martedì 14 settembre 2010

Infiltrazioni neocatecumenali nelle parrocchie. La tecnica del cuculo

Un nostro lettore, che si firma Pietro, ha lasciato questa testimonianza in chiusura di un thread non più rivisitato, che ho riaperto di recente dal link offerto dal quadro dei visitatori. La pubblico, rammaricata di non avergli risposto a suo tempo, perché è attualissima, circostanziata e rivelativa della dinamica distruttiva che il cammino instaura nelle Parrocchie: quella che Caterina chiama efficacemente "la tecnica del cuculo". Del resto è la fotografia dell'esperienza di molti di noi, che si perpetua nel tempo grazie all'incuria di chi ne ha responsabilità.
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Non ho vissuto il Cammino ma ho vissuto 15 anni in una parrocchia romana "devastata" dall'arrivo delle Comunità. Li dove alla fine degli anni 70 esistevano almeno 15 realtà pastorali diverse che animavano con partecipazione tutte le fasce di eta' dai 5 ai 99 anni, alla fine degli anni 80 non e' rimasto che deserto e stanze chiuse.

Non sono in grado di valutare la catechesi del Cammino ma sono in grado di valutare l'impatto catastrofico che essa può avere su un tessuto parrocchiale.

Eravamo tutti cristiani di serie B ai loro occhi, nelle loro parole, nei loro giudizi diretti. La nostra pratica, le nostre tradizioni associative (ACR, AGESCI, GAM, Oratorio, Vincenziane, Oblate etc. etc.), il nostro servizio pastorale reso ai bambini, agli anziani, ai ragazzi, la nostra dimensione e la nostra identità di quartiere, le nostre pratiche educative erano, ai loro occhi, solo alibi dietro i quali celare dubbi irrisolti, mancanza di fede se non vera e propria contiguità con il maligno.

Arrivarono agli inizi degli anni 80. Per un paio di anni nessuno si accorse letteralmente di loro. Celebrazioni al sabato sera, ad ora tardissima, quando la parrocchia si svuotava. Nessuna presenza agli eventi parrocchiali. Nessuno di loro ad una Via Crucis, ad una processione delle palme, alla festa del patrono, alla celebrazione di Cresime e comunioni. C'era solo la grande icona di Kiko che campeggiava all'ingresso degli uffici parrocchiali con la scritta "Catechesi per Adulti". Nessuna partecipazione al Consiglio. Nulla di nulla.

Finché una sera del 1982 uscirono violentissimamente allo scoperto, durante la Messa della Luce. Uno schock per tutta la comunità. La liturgia della parola completamente stravolta, senza preavviso, i cantori messi da parte, i ragazzi volontari con la chitarra esonerati e sostituiti da "semi-professionisti" e tamburelliste varie. Ogni brano della Parola veniva introdotto da uno sconosciuto che prima, dal pulpito, faceva della pubblica analisi dei suoi problemi personali e di fede e poi scaricava sull'assemblea i suoi sensi di colpa, ci additava per un cammino di conversione e di redenzione, secondo lui, mai intrapreso. La celebrazione, con la disposizione di altare e panche completamente stravolta, si prolungò tra battesimi, riti e eucarestia in duplice specie solo per gli adepti, per circa 5 ore. Alla fine delle quali la gente era distrutta, confusa, smarrita.

Noi animatori capimmo che quella sera era cambiato qualcosa nella nostra parrocchia ed essa non sarebbe stata più la stessa.

L'impatto delle Comunità procedette sostanzialmente su due binari. Uno prettamente logistico. Le Comunità crescevano in maniera quasi incontrollata. Avevano bisogno di spazi, di sale per i loro riti. Sale che dovevano essere arredate in modo molto particolare, con strutture fisse, suppellettili preziose. Una volta che una stanza veniva data in disponibilità ad una comunità essa veniva automaticamente sottratta al resto della parrocchia. Ci fu quindi un vero processo di conquista di spazi, con il resto delle associazioni che avendo esigenze logistiche più flessibili, meno rigide, erano costrette a retrocedere sempre di più in spazi angusti, limitati. Il secondo binario fu prettamente pastorale. La pratica neocatecumenale provocò una delegittimazione di fatto di tutte le altre realtà. Davanti ad una professione di fede così potente, così forte, cosi univoca, sostenuta con convinzione dal parroco, tutte le altre associazione vive della parrocchia persero velocemente convinzione in se stesse. Ad eccezione della AGESCI, che era legata a strutture zonali che ne garantivano la identità, tutte le altre, molto locali, si "annacquarono" sono la spinta del disinteresse praticato dal parroco. Il popolo iniziò ad abbandonare la Parrocchia. Per primi andarono via i ragazzi, poi via-via tutti quanti, assorbiti chi dalle realtà vicine, chi da associazionismi lontani, chi dai Neocat stessi.

