mercoledì 29 settembre 2010

Una vera famiglia cristiana

Può sembrare un'articolo anomalo nel nostro contesto. L'ho letto su L'Ottimista e lo pubblico come testimoninanza insolita, perché: 1. si tratta di una storia vera; 2. dimostra come non ci sia bisogno di una comunità neocatecumenale perché esista una famiglia davvero cristiana.
http://www.lottimista.com/component/content/article/24-in-evidenza/713-lamore-familiare-vince-il-razzismo-e-lipocrisia-.html

Lunedì 26 luglio al Fiuggi Family Festival è stato proiettato uno splendido film: The Blind Side, diretto da John Lee Hancock e interpretato, tra gli altri, da Sandra Bullock. Una di quelle pellicole che fanno ridere e che commuovono. Una storia vera che suscita speranza e ottimismo. Una bellissima vicenda che vede come protagonista una famiglia bianca, ricca e cristiana, la quale senza ipocrisia e con tantissimo amore adotta un giovane adolescente di colore.

Una storia che inizia con un passaggio in auto e l’invito a passare la notte ed il pranzo del giorno del ringraziamento insieme, e che finisce con una rivoluzione sociale all’interno e fuori della famiglia.
Si tratta della storia vera di Michael Oher, un ragazzo di colore nato in condizioni difficilissime e che, grazie a questa adozione, scopre di essere amato e di avere una famiglia, diventa bravo a scuola ed eccellente nel gioco del football, fino a diventare un vero e proprio campione.
Eppure Oher, all’inizio della vicenda sembra senza speranza, è un ragazzo solo, obeso, triste e silenzioso. La sua vita è stata un inferno. Non ha mai conosciuto il padre, la mamma si trascina tra droga e amanti occasionali. Michael ha almeno dieci fratelli di padri diversi.
All’età di sette anni il piccolo Oher è stato strappato alla mamma e dato in adozione a diverse famiglie da cui è puntualmente fuggito. Così è cresciuto un ragazzo dal fisico gigantesco e potente, ma con il cuore a pezzi. Senza un letto, senza una casa, senza abiti, senza padre, senza nessuno che si curi di lui, in un ambito sociale degradato e disperato, con i suoi coetanei che sopravvivono a malapena tra spaccio di droga, consumo di alcool, prostituzione, uso della violenza e delle armi. La maggior parte di loro muore in giovane età.
Alla vigilia del giorno del Ringraziamento, Michael, che tutti chiamano Big Mike, gira solo e infreddolito per le strade di Memphis. Finché una famiglia bianca, ricca e cristiana, lo incontra e gli offre di andare a dormire da loro. Quest’incontro cambia la vita a Michael, ma anche e soprattutto a tutta la famiglia che lo ha accolto. Esattamente come accade in ogni azione di amore gratuito, la carità cambia la vita e il cuore a tutti quelli che ci capitano dentro.
Michael è docile, buono e molto protettivo. La famiglia lo adotta, lo aiuta negli studi, cerca di ricostruire un rapporto con la madre naturale, lo invita a crescere e a non isolarsi, per questo provano a farlo giocare a football. E così Michael cresce proporzionalmente all’amore che riceve e che ricambia. Un miracolo di umanità che libera le potenzialità del ragazzo. Michael Hoer è diventato uno dei campioni più forti di football americano.
Il film in questione è straordinario e unico del suo genere perché rivoluziona completamente i luoghi comuni e i pregiudizi ideologici che hanno caratterizzato la concezione della famiglia, soprattutto quella bianca e cristiana del sud degli Stati Uniti. Nell’immaginario collettivo, questa tipologia di famiglia è razzista e ipocrita, non a caso Memphis, la città dove è ambientato il film, è stata oggetto di inchieste sulle attività del gruppo razzista Ku Klux Khan, mentre in questo film si scopre la determinazione con cui la famiglia protagonista ama profondamente il ragazzo adottato fino al punto da rompere le relazioni con chi nutre ancora pregiudizi.
Nessun buonismo mieloso, nessuna manifestazione ideologica e ipocrita, ma tanto amore vero verso colui la cui infanzia è stata più difficile. Cominciando dalla mamma adottiva impersonata da Sandra Bullock, al bambino più piccolo che insegna a Mike a giocare a football e gli fa da manager, alla sorella più grande che lo accoglie e lo protegge, causando un certo disagio nelle sue amiche, fino al padre saggio e sincero, tutta la famiglia adottiva cambia la sua vita in funzione del nuovo arrivato.
In una scena del film, vista la felicità che illumina il volto della Bullock, una sua amica le dice: “Stai cambiando la vita a questo ragazzo”; la Bullock gli risponde: “no, è lui che sta cambiando la vita a me ed alla mia famiglia”. Ed il film racconta in maniera brillante come attraverso atti di amore, nessun obiettivo è precluso agli umani.
È altresì evidente come la famiglia è l’ambiente preposto a generare ed educare all’amore. Imperdibile la scena in cui la Bullock strapazza le montagne di muscoli dei ragazzi della squadra di football, e li sprona spiegando che sono una famiglia e che come una famiglia si devono difendere.
Per la sua intensità e bellezza, nel 2009, il film The Blind Side ha vinto: i premi Academy Award come miglior attrice per Sandra Bullock; l’Academy Award nomination come miglior film; Sandra Bullcok per questo film ha anche vinto i premi Golden Globe come miglior attrice protagonista, il Critics Choiche Award come miglior attrice e lo Screen Actors Guild Award come miglior performance femminile.
Resta inspiegabile, come ha sottolineato nell’introduzione alla visione del film, Alessandro Zaccuri, direttore artistico del Fiuggi Family Festival, il perché questo film, che pure negli Stati Uniti ha raccolto incassi notevolissimi, non sia stato distribuito nelle sale italiane...
Paradossale anche la vicenda della Bullock, che per questo film ha vinto l’Oscar, ma a marzo aveva ricevuto anche il 'Golden Raspberry Awards' meglio conosciuto come “Razzie Awards” cioè il “premio pernacchia d’oro” per il peggior film dell’anno che è stato All About Steve. Ebbene, il film peggiore, All About Steve è stato distribuito nelle sale in Italia, mentre lo splendido The Blind Side non ha avuto la stessa sorte. Di fronte a tale ingiustizia, il quotidiano Avvenire ha invitato lettori e simpatizzati a mobilitarsi affinché il film The Blind Side venga fatto conoscere anche nel nostro paese.

