arbitrarie invenzioni non ecclesiali, come ha fatto Kiko? -ndR]

"Questa ostia immacolata che io, indegno tuo servo, offro a Te, Dio vivo e vero, per i miei innumerevoli peccati, offese e negligenze, per tutti i presenti e anche per tutti i cristiani vivi e defunti, affiché serva a me e a loro per la vita e la salvezza eterna". Questo si diceva nella messa. E Lutero quando sentiva questo...! Il Concilio di Trento diceva che questa preghiera doveva essere tolta, ma è arrivato il secolo XX e ancora si diceva. Il Messale è molto pieno di queste preghiere, e io lottavo - non so se Carmen di ricorda - perché questa forma di celebrare non era quella voluta da Gesù Cristo :

[molto Luteranamente la Tradizione della Chiesa non conta nulla e si VUOLE dimenticare che quell' Hostia= vittima è il Signore offerto in Sacrificio per noi - ndR]

celebrare il memoriale della sua morte e risurrezione e offrire a Dio un sacrificio nella messa... no, nella messa non offriamo a Dio un sacrificio, no! nella messa facciamo presente l'unico sacrificio che è quello della croce e della resurrezione. Una messa? No. Questa messa? No. Un sacrificio? No.
[...]
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Rimando ulteriori commenti alla discussione...

14 commenti:

Gert ha detto...

non ho parole

Stephanos78 ha detto...

Neanche io.

Ma in questa Vigilia, rivolgo un pensiero a tutti coloro che abbiamo incontrato ed incontriamo. Qui e altrove. A tutti coloro che sono, come noi, bisognosi del Signore Gesù, unica Via, Verità e Vita. Presente ed Operante nella Sua Unica Chiesa Cattolica Romana, fondata sulla Fede e sulla Roccia di Pietro.

Stanotte, innanzi al Santissimo, preghiamo gli uni per gli altri.

Che la Pace del Signore possa scendere su tutti noi. Illuminarci, guidarci, aprirci, far entrare nei nostri Cuori sentimenti di concordia e di sottomissione UNICAMENTE alla Verità, per cui sottomissione gli uni agli altri. Gareggiando nello stimarci, proprio a causa di questa Sottomissione alla Verità.

Il Signore Gesù, che nasce nell'Umiltà di Betlemme, abbia Misericordia di noi e ci renda Umili servi inutili.

La Madre del Signore ci sia propizia e ci aiuti!

Auguri di un Buon Natale del Signore Gesù.

E che l'anno nuovo possa portare l'Unità... L'unica Unità possibile. Quella nella Fede di sempre...

Francesco ha detto...

Su questa splendida grafica rinnovata e in occasione della grande festa odierna per tutta la Cristianità, un caloroso augurio di Santo Natale a tutti.

Che Gesù che si è incarnato porti nei cuori e nelle famiglie tanta pace e nella Chiesa tanta unità.

felice ha detto...

Un sincero augurio di Buon Natale a tutti.

Emma ha detto...

Leggendo gli ultimi thread mi dico che in realtà non necessiterebbero commenti supplementari, sono in effetti per se stessi rivelatori delle distorsioni nell`insegnamento del Cammino neocatecumenale riconosciuto dal PCL come uno "strumento di formazione cattolica" !

È imortante che siano pubblicati e diffusi a titolo di informazione, poi capisco anche che sia importante e più che necessario che questi errori siano corretti, qui su questo blog e messi in confronto con l`insegnamento cattolico.

Dico,corretti qui su questo blog, perchè purtroppo questi errori dottrinali hanno già deformato diverse generazioni di nc senza che nessuno intervenisse e non posso che constatare, con dolore, che se nessuno interviene continueranno a deformarne molte altre, quelle di oggi e quelle di domani.

jonathan ha detto...

