martedì 16 dicembre 2008

"CARO SACERDOTE" il card. Arinze scrive una Lettera ai Sacerdoti





Amici....siamo sotto Natale e una volta si scrivevano le "Letterine" a Gesù Bambino...

Il Cardinale Arinze (qui nella foto) è andato in "pensione" ed ha scritto una Lettera ai Sacerdoti per richiamarli all'OBBEDIENZA del loro Ministero nella Chiesa.

Offriamo questo spazio alla meditazione che segue, Pregando incessantemente, affinchè i Sacerdoti scoprano la loro LIBERTA' nella Chiesa e nell'Obbedienza al Sommo Pontefice e non a qualche laico che....per una incomprensibile situazione... si ritrova a comandare su di LORO...
SIATE LIBERI, cari Sacerdoti, LIBERI da ogni condizionamento, LIBERI DA OGNI CAMMINO, perchè l'unico Cammino VERO e autentico è quello che NON condiziona il vostro Ministero, ma NELL'OBBEDIENZA E FEDELTA' AI SUPERIORI che sono il Vescovo e il Pontefice, siate veramento il "seme CHE MUORE" e che solo così potrà permettere anche a NOI, Laici, di ricevere degnamente i Sacramenti e la Riconciliazione con Dio...
Buon Natale Cari Sacerdoti!