30 commenti:

mic ha detto...

È altresì evidente come la famiglia è l’ambiente preposto a generare ed educare all’amore.

possibilmente e comunque non necessariamente nella "famiglia allargata" neocat, che diluisce il ruolo paterno e materno nel potere assoluto dei catechisti e che monopolizza risorse attività dei singoli unicamente all'interno del Cammino

mic ha detto...

mi fa riflettere inoltre ancora una volta come l'apertura alla vita non consista esclusivamente e generare figli in modo indiscriminato

mic ha detto...

La non distribuzione del film in Italia, mostra ancora una volkta come la cultura egemone prenda il sopravvento su tutti gli ambiti della nostra vita.

In quasto caso si tratta di quella laicista (non laica) secolarizzata e scristianizzata, che serve da alibi ai neocat per proporsi come unico rimedio, traendo in inganno molti...

mic ha detto...

La non distribuzione del film in Italia, mostra ancora una volta come la cultura egemone prenda il sopravvento su tutti gli ambiti della nostra vita.

In questo caso si tratta di quella laicista (non laica) secolarizzata e scristianizzata, che serve da alibi ai neocat per proporsi come unico rimedio, traendo in inganno molti e che non è meno deleteria di quella ecclesiale modernista, nella quale il cammino può proliferare indisturbato, per totale inadeguatezza ed anche indifferenza sul riconoscerne gli svarioni dottrinali e pragmatici.

mardunolbo ha detto...

Qualcuno di voi ha visto il film "Katyn" di Wajda ? Ebbene, sono riuscito a vederlo in una saletta con 4 persone prima che sparisse. Quando lo vidi, capii immediatamente perchè fu censurato dalla distribuzione: durante la permanenza in caserma, da prigioneiri, gli ufficiali polacchi pregavano col Rosario e prima di morire, con colpo in testa esploso dal funzionario sovietico, pregavano ! Orrore, orrore, guai a far vedere in un film le preghiere agli italiani!Durante la ritirata di Russia, Don c.Gnocchi con altri cappellani ricordarono che i soldati morenti e feriti si lamentavano invocando la Madonna e la mamma indistintamente: li benedicevano dando subito l'assoluzione; "poichè chi invoca la Madonna e la confonde con la madre prima di morire, va assolto perchè è di certo in grazia di Dio" Così dicevano e sono pienamente,dottrinalmente, psicologicamente d'accordo. Ma con un presidente della Repubblica ex comunista, con giornali quali Corriere e Repubblica e Stampa intenti alla demolizione del sacro in ogni momento, propagandare film come "Katyn" o "Blind Side" significa come dichiarare fuorilegge massoneria e laicismo e liberalismo! Mai farebbero così.Si associano a questi pozzi di fanatismo laico, altri pozzi di fanatismo pseudo-cattolico dove l'ignoranza di ogni realtà fuori dalla loro è la regola ed il procedere a tamburelli e sonagli è l'esatta antitesi della serietà della vita e della morte.Per questo diventa farsa la messa-mensa ed il loro cammino...

mardunolbo ha detto...