Ma le Comunità non erano nate per praticare una pastorale parrocchiale e di quartiere. Una volta "digerita la parrocchia" se ne tornarono tranquille ai loro riti del sabato, alle loro adunate, alle loro agapi fraterne e scomparvero dagli eventi liturgici che avevano prima stravolto e condizionato.

Sono ancora li.

Il 90% di loro non appartiene al quartiere, non conosce le sue storie, i suoi anziani, i suoi indigenti. Arriva ogni sabato sera con i loro van e i loro suv stracarichi di bambini, chitarre e tamburelli. Parcheggia rumorosamente in piazza e altrettanto rumorosamente se ne va alle 2 di notte.

14 commenti:

mic ha detto...

Una toccante e lucida narrazione di un'esperienza, che si ripete in ogni parrocchia occupata dal cammnino nc.

Inesorabile e devastante, nell'assoluta indifferenza o addirittura con la connivenza di chi dovrebbe vigilare...

Caterina63 ha detto...

Una domanda a NC

il Papa sta desiderando che si ritorni alla comunione in ginocchio, NON lo sta imponendo, ma desidera che il resto della Chiesa LO IMITI visto che dicono di "stare con il Papa"....

ergo le chiedo:
se un gruppetto di NC decidesse di ricevere l'Eucarestia in ginocchio ed alla bocca, come reagirebbero i vostri Catechisti?

^__^

Caterina63 ha detto...

P.S.
chiedo venia per la domanda sopra, non avevo visto il thread nuovo, credevo fosse quello sotto ^__^

ma resta valida!

riguardo alla testimonianza davvero toccante...e tristemente riscontrabile nell'esperienza di molti che, da vicino o lontano, hanno veduto quanto accade...
è da meditare e pregare...

mic ha detto...

Inserisco questo post di Caterina, che segni l'inizio di questa nostra ulteriore riflessione

Cara Emma.....oggi è l'Esaltazione della Croce.....una Memoria che con il NOM si è andata perdendo ma che con il VOM si mantiene VIVA e che il CNC non osa neppure commemorare....ed è eloquente quanto sta per accadere in Inghilterra con i preparativi per la visita del Pontefice:

http://blog.messainlatino.it/2010/09/nel-corso-dello-spettacolo-il-papa-e.html

a dimostrazione che il problema è allargato a tutta la Chiesa e che il CNC esiste fino a quando esisterà nella Chiesa questo doppio-giochismo, questa AMBIGUITA' sorta con le false interpretazioni del Concilio con le quali tutto ciò che eretico, seppur eretico ma ben cammuffato è diventato tollerabile...

Ripeto pertanto che l'unico metodo per combattere questa ambiguità e questa eresia è quello di rafforzarsi in gruppi sempre più numerosi che si ASSUMANO LA RESPONSABILITA' di perseguire la santa e vera Tradizione....
ci vorranno anni ed anni, ma come ci rammenta la beata Emmerich, questa crisi seppur devastante PASSERA', CESSERA', FINIRA'....
non è un caso che il Signore ci invita a PERSEVERARE, come a dire: non perdete la speranza!

^__^

Caro Francesco,
la tattica NC è la medesima di chi si trova in difficoltà e non sapendo come rispondere si rifugia in sé stesso, sulla difensiva, vedendo l'altro come un nemico...
Non dimentichiamo che il CNC non vanta assolutamente una missione evangelizzatrice fra i protestanti ma, guarda caso, ESSI VANNO A CONVERTIRE I CATTOLICI NELLE PARROCCHIE....
vanno a "convertire" le vecchiette che con la loro presenza assicurano un Rosario al giorno come efficiente contro i mali della Chiesa...
VANNO A FARE ADEPTI ALLA CAUSA DI KIKO...

e non aggiungo altro... ^__^

Buona Festa dell'Esaltazione della Croce e di Maria Addolorata!