Riflessioni in forma di lettera: Caro sacerdote ti scrivo...
Martedì 16 vengono presentati presso la Sala Marconi della Radio Vaticana i volumi dei cardinali Angelo Sodano Verso le origini, una genealogia episcopale (pagine 70, euro 8 ) e Francis Arinze Riflessioni sul sacerdozio, lettera a un giovane sacerdote (pagine 138, euro 12), entrambi appena pubblicati dalla Libreria Editrice Vaticana.
Anticipiamo ampi stralci del capitolo intitolato Il sacerdote e lo stile evangelico di vita tratto dal libro del prefetto emerito della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.
di Francis Arinze
Caro fratello sacerdote, è giusto tenere a mente che il presbitero ha come Maestro il Cristo. Non è certo possibile imitare l'agire di Cristo in ogni minimo dettaglio, ma ciò non ci esime dal seguirlo nel modo più vicino possibile. (...) Tra le tante cose che Gesù "fece e insegnò", scegliamo tre consigli evangelici a cui ogni sacerdote è chiamato a dare particolare attenzione: l'obbedienza, la povertà e la castità nel seguire Cristo Maestro.
Il sacerdote sa che la costituzione gerarchica della Chiesa deriva dal suo divino Fondatore. Il carisma e il ministero del Papa e del vescovo sono di istituzione divina. Gesù ha inviato gli apostoli come egli stesso è stato inviato dal Padre (cfr. Giovanni, 20, 21): "Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me" (Luca, 10, 16). L'obbedienza che il presbitero dà al Santo Padre, al vescovo e ai loro rappresentanti, si basa sulla fede. Mediante questa obbedienza il sacerdote dà a Dio la possibilità di servirsi pienamente di lui nell'attuare la missione della Chiesa. L'obbedienza non ha lo scopo di sminuire il ruolo del prete, o di trattarlo come inferiore o di impedirgli la propria crescita personale.
Anche il sacerdote partecipa dell'esercizio dell'autorità nella Chiesa. Da quanti hanno autorità nella Chiesa ci si attende l'impegno di esercitare questo potere nel nome di Cristo. Un vescovo o un sacerdote deve fare il proprio dovere con tutta umiltà e coraggio. Non dimostra certo umiltà se abbandona la responsabilità pastorale: questo danneggerebbe solo il gregge. (...) D'altra parte, il sacerdote non deve tentare di introdurre una specie di democrazia secolare che non si accorda con la natura divina dell'istituzione gerarchica della Chiesa. Una cosa è la virtù dell'umiltà, tutt'altra è cercare di clericalizzare il laicato o laicizzare il clero.
La Chiesa non ha nulla da guadagnare, ma tutto da perdere, da simili dissennate iniziative. In tema di obbedienza del presbitero, è degno di speciale attenzione il suo atteggiamento verso i compiti affidatigli dal vescovo. Certamente da parte del vescovo ci si deve aspettare amore, attenta considerazione delle capacità di ciascun presbitero, apertura al dialogo, equità, giustizia e una chiara visione della missione della Chiesa nella diocesi. Se si trattasse di una lettera rivolta ai vescovi, potremmo scendere in maggiori dettagli sulle loro responsabilità. Ma qui stiamo esaminando il ruolo del sacerdote. Questi deve lasciare al vescovo e ai suoi collaboratori piena libertà nelle nomine riguardanti i preti. Dal presbitero bisogna attendersi un amorevole e leale atteggiamento di collaborazione e obbedienza. Se tuttavia un sacerdote reputa che una particolare nomina o incarico datogli dal vescovo possa danneggiare lui o altre persone, allora ha il diritto, e talvolta il dovere, di chiedere un dialogo con il vescovo per esporre ciò che pensa. Dopodiché, in tutta semplicità, il sacerdote accetti la decisione ultima del vescovo; anche nello scenario peggiore che il vescovo assegni un incarico che supera le capacità del presbitero o che possa farlo soffrire e danneggiarlo, Dio non mancherà certo di proteggere il sacerdote che obbedisce.
Il giudizio di Dio nei riguardi del vescovo è altra cosa e Dio non ha bisogno di consigli dal sacerdote per questo! Comunque, il sacerdote che disobbedisce a una direttiva chiara e ponderata del proprio Vescovo, non deve aspettarsi la benedizione del Signore. Si trova in balia di se stesso e non deve illudersi di star facendo la volontà di Dio. (...) Ciò che voglio dire è che la mano invisibile di Dio guida gli eventi, anche quando i superiori possono essere carenti in qualche aspetto nell'esercizio dell'autorità. Alla fine, Dio protegge il sacerdote che rispetta e obbedisce al proprio vescovo con fedeltà ferma e nobiltà di carattere. L'intervento di Dio può apparire posticipato di mesi o anche di anni, ma alla fine arriva. Ad alcuni santi è stata fatta giustizia solo dopo la morte. Il sacerdote è un seguace di Cristo che, nella sua esistenza terrena, ha vissuto da povero. È nato in una stalla ed è stato deposto in una mangiatoia.
La Santa Famiglia di Nazaret viveva in povertà di mezzi. Cristo ha ammonito le persone che si offrivano spontaneamente a seguirlo di ricordarsi che le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo (cfr. Matteo, 8, 20). È vero che i sacerdoti membri di ordini e congregazioni religiose, in quanto religiosi, fanno il voto di povertà, mentre invece non lo fanno i sacerdoti diocesani. È però chiaro, dall'esempio e dall'insegnamento di Cristo, che ogni sacerdote deve coltivare la virtù della povertà. Un certo distacco dai beni terreni è richiesto al sacerdote diocesano. Questi, prima di tutto, deve essere onesto e trasparente nell'amministrazione dei beni della Chiesa. In situazioni riguardanti la parrocchia o la diocesi è tenuto a collaborare con il consiglio economico e ad osservare lealmente i regolamenti della diocesi in materia.
La virtù della povertà riguarda anche l'uso personale dei propri soldi. Evitando tutto ciò che può farlo apparire attaccato a beni terreni ed incline a spese eccessive, il sacerdote deve ricordarsi dei poveri, dei malati, degli anziani e di tutti i bisognosi in genere. I mezzi di trasporto, la casa, il mobilio, il vestito non devono collocarlo dalla parte dei ricchi e dei potenti. Per risparmiare al sacerdote un'eccessiva preoccupazione per i bisogni dovuti a malattia e a vecchiaia, la diocesi deve prevedere queste situazioni e predisporre adeguati programmi. Un test sulla generosità del prete può consistere nel domandarsi quali motivi di carità sono inclusi nei suoi desideri e quanta gente povera, poveri seminaristi o candidati alla vita consacrata piangeranno la sua morte, riconoscendo che è scomparso il loro padre in Cristo e il loro benefattore.
Il presbitero non deve identificare la povertà con la mancanza di pulizia e di ordine nella propria casa, e neppure assimilarla con l'uso di paramenti o suppellettili d'altare consunti. Occorre offrire il meglio a Dio per la sua lode. Nella sua casa ogni cosa deve essere segno di buon gusto e ordine, pur nella semplicità e sobrietà. Cristo ha vissuto una vita verginale, ha insegnato ai suoi discepoli la castità e ha proposto la verginità a coloro che sono disponibili e in grado di seguire una tale chiamata. La Chiesa, da sempre, ha tenuto in grande considerazione il celibato dei sacerdoti. Nella vita sacerdotale, la continenza perpetua per il regno dei cieli esprime e stimola la carità pastorale. È una sorgente speciale di fecondità spirituale nel mondo (cfr. Presbyterorum ordinis, 16).
(...)
Ciò di cui ha bisogno è il silenzio, la quiete e il raccoglimento per stare alla presenza di Dio, dare maggior attenzione a Dio e incontrare Cristo nella preghiera personale davanti al tabernacolo. Solo allora sarà capace di vedere Cristo in ogni persona che incontra nel ministero. Perché i grandi santi, che dedicano molto tempo per stare soli con Dio, sono così bravi nell'incontrare la gente? Hanno una identità chiara, trovano Dio e così trovano se stessi e gli altri in Dio. Non dobbiamo sottovalutare l'apporto positivo della fraternità tra sacerdoti per vivere il celibato. Come è bello quando i presbiteri vivono in unione e armonia (cfr. Salmi, 133, 1). L'ideale è che il vescovo faccia in modo che i sacerdoti vivano in due o tre per parrocchia, piuttosto che da soli.
Abbiamo bisogno gli uni degli altri per far crescere al massimo le nostre potenzialità. L'auspicio è di costituire comunità di presbiteri che vivono insieme, che si raccolgono insieme in cappella, che preghino parte della Liturgia delle Ore insieme, discutano insieme i problemi pastorali, mangino e scherzino insieme - si formino tali comunità in gran numero in una diocesi, e avremo testimoni migliori di Cristo, anche in rapporto al celibato sacerdotale, come pure al ministero presbiterale in genere. Quasi in ogni epoca si incontra chi presenta ragioni per persuadere la Chiesa latina a rendere il celibato "facoltativo", così dicono. E ogni volta la Chiesa ha detto di no, per buone ragioni.
L'ultima parola della Chiesa su questa materia è di Papa Benedetto XVI, nella Esortazione post-sinodale Sacramentum caritatis.
Voglio citare per esteso quanto ha detto: "In tale scelta del sacerdote, infatti, trovano peculiare espressione la dedizione che lo conforma a Cristo e l'offerta esclusiva di se stesso per il Regno di Dio. Il fatto che Cristo stesso, sacerdote in eterno, abbia vissuto la sua missione fino al sacrificio della croce nello stato di verginità costituisce il punto di riferimento sicuro per cogliere il senso della tradizione della Chiesa latina a questo proposito. Pertanto, non è sufficiente comprendere il celibato sacerdotale in termini meramente funzionali. In realtà, esso rappresenta una speciale conformazione allo stile di vita di Cristo stesso. Tale scelta è innanzitutto sponsale; è immedesimazione con il cuore di Cristo Sposo che dà la vita per la sua Sposa.

In unità con la grande tradizione ecclesiale, con il concilio Vaticano ii e con i Sommi Pontefici miei predecessori, ribadisco la bellezza e l'importanza di una vita sacerdotale vissuta nel celibato come segno espressivo della dedizione totale ed esclusiva a Cristo, alla Chiesa e al Regno di Dio, e ne confermo quindi l'obbligatorietà per la tradizione latina. Il celibato sacerdotale vissuto con maturità, letizia e dedizione è una grandissima benedizione per la Chiesa e per la stessa società" (Sacramentum caritatis, 24).
(©L'Osservatore Romano - 15-16 dicembre 2008)

31 commenti:

Stephanos78 ha detto...