"famiglia allargata" neocat, che diluisce il ruolo paterno e materno nel potere assoluto dei catechisti e che monopolizza risorse attività dei singoli unicamente all'interno del Cammino - dice Mic.
Ed è proprio questa la beffa ignobile cui cascano i neocatecumenali. Aberrazioni liturgiche, dottrinali e, ciliegina sulla torta, aberrazioni d'impostazione della famiglia dove i ruoli sono svuotati e dove la comunità è il fulcro preponderante. Infatti la prolificazione indiscriminata (pari pari alle "comuni sessantottine" ormai in disuso)costringe gli adepti, di necessità, ad intrupparsi insieme per condividere gli oneri dei molti figli.Anche questo sistema è ottimo per impedire lo "slaccio" di queste povere famiglie ,di fatto "allargate", dal gruppo neocatecumenale.In mezzo, ovviamente, affiorano le simpatie, gli ammiccamenti, i desideri verso qualche altro che non sia il coniuge, ma con una bella confessione pubblica si cerca di riparare e salvare l'armonia...."legando" ancor più indissolubilmente i membri "allargati" tra loro. Non entriamo poi a parlare dei figli che soffrono di terribili trascuratezze genitoriali e ci rimettono salute fisica,psichica ed equilibrio. Poichè, sia chiaro, NON SONO FAMIGLIE CON NONNI O VECCHI ZII O ZIE DI AIUTO, ma solo e banalmente famiglie "allargate" in comunità settaria, quindi anche poco aperta al sociale ed al diverso, con tutto quel che ne consegue, di cui lascio a libri e documenti e letteratura del caso parlarne.

mic ha detto...

Grande, Mardunolbo!

elisa ha detto...

Tutto vero, Mardunolbo. E aggiungerei che chi è in cammino non solo è costretto a trascurare i figli, ma anche i nonni e i vecchi zii, altro che famiglie allargate! Bambini, vecchi e malati vanno lasciati a casa, sarà il Signore ad occuparsi di loro.
Quanto alle simpatie "proibite" che possono nascere all'interno della comunità, sono una coseguenza abbastanza naturale dello stare confinati in un gruppo ristretto. Ho visto delle "sorelle" azzuffarsi per una scollatura un po' audace che, a detta loro, poteva provocare i mariti. Forse non tutti sanno che uomini e donne (non sposati tra loro) non possono incontrarsi in casa da soli, perché il demonio è in agguato tra loro. Altro che fratelli e sorelle...

Francesco ha detto...

Cara Elisa,

quanto alle "cautele" raccomandate o imposte dai neocatecumenali per evitare il nascere di "simpatie" tra " fratelli" e "sorelle", beh, non è in sostanza un male, anche se in sostanza tali "cautele" snaturano il rapporto di "fratellanza" e spazzano via ogni sentimento di fiducia e di reciprocità all'interno del gruppo-
Ma questo è un problema loro.
Il problema gravissimo, che coinvolge intere famiglie allargate, è la superficialità e la rozzezza che vengono quasi imposte alle coppie genitoriali in Cammino verso i figli(specialmente i più piccoli) e gli anziani, generalmente abbandonati a se stessi.

larus ha detto...

No mic ... mi dispiace che ti sia ‘scappato’ ma il termine ‘famiglia allargata’ è quanto mai inappropriato per una famiglia NC e crea confusione.
Ormai, nell’immaginario collettivo, si dice di una famiglia ‘allargata’ quando, per i più svariati motivi, PADRE e MADRE si separano e si uniscono con altri partner creando così famiglie con 2 padri 2 madri 8 nonni infinità di zii cugini etc. Per di più, se questi ex “GENITORI” si dividono ulteriormente e si uniscono ancora con altri partner, la famiglia -ormai non cristiana- si allarga in maniera esponenziale con ‘gioia’(?) e dolore (!) di tutti i componenti.
Nessun camminante vorrebbe accadesse una cosa del genere alla sua famiglia e, vuoi per scrupolo, o per paura, o per fariseismo o per quello che vuoi, fa di tutto perché non accada; anche nella sofferenza del vivere con difficoltà il rapporto.