Caterina63 ha detto...

ESCLUSIVO: INTERVISTA A S.E. MONS. SCHNEIDER

PRIMA PARTE – SULLA COMUNIONE
di Paix Liturgique

Arriva freschissima una lunga intervista al Vescovo..Mons. Athanasius Schneider... leggiamo due battute:


4) Nonostante sia stato consentito solo da un apposito indulto all'inizio, il modo di comunicarsi in mano è divenuto una norma, quasi un dogma, nella maggioranza delle diocesi. Come mai una tale evoluzione?

AS: Questa situazione si è imposta con tutte le caratteristiche di una moda ed ho inoltre il sospetto che la sua diffusione sia dovuta anche ad una vera e propria strategia. La consuetudine della comunione nella mano si è diffusa con l’effetto di una valanga. Mi domando: siamo così insensibili da non riconoscere più la sublime sacralità delle specie eucaristiche, Gesù vivente tra noi con la Sua maestà Divina?


5) Per il momento pochissimi prelati hanno deciso di imitare il Santo Padre e di dare la comunione nel modo tradizionale. Di conseguenza numerosi preti esitano a seguire il Papa. Secondo Lei, si tratta delle solite resistenze conservatrici (non si toccano gli “avanzi” di Vaticano II) o, ciò che sarebbe quasi peggio, di un disinteresse per l'argomento?

AS: Non possiamo giudicare le intenzioni, ma un'osservazione esterna ci lascia pensare che ci sia una reticenza o, almeno, un disinteresse per il modo più sacro e più sicuro di ricevere la comunione. Si ha l'impressione che una parte dei pastori nella Chiesa faccia finta di non vedere quello che porta avanti il Sommo Pontefice: un magistero eucaristico-pratico.

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queste parole confermano la testimonianza triste che abbiamo letto.....

buona riflessione...

mardunolbo ha detto...

Al di là del tema odierno, ma comunque inserito per capire le modalità di azione neocat. ecco qua osservazioni lucide e pertinenti su come effettuare cambiamenti liturgici che indurranno poi cambiamenti di mentalità...Ciò è successo in Inghilterra nel 1500; l'analista, prima anglicano e poi convertitosi al cattolicesimo, non poteva altro che essere inglese. Confermando la mia idea che soltanto chi vive dentro una realtà nazionale può capire al meglio i problemi, anche religiosi, della sua realtà! Riconfermo quindi quanto dissi altre volte riguardo al valore delle parole di un card. Joseph Zen, cinese, in confronto alle parole, mai abbastanza chiare ed efficaci di un cardinale italiano od europeo sulla Cina. Comunque per tornare al tema, per capire le modalità di azione di distruzione del cattolicesimo, leggere quanto scritto in questo blog, che consiglio vivamente per chi vuole informarsi sulle tappe di un "cammino" di devastazione liturgica e dottrinale che risale a secoli fa, non solo a 40 addietro! http://nullapossiamocontrolaverita.blogspot.com/ secondo paragrafo"Concilio Vaticano II....fondamento liturgico degli anglicani..."

Giovanni ha detto...

Perdonate ma non è per rinfocollare polemiche.
E' molto squallido che su un altro blog qualcuno scriva dei lettori di questo dicendo frasi come " non mi abbasso al suo livello".
Dei cristiani che sostengono di "non abbassarsi al livello" di altri cristiani?
Siamo proprio nella barbarie cattolica ormai.
Cari fratelli di questo blog vi ringrazio innanzitutto per la cvostra correttezza. Dalla vostra bocca mai una parola offensiva verso nessuno.
Vi ringrazio soprattutto per la serietà dei contenuti di questo blog, che si distin gue e non ama polemiche.Grazie.

Emma ha detto...