Parole su cui meditare... Utili anche a noi Fedeli Laici...

Emma ha detto...

Cari amici, non sapevo se mettere questo commento qui o più sotto.
Comunque, domenica mi trovavo a casa di amici e a mezzogiorno abbiamo pregato l`Angelus con il Papa.
Ad un certo punto Benedetto XVI, indirizzandosi ai fedeli italiani presenti, ha parlato dei fedeli giunti dalla Toscana, le telecamere hanno allora inquadrato un tipico immenso striscione del cammmino neocatecumenale con scritto, come sempre, in grande cammino nc, ma poi, novità, non il nome della parrocchia che talvolta figura, ma: "segue il suo pastore Benedetto XVI", vedendo quello striscione una signora, che non conoscevo, si è agitata dicendo : "seguite il Papa? Vergognatevi, ipocriti, il vostro pastore è KIKO non è il Papa !"
Era veramente arrabbiata, in seguito mi ha raccontato la sua storia che assomiglia a tutte le storie che abbiamo letto su questo blog.
Una storia drammatica e molto triste.
Una famiglia separata e distrutta, per discrezione non mi permetto di entrare nei dettagli, ma la signora mi ha confermato tutto ciò che già sappiamo, l`obbedienza assoluta dovuta ai catechisti, che a loro volta obbediscono ciecamente a Kiko Arguello, la discrezione dei presbiteri sottomessi ai catechisti e dunque a Kiko Arguello, il silenzio imposto, l`impossibilità di porre domande anche quando i primi dubbi cominciano a sorgere, le menzogne che vedeva raccontate all`esterno e la realtà che viveva all`interno del cammino, la disobbedienza al Papa.
Mi ha confermato il disegno per la Chiesa e sulla Chiesa di Kiko Arguello che è quello descritto su questo blog attraverso i suoi interventi anche i più recenti.
Mi fermo qui, posso solo aggiungere che la fiducia di questa persona nella gerarchia ecclesiatica si è molto affievolita, non si è sentita accolta alla sua uscita dal cammino, quando ha proposto la sua testimonianza le è stato detto che era meglio che tacesse, non solo non ha trovato ascolto e comprensione ma si è sentita rigettata dal parroco e invitata al silenzio!
Perchè un parroco non apre il suo cuore di pastore ad una fedele che visibilmente sta soffrendo,?
Di che cosa ha paura?

Stephanos78 ha detto...

Perchè un parroco non apre il suo cuore di pastore ad una fedele che visibilmente sta soffrendo,?
Di che cosa ha paura?


Il dolore immenso e terribile sta proprio in questo.

I Sacri Pastrori, che chiamiamo "Padre", spesso si "distaccano" dalle necessità non tanto materiali ma spirituali dei Fedeli che devono pascere.

E' una situazione terribile, non tanto quando i Fedeli agitano contestazioni e si intestardiscono su capricci, ma quando essi SOFFRONO per danni spirituali ricevuti e operati nella Chiesa di Roma, contro di essa ed i suoi Fedeli!

I Fedeli, come me, si sentono ISOLATI. Inascoltati e lontani. Soffrono nella solitudine e per aver sperimentato l'indifferenza dei Sacri Pastori.

E' certo una grande sofferenza, visto che Pietro e coloro che gli sono fedeli non sono ascoltati dalla restante (grande!) parte della Chiesa che Egli Guida in nome di Dio!

Questa famiglia, Emma, ha tutta la mia solidarietà e il mio ricordo nella preghiera.

Ma, per l'amore di Dio, abbraccino la Santa Croce! Chiedano il dono della Pazienza, della perseveranza.

In queste sofferenze terribili, è unguento l'amore di Maria Santissima.

Li comprendo. E' terribile essere abbandonati e buttati fuori dalla Casa del Padre, subendo l'isolamento e l'ingustizia.

Ne facciano istanza ai Vescovi e al Santo Padre! Confidando più nel Signore che negli uomini!

E preghino tanto! Preghino che tutto questo possa cessare...

E perchè i loro carnefici si convertano!

Michela ha detto...

i vescovi pensano che basti un parroco non nc per tenere sottocontrollo il cammino in una parrocchia. Invece con il cammino non si possono fare compromessi,
o lo si accetta, rinunciando alla propria libertà e alla ragione
o lo si rifiuta,
sapendo di andare incontro a persecuzioni e solitudine.
Ecco perchè i parroci tacciono.

mic ha detto...

card. Arinze:

""SIATE LIBERI, cari Sacerdoti, LIBERI da ogni condizionamento, LIBERI DA OGNI CAMMINO, perchè l'unico Cammino VERO e autentico è quello che NON condiziona il vostro Ministero, ma NELL'OBBEDIENZA E FEDELTA' AI SUPERIORI che sono il Vescovo e il Pontefice, siate veramento il "seme CHE MUORE" e che solo così potrà permettere anche a NOI, Laici, di ricevere degnamente i Sacramenti e la Riconciliazione con Dio...""

veramente GRANDE questa lettera... lascia in eredità ai sacerdoti molte cose essenziali e profonde

Avevamo più di una volta perorato il fatto che i sacerdoti venissero chiamati direttamente in causa, sconcertati e addolorati a causa dell'obbedienza dei presbiteri neocat ai loro fondatori anche attraverso i catechisti, piuttosto che al Papa...

L'unico cammino vero e autentico è quello che non condiziona il vostro ministero

più chiaro di così... solo che nell'ambito del cammino è difficile (ma spero non del tutto impossibile) riuscire a trovare 'orecchi per intendere' prole magisteriali...

jeff m. ha detto...

"più chiaro di così... solo che nell'ambito del cammino è difficile (ma spero non del tutto impossibile) riuscire a trovare 'orecchi per intendere' prole magisteriali..."