Inoltre, per quanto si possa dissentire dalle motivazioni che spingono alla “prolificità” i NC, non di certo si può dire che «diluisce il ruolo paterno e materno nel potere assoluto dei catechisti» anzi, a riguardo, ci sono fiumi di ‘catechesi’ atte a far prendere coscienza di quale grande responsabilità abbiano i genitori riguardo alla crescita dei propri figli (magari più sotto l’aspetto di fede che sotto quello personale).

Caterina63 ha detto...

VORREI PROVARE AD ANDARE UN TANTINO OLTRE... al paragone fatto da Mic tra questa storia e l'appartenere ad una famiglia NC...

Approfondirei l'argomento da un punto di vista prettamente CATTOLICO-APOLOGETICO...
proprio per evitare la forma settaria di cui si accenna...

Tanto per cominciare NON esistono ricette preconfezionate che possano garantire l'apprendimento della fede cristiana...ciò che chiamiamo METODI non sono appunto delle ricette e non è detto che essi riescano poichè molto dipende DAI SINGOLI, da come si percepisce L'ANNUNCIO, da come lo si accoglie, da un CAMMINO INTERIORE....per questo il così detto CNC che più che offrire un metodo IMPONE UNA RICETTA PRECONFEZIONATA, risulta stonata in chi poi conosce un pò di rudimenti dell'apologetica cattolica e soprattutto della "NOTTE DELL'ANIMA" ossia del percorso INTERIORE PERSONALE al quale si riferisce san Giovanni della Croce OFFRENDOCI uno spaccato di ciò che il cattolico autentico DEVE NECESSARIAMENTE PASSARE...

Altro aspetto: LA FEDE, avere fede, NON SIGNIFICA AFFATTO "SAPERE"!

migliaia di persone hanno fede in qualcosa o in qualcuno, ma non per questo essi "sanno o conoscono la VERITA'"....
ergo, la presunzione di Kiko, il quale PRETENDE DI DARE LA FEDE attraverso il suo metodo, ritenendolo l'unico fino a modificare l'assetto liturgico della Chiesa, ci fa comprendere dove si annida l'errore che rasenta la superbia e la presunzione stessa...come quando disse ai Vescovi: VI DONO I MIEI SACRDOTI, I MIEI SEMINARI SONO VOSTRI!!
e nessun Vescovo si alzò per dire: caro Kiko, lei NON mi da proprio un bel nulla!!

La Verità di cui è custode LA TRADIZIONE DELLA CHIESA non è un "metodo" che si può dare o preconfezionare attraverso un esercito di catechisti...
la Verità di cui parliamo e parla il CCC è PERSONA=GESU' CRISTO!
per questo è impossibile che Essa può essere data attraverso la FEDE...
la Fede è una sorta di MOTORE CHE HA UN "CAPO-MECCANICO"=DIO AL QUALE CHIEDERE IL SUO FUNZIONAMENTO!

La fede, questo motore MUOVE LE MONTAGNE, dice Gesù... ma la CONOSCENZA, IL SAPERE E' ADESIONE A QUALCUNO che sta al di sopra di noi....

continua.............

Caterina63 ha detto...

La fede smuove le montagne MA NON DA CERTEZZE!!
la certezza giunge quando l'incontro PERSONALE CON IL RISORTO(=questo QUALCUNO) è vissuto nel quotidiano, NELLA SEMPLICITA' come spiega il successo The blind side, la storia di Michael....
ed è fondamentale comprendere come questo CAMBIA non soltanto chi riceve la VERITA'=PERSONA ma cambia anche chi è posto dalla Provvidenza ad essere STRUMENTO di questa conoscenza...

L'errore di Kiko è di aver voluto imporre LA SUA ESPERIENZA PERSONALE IMPONENDOLA QUALE METODO VALIDO PER ALTRI dimenticando la dimensione UMANA E SINGOLARE di ogni individuo...
se leggiamo con attenzione la storia di tanti Fondatori e Fondatrici, la storia di Chiara Luce Badano, focolarina, morta a 17 anni di tumore e beatificata sabato dalla Chiesa....ci accorgeremo che NESSUNO di loro ha mai imposto la propria esperienza di fede come UN METODO creando un esercito di catechisti perchè impongano a loro volta IL CAMMINO DI KIKO...