La testimonianza di Pietro riassume perfettamente la strategia neocatecumenale per imporsi in una parrocchia, progressivamente, ma sicuramente, assorbono e si impongono.
Come scriveva in un altro blog un nc, "tanto i migliori finiscono per entrare nel cammino, con gli altri tentiamo di collaborare".

mardunolbo ha detto...

Giusta osservazione di Mic, da cui prendo spunto.
La setta neocatecumenale NON può andare a convertire i protestanti anglicani o luterani, poichè lei stessa è figlia di costoro. Quindi,ovviamente, va dove c'è ancora carne da macellare, ovvero nelle parrocchie cattoliche dove i fedeli, sprovveduti e, forse anche tiepidi, si lasciano sedurre dai discorsi roboanti su un "cammino" di conversione e, complici parroci, come si evince dalle testimonianze,si installano, depredano,devastano liturgicamente e dottrinalmente e mietono le nuove vittime da immolare nella "coscienza di massa". Da notare che, contrariamente alle fedi protestanti,impongono però una liturgia loro, con regole pseudo-antiche para-ebraiche ed esrcitano un controllo sulle menti che non ha paragoni con le chiese protestanti, poichè l' l'individualismo presso di loro è d'obbligo essendo svincolato dalla dottrina dei Padri della Chiesa e dai Concilii. Quindi, come si disse spesso, un cancro metastatico inserito nella Chiesa cattolica da virus luterani ed ebraici e che va dove c'è da aggredire,e non certo alle sue fonti. Se ciascun neocat. si rendesse minimamente conto di questa origine se ne ritrarrebbe disgustato e spaventato, ma purtroppo l'ignoranza e la presunzione orgogliosa che viene instillata nelle menti impedisce di capire questa drammatica realtà sul cammino neocatecumenale.La mente dell'adepto è chiusa ad ogni rivelazione sulla sua realtà personale e della setta e si apre solo sulle "illuminazioni"raffazzonate dei catechisti dell'ultima ora settaria postconciliare.

mic ha detto...

La tua sintesi, Mardunalbo è di una drammatica, agghiacciante esattezza!

Giovanni ha detto...

Mio malgrado devo concordare con Mprdunalbo.

Giovanni ha detto...

Oggi inizia a Porto San Giorgio la convivenza di tutti coloro i quali si sono alzati nell’anno pastorale appena passato per il seminario.
Secondo me sono due le differenze tra il modo di agire neocatecumenale e quello comune a tutta la Chiesa nei confronti di tutti i giovani e meno giovani che sentono la chiamata alla vita consacrata, una positiva per il cammino e negariva per la Chiesa e una negativa per il Cammino e positiva ( più o meno) per la chiesa.
1 - il Cammino non abbandona a se stessi i chiamati dalla vocazione, ma li segue e li cura, li riunisce, organizza una convivenza con delle catechesi e fa in modo che tra loro i convocati a Porto San Giorgio possano anche scambiarsi idee ed esperienze e incoraggiarsi a vicenda. Peccato che si cerchi di indirizzare i partecipanti alla convivenza solo verso i seminari Redemptoris Mater.
2- la Chiesa,cioè ogni vescovo diocesano, non riunisce affatto i chiamati, non li cura per il discernimento, li lascia a se stessi e ognuno deve scegliere individualmente, cosa molto dura e difficile. In compenso viene rispettata al massimo la libertà di scelta di chi sente il germe della vocazione.

Stefano78 ha detto...

Che il Cammino si inserisca nelle deficienze ecclesiali, non c'è dubbio.

Che sopperisca, con le proprie cure, a mancanze diffuse credo sia innegabile anche questo.

Il problema è che se in molte parti vi sono carenze, esse vengono colmate con un contenuto estraneo alla tradizione ecclesiale.

La leva per l'espansione in molti casi esiste ed è concreta. Invece di porre rimedio, però, si diffonde un' interpretazione soggettiva e "originale" di Cristianesimo.

Semiur ha detto...

Ho letto la testimonianza ed mi è subito e palesemente balenata una domanda: ma questi parroci che hanno permesso e permettono questi scempi, che cosa hanno per la testa??? se queste devastanti iniziative fossero state bloccate dal parroco sin dall'inizio, il cammino non avrebbe mai potuto prendere letteralmente possesso della parrocchia!! che tristezza!!