Unisco anche i miei ai vostri auguri. Confidiamo nel Signore. A Lui è piaciuto farsi piccolo e porre la sua dimora in mezzo a noi e condividere ogni briciola di umanità, Lui, il Figlio dell'uomo. Lo stupore di fronte a questo sconvolgente mistero si vesta di carità, come fu per S. Stefano. La carità non tradisce e 'si compiace della verità'. Auguri a tutti

Caterina63 ha detto...

Cara Emma....gli strafalcioni di codesto Sacerdote....sono purtroppo comuni anche al di fuori del CN, te lo posso assicurare con profonda tristezza....

...ma, Buon Natale a tutti e Buon Anno Nuovo a TUTTI, anche ai fratelli e sorelle del CN... all'insegna della Riforma Benedettiana ^___^

Fraternamente CaterinaLD

Emma ha detto...

Tanti auguri anche a te Caterina !

Purtroppo so che che gli strafalcioni teologici non sono un`esclusività neocatecumenale, ma quando un gruppo di laici è istituito nel 2008 come uno strumento di formazione e iniziazione cattolica e si leggono le enormità proferite non solo ieri ma oggi, hic et nunc, dai due laici fondatori del detto gruppo,non si può che essere riempiti di tristezza, amarezza e anche inquietudine .
Ancor più quando si sa che è sulla base di quegli strafalcioni che si è costituito "lo strumento di formazione e iniziazione cattolica !

Francesco ha detto...

Concordo con Emma: é vero che nella Chiesa ( o ai margini di essa) gli errori marchiani non mancano, ma nessuno di essi è mai stato fatto assurgere a sistema dalla Chiesa stessa !!

Cari auguri,Caterina.

Emma ha detto...

Non solo non è venuta la correzione degli errori ma è arrivata la riconoscenza, la legittimazione di un sistema costruito sulla separazione, differenza e disobbedienza
Che cosa dobbiamo dedurne?
Che cosa può dedurne una semplice fedele come me?
Che chi è premiato dalla Chiesa è chi disobbedisce, separa, tradisce, rifiuta di rispettare la Sacra Liturgia, inventa liturgie e percorsi catechetici?
Che tristezza !
Il senso di tutto ciò mi sfugge, ma so anche che c`è CHI sa, vede, agisce e agirà.
Non posso conoscere nè i modi nè i tempi della Sua azione, io posso solo pregare e cercare di non perdere completamente fiducia nei pastori della Chiesa di Cristo.

Caterina63 ha detto...

In che modo vanno combattuti gli errori



7. 1. Aprendo il Concilio Ecumenico Vaticano II, è evidente come non mai che la verità del Signore rimane in eterno. Vediamo infatti, nel succedersi di un’età all’altra, che le incerte opinioni degli uomini si contrastano a vicenda e spesso gli errori svaniscono appena sorti, come nebbia dissipata dal sole.

2. Non c’è nessun tempo in cui la Chiesa non si sia opposta a questi errori; spesso li ha anche condannati, e talvolta con la massima severità. Quanto al tempo presente, la Sposa di Cristo preferisce usare la medicina della misericordia invece di imbracciare le armi del rigore; pensa che si debba andare incontro alle necessità odierne, esponendo più chiaramente il valore del suo insegnamento piuttosto che condannando.

Non perché manchino dottrine false, opinioni, pericoli da cui premunirsi e da avversare; ma perché tutte quante contrastano così apertamente con i retti principi dell’onestà, ed hanno prodotto frutti così letali che oggi gli uomini sembrano cominciare spontaneamente a riprovarle, soprattutto quelle forme di esistenza che ignorano Dio e le sue leggi, riponendo troppa fiducia nel progressi della tecnica, fondando il benessere unicamente sulle comodità della vita.

Essi sono sempre più consapevoli che la dignità della persona umana e la sua naturale perfezione è questione di grande importanza e difficilissima da realizzare. Quel che conta soprattutto è che essi hanno imparato con l’esperienza che la violenza esterna esercitata sugli altri, la potenza delle armi, il predominio politico non bastano assolutamente a risolvere per il meglio i problemi gravissimi che li tormentano.