La debolezza di molti Vescovi che pur di vedere le chiese piene si accontenta della MEDIOCRITA' ci fa comprendere il dramma che stiamo vivendo... non più dunque un cattolicesimo APOLOGETICO E DOTTRINALE, ma un cattolicesimo mediocre, CON UNA FEDE IN "QUALCUNO" LA CUI CONOSCENZA DIVENTA UN OPCIONAL....ecco da qui anche il rischio del SINCRETISMO religioso...la banalizzazione DOTTRINALE modificata a seconda delle necessità DEL GRUPPO e non il contrario come dovrebbe essere!

Fede e conoscenza sono due aspetti ben distinti...ma inseparabili se poi non si vuol crollare al primo vento di tempesta!
LA FEDE SI IMPARA!!!
e la si impara vivendo IN COMUNIONE CON LA TRADIZION E DELLA CHIESA, diversamente, quasta fede, resta mediocre, superficiale e privata del DEPOSITO DELLA FEDE infatti il DEPOSITO di cui parla san Paolo è la CONOSCENZA, LA TRADIZIONE che vivifica questa fede rendendola appunto CATTOLICA=ORTODOSSA...

Un vecchio adagio patristico recita “Unus christianus nullus christianus”, un cristiano isolato non è un cristiano, essere di Cristo vuol dire far parte del gruppo dei suoi discepoli che egli ha costituito come Chiesa. Il cristiano ha nel suo DNA la capacità di aprirsi ai fratelli.

ma i Padri non intendevano certo il gruppo di Kiko, nè altri gruppi...bensì LA CHIESA, LA PARROCCHIA CHE ' GIA' GRUPPO...
^__^

mic ha detto...

No mic ... mi dispiace che ti sia ‘scappato’ ma il termine ‘famiglia allargata’ è quanto mai inappropriato per una famiglia NC e crea confusione.

capisco il bisticcio linguistico per l'uso che oggi si fa di questo termine e che tu hai sottolineato; ma non mi sono posta il problema di possibili confusioni, perché l'ho usato alla lettera, nel senso di 'famiglia allargata' alla comunità, dove è gioco forza che i ruoli genitoriali (e giustamente fanno notare come accada anche per tutte le altre relazioni) si diluiscano, per diversi motivi:

1. il tempo da dedicare alle attività comunitarie, che assorbe tutte o quasi le energie e le potenzialità della persona, distraendole da qualunque altro interesse od esperienza. E questo ricade anche sui rapporti personali, proprio perché l'impegno in comunità è prioritario su qualunque altro di qualunque genere: familiare o sociale.

2. il ruolo e il potere dei catechisti certamente non può non influire anche sul rapporto genitori-figli, anche se forse molto potrà dipendere dalle persone. Ma siamo sempre lì: se ci sono persone con attributi, non si lasciano fagocitare e prima o poi escono dal cammino...

mic ha detto...

ci sono fiumi di ‘catechesi’ atte a far prendere coscienza di quale grande responsabilità abbiano i genitori riguardo alla crescita dei propri figli (magari più sotto l’aspetto di fede che sotto quello personale).

Appunto... le responsabilità sono più centrate a veicolare i contenuti del cammino più che a favorire i rapporti interpersonali, tenendo conto che è poi la prassi quella che irreggimenta le persone e le massifica nei modi che sappiamo bene.

Invece tra genitori e figli la fede serve a rendere più fecondi autentici e vivi i rapporti personali, che sono proprio quelli che fanno della famiglia il grande nucleo fondante e il crogiolo di una sana crescita personale, che riguarda non solo i figli, dei quali si ha responsabilità, ma anche i genitori, che crescono insieme a loro proprio nel comprendere ed esprimere e mettere in atto quello di cui i figli hanno bisogno ad ogni età e realizzano anche in questo -e con molto impegno e spesso sofferenza ma anche sempre maggiore pienezza di essere- la maturazione, sempre in divenire per tutti, della propria persona...

Freedom ha detto...