Mettere in bocca al card. Arinze parole scritte da Caterina e farle perciò diventare Magistero...mica male questa!! :D
Certo che con il passare del tempo siete sempre più spassosi! :D

Signor Veneranda ha detto...

card. Arinze:

""SIATE LIBERI, cari Sacerdoti, LIBERI da ogni condizionamento, LIBERI DA OGNI CAMMINO, perchè l'unico Cammino VERO e autentico è quello che NON condiziona il vostro Ministero, ma NELL'OBBEDIENZA E FEDELTA' AI SUPERIORI che sono il Vescovo e il Pontefice, siate veramento il "seme CHE MUORE" e che solo così potrà permettere anche a NOI, Laici, di ricevere degnamente i Sacramenti e la Riconciliazione con Dio...""
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"e che solo così potrà permettere anche a NOI, Laici,?????"

E'd'uopo un carmine:

Mic, quanto hai scambiato
per cardinalizio/
è soltanto un commento della Cat/
che del risorgente sodalizio/
ha ereditato il disprezzo Neocat;/
a meno che anche Francisco Arinze/
non si sia anch'egli laicizzato,/
cerca di prender sempre con le pinze/
ogni commento dal livor dettato!

Aldo ha detto...

ZI08121508 - 15/12/2008
Permalink: http://www.zenit.org/article-16522?l=italian

Caterina come al solito hai fatto un bel lavoro, che strano però, nel Link succitato, zenit coglie solo "alcuni" aspetti - celibato e elemosina - gli aspetti messi in risalto da Te... neanche una parola... bè tanto siamo abituati all'informazione "di regime"..

Emma ha detto...

Beh, il cammino è impiantato solidamente nei diversi organi di informazione cattolici e Zenit non fa eccezione, anzi direi che Zenit è stato uno dei primi, con la Radio Vaticana, a tendere un microfono compiacente ad Arguello dopo la consegna dello statuto.

Goku ha detto...

Salve, mi scuso se occupo un pò del vostro spazio per dirvi cose non riguardanti l'argomento del post!

Lo so che sono in anticipo di 10gg circa, ma auguro a tutti voi il Buon Natale!!

Lo faccio oggi perchè domani parto per l'Africa e torno, forse, a marzo;io, come sapete, sto nel cammino, ma vi sento cmq miei fratelli in Cristo e nella Chiesa quindi nel rinnovarvi gli auguri per un felice e santo Natale vi stringo in un abbraccio di pace...

SHALOM


Bontà e fedeltà non ti abbandonino; lègale intorno al tuo collo, scrivile sulla tavola del tuo cuore, e otterrai favore e buon successo agli occhi di Dio e degli uomini. (Prov 3, 3-4)

soft ha detto...

MI per favore non cestinare questo intevento


Ad un certo punto Benedetto XVI, indirizzandosi ai fedeli italiani presenti, ha parlato dei fedeli
EMMA HA DETTo


giunti dalla Toscana, le
telecamere hanno allora inquadrato
un tipico immenso striscione del
cammmino neocatecumenale con scritto, come sempre, in grande cammino nc, ma poi, novità, non il nome della parrocchia che talvolta figura, ma: "segue il suo pastore Benedetto XVI", vedendo quello striscione una signora, che non conoscevo, si è agitata dicendo : "seguite il Papa? Vergognatevi, ipocriti, il vostro pastore è KIKO non è il Papa

bella questa storiellina!!!Hai detto alla signora che si deve confessare?Ha commesso un peccato.

EMMA HA DETTO

Era veramente arrabbiata, in seguito mi ha raccontato la sua storia che assomiglia a tutte le storie che abbiamo letto su questo blog.Una storia drammatica e molto triste.Una famiglia separata e distrutta, per discrezione non mi permetto di entrare nei dettagli, ma la signora mi ha confermato tutto ciò che già sappiamo, l`obbedienza assoluta dovuta

Beh invece di indignarsi e fare una sceneggiata in piazza S.Pietro la signora dovrebbe presentare la sua protesta nelle sedi opportune.
Agire da isterici a chi serve?

emma ha detto

sappiamo, l`obbedienza assoluta dovuta ai catechisti, che a loro volta obbediscono ciecamente a Kiko Arguello, la discrezione dei presbiteri sottomessi ai catechisti e dunque a Kiko Arguello, il silenzio imposto, l`impossibilità di porre domande anche quando i primi dubbi cominciano a sorgere, le menzogne che vedeva raccontate all`esterno e la realtà che viveva all`interno del cammino, la disobbedienza al Papa.Mi ha confermato il disegno per la Chiesa e sulla Chiesa di Kiko Arguello che è quello descritto su questo blog attraverso i suoi interventi anche i più recenti.

Ma dove l'hai visto questo film??

EMMA HA DETTO

Mi fermo qui, posso solo aggiungere che la fiducia di questa persona nella gerarchia ecclesiatica si è molto affievolita, non si è sentita accolta alla sua uscita dal cammino, quando ha proposto la sua testimonianza le è stato detto che era meglio che tacesse, non solo non ha trovato ascolto e comprensione ma si è sentita rigettata dal parroco e invitata al silenzZIO

Male per lei se non ha fiducia nella gerachia.Gesù ha promesso il sostegno dello Spirito Santo alla Chiesa evidentemente questa signora ne dubita.

Stefanos78 ha detto

I Sacri Pastrori, che chiamiamo "Padre", spesso si "distaccano" dalle necessità non tanto materiali ma spirituali dei Fedeli che devono pascere

Ancora attacchi alla Chiesa e ai clero e poi vi autodefinite cattolici romani.vedi che ho ragione siete anticattolici?E cosa dovremmo dire dei preti che in questi anni hanno perseguitato il Cammino?Padre Zoffoli.Padre Elio Marighetto,Don Marcello Stanzione etc.Dove sobo ora?

Stefanos78 ha detto

E' una situazione terribile, non tanto quando i Fedeli agitano contestazioni e si intestardiscono su capricci, ma quando essi SOFFRONO per danni spirituali ricevuti e operati nella Chiesa di Roma, contro di essa ed i suoi Fedeli!

se i fedeli soffrono bisogna capire anche perchè.A volte siamo noi che scegliamo strade sbagliate e ci poniamo fuori il disegno di Dio.In questo caso la sofferenza siamo noi a cercarla e a provocarla non la Chiesa.Forse besterebbe ubbidire a Dio e alla Chiesa e smetterla di ostinarsi in un puerile rifiuto.Avete voluto dichiarare una guerra ma alla fine vi siete bruciati.Chi è causa dei suoi mali pianga se stesso.