8. 1. Questa sollecitudine della Chiesa nel promuovere e tutelare la verità deriva dal fatto che, secondo il piano di Dio, "il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità" (1Tm 2,4), senza l’aiuto dell’intera dottrina rivelata gli uomini non possono pervenire ad una assoluta e saldissima unità degli animi, cui sono collegate la vera pace e l’eterna salvezza.

2. Purtroppo tutta la comunità dei cristiani non ha ancora pienamente e perfettamente raggiunto questa visibile unità nella verità. La Chiesa Cattolica ritiene suo dovere adoperarsi attivamente perché si compia il grande mistero di quell’unità che Cristo Gesù con ardentissime preghiere ha chiesto al Padre Celeste nell’imminenza del suo sacrificio; essa gode di pace soavissima, sapendo di essere intimamente unita a Cristo in quelle preghiere; di più, si rallegra sinceramente quando vede che queste invocazioni moltiplicano i loro frutti più generosi anche tra coloro che stanno al di fuori della sua compagine.

3. A questo proposito - per quanto tutti gli uomini che nascono siano stati anch’essi redenti nel sangue di Cristo - c’è veramente da dolersi che tuttora gran parte del genere umano non partecipi ancora di quelle fonti di grazia soprannaturale che ci sono nella Chiesa Cattolica.

Ne deriva che alla Chiesa Cattolica, la cui luce illumina tutte le cose e la cui forza di unità soprannaturale ridonda a vantaggio di tutta la comunità umana, si applicano perfettamente queste belle parole di San Cipriano:

"Perfusa di luce, la Chiesa del Signore diffonde i suoi raggi sul mondo intero; è però un’unica luce che viene irradiata dovunque, né viene scissa l’unità del corpo. Estende i suoi rami su tutta la terra per il copioso rigoglio, espande a profusione i rivoli che scaturiscono con abbondanza; ma è unico il capo e unica l’origine e unica la madre fertile per le fortunate fecondità: da lei siamo partoriti, siamo nutriti dal suo latte, siamo vivificati dal suo spirito
(De Catholicae Ecclesiae unitate, 5).

Il resto del testo integrale lo trovate qui:

http://www.vatican.va/holy_father/john_xxiii/speeches/1962/documents/hf_j-xxiii_spe_19621011_opening-council_it.html
Discorso per la solenne apertura del SS. Concilio (11 ottobre 1962)
[Italiano]

^___^
Buon Anno 2009

mic ha detto...

rispondo a Caterina inserendo il prossimo thread perché il discorso è lungo e complesso

Emma ha detto...

Non intendo rispondere a Giovanni XXIII, senza dubbio il suo discorso era impregnato di una grande speranza anche nell`uomo, nei pastori della Chiesa.
I pastori che avrebbero poi applicato e prescritto la Medicina della Misericordia e abbandonato il rigore, il bastone.
I medici di quella medicina umana si sono messi al`opera immediatamente, la loro generosità e indulgenza sono senza dubbio andate al dilà delle speranze del Papa oramai defunto .
Non solo il valore del retto insegnamento non è stato esposto chiaramente ma non sono stati corretti i gravissimi errori che stavano nascendo, i risultati=frutti sono visibili 40 anni dopo il Concilio.
Purtroppo non è il mistero di "quell’unità che Cristo Gesù con ardentissime preghiere ha chiesto al Padre Celeste" nell’imminenza del suo sacrificio", che vediamo per il momento, hic et nunc, compiersi ma bensì il mistero di un lacerazione profonda della Chiesa di Cristo.

Leandro ha detto...

è duro riconoscerlo, ma la verità sottolineata da Mic è la situazione della Chiesa di oggi. Se qualcosa non cambierà resteranno le ombre e le difficoltà. Risultato: verrà favorita l'azione del nemico.