Carissimi+
un saluto e un abbraccio fedele dal vostro FREEDOM. Piu' vi leggo, piu' sento un senso di appartenenza con tutti voi+. Sto rimuginando da diversi giorni, benche' occupato in altre questoni, sul senso del SACRO e sul senso della MAGIA= o RELIGIONE NATURALE, che sgorga "come acqua viva" nella comune pratica del "cammino neocatecumenale", ahime'! In senso contrario a quanto affermato dagli slogans di turno.
Mi spiego: coloro che tacciano la vera fede , di religione naturale, non fanno altro che inculcare superstizione e paura nelle menti di chi segue pedissequamente il CN.
Ad es. succede qualcosa di strano, prima di andare ad una convivenza?! Ecco spiaccicato la' l'intervento del demonio...... Tema gia' trattato e messo in evidenza per quanto riguarda il CN...Eppure è ben presente nella corrente "New Age" che domina il nostro tempo che travia tanti giovani..... Eppure il cammino neocatecumenale non si inscrive forse nel solco or ora descritto, con opportune strumentali varianti?!
Il "pensiero magico" è un modo immaturo di approcciare l'esistenza, sul quale, ad occhi attenti, pare tracciata la firma del "capo degli angeli ribelli" eppure il mondo cieco ,pare non accorgersene...Per ora.

Freedom ha detto...

La "regalita' della donna " è la sua maternita'. A precindere che si puo' esser genitori, al di la' della fisiogia, come lo sono e lo furono Santi e Sante ( di cui è meglio non parlare a chi è nel cammino neocatecumenale ....se no, gli viene l'itterizia! ). Ma dire: oggi : che la regalita' della donna è la sua maternita': urta contro la new age di coloro che si spacciano per cattolici!
Ne abbiamo esempi a noi vicini, sacerdoti con i cosiddetti che gli fumano!!!, che lo dicono a voce alta , senza tema di essere ridicolizzati da coloro che ammaestrano i mass-media per un pugno di "pezzi d'argento"..
perdonate l'O.T. = non lo faccio più.

jonathan ha detto...

Il principio dominante, in sé giusto per ogni cristiano, è: il Signore sopra tutto e tutti, Cristo è e deve restare il centro della vita. Il problema è come questo principio deve mettere i piedi nella realtà concreta della gente. Il cn risponde: fai il cammino e fidati del Signore.

Esempio, estratto dall’esperienza diretta. Una coppia giovane, due figli piccoli, più o meno quattro e due anni all’epoca. Il più piccolo aveva problemi di salute piuttosto seri, erano in attesa di un intervento chirurgico. Convivenza di inizio corso in comunità. La madre non se la sente di lasciare il piccolo a casa, né poteva portarlo con sé, rinuncia quindi alla convivenza alla quale va solo il marito. Per i catechisti questi genitori non si sono fidati del Signore, ’non mettono Cristo al centro’, hanno un affetto malato per i figli e invece che affidarli al Signore, li trattano gelosamente come idoli. Conseguente lite tra i due sposi e prolungato disagio.

Altro esempio, altre due coppie giovani con figli piccoli. Lavoro incerto, precario e mal pagato. Problema baby-sitter, intanto trovarne una di cui potersi fidare, e poi farsi i conti in tasca. Capitava che disertavano gli incontri e anche le convivenze. Risultato? Sempre quello, devi fare il cammino, fidati del Signore. In una convivenza ho visto piangere a tavola quella mamma che quella volta aveva fatto i salti mortali per star lì, ma i catechisti e buona parte della comunità le avevano fatto credere di non essere una buona madre e di non amare abbastanza il Signore. E’ facile immaginare le infinite discussioni che tutto questo poi ha insinuato nelle coppie.

jonathan ha detto...

Quanti altri esempi, e quante domande. Una soltanto: qual è il dovere primario dei genitori cristiani, come essi onorano la volontà del Signore sulla loro vita? Facendo il cammino e rispettandone gli impegni ad ogni costo, o non piuttosto e in primo luogo lasciando che quella Volontà si compia, e trovi spazio docile e accogliente in loro e attorno a loro? Non è forse il dovere primo quello di ‘insegnare’ l’amore ai figli, donandolo a piene mani e mostrandolo nella reciproca tenerezza? Per divenire insieme quel che già si è, immagine sacramentale della vita trinitaria. Perché anche l'amore si impara e nell'amore vissuto e respirato si scorge il Volto e il Nome di Dio.

Caterina63 ha detto...

Freedom ha detto...

perdonate l'O.T. = non lo faccio più.


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perdonarti? e di che? di averci dato piccole perle sulle quali meditare?
^__^
non spaventatevi mai di trovarvi OT la bellezza di un autentico forum o blog Cattolico si distingue anche da questo, ossia dall'opportunità più o meno azzeccata di intervenire per allargare le riflessioni....diverso è quando qualcuno va OT per sviare dal discorso come faceva qualche NC di nostra conoscenza ^__^

libertà di PAROLA...e già mic lo dimostra sovente sopportando allegramente i miei di OT!
ahahahah ^__^

un abbraccio!