Stefanos78 ha detto

Ne facciano istanza ai Vescovi e al Santo Padre! Confidando più nel Signore che negli uomini.

Appunto confida nel Signore non sostituirti a lui puntando il dito e giudicando.Pensa tu ad essere un buon cristiano lascia al Papa e ai Vescovi fare il loro mestiere.Tu fai il marito.

Michela ha detto...

i vescovi pensano che basti un parroco non nc per tenere sottocontrollo il cammino in una parrocchia. Invece con il cammino non si possono fare compromessi,
o lo si accetta, rinunciando alla propria libertà e alla ragione
o lo si rifiuta, sapendo di andare incontro a persecuzioni e solitudine.Ecco perchè i parroci tacciono.

No cara ti sbagli!!I sacerdoti che prima rifiutavano il Cammino si stanno convincendo di essere stati troppo frettolosi nelle loro valutazioni.Conosco parrocchie nelle quali il cammino era stato chiuso che hanno chiesto di nuovo le catechesi.E proprio il contrario di quello che dici tu.Poi abbi più rispetto dei Vescovi non voler dare lezioni.

Emma ha detto

Beh, il cammino è impiantato solidamente nei diversi organi di informazione cattolici e Zenit non fa eccezione, anzi direi che Zenit è stato uno dei primi, con la Radio Vaticana, a tendere un microfono compiacente ad Arguello dopo la consegna dello statuto

non direi proprio quando fu pubblicata la lettera di Arinze ci fu una campagna mediatica del tutto sfavorevole al Cammino.Ora molti si sono mozzicati la lingua e tacciono.Come mai?

mic ha detto...

Testimonianza
le testimonianze non sono mai O.T. sul nostro Blog. La pubblico, così come ricevuta via mail, perché esprime la speranza che possa essere utile e cercherò di rispondere al più presto. Credo comunque che molti elementi per la risposta possa darli Aldo...

""Salve, sono un uomo di 35 anni felicementente sposato, sono entrato nel cammino circa 15 anni fa e da poco ho finito il secondo scrutinio anche mia moglie è in cammino da qualche tempo mi sono accorto che il cammino sta avendo sempre di più un atteggiamento di forzatura e di poco rispetto nei miei confronti e verso la mia famiglia è una continua richiesta di denaro (di cui loro si fanno scudo dicendo che è un idolo) ora ci hanno cominciato a chiedere la "decima" sui nostri stipendi per dirlo a parole loro "mantenere" i fratelli della comunità che ne hanno bisogno (a parere mio è una tassa) che non intenzione di pagare.. allora il mio problema è questo mi voglio ribbellare a questa setta che sento che si sta facendo sempre più serrante nei miei confronti... aumentano le minacce psicologiche e vorrei fare qualcosa per affrontare questa situazione e sopratutto per evitare che altri possano cadere in questo tranello ben architettato dal famoso kiko.. voglio restare all'interno della comunità per essere un valido aiuto anche per voi per scardinare la supremazia di questi fanatici che a me stanno rovinando la vita..

se potete darmi suggerimenti e aiuto ve ne sarei molto grato
spero che la mia testimonianza possa esservi utile

Carlo""

mic ha detto...

Mettere in bocca al card. Arinze parole scritte da Caterina e farle perciò diventare Magistero...mica male questa!! :D

se avessi letto la lettera del card Arinzem ti saresti accorto che Caterina ne ha "estratto il succo"

Certo che con il passare del tempo siete sempre più spassosi! :D

ma guarda ;)

mic ha detto...

Per Veneranda
....
E'd'uopo un carmine:

Mic, quanto hai scambiato
per cardinalizio/
è soltanto un commento della Cat/
che del risorgente sodalizio/
ha ereditato il disprezzo Neocat;/
a meno che anche Francisco Arinze/
non si sia anch'egli laicizzato,/
cerca di prender sempre con le pinze/
ogni commento dal livor dettato
!

Veneranda che sempre di vedetta
ogni virgola di questo nostro andare
soppesi e sminuzzi con un fare,
che s'approssima tanto alla vendetta,
appena puoi. Ed ogni mia parola
al setaccio passi e ripassi
e dalla inesausta gola
lanci e rilanci livorosi sassi!
Cosa credi di fare in questo modo?
Il nostro andare certo non lo fermi
e prima o poi ti accorgerai
che non è il livor che spinge i nostri lai,
ma la costanza di cristiani inermi
forti soltanto della Fede in Colui
cui sono affidate le vite le anime la storia
il tempo l'azione e la memoria
del quotidiano vivere in Lui...
Voglio però dir qualcosa in più:
Egli è il Signore: Il Nome Suo è Gesù...

Aldo ha detto...

Ci provo Mic.:

Carlo, da ciò che dici sono 15 anni e ne hai 35... ed hai da poco finito il II passaggio.. Ti hanno già "ucciso".. Ti hanno tenuto ingabbiato in un tempo lunghissimo ( il 2° passaggio di solito si fa dopo 4 anni dall'ingresso).. immagino quante "fermate" o "fusioni" vi hanno fatto fare.. la "decima" non è una tassa, ma una "libertà" (Veneranda mi può correggere) però ad ogni incontro, ad ogni tappa, Ti chiedono se la "versi".. se dici no.. non puoi fare le altre tappe.. non sei libero dal denaro.. etc.etc. (quindi psicologicamente sei obbligato - anche realmente.. Ti fanno sentire una m..da)
Tu non Ti devi ribellare... devi SCAPPARE IL PIU' LONTANO POSSIBILE.. lascia perdere l'aiuto agli altri (c'è il Signore grazie a Dio e c'è già chi fa informazione, come questo sito)
Tu devi aiutare Te e la Tua famiglia ( per loro sei un problema perchè hai detto "felicemente sposato" dovevi dire che Tua moglie è Tua nemica)