Freedom ha detto...

Troppo buona Cate,
un abbraccio a te e a tutti i fratelli+ dell'Osservatorio.

mic ha detto...

libertà di PAROLA...e già mic lo dimostra sovente sopportando allegramente i miei di OT!
ahahahah ^__^


sembrano ;) OT ma non lo sono mai e hai detto bene anche per Freedom

mic ha detto...

Non è forse il dovere primo quello di ‘insegnare’ l’amore ai figli, donandolo a piene mani e mostrandolo nella reciproca tenerezza? Per divenire insieme quel che già si è, immagine sacramentale della vita trinitaria. Perché anche l'amore si impara e nell'amore vissuto e respirato si scorge il Volto e il Nome di Dio.

infatto, cara Jonathan, è questo... e anche i tuoi esempi, così eloquenti, si sono aggiunti a molti altri e coincidono con quella che è la nostra esperienza.

Ma purtroppo chi è invischiato non riesce nemmeno a riconoscerlo!

Emma ha detto...

"Per i catechisti questi genitori non si sono fidati del Signore, ’non mettono Cristo al centro’, hanno un affetto malato per i figli e invece che affidarli al Signore, li trattano gelosamente come idoli"

Certo, è il cammino che deve essere al centro, altro che Cristo!
È il cammino l`idolo.
A lui ogni onore e gloria, a lui la priorità assoluta, a lui totale obbedienza e sottomissione.
Se mio padre sta per morire, se mio figlio sta male, sceglierò comunque il cammino e abbandonerò i miei cari!
Ma chi può fare scelte simili se non persone che hanno perso l`uso di una ragione libera e autonoma, persone condizionate che hanno consegnato ad altri le chiavi della loro coscienza?

zufolo ha detto...

e' effettivamente idiota che il film di sandra bullock non sia uscito in italia, ma non leggerei questa storia in termini anticristiani... la warner bros guarda solo al portafogli e se pensasse di fare soldi facendo un film sul rosario lo farebbe.

il problema probabilmente e' piu' terra-terra, una parte significativa del film ruota attorno al football americano che in italia nessuno capisce. e' vero che c'e' una cultura dominante ma e' quella calcistica, non e' quella anti-cristiana. se sandra bullock avesse adottato cristiano ronaldo invece che michael olher, per due mesi non avremmo visto altro nelle sale.

z

ps sandra bullock santa subito!

Emma ha detto...

Mi ricordo due testimonianze di Aldo, particolarmente toccanti, una che lo riguardava personalmente, un`altra di una coppia della comunità di cui era responsabile se non vado errata.
Nei due casi, le coppie hanno scelto il cammino e la sua legge, mi ricordo che per Aldo e la sua sposa, quella scelta fu seguita da un esito particolarmente drammatico.

Michela ha detto...

Al primo passaggio c'è una catechesi fatta con molta enfasi sull'odiare il padre e la madre, il figlio, per seguire Gesù.
Si comincia pian piano a pensare di essere qualsi dei monaci, cioè come delle persone che hanno fatto voto di obbedienza ai catechisti, e si dimenticano i doveri del proprio stato, convinti di essere nella volontà di Dio.
IN quella catechesi viene detto chiaramente che la nostra ragione non può capire le parole del vangelo, e che bisogna prenderle così come stanno, senza interpretazioni.
So che se ne è già parlato, ma era solo per capire un po' lo stato di assoggettamento dei ncn

mic ha detto...

il problema probabilmente e' piu' terra-terra, una parte significativa del film ruota attorno al football americano che in italia nessuno capisce.

ma quanti film hanno circolato e circolano in Italia su aspetti della società americana che non ci sono familiari... è un pretesto da bastian contrario e basta

larus ha detto...

@ mic
...non mi sono posta il problema di possibili confusioni, perché l'ho usato alla lettera, nel senso di 'famiglia allargata' alla comunità

Il senso dato all’espressione l’avevo capito già da me, ma volevo far notare che, agli occhi di chi non è “del settore”, parole come “famiglia allargata”,
sommate a frasi del tipo “Infatti la prolificazione indiscriminata (pari pari alle "comuni sessantottine" ormai in disuso)costringe gli adepti, di necessità, ad intrupparsi insieme per condividere gli oneri dei molti figli”,

suscitano perplessità e creano convincimenti sbagliati che inducono poi a ciarlare di ciò che non è “vero”.