Con l'aiuto della preghiera e di un buon Sacerdote (non del cn) in accordo con Tua moglie cominciate a cercarVi un altra Parrocchia, se avete al possibilità andate a vivere una Messa celebrata con il VO.. (io sono andato anche da un famoso Esorcista.. e non scherzo).
non date troppe spiegazioni agli ex, che di volta in volta Vi verranno a trovare o Vi chiameranno..
Ti hanno tolto già troppi anni, riavvicinati agli affetti familiari..(tutti).. e con calma e nel tempo prova a leggere tutti i post che ci sono in questo Blog..
non Ti fidare di noi, leggi informati, chiedi, istruisciti,aumenta la Tua Cultura nelle "cose di Dio" Papi, Magistero,il Catechismo della Chiesa Cattolica, Padri della Chiesa, Vita dei Santi, noi non siamo nulla, cerchiamo solo di seguire Cristo la Sua Chiesa e i suoi insegnamenti... ed allora vedrai che un "mondo nuovo" si aprirà davanti ai Tuoi occhi..
fa tutto ciò in "comunione" con Tua moglie e ricordaTi che il "matrimonio" il TUO Matrimonio" è un SACRAMENTO il cn "no" (veramente non sappiamo ancora che cos'è)..

mic ha detto...

Caro mic pubblica per favore non censurare se sei una persona corretta

c'è qualcuno che insiste a far precedere i suoi post, da questo "Avviso"...

Forse li pubblicherò, se sarà il caso, e quando la finirà di apostrofarmi in questo modo...

mic ha detto...

Altra testimonianza di segno opposto a quella precedente. Da Santino

CARDENAL ANTONIO CAÑIZARES / PREFECTO DE LA CONGREGACIÓN PARA EL CULTO DIVINO
La Razón - 14 Diciembre 08 - Madrid - Álex NAVAJAS
- Sin embargo, hay algunos grupos –pienso, por ejemplo, en el Camino Neocatecumenal– que han tratado de fomentar esas «celebraciones más vivas» a las que usted acaba de apelar y han recibido alguna observación por parte del Vaticano…
-La semana pasada estuve varios días en Perú y tuve la suerte de convivir con los seminaristas del Redemptoris Mater, del Camino. No hay ninguna anomalía litúrgica; es todo conforme con lo que establece el «ordo misae». Lo que sí he visto han sido eucaristías en las que se celebraba sin ninguna prisa, con una fe muy grande y en donde se perciben el gozo y la acción de gracias por el don que allí está aconteciendo.

Ecco quello che ha detto il Card. CAÑIZARES, nuovo Prefetto della Congregazione per il culto divino (al posto del Card. Arinze):

- Indubbiamente, ci sono alcuni gruppi – penso per esempio, al Cammino Neocatecumenale – che hanno cercato di favorire queste «celebrazioni più vive» cui ella ha appena fatto riferimento e hanno ricevuto delle osservazioni da parte del Vaticano…
- La settimana scorsa sono stato diversi giorni in Perù e ho avuto la fortuna di convivere con i seminaristi del Redemptoris Mater, del Cammino. Non c’è nessuna anomalia liturgica; è tutto conforme con ciò che stabilisce l’«ordo misae». Quello che ho visto di certo sono state eucaristie nelle quali si celebrava senza nessuna fretta, con una grande fede e dove si percepiva la gioia e l’azione di rendere grazie per il dono che lì stava avvenendo.

Aldo ha detto...

Vorrei vedere le immagini di come hanno celebrato con il Cardinale CAÑIZARES,l'Eucarestia...certamente avranno evitato La Cannukkià, o altre "deformazioni" (visto che sono seminaristi) le varie "monizioni" o "eco della parola".. sono bravi ad "adeguarsi" in alcune occasioni..

Emma ha detto...

È questo il mio timore, e cioè che in realtà chi dovrebbe esserlo non è correttamente informato,perchè quando e se necessario i membri del cammino e Kiko Arguello per primo sanno adeguarsi ed essere il più conformi possibili, poi c`è quello che in realtà succede al`interno del cammino.
C`è la facciata e c`è ciò che in tanti testimoniano qui e altrove.
Ho dimenticato di dire, che la signora di cui ho parlato più sopra mi ha anche parlato dei ricatti emozionali, delle minaccie, delle condanne, che hanno preceduto e seguito la sua uscita dal cammino.
Come Aldo, pure io dico a Carlo, SCAPPA, ESCI da quel cammino che sta avvelenando la tua vita.

Stephanos78 ha detto...

Ha ragione Aldo. Altrimenti non si spiega ciò che afferma il Cardinale poco prima nello stesso articolo:

"-Sin embargo, Benedicto XVI ha reiterado en algunas ocasiones la conveniencia de comulgar de rodillas y en la boca. ¿Es algo importante o mera cuestión de formas?
-No, no sólo es cuestión de formas. ¿Qué significa comulgar en la boca? ¿Qué significa hacer una genuflexión ante el Santísimo? ¿Qué significa ponerse de rodillas durante la consagración en la misa? Significa adoración, significa reconocimiento de la presencia real de Jesucristo en la eucaristía; significa respeto y actitud de fe de un hombre que se postra ante Dios porque sabe que todo viene de Él y nos sentimos anonadados, asombrados, ante la maravilla de Dios, su bondad y su misericordia. Por eso no da la mismo poner la mano y comulgar de cualquier manera que hacerlo con respeto; no da lo mismo comulgar de rodillas que de pie, porque todos esos signos indican una actitud profunda. A lo que tenemos que llegar es a esa actitud profunda del hombre que se postra ante Dios, y eso es lo que quiere el Papa. "

Traduzione:

[La Razón] Comunque, Benedetto XVI has ripristinato in alcuni casi il decoro di ricevere la comunione in bocca e in ginocchio. E’ qualcosa di importante o è solo questione di forma?

[Cañizares] - No, non è solo questione di forma. Che cosa vuol dire ricevere la comunione in bocca? Che cosa vuol dire inginocchiarsi davanti al Santissimo Sacramento? Che cosa significa inginocchiarsi durante la consacrazione, nella Messa? Significa adorazione, significa riconoscere la presenza reale di Gesù Cristo nell’Eucaristia; significa rispetto e atteggiamento di fede di chi si prostra davanti a Dio perché sa che ogni cosa viene da Lui, e resta senza parole, stupito, di fronte alla meraviglia, alla sua bontà e alla sua pietà. Ecco perché non è la stessa cosa porgere la mano e ricevere la comunione in un modo qualunque e farlo in modo rispettoso; non è lo stesso ricevere la comunione in piedi o in ginocchio, perché questi segni hanno un forte significato. Quello che dobbiamo comprendere è l’atteggiamento profondo dell’uomo che sip rostra davanti a Dio, ed è ciò che vuole il Papa.


....MA SE LA COMUNIONE NEL CNC SI AMMINISTRA DANDOLA IN MANO, IN PIEDI E CON LA FOCACCIA DI AZIMO!!!

Che Comunione ha visto il Cardinale?

Stephanos78 ha detto...

...Nel Cammino si usano stabilmente simboli appartenenti ad altre religioni (ebraismo). Che Liturgia ha visto il Cardinale?

Nel Cammino si Celebra stabilmente in "privato". Che Messa ha visto il Cardinale? Nel Cammino si celebra stabilmente in "sale"..Che messa ha visto il Cardinale?

Il Cardinale conosce queste fotografie?

Foto 1
Foto 2

...Queste contraddizioni mi fanno diventare matto... Sono assurde... Oppure...

Stephanos78 ha detto...

L' articolo completo de La Razon...

Ovvero il giornale "usato" da Kiko in momenti che ricordiamo... !

mic ha detto...

Per Soft 17:54
non direi proprio quando fu pubblicata la lettera di Arinze ci fu una campagna mediatica del tutto sfavorevole al Cammino.Ora molti si sono mozzicati la lingua e tacciono.Come mai?

spero che altri chiamati in causa rispondano al tuo tendenzioso spot.

Io purtroppo sono di corsa, ma non posso fare a meno di farti notare che il card Canizares non si è mozzicato la lingua e non ha taciuto, se ha detto:

... "al Cammino Neocatecumenale – che hanno cercato di favorire queste «celebrazioni più vive» cui ella ha appena fatto riferimento e hanno ricevuto delle osservazioni da parte del Vaticano..."

è chiaro che considera valide le "osservazioni" fatte dal Vaticano ed evidentemente nelle liturgie cui ha partecipato gli hanno fatto vedere che sono state recepite, mentre invece ci sono tantissime testimonianze che dimostrano il contrario...

Emma ha detto...

È terribile osservare il disprezzo con cui Soft, degno nc, accoglie la testimonianza di una persona che soffre ancora oggi del suo passaggio nel cammino neocatecumenale.
Che carità cristiana, che rispetto, inutile commentare oltre, soft si discredita da solo e, senza rendersene conto, accredita proprio la testimonianza che vorrebbe ridicolizzare.

Emma ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Caterina63 ha detto...

Raccolgo un pò di commenti in una sola risposta cominciando da Aldo....^___^

il testo da me riportato è dell'O.R. con Zenit ho dovuto più di una volta scrivere per rchiamare a delle loro SVISTE su come delle volte riportano le notizie....ogni volta mi hanno ringraziato di averglielo fatto notare... ma non hanno mai corretto i loro notiziari..
mi suona molto come di presa in giro, ma ognuno renderà conto a Dio....
^__^


E' molto eloquente di come i nostri amici NC Veneranda e Jeff abbiano notato L'ERRORE IN BUONA FEDE DI MIC, che attribuisce ad Arinze parole mie (il che è chiarissimo a tutti, anche a Mic dopo una seconda lettura!) e l'abbiano attaccato come se stessero trattando con una persona ****** (mi autocensuro)....quando poi, volutamente, ignorano tutto il resto del Card. Arinze a cominciare dalla Lettera del dicembre 2005....
o peggio attribuiscono alle parole del Papa del 12.1.2006 IL DECADIMENTO, L'ANNULLAMENTO....

ebbene, questa Lettera-libro ai Sacerdoti del card. Arnze è un PRO-MEMORIA DELLA LIBERTA' DEL SACERDOTE e della sua dignità nella Grazia del Sacramento dell'Ordine, essi non sono "sacerdoti di Kiko, nè NC" dal momento che Kiko stesso riconosce L'INESISTENZA di una formazione COMUNITARIA, DI GRUPPO, ASSOCIAZIONE O ALTRO nella Chiesa di questo CAMMINO....

ergo i Sacerdoti sono esseri LIBERI....vincolati in questa libertà (è il paradosso della libertà del Cristo che è Dio, ma quale Figlio si umilia, si fa UOMO per divinizzare l'Uomo e si fa OBBEDIENTE AL PADRE FINO ALLA MORTE E SPOSA LA CHIESA NON KIKO O IL CAMMINO) che è proprio l'essere OBBEDIENTI ALLA CHIESA....

Cristo stesso "OBBEDISCE" alla Chiesa, dice a Pietro: Tutto ciò che legherai e tutto ciò che scioglierai....

quelle parole del Papa del 12.1.2006 SONO UN LEGAME INDELEBILE ALL'OBBEDIENZA DELLE RICIESTE DELLA CHIESA AL CN...
"Per aiutare il Cammino Neocatecumenale" disse il Papa...

ergo OGNI SACERDOTE DEVE OBBEDIENZA AL PAPA E NON AI CATECHISTI, TANTO MENO A KIKO...

Cari NC fatevi questo regalo per Natale, compratevi il Libro del Card. Arinze e invitate tutti a seguire LE NORME STABILITE DALLA CHIESA....
SE AMATE IL PAPA, AIUTATE DAVVERO IL PAPA OBBEDENDOGLI IN CIO' CHE CHIESE IN QUEL 12.1.2006....