@ mardunolbo
Anche questo sistema è ottimo per impedire lo "slaccio" di queste povere famiglie ,di fatto "allargate", dal gruppo neocatecumenale.In mezzo, ovviamente, affiorano le simpatie, gli ammiccamenti, i desideri verso qualche altro che non sia il coniuge, ma con una bella confessione pubblica si cerca di riparare e salvare l'armonia...."legando" ancor più indissolubilmente i membri "allargati" tra loro. Non entriamo poi a parlare dei figli che soffrono di terribili trascuratezze genitoriali e ci rimettono salute fisica,psichica ed equilibrio.

Passino le frasi che dici (fidandoti dell’esperienza diretta trasmessa da qualche ex NC) riguardo ai fatti che accadono all’interno delle CNC (anche se rimangono soltanto tue congetture, visto che dici di non avere esperienza NC né di altri gruppi) ma, non accetto il tono perentorio che dai a queste parole
«Poichè, sia chiaro, NON SONO FAMIGLIE CON NONNI O VECCHI ZII O ZIE DI AIUTO, ma solo e banalmente famiglie "allargate" in comunità settaria»
perché una cosa del genere si può dire soltanto avendo avuta esperienza diretta delle famiglie che citi generalizzando.



... Su tutto ciò, io, non trovo nulla di ‘grande’...

Direi che, forse è meglio “osservare” solo quando ci sono i presupposti e non ‘trovarli’ a tutti i costi purchè se ne parli.

mic ha detto...

Direi che, forse è meglio “osservare” solo quando ci sono i presupposti e non ‘trovarli’ a tutti i costi purchè se ne parli.

caro Larus, non nascondo che ho presentato l'articolo perché mi ha intrigato il contenuto e desideravo condividerlo con voi

Inoltre ci stava tutto il parallelo con il cosiddetto neo-catecumenato, nel quale la famiglia 'si allarga' all'ambito più ampio della comunità di appartenenza, con tutte le conseguenze messe in luce da molte testimonianze (comprese quelle su questa pagina e ricordando anche il parere di psichiatri), alcune anche molto drammatiche: ricordo quella di Aldo e mie vecchie personali esperienze.

Capisco il tuo rigore, ma non lo trovo proporzionato alla gravità delle testimonianze ospitate su questo blog anche in altre discussioni

credi che io abbia 'voluto' vedere quel che non c'era? In realtà mi è venuto spontaneo riflettere come in una famiglia neocat un caso del genere sarebbe potuto accadere soltanto inglobando il nuovo accolto nella comunità e ho voluto sottolineare come ci siano famiglie cristiane anche fuori del cammino, che normalmenmte sembra enfaticamente darsi il monopolio anche di queste.

Inoltre ancora, non l'ho esplicitato ma mi sembrava ovvio, quante volte 'apertura alla vita' non significa solo prolificità indiscriminata (perché nel cammino così è, o no?) ma paternità e maternità responsabili che accolgono i figli che sanno di poter gestire e lo fanno con metodi leciti (che comunque sono affar loro e del loro confessore e basta) e poi sono aperti alla vita, non solo accogliendo come figlio un ragazzo in situazione di necessità, ma con quell'apertura di mente e di cuore capace ad aiutarlo a trovare se stesso senza irreggimentazioni e massificazioni prefabbricate.

Questo ci ho visto, questo dico, senza bisogno di 'trovare' a tutti i costi nulla...

quanto a Mardunolbo, so per essermi confrontata con lui, che parla con cognizione di causa, perché i neocat, comprese le famiglie di itineranti li ha conosciuti di persona anche all'estero...

Comunque ti ringrazio per la tua riflessione tratta dalla schiettezza del tuo 'sentire'

Siamo effettivamente severi in certe valutazioni; ma a me sempre che ci siano tutti i presupposti, avuto riguardo a quanti danni si stanno producendo nel Corpo Mistico di Cristo, a causa della realtà di cui ci occupiamo

mic ha detto...

aggiungo poi che apertura alla vita non è solo la prolificità generativa materiale, ma anche e soprattutto la capacità prima spirituale poi materiale di accogliere e custodire e magari far crescere con l'aiuto del Signore ogni dono che la Vita ci fa, uscendo da molte possibili egoistiche chiusure, che non possono essere limitate all'ambito procreativo