^___^


anche le pulci dimostrano delle volte di avere la voce....^__^

Caterina63 ha detto...

P.S.
anche le pulci hanno la tosse.....

così prevengo eventuali correttori ^___^ ma intendevo proprio dire VOCE, nel nostro caso specifico...

e aggiungo....come ha fatto notare Mic, che le mie parole di riflessione sono il sunto di quelle breve monizioni del Card. Arinze a cominciare dalla sua eloquente espressione IGNORATA DAI NC qui intervenuti:

Una cosa è la virtù dell'umiltà, tutt'altra è cercare di clericalizzare il laicato o laicizzare il clero.

La Chiesa non ha nulla da guadagnare, ma tutto da perdere, da simili dissennate iniziative. In tema di obbedienza del presbitero, è degno di speciale attenzione il suo atteggiamento verso i compiti affidatigli dal vescovo.

(DAL VESCOVO, NON DA KIKO o da qualche catechista!!!)

Certamente da parte del vescovo ci si deve aspettare amore, attenta considerazione delle capacità di ciascun presbitero, apertura al dialogo, equità, giustizia e una chiara visione della missione della Chiesa nella diocesi. Se si trattasse di una lettera rivolta ai vescovi, potremmo scendere in maggiori dettagli sulle loro responsabilità. Ma qui stiamo esaminando il ruolo del sacerdote. Questi deve lasciare al vescovo e ai suoi collaboratori piena libertà nelle nomine riguardanti i preti. Dal presbitero bisogna attendersi un amorevole e leale atteggiamento di collaborazione e obbedienza. Se tuttavia un sacerdote reputa che una particolare nomina o incarico datogli dal vescovo possa danneggiare lui o altre persone, allora ha il diritto, e talvolta il dovere, di chiedere un dialogo con il vescovo per esporre ciò che pensa. Dopodiché, in tutta semplicità, il sacerdote accetti la decisione ultima del vescovo; anche nello scenario peggiore che il vescovo assegni un incarico che supera le capacità del presbitero o che possa farlo soffrire e danneggiarlo, Dio non mancherà certo di proteggere il sacerdote che obbedisce.

Il giudizio di Dio nei riguardi del vescovo è altra cosa e Dio non ha bisogno di consigli dal sacerdote per questo!

Comunque, il sacerdote che disobbedisce a una direttiva chiara e ponderata del proprio Vescovo, non deve aspettarsi la benedizione del Signore. Si trova in balia di se stesso e non deve illudersi di star facendo la volontà di Dio. (...)

Amen!

Stephanos78 ha detto...

Dice Emma:

È questo il mio timore, e cioè che in realtà chi dovrebbe esserlo non è correttamente informato,perchè quando e se necessario i membri del cammino e Kiko Arguello per primo sanno adeguarsi ed essere il più conformi possibili, poi c`è quello che in realtà succede al`interno del cammino.


Ma infatti la vera forza di Kiko è la forma Esoterica e Privata del CnC...

chisolm ha detto...

Caro don, sacerdote immaginario,
ti scrivo anche se non sono un cardinale, per la gioia di farlo e per riprendere un ragionamento interrotto. Innanzitutto ringrazio te di esserci e Chi, volendoti, da sempre ti ha conosciuto e formato nel seno di tua madre. Mi immagino, avendo studiato con tanti seminaristi, come sia stato complicato per te seguire la tua strada, ogni giorno un piccolo passo, esami da fare, impegni pastorali, pranzi e cene da metter su in cinque minuti, sacramenti da amministrare, dalla culla alla tomba, in mezzo qualche fiore d’arancio, con te che benedici gli anelli e, solo per un secondo, ti immalinconisci per quei figli che gli sposi avranno e tu no. Poi, però, ripigli il sorriso, guardi la chiesa colma e pensi: grazie Signore per tutti questi figli, della Tua paternità che mi affidi come causa seconda, del Tuo amore del quale devo essere eco risonante con la Parola che è la tua Parola e non quella di altri.
Caro don immaginario, credo che la libertà di cui un vero cardinale parla e ti consiglia di seguire, sia la moneta spicciola di questa perseveranza umana e divina che deve passare per le tue mani, visibile nella tua presenza orante a tutti i tuoi figli, percepibile nella concentrazione con cui tracci la croce sul pane e sul vino con la grazia di uno stupore sempre nuovo e, ogni volta, sempre diverso.
Caro don immaginario, se puoi, ripristina il campanello per le confessioni urgenti. Quando ero bambino, fuori dalla canonica, c’era una campana con una lunga funicella a cui si aggrappava, in ore notturne, le ore del rimorso bruciante, il peccatore insonne e, oltre la porta, sonnecchiava un altro don molto più vecchio di te, con la stola della misericordia viola avvolta tre giri di collo, come una sciarpa. Sobbalzava, si rassettava la stola e apriva il portone.
Caro don immaginario, se puoi, cerca di non confessare su appuntamento…
Ti raccomando, caro don immaginario, di leggere, leggere, leggere per allargare la tua percezione antropologica, psicologica, teologica sulle persone che ti verranno a chiedere aiuto.
A tutti, sappi dare la risposta giusta, olio sulle ferite, conforto nel dolore.
A tutti, perché tu sei di tutti e tutti ti apparteniamo come figli, con età diverse ma pur sempre bambini per come ci comportiamo agli occhi di Dio, datti con lo slancio del padre nello spirito, incoraggiaci, rimproveraci, dacci caramella o scappellotto a secondo dei casi.
Dacci te stesso nella tua libertà liberante perché liberata da Cristo, tuo e nostro Maestro.
Sii forte nelle questioni nelle quali tu devi essere padre, non altri inventori di verità che non siano quelle della Chiesa, custodisci forte nel cuore la tua missione di essere uomo tra gli uomini col dono dell’ordine che ti è toccato: liberamente lo hai accolto, liberamente esercitalo giacché quel dono, quella libertà, è il tuo tesoro che può liberare anche noi…
Buon Natale, caro don immaginario.
Chisolm

Emma ha detto...
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Anonimo ha detto...
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